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PROGRAMMA DELLE CELEBRAZIONI:

Festa di Santa Giulia Sabato 22 maggio

Via del Seminario, 61 57122 Livorno tel. e fax 0586/210217 lasettimana.livorno@tiscali.it Notiziario locale

Direttore responsabile Andrea Fagioli Reg. Tribunale Firenze n. 3184 del 21/12/1983

23 maggio 2010

ore 17.30 Cattedrale Concelebrazione Eucaristica Presieduta dal Vescovo Simone ore 18.30 processione con le reliquie della Santa fino al prato della Fortezza Nuova ore 19.15 benedizione della città, delle attività remiere, del Cencio del Palio, saluto del Sindaco, ritorno verso la Cattedrale Domenica 23 maggio ore 20.45 gara remiera "Coppa S. Giulia"

La quinta assemblea diocesana ha scelto le priorità del prossimo progetto educativo. Il Vescovo: «Narrare la fede con amore»

Educare alla fede

DI DON FEDERICO LOCATELLI

ducare la nostra gente alla risposta di fede: questa espressione racchiude in sintesi la sfida principale per la nostra chiesa diocesana, che domenica scorsa si è riunita nella chiesa di santa Lucia per svolgere la sua quinta Assemblea Diocesana. La nostra chiesa si trova impegnata nello stilare un progetto educativo che tracci le linee essenziali per l’annuncio del vangelo alle persone. Ma non si tratta di un tema esclusivamente nostro: tutti i vescovi italiani hanno deciso di dedicare il decennio appena iniziato al tema dell’educazione, che sarà trattato nella prossima assemblea della CEI alla fine di questo mese. Il percorso che condurrà alla stesura del suddetto progetto è iniziato lo scorso autunno, quando l’Ufficio Catechistico ha fatto un’indagine su come viene svolto nelle parrocchie il cammino di Iniziazione Cristiana, allo scopo di avere una fotografia della nostra realtà diocesana nel suo insieme, valutando poi quali sono le scelte educative più determinanti e incisive. Nei primi mesi di quest’anno i risultati di questa indagine sono stati presentati al Consiglio Pastorale Diocesano, che insieme all’Ufficio Catechistico ha elaborato il documento preparatorio su cui hanno lavorato le parrocchie e i vicariati e che è stato presentato all’assemblea. I contributi di questo lavoro saranno raccolti in una prima bozza di progetto su cui si lavorerà durante tutto il prossimo anno pastorale, per arrivare alla sua approvazione e stesura definitiva nel 2011.

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Il programma dell’assemblea Una volta che i partecipanti si sono iscritti e hanno preso posto, l’assemblea è iniziata con un momento di preghiera e poi il vescovo ha dato alcuni spunti iniziali, tra i quali è emersa la domanda di fondo:

come fare per annunciare il vangelo alle persone che abbiamo davanti? Un compito centrale e determinante per la chiesa è suscitare il bisogno interiore di rispondere alla chiamata di Dio. Questo avviene se si percepisce mediante i sensi spirituali la bellezza di un incontro con il Dio che ama, e si traduce questo incontro nella vita concreta. Ma è ovvio che occorre educare proprio i sensi spirituali, a partire dall’ascolto interiore e profondo della Parola di Dio, fino a rendere la persona in grado di «vedere Dio con le orecchie», come dicono i Padri della Chiesa. L’annuncio del vangelo è una notizia che educa, cioè che porta per mano, conducendo l’uomo fuori dal buio per mostrargli la luce di Dio. Non si può avere evangelizzazione sincera e autentica se questa non è educante. Il vescovo ha colto l’occasione per presentare il suo ultimo libro, «Solo l’amore salva», nel quale cerca di narrare il cuore della fede cristiana secondo la categoria dell’amore. Alla riflessione del vescovo hanno fatto seguito i due interventi di don Fabio Menicagli, direttore dell’Ufficio Catechistico, e di don Andrea Brutto, direttore del Centro Pastorale per la formazione permanente. Don Fabio ha passato in rassegna i risultati dell’indagine svolta tra le parrocchie con i punti di forza della catechesi nelle parrocchie, tra i quali la forte disponibilità a rinnovarsi, e i punti deboli, come la fatica degli educatori-catechisti. L’ultima parte del documento delinea quelle che vengono chiamate le «soglie» di confine tra situazioni esistenziali, che sono delle vere e proprie finestre per far entrare (o tornare) Dio nella propria vita. Le due soglie ritenute prioritarie su cui confrontarsi sono: le decisioni sul proprio futuro nelle giovani generazioni e l’inizio della vita insieme di una coppia. Don Andrea ha ricordato la conversione a cui siamo

chiamati da una pastorale di conservazione a una pastorale di evangelizzazione. Non è certo un tema nuovo, sono anni che se ne parla, ma in passato non abbiamo tratto abbastanza le conseguenze pratiche. La trasmissione della fede infatti non può limitarsi a momenti di forte impatto emotivo ma deve essere educante. È allora fondamentale, nei momenti in cui le persone si immettono in fasi nuove della vita (attraverso le soglie), la figura di un «traghettatore» che accompagni la conversione delle persone, facendo capire che Dio è presente proprio lì, in quei passaggi di vita. Nella parte successiva dell’assemblea i rappresentanti dei vicariati sono intervenuti per riferire ciò che era venuto fuori durante gli incontri svolti nelle varie sedi. I contributi dei vicariati si sono rivelati ben più ampi di quanto ci si aspettava, offrendo molti altri spunti oltre a quelli che il documento preparatorio suggeriva. A questi interventi è seguito un ampio dibattito dove è stata sottolineata, fra le diverse cose, la necessità di stare vicini alle famiglie, di accompagnare le coppie non solo prima ma anche dopo il matrimonio, di tenere presente l’estrema fragilità della famiglia di oggi. I risultati finali… cioè no Al termine del dibattito il vescovo ha raccolto i numerosi stimoli che sono stati dati, sottolineando un dato tipico della nostra società, definita «liquida»: l’antico confine fra credenti e non credenti appare oggi molto più sottile, perciò è vero che la gente fa presto ad allontanarsi dalla fede, ma fa presto anche a riavvicinarsi. L’esigenza di essere accolti e quella di avere relazioni affettive sono i bisogni principali della gente a cui la comunità cristiana può dare una risposta offrendo parrocchie veramente accoglienti ed educanti alla fede. In conclusione è stato chiesto ai partecipanti di fare alcune

