Page 1

DIOCESI DI Livorno Bollettino ufficiale n. 3 anno 2011

1


BOLLETTINO DELLA DIOCESI DI LIVORNO N.3 2011 Responsabile: Chiara Domenici

2


IL MAGISTERO DEL VESCOVO MONSIGNOR SIMONE GIUSTI

3


3 settembre 2011 omelia per il funerale del diacono Gianluigi Merlo

La vita futura oltre i confini del presente Cari fratelli e sorelle, la liturgia di quest’oggi è tutta orientata verso il futuro, verso il cielo, dove la Vergine Santa ci ha preceduti nella gioia del paradiso e sicuramente ha accolto fra le sue braccia di madre, il buon Gianluigi il quale tanto venerava e amava la Madre Celeste. Quando la Chiesa ha pronunciato, per l'ultima volta, le parole di perdono dell'assoluzione di Cristo su Gianluigi morente, l'ha segnato, per l'ultima volta, con una unzione fortificante e gli ha dato Cristo nel viatico come nutrimento per il viaggio, a lui si è rivolta con queste dolci e rassicuranti parole: « Parti, anima cristiana, da questo mondo, nel nome di Dio Padre onnipotente che ti ha creato, nel nome di Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo, che è morto per te sulla croce, nel nome dello Spirito Santo, che ti è stato dato in dono; la tua dimora sia oggi nella pace della santa Gerusalemme, con la Vergine Maria, Madre di Dio, con san Giuseppe, con tutti gli angeli e i santi. [...] Tu possa tornare al tuo Creatore, che ti ha formato dalla polvere della terra. Quando lascerai questa vita, ti venga incontro la Vergine Maria con gli angeli e i santi. [...] Mite e festoso ti appaia il volto di Cristo e possa tu contemplarlo per tutti i secoli in eterno ». Per il cristiano, che unisce la propria morte a quella di Gesù, la morte è come un andare verso di lui ed entrare nella vita eterna. I testi sacri che abbiamo udito, ci hanno invitato a distaccarsi dai beni materiali in gran parte illusori, e a compiere fedelmente il proprio dovere con una costante tensione verso l'alto per prepararci all’incontro con il Signore della Vita: in tutto questo il Diacono Gianluigi ci è stato di non poco esempio. Il credente è chiamato a essere desto e vigilante per essere pronto ad accogliere Gesù quando verrà nella sua gloria. Il Signore ci esorta a vivere in questa disposizione interiore, come quei servi della parabola che sono in attesa del ritorno del loro padrone. "Beati quei servi - Egli dice - che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli" (Lc 12, 37). Dobbiamo dunque vegliare, pregando e operando il bene. È vero, sulla terra siamo tutti di passaggio. A guidarci è la fede:"Per fede - scrive l'autore sacro - Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava (Eb 11, 8). La sua vera meta era infatti "la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso" (11, 10). La città a cui si allude non è in questo mondo, ma è la Gerusalemme celeste, il paradiso. Era ben consapevole di ciò la primitiva comunità cristiana che si considerava quaggiù "forestiera" e chiamava i suoi nuclei residenti nelle città "parrocchie", che significa appunto colonie di stranieri [in greco pàroikoi] (cfr 1Pt 2, 11). In questo modo i primi cristiani esprimevano la caratteristica più importante della Chiesa, che è appunto la tensione verso il cielo. L'odierna liturgia funebre vuole pertanto invitarci a pensare "alla vita del mondo che verrà", come ripetiamo ogni volta che con il Credo facciamo la nostra professione di fede.

4


Un invito a spendere la nostra esistenza in modo saggio e previdente, a considerare attentamente il nostro destino, e cioè quelle realtà che noi chiamiamo ultime: la morte, il giudizio finale, l'eternità, l'inferno e il paradiso. Cristo è risorto anche noi risorgeremo. Ma noi ci domandiamo: ma come? ma quando? Ed ecco un altro aspetto di questo sommo fatto religioso: il riflesso cioè della concezione escatologica sulla esistenza presente. In altri termini: noi dobbiamo interrogarci sull’influsso che la nostra fede nella vita futura, quale da Cristo è stata annunciata e dalla Chiesa insegnata, abbia sulla nostra vita nel tempo. Una volta questo pensiero era vigilante, come un lume acceso nell’oscurità, tanto complessa e tanto insidiosa, del pellegrinaggio dell’uomo nel corso del tempo. Ora, invece, si direbbe che si fa di tutto per velare o per spegnere quel lume, per distogliere dalla mentalità umana quel pensiero della vita futura, e per abituare l’uomo moderno a formarsi una concezione puramente temporale, attualista, e a fare i calcoli direttivi della vita entro, e non oltre, l’orizzonte dell’ora presente. Il laicismo radicale chiude lo sguardo sul mistero e sul destino dell’immortalità dell’anima, e tanto più sulla visione della promessa risurrezione. Noi cristiani invece, se abbiamo fede nella realtà e nella virtù del mistero pasquale, dobbiamo formarci una concezione, osiamo dire, ambivalente della nostra vita: essa è nel tempo, ma sarà un giorno nel regno celeste (non immaginato questo come il «cielo empireo» degli antichi, ma come uno stato ontologico nuovo, misteriosamente e meravigliosamente concepito dalla mente di Dio). Questa vita perfetta, questa comunione di vita e di amore con la Santissima Trinità, con la Vergine Maria, gli angeli e tutti i beati è chiamata «il cielo». Il cielo è il fine ultimo dell'uomo e la realizzazione delle sue aspirazioni più profonde, lo stato di felicità suprema e definitiva. Vivere in cielo è « essere con Cristo». Gli eletti vivono «in lui», ma conservando, anzi, trovando la loro vera identità, il loro proprio nome. La vita, infatti, è stare con Cristo, perché dove c'è Cristo, là c'è la vita, là c'è il Regno». Con la sua morte e la sua risurrezione Gesù Cristo ci ha «aperto» il cielo. La vita dei beati consiste nel pieno possesso dei frutti della redenzione compiuta da Cristo, il quale associa alla sua glorificazione celeste coloro che hanno creduto in lui e che sono rimasti fedeli alla sua volontà. Il cielo è la beata comunità di tutti coloro che sono perfettamente incorporati in lui. Questo mistero di comunione beata con Dio e con tutti coloro che sono in Cristo supera ogni possibilità di comprensione e di descrizione. La Scrittura ce ne parla con immagini: vita, luce, pace, banchetto di nozze, vino del Regno, casa del Padre, Gerusalemme celeste, paradiso: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano» (1 Cor 2,9). A motivo della sua trascendenza, Dio non può essere visto quale è se non quando egli stesso apre il suo mistero alla contemplazione immediata dell'uomo e gliene dona la capacità. Questa contemplazione di Dio nella sua gloria celeste è chiamata dalla Chiesa «la visione beatifica»: «Questa sarà la tua gloria e la tua felicità: essere ammesso a vedere Dio, avere l'onore di partecipare alle gioie della salvezza e della luce eterna insieme con Cristo, il Signore tuo Dio, [...] godere nel regno dei cieli, insieme con i giusti e gli amici di Dio, le gioie dell'immortalità raggiunta». 1 Nella gloria del cielo i beati continuano a compiere con gioia la volontà di Dio in rapporto agli altri uomini e all'intera creazione. Regnano già con Cristo; con lui « regneranno nei secoli dei secoli » (Ap 22,5). 620

1

Cfr.: Catechismo della Chiesa Cattolica numeri 1021- 1029

5


Pierluigi ci precede nel Regno Celeste, al quale, per certi titoli, come la fede, la grazia, la carità, già noi tutti apparteniamo. Noi siamo in parte di qui e in parte di là; noi siamo già «nuovi», già «vivi» d’una vita che la morte corporale non potrà spegnere. Dobbiamo saper vivere simultaneamente nel tempo e nel cielo. Ricordate ancora San Paolo: «Se dunque siete stati risuscitati con Cristo (nel battesimo), cercate le cose di lassù, non quelle della terra» (Col. 3, 1); e ancora: «come fu risuscitato Cristo da morte per la gloria del Padre, così anche noi dobbiamo camminare in novità di vita» (Rom. 6, 4). E non sorga in noi il dubbio che l’orientamento della nostra vita verso il suo destino futuro, escatologico, ci renda inabili a compiere perfettamente e intensamente i nostri doveri nel tempo fuggente e presente, ché anzi aumenterà in noi il senso del suo inestimabile valore e la sapiente volontà di bene impiegarlo. Gianluigi ne è stato un fulgido esempio: una finissima sensibilità spirituale accanto ad un amore grande per i più poveri ai quali sempre ha dato e dato molto senza che i più, spesso, neppure se ne accorgessero, proprio come afferma il Vangelo: “non sappia la tua destra cosa fa la tua sinistra”. Gianluigi: il cuore teso al cielo, le mani aperte verso i poveri. + Simone, Vescovo

