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IL GRANELLO DI SENAPE per gli sposi Via del Seminario, 61 57122 Livorno tel. e fax 0586/210217 lasettimana.livorno@tiscali.it Notiziario locale

Direttore responsabile Andrea Fagioli Coordinatore diocesano Nicola Sangiacomo Reg. Tribunale Firenze n. 3184 del 21/12/1983

11 marzo 2012

di monsignor Ezio Morosi

La famiglia ha una grande missione di generosità, di amore, che si traduce come insegna Gesù in servizio: alla vita che nasce, che cresce, che matura nella scoperta dei veri valori, che tramonta nella luce della fede. n essa si accende un fuoco che ci separa dal freddo del mondo (egoismi, Imore avarizia, materialismo, invidia…) e che apre ad una testimonianza d’ache va anche al di là dei confini familiari. È una missione che va portata a compimento con fedeltà e generosità, senza sentirla sminuita dal ripetersi monotono dei soliti impegni, dall’ordinarietà delle cose che facciamo, dalla banalità del quotidiano. La famiglia è un grande atto di fiducia da parte di Dio per tradurre il suo amore nel mondo.

1ª Settimana sociale dei Cattolici Toscani LE IDEE PER FESTEGGIARE LA PATRONA

Il comitato Santa Giulia

Un’agenda di speranza per il futuro del Paese 19 MARZO 1982 - 19 MARZO 2012

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i fronte alla situazione di crisi che, a diversi livelli, attraversa la società italiana, le Chiese della Toscana vogliono sostenere i cattolici a non smarrirsi di fronte ai mutamenti che stanno segnando pesantemente la condizione delle famiglie, della politica, dell’economia, del lavoro, della cultura e soprattutto dei giovani e del futuro». Sono significative le parole del comunicato della Conferenza Episcopale Toscana che invita a riprendere in mano il documento della 46ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, svoltasi a Reggio Calabria un anno fa e a partecipare il prossimo 17 marzo a Firenze alla Celebrazione della 1ª Settimana Sociale dei Cattolici della Toscana. «Si tratta - continua il comunicato di una chiamata a essere protagonisti come cattolici dentro questa situazione storica. Una presenza che passa per la testimonianza personale di ciascuno, per l’azione congiunta delle diverse forme di aggregazione, per il discernimento comunitario e per scelte oculate e vagliate alla scuola del Vangelo, come dono di speranza per tutti, e secondo la Dottrina Sociale della Chiesa, fondamento di una sapiente educazione al bene comune. Una presenza che, secondo l’"agenda per l’Italia" condivisa nella Settimana Sociale, si scrolla di dosso la soggezione alle ideologie, riacquista la libertà della profezia, la capacità di decisioni concrete, tali da rispondere alle attese della nostra gente. Una presenza - ancora - che vuole creare un legame tra quanto maturato a Reggio Calabria, gli orizzonti pastorali e sociali emersi nel Convegno ecclesiale di Verona e gli orientamenti pastorali della CEI per il decennio 2010 - 2020 "Educare alla vita buona del Vangelo"». Per questo è necessario riprendere in mano il documento finale della Settimana Sociale di Reggio Calabria, cercando «strade di impegno connesse alle specifiche condizioni della Toscana», con un percorso di approfondimento e di condivisione nelle singole diocesi, con il sostegno e l’animazione degli uffici per la pastorale sociale e il lavoro e dei delegati toscani alla Settimana

A 30 ANNI DALLA STORICA VISITA DI GIOVANNI PAOLO II IN DIOCESI Una Messa allo stabilimento Solvay di Rosignano er ricordare l’evento storico vissuto PGiovanni dalla nostra diocesi con la visita di Paolo II ed anche per invocare l’intervento del Pontefice beato, affinché aiuti tutto il mondo del lavoro in un tempo di così grande crisi. Una celebrazione per ringraziare Dio di averci donato un uomo, un Papa così grande. IL PROGRAMMA: ore 9,30 accoglienza autorità e incontro con la direzione e deposizione di fiori presso il memoriale di Giovanni Paolo II ore 10,00 S. Messa presieduta dal Vescovo di Livorno per il lavoro e i lavoratori nel piazzale foresteria; testimonianze e ricordi della storica visita alla Solvay. Le offerte che si raccoglieranno durante la celebrazione eucaristica saranno devolute al Fondo per le Famiglie in difficoltà, promosso dalla Caritas di Livorno per pagare fra l’altro, gli affitti alle famiglie con decreto di sfratto per morosità incolpevole del territorio.

Sociale di Reggio Calabria, un cammino che inizierà il prossimo 17 marzo e giungerà fino a Maggio 2013. Anche la Chiesa di Livorno sarà presente a questo momento di comunione e condivisione. Sarebbe importante che tutti coloro che parteciperanno all’iniziativa del 17 marzo lo comunicassero alla segreteria del Vescovo (segreve@livorno.chiesacattolica.it), perché nel proseguo delle iniziative possano essere contattati dagli incaricati della pastorale sociale e del lavoro diocesana e possano ricevere il materiale messo a disposizione dalla Cet. QUESTO IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA DEL 17 MARZO NELLA CHIESA DI S. LORENZO A FIRENZE ORE 9,30 - Accoglienza Saluti: Mons. Giovanni Santucci, Vescovo delegato per la Pastorale Sociale e del Lavoro ORE 10,00 - Colloquio pubblico Moderatore: Prof. Andrea Bucelli, Commissione Regionale Pastorale Sociale e del Lavoro

Un cammino che continua... presentazione del documento conclusivo della 46a settimana sociale dei cattolici italiani Mons. Arrigo Miglio, Vescovo di Ivrea e Presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani Cattolici protagonisti...per il «bene comune» Prof. Giuseppe Savagnone, Direttore del Centro diocesano per la pastorale della cultura di Palermo Verso la 1ª settimana sociale dei cattolici della toscana. Presentazione della proposta regionale per le Chiese della Toscana P. Antonio Airò, Responsabile della Pastorale Sociale e del Lavoro della Toscana ORE 12,30 - Santa Messa presieduta dall’Arcivescovo di Firenze e Presidente della CET, Card. Giuseppe Betori e concelebrata dai Vescovi della Toscana Info: www.toscana.chiesacattolica.it

ei giorni scorsi in vescovado si è riunito per la prima volta il "CoN mitato di Santa Giulia" nato dalla provocazione di monsignor Giusti per rilanciare e per coinvolgere l’intera città nel celebrare la santa patrona. L’idea principale è quella di non limitare i festeggiamenti alla sola celebrazione eucaristica del 22 Maggio ma di rendere partecipe l’intera città attraverso l’organizzazione di varie iniziative di diverso carattere; la sfida principale è quella di rilanciare e stimolare Livorno nonostante il difficile momento storico del nostro paese e della nostra città. All’appello del Vescovo hanno risposto in molti, a partire dall’Amministrazione comunale, in particolar modo dalla Circoscrizione 2, già punto di riferimento per gli eventi che si svolgono nel centro cittadino. A questa si sono aggiunte una miriade di istituzioni: la Confindustria di Livorno, l’SVS, la Confraternita di Santa Giulia, la Confcommercio, la Fondazione Caritas, i Piloti di Livorno, le Misericordie di Livorno di Montenero e di Antignano, il Palio Marinaro, il Comune di Livorno, la segreteria del Sindaco, i Servizi culturali del Comune di Livorno. Tre sono le proposte già messe a punto dal Comitato: il "Festival della Carità" in piazza XX Settembre il 19 e 20 Maggio, "Voliamo insieme oltre" una manifestazione per i ragazzi e le persone diversamente abili alla Terrazza Mascagni sabato 26 maggio ed infine domenica 20 maggio la gara podistica "Corri primavera". Non saranno però soltanto tre le iniziative che faranno parte della Festa di Santa Giulia, altre idee infatti stanno nascendo tra gli organizzatori; tra queste il coinvolgimento dell’Associazione delle barche storiche, del Palio marinaro per il trasporto e la processione delle reliquie che quest’anno potrebbe avvenire tra terra e mare, magari attraverso i fossi o con una conclusione in fortezza vecchia. Saranno anche coinvolte l’Associazione storica Livornina e altri gruppi per realizzare un corteo storico, ma soprattutto si cercherà di rendere partecipi i più piccoli con una diffusione delle iniziative ed un coinvolgimento anche delle scuole cittadine. Non mancheranno zone per la vendita e l’esposizione di prodotti agricoli, artigianali e di antiquariato, uno spazio musicale a cui potranno avere accesso i gruppi musicali livornesi, le corali parrocchiali, la banda ed infine la realizzazione di un menù "Santa Giulia" con i ristoranti che vorranno aderire. Tutto questo per accompagnare il momento di ringraziamento solenne dei livornesi a Santa Giulia che sarà come sempre la celebrazione della Santa Messa martedì 22 maggio. Tanti dunque i progetti in cantiere e tanti anche gli attori di questo grande progetto che nei prossimi mesi lavoreranno in sinergia per creare una grande festa che durerà per diversi giorni e che si concluderà con i fuochi d’artificio. Questo è soltanto il punto di partenza: l’obiettivo che il Comitato di Santa Giulia si prefigge è che questo evento sia il primo di una lunga serie! Martina Bongini


