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E’ così nella vita (cosiddetta) reale, rimane così anche in quella virtuale. E allora perché avere una pagina web come tutti gli altri se posso permettermi, senza sforzo aggiuntivo, di averne una creata e inventata da me, aggiungendo al risultato il divertimento della costruzione, e rinnovando quindi la mai sopita sindrome da mattoncini Lego ? Lo hanno capito bene le aziende web 2.0 , che sulla personalizzazione degli spazi virtuali e la (presunta) libertà degli utenti-autori stanno puntando molto, anzi moltissimo.

il codice di architettura e di sviluppo. Ovvero, prendo il do it yourself e ne aspiro via la vera carica sovversiva: la realizzazione e il controllo degli strumenti. Nel punk significava liberarsi dalle major ( Do it yourself not EMI ), in questo caso potrebbe significare uscire dalla scia dei grandi monopoli come il classico GoogleYahoo. Ma il Do it yourself della Google generation è un burattino senza fili.

Inutile elencare numerosi ed evidenti esempi che sono sotto gli occhi di tutti: da Flickr a Myspace , da Youtube a Facebook , fino ad arrivare alle ultime invenzioni come Ning , sorta di meta social network che offre agli utenti la possibilità di inventare, creare e gestire community ad hoc. Una corsa sfrenata alla conquista dell’utente che si gioca tutta sul richiamo alla libertà e all’autonomia. Ecco che Netvibes , aggregatore da oltre 10 milioni di utenti unici mensili, lancia il suo DIY universe , progetto ad alto tasso di personalizzazione. L’utente crea, gestisce, controlla. Si potrebbe dire: è libero. Ma fermandosi un attimo e cercando di andare al fondo di queste pubblicizzatissime pratiche di presunta autonomia, scopriamo il grande inghippo:: la mancanza di controllo e potere sugli strumenti di creazione, in questo caso

.

E allora ben venga il web 2.0 , con i suoi strumenti di fascino e seduzione, la sua capacità di farci sentire tutti web designer e artisti della rete (un po’ di autostima, seppur falsa, non guasta mai di questi tempi), ma anche scrittori, filmaker, fotografi e quant’altro. Basta ricordare, tra un blog e una tag cloud, che la libertà non la regala nessuno e che il DIY è molto più che un widget o una pagina web da personalizzare. Scoprire nuovi linguaggi e nuove 20

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DIGIMAG 36 - LUGLIO / AGOSTO 2008  

Digimag è stato uno die più importanti magazine internazionali focalizzato sull'impatto delle media technologies su arte, design e cultura c...

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