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IL GRANELLO di senape Via del Seminario, 61 57122 Livorno tel. e fax 0586/210217 lasettimana.livorno@tiscali.it Notiziario locale

Direttore responsabile Andrea Fagioli Coordinatore diocesano Nicola Sangiacomo Reg. Tribunale Firenze n. 3184 del 21/12/1983

24 marzo 2013

di mons. Alberto Ablondi

Le parole che Gesù ha vissuto nel Suo faticoso cammino verso la Croce, Parole che sono concepite come pietre del selciato su cui Lui è passato ed ha sofferto. E sono tante. E così pesanti da diventare la Sua passione e la Sua morte. È bene ascoltarle! Anzi, ascoltandole, ci accorgeremo che sono le stesse parole che spesso anche noi dobbiamo vivere e soffrire. Esse ci vengono presentate da Gesù in un "vocabolario" di tempo, con poche pagine fatte di soli sette giorni; i giorni che vanno dal trionfo della Domenica delle Palme al Sepolcro del Sabato Santo. Ecco le parole: "abbandono" della folla che dopo gli osanna grida la condanna, "trame di morte" del Sinedrio,"tradimento" di Giuda, "rinnegazione" di Pietro, "fuga" degli amici, "scherno e percosse" dei soldati, "compromesso" di Pilato, "ingratitudine" dei tanti beneficati, "pietà" inefficace delle donne, "solidarietà" ma di pochissimi, "morte" per i peccati di tutti. Ma se il cammino di Gesù fosse finito su queste parole esso sarebbe stato solo disperazione, non senso, assurdo di una vita! Messaggio per la Pasqua 1985, Una missione d’accoglienza

Il 10 Aprile la diocesi di Livorno accompagnerà monsignor Giusti a Roma per laVisita ad limina: l’incontro di ogni vescovo con il Papa. Un carisma particolare quello di Papa Francesco, che sta sorprendendo tutti in questi primi giorni di pontificato, ne abbiamo parlato con il vescovo Simone.

A Roma, per conoscerlo DI

UN EVENTO STRAORDINARIO CHE RAFFORZA LA FEDE

CHIARA DOMENICI

apa Francesco continua a stupire in questi suoi primi giorni di pontificato. Dopo la sua elezione, abbastanza inattesa, primo papa non europeo, primo a chiamarsi come il santo di Assisi, pioniere in tante altri aspetti, sembra voler mettere da parte formalità e usanze per sentirsi e farsi sentire più prossimo alla gente comune, per incontrare e rendere la Chiesa più amabile attraverso la sua persona. Abbiamo scambiato due chiacchiere con monsignor Giusti per conoscere le sue impressioni, anche in vista del prossimo viaggio a Roma per la Visita ad limina.

Lo Spirito del Conclave

P

È rimasto stupito dell’elezione di Papa Bergoglio? «Abbastanza, anche se alcuni avevano fatto il nome del card. Bergoglio come uno dei possibili candidati di "mediazione". Sono invece rimasto sorpreso dal nome, un bel programma di pontificato, vivere da Papa come frate Francesco, una bella sfida per il cardinale Bergoglio e per la Chiesa tutta. È poi evidente che il Papa voglia dare nuova forza all’evangelizzazione, ed essa esige, come afferma il nome che si è imposto, testimoni credibili come lo è stato San Francesco di Assisi. Quali impressioni ha avuto da questi primi giorni del Papa? «In questi primi giorni stiamo vedendo già quale sarà lo stile del suo pontificato: semplice, essenziale, sobrio, senza tante cerimonie, da

DI

NICOLA SANGIACOMO

ell’era della comunicazione globale, dove le informazioni corrono alla velocità della luce, sono davvero straordinarie le modalità di elezione del Papa e di annuncio del suo nome. E’ quasi incredibile come la notizia sull’esito del Conclave arrivi con uno dei linguaggi più antichi nella storia dell’umanità, i segnali di fumo. Per ore i media di tutto il mondo non hanno levato il loro sguardo da quel camino aspettando proprio da lì l’annuncio dell’esito delle votazioni del Conclave. E che nessuno, fuori dalla Cappella Sistina, sapesse niente di più di quello che comunicava quel camino, lo si è compreso bene nell’ora abbondante che è passata dalla fumata bianca all’annuncio “habemus Papam”, quando, nell’anno domini 2013, ci saremmo aspettati un tweet giusto dai tanti “bene informati” presenti. Probabilmente ci saranno stati tanti cinguettii, ma nessuno ha saputo interpretare, neppure per caso, quello che lo Spirito aveva suggerito ai cardinali. Il Conclave, una forma antichissima di elezione del Papa consolidata in secoli di storia, ha dimostrato, anche nella celebrazione di questi giorni, come sia davvero un evento dello Spirito, che sfugge a qualsiasi lettura mondana. Migliaia di giornalisti accreditati giunti da tutto il mondo per seguire e interpretare l’evento sono arrivati al momento dello storico annuncio “Habemus Papam” senza aver compreso quasi niente di quella che era stata la scelta dei 115 cardinali riuniti nella stupenda Cappella Sistina. Così, quando è arrivato l’annuncio del nome di Jeorge Maria Bergoglio, si sono notati momenti di incredibile stupore nei commentatori. Ma lo Spirito deve avere soffiato fortissimo in quelle ventiquattro ore sotto la volta di Michelangelo: non certo per far emergere un nome a sorpresa, ma per far convergere i consensi dei cardinali sull’uomo più adatto a sostenere il ministero di Pietro in questo momento storico. E’ capitato spesso che il Conclave, affascinante e misterioso nel suo svolgimento e nel suo esito, abbia eletto uomini molto al di sopra delle aspettative, sembra che sia accaduto anche questa volta e ancora una volta ci sorprendiamo. Una risposta a questa sorpresa l’ha fornita Papa Francesco nel suo primo incontro con la stampa quando ha detto: «Lo Spirito Santo ha ispirato la decisione di Benedetto XVI e poi i cardinali nel Conclave. È questa l’ottica per mettere a fuoco il cuore degli eventi di questi giorni». Una verità semplice e stupenda insieme: se qualcuno ha bisogno di rafforzare la sua fede nell’opera dello Spirito Santo può andare a ripassare la storia dei Conclavi recenti.

N

buon padre di famiglia, da padre della Chiesa appunto. Sembra che l’elemento chiave del suo essere Pontefice sia proprio la semplicità, il suo lato umano. Anche l’approccio con le persone appare proprio naturale, cordiale, come un pastore, un parroco; sarà difficile trattenerlo dall’andare in mezzo alla gente, la gendarmeria vaticana avrà il suo bel da fare per proteggerlo!» Qualcuno ha detto che questo Papa riformerà la Chiesa: c’è davvero da “riformare” la Chiesa? In che senso secondo lei? «La chiesa ha sempre bisogno di essere “riformata”, nel senso che ha la necessità di cambiare continuamente per adattarsi ai tempi. Il Vangelo è “irreformabile”, ma le forme ed il modo con cui viverlo e proporlo all’umanità devono mutare necessariamente per essere comprensibili agli uomini». C’è chi ha detto che Giovanni Paolo II sia

stato il Papa della Spes, che Benedetto XVI sia stato quello della Fides e che Francesco sia quello della Caritas, è d’accordo? «Le vedo un po’ riduttive come definizioni: Benedetto XVI ha scritto pagine bellissime di speranza e di carità… certo è che sono stati e sono uomini diversi, per carattere, per formazione, per esperienza e quindi hanno vissuto e vivono il ministero petrino in maniera diversa. Sicuramente le loro sono tre personalità forti e molto belle, da cui trarre significativi insegnamenti. È proprio vero che nei Conclavi c’è lo Spirito Santo che agisce, in modo grande e prorompente!» Il 10 aprile conoscerà personalmente papa Francesco, che cosa si aspetta da questo incontro? «Si, ad aprile avrò modo di incontrarlo e potrò farmi un’idea ancor più precisa del nuovo Papa. Mi aspetto un uomo cordiale così come si è mostrato in questi

giorni, capace di ascoltare, di darmi qualche buono consiglio. Mi auguro che con me ci siano tanti livornesi, che mi accompagnino in questo viaggiopellegrinaggio a Roma, per pregare per il Papa, ma anche per la nostra Diocesi e la nostra città così bisognosa di aiuto, di conforto e di preghiera! Quindi arrivederci a tutti al 10 aprile a Roma da Papa Francesco».

