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IL GRANELLO di senape per gli sposi Via del Seminario, 61 57122 Livorno tel. e fax 0586/210217

di monsignor Ezio Morosi

Che cosa vuol dire amare? È una domanda che nessuno si fa perché tutti pensano di saperlo

lasettimana.livorno@tiscali.it Notiziario locale

Direttore responsabile Andrea Fagioli Coordinatore diocesano Nicola Sangiacomo Reg. Tribunale Firenze n. 3184 del 21/12/1983

8 gennaio 2012

In aiuto di chi non riesce a pagare l’affitto

e vogliamo avere una risposta esatta dobbiamo chiederlo a Colui che è Sparabole l’amore, a Dio che ci parla in Gesù e che ci risponde con tre esempi: le della pecora smarrita, della moneta perduta, del figliol prodigo. (ogni tanto andiamole a rileggere!) Sono lezioni bellissime che Gesù ci dà ma non certo facili. L’amore è puro dono, è gratuito senza condizioni e per sempre. Io amo quando posso dire all’altro: la tua felicità mi preme più della mia. Solo chi pensa questo può dire di aver imboccato la strada dell’amore.

Emergenza casa

IL 23 GENNAIO IL PROF. BELLETTI A LIVORNO

RIPENSARE UNA POLITICA PER LE FAMIGLIE L’importanza delle scelte locali n tempo di crisi diventa ancora più evidente il Isupportare ruolo sociale della famiglia che riesce le situazioni di difficoltà economiche

Alla parrocchia di Coteto il sostegno concreto alle famiglie rimaste senza lavoro e con l’affitto da pagare. Il fondo di solidarietà parrocchiale e la generosità di tanti. L’intervista a don Luciano Musi DI

GIULIA SARTI

e parrocchie sempre di più in questo momento di crisi si rimboccano le maniche e diventano punto di riferimento per rispondere alle emergenze delle famiglie in difficoltà. Aumentano i pacchi alimentari distribuiti e le richieste di aiuto che bussano alle porte di chiese e conventi. Oggi siamo andati a parlare con il parroco della comunità San Giovanni Bosco di Coteto, don Luciano Musi che ci racconta di come la crisi si sia abbattuta anche sui suoi parrocchiani, tanto da portare alla decisione di pagare alcuni mesi di affitto arretrato, per un totale di circa 2500 Euro, per evitare che tre famiglie venissero sfrattate.

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PERCHÉ NON AVEVANO PIÙ LA POSSIBILITÀ DI PAGARE L’AFFITTO? «Sono tre famiglie, una delle quali con figli, nelle quali entrambi i coniugi hanno perso il lavoro. Sono persone che possono ancora contare un minimo sui genitori e che si danno da fare e riescono a trovare qualche lavoretto, ma non avere il pensiero dell’affitto, fa andare a letto un po’ più sereni e magari questo evita che si possano creare situazioni negative per la vita familiare». DA DOVE SONO STATI PRESI I SOLDI?

«Dall’ aprile 2011 abbiamo istituito il Fondo di solidarietà: è un fondo distinto da quello che serve per i bisogni della parrocchia, a carico della comunità e per la comunità stessa: da qui le famiglie possono attingere in caso di emergenza per il pagamento di bollette o altro, restituendo il prestito senza interessi appena possono». E DELLA SITUAZIONE DI CRISI CHE STIAMO PALESEMENTE VIVENDO I SUOI PARROCCHIANI SENTONO IL PESO? «Ci sono altre situazione di famiglie in cui uno dei due coniugi ha perso il lavoro, ma il problema ora si estende anche a quelle che avevano un po’ di soldi da parte, piccoli tesoretti che pian piano si consumano e fanno aumentare il numero di chi ha bisogno di una mano». IMMAGINO CHE LA CARITAS PARROCCHIALE SI DIA DA FARE… «Sì, facciamo fronte alla cosa con la distribuzione dei pacchi alimentari e del vestiario. Abbiamo diversi benefattori tra cui la Coop che tutti i giorni ci dona frutta, verdura e carne grazie alla Legge del buon Samaritano. Una volta al mese abbiamo anche introdotto il Banco alimentare parrocchiale: ci mettiamo fuori di chiesa con dei cartelli su cui scriviamo i generi alimentari di cui abbiamo bisogno e la risposta è sempre forte anche da parte

di chi non frequenta la parrocchia». QUANTE PERSONE VENGONO ASSISTITE? «Ogni giorno la Caritas parrocchiale consegna dai 40 ai 50 pacchi. Il totale si aggira intorno alle 3100 persone». E DI QUESTE QUANTE SONO ITALIANE? «Un terzo, ma è così da sempre, non ci sono stati particolari incrementi». È ATTIVO ANCHE IL SERVIZIO DELLA RONDA? «Sì. Ci sono 4 volontari che ogni sera partono e fanno il giro di alcuni punti della città distribuendo un cestino. Per questo abbiamo un gemellaggio con la Parrocchia del Rosario in cui sono coinvolte una settantina di famiglie che a turno ogni sera preparano una ventina di porzioni di pasta per un totale di 50/70 pasti distribuiti. Diciamo che l’intero ciclo organizzativo comprende circa 220 volontari». QUINDI NEL QUARTIERE DI COTETO CI SONO FAMIGLIE PIÙ

di tanti cittadini che hanno perso il lavoro o hanno visto diminuire notevolmente i loro redditi. Quando anche la famiglia entra in crisi, la situazione diventa drammatica: in questa settimana vi presentiamo due storie esemplari di come le comunità parrocchiali possano intervenire in situazioni di emergenza a sostegno dei casi più gravi. Due storie significative che rappresentano (anche se solo in parte) la funzione di sostegno di chi è in difficoltà che la Chiesa livornese svolge già oggi. Un supporto che, in questo periodo, si dovrà intensificare, come sollecitato dal Vescovo, anche nel tempo di Natale. Si tratta anche di un’operazione socio – culturale che punta non solo a gestire le emergenze, ma anche ad affrontare le questioni sul versante politico, nel senso più alto del termine, per prevenire crisi ancora peggiori. In questa prospettiva è stato programmato l’incontro promosso dal Progetto Culturale diocesano per lunedi 23 gennaio, nel quale è previsto l’intervento del professor Francesco Belletti, docente di Sociologia della famiglia all’Università Cattolica di Milano e presidente del Forum delle associazioni familiari, uno dei movimenti di punta della stagione del nuovo protagonismo politico dei cattolici italiani. Si approfondirà come progettare un nuovo «welfare» per la famiglia, anche a Livorno. Oltre alle politiche nazionali, ci sono importanti interventi che possono essere realizzati dalle amministrazioni locali che, per la loro vicinanza al territorio, possono sostenere le classi sociali più in difficoltà in modo più efficace. Partendo dal sostegno alla famiglia che è la prima realtà sociale pronta a prevenire le crisi e a intervenire a sostegno di quelle più gravi. Nicola Sangiacomo

O MENO BISOGNOSE, MA ANCHE TANTE CHE CONTRIBUISCONO CON OPERE DI CARITÀ CONCRETA. PERCIÒ, C’È ANCHE TANTA RICCHEZZA O TANTA GENEROSITÀ? «Diciamo entrambe. O meglio, ci sono molte famiglie benestanti nel quartiere, dipendenti statali, carabinieri, o altre forze di polizia. Ma i parrocchiani sono veramente la punta di diamante, generosissimi e pronti a soddisfare ogni richiesta del loro parroco per garantire il sostegno a tutti. Ogni settimana ci prefissiamo dei “miniobiettivi” da raggiungere, chiedendo alla comunità quello di cui c’è bisogno, e raggiungiamo sempre lo scopo».

