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IL GRANELLO di senape Via del Seminario, 61 57122 Livorno tel. e fax 0586/210217 lasettimana.livorno@tiscali.it Notiziario locale

Direttore responsabile Andrea Fagioli Coordinatore diocesano Nicola Sangiacomo

di mons. Alberto Ablondi

redo che questo incontro di cristiani di Europa abbia risonanza C nel mondo; e dovrà essere anzitutto risonanza di riparazione. Non sono stati questi cristiani d’Europa a esportare nel mondo le loro divisioni? Del resto ogni frattura in qualunque angolo della terra inquina il mondo, come ogni incontro diventa fermento di Comunione. Ma Basilea con il suo tema, in questo particolare momento della storia d’Europa, dovrà essere parola forte e proposito umile da parte dei cristiani. Una Missione d’AccoglienzaDa Basilea una voce responsabile per l’Europa, 1989

Reg. Tribunale Firenze n. 3184 del 21/12/1983

13 gennaio 2013

Progetto Culturale Diocesano Nel Concilio il fondamento della Lobby per i poveri. Il 12 gennaio alle 9 in vescovado, mons. Giusti incontra di nuovo i cattolici impegnati in politica: con loro il lavoro su alcune proposte concrete a favore della famiglia.

Per una Chiesa che parla a nome dei poveri e dei giovani Giovedì 17 gennaio Ebrei e Cristiani nel giorno dell’Amicizia a lobby per i poveri, promossa dal Vescovo Giusti, attraverso il Progetto Culturale diocesano, trova il suo fondamento teorico nella Gaudium et spes, uno dei principali documenti del Concilio Vaticano II, quello che ha trattato la questione della Chiesa nel mondo contemporaneo. Lo ha affermato lo stesso monsignor Giusti nel corso della giornata di riflessione e preghiera che ha dedicato ai cattolici impegnati in politica nei giorni precedenti il Natale. Per motivare questa sua affermazione il vescovo Simone ha utilizzato il famoso discorso che papa Paolo VI fece all’assemblea dell’ONU in cui, rivolgendosi ai rappresentanti dei Paesi membri, presentò così il suo messaggio: Noi sentiamo di fare Nostra la voce dei morti e dei vivi; dei morti, caduti nelle tremende guerre passate sognando la concordia e la pace del mondo; dei vivi, che a quelle hanno sopravvissuto portando nei cuori la condanna per coloro che tentassero rinnovarle; e di altri vivi ancora, che avanzano nuovi e fidenti, i giovani delle presenti generazioni, che sognano a buon diritto una migliore umanità. E facciamo Nostra la voce dei poveri, dei diseredati, dei sofferenti, degli anelanti alla giustizia, alla dignità della vita, alla libertà, al benessere e al progresso.

L

Sono queste persone, in particolare i giovani e i poveri, di cui la Chiesa ancora oggi si fa portavoce e ai quali dedica la massima attenzione. La cosiddetta lobby dei poveri non è altro che la traduzione, qui e ora, di questa grande missione della Chiesa delineata molto bene anche nel Concilio. Monsignor Giusti ha poi citato un altro passo del discorso di Paolo VI in cui, rivolgendosi ai membri dell’ONU, diceva: Voi qui proclamate i diritti e i doveri fondamentali dell’uomo, la sua dignità, la sua libertà e, per prima, la libertà religiosa. Ancora, Noi sentiamo interpretata la sfera superiore della sapienza umana, e aggiungiamo: la sua sacralità. Perché si tratta anzitutto della vita dell’uomo: e la vita dell’uomo è sacra: nessuno può osare di offenderla. E riferendosi poi al ruolo della Chiesa disse ancora: Vorremmo anche Noi dare l’esempio, sebbene l’esiguità dei Nostri mezzi ci impedisca di farne apprezzare la rilevanza pratica e quantitativa: Noi vogliamo dare alle Nostre istituzioni caritative un nuovo sviluppo in favore della fame e dei bisogni del mondo: è in questo modo, e non altrimenti, che si costruisce la pace. E Paolo VI ricordò in quell’occasione anche come l’edificio della moderna civiltà deve

L’edificio della moderna civiltà deve reggersi su principii spirituali

reggersi su principii spirituali, capaci non solo di sostenerlo, ma altresì di illuminarlo e di animarlo. E perché tali siano questi indispensabili principii di superiore sapienza, essi non possono non fondarsi sulla fede in Dio. Parole che suonavano efficaci allora, ma sono attuali anche oggi in un periodo di profonda crisi economica che affonda le sue radici in una ancora più grave crisi etica e spirituale. Prendendo spunto dalla Gaudium et Spes monsignor Giusti ha proposto tre coordinate fondamentali per costruire una società livornese solidale e promuovente un pieno sviluppo sociale: la centralità della persona, la priorità della società sullo stato, l’interdipendenza tra popoli, nazioni e stati. E in questo senso ha voluto spiegare quale senso dare allo sviluppo: "Lo sviluppo è realmente tale quando conduce alla realizzazione della persona, costruisce una società al servizio della persona". "Lo sviluppo - ha concluso - non deve essere inteso in un modo esclusivamente economico, ma in senso integralmente umano. Non si tratta solo di elevare tutti i popoli al livello di cui godono oggi i Paesi più ricchi, ma di costruire nel lavoro solidale una vita più capace di far crescere effettivamente la dignità e la creatività di ogni singola persona e la sua capacità di rispondere alla propria vocazione e all’appello di Dio, che è contenuto in essa". n.s.

Quando «inciampare» in una pietra fa bene alla memoria! ella storica giornata dell’Amicizia Ebraico Cristiana, che ogni anno si celebra il 17 N gennaio, quest’anno la Comunità di Sant’Egidio ha promosso l’organizzazione di un evento speciale. Si tratta di un breve percorso nel centro storico cittadino, suddiviso in tre tappe, ad ogni tappa verranno installate sulla strada le "pietre d’inciampo" (stolpersteine). Le stolpersteine sono un’iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig, da lui stesso sono definite, "un progetto artistico per commemorare tutte le vittime del nazionalsocialismo, che vennero deportate e sterminate". Ad oggi sono state posate più di 32.000 pietre di inciampo in più di 700 località tra Germania ed altri paesi europei (Italia, Austria, Ungheria, Belgio, Ucraina, Paesi Bassi...). Ogni pietra si riferisce a una persona, e l’iscrizione inizia con "QUI HA VISSUTO..." Materialmente, la memoria consiste in una piccola targa d’ottone (10 x 10 cm.), che verrà posta davanti alla porta della casa in cui abitò il deportato, sulla quale sono incisi il nome della persona deportata, l’anno di nascita, la data e il luogo di deportazione e la data di morte, se conosciuta, per ricordare chi non ha fatto ritorno dai campi. Un inciampo non fisico, dunque, ma visivo e mentale, per far fermare a riflettere chi vi passa vicino.