COME ANDARE A ROMA

ue possibilità: 1 giorno dalla mattina alla sera, oppure 2 giorni. D MERCOLEDI’ 10 APRILE 2013 Ore 04.00 circa Partenza dalle parrocchie della Diocesi, in bus G.T. da Livorno per Roma. Sosta lungo il percorso per il ristoro. Alle ore 10.30 partecipazione in Vaticano all’Udienza Generale del Santo Padre. Al termine tempo a disposizione per il pranzo libero o visite individuali. Nel pomeriggio alle 15.00 celebrazione della Santa Messa in S. Pietro presieduta dal Vescovo Mons. Simone Giusti con la proclamazione del Credo. Al termine rientro in bus a Livorno con arrivo previsto in serata. QUOTA 40,00 ISCRIZIONI PRESSO: PHARUS VIAGGI oppure la propria PARROCCHIA MARTEDÌ 9 E MERCOLEDÌ 10 APRILE Martedì 9 aprile: partenza dalle parrocchie della Diocesi di

Livorno in bus per Roma con soste lungo il percorso per il ristoro facoltativo. All’arrivo visita della Basilica di Santa Cecilia in Trastevere e del suo complesso. Situata nel cuore del vecchio rione di Trastevere, la Basilica sorge sulla casa della martire. Dell’antico edificio rimane il grande mosaico dell’abside. Al termine pranzo a ristorante. Nel pomeriggio continuazione della visita di Roma con la Basilica di Santa Maria in Trastevere e San Bartolomeo all’Isola. Al termine trasferimento in Istituto o hotel. Cena e pernottamento. Mercoledì 10 aprile: prima colazione e partenza per Città del Vaticano per partecipare alle ore 10.30 all’Udienza Generale del Santo Padre. Al termine tempo a disposizione per il pranzo o per le visite individuali. Nel pomeriggio celebrazione della Santa Messa presieduta dal Vescovo Mons. Simone Giusti. Al termine rientro in bus a Livorno con arrivo previsto in serata. Quota: 125,00 per persona. La quota comprende: bus G.T. trattamento di pensione completa - assicurazione sanitaria accompagnatore.


II

TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

24 marzo 2013

La messa in ricordo di Chiara Lubich

LA SFIDA DELL’UNITÀ l 14 marzo di cinque anni fa, a 88 Ispegneva anni, dopo una lunga malattia, si serenamente Chiara Lubich fondatrice del Movimento internazionale dei Focolarini. Ma il ricordo di Chiara è ancora vivo all’interno del Movimento e non solo. Nel quinto anniversario della sua morte anche i focolarini hanno voluto ricordarla invitando Monsignor Giusti e gli amici a celebrare una Messa in suo ricordo presso la Parrocchia Beata Madre Teresa di Calcutta. La celebrazione è stata preceduta da un momento di raccoglimento dove sono stati letti dei pensieri Dio non ci chiede dagli scritti di Chiara, di essere perfetti intervallati lavoratori, da brani di musica o perfetti classica predicatori, suonati al o perfette persone flauto da Lenzo di preghiera, Amerigo. ma perfetti Durante l’ omelia nell’amore CHIARA LUBICH Monsignor Giusti ha ricordato come la presenza di persone come Chiara siano una ricchezza per la Chiesa: “C’è veramente bisogno di persone come lei!”. Purtroppo viviamo in un periodo dove l’individualismo e l’egoismo prevalgono a tutti i livelli. Chiara invece si è sempre adoperata per l’unità e il dialogo tra le religioni. Anche l’attuale Presidente dei focolarini e sua stretta collaboratrice, Maria Voce, porta avanti con determinazione il suo carisma da cui ha avuto origine un’opera ramificata ad ogni latitudine,” protesa ad immettere nell’umanità germi di vita evangelica che l’accompagnano nel suo cammino verso la fraternità universale invocata da Gesù”. Monsignor Giusti ha anche ricordato con commozione gli incontri personali con Chiara e ha invitato i focolarini della Diocesi a diffondere il suo carisma, facendo conoscere la realtà di Loppiano che trovandosi vicino a Firenze può essere meta di incontro per i giovani dove vi è un’umanità nuova che vive per Dio. Nel mese di Aprile ci sarà a Loppiano una Mariapoli, di cui alleghiamo il modulo e chi avesse intenzione di partecipare ha tutti i riferimenti opportuni. Monica Cuzzocrea

La parola alle CARITAS PARROCCHIALI

Da quarant’anni in aiuto di tanti fratelli DI FABIO FIGARA

a storia del Centro d’ascolto di Via dei Sette Santi 12 inizia negli anni ’70, grazie ad un gruppo di volontarie che decise di organizzarsi per poter aiutare alcune famiglie indigenti della zona. Negli anni ’80 il numero dei volontari aumentò, con un notevole sviluppo nella gestione delle risorse. «In quegli anni si occupavano della Caritas circa una quindicina di persone - spiega Alessandro Andreani, referente del Centro Ascolto - e, per quanto riguarda il profilo delle entrate, la possibilità di gestire varie attività e varie risorse non mancavano davvero. Per Nella foto, da sinistra: Alessandro Andreani, Grazia Lombardi, Giovanni Sisi, Enrica Beccaceci e Gabriella Gianfaldoni. Fanno anni siamo stati anche “gemellati” con la parte della Caritas parrocchiale anche Enrico Salvatori e Laura Filippi Caritas della Parrocchia di Nostra Signora di Fatima e con la Casa-Famiglia delle Suore di Shangay, alle quali venivano Andreani - purtroppo molti ragazzi, al che, seppur in diminuzione, sono sempre inviati viveri e volontari di supporto. Il momento in cui si sposano o scelgono di fondamentali. Alcuni alimenti, come l’olio nostro è sempre stato un quartiere convivere, decidono di stabilirsi in altre di semi o d’oliva e il caffè, vengono benestante, dal quale abbiamo avuto zone, oppure, per motivi di lavoro, sono acquistati con i contributi che ci arrivano costantemente risposte positive, ma nel costretti a cambiare città. Il quartiere sta dalla raccolta durante le S. Messe, corso del tempo sono sorte notevoli così lentamente “invecchiando” e, al soprattutto da quella della terza domenica difficoltà.» tempo stesso, si sta del mese, le cui offerte sono interamente La crisi economica si “spopolando”, per la Caritas. I nostri parrocchiani, anche Sotto la guida del Parroco fa’ sentire anche qui, come si può vedere se sempre di meno, non sono certo sordi don Ordesio Bellini, la Caritas dalle presenze alla alle richieste d’aiuto dei fratelli in pur se non in modo incisivo, Messa, in netto difficoltà. Ultimamente riusciamo ad avere della Parrocchia dei Sette Santi S. contrariamente a calo negli ultimi anche un po’ di pane da un negozio di Fondatori accoglie le famiglie anni. E in nessuna alimentari vicino. Non diciamo “no” a quanto sta accadendo in altre attività parrocchiale nessuno ma, per razionalizzare le risorse, del quartiere per aiutarle zone della città. abbiamo potuto prima di accogliere nuove persone a risollevarsi dalle difficoltà Piuttosto il calo di vedere un chiediamo loro i documenti, per verificare contributi volontari “ricambio” che siano della Parrocchia. Molti altri, da parte dei parrocchiani è causato dalla generazionale». invece, vanno direttamente da don Ordesio lenta diminuzione della popolazione Tuttavia i volontari del Centro Ascolto non a raccontare i propri problemi. Tuttavia residente, formata oggi sempre più da si abbattono, e continuano nella loro siamo fiduciosi: riusciremo a superare anziani: i giovani lasciano la zona, missione di aiuto verso i bisognosi. questo momento difficile». preferendo probabilmente quartieri in cui i «Riusciamo ad offrire ogni settimana un Il Centro Ascolto dei Sette Santi è aperto costi legati ad affitto o acquisto di prima pacco alimentare con biscotti, latte, pasta e ogni sabato mattina dalle 10.30 alle 12.30, casa sono maggiormente sopportabili. «La cibo in scatola - spiega Giovanni Sisi, per informazioni e contatti è comunque Parrocchia risente soprattutto della responsabile della distribuzione - grazie ai possibile consultare il sito mancanza di presenza giovanile - continua contributi dell’Agea e del Banco Alimentare www.parrocchiasettesanti.it

