Issuu on Google+

Mensile gratuito di informazione - Autorizzazione del Tribunale di Perugia n. 27 del 01/10/2008 - Direttore responsabile Giovanni Codovini - Stampa Digital Editor S.r.l.

inserto sportivo di Informazione Locale n. 3/2013

LUPATELLI SUONA LA CARICA: «TIFOSI E IMPRENDITORI PIÙ VICINI» Un fiume in piena, un vulcano in eruzione. Federico Lupatelli, presidente del Pierantonio per passione e consigliere comunale di Perugia per professione, in vista del rush finale, manda un chiaro segnale a tutto l’ambiente e ci parla delle ultime novità del momento. Il giovane rampollo di Angelo Dante Cerbella, da un lato, nonché uomo di fiducia del presidente della Provincia Marco Vinicio Guasticchi, dall’altro, suona la carica ed invita la tifoseria biancazzurra ad affollare il “Comunale” nelle ultime sfide salvezza che propone il calendario. «Pierantonio deve tanto a Cerbella, il quale è una persona straordinaria, - ricorda proprio Lupatelli, attuale successore alla presidenza - Siamo in un momento cruciale della stagione e stiamo continuando a fare dei sacrifici per mantenere la categoria ad ogni costo. Vorrei inoltre replicare alle illazioni di alcuni media che hanno ingigantito i problemi del Pierantonio: sono difficoltà comuni anche a molte altre squadre della nostra regione e la crisi che stanno attraversando le aziende e tutte le famiglie ha allontanato molti investitori dal calcio. Anche per questi motivi, tifosi, dirigenti e calciatori devono restare uniti per il bene del Pierantonio e per raggiungere l’obiettivo della salvezza». Non manca neanche qualche stoccata nei confronti delle Istitu-

zioni locali. «Invito, in modo particolare, il comune di Umbertide a starci vicino, cosa che fino ad oggi non è accaduta. Finora non ho mai ricevuto una chiamata da un rappresentante comunale, nemmeno per un in bocca al lupo. Non bisogna confondere il mio ruolo politico con quello sportivo. Essendo il presidente del Pierantonio rappresento, ad oggi, la realtà calcistica più importante della città di Umbertide e penso che di questo tutti deb-

bano esserne orgogliosi. Mi farebbe estremamente piacere riavere un dialogo civile con i rappresentanti dell’Amministrazione per il bene di tutto lo sport cittadino». Porte aperte anche al mondo imprenditoriale locale. «Non voglio essere io l’unico condottiero e l’ingresso di un personaggio così importante come Mario Agnelli ne è la conferma. Opererà come responsabile dell’area tecnica e, insieme a Cascianelli ed ai due copresidenti Mierla e Maggesi, avrà un ruolo di spicco. Dobbiamo dunque remare tutti nella stessa direzione e non abbandonare la nave, alla prima difficoltà, come qualcuno ha fatto in passato. Troppe persone pensavano di fare i tuttologi ma tuttavia senza riuscirci. Chiamo dunque a raccolta tutti gli imprenditori del territorio per darci una mano in questo momento così delicato. Non solo sotto l’aspetto economico ma anche per compattare ancor di più il paese. Ho notato, e forse a causa della classifica non buona, una poca affluenza di pubblico. Voglio che, in queste ultime partite casalinghe, la tifoseria ritorni ad essere il nostro dodicesimo uomo in campo. Sarebbe bellissimo vedere gli spalti strapieni come un tempo, con la gente che incita i ragazzi dal primo all’ultimo minuto». Antonio Palazzetti

PIANTE - FIORI - ADDOBBI ARTICOLI DA REGALO - CONSEGNE A DOMICILIO

Località Pian d’Assino - Umbertide (PG) Cell. 338.90.46.554


N.3 Marzo 2013

ATLETICA UMBERTIDE: LA FAVOLA CONTINUA «Roma non è stata costruita in un giorno». Così recita il testo di una canzone, che sicuramente riassume perfettamente la filosofia della società d’atletica umbertidese. A cique mesi di distanza dalla prima apparizione in pubblico, Atletica Umbertide, che per ora allena atleti solo per gare podistiche ma intenzionata ad aprire gli orizzonti anche a altre discipline di atletica leggera, si può ritenere più che soddisfatta delle prestazioni fatte fino ad ora. Le manifestazioni a cui ha partecipato sono state più di una e tutte hanno evidenziato la presenza più viva che mai della neonata società. In particolare spicca il nome di Andrea Silvestrelli, atleta della categoria allievi, che come un cannibale di titoli già vanta due primi piazzamenti: vittoria alla “Stramarzolina 2013” disputata il 17 marzo a Capanne e quella

