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colonna vertebrale per identificarsi con il corpo umano; è una continuità con la natura. Abbiamo lavorato un anno intero con ballerini che esercitavano molti tipi di danze diverse, e la domanda era: “come ballare la danza contemporanea oggi?”

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Massimiliano Schiavoni: Parlami di questa pluriennale collaborazione con Anne Teresa. Thierry de Mey: La collaborazione con Anne Teresa è da una vita che esiste, anche prima di diventare artisti.. Sai in Belgio ci sono due comunità, quella fiamminga e quella che parla francese, io appartengo a quest’ultima e lei a quella fiamminga. Quindi per la scuola mi facevo tradurre diverse cose da lei e viceversa; io la aiutavo in francese e matematica…è una amica dell’adolescenza, è come una sorella per me e oramai gli spettacoli nascono insieme.

Io ho poi realizzato una videoinstallazione, una “fotografia” con moltissimo materiale, senza la musica e l’ho presentata alla Biennale di Venezia. Deep in the wood, nel 2002. In futuro poi ci sarà una evoluzione di questo lavoro: la prima presentazione avverrà in Francia nel 2009, dove l’idea è quella di seguire l’orchestra. Oggi con la tecnica si può fare il montaggio in tempo reale, e allora io posso fare quello che voglio. La musica è libera ed io seguirò i ballerini in tempo reale: questo in Italiano si chiama EchiVoci, che vuol dire Voci di uguale importanza. La danza è sullo stesso piano della musica, la danza accompagnerà l’orchestra.

Massimiliano Schiavoni: Ma Mère l’Olie? Thierry de Mey: Quest’opera è stata un’esperienza incredibile. Moltissimi ballerini e coreografi sono venuti con me nei boschi per danzare e fare improvvisazione su questo balletto classico molto famoso basato su una storia infantile, intrecciando il tutto con l’elemento vegetale, con la natura. Mi interessava lavorare sull’immaginazione personale dei ballerini, sulla loro capacità di esprimersi, ad esempio quando hai visto il pinocchio nella foresta, un pezzo unico, o quando Rebecca Murgi interpreta la maga cattiva, o quando un ramo con foglie diventa una

Vorrei fare una pellicola su La Vals de Ravel e su un’opera di Luciano Berio basata sulla musica folcloristica Siciliana che mi piace tanto…mi piace questa terra che è di una intensità particolare. Mi piace molto la Sicilia come anche il Piemonte, con quei campi di riso che sembrano le Fiandre, e anche Polverigi che è stato un periodo della mia vita fondamentale, 76

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DIGIMAG 36 - LUGLIO / AGOSTO 2008  

Digimag è stato uno die più importanti magazine internazionali focalizzato sull'impatto delle media technologies su arte, design e cultura c...

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