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TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

11 marzo 2012

APOSTOLATO del Mare di d.L.C.

I SOCCORSI AD UN MARITTIMO uò capitare che un marittimo si Pe, per senta male durante la navigazione quanto l’equipaggio sia attrezzato ed addestrato per le normali vicissitudini, non sia in grado di risolvere il problema. C’è una organizzazione per l’emergenza sanitaria per i marittimi con gli strumenti di telemedicina, ma se il problema non è risolvibile a I volontari bordo, della Stella interviene un elicottero per Maris si trasportare il son fatti marittimo all’ospedale più prossimi del marittimo vicino. È successo la scorsa settimana che un si era sentito che marittimo di nazionalità male, sia stato accorgendosi ucraina prelevato dall’elisoccorso subito trasferito di cosa fosse eprima all’ospedale di necessario Piombino, poi – come sempre in elicottero – a il telefono quello di e le schede Livorno. Il problema telefoniche è stato per chiamare sanitario risolto e l’ammalato si è la moglie, ripreso ed è un po’ di fuori pericolo. compagnia, L’Agenzia che ritirare i panni Marittima, rappresenta l’armatore della da lavare, nave, ha fatto ecc. quello che è nei suoi compiti, recuperando il bagaglio del marittimo – intanto la nave è arrivata in porto a Livorno – interessando la Sanità Marittima e fornendo tutta la documentazione necessaria; di fatto il marittimo è un cittadino straniero immigrato sul territorio nazionale. Dal momento che è sbarcato dalla nave non fa più parte di un equipaggio necessita della documentazione per rimanere in Italia e ritornare in patria, quando sarà il momento. Ma il marittimo in ospedale, si trova solo in una situazione di disagio, senza i sui compagni di lavoro, lontano dalla famiglia, in un paese straniero; non gli serve solo un supporto tecnico, ha bisogno di un volto amico che lo sostenga. Così i volontari della Stella Maris si son fatti prossimi, accorgendosi subito di cosa fosse necessario come il telefono e le schede telefoniche per chiamare la moglie – i due telefoni che il marittimo possedeva sono andati perduti, un po’ di compagnia, ritirare i panni da lavare. Ci si è anche preoccupati di accompagnare il padre ucraino che si sta stabilendo in città, che ha fatto visita più volte all’ammalato ed ha amministrato il Sacramento dell’Unzione, secondo la tradizione orientale, perché sia riconciliato il corpo allo Spirito.

17 E 18 MARZO Il corso per diventare volontari della Stella Maris Nell’ambito del corso per volontari "SOS- SEA OVER THE SEA" , organizzato dalle Stella Maris di Livorno e di Piombino, si svolgerà il corso Ship Welfare Visitor. Il corso avrà durata di 2 giorni , il 17 e il 18 Marzo prossimi, con don Giacomo Martino, direttore nazionale dell’Apostolato del Mare e istruttore accreditato dall’International Committee on Seafarers Welfare. Al superamento di un test finale, i partecipanti riceveranno l’attestato di ship visitors. Il corso si terrà presso la Caritas di Livorno - Sala Porto di Fraternità (via delle Cateratte 15)

Il ricordo di WALLY SELLER SGHERRI

Una donna speciale na bella presenza, sempre truccata, elegante, sorridente, dai modi cortesi e molto professionali, con una forza di volontà che smuoveva le montagne. Chi l’ha conosciuta la ricorda così Wally Seller Sgherri, o più semplicemente Wally, perché era difficile dimenticarsi quel nome così originale. Una donna, una moglie, una mamma, una cristiana, un avvocato, una persona impegnata nel volontariato, nell’aiuto a chi aveva bisogno, disponibile all’ascolto e all’accoglienza, anche negli ultimi tempi della malattia: era tutto questo Wally e sono tanti quelli che hanno voluto ricordarla affollando la chiesa di S. Rosa il giorno del funerale. In questa pagina riportiamo le testimonianza di alcune persone che sono state al fianco di Wally e ne ricordano la dedizione, ringraziando il Signore per il dono della sua vita. c.d.

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DON GIGI ZOPPI ricorda il primo incontro con Wally: era la metà del 1977. «Ero in quella casa della chiesa di Salviano, a quel tempo diroccata e cadente, nella quale è nata l’Associazione di volontariato del Ce.i.s., e tentavo di restaurarla, in qualche modo, per ospitarci i ragazzi che volevo recuperare dalla strada dalla droga .Quella mattina lavoravo al piano superiore della casa, al quale si accedeva per una scala a pioli, appoggiata al pianerottolo. Me la trovai davanti, insieme alla sorella, ingegnere. La sorpresa fu reciproca, io per la visita inaspettata e lei per la vista di quel prete preso da un lavoro così fuori del normale, che sapeva essere stato incaricato di un progetto di recupero dei giovani emarginati, progetto che stava a cuore anche a lei e voleva rendersene conto di persona. Da allora Vally ha sempre seguito con grande discrezione, ma con molta generosità e interesse la nostra avventura. Per la sua squisita preparazione di educatrice e di insegnante e per la sua capacità di sostegno morale e psicologico ha sorretto tanti giovani e le loro famiglie che attraversavano momenti difficili, attivando un centro ascolto presso le suore domenicane della Rosa, che ha condotto per 25 anni, ed un consultorio familiare diocesano insieme alla dott.sa Carla Gioli». ZITA FALLENI, ha voluto ricordare Wally per la sua grande cultura; la sua capacità di conciliare le leggi laiche dello Stato e internazionali e gli insegnamenti del Vangelo; il suo interesse per i diritti umani e la voglia di difendere i più deboli dai soprusi. DON LUCIANO CANTINI che insieme al marito di Wally, Federico Sgherri, opera nel servizio alla Stella Maris, la

Una carità smisurata ono una neo abbonata e Spresso volontaria da molti anni la Caritas Diocesana

