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SOMMARIO Anno I I I - Numero 1 Bimestrale – Febbraio/Marzo 2013

Febbraio/Marzo 2013

Direttore responsabile Edoardo Cela. ecela@publibrands.it Caporedattore Ilaria Maggi. imaggi@publibrands.it Art Director Marco Ferrari. marco@thatsall.it Fashion Editor Gloria Storchi. gstorchi@ publibrands.it Hanno collaborato Paolo Briscese, Sarah Grassi (Diners Club Italia), Mirta Oregna, Rosanna Patruno (Diners Club Italia), Graziana Pesce Pubblicità adv@publibrands.it Tel +39 0236636738 Progetto grafico & Impaginazione

www.thatsall.it Edito da Publibrands Italia srl Via Milazzo 6, 20121 Milano Tel. +39 02 36636738 - Fax +39 02 4983358 redazione@publibrands.it dinersmagazine@publibrands.it www.publibrands.com

Rivista ufficiale di Diners Club Italia Via Moscova 3, 20121 Milano Tel +39 02 321621 - Fax +39 06 3212697 www.dinersclub.it

8 PERSONAGGIO Umberto Veronesi 12 NEWSLINK 14 BUSINESS Non solo aste, ma educazione alla cultura 16 ALTA OROLOGERIA 23 TOP TEN 10 esercizi per il 2013 28 CUCINA D’AUTORE Roberto Okabe 33 SPORT & LEISURE Sport open-air 2013

Stampa Musumeci S.p.A. Loc. Amerique 97 - 11020 Quart (AO) Diners Club è registrato presso il Tribunale di Milano Autorizzazione n° 457 del 14/09/2011

In copertina Un piatto dello chef Roberto Okabe. (photo: Francesco Mion)

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SOMMARIO • Febbraio/Marzo 2013

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TRAVEL SPECIAL 50 KULM HOTEL St. Moritz c’est chic 52 HOTEL SCHGAGULER Benessere in quota 54 HEALTH A ciascuno la sua cura 56 MEMO 60 SOCIAL TRAVEL SPECIAL

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62 RAMADA PLAZA Milano D•NEWS 63 DINERS TRAVEL 64 MIAMI EXPERIENCE Welcome to Miami 68 VIPREMIA 69 GOLF 70 I NOSTRI LUOGHI 72 CARTA MILES

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PERSONAGGIO • testo di Paolo Briscese

“La scienza ha un valore universale e il linguaggio della scienza è un linguaggio pacifista” Umberto Veronesi Oncologo di fama mondiale, Senatore della Repubblica ed ex ministro della Sanità, Umberto Veronesi ha dedicato interamente la sua vita alla scienza e alla lotta contro un male oggi sempre più curabile. Già direttore dell’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano, fondatore della Scuola e dell’Istituto Europeo di Oncologia, Umberto Veronesi ha trascorso una vita in corsia, per dedicarsi soprattutto alle donne. A chi gli rimprovera di non credere in nulla, l’oncologo risponde: “C’è molto in cui credere: nella forza dei valori umani che con i millenni il cervello ha elaborato per raggiungere una coscienza etica”. Ecco cosa si nasconde dietro uno degli scienziati italiani più apprezzati al mondo: la fiducia incondizionata nell’uomo e nelle sue potenzialità 8


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rofessor Veronesi, oggi il cancro è un male sempre più curabile grazie alle nuove frontiere della medicina moderna e alla ricerca scientifica. Quali sono state le più grandi rivoluzioni avvenute negli ultimi anni nel campo dell’oncologia? Le novità più importanti sono legate alla rivoluzione genetica, all’imaging, alle nuove tecnologie e anche alla rivoluzione etica che ha fatto evolvere il rapporto medico-paziente da un modello paternalistico a un modello condiviso. Inoltre, la scoperta che la malattia insorge sempre a seguito di un danno al DNA, insieme alla capacità di isolare i geni e di studiare la loro funzione, hanno permesso di conoscere meglio i casi in cui il tumore è provocato da geni danneggiati e di sviluppare terapie sempre più mirate. La seconda rivoluzione è quella prodotta dalla diagnostica per immagini, che ci permette di esplorare virtualmente il nostro corpo, di anticipare sempre più la diagnosi e di trovare lesioni allo stadio iniziale. Lo straordinario progresso tecnologico degli ultimi trent’anni ha permesso di applicare informatica, robotica e nanotecnologie alle terapie anticancro, rendendole sempre più mirate, più efficaci e meno tossiche. Oggi si è scoperta anche l’importanza delle cellule staminali tumorali… La ricerca oncologica ha fatto un decisivo passo avanti con la scoperta delle cellule staminali tumorali. Sono cellule-madri e le uniche, all’interno del tumore, in grado di migrare in altri organi e di dare origine ad altre cellule malate e, dunque, alle metastasi.


PERSONAGGIO

I ricercatori sono oggi impegnati nella messa a punto di tecniche per individuare le cellule staminali per ogni tipo di tumore e nello sviluppo di farmaci in grado di bloccarle. Nella sua vita di medico lei ha incontrato e curato numerosissime donne. Si è sempre dedicato a difendere il loro pensiero e le loro capacità. Quale aspetto dell’universo femminile la colpisce particolarmente? Se ci soffermassimo a riflettere con attenzione, riusciremmo facilmente a riconoscere gli incredibili punti di forza dell’universo femminile. Sono profondamente convinto che le donne, con le loro straordinarie caratteristiche, possano migliorare sensibilmente le sorti della società odierna. Eutanasia e testamento biologico sono alcuni dei temi caldi dei nostri giorni. Quali sono le priorità di oggi? L’eutanasia è ancora un tema lontano dal dibattito pubblico, mentre è centrale quello del testamento biologico. Che non ha niente a che vedere con l’eutanasia se non per il fatto che ha a che fare con il fine vita. Il testamento biologico, venuto alla ribalta con Eluana Englaro, è uno strumento di autodeterminazione, vale a dire il modo per stabilire “a priori” e in anticipo quel “consenso informato”, obbligatorio per legge in Italia da parecchi anni, che ogni paziente ha diritto di esprimere sulle terapie che gli vengono proposte e riguarda la cosiddetta “vita artificiale”. L’Italia è uno dei paesi poco all’avanguardia nell’ambito dei diritti e delle libertà civili. Secondo lei da cosa dipende questa “arretratezza”?

