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PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

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SOMMARIO

DIDASCALIE

la notizia/Un nuovo inizio centro formazione insegnanti/

Rivista della scuola in Trentino Periodico mensile Anno XIX, numero 9 settembre 2010 Rivista promossa dalla Provincia Autonoma di Trento (L. P. 3 maggio 1990, n.15, art. 22) Autorizzazione del Tribunale di Trento n. 745 dell’11.1.1992 Direttore responsabile: Giampaolo Pedrotti

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Protocollo: Intesa fra il Centro e l’Invalsi La Mostra: Manzi, il maestro che ancora insegna educa 2010/L’evento: Generazioni, pensieri che arricchiscon iprase/La ricerca: Inclusione: percorsi di ricerca dell’Istituto la scuola al museo/Strumenti: Le guide per le scuole

Coordinatore: Mario Caroli E-mail: mario.caroli@provincia.tn.it

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il dossier dentro le scuole

In redazione: Norma Borgogno Adriana Giacomoni Manuela Saltori (segreteria)

“ALLA FINE GIUNSE IL NUOVO ANNO!” a. s. 2010/2011: La scuola trentina riparte “ri-ordinata” con nuovi indirizzi, nuovi piani di studio e…

Dellai e Dalmaso: si rilancia Indirizzi alle scuole Nuovi dirigenti scolastici L’accordo sui 50 minuti Materne: il via dal Primiero I. C. Brentonico Liceo musicale e coreutico CFP “Centro Moda Canossa”

In questo numero: Norma Borgogno, Mario Caroli, Tania Caroli, Brunella Dalmonego, Paolo Dalla Torre, Adriana Giacomoni, Barbara Luscia, Maria Martinelli, Miriam Pintarelli, Francesco Pisanu, Silvia Tabarelli, Anna Tava.

Redazione: Via Gilli 3, 38121 Trento tel. 0461/497268 - 69 fax 0461/497267

Inserto a cura di: Mario Caroli Interventi: Norma Borgogno, Mario Caroli, Miriam Pintarelli, Anna Tava

Realizzazione e Stampa Litografia Effe e Erre - Trento Per richiedere la rivista Didascalie telefonare o mandare un fax o scrivere a: Redazione Didascalie, Palazzo Istruzione via Gilli, 3 – 38121 Trento E-mail: didascalie@provincia.tn.it Didascalie è stampata su carta ecologica, sbiancata senza cloro

Le foto di questo numero sono di: archivio Didascalie, fornite dai diretti interessati, Archivio Ufficio stampa Educa 2010

Inserto 15-34 dalle scuole/Primaria

Sopramonte: La Mostra e l’identità della scuola 35 I. C Mezzolombardo/Primaria: 37-41 100 anni della scuola elementare I. C Civezzano/Primaria: Alla scoperta del passato 42-44 offerta varia/ASSFRON: Biodiversità a scuola 45 segnaliamo/Il Libro: Scuola italiana: storia e storie 46-47 segnaliamola recensione: Pop corn al cinema: il libro di R. Gris 48 segnaliamole schede: L’école valdôtaine, Rassegna, Scuola & Amministrazione terza di copertina offerta varia/Università: Percorsi per docenti quarta di copertina

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

didascalie Rivista della scuola in Trentino

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n.

settembre 2010 il dossier dentro le scuole si rilancia dellai e dalmaso: scuole indirizzi alle scolastici nuovi dirigenti l’accordo sui 50’ Primiero dal Materne: via I. c. Brentonico coreutico e liceo musicale canossa” cFP” centro Moda

ANNO NUOVO GIUNSE IL “ri-ordinata” ALLA FINE trentina riparte e… La scuola di studio nuovi piani a.s. 2010/2011: indirizzi, con nuovi

AUT DR/CB Centrale/PTMagazine EDITORI/213/2006 08/02/2006

Caroli di: Mario Caroli Inserto a cura Norma Borgogno e Mario Interventi di:

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Studenti del Centro di Formazione professionale “Centro Moda Canossa” il primo giorno di scuola (vedi servizio alle pagine 31-34); sempre in alto, a destra, la copertina del libro di Nicola D’Amico recensito nella spazio Segnaliamo (vedi pagine 46-47); in basso, la copertina e un’immagine del primo giorno di scuola nelle materne a Lausen - Canal San Bovo (vedi pp. 27-28) n.9 settembre 2010