In redazione sono arrivate tante testimonianza di gratitudine e ammirazione per Wally. Abbiamo deciso di pubblicarle tutte, in questo e nei prossimi numeri, perché tutte sono belle e sentite con il cuore: vogliamo in questo modo anche noi de «La Settimana» ringraziare questa donna per tutto quello che ha fatto struttura di accoglienza per i marittimi, ha raccontato di come lei si interessasse a quest’opera anche durante gli ultimi tempi della malattia: aveva comprato tanti piccoli oggettini per fare un regalo di Natale ai marittimi che capitavano a Livorno nel periodo delle feste, perché anche loro sentissero la gioia del Natale e, anche se lontani da casa, respirassero un po’ l’atmosfera della famiglia. SUOR ELISABETTA DELLE SUORE DOMENICANE DI SAN TOMMASO, che insieme a lei si è occupata dei problemi dei detenuti, ricorda Wally come una donna speciale. «Aveva una grande fede. Era questa fede che le permetteva di fare tutto quello che faceva e lei lo sapeva! Aveva una generosità smisurata: certe persone le ha seguite fin da quando erano piccole, l’ho vista impegnata sempre, non disdegnando neppure di pagare di tasca propria costose terapie, o sostenere altri costi pur di aiutare chi aveva bisogno. Era il perno della sua famiglia di origine e di quella che si era formata, con il marito e i figli. Intelligente, preparata, oltre all’aiuto al carcere, faceva servizio al centro di ascolto prima nella casa delle suore alla Rosa, poi in parrocchia, a giornate intere! Ha continuato a rispondere al telefono anche durante la malattia, senza dire che era malata. Mi diceva: “Le persone mi chiamano perché hanno bisogno, se racconto loro che sono malata i loro problemi passano in secondo piano e questo non deve accadere”»

CARLO GANDOLFI, della Commissione Caritas per il Carcere per lei ha scritto queste parole: «Wally ti ringraziamo per quello che hai dato anche a noi, volontari del carcere; per la tua coerenza, per il tuo equilibrio, per la forza nella realizzazione dei progetti, per la fede nel tuo agire, per la tua accoglienza, per il tuo cuore grande. Grazie Wally!”. Lucio Coronelli, educatore del Carcere la ricorda così: «non credo che la perdita di una persona possa mai considerarsi tale se il suo ricordo ti appare vivido nella mente, se la vedi muoversi così come si muoveva e se, soprattutto prendi spunto e sprone da ciò che quella persona ha fatto. Così il ricordo della dottoressa Seller, così l’ho sempre chiamata, ogni volta meravigliandomi della grande forza e costanza che quella figura minuta riusciva ad esprimere, anche in un ambiente così strano e particolare come il carcere…la sua capacità organizzativa, la sua costanza nell’impegno, ma anche la sua disponibilità verso elementi di non certo facile gestione… e non mi riferisco solo agli ospiti forzati, ma anche a noi che in questo mondo delle patrie galere orbitiamo…quell’accoglienza e quell’ascolto che infondevano sicurezza e quella sua capacità nel ricercare e proporre soluzioni…sono esempi che non possono essere dimenticati e che ti restano dentro. Grazie Wally, grazie per tutto quello che hai saputo insegnarci, per la sicurezza che

di Livorno.Vorrei ricordare tramite le vostre pagine una splendida persona che purtroppo ci ha lasciato alla fine del mese di febbraio. Nel corso di questa mia attività il Signore ha posto sulla mia strada una persona veramente eccezionale: Wally Seller Sgherri. Colta, risevata, determinata, sempre con il sorriso sulle labbra, mai arrogante si è dedicata alla difesa dei diritti dei più deboli riuscendo a coinvolgere nella propria costante ed infaticabile attività le persone più diverse, grazie alla sua capacità di individuare in ognuno le qualità utili per la realizzazione del progetto. Ha costruito reti di aiuto e risolto molte situazioni nell’ambito del carcere, nella prevenzione dell’usura e nella difesa dei diritti umani. Ha lavorato per lunghi anni con costanza mettendo a disposizione il suo tempo, le sue conoscenze, la sua forza la sua grande fede e il suo amore infinito per Dio e per il prossimo. Le numerose testimonianze di affetto che sono state espresse durante la cerimonia funebre hanno evidenziato molte altre attività caritatevoli nelle quali Wally si impegnava e che in molti non conoscevamo, ma la cosa non ci ha meravigliato perché in lei albergava una grandissima qualità: la riservatezza, lei infatti ha sempre operato in silenzio senza mai mettersi in evidenza convinta che l’amore e la carità verso il prossimo non avessero necessità di pubblico riconoscimento. Ringrazio con tutto il cuore il nostro Signore per avermi dato il privilegio di avere conosciuto una persona così "per bene" che ha lasciato in tutti coloro che l’hanno incontrata, un segno indelebile. Grazie Wally! Lucia Morando Murino

ci hai donato nel sapere che c’era comunque qualcuno che ti avrebbe potuto aiutare, grazie per esserti proposta così come ti sei proposta: in punta di piedi, ma ferma verso un obiettivo».

Le «battaglie» per il carcere apevo che lottava con la malattia, sapevo della serenità nella forza della fede con la quale andava avanti: eppure è stata comunque una sorpresa la notizia che Wally ci aveva lasciati. I ricordi vanno lontano: i l carcere dei «Domenicani» con don Andrea Barlettani, che «faceva cantare» i detenuti, poi «Le sughere», tanto più grande e solo nominalmente «circondariale». Da qui la necessità da parte della realtà ecclesiale di affrontare il problema in maniera diversa: incontri con i Direttori (perché c’erano anche Gorgona e Capraia, con tutti i disagi per parenti che venivano ai colloqui). Il progetto pastorale si metteva

S

abbastanza bene: con Suor Liliana (era lei che avrebbe dovuto prendere in mano il settore) un giorno si usciva dalle Sughere. Mi chiese, prima di mettere in moto la macchina, di ascoltarla: stava per partire per il Malì. Ma un bel gruppo di persone ormai si erano messe insieme per questo servizio, in particolare Wally Sgherri, per la formazione e il coordinamento e una fecondità meravigliosa di idee che non si è più fermata. Ne ricordo solo alcune: un convegno regionale a Quercianella, la casa «l’Incontro» nei locali della Maddalena per accogliere soprattutto i familiari, il pulmino della Caritas per accompagnare i familiari ai colloqui alle Su-

ghere per sollecitare una linea di autobus che raggiungesse il carcere, la formazione continua di volontari anche in relazione all’evolversi delle leggi e alla presenza dei tossici. Ma tutto questo partì per la carica intelligente, competente e feconda di entusiasmo che Wally trasmetteva: e tutto questo con grande umiltà, tanto che quasi non si notava la sua presenza discreta. Sono arrivato tardi al funerale e non ho potuto concelebrare, ma tutto quello che i familiari e gli amici hanno detto, mi ha trovato pienamente partecipe e commosso. don Gino Franchi


TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

11 marzo 2012

L’INTERVISTA A Antonio e Rita Domenici

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La lettera inviata a tutte le parrocchie

La forza delle famiglie di tutto il mondo

UN INVITO PER LE FAMIGLIE DELLA DIOCESI

Il tema suggerito dal Santo Padre: «La famiglia: il lavoro e la festa», per recuperare l’equilibrio tra queste tre realtà arissimi, C vi scriviamo per mettervi nel cuore ed anche proporre la partecipazione ilano sarà teatro dell’incontro mondiale delle famiglie 2012: il diacono Antonio Domenici e sua moglie Rita, condirettori dell’ufficio diocesano di pastorale dedicata alle famiglia, insieme ad altri, parteciperanno a questo evento, li abbiamo intervistati per saperne di più

M

L’incontro mondiale delle famiglie: sembrerebbe una cosa “enorme”… lo è davvero? Solo in senso logistico o c’è qualcosa di più? «Lo possiamo definire “enorme” ma forse, più che da un punto di vista logistico, dal punto di vista della spiritualità familiare. Nel mondo della globalizzazione ormai non fa più notizia la presenza di persone provenienti da tutti e cinque i continenti. L’incontro mondiale delle famiglie è un momento “importante”, soprattutto perché è un’occasione di condivisione di esperienze e come tale di arricchimento per le famiglie della spiritualità che sta alla base della loro unione. Il di più di questo incontro è la comunione di intenti, il credere nel valore della famiglia come cellula base della società e volerlo in qualche modo esprimere, in modo forte, a tutta l’umanità. In un mondo dove purtroppo ormai la famiglia viene attaccata in tutte le sue componenti, questo incontro può aiutare a ravvivare la speranza che ancora qualcosa si può fare e che con l’aiuto di Dio la famiglia può essere ancora la struttura portante della società».