’attesa della povera gente”, il saggio in cui “Governo LGiorgio La Pira sottolineava che un deve avere un obiettivo: la lotta alla

ALLA LUCE DI TUTTO QUESTO, COSA PENSA DELLA LOBBY PER I POVERI PROPOSTA DAL VESCOVO? «E’ una idea buona, ma ci sono dietro tempi troppo lunghi per poter essere messa in pratica a breve. Le parrocchie a mio parere devono impegnarsi maggiormente in prima persona per far fronte all’emergenza».

disoccupazione e alla miseria. “Dacci oggi il nostro pane quotidiano!”. L’ozio è il peggior male di ogni tempo, allora, come oggi. Occorrono proposte serie per occupare le persone, anche in modi meno rigidi e “burocratici”, ma è doveroso dare occupazione. Guai a rendere “funzionale” l’essere “nulla facenti”. È il miglior modo per aumentare il disagio di tutti e in modo più incisivo dei giovani, con costi sociali altissimi. Molto più alti di quelli che servono per far lavorare le persone e non farle cadere nell’ozio!

LINEA di pensiero di Luca Lischi

L’attesa della povera gente


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TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

8 gennaio 2012

Pianeta CARCERE/1

Sperimentando... una nuova vita Una casa per chi esce dal carcere nel progetto della Fondazione Caritas e Fondazione Cassa di Risparmi

TEMPO DI NATALE.........

Immagini e storie di una festa speciale

È stato come accogliere Gesù due volte!

nche nel biennio 2011/2012, la A Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno sosterrà il progetto, presentato dalla Fondazione Caritas Onlus in collaborazione con gli Uffici di Livorno per l’Esecuzione Penale Esterna (U.E.P.E.) del Ministero della Giustizia, per accogliere e accompagnare i detenuti che escono dalle carceri nel loro percorso di reinserimento sociale. Il contributo della Fondazione permette di prendere in affitto un appartamento gestito dalla Caritas nel quale vengono ospitati, per un certo periodo di tempo, ex detenuti, italiani e stranieri, appena dimessi e privi di domicilio o detenuti che usufruiscono di permessi premio. Volontari e operatori della Fondazione Caritas onlus di Livorno, inoltre, provvedono a fornire pasti caldi agli ex carcerati, a sostenerli nel loro percorso di reinserimento sociale e ad aiutarli a trovare un lavoro per ricominciare una nuova vita. In assenza di una fonte di sostentamento, il rischio di un’eventuale ricaduta in situazioni di illegalità diventa altissimo, ma, d’altra parte, trovare un lavoro, di questi tempi, è molto difficile. “Sperimentando”, questo il titolo del progetto, ci prova. Il progetto, avviato dalla Caritas Livorno in collaborazione con gli l’UEPE dal novembre dell’anno 2008, ha permesso, fino ad ora, di organizzare percorsi di accoglienza e accompagnamento per 27 soggetti dimessi dal carcere. Grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno (15 mila euro nel 2009, 25 mila nel 2010, 10 mila nel 2011 e 20 mila nel 2011/12) è stato possibile affittare l’appartamento e rispondere alla richiesta proveniente dagli istituti penitenziari di Livorno e Gorgona, riferita, in particolare, a chi esce dal carcere con l’indulto. Questo nuovo alloggio ha permesso di integrare le offerte di ospitalità provenienti da altre strutture presenti a Livorno, «La Maddalena» gestita dalla Caritas e la struttura «San Giuseppe», gestita dalle suore di Shangai, che accolgono solo detenuti in possesso di permessi premio e possono offrire accoglienza per un periodo limitato.

Un bambino inatteso e destinato all’aborto continua a crescere nel grembo della mamma, grazie all’intervento del parroco e all’aiuto della parrocchia: la storia che è arrivata anche sui media nazionali significativo che possiamo raccontarvi questa storia proprio nel tempo di Natale quando la vita porta i segni del divino e si afferma tra mille difficoltà. Un papà, una mamma e tre bambini vengono allietati dall’arrivo di un altro piccolo: ma l’evento non è poi così lieto, perché il quotidiano è già un vissuto faticoso, fatto di tante spese a cui far fronte e di un unico stipendio, senza garanzie per il futuro. Così si pensa che non far nascere il bambino sia la soluzione migliore e si fissa un appuntamento per l’aborto. Ma le vie del Signore sono infinite e sulla strada della famiglia capita un prete psicologo, ma soprattutto un uomo, che si prende a cuore la vicenda e pur di veder nascere quella vita, promette di farsi carico di tutte le spese del nascituro. Ma quello che era un impegno personale, ben presto diventa una promessa di sostegno di tutta una comunità: basta che il sacerdote racconti la storia ai suoi parrocchiani durante la notte di Natale e la solidarietà si allarga a macchia d’olio. Tutto questo è accaduto a Livorno, a metà dicembre, nel quartiere La Rosa, dove le situazioni di povertà non si contano. Padre Maurizio De Sanctis, che molti chiamano “padre Nike” (per la sua consuetudine ad indossare scarpe della stessa marca), avendo saputo della situazione di una famiglia nel quartiere, ha incontrato i genitori, decisi all’aborto e dopo ore di dialogo ha strappato un sì alla vita, garantendo un aiuto economico alla famiglia finché ce ne sarà bisogno. A quell’incontro ne sono seguiti altri: padre Maurizio è già andato molte volte a trovare la famiglia, ha portato regali ai bambini ed anche pacchi di cibo, perché il sostegno sia totale, perché l’accoglienza sia condivisa fino in fondo. E a Livorno si intrecciano altre storie di sostegno alla vita: lo scorso 22 dicembre è stato inaugurato un Centro di accoglienza per le donne sole con figli e per le ragazze gestanti che hanno deciso di far nascere e crescere il loro bambino (le immagini dell’inaugurazione a pag VII ndr) «Sostenere la vita - ha detto il vescovo Simone - significa sostenere il nostro futuro, significa anche dare una risposta concreta a quella domanda di emergenza educativa di cui si parla tanto, perché la formazione ai veri valori inizia da qui». Chiara Domenici

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A colloquio con PADRE MAURIZIO adre Maurizio De Sanctis, giovane prete dalle mille risorse, psiteologo mariano, scrittore, con un passato da ballerino, è Pallacologo, parrocchia di S. Rosa da circa quattro anni. In questo tempo ha incontrato le famiglie del territorio, ha avvicinato i giovani e adesso si è fatto sostenitore concreto della vita «adottando» un bambino che altrimenti non sarebbe mai nato. Lo abbiamo incontrato. Padre Maurizio come è riuscito a convincere i genitori a tenere il bambino? «Quello che preoccupava di più era l’aspetto economico. Non vedevano soluzione – racconta padre Maurizio – una famiglia che già ha tre figli non si può dire non aperta alla vita, ma non riuscivano a vedere un futuro per questo piccolino in arrivo. È bastato assicurare loro che io e la parrocchia ci saremmo presi cura del nascituro per farli desistere dalla loro decisione. Avevano già fissato l’appuntamento per l’aborto, sono venuti da me il giorno prima e dopo hanno disdetto l’appuntamento». Quali sono state le reazioni della comunità parrocchiale? «All’inizio sono rimasti stupiti di questa “adozione”, ma poi l’entusiasmo è stato generale e la solidarietà si è fatta subito sentire. La nostra non è una comunità ricca: abbiamo un mutuo notevole da pagare ogni mese, ma ci sono anche buone entrate e anche il Vescovo monsignor Simone Giusti, a cui ho parlato della vicenda, mi ha assicurato il sostegno della Diocesi a questo e ad altri casi simili, se si ripresentassero anche in futuro. Qualcuno ha insinuato che dopo questa adozione, saranno molti quelli che verranno a “chiedere”, ma io ho risposto che questo è il compito della parrocchia e dei preti: sostenere il prossimo e la vita innanzitutto». Una storia molto bella in questo periodo di Natale … «Si. È stato come accogliere Gesù due volte!» c.d.

