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V . IV – Tecniche di raffrescamento / riscaldamento attivo: Nell'intento di massimizzare il benessere ambientale pur mantenendo bassi i consumi specie a lungo termine della struttura agrituristica, ho cercato di progettare un insieme di impianti che mi consentissero, in fase di gestione ordinaria della struttura, di arrivare il più vicino possibile ad un regime di autosufficienza energetica. Tale traguardo è, in termini tecnici, una vera e propria utopia, specie se si considera il livello di benessere da soddisfare nel servizio di ristoro ed alloggio, in cui i consumi e la compresenza degli utenti generano picchi in un periodo relativamente breve. Le alternative che si vengono a presentare sono due: - quella di prevedere un impianto dimensionato in base all’utenza media prevista, compensando i picchi con l’utilizzo di impianti ausiliari che consumano risorse non rinnovabili, -quella di prevedere grossi impianti, dimensionati in base alla saturazione dell’utenza, e indipendenti dall'apporto di sistemi di approvvigionamento energetico da risorse non rinnovabili, ma che realisticamente risulterebbe sovradimensionato durante il resto dell'anno. Nell’intento di ottimizzare i rapporti globali di consumo nel medio e lungo termine ho scartato la seconda ipotesi. Seppure oggi le nostre esigenze di benessere ambientale siano diventate molto elevate rispetto a quelle dei nostri antenati, e siano mutate per motivi tecnologici, ma anche di natura socioeconomica, la casa colonica offre di per sé un ottimo esempio di progettazione e messa in opera di sistemi che risolvono il problema del benessere ambientale in modo passivo, quindi contenendo il consumo energetico in vari modi. Essendo peraltro l'edilizia tradizionale molto legata alle usanze ed alle maestranze locali, contraddistinte da metodi risolutivi tramandati da generazioni, esse sono strettamente connesse al territorio, ai materiali ed alle condizioni climatiche locali. Condizioni che si configurano [...] 97


Tesi - Capitolo 5a