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In Italia sono radicate alcune tendenze irrazionali e antiscientifiche che favoriscono una sorta di oscurantismo nei confronti del progresso. Una certa influenza ha avuto, inoltre, la Chiesa Cattolica che negli anni ha condizionato alcune decisioni civili e politiche del nostro Paese. Lei è uomo, medico e scienziato. Come coesistono in lei sentimenti, ragione e scienza? Sentimento e razionalità possono coesistere in perfetta armonia. Il nostro cervello è strutturato per una combinazione armonica tra le due aree del pensiero razionale e della sfera emotiva e sentimentale. Che la razionalità sia in conflitto

col sentimento è un pregiudizio. Le contraddizioni possono avvenire solo se confondiamo le aree di applicazione. Di recente ha affermato che “la scienza è linguaggio universale, capace come la musica, l’arte e l’amore di farsi capire in ogni luogo del pianeta”. Quale valore assume la scienza oggi? Il nuovo valore della scienza oggi è quello di essere un elemento civilizzatore e pacificatore. La scienza può contribuire al processo di pace mondiale, per altro già in atto, almeno a livello di progetto, appunto sviluppando il pensiero scientifico a livello internazionale che va di là dai conflitti religiosi, etnici e culturali.


PERSONAGGIO

puntando, soprattutto, alla creazione di una compagine di nuovi ricercatori, principalmente giovani in cui abbiamo molta fiducia. Con il loro lavoro scientifico contribuiranno al benessere della nostra società di domani. Oggi si parla molto dell’esigenza di migliorare la qualità di vita. Qual è il segreto per stare bene? Il mondo scientifico oggi riconosce che una riduzione significativa del numero di calorie assunte attraverso la dieta è tra gli strumenti più potenti a nostra disposizione per invecchiare in buona salute. C’è però un altro aspetto fondamentale cui prestare attenzione ed è la mente. Se opportunamente stimolata la nostra mente può conservare la capacità funzionale a lungo. Non dimentichiamoci che la vera età, in fondo, è quella del pensiero.

In apertura un ritratto del Professore Umberto Veronesi; nella pagina accanto Umberto Veronesi con Emma Bonino alla IV Conferenza Mondiale di Science for Peace, tenutasi a Milano lo scorso novembre; sopra il Prof. Veronesi nel suo studio all’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano.

A marzo la Fondazione Umberto Veronesi celebra 10 anni d’intensa attività. Ci spiega qual è l’obiettivo principale della Fondazione e quali sono le nuove sfide? Dieci anni fa siamo nati con l’idea di diffondere la cultura della scienza nel nostro Paese. La Fondazione, anno dopo anno, ha cercato di aprire la strada a un nuovo ruolo della scienza portandola più vicino alla società, diffondendo i valori scientifici anche attraverso dibattiti sociali su temi come il testamento biologico, la fecondazione assistita, la riduzione degli investimenti in armamenti a favore di quelli in ricerca, assistenza e servizi sociali. Ma, soprattutto, abbiamo cambiato il modo di investire nella ricerca,

Infine, qual è a suo avviso il destino della nostra società? La nostra società è destinata a progredire. La scienza debellerà le malattie gravi e anche la società dovrà evolversi se vorrà migliorare il suo livello di benessere. Per far questo, deve evitare le regressioni culturali, che sono il vero rischio, e sviluppare modelli di convivenza che prevedano una minore forbice fra parte povera e parte ricca del pianeta. Infine, deve sviluppare una grande tolleranza, indispensabile per il superamento dei conflitti etnici e religiosi e per lo stabilirsi di una sostanziale situazione di pace.

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a cura di Ilaria Maggi • TOP TEN

10 esercizi per il 2013 Cosa ci riserva questo nuovo anno? Luoghi, esperienze, progetti, da fare, vedere, provare, sostenere

IN TRAVEL WE TRUST

È al primo posto delle destinazioni di questo 2013 appena iniziato, un luogo ancora autentico, che dopo disastri ambientali e una cruenta guerra civile, volta pagina e si apre al turismo. E lo fa nel migliore dei modi. Stiamo parlando dello Sri Lanka, meta rivelazione, eletto da Lonely Planet tra i must see dell’anno. Il suo paesaggio varia dalle dolci colline costellate da piantagioni di the, alla foresta più fitta dove sono celati templi e pagode, alle spiagge di sabbia finissima, battute dal vento e scelte per questo dai tanti appassionati di kite surf. Il buen ritiro dove lasciarsi avvolgere da una spiritualità mistica senza privarsi di tutti i comfort è Amanwella, del gruppo Aman Resorts, sulla costa orientale. www.amanresorts.com