Centrali) in ricordo di Perla Beniacar, nata nel 1935. Arrestata il 25.1.1944 a Borgo a Buggiano, deportata ad Auschwitz dove è morta il 26.2.1944 3ª tappa: posa della terza e della quarta stolpersteine in Via G. Verdi, 23 in ricordo di Raffaello Menasci, nato nel 1896, prof. a Pisa, molto stimato, dopo i bombardamenti del 28 maggio raggiunge i parenti a Roma (ospite della fam. Piperno). Qui vengono tutti deportati nella razzia del 16 ottobre. Arrestato a Roma il 16.10.1943, deportato ad Auschwitz e deceduto a Varsavia nel 1944 e in ricordo di Enrico Menasci, nato nel 1931, figlio di Raffaello, viene salvato dalla governante, cattolica, che lo spaccia per suo figlio ma il ragazzino si divincola dalle sue braccia e raggiunge il padre, insieme al quale viene deportato. Arrestato a Roma il 16.10.1943, deportato ad Auschwitz dove è morto il 6.2.1944. Alle 18.00 (circa) chiusura della marcia presso il largo dei valdesi. Discorso di chiusura del Presidente della Comunità ebraica, Vittorio Mosseri e di un rappresentante della Comunità di Sant’Egidio. Ad ogni tappa verrà letta una breve biografia della persona, posta la pietra e osservato un minuto di silenzio.

Durante il percorso in città saranno messe le Stolpersteine, le pietre di ottone che ricordano i deportati della 2ª Guerra mondiale

Questo il programma della giornata Alle 16.00 accensione della menorah alla presenza del Vescovo, del rabbino e di tutti i rappresentanti delle varie chiese cristiane presenti a Livorno Alle 17.00 inizio della marcia dalla Piazza del Comune 1ª tappa: posa della prima stolpersteine in Via Fiume, 2 in ricordo di Franca Baruch, nata nel 1943. Era la più piccola deportata del convoglio arrestata al Gabbro il 20.12.1943, deportata ad Auschwitz dove è morta il 26.2.1944. 2ª tappa: posa della seconda stolpersteine in Via Reale, 1 (via Cassuto, vicino alle poste


II

TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

13 gennaio 2013

Comunità di Sant’Egidio

Un pranzo... in famiglia! dicembre. Il tradizionale 2 5 pranzo di Natale dalla Comunità di Sant’Egidio si è svolto nei locali attigui alla Chiesa di San Giovanni Battista a Livorno. La maggior parte dei commensali, circa 350, è gente povera o impoverita, gente sola o in difficoltà. Ma tutti hanno trovato durante l’anno una compagnia negli amici della Comunità. Lo spiega ad introduzione del pranzo ed alla presenza del Vescovo Giusti, del presidente della provincia Kutufà e del Sindaco Cosimi, la stessa Comunità: “è un tempo difficile, molti sono rimasti senza lavoro, altri senza casa, ma avere una famiglia fa la differenza! Questa è la vostra famiglia”. Un famiglia davvero composita. Numerosi stranieri provenienti da tutti i continenti ed appartenenti a diverse fedi, come Manik, hindu che viene da Bangladesh, anziani rimasti soli, come Maria che dice: “da quando è morto mio marito questa è diventata la mia famiglia, oggi la mia amica più grande è rom ed io ne vado fiera.” Ma anche persone rimaste sole a causa della frantumazione familiare, profughi, famiglie rom, moltissimi senza fissa dimora: “a 72 anni ho dovuto imparare come si fa a dormire in un treno!” ha raccontato Mauro. Accanto ai commensali tantissime persone giovani ed adulti, venute ad aiutare: “Sono circa settanta le persone che hanno lavorato con noi in questi giorni, gente comune ed anche persone in difficoltà, in tanti ci hanno detto – vogliamo aiutare con quello che possiamo -, è anche grazie a loro che abbiamo potuto realizzare questo vero e proprio pranzo in famiglia” racconta Luca Gentini, responsabile del servizio ai tavoli, “dove nessuno è dimenticato!” Un tavolo lungo quanto il mondo, allestito a Livorno ed in più di 50 paesi nel mondo, dovunque è presente la Comunità di Sant’Egidio. In un clima di festa e grande familiarità, questo piccolo popolo di gente diversa, segno di una convivenza possibile costruita, nella vita e tra le difficoltà di ogni giorno, è il segno di una seria solidarietà che si può vivere. A conclusione del pranzo ogni invitato ha ricevuto un regalo personale, pensato per ciascuno. Proprio come si fa in famiglia! La Comunità di Sant’Egidio desidera ringraziare i tanti amici che hanno partecipato al pranzo e le tantissime persone che a titolo personale hanno contributo alla realizzazione di questo particolare momento di festa. S.C.

La parola alle... CARITAS PARROCCHIALI

Un centro di aiuto a 360 gradi I volontari del Centro Ascolto di piazza Aldo Moro si occupano di tutta una serie di servizi rivolti ai più bisognosi. Fortunatamente possono contare su una comunità parrocchiale ampia e generosa

DI FABIO

FIGARA

istribuzione di alimenti, di abiti e sostegno ai singoli e alle famiglie in difficoltà: il lavoro del gruppo di don Matteo Gioia, parroco di S. Agostino, aumenta di giorno in giorno con l’impennarsi della crisi. Una volta al mese, presso la struttura, vengono distribuiti beni primari di consumo, forniti da Enti o Associazioni preposte allo scopo quali AGEA e Banco Alimentare, oppure offerti dai parrocchiani stessi. La distribuzione avviene ogni mercoledì mattina a partire dalle otto e trenta. Viene effettuata anche la distribuzione di abiti, soprattutto per neonati, bambini e ragazzi fino ai quindici anni, mentre, ogni giovedì pomeriggio, dalle ore 17.30 alle ore 18.30, insegnanti di professione tengono lezioni gratuite di lingua italiana per gli stranieri che desiderano integrarsi nella realtà cittadina. «Negli anni precedenti, con don Luciano Cantini, abbiamo potuto predisporre anche altri servizi - affermano Marinella Pizzorni e Milena Vox, volontarie - colazioni giornaliere e servizio docce erano attività all’ordine del giorno, insieme all’accompagnamento di persone sole e in difficoltà che facevano richiesta d’aiuto. Per brevi periodi ci siamo potuti occupare anche di alcuni casi di emergenza abitativa. Purtroppo, visto l’aumentare della crisi, dei costi gestionali e dell’apporto di volontari, è diventato difficile poter continuare a gestire tutte queste attività.» Dal maggio dello scorso anno la Caritas parrocchiale, su