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Domenica 24 Marzo alle 18 nella chiesa S. Giovanni Bosco in Coteto

Concerto a Coteto: la PASSIONE per l’organo ll’ingresso della Settimana Santa, quando un tempo i teatri chiudevano i battenti e i fedeli si recavano nelle chiese per immergersi nella passione di Nostro Signore, dolcemente accompagnati in questo itinerario spirituale dagli stupendi oratori dei più grandi artisti e dai numerosi concerti spirituali, anche i parrocchiani di Coteto e tutti coloro che vorranno partecipare, Domenica 24 Marzo pregheranno elevando le proprie anime a Dio in un giorno significativo per la vita dei credenti. Il Maestro Claudia Termini presenterà un programma molto ricco e variegato: un’occasione unica e straordinaria per scoprire ancora nuovi sorprendenti colori e timbri fra gli innumerevoli che il maestoso organo della chiesa parrocchiale possiede. Sebbene, infatti, - come certamente sapranno coloro che partecipano ormai da tempo ai numerosi concerti che vengono offerti in Coteto - la prima e principale finalità rimanga quella di nutrire spiritualmente gli animi per mezzo dell’arte musicale, non possiamo altresì nascondere l’indubbia elevata qualità artistica dei brani in

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programma nella prossima serata. L’organista, già aveva iniziato all’ascolto della musica contemporanea gli ascoltatori, eseguendo nel concerto natalizio, continua a proporre grandi autori degli inizi del Novecento, come P. Hindemith e C. Ives. Nel prossimo concerto gli ascoltatori saranno trascinati lungo tre secoli, toccando alcuni nodi cruciali della storia della musica. Prima, infatti, di giungere all’arte contemporanea, potranno ascoltare il fascino del sinfonismo romantico e maestoso di C. Franck (come una sorta d’introduzione festosa, paragonabile a quanto nelle nostre celebrazioni avverrà al mattino, ovvero in un accostamento molto libero: prima l’ingresso a Gerusalemme, poi con repentino cambio di tenore liturgico, la Passione del Signore) autore noto al grande pubblico, come quello di un altro maestro la cui opera è collocabile nella fase immediatamente successiva, ovvero la fase di transizione fra il postromanticismo e il nuovo linguaggio musicale: M. Reger. S.B.

LINEA di Pensiero di Luca Lischi

L’ATTENZIONE AI POVERI PRIMA DITUTTO Manda, Signore, ancora profeti, uomini certi di Dio, uomini dal cuore in fiamme. E tu a parlare dai loro roveti sulle macerie delle nostre parole, dentro il deserto dei templi: a dire ai poveri di sperare ancora. Che siano appena tua voce, voce di Dio dentro la folgore, voce di Dio che schianta la pietra. (DAVID MARIA TUROLDO) rima i poveri e poi tutto il resto. Un messaggio chiaro ed inequivocabile quello di Papa Francesco che ci invita, con il suo richiamo forte e deciso, a prendere di petto quella proposta della “lobby per i poveri” avviata dal Vescovo Giusti, attraverso il “Progetto culturale” per ridare speranza, con azioni concrete, alle nostre comunità pervase dalla crisi. Del resto il mondo non può risolvere i suoi problemi se non sceglie la povertà come regola della sua economia. I richiami alla sobrietà che giungono da più parti necessitano di trovare immediata attuazione. La crisi avanza inesorabile lasciando traccia con aumenti esponenziali di disoccupati, di cassa integrati, con la chiusura imponente di attività commerciali, di vendita di case all’asta per impossibilità di pagare i mutui. La povertà aumenta in un immobilismo e in una rassegnazione che sono un insulto alle nostre coscienze. Facciamo qualcosa di grande e di fecondo, ovvero del bene agli altri, ai poveri, prima di tutto!

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TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

24 marzo 2013

III

Nel giorno del Giovedì Santo, fedeli e non, in giro per le chiese della città

IN PREPARAZIONE ALLA Pasqua

Come nasce il giro delle sette chiese?

A lezione di simboli e tradizione

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L’ULIVO «La Domenica delle Palme inaugura la Settimana Santa. In questo giorno si fa memoria di Gesù accolto in Gerusalemme dalla folla con le palme. In Italia, non essendoci in molti luoghi la presenza delle palme, si è ricorsi all’utilizzo dell’ulivo (forse anche perché proprio in questo periodo che si ricorre alla potatura di questa pianta); in nord Europa ad esempio si fa uso di arabeschi di piante intrecciate, in ogni parte del mondo si utilizza ciò che si ha a disposizione». LA MESSA DEL CRISMA «Liturgicamente dovrebbe essere celebrata il giovedì santo durante la mattina ma a Livorno e in altri luoghi viene anticipata al mercoledì pomeriggio per permettere una maggiore partecipazione da parte dei fedeli. È la Messa in cui si fa memoria dell’istituzione dell’Eucarestia e

del sacerdozio, durante la quale infatti il clero si riunisce attorno al suo Vescovo per confermare l’impegno sacerdotale. Inoltre, in questa celebrazione vengono benedetti gli oli sacri (catecumeni, crisma e olio degli infermi) utilizzati poi durante l’anno per amministrare i sacramenti». LA LAVANDA DEI PIEDI «La vera reliquia che la Chiesa dovrebbe adorare dovrebbe essere l’acqua sporca con cui Gesù, cinto i fianchi di un grembiule, lava i piedi di Pietro e di Giuda indistintamente durante l’Ultima Cena. È l’emblema dello spirito di servizio che dovrebbe caratterizzare la Chiesa». IL GIRO DELLE SETTE CHIESE «È una tradizione che nasce nel 540 circa da San Filippo Neri che invitava a ripercorrere ed accompagnare Cristo nella sua passione. Il giro consisteva nella visita delle quattro basiliche maggiori di Roma e delle tre minori: il percorso totale era di circa venti chilometri che si faceva tra il giovedì e il venerdì. Tutti i pellegrini che arrivavano a Roma e partecipavano a questa tradizione iniziarono a riproporla nelle città da cui provenivano e così ancora oggi facciamo. Nei secoli si è persa questa tradizione, tranne in alcune città come Napoli e poche altre. Mentre, così come la partecipazione alla Messa della

arà il fascino della chiesa in versione Sin notturna, oppure semplice tradizione, ogni caso il "giro delle sette chiese" attira sempre molti livornesi, anche non frequentanti le parrocchie. Per i fedeli, invece, è un momento spirituale davvero importante, poiché terminata la coena Domini, si può continuare ad adorare l’Eucarestia sull’altare della reposizione, facendo visita alle varie chiese della nostra città. Un modo per stringere la comunità attorno a ciò che la unisce, nel periodo liturgico più intenso per la fede cristiana. Ma questa consuetudine da dove trae origine?