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ANDAR PER MOSTRE In programma dal 23 al 26 maggio la prima edizione di Art Basel Hong Kong. La fiera d’arte di Basilea, considerata la più importante e famosa, quella dove tutti vogliono presenziare, esporre e comprare, ha un nuovo satellite: oltre a Miami, aggiunge infatti anche Hong Kong, polo strategico nell’Asia che sempre più si fa strada e mostra il suo interesse anche per l’arte. Metropoli asiatica ma dallo spirito occidentale, si prepara a ospitare oltre 150 gallerie d’arte del vecchio e nuovo continente, con il meglio della produzione artistica, digitale, video e fotografica. La fiera esce poi dagli spazi espositivi e si sviluppa per tutta la città, attraverso mostre, eventi, happening, talks e workshop. www.artbasel.com/en/HongKong

CUPCAKE REVOLUTION

HI-TECH DETOX Obbiettivo di quest’anno: disintossicarsi dalle tecnologie. Almeno per un breve periodo. Non significa solo staccare telefoni, tablet e portatili. Non è neppure necessario fuggire sulle isole Far Oer. Il rimedio si chiama Diamond Magnetic e viene proposto nella nuova Spa YHI Wellness al Gran Meliá Rome Villa Agrippina a Roma. Un trattamento che prevede prima la riequilibrazione dei chakra, poi un trattamento basato su un composto di ferro e polvere di diamante che assorbe le energie elettromagnetiche e lo stress, ridando nuova vita al corpo. Dura 1 ora e 50 minuti, ma vale quanto una vacanza, provare per credere. www.granmeliarome.com

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Cucinare è di moda. Ormai è un fatto assodato. Tra programmi televisivi, riviste e corsi di cucina, è una tendenza che ha contagiato un po’ tutti. L’ultima novità? La Cake Design, ovvero l’arte di decorare le torte. Un filone di alta pasticceria nato in America ma che si sta rapidamente diffondendo in Italia; torte di tutte le forme e dimensioni non più realizzate solo per matrimoni, ma anche per eventi, feste o semplicemente per il piacere di esprimere la propria creatività con glassa e decori. Aprono anche scuole dedicate: la prima a Milano, in corso Magenta 66. Si chiama Silovoglio kitchen e propone corsi per cake lovers di tutte le età, dai bambini in su. www.silovoglioevents.it

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TOP TEN

5 BUSINESS 2.0

Start Up è probabilmente uno dei termini più ricorrenti in questa fine del 2012 e inizio dell’anno nuovo. Fa rima con energia nuova, rinnovamento, crescita, sfida. Tra i primi a credere nella forza della web economy, il creatore di H-Farm, Riccardo Donadon, che ha dato vita a una vera e propria scuola di start up, la prima venture incubator italiana, che si pone come obbiettivo quello di favorire lo sviluppo di start up basate su innovativi modelli di business, fornendo il seed capital necessario all’avvio delle operazioni. www.h-farmventures.com/it

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CIBOVAGANDO

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È la tendenza del momento: prendere la macchina, fare mille chilometri e “cibovagare” per provare il famoso chef stellato, la cucina biologica a km zero, scovare il produttore locale di un eccellenza del territorio. Sono sempre più numerosi i viaggiatori golosi, o meglio gourmet, che fanno della buona cucina un principio del vivere bene. Ogni regione d’Italia ha le sue tipicità che valgono il viaggio, di chef stellati non c’è che l’imbarazzo della scelta. Ve ne consigliamo uno, molto giovane, ma che farà parlar di sé nell’anno a venire. Invitato a Identità Golose, congresso annuale che raccoglie a Milano il gotha culinario e delinea i nuovi orizzonti della cucina italiana e internazionale, Lorenzo Cogo di El Coq è tra gli chef del domani. Ha fatto la gavetta in Australia e Giappone, è poi approdato in Spagna, ha fatto una puntata al Noma di Copenhagen per poi tornare dalle sue parti, precisamente a Marano Vicentino, dove ha aperto il suo ristorante. Lui la definisce “cucina istintiva” e il menu prende il nome di “grezzo originario”, connubio perfetto tra le migliori materie prime, lavorate il meno possibile e contraddistinte dalla cottura alla brace. www.elcoq.com

PENSARE AGLI ALTRI Se Shakira e Piquet mostrano le foto del loro nascituro in esclusiva sul sito di Unicef per sostenere la campagna di beneficienza di cui sono testimonial, ciascuno nel suo piccolo può fare qualcosa per migliora il mondo in cui viviamo. Tante le organizzazioni che operano nel charity, non occorre essere grandi attori di Hollywood per poter contribuire attraverso donazioni, sostegno, passaparola. Fate vostra una battaglia e schieratevi!

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8 9 10 TOP TEN

IL MONDO IN UNA APP

Se l’inizio dell’anno è stato contrassegnato dall’arrivo negli iPhone di tutti gli italiani di Ruzzle, social game tra i più scaricati, divenuto per certi una vera e propria mania, tante sono le App disponibili per andare incontro a necessità, interessi, passioni e divertimenti di tutti, grandi e piccini. C’è Numberlys a metà tra film, gioco e libro animato di William Joyce, artista Pixar e già creatore di personaggi di Toy Story e A Bug’s Life, per i piccoli; oppure la App per i gourmet come Slow Wine, considerata una delle migliori italiane; Twitter resta sempre in cima alle classifiche, ma ben assediato nel podio da Instagram, e tante altre ancora. Difficile stare al passo. Selezionate con cura, per non trasformare il vostro iPhone e iPad in un cimitero di icone abbandonate.