Natale alla Stella Maris a notte di Natale è stata celebrata nel Centro Stella Maris di Livorno. Un piccolo gruppo formato dai volontari, alcuni amici e tre marittimi delle Filippine. Al mattino avevamo fatto il giro tra tutte le navi presenti in

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porto, non molte in verità per portare la notizia della celebrazione. La dislocazione del porto, le nazionalità di provenienza de marittimi (rumeni, bulgari, ukraini, cinesi ....) non avrebbero fatto prevedere una partecipazione numerosa. Siamo stati

contenti di accogliere festosamente i tre amici delle Filippine. La messa è stata celebrata parte in italiano e parte in inglese, anche il pensiero dell’omelia è stato bilingue; nell’omelia è stato sottolineato in particolare la mancata accoglienza di Gesù fin prima della nascita perché per lui "non c’era posto nell’alloggio". Al termine della messa la piccola immagine del Bambinello che era appoggiata sulla mensa è stata consegnata ai marittimi dicendo loro che per questa notte il Signore Gesù avrebbe trovato posto a bordo con loro ed era contento di accompagnarli nella navigazione. Il gesto è sembrato essere apprezzato, dopo aver mangiato insieme una fetta di panettone e bevuto un bicchiere di spumante, gli amici hanno avvolto il Bambinello in un fazzoletto e lo hanno portato via con cura. L.C.


LA SETTIMANA DI LIVORNO

Con i poveri nella gioia Il pranzo con gli amici della Comunità di Sant’Egidio nella chiesa di San Giovanni n questa pagina tante immagini dei momenti delle feste di Natale, vissuti insieme agli amici della Comunità di S. Egidio e della Caritas diocesana. Lo scambio dei doni e il pranzo allestito nella chiesa di San Giovanni il giorno di Natale e gli auguri della Vigilia con il pranzo e la preghiera a Villa Serena, dove quest’anno sono stati riuniti i poveri che solitamente frequentano la Caritas. Tutto questo è stato possibile grazie all’opera di tanti volontari che si sono impegnati nella riuscita della festa e che si impegnano ogni giorno vicino a chi ha bisogno.

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TOSCANA OGGI 8 gennaio 2012

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Pianeta CARCERE/2

Non abbiate paura di accogliere Gesù bambino nella vostra vita

Le parole di monsignor Giusti ai carcerati durante la Messa di Natale nche quest’anno il Vescovo ha voluto celebrare il Natale alle carceri, condividendo la difficile situazione dovuta al sovraffollamento e alla precaria situazione degli immobili. Insieme al cappellano, il padre trinitario Michele Sigillino e presenti alcuni volontari, monsignor Giusti ha celebrato la Santa Messa della mattina di Natale, invitando i carcerati a riscoprire la meraviglia del mistero di Dio che si è fatto carne e a ripensare, anzi a ricordare, quando per la prima volta hanno incontrato il Signore nella loro vita. L’incontro col Signore è paragonabile all’innamoramento. Infatti quando si incontra l’amore la vita cambia e quando si fa esperienza di Dio i sentimenti e le emozioni sono ugualmente forti. Il Dio di cui siamo innamorati è un Dio che si è fatto carne, visibile, concreto. Nella storia dell’uomo, fin dall’inizio vediamo che egli sempre ha adorato un dio, ma questo o era venerato sotto il sembiante di un qualche animale o come un idolo e ancor peggio, tante volte ha reso se stesso dio. Sono molti gli esempi di questo mettersi al suo posto, e vediamo che arriva ad uccidere i suoi propri figli perché pensa solo a se stesso e diventa peggiore delle bestie. Facciamo dunque posto a questo Dio che è voluto venire in mezzo a noi. Dio prima di incarnarsi aveva preannunciato la sua venuta attraverso i profeti e aveva raccontato dove e da chi sarebbe nato e che cosa avrebbe fatto: avrebbe dato la sua vita per noi, senza nulla chiedere in cambio e poi con la risurrezione ci avrebbe fatto partecipi della vita eterna. In Maria e nei santi abbiamo gli esempi e i compagni per poter essere certi della sua vicinanza. Senza Dio infatti siamo come bambini che ci scoraggiamo e siamo incapaci di camminare e di diventare grandi. Dobbiamo riconoscere Dio che si fa sempre vicino a noi ed è il solo che ci salva dalla morte. Possiamo con il progresso scientifico allungare la vita, ma solo se guardiamo a Dio, vinciamo la morte. Ma Dio chi è? Non è certamente un condottiero o un potente, sceglie di farsi bambino perché nessuno ha paura di un bambino e ciascuno può amarlo: «Prendiamo dunque in braccio quel Bambino e solo amandolo troveremo la salvezza». Mo.C..

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Lo scambio dei doni e la preghiera con gli amici della Caritas


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TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

8 gennaio 2012

Agenda del VESCOVO

VENERDÌ 6 GENNAIO 9.00 Festa della Befana al reparto di pediatria dell’ospedale 10.30 S. Messa solenne per l’Epifania del Signore, in cattedrale 17.00 S. Messa i ricordo di Giada Menicagli, mons. Teodoro Biondi, mons. Alberto Ablondi e don Antonio Marini. (vedi Brevi) DOMENICA 8 GENNAIO 9.30 a Frascati, incontro con i catechisti della diocesi LUNEDÌ 9 GENNAIO 9.30 in vescovado, incontro con il centro pastorale per la formazione cristiana MARTEDÌ 10 GENNAIO Nella mattina, udienze dei sacerdoti in vescovado 18.30 incontro con i catechisti della parrocchia di Santa Caterina 21.00 in vescovado, assemblea delle Aggregazioni Laicali MERCOLEDÌ 11 GENNAIO 11.00 incontro con i vicari episcopali in vescovado GIOVEDÌ 12 GENNAIO 9.30 ritiro spirituale del clero alla parrocchia di Santa Croce a Rosignano Solvay 18.30 incontro con gli amici della diocesi 21.00 a cascina, incontro per il sinodo parrocchiale

Diocesi informa Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani Mercoledì 18 Gennaio ore 18.30 presso la Chiesa di San Giovanni Battista (Via della Carraia) Apertura della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani Giovedì 19 Gennaio ore 18.00 presso la chiesa della Misericordia (Via Verdi, 57) Vespro ortodosso e riflessione biblica Venerdì 20 Gennaio ore 18.00 Incontro con i partecipanti alla SFOP

VENERDÌ 13 GENNAIO Nella mattina, udienze laici in vescovado 18.30 incontro con i cresimandi di gennaio in vescovado

Sabato 21 Gennaio ore 19.00 Chiesa Cristiana Evangelica Battista- Via del Vecchio Lazzeretto (Villa Corridi) Preghiera e riflessione biblica

SABATO 14 GENNAIO 9.00 il Vescovo è all’istituto teologico interdiocesano a Camaiore

Domenica 22 Gennaio ore 10.30 presso la chiesa valdese (Via Verdi, 15) Culto Ecumenico ed a seguire Agape comunitaria

DOMENICA 15 GENNAIO 9.30 alla Circoscrizione 1, premiazione UISP del pattinaggio 11.00 alla chiesa di SS. Pietro e Paolo, S.Messa per i Migrantes 16.00 incontro con la comunità Figli di Dio alla chiesa dei Sette Santi

Libri da LEGGERE

Lunedì 23 Gennaio ore 18.00 presso la chiesa di Sant’Agostino (Piazza A. Moro, 2) Preghiera e riflessione biblica Martedì 24 Gennaio ore 18.30 presso la Chiesa S. Matteo (Via Provinciale Pisana, 55) Preghiera e riflessione biblica Mercoledì 25 Gennaio ore 18.00 presso la Chiesa SS. Trinità (Cappuccini) (Piazza Gavi,6) Chiusura della Settimana di preghiera

di M.C.