LA NOTIZIA

l’evento UN NUOVO INIZIO

Nuove questioni e pensieri antichi È iniziato da poco il nuovo anno scolastico 2010/201l. Come di consueto, questo numero della rivista dedica ampio spazio ai momenti d’inaugurazione dalle scuole dell’infanzia (1 settembre 2010) e agli altri ordini di scuola (9 settembre ufficialmente, ma ci sono stati diversi anticipi in ordine sparso a partire da lunedì 6 settembre). Nel dossier interno, ci sono resoconti e immagini dalle sedi ufficiali individuate dall’Assessorato per l’inaugurazione. C’è stata anche una conferenza stampa del presidente Dellai e dell’assessore Dalmaso, il 7 settembre, per offrire il quadro della situazione e indicare linee di sviluppo. Ma in questi giorni d’inizio d’anno sono tornati alla ribalta anche alcuni nodi e stimoli alla riflessione che ci piacerebbe riprendere sulla rivista nei prossimi numeri. I numeri hanno retto, malgrado la riforma… Nelle pagine interne del dossier c’è una carrellata significativa sullo stato della scuola trentina dal punto di vista delle nomine, dei numeri, delle risorse, dei nuovi dirigenti e delle questioni sindacali legate all’introduzione del riordino negli istituti superiori, ma non solo. I documenti completi con le tabelle ed i grafici si possono consultare e scaricare dal portale della scuola trentina www.vivoscuola.it. Non entriamo qui nel merito delle singole questioni, anche se un dato dovrebbe essere riconosciuto da tutti, senza obblighi di ringraziare nessuno (perché non si tratta di beneficenza o donazioni, ma di scelte politiche e di bilancio): dal punto di vista delle risorse e delle disponibilità strutturali, occupazionali e organizzative in Trentino la situazione non è paragonabile con quella del resto Iitalia. Certo, non deve sparire neppure qui l’attenzione al precariato, ma sapendo che quando qui parliamo di precari, non stiamo parlando di chi – come nel resto d’Italia e con dimensioni numeriche notevoli – è stato licenziato, ha perso il lavoro a 40/50 anni, sta facendo lo sciopero della fame ecc.. Per la stragrande maggioranza parliamo, per fortuna, di incarichi a tempo determinato, di gente che continua a lavorare e che – si spera – dal prossimo anno riprenderà a fare i conti con la possibilità di entrare in ruolo, in base a una serie di fattori. I numeri complessivamente hanno retto, sia quelli delle classi che degli organici con qualche perdita percentuale molto leggera. Studenti e insegnanti: riportarli al centro… Come spesso avviene, quando la scuola e i docenti tornano ad occupare la cronaca quotidiana, tornano anche le riflessioni sugli insegnanti: “Perché chiediamo tanto alla scuola e a chi insegna riconosciamo poco”, il titolo di un significativo editoriale di Berardelli sul Corriere della Sera. Insegnanti poco motivati; poco considerati nel ruolo dalla società che pure chiede loro qualcosa oltre l’istruzione; vittime sempre più numerose di un burn-out “che non diventa solo il loro problema, ma anche quello della società e degli studenti stessi, persone in crescita e formazione”, scrive Anna De Gennaro sull’ultimo numero della nuova serie della rivista della scuola valdostana, aggiungendo: “Se siamo interessati a costruire i nostri futuri alunni non possiamo non intervenire fornendo un supporto a coloro che per questi alunni rappresentano un modello. E questo supporto passa anche per la valorizzazione di un ruolo e per il recupero di un’autorevolezza che pare smarrita.” Capire e supportare meglio gli insegnanti, ma anche capire e supportare meglio gli alunni, “schiacciati tra il consumismo montante e l’inquinamento mediale, economicamente interessanti, formalmente tutelati, ma emotivamente sempre più disarmati”, i nostri alunni che si allontanano dai nostri modelli e iniziano a percorrere terreni sconosciuti di relazione e di apprendimento. Va bene parlare di organizzazione, di organici, di risorse, di piani di studio e di competenze (cercando di non ricadere nell’ideologia di qualche nuova parola chiave, come già successo con programmazione, curricolo ecc.), ma torniamo anche a domandarci più spesso chi sono i nostri alunni e chi sono i nostri insegnanti. Mario Caroli n.9 settembre 2010

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CENTRO FORMAZIONE INSEGNANTI

Rovereto PROTOCOLLO

Intesa fra il Centro e l’Invalsi Una tappa importante è stata segnata stamattina nel percorso del “Centro per la formazione continua e l’aggiornamento del personale insegnante” di Rovereto, con la firma di un importante accordo tra il Centro per la formazione degli insegnanti e l’INVALSI, l’Istituto Nazionale per la Valutazione, alla presenza dell’Assessore Marta Dalmaso, dei responsabili del Centro di Rovereto e dei due dirigenti al vertice dell’Istituto nazionale.

La firma a Palazzo Todeschi Nella sede del “Centro per la Formazione formazione continua e l’aggiornamento del personale insegnante” di Rovereto, a Palazzo Todeschi, è stato firmato stamattina un importante protocollo d’intesa fra il Centro e l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione. Per il Centro di Formazione hanno firmato il Direttore, Luciano Covi, e Italo Fiorin, Presidente del Comitato scientifico; per l’INVALSI il Presidente dell’Istituto, Piero Cipollone e il Direttore Dino Cristanini, che peraltro conosce bene la scuola trentina per i suoi interventi in ambito della formazione. Alla cerimonia ha presenziato l’Assessore provinciale all’istruzione e allo sport, Marta Dalmaso, che ha brevemente precisato il significato dell’accordo. Dopo aver ricordato l’attenzione del governo pro2

vinciale per la scuola, testimoniata dai rilevanti investimenti che ad essa riserva, l’Assessore ha sottolineato come il Centro di Formazione risulti strategico nel quadro dei piani di sviluppo dell’istruzione trentina in quanto “se funzionano bene i docenti e i dirigenti, funziona bene la scuola”. Ha espresso particolare apprezzamento per la sigla di questo accordo “che rafforza la prospettiva di una forte e intensa collaborazione funzionale fra Centro, Invalsi e IPRASE del Trentino in un’azione che non può che convergere sull’obiettivo condiviso di migliorare costantemente i livelli di apprendimento degli studenti.” L’Assessore Dalmaso infine, ringraziando il Direttore del Centro e il Presidente del Comitato scientifico per aver colto con il loro lavoro l’importanza della sinergia fra il Centro che si occupa di formazione e l’Istituto nazionale di valutazione, ha espresso l’auspicio che la sigla dell’accordo possa avviare più ampie forme di colla-

borazione con l’INVALSI per supportare la Provincia autonoma di Trento nel suo sforzo di garantire una scuola di eccellenza. Il presidente Invalsi Piero Cipollone, Presidente dell’INVALSI, ha messo in evidenza la inevitabile sinergia fra valutazione e formazione: l’Istituto di valutazione attraverso le sue rilevazioni mette a disposizione del sistema scuola, dati oggettivi sui livelli di apprendimento degli alunni, grazie ai quali è possibile definire e ripensare le strategie della formazione del personale docente, e procedere ad interventi sia a livello macro, quando emergano in una particolare disciplina carenze diffuse a livello nazionale, sia a livello di istituto quando le carenze risultino esclusive di una singola scuola. Il Presidente INVALSI ha anche ricordato che riscontri oggettivi sul successo o meno delle strategie adottate nel settore della formazione permettono di corroborare o correggere le scelte effettuate in tale ambito. In conclusione il relatore ha posto l’attenzione su un tema di particolare attualità: quello della definizione delle competenze per il cittadino del XXI secolo. I docenti, chiamati a ripensare il loro lavoro nella prospettiva di un insegnamento basato sulle competenze, possono trovare negli strumenti e negli esiti delle indagini INVALSI utili indicazioni per avere maggiore consapevolezza dei propri bisogni formativi. Il confronto sui temi della formazione e valutazione è proseguito poi con un Seminario aperto a docenti e dirigenti scolastici sul tema “La formazione per la promozione delle scuole”. A rimarcare l’importanza del tappa odierna e del ruolo che il Centro svolge anche per la città, è intervenuto il sindaco di Rovereto con un saluto ed un breve intervento. n.9 settembre 2010