IN CARROZZA

Si sale in carrozza e si fa un viaggio indietro nel tempo, quando le distanze si coprivano in treno. Ma rigorosamente deluxe. Nell’era della velocità e dello stress, prendetevi il vostro tempo, salite sul leggendario Orient Express con destinazione Istanbul. Si parte da Parigi, i vagoni sono un concentrato di raffinatezza d’altri tempi, con cabine in puro stile art déco, il ristorante (a cui sono destinati ben tre vagoni) un piacere dove trascorrere parte del viaggio mentre fuori sfilano i paesaggi più diversi, attraverso tutta l’Europa orientale. Partenze dal 21 marzo al 7 novembre. www.orient-express.com

SARTORIA A DUE RUOTE

Ci sono gli abiti su misura, ci sono i viaggi tailor made e ora ci sono anche le biciclette fatte a mano. Pezzi unici che rispecchiano lo stile di chi le utilizza. A Milano si va da UltraCicli, “biciclette moderne pensate a mano” recita il motto dei due creatori di questo progetto. Una vera e propria sartoria delle due ruote, frutto dell’artigianalità e della manualità di chi è in grado di mettere insieme veri e propri gioielli del trasporto urbano. Questa boutique delle due ruote è a Milano, in piazza Risorgimento 3. In nome dell’ecologia e dello stile. www.ultracicli.com

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CUCINA D’AUTORE • testo di Ilaria Maggi

Roberto Okabe Brasiliano di nascita, evidenti origini giapponesi, la sua cucina tocca i cinque sensi, un’esperienza che prende il nome di “fusion” ma portata ai massimi livelli

Il sushi si mangia con le mani”: ti accoglie con questa semplicità e fare diretto Roberto Okabe, chef del conosciuto Finger’s e del Finger’s Garden, che ha già festeggiato il primo anno di vita. Perché per lui “la cucina deve toccare i cinque sensi, come la vista, l’olfatto, il tatto, il gusto... ed è importante l’ambiente, la musica…”, e così si spiega l’atmosfera nipponica e ricercata che regna in entrambi i suoi ristoranti, e ancora di più nel nuovo Finger’s Club by Hennessy dove ci dà appuntamento per l’intervista, nell’omonimo ristorante di via Keplero. In Italia dal ’97 (ma in casa mangia solo giapponese), ha seguito un percorso che lo ha portato ai massimi livelli della cucina cosiddetta fusion, poi l’incontro fortunato con il calciatore Clarence Seedorf, ai tempi nel Milan (lui che è interista integerrimo) e un’amicizia che è diventata anche sodalizio in fatto di business, con l’apertura dei due ristoranti milanesi e altre novità all’orizzonte. “Alcuni chef importanti hanno detto che la cucina non è fashion, e sono d’accordo” racconta, mascherando una piccola nota di dispiacere di fronte a chi non crede fino in fondo alle capacità e alla creatività di questo chef “dall’hardware, giapponese ma software brasiliano”, citando le sue parole, che ha preso la cucina giapponese per poi farne qualcosa di suo. “Il sapore della soia si mescola con il piccante del rafano, con l’agrodolce del riso, questo incontro crea un sapore e questo sapore è parte della mia cucina; c’è un tocco diverso, è la mia rivisitazione della cucina


giapponese. Chi conosce bene la cucina giapponese si accorge che c’è un qualcosa di diverso, un qualcosa in più”. Seguendo una regola ferrea: “dolce, acido, piccante, tutti questi sapori non devono andare a influenzare e coprire il sapore del pesce”. Un ingrediente preferito? Il tonno. È arrivata oggi la ventresca di tonno, la parte più pregiata; in Giappone il tonno costa caro a differenza che qui in Italia; sopratutto la parte della pancia, vicino al collo, è quella più grassa, ma è anche la più saporita, particolarmente morbida, si scioglie in bocca. E poi lo sai che il grasso del pesce non ingrassa e non è nocivo, a differenza del grasso animale? Come nascono i piatti? Non so come i musicisti creino canzoni e musiche, ma non credo sia molto diverso. Non siamo un ristorante che cambia menu ogni tre giorni, perché ogni piatto va maturato, migliorato, i nostri piatti vincenti sono cambiati nel tempo, a volte senza che io lo sapessi. Io non sto più al sushi bar, magari uno dei ragazzi della brigata, preparando 30 piatti al giorno, sa meglio di me cosa cambiare. Come nella musica, in un gruppo, quello che suona il basso a volte si rende conto lui stesso quando deve dare un tempo più grande. Non è che un giorno decidi “oggi voglio creare un piatto”, a volte sono in metro o sto giocando a tennis, mi viene in mente qualcosa e mi dico “caspita, sarebbe bello fare così!”. Ad esempio, mi hanno regalato dei fichi secchi molto dolci, buonissimi, sono andato in cucina e ho detto: “voglio vedere chi inventa qualcosa con questo prodotto”; su quello che loro preparano magari nasce l’idea e creiamo un buon piatto. La cucina è anche gioco di

squadra, non prendo i meriti da solo; sono sicuro che la miglior collezione di Armani nasce anche da ottime persone che lavorano nel team. Ascolti musica mentre cucini? Che genere? Quando cucinavo mettevo musica ad altissimo volume, mi è sempre piaciuto il rock: Pink Floyd, Talking Heads, David Bowie, U2, poi piano piano ho lasciato i gruppi più heavy… il rock mi emoziona, ho già comprato il biglietto per il nuovo concerto The Wall di Roger Walters. C’è chi non si emoziona con la musica, io invece penso che questo mio modo di vivere mi ha dato la sensibilità per essere creativo, in tante cose. Dicevi che la cucina non ha logica… C’è una logica: l’acidità che contrasta con il dolce, il croccante accanto al morbido, tutto questo ha un senso, ovviamente rispettando la tradizione. La tradizione è quello che arriva dalle nostre nonne e ci ha insegnato a capire certi abbinamenti, certe texture, noi siamo abituati a un certo tipo di cucina e non possiamo scappare da questo.