Comunità di Sant’Egidio - Lo spirito di Assisi. Dalle religioni una speranza di pace.- Ed. San Paolo, pp.195,€ 15,00. A venticinque anni dall’incontro storico di Giovanni Paolo II ad Assisi con le Religioni a pregare per la pace, Benedetto XVI si recherà come pellegrino nella città di san Francesco, invitando ad unirsi in questo cammino i fratelli cristiani, gli esponenti delle tradizioni religiose del mondo e, idealmente tutti gli uomini di buona volontà, per far memoria di quello storico incontro e per rinnovare l’impegno a vivere la propria fede religiosa come servizio per la causa della pace. I pellegrini che compiono questo percorso, sono animati dallo "spirito d’Assisi" perché rivolgendo la loro preghiera a Dio, si animano di sentimenti di pace. La comunità di s. Egidio in questo libro ci presenta lo spirito di Assisi come un modo di vivere che esige un coinvolgimento personale nella preghiera, nella ricerca sincera della verità e nella passione per la pace. Oggi, forse più di ieri, c’è bisogno che i credenti invochino la pace e si uniscano assieme agli uomini di buona volontà per un nuovo futuro di pace tra i popoli. Noja V. - Verso la luce. Morte e immortalità negli scritti di saggezza.- Ed Paoline, pp.350, € 17,00 Il tema della morte fa parte della vita di ciascuno. Nessuno può escluderla anche se nella società attuale molti cercano di esorcizzarla o rimuoverla. La morte però è quella soglia che varcheremo in solitudine. Sant’ Ambrogio proprio per questo dice che "non è terribile il morire, ma lo è vivere sotto il timore della morte".Vincenzo Noja, studioso di testi mistici e della spiritualità interreligiosa, ci ricorda che il sottostare a questo continuo senso di timore non aiuta il nostro sviluppo interiore e pertanto bisogna comprendere intimamente il racconto della morte, affinché essa lasci cadere il suo pungiglione e non arrechi danno alla nostra esistenza. L’autore ci offre una lettura meditativa degli scritti di saggezza, secondo le tradizioni spirituali, suddividendo i testi in tre parti: saggezza occidentale, saggezza orientali, testi sacri e sono corredati da brevi notizie biografiche degli autori di riferimento; una raccolta di aforismi, conclude il libro.

DAL 24 GENNAIO AL 2 FEBBRAIO 2012, DA PISA

Terra Santa 1° GIORNO – MARTEDÌ 24 GENNAIO Italia / Tel Aviv / Galilea 2° GIORNO – MERCOLEDÌ 25 GENNAIO Nazareth / Muhraqa / Monte Carmelo 3° GIORNO – GIOVEDÌ 26 GENNAIO Lago di Tiberiade 4° GIORNO – VENERDÌ 27 GENNAIO Monte Tabor / Banias / Gerusalemme 5° GIORNO – SABATO 28 GENNAIO Deserto di Giuda / Gerico / Qumran / Mar Morto / Ein Gedi / Mar Musa 6° GIORNO – DOMENICA 29 GENNAIO Betlemme/ Ein Karem 7° GIORNO – LUNEDÌ 30 GENNAIO Gerusalemme 8° GIORNO – MARTEDÌ 31 GENNAIO Gerusalemme 9° GIORNO – MERCOLEDÌ 01 FEBBRAIO Gerusalemme 10° GIORNO – GIOVEDÌ 02 FEBBRAIO Gerusalemme / Tel Aviv / Italia Quota euro 1.450,00 - anticipo di euro 450.00 Supplemento camera singola euro 360,00 Per info: Pharus Viaggi s.r.l. Via S. Andrea, 69 - 57122 Livorno Tel. 0586.211294 / 0586.276215 - Fax 0586.208788 pharusviaggi@hotmail.it / pharusviaggi@livorno.chiesacattolica.it

BREVI DALLA DIOCESI

Ci ha riuniti tutti insieme Cristo amore VENERDÌ 6 GENNAIO ALLE 17.00 Presso la parrocchia della Sacra Famiglia mons.Simone Giusti celebrerà la Messa in memoria di Giada Menicagli, mons. Teodoro Biondi, mons. Alberto Ablondi e don Antonio Marini

Incontro Sae GIOVEDÌ 12 GENNAIO ALLE 17.45 In ricordo di Manuela Paggi, presentazione del suo ultimo libro "Aprirsi alla vita"

Incontro Diaconi SABATO 14 GENNAIO ALLE 16.00 Nel Salone Filicchi della parrocchia S.E. Seton, incontro dei diaconi; la riflessione sarà offerta da don Luciano Cantini su «La diaconia di Gesù negli ambienti di pastorale di frontiera».

Progetto Culturale diocesano LUNEDÌ 23 GENNAIO ALLE 18.00 Convegno dal titolo “Un nuovo welfare per la famiglia”, relatore prof. Francesco Belletti, presidente del Forum nazionale per le famiglie

Luca Collodi nominato nuovo direttore

La Radio Vaticana parla anche livornese uca Collodi, giornalista livornese e amico Ldirettore personale del nostro giornale, è il nuovo del canale italiano di Radio Vaticana. Già da tempo caporedattore nell’emittente, è stato incaricato di far partire il nuovo palinsesto della Radio del Papa, con notiziari e nuovi programmi con un servizio più articolato e integrato su diverse piattaforme, unendo le diverse redazioni di lingua italiana. A Luca che nelle prossime settimane intervisteremo su queste pagine, gli auguri più cari da parte della Redazione, anche a nome dei nostri lettori.


TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO ....

