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IL GRANELLO di senape Via del Seminario, 61 57122 Livorno tel. e fax 0586/210217 lasettimana.livorno@tiscali.it Notiziario locale

Direttore responsabile Andrea Fagioli Coordinatore diocesano Nicola Sangiacomo Reg. Tribunale Firenze n. 3184 del 21/12/1983

6 ottobre 2013

I CATECHISTI: testimoni di fede

ell’Anno della Fede, si è svolto a Roma il Congresso internazionale di Catechesi e il Pellegrinaggio dei catechisti, a cui sono stati invitati i Presidenti delle Commissioni episcopali di Catechesi ed Evangelizzazione, i direttori degli Uffici Catechistici Nazionali e di ogni diocesi, una delegazione di catechisti da ogni parte del mondo. Noi rappresentanti della Diocesi di Livorno, siamo partiti all’alba di giovedì 26 settembre insieme al direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano, don Fabio Menicagli. La prima parte dell’evento è stata caratterizzata dal Congresso e dall’incontro diretto con Papa Francesco e si è svolta in Vaticano, presso l’aula Paolo VI; nella seconda parte si è svolto il pellegrinaggio dei catechisti, che hanno raggiunto la delegazione, sabato 28 settembre. la conclusione è avvenuta con la Santa Messa dominicale e l’Angelus in piazza S. Pietro. Dopo i saluti e la presentazione del Congresso da parte del Mons. Arenaz, Segretario del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione, c’è stata la visione del video d’arte e nuova Evangelizzazione "Credo", una catechesi narrativa e simbolica per riflettere sulla Professione di Fede. Mons. Fisichella, Presidente del pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Catechesi,ha introdotto il Congresso parlando della catechesi nel contesto della Nuova Evangelizzazione, sottolineando l’importanza del catechista che ha ricevuto una missione dalla Chiesa, un mandato eccezionale: comunicare con testimonianza la vita di Gesù, affinché la catechesi sia Parola che si trasmette, memoria viva e testimonianza di vita.

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LE RELAZIONI Dopo una Lectio sul brano del Vangelo di Luca 24,13-35 "I discepoli di Emmaus" del Prof. Costacurta, Direttore del Dipartimento di Teologia Biblica alla Pontificia Università Gregoriana, sono iniziate le relazioni. La prima relazione " Dio cerca l’uomo e si rivela" del dr. Willey, Deputy Director del Maryvale Institute in Birmingham, ha indicato la catechesi come opera preziosa della Chiesa di trasmettere la rivelazione di Dio, che cerca l’uomo umile per comunicare se stesso; la seconda relazione "La Chiesa primo soggetto della fede" del re.do Rodriguez Cappellano dell’Università

nazionale della Colombia, del Dipartimento della Catechesi Episcopale Colombiana, ha invece evidenziato l’urgenza della Chiesa di una nuova evangelizzazione per trasmettere la fede e fare catechesi, spinti da una duplice convinzione "cristiani non si nasce, ma si diventa" e "non si nasce nella Chiesa, la si sceglie". La Chiesa è la prima a credere e a professare il Signore, con essa ed in essa tutti siamo portati a professare anche noi " credo". Il secondo giorno del Congresso è stato molto partecipato anche a causa della prevista catechesi con Papa Francesco: al mattino il Prof. Mons. Sequeri, preside della Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale, ha illustrato chiaramente i concetti di "Memoria Iesu" e "Memoria fidei" nella relazione " Memoria fidei: il dinamismo dell’atto di Fede". Mons. Sequeri ha detto che la trasmissione di fede e la purificazione della religione devono rendere trasparente- in segni e parabole adatte- il profondo legame di Dio con l’origine e la destinazione dell’umano. Non possiamo più ripeterci in una lingua che è domestica: dobbiamo trovare parole di

vita eterna, non un gergo di sopravvivenza. E non possiamo perdere la memoria della fede apostolica, senza la quale saremmo semplicemente una provincia ideologica dell’impero secolare. Dopo la relazione del Preside dell’Institutum Patristicum Augustinianum della Pontificia Università lateranense "Traditio e redditio symboli", nel pomeriggio, in attesa della catechesi di Papa Francesco, il Congresso ha proseguito con varie Comunicazioni: " Credibilità della fede: rapporto tra fede e ragione nella trasmissiomne della fede" del re.do Kaucha docente di Teologia fondamentale all’Università Cattolica di Lublino in Polonia ; " Per una pedagogia dell’atto di fede" del dr. Sullivan docente di Catechetica presso la Pontificia Facoltà dell’Immacolata Concezione della Domenican House of Studies USA; "Nel fiume della Traditio Verbi: armonia tra Scrittura, Tradizione e Magistero " del re.do Franzini parroco di Cremona; "Accoglienza del catechismo della Chiesa Cattolica nella catechesi. Esperienze e criteri per una piena ricezione" del prof. Molinario.

di mons. Alberto Ablondi

qui una Chiesa dovrebbe esaminarsi. Perché i nostri laici non semE brano dei chiamati alla povertà evangelica? Perché i preti sono pochi? Perché abbiamo scoperto che i cristiani non sono evangelizzati? Perché abbiamo capito che un uomo solo non può fare evangelizzazione? Dobbiamo far cadere le squame dalla vista della nostra fede, del nostro cuore. Guai a chi crede di vedere! Facciamo cadere queste squame e diciamo prima di tutto al laico che è un fratello, che Dio ha fatto di noi un regno di sacerdoti, di ognuno un fratello nel battesimo. Anche il laico come tutti noi, in servizi diversi è solo un apprendista d’amore; la grande professione la eserciteremo nella comunione dei Santi. Qui sulla terra, facendo i vescovi o facendo gli operai, siamo degli apprendisti al grande amore a cui siamo chiamati. Conferenza 1982- Una missione d’accoglienza

A Roma il congresso internazionale ed il pellegrinaggio dei catechisti raccontato dai nostri «inviati». Papa Francesco: «Bisogna dare amore, e l’amore in Cristo non si compra nei negozi, ma viene da Cristo stesso». «Non abbiate paura ad andare con Lui nelle periferie aiutando gli altri a conoscerlo e ad amarlo!»