fotografie GianlucaTesti

votazioni. La prima è avvenuta tramite un foglio dove si doveva esprimere da una a tre preferenze fra gli undici criteri indicati nel documento preparatorio. I criteri ritenuti fondamentali perché una comunità educhi alla fede sono: 1. la comunità mette al centro l’Eucaristia domenicale; 2. essa educa ad una spiritualità cristocentrica, che fa fare esperienza personale di Gesù e del Vangelo; 3. essa è capace di suscitare un legame fra fede e vita. È stata poi messa ai voti la necessità di passare da una pastorale di conservazione a una pastorale di evangelizzazione, e per alzata di mano è stata votata a grande maggioranza. Infine fra le due soglie, già ritenute prioritarie, delle decisioni sul futuro della vita e dell’inizio di una vita di coppia, è stata votata a maggioranza con voto palese la seconda. Si può parlare di risultati finali dell’assemblea? Direi proprio di no, dal momento che questo lavoro dà vita alle altre fasi dell’elaborazione del progetto diocesano, ma soprattutto perché ognuno di noi è coinvolto in prima persona. Non possiamo aspettarci che altri evangelizzino, il Signore ha donato a noi il suo Vangelo e il nostro compito è testimoniarlo. Invocando l’aiuto di Dio, garantito dalla presenza dello Spirito Santo, la nostra Chiesa, che apparentemente vive una sorta di «menopausa», potrà invece generare molti altri figli.

CAMBI NELLE PARROCCHIE

Le nuove nomine COMUNICAZIONI: Padre Andrea Conti termina il suo servizio nella Diocesi di Livorno per un nuovo incarico nell’Ordine Francescano Don Valerio Barbieri inizia il suo percorso di studi a Gerusalemme all’Istituto Biblico Francescano NOMINE DI NUOVI PARROCI Don Matteo Gioia a S. Agostino Don Cornelio Benchea a S. Matteo Padre Maurizio De Sanctis a S. Rosa Don Abrham Ngouama Responsabile dell’Unità Pastorale Nugola e Parrana S. Martino I Padri dell’ Associazione Rinnovamento Carismatico Servi di Cristo Vivo a Castell’Anselmo VICE PARROCI Don Federico Locatelli a S. Jacopo Padre Ilario D’Cunha a S. M. del Soccorso Don Cristian Leonardelli a S. Andrea (Castiglioncello) Don Gregory Swierkosz a S. Pio X NOMINE ED ALTRI INCARICHI Mons. Paolo Razzauti, delegato Vescovile per la Misericordia di Livorno e Responsabile dell’Unità pastorale della Cattedrale Mons. Giorgio Mangano, giudice del tribunale ecclesiastico regionale Don Felice Munaro, vice cappellano alla Purificazione e Delegato Vescovile per la Visita Canonica alle parrocchie per l’inventario dei beni parrocchiali


TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

23 maggio 2010

La Messa in ricordo di don Roberto Angeli

Viaggio nelle parrocchie

La parrocchia di Sant’Anna

Quercianella, a pochi chilometri dalla città, non è solo meta di turisti ma anche luogo di aggregazione e di culto. Ci sono tre comunità di religiose

Un esempio di collaborazione e condivisione

DI SIMONE MARCIS

Questa settimana, il nostro viaggio ci ha portato ad intervistare mons. Pietro Basci, parroco della chiesa di Sant’Anna a Quercianella COM’È IL RAPPORTO CON LA COMUNITÀ? «Ho un ottimo rapporto con i parrocchiani e con i 3 ordini di suore che vivono a Quercianella.» QUALI SONO I TRE ORDINI RELIGIOSI CON I QUALI CONDIVIDETE MOLTE ATTIVITÀ PASTORALI? «Le Suore Vincenziane, le Suore Passioniste e le Suore Francescane. Le prime sono sei e proprio da loro tutti i mercoledì , dalle 15 alle 17, ci riuniamo per la catechesi. Tra di loro c’è un medico, la dottoressa Galli che lavora presso l’ospedale di Livorno. Le seconde sono 6 e nei loro locali celebro le messa tutte le mattine alle 6,45. Hanno 40 pazienti anziani con varie patologie ma possono contare sull’apporto di molte donne volontarie che spendono molto del loro tempo in attività ludiche, animazione, canti . Le terze sono Suore Francescane e sono 2: hanno preso il posto dei Frati Francescani e stanno sistemando i locali. Nella loro proprietà hanno una chiesetta che è antecedente a quella di S.Anna.»

LA CATECHESI? «Abbiamo trenta ragazzi tra l’iniziazione e la preparazione alla Cresima. Il problema è il dopocresima perché i ragazzi frequentando le scuole a Livorno o Rosignano, sono più attratti dai centri più grandi. Qui non ci sono scuole ed è una zona di passaggio, comunque anche noi come parrocchia abbiamo un’anima e specialmente durante il periodo estivo concentriamo molte

delle nostre attività, con manifestazioni ed eventi che coinvolgono tutto il paese». IL 26 LUGLIO C’È LA FESTA PATRONALE DI S.ANNA: CHE COSA AVETE IN PROGRAMMA? «L’estate ruota intorno alle manifestazioni che anticipano la grande festa della nostra patrona.