6


8 settembre2011 omelia per la Natività di Maria

Maria: un paradiso L'Amore nel primo uomo e nella prima donna, aveva trovato degli amanti infedeli. Dio che aveva tratto dal costato dell'uomo un essere simile a lui perchè gli fosse d'aiuto nella sua missione di padre dei viventi, nella universale caduta, volle creare un germe dove poter di nuovo suscitare la vita, una scintilla con la quale riaccendere in tutta l'umanità la fiamma dell'amore. Nel corpo umano in preda alla morte aveva preservato il cuore. Un piccolo cuore a Nazareth. Il nuovo aiuto, il germe puro della vita, il cuore del genere umano è Maria Maria è nuovo paradiso dove sarà piantato l'Albero della vita. Una donna doveva essere il tramite dell'Amore che ripete in Barac e Debora: «Se tu mi accompagni, io andrò; se tu ricusi di venire con me, non partirò ». L'Amore per iniziare la sua avventura aveva bisogno che una donna l'accompagnasse, per partire era necessario che una donna gli fosse d'aiuto. Dio viene tra gli uomini, gli uomini salgono a Dio per Maria. Maria che ha ricevuto l'Amore a Nazareth e lo ha accompagnato sulla Croce, dalla Croce riceve la Chiesa per accompagnarla al colle dell'Ascensione. La Vergine che ha compiuto l'Incarnazione compie la Santificazione. La madre del Figlio dell'uomo diviene madre dei Figli di Dio. Il Verbo s'incarna in lei prima di incarnarsi in noi. Madre di Gesù diviene madre nostra, madre del corpo fisico diviene madre del corpo mistico, Maria ci dà Gesù nell'Eucarestia come ce lo ha dato nel presepio e sul Calvario. L'Amore che aveva vivificato il seme incontaminato con una nascita eterna vede comparire davanti a sè, come la prima donna, Maria pronta ad unirsi al Padre della vita e a divenire madre dei viventi. Per lei Gesù apparso a Betlemme, nasce nel Cenacolo e rinasce quotidianamente in noi. Il sangue che gronda dalla croce e si riversa nei calici, è il sangue uscito dalle sue vene, sangue emesso dal suo cuore. Insieme al cuore di Gesù fu trafitto il cuore della madre. La carne crocifissa del Cristo è carne crocifissa di Maria . L'opera d'amore si compie così per Maria, con Maria, in Maria . Maria è la porta mistica della quale parla Ezechiele: «La porta sarà chiusa, essa non sarà aperta e nessuno vi passerà perché il Signore Dio d'Israele è entrato per essa ed essa sarà chiusa e vi siederà il Principe, proprio il Principe» (Ezechiele, 44, 2). L'Amore in Maria ha preso carne ed è divenuto suo figlio. Non c'è ingresso all'Amore che per Maria. Maria è la strada luminosa per entrare nel regno di Dio. Essa genera nel tempo il medesimo figlio generato dal Padre nell'eternità. Affine per generazione al Verbo a cui presta la carne e il sangue e una vita in comune, sposa dello Spirito Santo come principio passivo del concepimento, è il complemento della Santissima Trinità. Partecipando la fecondità col Padre, diviene madre spirituale degli uomini, mediatrice di tutte le grazie. Per lei l'uomo infedele può avvicinarsi a Dio, vincolo vivente tra la terra e il cielo, e avere la sua parte nei misteri dell' Amore.

7


In lei entra, da lei esce il sole che illumina la nostra notte. A Nazareth è l'innamorata alla quale tende Dio nella sua eternità; sul Calvario è la sposa divina legata alla Croce in difesa del suo amore; nel Cenacolo la madre consegnata a Giovanni a custodia dei figli d'amore. Maria è l'anello che congiunge il finito con l'infinito, la creatura col suo Creatore. Ma l'amore è libero L'amore dall'amato vuole un assenso, desidera che l'amato a lui liberamente si congiunga. Solo un'amante fedele poteva dare il suo libero assenso. L'uomo, uscito dal paradiso terrestre, schiavo del peccato, avrebbe potuto alzare la sua fronte verso Dio in segno d'amore. Era necessario che una creatura sempre avesse obbedito all'Amore. Questa creatura d'amore è Maria. Al suo « sì» il cielo si congiunge alla terra, e l'Amore ha un suo corpo fisico a Betlemme e un suo corpo mistico sul Golgota. Per l'Incarnazione l'Amore si fa uomo, per la Redenzione l'uomo si fa Dio. Maria madre del Figlio dell'uomo e madre del Figlio di Dio nell'Amore esercita la sua maternità. Essa è così strettamente congiunta al pensiero di Gesù come le due nature in Cristo. L'Amore che vive nel tempo ha trovato in lei la sua casa d'oro e un tempio tutto acceso per un eterno convito. Maria è amata, Gesù è adorato. Maria è disprezzata, Gesù è disprezzato. Guardando Maria si vede Gesù. Guardando Gesù si vede Maria. «Alcuni, scrive Domenico Giuliotti, guardando in alto, non vedono altri che Cristo; ma Cristo loro non vede, perché in Lui non vedono Maria, Cristo, l'Uomo. Dio, è Padre e figlio di Maria; Egli ha creato Maria, Egli è poi, nato da Lei. Il cuore immenso di Cristo è il cuore del Cuore di Maria. Perciò chi ama Maria, Cristo ama; ma chi ama soltanto Cristo, poco lo ama, perché non tutto lo ama». Per amare tutto l'Amore è necessario amare Maria . Se vogliamo riprodurre in noi l'immagine dell'Amore, riproduciamo in noi l'immagine di Maria. Nel volto di Cristo si riflette il volto di Maria. I fedeli d'amore si volgano tutti a Maria perché in lei, come in specchio inviolato, il volto dell'uomo e il volto di Dio si congiungono nei segni mortali di un eterno Amore. Questi atteggiamenti mariani debbono divenire i nostri, scriveva Mons. Ablondi: «L’amore di Dio è un amore che fa incontrare: ecco il compito del prete! (…) Per far incontrare ci vuole più povertà che nell’essere uomini che incontrano. (…) Oh, il nostro compito è la povertà di saper scomparire, essere degli uomini non “attorno” ai quali si vive, ma “attraverso” i quali ci si incontra col Signore e con i fratelli. (…) E’ questo il Signore che scompare sempre e si inginocchia e, direi, è quasi invisibile, ma presente alla tavola dell’incontro degli uomini».2 Ed ancora Mons. Ablondi: «Se di noi si dirà sono “uomini di Chiesa”, con questo non convertiremo nessuno, lo sapete; se si dice che siamo “uomini di vescovado” o “di parrocchia”, non convertiremo nessuno; se siamo soprattutto gli uomini dei grandi problemi sociali e umani non convertiamo nessuno. Quando però tutto questo ha una premessa: quando si dice, “è un uomo di Dio”, ogni altro impegno viene valorizzato: la parrocchia, il sociale, l’umano, fare il vescovo, il prete, tutto. Ma se non 2

(Dall’omelia per la Messa del Crisma, 15 aprile 1976)

8


c’è questa premessa, tutto viene svuotato, credetelo; almeno io ho questa convinzione e questa esperienza».3 «Il laico cristiano deve essere veramente “vivente nel mondo”; perché pur distinguendo in esso il bene e il male, pur criticandolo, pur rifiutando tanti aspetti è “vivente” in esso perché non lo rinnega. Né lo abbandona mai per rifugiarsi in Chiesa come una zona privilegiata di facile santità; il laico deve anzi sapere che non potrà essere santo, cioè vicino a Dio, in Chiesa, se non sarà vicino a Dio in qualunque situazione o condizione del mondo; se non provocherà il mondo ad essere santo, cioè vicino a Dio, attraverso la sua testimonianza esplicita o nella profonda ispirazione delle sue opere». 4 E vorrei concludere con queste parole di Mons. Ablondi ai giovani: «Sappiate che la peggiore delle parole è ormai. Non lasciatevela sfuggire di fronte a voi stessi, a qualunque persona e neppure di fronte a Dio. Traducetela in un’altra parola molto più bella: oltre; quell’oltre che vi rende capaci di andare oltre ogni insuccesso vostro, oltre ogni delusione di altri, oltre ogni peccato perché Dio vi è sempre vicino».5 Oltre come Maria, ella ci attende oltre la nostra vita terrena. + Simone, Vescovo

3 4 5

Dall’omelia per la Messa del Crisma, 15 aprile 1976 Dalla lettera pastorale alla Diocesi del 16 febbraio 1975 Dal decalogo di vita proposto in apertura del Sinodo diocesano “per” e “con” i giovani del 1996