La famiglia e l’iniziazione cristiana IL COINVOLGIMENTO EDUCATIVO DEI GENITORI La pastorale è la pedagogia dell’incontro, è l’azione ecclesiale volta all’incontro salvifico di ogni uomo con Cristo. È l’azione di tutta la Chiesa, genitori cristiani inclusi, i quali di essa sono chiamati ad esserne soggetti attivi e primari. Soggetti attivi e primari in tutta la pastorale e in specifico nella pastorale dei ragazzi. A quest’ultimo proposito si può tranquillamente affermare che una pastorale senza di loro è parziale, labile, profondamente carente. Una pastorale dei ragazzi non è pensabile senza l’apporto insostituibile dei genitori. Si legge a questo proposito nel Direttorio di Pastorale Familiare (DPF) (1): Poiché «la fecondità dell’amore coniugale non si riduce alla sola procreazione dei figli, ma deve estendersi alla loro educazione morale e alla loro formazione spirituale», l’opera educativa, strettamente connessa con la generazione e quale suo naturale compimento, è destinata a formare l’uomo nella pienezza della sua dignità personale e, quindi, anche della sua nativa dimensione sociale: «generando nell’amore e per amore una nuova persona, che in sé ha la vocazione alla crescita ed allo sviluppo, i genitori si assumono perciò stesso il compito di aiutarla efficacemente a vivere una vita pienamente umana». Pertanto educare per i genitori è un diritto-dovere essenziale, originale e primario, insostituibile e inalienabile (2). Nella famiglia «l’amore dei genitori da sorgente diventa anima e pertanto norma, che ispira e guida tutta l’azione educativa concreta, arricchendola di quei valori di dolcezza, costanza, bontà, servizio, disinteresse, spirito di sacrificio, che sono il più prezioso frutto dell’amore» (3). Educare, inoltre, significa comunicare alcuni valori fondamentali - quali una giusta libertà di fronte ai beni materiali, il rispetto dell’altro, il senso della giustizia, l’accoglienza cordiale, il dialogo, la disponibilità disinteressata, il servizio generoso, la solidarietà profonda - che soli possono concorrere a far crescere uomini veri, giusti, generosi, forti e buoni, i quali costituiscono il tesoro più prezioso e la garanzia più autentica di ogni società" (4). Ed inoltre "In ogni famiglia cristiana, con la parola e con la testimonianza, i genitori svolgano il loro servizio educativo e mettano in atto i loro carismi così da aiutare i figli a vivere nella fede, nelle varie tappe della loro crescita. Siano per loro i primi maestri della fede, perché fin dalla più

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L’apporto dei genitori alla pastorale dei ragazzi è essenziale e per questo va sostenuto, aiutato a crescere, a rendersi sempre più consapevole

tenera età imparino a percepire il senso di Dio e a venerarlo e ad amare il prossimo secondo la fede che hanno ricevuto nel battesimo". Li accompagnino nel cammino di preparazione ai sacramenti dell’iniziazione cristiana, sia riprendendo e riproponendo nel contesto familiare i contenuti della catechesi vissuta in parrocchia, sia partecipando cordialmente agli incontri e alle iniziative che dalla parrocchia stessa vengono proposti e promossi appositamente per i genitori. Siano presenti con generosa e discreta disponibilità nei diversi luoghi educativi ecclesiali e vi attuino autentiche forme di corresponsabilità, evitando di delegare totalmente ad altri (sacerdoti, religiosi e laici) il loro diritto-dovere anche di educatori nella fede" (5). I PADRI E LE MADRI VANNO AIUTATI IN QUESTA LORO MISSIONE "I padri e le madri vanno però aiutati in questa loro missione, che non poche volte appare come molto gravosa e talora persino sproporzionata rispetto alle loro forze culturali, psicologiche e fisiche. Nella sua attenzione pastorale, perciò, la Chiesa dovrà innanzitutto esercitare il "ministero della consolazione" e infondere così fiducia e coraggio in quanti trovassero troppo faticoso il concreto svolgimento del loro compito educativo. A tale scopo, mentre si richiama il dovere proprio e insostituibile, originario e primario della famiglia, sarà necessario mostrare come la missione educativa sia un dono e come essa sia frutto di amore: come tale è strettamente legata al matrimonio che si fonda sull’amore e che nell’amore cresce e si perfeziona. Si dovranno, cioè, aiutare i genitori a ritrovare nel loro matrimonio, vissuto nella logica di un’autentica spiritualità, la radice più vera della possibilità e della capacità di educare; ad essi si dovrà

infondere quella fiducia e quella serenità che nascono dalla consapevolezza che, attraverso il sacramento del matrimonio, sono stati resi partecipi dell’amore stesso di Dio Padre, di Cristo pastore e della tenerezza materna della Chiesa. Nel medesimo tempo, la comunità cristiana promuova per i genitori occasioni di incontro e di riflessione sui problemi pedagogici, coinvolgendo persone esperte nell’ambito educativo e valorizzando sia l’apporto dei Consultori familiari, sia l’esperienza maturata in associazioni di genitori e di famiglie. Si tratta, cioè, di mettere in atto veri e propri itinerari formativi o "scuole" per i genitori, aiutandoli e sostenendoli con il confronto con l’esperienza altrui, con il consiglio intelligente e competente, con l’approfondimento specifico di alcune tematiche particolari, così che diventino sempre più capaci di dare ai figli un’educazione pienamente umana e cristiana. In modo più organico e permanente, la cura della comunità cristiana si esprimerà mediante proposte e iniziative pastorali in grado di coinvolgere le famiglie e di riservare attenzione alle loro esigenze e ai loro dinamismi e, in particolare, attraverso varie forme di collaborazione con i genitori quali primi educatori dei loro figli. Ciò significherà, tra l’altro: la realizzazione di un’organica e sistematica pastorale dei ragazzi e dei giovani; l’offerta di un preciso cammino di catechesi; la creazione e lo sviluppo di ambienti educativi per i ragazzi e i giovani come, ad esempio, gli oratori o realtà analoghe; la creazione o la valorizzazione di associazioni che hanno come primaria finalità il servizio educativo; la proposta di organizzazione dello sport e del tempo libero in una prospettiva autenticamente umana e

cristiana; la promozione e la gestione di scuole cattoliche; l’opportuna e discreta valorizzazione dell’opera di insegnanti cattolici nelle scuole statali; l’offerta ai ragazzi di iniziative parrocchiali di studio comunitario assistito e guidato" (6). I GENITORI E LA PASTORALE DEI RAGAZZI L’apporto dei genitori alla pastorale dei ragazzi è quindi essenziale e per questo va sostenuto, aiutato a crescere, a rendersi sempre più consapevole. Occorre una stretta collaborazione fra operatori pastorali della parrocchia e genitori affinché si attui un’organica e sistematica pastorale dei ragazzi nei diversi luoghi educativi: primariamente in famiglia, poi nella comunità (nei gruppi parrocchiali dei ragazzi nelle assemblee liturgiche, nelle strutture di animazione del tempo libero). È necessario però pensare e programmare una così organica e sistematica pastorale dei ragazzi. A questo proposito uno dei primi luoghi ove si può avviare questo processo progettuale è il gruppo dei catechisti. In esso si potrà riflettere sulla problematica e iniziare a pensarla con il coinvolgimento dei genitori dei ragazzi che frequentano la parrocchia . Certamente si partirà con pochi ma ciò non dovrà né frenare né tantomeno scoraggiare. Questo potrà essere il primo passo a cui altri dovranno aggiungersi quali quello di affrontare il tema della Pastorale dei ragazzi nel Consiglio pastorale parrocchiale in modo che poi sia studiato da tutti gli operatori pastorali parrocchiali . Una cosa è certa, oggi non si dà educazione cristiana dei ragazzi, non si realizza un’efficace pastorale dei ragazzi, se non si è capaci di coinvolgere e rendere interagenti fra loro i vari soggetti educativi. E’ inderogabile quindi l’esigenza di una pastorale dei ragazzi organica e sistematica. Per questo la proposta educativa della Comunità cristiana deve essere strutturalmente pensata interagente con i genitori. Note (1) Cfr. n. 173 del Direttorio Pastorale Familiare (CEI) 1993. (2) Cfr. Gravissimus Educationis, n. 3; Carta dei diritti della famiglia, art. 5. (3) Cfr. Familiaris Consortio, n. 36. (4) DPF, n. 174. (5) Cfr. DPF, n. 144. (6) Cfr. DPF, nn. 109-110-111. (7) Cfr Gravissimus Educationis ,n3 (8) Cfr Familiaris Consortio n 31 (l’approfondimento su Famiglia e iniziazione cristiana continua nel numero del 5 febbraio 2012)

CATECHESI

APPROFONDIMENTI.....