L’adorazione 40 ore prima della processione a mare e la traversata fino a Chioma sono preparate con molta attenzione ed in estate accorrono numerosi turisti oltre ai parrocchiani». LA PARROCCHIA NON AVENDO MOLTI SPAZI A DISPOSIZIONE PUÒ CONTARE SUGLI SPAZI OFFERTI DALLE TRE PROPRIETÀ DELLE SUORE PRESENTI SUL TERRITORIO CON UN INTERSCAMBIO DI ATTIVITÀ E DI PERSONE?

«Abbiamo un ottimo rapporto e collaboriamo insieme da molto tempo e posso contare su un valido aiuto per lo svolgimento della vita parrocchiale quotidiana. I loro spazi , ma soprattutto la collaborazione attiva delle religiose è fondamentale, oltre ai parrocchiani

naturalmente».

Il Parroco Pietro Basci è stato nominato Monsignore il 10 luglio 2006 dall’attuale papa, Sua Santità Benedetto XVI ed è parroco di S.Anna di Quercianella dal 28 novembre 2001. Ha 71 anni ed è originario di Pontremoli

(MS), concluse gli studi nel seminario di Livorno dopo anni di vari spostamenti per seguire anche la famiglia, tra Francia ( studiò presso i Padri Rosminiani) , Sondrio, Como e Domodossola. Prima di arrivare a Quercianella ricordiamo i suoi trascorsi a Rosignano Marittimo , Nugola, 20 anni, S. Caterina, nel quartiere Venezia, come primo parroco dopo la gestione dei Domenicani, Capraia di cui è ancora amministratore parrocchiale. Ha molti impegni in ambito diocesano, toscano e nazionale. E’ direttore dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali,responsabile per l’edilizia di culto,incaricato per l’arte sacra,canonico della Cattedrale, Assistente Spirituale dell’Unione Apostolica del Clero (U.A.C.), Delegato Diocesano e Regionale, Revisore Conti Nazionale del F.A.C.I. E’ Commendatore e Priore della delegazione di Livorno.

«A COLUI CHE HA SETE DARÒ GRATUITAMENTE ACQUA DELLA FONTE DI VITA »(AP. 21,6)

Nel 1943 diventa parrocchia

Questo titolo è un riferimento tutto spirituale e il quadro della pittrice Cosaga che introduce la Mostra annuale degli allievi del Laboratorio di Grafica dell’Università della Terza Età- allestita nel salone della circoscrizione 3- sembra voler rispondere alla promessa del Signore, secondo il Libro Sacro. Il quadro, meraviglioso nell’espressione e nel simbolo, presenta la bocca assetata di un bimbo che si ristora dal getto abbondante di acqua che scende da un rubinetto. L’argomento trattato nella mostra è «acqua sorgente di vita», elemento indispensabile all’uomo e al nostro pianeta. Essa ha numerose caratteristiche e in questi avori è presentata nelle varie utilità, apparendo nella generosità delle cascate, nella povertà di deserti aridi o in altre situazioni di difficoltà. Osserviamo, quindi in alcuni quadri donne affaticate che portano sulla testa conche o brocche colme del prezioso liquido per il fabbisogno delle loro famiglie, bimbi assetati e sporchi che cercano sollievo alle loro sofferenze. Anche le fontanelle, ora quasi scomparse dalle nostre strade, rallegrano il cuore del passante sotto il caldo estivo. Alcune immagini ci fanno pensare a realtà lontane e riflettere, per esempio, su quanto è faticoso il lavoro e la sopravvivenza in certi paesi dell’Africa dove uomini e donne di buona volontà cercano di rendere disponibile a quelle popolazioni, quanto noi, qui, spesso sfruttiamo senza risparmio e spesso, addirittura sprechiamo. Lucia Menga

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dalla presenza di molti vip. La parrocchia vive e ed è attiva tutto l’anno con una comunità attiva e molti volontari impegnati soprattutto nell’assistenza di persone malate presenti in una struttura delle Suore Vincenziane. Ci si incontra , si prega e si segue un cammino di fede e le attività si sviluppano in parrocchia e presso le case delle suore presenti sul territorio. L’estate si celebrano le messe domenicali delle 9 e 30 in pineta per permettere a tutti, turisti compresi, di partecipare all’Eucarestia ; anche la sera della domenica viene celebrata in luglio ed agosto la messa alle 19,00 vista la grande affluenza. L’edificio, officiato dai Padri Vallombrosiani , risale al 1911 e venne eretto a parrocchia nel 1943. Il 26 luglio si celebra la patrona del paese S.Anna madre di Maria

Mercoledì 26 Maggio ore 18.00 in Cattedrale «Tu, o Padre, ci hai inviato il figlio Tuo, Cristo Dio,a insegnarci l’amore: fa che l’animo nostro ne sia talmente ricco, da traboccare in opere generose di giustizia e di pace». (don Roberto Angeli, dalla Preghiera per una Costituzione Cristiana» n Cattedrale, mercoledì 26 maggio, alle ore 18.00, organizzata dall’Ufficio Scuola e dal Centro Studi don Angeli, sarà presieduta da Mons. Paolo Razzauti la Celebrazione Eucaristica in ricordo e in suffragio di don Roberto Angeli nell’ anniversario della sua morte.

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I NUMERI DELLA PARROCCHIA DI S.ANNA: Via del litorale, 328- 57128 Quercianella (Li) telefono: 0586-491221 email sanna.quercianella@virgilio.it orari sante messe : feriale 6.45 presso le Suore Passioniste domenica 9.30-11.00 (nei mesi di luglio e di agosto la messa delle 9 e 30 viene celebrata in pineta, in più vi è una terza celebrazione alle 19,00 per motivi di grande afflusso estivo) sabato 17.00 ( settembre,maggio e giugno)18.00 ( da ottobre ad aprile) 19.00 (luglio e agosto)