9


LETTERE E COMUNICAZIONI ALLA DIOCESI

10


Livorno, 22 luglio 2011 Ai Presbiteri della Diocesi Carissimi, chiedo che, domenica 24 luglio, XVII del Tempo Ordinario, cogliendo l’invito del Santo Padre e della CEI, in ogni Parrocchia vengano fatte intenzioni di preghiera per le popolazioni del Corno d’Africa, afflitte da grave siccità e di conseguenza da carestia, oltre a sostenere le iniziative di solidarietà promosse da Caritas Italiana. Le persone colpite e nel bisogno di assistenza alimentare sono 11milioni e300mila, suddivise tra: Somalia, Etiopia, Kenya, Repubblica di Gibuti, Eritrea. Purtroppo, anche altre popolazioni sono a rischio in Sud Sudan, Uganda e Tanzania. Sono certo del vostro impegno e sensibilità. Grazie con i saluti più fraterni. + Simone, Vescovo

P.S. Ogni offerta può essere consegnata all’Ufficio Amministrativo della Diocesi per essere poi inoltrata alla Caritas Italiana. Livorno, 25 agosto 2011 Alla Chiesa di Livorno Pellegrinaggio diocesano al Santuario di Montenero 1° anniversario di S.E.Mons Alberto Ablondi Giovedì 8 settembre 2011, Natività di Maria Carissimi, al rientro dalla GMG di Madrid e dal pellegrinaggio a Fatima, sono a scrivervi per comunicarvi tutta la bellezza dell’evento ecclesiale di Madrid vissuto con tanta fede e motivazione dai giovani che hanno reso Madrid una “città di festa”. Ringrazio tutti i sacerdoti, religiosi, laici, comunità parrocchiali, associazioni, ecc. che hanno preparato ed accompagnato, i giovani, della nostra Diocesi, alla GMG con il Santo Padre. Nel contempo vi ricordo, l’inizio del nuovo anno pastorale, giovedì 8 settembre, con il Pellegrinaggio Diocesano al Santuario di Montenero, per affidare a Maria il nostro servizio nella Chiesa e nel mondo. Quest’anno durante il pellegrinaggio • •

ricorderemo il I anno di vita nel Padre del caro Vescovo Alberto, che affidiamo al Signore e ringrazieremo per tutto ciò che ha donato alla Chiesa di Livorno; loderemo il Signore anche per un altro segno della Sua presenza fra di noi, conferirò infatti il Ministero dell’Accolitato al seminarista Matteo Seu.

Il pellegrinaggio avrà i seguenti orari: ore 17 ritrovo al piazzale Giovanni XXIII, salita al Santuario con recita del Rosario, a seguire, Concelebrazione Eucaristica. In attesa di incontrarvi, nel ricordo della preghiera, i saluti più fraterni. + Simone, Vescovo

11


Livorno, lì 31 agosto 2011 Al clero della Diocesi venerdì 23 settembre 2011 Assemblea del Clero Vescovado ore 9.30-12.30 Carissimi, l'anno pastorale sta iniziando e pertanto dopo aver a lungo lavorato intorno al Progetto Educativo Diocesano è giunto il momento di presentarlo ufficialmente dopo averlo consegnato lo scorso 8 settembre a Montenero. Vi saranno anche altre tematiche importanti da affrontare fra le quali la Scuola di Formazione del Clero che nel corso dello scorso anno abbiamo profondamente riformato. Comunque l’ Ordine del giorno sarà il seguente: 1. Il progetto educativo, sarà illustrato dal Vescovo; 2. la scuola di Formazione per Operatori Pastorali: dal direttore della scuola Diacono Caccavale; 3. i ritiri spirituali per sacerdoti in questo nuovo anno pastorale, il programma sarà illustrato da Mons. Luciano Musi; 4. la riapertura del Seminario: ne parlerà il Vicario generale Mons. Ezio Morosi; 5. il convegno Missionario del prossimo 9 ottobre, lo illustrerà Mons. Paolo Razzauti; 6. le Norme amministrative da ricordare per questo nuovo anno pastorale Bilancio preventivo, inventario ecc…saranno illustrate dal dott. Luigi Pappalardo; 7. varie ed eventuali Nell’attesa di incontravi, vi saluto nel nome del Signore. + Simone, Vescovo Livorno, 2 settembre 2011 Ai Presbiteri della Diocesi Domenica 18 settembre 2011 Colletta nazionale straordinaria per le popolazioni del Corno d’Africa Carissimi, per dare seguito alla nostra solidarietà con le popolazioni del Corno d’Africa che in questi mesi patiscono le drammatiche conseguenze della carestia, della guerra, vi invito a contribuire, con una raccolta straordinaria, alla Colletta nazionale indetta dalla CEI. Le persone colpite dalla siccità sono oltre 12 milioni e ed i paesi coinvolti sono: Somalia, Etiopia, Kenya, Gibuti e mette a rischio l’Eritrea, Sud Sudan, Uganda e Tanzania. Certo della vostra accoglienza, ringrazio per la collaborazione e l’attenzione, in unione di preghiera, i saluti più fraterni. + Simone, Vescovo

P.S. Si prega di consegnare, con sollecitudine, ogni offerta all’Ufficio Amministrativo della Diocesi per essere poi inoltrate alla Caritas Italiana.

12


Livorno, lì 7 settembre 2011 Ai presbiteri e diaconi della diocesi I Ritiri Spirituali del clero livornese Carissimo all’inizio del nuovo anno pastorale ti raggiungo con il programma dei ritiri del clero. Essi saranno come ogni anno mensili e manterranno dei momenti di confronto vicariale ma saranno sempre tenuti nello stesso giorno e nello stesso luogo, questo al fine fra l’altro, di favorire una sempre maggiore comunione presbiteriale (a volte per alcuni sacerdoti da poco in diocesi, manca una vera conoscenza del confratello). Ai ritiri che svilupperanno tematiche legate alla spiritualità del presbitero, potranno partecipare i diaconi. Saranno incentrati sul tema: “Il sacerdote uomo riconciliato capace per grazia, di riconciliazione e di discernimento” Ed avranno la seguente impostazione di massima Ore 9.30: Ora media Ore 9.45 : Meditazione biblica ( per ogni incontro sarà proposto un testo ) Ore 10.30: Adorazione eucaristica, tempo per la riflessione personale e le confessioni. Ore 11.30: Condivisione per Vicariati o Assembleare con il predicatore. Ore 12.30: Pranzo e conclusione Predicatori, temi e icone bibliche mensili 5 ottobre: Predicatore: Tema:

Santuario di Montenero Mons. Fausto Tardelli, Vescovo di S. Miniato Ti vengo a cercare. L'aiuto spirituale personale in gruppo e individualmente. Icona biblica: Gesù e la Samaritana Gv 4, 1-42 3 novembre: Parrocchia di S.Giovanni Bosco in Coteto Predicatore: Il vescovo presiede l’eucarestia per i sacerdoti defunti Mons. Luciano Musi detta la meditazione Tema: Il sacerdote uomo dell'ascolto, ho sempre tempo per te Icona biblica: Gesù e Nicodemo Gv. 3,1-21 21 -25 novembre: esercizi spirituali – Casa dei Carmelitani a Bocca di Magra Predicatore: don Mario Simula, parroco a Sassari Tema: Il sacerdote uomo del discernimento: persona condotta dallo Spirito Santo, capace di condurre a Dio Icona biblica: La vicenda umana e spirituale di S.Paolo 14 dicembre: Parrocchia S. Elisabetta Anna Seton Predicatore: don Gianfranco Calabrese, parroco a Genova, docente di ecclesiologia alla Facoltà Teologica e di Pedagogia alla Statale Tema: Il sacerdote educa all'ascolto del Signore (la meditazione della Parola, il discernimento dei segni di Dio nella propria Vita ). Icona biblica: Schemà Israel Dt 6,4-7 12 gennaio: Parrocchia di S.Croce Predicatore: Mons. Paolo Razzauti Tema: Il sacerdote: uomo del dialogo Icona biblica: S.Paolo all'Aereopago. Atti 17,16-34 16 febbraio: Parrocchia SS.Trinità Predicatore: S.E. Mons. Giovanni Paolo Benotto, Arcivescovo di Pisa Tema: La direzione spirituale, ricchezza e limiti Icona biblica: Eli e Samuele 1Samuele 3, 1- 19

13


22 marzo: Casa S.Giuseppe a Quercianella Predicatore: Mons. Ezio Morosi Tema: Il sacramento della riconciliazione, viverlo per farlo vivere. Icona biblica: A chi rimetterete i peccati saranno rimessi. Lc 5,1-26 4 aprile: Predicatore: Tema: Icona biblica:

Santuario di Montenero S.E. Mons. Simone Giusti, Vescovo di Livorno La vocazione nella vocazione battesimale: da una propria quotidiana esperienza personale l'attitudine a riconoscere quando il Signore chiama. Atti: la scelta di Barnaba Atti 1,12-26

10 maggio: Parrocchia di S. Luca a Stagno Predicatore: Padre Giovanni Battista Damioli Tema: Il discernimento vocazionale. Icona biblica: Gerusalemme, Gerusalemme se tu avessi riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata. Lc 19,41-44 15 giugno: Parrocchia di S. Andrea e Vescovado Predicatore: Padre Bartolomeo Sorge direttore emerito della rivista Aggiornamenti Sociali Tema: Solennità del S.Cuore: Sacerdoti con il cuore di Cristo Icona biblica: “Amatevi come io ho amato voi” Gv. 13,31-35 Sicuro che ognuno di voi farà il possibile per essere presente vi saluto di cuore

+ Simone Giusti Livorno, lì 8 settembre 2011

Incontri formativi con il clero giovane sul tema I giovani e la soglia delle decisioni. Rendere ragione di una fede cosciente Carissimi, quest’anno avvieremo l’attuazione del Progetto Educativo al quale abbiamo lungamente lavorato insieme e pertanto ho ritenuto opportuno per quest’anno condividere i vostri incontri formativi. Il Progetto Educativo nella parte riguardante la pastorale giovanile, è frutto in gran parte del vostro lavoro ed in particolare della Consulta di Pastorale Giovanile alla quale molti di voi partecipano. I nostri saranno incontri dove entreremo nello specifico della situazione particolare delle varie realtà giovanili della nostra diocesi e valuteremo come attuare con flessibilità e intelligenza le linee pastorali contenute nel Progetto educativo nonché ne coglieremo i riflessi per la spiritualità del presbitero e la carità pastorale che ognuno è chiamato a testimoniare in mezzo a d essi. Per la stesura del calendario dei nostri incontri mi sono fatto aiutare da don Federico, che ringrazio. Gli incontri si svolgeranno abitualmente in Vescovado e inizieranno con la celebrazione dell’Ora media alle ore 9,30 per terminare con il pranzo alle ore 12,30 affinché tutti possano poi rientrare per il primo pomeriggio in parrocchia ( i funerali non mancano mai! ). Il calendario degli incontri è il seguente: ¾ giovedì 20 ottobre 2011 ¾ giovedì 10 novembre 2011 ¾ mercoledì 25 gennaio 2012 ¾ giovedì 1 marzo 2012 ¾ giovedì 26 aprile 2012 ¾ giovedì 31 maggio 2012 Nell’attesa di incontravi, vi saluto nel nome del Signore.

14

+ Simone, Vescovo


Livorno, 8 settembre 2011 Ai Presbiteri della Diocesi Esercizi Spirituali 2011 21 -25 novembre Casa dei Carmelitani a Bocca di Magra Come ogni anno vengono proposti gli esercizi spirituali per il clero della diocesi di Livorno. Inizieranno come al solito con il pranzo del lunedì e termineranno con il pranzo del venerdì. Quest’anno saranno alla Casa dei Carmelitani a Bocca di Magra dove già sono stati tenuti nel 2008. E’ una località vicina a Livorno la quale consentirà, in caso di emergenze in parrocchia, di poter rientrare con celerità. Dico questo perché desidererei che tutti i sacerdoti partecipassero, per alcuni pochissimi giorni si può non celebrare in parrocchia la messa quotidiana, potranno i fedeli ritrovarsi per la celebrazione del vespro ed eventualmente per la comunione. La comunione presbiteriale cresce non poco durante un Corso di Esercizi. E’ quindi una occasione importante non solo per la vita spirituale del singolo presbitero (potrebbe essere arricchita anche altrove e in corsi vissuti singolarmente) ma per la crescita della comunione in tutta la comunità presbiteriale. Comunione della quale sentiamo l’esigenza che cresca sempre di più come tante volte, in tante occasioni ci siamo detti. Pertanto invito tutti i presbiteri a partecipare e a dare a questo appuntamento diocesano la massima priorità fra le molte che affollano la vita sacerdotale e parrocchiale. Gli Esercizi avranno come tema: “Il sacerdote uomo del discernimento: persona condotta dallo Spirito Santo, capace di condurre a Dio. La vicenda umana e spirituale di S.Paolo “ Saranno guidati da don Mario Simula, già docente alla Facoltà Teologica della Sardegna ed attualmente parroco a Sassari, nel quartiere periferico di Carbonazzi . Guida abitualmente corsi di esercizi spirituali al monastero di S. Pietro di Torres in Sardegna, più volte è stato invitato a parlare non solo a sacerdoti e laici ma alla stessa comunità monastica benedettina del monastero. Unisce la competenza teologica alla quotidiana esperienza della vita parrocchiale. Il costo del Corso è di € 250,00 come al solito ognuno darà quello che potrà . Assolutamente non dovrà essere di ostacolo alla partecipazioni la quota del Corso: Dio vede e provvede. Le iscrizioni vanno inoltrate telefonicamente o via e-mail alla Segreteria Vescovile. Sicuro che ognuno di voi farà il possibile per essere presente vi saluto di cuore.

+ Simone Giusti Livorno, 13 settembre 2011 Ai Presbiteri della Diocesi

Carissimi, siamo prossimi alla ripresa delle attività della SFOP (Scuola di formazione per operatori di pastorale), quest’anno ci sono alcune variazioni, per rendere sempre più capillare la proposta della SFOP, per raggiungere il maggior numero di persone possibili, per essere una proposta per ogni livello di formazione che ognuno ha e perché questi possano innalzarsi per rendere alta la testimonianza di Dio che ognuno di noi offre. Come potete notare la SFOP, per decisione del Consiglio Presbiteriale, sarà presente a livello parrocchiale (I anno), vicariale (II anno) e diocesano (III e IV anno), con diversità di corsi. Vi chiedo di divulgare la proposta SFOP ad ogni operatore pastorale con il quale siete in contatto, e di rendersi disponibili per iniziare nelle vostre comunità parrocchiali e vicariali, così come da allegato programma, i corsi. Per ogni chiarimento e supporto potete rivolgervi al Diacono Franco

15


Caccavale, Direttore della Scuola, il quale vi farà pervenire, come ogni anno, il materiale per la conoscenza dei corsi e le schede per raccogliere le iscrizioni. Certo della vostra collaborazione, grato per il servizio offerto alla Chiesa di Livorno, i saluti più fraterni con l’augurio di buon lavoro pastorale. + Simone, Vescovo

P.S.: in allegato l’articolazione della SFOP per l’anno pastorale 2011 – 2012

Linee di programma e calendario

per la SFOP 2011-2012 La Scuola di Formazione per Operatori Pastorali ( SFOP) ha come meta: Sostenere le motivazioni al servizio ecclesiale dei laici, offrire loro conoscenze teologiche essenziali ma indispensabili per dire oggi la fede, dare loro delle minimali competenze educative per vivere il servizio o il ministero a cui sono chiamati, avviare verso i ministeri laicali. Alla SFOP possono partecipare anche laici desiderosi di una maggiore formazione personali ma senza incarichi di servizio o prospettive di assunzione prossima di servizi ecclesiali. La SFOP ha una durata quadriennale: Il primo anno è a livello parrocchiale ed è un anno di orientamento al servizio ecclesiale, il primo anno può essere anche interparrocchiale o vicariale. Docenti: I Parroci e/o i loro collaboratori. Il secondo anno è a livello vicariale ed ha come obiettivo quello di aprire ad una maggiore conoscenza del mistero di Cristo e del suo mistico corpo: la Chiesa. Cristo è il centro vivo della fede e dell’annuncio cristiano nonché il modello per ogni servizio ecclesiale. Docenti: Individuati nel Vicariato oppure, se necessario, inviati dal Centro Pastorale per la Formazione. Si propongono 13 incontri da ottobre a maggio Il terzo e quarto anno sono a livello diocesano (Salone del Vescovado) ed hanno come obiettivo specifico quello di fornire una formazione atta all’assunzione di servizi ministeriali ( di fatto o ordinati) nella Chiesa . Docenti: gli insegnanti della Scuola di Formazione Teologica. Giorno: il Venerdì. Orario: 17.30-19.30

Primo anno: MI ORIZZONTO TESTO DI RIFERIMENTO: EDUCARE CON IL CUORE DI DIO

studio del documento CEI “ Educare alla vita buona del Vangelo”

