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PERIODICO DI CULTURA E SALUTE

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ANNO XIII

AGOSTO 2010

ORGANO DI INFORMAZIONE DEL COLLEGIO IPASVI DELLE PROVINCE DI SASSARI E OLBIA-TEMPIO Spedizione in abbonamento postale - articolo 2 comma 20/C Legge n. 662/96 - Poste italiane filiale di Sassari

Il vescovo di Ozieri interviene con una lettera in difesa dell’ospedale “Antonio Segni”

IL COLLEGIO IPASVI DI SASSARI CONTRO IL BLOCCO DELLE ASSUNZIONI DEDICATO UN FRANCOBOLLO ALLA PROFESSIONE INFERMIERISTICA NON DECOLLA L’INVIO TELEMATICO DEI CERTIFICATI DI MALATTIA


Prom overe PERIODICO DI CULTURA E SALUTE

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ANNO XIII

AGOSTO 2010

Sommario

ORGANO DI INFORMAZIONE DEL COLLEGIO IPASVI DELLE PROVINCE DI SASSARI E OLBIA-TEMPIO Spedizione in abbonamento postale - articolo 2 comma 20/C Legge n. 662/96 - Poste italiane filiale di Sassari

Il vescovo di Ozieri interviene con una lettera in difesa dell’ospedale “Antonio Segni”

IL COLLEGIO IPASVI DI SASSARI CONTRO IL BLOCCO DELLE ASSUNZIONI

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EDITORIALE DI BIAGIO MACALUSO Ancora oggi c’è chi parla di professione ausiliaria e subordinata al medico

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PRIMO PIANO A CURA DELLA REDAZIONE Perché, per ricoprire ruoli dirigenziali, non occorre nessun titolo di studio?

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L’INTERVENTO DI S.E. MONS. SERGIO PINTOR Mons. Pintor interviene sulla grave situazione dell’ospedale “Segni” di Ozieri

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ATTUALITÀ DI SANDRO SABATTINO A rilento l’invio telematico all’Inps delle certificazioni di malattia

DEDICATO UN FRANCOBOLLO ALLA PROFESSIONE INFERMIERISTICA NON DECOLLA L’INVIO TELEMATICO DEI CERTIFICATI DI MALATTIA

Periodico di cultura e salute Organo ufficiale di informazione del Collegio IPASVI delle province di Sassari e Olbia-Tempio Redazione Collegio IPASVI Viale Italia 43 - 07100 Sassari Tel. 079 216 487 Fax 079 211 1476 e-mail: direttorepromuovere@tiscali.it Direttore Sandro Sabattino Redazione Biagio Macaluso, Salvatore Morittu Sergio Frassetto, Piero Bulla Roberto Ceccarelli, Francesca Deledda Giovanni Derosas, Nicola Lezzeri Speranza Loriga, Margherita Marongiu Alessandro Nasone, Giovanna Pensè Palmira Re, Massimo Sotgiu Luca Maggio, Maria Teresa Pinna Giuseppina Pisoni

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ATTUALITÀ DI SANDRO SABATTINO Gli infermieri al fianco delle donne che lottano contro il tumore al seno

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INIZIATIVE

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RUBRICA

COLLEGIO DI SASSARI E OLBIA-TEMPIO Il Collegio degli infermieri contro il blocco delle assunzioni predisposto dalla Regione A CURA DEL

REDAZIONE Il manuale di sicurezza in sala operatoria, strumento contro gli incidenti chirurgici A CURA DELLA

Editore Collegio IPASVI Sassari e Olbia-Tempio Viale Italia 43 - 07100 Sassari Autorizzazione del tribunale di Sassari n. 1982 del 25/05/2006 n. 327 Spedizione in abbonamento postale articolo 2 comma 20/C Legge n. 662/96 Poste italiane filiale di Sassari Grafica, impaginazione e stampa Tip. Ramagraf Via Vittorio Veneto 07014 Ozieri (SS) Tel. 079 7851091 - Fax 079 3077950 2

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Invitiamo tutti coloro che non l’avessero ancora fatto a visitare il sito internet all’indirizzo

www.ipasviss.it Nella sezione ECM sono riportate le date dei corsi di aggiornamento programmati dal collegio con relativa locandina e modulo di iscrizione.


EDITORIALE

Messa in discussione l’attività dell’infermiere

Ancora oggi c’è chi parla di professione ausiliaria e subordinata al medico di Biagio Macaluso presidente IPASVI di Sassari e Olbia-Tempio

