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IL GRANELLO di senape Via del Seminario, 61 57122 Livorno tel. e fax 0586/210217 lasettimana.livorno@tiscali.it Notiziario locale

Direttore responsabile Andrea Fagioli Coordinatore diocesano Nicola Sangiacomo Reg. Tribunale Firenze n. 3184 del 21/12/1983

27 marzo 2011

di Eleazar

Dovremo portare, più che plasmare la nostra vita, dovremo sperare, più che pianificare, tener duro più che andare avanti. Ma intendiamo salvaguardare l’anima per voi giovani, per la generazione che nasce ora, affinché dalla sua forza voi organizziate, edifichiate e plasmiate una nuova e migliore esistenza. (D. BONHOEFFER) Ci sono tempi in cui siamo chiamati a resistere, a stringere i denti per salvare il possibile, per non perdersi e non perdere chi ci è affidato. Sono tempi di lotta e di purificazione, di deserto ma anche di fecondità, in cui maturare un più autentico affidamento alla Parola che ci guida ad essere responsabili per quelli che verranno, per le generazioni future. In questo modo i tempi della resistenza possono far scoprire il loro volto più vero: quello di essere tempi in cui si vuol tener viva la speranza.

UNA GIORNATA DI APPROFONDIMENTO PROMOSSA DAL PROGETTO CULTURALE.........

PROGETTO CULTURALE DIOCESANO

L’Economia di Comunione è al servizio dell’uomo

Ne parla il professor Luigino Bruni, uno dei massimi esperti internazionali uale via di uscita da una crisi economica che sembra non fare altro che avvitarsi su stessa? Possibile che la soluzione possa arrivare dalle prime elaborazioni teoriche di una donna a suo tempo “respinta” dall’Università di Venezia e mai arrivata alla laurea? La risposta a queste due domande ce la fornisce Luigino Bruni, docente alla Bicocca di Milano e, soprattutto, all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano, la cittadella dei Focolarini e studioso delle problematiche di quella che Chiara Lubich definì ”economia di comunione” (EdC).

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Quindi a all’Università di Venezia non l’hanno voluta? «Chiara non ha potuto frequentare l’università – tra l’altro quella di Venezia – anche se lo avrebbe tanto voluto. Quasi come una consolazione, aveva però sentito dentro di sé Gesù dirle ‘sarò io il tuo maestro’. Ecco perché ha sempre cercato la giustificazione teorica e scientifica del carisma del movimento da lei fondato. Ed ecco perché io mi occupo di ‘economia di comunione’ dal 1998: perché Chiara, colpita anche dalla povertà delle favelas brasiliane che aveva potuto visitare, mi ha affidato parte di quella ricerca». E come ha reagito quando le è stato affidato l’incarico di approfondire i fondamenti teorici dell’EdC? «Quando, il 7 maggio 1998, Chiara mi ha telefonato in Inghilterra, dove mi trovavo per un dottorato in economia, per chiedermi di studiare l’“economia di comunione” da lei fondata nel 1991, quasi non ci volevo credere. Perché mi invitava a far parte della scuola del movimento, Abbà, che raccoglieva una ventina di studiosi di varie discipline e che per noi Focolarini era un po’ come l’accademia dei Nobel. Ho risposto di sì e dal 1998 al 2006, quando ha cominciato a stare male, ho potuto incontrare ogni sabato Chiara e con lei e gli altri studiosi elaborare la giustificazione teorica multidisciplinare (economica, teologica,

La presentazione a Livorno il 1° Aprile

filosofica, sociologica insieme) di quanto il movimento stava realizzando». I poveri sono protagonisti, ma che cos’è l’“economia di comunione”? «Un approccio che considera gli attori dell’economia come persone che entrano in relazione le une con le altre per raggiungere insieme il bene (anche quello misurabile dell’economia) proprio e quello degli altri. Non persone interessate solo al proprio tornaconto individuale e che si comportano come se gli altri non esistessero, come

postula il pensiero economico dominante. E che implica una grande responsabilità verso i poveri, al punto di coinvolgere anche gli imprenditori e le loro imprese per aiutarli».

la loro inefficienza. E quando chiedo ai miei studenti quale sia la parte del corso che più li ha convinti, mi rispondono sempre indicandomi questo tema».

E funziona? «Le esperienze di economia di comunione sono ancora relativamente poco diffuse nel mondo e non vanno considerate come l’”unica” via ma “una delle” vie buone, ma molti imprenditori le guardano con sempre maggior favore, soprattutto adesso che altri approcci hanno mostrato tutta

L’elaborazione teorica e la prima realizzazione pratica dell’economia di comunione si svolge tutta a Loppiano, sobborgo di Incisa in provincia di Firenze, dove si trova la cittadella dei Focolarini. E com’è che è nata Sophia? «Chiara diceva che non ci vogliono nuove Università nelle città ma Università in città nuove. Proprio questo – grazie al carisma di Chiara e all’instancabile opera di Piero Coda, il teologo che l’ha sempre affiancata nella sua opera – stiamo realizzando con l’Istituto Universitario Sophia, dove mettiamo a tema i “fondamenti e le prospettive di una cultura dell’unità” in una chiave multidisciplinare che comprende la teologia, la filosofia, le scienze sociali e la razionalità logico-scientifica di matematica e fisica». Sophia conta oggi un centinaio di giovani studenti di tutto il mondo e una comunità di una trentina di docenti, tra stabili e incaricati, anch’essi provenienti da diversi Paesi. E la realizzazione pratica? «E’ fatta di circa 800 imprese (250 in Italia) che nel mondo operano secondo questo tipo di economia e che trova un importante centro di raccolta e incubazione nel “Polo Lionello Bonfanti”, poco distante da Loppiano, che mette a disposizione della ventina di aziende attualmente ospitate 9.600 metri quadrati di superficie su tre piani e tutti i servizi di cui le aziende presenti hanno bisogno». a cura di Marco Bennici

Un’economia per la felicità pubblica l Progetto Culturale della Diocesi di LiImento vorno, in collaborazione con il Movidei Focolari e con il patrocinio della Provincia di Livorno, organizza per VENERDÌ 1 APRILE 2011 GIORNATA DI APPROFONDIMENTO SULL’ECONOMIA DI COMUNIONE L’iniziativa prevede la presenza del Prof. Luigino Bruni (docente di Economia presso l’Università di Milano - Bicocca e presso l’Istituto Universitario Sophia Firenze, nella foto). Nella mattina, il prof. Bruni avrà un incontro con gli studenti dell’Istituto Economico Vespucci, sul tema “L’Economia come strumento del bene comune”, preceduto dalla presentazione del Progetto di Economia di comunione e dalla testimonianza di due imprenditori legati al Progetto di Economia di Comunione. Nel pomeriggio si terrà un incontro a Villa Letizia - Via dei Pensieri 60 - Livorno alle ore 15.00 con studenti e docenti del Corso di Laurea in Economia e Legislazione dei Sistemi Logistici e con il mondo dell’economia e del lavoro livornese Ore 15.00 - Introduzione e Saluti delle Autorità Ore 15.15 – A. Ferrucci: Presentazione del Progetto di Economia di comunione Ore 15.30 – Prof. L. Bruni: Lectio Magistralis “Economia e bene comune - Un’economia di comunione per la felicità pubblica” Ore 16.30 - Testimonianze di imprenditori: la nostra esperienza di impresa di Economia di Comunione Ore 17.00 - Dibattito IL PROGRAMMA COMPLETO A PAG 8


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TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

27 marzo 2011

Alla SFOP ANTONELLO RICCELLI E GAETANO MASTRORILLI Internet e TV nelle lezioni della Scuola di formazione per operatori pastorali enerdì 25 marzo e venerdì 1 aprile alle 18.00 nel salone del vescovado si parlerà di Internet e Televisione. Il corso di approfondimento sulle comunicazioni sociali, nell’ambito delle lezioni della scuola diocesana per gli operatori pastorali, vedrà infatti la presenza di due ospiti d’eccezione: Gaetano Mastrorilli web master e Antonello Riccelli, giornalista. I due esperti, rispettivamente di Internet e Tv, terranno due lezioni di approfondimento su questi temi: Come si crea un sito Internet, come si usa facebook, ma anche quali sono i segreti della Tv, le riprese, il montaggio di un servizio e molto altro. Le due lezioni sono aperte a tutti.

