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C’è un altro aspetto in cui ho attuato la divisione dell’unità visiva, che è la condizione visiva bidimensionale e tridimensionale. Ad esempio ,per una mostra realizzata nel 2004 per il Museo Passo Imperiale di Rio de Janeiro c’è un’installazione, della serie “Spazio permeabile“, lunga venticinque metri, in cui da un unico punto di vista, chiudendo un occhio, si può vedere un rombo bidimensionale e un triangolo bidimensionale che si toccano in un punto. In realtà, queste due figure geometriche sono tracciate tra 4 superfici, il pavimento e tre pareti, mentre dietro a queste linee ce ne sono altre che scorrono proprio sulle stesse superfici dello spazio, pavimento e pareti. Questo è un esempio di installazione che ho curato in modo perfetto, in cui è possibile, da un preciso punto di osservazione, non vedere gli sdoppiamenti delle linee: si vedono in sostanza solo le linee che attraversano lo spazio e che nascondono perfettamente quelle che scorrono sulle pareti. Appena ci si muove di un solo millimetro, l’immagine si sdoppia, lo spazio si apre completamente e le forme diventano completamente diverse muovendosi nello spazio. L’opera si apre come le ali di una farfalla e diventa come un’immagine in un caleidoscopio.

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Nei “Light box” invece, davanti alla fibra ottica è posta una superficie che si chiama OLF, che è una lente, un diaframma che rende al contempo reale ed illusorio ciò che si vede. Quello che si vede non è tutta fibra ottica ma è un riflessione contro uno specchio posteriore che contiene questa pellicola tra due lastre di plexiglas e serve per far perdere la cognizione dei confini e della profondità. Lavorare con questi materiali è fondamentale nelle opere di piccole metrature, per ricreare la stessa sensazione illusoria che la fibra ottica crea nelle installazioni di grandi dimensioni. Lo stesso discorso di divisione dell’unità visiva si applica alle sculture di acciaio e fibra ottica, come ad esempio in “Linea di Luce“, presentata temporaneamente a Roma in Piazza del Campidoglio per il Semestre di presidenza italiana nell’Unione Europea nel 2003. Di giorno si ha il sopravvento dell’acciaio sulla luce, di notte l’acciaio scompare e appare un’altra forma nella forma. Si creano due realtà: una più minimale, un’altra più mentale, differenti e autonome nell’arco delle ventiquattro ore. La divisione dell’unità visiva è proprio questa differenza di percezione.

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DIGIMAG 44 - MAGGIO 2009  

Digimag è stato uno die più importanti magazine internazionali focalizzato sull'impatto delle media technologies su arte, design e cultura c...

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