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24a edizione | Settembre 2013

PROSPETTIVA BETLEMME

La rivista degli amici di Aiuto Bambini Betlemme. Novità da Betlemme e dalla Regione.

» Guardiamo avanti. » P rofughi siriani: difendere la dignità di chi soffre. » Cristiani di Terra Santa: il nostro contributo alla pace. » Tariq migliora.


Caldo insopportabile e mancanza d‘acqua: in estate, le precarie condizioni igieniche rendono la vita delle famiglie molto più difficile.

Editoriale

Guardiamo avanti La calura estiva penalizza molte famiglie. Ancora una volta l‘estate ha fortemente penalizzato le famiglie di Betlemme. Già a giugno le temperature hanno raggiunto i 40 gradi. I bambini curati nelle scorse settimane sono stati colpiti da infezioni tipicamente stagionali e da forme diarroiche. Nella stagione estiva, a render sempre più dura la vita dei medici sono da un lato, nei periodi di grande caldo, batteri e germi si diffondono rapidamente; dall’altro manca l’acqua necessaria per bloccarne la diffusione e migliorare quindi le condizioni igieniche della popolazione. Proprio quando uomini e animali vivono in stretto contatto, come avviene ancora nei villaggi, il pericolo di contrarre infezioni è maggiore. La stragrande maggioranza delle infezioni si curano senza grossi problemi. Molto più critico può essere lo stato dei pazienti che arriveranno nella nuova unità

di terapia intensiva. Dovremo misurarci con situazioni complesse; a breve saremo pronti. Ci saranno cinque lettini per pazienti piccoli e piccolissimi, monitorati 24 ore su 24. In autunno inaugureremo ufficialmente l’unità di terapia intensiva. Le condizioni esistenziali nei Territori palestinesi sono tutt’altro che facili. Tuttavia, sappiamo che in molte altre zone del Medio Oriente sofferenza e miseria non mancano. In questo momento ci sentiamo vicini alle vittime del conflitto siriano. Molti a Betlemme sanno cosa significhi lasciare la propria patria per sfuggire alla guerra. Sappiamo comprendere quale sia lo stato dei profughi siriani. Siamo felici che Aiuto Bambini Betlemme, attraverso il suo Fondo catastrofi, allevi tante situazioni di dolore.


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"È più dignitoso aiutare sulla luna."

una persona

Iniziative per i bambini di Betlemme Anche se pensare all’inverno ora è alquanto prematuro, stanno comunque iniziando ad arrivare le prime richieste per l’Avvento. Sono molto felice di sapere che tante parrocchie e molti gruppi torneranno ad aiutarci. I cuoricini di cioccolato in Svizzera, le tante iniziative di gruppi di giovani e di scuole a favore dei bambini di Betlemme. Senza dimenticare la colletta natalizia destinata all’Associazione. Molte parrocchie, in Avvento, si recano spiritualmente a Betlemme. Sono davvero felice che il Caritas Baby Hospital si trovi, per molti, lungo questa strada. Sono profondamente toccata anche per le donazioni che ci arrivano quando una persona muore. I parenti chiedono esplicitamente di inviare un’offerta ad Aiuto

in difficoltà

che

andare

Padre Ernst Schnydrig Bambini Betlemme. In questi momenti dolorosi ci commuove poter essere un barlume di speranza per chi resta. Nel luogo in cui è nato Gesù, preghiamo per i nostri amici defunti e per le loro famiglie in Europa. In questi momenti avverto come da Betlemme parta una forza che aiuta a sanare le ferite e che allo stesso tempo lega profondamente le persone tra di loro. Possa questo spirito raggiungere un giorno tutte le persone e riunirle nella pace, in Terra Santa e in ogni luogo di questo nostro mondo. La vostra

dott.ssa Hiyam Marzouqa, primario


Conflitto siriano

Difendere la dignità di chi soffre Aiuto Bambini Betlemme fornisce aiuto ai profughi siriani in Giordania. Fin dai suoi inizi, Aiuto Bambini Betlemme non si è limitata al Caritas Baby Hospital. Su desiderio del suo fondatore, padre Ernst Schnydrig, l‘Organizzazione si è impegnata a dare sollievo a madri, figli e famiglie anche fuori dai confini di Betlemme. Negli ultimi mesi ha seguito da vicino gli sviluppi in Siria. Come in ogni conflitto, a farne maggiormente le spese sono gli innocenti, bambini e donne in particolare. Dare ai profughi un po‘ di normalità Secondo stime recenti, il numero dei profughi sarebbe salito a 6 milioni. Fino all’ultimo la maggior parte di loro ha sperato che la situazione migliorasse. Ma la paura che il prossimo missile andasse a colpire la lora casa è andata via via aumentando. Per 1,6 milioni di persone, l'unica via di scampo è stata quindi la fuga in un Paese vicino, più sicuro, come la Giordania o la Turchia. Ma in quei Paesi gestire l’emergenza si è rivelato alquanto difficile. Aiuto Bambini Betlemme ha deciso di attivarsi per sostenere un progetto in Giordania; gli aiuti non si