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ulle pagine del Sole 24 ore-Sanità n. 26/2010 è stato pubblicato uno speciale sul “See & Treat”, una metodologia di carattere organizzativo avviata in Toscana ed in particolare sulle implicazioni giuridiche in tema di abuso della professione medica. Lo speciale, a firma dell’avv. Gianfranco Iadecola, al di là del paventato abuso, coglie l’occasione per affermare come esista una specie di “superiorità funzionale” da parte del medico nei confronti dell’infermiere in virtù delle sue “maggiori conoscenze ed abilità” e che lo stesso debba fungere da supervisore nei confronti delle attività messe in atto dall’infermiere, esecutore materiale delle prestazioni. Quanto scritto dall’avv. Iadecola, al di là della non menzione della legge 42/1999 sull’abilitazione all’esercizio professionale delle professioni sanitarie, e della legge 251/2000 che afferma l’autonomia delle professioni sanitarie, fa il paio con quanto scritto dal dott. Muzzetto, vicepresidente dell’ordine dei medici di Parma, e ribadito a Rimini lo scorso mese di maggio in occasione del Congresso Nazionale della FnomCeO: gli infermieri devono tornare al loro posto! Si legge tra le righe il tentativo di riportare indietro di vent’anni una professione, quella infermieristica, che ha faticosamente abbandonato il ruolo di “ancilla medicinae” per rivestire quello di professione autonoma. Non si vuole riconoscere il fatto che oggi l’infermiere abbia una sua specifica identità professionale, con acquisizione di proprie responsabilità giuridiche. Se è vero che esistono atti di esclusiva competenza medica, è altrettanto vero che ne esistono di esclusiva competenza infermieristica, quali la diagnosi infermieristica con l’identificazione dei bisogni di assistenza del paziente. Questa autonomia professionale investe in pieno il professionista infermiere obbligandolo, sul piano giuridico, a garantire il bene e la salute del paziente in relazione alle proprie conoscenze e competenze. Ma se sono trascorsi ormai circa quindici anni dall’inizio di quella che possiamo definire una vera e propria rivoluzione della nostra professione, perché solo ora vi sono tanti attacchi allo sviluppo della stessa? Probabilmente solo oggi iniziano ad applicarsi le norme e gli stessi infermieri prendono coscienza dell’evoluzione della loro professione. Questo crea una certa preoccupazione su chi continua ad avere una anacronistica visione gerarchica sull’organizzazione della gestione dei percorsi terapeutici ed assistenziali. Questa crescita della professione infermieristica, che sulle orme di quanto già esistente da anni in altri paesi europei, vuole offrire alla popolazione una immagine che abbandoni i vecchi stereotipi per restituirne una nuova che porti al riconoscimento del giusto valore dello specifico professionale infermieristico. Non quindi un rapporto di subordinazione ma di collaborazione, ognuno per le proprie specifiche competenze, è quanto auspicabile nel rapporto medico-infermiere con ambiti di attività distinte ed autonome caratterizzate da un unico comune denominatore che deve essere il raggiungimento ed il mantenimento dello stato di salute del paziente. •

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PRIMO PIANO

Considerazioni sugli incarichi delle Posizioni Organizzative

Perché, per ricoprire ruoli dirigenziali, non occorre nessun titolo di studio? a cura della Redazione

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ovvio che per un infermiere, coordinare un servizio o un’unità operativa, sia indispensabile il diploma di scuola media superiore e il master universitario in coordinamento, mentre è assurdo che, per ricoprire il ruolo gerarchicamente superiore di Posizione Organizzativa (P.O.), venga richiesto come requisito minimo essere infermieri e l’inquadramento nel relativo profilo della categoria D/DS. Oltre a questo, nella maggior parte dei bandi di concorso per P.O., ai candidati viene richiesto di allegare il curriculum formativo e professionale, dove devono essere riportate le notizie fondamentali che riguardano: i titoli culturali e professionali posseduti, le esperienze professionali più significative, le attitudini e le capacità per le quali il dipendente ritiene di avere le caratteristiche professionali e personali più idonee al ruolo da ricoprire (autovalutazione), i percorsi formativi in particolare quelli inerenti alle responsabilità organizzative, l’attività didattica svolta in scuole di formazione. Ma non è tutto, un ruolo importante occupa nella valutazione complessiva anche il parere, udite udite, del responsabile del Dipartimento a cui afferisce il candidato. Dopo le selezioni, dove non è prevista una graduatoria, inspiegabilmente, nella maggior parte dei casi gli incarichi vengono assegnati a infermieri con appena il titolo di licenza media inferiore, per capirci la cosi detta “terza media”, e senza altri requisiti. Molti infermieri ormai demotivati e indignati per questa assurda situazione e che hanno affrontato sacrifici e spese per poter conseguire titoli di studio quali master universitari, laurea in infermieristica, corsi di formazione e di aggiornamento, non capiscono i criteri di valutazione nelle selezioni e si chiedono perché venga negata loro la possibilità di mettere al servizio della propria azienda le competenze acquisite. È giusto far sapere alle persone che decidono sull'attribuzione della Posizione Organizzativa, che il candidato più idoneo non è quell’infermiere che rimane nella pratica senza il dovuto aggiornamento e formazione professionale, ma quello che è in possesso dei titoli, perché altrimenti è opportuno parlare di personale con anzianità di servizio e non di competenza esperta e attitudini professionali come richiesto nel curriculum. Ci chiediamo a questo punto, quali sono i criteri di selezione che vengono adottati? L’unico invito che possiamo fare, ai Responsabili del Servizio Infermieristico e alle altre figure sanitarie che partecipano alla scelta della P.O., è quello di prendere in considerazione, durante l’analisi del curriculum formativo e professionale, i titoli di studio quali diploma di scuola media superiore, laurea in Infermieristica, master di coordinamento, titoli di specializzazione e di aggiornamento professionale. Requisiti, questi, indispensabili per scongiurare che i coordinatori vengano guidati e valutati da infermieri non coordinatori e senza le caratteristiche sopra esposte. Inoltre è più opportuno che la decisione finale, che attribuisce la posizione organizzativa, venga effettuata esclusivamente dal servizio infermieristico, senza che altre figure partecipino al conferimento, perché poco o niente sanno in materia di assistenza infermieristica. •


