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Cianciana Superba gatta, all’alba sonnecchiante si risveglia, sinuosa e femmina e odorosa.. di fiori, d’erba fresca, di magia! Nei giorni cupi dell’inverno oscuro, Cianciana si fa lupa…e piange l’assenza dolorosa di quei figli che non è riuscita ad accudire: sono partiti per cercare altrove il proprio nutrimento … ed una sorte meno infame! Ma ecco già l’estate la riscalda! Torna così a sorridere radiosa! Sia festa e sia la gioia contagiosa! I figli suoi sono ritornati! Domani andranno via, ma torneranno! Amareggiata e stanca, Cianciana silenziosa, s’addormenta! Si fa bambina e mostra all’occhio attento dell’insonne tutta la sua bellezza luminosa…e si fa luna e luce in cui risplende la notte del mio agitato cuore!


Madre mia! Oh Madre mia, nacqui in te, vivo in te ed è in te che morirò! Ma tu dimmi, oh Madre, perché non prometti un futuro? Perché fai partire i tuoi figli e lasci chi resta sempre più solo? Che ti è successo, oh, Madre? Chi ha imbrattato la tua beltà? Chi ha reciso i tuoi fiori più belli a lupara, violenza e viltà? Tu rialzati, oh Madre, ché ho tanto bisogno di te! Non lasciarmi a terre lontane, ché nel cuore il coraggio non c’é. Non posso lasciarti, oh Madre! Non posso vivere senza di te! Dammi solo una mano a sperare che avrò un futuro vivendo ancora in te. Io è qui che voglio restare, nella terra più bella che c’è!


Il grido del silenzio I miei occhi hanno visto un barbone, sconfitto, gi첫 a terra; ed un viso di donna, narrare dalle proprie rughe, lo stento di una vita sfinita di sopraffazione. I miei occhi hanno visto bambini, sporchi di violenza, con gli occhi smarriti, nella loro innocenza violata. I miei occhi hanno incontrato i loro occhi e le loro labbra serrate; e sebbene stessero muti, io li ho sentiti gridare, in silenzio, il dolore, la rabbia e la disperazione!


Incubi Ho dormito incubi, sognati nel terrore del risveglio. Lottando spettri orrendi, ho scoperto il loro volto uguale al mio, eppure ho tentato di vincere il domani. Orrore di un sogno che guarda al reale delle angosce, sospese nei cieli del futuro. Proiezioni d’incertezze che soffocano l’anima, afferrando collo e cuore. Gallerie buie ed oscure, come gli anni di una vita vuota di certezze e sfinita dal dolore di dover vivere il domani.


Camminerò arcobaleni soffici Volando, esplorerò terreni impervi, fumanti di nebbia e fango. Vivrò caverne d’urla silenti, echeggianti del nulla sordo d’ogni muto che sta a narrare, d’ogni cieco che sta a guardare. Incontrerò deserti freddi e nuvole da riscaldare ed i miei occhi avranno ancora tanta pioggia da bagnare. Planando, abbandonerò il volo ed accoglierò il momento estremo in cui il mio tempo incontrerà il cielo. Finirà così il mio vagare! Mi placherò e, finalmente quieta, camminerò arcobaleni soffici, intrisi d’eterno profumo e cambierò ogni mia essenza, per far posto ad un altro volo.


Vascelli Vascelli pirati, i miei giorni rubano le ali al mio destino; assaltano il mio tempo e lo trascinano al di là dell’orizzonte. Io, seduta sulla spiaggia, li osservo da lontano scivolare via su acque sconfinate di finito. Procedono uno ad uno in una lenta processione ed io li guardo ancora, memore di Salmi oramai dimenticati.