MILANO 2012

VII INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE Per informazioni sull’evento: www.family2012.com PER INFORMAZIONI SULL’EVENTO IN DIOCESI: Ufficio per la Pastorale della Famiglia Antonio e Rita Domenici tel. 0586 501418 cell. 335 354216 email anto.dome@alice.it Massimo e Rosy Gualandi tel. 0586 888245 cell. 340 2603551 email rosetta.p@email.it LA DIOCESI ORGANIZZERÀ DEI PULLMAN PER LA GIORNATA DEL 2/6 (FESTA DELLE TESTIMONIANZE CON BENEDETTO XVI) CON PARTENZA NELLA PRIMA MATTINA E RIENTRO NELLO STESSO GIORNO IN TARDA SERATA. PER INFORMAZIONI E/O PRENOTAZIONI CONTATTARE L’UFFICIO PER LA PASTORALE DELLA FAMIGLIA.

famiglia: il lavoro e la festa”. Il Santo Padre ha sintetizzato in un modo molto incisivo e stimolante lo scopo dell’incontro: “promuovere una riflessione e un impegno rivolti a conciliare le esigenze e i tempi del lavoro con quelli della famiglia e a recuperare il senso vero della festa, specialmente della domenica, pasqua settimanale, giorno del Signore e giorno dell’uomo, giorno della famiglia, della comunità e della solidarietà”. L’incontro inizierà martedi È venuto Voi ci andate 29 maggio con come l’accoglienza ai il momento responsabili partecipanti e si di tornare dell’ufficio concluderà ad essere tutti più domenica 3 famiglia diocesano, ma giugno con la protagonisti non vorreste S.Messa celebrata delle nostre andare da soli da Benedetto scelte: soprattutto XVI. vero? «Assolutamente In realtà le famiglie! no! Riteniamo l’incontro che questo potrebbe incontro possa essere cominciare già molto tempo l’occasione per le famiglie della prima. Sono state infatti nostra Diocesi per fare suggerite delle “catechesi di un’esperienza non solo preparazione” che dovrebbero personale ma anche essere promosse nei vari gruppi “comunitaria”. Qualsiasi evento famiglia parrocchiali che ha tutto un altro sapore se consentono di fare un vero e vissuto in condivisione con gli proprio cammino di altri. In un mondo che tende avvicinamento all’evento. all’individualismo sfrenato c’è Queste catechesi hanno lo bisogno di comunione e le scopo di far partecipare tutte le famiglie, che sono una famiglie all’evento, incluse testimonianza vivente della anche quelle che per vari comunione, dovrebbero cercare motivi non saranno in grado di di essere le prime a dare andare a Milano, di aiutare con l’esempio». la preghiera la piena realizzazione dell’incontro e Quale sarà il tema preparare chi invece ci sarà sui dell’incontro e quanto durerà? temi e sui contenuti che «Il titolo dell’incontro è “La verranno trattati».

Cosa succederà durante questo raduno? Cosa potrebbe scaturire da questo incontro? «L’incontro si divide in due momenti: il congresso internazionale teologico pastorale che si terrà dal 29 maggio al 1 giugno e i giorni d’incontro con il Papa il 2 e 3 giugno. Nel congresso teologico si succederanno catechesi, tavole rotonde, celebrazioni e momenti di condivisione attraverso i quali si cercherà di approfondire il tema dell’incontro, in un programma molto vario e serrato. Il 2 e 3 giugno saranno giorni particolarmente dedicati alla preghiera ed alla comunione, arricchiti dalla presenza, sempre molto speciale, del Santo Padre. Il momento clou sarà la Festa delle Testimonianze che si terrà nell’area dell’aeroporto di Bresso (Milano Nord). Sarà un’occasione dove poter unire la preghiera alla vita, in un susseguirsi di esperienze vissute, canti e momenti di lode al Signore». Dateci un buon motivo per partecipare e un ottimo motivo per seguire comunque l’evento? «Siamo consapevoli che molte possono essere le difficoltà che “sconsigliano” la presenza: lavoro, stanchezza, impegni ecc., ma vorremmo cogliere l’occasione di questa intervista per fare un vero e proprio appello alle famiglie della Diocesi. Si è vero, non è facile sganciarsi e sicuramente andare

a Milano non sarà proprio riposante, ma dobbiamo essere tutti consapevoli che un evento come questo può essere l’occasione per gridare al mondo che tutti noi crediamo ancora nella famiglia e che il segno concreto di questa nostra “fede” è il superare tutte le difficoltà, concrete ma a volte solo “virtuali”, per essere presenti e vivere di persona dei giorni che potranno essere indimenticabili. Ci sono famiglie in tutti questi anni hanno fatto migliaia di chilometri per poter dire “ci sono”, quest’anno ce lo abbiamo a casa e non possiamo farci scappare l’occasione. Vorremmo anche aggiungere un’ulteriore considerazione. Il mondo ed in particolare le ultime vicende politiche italiane hanno fatto vedere come, su temi importanti quali la conduzione della nostra società si è fin troppo delegato. È venuto il momento di tornare ad essere tutti più protagonisti delle nostre scelte. Partecipare a questo incontro riteniamo possa essere un modo per iniziare ad uscire dai nostri gusci per far sapere al mondo e testimoniare quali sono le nostre idee». Incontro mondiale, associazioni delle famiglie, forum nazionali … le famiglie sono brave a “fare squadra”, a incontrarsi, perché secondo voi? «La famiglia è l’icona della comunione, in essa perfino due poli opposti come sono l’uomo e la donna, possono arrivare a raggiungere l’unità. Chi è abituato a vivere in famiglia forse trova più facilmente la via per dialogare e lavorare insieme con gli altri. Forse le nostre strutture, i vari organismi, la Chiesa stessa dovrebbero attingere di più al mondo della famiglia, al suo modo di vivere la vita, per impostare il loro lavoro ed i loro obiettivi. In fin dei conti la famiglia rappresenta in modo concreto la vita stessa della SS. Trinità e tutti possiamo immaginare quale mondo potremmo avere se tutto potesse ispirarsi ed essere realizzato con la stessa armonia ed intensità d’amore che lega le tre Divine Persone». c.d.

vostra e delle famiglie della vostra comunità al prossimo Incontro mondiale delle Famiglie che si terrà a Milano dal 29/5 al 3/6. L’incontro è suddiviso in un Congresso teologico pastorale (di cui vi alleghiamo il volantino) dal 29/5 al 1/6 ed un momento vissuto con il Santo Padre Benedetto XVI nelle giornate di sabato e domenica (maggiori informazioni possono essere raccolte direttamente sul sito dell’evento www.family2012.com). Sarebbe ovviamente molto bello, e lo raccomandiamo vivamente, poter partecipare al programma completo ma ci rendiamo anche conto che questo non è possibile per tutti, per questo la nostra proposta, come ufficio diocesano, sarebbe quella di partecipare almeno alla Festa delle Testimonianze ed all’incontro che la precederà nella giornata di sabato 2/6. Avremmo per questo fissato un pulmann con partenza nelle prime ore della mattina del sabato e ritorno non appena termina il programma (ore 21,30). Il costo dell’iscrizione sarebbe di euro 30 per gli adulti ed euro 15 per i figli dai 7 anni in poi a cui si aggiungerebbe il costo del pulmann che è ancora da quantificare. Le iscrizioni debbono essere effettuate entro il 31/3 per cui vi chiederemmo di farci avere entro la fine della settimana prossima un’idea di quanti fra voi possono essere interessati alla proposta, considerando che l’invito, come detto sopra, può essere esteso alle altre famiglie delle vostre comunità. Sulla base delle vostre risposte potremmo avere un’idea del numero totale ed effettuare la prenotazione di conseguenza. Rimaniamo in attesa di un vostro riscontro che speriamo essere positivo. Vi salutiamo nel Signore Diac. Antonio Domenici e Rita Di Cecca, ufficio per la pastorale della famiglia

PARROCCHIA SAN LUCA

LA RACCOLTA PER L’AISM

ragazzi della pastorale giovanile di StaIgardenia gno durante il servizio per l’AISM: una per la ricerca della cura della sclerosi multipla.