L’INTERVENTO

Lettera aperta del Vescovo

Mons. Pintor interviene sulla grave situazione dell’ospedale Segni di Ozieri

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S.E. MONS. SERGIO PINTOR OZIERI

VESCOVO DI

opo una attenta riflessione e un ascolto condiviso – anche a livello di Ufficio diocesano per la Pastorale della Salute – sulle esigenze sanitarie nel nostro vasto territorio e su alcune criticità che l’Ospedale di Ozieri sta attraversando, a nome della Diocesi e facendomi particolarmente voce dei malati e delle loro famiglie, sento il dovere di manifestare una forte preoccupazione sul rischio esistente di alcune derive sanitarie e di invitare tutti a una responsabile presa di coscienza dei problemi, per collaborare insieme nel farsene carico per risolverli. Tra i rischi esistenti vorrei sottolineare in particolare: - il rischio di una organizzazione di un servizio sanitario, pensato e attuato, senza un effettivo ascolto e una necessaria conoscenza dei bisogni reali di cura della salute che le persone presentano in questo territorio; - il rischio di una organizzazione che non metta realmente e concretamente al centro la persona, specie se in condizione di particolare fragilità, malattia e sofferenza; - il rischio di una organizzazione che non coinvolga i diversi soggetti che quotidianamente operano nella cura della salute; - il rischio di un sotteso primato dell'economia e, quindi, del "risparmio" delle "risorse economiche" sulle stesse necessità di cure delle persone, confondendo un mezzo (le risorse economiche) con il fine (la cura necessaria delle persone) che, naturalmente richiede un buono e corretto uso, a tutti i livelli, delle risorse economiche necessarie. - il rischio di pensare un servizio sanitario, avendo presenti esclusivamente le condizioni ottimali delle persone, e non partendo invece dalla considerazione delle persone che vivono condizioni disagiate. In questa prospettiva, nel pieno rispetto delle diverse competenze esistenti in ambito sanitario (a livello regionale, provinciale e territoriale) e con sincero spirito di collaborazione, non posso tacere e non denunciare, davanti alle pesanti ricadute che potrebbe avere su una adeguata e dovuta cura delle persone nel territorio, il progressivo e allarmante smantellamento di servizi sanitari del presidio ospedaliero di Ozieri e di conseguenza dell'intero territorio, non solo del distretto ma anche limitrofo, che da sempre si è rivolto all'Ospedale di Ozieri per le varie necessità di cura. Sia chiaro che qui non si tratta di difendere con spirito campanilistico o in contrapposizione ad altre strutture il presidio ospedaliero di Ozieri. Qui si tratta di prendere coscienza di diritti fondamentali di cura delle persone che vivono in questo territorio dell'interno, neppure agevolato da facili comunicazioni stradali. È preoccupante dover constatare ad esempio, che la situazione non certo rosea dell'ospedale di Ozieri negli ultimi anni, rischia ora di precipitare per alcuni reparti e servizi, in quanto da tempo non vengono sostituite le figure sanitarie (medici, infermieri, tecnici e ausiliari) che negli ultimi due anni sono venuti a mancare per quiescenza o altro, come neppure viene sostituito i personale assente per lunga malattia. E questo nonostante le disposizioni già esistenti al riguardo a livello regionale, che chiedono tali sostituzioni di figure sanitarie. In particolare il reparto di pediatria si trova ad operare con quattro medici e sette infermiere (di cui solo sei turnanti) ed è prossimo al drastico ridimensionamento delle prestazioni se non alla chiusura. Questo porterebbe anche alla conseguente immediata chiusura del punto di nascita e del nido con evidenti ripercussioni e disagi sull'intera popolazione. Gravi rischi di ridimensionamento delle prestazioni, però, sono segnalati anche per altri AGOSTO2010

