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GENTILE

MAURO

Messina 12.03.1974

CIÒ CHE PIÙ CREDI DEFINITO MENO RESTERÀ IMMUTATO. Il linguaggio pittorico di Mauro Gentile, che fin qui si è manifestato maturo e consapevole, forse giunto ad un compimento nei mezzi, nell’ultima fase della sua produzione ha virato, ha assunto connotazioni nuove, inaspettate ed interessanti. Nella lenta ed indispensabile esplorazione interiore è portato alla continua ricerca di relazioni tra gli elementi in gioco e come queste appaiano a chi osserva. Al primo sguardo la pacatezza del colore tenue lascia spazio al nero, definito e puntuale, e le stratificazioni cromatiche ritornano a galla e si fanno meno rarefatte. Le sue forme embrionali “crescono”, diventano adulte, si connotano di una personalità duplice, in un continuo equilibrio tra sacro e profano, quasi che la forma sterile e senza identità prenda vita e si muova all’interno dello spazio. La volontà di immergersi nelle tecniche e nei materiali è tema ricorrente, ma si fa via via più profonda e desiderosa di strade nuove. Infatti, il plasmabile che lo circonda diventa mezzo e tramite per portare fuori da sé il proprio io. Come i “filtri” delle sigarette diventano il ponte tra il suo respiro e l’aria che ci appartiene. In quei filtri sono impresse la rabbia, la delusione, la stanchezza, la gioia, la quiete e l’amore. E a loro volta creano nuovi sentimenti e nuove forme.

opera, a tal punto da spingerlo a prodursi in studio la carta su cui dipingere e disegnare. L’artista così si pone in controtendenza con alcuni sviluppi concettuali e contemporanei dell’arte, fa un passo indietro e si ricolloca in quella fase di scissione, di rinascimentale memoria, tra l’artista e l’artigiano. Ma egli fa compenetrare l’uno all’altro. Permane sempre nel suo lavoro la naturale convivenza tra il rigore delle geometrie, evocato da immaginate griglie architettoniche, e la libertà della creazione. Da sempre l’approccio di Mauro Gentile mira all’assolutezza della composizione, egli si appropria di regole di impostazione aurea, così da tendere alla precisione del dettaglio e alla singolarità del gesto. Il suo percorso artistico volto costantemente alla ricerca della sintesi formale, lascia ora spazio alla materia. Egli semplifica il proprio intervento e la carta diventa così l’elemento archetipico su cui imprimere la forza del segno e la casualità nata dall’astrazione delle forme. Gloria Bortolussi

La materia si fa supporto oltre che GENTILE

DISSIDENTICI

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DISSIDENTICI  

> mostra collettiva ___________________________ 7 dicembre – 26 gennaio La Castellina – Pramaggiore loc....

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