Ripercorriamo insieme i simboli liturgici e quelli della tradizione pasquale, alla vigilia della Settimana Santa a Pasqua è ormai alle porte ma prima di festeggiare la risurrezione di Gesù ogni credente vive la Settimana Santa come momento principale e fondamentale della propria vita di fede: una settimana piena di significati, gesti e tradizioni delle quali spesso non si conosce il significato. Così, abbiamo incontrato don Donato Mollica, per farci aiutare a conoscere, approfondire o semplicemente ripassare i simboli liturgici e della tradizione pasquale.

Una tradizione consolidata nella nostra Diocesi di cui abbiamo cercato di riscoprirne le origini

domenica delle Palme, a Livorno è molto sentita, ed è una piacevole espressione e testimonianza della fede popolare che è in netto contrasto con l’idea che Livorno "non crede"». L’ADORAZIONE DELLA CROCE «Il Venerdì Santo è l’unico giorno in cui non si celebra l’eucarestia in quanto la Chiesa è in lutto perché senza il suo sposo. I tabernacoli, dove viene custodita l’eucarestia, vengono svuotati e viene istituito l’altare della reposizione. Durante la Liturgia della parola, si fa l’adorazione della croce. La Chiesa riconosce nel segno della croce, segno infame, il segno della salvezza. Nell’inginocchiarci davanti a lei, nel baciarla e nel venerarla, la Chiesa si rende conto di quanto vale: tutte le lacrime di Cristo, il suo sangue e la sua stessa vita. In questo giorno, il cristiano è invitato a riflettere

sulla sua dignità di Figlio di Dio». LA BENEDIZIONE DELLA LUCE «La benedizione della luce viene fatta durante la veglia della notte di Pasqua, madre di tutte le veglie. La chiesa è completamente buia e davanti, sul sagrato, viene posto un braciere con il fuoco vivo che arde. Questa immagine del fuoco è come un invito, un richiamo per suscitare curiosità anche a chi inizialmente non aveva deciso di partecipare. Mi è capitato a volte, specie nel quartiere di Venezia cuore della movida livornese e dove si trova la mia parrocchia, di vedere avvicinarsi persone incuriosite: chi ha proseguito il proprio cammino e chi invece è entrato in chiesa e ha partecipato alla messa. Il braciere "da vita" al cero pasquale dal quale vengono accese tutte le candele dei fedeli, segno che rappresenta Cristo luce del mondo che viene ad illuminare ognuno di noi. La candela viene poi spenta e riaccesa nuovamente durante la Messa al momento del rinnovo delle promesse battesimali, come conferma di appartenenza a Cristo». BENEDIZIONE DELLE UOVA «È un’antica tradizione che ha origine in oriente. L’uovo è considerato il simbolo della risurrezione, il guscio rappresenta il sepolcro da cui nasce la vita. Le uova dipinte venivano regalate in segno di pace, negli anni diverse sono state le "trasformazioni", dalle uova di Fabergé fino ad arrivare alle uova di cioccolata, sicuramente più piacevoli e gustose per i bambini!». Ora non rimane altro che ricordarli per far si che ci guidino non solo in questa settimana speciale ma anche nella vita di tutti i giorni. Martina Bongini

IL CONTRIBUTO DI SAN FILIPPO NERI. Alcune fonti tramandano che già nel 1300, per inaugurare il Giubileo a Roma, papa Bonifacio VIII aveva introdotto l’usanza di far visita a quattro basiliche, e attraversandone le porte d’ingresso, i pellegrini potevano ottenere l’indulgenza plenaria. Il vero fondatore, però, di questa antica usanza, tutti sono concordi nell’identificarlo in San Filippo Neri (1515-1595), sacerdote fiorentino. Fu lui, infatti, a rivitalizzare e formalizzare tale pratica medievale. Il percorso prevedeva un pellegrinaggio di circa 20 km e portava a toccare le principali basiliche romane: San Pietro in Vaticano, San Paolo fuori le mura, San Giovanni in Laterano, San Lorenzo fuori le mura, Santa Maria Maggiore, Santa Croce in Gerusalemme e San Sebastiano fuori le mura. Originariamente tutto si doveva compiere nell’arco di una giornata intera, quella del giovedì grasso, in modo da distogliere i fedeli dalle seduzioni del Carnevale. Per rendere il pellegrinaggio più piacevole, simile a una scampagnata con amici, San Filippo Neri fece in modo che durante il cammino si prevedesse anche una pausa merenda, presso la vigna dei Mattei (attuale Villa Celimontana). Dopodiché si teneva un concerto nella cappellina della villa e veniva letto un sermone molto semplice, detto "sermoncino del pupo". Solo con il tempo, la giornata dedicata a questo giro delle basiliche è stata spostata alla fine della Quaresima, mantenendo il numero delle sette tappe, proprio come i luoghi di passaggio della Passione di Cristo: dal cenacolo al Getsemani, dall’Orto degli ulivi alla casa di Anna, poi a quella di Caifa, il palazzo di Pilato, quello di Erode, di nuovo da Pilato, e infine il Calvario. ERRATO IL TERMINE "SEPOLCRI". Occorre, in conclusione, aggiungere che la Congregazione per il Culto divino ha stabilito nel 1988, a proposito della preparazione e celebrazione delle feste pasquali, che i tabernacoli contenenti l’Eucarestia non siano più adibiti o chiamati erroneamente come "sepolcri". Infatti, anticamente c’era questa usanza, soprattutto nell’epoca barocca, dove i tabernacoli erano considerati come la tomba del corpo di Cristo, e proprio per questo motivo, spesso il giro delle sette chiese era anche definito "visita ai sepolcri". Da più di vent’anni, invece, questa concezione è stata superata, poiché in realtà l’altare della reposizione è identificato come il luogo dove viene custodito il pane eucaristico da distribuire il Venerdì Santo. Mauro Donateo


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TOSCANA OGGI 24 marzo 2013

LA SETTIMANA DI LIVORNO

Agenda del VESCOVO

VENERDÌ 22 MARZO 10.00 S. Messa precetto pasquale all’Istituto MaestrePie Venerini, in via Lopez 18.30 incontro con i cresimandi, i genitori, i catechisti e i parroci in vescovado 21.00 Via Crucis Cittadina (Vedi Locandina in pagina) SABATO 23 MARZO 9.00 S. Messa e ritiro dei politici in vescovado 18.00 S. Messa in occasione dell’ingresso del nuovo parroco don Jacek Macki alla Chiesa di Ss. Cosma e Damiano (Nugola) DOMENICA 24 MARZO 10.30 S.Messa per le Palme in cattedrale LUNEDÌ 25 MARZO 12.00 posa della prima pietra al nuovo Centro Caritas in via Donnini MARTEDÌ 26 MARZO Nella mattina udienze clero in vescovado 12.00 auguri ecumenici ed interreligiosi in vescovado 16.30 S. Messa alla casa "La Provvidenza" in via Baciocchi MERCOLEDÌ 27 MARZO Giornata Sacerdotale, ritiro del clero al Santuario di Montenero 17.30 in cattedrale S.Messa del Crisma GIOVEDÌ 28 MARZO 12.00 incontro e pranzo con i seminaristi in seminario 21.00 S. Messa in Coena Domini, in cattedrale VENERDÌ 29 MARZO 9.00 ufficio delle letture in cattedrale 15.00 liturgia della Passione in cattedrale 16.00 visita ai sacerdoti anziani e malati