di iscritti ma di certo vuole incrementare questo numero contagiando la gente con l’entusiasmo che li caratterizza. Dunque lo scopo di questo progetto non è altro che

del Castel dei Sorci (tra l’altro arrivando 24 assoluto). Ad ogni modo non solo la giovane stella dell’ Atletica Umbertide ha brillato nelle gare disputate perché gli altri atleti – qualcuno a livello amatoriale- hanno dimostrato come con passione e dedizione si possano raggiungere ottimi risultati anche solo a livello personale. Ad oggi Atletica Umbertide conta una decina

offrire ai giovani e non, nuove opportunità che sono senz’altro motivo di crescita (per i ragazzi) e di socializzazione. Con tali valori, che rappresentano benissimo il sano sport, questa bellissima realtà locale continua la sua favola, in cerca di nuove soddisfazioni. Michele Briganti

Carrozzeria Soccorso stradale Via Angeloni, 10 - UMBERTIDE (PG) Tel. 075.9411535 - Cell. 335.7785166


N.3 Marzo 2013

Parlare di una stagione come questa non è semplice perché le emozioni vissute da agosto fino ad oggi sono state tantissime, per cui mi limiterò a raccontare quello che è stata per me la nostra promozione in A1. Parto dalle parole che il team manager Valdemaro Gustinelli ha pronunciato all’inizio della preparazione: LAVORO E SORRISO. questo motto è stato preso alla lettera da tutti, staff tecnico, staff medico, giocatori e società. Mai un mugugno, nemmeno dopo la finale di Coppa Italia persa a Milano da strafavoriti. Tra pochi giorni il campionato di A2 finirà ma nessuno a Città di Castello vorrebbe che terminasse perché sarà difficile trovare un gruppo di giocatori come questo. Siamo partiti in sordina, senza grandi proclami, con la certezza di avere una squadra che avrebbe lottato per le prime piazze, ma non per la primissima per la quale Sora e Monza erano in pole position. Ma fin dalle prime amichevoli, come ha sempre detto coach Andrea Radici, s’è capito che qualche soddisfazione sarebbe arrivata. In ottobre prime quattro partite e quattro vittorie con un solo set perso. Novembre va via liscio, pur con la sofferenza di Brolo (un 3-2 sudato). A dicembre Molfetta trascina al quinto set la Gherardi Svi ma soccombe, così come Atripalda. Dopo la sconfitta in coppa si riparte con tre vittorie, quella di Sora decisiva per l’esito finale. Il traguardo è ormai vicino, basta solo tagliarlo. Ed arriva così il 24 febbraio, c’è un po’ di neve fuori dal “Pala Ioan” ma dentro il clima è caldissimo. I tifosi già da giorni intonano l’inno della serie A (“biancorosso è il cuore che batte dentro me, biancorossa è la serie A che arriverà, biancorossa è tutta la città”), la coreografia è da brividi. L’avversario, Ortona, ce la mette tutta, vince un set ma poi è travolta non da una squadra ma da un’intera

città. E così, dopo 22 lunghi anni, Città di Castello torna nel massimo palcoscenico del volley nazionale. Le dediche sono tante ma il primo pensiero va ad Andrea Ioan, il figlio del presidente, prematuramente scomparso due anni fa, ricordato con una t-shirt che è diventata un cult in città. La bravura di questa società, capitanata da Arveno Joan, che è anche vicepresidente di Legavolley, sta nel saper rispettare gli impegni presi, nel riuscire a catalizzare attorno a sé l’interesse di un’intera città. La bravura del team manager Gustinelli è stata quella di aver scelto un gruppo di atleti e grandi uomini, la bravura di Andrea Radici e del suo staff è stata quella di aver plasmato il gruppo, la bravura degli atleti ha poi consentito di tradurre in campo tutto questo. E poi il pubblico: in A2, e in molti casi