Il conflitto siriano Le proteste pacifiche della primavera araba, scoppiate in Siria nel 2011, si sono trasformate in guerra civile. Da un lato, l’esercito siriano con il presidente Bashar al-Assad, dall’altra vari gruppi di ribelli. Secondo le stime ONU, dall’inizio della guerra sono morte oltre 100 000 persone. Più di 6 milioni sono i profughi, tra cui molti cristiani. Il loro timore è che i fondamentalisti fra i ribelli, in caso di vittoria, trasformino il Paese in uno stato islamico.

limitano alla fornitura di tende. L’obiettivo è quello di consentire a questa gente di preservare la propria dignità malgrado la grave situazione in cui si trova. C’è bisogno di normalità, anche se lontani dal proprio Paese. Ai profughi non vengono solo distribuiti aiuti sotto forma di farmaci o di generi alimentari; il nostro partner di progetto ha predisposto infatti alloggi anche fuori dalle tendopoli. I profughi sono stati sistemati in edifici vuoti o capannoni che li ospitano nel loro peregrinare. Stabiliscono contatti e danno un contributo alla vita sociale del posto. I bambini, per esempio, possono andare a scuola regolarmente e godere così di un minimo di normalità. Si vuole dare alle famiglie un po‘ di tranquillità e far sentire loro concretamente che sono parte della società d’accoglienza. Solo così potranno riprendere le forze e la fiducia per poter rientrare un giorno in patria e contribuire alla costruzione di un futuro migliore per tutta la popolazione siriana.


Intervista

"Il nostro contributo alla pace" Il professor Bernard Sabella è nato a Gerusalemme nel 1945. Dopo un soggiorno di studi negli USA è rientrato in patria. Insegna Sociologia all’università di Betlemme e porta avanti la ricerca sull'evoluzione della società palestinese.

Bernard Sabella, Università di Betlemme Le statistiche forniscono dati diversi sul numero in Israele e nei Territori palestinesi. Ma quanti sono davvero i cristiani? Secondo alcuni studi, nei Territori palestinesi vivono circa 50 000 cristiani, in Israele sono 150 000. Molti se ne sono andati, sono emigrati. Per quali motivi? L’ondata di emigrazione più consistente è avvenuta nel 1948, dopo la prima guerra arabo-israeliana. Allora furono in 60 000 a lasciare la Regione. Destinazione Australia o Nordamerica. Nell’ultimo decennio si è nuovamente registrato un forte aumento degli emigranti cristiani. È stato il periodo successivo alla seconda intifada. Qual è il dilemma? I cristiani hanno per lo più un’ottima formazione scolastica, parlano diverse lingue. Ciò consente loro di integrarsi meglio in un Paese straniero e di costruirsi una nuova esistenza. Nei suoi studi lei ha esaminato le possibili ragioni che possano indurre i cristiani restare in patria. A quale risultato è giunto? I cristiani dei Territori palestinesi e di Israele concordano parecchio su questo punto. Se ci fosse la pace, nessuno lascerebbe quei luoghi. Io personalmente sono convinto che si debba restare nella Regione in modo che non manchino mai i cristiani nella culla del Cristianesimo.

L’amore per la patria, per i nostri avi e per i Luoghi Santi viene così trasmesso di generazione in generazione. I racconti che ho sentito da mio nonno mi fanno capire quanto la mia famiglia ami questo Paese e continui a nutrire la speranza in un futuro migliore. E un giorno lo racconterò anche ai miei nipoti. Anche lei, dopo gli studi in America, ha avuto la possibilità di restare all’estero. Perchè oggi vive a Gerusalemme? Perchè è la patria dei miei padri. È ovvio che avrei potuto restare in America o in un altro Paese occidentale. I miei figli, tuttavia, devono poter crescere anche loro dove sono nato io, dove sono le nostre radici. A Gerusalemme, infatti, a Betlemme o in Galilea preserviamo la fede dei nostri antenati. Coltiviamo gli usi e costumi, le tradizioni della Chiesa. Andiamo fieri delle nostre radici cristiano-palestinesi. Uno spirito che non esiste in nessun altro luogo al mondo. Quale ruolo svolgono oggi i cristiani di Terra Santa? Un Cristiano è impegnato nel migliorare la situazione tra Israele e Palestina, fra tutti gli attori. In una società cristiana parliamo di "Dialogo della vita". Le persone vivono le une accanto alle altre, a prescindere dalla loro fede o dalle loro origini. I bambini frequentano le stesse scuole. Le istituzioni ecclesiali sono fondamentali in questa realtà. Il Caritas Baby Hospital, per esempio, non fa distinzione nell’aiuto che fornisce, non guarda alla religione dei piccoli pazienti. A tutti viene riservato lo stesso amore. Ecco quello che distingue noi cristiani di Terra Santa. Diffondendo lo spirito di uguaglianza, giustizia e riconciliazione diamo il nostro contributo fattivo alla pace tra i popoli.