150° anniversario DELL’UNITÀ D’ITALIA

Unità nazionale e solidarietà La celebrazione nella chiesa di S. Caterina

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un premio ALLA TV

Granducato vince il concorso nazionale

a rivista specializzata "Millecanali" del Sole 24 ore, che segue il settore dell’emittenza radiotelevisiva e organizza il concorso nazionale “Tg d’oro”, ha assegnato nei giorni scorsi un riconoscimento importante all’emittente livornese Granducato TV. Si tratta del premio "Miglior emittente d’informazione in assoluto” che è stato consegnato ai responsabili della televisione livornese durante una cerimonia di premiazione all’Università Cattolica di Milano. La redazione de La Settimana, anche a nome dei lettori, si complimenta con lo staff di Granducato e ringrazia per il prezioso lavoro di informazione puntuale che svolgono per la città e la regione.

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piazza GRANDE Luigi Accattoli ospite del prossimo appuntamento

Il 5 aprile alle 17.30 l Centro Studi «Piazza Grande», I17.30 organizza per martedì 5 aprile alle alla sede della CNA (via Martin Luter King) un incontro sul tema «Volare oltre la morte: perché la morte di persone giovani». All’incontro, guidato da monsignor Razzauti, interverranno il giornalista Luigi Accattoli e Pino Profiti, amministratore delegato dell’ospedale Bambin Gesù di Roma. L’incontro è aperto a tutti.

a chiesa di S. Caterina, Patrona d’Italia e d’Europa, ha accolto la celebrazione della Messa per l’Unità d’Italia voluta dal vescovo monsignor Simone Giusti che ha concelebrato il rito con il vicario generale monsignor Ezio Morosi e con il vicario per la città monsignor Paolo Razzauti attorniati da numerosi sacerdoti. Numerosa la presenza dei cittadini e delle autorità civili, militari e istituzionali, tra cui il Presidente della Provincia Giorgio Kutufà, l’assessore comunale Carla Roncaglia, il Prefetto Mannino e l’Ammiraglio Rosati. La banda dell’Accademia Navale ha aperto e chiuso il rito con le note dell’Inno d’Italia e in apertura della celebrazione il Vescovo ha invitato tutti a pregare per coloro che tanti anni fa si sono immolati per unificare la nostra nazione e anche per i giovani che recentemente hanno dato la vita per la nostra Patria. Nell’omelia (che si rifaceva al messaggio scritto per questa ricorrenza e riportato nella prima pagina della scorsa settimana), il Vescovo ha sottolineato l’importanza di creare un nuovo sentimento di appartenenza nazionale, che includa ogni etnia che vive nel nostro paese. Occorre, ha detto, lavorare per una nuova solidarietà che si fondi sull’ascolto e sul dialogo, perchè questi sono elementi fondamentali per l’unità. Monsignor Giusti ha ricordato quanto sia importante il ruolo della religione in questo compito di coesione nazionale, richiamando anche allo spirito che ha costituito la nuova Europa e all’esempio di uomini di fede cristiana come De Gasperi, Schumann e Adenauer e ribadendo quanto sia necessario oggi un forte impegno politico da parte dei cattolici. La celebrazione è stata allietata dalla presenza del coro di giovani paracadutiste della «Folgore» dirette dal loro Cappellano militare padre Puzone, che hanno anche recitato la preghiera «Speranza di pace» in varie lingue, le cui parole sono comparse su un video inframezzate dai volti e

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dai nomi dei caduti in Afghanistan e terminavano con la frase: «Grazie non vi dimenticheremo». Al termine del rito, dopo la benedizione del Vescovo, il coro «Oltre ogni limite» ha cantato l’inedito brano «Solo l’amore salva» in omaggio al recente libro di monsignor Giusti. In conclusione la Banda dell’Accademia Navale ha eseguito «L’Ave Maria» e l’Inno di Mameli cantato a gran voce da tutti i presenti. Gi. Gi.


TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

Nella vecchia sede del seminario diocesano a Montenero un sacerdote, due diaconi ed un seminarista di una società di vita apostolica ispirata a San Francesco, San Benedetto e San Tommaso

CONOSCIAMO l’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote

DI SIMONE

27 marzo 2011

MARCIS

allo scorso novembre il vescovo di Livorno, monsignor Simone Giusti, ha invitato l’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote a intraprendere l’apostolato nella nostra Diocesi offrendo ad alcuni giovani come dimora per la Casa labronica, la Villa del Sacro Cuore in via Numa Campi, donata alla Chiesa Livornese dal Papa Pio IX e successivamente adibita a sede del Seminario diocesano. Dopo mesi di intensi preparativi, lo scorso 5 marzo, è stato dato il benvenuto ufficiale alla comunità. La Messa è stata celebrata nella cappella della Villa stessa con la partecipazione delle massime cariche dell’Istituto che sarà parte attiva della realtà diocesana livornese. Il Priore Generale, monsignor Gilles Wach, il rettore del Seminario, il Canonico don Philippe Mora e molti altri membri dell’Istituto, oltre al canonico don Joseph Luzuy, che coordinerà le attività della comunità, hanno festeggiato con il Vescovo ed un gruppo di persone che già segue le attività del un nuovo gruppo di religiosi. Il giorno successivo, nella chiesa di S.M. Assunta in Torretta monsignor Wach ha celebrato la Messa solenne in latino con tutta la comunità. La sede di Livorno si aggiunge alla Casa Generalizia Villa Martelli di Gricigliano, in provincia di Firenze, all’Oratorio di San Francesco Polverino di Firenze ed alle chiese dove il ministero dedicato a Cristo Re Sommo Sacerdote vede i propri religiosi impegnati come parroci, come San Michele e Gaetano a Firenze, oppure la chiesa di Gesù e Maria, la cappella Cesi della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. A Livorno, la chiesa di S. Maria Assunta di Torretta, che fa parte della parrocchia di S. Caterina, sarà il luogo dove si potrà assistere alla Messa in rito antico latino. Infatti la liturgia celebrata nell’Istituto è conforme al messale romano del 1962, secondo quanto stabilito dal Motu proprio Summorum Pontificium di Papa Benedetto XVI. La sede nazionale dell’istituto è a Roma presso la Casa Beato Pio IX sulla via Aurelia ed esiste , oltre al sito francese, il sito del movimento: www.icrss.it. Monsignor Gilles Wach e monsignor Philippe Mora, ordinati sacerdoti nel 1979 da Papa Wojtyla, sono coloro che hanno contribuito alla nascita dell’apostolato negli anni ’90 in Italia, sulla spinta dei cugini

