Page 91

libri, articoli e seminari. A quel tempo, l’artista aveva optato per l’abbandono della fase di modifica ed aveva iniziato ed esplorare e combinare i videogames con altre forme d’arte come performance, installazioni, video (o così come vengono chiamati nella gamescene, i machinima), dipinti, sculture e molto altro.

prestando particolare attenzione agli impressionanti effetti visivi e all’uso creativo delle nuove tecnologie. A breve i videogames invaderanno, come evento collaterale, la 54esima edizione della Biennale di Venezia, quest’anno sotto la direzione artistica di Bice Curiger. La mostra “Neoludica: Art is a game 2011-1966”, che vede Deborah Ferrari in veste di curatore principale, include sei diverse mostre con 34 artisti, tra cui alcuni nomi noti al pubblico della Game Art come Tale of Tales, Miltos Manetas, Eva & Franco Mattes e Molleindustria.

Nel 2007-2008, Il LABoral Art e L’Industrial Creation Centre, di Gijon, presenta un progetto ambizioso: una trilogia di mostre dal titolo GameWorld, Playware e Homo Ludens Ludens, che si focalizza sull’espressioni del gioco nella cultura contemporanea inclusi i videogames e l’arte. Nell’insieme, queste mostre forniscono una vera e propria scossa allo sviluppo della Game Art fino al 2008 e dimostrano che anche il mondo dell’arte inizia a prendere seriamente in considerazione I videogames. Negli ultimi anni, abbiamo assistito ad un crescente interesse da parte delle istituzioni e dei musei nei confronti dei videogames come forme d’arte.

Una persona che ha seguito molto da vicino lo sviluppo dei videogames e dell’arte è Matteo Bittanti, professore aggiunto del Visual Studies Program presso il Californa College of Arts di San Francisco e Oakland. DigiMag ha intervistato Matteo Bittanti, che con Domenico Quaranta si sta occupando della mostra “Italians do it better: Game Art Made in Italy”, come parte integrante di Neoludica (che fa eco alla mostra/screening intitolata proprio con lo stesso nome – Italians

L’anno scorso, nel mese di Marzo, Il Smithsonian Art Museum di Washington D.C. ha aperto una mostra dal titolo The Art of Videogame descritta con le seguenti parole: “The Art of Video Gamesè la prima mostra che esplora i quarant’anni di evoluzione dei videogames come strumenti artistici,

do it better – curata nel 2005 da Marco Mancuso per Digicult al festival Optronica di Londra, che metteva analogamente in evidenza gli artisti italiani che hanno fatto la storia dell’arte, però audiovisiva, negli ultimi dieci anni in Italia, preludio del successivo progetto curatoriale +39:Call for Italy – 89

Profile for Digicult Editions

DIGIMAG 65 - GIUGNO 2011  

Digimag è stato uno die più importanti magazine internazionali focalizzato sull'impatto delle media technologies su arte, design e cultura c...

DIGIMAG 65 - GIUGNO 2011  

Digimag è stato uno die più importanti magazine internazionali focalizzato sull'impatto delle media technologies su arte, design e cultura c...

Advertisement