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L’INTERVENTO

L’OSPEDALE CIVILE DI OZIERI

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reparti e servizi: organici sottodimensionati per il reparto di ortopedia, per il laboratorio analisi, per il centro trasfusionale, per la medicina, per la chirurgia. Sembra incredibile, ma talvolta è a rischio lo stesso servizio dell'emergenza. A tutto questo si aggiunge anche il ridimensionamento di importanti servizi recentemente potenziati e che tanti benefici stavano apportando ad un'utenza particolarmente sofferente: mi riferisco all'oncologia e alla senologia. In particolare il servizio di oncologia, attivo per cinque giorni alla settimana, ha, negli ultimi mesi, alleviato le sofferenze sia fisiche che psicologiche legate al disagio suppletivo indotto dal viaggio bi o tri-settimanale di pazienti in condizioni fisiche sempre precarie quando non anche francamente scadute. Sono aspetti che non possono certamente lasciarci tranquilli e sui quali vorrei con forza richiamare e invocare una comune e ineludibile responsabilità, perché sia rispettata la dignità delle persone e il loro diritto di cura senza costringerle a viaggi dannosi e costosi. Permangono, inoltre, invariate le cattive condizioni del servizio mensa con una qualità organolettica dei pasti serviti che purtroppo è certificata dalla quantità di rifiuti degli stessi pasti, reparti e servizi con gravi carenze strutturali (vedi neurologia e consultorio). Senza parlare, poi della poco rispettata condizione dei diversi medici a contratto. Ritengo che riconoscere e sostenere le virtualità operative e necessarie di tale presidio ospedaliero per venire incontro ai numerosi e diversi bisogni di cura nel territorio; collegarne i diversi servizi in un tessuto terapeutico con il territorio; avviare e promuovere una più efficace e organica collaborazione dei diversi operatori sanitari, rimotivare a tutti i livelli la “missione” del prendersi cura della salute e della vita delle persone, con responsabilità, competenza e profonda umanità: sia questa una strada percorribile che farà usare meglio e in modo equo le stesse risorse economiche. Una “strada”, quindi, non fatta semplicemente di “tagli” di servizi, ma fatta a partire dalla centralità della persona e dai suoi concreti bisogni di cura nel territorio, dalla intelligente valorizzazione delle risorse umane, da un rinnovato spirito di corresponsabilità e di solidarietà. Per questo, con rispetto e fiducia, mi rivolgo a tutti i responsabili dell’organizzazione e della attuazione della sanità nel nostro territorio, perché si promuova una seria riflessione e un sereno confronto sulle criticità evidenziate e sui bisogni peculiari del territorio della nostra diocesi, per poter insieme collaborare per una sanità più rispondente e rispettosa dei bisogni di cura e della dignità di ogni persona. Insieme, a nome della diocesi, desidero rivolgere un sentito ringraziamento e incoraggiamento, a tutti coloro che, nonostante le tante difficoltà, i condizionamenti richiamati e la carenza di personale, continuano con dedizione generosa competenza e umanità a prendersi cura delle persone e a salvare vite umane nell’ospedale. Questo è certamente motivo di speranza e di fiducia per tante persone malate e le loro famiglie, ed elemento importante per promuovere nel territorio un servizio sanitario più congruo e qualificato. Ma è un elemento da non lasciare solo: da riconoscere, da sostenere e da mettere in condizioni di esprimere tutte le sue potenzialità. Per questo a tutti – a livello di responsabilità regionale, provinciale e territoriale – rivolgo un pressante invito ad assumersi ciascuno le proprie responsabilità, a superare logiche improprie o inadeguate, a collaborare insieme per fare in modo che il Presidio Ospedaliero di Ozieri, conservi e migliori i servizi finora prestati e rivelarsi necessari per rispondere ai bisogni di cura delle persone nel territorio, facendo in modo di creare le condizioni più idonee perché questi servizi possano essere offerti nel migliore dei modi, in un organico collegamento con il territorio. Il nostro territorio, in questo momento difficile, ha bisogno non di rassegnazione o disimpegno, ma di segni di speranza, di attenzione e di proposte positive coinvolgenti. • + Sergio Pintor Vescovo di Ozieri


ATTUALITÀ

Le nuove norme in vigore dal 19 marzo scorso

A rilento l’invio telematico all’Inps delle certificazioni di malattia a cura di Sandro Sabattino

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l 19 marzo scorso il Ministro della Funzione Pubblica ha emanato una circolare con importanti novità per la certificazione dello stato di malattia e la sua trasmissione telematica all’Inps. Il Ministero della salute, con il decreto del 26 febbraio 2010, ha definito le modalità tecniche per la predisposizione e l’invio telematico dei dati delle certificazioni di malattia al sistema di accoglienza centralizzata (Sac). Tale provvedimento prevede che il certificato medico di malattia dei dipendenti pubblici sia inviato on line direttamente all’Inps dal medico o dalla struttura sanitaria pubblica che lo rilascia, secondo le modalità oggi in vigore per la trasmissione telematica dei certificati medici del settore privato. Una volta ricevuto il certificato, l’Inps lo invia immediatamente, sempre per via telematica, all’amministrazione di appartenenza del lavoratore. Per i lavoratori del settore pubblico cessa l'obbligo di inviare il certificato tramite raccomandata A/R alla propria amministrazione entro 2 giorni lavorativi. Il lavoratore può chiedere al medico copia cartacea del certificato oppure, in caso di impossibilità da parte del medico di provvedere alla stampa o di inoltrare copia alla casella di posta elettronica certificata del lavoratore, può richiedere il numero identificativo del certificato emesso. Con questo dato e il codice fiscale, il lavoratore può accedere al sistema Inps per prendere visione del certificato, inoltre registrandosi al sito può prendere visione di tutti i propri certificati. I tempi di attuazione della legge hanno visto un periodo transitorio di 3 mesi, dal 19 marzo sino al 18 giugno, dove si potevano rilasciare ancora i certificati in forma cartacea, mentre dal 19 giugno la legge prevedeva l'invio dei certificati solo per via telematica. Successivamente dal 19 giugno al 18 luglio la norma prevedeva un periodo di collaudo del sistema. Nonostante dal 18 luglio sia scaduto il periodo di collaudo generale, il sistema non riesce a decollare, perché ad oggi sono stati inviati solo il 3% dei certificati per via telematica rispetto al cartaceo, che sono circa 50 milioni ogni anno. Inoltre, solo un terzo dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e dei medici dipendenti del servizio sanitari nazionale, utilizzano il computer per l'invio telematico dei certificati. Visti i ritardi, che sembrano tecnici in alcune Regioni, il ministero ha deciso di prolungare il periodo di collaudo fino al 31 agosto. Dopo di che verranno fatte delle verifiche e partiranno le relative sanzioni per i medici inadempienti. Come riportato nel sito del ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, l’inosservanza degli obblighi di trasmissione telematica costituisce illecito disciplinare e, in caso di reiterazione, comporta il licenziamento o, per i medici convenzionati, la decadenza dalla convenzione. •