LA CATECHESI DEL PAPA Nel tardo pomeriggio l’arrivo di Papa Francesco è stato il momento più emozionante e intimo per tutti i presenti: come è suo stile, con grande umiltà il Santo Padre è passato a salutare personalmente i catechisti, trattenendosi qualche minuto con le persone che acclamavano il suo nome. La sua catechesi è arrivata dritta al cuore, illuminando le menti; ha detto che bisogna: " Essere catechisti, e non lavorare come catechisti", "voglio una Chiesa che esca, che sia incidentata, altrimenti sarebbe malata dentro", "il catechista deve lasciarsi guardare dal Signore...Voi vi lasciate guardare dal Signore? Come state tavanti al tabernacolo? Lui ci guarda, poi siamo noi a pregare, anche se ti addormenti mentre preghi, stai tranquillo sei sicuro che lui ti guarda, ti è vicino e ti vuole bene". Il messaggio del Papa è forte e chiaro: si è veri catechisti se ci mettiamo il cuore e la passione, perchè educare alla fede è bello, è una vocazione in cui bisogna dare testimonianza di fede, bisogna guidare all’incontro con Gesù con vita e parole e -la chiesa cresce per attrazione, come diceva S. Francesco "predicate il Vangelo". Bisogna dare amore, amore in Cristo che non si compra nei negozi, ma viene da Cristo. Bisogna ripartire da Cristo-. Papa Francesco raccomanda a tutti i catechisti, definendosi lui stesso catechista, di avere familiarità con Gesù Cristo, imitarlo nell’uscire da sé, non avendo paura di andare con lui nelle periferie e aiutando gli altri a conoscerlo, incontrarlo e amarlo. Sabato poi è iniziata la seconda parte dell’evento: la celebrazione della Santa Messa e Profissio fidei nella basilica di San Pietro, Altare della Cattedra, la

quinta relazione di Mons. Vinals Vescovo di Mallorca e membro del Consiglio Internazionale per la Catechesi in Spagna " La Diaconia della come espressione della comunità ecclesiale". Mons. Arenas, Segretario del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione e l’accoglienza dei catechisti pellegrini, provenienti da tutto il mondo. Tutti i catechisti hanno avuto tempo a disposizione per il Pellegrinaggio sulla tomba dell’Apostolo Pietro e per partecipare a varie catechesi divise per aree linguistiche in alcune chiese di Roma. L’evento mondiale si è concluso domenica 29 settembre in piazza San Pietro con la Santa Messa presieduta dal Santo Padre e l’Angelus, momento in cui è stata forte la preghiera per la pace in Siria e nel medio Oriente. Durante l’omelia Papa Francesco si è rivolto a tutto il popolo di Dio, in particolare ai catechisti, ammonendoli di non comportarsi come il ricco del Vangelo davanti ai tanti Lazzaro che chiedono aiuto: nella vita non contano i beni materiali, sono solo averi che non danno l’identità all’uomo. Il catechista è colui che riesce ad alimentare e a risvegliare la memoria di Dio, se invece agisce per se stesso il suo servizio si appiattisce e perde il vero volto. Una grande lezione di vita che in ogni suo intervento il Papa lascia a tutta l’umanità: siamo fatti ad immagine di Dio, non ad immagine degli idoli. Fidandosi di Cristo, avendo memoria di Lui, vivendo come Lui, essendo uomini di carità e di amore per i fratelli, potremo affrontare le varie difficoltà della vita con la Speranza ed essere veri testimoni della fede cristiana.. Monica Calvaruso Le foto sono di Elisa Verrastro


II

TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

6 ottobre 2013

Nella giornata europea del patrimonio

Le icone: finestre sull’invisibile

Formare nuovi sacerdoti: l’incarico di vice rettore del Seminario affidato a don Rosario Esposito, nuovo sacerdote della Diocesi

Il libro del professor Gaetano Passarelli ella Giornata Europea del Patrimonio N 2013, nella Sala degli Specchi di Villa Mimbelli è stato presentato il volume del professor Gaetano Passarelli, già docente di Storia Bizantina presso le Università di Chieti e Roma, dal titolo: “Non solo colore, icone e feste della tradizione bizantina”. Il volume è stato introdotto da don Basilio Petrà, professore di Teologia Morale presso la Facoltà teologica dell’Italia centrale e profondo conoscitore della storia bizantina. Chi volesse entrare nella “mens” del cristianesimo orientale -ha iniziato don Petrà- da questo libro potrà trarre gli elementi necessari per accelerare la conoscenza della tradizione bizantina. Potrà inoltre conoscere la storia gestuale del segno della croce e quale sia il suo significato, conoscere anche il perché della venerazione delle icone, il senso della loro benedizione e il coinvolgimento delle persone nella preghiera. Nella seconda parte del libro l’autore compie una approfondita analisi delle feste Liturgiche in rapporto con le icone, tipiche manifestazioni del cristianesimo ortodosso. La validità della ricerca -ha aggiunto don Petrà- è dimostrata dal fatto che gli studi di Passarelli su questo argomento sono stati tradotti in spagnolo, greco e francese. Con le immagini (sono ben 44 le tavole che abbelliscono il testo) viene esposto il significato liturgico-teologico che vogliono rappresentare, sono cioè una “forma di arte mistagogica” con la quale penetrare interiormente il loro significato misterico. L’icona dunque non è solo un bell’oggetto o la dimostrazione di una tecnica pregevole, questi sono elementi solo secondari, perché “il linguaggio delle icone possiede un lessico che deve essere interpretato a fondo per comprenderne il significato autentico”. Le icone sono quindi ispiratrici di un percorso personale spirituale-liturgico, teologico e devozionale, sono il luogo dell’incontro personale con il mistero di Dio salvatore dell’uomo. Rappresentano -ha continuato don Petrà- una realtà percepita in senso spirituale “la realtà dell’invisibile (Dio) resa visibile”, sono la proclamazione della fede nel Verbo. Giovanni Damasceno affermava che l’icona “è una professione di fede”, “Dio si è fatto uomo, colui che è senza corpo si è dato un corpo” ecco perché per molti è oggetto di venerazione, raffigurando Cristo si “rende presente Dio che si fa visibile”. Uno studioso delle icone, Pavel Florenskij, morto in un gulag durante le purghe staliniane, nello spiegare l’iconostasi diceva che essa rappresenta “il confine tra mondo visibile e mondo invisibile”, “è una gruccia spirituale” che invita all’ingresso nel mondo della gloria, nel mondo celeste. Se i quadri dell’arte cristiana occidentale -ha chiarito il relatore- rappresentano “un ricordo degli avvenimenti”, le icone sono “segni di ciò che è presente”, “finestra sull’invisibile”, finestra che nello stesso tempo apre al presente e che sperimenta “il respiro dell’eternità”. Ha preso poi la parola Gaetano Passarelli che per il Comune di Livorno aveva curato, parecchi anni fa, la mostra e il catalogo delle iconostasi di Livorno provenienti dalle chiese di rito greco-ortodosso presenti sul nostro territorio. Passarelli ha ricordato i rapporti avuti con il Comune, con il Vescovo Ablondi e con l’ausiliare Savio, ha ringraziato l’ingegner Fogolari per l’aiuto che gli aveva dato in quell’occasione. Ha poi sottolineato che Livorno ha ben quattro iconostasi “un patrimonio che nessuna città possiede”, quindi ha messo in rilievo i rapporti con il suo editore, don Roberto De Oderico, responsabile della “Nova millennium Romae”. Ha parlato delle opere volute dall’imperatore Giustiniano sulla “Trasfigurazione del Cristo”, una delle quali è a Ravenna, che vogliono far capire che Dio e Cristo erano la stessa cosa, non a caso Cristo è attorniato dal profeta Elia e da Mosè, le uniche due persone che nella storia hanno potuto vedere Dio. L’autore ha terminato illustrando alcune icone, conservate dal Comune di Livorno, per invogliare gli astanti a scoprire tutto ciò che si cela dietro ai dipinti, curiosità e significati che il volume spiega nei minimi particolari. Il professor Passarelli ha infine risposto ai numerosi quesiti che gli sono stati posti dagli ascoltatori. Gianni Giovangiacomo

“Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica” rdinato lo scorso 29 giugno da monsignor Giusti, don Rosario Esposito è il nuovo vice rettore del Seminario di Livorno; lo abbiamo incontrato per farci raccontare qualcosa di lui e del suo nuovo incarico.