16


Educare con il cuore di Dio La proposta: leggere e studiare l’ultimo documento CEI con calma, dandosi molto tempo, circa un anno e non da soli ma con tutto il gruppo dei catechisti e degli operatori pastorali della parrocchia. Leggere personalmente settimana dopo settimana, alcuni paragrafi, approfondirli grazie a delle schede apposite e poi, ritrovandosi una volta al mese, con tutti gli operatori pastorali, chiedere a Dio la luce del suo Spirito per discernere quali conversione pastorale dovrebbe avvenire in parrocchia o nel gruppo ecclesiale e soprattutto per avere luce da Dio per comprendere quali strade nuove si dovrà intraprendere. Perché questa prolungata e attenta lettura meditativa degli Orientamenti Pastorali ? Gli Orientamenti pastorali CEI per il decennio 2010-2020 “EDUCARE ALLA VITA BUONA DEL VANGELO “delineano una svolta profonda nella pastorale italiana: l’educazione al centro dell’azione di ogni Chiesa Locale. Ciò significa il primato di Dio, grande educatore del suo popolo e la necessità di saper educare attraverso esperienze dove s’incontra il Signore e non solo attraverso occasioni dove si viene a sapere qualcosa su di Lui . C’è un cambio pastorale molto importante: si rimane nell’alveo di una educazione centrata sull’esperienza ma si sottolinea a differenza degli anni ’70 dove permaneva ancora diffusa a livello popolare, l’evidenza della presenza di Dio, l’esigenza di un primo annuncio del Vangelo capace di condurre alla conoscenza di Gesù Cristo e alla fede in Lui, ciò potrà accadere se il primo annuncio condurrà la persona ad una esperienza personale con il Signore ed ad un affidamento pieno a Gesù . S. Agostino afferma: “ Molti sono gli ascoltatori, ma non tutti persuasi di ciò che si dice; si convincono solo quelli a cui Dio parla nell'intimo. Ma egli parla nell'intimo a coloro che gli fanno posto; e fanno posto a Dio quelli che non ne lasciano al diavolo. “ Oggi come ieri , l’evangelizzazione avviene solo quando la persona cerca e fa esperienza della presenza amorevole di Cristo .

1^ Tappa Studio Personale Lo stile : incarnare il Vangelo e genera speranza 1. «Come mai questo tempo non sapete valutarlo?» Come mai , dopo 2000 anni di cristianesimo, siamo di nuovo all’ evangelizzazione ? 2. I punti nodali: l’apertura al trascendente e la questione antropologica : chiamati all’eternità della vita nell’amore 3. L’illusione della morte e la certezza dell’eternità dell’amore . 4. L’educazione cristiana per lo sviluppo integrale della persona. Momento Comunitario Celebrazione e dialogo della fede: Se Cristo non fosse risorto vana sarebbe la nostra fede . Confronto parrocchiale su quanto letto personalmente, domande, approfondimenti e finalizzazione pedagogica attraverso scheda inviata dal Centro Pastorale per la Formazione: Sottolineatura pedagogica: A chi sono mandato/a?

2^ Tappa

Studio Personale Alla scuola di Cristo, maestro e pedagogo 1. Sentire con il cuore di Dio 17


2. Laici per la nuova evangelizzazione 3. Testimoni di bellezza. 4. La manifestazione della Bellezza di Dio: l’amore Momento Comunitario Celebrazione e dialogo della fede:Chi è l’uomo perché te ne ricordi ? Confronto parrocchiale su quanto letto personalmente, domande, approfondimenti e finalizzazione pedagogica attraverso scheda inviata dal Centro Pastorale per la Formazione: Sottolineatura pedagogica: Come dovrò essere con loro?

3^ Tappa Studio Personale La vera luce sul mistero dell’uomo Gesù Maestro svela l’uomo a se stesso 1. Perché fatico così tanto a convertirmi ? 2. Essere nuovi in Cristo 3. L'uomo spirituale 4. Essere uomini spirituali per essere uomini liberi. Momento Comunitario Celebrazione e dialogo della fede: Gesù Cristo ieri,oggi e sempre Confronto parrocchiale su quanto letto personalmente, domande, approfondimenti e finalizzazione pedagogica attraverso scheda inviata dal Centro Pastorale per la Formazione: Sottolineatura pedagogica: Cosa dovrò fare con loro?

4^ Tappa Studio Personale Gesù e i discepoli: «Venite e vedrete» Gli atteggiamenti dell’educatore: l’affidarsi 1. L’affidarsi: Padre Nostro …sia fatta la tua volontà 2. Nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo. 3. Diventate figli del Padre vostro che è nei cieli 4. Il Padre vi ama Momento Comunitario Celebrazione e dialogo della fede: Sia fatta la tua volontà : Insieme con Maria, la madre di Gesù Confronto parrocchiale su quanto letto personalmente, domande, approfondimenti e finalizzazione pedagogica attraverso scheda inviata dal Centro Pastorale per la Formazione: Sottolineatura pedagogica: Cosa dovrò dire loro?

5^ Tappa Studio Personale L’educare : credibile perché testimone Gli atteggiamenti dell’educatore: il lasciarsi condurre 1. L’educatore: un testimone dell’azione dello Spirito d’Amore 2. La spiritualità dell’educatore 3. La spiritualità dell’educatore: relazione e dono 4. Chi è il miglior comunicatore della fede ? 18


Momento Comunitario Celebrazione e dialogo della fede: Essere uomini spirituali per essere uomini liberi . Confronto parrocchiale su quanto letto personalmente, domande, approfondimenti e finalizzazione pedagogica attraverso scheda inviata dal Centro Pastorale per la Formazione: Sottolineatura pedagogica: Come potrò dire loro tutto ciò?

6^ Tappa

Studio Personale L’educatore: persona che sa amare Gli atteggiamenti dell’educatore: il sacrificio 1. L’amore folle di Gesù di Nazareth . 2. Controcorrente : puri di cuore e costanti nella preghiera per vivere in perfetta letizia. 3. Beati i puri di cuore : il tempio inviolabile della la coscienza 4. Una virtù difficile oggi : la purezza Il sesto comandamento commentato dagli scritti del Vecchio e Nuovo Testamento Momento Comunitario Celebrazione e dialogo della fede: Li amò sino alla fine Confronto parrocchiale su quanto letto personalmente, domande, approfondimenti e finalizzazione pedagogica attraverso scheda inviata dal Centro Pastorale per la Formazione: Sottolineatura pedagogica: Come potrò dire loro tutto ciò?

7^ Tappa Studio Personale Una storia di santità Gli atteggiamenti dell’educatore: la fede si fa vita 1. Solo chi ama sa dare la vita . Il martirio: ovvero la quotidiana credibilità 2. Educatori testimoni di beatitudine 3. L’educazione: un gioco di squadra 4. L’agire dell’educatore Momento Comunitario Celebrazione e dialogo della fede: Costruisci il sogno che è in te . Confronto parrocchiale su quanto letto personalmente, domande, approfondimenti e finalizzazione pedagogica attraverso scheda inviata dal Centro Pastorale per la Formazione: Sottolineatura pedagogica: Come farmi ascoltare?

8^ Tappa Studio Personale Una Comunità educante Gli atteggiamenti dell’educatore: la comunione 1. In comunione con se stessi 2. Essere una fraternità in missione. 3. Il prezzo della comunione. 4. Educare con il cuore di padre e di madre Momento Comunitario Celebrazione e dialogo della fede: La vita nelle prime comunità cristiane 19


Confronto parrocchiale su quanto letto personalmente, domande, approfondimenti e finalizzazione pedagogica attraverso scheda inviata dal Centro Pastorale per la Formazione: Sottolineatura pedagogica: Come pregare con loro?

Secondo anno: FAMMI CAPIRE MEGLIO TESTO DI RIFERIMENTO: IL CATECHISMO DEGLI ADULTI “ LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI

Tema centrale dell’anno:

Il mistero di Gesù Cristo, Rivelazione del volto di Dio. In questo secondo basilare percorso la metodologia da utilizzare è quella dell’interattività. Chi tiene l’incontro è chiamato a sollecitare i suoi interlocutori sulla valenza del messaggio di Gesù come indispensabile per la crescita umana e cristiana del credente. Si tratta di sottolineare quanto la trasmissione della Fede cristiana sia da considerarsi prioritario all’interno dell’itinerario educativo generale. In riferimento al contenuto nella sua specificità e utilizzando, come detto, unicamente il Catechismo degli Adulti questi incontri dovrebbero articolarsi mettendo l’accento su questi contenuti: 1. Mercoledì 12 ottobre 2011: Gesù Cristo, il Maestro, insegna in ogni istante della sua vita. E’ necessario in questo ambito, mettere in evidenza che questo insegnamento è offerto soprattutto mediante la Parola, ma anche con “i suoi silenzi, i suoi miracoli, i suoi gesti, la sua preghiera, il suo amore per l’uomo….” (cfr. CdA 80 che cita la “Catechesi tradendae” di Giovanni Paolo II). 2. Mercoledì 26 ottobre 2011: Questo insegnamento è in vista della sequela. E’ un insegnamento che porta l’uomo a gustare il dono della libertà nella prospettiva della vera felicità. 3. Mercoledì 9 novembre 2011: Questa felicità è realizzata per l’uomo dalla progressiva opera di liberazione da ogni sorta di male da parte di Gesù che la rende visibile nella sua vita terrena a partire dal Battesimo al Giordano fino alla vittoria sulla morte. 4. Mercoledì 23 novembre 2011: La garanzia di questa liberazione e la prospettiva della salvezza sono la persona stessa di Gesù, che offre tutta la sua vita per la realizzazione, e l’annuncio del Regno, cioè della nuova dimensione di vita. 5. Mercoledì 14 dicembre 2011: E’ la Fede nella verità della Risurrezione che realizza la salvezza. L’educazione alla Fede del credente compendia nell’acquisizione di questa Verità tutto il percorso educativo! 6. Mercoledì 18 gennaio 2012: La Verità dell’umanità di Gesù di Nazaret come punto di partenza per il riconoscimento nella sua persona del Dio unico dell’AT e Signore del tempo e della storia. 7. Mercoledì 8 febbraio 2012: La Verità della divinità di Gesù di Nazaret come punto di partenza per l’accoglienza del mistero della Trinità. 8. Mercoledì 29 febbraio 2012: La Verità dell’umanità e della divinità di Gesù di Nazaret, il Signore, come unica chiave di lettura di tutta la Storia della salvezza. 9. Mercoledì 14 marzo 2012: Il discepolato di Gesù inaugura il Tempo della Chiesa. 10. Mercoledì 28 marzo 2012: Il dono dello Spirito apre il Tempo dell’Attesa Escatologica. 11. Mercoledì 18 aprile 2012: Gesù: la Parola da annunciare (la dimensione catechetica). 12. Mercoledì 9 maggio 2012: La vita in Cristo e nella Chiesa (la dimensione orante). 13. Mercoledì 23 maggio 2012: Vivere di Cristo (la dimensione caritativa). 20


Le date (ma non il numero degli incontri e gli argomenti!) rimangono indicative perché necessitano di essere inserite all’interno delle varie iniziative vicariali e quindi alla fine saranno i vicari a decidere quando, dove e a che ora tenere gli incontri.

Terzo anno: E’ DIFFICILE MA BELLO TESTO DI RIFERIMENTO: IL CATECHISMO DEGLI ADULTI “LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI”

Primo quadrimestre (metà ottobre-prima metà di febbraio) sarà composto da due itinerari: Itinerario biblico (Gesù Cristo centro di tutta la Scrittura) Itinerario ministeriale Secondo quadrimestre (inizio marzo-prima metà di giugno) sarà composto da due itinerari: Itinerario morale (Gesù Cristo riferimento esclusivo della vita del cristiano) Itinerario ministeriale Terzo corso 2 marzo 2012 9 marzo 2012 16 marzo 2012 23 marzo 2012 13 aprile 2012 20 aprile 2012 27 aprile 2012

Calendario: Primo corso 14 ottobre 2011 21 ottobre 2011 28 ottobre 2011 4 novembre 2011 11 novembre 2011 18 novembre 2011 25 novembre 2011

Quarto corso 4 maggio 2012 11 maggio 2012 18 maggio 2012 25 maggio 2012 1 giugno 2012 8 giugno 2012 15 giugno 2012

Secondo corso 2 dicembre 2011 16 dicembre 2011 13 gennaio 2012 20 gennaio 2012 3 febbraio 2012 10 febbraio 2012 17 febbraio 2012

21


Livorno, 29 settembre 2011

Ordo Virginum

Ai Presbiteri della Diocesi

Carissimi, l’Ordo Virginum nelle nostre Diocesi italiane sta diventando una realtà sempre più, concreta. Le donne consacrate della Toscana hanno chiesto a noi Vescovi, delle Diocesi toscane, di seguirle particolarmente nel loro cammino di formazione permanente, così è stato stilato un programma per il nuovo anno pastorale. Il primo incontro sarà a Livorno, il prossimo sabato 8 ottobre dalle ore 10.30 in poi al Santuario di Montenero, ed io guiderò la meditazione su: Eucarestia: dono di Cristo Sposo Gli incontri sono aperti non solo alle consacrate nell’Ordo Virginum ma anche a coloro che sono in formazione, avvertono una chiamata ad una consacrazione o sono solamente interessate a conoscere e capire l’Ordo Virginum. Se siete a conoscenza di donne interessate a questa proposta, potete renderle partecipe dell’iniziativa diffondendo loro l’appuntamento dell’ 8 ottobre e consigliare la partecipazione. Ringrazio per la collaborazione e nel reciproco ricordo della preghiera, perché il Signore, sempre più, effonda, in molti uomini e donne il dono della vocazione a donare a Lui la vita, i saluti più fraterni. + Simone, Vescovo

22


NOMINE E DECRETI VESCOVILI

23


Decreto per i nuovi centri pastorali Rilevo come ormai non più procrastinabile una azione di nuova evangelizzazione della gente di Livorno, persone buone e con un vivo senso religioso ma a cui è indispensabile far conoscere, amare e seguire nostro Signore Gesù Cristo. E' necessario pertanto ripensare la pastorale in chiave missionaria e, conseguentemente, anche le strutture della Curia e delle singole Parrocchie. Intanto iniziamo dalla Curia e quindi dopo averne parlato già dallo scorso giugno nel Consiglio Episcopale, nell'Assemblea del Clero u.s., al Consiglio Presbiteriale e al Consiglio Pastorale, ne avvio la sperimentazione . Data questa particolare situazione in cui si trova la nostra Chiesa livornese, suggerisco che si avvii la riforma, “ad experimentum”, e pertanto riformabile non appena se ne ravvisi la necessità, dei Centri Pastorali secondo una nuova aggregazione. Pertanto, con il presente decreto, si costituiscono i Centri Pastorali come di seguito denominati: Centro Pastorale per la Formazione Cristiana il quale riunisce: l'Ufficio Liturgico, l'Ufficio Catechistico, il Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile, il Centro Diocesano Vocazioni, la Scuola di Formazione per Operatori Pastorali e l'Ufficio Diocesano per l'Ecumenismo con il CeDoMEI. Centro Pastorale per l'Evangelizzazione il quale riunisce: l'Ufficio Missionario, il Servizio Diocesano per il Catecumenato, l'Ufficio Famiglia, l'Ufficio per lo Sport, il Turismo e il Tempo libero, l'Ufficio Pellegrinaggi, l'Ufficio Scuola e l'Ufficio per la Pastorale Scolastica. Delegato Vescovile per questo Centro Pastorale è il Rev.do Mons. Paolo RAZZAUTI. Centro Pastorale per l'Accoglienza e la Carità il quale riunisce: la Caritas Diocesana e la Fondazione Caritas, L'Ufficio per la Pastorale della Sanità, l'Ufficio Migrantes con la Stella Maris e l'Ufficio per la Pastorale Sociale. Delegato Vescovile per questo Centro Pastorale è il Rev.do Mons. Ezio MOROSI.

Livorno, dal Palazzo Vescovile 16 settembre 2011 Il Vescovo, Simone Giusti Il Cancelliere Vescovile, Diacono Umberto Paolini

24


Il Vescovo ha nominato In data 28 luglio 2011 -

Don Krzystof Pastuszak, presbitero della Chiesa che è in Lublino (PL) aiuto cappellano all’ospedale civile

In data 9 settembre 2011 -

Il diacono permanente Mauro Giolli, collaboratore parrocchiale dell’unità pastorale dei tre arcangeli

-

Don Giuseppe Coperchini direttore dell’ufficio missionario diocesano

-

Il diacono permanente Antonio Domenici e sua moglie Rita Di Cecca condirettori dell’ufficio diocesano di pastorale familiare

-

Monsignor Paolo Razzauti delegato vescovile per il centro pastorale per l’evangelizzazione e la catechesi

-

Monsignor Ezio Morosi delegato vescovile per il centro pastorale l'Accoglienza e la Carità

In data 14 settembre 2011 -

Don Krzystof Pastuszak presbitero della Chiesa che è in Lublino (PL) parroco per 9 anni della parrocchia S. Martino in Parrana San Martino a decorrere dal 1° ottobre

In data 20 settembre 2011 -

Padre Joly Pappachan Thechinen, (OSST), cappellano del carcere dell’Isola di Gorgona

-

Don Federico Maria Pozza, presbitero dell’Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote, parroco per 9 anni della parrocchia personale del Beato Nicolò Stenone, a decorrere dal 1° ottobre

25


ORGANISMI DI PARTECIPAZIONE

26


Riunione 15 settembre 2011

CONSIGLIO PRESBITERALE Presenti: mons. Simone Giusti, mons. Ezio Morosi, padre Giovanbattista Damioli, don Gino Franchi, don Federico Locatelli, don Jacek Macki, don Luciano Musi, don Piotr Grajper. Assenti: don Piotr Kownacki, mons. Paolo Razzauti, don Gustavo Riveiro, padre Fabrizio Civili, don Ordesio Bellini, don Placido Bevinetto. Ordine del giorno: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7.

introduzione del Vescovo; la Scuola di Formazione per Operatori Pastorali (vedasi allegato elaborato dal diacono Franco Caccavale, responsabile diocesano della scuola); l’assemblea del clero di settembre, la proposta spirituale per i presbiteri nel nuovo anno pastorale (vedasi allegato); il convegno missionario di ottobre; indicazioni per i padrini e le madrine (vedasi allegato); varie ed eventuali.