Diocesi informa PRESENTAZIONE DELLA PUBBLICAZIONE

“Stiamo nel mondo. Il Centro Mondialità Sviluppo Reciproco nella storia” artedì 26 marzo 2013 alle ore ore 17:00 presso l’Auditorium “Pamela Ognissanti” della Circoscrizione M 1 in via Gobetti 11, verrà presentata la pubblicazione "Stiamo nel mondo. Il Centro Mondialità Sviluppo Reciproco nella storia" patrocinato dalla Socrem con la collaborazione dell’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea nella Provincia di Livorno. La presentazione, coordinata da Catia Sonetti, direttore ISTORECO Livorno, sarà aperta dall’intervento di Chiara Fantozzi, autrice della pubblicazione, e vedrà la partecipazione di Giampaolo Berti, presidente SOCREM e di Fabio Canaccini, vice presidente CMSR Il lavoro ripercorre l’esperienza del Centro Mondialità(CMSR) fin dalla sua nascita (1979), inquadrando i presupposti socio-culturali dai quali ha avuto origine e soffermandosi sui fenomeni che ne hanno rappresentato l’immediato terreno di coltura. Sarebbe impossibile capire le vicende del CMSR prescindendo da una prospettiva che mira, da un lato, a contestualizzare gli eventi inserendoli nel processo storico globale e, dall’altro, a ritrovare i singoli protagonisti che si sono resi attori del mutamento.Tra questi, la figura di don Carlo Leoni assume una rilevanza particolare, per la sua capacità di sostenere, in vario modo col mutare dei tempi, le istanze di rinnovamento ecclesiale e di dialogo con il mondo secolarizzato. La sua passione religiosa e civile ha contribuito a dare al CMSR un’identità forte, ancorata ad un cattolicesimo progressista al tempo stesso critico e collaborativo nei confronti della gerarchia ecclesiastica: una "spiritualità dell’impegno" al fianco dei poveri e dei deboli, attenta ai “segni dei tempi” e disposta ad immergersi nel complesso fluire della storia per costruire condizioni di giustizia e non per imporre un insegnamento autoritario. Centro Mondialità Sviluppo Reciproco Via della Madonna 32 57123 - Livorno Tel 0586/887350 - Fax 0586/882132 email: cmsr-it@cmsr.org/ www.cmsr.org

SABATO 30 MARZO 9.00 ufficio delle letture in cattedrale 22.00 veglia pasquale in cattedrale DOMENICA 31 MARZO 8.45 S. Messa di Pasqua al carcere delle Sughere 10.30 S.Messa, pontificale di Pasqua e benedizione dei bambini, in cattedrale

BREVI DALLA DIOCESI

I viaggi di PHARUS

Concerto

A Roma MERCOLEDÌ 10 APRILE In pellegrinaggio in occasione della Visita Ad Limina, nell’Anno della fede, accompagnati da mons. Simone Giusti Quota di partecipazione: Euro 40,00 *possibilità di itinerario di due giorni (9-10 aprile)

Medjugorie DAL 24 AL 29 APRILE In bus e traghetto da Livorno Quota di partecipazione: Euro 380,00 in poltrona (Con visite di Loreto e Santa Maria degli Angeli ad Assisi) Per informazioni rivolgersi a: PHARUS VIAGGI Via Sant’Andrea 69 tel. 0586/211294 email:pharusviaggi@livorno.chiesacattolica.it

Via Crucis Comunione Liberazione DOMENICA 24 MARZO ALLE 18.00 Al Santuario di Montenero, si ritroveranno i membri della fraternità e tutti coloro che desidereranno partecipare al gesto di preparazione alla Santa Pasqua secondo la specificità del carisma di don Giussani.

LUNEDÌ 25 MARZO ALLE 21.15 In duomo si terrà il concerto di Pasqua del coro di Comunione e Liberazione. Saranno eseguiti a laudi medievali, brani tratti dal repertorio gregoriano, brani tratti dalla polifonia rinascimentale e moderna. La cittadinanza è invitata, l’ingresso è libero.

AVVISO In occasione della S. Pasqua gli uffici della Curia vescovile rimarranno chiusi al pubblico da mercoledì 27 marzo a mercoledì 3 aprile compresi. Riapriranno regolarmente giovedì 4 aprile.


TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

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Umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte

LE SCRITTURE Con la celebrazione odierna la Chiesa entra nel mistero del suo Signore crocifisso, morto, sepolto e risorto. Con l’ingresso messianico in Gerusalemme, il Signore Gesù ha dato un presagio della sua regalità che si manifesterà pienamente attraverso la via della umiliazione che lo condurrà alla esaltazione pasquale della Resurrezione. La liturgia di questa Domenica unisce insieme il trionfo regale di Cristo e l’annunzio delle “sue passioni” alla cui partecipazione e sequela il Signore chiama la nostra comunità. LA MEDITAZIONE La Chiesa è una comunità che cammina tra gli uomini (prima lettura) senza fuggire le difficoltà che gli uomini incontrano (prima tentazione del Vangelo) portando aiuto (seconda tentazione) e educando ad un giusto rapporto con Dio (terza tentazione). Nella prima tentazione, il diavolo chiede a Gesù di sfuggire alle difficoltà che tutti gli uomini incontrano, usando il suo potere divino per un suo personale tornaconto. Lo invita a “prendere una scorciatoia”: dimenticarsi di essere uomo e agire “da Dio”, ma fuori del pensiero di Dio che è l’incarnazione. Gesù risponde che il centro della vita degli uomini è Dio e vivere per Lui è l’unica cosa che offre senso e significato a tutto. Tutta la vita di Gesù è stata una risposta a questa tentazione: ha condiviso tutto con gli uomini, anche la morte, e non ha mai usato del suo potere divino se non per gli altri, anche sulla croce. Nella seconda tentazione viene proposto a Gesù di scegliere fra il dominare gli altri e il servirli, fra la competizione e l’essere solidali, fra il sopraffare o il servire. Ognuno di noi ha un potere nella vita di tutti i giorni: sul lavoro, in

Apostoli” (P. Impagliatelli). Per la Benedizione solenne si può usare il formulario “Nella Passione del Signore” (Messale Romano, pag. 432) o eventualmente la Preghiera di benedizione sul popolo, 17 (Messale Romano,pag. 449) con la quale si invoca la forza della carità di Cristo che si consegna per la nostra salvezza.