Com’è nato l’Istituto di Cristo Re

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Istituto di Cristo Re Lfrancese ’Sommo Sacerdote (in Institut du Christ Roi

francesi nel 1987. Monsignor Wach ci illustra l’identità dell’Istituto richiamando san Francesco di Sales affermando: la bellezza del mondo richiede varietà, per questo le cose sono diverse, e nella Chiesa vi sono fiori di diversa grandezza e diversi colori che nell’insieme formano uno spettacolo di bellezza. Così spiega la fondazione dell’Istituto di Cristo Re, nell’ambito della varietà che esiste nella Chiesa. L’identità dell’Istituto è ispirata

alle figure dei suoi tre santi patroni: san Benedetto, san Tommaso d’Aquino e san Francesco di Sales. San Benedetto segna il legame tra il culto divino e la cultura, espresso nel Motu proprio Summorum Pontificum di papa Benedetto XVI. Alla scuola di san Benedetto va riscoperto il primato del culto, per questo l’Istituto di Cristo Re ha scelto la grande liturgia latino-gregoriana. Ciò spiega le numerose vocazioni e le tante conversioni determinate da questa liturgia, perché il canto gregoriano è un sacramentale. Importante anche iil valore del lavoro, ricordando l’ora et labora di san Benedetto: a Gricigliano il lavoro è forma di preghiera, un lavoro anche agricolo del rinnovamento della proprietà della Villa Martelli, che nella prima generazione della fondazione impegna tutti, nessuno escluso. (Anche nella

Adoratrici del Cuore Regale di Gesù Cristo Sommo Sacerdote ra le ragazze attratte dalla vita religiosa, l’istituto delle Suore T Adoratrici del Cuore Regale di Gesù Cristo Sommo Sacerdote, rappresenta il ramo femminile dell’Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote. Sorte nel 2004, hanno ottenuto il riconoscimento ufficiale da parte della Santa Sede nel 2008, divenendo così un ordine religioso di Diritto Pontificio. Il loro monastero si trova a Sieci, frazione del comune di Pontassieve, tuttavia queste giovani suore sono in maggioranza francesi. Questo istituto religioso è legato all’antica e venerabile forma liturgica del Rito Romano, che piace ai giovani per il forte senso di sacralità che emana. Sono numerose le ragazze che ogni anno vengono attratte da Dio ad entrare tra le Suore Adoratrici, e così in pochi anni il loro numero è incrementato in maniera considerevole.

Souverain Prêtre I.C.R.S.S.) è una società di vita apostolica, senza voti religiosi, eretta canonicamente in Italia il 1 settembre 1990. L’Istituto ha sede presso la Villa Martelli in località Sieci Gricigliano, nel comune di Pontassieve nei pressi di Firenze. È retto attualmente dal Priore Generale, monsignor Gilles Wach. È diffuso in circa cinquanta diocesi in tutto il mondo (di cui 15 negli USA ed una missione nel Gabon in Africa; conta oltre 55 sacerdoti e 80 seminaristi. All’istituto si aggiunge una sezione femminile denominata «Adoratrici del Cuore» Regale di Cristo Sommo Sacerdote. L’istituto ha come scopo la promulgazione, la diffusione e la difesa, in tutti gli aspetti della vita dell’uomo, del Regno di Cristo, Sommo Sacerdote, secondo l’insegnamento del magistero dei Papi e dei Concili. I suoi sacerdoti seguono la liturgia romana tradizionale e la Messa Tridentina. Il 7 ottobre 2008 l’istituto è stato elevato a società di vita apostolica in forma canonicale di diritto pontificio, per volontà del papa Benedetto XVI. L’Istituto ha come Patrona principale la Beatissima Vergine Maria invocata sotto il titolo di Immacolata Concezione; sono Patroni secondari San Francesco di Sales, San Tommaso d’Aquino e San Benedetto. Il motto dell’Istituto è «Veritatem facientes in charitate».

sede di Livorno i ragazzi della Villa insieme a coloro che volessero aiutare nel tempo libero, potranno dedicarsi al verde e alla terra). Per fare bene bisogna prima pensare bene, così monsignor Wach ha delineato il significato della figura di san Tommaso, il doctor communis, per il suo seminario, fondandosi su quanto stabilisce la Chiesa nel Codice di Diritto Canonico, secondo cui l’Aquinate deve essere la base della formazione dei chierici. La dottrina di san Tommaso ci ispira l’amore per la verità: il bello è lo splendore del bene, le cose sono belle e sono quello che devono essere. Se siamo nell’epoca dell’apparire e non dell’essere, san Tommaso ci riporta all’essere: siamo reali, coerenti, veri e dunque belli. Passando al terzo patrono, san Francesco di Sales, definito il pioniere della chiamata universale alla santità e frutto luminoso del Concilio di Trento, Wach ha ricordato le parole «veritatem facientes in caritate», che sono il motto dell’Istituto.

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Con l’arrivo dei religiosi dell’Istituto di Cristo Re, la chiesa di Torretta torna ad offrire le celebrazioni liturgiche ai fedeli

È tornata la Messa in Santa Maria Assunta in Torretta a chiesa di S.Maria Assunta in Torretta che fu soppressa nel 1998 per essere accorpata alla parrocchia di S.Caterina in Venezia, potrà essere un punto di riferimento in più per molte persone del quartiere e per tutti i fedeli che vorranno andare alla Messa, pregare ed adorare il Santissimo, ricordando l’ultimo storico parroco , don Coperchini, che tanto ha dato e fatto, non solo alla gente di Torretta. Con l’iniziativa del Porto di Fraternità dal 2004, la chiesa di S. Maria è divenuta punto di riferimento simbolo per la Caritas della città e con l’arrivo di religiosi dell’Istituto dedicato a Cristo Re Sommo Sacerdote, coordinati dal canonico don Joseph Luzuy, nominato recentemente vice parroco della parrocchia di S.Caterina, la chiesa sarà nuovamente usata per la liturgia. La prima chiesa di Torretta venne consacrata il 31 ottobre 1942; nata in una zona che ha scritto pagine di storia della nostra città: già tra la fine del 1800 e gli inizi del ’900, esisteva una piccola comunità destinata a crescere notevolmente. Prima della chiesa venivano utilizzati edifici adibiti al culto cristiano così grazie alla generosità del popolo di Torretta, e ad una ingente donazione da parte della Santa Sede, nei terreni adiacenti alla grande Vetreria Italiana, il primo edificio del quartiere nasceva alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale. Con i bombardamenti del 28 maggio 1943, la chiesa fu distrutta per essere ricostruita durante gli anni della rinascita materiale e spirituale di una città che provava lentamente a ripartire dalle ferite causate dalla grande guerra. Nel 1948 , il 26 ottobre, fu consacrata l’attuale chiesa che nasceva nei territori di proprietà della Vetreria e fu nominata chiesa di S.Maria Assunta solo dopo la proclamazione del dogma di Maria Assunta in cielo, definito da Pio XII il 1 novembre 1950. Adesso in Santa Maria Assunta c’è anche un orario delle celebrazioni: la domenica vengono celebrate due funzioni, alle 9,30 in italiano ed alle 11,00 tutta la liturgia con i canti, nel rito antico. Tutti i giorni alle 18,30 la messa preceduta dall’Adorazione del Santissimo,dalla recita del Rosario e dalla Benedizione eucaristica. Martedì, mercoledì e giovedì mattina dalle 10 alle 12, le confessioni vengono effettuate in cattedrale. Ogni 15 giorni vengono organizzati incontri sulla liturgia antica e spiegazioni, riflessioni sul Credo, alle ore 18 presso la Villa del Sacro Cuore in via Numa Campi (traversa a destra, salendo per Montenero, dopo aver superato sul lato destro, la Villa Serena, casa di riposo per anziani). Per chi si volesse trattenere, c’è la possibilità di cenare con i ragazzi dell’Istituto direttamente nei locali della casa di Montenero. Nella casa dove ora sono i religiosi è possibile organizzare incontri ed attività per le parrocchie. S.M.