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ATTUALITÀ

Dedicato un francobollo alla professione infermieristica

Gli infermieri al fianco delle donne che lottano contro il tumore al seno a cura di Sandro Sabattino

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’immagine di un’infermiera che rassicura una paziente stringendole la mano è il messaggio di solidarietà che lancia il nuovo francobollo dedicato alla Professione Infermieristica. “Affranca la vita” è il motto che accompagna l’emissione filatelica del valore di 60 centesimi con sovrapprezzo di 30 centesimi per la prevenzione e la lotta al tumore del seno. Del francobollo verranno stampate circa 14 milioni di copie che potenzialmente potranno generare un fondo per un importo di oltre 4 milioni di euro. La presentazione pubblica del francobollo dedicato agli infermieri è avvenuta il 12 maggio 2010 a 100 anni dalla morte di Florence Nightingale (1820-1910), la fondatrice dell’Infermieristica moderna. Cento anni fa venivano poste le basi della professione come la conosciamo oggi: autonoma, responsabile, trasformata in una scienza e gli infermieri in professionisti della salute. L’emissione filatelica è avvenuta domenica 16 maggio 2010 in occasione della “Race for the Cure”, la maratona organizzata alle Terme di Caracalla dall’Associazione Susan G. Komen Italia per sostenere la lotta contro i tumori del seno, una patologia che ogni anno fa registrare in Italia circa 40 mila casi e che rappresenta la principale causa di morte delle donne oltre i 35 anni di età. Questa mini maratona, giunta a Roma all’undicesima edizione, ha visto protagoniste le donne (con una maglietta distintiva di colore rosa) che coraggiosamente hanno scelto di rendere pubblica questa loro esperienza. Durante la manifestazione è stato detto che “gli infermieri oggi rappresentano una risorsa per la sanità italiana e sono vicini a tutte le persone malate e che soffrono e sono presenti in ogni servizio e struttura del Sistema Sanitario Nazionale nell'arco delle 24 ore e per 365 giorni all'anno”; inoltre gli infermieri sono in prima linea ogni giorno vicino ai malati, con le loro competenze, il loro supporto, la loro solidarietà, ma sono anche una professione pronta a testimoniare davanti a tutti la vicinanza alle persone che soffrono e per aiutare quelle colpite dal tumore a vincere la propria battaglia”. La manifestazione, a cui hanno partecipato 7mila infermieri provenienti da tutto il territorio nazionale, oltre ad esprimere solidarietà alle donne colpite da questa malattia ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione, ma anche un’occasione di raccolta fondi. Il 25 per cento del ricavato sarà destinato a sostenere la formazione e l’aggiornamento degli infermieri in oncologia, con programmi concordati con l’Ipasvi. Facciamo viaggiare l'immagine degli infermieri, aiutiamo le donne a lottare contro il tumore al seno. •


INIZIATIVE

Lettera aperta pubblicata sulla Nuova Sardegna

Il Collegio degli infermieri contro il blocco delle assunzioni predisposto dalla Regione Collegio Ipasvi Sassari e Olbia-Tempio

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IL CONSIGLIO DIRETTIVO DURANTE UN’ASSEMBLEA

ome IPASVI delle province di Sassari e Olbia Tempio - Ordine professionale che raccoglie la totalità degli Infermieri professionali operanti nel Nord Sardegna - abbiamo acquistato questo spazio per far conoscere alla popolazione, all’utenza dei Servizi Sanitari, ai cittadini e soprattutto ai pazienti, le ragioni e i motivi della nostra protesta. Tutti devono sapere ciò che in questo momento sta accadendo alla nostra professione e quindi di riflesso a tutti i destinatari del Servizio Sanitario Nazionale locale. L’Asl n. 1 di Sassari, in un’ottica di miglioramento dei servizi e compatibilmente con le possibilità finanziarie, ha regolarmente espletato un pubblico concorso per Infermieri e subito dopo disposto l’immediata assunzione di 56 professionisti dalla graduatoria che ne è derivata. Successivamente però, inspiegabilmente, l’Assessorato Regionale alla Sanità ha imposto all’Azienda sanitaria Sassarese un totale ed assoluto blocco delle assunzioni. Una decisione che è per l’IPASVI assolutamente incompressibile e deleteria sia per l’assistenza infermieristica in generale sia perché gravemente lesiva della dignità e dei diritti del malato. Oltretutto, il blocco, è inspiegabile perché i 56 posti non apporterebbero un aumento delle spese di bilancio, in quanto sostituirebbero gli infermieri a contratto a tempo determinato e quelli in quiescenza. I perché della nostra protesta - Perché gli infermieri sono allo stremo delle forze; - Perché nei reparti ospedalieri già da tempo non è più garantito il minimo dell’assistenza se non con enormi sacrifici, interamente sobbarcati dagli Infermieri. Infatti, doppi turni, prestazioni aggiuntive, mancanza di riposi e ordini di servizio potenzialmente “pericolosi” sono ormai la normalità. I disservizi causati dalla mancanza cronica di Infermieri è ancor più accentuata dall’altrettanto grave assenza di figure di supporto, gli Operatori Socio Sanitari, che oltre a non essere inseriti in numero sufficiente negli organici, laddove lo sono, continuano ad esercitare le loro mansioni come ausiliari. La carenza di queste figure porta gli infermieri a un continuo demansionamento e a una progressiva deprofessionalizzazione, che non danneggia soltanto la figura dell’Infermiere, ma soprattutto i pazienti, i quali non possono godere a pieno di un’assistenza moderna, qualificata e accurata. •

