Page 81

BYOB nasce da una necessitá globale di creare nuovi spazi di espressione per gli artisti che lavorano con il video o l’immagine in movimento piú in generale e coincide con la volontá di riproporre un modello open fuori dalla rete. Si inserisce in una tendenza piú ampia, che accomuna la ricerca degli artisti del Post-Internet: quella cioè di esplorare le possibilitá per rompere la

La prima edizione del BYOB si tenne presso il Bureau Friederich Projectstudio di Berlino, e fu organizzata e curata da Rozendaal e Anne de Vries. Da subito Rafaël capí che il format poteva essere riproposto in stile open : “Mi resi conto di che si poteva rifare in spazi diversi, lasciando libera anche la parte curatoriale e la scelta dello spazio.” dice Rafaël.

divisione esistente fino a poco tempo fa tra mondo reale e mondo virtuale, allo scopo di creare intersezioni divertenti e creative. Esiste una dualitá nel modo di lavorare di questa corrente artistica che rifletta la dualitá delle nostre vite, in cui la presenza nella rete è ogni giorno piú importante e constituisce una vita parallela a quella reale, BYOB si autodefinisce come una specie di spazio sospeso tra questi due mondi, un limbo tra la rete e la vita reale.

BYOB dá spazio ad una generazione di artisti cresciuti dietro lo schermo, proponendosi come una struttura aperta e dinamica che non solo dà spazio a spontaneitá e sperimentazione, ma che apre una serie di questioni riguardo alla possibilitá di lasciare le formalitá e l’organizzazione della mostra direttamente in mano all’artista. Secondo il suo manifesto, un’ immagine in movimento non è mai un oggetto statico, e ancora meno quando si dà all’artista la possibilitá di muoversi nello spazio fisico e si permette alle immagini di uscire dallo schermo e invadere lo spazio.

Rafaël Rozendaal, riconosciuto net artist olandese celebre per le sue opere interattive, in cui trasforma oggetti quotidiani, situazioni comuni, paesaggi, emozioni in applicazioni flash, ci racconta che quando viveva a Berlino, si rese conto di quanto fosse difficile fare una mostra collettiva e di quanto al contrario il processo potesse essere reso semplice pensando ai suoi amici e al fatto che tutti lavoravano con il video e avevano un proiettore in casa. 79

Profile for Digicult Editions

DIGIMAG 65 - GIUGNO 2011  

Digimag è stato uno die più importanti magazine internazionali focalizzato sull'impatto delle media technologies su arte, design e cultura c...

DIGIMAG 65 - GIUGNO 2011  

Digimag è stato uno die più importanti magazine internazionali focalizzato sull'impatto delle media technologies su arte, design e cultura c...

Advertisement