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Care precarie e precari, il 24 novembre inizia il conto alla rovescia per fa valere i nostri diritti o quel poco che c’è rimasto. Come molti di voi avranno appreso dai giornali e dalla rete è stato approvato il collegato lavoro. Questa ennesima riforma ha come unico obiettivo quello di portare a termine la lunga opera di precarizzazione iniziata con il pacchetto Treu e poi abilmente proseguita con la Legge 30. Non solo ci fanno pagare la crisi ma voglio anche gli interessi a tasso usuraio! Più specificatamente: 1) Viene introdotta la possibilità di spostare le vertenze di lavoro dall’autorità giudiziaria a collegi arbitrali, privatizzando in questo modo la funzione dei giudici di lavoro. 2) Viene introdotta la possibilità di certificare la regolarità dei contratti di lavoro e quindi la volontà del lavoratore. In questo modo il ricatto che prima era implicito nel rapporto tra datore di lavoro e lavoratore, oggi viene addirittura ad essere certificato. 3) Viene infine forfetizzato il risarcimento del danno dovuto al lavoratore che si sia visto riconoscere l’illegittimità del termine apposto al contratto di lavoro. Fino ad oggi il risarcimento era commisurato alle mensilità che il lavoratore aveva perso per effetto dell’illegittima cessazione del rapportodi lavoro. D’ora in poi il risarcimento verrà liquidato fra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilità di retribuzione. 4) Viene introdotto l’obbligo di impugnazione entro 60 giorni di ogni forma di cessazione (scadenza, interruzione) di tutti i contratti atipici (contratti a termine, collaborazioni a progetto, somministrazione etc.). Tale obbligo è inoltre esteso nei casi di allontanamento verbale dal posto di lavoro. I cambiamenti sono numerosi e tutti pessimi, ma ora è urgente focalizzarsi solo sull'ultimo di essi. Questo non è altro che un maxicondono a favore delle aziende che hanno abusato di lavoro precario. Quindi non ci resta che impugnare tutti i contratti di lavoro siano essi a termine o a progetto, entro 60 giorni dalla loro scadenza. Per i contratti già scaduti alla data del 24 novembre, l’impugnazione dovrà essere comunicata al datore di lavoro entro e non oltre il 23 gennaio, pena la perdita di ogni diritto. Per due anni i maggiori sindacati, nessuno escluso, non hanno mosso un dito per stoppare il collegato lavoro, e ora si propongono come paladini dei precari. Cosa non si farebbe per un pugno di tessere... Lo sportello San Precario e il pool di avvocati che lo compone sono a vostra completa disposizione per informazioni, consulenze e chiarimenti, non chiederemo tesseramenti, o compensi di sorta. Come tanti lavoratori e tante lavoratrici possono confermare ciò che ci anima è un sano e profondo odio verso le imprese che precarizzano e una profonda solidarietà verso chi è precario come noi. Alcune volte per trattare con una azienda basta trattarla male! Ci potete trovare ogni giorno, ad ogni ora (d’ufficio) in via Lamarmora 44 (Milano), oppure il giovedì dalle 18.00 presso SOS Fornace a Rho. Oppure per appuntamenti scrivete ad info@sanprecario.info. San Precario sia con voi!

c.s.a. PACÌ PACIANA


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