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L’infermiere possibile coordinatore della checklist

Il manuale di sicurezza in sala operatoria, strumento contro gli incidenti chirurgici a cura della Redazione

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ul sito internet del Ministero della Salute all'indirizzo www.ministerosalute.it è possibile consultare e scaricare il "Manuale per la sicurezza in sala operatoria” corredato da tre video esplicativi. Il manuale, elaborato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nell'ambito del programma "Safe Surgery Saves Lives" e adattato al contesto nazionale, è rivolto ai manager del servizio sanitario nazionale e a tutto il personale che opera nell'équipe chirurgica. Le prestazioni chirurgiche, che in Italia riguardano circa 4,5 milioni di pazienti ogni anno, richiedono azioni e comportamenti pianificati e condivisi di tutto il personale che opera nelle sale operatorie per garantire la buona riuscita degli interventi e prevenire incidenti perioperatori. Per questo motivo è indispensabile utilizzare il manuale che ha l'obiettivo di migliorare la qualità e la sicurezza degli interventi chirurgici adottando la checklist durante tutte le procedure chirurgiche in sala operatoria. Il manuale è composto da una parte iniziale dove viene spiegato il problema ed il perchè è stato creato questo documento, successivamente vengono elencate e presentate le raccomandazioni riferite a 16 obiettivi che riguardano aspetti specifici per la sicurezza dei pazienti nel delicato processo perioperatorio e da una checklist. I primi 10 obiettivi derivano dalle guide date dall'OMS “Guidelines for Safe Surgery”, mentre i restanti 6 sono stati elaborati dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, con la collaborazione di un gruppo di esperti. La checklist, che ha come finalità tenere sotto controllo le principali cause di rischio in sala operatoria, è composta da tre fasi e da venti controlli da effettuare che richiedono la presenza di tutti i componenti dell’équipe: 1° fase: Sign In, si svolge prima dell’induzione dell’anestesia, con la verifica di 7 punti critici che possono portare a gravi danni per il pazienti; 2° fase: Time Out, è un breve momento di “pausa chirurgica” che si svolge dopo l’induzione dell’anestesia e prima dell’incisione cutanea, comporta la verifica di 7 punti critici; 3° fase: Sign Out, l’obiettivo è quello di facilitare l’appropriato trasferimento delle informazioni all’équipe ed al personale responsabile per l’assistenza del paziente dopo l’intervento. Il Sign out dovrebbe essere completato prima che il paziente abbandoni la sala operatoria, può anche coincidere con la chiusura della ferita chirurgica, dovrebbe essere completato prima che il chirurgo abbia lasciato la sala operatoria; comporta la verifica di 6 punti critici. Il collegio di Sassari e Olbia-Tempio, consapevole del rilevante ruolo che gli infermieri ricoprono in sala operatoria, con questo articolo ha l'intenzione di favo-


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rire la diffusione delle informazione che riguardano il manuale per la sicurezza in sala operatoria. Vi ricordiamo che queste notizie sono di carattere informativo, mentre l'intero documento lo troverete come detto in precedenza nel sito del ministero della salute. Riportiamo qui sotto l'elenco dei sedici obiettivi e la checklist. I SEDICI OBIETTIVI PER LA SICUREZZA IN SALA OPERATORIA SONO: Obiettivo 1 Operare il paziente corretto ed il sito corretto L’errata identificazione dei pazienti o del sito chirurgico è un evento avverso poco frequente, ma quando si verifica può provocare gravi conseguenze al paziente e compromettere seriamente la fiducia dei cittadini nei confronti dei professionisti e dell’intero sistema sanitario. Obiettivo 2 Prevenire la ritenzione di materiale estraneo nel sito chirurgico La ritenzione di materiale estraneo all’interno del sito chirurgico può causare gravi danni ai pazienti, quali infezioni, reintervento chirurgico, perforazione intestinale, fistola o ostruzione e morte. Obiettivo 3 Identificare in modo corretto i campioni chirurgici La non corretta identificazione dei campioni chirurgici può causare gravi conseguenze ai pazienti e la prevenzione di tali errori è fondamentale per la sicurezza dei pazienti. Obiettivo 4 Preparare e posizionare in modo corretto il paziente La non corretta preparazione e/o il non corretto posizionamento può causare gravi conseguenze ai pazienti. Obiettivo 5 Prevenire i danni da anestesia garantendo le funzioni vitali Un evento avverso prevenibile nel corso delle manovre anestesiologiche, quale può essere la disconnessione del ventilatore dal paziente, può avere conseguenze catastrofiche per il paziente, come la morte o un danno cerebrale. La prevenzione degli eventi avversi correlabili all’anestesia viene attuata garantendo un adeguato monitoraggio delle funzioni vitali. Obiettivo 6 Gestire le vie aeree e la funzione respiratoria L’inadeguata gestione delle vie aeree, anche a seguito di inadeguata identificazione dei rischi, rappresenta un importante fattore che contribuisce alla morbilità e mortalità evitabile associata all’anestesia. Obiettivo 7 Controllare e gestire il rischio emorragico La perdita di quantità rilevanti di sangue può provocare gravissime conseguenze ai pazienti chirurgici, in termini di complicanze e mortalità evitabile.

