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confronto fra questo re-enactment (su uno schermo) e le riprese originali della rapina mixate con scene dal film di Lumet (sull’altro schermo), non servono a ristabilire una presunta “verità”, ma a mostrare quanto la nostra percezione dei fatti sia influenzata dalla fiction e dai media. Il Woytowiczs del 1999, infatti, non può fare a meno di imitare, anche rimettendo in scena un evento così “personale”, Al Pacino, e non nella sua veste di protagonista di Dog Day Afternoon, ma semmai del Padrino, ruolo che si addice molto di più al suo fisico e al suo rulo nella fiction del 1999.

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Dalla fine degli anni Novanta il reenactment comincia a essere praticato anche nel campo delle arti visive. Nel 1999 il francese Pierre Huyghe realizza la videoinstallazione a due canali The Third Memory. Si tratta di una rievocazione della famosa rapina alla Chase Manhattan Bank di Brooklyn del 22 agosto 1972 che servì da ispirazione a Sidney Lumet, tre anni più tardi, per il suo classico film Dog Day Afternoon (Quel pomeriggio di un giorno da cani), protagonista Al Pacino. Huyghe recupera il vecchio John Woytowiczs, autore della rapina (ideata per finanziare l’operazione del cambio di sesso del suo amico), ormai ingrassato e imbolsito dopo anni e anni di galera, ma del tutto a suo agio (così sembra) nel ruolo di “regista” della rievocazione degli eventi, delle posizioni e delle dinamiche di quel pomeriggio che doveva avere tanta influenza sulla sua vita successiva. Il

Però l’artista che forse più di ogni altro ha esplorato possibilità e limiti del reenactment in questo nuovo decennio del secolo è l’inglese Rod Dickinson. La sua maniacale precisione nel tornare sulla scena di eventi che lo hanno colpito e impressionato è magistrale. Ma questo non significa che Dickinson si faccia prendere dalla smania della filologia, al contrario: ciò che è caratteristico del lavoro di questo autore è la sua capacità di estrarre gli elementi di un certo evento che sono più pertinenti rispetto alla rilettura che se ne può fare anche a pochi decenni di distanza.

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DIGIMAG 36 - LUGLIO / AGOSTO 2008  

Digimag è stato uno die più importanti magazine internazionali focalizzato sull'impatto delle media technologies su arte, design e cultura c...

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