È importante il confronto con il cliente? Certo! Ad esempio non riesco a scappare dai rolls (i maki, ndr)! Il miglior ristorante giapponese al mondo non ha più in carta i rolls, perché ha scelto di fare una cucina con attenzione al piatto, alle salse, alla cottura, una tendenza più da nouvelle cuisine mentre il classico uramaki è un po’ “grossé” … sto cercando di “raffinare” un po’ questo piatto. Uno chef con cui ti piacerebbe cucinare? Jamie Oliver. Vorrei che venisse al mio ristorante, aprisse il mio frigo, guardasse le mie spezie e creasse qualcosa di occidentale, ma con un tocco orientale, ovviamente con la mia collaborazione… Sì, questo sarebbe molto bello!

Finger’s Garden Via Giovanni Keplero, 2 Milano Tel. 02 606544 Finger’s Via San Gerolamo Emiliani, 2  Milano Tel. 02 54122675

In apertura un ritratto dello chef nippo-brasiliano Roberto Okabe; sopra il ristorante Finger’s Garden a Milano. (photo: Francesco Mion)

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RICETTA D’AUTORE TAIYO e LUNA Ingredienti: 3pz capasanta tagliata a metà 50g pasta kataifi fritta peperone rosso e giallo en brunoise qb erba cipollina qb besciamella di formaggio salsa di soia Per la salsa di soia 70g cipolla bianca 20g aceto di vino 100g salsa soia 300g olio di arachidi Per la besciamella di formaggio 70g burro 70g farina 00 500ml latte 50g grana grattugiato 2g sale pepe nero e noce moscata qb Procedimento: Per la salsa di soia Unire tutti gli ingredienti (tranne l’olio) e frullarli nel mixer, Aggiungere l’olio a poco a poco per emulsionare. Fare riposare la salsa nel frigorifero. Per la besciamella di formaggio Sciogliere il burro, aggiungere la farina e cuocere per 5 min. Aggiungere il latte mescolando bene e portare a ebollizione. Bollire per 10 min a fuoco molto lento; aggiungere il sale, il pepe, la noce moscata e il formaggio. Mescolare bene e mettere la besciamella dentro un sac à poche. In una pentola con olio ben caldo, friggere la pasta kataifi fino a che non sarà ben dorata. Lasciarla raffreddare e aiutandosi con le mani, sminuzzarla in piccole striscioline. In un tegame con un filo d’olio scottare le capesante tagliate a metà orizzontalmente fino a che non saranno dorate. A fine cottura adagiarla in un piatto. Con l’aiuto della sac à poche guarnire il piatto con la besciamella e infine aggiungere una manciata di pasta kataifi fritta e decorare con il peperone e l’erba cipollina.


DESTINAZIONE GUADALUPA • testo di Ilaria Maggi

L’isola del tesoro naturale Relax e avventura nell’arcipelago della Guadalupa, tra foreste di mangrovie, lagune trasparenti, piantagioni e maison dell’epoca coloniale. Si viene da febbraio a maggio per assistere alla migrazione delle balene


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entro di cultura creola, melting pot di influenze francesi e africane, è da sempre stata considerata meno glamour delle sue vicine caraibiche, ma questo forse l’ha portata alla ribalta ora che il turismo si è fatto consapevole e attento all’ambiente e alla sua conservazione. Grazie al patrimonio racchiuso nel suo Parco Nazionale e al tesoro di abitazioni coloniali trasformate in accoglienti relais, la Guadalupa si è guadagnata un posto d’onore in questo angolo di paradisi tropicali. È un mix tra moderne città, villaggi rurali, foreste pluviali e spiagge isolate; paradiso per gli amanti delle immersioni, per chi vuole ritrovare una natura lussureggiante e desidera unire il relax all’avventura. Nominata semplicemente Gwada, si divide in Basse-Terre, con l’omonimo capoluogo, e GrandeTerre, unite tra loro dallo stretto braccio di mare della Rivière Salée. Dalla Grande-Terre, pianeggiante e piccola, si scende verso la BasseTerre e l’isola si fa spettacolo: un giardino lussureggiante, costellato da cascate e torrenti, colline affogate nel verde delle palme, piccole case colorate, villaggi di pescatori e una costa non protetta dalla barriera e scolpita dalle onde. Grande quasi il doppio della gemella, è montuosa e dominata dalla cima più alta delle Antille, La Soufrière, vulcano ancora attivo, attraversato da una fitta rete di sentieri percorsi da trekker che si spingono fino alla cima per ammirare lo spettacolo delle fumarole. Qui la natura è sontuosa, regina incontrastata di un territorio punteggiato da coltivazioni di caffè, cacao, banane e canna da


DESTINAZIONE

zucchero. Il Parco Nazionale della Guadalupa, creato per proteggere una delle più belle foreste delle Piccole Antille e dal 1992 Riserva della Biosfera Unesco, copre il 40 per cento del territorio di BasseTerre, è attraversato da 300 chilometri di sentieri ed è popolato da 300 specie di alberi e arbusti, 270 tipi di felci, un centinaio di differenti qualità di orchidee, 38 di uccelli (tra cui il raro picchio nero delle Antille) e 17 di mammiferi. Spettacolare la Cascade aux Écrevisses, nascosta nella foresta. A qualche chilometro dal mare e immersa in una vegetazione tropicale quasi invadente, il Jardin Malanga è un rifugio ricavato da una casa coloniale risalente al 1927. Dalla terrazza di una delle stanze o da uno dei cottage privati si ammira il mare cristallino mentre alla table d’hôtes si gustano piatti tradizionali di carne e pesce accompagnati da verdura, frutta, legumi e spezie.