LA STORIA DELL’EDIFICIO ochi km da Livorno lungo un tratto di strada che è diventato famoso non solo per il film “Il sorpasso” ma anche per il suo paesaggio unico, accarezzato dal mare ed illuminato dal sole, Quercianella subito scesi da Montenero, meta di pellegrini e turisti , é molto di più di un paesaggio da cartolina della città . Grazie ai monaci vallombrosiani che hanno inciso profondamente sul territorio, come Montenero e la Valle Benedetta in precedenza, nacque la parrocchia di S.Anna , lungo la strada del romito subito fuori Livorno, delineando il passaggio di pellegrini in direzione Roma sulla via Aurelia. Oggi persiste il grande problema della viabilità che penalizza tutto il paese, poiché la superstrada riprende due chilometri più avanti , ed il paese vive soprattutto l’estate per il turismo balneare arricchito

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GIOVEDI’ 27 MAGGIO ORE 10.00 SALA DELLA PROVINCIA

Premiazione del Concorso sulla figura di mons. Roberto Angeli

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’Ufficio Scuola e di Pastorale Scolastica della Diocesi di Livorno in collaborazione con il Centro Studi don Roberto Angeli, con il Patrocinio e il Contributo della Provincia di Livorno,nel mese di gennaio ha indetto sulla figura e l’opera di Monsignor Roberto Angeli, un Concorso riservato agli studenti delle classi prime, seconde e terze delle scuole secondarie di I° grado e delle classi prime e seconde delle scuole superiori di II° grado del Distretto. Giovedì 27 maggio presso la Sala della Provincia, alle ore 10.00 è prevista la Premiazione degli elaborati degli studenti. Saranno presenti,oltre agli organizzatori, il Presidente della Provincia, dott. G.Kutufà, la prof.ssa L. Bandini, Presidente dell’ Istituto Storico della Resistenza e della Storia Contemporane della Provincia di Livorno, B.Mascagni, presidente del Comitato Livornese Assistenza, don Francesco Fiordaliso, direttore del Centro pastorale evangelizzazione e catechesi e la dott.ssa Elisa Amato, UPS.

BREVI DALLA DIOCESI SABATO 29 MAGGIO 16.30 nel salone parrocchiale della parrocchia di Santa Croce a Rosignano Solvay, mons. Mario Meini, Vescovo di Fiesole, in occasione del ciclo di dincontri per i diaconi permanenti, interviene su: «Il diacono: uomo della Parola di Dio comunicata all’uomo» LUNEDÌ 31 MAGGIO 9.00 presso la Sala Fagioli del Vescovado, Convegno «Conoscere per conservare. Conservare per conoscere» (vedi pag IV) 10.00 Pellegrinaggio Regionale dell’Apostolato della Preghiera a Montenero GIOVEDÌ 3 GIUGNO 16.30 presso la cripta dei Salesiani, Convegno su «Messianismo. Cammino di speranza nella storia dell’umanità». Interverranno il prof. Paolo Ricca, il prof.Antonio Cuciniello e il prof. Rav. Michael Joseph Schudrich. VENERDÌ 4 GIUGNO 10.00 in Vescovado Convegno su «Messianismo. Cammino di speranza nella storia dell’umanità». Interverranno il prof. Ugo Vanni, il prof. Claudio Monge e il prof. Silvio Calzolari 17.00 presso il salone parrocchiale della Chiesa di Santa Lucia (Antignano), Convegno su «Messianismo. Cammino di speranza nella storia dell’umanità». Interverranno il prof. Tecle Vetrali, la sig.ra MariaPia Gardini e il dott. Alberto Laggia


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TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

