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scoperta, in un piccolo parco di Londra, di un Memorial to Heroic Sacrifice. Appesi ad un muro, sopra pannelli in ceramica di forma e misura uguale, è scritta la storia di alcuni uomini e donne del popolo morti sacrificando la propria vita per il prossimo. La Hiller ne sceglie 41 (numero che corrisponde all’età che l’artista aveva nel 1980), li fotografa e li dispone in una griglia, che assume la forma di una croce commemorativa. Di fronte alla croce, è sistemata una panchina, dove sono appoggiati un registratore e delle cuffie che invitano il visitatore a sedersi ad ascoltare.

rappresentazioni di coloro che se ne sono andati (…). L’assenza è una metafora del desiderio. La rappresentazione è una presa di distanza nel tempo e nello spazio. È una “rigenerazione” di immagini e idee”. (Trad. mia). È evidente che, in Monument, attraverso le cuffie, la propria voce sussurrata, la croce formata dai 41 pannelli Susan Hiller tenda a trasformarsi nella sua stessa installazione. L’artista, cioè, mentre “immortala” pezzi di memoria altrimenti destinati all’oblìo, si identifica a tal punto con la propria opera, da proporsi lei stessa come medium tra il presente ed il passato, tra ciò che c’era e che non c’è più, tra chi vede e chi è già trapassato. Così facendo invita lo spettatore a fare la stessa cosa: passare il confine ed accedere ad una seconda vita, dove tutti saranno eterni, perennemente ritratti nel Monumento che “rigenera

La voce registrata è quella della stessa artista: “(…) Il Monumento è dietro di te. Il Monumento è nel tuo passato. Che i morti parlino attraverso di noi? Questa è la mia voce, arrotolata nel tuo presente, il mio passato. Ti sto parlando dall’aldilà, dall’audilà [gioco di parole tra here-after e hear-after] (…). Potremmo esistere per sempre, inscritti, ritratti come iscrizioni, ritratti, rappresentazioni. Sto rappresentando me stessa per me stessa… e per te a te. Questa è la mia voce. Adesso ti parlerà dell’ideologia della memoria, della storia del tempo, della fissità della rappresentazione: fissa, come fotografata, o registrata su un nastro, o inscritta… (…). Puoi pensare alla vita dopo la morte come una seconda vita dove entri come fossi ritratto, o iscritto (…). Il “Monumento” rappresenta le assenze. Ci sono

immagini e idee”.

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DIGIMAG 65 - GIUGNO 2011  

Digimag è stato uno die più importanti magazine internazionali focalizzato sull'impatto delle media technologies su arte, design e cultura c...

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