8 gennaio 2012

la


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TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

8 gennaio 2012

AL SERRA CLUB IL RICORDO DEI MARTIRI l Serra Club di Livorno, presenti s. E. IMonsignor Monsignor Simone Giusti, il cappellano Ezio Morosi, i seminaristi e diverse autorità civili e militari, ha scelto di celebrare la nascita di Gesù, facendo memoria di coloro che in questi ultimi anni hanno testimoniato e offerto la loro vita per Lui. Sono coloro di cui si parla molto poco ma che l’Agenzia Fides ci dice che solo per l’anno 2010 sono stati 23: gli operatori pastorali cattolici uccisi nel mondo e se guardiamo agli ultimi vent’anni arriviamo a contarne ben 800! Non viene usato espressamente il termine «martiri», se non nel suo significato etimologico di «testimone» per non entrare in merito al giudizio che su alcuni di loro la Chiesa potrà dare e purtroppo per molti di loro si hanno scarse notizie circa le circostanze della loro morte. Sappiamo che è in corso l’apertura del processo di beatificazione per Daniele Badiali, originario di Faenza ucciso nel Perù nel 1997 e la beatificazione del polacco p. Jerzy Popieluszko, martire, ucciso in odio alla fede il 20 ottobre 1984 nei presi di Wroclawek, in Polonia. Ogni tavolo dove i commensali sedevano, riportava il nome di un martire del 2010; il tavolo della presidenza era dedicato a s. E. Mons. Luigi Padovese,Vicario apostolico dell’Anatolia e Presidente della Conferenza Episcopale Turca assassinato a coltellate dal suo autista nella sua abitazione a Iskenderun (Turchia) il 3 giugno 2010. Chi scrive, ha avuto la possibilità di conoscerlo personalmente fin dalla fine degli anni ’90, quando era titolare della Cattedra di Patristica all’Università dell’Antonianum e ha partecipato ai simposi ecumenici da lui organizzati per il dialogo con gli Ortodossi e con l’Islam e ha potuto sperimentare la sua passione e dedizione per un dialogo in cui credeva e per il quale aveva accettato di andare in Anatolia nel 2004. Il sorriso e la dolcezza, accompagnati da una spiritualità profonda e da una vasta cultura, facevano di lui in missionario davvero speciale! Durante la cena il vescovo Simone ha ricordato l’impegno del Serra per sostenere le vocazioni sacerdotali, ma ha invitato i membri ad estendere il sostegno ai giovani perché a Livorno «è fragile il sistema educativo parrocchiale». Importanti sono gli oratori per affiancare i giovani e per far si che arrivino ad essere a ventanni sani e cristiani. Monsignor Morosi, ha invitato pur nella fragilità e debolezza di ciascuno, ad accogliere il bambino nato in una grotta a Betlemme; il Figlio di Dio fatto uomo che ha posto la sua dimora in mezzo a noi. Mo.C.

Il ricordo di monsignor Ablondi

L’intervista a DON FABIO MENICAGLI

A gennaio l’inizio del convegno per i catechisti

I MIEI DUBBI... IL DUBBIO... UNA RICERCA QUALE CAMMINO? Ufficio Catechistico Diocesano propone per il 2012 un piccolo percorso per celebrare il Convegno Catechistico. Don Fabio Menicagli, direttore dell’Ufficio spiega come avverrà questo cammino. Quest’anno il convegno catechistico avrà un percorso suddiviso in tappe, perché? «Perché abbiamo pensato che sia importante incontrare i catechisti e creare un rapporto con loro. Molto spesso il Convegno catechistico è un momento isolato, che non permette di creare legami tra le persone. Allora ecco la nostra proposta: 6 incontri dei membri dell’Ufficio con i catechisti di ogni vicariato per conoscersi e condividere il nostro ministero catechetico, un incontro diocesano classico in un sabato pomeriggio, e un’ulteriore novità: la proposta di una gita con i catechisti, per passare insieme una giornata di fraternità».

la loro fede. Quindi la domanda che nasce in loro: come affrontare il dubbio, come essere testimoni se spesso anche noi, non siamo sicuri di quanto diciamo? Ecco allora il titolo che propone un piccolo percorso per affrontare insieme questo tema trasversale ad ogni età. La partenza sarà quindi, quella vicariale con: “I miei dubbi” un momento in cui ci mettiamo in ascolto dei catechisti, incontrandoli e condividendo con loro i nostri e i loro dubbi. Seguirà il momento diocesano con “Il dubbio”, che grazie alla presenza del vescovo Simone e di Don Gianfranco Calabrese, vorrà dare delle indicazioni per camminare con il dubbio. Ultimo momento la gita “Una ricerca” da fare insieme in un luogo bellissimo come Monteoliveto Maggiore dove attraverso la natura e le bellezze artistiche poter condividere il percorso fatto e iniziare a camminare insieme, “diocesanamente”».

Perché questo titolo? «Certo, il titolo nasce in seno all’Ufficio stesso, sono stati proprio alcuni membri a sottolineare che molto spesso i nostri catechisti vivono dei dubbi che riguardano la gestione dei gruppi di catechesi, ma a volte dubbi più profondi circa

“Diocesanamente”? Perché questa sottolineatura? «Perché spesso i nostri catechisti si sentono soli, non perché lo siano veramente, colgo l’occasione per ringraziare i parroci che nonostante tutti i loro impegni cercano, anche

L’

se non è facile aiutare i catechisti, a procedere nel loro ministero. Dicevo “si sentono soli” perché spesso vivono il loro ministero, passatemi l’espressione, “rinchiusi nelle cose da fare” e perdono l’occasione di condividere con gli altri i loro dubbi pensando sia solo un loro problema ed invece è più comune di quanto possano pensare. Pensare quindi diocesanamente può aiutare a far riferimento agli altri catechisti di altre parrocchie ed anche all’Ufficio Catechistico, che non è un’entità estranea formato da

persone di eccezione, ma da persone normali che condividono con loro il ministero catechistico… a partire dal sottoscritto. Concludendo vorrei dire che questo convegno è pensato quindi soprattutto per incontrarci e invito tutti quanti a partecipare ai diversi momenti perché solo insieme si può e si potrà fare molto. ECCO DUNQUE LE DATE DEGLI INCONTRI VICARIALI CHE SI SVOLGERANNO ALLE ORE 21,15: 12 gennaio 2011 - V Vicariato - S. Croce

19 gennaio 2012 - I Vicariato - Salone di via delle Galere 30 gennaio - III Vicariato - S. Agostino 9 febbraio - II Vicariato S. Andrea 13 febbraio - VI Vicariato - S. Luca 16 febbraio - IV Vicariato - S. Maria di Montenero Sabato 10 marzo ore 15,00 incontro con la partecipazione di mons. Simone Giusti e prof. Don Gianfranco Calabrese 25 Aprile ore 8.30 gita diocesana a MONTEOLIVETO MAGGIORE».