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TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

27 marzo 2011

Agenda del VESCOVO VENERDÌ 25 MARZO - 10.00 Udienze Laici - 16.00 saluto al convegno giuridico SABATO 26 MARZO - 10.30 S. Messa per i detenuti in occasione di S. Disma a Montenero - 12.00 Convegno regionale dei gruppi di volontariato vincenziano - 18.30 S. Messa e cresime alla chiesa della SS. Trinità DOMENICA 27 MARZO - 9.00 Ritiro di Quaresima con i diaconi nella parrocchia di S. Francesco al rione Palazzaccio di Cecina - 19.00 il Vescovo incontra giovani coppie in vescovado MARTEDÌ 29 MARZO - 10.00 Udienze preti in vescovado - 21.00 Alla parrocchia della Madonna, incontro con i gruppi liturgici del I° vicariato MERCOLEDÌ 30 MARZO - 21.00 in vescovado, consiglio pastorale diocesano GIOVEDI’ 31 MARZO - 21.30 A Castiglioncello, incontro con i direttori degli uffici del centro pastorale evangelizzazione e catechesi VENERDÌ 1 APRILE - 10.00 Udienze laici in vescovado -15.00 Intervento al convegno «Un’Economia di Comunione per la felicità pubblica» Giornata di studio con Luigino Bruni, professore di Economia presso l’Università di Milano-Bicocca (vedi pag1/pag8) - 18.30 in vescovado, incontro con i cresimandi - 21.00 Via crucis del V° vicariato a Rosignano Marittimo DOMENICA 3 APRILE - 11.00 S. Messa ed incontro con la comunità eucaristica della chiesa della Madonna - 16.00 Ritiro di Quaresima con le religiose all’Istituto Santo Spirito

Libri da LEGGERE

di M.C.

Domenico, Renzo, Domenico Jr Agasso – Il risorgimento della Carità. Vita e opere di uomini e donne di fede.- Ed. Effatà, pp. 155, € 10. Tre giornalisti-scrittori, della stessa famiglia, appartenenti a tre generazioni diverse, pur essendo tre autori formatisi in epoche in cui si è guardato al Risorgimento con sensibilità, prospettive ed esiti diversi, hanno realizzato un libro fortemente unitario, attento all’attualità, lontano dalle mode del momento, frutto di un intenso e proficuo scambio di idee che è difficile individuare la parte scritta dall’uno o dall’altro autore. Pur tra i contrasti fra i cattolici divisi tra gli intransigenti, liberali e conciliatoristi, i grandi santi piemontesi dell’Ottocento scelsero una via diversa, quella dell’impegno in ambito sociale, mossi dalla carità. Dotati di una personalità ben individuata, spiccata, essi dettero un contributo importante alla formazione del nuovo ethos collettivo, che si veniva formando nell’Ottocento fino all’Unità ed anche oltre. Per alcuni l’orizzonte fu Torino e il Piemonte, per altri l’Italia per altri come Don Bosco e i suoi salesiani diventò rapidamente l’Europa.

Diocesi informa Speciale CARITAS

Sono decine di milioni gli sfollati, mentre la terra continua a tremare. Da Caritas Italiana un primo contributo di centomila euro

Terremoto in Giappone: ancora scosse «P

rego per le vittime e per i loro familiari, e per tutti coloro che soffrono a causa di questi tremendi eventi. Incoraggio quanti, con encomiabile prontezza, si stanno impegnando per portare aiuto». Le parole pronunciate ieri dal Santo Padre incoraggiano gli sforzi della Chiesa in Giappone dopo il terremoto e lo tsunami che hanno colpito in particolare il nord del Paese. S.E. Mons. Isao Kikuchi, presidente di Caritas Giappone, ringrazia per i messaggi di solidarietà e vicinanza ricevuti dalle Caritas di ogni continente e sottolinea la necessità di sentirsi uniti e sostenuti sia negli interventi di aiuto che nella preghiera. Caritas Giappone, pur essendo molto piccola, si è prontamente attivata. Sono quattro le diocesi più colpite: Sendai, che ha subito i danni maggiori, Sapporo, Saitama e Tokyo. A Tokyo, alcune parrocchie si sono attivate per accogliere e fornire cibo alle persone rimaste bloccate a causa dell’interruzione dei trasporti. Nella diocesi di Saitama si stanno raccogliendo le disponibilità dei

centomila euro. Resta in collegamento anche con la rete internazionale per seguire l’evolversi della situazione e sostenere gli interventi avviati. Roma, 14 marzo 2011 PER SOSTENERE GLI INTERVENTI IN CORSO SI POSSONO INVIARE OFFERTE A CARITAS ITALIANA TRAMITE

volontari da inviare poi nelle zone più colpite. Il vescovo, S.E. Mons. Marcellinus Daiji Tani, si è detto particolarmente preoccupato per la situazione della centrale nucleare di Fukushima. La Caritas ha lanciato una campagna di solidarietà e ieri in tutte le chiese del paese è stata una giornata di preghiera e di raccolta fondi per le vittime del terremoto. Anche le scuole cattoliche, le associazioni e gli istituti hanno avviato raccolte. È stato attivato un team di emergenza per monitorare la situazione nelle diverse zone colpite. Il

Presentazione del libro del PAPA SABATO 2 APRILE ALLE 18.15, SALONE DELLA PARROCCHIA DI SANTA LUCIA Presentazione del libro "GESU DI NAZARET" - Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione- di Joseph Ratzinger - Benedetto XVI Moderatore: diacono. FRANCO CACCAVALE Interviene: Mons. FRANCESCO COCCOPALMERIO Arcivescovo di Celiana , Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, Membro della Congregazione per la Dottrina della Fede, Membro del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, Membro del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani ALLE 17.30 MONS COCCOPALMERIO PRESIEDERA’ LA MESSA NELLA CHIESA SANTA LUCIA.

direttore di Caritas Giappone, padre Daisuke Narui, ha confermato che è in atto una mobilitazione generale, anche di volontari, e in collegamento con Ong locali. L’attenzione prioritaria è alle fasce più deboli della popolazione e include anche azioni di sostegno psicologico. La Caritas si impegna inoltre a concentrarsi in particolare sulla fase della riabilitazione. Caritas Italiana rinnova la vicinanza a Caritas Giappone e alla popolazione colpita e mette a disposizione un primo contributo di

C/C POSTALE N. 347013 specificando nella causale: “Emergenza Giappone 2011”. Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui: * UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119 * Intesa Sanpaolo, via Aurelia 396/A, Roma – Iban: IT 95 M 03069 05098 100000005384 * Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113 * CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)

BREVI DALLA DIOCESI

Volontariato Vincenziano SABATO 26 MARZO ALLE 9.30 ALLA CHIESA DELLA SETON Convegno regionale di formazione e assemblea statutaria. "Riscoprirsi dono: motivare, interessare, coinvolgere".