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Nella parte nord-occidentale dell’isola si trova Deshaies, polo turistico di questa parte di BasseTerre: un pittoresco villaggio di pescatori affacciato su una baia protetta, con una manciata di boutique, piccoli ristoranti e spiagge bellissime. Grande-Anse, la più nota, è un nastro di sabbia color oro, su un mare blu cobalto, che continua oltre il promontorio con un’altra spiaggia dal nome evocativo: La Perle. Mentre chi viene qui per ammirare lo spettacolo della migrazione delle balene deve puntare verso Bouillante, costa ovest di BasseTerre: qui, nel tratto di mare che circonda l’isolotto di Pigeon, protetto dalla Riserva Naturale Cousteau, tra novembre e aprile, le balene gobbe, i grandi capidogli e i delfini cominciano la loro migrazione dal Mar dei Caraibi verso acque più fredde. Con un po’ di fortuna è possibile avvistare uno dei grandi cetacei.

In apertura la natura selvaggia e incontaminata della Guadalupa, il cui Parco Nazionale vanta una grande varietà di specie di piante e fiori ed è popolato da diversi tipi di uccelli e mammiferi. (photo: Jean Marc Lecerf/oceandimages. Com; courtesy Comitato per il Turismo delle Isole di Guadalupa) Sopra le abitazioni coloniali sono state trasformate in accoglienti relais immersi nella foresta tropicale. Sotto uno dei cottage del Jardin Malanga, a qualche chilometro dal mare, in una ex casa coloniale risalente al 1927. Nella pagina accanto in basso la piscina a sfioro con vista sull’Oceano de La Toubana Hotel & Spa, nel villaggio di Saint Anne.


DESTINAZIONE

Percorrendo la Route de la Traversée, che corre nel Parco Nazionale, ci si dirige verso le Rivière Salée, che separa le due isole così vicine da sembrare una sola. Prima tappa, la Riserva del Grand Cul de Sac, un miscuglio di mangrovie, paludi d’acqua dolce e praterie. Poco più avanti si raggiunge la cittadina di Pointeà-Pitre che mescola architetture coloniali a moderni palazzi. E di nuovo è la natura la vera protagonista: le Jardin Botanique di Villers vanta un migliaio di piante e fiori tropicali ed è considerato uno dei più belli dei Caraibi. Sulla costa, la Plage de Sainte-Anne è uno dei lidi mondani dell’arcipelago mentre più a est s’incontra l’ex villaggio di pescatori di Saint-François da cui partono le barche dirette verso le altre isole dell’arcipelago. Ciascuna diversa dall’altra, ciascuna imperdibile, come Marie-Galante, dalla forma simile

alla luna piena, la più attrezzata tra le isole, con centri diving che organizzano immersioni per vedere le tartarughe, oppure le vicine Les Saintes, nove isolette di cui due soltanto abitate. La principale è Terre-de-Haut, naïf e splendida, abitata da 1750 persone, discendenti per lo più da coloni provenienti dalla Bretagna, dalla

Normandia e dal Poitou. Qui si chiude il viaggio, davanti a un delizioso piatto di “crabs farcis”, granchi ripieni della propria polpa e sapientemente speziati, circondati dal verde smeraldo della vegetazione e davanti il colore blu intenso delle acque del Mare dei Caraibi.

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DESTINAZIONE

• PRIMA Il paese: è formato da due isole gemelle, Grande-Terre e BasseTerre, divise da uno stretto canale di mangrovie chiamato Rivière Salée. La città principale dell’arcipelago è la vivace e centrale Pointe-à-Pitre; la sonnolenta capitale amministrativa, chiamata Basse-Terre come una delle due isole, sorge sul remoto lato sudoccidentale. Le piccole isole esterne sono Les Saintes, Marie-Galante e La Désirade. Il clima: il clima è caldo tutto l’anno, ma le serate sono più fresche in inverno (da dicembre a febbraio), quando le temperature sono gradevoli. Da febbraio ad aprile la stagione è secca (la pioggia cade in media sette giorni al mese) e l’umidità è sopportabile. È dunque questo il periodo migliore per visitare l’arcipelago. Fuso orario: cinque ore indietro rispetto all’Italia. Documenti: è necessario il passaporto o la carta d’identità valida per l’espatrio. Come arrivare: la Francia ha ottimi collegamenti, con la compagnia di bandiera AirFrance, che collega quotidianamente Roma e

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Milano con scalo a Parigi, www.airfrance.it Muoversi: per visitare al meglio l’isola il consiglio è noleggiare un auto, tra le compagnie disponibili segnaliamo Hertz (www.hertz.it) e Europcar (www.europcar.it) Guide: la più completa è quella della Lonely Planet dedicata ai Caraibi, EDT Edizioni. Lingua: la lingua ufficiale è il francese, ma si parla anche il patois, dialetto creolo-francese. Valuta: Euro. Da sapere: è il centro della cultura creola caraibica, qui l’influsso francese e africano crea una mescolanza tra le più interessanti. Da mettere in valigia: un binocolo, per avvistare le balene. Link: il sito del Comitato del Turismo offre molte informazioni www.lesilesdeguadeloupe.com, c’è anche la versione in italiano www.leisolediguadalupa.it • DURANTE Dormire: nella Basse-Terre, di fronte all’arcipelago di Les Saintes, Le Jardin Malanga ha 9 camere e 3 cottage indipendenti immersi nel giardino tropicale. www.jardinmalanga.com

Ibiscus e bouganville circondano i 32 bungalow de La Toubana Hotel & Spa, situato nel villaggio di pescatori di Saint-Anne, nella Grande-Terre. Ha anche una Ocean Spa e vengono organizzate diverse attività sportive e non. www.toubana.com A Gosier L’Auberge de la Vieille Tour, perfetto per una vacanza rilassante, con ampie camere, in stile creolo e tonalità naturali, affacciato su giardini degradanti verso il mare. Al suo interno, l’omonimo ristorante, dove gustare la cucina nouvelle-creola, da non perdere la fricassea di gamberi al rum. Mangiare: cucina creola e francese in uno dei numerosi “lolo” lungo le strade o nei tanti ristoranti sulle spiagge, dove provare il pesce preparato nei più svariati modi e accompagnato da salse, riso e verdure.


