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progetto Circo Ipnotico), fino appunto all’ultima tappa al Cox18. Per tutto questo Peppo Lasagna è, per quanto non gli piaccia, a mio avviso un “maestro”. Per la sua capacità di trasmettere conoscenza, per il suo potete innato (e chi insegna sa cosa intendo dire) di catalizzare l’attenzione delle persone sul suo operato, per suo essere custode di una delle ultime magie rimaste ancora in circolazione.

Una tecnologia la cui comprensione e conoscenza critica, comporterebbe capacità di azione, politica e creativa, paragonabili oggi solo a quelle dei grandi cultori dei codici. Nonchè un impatto ambientale ed economico considerevole, pensando al riuso possibile di tecnologie inquinanti che tutti noi normalmente buttiamo via. Una scienza che appartiene ormai a pochi, e che senza alcun dubbio dovrebbe essere diffusa maggiormente, come quelle ricette che si tramandano di generazione in generazione.

Marco Mancuso: Peppo, come è andata l’esperienza del workshop in Cox? Come vi siete trovati e che feedback avete ricevuto? Potete riassumere, per chi non c’era, cosa avete fatto e quali progetti avete mostrato al pubblico che è venuto? Peppo Lasagna: Beh, l’esperienza è stata ottima! c’e’ stato un grande coinvolgimento dei partecipanti e nonostante la quantita’ di persone siamo riusciti a riempire un paio di tavoli con alcuni dei nostri progetti. Abbiamo scelto apposta alcuni esperimenti “incompleti” per poter intervenire direttamente sui circuiti

.

Peppo Lasagna, tramite il Laboratorio Elettrico Popolare e alla collaborazione con Tonylight , tutto questo lo sta facendo da anni, in modo indipendente: dal LOA Hacklab del Bulk la Cascina Autogestita Torchiera senzacqua, dagli Hackmeeting al collettivo otolab (sue, per esempio, le strumentazioni meccaniche ed elettroniche usate dal collettivo nell’apprezzatissimo

utilizzando cavetti a coccodrillo per effettuare i collegamenti: avevamo un sequencer a rele’ e alcuni moduli del “synth passivo” (una macchina che produce suoni senza usare dispositivi semiconduttori, ma solo componenti “passivi” cioe resistenze, condensatori e induttanze, insomma il synth che si sarebbe potuto costruire nell’800). Poi 42

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DIGIMAG 44 - MAGGIO 2009  

Digimag è stato uno die più importanti magazine internazionali focalizzato sull'impatto delle media technologies su arte, design e cultura c...

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