Prima candelina per la struttura gestita da Comune, Azienda USL 6 e volontariato rivolta a malati con problematiche sociali

Una goccia che attraversa la vita e la storia

Casina di Quercianella, un anno di storie

l Museo di Storia Naturale, durante la rassegna A “C’è olio e olio”, il Presidente della provincia di Livorno Kutufà, ha ricordato monsignor Ablondi

ltre 1200 giornate di assistenza, O 3.000 ore di volontariato e 3.600 di personale dipendente:

riproponendo la lettura del foglio "L’olio d’ oliva: una goccia che attraversa la vita e la storia" che proprio nell’orto botanico di Villa Henderson il Vescovo emerito aveva reso pubblico nel maggio 2009. Kutufà ha ricordato la capacità che ha sempre contraddistinto il Vescovo Ablondi di tendere ad "andare oltre", anche oltre la malattia che lo aveva profondamente colpito. Infatti ha sempre risposto con forza e determinazione ad essa attraverso una presenza di fede costante e operosa che lo ha portato a compiere fino in fondo la sua missione di Pastore del dialogo. Enrica Senesi ha introdotto con note di intensa profondità di analisi il foglio di monsignor Ablondi. Lei che è stata tra i suoi collaboratori più stretti nella fase della nascita dei fogli, poi raccolti nel volume «A passo d’uomo verso il divino», ha aperto la strada alle parole del Vescovo Alberto, lette con sottile ma intensa e decisa incisività da Anna Romano. Parole che si sono alternate da musiche e immagini, preparate da Rita Bottoni, a ricordo della presentazione del 16 maggio 2009. L’iniziativa è stata seguita anche dall’assessore provinciale all’Agricoltura Paolo Pacini, ideatore di una iniziativa di valorizzazione dell’olio, che ha messo in luce oltre 70 aziende agricole di eccellenza del territorio. Ha partecipato un pubblico attento e commosso tra cui molte famiglie dei campi vacanze dell’Azione Cattolica, di cui proprio monsignor Ablondi era stato il primo accompagnatore. Così come sono stati presenti gli scout, le suore e tanti, tanti amici del Vescovo che ha sparso infinite "gocce" di dialogo e “a macchia d’olio” continua a fornirci occasioni per stare bene insieme. Luca Lischi

sono questi i numeri del primo anno di apertura della struttura “La Casa” a Quercianella che si occupa di assistere malati in condizioni sociali di disagio. “Ma più che soffermarmi sui numeri – spiega Costanza Galli, presidente dell’Associazione “La Casa onlus” oltre che responsabile del reparto di Cure Palliative dell’Azienda USL 6 di Livorno – quello che colpiscono in questi primi dodici mesi sono state le storie. È passato di tutto a rappresentare ogni aspetto delle tante povertà che questa città, come molte altre, deve affrontare ogni giorno. Da questa piccola struttura sono passate 18 persone con altrettante storie completamente diverse: dai pazienti oncologici in situazione di emergenza abitativa ai malati soli al mondo per non parlare di senza tetto con gravi patologie. La Casa, o meglio la casina come è stata affettuosamente ribattezzata è nata è proprio per questo, per dare risposte a persone con problemi sanitari che si assommano ad altri sociali. È una piccola goccia, ma sicuramente un inizio promettente per una collaborazione sempre più integrata fra le istituzioni”. L’edificio, che si trova in via Mario Puccini a Quercianella è stata concesso

in comodato d’uso gratuito dalla Congregazione delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli all’Associazione “La Casa” che si occupa della sua gestione grazie, tra le altre cose, a un Protocollo di Intesa firmato da Azienda USL 6 e Comune di Livorno. “Questa Casa è la dimostrazione più tangibile – dice Gabriele Cantù, assessore comunale al Sociale – della necessità di lavorare tutti assieme per ottenere risultati sempre migliori. Per risolvere i grandi problemi sociali di questi anni serve il concorso di tutti. Vedo tutti i giorni povertà che si somma ad altra povertà, casi di morosità incolpevole che crescono ogni giorno e soprattutto una

perdita di dignità che le persone soffrono più di ogni altra cosa. La consapevolezza di poter offrire un servizio come quello della Casa è sicuramente una boccata di ossigeno per tutti: cittadini e operatori”. Soddisfatto dell’esperienza anche il vescovo di Livorno, Simone Giusti. “Per la Chiesa c’è un dovere del dare al povero – dice – per questo la concessione a titolo gratuito di una struttura come questa che potrebbe essere destinata ad altri scopi sicuramente più remunerativi rientra perfettamente nella nostra missione e costituisce un altro passo nella creazione di una lobby dei poveri per la quale serve il contributo di tutti”. Per suor Raffaella Spiezio, direttore della Fondazione Caritas, la Casa “aiuta ad affrontare un problema come la povertà che non può più essere visto come individuale, ma deve essere affrontato a livello di comunità. Qui si incrociano i molti volti delle povertà e pur non essendo la soluzione, può sicuramente contribuire ad alleggerire certe situazioni”. P.P.


TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

8 gennaio 2012

IL NUOVO SITO INTERNET della Fondazione

Il Sindaco pensa in grande

2011 I NUMERI DELLA CITTÀ

La Caritas finalmente in... linea

ella Sala degli Specchi del Comune N il Sindaco, Alessandro Cosimi, ha tenuto la consueta conferenza stampa

Gaetano Mastrorilli, che ha realizzato il progetto, presenta le pagine web ra i molteplici propositi di inizio mandato del suo presidente, suor Raffaella Spiezio, figuravano il rinnovo del brand (il marchio, il logo) ed il restyling (riprogettazione) del sito web. Se del primo, già a primavera, se ne annunciava l’arrivo proprio su questa testata (vedi il numero 21 del 5 giugno ndr), si è dovuto attendere l’Avvento per dichiarare ultimato anche il sito web. Ma, a quanto pare, ne è valsa la pena. Arricchiti i contenuti e completamente rinnovata la grafica, il sito si distingue dal precedente anche per la moderna architettura software basata sull’utilizzo di CMS (Content Management System). Si tratta di uno strumento software installato su un server web per facilitare la gestione dei contenuti, consentendo anche a chi non ha conoscenze tecniche di aggiornare il sito in tempo reale e da qualsiasi postazione informatica. Raggiungibile al solito indirizzo (URL, Universal Resource Locator): caritaslivorno.it (il prefisso www non è indispensabile), la grafica della homepage mostra quattro aree principali. Nella parte alta della pagina, sopra la testata con il logo e la

T

scritta in rosso vivo «Caritas Diocesana Livorno», il menu rapido orizzontale consente al navigatore di trovare facilmente le informazioni di base: cliccando su «DOVE SIAMO», una mappa interattiva mostra la posizione della sede di Torretta e ne fornisce indirizzo e numero del centralino, mentre alla voce «CONTATTI» sono riportati i riferimenti dei responsabili delle varie aree di attività, come ad esempio la segreteria, il Centro di Ascolto, il direttore. Completano il menu rapido la voce «DOCUMENTI» (per il download di files relativi a moduli, articoli di stampa o presentazioni) e «LINKS» (collegamenti a siti esterni appartenenti a quattro differenti categorie: «CHIESA», «PARROCCHIE», «SOLIDARIETÀ», «STAMPA» e «VOLONTARIATO»). Incolonnate sulla sinistra della pagina le voci per la navigazione degli altri contenuti sono raggruppate in quattro differenti menu («Principale», «Aree di intervento», «Risorse»). Vale la pena di ricordare tra quelle del menu «Principale» la pagina «Caritas Parrocchiali» (suddivise per vicariato tutte le informazioni di ognuna di esse), «Il servizio Civile», e «La