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Che effetto fa essere nominato vice rettore appena ordinato? «Fa un effetto un po’ strano perché il mio iter formativo e vocazionale è durato quindici anni; dopo questo lungo periodo speravo e pensavo di uscire dall’ambito del seminario per occuparmi della pastorale parrocchiale in tutte le sue parti e le sue mansioni. Purtroppo o per fortuna mia e di qualcun altro il Signore mi ha voluto qui ancora una volta come formatore, come fratello maggiore e come compagno di viaggio dei seminaristi. Tutto ciò che ho ricevuto in questi quindici anni di formazione voglio metterlo a disposizione di questi ragazzi. Tanti di loro anno la mia stessa età, alcuni sono un po’ più grandi, due sono più piccoli; in tutto sono quattordici e vanno dai ventidue ai quarantanove anni». Quali saranno i tuoi compiti all’interno del Seminario? «Oltre alla formazione umana, mi alterno con mons.

Paolo Razzauti, rettore del Seminario, per la formazione cristiana. Celebro con loro tutti i giorni la Santa Eucarestia e la preghiera delle lodi. Mi occupo anche di tutte le altre mansioni amministrative, economiche e soprattutto di "sostegno morale" a questi ragazzi che come me provengono dal Sud». Un consiglio che vorresti dare da "fratello maggiore"a tutti i ragazzi che hanno intrapreso questo cammino «Di non scoraggiarsi mai. Di andare sempre avanti senza fermarsi di fronte a nessun muro, cercare di scavalcarlo pian piano per giungere alla vetta e discendere in caduta libera e affrontare così un’altra difficoltà con maggiore forza. Ogni situazione che ci viene posta dinanzi infatti non fa altro che rafforzare la nostra personalità». C’è qualcuno che vorresti ringraziare? «In primis vorrei ringraziare tutti i sacerdoti miei formatori che si sono succeduti in questi quindici anni. Ringrazio monsignor Giusti perché ha accolto me e gli altri tre miei confratelli di ordinazione a braccia aperte. Un grazie particolare a monsignor Razzauti che dopo

la nostra ordinazione ha fatto un viaggio con noi per conoscere le realtà in cui siamo cresciuti, visitando le nostre famiglie, conoscendo i nostri parroci per poter avere un’idea maggiore di chi siamo e da dove veniamo. Infine un ringraziamento a tutti i sacerdoti di Livorno che ci sono stati vicino negli ultimi momenti di preparazione alla nostra ordinazione». Se tu volessi ricordare una

frase del Vangelo a te cara, quale sarebbe? «Non è una frase del Vangelo ma di San Paolo apostolo ai Filippesi, ed è quella che ho voluto stampare in occasione della mia ordinazione e che riassume il consiglio che vorrei trasmettere ai ragazzi del Seminario: "Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica"; ovvero fare tutto nel nome di Dio affinché ci dia la forza necessaria per affrontare qualsiasi difficoltà». Martina Bongini

Assegnazione delle parrocchie ai seminaristi Barbieri Simone, San Giovanni Bosco Bianchi Lorenzo, Santa Lucia Caro Angeles Carlos, Sacra Famiglia Cioppa Vincenzo, San Matteo D’Addona Antonino, Beata Madre Teresa di Calcutta Di Lillo Bruno, Unità Pastorale La Venezia (Santa Caterina, San Ferdinando) Ferraro Francesco, San Pio X Guidetti Ramon; San Jacopo in Acquaviva Mancusi Federico, Santa Lucia Paone Francescco, San Ranieri Puntriano Pedro, Unità Pastorale La Venezia (Santa Caterina e San Ferdinando) e Cattedrale Salomone Andrea, Santa Maria del Soccorso Sassano Matteo, Santa Elisabetta Anna Seton Votino Claudio, San Sebastiano Don Luca Esposito, viceparroco alla parrocchia Santa Elisabetta Anna Seton

UN’INIZIATIVA PER RACCOGLIERE FONDI PER IL SOSTEGNO A DISTANZA

«Pesca il regalo- sostieni un bambino» esca il regalo – sostieni un «slogan Pbambino!” – E’ questo lo della pesca di beneficenza organizzata domenica scorsa, nella sede dell’Associazione Faggio Vallombrosano Onlus, presso il Santuario di Montenero. Un’iniziativa pensata per raccogliere fondi destinati al sostegno a distanza di bambini di Brasile, Honduras, India e Angola. Grazie alla generosità di molte persone sono stati raccolti oggetti di vario genere ed erano in palio anche oggetti di artigianato etnico dell’Angola e del Brasile, due dei paesi dove opera l’Associazione. Nella giornata sono stati raccolti più di 300 euro che saranno destinati al mantenimento dei bambini che rimangono provvisoriamente senza un sostenitore. In questo momento storico, dove la congiuntura economica critica colpisce molte famiglie, anche un piccolo gesto come

questo può fare la differenza e il semplice contributo di ognuno di noi può essere determinante per portare avanti una giusta causa. Il Progetto di sostegno a distanza esiste dal 1995, grazie alla passione educativa di Don Rodolfo Cherubini, monaco Vallombrosano impegnato per

più di trent’anni in Brasile, dove oggi riposa. Come da lui desiderato, l’opera mira al sostegno e alla formazione scolastica di tanti bambini in difficoltà che altrimenti non avrebbero l’opportunità di sognare un futuro migliore. Sono in programma altre iniziative interessanti, tra cui: incontri con alcune classi degli istituti superiori di Livorno; incontri con le comunità parrocchiali locali; viaggi-visite presso i centri dei bambini sostenuti a distanza. Il 26 Dicembre, inoltre, è previsto il consueto concerto di Natale “Una nota per un bambino”, con il Coro Springtime diretto dal maestro Cristiano Grasso. Se siete interessati a conoscere meglio le attività dell’Associazione Faggio Vallombrosano Onlus potete consultare il sito web: http://www.adozioniadistanza.it/ o la pagina Facebook: https://www.facebook.com/sostegnoadis tanza Indirizzo: Faggio Vallombrosano Onlus, Piazza di Montenero, 9- 57128 – Livorno 0586-579913


TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

6 ottobre 2013

Una giornata per le Comunicazioni sociali

L’INTERVISTA A Federico Barbera

A Livorno padre ALBANESE A Pisa monsignor VIGANO’

«È ora di cambiare sistema»

Giovedì 10 Ottobre iovedì 10 Ottobre sarà una G giornata dedicata alle comunicazioni sociali:

Federico Barbera, livornese, una vita nelle attività portuali, direttore generale della soc.Terminal Calata Orlando di Livorno, primo esempio di Terminal Portuale privatizzato in Italia e da più di un anno presidente della società che gestisce l’Interporto toscano, risponde ad alcune domande sul ruolo dell’entroterra e sul futuro del porto Dottor Barbera, innanzitutto, che cos’è l’interporto? «Forse è meglio dire cosa sarebbe dovuto essere! Doveva essere un volano per lo sviluppo, una fucina di idee per la logistica, per aggregare gli operatori… in realtà si è trasformato in una sorta di agenzia immobiliare dove vengono costruiti magazzini e altre strutture poi vendute e affittate, senza che la società interporto ci metta idee o altro. Abbiamo perso quella che era la missione iniziale dell’interporto e se continuiamo così, dei 2 milioni e 800.000 mq a disposizione (ne abbiamo già usati il 90%) ne resteranno ben pochi per realizzare attività innovative che portino futuro, la società diventerà una mera amministratrice di condominio! Auspico che torniamo presto alle origini perché sarebbero davvero risorse sprecate».

«È stato il sindaco di Collesalvetti a dare questa Quali sono i nodi da sciogliere opportunità; tre alternative perché si possa dare un futuro per l’interporto: continuare a a questa struttura? fare logistica, possibilità di «Il nodo principale da aprire ad attività industriali ed sciogliere, al di là dei vari anche accogliere attività mantra “aeroporto interporto commerciali. Noi siamo porto”, che abbiamo visto per disposti a tutto. Se ora non hanno funzionato, è continueremo a fare gli semplicemente quello di immobiliaristi l’unica cosa che mettere finalmente in atto potrà interessarci è che coloro quello che era stato stabilito: il che si servono della nostra piano regolatore del porto e struttura siano sempre in grado delle attività portuali! di pagare, se invece potremo L’interporto è un’area a terra a essere protagonisti di un servizio del porto quindi rilancio dell’economia, facciamola diventare quello dovremo valutare anche un che era in origine. Mi fa ben progetto più ampio, e quindi sperare il fatto che l’Autorità ben venga un’industria ad portuale sia esempio legata alle finalmente entrata esportazioni o che ha Se per nel consiglio di necessità di attingere salvare amministrazione alle materie prime e un’azienda che quindi possa dare dell’interporto con la presenza di anche a ditte se ne mette lavoro Massimo Provinciali, dell’indotto, oltre che in crisi che ha la carica di al porto e alla propria segretario generale attività. un’altra della società e che Qualche tempo fa vuol dire quindi farà da lanciai l’idea di che il tramite tra le due realizzare in realtà, spero questo quest’area un outlet sistema possa essere il primo tipo Barberino del è saturo passo. Nodi da Mugello, perché sciogliere ce ne sono potesse essere e va anche a livello appetibile ad esempio cambiato nazionale: c’è da per i tanti croceristi attendere la riforma che passano di qui, dei porti e degli interporti, ma anche per tutta la Costa basilare per il nostro futuro: degli Etruschi, visto che non ci noi siamo inseriti in una rete, sono attività simili in zona non siamo una realtà a sé dedicate tempo allo shopping rispetto al resto del paese, e firmato, anche questo questo dobbiamo sempre potrebbe rientrare in questa considerarlo». proposta di diversificazione dell’uso di questo interporto». È stata avanzata la proposta che l’interporto possa Ma allora cosa ferma tutte diventare un’area a servizio queste possibilità? dell’industria, ma sul territorio «Siamo in un ginepraio. sembrano mancare anche le Viviamo una situazione in cui realtà industriali… ogni spinta innovativa va a

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non devono “sopravvivere alla giornata”. Per far questo occorre che i sindacati mettano il cuore avanti e gli imprenditori agiscano per l’interesse comune e non solo per il proprio: al momento in cui le aziende riuscissero ad avere un utile questo deve essere necessariamente investito anche nel sociale. Occorre creare un tavolino a tre zampe dove c’è il pubblico che interviene sui problemi sociali, i lavoratori che cercano di rendere produttivo questo mondo e le imprese che investono una parte dei ricavi nel sociale. Se ci sono degli esuberi non si risolvono mandando tutti a casa, bisogna trovare un meccanismo che tuteli, ma se ci sono i soldi (che arrivano da Io sogno un candidato sindaco un reinvestimento degli allora questo è che abbia il coraggio di andare utili) possibile. Abbiamo la oltre questo sistema e oltre necessità di riscrivere un patto sociale vero. le persone che fino ad oggi Questa crisi che stiamo hanno vissuto di questo vivendo è diversa, è una crisi di sistema e quindi non può essere curata detrimento di realtà che con i vecchi metodi. Ma per far esistono già, si risolve qualcosa questo bisogna mettersi e si creano altre difficoltà: non intorno ad un tavolo e è mai un progetto nuovo e confrontarsi, senza però basta, è sempre la sperare di uscirci risistemazione di qualche completamente indenni… gli problema che ci siamo accordi non finiscono con un trascinati nel tempo senza vincitore ed un vinto, per soluzioni definitive. Non è cambiare il sistema sul tavolo normale che per riportare alla bisogna “lasciarci tutti un po’ normalità delle esecuzione le penne”. delle operazioni portuali Io sogno un candidato sindaco un’azienda debba chiudere! Se che abbia il coraggio di andare per salvare un’azienda se ne oltre questo sistema e oltre le mette in crisi un’altra vuol dire persone che fino ad oggi che il sistema è saturo e va hanno vissuto di questo». cambiato. c.d. Dobbiamo capire che questo porto ha bisogno di trovare la sua produttività, le imprese portuali devono avere un utile,

Per vedere l’intervista integrale http://www.diocesilivorno.it/ar ticoli/%C2%AB%C3%A8-oradi-cambiare-sistema%C2%BB