Festa di San Disma protettore dei carcerati SABATO 26 MARZO ALLE 11.00 Al Santuario di Montenero celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo A seguito testimonianze e pranzo offerto dalla parrocchia di Maria SS. Di Montenero San Disma, conosciuto come il buon ladrone, fu crocifisso accanto a Gesù. Fu il primo a conquistarsi il Paradiso. Viene ricordato come il patrono dei detenuti

Incontro Diaconi DOMENICA 27 MARZO ALLE 9.00 Ritiro di Quaresima per i diaconi presso la parrocchia di S. Francesco a Palazzaccio (Cecina). Meditazione offerta da mons. Simone Giusti.

Consulta Femminile GIOVEDÌ 31 MARZO ALLE 16.00 All’Auditorium del Museo di Storia Naturale del Mediterraneo incontro sul tema: “Una sfida possibile: ideare nuovi percorsi educativi e sbocchi lvorativi per i giovani di oggi”

USMI DOMENICA 3 APRILE ALLE 16.00 Presso l’istituto Maddalena il Vescovo offrirà la meditazione su: “Vivere la Passione e la Compassione con Gesù”.


TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

27 marzo 2011

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Emergenza educativa: responsabilità e bellezza di una missione er approfondire il tema della Sfida educativa, questo mese vi proponiamo una parte dell’intervista realizzata dai responsabili del Progetto Culturale Nazionale a Lorenzo Ornaghi, rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e disponibile nella versione integrale sulle pagine del sito http://www.progettoculturale.it/la sfidaeducativa. Si tratta di una disamina attuale e attendibile sulle difficoltà dell’educare oggi, raccontata da chi vive a contatto ogni giorno con le nuove generazioni.

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COME ARRIVANO IN UN’UNIVERSITÀ GLI ALLARMI RELATIVI ALL’EMERGENZA EDUCATIVA? ESISTE SECONDO LEI QUESTA EMERGENZA E QUALI SONO I SEGNI CHE LA METTONO IN EVIDENZA? «Che esista un’emergenza educativa e che essa si manifesti in modi non solo numerosi e multiformi, ma anche assai pervasivi, è constatazione sempre più diffusa. Lo è tra i genitori e, in particolare, tra chi opera nel mondo dell’educazione scolastica. Lo è anche nell’opinione pubblica e sugli strumenti di comunicazione, che ormai con grande frequenza registrano alcuni aspetti di una simile emergenza, talvolta amplificando i casi abnormi o più vistosi. Poiché siamo di fronte (o – per essere più precisi – pericolosamente in mezzo) a una vera e propria ‘emergenza’, credo che sia importante capirne i fattori profondi e, pur senza drammatizzare, saperne cogliere anche i più piccoli segnali di allarme. Il ‘problema’ educativo si è rapidamente trasformato in ‘emergenza’ non solo – come accennavo – per la pervasività sociale delle sue conseguenze, ma anche perché è sembrato cogliere di sorpresa una società (se così si può dire, in termini sintetici e forse un po’ troppo generici e deresponsabilizzanti) disattenta o impreparata. Personalmente sono convinto che l’Università debba riflettere senza infingimenti o illusioni sulla sua odierna funzione educativa, e debba vigilare il più possibile prestando ascolto ai tanti segnali di allarme. Anche nelle aule universitarie si riscontra in questi anni una mutata ‘disposizione d’animo’ (non saprei definirla in altro modo) da parte degli studenti. Non si tratta solo del pur innegabile ridimensionamento delle conoscenze, o della debolezza del metodo di studio, acquisiti nel percorso di istruzione media superiore. Ritengo si avverta piuttosto un diffuso, talvolta cosciente e dolorosamente vissuto, smarrimento di motivazioni profonde. Questo rende i giovani più incerti di fronte alle impegnative scelte legate al curriculum accademico e alla vita professionale, meno capaci di orientarsi in un contesto sociale che, va riconosciuto, si rivela essere sempre più freddo (perché non appassionante) e talvolta ostile, sempre più indeterminabile e, almeno all’apparenza, immodificabile».

«In ognuno di noi è prevalsa una colpevole trascuratezza nei confronti dei giovani, accompagnata dalla crescente superficialità o dal conformismo nella lettura dei “segni dei tempi”»

QUALI SONO I FATTORI CHE SPIEGANO L’EMERGENZA EDUCATIVA? PERCHÉ SIAMO A QUESTO PUNTO? «L’emergenza educativa, proprio in quanto fenomeno sociale non riducibile semplicemente a una somma di comportamenti individuali, può essere spiegato con una molteplicità di cause e fattori, già a partire dalle conseguenze non previste o inintenzionali delle riforme che tutti gli ordini di istruzione scolastica (e ora universitaria) hanno conosciuto in tempi diversi e con differenti modalità. Ma, tra le molte cause, una mi sembra richiedere attenzione più delle altre. Ed è la causa che probabilmente dà conto, con maggior precisione, del perché la questione educativa sia

un’emergenza di carattere ormai pandemico. Tale causa va soprattutto cercata, a mio parere, nella realtà odierna di incertezza, che ciascuno (e ogni giovane, in particolare) avverte in sé e attorno a sé, nella frammentazione e dispersione delle identità e dei rapporti familiari e intergenerazionali, nella difficoltà delle istituzioni – di pressoché tutte le istituzioni, siano esse politiche o sociali – a rispondere positivamente alle domande e aspettative che, palesemente o in modo implicito perché difficile da formulare, si originano dall’incertezza e dalla frammentazione. Ci troviamo in uno stato di ‘emergenza’, poiché – come richiamavo, di sfuggita, nella

Pillole EDUCATIVE Gli Orientamenti pastorali della Chiesa italiana sulla sfida educativa sono: z Non un saggio sociologico sull’educazione, nè un concentrato di nozioni da trasmettere, ma una vera e propria «bussola» che vuole suggerire «un’impronta nuova all’azione pastorale» z Segno di una premura episcopale solidale

EDUCARE ALLA VITA BUONA DEL VANGELO. ORIENTAMENTI PASTORALI DELL’EPISCOPATO ITALIANO PER IL DECENNIO 2010-2020 - EDIZIONI PAOLINE - EURO 1.50

precedente risposta – siamo stati disattenti o impreparati, affidando interamente a una realtà esterna – poco importa se questa fosse da identificare con la politica, la società, o, genericamente, gli ‘altri’ – la responsabilità di immaginare e costruire i luoghi e le forme più idonee di educazione. In ognuno di noi è prevalsa una colpevole trascuratezza nei confronti dei giovani, accompagnata dalla crescente superficialità o dal conformismo nella lettura dei «segni dei tempi». Un solo esempio fra i molti possibili: dopo la caduta del muro di Berlino, ci si è convinti (troppo presto) che la storia fosse finita, e che il modello occidentale avesse guadagnato tutto lo spazio della ribalta mondiale. In verità, se alcune ideologie sono effettivamente venute meno, ciò è accaduto per loro intrinseco esaurimento e non a seguito di una tangibile superiorità delle alternative. Il pianeta, nel frattempo, ha sperimentato le trasformazioni delle nuove tecnologie, della comunicazione e dei trasporti, aprendosi alla ‘globalizzazione’ (con tutte le sue positive opportunità e, congiuntamente, i suoi pericoli o limiti). In sostanza, a me pare che l’emergenza educativa sia esplosa in Italia nel momento in cui si è allentato il rapporto dell’educazione con la cultura. O, forse, nel momento in cui la cultura del nostro Paese – non diversamente da quella della grandissima parte dei Paesi dell’Occidente – è sembrata perdere il suo ‘senso’ costitutivo e tuttora essenziale: ossia il poter e saper essere, in ogni circostanza, al servizio della persona e della collettività». (…) CHE COSA DOVREBBE FARE LA SOCIETÀ PER FARE LA PROPRIA PARTE SULLA QUESTIONE EDUCAZIONE? «Sulla questione educazione vi è innanzitutto la responsabilità – ma anche la bellezza di una missione e di un impegno insostituibili – delle famiglie, degli educatori a tutti i livelli scolastici, della persona stessa che viene educata. Non vi è dubbio, peraltro, che in questa nostra fase storica le grandi questioni, e in particolare quelle che condizionano il futuro di un’intera comunità, non possano non essere di interesse della società nel suo complesso, oltre che delle istituzioni politiche. Perché la politica non commetta troppi errori rispetto al tema dell’educazione, è necessario che la società faccia sentire la sua voce. E la dovrebbe far sentire, ricominciando a far capire che l’educazione della persona è il centro di ogni percorso scolastico. La scuola non è una più o meno lunga pista di decollo verso una professione, ma rappresenta la fase decisiva della maturazione della personalità. E, con essa, della formazione – in senso proprio e per nulla convenzionale o ideologico – del cittadino».