D

Il gruppo di S. Agostino Il gruppo di volontarie del Centro Ascolto è composto da: Santina Vetere (coordinatrice), Marinella Pizzorni, Milena Vox, Lina Fabbri, Francesca Santi, Anna Dati, Monica Melani. Il gruppo dell’Ufficio lavoro è invece composto da: Anna Girolami e Laura Nobili (coordinatrici), Giuliano Falorni, Susanna Giuntini, Maria Donateo, Emanuela Moschini, Maria Luisa D’Apollo, Mara Cocchini. Del gruppo ha fatto parte anche Carla Giovangiacomo fino a poco prima della sua morte, avvenuta solo pochi giorni fa. Per informazioni: caritas@santagostin o.livorno.it; telefono 0586806791

indicazione dal Consiglio Pastorale, ha proposto all’intera comunità di S. Agostino un progetto di condivisione fraterna denominato “Sostieni una Famiglia”. Il progetto intende aiutare, per periodi limitati, le famiglie del territorio parrocchiale in gravi difficoltà economiche che si rivolgono al Centro di Ascolto. «É un progetto di sostegno alle

famiglie bisognose - spiega Santina Vetere, coordinatrice del Centro Ascolto - tramite l’aiuto concreto da parte della nostra comunità parrocchiale, perché tutti abbiano la possibilità di farsi carico dei più poveri. Ritengo infatti che il compito della Caritas sia quello di coinvolgere tutta la comunità dei credenti per scorgere Gesù nel povero che si incontra: accogliere e servire i poveri significa accogliere e servire Cristo. “Sostieni una famiglia” è un cammino educativo alla carità, una testimonianza di fraternità cristiana che ci conduce ad uno stile di vita di comunione e condivisione.» Sono così già seguite circa 50 famiglie appartenenti alla Parrocchia, la maggior parte delle quali sono composte da persone extracomunitarie, anche se, nell’ultimo anno, il Centro Ascolto ha visto un incremento repentino del numero degli italiani e l’avvicinarsi di numerose badanti sole e senza lavoro. Per aderire al progetto si può fornire il proprio nominativo ai volontari Caritas o al parroco don Matteo direttamente in parrocchia o durante le Sante Messe, oppure, ogni terza domenica del mese, aiutare con un’offerta dopo le celebrazioni eucaristiche. Purtroppo, visto il crescere delle esigenze, servirebbe un coordinamento più ampio tra le Parrocchie del terzo vicariato. «Abbiamo un buon rapporto di cooperazione solo con la Caritas del Rosario -

continua Vetere con i cui operatori possiamo confrontarci direttamente, ma ci rendiamo conto che presto non potremo continuare a gestire le problematiche del territorio da soli, e credo che lo stesso valga per gli altri Centri d’Ascolto. Sarebbe ottimale poter allargare la rete di contatti, almeno a livello vicariale, per poter ottimizzare la gestione delle attività sul territorio». Alla base della maggior parte dei disagi di coloro che si rivolgono alla Caritas c’è la mancanza di lavoro: oltre alle attività dei volontari del Centro Ascolto, i locali di S. Agostino ospitano ormai da anni anche l’ufficio del lavoro della Caritas diocesana. «L’ufficio del lavoro in Sant’Agostino è un punto di riferimento per tutta la Diocesi per l’incontro tra “domanda” e “offerta” di lavoro - spiega Anna Girolami, responsabile dell’ufficio diocesano per il lavoro - ed è aperto ogni giovedì mattina dalle 9. Qui bussano alla nostra porta soprattutto donne straniere, ma ora abbiamo anche molte italiane, a volte separate o divorziate, che non sanno più come mantenere i propri figli. In numeri, gestiamo circa mille richieste e, nonostante la crisi, riusciamo ad ottenere un buon risultato nel 20% dei casi». La maggior parte delle utenti proviene da zone periferiche della nostra città o da Paesi quali Ucraina, Romania, Perù e Filippine, e hanno un’età compresa tra i trentacinque e i quarantacinque anni. «Recentemente hanno iniziato a presentarsi anche alcuni uomini - spiega don Matteo cercando lavoro come giardinieri, imbianchini o altro, ma per loro è molto più difficile trovare un impiego. Tuttavia, nonostante queste difficoltà, cercheremo di continuare ad offrire aiuto a tutti. Un ringraziamento a tutti i volontari che operano in questa chiesa».

A SAN FERDINANDO

Il presepe in «Venezia» u San Francesco nel 1223 ad allestire a Greccio, un piccolo comune in Fparteciparono provincia di Rieti, il primo presepe vivente della storia, al quale come figuranti alcuni pastori, contadini con animali da cortile e frati e d’allora questa usanza si è diffusa in molte altre città d’Italia, come anche nella nostra Livorno.“A distanza di più di duemila anni, siamo ancora in tanti prostrati davanti al Bambinello, a Maria ed a Giuseppe per portare dei doni anche noi, come i re Magi. I nostri doni anche se non sono così ricchi materialmente, lo sono senz’altro di spiritualità: la nostra Fede, la purezza del nostro cuore e l’amore verso il prossimo, che deve sempre animare il nostro spirito anche dopo le feste natalizie”. Queste parole di padre Lorenzo Moretti, parroco della chiesa di San Ferdinando, hanno preceduto la celebrazione del Presepe vivente, che organizza ormai da quindici anni con padre Michele Siggillino ed alcuni suoi parrocchiani, in occasione della festa dell’Epifania vedendo crescere di anno in anno, il pubblico di fedeli.“Ogni anno- racconta padre Lorenzo- le prove cominciano verso il mese di ottobre con la preparazione degli abiti e degli allestimenti per il presepe, oltre alla ricerca della coppia di sposi con bambino e, grazie all’impegno di diversi parrocchiani, ma anche di abitanti di altri quartieri, ogni anno riusciamo ad arrivare ben preparati

all’appuntamento del 6 gennaio”. Effettivamente l’ottima riuscita della rappresentazione, che ha visto coinvolti una cinquantina di figuranti, è la dimostrazione del grande lavoro svolto nei mesi antecedenti il Natale ed anche il numeroso pubblico presente ha dimostrato di apprezzare l’iniziativa che, allietata dai canti della Corale dei Sardi, è riuscita a trasmettere emozioni a tutti i presenti. Con una punta di rammarico padre Lorenzo sottolinea la poca presenza di bambini: “ogni anno abbiamo sempre più difficoltà ad avere la presenza di bambini sia come figuranti che come spettatori e questo dipende senz’altro dai genitori. Per il futuro, dovremo sensibilizzare più famiglie, per coinvolgere un maggior numero di bambini”. Roberto Olivato


