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Le Misure di contrasto alla povertà previste dal Governo Nel mese di giugno 2013 una Commissione appositamente istituita presso il Ministero del Lavoro e presieduta dal Viceministro Maria Cecilia Guerra ha elaborato, con il contributo di docenti universitari, l’ipotesi di uno strumento chiamato Sia, “Sostegno per l'inclusione attiva”: una nuova misura nazionale di contrasto alla povertà assoluta e all’esclusione sociale nel quale sono confluite alcune delle principali proposte provenienti dal mondo dell’associazionismo e dal terzo settore. Al centro della proposta non vi è il cittadino, ma la famiglia: riguarderebbe nuclei familiari che vivono sotto la soglia di povertà assoluta e che necessitano di un integrazione al reddito. L’idea dello strumento è quella di integrare il reddito di tutte le famiglie povere, in cambio di un patto di inserimento con i beneficiari. L’obiettivo del SIA è, infatti, quello di permettere a tutti l’acquisto di un paniere di beni e servizi ritenuto decoroso sulla base degli stili di vita prevalenti. Il sostegno economico non è però incondizionato: il beneficiario s’impegna a perseguire concreti obiettivi d’inclusione sociale e lavorativa. Come aveva anticipato a settembre il Ministro Enrico Giovannini nel corso del suo intervento di presentazione del SIA, la nuova misura, sia pur in seguito al maxiemendamento, è stata parzialmente introdotta nella legge di stabilità. La sua applicazione avverrà, tuttavia, in via sperimentale solo in alcune grandi aree metropolitane. Secondo le stime il costo del SIA, a pieno regime, si aggirerebbe intorno ai sette miliardi di euro. Tale cifra permetterebbe a tutte le famiglie di uscire dalla soglia di povertà assoluta. Proprio in virtù di questo costo elevato, il Sia non era stato previsto nel Ddl Stabilità. Tuttavia, con il maxiemendamento, è previsto lo stanziamento di quaranta milioni l’anno (120 milioni in tre anni), da recuperare dal contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro: il 6% dalle pensioni 14 volte sopra il minimo (a partire da circa 90 mila euro); il 12% da quelle tra 14 e 20 volte il minimo (128 mila euro); il 18% tra 20 e 30 volte il minimo (193 mila euro). Le risorse che arriveranno saranno destinate alla carta acquisti ma anche a forme d’inclusione dei poveri, primo passo verso l’introduzione di un reddito minimo.

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Proposte sostegno al reddito  
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