A LIVORNO alle 17.30 nella Sala Consiliare della Provincia sarà presente padre Giulio Albanese Direttore Rivista Popoli e Missione (nella foto accanto), che insieme allo storico della Comunità di S. Egidio Roberto Morozzo e a Massimo Lucchesi giornalista Rai 3, interverrà al convegno ricordando Oscar Romero "Martirio e missione". Organizzato dai Cooperatori Paolini insieme all’Unione Stampa Cattolica e al Centro Italiano Femminile. Al convegno saranno presenti anche il vescovo Simone Giusti e il presidente della Provincia Giorgio Kutufà. Padre Giulio Albanese è romano, missionario della Congregazione dei Comboniani, ha diretto il New People Media Centre di Nairobi e fondato la Missionary Service News Agency (Misna). Collabora con varie testate giornalistiche per i temi legati all’Africa e al Sud del mondo, tra cui Avvenire, Vita e il Giornale Radio Rai. Docente di "giornalismo missionario/giornalismo alternativo" presso la Pontificia Università Gregoriana (Pug) di Roma, direttore delle riviste missionarie delle Pontificie Opere Missionarie, ha pubblicato tra gli altri Il mondo capovolto (Einaudi), Soldatini di piombo (Feltrinelli), Hic sunt leones (Ed. Paoline), Ma io che c’entro? (Ed. Messaggero). Padre Albanese si tratterrà a Livorno anche in serata per incontrare i giovani comunicatori. Alle 21 nel salone della chiesa di S. Agostino dialogherà con i giovani sul tema: “Comunicare oggi le nuove povertà”. A PISA alle 16 presso il polo ex Guidotti, via Trieste sarà invece presente mons. Dario Viganò, direttore del Centro Televisivo Vaticano (nella foto sotto), che parlerà di "Etica della Comunicazione visiva" insieme al prof. Adriano Fabris. L’iniziativa viene realizzata insieme a Cico (Centro interdisciplinare di ricerche e servizi sulla comunicazione dell’Università di Pisa), Istoreco (Istituto storico della Resistenza e della Società contemporanea della Provincia di Livorno) Ucsi e Toscana Oggi. Modera Andrea Fagioli, direttore di Toscana Oggi.


IV

TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

6 ottobre 2013

Agenda del VESCOVO

VENERDÌ 4 OTTOBRE Nella mattina, udienze clero in vescovado 19.00 in Seminario, Lectio Divina DOMENICA 6 OTTOBRE 11.00 S. Messa e cresime in occasione del cinquantesimo della consacrazione della chiesa di S. Ranieri a Guasticce 15.30 Convegno diocesano sul Primo Annuncio, chiesa di S. Andrea e Vescovado

Diocesi informa

LUNEDÌ 7 OTTOBRE 10.00 consiglio dei vescovi allo Studio teologico Interdiocesano a Camaiore 19.00 convegno diocesano sul Primo Annuncio

La preghiera GIOVANE arissimi giovani, C Nel giorno in cui la chiesa intera fa memoria di S. Vincenzo de’Paoli, nostro amatis-

MARTEDÌ 8 OTTOBRE Nella mattina, udienze clero in vescovado 19.00 convegno diocesano sul Primo Annuncio

simo padre nella fede e testimone nella carità, siamo felici di potervi raggiungere per sentirci ancora più vicini e nella comunione. Il nostro augurio ha il sapore della pienezza di vita che Vincenzo ci regala ancora oggi attraverso le sue stesse parole: “La carità quando dimora in un’anima occupa interamente tutte le sue potenze; nessun riposo; è un fuoco che agita continuamente: tiene sempre in esercizio, sempre in moto la persona una volta che ne è infiammata ” (S. Vincenzo)

MERCOLEDÌ 9 OTTOBRE 10.00 il vescovo incontra i direttori degli uffici catechistici regionali in vescovado GIOVEDÌ 10 OTTOBRE 10.00 il vescovo partecipa alla festa patronale di Massa Marittima 17.30 partecipazione al convegno “Martirio e Missione” organizzato dai Cooperatori Paolini, CIF e UCSI

Vi raggiungiamo anche per invitarvi a partecipare al primo appuntamento della preghiera giovane che si terrà a Quercianella VENERDÌ 4 OTTOBRE, a partire dalle ore 20.00, a seguire come sempre una cena frugale in fraternità. A dare significato al nostro cammino ci sarà come sempre la Parola di Dio dalla quale attingere e lasciarsi plasmare, cominceremo con il brano di Vangelo che fa da sfondo al cammino di quest’anno:

VENERDÌ 11 OTTOBRE Nella mattina, udienze laici in vescovado 18.00 incontro con la comunità neocatecumenale a San Vincenzo

“molte cose ho ancora da dirvi” (Gv 16,12) ps. per chi viene da lontano è bene comunicarlo per tempo per organizzarci con i posti letto. In quei giorni inoltre ci sarà anche il ritiro delle FdC a Quercianella, questo significa che il sabato non potremo proseguire con la convivenza per questa volta.

SABATO 12 OTTOBRE 11.30 in vescovado, incontro con i responsabili AGESCI 18.00 S. Messa e ingresso del nuovo parroco alla chiesa di SS. Pietro e Paolo, padre Gabriele Bezzi 20.00 in vescovado, incontro con i pellegrini del viaggio in Terra Santa del 2013 DOMENICA 13 OTTOBRE 9.00 S. Messa per la giornata dei caduti sul lavoro, in cattedrale 11.00 S. Messa e ingresso del nuovo parroco alla chiesa di S. Stefano (Castelnuovo della Misericordia), don Gabriel Cornea 16.00 S. Messa e cresime alla chiesa del Sacro Cuore (Salesiani)

Libri da LEGGERE

di Mo.C.

Bergoglio J.M. - Papa Francesco, disciplina e passione. Le sfide di oggi per chi deve educare.Ed. Bompiani, pp.211, euro 10,00 Papa Francesco, in questo libro che raccoglie delle sue riflessioni scritte nel 2006 a Buenos Aires, si rivolge ai giovani e a chi con loro dialoga ogni giorno: i genitori e gli insegnanti e li invita ad affrontare le sfide della nostra cultura dominata dall’indifferenza e dalla superficialità, causate da una errata visione dello sviluppo tecnico di oggi. Le riflessioni che ci vengono offerte danno un orientamento alla vita quotidiana, suggerendo ai giovani e non solo a loro, nuove possibilità, nuovi valori e nuovi modi di vivere. Le idee di Papa Francesco sono sempre più mirate, precise, colgono l’essenziale. Qui si parla di speranza, di solidarietà, di tolleranza: non parole vuote, ma realtà di vita intersoggettiva da calare nella pratica educativa, nella preghiera comune e individuale. Per essere evangelicamente operatori di pace, bisogna cominciare a rinnovare se stessi, e poi volgersi fuori da sé, alla scoperta dell’altro. Qualunque progetto educativo parte da qui, ci dice Papa Francesco e questa è la sfida del momento, da raccogliere nello spirito della sequela di Gesù che osò per tutti.