Scusa, papà Scusati papà, per tutto l’astio che mi hai dato; per la tua rabbia folle che mi ha ferita e accusata; per tutti gl’insulti che mi hanno umiliata. Scusati papà, per aver deciso ciò che era giusto per me; per avermi impedito di sbagliare da me; per aver desiderato una figlia perfetta, ubbidiente, laureata e magari un po’ ochetta. Scusami papà, se non sono così, se avrei voluto una vita diversa da quella avuta fin qui. Scusami papà, se non ti ho obbedito mai; se ho visto la vita con occhi diversi dai tuoi. Scusami papà, per tutto l’astio che ti ho dato; per la mia rabbia folle che sicuramente ti avrà ferito e umiliato; per tutti gli insulti che ho ricambiato. Ma...Grazie papà, per quello che mi hai dato; per avermi insegnato che é difficile sorridere ancora se la vita ti ha sfiancato e umiliato. Grazie papà, dell’amore che era in te, di tutto quello che non mi hai detto mai, di tutto quello che hai fatto per me. Grazie papà, perché oggi l’unico orgoglio che ho è di essere “ la figlia di Totò “ .


Senti papà, già te l’ho detto e lo sai: questa tua figlia stronza non smetterà di amarti mai! Senti papà, anch’io lo so già: neppure la morte è riuscita a portarmi via il mio papà !


Prendimi per mano, Papà Prendimi per mano papà, come facevi quand’ero bambina. Portami in mondi di luce, per lenire il dolore di questo vivere che mi è oscuro. Dammi gli abbracci che mai mi donasti, ed un nuovo calore che annienti il freddo che abbiamo passato. Stringimi più forte le mani papà, e sollevami più in alto, al di sopra di questa mia infelicità!


Un battito d’ali d’angelo Un battito d’ali bianche mi rimanda al tuo sorriso e alle tue labbra stanche di baci che mai ti donai. Un fruscio d’ali candide e ritorno a te e alle parole che ti direi per rinnovare il miracolo dei tuoi occhi innamorati nei miei. Se dietro tutto ciò un angelo c’é, vorrei solo che ti desse per me la spiegazione chiara del caos che c’é qui, in me, per te.


Vorrei Vorrei essere nelle tue notti insonni: in questo cielo nero, muto e vuoto di stelle. Vorrei essere nei tuoi pensieri stanotte e nello stesso cielo, vorrei incontrare i tuoi occhi. Per guardare la stessa luna che guardi tu. Per farti sentire lo stesso amore che sento io.


Malinconia Malinconia è un ricordo che ti siede accanto; è un dolore che ti porti dentro; è un viso che per te non ha più un sorriso; è l’amaro per tutto ciò che non è mai esistito; è ignorare tutto ciò che non hai mai capito; è il veleno che ti nutre l’anima malata; è il dolore che ti fa la vita muta; è uno sguardo che non torna più; è il tuo nome sussurrato fino a dove non senti tu.


A Rosalinda, mia figlia. Se Se l’arcobaleno mi rubasse il tuo sorriso non vorrei più altri orizzonti da varcare. Ciò che voglio è annegare, da ora fino ad ogni mio mattino, nel chiarore dei tuoi occhi, nel bagliore improvviso di un tuo tenero sorriso! E’ la vita che scandisce ogni respiro, che da un senso ad ogni pezzo d’universo, ed esplode l’esistenza in un attimo divino. Quando guardo il tuo viso bambino, l’indifesa bella tua innocenza, percepisco quella luce del creato, quel miracolo che, dall’aurora del tuo viso, non può che condurmi ad un altro tuo sorriso. E sia per sempre luce, gioia mia, dalla tua vita alla mia!


Ti tengo fra le braccia

Ti tengo fra le braccia e respiro il tuo cuore sopra il mio.

Cullo il sonno affinchè riposi tenera, nel silenzio, la tua vita: sia così finestra accesa sul sereno del domani.

Aleggia, poi ci avvolge, nella stanza, un odore misterioso di divino,mentre... ...ecco...già diviene eternità, quando sorge come sole, e mi sorprende d’improvviso dal tuo sonno un sorriso...accennato, poi sbocciato, immacolato, sul tuo viso addormentato.