L’OGGETTO DEL PROTOCOLLO

Dino Cristanini Direttore Generale INVALSI

COLLABORAZIONE SCIENTIFICA IN ORDINE ALLA PROMOZIONE E ALLA REALIZZAZIONE DI INIZIATIVE DI FORMAZIONE DEL PERSONALE DELLA SCUOLA FINALIZZATE ALLO SVILUPPO E ALL’INNOVAZIONE DELLA DIDATTICA A PARTIRE DAI RISULTATI DELLE RILEVAZIONI DEGLI APPRENDIMENTI

IL FINE

GLI OBIETTIVI

PROTOCOLLO D’INTESA TRA IL CENTRO PER LA FORMAZIONE CONTINUA E L’AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE INSEGNANTE DELLA PROVINCIA DI TRENTO E INVALSI

Instaurare un rapporto di collaborazione fra le parti, nel quale le attività di valutazione, formazione e innovazione didattica possano integrarsi

I COMPITI DELL’INVALSI 
 (art. 17 Decreto Legislativo n. 213 del 31 dicembre 2009)

Ø Implementazione di specifici strumenti di lavoro finalizzati al miglioramento dei processi di insegnamento/apprendimento Ø Promozione e sviluppo di buone pratiche inerenti l’oggetto dell’intesa tramite diffusione di esperienze e confronto fra le scuole Ø Sostegno all'autonomia scolastica attraverso l'analisi e l’utilizzo dei dati sugli apprendimenti al fine di promuovere processi di innovazione e miglioramento della qualità della didattica e dei livelli di apprendimento

GLI IMPEGNI DELL’INVALSI NEL PROTOCOLLO

Nell’ambito della costruzione del Sistema nazionale di valutazione l’INVALSI ha le seguenti competenze: a. lo studio e la predisposizione di strumenti e modalità oggettive di valutazione degli apprendimenti e la cura dell’elaborazione e della diffusione dei risultati della valutazione; b. la promozione di periodiche rilevazioni nazionali sugli apprendimenti che interessano le istituzioni scolastiche e l’istruzione e formazione professionale, il supporto e l’assistenza tecnica alle istituzioni scolastiche e formative anche attraverso la messa a disposizione di prove oggettive per la valutazione degli apprendimenti finalizzate anche alla realizzazione di autonome iniziative di valutazione e autovalutazione; c. lo studio di modelli e metodologie per la valutazione delle istituzioni scolastiche e di istruzione e formazione professionale e dei fattori che influenzano gli apprendimenti d. la predisposizione di prove a carattere nazionale per gli esami di Stato, nell’ambito della normativa vigente; e. lo svolgimento di attività di ricerca e la collaborazione alle attività di valutazione del sistema scolastico al fine di realizzare iniziative di valorizzazione del merito anche in collaborazione con il sistema universitario; f. lo svolgimento di attività di ricerca, nell'ambito delle proprie finalità istituzionali, sia su propria iniziativa che su mandato di enti pubblici e privati, assicurando inoltre la partecipazione italiana a progetti internazionali in campo valutativo; g. lo svolgimento di attività di supporto e assistenza tecnica alle regioni e agli enti territoriali per la realizzazione di autonome iniziative di monitoraggio, valutazione e autovalutazione; h. lo svolgimento di attività di formazione del personale docente e dirigente della scuola sui temi della valutazione in collaborazione con l’ ANSAS.

L’invalsi si impegna a fornire i dati sugli apprendimenti e le elaborazioni che verranno di volta in volta concordate, con riferimento alle scuole della Provincia autonoma di Trento, a condizione che le scuole interessate autorizzino formalmente la comunicazione dei suddetti dati al Centro di Formazione Continua.

I COMPITI DEL CENTRO PER LA FORMAZIONE CONTINUA
 (art.42 bis legge provinciale 7 agosto 2006 n. 5)

GLI IMPEGNI DEL CENTRO PER LA FORMAZIONE NEL PROTOCOLLO

Provvedere, ferme restando le funzioni delle istituzioni scolastiche e formative in materia di aggiornamento del proprio personale in servizio, alla programmazione, alla realizzazione, alla verifica e al monitoraggio di iniziative di formazione rivolte agli insegnanti del sistema educativo provinciale, anche in relazione ai fabbisogni formativi connessi al reclutamento di nuovo personale, ad altre attività formative funzionali allo sviluppo professionale continuo e al sostegno dell’innovazione e dello sviluppo del sistema educativo provinciale

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Il Centro per la formazione continua si impegna a mettere in atto processi di formazione finalizzati al raggiungimento degli obiettivi del protocollo, e a comunicare all’INVALSI gli esiti delle sperimentazioni effettuate, in particolare per quanto riguarda le modalità di azione didattica che si riveleranno in grado di incidere positivamente sugli apprendimenti.

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la mostra MANZI

Il maestro che ancora insegna Nei giorni scorsi è stata inaugurata a Rovereto una mostra dedicata ad Alberto Manzi nelle sale di Palazzo Todeschi, sede del Centro che si occupa della Formazione e dell’Aggiornamento dei docenti: un percorso espositivo che si lega all’attività del Centro e alle tematiche di Educa del 23, 24 e 25 settembre 2010 e presenta dei materiali autografi e originali prestati dal Centro Alberto Manzi, costituitosi grazie all’importante lascito della vedova Sonia Boni Manzi all’Università di Bologna e alla Regione Emilia-Romagna. Ci si potrebbe chiedere come mai una mostra dedicata ad Alberto Manzi e come mai proprio nelle sale del Centro Formazione Insegnanti di Rovereto. Forse perché Alberto Manzi è stato un maestro elementare che per trent’anni ha svolto questo mestiere, fino al 1985 quando è andato in pensione. La “tensione cognitiva” Il maestro Manzi tra i tanti programmi educativi curati, ha collaborato con il governo argentino, nel 1987, alla redazione di un “Piano Nazionale di alfabetizzazione” rivolto alla formazione dei docenti, poi premiato dall’UNESCO. Ma pensarlo solo così non è rendergli onore. Da ogni momento della sua esistenza, fatta soprattutto di profonda integrità intellettuale, esce il profilo di un uomo sensibile, generoso, alla ricerca del giusto approccio con l’altro, forte di una moderna e avanzata formazione psicopedagogia. In ognuna di queste frazioni di vita Alberto Manzi ha sviluppato un metodo educativo specifico, attento alle esigenze riscontrate di volta in volta nelle più disparate componenti dell’umanità. Iniziò la sua carriera di maestro nel carcere minorile di Roma, dove portò a punto un vero e proprio programma di rieducazione, stimolando i ragazzi attraverso la scrittura e la lettura, attraverso l’individuazione e il riconoscimento del sé in un percorso consapevole di grande efficacia e coerenza. Scrive Roberto Farné nel libro Alberto Manzi: Storia di un maestro: “bisogna cercare di mantenere nei soggetti, bambini in una classe scolastica o adulti davanti ad un televisore, una “tensione cognitiva” (Manzi usa precisamente questo termine) che li spinge a voler sapere, ad aver voglia di scoprire qualcosa di nuovo; e questa deve essere una abilità pedagogica e didattica essenziale che un insegnante dovrebbe avere.” 4