23 maggio 2010

Il pellegrinaggio a Torino della parrocchia dei Salesiani DALLA SINDONE AI LUOGHI DI DON BOSCO La parrocchia del Sacro Cuore ha compiuto tre pellegrinaggi a Torino sul tema «Dalla Sindone ai luoghi di Don Bosco». Un primo gruppo, guidato da Don Gino, ha visto la partecipazione di molti fedeli che erano stati con lui nel pellegrinaggio in Terra Santa e successivamente a Roma «Sulle orme di San Pietro», oggetto delle letture bibliche di questi due ultimi anni. Alla visita alla Sindone si sono poi recati un gruppo di giovani condotti da Don Stefano e un gruppo di ministranti accompagnati da Fabio Pacchiani. La Sindone Cosa dire della Sindone? Questo lenzuolo di lino che reca l’immagine di un uomo con evidenti segni di torture morto in seguito alla crocefissione. Era Gesù? Non si può dirlo con certezza come ha ben spiegato il Prof. Francesco Mallegni, paleantropologo dell’Università di Pisa, ma ci sono molti elementi che inducono a pensarlo. Nel viaggio, Don Gino Berto, ha citato il Vangelo di Giovanni (20,29) quando Gesù dice a Tommaso: «Tu hai creduto perché hai visto; beati quelli che hanno creduto senza aver visto!». Chi è credente dunque, nell’anno 2010, crede per fede e non per altro anche se la Sindone può essere effettivamente il sudario di Gesù. Pareri Contrari Bisogna però dire che che contro la Sindone è presente uno spirito laicista da crociata. Un esempio? In un articolo comparso sull’Unità dello scorso 19 aprile lo scrittore Roberto Alajmo afferma: «la Sindone...un termometro messo sotto l’ascella della società italiana, per misurare la temperatura raggiunta dal clericalismo acritico. Le gerarchie si limitano a offrire l’oggetto alla venerazione superstiziosa dei fedeli per poi andare all’incasso. Sono poveri di spirito: che male c’è a lasciarglielo credere?». Che prosa, vero? Non c’è nemmeno il beneficio del dubbio, i cristiani sono poveri di spirito, nel senso che sono tutti dei creduloni e un po’ cretini. Ognuno è libero di proporre le proprie tesi, macrediamo che un po’ di rispetto sia sempre necessario. Alcune certezze E’ certo però che su questo «Sindon», lenzuolo, sono state trovate spore e pollini presenti solo in Palestina, insieme a resti di aloe e mirra, sostanze che il popolo ebreo usava nelle onoranze funebri. E’ certo che dall’immagine, scaturita da un negativo fotografico eseguito nel 1898 da Secondo Pia, sono visibili alcune lesioni inferte ad un uomo dapprima flagellato e poi crocefisso. E’ certo che all’uomo è stata posta sulla testa una corona di spine che ha causato numerose ferite ben visibili. E’ certo che ci troviamo di fronte ad un volto che ha ricevuto numerose percosse e che pure sembra avere una eccezionale serenità. E’ certo che le mani e i piedi sono stati inchiodati. E’ certo che a quest’uomo gli è stata inferta una ferita al costato che gli ha procurato l’uscita di sangue misto a siero. Su questi elementi la relazione del Prof. Mallegni era stata molto chiara. E certamente la Sindone non è stata dipinta e certamente nel secolo XIII°, al tempo storico a cui si fa risalire la Sindone, posseduta da Geoffrey de Charny, non si poteva realizzare una riproduzione così sofisticata che neppure oggi si riesce a ricostruire. Allora possiamo dire che la Sindone è veramente una provocazione per le nostre certezze che invita ad interrogarci sul mistero del dolore e della morte. I luoghi di don Bosco Dopo aver visitato anche la reggia di Venaria Reale, il secondo giorno del pellegrinaggio si è svolto sui luoghi in cui Don Bosco ha operato. La prima meta è stata il rione Valdocco, è qui infatti che il Santo potè iniziare il suo metodo di incontro con i giovani disagiati, quello del «sistema preventivo», basato sulla fiducia, la speranza e l’amorevolezza. Ancora oggi a Valdocco è funzionante un Centro di Specializzazione per giovani dove si svolgono corsi di Formazione Professionale di grafica e un Convitto. La Madonna apparve in sogno a Don Bosco e gli indicò di costruire una chiesa nel luogo dove offrirono il martirio i gloriosi Avventore, Solutore e Ottavio, e così nel cuore di Valdocco venne consacrata nel 1868 la chiesa di Maria Ausiliatrice, ora Santuario che oggi custodisce le spoglie mortali di San Giovanni Bosco, di Santa Maria Mazzarello e di San Domenico Savio. I pellegrini hanno poi raggiunto il Santuario della Consolata dedicata alla Patrona della città, realizzata dagli architetti Guarini e Juvarra. Il pellegrinaggio si è concluso con la visita a Castelnuovo Don Bosco e alla cittadina di Chieri dove Don Bosco frequentò il seminario e fu ordinato sacerdote prima di andare a Torino; a Chieri Don Bosco lavorò alcuni anni come giovane di bottega presso una famiglia che gestiva un bar. Quindi visita al Colle Don Bosco, l’antica frazione di Becchi, dove si è vista la povera casa natale del Santo. Nei pressi è stata da poco costruita dai Salesiani una grande chiesa che ha la caratteristica di essere interamente in legno, un segno di calore e di accoglienza, sulla facciata è stata posta una frase di Papa Giovanni Paolo II°, venuto in visita, che dice tutto sul carisma di Don Bosco «Colle delle beatitudini giovanili e scuola di santità». Gianni Giovangiacomo

il 3 e 4 Giugno a Livorno il Simposio interreligioso promosso dal Ce.Do.MEI

Un mondo senza speranza attende la bellezza della religione Cristiani,ebrei,musulmani e buddhisti uniti per l’uomo nell’orizzonte messianico a crisi dell’uomo contemporaneo, lo spaesamento delle nuove generazioni, la mancanza di senso della vita alla quale ogni giorno viene meno un punto di riferimento fondante della propria identità: quale tema più attuale e urgente, in un contesto simile, di quello che verrà trattato nel «Simposio» interreligioso dal 3 al 4 giugno. Il messianismo, questo appunto l’argomento, sarà al centro di una serie di incontri che vedranno coinvolti esponenti importanti del mondo ebraico, islamico, buddista e, naturalmente, cristiano. La dimensione interreligiosa del «Simposio» di quest’anno indica, certamente, l’urgenza esistenziale che questo tema, dal titolo apparentemente «scolastico», nasconde. Nelle parole di don Piotr Kownacki, responsabile del CEDOMEI, la consapevolezza della necessaria dimensione popolare del «Simposio» e da questo la scelta di diverse cornici: la chiesa del «Sacro cuore» per gli appuntamenti del 3 giugno, la curia vescovile per la mattina del 4 e la chiesa di Santa Lucia per gli interventi del pomeriggio a cui saranno invitate anche le scuole. Messianismo è attesa, speranza, gioia, è lo sguardo levato verso il cielo che accomuna tutte le religioni, lo troviamo nell’ebraismo, ma anche nell’Islam nonché nel buddhismo che attende la venuta del Buddha Maitreya. LA SPERANZA DELLE RELIGIONI La speranza è, dunque, un tratto fondante delle religioni ed è proprio quello che, oggi, ha abbandonato l’uomo: viviamo nell’era del postideologia, del postcristianesimo, ha spiegato don Piotr, in un tempo dunque caratterizzato dalla frustrazione del domani, fissato in un oggi deluso dal passato e incapace di guardare al futuro, senza neanche il senso della perdita, tanto brucianti sono le ferite della disillusione. Di fronte a questo binario morto la

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religione si pone come un ponte che permette il passaggio all’altra riva, che permette di vivere sereni in un presente che partecipa dell’eternità. Ancora l’astrattezza non ha abbandonato la spiegazione del tema ma, come ha precisato don Piotr, non soltanto ogni epoca, ma anche ogni comunità, civile o religiosa, di un determinato arco temporale della storia ed ogni singola persona sente, ad un certo punto, di essere alla fine della propria storia, di essere giunta ad un binario morto e questo fa precipitare ogni cosa nell’immanenza cioè nella finitezza dell’oggi, un oggi pieno di tristezza e di inquietudine. È proprio a questa esperienza, così tragica in questo secolo, che il tema