LA SETTIMANA DI LIVORNO

TOSCANA OGGI 13 gennaio 2013

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Piccoli TESORI

NELL’ANNO della fede

di Angela Blanco

Il Divino e l’Umano

Al Monastero del Carmelo

ivorno ha un cuore mistico: il «NellaLCarmelo di Santa Teresa in Antignano. cappella del Monastero si trova una

na barca su cui posa un monte e sopra di esso la sacra famiglia, intorno le pitture che raffigurano spazi celebri di Livorno: una rappresentazione molto simbolica e significativa quella realizzata nel presepe nella chiesa di Sant’Andrea. La barca simbolo della Chiesa, che campeggia anche sul logo dell’anno della fede appena iniziato è la base su cui costruire la roccia della nostra casa, perché non vada spazzata via dalle tempeste della vita , e sopra di essa c’è la Sacra famiglia, fondamento della fede del cristiano, esempio da seguire, meta da raggiungere. A fare da sfondo a questo quadro, i “quadri” di Livorno: il faro, la terrazza, posti conosciuti e vissuti dalla nostra gente, luoghi che richiamano Livorno anche fuori città, spazi di bellezza e di tradizione, immagini che richiamano la memoria ed il presente. È il divino che si interseca con l’umano, è la forza della fede che entra come una barca spinta dal vento dello Spirito nella nostra vita e nella nostra città. «Le pitture – spiega il parroco don Edoardo Medori - realizzate dall’artista livornese Biagio

U

L’originale presepe nella chiesa di Sant’Andrea. Sabato 26 gennaio alle 11.30 in chiesa, alla presenza del Vescovo e del Sindaco: incontro aperto a tutti con il pittore che ha realizzato le pitture che fanno da scenario al presepe Chiesi, insieme all’allestimento del presepe resteranno esposte tutto l’anno in chiesa. In questo anno della fede la nostra comunità vuole continuare la riflessione iniziata con il Natale e meditare i Misteri della fede, alla luce di questa sacra rappresentazione». «Il prossimo 26 gennaio – annuncia – alle 11.30 ci ritroveremo in chiesa insieme al vescovo monsignor Giusti, al sindaco Cosimi, alle Autorità, ai parrocchiani e a chiunque vorrà essere presente, per vedere un dvd che racconta come è stata pensata e poi realizzata quest’opera; sarà presente l’autore ed altri esperti di arte per illustrarci la simbologia e le tecniche usate, poi sarà benedetta dal Vescovo e sarà dato inizio così a tutte le iniziative che la parrocchia porterà avanti in questo anno». c.d.

DOMENICA 20 GENNAIO ALLE 14.45

La Giornata missionaria dei ragazzi toricamente, il 6 gennaio, oltre ad essere il giorno dell’Epifania, è anche la Giornata Missionaria dei Ragazzi (GMR), ma nelle diocesi, per esigenze diverse, possono anche festeggiarla in un’altra data vicina. La GMR è, in un certo senso, la prima data missionaria, perché oltre ad essere all’inizio dell’anno, è il giorno in cui il Vangelo ci fa riflettere sulla manifestazione di Gesù a tutti i popoli. Anche i Ragazzi Missionari, testimoniando la gioia dell’amicizia con Gesù, sono un segno in mezzo ai loro amici, tante piccole luci che illuminano il sentiero che conduce all’incontro con Cristo e la Sua Gioiosa Parola e in questa festa i Ragazzi Missionari dei cinque continenti celebrano il loro impegno per la Missione La nostra Chiesa livornese, ormai da tanti anni, celebra questa iniziativa con una giornata di incontro e di festa dei bambini e ragazzi della nostra diocesi. Un appuntamento che ogni anno consente di ritrovarsi per qualche ora nella gioia ma anche per riflettere e pregare insieme per aiutare i più piccoli a sentire proprio l’impegno imprescindibile della missione. L’appuntamento è per DOMENICA 20 gennaio, dalle ore 14.45 alle ore 18.00, presso l’Istituto S. Spirito, in Corso Mazzini 199 a Livorno (Vedi locandina a pag VIII). Il tema della giornata è: CON GESU’ HO IMPARATO A CREDERE e affonda il suo significato nella celebrazione dell’Anno della Fede che stiamo vivendo. Ufficio Diocesano di Pastorale Missionaria

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Dal 18 Gennaio la settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani

QUEL CHE IL SIGNORE ESIGE DA NOI al 18 al 24 gennaio si svolgerà la Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani. Questi gli appuntamenti in calendario preparati dalla Diocesi insieme alle altre Chiese cristiane presenti in città. Venerdì 18 Gennaio ore 17.00 presso la Chiesa del Sacro Cuore (Salesiani) (Viale Risorgimento) Apertura della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani

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Domenica 20 Gennaio ore 10.30 presso la Chiesa Valdese (Via Verdi, 15) Culto Ecumenico ed a seguire Agape comunitaria Lunedì 21 Gennaio ore 18.00 presso la chiesa di Sant’Andrea ed Immacolata Concezione (Castiglioncello) (Via Gorizia, 6) Preghiera e riflessione biblica Giovedì 24 Gennaio ore 17.00 presso la chiesa della Misericordia (Via Verdi, 57) Vespro ortodosso e riflessione biblica - Conclusione della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani All’interno della Settimana di Preghiera, una giornata di preghiera e riflessione dedicata ai giovani

pala, che le fonti dicono esser stata donata dal Marchese di Castel Rodriguez alla Madre fondatrice Caterina Cesi, in religione Caterina di Cristo, nel 1627». Così inizia l’incontro con il nostro maestro. “Oggi andiamo a vedere questa opera imponente e racconteremo le sensazioni che suscita in noi.” Le monache iniziano le loro lodi alle sei del mattino e alle otto e mezzo comincia la messa. Piano piano si accendono tutte le luci della piccola cappella accessibile ai fedeli e si possono intravedere le suore di clausura al di là della grata, oltre ad ascoltare i loro canti di preghiera. La grande pala del ’600 è sopra l’altare, le sue condizioni sono abbastanza buone, anche se si vedono i segni del tempo: i colori ingialliti e qualche particolare poco visibile. Per molto tempo, infatti, il fumo delle candele di cera ha “affumicato” i dipinti presenti nelle chiese. Santa Teresa d’Avila, chiamata anche Santa Teresa del Bambino Gesù è inginocchiata con le mani incrociate sul petto al centro della raffigurazione. La sua figura è racchiusa in un immaginario triangolo che indica verso l’alto lo Spirito Santo sotto forma di colomba. Alla sua sinistra Maria le ha appena donato la collana e, dall’altra parte, San Giuseppe si accinge a ricoprirle le spalle con la veste bianca. L’azione si volge su un piano “non terreno”, infatti i personaggi sono raffigurati come se fossero sulle nuvole. L’opera raffigura la visione mistica raccontata dalla stessa Teresa nei suoi scritti. Quale migliore fonte per l’autore! La realizzazione dell’opera concilia quanto descritto da Teresa con i gusti del tempo. Basta pensare ai drappeggi nelle vesti e ai simboli raffigurati nel dipinto, come i gigli simbolo della purezza. Negli scritti di Santa Teresa si legge: “Delle fattezze di nostra Signora non potei discernere nulla. La vidi solo nel suo complesso, ed era di una bellezza incantevole, vestita di bianco con grandissimo splendore, non abbagliante, ma soave. Non così distintamente vidi il glorioso San Giuseppe, ma solo che era presente, nel modo delle visioni descritte più sopra, nelle quali non si vede figura. Nostra Signora mi sembrava molto giovane.” L’autore, però, secondo le consuetudini del tempo, sceglie di far parlare i volti della Madonna e di San Giuseppe. Le loro espressioni trasmettono coinvolgimento e incoraggiamento. Un accenno di sorriso sul volto di Giuseppe e tutto l’amore di una madre sul volto di Maria. I lineamenti di Santa Teresa sono molto vicini alla realtà perché tratti da un vero ritratto fatto alla Santa.Teresa è molto seria, la sua espressione trasmette impegno, preoccupazione, consapevolezza: stava realizzando la riforma dell’ordine monastico. Gioia e tenerezza sono nei gesti e nella visione d’insieme, compreso il coro di angeli curiosi che guardano la scena dall’alto come se non conoscessero preoccupazione.