anche in A1, non esiste un pubblico come quello tifernate, presente anche nelle trasferte più lontane. Ma chi sono i dodici eroi del volley biancorosso? Il capitano, Simone Rosalba, ha messo al servizio di Città di Castello la sua straordinaria tecnica, l’alzatore Visentin, due promozioni in quattro anni, l’opposto mancino belga, Van Walle, meraviglioso interprete dell’attacco e della battuta in salto, lo schiacciatore tedesco Fromm, concentrato di potenza e simpatia, il centrale Piano, re del muro e già in odore di nazionale come il libero Tosi, miglior ricevitore del campionato, l’altro centrale Braga, poco appariscente ma efficace, lo schiacciatore Massari, devastante ed esplosivo, il centrale Franceschini, dalla B2 alla A1 con Città di Castello. E poi i giovani Grasso, Carminati, Sartoretti e Lensi, non molto utilizzati ma utilissimi. Per l’anno prossimo? Il desiderio di tutti è quello di mantenere a Città di Castello quanti più giocatori possibile. Il problema rimane quello del palazzetto, troppo piccolo per il massimo campionato. Ci sono già progetti di ampliamento ma in questo periodo è difficile per i comuni trovare le risorse necessarie. Ma una squadra che è andata in A1 “per merito e non per trasloco”, come citava un simpatico striscione riferito a squadre di città vicine, merita di rimanere nel proprio ambiente. Stefano Signorelli, addetto Stampa Pallavolo


N.3 Marzo 2013

Calcio in rosa al “Circolo S.Angelo” di Montone. Il calcio femminile sta crescendo molto e occupando un posto sempre più rilevante nel panorama sportivo, locale e non solo. Una prova di questo positivo accrescimento è senz’altro la nascita di nuove e promettenti squadre. Una delle ultime compagini iscritte al campionato umbro uisp di calcio a 5 femminile è il “Circolo S.Angelo”. La squadra montonese, nata nel 2011, dall’idea del suo esuberante capitano (Sara Volpi), milita da due anni nella Prima Serie e nonostante non presenti componenti di grande esperienza si è subito dimostrata un gruppo coeso e motivato. Tredici le giovani ragazze a disposizione dell’attento Mister Nadio Procacci, assistito da Luca Locchi e Adriani Giorgio. Questa la rosa per la stagione 2012/13: Sara Volpi, Giulia Grilli, Elisa Procacci, Elena Pecorini, Emanuela Giannelli, Ilenia Radicchi, Benedetta Rossi, Fabiola Ricci, Sara Massetti, Martina Manganelli, Jessica Floridi, Silvia Bartolini e Enrica Zangarelli. Nella passata stagione, il “Circolo S.Angelo” ha affrontato con coraggio il suo primo campionato, ottenendo risultati non proprio positivi dal punto di vista del risultato ma eccellenti da quello comportamentale, tanto da vincere la Coppa Disciplina 2011/12. Per la nuova stagione le ragazze rosanere, assimilate le ultime nozioni tattiche continuano a lavorare duramente, provando nuove situazioni di gioco ed allenandosi con entusiasmo. Nonostante l’andamento del campionato la squadra ha dimostrato un notevole miglioramento sotto molti aspetti ed una straordinaria determinazione. Sicuramente le ragazze di Mister Procacci hanno

ancora molto da imparare ma di certo sono tutte pronte a mettere a disposizione della squadra la loro grande passione per il calcio. Incontriamo il Capitano del Circolo S.Angelo, Sara Volpi, prima dell’allenamento di rifinitura in vista della quinta partita del girone di ritorno, contro le giocatrici dell’ASD GUASTE di San Terenziano. Sara, l’idea di formare una squadra di calcio femminile a Montone, è venuta proprio da te. Come mai ti sei avvicinata al calcio?«La mia passione per il calcio è nata fin da quando ero bambina, grazie soprattutto alla forte attrazione che ho sempre provato per la mia squadra del cuore: la Juventus.» In quale ruolo giochi? «Sono un difensore centrale ed indosso la maglia numero 10: un chiaro riferimento al mio giocatore preferito, Alex Del Piero. Devo ammettere che quando gioco cerco di ispirarmi a lui, anche se ovviamente i ruoli sono un tantino diversi.» Che tipo di rapporto

hai con il Mister e le tue compagne? «Ho grande rispetto per mister Procacci, soprattutto perchè dedica molto impegno e soprattutto molta pazienza - con noi ragazze non basta mai - per farci migliorare

sempre di più. Quello con le mie compagne non è un rapporto che si ferma sul campo ma è si tratta di una vera e propria amicizia.» Il tuo ricordo più bello sul campo.«Sicuramente il momento che mi ha emozionata di più da quando ho iniziato a giocare, è stato segnare il mio primo gol in campionato, una sensazione davvero indescrivibile.» Eva Giacchè


IL POLISPORTIVO MARZO 2013