Vi attendiamo con gioia! Sr Raffaella e p Francesco

La festa di S. FRANCESCO D’ASSISI entre papa Francesco M festeggia il suo onomastico nella città del santo patrono d’Italia, anche alla parrocchia francescana in città si fa festa. Un programma che cerca di coinvolgere tutta la comunità parrocchiale e tutte le età che la compongono. Si parte già da mercoledì 2, con la possibilità nel pomeriggio di ricevere il Sacramento dell’unzione degli infermi e poi restare un po’ insieme in compagnia. Si prosegue con la messa in ricordo del transito del santo il 3 e quella solenne nel giorno della festività. Si cena insieme la sera del 4 e si arriva poi a sabato 5 ottobre, con la presenza di diverse corali livornesi che hanno accettato di partecipare alla rassegna in programma. Domenica mattina tutti a messa alle 10 e poi aperitivo equo e solidale per i grandi e proiezione su San Francesco per i piccoli. La parrocchia dei Cappuccini, invita tutti a festeggiare con loro! g.s.

BREVI DALLA DIOCESI

Associazione maestri cattolici VENERDÌ 4 OTTOBRE ALLE 16,45 Alla parrocchia San Ferdinando, incontro dal titolo “Cento Piazze: L’impegno degli insegnanti per il futuro del Paese”. Letture e musiche L’evento è organizzato dall’ASSOCIAZIONE ITALIANA MAESTRI CATTOLICI in collaborazione con l’Ufficio Nazionale per l’Educazione, la scuola e l’Università della CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Cooperatori Paolini CIF e UCSI GIOVEDÌ 10 OTTOBRE ALLE 17.30 Presso la Sala Consiliare della Provincia, convegno ricordando Oscar Romero "Martirio e missione" con Roberto Morozzo storico Comunità di S.Egidio di Roma, padre Giulio Albanese Direttore Rivista Popoli e Missione, Massimo Lucchesi giornalista Rai 3, Vescovo Simone Giusti, Presidente della Provincia Giorgio Kutufà.


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LA SETTIMANA DI LIVORNO

6 ottobre 2013

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Tenere viva la questione su Dio Terminiamo in questo numero la lettura della lettera pastorale del Vescovo mons. Simone Giusti dal titolo: «Il Primo Annuncio» per il nuovo anno pastorale

7. Una settima questione riguarda la realizzazione dell’Atrio dei Gentili. "Come primo passo dell’evangelizzazione, suggeriva papa Benedetto XVI, dobbiamo cercare di tenere desta la ricerca su Dio; dobbiamo preoccuparci che l’uomo non accantoni la questione su Dio come questione essenziale della sua esistenza. Preoccuparci perché egli accetti tale questione e la nostalgia che in essa si nasconde. Mi viene qui in mente la parola che Gesù cita dal profeta Isaia, che cioè il tempio dovrebbe essere una casa di preghiera per tutti i popoli (cfr Is 56, 7; Mc 11, 17). Egli pensava al cosiddetto cortile dei gentili, che sgomberò da affari esteriori perché ci fosse lo spazio libero per i gentili che lì volevano pregare l’unico Dio, anche se non potevano prendere parte al mistero, al cui servizio era riservato l’interno del tempio. Spazio di preghiera per tutti i popoli - si pensava con ciò a persone che conoscono Dio, per così dire, soltanto da lontano; che sono scontente con i loro dèi, riti, miti; che desiderano il Puro e il Grande, anche se Dio rimane per loro il "Dio ignoto" (cfr At 17, 23). Essi dovevano poter pregare il Dio ignoto e così tuttavia essere in relazione con il Dio vero, anche se in mezzo ad oscurità di vario genere. Io penso che la Chiesa dovrebbe anche oggi aprire una sorta di "cortile dei gentili" dove gli uomini possano in una qualche maniera agganciarsi a Dio, senza conoscerlo e prima che abbiano trovato l’accesso al suo mistero, al cui servizio sta la vita interna della Chiesa. Al dialogo con le religioni deve oggi aggiungersi soprattutto il dialogo con coloro per i quali la religione

è una cosa estranea, ai quali Dio è sconosciuto e che, tuttavia, non vorrebbero rimanere semplicemente senza Dio, ma avvicinarlo almeno come Sconosciuto." 8. Le situazioni di difficoltà delle famiglie "Vanno poi accostate con delicata premura pastorale le situazioni di difficoltà delle famiglie, dovute a malattie o ad altre sofferenze, comprese quelle derivanti dalla mancanza della pace

familiare o dalla rottura del vincolo coniugale: soprattutto a persone ai margini della vita di fede vanno donate parole e gesti che esprimano condivisione cristiana e aiutino a radicare la sofferenza nel mistero della croce di Cristo." In questa ottica come promuovere sempre più la pastorale familiare ed in particolare l’esperienza avviata con i separati e divorziati? Quale organico legame fra pastorale familiare e Caritas?

9. Un primo annuncio ai nuovi popoli arrivati, senza proselitismo "Ma non si potrà non tenere conto anche della grande occasione di evangelizzazione offerta dal fenomeno delle migrazioni di tante persone di altre religioni: non possiamo non preoccuparci di come far giungere anche ad essi la buona notizia che ogni uomo è uno "per il quale Cristo è morto" (Rm 14,15)." Dall’accoglienza alla proposta, questo il nuovo impegno verso i popoli che abitano sempre più la nostra terra livornese. 10. Le situazioni informali Altre occasioni da valorizzare sono quelle collegate al tempo libero e alle situazioni informali, nei quali soprattutto i giovani, tramontato il tempo delle contrapposizioni ideologiche, appaiono sorprendentemente più aperti al Vangelo, se esso viene offerto in un contesto di vera simpatia e di accoglienza amichevole, da una comunità cristiana coraggiosa nel proporre la sua fede e al contempo capace di intessere relazioni significative nell’oratorio, "sulla soglia" e anche per strada. In tali circostanze i giovani stessi, adeguatamente formati e motivati, possono divenire i più efficaci evangelizzatori dei propri coetanei. Si pone la necessità di ripensare e riformulare in termini nuovi il "progetto strada" che profeticamente Mons. Ablondi, avviò. La Vergine delle Grazie, stella dell’evangelizzazione, alla quale la storia di fede della nostra Diocesi, è così congiunta, interceda per noi. Simone Vescovo 8 settembre 2013, Natività di Maria

La lettera PASTORALE

LA LETTERA PASTORALE/5.........