«Quante volte, oppressi dalle difficoltà ci chiediamo dove è Dio; oppure, davanti a delle ingiustizie, a dei cataclismi, al dolore innocente, rinfacciamo a Dio che se ci fosse e fosse buono non permetterebbe tutto questo. La risposta è proprio nella vita di Gesù, perché Dio non lo ha sottratto a nulla di tutto ciò che è umano, tranne il peccato» famiglia, nella stessa comunità cristiana. La tentazione è di usarlo per metterci in mostra, per farci apparire importanti e, magari, farci avanzare. In quest’ottica, gli altri sono dei gradini per una nostra scalata. Il potere diventa il nostro orizzonte e diventa il nostro dio. Gesù risponde che si deve adorare solo Dio, servendo i fratelli, caricandoci delle loro difficoltà e aiutandoli. La terza tentazione cerca di minare alla base il rapporto con Dio, servendosi perfino della sua stessa parola. Il Diavolo insinua che Dio non sarebbe fedele alle sue promesse. Quante volte, oppressi dalle difficoltà ci chiediamo dove è Dio; oppure, davanti a delle ingiustizie, a dei cataclismi, al dolore innocente, rinfacciamo a Dio che se ci fosse e fosse buono non permetterebbe tutto questo. La risposta è proprio nella vita di Gesù, perché Dio non lo ha sottratto a nulla di tutto ciò che è umano, tranne il peccato. E proprio come ha fatto con il suo Figlio, non permetterà che ci sorprenda nessuna tentazione superiore alle nostre forze, perché «Dio infatti è degno di fede e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze ma, insieme con la tentazione, vi darà anche il modo di uscirne per poterla sostenere». (1Cor 10,13). E Gesù, «proprio per essere stato messo alla prova ed aver sofferto personalmente, (…) è in grado di venire in aiuto di quelli che subiscono la prova» (Eb 2,18). Dio in Gesù ci illumina per farci riconoscere il

Tentatore… che si presenta a noi ben vestito, in giacca e cravatta, profumato e con un aspetto rassicurante e accattivante, facendoci passare il male come bene («Che male c’è? Fanno così tutti!»), proprio come si è presentato a Gesù. Per la celebrazione Nella celebrazione eucaristica durante la quale si commemora solennemente l’Ingresso di Gesù a Gerusalemme ci si attenga a quanto previsto dal Messale Romano, pagg.114-122. In tutte le celebrazioni di questa Domenica tuttavia non si tralasci la processione introitale con la Croce astile ornata a festa da rami di palme e ulivi. Per l’Atto penitenziale si può utilizzare la 3aformula introdotta dalle parole «Gesù Cristo il giusto…» prevista dal Messale Romano (pag. 296) con le invocazioni Tempo di Quaresima 3 (Messale Romano, pag. 300). Per la Professione di fede si suggerisce di utilizzare il Simbolo degli Apostoli (Messale Romano, pag. 306; Cfr. pag. XLIX ). Laddove è possibile si preferisca la forma in canto, purché la melodia prescelta rispetti il testo e la sua struttura. A tal proposito si suggerisce di eseguire “Io Credo in Dio – Simbolo apostolico” (RN 18), oppure – per favorire la partecipazione di tutti, anche di assemblee meno abituate al canto – la composizione in forma responsoriale “Simbolo degli

Per la famiglia Perché viviamo? Qual è il senso della nostra vita? Siamo solo cellule in evoluzione verso la morte? Perché il dolore innocente? Perché tanto male nel mondo? La Parola ci narra la nostra storia come Dio la vede. Non siamo cellule in evoluzione verso la morte, non siamo figli del caso o del caos, ma siamo figli di Dio, amati e voluti da Dio. Tanto amati d’aver ricevuto in dono la libertà, che spesso usiamo egoisticamente facendo tanto male. Il male personale diviene poi un male “universale” in strutture di morte. Ma l’amore di Dio è più grande del nostro peccato ed Egli non smette mai di chiamare ciascuno di noi a ritornare a Lui con tutto il cuore. Questa è la nostra vera storia, una storia d’amore, una storia significativa, una storia che vale davvero la pena di vivere. Una buona pratica Raccontiamoci gli uni gli altri i doni di Dio ricevuti in questo periodo e proviamo a portare dinanzi a Lui, come membri della stessa famiglia, le primizie dei frutti del Suo amore. Preghiamo: “Signore accresci la nostra fede”. DAL SUSSIDIO CEI PER LA QUARESIMA E LA PASQUA

Speciale QUARESIMA

SUSSIDIO PER LA QUARESIMA: DOMENICA DELLE PALME.........


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24 marzo 2013

UNA MESSA per la Scuola

L’ANNUNCIO CRISTIANO AI RAGAZZI

La Parrocchia SS Trinità INCONTRA IL VESCOVO Monsignor Giusti sta visitando le parrocchie della Diocesi. In queste settimane ha incontrato le comunità del terzo vicariato, tra queste la parrocchia guidata dai frati Cappuccini

l’amore il valore più grande e condiviso nel mondo di oggi sia dai credenti che, naturalmente danno un significato profondo e radicato nella fede a questa parola, sia da coloro che non si confessano credenti. È questo il senso del discorso che il Vescovo ha proposto incontrando i genitori dei bambini che frequentano il catechismo nella Parrocchia della SS. Trinità durante la visita Pastorale. "Secondo alcuni studi, sembra che il carattere dei bambini si crei nella fascia di età 3-6 anni ha affermato mons. Giusti - ed è quindi in questo momento che è necessario che la famiglia educhi i propri figli verso i valori più importanti, che crei i modelli per i propri figli". Durante il periodo 0-3 per i bambini è importante la mamma e poche altre figure della famiglia, poi i modelli di riferimento si allargano col crescere. Nella fascia 3-6 è ancora importante la famiglia, ma i bambini cominciano ad affacciarsi al mondo.

È

lla parrocchia di S. Lucia ad Antignano, il Vescovo monsignor Simone Giusti, ha celebrato la S. Messa per tutti coloro che sono impegnati nel mondo della scuola. Monsignore nel saluto iniziale della celebrazione ha ricordato quanto sia prezioso e importante per la società l’impegno educativo che gli insegnanti offrono alla scuola. Durante l’omelia commentando il Vangelo di Giovanni che presentava il racconto dell’adultera, “pagina scandalosa” che alcuni codici hanno epurato in quanto per i benpensanti, un Dio che mostra il volto misericordioso, che perdona, è fuori da ogni logica «Dio mai si umana. Ma Dio non stanca di giudica; ci perdonarci. giudicano Siamo invece la vita, la società, il noi che ci datore di stanchiamo lavoro, tutti sono pronti a di chiedere ricercare il perdono». nostro e PAPA FRANCESCO l’altrui errore. Ma qualunque sia il nostro peccato, siamo invece sicuri del perdono di Dio; il difficile è quando Gesù dice: “non peccare più”. Il perdono è un’azione di Dio, ma come si fa a non peccare più? L’indicazione la troviamo in San Paolo, nella Lettera ai Filippesi, dove egli ci invita ad allontanarsi dalle cose terrene, tanto più veniamo presi dalla conoscenza e dall’amore di Dio. Ecco che il nostro essere per Cristo non deve essere una cosa che dipende dalla sola ragione, ma dal cuore. Quanto più ci facciamo rapire da Lui, quanto più diventiamo innamorati di Lui, tanto più diventiamo santi: questo è il segreto della vita cristiana. Al termine dell’Eucarestia, c’è stato un breve incontro per gli auguri di una S. Pasqua e un invito agli insegnanti a pensare dei nuovi percorsi per il primo annuncio, per una nuova evangelizzazione, rivolta a coloro che non hanno ancora ricevuto il Battesimo. Mo.C. Nelle foto il Vescovo che celebra la Messa per il mondo della scuola ed i partecipanti alla funzione nella chiesa di S. Lucia