Obiettivo 8 Prevenire le reazioni allergiche e gli eventi avversi della terapia farmacologica Gli errori in terapia , occorsi in sala operatoria possono avvenire durante la fase di prescrizione, preparazione o somministrazione dei farmaci e possono provocare morte o gravi complicazioni ai pazienti. Obiettivo 9 Gestire in modo corretto il risveglio ed il controllo postoperatorio La sorveglianza idonea e temporanea da parte di personale medico ed infermieristico specializzato in un’area che può essere la stessa sala operatoria oppure un ambiente adeguato e appositamente attrezzato è necessaria per la sicurezza dei pazienti sottoposti ad interventi chirurgici. Obiettivo 10 Prevenire il tromboembolismo post-operatorio Il tromboembolismo post-operatorio rappresenta un importante problema associato all’assistenza sanitaria, che può causare aumento significativo della mortalità, complicanze e prolungamento della degenza. I pazienti sottoposti ad interventi di chirurgia generale presentano una prevalenza di trombosi venosa profonda pari al 15-40%, in assenza di profilassi antitromboembolica. Obiettivo 11 Prevenire le infezioni del sito chirurgico Le infezioni del sito chirurgico rappresentano un importante problema della qualità dell’assistenza sanitaria e possono determinare aumento significativo della mortalità, delle complicanze e della degenza ospedaliera. Obiettivo 12 Promuovere un’efficace comunicazione in sala operatoria È sempre più forte l’evidenza che i fallimenti della comunicazione, quali omissioni di informazioni, errate interpretazioni, conflitti intercorrenti tra i componenti dell’équipe, sono una frequente causa di errori sanitari ed eventi avversi, che possono generare gravi danni ai pazienti, costituendo un rilevante ostacolo alla sicurezza e qualità dell’assistenza. Obiettivo 13 Gestire in modo corretto il programma operatorio La non corretta programmazione degli interventi chirurgici può causare errori o incidenti in sala operatoria e costituire un rilevante ostacolo alla sicurezza e qualità dell’assistenza. Obiettivo 14 Garantire la corretta redazione del registro operatorio Il Registro operatorio è il verbale ufficiale di ogni intervento chirurgico e per tale ragione costituisce parte integrante e rilevante della documentazione clinica; il RO documenta il numero e le modalità di esecuzione degli interventi chirurgici e di qualunque procedura invasiva eseguita in sala operatoria.

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RUBRICA

Obiettivo 15 Garantire una corretta documentazione anestesiologica La non corretta documentazione anestesiologica può causare errori o generare gravi danni ai pazienti e costituisce un rilevante ostacolo alla sicurezza e qualità dell’assistenza. Obiettivo 16 Attivare sistemi di valutazione dell’attività in sala operatoria I miglioramenti della qualità e della sicurezza in sala operatoria sono associati alla capacità del sistema di valutare i propri successi ed insuccessi. L’OMS raccomanda fortemente l’adozione di una lista di indicatori semplici ed essenziali, “vital statistics”, per la sorveglianza dell’attività in sala operatoria da utilizzarsi sia a livello delle strutture sanitarie, sia a livello dei professionisti. Checklist per la sicurezza in sala operatoria

FASI SIGN IN Quando: prima dell’induzione dell’anestesia Chi: è richiesto il coinvolgimento di tutti i componenti dell’équipe

TIME OUT Quando: dopo l’induzione dell’anestesia e prima dell’incisione chirurgica per confermare che i diversi controlli siano stati eseguiti Chi: è richiesto il coinvolgimento di tutti i componenti dell’équipe SIGN OUT Quando: si svolge durante o immediatamente dopo la chiusura della ferita chirurgica e prima che il paziente abbandoni la sala operatoria Chi: è richiesto il coinvolgimento di tutti i componenti dell’équipe

