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votazione.

del tutto legittimo chiedersi perchè “qualcuno”, proprio nella Wikipedia in italiano, che già ospita da un bel pezzo la voce, molto meno enciclopedica, di Rachel Corrie (un’attivista dell’ISM uccisa da un bulldozer israeliano), non stesse riconoscendo lo stesso valore al molto più enciclopedico attivista Vittorio Arrigoni e stesse percorrendo, in maniera così frettolosa e per giunta arbitraria, tutte le strade possibili per oscurarne la pagina.

Per quanto riguarda invece le “stolte campagne stampa”, era assolutamente prevedibile che le notizie su quanto stava accadendo si sarebbero propagate a macchia d’olio sul web, perchè erano tantissimi quelli che nel frattempo stavano visitando la pagina di Vittorio Arrigoni, ed ad accoglierli c’era un grosso avviso di cancellazione. Ed era ovvio che non la prendessero bene, non tanto i detrattori di Wikipedia, quanto quelli che si ostinano, ancora oggi e nonostante tutto, a considerarla un’enciclopedia dove “tutti […] hanno la possibilità di creare o modificare una voce e vedere pubblicate all’istante le loro modifiche”. Per poi scoprire, in questa occasione, di non poterle nemmeno difendere con il voto o un semplice commento.

Far ricadere la responsabilità del caos wikipediano sugli esterni è sempre più semplice e quando il dibattito non si svolge in maniera regolare è sempre colpa delle “teorie del complotto”. Ma quelli a favore della voce Vittorio Arrigoni, tra i wikipediani stessi aventi diritto di voto, erano la “maggioranza”, sin dall’inizio e prima che si andasse alle urne. Solo che chi era contrario ha ricordato che “Wikipedia non è una democrazia della maggioranza”. Ed è per questo, infatti, che “il suo metodo primario di ricerca del consenso è la discussione, non il voto”! Alla discussione gli amministratori e i patrollatori hanno preferito, sin dall’inizio, le cancellazioni e una serie di tortuose procedure, che le stesse linee guida sconsigliano di avviare persino quando sono svolte in maniera regolare. “Sii paziente e disponibile”, raccomanda Wikipedia alle sue

Eppure – ha fatto notare un “utente abituale” – “il diritto di commentare brevemente una votazione era sempre stato garantito”! Ed infine, era 51

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DIGIMAG 65 - GIUGNO 2011  

Digimag è stato uno die più importanti magazine internazionali focalizzato sull'impatto delle media technologies su arte, design e cultura c...

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