A

La famiglia: alle fondamenta della crescita Il Consiglio Pastorale e I CATECHISTI n questo periodo il nostro Vescovo sta visitando la comunità parrocchiale Irante della SS Trinità, più conosciuta a Livorno come Chiesa dei Cappuccini. Dula visita pastorale, così come nelle altre parrocchie, mons. Giusti ha voluto conoscere le varie realtà presenti portando la sua riflessione e ascoltando le esperienze dei fedeli. Incontrando il Consiglio Pastorale Parrocchiale il Vescovo ha esortato a "partire dalla coppie di fidanzati" preparandoli ad accogliere il sacramento del matrimonio nel modo più profondo, più concreto. Sono importanti i corsi per le coppie che si preparano al matrimonio perché queste due persone che si presentano per ricevere il sacramento diventeranno sposi e poi genitori e quindi educheranno i loro figli, che poi saranno i bambini che frequenteranno le nostre parrocchie, i bambini del catechismo, i giovani di domani su cui la parrocchia dovrà fare affidamento. È fondamentale fare catechismo ai bambini sin da piccoli. Il Vescovo propone "sin dalla prima elementare". "Spesso sento dire che alcuni genitori fanno frequentare al figlio una determinata parrocchia perché bastano pochi anni per fare la prima comunione. Tutto ciò è profondamente sbagliato. Il cammino di fede deve essere intrapreso seriamente e non si deve ricorrere a scappatoie". A questo proposito è intervenuto il parroco, padre Mario (nella foto), affermando che è necessario che i genitori capiscano l’importanza del cammino di fede ma che spesso i parroci si trovano di fronte a situazioni difficili, famiglie che non sono sposate, che convivono, ma che chiedono la comunione per i loro figli. "Io non mi sono mai sentito di rifiutare nessuno -afferma padre Mario- nella speranza che anche da situazioni del genere possa germogliare un seme e qualche volta è accaduto". Significativo ed incisivo l’incontro con i catechisti nel quale il Vescovo ha ricordato come insieme ai catechisti "adulti" sia fondamentale la presenza dei giovani perché soprattutto gli adolescenti hanno bisogno di un "punto di riferimento", di un modello che sia quasi un loro coetaneo. La proposta è quella di un cammino della comunità cristiana dove i giovani devono sentirsi a casa loro. L’incontro è stato uno stimolo (così come gli altri incontri) per "snocciolare" le idee per poi applicarle alla realtà della parrocchia. E.C. Quando arriva la preadolescenza e soprattutto l’adolescenza i modelli di riferimento cambiano. Non sono più i genitori e la famiglia a giocare il ruolo più importante,

ma diventano fondamentali gli amici. È per questo motivo che l’educazione dei genitori, l’educazione ai valori fondamentali dell’amore, della famiglia sono essenziali se sono stati

accolti durante l’infanzia. Perché nella fase dell’adolescenza i figli crederanno di "essere grandi", di "poter decidere da soli", si ribelleranno ai genitori. Ma se i genitori hanno

seminato il seme buono, i figli, pur avendo qualche "sbandamento" non perderanno la retta via. "Non bastano i genitori ed è necessario creare una rete per riuscire a fare arrivare sani a 18 anni i nostri ragazzi. È questa la sfida che dobbiamo raccogliere. È per questo che continuo a ripetere che sia necessario un collegamento con tutti gli ambienti in cui i ragazzi vivono: la famiglia, la comunità parrocchiale, le attività sportive, i luoghi di ricreazione. Perché la famiglia è fondamentale per creare le basi, ma dopo una certa età non è più un punto di riferimento, non basta più. E allora, in una realtà come quella della vostra parrocchia, sarebbe bello creare un oratorio che accolga tutti i ragazzi, in collaborazione con la realtà del Santo Spirito, già così vivace". Concludendo il Vescovo ha lanciato una provocazione che va nel senso della collaborazione fra più realtà: sarebbe bello buttare giù il muro che divide Santo Spirito dal Circolo e dalla parrocchia e fare una grande realtà di accoglienza. Elena Cerini

LA PASQUA DEL GIORNALISTA

Papa Francesco: ecco un grande comunicatore

incontro con i giornalisti ed il Vescovo Simone Giusti era stato fissato per giovedì 14 alle ore 18 per la S. Messa della Pasqua del giornalista, organizzata dall’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali, in collaborazione con l’Unione dei giornalisti cattolici e i Cooperatori paolini e così è stato, ma quale migliore occasione per parlare di Papa Francesco, il nuovo pontefice argentino, a poche ore dalla sua elezione? «Si è presentato con semplicità e schiettezza, dimostrando anche di essere un grande comunicatore»: questa la prima impressione che monsignor Giusti ha avuto

L’

Il Vescovo ai giornalisti: vi auguro di svolgere la vostra professione con sincerità ed obbiettività del successore di Benedetto XVI. «La figura di questo Pontefice italoargentino - ha proseguito il Vescovo- rappresenta, anche per il suo passato che lo vide sia da vescovo che da cardinale, vicino ai poveri delle favelas, una speranza per tutti i poveri del mondo ed in questa crisi mondiale Papa Francesco potrà rappresentarne la riscossa». Durante la celebrazione oltre che per il Papa, si è pregato per gli ammalati, per

Livorno e per l’Italia che vivono un momento di crisi profonda e per tutti i giornalisti, perché possano essere buoni comunicatori come ha dimostrato di esserlo il nuovo Pontefice. A questo proposito, al termine della funzione religiosa, il vescovo Giusti ha rivolto un augurio ai giornalisti presenti: quello di saper svolgere la propria professione con sincerità ed obbiettività nello scrivere o nel documentare gli avvenimenti, senza mai alterare la verità dei fatti. Roberto Olivato Nelle foto due momenti della celebrazione nella cappella del Vescovado


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24 marzo 2013

Conosciamo l’Istituto SACRO CUORE

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Da un social network, una nuova idea per gli acquisti

TE LO REGALO SE VIENI A PRENDERLO e lo regalo se vieni a prenderlo». «direTa Quante volte lo avremmo voluto qualcuno di fronte al mobile da

Una scuola per tutti DI

GIULIA SARTI

aso unico in città e in Italia. Una scuola cattolica paritaria, quella dell’Istituto "Sacro Cuore" di via Cecconi, gestita al suo interno solo da laici. Dalla dirigenza fino a quello che nel pubblico si chiamerebbe personale ATA. Non che questo diminuisca la professionalità e lo spirito che spinse la Congregazione Domenicana di Santa Caterina da Siena ad aprire una scuola in città. A dirigere l’Istituto comprensivo (scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado) da ormai 5 anni c’è Alessandra Giachi, insegnante di biologia con cui siamo stati a colloquio.

C

Come si è arrivati a decidere di lasciare tutto in mano ai laici? «La decisione è arrivata direttamente dalla casa generale di Roma. I tempi sono sembrati maturi per poter affidare ai laici un cammino che fino a quel momento avevano condiviso a fianco delle suore. Conosciamo lo spirito di San Domenico, lo abbiamo respirato e abbracciato ormai da tempo. È stato un gesto di fiducia nei nostri confronti, dettato, non

si può negare, anche da una crisi delle vocazioni che non permetteva più di tenere in piedi tutto contando solo sulle religiose». Come ha accolto la proposta di diventare dirigente? «Ero docente della scuola già dal 1986. Dopo tanti anni avevo ottenuto il ruolo in una scuola pubblica, ma di fronte alla proposta dell’Istituto di diventare preside rinunciai. Qui mi sento a casa. Ma non faccio tutto da sola: c’è un consiglio di gestione, una segreteria e Suor Liana come gestore delle risorse». Quale è l’ “identikit” di un insegnante dell’Istituto? «Chi decide di proporsi alla nostra scuola fa una scelta non solo di tipo economico. La domanda che ognuno si deve porre è questa: “Mi sento educatore o docente?” In questo modo si fa capire loro che quello che devono essere pronti a condividere è un progetto educativo che va oltre le competenze professionali e insegna a guardare ai ragazzi con occhio coscienzioso e di attenzione alla persona nella sua integrità».