****NOTA**** A partire da questa riunione è presente come nuovo rappresentante del quinto vicariato don Jacek Macki, appena eletto dai preti dello stesso vicariato. Non fanno più parte del consiglio gli ex-direttori dei centri pastorali, don Alberto Vanzi, don Andrea Brutto e don Francesco Fiordaliso in seguito alla ristrutturazione degli stessi centri. In particolare, don Andrea Brutto ha iniziato un anno sabbatico, don Alberto Vanzi ha scelto di concentrarsi sulle questioni giuridiche e don Francesco Fiordaliso ha scelto di occuparsi della Caritas vicariale della zona di Rosignano, poiché la struttura si trasferirà da Castiglioncello a Rosignano Marittimo. Al loro posto sono subentrati i Vicari Episcopali. Altro assente giustificato è mons. Paolo Razzauti per le sue condizioni di salute. Dopo la preghiera iniziale, il vescovo ha incaricato mons. Ezio Morosi di parlare del seminario. Mons. Ezio Morosi: la vita comunitaria è ripresa, in seminario adesso vivono Simone Barbieri e i diaconi della comunità di Castellanselmo. Poi ci sono gli studenti che alloggiano nel convitto. Vedo che stanno legando tra loro. Abbiamo l’aiuto di una cuoca e del padre spirituale. Gli orari verranno rivisti a ottobre quando inizierà la scuola di teologia. Il problema è la pastorale vocazionale, che va ripresa con entusiasmo anche da parte dei parroci. Occorre sensibilizzare il mondo giovanile. Speriamo che il Signore ci aiuti mandando altre vocazioni. Si vedrà come impostare la pastorale vocazionale. Mons. Simone Giusti: ci sono dei segnali per il seminario minore, il convitto permette di accogliere dei giovani senza dare loro delle etichette. Occorre muoversi perché i giovani sentano il seminario come un loro luogo. Durante la settimana alla lectio divina si possono invitare i giovani delle parrocchia con il loro parroco, curare le iniziative della pastorale vocazionale e coinvolgere i giovani in alcune iniziative particolari come gli esercizi spirituali. Il convitto non serve solo ad avere degli introiti per il seminario, ma soprattutto a fare un servizio. Si è passati al punto relativo alle indicazioni per i padrini e le madrine. È stato presentato il nuovo modello di documento che sostituirà l’autocertificazione adottata precedentemente. Don Luciano Musi: il problema è ben conosciuto dai parroci. Il colloquio del padrino con il parroco mette in difficoltà il parroco stesso quando deve certificare che uno è cristiano ma di

27


fatto non frequenta la chiesa. È assurdo che non sia il parroco che fa i battesimi a seguire la preparazione dei padrini. Se c’è un no deve essere detto dal parroco che prepara i candidati ai sacramenti. Oggi è difficile trovare delle figure di padrini conformi ai requisiti. Si dovrebbe cercare di preparare delle persone che si hanno in parrocchia, anni fa io lo feci ma le famiglie non accettavano persone sconosciute. E poi c’è il problema di quelli che scelgono parenti che stanno lontani e li vedono poco. Non si ha un seguito. Forse gli unici sono i fratelli maggiori di qualche anno, che hanno ricevuto i sacramenti da poco. Il problema che si aggiunge è quello della discordanza tra noi preti, perché poi le famiglie trovano un prete che battezza anche dopo il rifiuto di un altro. Mons. Simone Giusti: sto preparando una raccolta di tutti le norme gli atti pastorali che ho emanato per ricordarle e farle applicare ovunque. Se si ha notizia di preti che ammettono a fare padrini persone non idonee e mi verrà detto io interverrò. Questo vale anche per le altre indicazioni date ai preti. Don Jacek Macki: c’è il problema dei paesi delle colline confinanti con noi dove vanno alcuni ragazzi delle nostre parrocchie per la comunione. Mons. Simone Giusti: cercherò di intervenire per mezzo dell’arcivescovo o se necessario per mezzo della congregazione. Ho già scritto due lettere all’Arcivescovo di Pisa. Mons. Ezio Morosi: il documento può andare bene ma occorre chiarire nel colloquio con i padrini quando possono o non possono fare i padrini. Se uno dice che alla messa ci va ogni tanto bisogna dire che non può fare il padrino. Don Luciano Musi: io sono d’accordo ma credo che se noi presbiteri tenessimo lo stesso atteggiamento piano piano le cose si appianerebbero. Ma c’è una dicitura antica che dice: vai a Livorno e fai come ti pare! Mons. Simone Giusti: bisogna trovare una soluzione perché le regole vengano rispettate, ad esempio anche i fidanzati se non hanno partecipato ai corsi non possono sposarsi. Padre Giovanbattista Damioli: secondo me non serve perché nessuno controlla, ad esempio se i padrini vengono da fuori. Mons. Simone Giusti: noi non risolviamo le questioni di ogni diocesi ma quelle nostre. Don Gino Franchi: si rischia di aggiungere un atto burocratico. Io da parte mia non lascio andare gli aspetti della fede. Ma come fare quando conoscendo le persone si sa che non vanno sempre alla messa? Mons. Simone Giusti: se uno non va alla messa non può fare il padrino o la madrina perché non è testimone valido. Mi è capitato di incontrare una ragazza a cui chiesi di impegnarsi per andare a messa dovendo fare la madrina. Poi la ritrovai e non essendosi lei impegnata la convinsi a rinunciare. Quindi occorre essere fermi nella pastorale oppure risolvere la questione eliminando la figura. Sentiti i vostri pareri, si potrebbe aggiungere una clausola al documento: ordinariamente è bene che siano padrini i catechisti che hanno preparato al battesimo o altre persone della parrocchia, a meno che la famiglia presenti dei candidati idonei che sottoscriveranno il loro atto di impegno. Don Gino Franchi: in passato chiedevo ai ragazzi di guardarsi intorno e di cercare persone adatte. Si è passati al punto relativo ai ritiri del clero. Don Luciano Musi ha presentato lo schema presente nella fotocopia allegata.

28


Don Luciano Musi: lo schema è quello tipico dei ritiri. Il momento di condivisione a mio avviso dovrebbe essere assembleare e non per vicariati. Mons. Simone Giusti: si torna a fare i ritiri ogni mese a livello diocesano, nei vicariati non sempre venivano fatti. Le questioni pastorali prevalevano. Non avveniva quello che ci eravamo proposti, cioè di permettere ai vicariati di confrontarsi su alcuni temi. Si è parlato di alcuni dettagli relativi alle giornate e agli esercizi spirituali e infine il calendario degli incontri è stato approvato. Don Jacek Macki: si potrebbe sfruttare un po’ di tempo per confrontarsi su alcune cose, come gli abusi liturgici? Mons. Simone Giusti: la fine della mattinata sarà dedicata ad eventuali comunicazioni. Si è parlato anche degli esercizi spirituali e poi si è passati al punto relativo all’assemblea del clero. Mons. Simone Giusti: all’assemblea sarà presente l’economo, il quale ricorderà alcune norme come la necessità di presentare l’inventario delle parrocchie entro la fine dell’anno. È bene mettersi in regola soprattutto per i beni più preziosi che sono nelle parrocchie. L’assemblea si è confrontata su quali altre comunicazioni dare all’assemblea. Don Luciano Musi: mi sono arrivate osservazioni sul fatto che l’8 settembre mancavano molti preti, molti dei quali ordinati da mons. Ablondi. Mons. Simone Giusti: credo sia importante non perdere il senso delle tradizioni. Il signor Iardella mi ha detto che in passato si faceva l’infiorata delle immagini della madonna. Sono state dette delle cose riguardo ai ministri straordinari e al loro cammino di formazione. Mons. Simone Giusti: ci sono vari cammini di formazione e poi sarà dato il mandato a chi ha frequentato tutto il percorso della scuola di formazione. Al convegno missionario sarà dato il mandato ai catechisti parrocchiali. Tra i requisiti che ci sono c’è il riconoscimento della gerarchia. Si è passati programma.

a parlare del convegno missionario. Ai presenti è stata data la fotocopia del

Mons. Simone Giusti: la prima novità di questo convegno è che si svolge in vescovado. Così si eliminano i tempi morti negli spostamenti. Tra parentesi dico che vorrei tornare alle antiche tradizioni. So che prima si faceva un convegno pastorale a settembre. Gli ambiti del convegno riguardano l’evangelizzazione: alle 15,30 ci sarà un momento di preghiera nella chiesa di sant’Andrea e dopo ci si suddividerà in tre luoghi per affrontare le tre tematiche presentate dai relatori. Questi incontri dureranno dalle 16,30 alle 18,30 e termineranno con una preghiera. Si è passati a parlare della Scuola di Formazione per Operatori Pastorali. Mons. Simone Giusti: il primo anno è gestito a livello parrocchiale o interparrocchiale. Il parroco può incontrare facilmente i suoi catechisti una volta al mese. Come testo di riferimento c’è l’ultimo documento della CEI sull’educazione. La scheda di iscrizione arriverà nelle parrocchie. Il secondo anno è vicariale (le sedi sono individuate dai vicariati stessi) mentre il terzo e il quarto anno si svolgeranno a livello diocesano.