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6 ottobre 2013

Dieci anni di cure palliative

Spunti di approfondimento

Dalla Settimana Sociale DI TORINO

REGALARE SERENITÀ IlVescovo Giusti all’anniversario dell’Associazione razie, grazie, grazie, per quello che fate !”’ con “queste Gtutto parole il vescovo Simone Giusti ha esordito al decimo convegno dell’ ACP (Associazione Cure Palliative), svoltosi presso l’Accademia Navale. Scopo dell’Associazione è l’assistenza domiciliare a pazienti terminali, mettendo gratuitamente a disposizione un’equipe multidisciplinare specializzata in Cure Palliative. «Cos’è la morte? Il Vescovo I greci dicevano trattando il tema della che era la porta morte, dove la delle stelle, ma presenza dell’Acp serve la speranza ad alleviare il cristiana, che si dolore, ha così basa sull’intelletto, esordito “Cos’è la pone la fine di morte? I greci questa vita, come dicevano che era la porta l’inizio della vita delle stelle, ma eterna. Prima la speranza cristiana, che della morte esiste si basa però una pre-morte sull’intelletto, pone la fine di ed è in questa fase questa vita, che l’intervento come l’inizio vita delle cure palliative della eterna. Prima riesce a donare della morte esiste però una serenità a tanti pre-morte ed è ammalati in questa fase che terminali, alcuni l’intervento dei quali ho delle cure palliative conosciuto sia in a donare ospedale che presso riesce serenità a tanti le loro abitazioni e ammalati terminali, dove, grazie alla alcuni dei quali ho professionalità dei conosciuto sia volontari sanitari, in ospedale si vedeva aprirsi che presso le loro abitazioni qualche sorriso e dove, grazie sui loro volti» alla professionalità dei volontari sanitari, si vedeva aprirsi qualche sorriso sui loro volti”. Toccante alcuni versi di un poeta milanese, che il vescovo Giusti ha recitato e dove il poeta vedeva nel rantolo una sorta di linguaggio del trapasso a cui il moribondo stava giungendo. Presenti all’incontro oltre al Vescovo, Giorgio Kutufà, il senatore Marco Filippi, Marcello Fremura, Massimo Nannipieri, ‘’La presenza dell’Acp a Livorno, pone la nostra città al primo posto in Toscana” queste le prime parole della dottoressa Francesca Luschi, presidentessa dell’Associazione, che però ha anche ricordato come attualmente “a seguito della crisi economica sono stati ridotti di molto i contributi statali ed in dieci anni di vita l’Associazione è la prima volta che si trova in una profonda crisi finanziaria e da sette medici siamo scesi a tre”. L’intervento della presidentessa è stata una richiesta di aiuto alle istituzioni locali, affinché questa realtà continui nel proprio servizio, che attualmente sopravvive grazie al contributo di alcuni imprenditori, della Fondazione Cassa Risparmio di Livorno e di tanti comuni cittadini. Anche i giovani studenti delle superiori, future matricole di medicina, sono stati oggetto delle parole della presidentessa, che li ha esortati ad avvicinarsi sin d’ora all’associazione per conoscerne meglio l’operatività. Roberto Olivato

Famiglia, cammino di generazioni a famiglia – frutto “dell’unità nella differenza tra uomo e donna e della sua fecondità” e “bene per tutti” – rimane “il primo e principale soggetto costruttore della società e di un’economia a misura d’uomo”. Come tale dunque “merita di essere fattivamente sostenuta”. Lo ricorda Papa Francesco nel Messaggio inviato alla 47° Settimana Sociale dei cattolici italiani, auspicando che l’evento che si è aperto giovedì 12 a Torino aiuti a mettere in evidenza “il legame che unisce il bene comune alla promozione della famiglia fondata sul matrimonio, la di là di pregiudizi e ideologie”. La famiglia, infatti, spiega il Papa, è “ben più che un tema: è vita,

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Alcuni brani del messaggio di Papa Francesco sul tema della Famiglia trasmesso in occasione della Settimana Sociale è tessuto quotidiano, è cammino di generazioni che si trasmettono la fede insieme con l’amore e con i valori morali fondamentali, è solidarietà concreta, fatica, pazienza, e anche progetto, speranza, futuro”. Ma, ammonisce, “speranza e futuro presuppongono memoria”. “La memoria dei nostri anziani – osserva - è il sostegno per andare avanti nel cammino. Il futuro della società, e in concreto della società italiana, è radicato negli anziani e nei giovani: questi

perché hanno la forza e l’età per portare avanti la storia; quelli perché sono la memoria viva”. Nel suo Messaggio, Papa Francesco torna infatti a ribadire che “un popolo che non si prende cura degli anziani e dei bambini e dei giovani non ha futuro perché maltratta la memoria e la promessa”. Queste riflessioni, precisa il Papa, non interessano “solamente i credenti, ma tutte le persone di buona volontà, tutti coloro che hanno a cuore il bene

La riflessione del cardinal Bagnasco, presidente della CEI

uomini pensosi, capaci di lasciarsi interrogare dalla famiglia che non è una ‘invenzione stagionale’, e come tale soggetta a cicliche ridefinizioni. Senza dimenticare per altro che essa richiede di essere sempre di nuovo compresa nella sua architettura essenziale”. La riflessione del Cardinale Presidente si snoda attraverso un primo tornante che cerca di mettere a fuoco un elemento specifico del familiare nella relazione tra generi diversi e tra diverse generazioni; un secondo passaggio ne ricava le conseguenze sul piano sociale ed economico perché la famiglia non resti imbrigliata in immagini stereotipate o in utopiche fughe in avanti; la conclusione fa risaltare quanto la famiglia sia “una risorsa e non un ostacolo alla modernizzazione, anzi la speranza e, dunque, il futuro”.

Famiglia, unica alternativa alla crisi

uove dalla riflessione sulla “nostra generazione, soggetta a sempre più frequenti crisi depressive e a inedite forme di disagio sociale”, la prolusione offerta in apertura della 47ª Settimana Sociale dei Cattolici dal Card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

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Si è impoverito il “suolo umano, si è svuotato del suo humus di relazioni, legami, responsabilità e così è divenuto friabile ed inconsistente”, osserva il Cardinale: “L’uomo stesso, su questo terreno incerto, finisce per diventare ‘di sabbia’, una figura fluida, impastata di contraddizioni e con una caratteristica evidente: la sensazione di stanchezza”. Ancora: “È un uomo ‘dalla testa pesante’ che fatica a portare avanti la sua vita, dubita del tragitto e del senso, chiedendo al contempo riconoscimento e rassicurazione; è schiacciato dall’urgenza di farsi da sé in una competizione continua, e nello stesso tempo scopre che gli manca la terra sotto i piedi”. A fronte di questa situazione,

comune del Paese”. Perché la famiglia “è scuola privilegiata di generosità, di condivisione, di responsabilità, scuola che educa a superare una certa mentalità individualistica che si è fatta strada nelle nostre società”. Ecco dunque che “sostenere e promuovere le famiglie, valorizzandone il ruolo fondamentale e centrale, è operare per uno sviluppo equo e solidale”. “Non possiamo ignorare – afferma il Pontefice - la sofferenza di tante

famiglie, dovuta alla mancanza di lavoro, al problema della casa, all’impossibilità pratica di attuare liberamente le proprie scelte educative”. E neppure “la sofferenza dovuta ai conflitti interni alle famiglie stesse, ai fallimenti dell’esperienza coniugale e familiare, alla violenza che purtroppo si annida e fa danni anche all’interno delle nostre case”. “A tutti – conclude Papa Francesco – dobbiamo e vogliamo essere particolarmente vicini, con rispetto e con vero senso di fraternità e di solidarietà”. Per leggere il messaggio integrale: http://www.settimaneso ciali.it/pls/siti/V3_S2E W_CONSULTAZIONE.m ostra_pagina?id_pagina =12142&rifi=guest&rifp =guest