Le “sue” lezioni Manzi partiva dalla scrittura e dalla lettura: li considerava strumenti che introducono alla comprensione del testo, che aprono all’autonomia della mente e del pensiero, che portano alla libertà dello spirito, dell’uomo, a qualsiasi età e in qualsiasi condizione sociale. Dotato di grande carisma e prestigio, mantenne negli anni la coerenza e il rispetto degli allievi, grandi e piccoli, italiani e non. Andò in America latina dove conobbe le dure condizioni di vita delle popolazioni locali, sfruttate e umiliate dal potere delle multinazionali: volle credere alla possibilità di renderle libere attraverso la conoscenza, di riscattarsi in termini di dignità e di decoro. Continuò a tornare in Sud America per oltre vent’anni: fu considerato “persona non gradita” dalle autorità, fu arrestato, torturato, espulso, ma non si arrese, continuando a tornare in Amazzonia anche clandestinamente. Divenne famoso per la conduzione di Non è mai troppo tardi, un programma televisivo degli anni ’60 rivolto ad un pubblico adulto, in gran parte analfabeta che attraverso le lezioni svolte dal Maestro imparava a leggere e a scrivere. Proponeva una televisione educativa fatta attraverso un linguaggio semplice, asciutto e un metodo di insegnamento studiato e consapevole, fondamentale per una comunicazione efficace. E fu un vero successo se si calcola che più di un milione di Italiani riuscì a conseguire la licenza elementare grazie ai suoi metodi didattici. Da insegnante si schierò contro le schede di valutazione che venivano proposte per la scuola primaria e sul pericolo che queste potessero poi diventare inevitabilmente condizionanti: propose così di sostituire il giudizio valutativo con un apprezzamento che avrebbe accompagnato gli scolari nel percorso iniziale, Fa quel che può, quel che non può non fa. Senza ribellioni o ironie. Maria Martinelli Docente in utilizzo presso il Centro Formazione Insegnanti di Rovereto n.9 settembre 2010


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promuovono

sostengono

EDUCA 2010

l’evento GENERAZIONI

3° incontro nazionale sull’educazione rovereto (tn) 23-26 settembre 2010

Pensieri che arricchiscono Chi ha passione per il futuro si incontra a EDUCA.

Mario Botta, Paolo Crepet, Isabella Bossi Fedrigotti, Gillo Dorfles, Nando Dalla Chiesa, sono alcuni ospiti degli oltre 100 appuntamenti che animeranno la città. Terza edizione della manifestazione nazionale che rimette Seminari, incontri con gli autori, sessioni formative, l’educazione al centro della riflessione e dell’agire quotidiano laboratori creativi, giochi e spettacoli per bambini, ragazzi, dedicata a GENERAZIONI come ponte tra il futuro genitori, nonni, insegnanti ed educatori. e il passato di chi vive il presente.

www.educaonline.it - info@educaonline.it

Quando chiudiamo questo numero della rivista Didascalie mancano pochi giorni all’iappuntamento di Educa dal 23 al 26 settembre 2010 a Rovereto, sappiamo di non essere in tempo per “annunciare l’evento”. Nessun problema, l’abbiamo già fatto in modo ampio nei numeri precedenti della rivista e dal prossimo numero torneremo a parlare di Educa “dopo” pubblicando servizi e contributi che possono aiutarci ed aiutare gli insegnanti trentini a dare un respiro più ampio alle riflessioni sulla scuola in questo inizio del nuovo anno 2010/2011. Più di 100 gli appuntamenti in calendario per la 4 giorni di EDUCA, quasi 60 i laboratori creativi, molte le attività e giochi per scuole, bambini e ragazzi con gli insegnanti, ma anche per nonni e genitori con figli e nipoti. Riprendiamo in questa pagina solo qualche spunto emerso in occasione della presentazione del programma a fine agosto scorso.

sato non in termini nostalgici ma per capire cosa e come consegniamo ai giovani che stanno iniziando il loro cammino nel mondo. E così il futuro sarà approcciato diversamente da quanto troppo spesso accade, non come vana illusione, bensì come aspettativa e costruzione progressiva del domani, che passa anche attraverso la contestazione”. Remo Job Preside della Facoltà di Scienze cognitive di Rovereto, ha sottolineato la grande attualità della prospettiva generazionale che permette di riflettere sui processi di identificazione, ma anche di differenziazione con il proprio gruppo e la propria comunità, processi che hanno risvolti sociali e culturali e che riguardano sia i singoli che le istituzioni”. Lorenzo Dellai “Al di là della quantità e della qualità delle proposte - ha affermato il Presidente della Provincia autonoma di Trento - questa terza edizione dimostra che EDUCA è cresciuta diventando un punto di riferimento trasversale per tutte le organizzazioni che si occupano di educazione. Un ruolo importante sopratutto in un momento in cui il Paese appare alla deriva sotto molti punti di vista e il tema dell’educazione sembra ridursi ad uno scontro fra corporazioni e fazioni intorno alla scuola”.