IV

TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

11 marzo 2012

Agenda del VESCOVO

VENERDÌ 9 MARZO Nella mattina, udienze laici in vescovado 18.00 Via Crucis del VI vicariato alla chiesa di S. Luca a Stagno SABATO 10 MARZO 10.00 incontro con i giovani universitari di Reggio Emilia, in vescovado 15.00 alla parrocchia di S.Lucia, convegno dei catechisti dal titolo “Il dubbio” DOMENICA 11 MARZO 11.00 nell’ambito della visita pastorale al I vicariato, S. Messa alla chiesa di S. Ferdinando 16.00 alla chiesa di Santa Caterina, ritiro di Quaresima per gli operatori pastorali (vedi locandina pag 8) LUNEDÌ 12 MARZO 9.00 a Camaiore, consiglio dei vescovi allo STI MARTEDÌ 13 MARZO Nella mattina, in vescovado, udienze sacerdoti 17.00 alla chiesa di Torretta, S. Messa con i volontari Caritas 21.00 alla chiesa di San Leopoldo (Vada), liturgia della parola e consegna della Bibbia alla comunità neocatecumenale MERCOLEDÌ 14 MARZO 9.30 in vescovado, consiglio presbiterale GIOVEDÌ 15 MARZO 9.30 incontro con i direttori degli uffici diocesani del centro pastorale per la formazione cristiana, in vescovado 12.00 benedizione della nuova sede del Movimento Cristiano dei Lavoratori sugli Scali D’Azeglio zNel pomeriggio in vescovado, convegno del CIF dal titolo “Il carcere luogo di punizione o di recupero:dialogo fra passato presente e futuro” VENERDÌ 16 MARZO Nella mattina, udienze laici in vescovado 21.00 Via Crucis al V vicariato alla chiesa di S.Andrea a Castiglioncello SABATO 17 MARZO 8.00 pellegrinaggio mensile diocesano a Montenero e a seguire S. Messa al Santuario 10.00 a Firenze, convegno CET Delegazione Regionale Pastorale Sociale e del Lavoro su “ Un’agenda di speranza per il futuro del paese” (vedi pag.1) DOMENICA 18 MARZO 11.00 nell’ambito della visita pastorale al I vicariato, S. Messa alla chiesa della Madonna 15.00 nell’ambito della visita pastorale al I vicariato, incontro con le famiglie alla parrocchia della Madonna

Libri da LEGGERE

di Mo.C.

Mardegan A. - Il sacramento della gioia. Prepararsi alla confessione meditando il Vangelo.- Ed. Paoline, pp. 176, euro 13,50 Nell’Esortazione apostolica Verbum Domini, quando parla del rapporto tra la parola di Dio e il sacramento della riconciliazione, consiglia di prepararsi alla confessione “meditando un brano adatto della Sacra Scrittura”. Questa pubblicazione, raccogliendo questo invito, ci presenta dei brani evangelici con tematiche proprie del sacramento della penitenza: conversione, richiesta di perdono, confessione, riconciliazione. Il commento spirituale che accompagna ogni brano, mette in risalto la bellezza e la grandezza del sacramento del perdono che si vive nella Chiesa per dono di Dio.Veniamo così in contatto con i protagonisti del Vangelo e, soprattutto con Gesù Cristo che chiama alla conversione, invita a chiedergli perdono, perdona i peccatori, prende su di sé il peccato nella sua passione e morte, conferisce agli apostoli e ai suoi successori la potestà di perdonare i peccati, ci rivela la dinamica del dialogo di salvezza in alcuni memorabili episodi del Vangelo. Infine vengono proposte alcune linee guida per favorire un esame di coscienza ampio e aggiornato a tematiche attuali

Diocesi informa BREVI DALLA DIOCESI

Portico di Salomone GIOVEDÌ 8 MARZO ALLE 21.15 Presso l’Auditorium della Fondazione San Carlo Borromeo, presentazione del libro «Il maestro e Margherita» di Michail Bulgakov

Convegno Catechistico SABATO 10 MARZO ALLE 15.00 Alla parrocchia di Santa Lucia, convegno catechistico dal titolo "Il dubbio", relatore della giornata don Gianfranco Calabrese (vedi locandina in pagina)

Ritiro Operatori Pastorali DOMENICA 11 MARZO ALLE 16.00 Alla chiesa di Santa Caterina, ritiro degli operatori pastorali (vedi programma in locandina a pag.8)

San Disma SABATO 24 MARZO ALLE 11.00 Al Santuario di Montenero, si celebrerà una funzione religiosa per ricordare San Disma, protettore dei carcerati dei prigionieri e dei condannati a morte Saranno presenti le autorità civili e religiose e una rappresentanza di carcerati. La cerimonia sarà trasmessa in diretta da Telegranducato

Ritiro Diaconi DOMENICA 25 MARZO ALLE 9.00 Alla parrocchia del Sacro Cuore (Salesiani), ritiro di Quaresima per i diaconi. Meditazione offerta da don Gino Berto

Salesiani e DINTORNI

Un sito per le emergenze

alle 13 scuole di danza del 2011 alle 15 di quest’anno, da 3 a 4 serate. E’ la rassegna "Salesiani e dintorni" che per il secondo anno porta sul palco del cinema teatro Salesiani giovani ballerini di tutte le discipline danzanti. Ad organizzarla la Cgs Flash col patrocinio del Comune di Livorno e della Circoscrizione 4 e resa possibile grazie all’impegno dei volontari. Iniziata venerdì scorso, proseguirà per i prossimi 9,16 e 23 alle ore 21 per usare la danza, come dicono gli organizzatori "come sport e arte espressiva, ma senza competizione, con l’avversario che non è antagonista ma un amico in più da applaudire". Durante la rassegna sarà possibile visitare la mostra fotografica allestita con gli scatti della scorsa edizione. Giulia Sarti

Il 118 per i bambini

D

mergenza sanitaria, torna E www.118bimbi.it, il primo sito dedicato ai bambini È tornato on line da questa settimana “118bimbi”, il primo sito italiano che parla di emergenza urgenza ai bambini, ai genitori e agli insegnanti. Il sito, curato dall’ Associazione "118bimbi Giorgio Patrizio Nannini ONLUS", si pone come punto di riferimento per avvicinare i bambini al complesso mondo dell’emergenza, con una serie di notizie, di iniziative e di materiali stampabili e riproducibili. Interlocutori privilegiati, oltre agli stessi bambini, i genitori, gli insegnanti e tutti gli operatori dell’emergenza che già hanno attivato o hanno in programma di attivare iniziative per insegnare ai più piccoli il corretto approccio al 118. Su “www.118bimbi.it” sarà possibile pubblicare i progetti più interessanti, in modo da renderli patrimonio comune. E’ previsto anche uno spazio dedicato alla psicologia dei più piccoli, con la possibilità di porre domande allo psicologo.


TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

11 marzo 2012

V

Un’intervista a più voci per capire come i giovani possano pensare al domani

DI

GIULIA SARTI

ella pagina dedicata ai giovani dello scorso mese, ripercorrendo il discorso del Papa che nel messaggio per la pace del 1° gennaio si rivolgeva a loro in modo particolare, abbiamo sentito le riflessioni di Flavia Marco. Questa volta abbiamo voluto dare la parola a qualcuno che rispondesse a lei, intesa come rappresentante dei giovani. Abbiamo scelto due sacerdoti, Padre Fabrizio Civili e Don Matteo Gioia, Mauro Donateo, 26 anni, impegnato in AC a servizio di altri giovani e Alba Vallini, dal “mondo” genitori. Qui abbiamo provato a riunire le loro impressioni e riflessioni.