STORIA PASSATA E CHE RUOLO HA OGGI? Sarà possibile dialogare insieme su questioni così importanti e diverse, piene di sfaccettature e, nello stesso tempo, offrire alla città di Livorno, ma non solo, un’occasione per riscoprire quella speranza, tanto bistrattata, che invece costituisce parte integrante della dignità dell’essere umano. La nostra città vedrà confrontarsi, sulle sponde di un mare che ha permesso da sempre il dialogo tra culture diverse, esponenti di molte religioni con l’obiettivo comune di parlare al cuore dell’uomo contemporaneo, ad un uomo che, paradossalmente, anche se appartenente a questa o a

del «Simposio» vuole rispondere andando a toccare un centro pulsante delle diverse religioni: CHE SENSO HA LA MIA FINE? CHE COSA MI PROMETTE LA SPERANZA? DOVE LA CERCO? CHE RUOLO HA AVUTO NELLA

quella religione si configura come ateo, senza speranza, in dubbio, nelle ansie e nelle inquietudini di tutti i giorni, dell’esistenza della vita… ma, posso dire, ancor più paradossalmente, proprio all’uomo che è «in pratica» ateo

si rivolge questo incontro! L’ALLELUIA PASQUALE DEI CRISTIANI Un’attenzione particolare nelle parole di don Piotr anche a noi cristiani che spesso viviamo senza questo orizzonte nuovo, quello dell’ «Alleluia» pasquale, del Risorto, che la Chiesa ripete incessantemente e che ci richiama a vivere immersi nell’eternità che il Messia ha già aperto per tutti, nella vittoria che ancora non vediamo completamente e che ci spinge a vivere nell’attesa del ritorno, proprio come facevano i primi cristiani ben coscienti di abitare un mondo che passa velocemente ma di essere cittadini della casa del Padre. È chiaro dunque che il «Simposio» organizzato dal CEDOMEI in collaborazione con l’associazione «Anastasis» si rivolge a tutti: cristiani cattolici e non, ebrei, musulmani, buddhisti, credenti e atei, laici e consacrati perché si parla dell’uomo, della sua intima essenza, della sua salvezza. Davvero sarebbe un peccato perdersi questa importante occasione che porterà a Livorno una ventata di aria fresca, di aria di vittoria, di vita nuova, eterna, che permetterà a tutti di riflettere più profondamente sull’essenza dell’uomo; riflessione, questa, richiesta dai tempi che spogliano l’uomo del lavoro, della sicurezza economica, perfino della cultura rischiando di lasciarlo nudo di fronte al futuro. Flavia Marco

I detenuti del nostro territorio sostengono la campagna promossa dalla Comunità di Sant’Egidio

«Liberare i prigionieri in Africa » volte basta poco per riuscire ad aiutare chi si trova in difficoltà. E’ l’esempio dato dai detenuti delle Case Circondariali di Livorno e della Gorgona, che hanno deciso di offrire il loro sostegno economico ai detenuti delle carceri africane. Infatti, nell’ambito della campagna «Liberare i prigionieri in Africa», promossa dalla Comunità di Sant’Egidio in quasi tutte le carceri italiane, sono stati raccolti tra i detenuti euro 4497 di cui euro 1120 nella sola provincia di Livorno. Ma da cosa nasce questo progetto? Se i dati delle condizioni delle carceri italiani sono allarmanti, in tanti paesi africani questi arrivano ad assumere pesanti tratti di drammaticità. In molte strutture detentive i detenuti dormono per terra nel fango, solo i più fortunati hanno a disposizione delle stuoie. A volte non c’è spazio nemmeno per permettere a tutti di sdraiarsi contemporaneamente, visto che in una cella di 5x5 mt possono dormire anche 50 persone; si mangia quasi ovunque solo una volta al giorno, molti non hanno parenti che portino loro il cibo, perché abitano lontano o sono poveri. I servizi igienici sono pochi e malridotti, a volte sono solo dei buchi nella terra. Ai detenuti vengono forniti due pezzi di sapone all’anno e le medicine sono un bene inaccessibile. In molte carceri si trovano insieme nelle stesse celle detenuti comuni con minorenni.

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Chi sono i detenuti in Africa? Nella gran parte dei casi si finisce in carcere per piccoli furti come quello di una mela, di una barra di sapone o di due galline. Molti sono minori non registrati all’anagrafe arrestati per vagabondaggio e per mancanza di documenti: per questi piccoli reati si scontano spesso pene molto lunghe. Chi non ha soldi per pagare un avvocato resta in carcere in attesa di un processo che non arriverà mai. Altri, anche se sono giunti al fine pena, rimangono dentro perché non hanno soldi per pagare la tassa prevista in molti paesi per ottenere la liberazione (che è quasi sempre una piccola somma non superiore a euro50). «Liberare i prigionieri in Africa» è dunque un progetto proposto ai detenuti delle carceri italiane orientato in primo luogo alla conoscenza delle condizioni di vita dei più poveri tra i poveri. Di fatto, anche le persone recluse nelle nostre carceri, spesso si trovano a fare i conti con ristrettezze economiche e difficoltà varie. Ma il principio di carità cristiana per cui nessuno è così povero da non poter aiutare un’altra persona più povera di lui ha prevalso sull’abitudine, diffusa tanto in carcere quanto all’esterno, a lamentarsi e a pensare che nulla si possa fare per cambiare il nostro presente. Così, la risposta corale e partecipe di tanti detenuti e la disponibilità di tutta l’amministrazione della struttura carceraria hanno permesso la raccolta di una somma elevatissima che è già stata consegnata e suddi-

visa tra alcuni istituti di detenzione in Africa, in cui sono presenti da tempo le attività e i progetti di assistenza delle Comunità di Sant’Egidio locali. Grazie alla campagna «Liberare i prigionieri» sono già state garantite possibilità di difesa a 20 prigionieri in Mozambico ed è stato possibile l’acquisto di medicine per 50 detenuti. In altre carceri è stato garantito il sostegno alimentare per 2.000 prigionieri per una spesa di circa euro 2000, ed è stato distribuito il sapone allo stesso numero di prigionieri per una spesa complessiva di euro 400. In Guinea Conakry sono stati liberati 4 prigionieri con euro 170. Con euro 500 circa è stata garantita la presenza di un medico per 10 mesi, e l´acquisto di zanzariere per 160 prigionieri. Nel carcere principale della capitale della Guinea Conakry è stato garantito il sostegno alimentare a 1.000 prigionieri con euro 600. I primi risultati di questa campagna hanno così contribuito ad alleviare le condizioni molto dure di vita dei prigionieri delle carceri africane, ma i detenuti delle carceri di Livorno e della Gorgona hanno promesso di non fermarsi qui, la campagna continuerà con una sorta di «adozione a distanza» dei progetti e delle iniziative mirate alla tutela dei diritti delle persone detenute e al miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri. Per saperne di più www.santegidio.org


TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

23 maggio 2010

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Speciale Azione Cattolica

«A passo d’uomo sui sentieri dei cercatori di Dio» I CAMPI ESTIVI AC

La testimonianza del presidente dell’ Azione Cattolica livornese ià da qualche anno a questa parte l’AC nazionale offre nei primi giorni di Maggio un’esperienza ecclesiale significativa a tutte le presidenze diocesane d’Italia, quella di vivere qualche giorno nelle case storiche dell’AC (“Domus Mariae” e “Domus Pacis”) in un clima di preghiera, riflessione, studio, confronto, approfondendo i temi più rilevanti che la Chiesa italiana progetta per gli anni a venire. Se l’anno scorso il tema era quello dell’educazione coniugata con il verbo amare quest’anno si è puntato sul primo annuncio coniugato con il verbo cercare. Solo chi si mette sulle strade dei cercatori di Dio si scopre esso stesso cercatore, per questo servono occhi e orecchie ben aperti sulla realtà del mondo. Con simili parole il presidente nazionale Franco Miano ha aperto e chiuso il convegno evidenziando così il cuore stesso dell’AC: l’annuncio. Nella fede che illumina la vita e nella vita che interroga la fede sta l’intreccio personale e comunitario di ricerca che l’AC attraverso i suoi cammini ordinari cerca di offrire a misura di ragazzo, giovane, adulto. Se il fine dell’associazione è l’evangelizzazione, il punto di partenza non può che essere l’uomo e

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la sua sete di Dio, le sue «domande di senso» che bisogna saper accompagnare, nel rispetto dei tempi, in uno stile di ascolto, di condivisione, di fraternità. L’icona evangelica che ha accompagnato i convegnisti è stata quella della samaritana al pozzo di Sicàr (Gv 4, 5-42) e proprio da quel luogo di passaggio, in cui i viandanti intrecciavano le loro storie e le loro ricerche,si ha un incontro che va molto oltre la condivisione di

l’evangelizzazione diventa così dono per esprimere la nostra libertà rendendo più vera la nostra identità. Nel secondo giorno Chiara Giaccardi (docente in Sociologia della comunicazione presso l’Univ. Cattolica di Milano) ha delineato un quadro generale del contesto sociale odierno, in cui deve innestarsi il primo annuncio, un contesto sempre più materialista, in cui la tecnica diventa, non strumento per la crescita comune, quanto piuttosto

«L’evangelizzazione diventa così dono per esprimere la nostra libertà rendendo più vera la nostra identità» un bisogno essenziale come quello di un po’ d’acqua per chi è assetato. Gesù è in ricerca, Gesù è stanco, Gesù chiede ad una donna, per giunta una donna straniera, Gesù trasforma un episodio ordinario in una rivelazione del senso del tempo, il senso della Pasqua entra nella storia della donna poiché Gesù sa leggere il vissuto della samiratana e sa orientare nella giusta prospettiva la sua ricerca d’infinito. L’incontro con Gesù trasforma e rende testimone la donna verso gli altri, lo stile dell’annuncio si esprime così in ricerca della verità,

desiderio esasperato di onnipotenza. Delicati sono i meccanismi che portano sempre più persone, oggi, ad affidarsi alla magia e alle scommesse, quasi che esse siano in grado di azzerare, in pochi istanti, l’intervallo tra desiderio e realizzazione personale. D’altro canto oggi il desiderio si traduce in ricerca di godimento, così che si vuole rendere tutto alla portata, per godere strumentalizzando cose e persone. Ben altro circolo virtuoso invece si instaura tra desiderio e grazia, la grazia spinge ad uscire da sé affinché si cammini con l’altro per ricercare la verità ed essere critico e libero, in

La festa degli incontri nel chiostro del Vescovado

SIAMO IN ONDA! omenica 9 maggio l’ACR livornese si è ritrovata come ogni anno a festeggiare la festa degli incontri nel chiostro del vescovado. I ragazzi erano più di 60 delle parrocchie di Sant’ Agostino, San Jacopo, Sacro Cuore, San Simone e della Madonna. La giornata è stata scandita dalle frequenze di radio ACR che ha mandato in onda tutti gli inni delle passate feste e soprattutto quello di quest’anno che, parafrasando il nostro rapporto con Gesù, ci ha sintonizzati con il suo amore: «Siamo in onda per comunicare la bellezza dell’Amore che vive in noi, e come un’onda l’Amore ci circonda, sintonizza il cuore sulla felicità». Grazie ai giochi, tutti a tema con il mondo radiofonico, i ragazzi hanno imparato che, per trasmettere il Vangelo, bisogna impegnarci con tutti noi stessi e che, trasmettere i messaggi di Dio, può essere difficile per le troppe interferenze che disturbano la frequenza. Ma quando si è pilotati dalla voce del Signore siamo in grado di poter fare cose grandi e belle tutti insieme, come la bandiera che tutti i partecipanti hanno creato per l’incontro nazionale dell’Acr e Giovanissimi con il Santo Padre, il prossimo 30 Ottobre. La festa si è conclusa con l’intervento di Monsignor Simone che ha salutato i ragazzi e con la celebrazione della Eucaristia alla quale hanno partecipato anche i genitori. Don Federico, assistente diocesano dell’ACR, ha scandito nella sua omelia l’importanza di «accendere la nostra radio» e «sintonizzare il cuore» per poter ascoltare forte e chiaro il «segnale» che viene da Gesù, che ogni giorno parla a noi per rafforzare la nostra fede e farci testimoni del suo Amore. L’arrivederci è stato già fissato al campeggio della prossima estate, dal 25 al 29 Luglio a Quercianella, e all’incontro nazionale a Roma il prossimo 30 Ottobre. Michela Schettino