Opportunità unica Torna EDUCA, la manifestazione nazionale che rimette l’educazione al centro dell’attenzione politica e sociale che ha registrato lo scorso anno più di 12.000 presenze. A Rovereto dal 23 al 26 settembre la 3^ edizione dedicata al tema delle relazioni fra GENERAZIONI in famiglia, a scuola, nel mondo delle imprese, nella politica, nelle carceri, nei luoghi delle grandi città e dei piccoli paesi. Michele Odorizzi “Parlare di generazioni significa - ha detto Presidente del Comitato organizzatore di EDUCA - trattare i temi della memoria, del futuro e della contestazione. Con “vecchi” maestri, come il senatore Adriano Ossicini e il giornalista storico Raniero La Valle, ci interrogheremo sul pas6

Luisa Filippi Assessore alla Contemporaneità del Comune di Rovereto, ha evidenziato l’importante lavoro di rete che in questi anni EDUCA ha saputo creare coinvolgendo centinaia di organizzazioni che la città saprà accogliere in tutti i suoi luoghi: gli spazi della cultura, ma anche vie, piazze e i parchi del centro storico”. Promotori EDUCA è promosso dal consorzio Con.Solida, Provincia autonoma di Trento, Università degli Studi di Trento, Edizioni Erickson, Luoghi per Crescere-Gruppo Cgm/ Welfare Italia, Vita non profit Magazine, Animazione sociale e Comune di Rovereto con il sostegno di Cooperazione Trentina e Federcasse – Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo. n.9 settembre 2010


IPRASE

la ricerca INCLUSIONE

Percorsi di ricerca dell’Istituto Le azioni di ricerca del programma dell’IPRASE Trentino dedicate al tema dell’inclusione si pongono l’obiettivo di arricchire il dibattito scientifico con elementi derivati dalla ricerca empirica. I progetti che maggiormente focalizzano l’azione di ricerca sull’ osservazione, la rilevazione e la descrizione di pratiche inclusive sono tre: “Interventi strutturati in materia di lotta alla discriminazione in contesto formativo e conseguentemente di inclusione sociale dei beneficiari”, “Personalizzare l’apprendimento nel contesto classe” e “Ambienti di apprendimento inclusivi e tecnologie digitali”.

Definire l’inclusione Il termine “inclusione”, intuitivamente, richiama nell’immediato atteggiamenti di cura, sentimenti di sollecitudine, convinzioni etiche di equità e di giustizia. In una prospettiva più operativa, “inclusione” ha invece a che fare con il comportamento molto concreto di ciascuno di noi, fatto di azioni e decisioni quotidiane, di parole, di prese di posizione. Sappiamo, anche dai report rilasciati da enti internazionali come l’OCSE, che esiste una stretta relazione tra l’inclusione nel mondo educativo e il livello di coesione sociale. Coesione sociale è presenza nelle comunità di legami di affinità e di solidarietà. Si esprime in termini di appartenenza ad un gruppo sociale e di fiducia nell’altro, nel quale si sperimentano gli effetti positivi del sostegno e della cura reciproca. È questo il punto di vista sostenuto dall’ “Agenzia Europea per lo Sviluppo dell’Istruzione degli Alunni Disabili” (www.european-agency.org) che, sulla base di esiti di ricerche e di studi comparativi internazionali, descrive il livello di inclusione di un Stato come l’esito di decisioni governative, di politiche sociali ed economiche, ma anche di n.9 settembre 2010

scelte valoriali, delle convinzioni e degli atteggiamenti collettivi verso le persone che sono in situazione di fragilità, tra le quali troviamo i bambini e i ragazzi che entrano nella ormai consolidata categoria dei “Bisogni Educativi Speciali”. Inclusione perché? Inclusione per chi? Quali possono essere, però, i benefici dell’inclusione? È sempre utile sostenere politiche inclusive, nella scuola e nel lavoro, così come in altri contesti sociali? Realizzare educazione inclusiva non è solo una questione che riguarda la scuola e gli insegnanti, è una sfida posta all’intera comunità civile. J.W. Meijer, direttore dell’Agenzia Europea, in occasione del convegno internazionale di Madrid del 2010 (organizzato nell’ambito del Strategic Framework for the European Co-operation in Education and Training), dal titolo “Inclusive Education: A Way To Promote Social Cohesion”, individua tre questioni chiave che hanno a che fare con la qualità della scuola inclusiva, che è indispensabile affrontare per promuovere azioni inclusive efficaci. La prima questione riguarda la volontà di co-

struire coesione sociale, la seconda questione connette educazione inclusiva e coesione sociale, mentre la terza questione, infine, riguarda la cultura organizzativa e le strutture a sostegno dell’inclusione. In sintonia con la prospettiva culturale delineata dall’Agenzia Europea Iprase Trentino sta realizzando, in collaborazione con le scuole, tre progetti di ricerca che hanno come scopo la promozione della qualità nella scuola inclusiva. i progetti 1. Interventi strutturati per l’inclusione Il progetto “Interventi strutturati in materia di lotta alla discriminazione in contesto formativo e conseguentemente di inclusione sociale dei beneficiari” è promosso dalla Provincia Autonoma di Trento nell’ambito del Programma Operativo FSE, 2007-2013. Il progetto si articola in cinque azioni di ricerca, i cui ambiti di indagine coinvolgono il primo e il secondo ciclo di istruzione e la 7


formazione professionale: Azione A1- Modelli di intervento per affrontare la dispersione scolastica. Azione B1 - Buone prassi per il recupero e la personalizzazione nella scuola primaria. Azione B2 - I laboratori del fare e del sapere. Azione B3 - La rilevazione precoce delle difficoltà di apprendimento. Azione C1 - Modelli ed esperienze di personalizzazione dei percorsi nel Secondo Ciclo di Istruzione e nella Formazione Professionale. L’individuazione degli oggetti di ricerca è stata condotta in collaborazione con il Gruppo BES del Servizio Innovazione del Dipartimento Istruzione, partendo sia dalla documentazione di positive esperienze di inclusione attivate dalle scuole trentine, sia dalla rilevazione di aspetti di criticità. I destinatari del progetto sono gli studenti trentini in situazione di svantaggio socioculturale e/o di disagio con conseguente percorso scolastico a rischio di insuccesso. Valorizzare le buone pratiche L’obiettivo è la rilevazione, nel sistema scolastico trentino, di buone pratiche didattiche e organizzative, tese all’inclusione dei soggetti destinatari e, contemporaneamente, la definizione dei modelli sottesi nella prospettiva di azioni di sistema per la loro diffusione. Il referente scientifico del progetto è Dario Ianes dell’Università di Bolzano. L’equipe di progetto è composta da Francesco Pisanu e Silvia Tabarelli per l’IPRASE Trentino. Nel mese di ottobre 2010 è previsto un incontro conclusivo con i docenti delle scuole trentine, in 8