Sfida EDUCATIVA

INTERVISTA A LORENZO ORNAGHI RETTORE DELL’UNIVERSITA’ CATTOLICA DEL SACRO CUORE....


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LA SETTIMANA DI LIVORNO

27 marzo 2011

Il libro DEL PAPA Al Portico di Salomone l’introduzione alla lettura di «Luce del mondo» resso l’auditorium della Fondazione San Carlo Borromeo, il Centro Culturale Il Portico di Salomone ha presentato il libro – intervista di P. Seewald – Benedetto XVI Luce del Mondo. Don Joseph Luzuy, sacerdote dell’Istituto «Cristo Re» di Livorno, alla presenza di un pubblico particolarmente interessato, ha introdotto alla lettura del testo Spiegando il significato dell’incontro la professoressa Luciana Marras, per l’occasione moderatrice dell’incontro, ha osservato che Benedetto XVI è un «Papa da leggere» come testimone di un momento fondamentale e particolarmente difficile della storia della Chiesa. Un Papa che si impone per la sua umanità, la cui l’umiltà si manifesta come uno dei suoi tratti fondamentali, quando si pone davanti a Cristo come «un povero mendicante» o – come si è definito subito al momento della sua elezione – «un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore». Riconosce di aver commesso errori in più di un’occasione, e afferma di non essere lui a guidare la Chiesa, ma Cristo e che il nemico più grande della Chiesa non è qualcosa che viene da fuori ma dal di dentro della Chiesa stessa. In Luce del mondo, Benedetto XVI si esprime sui problemi più scottanti della Chiesa e della società, giudicando se stesso e il suo pontificato e richiamando all’essenziale della fede, che definisce un suggerimento alla ragione, superando la riduzione del concetto attuale di ragione contrapposta alla fede. Essendo ragionevole la fede deve essere spiegata. Per questo nella società di oggi non bastano i discorsi morali: occorre l’incontro con persone che vivono la fede e la testimoniano per rendere nuovamente visibile Dio nel mondo e, Benedetto XVI, è un esempio formidabile di tale testimonianza. Don Joseph ha evidenziato il carattere pedagogico dell’insegnamento del Papa che, affrontando il dramma della lotta tra bene e male, vede in Dio la «luce del mondo», che illumina la terra e il dramma che l’uomo vive in questo momento di crisi della Chiesa e della società. Ha così articolato la sua presentazione in quattro punti: * L’autorità del Papa è per la Chiesa ma si rivolge anche al mondo: insegnare in nome di Cristo è il suo compito. Il tema dell’infallibilità del Papa in campo dogmatico è necessario per svolgere in modo adeguato questo compito. * Le forze del male sembrano annientare la sacralità della Chiesa: divisioni interne (v. il caso dei vescovi lefebvriani, o anche il caso Williamson e altro ecc). Il Papa deve combattere il male riconoscendo prima di tutto che cosa è il vero – contro il relativismo imperante – sapendo bene, comunque, che Dio dal male sa far nascere il bene. In tal senso viene sottolineata l’importanza della penitenza. Tutto questo viene proposto dal Santo Padre con l’accento di una visione positiva in cui domina sempre la speranza. * Don Joseph ha sottolineato la concezione del «Relativismo» in cui si concentrano gli errori della società attuale e che hanno la loro radice nel modernismo. * Da ultimo, non poteva accennare al ritorno di Cristo e il messaggio di Fatima per l’uomo contemporaneo. Terminato l’intervento, don Joseph ha risposto ad alcune domande rivolte dal pubblico. La moderatrice ha ringraziato don Joseph e tutti gli intervenuti, invitando ad accettare la sfida che il Papa fa a tutti i cristiani: vivere il cristianesimo nel presente, per poterlo comunicare e testimoniare come prospettiva di vita ragionevole e persuasiva. Il prossimo incontro del Centro Culturale Il Portico di Salomone si terrà il 12 Aprile e avrà come argomento la Beatificazione di Giovanni Paolo II e interverrà monsignor Luigi Negri Vescovo di S. Marino. Andrea Capaccioli

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Nelle scuole la settimana del DONACIBO

Donare per gustarsi la vita U

n uomo in riva ad un lago si rese conto che le migliaia di persone che lo seguivano da 3 giorni avevano fame. Li guardò e volle loro talmente bene che, oltre dar da mangiare pane e pesci, disse loro quale era il segreto per essere felici nella vita: Stare con Lui. È da 2000 anni che in uomini, donne, bambini guardati così, nasce il desiderio di rendere ad altri il dono ricevuto. La carità non nasce da una mancanza ma dalla gratitudine per ciò che quell’uomo, Gesù, ci ha donato. Dal 28 marzo al 2 aprile si svolgerà nelle

scuole di Livorno, la V settimana del «Donacibo» organizzata dal Centro di Solidarietà «La Strada» di Livorno in collaborazione con la Federazione Nazionale dei Banchi di Solidarietà. All’invito di sperimentare insieme che donare sé, cioè amare gratuitamente è ciò che dà gioia, hanno risposto oltre 2.500 studenti . Attraverso un gesto semplice come il portare dei generi alimentari non deperibili, frutto di qualche loro rinuncia, al punto di raccolta nella loro scuola, diventeranno protagonisti di questa verifica.

Il cibo donato verrà poi distribuito ad oltre 500 persone povere assistite a Livorno. Le scuole che parteciperanno sono: FONDAZIONE SAN CARLO BORROMEO Via S. Lopez,44; Pistelli (media) Via La Pira,13; Fondazione Sacro Cuore Via Lopez,44; ISIS "Niccolini-Palli" Via E.Rossi,6 (via Maggi e Via Goldoni); MICALI Via Marradi,120; MICALI -ARCHI Via degli Archi; MICALI Viale dei Vallombrosani,2; G.BARTOLENA Via Michel; Scuola dell’infanzia Barriera Margherita Via Montebello,78; BRIN Via Sardegna,25; NATALI Via Cecioni. Alessandro Piacquadio, Presidente del Centro di Solidarietà Per saperne di più: Centro di Solidarietà - La Strada - Via P. Donnini, 167 -57121 Livorno tel.338-9597640 Email:cdslastrada@libero.it