DESTINAZIONE

10 cose da fare/vedere/comprare: Marie-Galante, fascinosa, in stile caraibico; è l’isola preferita dagli habitué delle Antille d’antan, dove i paesaggi e i ritmi di vita sono gli stessi di cinquant’anni fa. Ti’punch, aperitivo con lime, zucchero di canna e rum bianco a 59 gradi, accompagnato dagli accras, frittelle di merluzzo. Madras, tessuto a quadretti colorati, viene utilizzato per confezionare vestiti, zaini, borse, tovaglie e si può comprare a metraggio. Cacao e caffè, prodotti locali da comprare e portare a casa. Terre-de-Haut, qui il mare vanta fondali straordinari, con 15 punti d’immersione, cinque dei quali considerati tra i migliori del mondo. Zouk, come ogni isola caraibica che si rispetti la musica è una componente fondamentale, lo zouk è un mix di ritmi, musiche e stili africani, caraibici ed europei, nato negli anni ’70. Combattimenti dei galli, fa parte della tradizione e seppur siano una pratica violenta è ancora molto in uso in tutto l’arcipelago. Mercato di Pointe-à-Pitre, adagiato

a bordo mare, tra i più autentici di Guadalupa, un trionfo di fiori, artigianato in paglia e spezie. Petite-Terre, isolotto di fronte a La Désirade, dal 1998 riserva naturale integrale grazie alla sua notevole diversità biologica. www.yasmarinacircuit.ae Abiti tradizionali, durante i festival e le manifestazioni culturali è facile vedere le donne indossare i tradizionali abiti creoli, in genere costituiti da una gonna lunga dai colori sgargianti, di solito in cotone a strisce o quadri arancioni e gialle, un copricapo abbinato, una camicia bianca con i bordi merlettati, una sottana anch’essa bianca e uno scialle portato sopra le spalle.

Nella pagina accanto da sinistra le spettacolari cascate racchiuse, quasi custodite, all’interno della foresta tropicale lussureggiante; il panorama di una delle baie dell’isola, paradiso per gli amanti delle immersioni; tra le feste più sentite e celebrate c’è il Carnevale, qui una donna in abiti tradizionali. Sopra da sinistra i colori e le abitazioni tipiche della Guadalupa; i fenicotteri rosa sono una delle specie che abita il Parco Nazionale. (photo: Jean Marc Lecerf/oceandimages.Com; courtesy Comitato per il Turismo delle Isole di Guadalupa)

• DOPO Vedere: Jacques Costeau girò qui, nei fondali delle Isole Pigeon, alcune scene del suo documentario Il mondo del silenzio, che gli valse il primo premio al Festival di Cannes. Da lui prende il nome la Riserva, un’area marina protetta di circa 400 ettari nella costa ovest della Basse-Terre.

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D•NEWS Travel Special

Kulm Hotel St. Moritz c’est chic

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n uno scenario da fiaba, St. Moritz, incastonata nell’Alta Engadina con la sua atmosfera cosmopolita e glamour, custodisce il Kulm Hotel, riconosciuto come uno dei più prestigiosi per le vacanze invernali, avvolto dalla magia delle Alpi e intriso di storia e fascino. L’hotel sorge in una posizione privilegiata, proprio nel cuore della cittadina, a un passo dall’animata zona caratterizzata da boutique e ristoranti. Il soggiorno in una delle 173 camere e suite è un’esperienza unica che coniuga lo stile e le atmosfere della più esclusiva tradizione engadinese con i più moderni comfort. Novità di questa stagione è la rinnovata Kulm Spa St. Moritz: duemila metri quadrati di relax, progettati dai noti architetti svizzeri Rolf Som e Jo Brinkmann. Aperta all’inizio del 2013, oltre a una piscina coperta di 20 metri con musica subacquea, con vasca esterna riscaldata a 34°C, una grotta d’acqua salina, bagno turco, percorso Kneipp, sauna, vanta come novità assoluta la “Private SPA Suite”, dedicata a tutte le coppie che vogliono godersi questo momento di relax in totale tranquillità e privacy. La Suite ha infatti un’area privata con bagno di vapore, doppia vasca idromassaggio, biosauna e materassi ad acqua; gli ospiti vengono accolti con un flûte di champagne,


Kulm Hotel St. Moritz Via Veglia 18 7500 St. Moritz Switzerland info@kulmhotel-stmoritz.ch www.kulmhotel-stmoritz.ch

a cui fanno seguito trattamenti di bellezza e rigenerazione psico-fisica effettuati in simultanea. Non c’è niente di meglio, dopo una giornata sulle piste, del trascorrere qualche ora in totale armonia ammirando lo splendido panorama alpino dalle grandi vetrate. Alla sera, le coccole continuano in uno dei quattro ristoranti dell’hotel,

capitanati dall’executive chef Hans Nussbaumer, ciascuno caratterizzato da una diversa atmosfera e da una cucina gustosa e studiata. I gourmet più attenti possono anche vivere il “dietro le quinte” provando l’esperienza de “A cena con lo chef”, per carpirne segreti e accorgimenti.