forma seminariale, per la condivisione degli esiti e la diffusione delle acquisizioni conoscitive emerse dall’indagine. A conclusione delle azioni di ricerca, i report verranno pubblicati sul sito IPRASE Trentino (www.iprase. tn.it), nel link “Azioni di sistema FSE”. Le difficoltà di lettura e scrittura Si tratta di una delle azioni del progetto FSE precedentemente introdotto. L’oggetto di ricerca riguarda la rilevazione precoce delle difficoltà di lettura e di scrittura nei bambini di classe prima e seconda elementare. Le abilità di lettura e di scrittura, in quanto prerequisiti per gli apprendimenti scolastici successivi, rappresentano gli strumenti culturali senza i quali non si può accedere ai saperi formalizzati più complessi. Gli insegnanti della scuola primaria sanno che una insufficiente fluidità nei processi

di lettura e scrittura pesa negativamente sull’apprendimento, ma prima ancora sulla motivazione e sullo stare bene a scuola. Numerose ricerche confermano che il raggiungimento di un adeguato livello di padronanza dell’abilità di lettura e di scrittura, fin dai primi anni della scuola primaria, è predittivo del futuro successo scolastico, di conseguenza assume valore prioritario per la scuola l’attivazione precoce di interventi didattici mirati. Indicazioni per le scuole: un aiuto agli insegnanti L’osservazione e l’analisi degli ostacoli che possono insorgere non è però compito facile per gli insegnanti, perché richiede la disponibilità di modelli teorici che rendano conto della complessità del processo di apprendimento fin dalle prime fasi di analisi/ sintesi del fonema/grafema e del raggiungimento dell’automatizzazione che sostiene i processi con.9 settembre 2010


gnitivi di ordine superiore, connessi all’accesso al significato dei testi e alla funzione comunicativa della lingua scritta. L’obiettivo della ricerca è stato, dunque, il fornire agli insegnanti un contributo nei termini di indicazioni alle scuole per la rilevazione precoce e per l’intervento efficace nelle difficoltà di lettura e scrittura, fondato su una cornice chiara e ben definita in riferimento ai presupposti teorici, corredato da indicazioni relative sia ai criteri di adozione degli strumenti osservativi, che alla successiva fase di intervento didattico. Le fasi di lavoro Il percorso di ricerca si è articolato in due fasi: 1) La rilevazione, con questionario, delle modalità in uso nella scuola primaria in Trentino per la rilevazione precoce e la progettazione di interventi mirati, in risposta alle difficoltà di lettura e scrittura in bambini di classe prima e seconda. I risultati ottenuti con il questionario indicano che la pratica della rilevazione precoce si va diffondendo in maniera significativa nelle scuole trentine negli ultimi cinque/ sei anni, con un’incidenza del 90% degli istituti intervistati. 2) L’analisi critica, condotta dal gruppo di lavoro istituito presso l’IPRASE del Trentino e composto da sei professionisti, appartenenti ai saperi neuropsicologici e pedagogico–didattici, delle modalità di azione delle scuole descritte con la rilevazione empirica. Dalla ricerca al documento I dati raccolti hanno costituito il punto di avvio per l’elaborazione n.9 settembre 2010

del documento “Indicazioni alle scuole per la rilevazione precoce delle difficoltà di apprendimento della abilità di lettoscrittura”, focalizzato sui seguenti punti: indicazioni sul “perché”, sul “cosa” e sul “come” della rilevazione precoce della letto-scrittura, con un approfondimento su una scelta congruente degli strumenti di rilevazione; indicazioni sulle ricadute possibili dei dati raccolti attraverso la rilevazione precoce e sui possibili cambiamenti nell’ambito della didattica; un approfondimento sul coinvolgimento delle famiglie in questo processo. Il documento contiene inoltre degli allegati tecnici sui modelli teorici principali sulla concettualizzazione della lingua scritta e del funzionamento cognitivo; sugli strumenti di rilevazione precoce; sull’individualizzazione e sulla personalizzazione della didattica; sull’utilizzo della didattica laboratoriale per gestire al meglio l’insegnamento in situazioni di difficoltà in classe. Il documento è pubblicato sul sito IPRASE, nell’area download della sezione “Azioni di sistema FSE”. 2. “Personalizzare l’apprendimento nel contesto classe” Il progetto “Personalizzare l’apprendimento nel contesto classe”, avviato a settembre 2009, ha una durata biennale e si concluderà al termine dell’anno scolastico 2010-11. La supervisione scientifica è affidata a Maurizio Gentile. Vede l’adesione di 20 docenti di scuola primaria e secondaria di primo grado appartenenti a tre Istituti comprensivi della Provincia Autonoma di Trento: l’I.C. Revò, l’I.C. Lavis e l’I.C. Alta Val di Sole. La fina-

lità principale del progetto è la sperimentazione di un modello di personalizzazione della didattica che, da un lato, valorizza diversità, specificità, differenze, e dall’altro, produce potenzialità di accesso e fluidità delle posizioni e delle conoscenze maturate durante il percorso formativo. Un modello per personalizzare la didattica Il modello è una sintesi di diversi elementi. Tra questi, i principali sono: a) modelli di attività sperimentate nel contesto della classe, aventi come cardine strutture di apprendimento cooperativo; b) strumenti di progettazione delle attività di apprendimento; c) compiti basati sulle intelligenze multiple; d) principi e strategie di differenziazione didattica per l’insegnamento delle competenze di base; e) strumenti e principi di valutazione formativa. Queste componenti vengono proposte agli insegnanti all’interno di uno schema unitario che si articola in cicli di tre fasi distinte: a) tre giornate di lavoro iniziali di natura seminariale mirate allo studio dei modelli di personalizzazione dell’apprendimento attraverso un approccio pratico-teorico in cui i docenti sono posti nella situazione di simulare una classe, agendo essi stesi come alunni; b) realizzazione di tre moduli di attività in aula, con progettazione didattica dei docenti, in team o per classi parallele, delle attività di apprendimento da proporre agli alunni; c) sperimentazione in classe delle attività progettate, con attività di osservazione strutturata non partecipante, condotta dai componenti dello staff di ricerca IPRASE, per fornire immediati feedback agli insegnanti sul9