“in questi giorni, vorremmo insieme provare ad ascoltare l’uomo e la donna di oggi, senza pregiudizi o filtri ideologici, ma assecondando la vocazione della Chiesa”, il cui obiettivo “non è di difendere una posizione, di ribadire un principio, ma di portare a credenti e non credenti il contributo di umanizzazione che la luce della fede suscita innanzitutto nell’ambito della famiglia, come ci ha ricordato di recente Papa Francesco”. Proprio la famiglia, spiega il

Presidente della CEI, è “l’antidoto alla stessa crisi, l’unica alternativa praticabile ad una esasperazione dell’individuo, la cui pesantezza è diventata insostenibile sotto l’imperativo di un’autonomia rivelatasi ben presto ingenua e cinica allo stesso tempo”. L’appuntamento torinese delle Settimane Sociali costituisce perciò “un servizio al dibattito culturale in corso nel nostro Paese, e per questo un confronto serio e rigoroso, aperto al contributo di tutti gli

Per leggere la relazione integrale: http://www.settimanesociali.it/ settimane_sociali_dei_cattolici _italiani/news/00012143_Il_Ca rd._Bagnasco__Famiglia__unic a_alternativa_alla_crisi.html


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Gran finale per AMICHIAMOCI

Una ricarica speciale! Ventidue giorni di festa per tutti i gusti DI

MARTINA BONGINI

i spengono le luci di Amichiamoci. La manifestazione che per ben tre settimane ha dato vita al mese di settembre tra giochi, tornei, preghiere ed iniziative di vario genere anche per quest’anno è giunta al termine. Sembra solo ieri che i ragazzi si apprestavano ad iniziare quello che ormai da anni è diventato il “tour de force” di fine estate; una fatica che però accompagna più dolcemente la conclusione delle vacanze e la ripresa di un nuovo anno

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scolastico e del lavoro. È un appuntamento al quale ci si affeziona e al quale si cerca di non mancare ogni anno; si cresce, si matura, si cambia città ma nel cuore sappiamo sempre che..“a settembre c’è Amichiamoci”…e magari un calcio al pallone in una partita non ce lo toglie nessuno. Una "ricarica" per l’inverno che verrà e per gli impegni che ognuno di noi si prepara ad affrontare: una piacevole parentesi che per ben 22 giorni ha accompagnato i pomeriggi e le serate di ognuno di noi magari facendoci alzare dalla

A sinistra: don Cornelio, parroco di S.Matteo alla finale di pallavolo over Sopra: don Gino Franchi e Padre Fabrizio alle semifinali di pallavolo over

ciò i sorrisi dei

Due immagini della maratona

morbida e comoda seduta di un divano e distraendoci da cellulari, computer e tv. Si perché Amichiamoci, come ormai è bene noto, non è solo sport, preghiera, divertimento ma è anche e soprattutto incontro. Parrocchie e gruppi con tifoserie armate di striscioni e di voci potenti che hanno sostenuto le proprie squadre sui campi e nelle palestre; alcune dotate di tifosi “speciali” come: don Cornelio, don Gino, don Matteo, don Piergiorgio, don Jacek, padre Mario, padre Fabrizio, padre Gabriele che hanno donato il proprio supporto e la propria sportività partecipando e sostenendo a gran voce i giocatori. Certo, come in ogni manifestazione non sono mancati sfottò,

“giurate vendette” per conquistare le posizioni più alte del podio nel prossimo anno, qualche "incidente" di percorso anti-sportivo, qualche parola di troppo e molte “arrabbiature” e “preoccupazioni” per lo staff ma al di là di tutto

partecipanti e il clima di spensieratezza hanno spazzato via tutto, lasciando soltanto un po’ di nostalgia. L’aria buona che si respira ad Amichiamoci (naturalmente non contando quella delle palestre soprattutto nelle fasi finali della pallavolo!) è un dono piuttosto raro da trovare, unico nel suo genere e per questo spesso difficile da preservare e rinnovare nel tempo. In molti, più di seicento persone hanno partecipato e “risposto alla chiamata” (come suggeriva il tema di quest’anno) e sicuramente molti di loro continueranno a “rispondere” e magari “trasferire” la chiamata ad altri amici il prossimo anno!

L’albo d’oro di AMICHIAMOCI 2013

N.S. del Rosario... «piglia tutto» CALCIO A 8: 1) Santi Cosma e Damiano in Nugola 2) San Matteo 3) Santa Elisabetta Anna Seton Capocannoniere: Matteo Carnevali (Santa Elisabetta Anna Seton) e Giacomo Presta (S. Maria, Giulia e Francesco nella Madonna) 8 gol PALLAVOLO OVER 17: 1) San Matteo1 2) Nostra Signora del Rosario3 3) Chiesa Evangelica Fonte di Vita BASKET 3VS3 OVER 17: 1) Nostra Signora del Rosario2 2) Santissima Trinità 3) San Matteo CALCIO A 5 FEMMINILE: 1) Nostra Signora del Rosario 2) Sette Santi Fondatori 3) Santissima Trinità2 Capocannoniere: Anna Laura Rum (Nostra Signora del Rosario) 7 gol CALCIO A 5 UNDER 17: 1) Nostra Signora del Rosario 2) Santa Maria del Soccorso 3) Sette Santi Fondatori Capocannoniere: Pietro Canepa (San Jacopo in Acquaviva) 19 gol

PALLAVOLO UNDER 17: 1) Nostra Signora del Rosario 2) San Jacopo in Acquaviva1 3) San Luca Evangelista BASKET 3VS3 UNDER 17: 1) Sant’Agostino 2) Nostra Signora del Rosario 3) San Jacopo in Acquaviva PING PONG: 1) Andrea Risaliti e Francesco Bindi (S. Matteo) 2) Lucia e Giulio Sangiacomo (S. Agostino)

3) Matteo e Cosimo (N.S. del Rosario) BILIARDINO: 1) Fonte di Vita 2) Fonte di Vita CACCIA AL TESORO: 1°:STOMPS 2°:4 PIRATI SUL MAR DEI SARGASSI 3°:TRAZIONE ANTERIORE In alto: S.Matteo 1 vincitrice del torneo pallavolo over In basso: i ragazzi di N.S. del Rosario Qui sotto: due delle tre squadre di pallavolo over insieme a padre fabrizio Di fianco: don Gino Franchi e la squadra di basket della Seton

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SpecialeAMICHIAMOCI

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La Settimana n. 35 del 6 ottobre 2013