Terra di sangue al sole

Terra di sangue al sole; di sole che guarda al sangue, è la terra mia!

Terra di sangue sputato, di zolle spaccate, d’ideali infamati.

Terra di sole costretto a brillare in silenzio su un domani sradicato, sventrato e già ammazzato.

Terra di giudici ragazzini, di martiri prematuri, di nomi scolpiti su strade ad evocare percorsi di morte...

... e nomi nei cuori di altri nomi che oppongono onestà a malvagità; nomi di uomini che vogliono lottare contro il corpo di un mostro che corpo non ha.

Eppure dalla terra escono i suoi artigli e si ergono quasi a monumenti, ad una cultura di storico senso del “rispetto” che rispetto dell’uomo non ha!


Forse accadrà

Forse accadrà che dal cuore d’ognuno sgorgheranno catene ad amalgamare il bianco col nero, l’amore con l’odio.

Ogni Dio sarà il Padre di tutte le fedi, così come di tutte le genti dei continenti. Ogni Stato, uno “stato di pace” dove fiori e cespugli berranno l’orrore di putride pozze di sangue.

Le guerre moriranno nella Pace ed ogni terra sarà fecondata da un candido sole divino: sarà luce il volto di un unico Dio che sorriderà compiaciuto e contento!


Se solo un uomo

Se solo un bambino potesse essere bambino…

Se solo una madre sapesse essere madre…

Se solo un padre riuscisse ad essere padre…

Se solo ogni fratello sapesse essere fratello… ed un amico solo amico!

Se solo un uomo sapesse essere uomo… …forse ogni uomo sarebbe meno cattivo e solo… …e l’amore un solo amore, non un amore solo!


Venga il dolore

Venga il dolore ad insegnarmi cose sconosciute, per fare delle lacrime mattoni e costruire luoghi dove l’altro, bimbo o uomo, possa trovar riparo.

Possa io essere il faro che dà luce dal divino e matita per scrivere parole che solo a Lui è dato di sapere.


Giacigli

Se i tuoi pensieri dormono giacigli di rugiada stringine forte l’odore… sopra il petto!

Bagna i tuoi sogni dove riposano solo Gioia e Amore. Riposa e vivi come meglio sai! Dormi e soffoca il mio nome: non disturbi, stupido il mio viso, il tuo riposo!

Ed io non dormo altro che letti di dolore! Avvolta da veli che nascondono alla mente quando fui viva solo nei tuoi occhi! Morte mi donasti…ed ora è per me quasi naturale dirti:”Io non vivo più!”


Solitudine La solitudine che ho t’appartiene. Non maltrattarla! Mi è sorella, compagna.

Scossa da venti che soffiano i miei abissi, lei mi sorride tenera. Sprona, la sua voce, il ricordo di un solo gesto che tanto m’appartiene quanto non mi fu mai concesso!

Muta contempla i miei capelli stanchi; poi mi porge banchi di nebbia per costringermi a vagare finalmente in paesaggi che sempre mi negasti.

Le gocce cristalline dai suoi occhi, sembrano somigliare tanto a un dolore che conosco! Amico com’è del tempo mio: dei nostri ieri e dei miei domani.


Ti domandai Ti domandai: “Sarò madre?” poi, felice, chiesi ansiosa che madre sarei stata!

Il buio avvolgeva la mia fede: tutto era tenebra e deserto. Deserta era anche la corsia ma incontrai il tuo viso, Madre mia!

Sentii il tuo dolore uguale al mio e disperata urlai all’arcobaleno: “Per quanto tempo ancora sarò madre?”

Temevo la risposta e al tempo stesso temevo che nessuno rispondesse; ma vidi il deserto rifiorire e la tua voce serenamente dire: “Hai ancora tanto tempo! Non temere!”

Mi illuminasti il cuore e fu l’alba di una nuova fede.


SAVARINO FLAVIA