le attività svolte. Parallelamente a queste attività, è stata attivata una rilevazione longitudinale (con due momenti di raccolta dati per anno scolastico) sul training transfer, cioè sugli esiti che il modello sperimentato può avere nell’attività di lavoro quotidiana degli insegnanti. 200 studenti coinvolti Le attività didattiche sperimentate in aula hanno coinvolto 14 classi per un totale di oltre 200 studenti. Complessivamente sono state proposte agli insegnanti 16 differenti strategie di personalizzazione. Tra queste, alcune ruotano su compiti basati sulle intelligenze multiple (ad esempio “Lezione di musica”, “L’arca di Noè”, “Una gita domenicale”, “Sculture corporee”), altre sulla differenziazione didattica (ad esempio “Gruppi di livello”, “Postazioni tematiche”, “Materiali differenziati”), e altre ancora sulla valutazione tra pari (ad esempio “I tre semafori”, “Scripta manent”). Tutte le strategie proposte necessitano, per l’applicazione in classe, di strutture di apprendimento coopera-

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tivo. Dopo un anno di progetto, tre cicli di sperimentazione, 36 sessioni di osservazione in classe e due rilevazioni del training transfer degli insegnanti, è possibile tracciare un primo bilancio. Un primo bilancio Si può notare come questa prima annualità di progetto si sia distinta per un evidente processo di cambiamento delle pratiche didattiche degli insegnanti per quanto riguarda l’uso della personalizzazione, e in particolar modo per l’uso esteso di strutture di apprendimento cooperativo. Ad esempio, dare maggiore autonomia ai propri studenti e alle loro peculiarità, e avere allo stesso tempo una maggiore vicinanza rispetto alle attività della propria classe (in termini di mobilità e di supporto attivo a tutte le componenti), porta ad un maggiore presidio della classe stessa. Anche se in parte legati alle richieste del progetto, i cambiamenti nella didattica tradizionale sono confermati dai dati del questionario insegnante sul training transfer: tra i dieci fattori considerati, sette han-

no un trend migliorativo tra la prima e la seconda rilevazione, soprattutto a livello individuale (motivazione nell’applicare le strategie di personalizzazione in classe) e sul processo di sviluppo utilizzato (seminari-progettazione assistita-sperimentazione e feedback). 3. “Ambienti di apprendimento inclusivi e tecnologie digitali” Il progetto di ricerca “Ambienti di apprendimento inclusivi e tecnologie digitali” ha come finalità principale la sperimentazione di un modello di didattica inclusiva e di un ambiente di apprendimento. Tale modello è pensato per lavorare con gruppi di studenti che più di altri pongono problematiche metodologiche di organizzazione e gestione della classe. L’approccio utilizzato all’interno del progetto è basato su una serie di componenti principali: l’apprendimento cooperativo; l’utilizzo delle Lavagne Interattive Multimediali (LIM) e dei software ad esse dedicati; strategie di problem-solving verbale; strategie di gestione e tenuta della classe; azioni di scaffolding da parte degli insegnanti; utilizzo delle immagini e della multimedialità per supportare una migliore rappresentazione (e dunque un miglior utilizzo) delle conoscenze da parte degli studenti. Obiettivo specifico del progetto è, dunque, da un lato, quello di verificare gli esiti dell’applicazione del modello nel contesto classe della scuola elementare e media (attraverso una serie di osservazioni in classe strutturate e non partecipanti, e attraverso una rilevazione tramite un questionario studente su variabin.9 settembre 2010


“Riassumere Cooperativamente”, “Scrivere Cooperativamente”, “Studiare cooperativamente”; altre si focalizzano discipline particolari (“Geometria Cooperativa”); altre sfruttano le potenzialità delle nuove tecnologie (“Piccoli oggetti di apprendimento”, “Web-quest cooperativi”). Durante i laboratori/seminari, le strategie didattiche sono state proposte agli insegnanti attraverso le stesse modalità cooperative in piccoli gruppi, che caratterizzano le strategie stesse (nella loro applicazione in classe), per facilitare la comprensione del loro funzionamento. La lettura dei dati raccolti li di percezione dell’esperienza), dall’altro, quello di generare soluzioni (software e attività) in relazione al raggiungimento degli obiettivi di apprendimento e di competenza come previsto dalle Indicazioni per il curricolo e dalle linee guida sui Piani di Studio Provinciali della Provincia di Trento. Un progetto lungo due anni Il progetto è stato realizzato nel biennio 2008-2010 e ha visto la partecipazione di tre istituti comprensivi della Provincia di Trento: l’I.C. Mezzolombardo, l’I.C. Revò e l’I.C. Villa Lagarina. Complessivamente sono stati coinvolte 20 classi tra la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, per un totale di circa 350 alunni e 23 insegnanti. Lo staff di ricerca ha compreso un ricercatore IPRASE e tre consulenti esterni, esperti nella didattica con le LIM. La supervisione scientifica è stata affidata a Maurizio Gentile. Nelle due n.9 settembre 2010

annualità il progetto ha avuto la classica struttura di una ricercaintervento. Complessivamente sono stati effettuati quattro cicli di attività con gli insegnanti nel biennio, composti, ciascuno, da un laboratorio/seminario gestito da insegnanti formatori (esperti nelle tematiche del progetto), da un incontro di progettazione assistita in presenza (sempre gestito dagli insegnanti formatori) e da una sperimentazione in classe (effettuata nel contesto reale della classe, con la presenza di due ricercatori IPRASE come osservatori non partecipanti). Le strategie proposte L’obiettivo di questi cicli di attività è stato il trasferimento dell’expertise nella gestione di una dozzina di strategie didattiche, correlate all’utilizzo della LIM in classe con strutture di apprendimento cooperativo. Tra le strategie proposte alcune intercettano abilità di base fontamentali: “Analizzare Cooperativamente”, “Raccontare Cooperativamente”,