A Betlemme c’è una forte presenza cristiana, ma la maggioranza della popolazione è musulmana.

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Nella calura estiva, i batteri si diffondono rapidamente. Sono soprattutto i piccoli a soffrire di malattie diarroiche.

Bimbi al Caritas Baby Hospital

Tariq migliora Aiuti tempestivi e di routine per le forme diarroiche. Laila segue attentamente ogni gesto dell’infermiera, che sta togliendo l’infusione al figlioletto Tariq. Nelle prossime ore si vedrà se le condizioni del piccolo si stabilizzeranno o se la forma diarroica di cui soffre lo debiliterà ancora di più. Laila prende in braccio il piccolo accarezzandogli amorevolmente la testolina. La donna, 35 anni, era arrivata al poliambulatorio del Caritas Baby Hospital il giorno prima; il bambino aveva una diarrea persistente, non voleva più bere ed era totalmente spossato. Allora Laila si era decisa ad andare a Betlemme, a 25 kilometri di distanza. "Nei casi di malattie diarroiche, la cosa più importante è introdurre liquidi e sostanze nutrienti nell‘organismo. Quando ci sono casi gravi e le condizioni a casa non sono ideali, ricoveriamo il bambino", dice la dottoressa Hiyam Marzouqa, primario dell’ospedale. Nessuno sa quando arriverà l’acqua Al poliambulatorio, i medici vengono a sapere che Tariq abita nel villaggio Jab'a, a est di Betlemme, con i genitori e cinque fratelli. La famiglia possiede una casa molto modesta, due stanze. Fuori, alcune caprette. La casa è allacciata al sistema idrico, ma proprio in estate l’acqua arriva spesso solo una volta alla settimana. In cucina, le taniche sono in attesa dell’acqua. "Ma con il calore i batteri si sviluppano a grande velocità", continua la dottoressa Marzouqa. Ecco perchè, in estate, aumenta considerevolmente

il numero di pazienti con malattie diarroiche. Anche questa volta, per il Caritas Baby Hospital sono passati 200 piccoli pazienti. Dall’ambulatorio, Tariq è stato trasferito immediatamente al reparto B. I medici gli hanno attaccato subito una flebo. La reazione di Laila è stata di grande sollievo quando il piccolo è riuscito finalmente a prendere sonno. E lei ha approfittato per sistemarsi nell’appartamento per le madri e non lasciare così il piccolo da solo durante la notte. Il Caritas Baby Hospital può ospitare fino a 43 madri che desiderino restare accanto ai figli malati. Nell’appartamento ci si può fare anche la doccia. Un lusso per molte, visto che la maggior parte di loro non ha questa possibilità a casa propria. La struttura ospedaliera di Betlemme ha due cisterne con una capienza di quasi 900 litri e ciò consente una certa stabilità nell’approvviggionamento idrico. Ora l’infusione è terminata. In braccio alla mammma, Tariq beve qualche sorso di tè. Il sonno e la flebo hanno decisamente migliorato le sue condizioni ed il bimbo ha ripreso colore. "Se la diarrea si ferma, il piccolo sarà dimesso già nel pomeriggio", dice la dottoressa Marzouqa. E infatti tutto va come previsto. Laila riceve ancora qualche indicazione dall‘infermiera e si rimette in cammino per Jab'a.


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Impressum: Prospettiva Betlemme è il giornale di Aiuto Bambini Betlemme per i donatori e i sostenitori. Esce quattro volte l’anno. Il contributo annuale di cinque franchi è compreso nellla quota dei sostenitori. Editore: Aiuto Bambini Betlemme, Lucerna; Redazione: Anna Beck, Elisabeth Janssen, Burkhard Redeski, Carmen Sibbing; Layout: Nicole Obermann; Stampa: Wallimann, Beromünster; Foto: Copertina, pagg. 2, 3 (foto 1), 6 (foto 1), 7 (foto 2), 8 Meinrad Schade, pagg. 3 (foto 2), 4 Nadia Schärli, pag. 5 (ritratto) Archivo, pag. 5 Burkhard Redeski, pag. 6 (foto 2) Peter Dammann / Agentur Focus, pag. 7 (foto 3) Angelo Viel

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Entusiasmare per Betlemme bambini e giovani NAVIGATION Vorlagen & Ideen (7 – 9 Jahre)

Vorlagen & Ideen (10 – 12 Jahre)

Vorlagen & Ideen (13 – 15 Jahre) Aktionen für die Kinder von Bethlehem starten Gottesdienst/ Meditation

khb-stick Ideen – Vorlagen – Filme Kinder und Jugendliche entdecken Bethlehem

Multimedia-Archiv Wer wir sind. Informationen zur Kinderhilfe Bethlehem.

