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nel 2008 hai creato un’opera che contempla l’uso di audio e video, sviluppata con la filmaker Manu Sobral, che mi sembra possa rappresentare un’evoluzione nella tua produzione artistica.

sensoriale di due elementi: la percezione statica e quella dinamica. L’installazione statica si trasforma con il movimento indotto dai video, generato dal movimento stesso del corpo che la permea, mentreil video invece possiede un movimento interno, che gli appartiene. In questo caso si sommano l’emozione visiva dinamica con quella statica dell’audio, che creano una situazione meno rassicurante per lo spettatore, più imprevedibile.

Carlo Bernardini: In quest’opera, che si chiama “La quarta direzione dello spazio“, ho usato due videoproiezioni, pensate per uno spazio di quattordici metri per due. Il movimento del visitatore nello spazio fa attivare un primo video, su cui ci si può soffermare; continuando a muoversi, attratti dai fasci luminosi, si attiverà anche il secondo video opposto al primo nello spazio dell’installazione. Sono due video differenti che subentrano improvvisi con l’addentrarsi delle persone nello spazio interno all’installazione. I suoni utilizzati, così come le immagini, sono puramente astratti, sono rumori tratti dal mondo subacqueo, percussioni, materiali che anche se sovrapposti non entrano in collisione.

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Silvia Scaravaggi: Quanto è importante la reazione dello spettatore nello sviluppo del tuo lavoro? E quanto è importante nell’utilizzo di un mezzo che può creare situazioni illusorie la consapevolezza del pubblico?

Quest’opera rappresenta un’esperienza diversa rispetto alle mie altre installazioni e alle sculture luminose, che trattano però sempre un tema comune che è quello della scomposizione dello spazio e della divisione dell’unità visiva. In questo ambiente si crea una situazione in più generata dal video e si giunge ad una completezza maggiore con l’aggiunta dell’audio. Una sovrapposizione

Carlo Bernardini: Per quanto riguarda la reazione del pubblico, ne tengo conto per capire se certe dinamiche si sono scatenate o meno. Magari lavoro per migliorare la reazione di alcuni

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DIGIMAG 44 - MAGGIO 2009  

Digimag è stato uno die più importanti magazine internazionali focalizzato sull'impatto delle media technologies su arte, design e cultura c...

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