N

LA FORMAZIONE “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”…già Dante aveva capito che non basta sapere, ma che c’è bisogno di altro, di essere educati, di essere aiutati a realizzarsi. «Ha ragione Flavia- dice Padre Fabrizioquando dice che i giovani sentono il bisogno di formazione, che già di per sé è cosa buona, ma a volte non sanno adattarsi a quello che la chiesa propone loro, qualcosa che richiede fatica, cosa che loro non vogliono durare». O forse, ipotizza Alba, vorrebbero essere educati col loro metro, e magari rifiutano altro per una visione stereotipata di chiesa “bacchettona”. Una dose di colpa, ammette Don Matteo, è della cultura anticlericale che li disorienta. «Arrivano in parrocchia perché non si sentono ascoltati nella scuola, nella politica e qui cercano qualcosa che possa appagare la loro affettività più che la voglia di formarsi».

I giovani“con il loro entusiasmo e la loro spinta ideale, possono offrire una nuova speranza al mondo”: queste le parole di Flavia Marco nell’intervista dello scorso mese

Dio -dice Mauro, così come diceva Flavia- deve essere un punto di riferimento per i giovani. Ma per farlo deve risultare credibile ai loro occhi, prima testimone autentica di quel che professa». E qui le parole di un giovane sono le stesse di un sacerdote: il messaggio cristiano, dice Don Matteo, da solo non basta per far incontrare Gesù, serve una chiesa accogliente, povera e umile che, aggiunge Padre Civili «Parli di bene comune, di quei valori che si ritrovano nel Compendio della dottrina sociale della chiesa che sono importanti perché non si vive

«Abbiamo bisogno di essere sostenuti e incoraggiati davvero da una Chiesa che infonda sicurezza e speranza»

IL RAPPORTO CON LA CHIESA E la chiesa come risponde? Come li aiuta o incoraggia? «Quella intesa come popolo di

“in chiesa” , ma nel mondo, e lì i giovani devono manifestare la loro fede e usarla, loro che ne avrebbero le capacità, per difendere il bene di tutti a partire dagli ultimi». Anche perché, ammette Mauro, tanti giovani che si sono formati in parrocchia, in quel mondo a volte si sentono disorientati perché non ritrovano, ad esempio nel lavoro, quei valori che hanno appreso nel loro cammino.«Abbiamo bisognoconclude- di essere sostenuti e incoraggiati davvero da una chiesa che infonda sicurezza e speranza». GIOVANI E SPERANZE Come meta quella di esser felici, con la speranza, racconta Mauro, di realizzarsi integralmente, senza doversi scindere quando c’è da scegliere tra lavoro e famiglia. Perché se è facile dire a parole che la società e la chiesa vede nei giovani un dono, tante volte più che essere valorizzato questo dono è sfruttato.«Forse

-azzarda Alba- rispetto alla nostra generazione, in loro manca un progetto, un po’ perché si trovano di fronte un mondo adulto che non vuole farsi da parte, un po’ forse perché, di conseguenza, si adattano di più a quello che trovano e smettono di rincorrere un sogno». GIOVANI CONTRO ADULTI? Sembra quindi che un punto di incontro mai potrà esistere, perché diverse sono state le esperienze, diverse le situazioni e la storia che giovani e adulti hanno visto scorrere intorno a loro. «Noi –riflette Fra Fabrizio- adulti della mia generazione, quella che ha vissuto la guerra e altri momenti storici “difficili”, non abbiamo alcuna stima dei giovani forse perché non ci sono occasioni per un confronto di idee e esperienze o perché vediamo in loro la capacità di aver sconfitto barriere che noi non siamo riusciti ad abbattere». Ma le difficoltà, dice Alba, ci sono in ogni epoca perché ti confronti difficilmente con un mondo che vorresti contestare e cambiare. Eppure anche i giovani avrebbero tanto da insegnare al mondo adulto:«L’entusiasmo di un giovane- suggerisce Alba- può contagiare gli adulti, e dare loro la forza di rimettersi in discussione stimolandoli a non accontentarsi di quello che hanno imparato finora». Tutti, sostiene Mauro, hanno potenzialità e talenti da mettere a frutto, solo che a volte manca il metodo per dimostrarlo. In questo la chiesa deve farsi paladina delle nuove generazioni aiutandole a scoprire quanto di bello il Signore ha donato a ognuno di noi!» E voi siete d’accordo?scriveteci le vostre impressioni a lasettimana.livorno@tiscali.it

GIOVANI

Un progetto per il futuro


VI

TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

11 marzo 2012

Il carnevale del PAESE

Una grande «fattoria» al Gabbro

l mondo della fattoria con polli Ihippie e galline e un tuffo nel periodo inneggiando alla pace nel mondo. Questi i temi dei carri del carnevale organizzato come ogni anno dalla Misericordia Gabbro. Con tanto entusiasmo e impegno i volontari della MIGA, come si fanno chiamare, realizzano da cinque anni un’iniziativa che il paese aspetta con interesse. Per creare un carro occorre anche più di un mese, i ragazzi si ritrovano dopo cena e con l’aiuto della comunità danno vita ad un evento assolutamente senza fine di lucro, ma che rende felici bambini e adulti e contribuisce a dare rilevanza al «Per creare paese. Dopo la sfilata si un carro ritrovano occorre anche alla più di un mese, tutti festa in i ragazzi piazza, per il gioco della si ritrovano pentolaccia e dopo cena per ballare e con l’aiuto con le della comunità musiche che provengono danno vita dai carri. ad un evento Matteo Gori, assolutamente uno dei senza fine giovani volontari, ci di lucro, ma “ che rende felici racconta: Le tematiche bambini dei carri sono scelte e adulti e da chi li contribuisce ci a dare rilevanza costruisce, ritroviamo al paese» poi tutti insieme e controlliamo che non ci siano doppioni o cose già fatte l’anno precedente, la parola d’ordine è: fantasia! Il volontariato della Misericordia è una delle poche belle realtà rimaste sulle colline, oltre al carnevale organizziamo il presepe vivente e la festa di Luglio per stare più vicini alle persone”. La Misericordia Gabbro

svolge inoltre importanti servizi per la comunità: servizi sociali con un piccolo pullman attrezzato per sedie a rotelle, il 118 ventiquattro ore su ventiquattro, il servizio anti incendi boschivi e la protezione civile, che ha dato il suo contributo anche in seguito al terremoto dell’Aquila e durante l’alluvione di Aulla. Alice Carpentiere

Alla chiesa di S.GIULIA

Nel settimo anniversario della morte di monsignor Luigi Giussani

L’annuncio della causa di beatificazione N

el 7° anniversario del dies natalis di Mons. Luigi Giussani e nel trentesimo anniversario del riconoscimento pontificio della Fraternità di Comunione e Liberazione, il movimento di Livorno si è ritrovato nella chiesa di Santa Giulia – patrona della nostra città – per celebrare l’evento, alla presenza di monsignor Giusti, di monsignor Morosi e monsignor Peccioli. La circostanza si è rivelata particolarmente significativa per un duplice motivo: l’annuncio della richiesta di postulazione della causa di beatificazione di Mons. Giussani e il battesimo di una ragazza: Viola, che da tre anni segue l’esperienza dei Cavalieri di Santo Stefano – la proposta educativa di CL per gli studenti delle scuole medie inferiori – con il professor Givannetti e la professoressa Rosellini. Viola seguendo l’esperienza dei cavalieri ha chiesto di ricevere il sacramento del Battesimo, che è stato celebrato nella “ricorrenza” dal vescovo Simone. Subito l’evento è stato immediatamente riconosciuto come un piccolo frutto che don Giussani ha voluto regalare dall’alto. Nell’omelia il Vescovo ha voluto sottolineare che cosa produce in Viola il battesimo cioè l’adozione a figlia.