IV

TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

13 gennaio 2013

Agenda del VESCOVO

VENERDÌ 11 GENNAIO Nella mattina, a Roma per il seminario sulla catechesi 21.15 incontro con le aggregazioni laicali in vescovado SABATO 12 GENNAIO 9.00 in vescovado, incontro con i cattolici impegnati in politica (vd.pag I) DOMENICA 13 GENNAIO 9.30 premiazione all’Uisp della gara di pattinaggio MARTEDÌ 15 GENNAIO Nella mattina, udienze clero in vescovado MERCOLEDÌ 16 GENNAIO 9.30 in vescovado, consiglio presbiterale 15.30 in occasione della visita pastorale al III vicariato, il Vescovo incontra gli ammalati alla Chiesa della Seton 18.30 in vescovado, tavolo dell’oggettività con i primari dell’ospedale GIOVEDÌ 17 GENNAIO Nella mattina, udienze laici in vescovado 11.00 Incontro con il clero del III vicariato alla Chiesa dei Sette Santi fondatori Nel pomeriggio, il Vescovo partecipa alla Giornata dell’Amicizia Ebraico Cristiana (vd. pag I) VENERDÌ 18 GENNAIO Nella mattina, udienze laici in vescovado 17.00 ai Salesiani, apertura della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani 18.30 in vescovado, incontro con i cresimandi i genitori ed i catechisti SABATO 19 GENNAIO 8.00 pellegrinaggio mensile diocesano al Santuario di Montenero, a seguire S. Messa 18.30 S. Messa in occasione della festa patronale alla chiesa di San Sebastiano DOMENICA 20 GENNAIO 10.00 alla chiesa della Seton, incontro con i genitori dei ragazzi del catechismo 11.00 S. Messa in occasione della visita pastorale al II vicariato alla chiesa della Seton 15.00 il Vescovo saluta i bambini all’istituto Santo Spirito in occasione della Giornata per l’Infanzia Missionaria 16.00 incontro dal titolo "Esperienza della fede nei Vangeli" organizzato dalla comunità dei Figli di Dio

Libri da LEGGERE

di Mo.C.

Koch K. – Il cammino ecumenico- Ed. Qiqajon Comunità di Bose, pp.198, euro 18,00 Kurt Koch, vescovo di Basilea dal 1995 impegnato da tempo nel cammino ecumenico, nominato Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei Cristiani dal 1° luglio 2010, partendo dall’affermazione che la divisione dei cristiani è un peccato e uno scandalo evidente che va a scapito della testimonianza resa al vangelo di Cristo, con estrema lucidità ci presenta l’attuale situazione dell’ecumenismo. Mette in evidenza quali sono le varie pietre d’inciampo che oggi ostacolano il cammino verso l’unità visibile dei cristiani, propone scelte concrete da compiere nel futuro e invita alla riscoperta di una peculiare spiritualità ecumenica che diventi un solido ponte per un’unità nella diversità. Se le diverse chiese trovano la sorgente comune dell’unità già prestabilita per noi in Gesù Cristo, si ritroveranno anche tra loro.

Diocesi informa BREVI DALLA DIOCESI

Il FESTIVAL DI DON BOSCO on Bosco, si sa, è stato maestro di una geniale D prassi educativa. La sua attenzione sempre rivolta ai giovani trova riscontro ancora oggi, nella voglia di festeggiare non un Santo astratto e lontano, ma un padre ed un amico sempre presente. Con questo spirito è nato il Festival don Bosco, che si terrà dal 14 al 31 gennaio. PROGRAMMA 14 Gennaio alle 21.00 Veglia di preghiera animata dai giovani 18 Gennaio alle 21.00 Presso il teatro dei Salesiani incontro dal titolo: "La crisi: un buon motivo per dimenticare i giovani?" relatore don Domenico Ricca 23 gennaio 18.30-22.00 Al Teatro dei Salesiani "La politica? Una testimonianza: La Pira. Cercasi uomini per il bene comune", relatori prof. Mario Primicerio, prof. Emanuele Rossi Conferenza, buffet, dibattito

Cooperatori Paolini PROGRAMMA ANNO DELLA FEDE 2013 Febbraio 2013 Sabato 23, ore 15,45 Figlie di San Paolo, Via Corcos 64. Incontro quaresimale con Don Angelo Colacrai di Roma Mercoledì 27 ore 17.00 Vescovado "Dire la fede con l’arte" Messa commemorativa per Don Franco Patruno al VI anno dalla sua morte celebrata da S. E. Monsignor Simone Giusti. Presentazione del trattato sull’ Estetica di don Patruno. Intervengono: Prof. Pietro Lenzini direttore Accademia delle Belle Arti di Bologna, Dr. Andrea Nascimbeni filosofo, Monsignor Giusti. In collaborazione con AdP, AIMC e CIF Marzo 2013 Sabato 2 ore 15,00 Calambrone Tirrenia "Il Concilio al femminile". Presentazione del libro "Madri del Concilio,23 donne al Concilio Vaticano II". Interverranno l’autrice Adriana Valerio, il Dr. Massimo Lucchesi di Rai 3 e la Presidente Nazionale del CIF Dr. Maria Pia Savatteri. Ore 18 S. Messa con Monsignor Giusti. In collaborazione con il CIF. Aprile 2013 Sabato 13, ore 15,45 Figlie di San Paolo, Via Corcos 64 Don Angelo Colacrai di Roma Maggio 2013 3-4-5 Maggio Esercizi Spirituali a La Verna Prenotazioni il 23 febbraio- 1 Marzo. Caparra 50 euro