Angelo Montonati: un giornalista cattolico al servizio della verità Il vaticanista ospite del Serra club di Livorno l noto giornalista dei periodici della San Paolo e dell’Osservatore Romano è stato invitato dal Serra Club di Livorno per approfondire la conoscenza di un giornalista cui piace definirsi «un vaticanista al servizio dell’uomo». Tutto cominciò nel 1966, quando ancora lavorava a «IL SOLE» prima della fusione con «24 ORE», chiesero alla Radio Vaticana un giornalista. Due anni dopo, partecipando come inviato, al viaggio di Paolo VI a Bogotà per il Congresso Eucaristico Internazionale nell’agosto del 1968, conobbe don Zilli che stava mettendo in piedi la redazione romana di «Famiglia Cristiana». Alla richiesta di scrivere un articolo sul problema dei «Campesinos» rispose con un pezzo ben documentato che gli

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valse il suo trasferimento a Famiglia Cristiana in qualità di inviato speciale. Contemporaneamente a questa nuova assunzione ci fu la conoscenza del beato Don Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina, al quale il Papa dava l’onorificenza «Pro Ecclesia et Pontifice»; mentre stava scrivendo la cronaca dell’avvenimento fu presentato a lui che gli disse: «Dica sempre con coraggio la verità». Montonati, durante la conversazione, ha ripercorso alcune tappe significative del suo lavoro e ha raccontato con piccoli flash degli incontri con personaggi della storia di questi ultimi 40 anni ad esempio il Presidente della Tunisia Burghiba che fu il primo leader arabo disposto a riconoscere lo Stato di Israele a certe condizioni;

il leader libanese Gemayel, il capo palestinese Arafat, il primo presidente del neonato Bangladesh, dopo la conclusione della guerra indopakistana, Mujibur Rahman. Tra i personaggi religiosi cattolici uelli che più hanno segnato la sua vita sono stati Giovanni Paolo II, del quale ha seguito quasi tutti i viaggi apostolici. Un altro personaggio a cui è stato molto legato era Madre Teresa la quale gli concesse per la prima volta un’ intervista per un giornale italiano. Fu il 7 gennaio 1971 quando nella Sala Stampa Vaticana i giornalisti erano stati convocati perchè alla Fondatrice delle Missionarie della Carità era stato consegnato il premio per la pace (la somma era di 15 milioni di lire). Quando Montonati le chiese se per Famiglia

Cristiana poteva intervistarla, essa lo invitò nella loro casa presso l’Acquedotto Felice fatta da lei stessa e dalle suore pezzo per pezzo, gli unici estranei ad entrare in quella casa erano stati un elettricista e un idraulico per completare gli impianti indispensabili. Fu un’intervista che occupò ben 8 pagine su Famiglia Cristiana nella quale raccontò dettagliatamente la propria vita e la propria vocazione nata dalla meditazione del passo del Vangelo di Matteo dove Gesù dice: «Ogni volta che avete fatto queste cose ai più piccoli dei miei fratelli, l’avete fatto a me». Cristo non è presente solo nell’Eucaristia, sotto le specie del pane e del vino, ma anche nelle carni martoriate dei sofferenti, degli affamati e dei reietti, per questo le

Missionarie della Carità oltre ai tradizionali voti di povertà, castità e obbedienza, ne emettono un quarto: quello di offrire «di cuore» e «nessuna ricompensa», per la loro assistenza ai poveri. Nel saluto di commiato, Madre teresa gli disse: «Ci vedremo ancora». Infatti così è stato e la rivide a Los Angeles, Città del guatemala, e a Melbourne patria dei Coniugi Billings. In tale occasione, una signora che aveva appena avuto una bambina, che Montonati già precedentemente aveva conosciuto, espresse il desiderio di conoscere Madre Teresa. Aveva con sé una macchina fotografica e Angelo ne approfittò per scattare alcune istantanee, una delle quali è diventata famosa per essere stata utilizzata per i biglietti natalizi e per la copertina di un libro sulla Madre (vedi foto). Fu quello l’ultimo incontro nel quale lei lo salutò con un: «God bless you Angelo” (Dio ti benedica), scrivendoglielo anche in un bigliettino che tuttora conserva nel suo portafoglio». Veramente molto viva ed interessante l’esperienza vissuta da Angelo, che ha affascinato e incuriosito chi lo ascoltava. A conclusione della serata, alla domanda che cosa vuol dire fare il vaticanista, ha risposto cosi: «Vuol dire fare il giornalista con scrupolo e correttezza, dicendo solo cose vere, anche se talvolta spiacevoli, o anche quelle che magari per certa stampa non hanno rilevanza, ma che sono importanti perchè stimolano alla riflessione, al dialogo, al confronto. In una società come la nostra, dove certi valori fondamentali sono calpestati, la voce della Chiesa è una guida sicura anche per un non credente onesto». Monica Cuzzocrea


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LA SETTIMANA DI LIVORNO

mondo DIVERSAMENTE ABILE

27 marzo 2011

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Incontriamo una mamma in aiuto a persone speciali

In aiuto di persone speciali La sua giornata si divide tra gli uffici del Comune e la sua famiglia. Mamma di 3 figli, responsabile della Conferenza Zonale dell’Istruzione, si è anche occupata in passato di catechesi e disabilità insieme a Monsignor Ablondi. Intervista doppia alla dottoressa Letizia Vai, nei suoi ruoli di donna impegnata nel sociale e mamma cattolica della nostra diocesi. DI

GIULIA SARTI

a Conferenza Zonale per l’Istruzione si occupa principalmente di politiche di educazione e istruzione, attuando programmi di intervento di diverso tipo (sociologico, psicologico e pedagogico). Uno degli ambiti a cui più si rivolge è quello della scuola dell’obbligo per quanto riguarda integrazione e prevenzione della dispersione scolastica. Presieduta dall’assessore Carla Roncaglia, la Conferenza raggruppa i Comuni di Livorno, Collesalvetti e Capraia isola. «Una volta istituita la Conferenza - dice Letizia Vai- abbiamo ritenuto importante coinvolgere associazioni e organizzazioni che operano nel nostro stesso ambito. Insieme a loro abbiamo individuato come azione primaria quella della formazione e aggiornamento di tutte quelle figure che operano nell’ambito dell’integrazione

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scolastica e no. Lo scorso anno abbiamo avviato un programma che puntasse sull’autismo (vedi box) e uno che invece si focalizzasse su progetti educativiriabilitativi dei bambini nella fascia 0/6 anni con sindrome di Down». Oltre ai progetti specifici, uno dei vari servizi offerti dalla Conferenza, in collaborazione con altri enti, è stata

l’attivazione dal 2009 del Centro DAS (Disturbi specifici dell’apprendimento). «I ragazzi con questi tipi di disturbi, -spiega la dottoressa- dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia, possono avere problemi di apprendimento delle basi, che porta con sé anche disagi psicologici come la perdita di autostima. In casi

estremi questa può essere la causa dell’abbandono della scuola». Nel Centro, i ragazzi, finora una sessantina, hanno modo di migliorare dal punto di vista dell’apprendimento, ma anche l’occasione di incontrare persone con il

Progetto autismo urante lo scorso anno scolastico, sotto la spinta delle richieste da parte degli stessi operatori del settore e dell’Associazione Autismo di LiD vorno, è stato attivato il progetto «L’autismo e i disturbi dello spettro. Corso teorico-pratico rivolto agli insegnanti curricolari e di sostegno». La scelta del tema è stata fatta a seguito del confronto tra Provincia di Livorno, Azienda Usl 6, Ufficio Scolastico Provinciale di Livorno e la Conferenza dell’Istruzione della Zona Livornese, «per la realizzazione dell’Accordo di Programma Provinciale per l’integrazione scolastica degli alunni e studenti in situazione di handicap ai sensi della legge 104/92» (vedi http://www.comune.livorno.it). L’obiettivo, come riportato nel Piano operativo di zona, era quello di «sostenere la qualità dell’integrazione dei bambini e dei ragazzi disabili, in una prospettiva di coordinamento e integrazione degli interventi scolastici, sociali e sanitari». In pratica il progetto si articolava in un percorso di aggiornamento e formazione per insegnanti, insegnanti di sostegno e personale educativo dei servizi comunali 0/6 anni con lezioni frontali e laboratori pratici diversificati per fasce d’età ed è stato realizzato in tutte e quattro le zone della Provincia di Livorno: la Bassa Val di Cecina, la Val di Cornia ed Isola d’Elba. G.S.