Viola, infatti, può finalmente chiamare Dio “Padre”, anzi lo può chiamare babbo che è il termine – così come viene usato in toscana – che coniuga bene l’aramaico Abba. Il termine padre, infatti – ha precisato – indica

il rispetto per l’autorità, è un termine severo, all’opposto la parola papà, che è più confidenziale. Babbo tiene conto di entrambi i significati. Peguy – ha proseguito il Vescovo - si

domandava: se Dio è padre come potrà essere giudice? Un padre è padre per sempre qualunque cosa faccia il figlio. Ecco perché nella parabola del figliol

prodigo il padre è così tenero verso un figlio che lo ha abbandonato, tradito e subito lo accoglie. Il figliol prodigo non torna a casa perché era pentito di quello che aveva fatto, ma per un torna conto, ma chiede lo stesso perdono. Un perdono miserevole, insignificante ma che al padre basta. San Franceso, racconta frate Leone, passò una notte intera estasiato, sul monte della Verna, a meditare la parola “padre”, tanto era rapito da questo mistero. Dio è non soltanto l’onnipotente, il creatore, ma anche il Padre per eccellenza, che incarna l’Amore e rende gli uomini liberi. Andrea Capaccioli

LE PAROLE DI Riccardo Lucchesi, responsabile della Fraternità vescovo Simone, «nutiGdi mirazie consenta a nome di tutti gli amici qui converingraziarLa di cuore per averci confortati e illuminati con la Sua presenza e il Suo insegnamento. La ragione profonda di questa gratitudine sta nel fatto, e lo dico a partire dalla mia personale esperienza, che don Giussani, affrontando con ardore instancabile e grande fascino umano la acuta tentazione oggi dominante di una subita frattura, apparentemente insanabile, tra fede evita, ci ha aperto la possibilità (e in essa ci accompagna tuttora) di vivere nell’incontro con Cristo un cammino veramente umano. Seguendo il sua carisma possiamo verificare ogni giorno la presenza del Salvatore come risposta a quel grido di bisogno di salvezza, che è del cuore di ogni uomo di ogni tempo e luogo, per quanto confuso possa essere il suo incedere lungo la strada della vita. Recentemente Benedetto XVI ci ha ricordato che “Gesù è entrato per sempre nella storia umana e vi continua a vivere, con la sua bellezza e potenza, in quel corpo fragile e sempre bisognoso di purificazione, ma anche infinitamente ricolmo dell’amore divino, che è la Chiesa”. Non desideriamo altro che vivere con la Chiesa e per la

Chiesa Livornese in cui il carisma di don Giussani ha prodotto dei semi e continua a fiorire come in tanti altri paesi del mondo, portando frutti copiosi ovunque. In particolare assicuriamo la nostra vicinanza e la nostra totale disponibilità per ogni Sua necessità. Da ultimo mi consenta, Eccellenza, di ricordare in questa festosa circostanza, che attraverso il postulatore è stata presentata al cardinale Arcivescovo di Milano la richiesta di apertura della causa di beatificazione e canonizzazione di Mons. Luigi Giussani. Che la Madonna Di speranza fontana vivace ci aiuti ogni giorno a diventare degni delle promesse di Cristo e dell’immensa grazia che nel carisma di don Giussani abbiamo ricevuto e riceviamo. Grazie Eccellenza». «Grazie a voi – ha risposto mons. Giusti concludendo la celebrazione – e grazie a don Giussani che ha dato vita a questo alveo così fecondo che sta dando tanti frutti, si vede che ha radici profonde, e tanti altri che dovrà dare. E poi prepariamoci a vivere un giorno memorabile presto. Sono convinto che da buon milanese sarà efficiente anche nel fare grazie e miracoli, per cui potremo presto vedere questo giorno».

Le donne in dialogo chiedono giustizia uest’anno, per Q comprendere il tema proposto dalle donne della Malesia, nella giornata mondiale di preghiera delle donne, vogliamo partire descrivendo l’immagine che ha caratterizzato questo evento: tre donne uniscono i loro sforzi per salvare dall’abisso una quarta donna che sta precipitando. Su di loro aleggia lo Spirito Santo, perché Dio è presente quando amiamo davvero, non con parole vuote ma con i fatti e la verità. Questa immagine, drammatica ma anche piena di speranza è stata dipinta da un’artista malese scomparsa da poco, Hanna Cerian Varghese della Chiesa Ortodossa ed è contenuta nel logo del tema scelto per la Giornata mondiale di Preghiera 2012 “Possa la giustizia prevalere” La Preghiera Mondiale delle Donne che si è celebrata anche a Livorno nella Chiesa Valdese ha il suo senso più pieno nello slogan “Informarsi per pregare, pregare per agire” che ha il suo inizio dall’intuizione di Maria Hellen James, moglie di un pastore presbiteriano che diede luogo alla prima Giornata, perché convinta che la preghiera e l’azione sono inseparabili e insieme possono avere un’influenza positiva sul mondo. Ogni anno infatti

La celebrazione in 170 paesi del mondo; la Malesia capofila della preghiera nella giornata delle donne questo evento sollecita i partecipanti ad intessere legami di fraternità tra di loro e con persone di un altro paese anche molto lontano dal proprio. La scelta dell’argomento e i testi vengono preparati da un gruppo femminile interconfessionale che cambia ogni anno. L’anno scorso erano state le donne cilene, quest’anno le donne della Malesia, una terra molto affascinante ma segnata da tante povertà e sperequazioni. Ecco perché nel sussidio che hanno preparato risuona forte la loro richiesta di giustizia e lo chiedono con insistenza, come nella Parabola del giudice iniquo che concede giustizia alla vedova che continuava ad infastidirlo ( Luca 18, 1-8). La parabola insegna infatti che ogni azione può scalfire anche i sistemi più radicati e potenti, perché le tante piccole azioni, insieme , hanno effetto cumulativo. La testimonianza di Irene Fernandez, un’assistente sociale

che in Malesia si occupa di migranti, fondatrice del centro “Tenaganita” (la forza delle donne), conferma il fatto che la costanza nel combattere la violenza carnale, le aggressioni domestiche e il traffico di esseri umani possono far cessare le violenze contro i più deboli e indifesi. Essa ha denunciato e documentato le impossibili condizioni di vita dei lavoratori immigrati nei centri di detenzione, e per questo ha dovuto subire una battaglia processuale per tredici anni; alla fine è stata riconosciuta la veridicità del suo dossier. Le donne malesi dunque ci dicono che la giustizia ha bisogno di coraggio e ci invitano a pregare con le parole di Alan Paton :

O Signore, apri i miei occhi, perché possa vedere le necessità degli altri. Apri le mie orecchie perché possa ascoltare i loro appelli. Apri il mio cuore così che i loro richiami non siano senza risposta. Dammi la forza per aiutare il debole malgrado la rabbia del forte, per non aver paura di aiutare il povero malgrado la rabbia del ricco. Mostrami dove amore, speranza e fede sono necessari, mandami nei luoghi dove tutto questo è necessario. Apri il mio cuore e i miei occhi così che oggi, io possa agire per portare la tua pace. Amen Monica Cuzzocrea


TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

11 marzo 2012

VII

L’idea che fa la differenza

Agenda della Speranza per Livorno

Di bimbo in bimbo

Una «dolce» soluzione DI

MARTINA BONGINI

ono trascorsi quasi due anni da quando la Alimentari Londi srl aveva annunciato la chiusura improvvisa della fabbrica ma qualcosa è cambiato, grazie ai dipendenti, alle autorità e alle diverse persone che hanno cercato una soluzione che creasse meno danni possibili. Una trentina di dipendenti hanno vissuto sulla loro pelle questa faticosa e non facile avventura (che soltanto adesso possiamo chiamare così); Gianluca Lomi è uno di loro, lo abbiamo incontrato per farci raccontare il prima il durante e il dopo.