LA STORIA DELL’ISTITUTO orto nel 1888 con lo scopo di offrire istruzione gratuita alle bambine Saffermato più bisognose per avviarle così a al lavoro, l’Istituto Sacro cuore si è poi come luogo di formazione culturale, di socializzazione e crescita umana. Fu Filomena Landucci, terziaria domenicana, a volere fortemente la sua nascita. La donna, che voleva vestire l’abito domenicano, non si fece convincere da chi diceva che non c’era bisogno di un altro istituto in città. Aiutata da Pio Alberto Del Corona, dopo 17 anni si unì alla Congregazione insieme ad alcune consorelle. Il primo ad essere aperto fu un laboratorio per imparare a fare le trine. In cerca di una sede adatta, la trovarono in una palazzina in via Cecconi abitata e non in vendita. Provvidenza volle che la loro proposta di acquisto fosse accettata. La scuola iniziò a crescere affiancando altre opere di carità, fino all’apertura, in tempi più vicini a noi, di un liceo sperimentale a indirizzo matematicoinformatico chiuso nel 2009. In tutti questi anni l’istituto ha mantenuto lo stesso carisma domenicano con cui nacque più di 100 anni fa.

Ma perché si sceglie una scuola cattolica? «Uno dei motivi in cima alla lista credo sia il numero delle iscrizioni. Mi spiego: le classi sono piccole, a misura d’uomo. Questo permette di avere un’attenzione maggiore verso la crescita del singolo. Forse sui grandi numeri delle scuole pubbliche non è possibile , non che non venga fatto, ma è più difficile, soprattutto nell’età critica della pre e adolescenza. Appena si ha la percezione di un problema qui si affronta attraverso il dialogo a tu per tu col ragazzo e si accompagna perché possa risolversi». Si può sempre dire che

sia una scuola “d’élite”? «Direi di no. Per tanto tempo è stato così, ma l’apertura del liceo coincise con un’apertura in senso lato. Iniziarono a iscriversi tutti quelli che avevano il “pallino” della matematica e informatica. Pian piano si è creato un bacino di utenze molto eterogeneo per zone della città ed estrazione sociale. A noi ha fatto piacere poter ampliare il confronto con tutte le realtà cittadine». Però forse non tutti se lo possono permettere? «Si tratta di una scelta. Alcune famiglie decidono di sacrificare magari la vacanza, ed investire in un’offerta formativa che va oltre la didattica. C’è da dire comunque che nella nostra esistono casi in cui, persone che hanno dimostrato una spiccata convinzione a iscrivere il figlio e non potevano permetterselo, siano state aiutate con sconti o rette gratuite«. Un ragazzo che esce dalla vostra scuola in che cosa si contraddistingue dagli altri? «Gli sono stati trasmessi valori cristiani per aiutarlo a costruirsi un senso critico che gli permetta di diventare responsabile delle sue scelte nel saper distinguere il bene dal male. Questa è la cosa più importante che lo aiuterà nel mondo

buttare prima del trasloco, pesante anche solo a guardarlo, o mentre svuotiamo le scatole per fare posto in garage chiedendoci perché abbiamo lasciato tutta quella roba funzionante ma ormai per noi inutile? Da un po’ di tempo non solo possiamo invitare i nostri amici a portarsi via l’armadio della nonna per la loro casa in campagna, ma estendere l’invito a una cerchia notevolmente più grande. “Te lo regalo se vieni a prenderlo” è il gruppo fondato su Facebook nel 2011 da Salvatore Benvenuto in Ticino. Stufo di trovare in discarica oggetti ancora funzionanti, decide di fare una cosa semplicissima per chi conosce il social network bianco e celeste: creare un gruppo aperto nel quale ognuno possa mettere il proprio annuncio per regalare qualsiasi cosa o cercarla. A febbraio 2012 arriva anche in Italia ed è un successone. In tre mesi si iscrivono 30.000 persone. Per facilitare gli scambi i gruppi si dividono per regione ed il gioco è fatto. Oggi quello della Toscana è formato da 16.673 membri che continuamente, giornalmente, quasi ad ogni ora, regalano o cercano cose. Il gruppo funziona come un’asta, senza la parte del prezzo di partenza. Quello è stabilito a priori: zero! Si pubblica quindi un post che indichi cosa si intende regalare o di che cosa si ha bisogno, aggiungendo la zona dello scambio. A questo punto partono le “offerte”: gli interessati, rispondono con un commento di “coda”, in pratica si mettono in fila per averlo. Chi fa l’annuncio sceglierà a chi destinare l’oggetto in base a

esterno». L’istituto non è solo scuola. Quali attività extracurriculari sono organizzate per i ragazzi? «A parte i corsi di recupero e di potenziamento, ai ragazzi sono proposte attività pomeridiane che vanno oltre la scuola. Corsi di basket, musica, e momenti di aggregazione organizzati da La stella di Domenico, l’associazione ONLUS che unisce genitori e alunni. Si cena insieme, si va in settimana bianca, ci si ritrova per discutere di temi particolari o assistere a concerti. Da un po’ di tempo abbiamo attivato un gemellaggio con la British School, i ragazzi possono quindi frequentare corsi di inglese che diano loro certificazioni riconosciute». C’è collaborazione con i genitori? «Certo. Oltre all’associazione di cui ho già parlato, siamo riusciti a far rinascere dopo più di dieci anni l’AGESC (Associazione Genitori Scuole Cattoliche) che si occupa di diritti e doveri delle scuole paritarie, attraverso incontri, conferenze e attività formative. Senza una collaborazione con loro il nostro lavoro coi ragazzi non si potrebbe considerare completo».

criteri come la vicinanza con l’interessato, la conoscenza diretta della persona o la sua “generosità” nel donare al gruppo. Il tutto nella massima trasparenza. Chi infatti cercherà di contattare con un messaggio privato il donatore, potrà essere segnalato ed eventualmente espulso dal gruppo. Nelle linee guida e nel messaggio di benvenuto ai nuovi iscritti si legge: “Se sei stato inserito in questo gruppo é perché qualcuno dei suoi membri ti reputa importante e pensa che anche tu abbia qualcosa da condividere per una qualità migliore della vita”. In un’intervista Salvatore Benvenuto indica tra le sue motivazioni non solo una scelta ecologista, ma anche un modo nuovo di creare connessioni tra individui, dialogo e comunicazione che a suo parere si sono un po’ persi. La sua idea, dimostratasi poi vera, era anche quella di sfatare il luogo comune dell’egoismo: dando i mezzi necessari le persone sono ben disposte a fare le cose, a mettersi insieme per contribuire in piccola parte a migliorare la realtà. “Te lo regalo se vieni a prenderlo” forse non avrebbe avuto lo stesso successo in altri periodo storici. In tempi in cui si fa economia su tutto, il valore degli oggetti viene rivalutato e si inizia a capire che le risorse devono essere utilizzate al meglio, diventando noi stessi una risorsa per l’altro. Anche questo vuol dire evolversi. Far tornare di moda il principio della collaborazione e della buona fede potrebbe essere la scelta giusta, favorendo uno sviluppo sostenibile che riguardi non solo l’aspetto ambientale, ma anche quello sociale e economico. E tu…di cosa ti vuoi disfare? Iscriviti su Facebook e dillo a tutti! Giulia Sarti


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LA SETTIMANA DI LIVORNO


La Settimana n. 12 del 24 marzo 2013