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aspetti percettivi. Molto spesso nelle mostre i visitatori non conoscono tutte le premesse che stanno alla base di un’opera, possono arrivare da soli a capire come sono costruite certe strutture o certe situazioni. Possono capire mentre fanno esperienza nell’opera, che diventa, quindi, un fatto esperienziale. Una persona scopre qualcosa a cui non è preparata prima, compie un minimo di sforzo o di azione. A volte questo accade, altre volte meno, alcune persone rifiutano di avvicinarsi ad un’opera troppo mentale e cercano qualcosa di facilmente o immediatamente comprensibile.

baluginio leggero tra le tante velature. La parte di superficie che non era ben coperta dalla pittura faceva fuoriuscire il substrato di fosforo, che creava appunto questa sorta di baluginio esteso su tutta la superficie, mentre la linea dipinta di bianco non emetteva luce e diventava una linea d’ombra sulla superficie. Questa era una realtà visiva autonoma di quadri modulari in sequenza, visibili anche in luce normale bianchi e luminosi al buio. Le tipologie di opere come “Spazi permeabili“, invece, sono un esempio di scomposizione dello spazio creata dentro un prisma a struttura pentagonale scalena. Ho usato questa struttura perché non si capisca davvero quale sia l’effettivo volume, quanto sia esso dovuto all’effettiva rifrazione sulla superficie trasparente e quanto invece alla fibra ottica che crea una scomposizione dello spazio interno. Quest’opera è basata proprio sul concetto di permeabilità visiva anche dentro un’opera solida.

Silvia Scaravaggi: A proposito di premesse e di temi che stanno alla base della creazione di certe opere e installazioni, nel 1997 hai pubblicato un testo teorico dal titolo “Divisione dell’unità visiva” (Roma, 1997, Ed. Stampa Alternativa)… Carlo Bernardini: Questa idea della divisione dell’unità visiva è nata nei primi anni Novanta per creare due identità visive autonome all’interno della stessa opera. All’inizio l’avevo realizzata con dei quadri visibili al buio, composti da un substrato di fosforo sotto a trenta velature di pittura. Erano dei monocromi bianchi attraversati da linee bianche, linee di luce bianca sul bianco; al buio si vedeva una sorta di negativo fotografico, il bianco diventava un 21

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DIGIMAG 44 - MAGGIO 2009  

Digimag è stato uno die più importanti magazine internazionali focalizzato sull'impatto delle media technologies su arte, design e cultura c...

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