S

COME NASCE L’AZIENDA LONDI? «La “Alimentari Londi srl” nasce 40 anni fa a Livorno come piccola industria dolciaria, una piccola azienda familiare che si occupa di prodotti per la prima colazione e per la merenda. La buona qualità dei suoi prodotti le permette di allargare i confini di Livorno e Provincia arrivando ad avere 60 dipendenti. Pian piano però la crisi generale dei consumi costringe l’azienda ad un ridimensionamento fisiologico a cui si è tentato di rispondere cercando di apportare innovazioni sia dal punto di vista tecnologico che dal lato produttivo: una sfida piuttosto complessa per stare al passo con i tempi». QUAL È LA TUA ESPERIENZA IN AZIENDA? «Lavoro ormai, per Londi (adesso Nuova Londi srl) da quasi venti anni e ho vissuto praticamente metà della sua vita, osservandola nella crescita, nell’espansione e purtroppo anche nella crisi e oggi posso dire nella sua rinascita».

La storia di Londi, una piccola azienda locale, che con sacrifici e sofferenza è riuscita a combattere in qualche modo la crisi, limitando i danni trovando una soluzione che mettesse d’accordo dipendenti e proprietari

Nella foto sopra: il direttore amministrativo e il direttore commerciale della Nuova Londi srl. In alto e in basso: i prodotti dell’azienda

pensione, chi è stato messo in mobilità e chi ha ricevuto una buona uscita che gli ha permesso di costruirsi una nuova attività lavorativa. La crisi però nell’anno successivo, sempre più pressante ha visto l’azienda in grave difficoltà: l’alto valore qualitativo del prodotto non permetteva alla Londi di poter essere competitiva sul mercato e per non abbassare la qualità l’azienda ha annunciato l’apertura di una nuova mobilità che prevedeva una riduzione del personale da 34 a 24 persone. Sembra difficile a credersi, ma la Alimentari LONDI srl è, in pratica, rimasta vittima della propria struttura, del proprio prodotto e, soprattutto della filosofia di lavoro che le ha permesso di diventare quello che è. La “brioscina Londi” è frutto di un lavoro manuale, artigianale, tipico della pasticceria riportato in una realtà strutturale di dimensioni industriali ma con gestione familiare e con la crisi

«Abbiamo cercato di far sentire la nostra voce in ogni modo possibile, rivolgendoci alla stampa, contattando le autorità per far capire loro che da un giorno all’altro 34 famiglie si sarebbero ritrovate per strada»

COME È STATA GESTITA LA CRISI: I PROBLEMI, LE DIFFICOLTÀ ,COME HANNO RISPOSTO I DIPENDENTI? «Per capire bene come si è arrivati alla situazione è necessario fare qualche passo indietro. Infatti già dalla fine del 2008 da 42 dipendenti siamo passati a 34; un mutamento significativo per l’azienda che ha comunque cercato di accompagnare gli 8 dipendenti nel miglior modo possibile. Tra di loro c’è chi è andato in

era difficile mantenere questo standard senza “adeguarsi” al mercato. Negli ultimi anni mentre altre ditte hanno provveduto a tagli del personale per restare in gioco, la Londi non ha preferito non approntatare alcuna “ristrutturazione” interna e questo ha condotto al collasso. Per mesi, grazie anche all’aiuto degli uffici preposti della Provincia, dei sindacati, si è cercato di collaborare e dialogare per arrivare ad un accordo ma proprio quando la soluzione sembrava esser vicina la Alimentari Londi srl ha annunciato di voler chiudere. Rimasti spiazzati abbiamo deciso sospendere la produzione e di riunirci in una assemblea permanente, vivendo per una settimana in fabbrica. Abbiamo cercato di far sentire la nostra voce in ogni modo possibile, rivolgendoci alla stampa, contattando le autorità per far capire loro che da un giorno all’altro 34 famiglie si sarebbero ritrovate per strada. Devo dire sinceramente che in molti hanno dimostrato la loro solidarietà e la loro vicinanza a partire dalle nostre famiglie, agli amici fino al Sindaco e al Presidente della Provincia».

COME SIETE ARRIVATI AD UN ACCORDO? «Dopo una settimana di fermo produttivo, i soldi “risparmiati” ci hanno permesso di andare avanti per un paio di mesi; il blocco delle vendite se si fosse prolungato infatti avrebbe interrotto la collaborazione con i grandi clienti, come i supermercati, il danno subito sarebbe stato maggiore e sarebbe stato ancora più difficile dopo riprendere i contatti. Dopo circa due mesi, il direttore amministrativo e il direttore commerciale hanno trovato una soluzione al problema costituendo una nuova società: consapevoli delle potenzialità ancora inespresse della società e convinti della possibilità di poter risanare la situazione, per non vedere sparire i prodotti Londi dagli scaffali e per salvaguardare i posti di lavoro, hanno deciso di proporre alla famiglia LONDI un contratto di affitto di azienda. La famiglia Londi dopo attenta valutazione delle idee, delle motivazioni, delle risorse, dei piani di produzione ha deciso di appoggiare la richiesta di subentro nella gestione. Una scelta dettata anche dall’affetto e dalla stima nei confronti di questi due uomini e anche nella convinzione che i prodotti della ditta dolciaria siano ancora apprezzati e trovino un loro mercato. Nel novembre del 2010 è nata la “Nuova Londi srl” che ha assunto 24 dei 34 dipendenti con un contratto a tempo indeterminato mentre per i 10 dipendenti in esubero è stata prevista la mobilità con la vecchia ditta. Una grande scommessa ». CHE COSA DIRESTI A CHI HA PROBLEMI DI LAVORO, A CHI LO HA PERSO? «La nostra è stata una storia, sotto un certo punto di vista, a lieto fine, anche se la crisi c’è sempre e siamo costantemente in allerta. La cosa principale a mio avviso è cercare di sfruttare al massimo tutti gli strumenti a disposizione per andare avanti e per migliorarsi; certo, se già si è in una situazione di mobilità e sono stati sfruttati tutti gli ammortizzatori sociali possibili, allora sta a noi reinventarci il nostro futuro, ampliando le conoscenze lavorative, facendo corsi d’aggiornamento. Quello che non deve mancare mai, anche se è molto difficile, è la fiducia, perché una via d’uscita c’è sempre».

n questo periodo di maggiori diffiILaura coltà economiche per le famiglie, e Francesca, due sorelle che hanno sempre desiderato lavorare nel mondo dei bambini, hanno deciso di dare vita ad un’attività per aiutare genitori e nonni: si tratta di un negozio di cose usate, tutte di estrema qualità, alla base vi è un’attenta selezione, un risparmio sul prezzo ma non sul valore della merce. Le persone possono portare su appuntamento quelle cose ancora in buono stato che non servono più, ricevendo un guadagno al momento della vendita e permettendo a chi acquista un notevole risparmio. è così possibile vendere e acquistare abbigliamento e calzature da 0 a 12 anni, seggioloni, culle e lettini; un modo per riciclare e permettere che un oggetto non più utilizzato possa prendere nuova vita nelle mani di qualcun altro. Francesca, una delle proprietarie, ci racconta: “ Lavoravo in ospedale ma scaduto il contratto ho pensato di realizzare qualcosa per i bambini, è brutto che una famiglia non riesca a dare al proprio figlio quello di cui ha bisogno. Negozi di questo genere esistono già in tutta Italia, a Livorno ancora mancava, perciò abbiamo deciso di provare questa nuova iniziativa . La città ha accolto in maniera estremamente positiva quest’offerta, tanto che ab-

biamo aperto solo a novembre e a breve dovremo trasferirci in un locale più grande. È un modo per non dover buttare via cose rimaste praticamente nuove, evitare inutili sprechi e andare incontro alle esigenze di moltissime famiglie. Il negozio funziona in questo modo: si prende un appuntamento, il cliente porta gli oggetti in negozio già lavati e in ottime condizione, si fa una valutazione e si mettono in esposizione gratuita, alla vendita al cliente spetta il 50% del prezzo concordato”. Alice Carpentiere


VIII

TOSCANA OGGI 11 marzo 2012

LA SETTIMANA DI LIVORNO

La Settimana n. 10 del 11 marzo 2012  

Settimanale della Diocesi di Livorno

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