Esclusiva offerta riservata ai Soci Diners: (valido dal 24 febbraio al 29 marzo) Kulm Spa Opening Special Soggiorno minimo di 2 notti, tariffa base di Euro 789,00 a persona, comprende: 2 notti in camera doppia e prima colazione a buffet; Trattamento di mezza pensione gourmet: ogni giorno a scelta cena di sei portate à la carte presso l’elegante Grand Restaurant (dress code: elegante e cravatta per gli uomini), dove è oggi disponibile anche un Vital Menu con piatti a basso contenuto calorico ideati dallo Chef Hans Nussbaumer in collaborazione con esperti nutrizionisti. In alternativa, cena informale presso il ristorante Chesa al Parc, in stile Engadinese o al The Pizzeria; Omaggio della Kulm Spa St. Moritz; A scelta, uno dei Percorsi Benessere: - Percorso “Relaxation”: peeling al miele Alpienne con sale ai cristalli alpini (30 min.), bagno rilassante alle erbe di montagna (20 min.) e massaggio corpo Kulm (50 min.) - Percorso “Detox”: peeling al miele Alpienne con sale ai cristalli alpini (30 min.), impacco purificante (30 min.), massaggio corpo Kulm (50 min.) - Percorso “Regeneration”: peeling al miele Alpienne con sale ai cristalli alpini (30 min.), impacco corpo anti-aging (30 min.) e massaggio corpo Kulm (50 min.) In esclusiva per i Soci, upgrade per la categoria di camera scelta (valido nel corso della settimana, da domenica a venerdì).

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D•NEWS Travel Special

A Hotel Schgaguler Benessere in quota

i piedi dell’Alpe di Siusi, circondato dalle vette delle Dolomiti, patrimonio dell’Unesco, nel centro di Castelrotto, si trova l’Hotel Schgaguler, che prende il nome dalla famiglia proprietaria, che se lo tramanda di generazione in generazione. Una tradizione votata all’ospitalità, ma con forte attenzione alla modernità: cosi si spiega la recente ristrutturazione che ha visto l’hotel ampliarsi non solo nelle dimensioni, ma anche nella proposta per i proprio ospiti. Ne è esempio la Spa, di 1400 metri quadrati, a disposizione degli ospiti ma anche dei clienti esterni, con piscina panoramica coperta, bagni a vapore, docce aromatiche, percorso Kneipp, oltre a una ricca e vasta proposta di trattamenti con ingredienti naturali come fieno, fanghi ed erbe salutari. Un benessere che continua anche fuori dal centro wellness, grazie alla Tea Room, dove degustare una delle tante varietà di tisane, per una perfetta remise en forme. La bellezza delle montagne che fanno da cornice unita all’eleganza e alla tranquillità di questo luogo, le cui camere e suite sono silenziose e arredate con gusto, rendono il soggiorno un vero toccasana per rilassarsi e godersi al meglio i giorni di vacanza, lontani da stress e ritmi frenetici.


Dopo una prima colazione a buffet, dove lasciarsi deliziare da prodotti fatti in casa come torte, succhi di produzione artigianale, prodotti caseari locali, ci si potrà dedicare alle varie attività proposte dall’hotel come escursioni - fra le passeggiate più suggestive la visita alla piccola azienda agricola “Pflegerhof” dove Martha Mulser con la famiglia si dedica alla coltivazione biologica

di erbe per farne tisane, cuscini aromatici, sali profumati - oppure gli amanti della neve potranno approfittare degli oltre 1200 km di piste del comprensorio sciistico del Dolomiti Superski. Alla sera, il ristorante Rubin, interno all’hotel, propone alcune specialità locali con accenti francesi e internazionali, accompagnate dai rinomati vini sudtirolesi.

Hotel Schgaguler Alpine Design & SPA Hotel via Dolomiti 2 39040 Castelrotto (BZ) Tel. +39 0471 712100 hotel@schgaguler.com www.schgaguler.com

Esclusiva offerta riservata ai Soci Diners: (valida fino al 7 Aprile 2013 per un soggiorno di 7 notti) Dolomiti Super Sun – comprende: in aggiunta al pacchetto Dolomiti Super Sun (7 notti, mezza pensione Vitalpina&Gourmet, cabinovia, navetta e deposito sci gratuiti, accesso illimitato alla Spa e al centro fitness), uno sconto sulla settima notte pagandone solo 6, skipass giornaliero incluso per il settimo giorno, Private Spa (l’Hotel riserva l’intera SPA fino a mezzanotte) e bagno di fieno. Al momento della prenotazione i soci dovranno indicare la dicitura: Diners Club Magazine.

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D•NEWS Golf

Riservato ai neofiti del golf Una promozione in collaborazione con International Golf Corporation

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opo il lancio della carta Diners Club Golf, con importanti plus per tutti gli amanti della pratica del golf, continua la collaborazione tra Diners Club e International Golf Corporation, primo marchio di catena di campi da golf in Italia, che annovera ben cinque impianti distribuiti in tre regioni italiane. International Golf Corporation ha messo a punto una speciale tariffa attiva nei cinque golf club di catena e dedicata a tutti i neofiti che per la prima volta si avvicinano a questo sport: con solo 1.200 euro consente l’ingresso annuale al golf, lezioni private con maestri certificati dalla PGA e, in omaggio, una sacca da golf completa di tutti i ferri necessari per giocare. Ma la promozione è ancora più vantaggiosa per i Soci Diners. A tutti i possessori di carta Diners Club, che vogliono provare per la prima volta il fascino del green, è riservato un ulteriore sconto di 100 euro sull’abbonamento. Imparare a giocare a golf non è mai stato così facile, divertente ed economico. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.internationalgolfcorporation.com o presso le segreterie del circolo prescelto.

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N.2 / 2013 (Feb / Mar)