*Die Altersangaben sind nur der Versuch, die Aufgaben für die Kinder zu unterteilen. Sie selbst kennen Ihre Gruppe am besten und werden bestimmt die richtige Idee finden.

Herzlich willkommen! Auf dem khb-stick haben wir Anregungen und konkrete Hilfen gesammelt, damit Sie Kindern und Jugendlichen Bethlehem und die Menschen, die dort leben, näher bringen können. Sie finden altersgerecht unterteilt Bastelanleitungen, Malvorlagen, Texte mit Aufgaben, Bilder und Filme. Damit können Sie Gruppen- und Unterrichtsstunden oder Gottesdienste gestalten. Sie finden auch Unterstützung für Aktionen zu Gunsten der Kinder und Mütter von Bethlehem.

Per fornire maggiori informazioni sulla vita in Terra Santa e sul lavoro al Caritas Baby Hospital di Betlemme, l’Associazione ha prodotto una chiavetta (USB-stick). Contenuto: istruzioni per lavori di bricolage, sagome da colorare, compiti da svolgere ludicamente, gallerie fotografiche, testi con approfondimenti e filmati. Il materiale è ottimo ed è pensato fra l’altro per catechisti e pedagoghi, per celebrazioni eucaristiche e per meditazioni. La chiavetta, disponibile solo in tedesco, puo essere ordinata grauitamente presso le sedi operative di Aiuto Bambini Betlemme.

Il Caritas Baby Hospital, sostegno nella specializzazione Il Caritas Baby Hospital è sempre più apprezzato dal Ministero palestinese della Salute. Dall’inizio dell’anno, i futuri medici pediatri possono prestare due anni di servizio da noi sui quattro previsti per conseguire la specializzazione. "Siamo davvero felici di poter dare un contributo attivo alla formazione e al miglioramento dei medici in Palestina", ci ha detto don Michael Schweiger, presidente di Aiuto Bambini Betlemme.

I 50 anni di Aiuto Bambini Betlemme All’assemblea generale di Lucerna, Aiuto Bambini Betlemme ha festeggiato il suo Cinquantesimo con una messa solenne nella Hofkirche della città sul Lago dei Quattro Cantoni e un concerto di beneficienza con musica organistica. Insieme al vescovo di Basilea, Monsignor Felix Gmür, agli ospiti da Betlemme e agli amici dell’Associazione si sono ripercorsi i Cinquant’anni di operato e di impegno per i più bisognosi. L’assemblea ha eletto Marianne Hofstetter e Sandra Maissen nuove consigliere del Direttivo.


Sede Operativa Aiuto Bambini Betlemme Winkelriedstrasse 36 Casella postale CH-6002 Lucerna Tel. 041 429 00 00 Fax 041 429 00 01 info@khb-mail.ch CP 60-20004-7 IBAN CH17 0900 0000 6002 0004 7 www.aiuto-bambini-betlemme.ch Rappresentante per la Svizzera italiana Mimi Lepori Bonetti CONSONO, Via Aprica 26 CH-6900 Lugano Tel. 091 922 09 31 Fax 091 922 09 83

Nei mesi estivi, la vita delle famiglie di Betlemme è un vero e proprio calvario che va ad aggiungersi agli effetti del conflitto medio-orientale. Con la guerra in Siria, la Regione è ancora più sconvolta. La gente scappa dal proprio Paese per cercare rifugio e aiuto altrove. In un momento così difficile, voi, sostenitori e amici di Aiuto Bambini Betlemme, date un segno di solidarietà concreta e di carità vissuta. Grazie di cuore!

Un segno di s o l i d a r i et à e

DI C A R I T À VISSUTA

Sede Operativa per l’Italia Aiuto Bambini Betlemme ONLUS

Emilio Benato, responsabile Via Roma 67 I-37012 Bussolengo (Verona) Tel. 045 715 84 75 Fax 045 715 84 75 info@abb-mail.it Credito Valtellinese IBAN IT70 I05216 59310 0000 0000 0854 5 per mille 93177120230 C/C Postale 69795961 www.aiuto-bambini-betlemme.it

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