26 Gennaio alle 15.00 All’Oratorio dei Salesiani, "Un mondo di giochi"(elementari e medie); alle 21.00 nel teatro "Spettacolo di varietà" condotto dai giovani 27 Gennaio alle 10.30 Solenne celebrazione 15.00 tornei di basket (Salesiani), calcetto (Ist. Santo Spirito), per i giovani dai 14 anni 28 gennaio 21.00 Teatro 4 Mori "Storie per vivere", musical realizzato dai giovani dell’oratorio S.Spirito 31 Gennaio 9.00 In cattedrale, concelebrazione presieduta dal Vescovo mons. Simone Giusti Concorso fotografico 2 Categorie: "Don Bosco ha i miei occhi"( Don Bosco oggi) e "Don Bosco ai miei occhi" (dove o come trovo Don Bosco) Consegna delle foto entro e non oltre il 20 Gennaio

Incontro Diaconi GIOVEDÌ 10 GENNAIO ALLE 9.30 Alla parrocchia di S. Teresa a Rosignano Solvay, ritiro del clero

USMI DOMENICA 13 GENNAIO ALLE 16.00 Presso la casa di cura Villa Tirrena, incontro con la dott.ssa Rosanna Virgili su "Le parabole in Luca, aspetti generali e analisi di una in particolare"

Cooperatori Paolini MARTEDÌ 15 GENNAIO ALLE 17.00 Presso il vescovado,incontro dal titolo " Dire la fede con l’arte". Messa commemorativa per don Franco Patruno al VI anno dalla sua morte. Presentazione del trattato sull’Estetica di don Patruno.


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V

Sperimentare la presenza di Dio Riprendiamo la lettura della seconda parte della lettera pastorale per l’anno della fede 4. L’oggetto del messaggio Per pensare, prima, e realizzare, poi, un progetto educativo iniziatico, occorrerà, perciò, domandarsi se l’oggetto del messaggio ha perso forza a causa del mutamento culturale avvenuto e, quindi, se ha bisogno di essere riletto a partire dalla cultura contemporanea, come afferma la Gaudiun et Spes al n. 44. È quanto mai utile distinguere l’evento Cristo, la "traditio fidei" della Chiesa e delle Scritture, dalla sua narrazione odierna, la quale è necessariamente legata a una data cultura di un dato tempo e potrebbe non essere più capita a causa di categorie culturali inadatte. È necessario un rinnovamento culturale della narratio pienamente fedele a quanto gli Apostoli, ieri come oggi, ci annunciano. Si richiede una nuova narratio fidei a partire da una evidenza antropologica: i attraverso la via dell’amore? Dove giovani cercano salvezza risiede oggi la possibilità di un nell’amore avvertito, radicamento della fede cristiana giustamente, come valore nelle nuove generazioni, se non rilevante, significativo, in belle esperienze di incontro irrinunciabile. L’amore, è un personali con il Signore e in belle valore-esperienza che si esperienze di appartenenza e di intreccia con la vita affettiva, condivisione ecclesiale? nonché con il senso della vita e Afferma Evdokìmov: "Si la sua eticità. dimostra l’esistenza di Dio con I giovani cercano l’amore come l’adorazione, non con le prove" . valore guida, e Dio è amore. Il ragazzo dovrà intuire, L’amore è, oggi, terreno sperimentandola, la presenza e d’incontro la bellezza di Dio. privilegiato ma Soltanto dopo può «L’esperienza non esclusivo, tra i avvenire la scelta di Dio dona giovani e la fede di essere cristiano le motivazioni cristiana. L’amore è e, quindi, di vivere da evangelizzare. appieno un iniziali sufficienti A partire dalla percorso per intraprendere mistagogico verso ricerca dell’amore, della bellezza e le tappe un cammino della gioia occorre sacramentali sino spirituale pieno, proporre un alla solenne organico, anche percorso educativo Eucarestia della capace di offrire professione di logico-razionale, una esperienza compiendo sistematico capace fede, integrale della vita un cammino cristiana e della costantemente di condurre fede cristiana. dalla la persona a fare illuminato Siamo provocati Verità, conosciuta consapevolmente con tutta la verso un’azione educativa a cui si la propria opzione persona, simbolica, che aderisce attraverso fondamentale per un ricco percorso proceda dall’esperienza Cristo e scegliere liturgico, soggettiva mistica catechistico, una vita morale del Signore ovvero caritativo. cristiana» dall’incontro con È necessaria quindi Dio nei luoghi una riforma dove egli si manifesta dell’Iniziazione Cristiana (IC) abitualmente: Parola, Liturgia, centrata sull’esperienza di Dio, Carità. ovvero procedente da una esperienza sacramentale del La persona vuole incontrare Signore ed essendo quindi sempre Gesù non soltanto il suo più mistagogica. messaggio, non solo chi gli B. QUALE DIREZIONE PER parla di lui. "Vogliamo vedere IL RINNOVAMENTO Gesù", chiedono alcuni pagani DELLA IC DEI RAGAZZI? all’apostolo Filippo. Nei paesi di tradizione cristiana L’esperienza di Dio dona le e di "cultura occidentale" i motivazioni iniziali sufficienti processi iniziatici e di per intraprendere un cammino socializzazione sono spirituale pieno, organico, caratterizzati da alcuni anche logico-razionale, fenomeni. Non si sviluppano sistematico capace di condurre più in modo la persona a fare intergenerazionale, ma a livello consapevolmente la propria del gruppo dei pari, per cui la opzione fondamentale per trasmissione dei valori spesso Cristo e scegliere una vita non avviene o avviene in morale cristiana. modalità differenti. La trasmissione dei valori è segnata Come far conoscere il Signore dalla nuova condizione alle nuove generazioni se non

antropologica di soggettività, libertà e apprendimento per sperimentazione. Modalità che relativizzano il modello tradizionale, centrato sull’autorità di chi trasmette, e accentua la selezione e l’acquisizione orizzontale degli stessi. Tutto questo sfida il tradizionale modello di socializzazione e iniziazione religiosa che la Chiesa ha sperimentato da tempo. B1. CAPIRE LA CRISI DELL’IC La considerazione da cui muovere per ripensare il modello di ICR, adatto al nostro contesto è di natura psicosociale e più esattamente riguarda la risposta da dare al cambio culturale e dei processi di socializzazione, che sembrano non favorire il tradizionale modo di realizzare l’iniziazione ecclesiale. Non è crisi della dimensione sacramentale della IC, ma del modello pedagogico di ICR che la sostiene. È crisi della pedagogia (religiosa e cristiana) utilizzata. In modo particolare i modelli proposti nel post-concilio non tengono conto: . della cultura di "libertà" in cui viviamo. Siamo figli della cultura della libertà. Anche se comporta fare errori, la vita si sceglie. Stiamo, invece, conservando e difendendo una ICR che si basa sull’idea che educare significa "mettere dentro" e non "tirare fuori"; . della globalità del "soggetto" persona. Parroci e catechisti ritengono loro compito soltanto "il tempo catechistico". Senza entrare nella globalità della vita dei ragazzi, sarà difficile che la proposta cristiana possa assumere per loro un valore ed essere oggetto di scelta; . dei sistemi di socializzazione attuali. La socializzazione ha spostato il suo baricentro dalle agenzie forti (famiglia; scuola; parrocchia) alle agenzie deboli (mezzi di comunicazione; gruppo dei pari; i non-luoghi, quelli, cioè, che "non trasmettono i valori" controllati dagli adulti). La trasmissione