29


Riunione 29 settembre 2011

Consiglio Pastorale Diocesano L’anno 2011, il giorno 29 del mese di settembre alle ore 21:15 si è riunito, in II convocazione, presso il Vescovado di Livorno, il Consiglio Pastorale Diocesano, sono presenti: mons. Giusti, Pirollo, Belcari, Benenati, Della Nina, Cecconi, Calvaruso, Martella, Morelli, Lucchesi, Musumeci Bassi, Margotta. Vista la validità della seduta il Vescovo presenta l’Ordine del Giorno: 1. introduzione del Vescovo 2. elezione nuova Giunta del Consiglio Pastorale Diocesano 3. l’attuazione in diocesi del Progetto Educativo Diocesano (PED) 4. problematiche pastorali emergenti in diocesi di Livorno Presiede la seduta mons. Giusti, esercita la funzione di segretario pro tempore Pirollo. Si apre il dibattito tra i presenti e viene deliberato quanto segue. 1. [Vescovo] Il PED è stato steso in forma definitiva, ora occorre che venga messo in atto in tutta la diocesi. Bisogna anche guardare a tutte le problematiche della diocesi: una di queste è la carenza di religiosi, religiose, diaconi e sacerdoti; un’altra è valutare la condizione della cittadinanza livornese, resa pensante dalla crisi che ha portato molti alla cassa integrazione o al licenziamento e, nonostante la diocesi si sia mossa su richiesta delle autorità locali per aiutare i più bisognosi, le stesse non si sono adoperate per supportare tali opere di carità. 2. In seguito alle dimissioni di Spugnesi e Pini dalla Giunta del CPD, per conflitto con incarichi partitici da essi assunti, si è proceduto alla loro sostituzione mediante votazione. Preso atto delle candidature di Pirollo e Calvaruso, si è proceduto alla votazione. Ha esercitato la funzione di scrutatore Martella, che ha comunicato gli esiti della votazione: • Pirollo voti 11 • Calvaruso voti 11 • Spugnesi voti 1 • Belcari voti 1 Pertanto sono eletti come nuovi membri della Giunta del CPD i consiglieri Pirollo e Calvaruso. Il Vescovo nomina Pirollo nuovo segretario del CPD, in sostituzione del dimissionario Spugnesi. 3. [Vescovo] L’obbiettivo concreto del PED è far nascere in tutte le parrocchie gruppi giovanili e gruppi di giovani coppie. A tal proposito nell’Assemblea Diocesana (AD) del 6 novembre si parlerà di giovani ed è stato invitato come relatore il sociologo Castagnaro, inoltre l’AD sarà aperta, oltre che ai vari delegati, anche agli animatori dei gruppi giovanili. [Martella] Per coinvolgere di più i giovani consegnamo loro (in particolare ai loro animatori) un mandato. [Vescovo] La consulta di Pastorale Giovanile avrà poi il compito di attuare ciò che emerge dall’AD. [Lucchesi] Invitiamo gli insegnanti delle scuole cattoliche e gli insegnanti di religione. [Martella] Per rendere più dinamico l’intervento di Castagnaro diamo dei questionari alle parrocchie e da quelli estrapoliamo delle domande da porre al relatore in modo che il suo intervento risponda a tali domande. [Vescovo] Una schema di programma dell’AD potrebbe essere il seguente: • inizio ore 15:30 con un momento di preghiera • breve sketch teatrale in cui vengono forniti i dati relativi ai giovani della nostra diocesi • intervento di Castagnaro • suddivisione in isole da cui far emergere delle domande per Castagnaro e delle proposte per la Pastorale Giovanile

30


• consegna del mandato agli animatori dei gruppi giovanili [Della Nina] Secondo me manca il tempo per fare i gruppi e per portare delle proposte per la Pstorale Giovanile perché nei gruppi tutti vogliono esprimersi ed è difficile sintetizzare quanto emerge dalla discussione. [Vescovo] Non si fanno i gruppi ma le isole che consentono di risparmiare tempo perché si evitano gli spostamenti rimanendo nel posto in cui si è e radunandosi tra vicini. Per quanto riguarda il lavoro nelle isole conviene che in esse siano scelte delle domande da porre al relatore, senza pensare alle proposte per la Pastorale Giovanile. [Calvaruso] I giovani, in seguito all’esperienza della GMG, chiedono di essere seguiti di più dai sacerdoti. [Vescovo] Incarico Pirollo e Calvaruso di preparare: il questionario per il lavoro nelle isole, lo sketch teatrale ed il mandato per gli animatori dei giovani. 4. [Martella] Chiedo al Vescovo di intervenire di più quando le autorità civili non sono attente alle esigenze dei cittadini, in particolare dei più bisognosi. [Lucchesi] Col PED si può far riprendere alla gente la propria coscienza, in modo che siano le persone stesse a farsi sentire dalle autorità civili per chiedere loro che vengano prese delle misure atte al soddisfacimento delle loro esigenze. [Vescovo] Auspico che riguardo ai problemi della cittadinanza siano i laici a farsi sentire presso le autorità civili, perciò sarebbe necessaria una larga partecipazione da parte dei laici al Progetto Culturale Diocesano, e chiedo a Morelli e Martella di scrivere una lettera ai laici delle parrocchie e delle associazioni per invitarli ad aderire al Progetto Culturale Diocesano. [Morelli] Serve concretezza, pertanto la visibilità chiesta ai laici deve far sì che essi prendano coscienza delle proprie condizioni e si adoperino di conseguenza in maniera concreta. [Vescovo] Il Progetto Culturale Diocesano serve per formare i laici ad avere una propria coscienza politica ben fondata, perché essi possano poi intraprendere un impegno socio-politico all’interno della società. Un obbiettivo a breve termine è quello di portare più laici possibili agli incontri del Progetto Culturale Diocesano di novembre. Come CPD quest’anno aiutiamo il laicato ad informarsi e far nascere in sé un impegno socio-politico rivolto principalmente verso l’aiuto dei più bisognosi.

31


SACERDOTI DIACONI TORNATI ALLA CASA DEL PADRE

32


diacono Gianluigi Merlo Gianluigi Merlo era nato a Milano il 14 gennaio 1924. Era sposato con Graziella Bisceglie. Venne ordinato diacono a Livorno il 22 maggio del 1988 dal Vescovo monsignor Alberto Ablondi. Gianluigi nel corso del suo impegno diaconale ha ricevuto alcuni incarichi: collaboratore della parrocchia S. Giuseppe a Nibbiaia dal dicembre 1975; collaboratore della parrocchia S. Lucia dal febbraio 1992; vice cancelliere della curia durante lo stesso periodo. Centro del suo impegno è stata l’attività pastorale nella chiesa di S. Lucia ad Antignano, quartiere dove risiedeva e dove ha saputo diffondere la sua opera con pazienza e carità. Particolarmente attento ai poveri e agli ammalati. Gianluigi è morto il 3 settembre 2011 a Livorno.

33


INDICE MAGISTERO DEL VESCOVO Omelia per il funerale del diacono Merlo

pag

4

Omelia per l’8 settembre

pag

7

LETTERE E COMUNICAZIONI ALLA DIOCESI

pag

10

NOMINE E DECRETI VESCOVILI

pag

23

ORGANISMI DI PARTECIPAZIONE

pag

26

SACERDOTI E DIACONI DEFUNTI

pag

32

34


35


36

Bollettino Diocesano 3/2011  

Bollettino Ufficiale Diocesi di Livorno

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you