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grado di assumersi le proprie responsabilità. Giuseppe Lorizio (docente Teologia Fondamentale Pont. Univ. Lateranense) con una lettura teologica del tema dell’annuncio ha portato i partecipanti su quattro diverse vie di ricerca, la via da Gerusalemme a Gerico, quella della croce, la via di Emmaus ed infine la via di Damasco, il filo rosso delle quattro vie sta in una fede dinamica, una fede provata che si mette in cammino, che è capace di rischiare, nel dubbio e nelle difficoltà, per la ricerca della verità. Don Guido Benzi (direttore Ufficio Catechistico CEI) ha richiamato l’urgenza per i laici impegnati nella Chiesa ad innervare di primo annuncio ogni azione quotidiana, seguendo le direttrici della gratuità e del dono di sè. L’uomo in ricerca non può che porsi delle domande ed è proprio da un buona pedagogia delle domande condivise che può essere rilanciato oggi l’annuncio della buona notizia, un annuncio che è alleanza d’amore con Dio e che esce da ogni logica scontata (proprio come al pozzo di Sicar). Per vivere con stile autentico l’annuncio, è necessario fare il salto da dispensatori di Dio a cercatori di Dio; l’umiltà, l’ascolto, il dialogo sono atteggiamenti da vivere nel servizio dell’evangelizzazione.

Non solo relazioni da ascoltare, però, nella tre giorni romana c’è stato anche ampio spazio per il confronto, in particolare nei «laboratori a tema», in cui i responsabili associativi provenienti da tutta Italia si sono arricchiti vicendevolmente confrontandosi sulle diverse esperienze delle chiese locali. Così nei diversi gruppi il primo annuncio è stato declinato nel mondo del lavoro, della scuola, dell’università, dello sport, della politica, così come negli ambiti della famiglia, della pastorale e nelle situazioni di sofferenza, proprio perché non c’è esperienza e non c’è luogo dove non possa giungere la speranza di un incontro vero, l’incontro con il Cristo risorto, un incontro capace di farti cercare ed adorare Dio in spirito e verità. Giulio Sangiacomo

Le proposte per i campi estivi 2010 RAGAZZI «C’è di + Diventiamo grandi insieme» Destinatari: ragazzi dagli 8 ai 14 anni Luogo e data: Quercianella (LI) 25-29 Luglio Quota: 130 euro Per maggiori info: Michela 328.6177468 / michela.schettino@tele2.it ; Matteo 328.6587814 / matteo.citti@gmail.com GIOVANI «Non ho tempo da perdere!...essere nel mondo ma non del mondo» Destinatari: giovani dai 15 ai 30 anni Luogo e data: St. Rhémy en Bosses (AO) 8-14 Agosto Quota: 230 euro (viaggio in pullman compreso) Informazioni e adesioni: Chiara 3480161559 / chianob@hotmail.it; Francesca 335.6399904 /moriusca@hotmail.com; Mauro 349.1991940 ADULTI «Vivere la casa abitare il mondo» Destinatari: famiglie con o senza figli Luogo e data: Penia di Canazei (TN) 21-28 Agosto Quoto: 49 euro adulto pensione completa +50/40% etc per fasce età figli Informazionie adesioni: Gabriele 0586.580203 / sa.ga@iol.it Per saperne di più sulle varie iniziative visita: www.aclivorno.it

L'AC LIVORNESE A S.AGOSTINO

PREGHIERA E DIGIUNO A SOSTEGNO DEL PAPA Azione Cattolica livornese si è ritrovata in preghiera presso la parrocchia di S.Agostino in occasione della giornata di solidarietà al Pa-

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pa. E’ stato un modo per pregare insieme al Papa in questo momento delicato del suo ministero, anche a seguito degli abusi avvenuti negli anni scorsi nella Chiesa a danno di giovani e bambini. Proprio qualche giorno fa lo stesso Papa ci ha ricordato che: «la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa e che la Chiesa quindi ha profondo bisogno di ri-imparare la penitenza, di accettare la purificazione, di imparare da una parte il perdono, ma anche la necessità della giustizia. Il perdono non sostituisce la giustizia. Con una parola, dobbiamo ri-imparare proprio questo essenziale: la conversione, la preghiera, la penitenza» (la versione integrale delle parole del Papa è sul sito della Santa Sede www.vatican.va) In piena sintonia con le parole del Papa, l’Azione Cattolica diocesana ha proposto questo incontro di digiuno e preghiera per : - esprimere solidarietà con tutte le vittime che hanno subito gravissimi abusi nel corso degli anni - chiedere perdono dei peccati che dentro la Chiesa sono stati commessi attraverso un segno di penitenza, il digiuno, che aiuti ad essere fedeli alla missione affidataci - pregare per una conversione, di ciascuno e di tutti, che renda la Chiesa sempre più corpo mistico di Cristo - pregare per sostenere Papa Benedetto XVI nel suo importantissimo e grave ministero - pregare affinché vescovi, preti, religiosi e laici, ciascuno secondo la propria vocazione, sappiano essere degni del vangelo, buona notizia per il mondo - rifiutare la banale e maligna generalizzazione che molti organi d’informazione hanno voluto cavalcare in questi ultimi mesi nei confronti di vescovi e sacerdoti.


La Settimana - n. 19 del 23 maggio 2010