non avviene più prevalentemente per via orale, concettuale, e per la sola testimonianza. È veicolata soprattutto dalla multimedialità che ha reso il comunicare un atto "complesso"; . dei tempi necessari per svolgere una adeguata azione pedagogica. Nelle proposte attuali i tempi della catechesi sono ancora ritmati dal comprendere. Essi si basano sulla domanda "quanto tempo occorre per sapere l’alfabeto della fede cristiana"? Non sono modulati secondo la domanda "quanto tempo occorre per far interessare, desiderare e abilitare a vivere la vita cristiana". B2. UNA ORGANIZZAZIONE "NUOVA" DEVE RISPONDERE AD ALCUNE ESIGENZE In particolare deve equilibrare: . il momento di socializzazione (trasmissione della cultura e valori cristiani) e iniziazione personale (decisione e scelta di vivere il Vangelo nella comunità), mantenendo e rispettando la tradizione "di popolo" già presente in Italia; . la preparazione al sacramento (la fede per il sacramento) e il rispetto del primato della grazia (la fede dai sacramenti) mantenendo la scelta pedagogica fatta da sempre dalla chiesa latina. . l’obiettivo di sostenere la qualità delle comunità (pastorale di maturità) e l’obiettivo di raggiungere tutti (pastorale di popolo). B3. INIZIAZIONE COME PROCESSO DI INCULTURAZIONE Occorre mettere in stretta unione il rapporto tra passaggi della fede, passaggi della vita e condizioni di apprendimento, trasformazione ed elaborazione del personale progetto di vita. Per superare la crisi occorre, infatti, un modello d’itinerario olististico , capace, cioè, di includere le dimensioni della vita: conoscenza, adesione della volontà, abilitazione a realizzare.

La lettera PASTORALE

LA LETTERA PASTORALE/4.........


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L’ACR E I PRESEPI

Sono più di trecento le rappresentazioni della Sacra Famiglia in mostra alla parrocchia della Santissima Trinità

Alla scoperta di Gesù con i personaggi del presepe

Presepi per tutti i gusti S

L’iniziativa dei ragazzi dell’Azione Cattolica

l canto finale si è appena concluso, i ragazzi si stanno salutando, in Ifondo di chiesa i genitori attendono, educatori soddisfatti...Più o meno questa è la scena che avreste visto se foste stati presenti verso le 12:30 nella chiesa di San Sebastiano per il momento conclusivo della tradizionale Visita ai presepi che, come ogni anno, l’ACR diocesana promuove per le parrocchie delle città. La formula è semplice ma efficace: ogni parrocchia che desidera parteciparvi si da un punto di ritrovo, scelto autonomamente, mentre la conclusione è per le 12:00 in una Gesù in fasce parrocchia decisa con vicino dall’equipe diocesana. uno Durante il specchio: tragitto i un oggetto ragazzi, guidati dagli animatori che hanno fatto la simboleggia conoscenza di un il compito personaggio di ogni del presepe: un cristiano: pastore, uno dei tre re magi, essere un pescatore, specchio ecc... Questi per gli altri; personaggi si riflettere trovavano la parola come loro in cammino ma di Dio a chi avevano perso ci sta vicino, qualcosa, un a chi oggetto importante per ci guarda svolgere il loro negli occhi compito o lavoro. Durante le tappe(il numero veniva scelto dai singoli gruppi) i personaggi hanno ritrovato, aiutati dai ragazzi, parte del loro “equipaggiamento” e hanno proseguito il cammino. Le parrocchie partecipanti sono state Sant’Agostino, San Jacopo, Salesiani-Sacro Cuore, San Ranieri(Guasticce) e San Benedetto. In totale i ragazzi erano circa 50. Il momento conclusivo che come già detto si è svolto presso la parrocchia di San Sebastiano, è stato guidato dall’assistente diocesano dell’ACR Don Federico. Dopo aver letto il Vangelo é stato svelato ai presenti Gesù in fasce con vicino uno specchio. Quest’ultimo oggetto stava a simboleggiare che noi dobbiamo essere specchio per gli altri, dobbiamo quindi riflettere la parola di Dio a chi ci sta vicino, a chi ci guarda negli occhi. Dobbiamo essere noi i protagonisti della nostra vita con e per Gesù e gli altri. Michele Martella

ul leggìo nell’angolo la pagina è aperta al capitolo XXX delle Fonti Francescane, lì dove si racconta del presepio di Greccio. E a guardare tutta la sala parrocchiale della chiesa dei Cappuccini, c’è proprio il busto di San Francesco. «Diciamo la verità…era troppo pesante per essere spostato, ma era perfetto per stare lì sul mobile». A parlare è Giuseppe Ferrari, Beppe per tutti quelli che lo conoscono, francescano da una vita e appassionato di presepi. Collezionista si potrebbe dire. Sono più di 300 le sacre famiglie, le natività le chiama lui, che possiede. «A questi tre personaggi si devono poi aggiungere tutti i pastori di contorno e il numero così sale». Ogni anno da più di 15 riapre gli scatoloni che li custodiscono da gennaio a novembre e li espone nei locali della sua parrocchia. «Per allestire l’esposizione mi servono più di 20 giorni, per fortuna ho gli amici che mi aiutano». E così su uno scaffale spunta un presepe in una lampadina elettrica, uno dentro un guscio di noce, in un fiasco o in una lattina. Al muro quello dentro un’acquasantiera o in un cesto di vimini. «Ero a Assisi e comprai l’acquasantiera, ci ho costruito dentro il presepe e poi un piccolo cassetto dello stesso colore è diventato la sua cornice come fosse un quadro». Nel cesto una capanna e una stella cometa che guardati da vicino si scoprono essere fatti con i pezzi di una cassetta da verdura e degli stecchini da spiedini. La creatività e la manualità non mancano a Beppe!Il massimo si vede nei diorami che ha costruito con il suo amico Mauro, che raccontano la vita di Gesù: «Il tavolo da falegname nella casa di Nazaret è opera di mio fratello, proprio come quello che aveva nostro padre carpentiere». La ricostruzione del tempio con Anna e Simeone, i rotoli e l’arca sullo sfondo, l’insolita statuetta della Madonna incinta che con Giuseppe viene rifiutata dall’oste. Beppe è sempre stato attratto dal presepe, da quando

lo faceva in casa da piccolo in Sardegna o aiutava a realizzare quello in parrocchia con l’AC. E la sua Sardegna è una delle regioni da cui vengono i presepi, con i pastori negli abiti tradizionali dell’Isola. Ma c’è anche l’Umbria, le Marche, la Sicilia e la Lombardia, il Trentino e la Toscana…Poi si va oltralpe con quelli provenienti dalla Germania, quello della Francia, il più piccolo, con i personaggi alti un centimetro, fatto da un miniaturista. Si esce dall’Europa e su un’enorme cartina dell’Africa sono posizionati quelli dei diversi Paesi. «La sacra famiglia della Costa d’Avorio mi è stata regalata