I 20 CONTROLLI DELLA CHECKLIST 1) il paziente ha confermato identità, sede di intervento, procedura e consensi 2) conferma marcatura del sito di intervento 3) conferma dei controlli per la sicurezza dell’anestesia 4) conferma posizionamento del pulsossimetro e verifica del corretto funzionamento 5) identificazione rischi allergie 6) identificazione rischi difficoltà di gestione delle vie aeree o rischio di aspirazione 7) identificazione rischio di perdita ematica 1) si sono presentati tutti i componenti dell’équipe con il proprio nome e funzione 2) il chirurgo, l’anestesista e l’infermiere hanno confermato identità del paziente - sede d’intervento - procedura - corretto posizionamento 3) criticità chirurgo 4) criticità anestesista 5) criticità infermiere 6) conferma profilassi antibiotica eseguita negli ultimi 60 minuti 7) visualizzazione immagini diagnostiche 1) conferma nome della procedura effettuata e sua registrazione 2) conferma conteggio finale di garze, bisturi, aghi e altro strumentario chirurgico 3) conferma etichettatura del campione chirurgico 4) conferma problemi relativamente all’uso di dispositivi medici 5) chirurgo, anestesista e infermiere revisionano gli aspetti importanti e gli elementi critici per la gestione dell’assistenza post operatoria 6) conferma del piano per la profilassi del tromboembolismo venoso

Il Ministero raccomanda alle strutture sanitarie del SSN di implementare la checklist nelle proprie sale operatorie, adattandola alle caratteristiche della propria organizzazione. Infatti, la checklist non ha valore esaustivo ed è stata elaborata anche per essere modificata ed integrata, sulla base delle specifiche esigenze locali. N.B. Il Ministero invita ed autorizza tutte le strutture operanti nel SSN a riprodurre il materiale per fini didattici e non commerciali. •

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INFORMAZIONI

IL COLLEGIO INFORMA ORARIO DI SEGRETERIA Orario dell’ufficio di segreteria dal 1 settembre 2009 Lunedì, martedì, mercoledì, venerdì: dalle ore 10 alle ore 13. Martedì e giovedì: dalle ore 16 alle ore 18. RITIRO CERTIFICATI ECM Sono a disposizione i certificati di partecipazione ai corsi di aggiornamento che attestano il conseguimento dei crediti ECM. CAMBIO INDIRIZZO Si invitano tutti gli iscritti che variano indirizzo di informare tempestivamente la segreteria del Collegio. BIBLIOTECA DEL COLLEGIO I testi della Biblioteca del Collegio possono essere consultati dagli iscritti durante l’orario di apertura dell’ufficio di segreteria. AVVOCATO L’avvocato del collegio riceve per appuntamento il giovedì dalle ore 16 alle ore 18.

COME CONTATTARCI Il Collegio IPASVI si trova a Sassari in Viale Italia 43 Segreteria 079 216 487 Fax 079 211 1476 E-mail ipasvi@ipasviss.it Sito internet www.ipasviss.it E-MAIL PROMUOVERE direttorepromuovere@tiscali.it

AVVISO AGLI ISCRITTI

QUOTE ASSOCIATIVE ANNO 2010 A partire da quest’anno, per la riscossione della quota associativa annuale all’albo professionale, il Collegio ha incaricato la società di riscossioni Equitalia. La quota rimane invariata ed è di 51,00 euro.

Norme editoriali per le pubblicazioni La rivista è aperta alla collaborazione di quanti desiderino intervenire con argomenti riguardanti qualsiasi aspetto della professione infermieristica. Ogni articolo che verrà pubblicato esprime l’idea degli autori i quali si assumono la responsabilità di quanto scritto. Prima della pubblicazione l’articolo verrà esaminato dal direttore responsabile e dal comitato di redazione, i quali si riservano la facoltà di apportare piccole modifiche nel contenuto e nella forma, tali da non stravolgere le intenzioni dell’autore che comunque sarà informato delle eventuali variazioni. Note tecniche - i testi da pubblicare devono essere redatti in lingua italiana, su formato elettronico ed inviati per via e-mail o consegnati alla redazione su supporto informatico; - le pagine devono essere numerate e firmate, e nella prima pagina deve essere presente: - l’autore/i con: nome cognome, qualifica professionale, dove esercita il proprio lavoro; - titolo dell’articolo; - data del completamento dell’articolo; - eventuale fotografia. - recapiti per eventuali contatti (telefono, e-mail). La lunghezza dell’articolo non deve superare le 5.000 battute (inclusi gli spazi). Con l’invio stesso del testo e di eventuali allegati l’autore concede l’autorizzazione piena ad utilizzare l’articolo per la pubblicazione. Il materiale inviato non verrà restituito. Tenuta in considerazione la periodicità quadrimestrale della rivista promuovere, in uscita all’inizio dei mesi di aprile, agosto, e fine dicembre, tutto il materiale dovrà pervenire entro la fine dei mesi di febbraio, maggio, settembre. Gli articoli dovranno pervenire alla sede della redazione: collegio IPASVI di Sassari e Olbia-Tempio Viale Italia 43, 07100 Sassari; oppure attraverso e-mail all’indirizzo di posta elettronica: direttorepromuovere@tiscali.it Ci aspettiamo quindi un contributo da tutti voi colleghi iscritti al collegio, scrivete ed inviate i vostri articoli.

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Rivista ufficiale del Collegio IPASVI di Sassari Numero 2 - Anno XIII - Agosto 2010

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