loro stesso problema, che può stimolarli e aiutarli a livello motivazionale». Una delle criticità a cui si cerca di ovviare nella Conferenza, come accennato, è la dispersione scolastica. «La percentuale di ragazzi con disabilità che proseguono i loro studi anche nella scuola secondaria di secondo grado – continua la signora Vai- è cresciuta negli ultimi anni, ma Livorno si posiziona ancora sotto la media provinciale». La diminuzione della dispersione, a parere della dottoressa, è da ricercarsi in un cambiamento culturale della mentalità delle persone, ma ancora non è abbastanza forte. «Se prima i ragazzi che proseguivano venivano indirizzati verso scuole superiori di tipo professionale, piano piano qualcosa si sta muovendo anche verso i licei. Ancora non basta, ma siamo ottimisti!»

La dottoressa Vai descrive le possibilità di integrazione dei disabili

«Bisogna sostenere i genitori più che i ragazzi» Che cosa vuol dire secondo lei «integrazione»? «Detto in poche parole significa pari opportunità, dando a tutti la possibilità di potersi realizzare esprimendo al meglio le proprie capacità. E questo vale per disabili e non. In fondo è quello che dice il Vangelo: ognuno ha i suoi talenti e deve metterli a disposizione degli altri. In questo modo ci si integra a vicenda: quello che ci manca ci viene dall’altro e viceversa possiamo colmare la mancanza di chi ci sta intorno». Come madre di un ragazzo disabile, cosa pensa che manchi, se manca, come aiuto da parte delle istituzioni? «Più che un aiuto a loro, ritengo che una delle cose da fare dovrebbe essere un percorso di sostegno ai genitori, prima e dopo la nascita del figlio. Se ci fosse un accompagnamento nelle varie fasi, sarebbe diverso il modo di affrontare le cose. L’arrivo di un bambino disabile è una situazione inaspettata e le reazioni dei genitori, se supportate, possono rendere tutto il processo successivo molto più equilibrato». Cosa pensa delle varie

questioni che riguardano i diritti. Associazioni come Disabilandia hanno avuto il merito di riunire diverse altre associazioni in modo da spostare lo zoom su una tutela generale».

associazioni che riuniscono genitori di persone con diversi tipi di handicap che spesso nascono per tutelare i diritti dei loro figli?Non dovrebbero

essere garantiti senza bisogno della loro istituzione? «Credo che il loro compito più importante sia quello di mantenere vigili su tutte le

Lei ha tre figli e lavora nell’ambiente dei giovani. Pensa che siano sensibili al problema dell’integrazione soprattutto in ambito scolastico o sono tutti dei «bulli»? «Credo che per gli adolescenti di oggi sia una cosa quasi naturale avere un classe un ragazzo con una qualche disabilità. Questo perché ci convivono fin da bambini, già dal nido d’infanzia. Io sono una persona ottimista e vedo che nei ragazzi la sensibilità c’è, forse perché in fondo siamo tutti accomunati dall’avere qualche handicap che ci livella. Penso ai modelli che la società ci propone che sono inaccessibili per la maggioranza. Quindi dal mio punto di vista il problema non è così grande, soprattutto non esistono i bulli di "categoria", quelli che lo sono non hanno certo bisogno del ragazzo disabile, si trova sempre qualche motivazione per prendersela con un diverso!» G. S.

Nuove opere per la promozione della vita

L’incontro delle Aggregazioni con il Vescovo i è riunita nei locali del vescovado la Consulta delle Aggregazioni laicali. I membri delle Associazioni hanno voluto subito esprimere al Vescovo la loro soddisfazione per l’ottima riuscita, per le presenze e per i contenuti, della Messa per l’Unità d’Italia. Monsignor Giusti ha potuto così ribadire che una nuova identità nazionale deve rifuggire dalla dittatura del relativismo etico mediante un processo d’inclusione delle varie culture evitando ogni emarginazione e il dialogo si deve sempre basare su una reciproca stima culturale. La Segretaria della Consulta, Sandra Cavallini, nel fare un esame delle iniziative della «Settimana per la vita» ha rilevato che l’evento è stato accolto con entusiasmo dalle varie associazioni che hanno avuto modo di conoscersi reciprocamente e che certi avvenimenti, come quello della Tavola rotonda e della partecipazione dei ragazzi delle scuole, hanno permesso di raggiungere persone normalmente esterne all’ambito ecclesiale. Il Vescovo ha sottoposto alle Aggregazioni alcune prossime iniziative che si propongono di garantire il servizio di promozione della vita: la nascita di un consultorio cattolico che sia di aiuto e sostegno alle famiglie in difficoltà; i servizi per le famiglie con figli disabili; il Centro di aiuto alla vita gestito dalle suore di S. Anna. È in programma una ristrutturazione della Fondazione Caritas con l’aumento dei magazzini dell’attuale sede, mentre gli immobili di don Nesi in Corea saranno destinati ad una «cittadella della carità» dove si potrà usufruire del servizio vestiti e del servizio docce. La Fondazione Caritas gestirà anche il progetto «dell’emergenza abitativa» per cui saranno messi a disposizione 5 mini appartamenti da parte della curia e altri 7 da parte di un ente donatore. Alcune associazioni hanno fatto fatto partecipi i presenti delle loro prossime attività come il libro sulla pace della Comunità di S. Egidio, gli incontri della Consulta Femminile, e la giornata del 1° aprile sul tema dell’economia di comunione, promossa dal Movimento dei Focolari, insieme alla commissione economica del progetto culturale diocesano (per maggiori informazioni su questa giornata confrontare l’articolo a pag I). Per quest’occasione il Vescovo ha proposto di invitare le rappresentanze delle aziende livornesi in crisi per loro scoprire cosa può offrire una «economia di comunione», ha aggiunto anche che si dovrebbero cercare nuove possibilità di lavoro per i carcerati tramite cooperative di arti e mestieri che mettano in rilievo quelle competenze lavorative da loro acquisite in carcere come quello di Gorgona. Sempre riferendosi alle economie di comunione monsignor Giusti ha ricordato come nel rifacimento del Piano regolatore cittadino potrebbe essere creato un comprensorio con spazi per l’insediamento di cooperative sociali con l’abbattimento degli oneri di urbanizzazione e altro al fine di creare una vera «economia di comunione» con la partecipazione delle stesse istituzioni cittadine. A conclusione della riunione il Vescovo ha invitato le Aggregazioni laicali a partecipare ai prossimi avvenimenti ecclesiali: la via Crucis cittadina il Venerdì santo, che partirà alle 21.00 dall’Ospedale per giungere alla Chiesa dei Salesiani; la Festa di S. Giulia e la Veglia di Pentecoste. Gianni Giovangiacomo

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TOSCANA OGGI 27 marzo 2011

LA SETTIMANA DI LIVORNO


La Settimana - n. 12 del 27 marzo 2011