DOLCEZZE PER GRANDI E PICCINI

La Befana vien... da Montenero! nche quest’anno A L’associazione "La Funicolare" ha organizzato la discesa della Befana a bordo della Funivia di Montenero con la consueta scopa volante. Alle 11.00 in punto è arrivata in Piazza delle Carrozze: ad accoglierla un marea di bambini che aspettavano da Lei un momento di gioia e di piacere...e le caramelle. Si è intrattenuta con i suoi piccoli ammiratori fino alle 12,30, recitando canzoncine e raccontando storie dedicate alla sua figura, concludendo con un balletto insieme con i bimbi presenti in Piazza. Francesco Lamacchia

dopo uno spettacolo di beneficenza per le missioni». Questi presepi infatti raccontano anche la storia di Beppe, tanti ne ha comprati nei suoi viaggi, altri gli sono stati regalati. «Qualche anno fa venne una scultrice di Firenze a vedere la mostra. Dopo qualche mese mi mandò una sacra famiglia realizzata in terracotta». «Non mi ricordo il primo che ho comprato, non era mia intenzione collezionarli, quella è venuta col tempo…non saprei neanche scegliere il più bello, diciamo che il mio preferito è quello fatto a mano dalle suore di clausura di un convento di Lourdes dove l’ho comprato, fatto con la pietra dei Pirenei e ispirato all’immagine di un’icona. Quello che secondo me è invece il più strano è un pezzo di vetro dentro al quale tramite l’uso del laser è stata ricostruita la natività

in modo tridimensionale». Ad affascinarlo sono poi i presepi in foglia di banana e granoturco. «Mi domando come lo abbiano lavorato!». Basta pensare a un qualunque materiale e sicuramente saprà farvi vedere un presepe realizzato con quello: argento, gesso,ceramica, porcellana, metallo,ottone, vetro di Murano, olivo di Terrasanta, pietra lavica dell’Etna… La Cina con i pastori orientali e il ponte di legno, ricostruzione di quello di una scenografia del teatro della parrocchia, l’America Latina, la Russia…e i pastori in movimento, quelli che più attirano i bambini. «Ce n’è per tutti i gusti e di tutti i tipi, anche quest’anno c’è stato un bel viavai di persone curiose e interessate, non credo che, almeno in Toscana, esista un’esposizione simile soprattutto per quantità». Se non avete fate in tempo a visitare l’esposizione, a Pasqua potrete ammirare i 23 diorami della vita di Gesù, piccoli gioelli di artigianato che seguendo i brani dell’Antico Testamento e del Vangelo, dai profeti arrivano fino alla sua ascensione in cielo. C’è solo un continente che ancora non è rappresentato nell’esposizione: l’Oceania…probabilmente Beppe non potrà andare a prenderlo direttamente, ma se qualcuno ci capitasse… Giulia Sarti


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TOSCANA OGGI 13 gennaio 2013

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E... prostratisi lo adorarono na scena piuttosto singolare si è presentata agli occhi di coloro che, domenica 6 gennaio, si sono trovati a passare tra via Machiavelli, via Montessori, via Vico, via Muratori e via Settembrini tra le 14,30 e le 15,30: un nutrito gruppo di persone e una quindicina di giovani “pastori”, coperti di pelli e di abiti variopinti, stavano accompagnando tre uomini vestiti da Re Magi lungo le vie del quartiere La Rosa, intonando canti ispirati alla nascita del Signore! «Anche quest’anno abbiamo voluto offrire un omaggio reale a Gesù, ricostruendo la storia della Sua Natività con l’auto dei parrocchiani racconta Fabio Papini, uno degli organizzatori e segretario del consiglio pastorale parrocchiale coordinato da Maurizio De Sanctis, il sacerdote noto come “padre Nike” - e quest’anno, a differenza del 2012 in cui la rappresentazione iniziò dalla “Rotonda”, abbiamo preferito organizzare il breve pellegrinaggio interamente nelle vie interne del quartiere, per sottolineare simbolicamente l’accoglienza degli abitanti nei confronti di Gesù Cristo.» Per l’occasione, e per la gioia di tutti i bambini, l’Associazione Ippica Livornese ha fornito tre pony, le cavalcature per i Magi! Al termine del tragitto, il corteo si è raccolto nel giardino antistante la chiesa di S. Rosa per rendere omaggio a Giuseppe, a Maria e a Gesù in fasce, impersonati proprio

U

Per il giorno dell’Epifania, i parrocchiani di S. Rosa hanno organizzato la rievocazione della visita dei Re Magi lungo le vie del quartiere

da una famiglia della Parrocchia, per ricevere i ben noti doni offerti al Bambino, al quale anche la stessa Befana ha voluto, a fine manifestazione, rendere onori e ringraziamenti. «Con questo evento stupendo ci incamminiamo verso la madre di tutte le feste cristiane, la Pasqua di Resurrezione - conclude il diacono Carlo Vivaldi, a S. Rosa dal 2009 Un ringraziamento a tutti coloro che sono intervenuti attivamente, e un augurio che i cuori di tutti possano crescere nell’Amore e nella Grazia del Signore nel corso di questo nuovo anno». Fabio Figara

ALLA PARROCCHIA SAN BENEDETTO

I Vigili del Fuoco accolgono la dolce nonnina nche A quest’anno, per la festa dell’Epifania, la Befana è scesa dal tetto della chiesa di S. Benedetto, portando giocattoli e caramelle a tutti i bambini presenti in Piazza XX Settembre tra le 15,30 e le 16,30. La manifestazione è stata organizzata dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Livorno con la collaborazione del parroco di S. Benedetto don Thomas Zurek e alcuni commercianti della Piazza."

Gocce di NATALE

A CAVALLO E IN COSTUME D’EPOCA ARRIVANO I MAGI ALLA PARROCCHIA SANTA ROSA.........


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LA SETTIMANA DI LIVORNO

La Settimana n. 2 del 13 gennaio 2013  

Settimanale della Diocesi di Livorno

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