VII

storia» (dagli anni sessanta ai giorni nostri). Di importanza cruciale le pagine raggiungibili dal menu «Aree di Intervento». Si tratta di tutte le attività svolte oggi dalla Caritas di Livorno: dal menzionato Centro di Ascolto, alle commissioni (Carcere, Handicap e Tossicodipendenze), dal servizio Mensa a quello del Lavoro. Infine il menu «Risorse» che offre al navigatore la possibilità di raggiungere le principali agenzie di stampa e testate giornalistiche, le radio online come “Radio Vaticana” o «Radio Maria», di visualizzare in diretta il TG24 di Sky e consultare il Meteo locale e nazionale. In fondo alle voci di menu è posizionata l’area per l’accesso all’area privata del sito: la prima volta occorre registrarsi fornendo i propri dati, tra cui la propria e-mail e successivamente confermare la registrazione rispondendo alla mail automatica generata dal sito. Finalmente adesso chi lo vorrà potrà, previa registrazione al sito, suggerire collegamenti e proporre la pubblicazione di

articoli. Nella parte centrale della homepage, posta sotto un’accattivante galleria fotografica, sono presenti due importanti collegamenti rapidi, intitolati rispettivamente «Hai bisogno di aiuto?» e «Vuoi aiutare?». Si tratta di due preziosi scrigni (nella forma delle FAQ, Frequently Asked Question) che contengono moltissime informazioni sia per chi è in difficoltà sia per chi vuole dare il proprio contributo alla Caritas. La parte centrale della homepage ospita gli articoli in evidenza: le ultime notizie e gli eventi principali della settimana. Questa porzione di spazio è, altresì, adibita a mostrare tutti gli articoli altrimenti raggiungibili dalle voci di menu. Nella parte bassa è posta in orizzontale una fascia informativa che consente di individuare prontamente gli ultimi aggiornamenti, gli

articoli più letti e le statistiche sul sito, come i visitatori contemporaneamente attivi sul sito ed il numero di visite totali. Benché l’attuale release (versione) del sito è da considerarsi suscettibile di successivi rilasci, il navigatore può sperimentarne la soddisfacente navigabilità e fruibilità come pure l’ottima indicizzazione delle pagine del sito da parte dei principali motori di ricerca quali google e yahoo. Un altro passo avanti è stato dunque compiuto dalla Caritas di Livorno in termini di accessibilità alle informazioni e alla diffusione delle notizie via web, benchè margini di miglioramento si intravedono in termini di aggiornamento del sito da parte dei redattori, ancora in basso numero, e nella mancanza di una sezione dedicata alla multimedialità (video e fotogalleria). Gaetano Mastrorilli

L’INAUGURAZIONE A MONTENERO

Il centro per la vita a Villa Benedetta

cco alcune immagini dell’inaugurazione del nuovo «Centro per la vita» in via del Castellaccio, che ospiterà donne con bambini e gestanti in difficoltà, aperto giovedì 22 dicembre alla presenza delle autorità cittadine, dell’avvocato Barsotti della Fondazione Cassa di Risparmi, che ha sostenuto le spese dell’arredo e della madre provinciale delle Figlie di Sant’Anna suor Silvia Perri (nella foto al taglio del nastro).

E

di fine d’anno con la presenza dell’intera Giunta, dei presidenti delle Circoscrizioni e di numerosi funzionari. Una conferenza “densa di numeri” relativi alla città , in cui ha evidenziato come, nonostante i tagli che, già elevati quest’anno (- 9,6 milioni di euro), lo saranno ancora di più nel prossimo (- 15,4 milioni di euro), non è stato chiuso, né ridotto un servizio. Si tratta di servizi che riguardano l’infanzia, specialmente per la fascia d’età da 0 a 6 anni, la cultura, il sociale, per il quale ci proponiamo -ha chiarito- di “identificare le nuove povertà”. Così come non vogliamo togliere niente ai servizi nodali per lo sviluppo della città, come il trasporto pubblico locale (ATL), mentre l’Aamps, da parte sua, ha provveduto alla diminuzione degli addetti così come sono diminuite le ore di assenza del personale. Cosimi ha sottolineato gli interventi effettuati per “dare una risposta alla qualità della città”, specialmente riguardo all’arredo urbano e alla manutenzione del verde, infatti la manutenzione ordinaria ha visto “la soluzione di problemi decennali con lavori che nessuna Amministrazione del dopoguerra ha fatto”, lavori -non ha negato- che hanno creato disagi ai cittadini come quelli che si sono protratti in Via Marradi. Secondo le statistiche più accreditate Livorno occupa il 12° posto in Italia per quanto riguarda la compatibilità del sistema eco-ambientale, è una città vivibile “ma vogliamo migliorarci” e il PIL è aumentato del 1%, è poco, ma molte città della Toscana stanno peggio di noi. La soluzione dei problemi legati al tempo libero “ci vede sempre tra i primi”, l’Amministrazione si batte “per una idea di città intelligente”, abbiamo in cassa -ha continuato il Sindaco- 20 milioni di euro che non possiamo usare per il patto di stabilità, con i quali potremmo pagare tante imprese che sono invece costrette a chiedere soldi alle banche, ma qualcosa si sta muovendo a livello nazionale. Parlando delle problematiche relative allo sviluppo Cosimi ha sottolineato, confutando certe affermazioni, che “non abbiamo nessuna intenzione di vendere la Paduletta”, che ha una sua validità per lo sviluppo del Porto e per i rapporti che si possono evolvere con le Ferrovie. Ha anche difeso il parcheggio dell’ex Odeon, assunto dalla SPIL attraverso la partecipazione di tre banche, che potrà essere di sostegno al commercio, perché il fine è quello “di produrre un cambiamento della città”. Il progetto per Livorno è dunque quello “di pensare in grande” per questo -ha specificato il Sindaco- ci proponiamo l’aumento delle aree pedonali e dell’utilizzo dello spazio pubblico come è successo per l’Attias, in futuro si potrebbe pensare a realizzare anche una tramvia anche se ciò può causare l’opposizione di qualche categoria. Le linee per il futuro sono quelle di decidere “tutti insieme” per il Piano regolatore, mentre “il Piano del traffico sarà conseguente a quello urbanistico”; riguardo al Piano regolatore portuale, Cosimi ha stimato importante il lavoro svolto dall’ingegner Gallanti. Infine per il recupero delle Terme del Corallo, il Sindaco ha detto che si comincerà utilizzando la quinta parte degli oneri destinati all’urbanizzazione, ma anche le imprese private potrebbero farsi avanti. È stato chiesto al Sindaco quale sarà il suo futuro politico e ha risposto, visto che manca ancora molto tempo alla scadenza del mandato e alle nuove elezioni, che non è opportuno creare stati di fibrillazione anche perché sono evidenti i “segni di difficoltà della politica”, comunque se il partito mi offrirà qualcosa “la valuterò con mia moglie e i miei figli”. La conferenza stampa è terminata con la consegna del Sindaco di un omaggio floreale a Gabriella Guidi, che va in pensione proprio a gennaio, dopo moltissimi anni alla direzione dell’Ufficio Stampa del Comune. Gianni Giovangiacomo


VIII

TOSCANA OGGI 8 gennaio 2012

LA SETTIMANA DI LIVORNO

La Settimana n. 1 del 8 gennaio 2012  

Settimanale della Diocesi di Livorno

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