I dati raccolti nel corso del progetto possono dare una prima indicazione sull’effetto che una buona combinazione tra apprendimento cooperativo e padronanza della tecnologia (LIM e software dedicati) può avere sulla gestione di gruppi classe complessi. Considerando l’andamento delle singole variabili nei momenti dedicati all’osservazione in classe, è possibile notare come nella gestione della classe abbiano esercitato un peso maggiore o minore la tipologia di software utilizzati: in alcuni casi hanno messo a dura prova i docenti, mentre in altri casi hanno facilitato sia il lavoro didattico che la tenuta del gruppo classe. In sintesi, si può affermare che più gli insegnanti sono abili nell’utilizzo delle tecnologie, e più sono a loro agio con la gestione di gruppi cooperativi, minori sono i problemi di gestione della classe. A cura di Silvia Tabarelli e Francesco Pisanu Ricercatori IPRASE 11


LA SCUOLA AL MUSEO

strumenti LE GUIDE

L’offerta per scuole e docenti Quasi tutti i musei hanno già inviato alle scuole la guida con la propria offerta didattica. Diamo qui una carrellata di alcune guide mentre nei prossimi numeri torneremo a “raccontare” le esperienze tra scuola e museo. BUONCONSIGLIO Castelli da scoprire è la guida dei Servizi educativi del museo che oltre allo Sportello di consulenza propongono per il nuovo Anno scolastico Percorsi di visita e di ricerca, Laboratori e Progetti in partenariato destinati alle scuole di ogni ordine e grado e curati da una equipe di esperti del settore. Tutti i percorsi di ricerca promossi possono essere agevolmente strutturati in progetti più articolati, con la possibilità di sviluppare e approfondire un tema e realizzare un prodotto finale che concretizzi le conoscenze e le abilità acquisite dagli alunni. Novità per il passaggio dalla Scuola primaria a quella secondaria e progetti speciali destinati alle classi del suo secondo grado, sono ampiamente descritti segnalandone contenuti didattico-disciplinari, modalità operative e obiettivi formativi. Museo Castello del Buonconsiglio TN: Tel. 0461/492811 – Fax 0461/982268 e-mail. education@buonconsiglio.it – web: www.buonconsiglio.it MART Progetto scuola-museo – Laboratori didattici, visite guidate e percorsi di ricerca per la scuola nell’offerta didattica del Museo d’Arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e in particolare. Progetti sperimentali su richiesta, in lingua italiana o in tedesco, in inglese o in francese. Corsi di aggiornamento e formazione ma anche Percorsi guidati, riservati agli insegnanti; nella brochure si trovano tutti i riferimenti necessari per una adeguata scelta di adesione alle iniziative proposte nelle sezioni dedicate, a partire dal III anno della Scuola dell’infanzia e I e II anno della Scuola primaria, alle scuole di tutti gli ordini e gradi. Da segnalare l’iniziativa offerta in collaborazione con gli altri musei della città di Rovereto: Arte Scienza/Natura - Storia/Memoria; RoveretoMusei per le Scuole: esplorare, sperimentare, partecipare, visitare, comprendere; www.visitrovereto.it Mart Sezione Didattica; Rovereto-Tn: Tel. 0464/454108 – Fax 0464/454172 e-mail: education@mart.trento.it web: www.mart.trento.it 12

MUSEO TRIDENTINO DI SCIENZE NATURALI Il Museo per la Scuola riserva alle tre fasce, infanzia, primaria e secondaria di primo grado, superiori e gruppi, altrettante guide; complete di ogni dettaglio a garanzia di una scelta adeguata agli obiettivi didattici e alle esigenze formative individuate dai docenti, anche per l’anno scolastico 2010/’11 si presentano come cataloghi che illustrano le moltissime novità destinate alle classi, ai gruppi e anche in forma di aggiornamenti ai docenti. Le visite guidate in occasione delle Mostre e degli Eventi programmati per il prossimo 2011, Anno Internazionale delle Foreste, così come le escursioni e le attività di laboratorio, possono essere prenotate utilizzando come modelli i fac-simile delle richieste di adesione alle iniziative contenute nelle guide. Museo Tridentino di Scienze Naturali Tn: Tel. 0461/228502 – 848 004 848 e-mail: sezione.didattica@msn.tn.it - web: www.mtsn.tn.it MUSEO CIVICO DI ROVERETO Scuola al museo offre tutte le indicazioni utili per scegliere tra le proposte didattiche e formative riservate alla Scuola, da quella dell’infanzia del secondo ciclo; anche alla formazione e all’aggiornamento del personale docente riserva indicazioni estese e il fac-simile della modulistica per facilitare contatti e adesioni. Dalle Età più remote all’Età romana e quella medievale, a i tempi più recenti: le tematiche, le discipline, le tecniche sono presentate dalla guida con corredo di illustrazioni e informazioni dettagliate a proposito di laboratori didattici, escursioni sul territorio e percorsi naturalistici, geologici e geo-morfologici in programma per il nuovo anno scolastico. Museo Civico Rovereto: Tel. 0464/452800 – Fax 0464/439487 e-mail: museo@museocivico.rovereto.tn.it - web: www.museocivico.rovereto.tn.it n.9 settembre 2010


SOPRINTENDENZA BENI Librari Archivistici e Archeologici A scuola con l’archeologia presenta le proposte didattiche che nel corso del nuovo Anno scolastico la Soprintendenza della Provincia di Trento riserva alle scuole di ogni ordine e grado: i laboratori di ricerca storica e tematici, accanto a quelli dedicati alle tecnologie in uso nell’antichità, affiancano i percorsi cronologici e le iniziative speciali per approfondire con uscite sul territorio, conoscenze e acquisizioni. Tra le novità: Voci dal mondo greco e latino dedicato alla scuola secondaria. Il calendario delle iniziative e le informazioni che riguardano le modalità di prenotazione, insieme al modulo fax che la guida include permettono una scelta di adesione alle proposte didattiche adeguata ai piani didattici. Servizi Educativi p.a.t. – settore Beni archeologici: Tel. 0461/492150 – Fax 0461/492160 email: didattica.archeologica@provincia.tn.it – web: www.trentinocultura.net/archeologia.asp MUSEO DEGLI USI E COSTUMI DELLA GENTE TRENTINA Attività e percorsi didattici di grande interesse storico-etnografico sono indirizzati alla scuola dell’infanzia, alla scuola primaria e alla secondaria di I grado, accanto agli approfondimenti dedicati al II grado della secondaria e presentati con la puntuale descrizione dei contenuti, riservata dalla guida ad ogni proposta. La configurazione delle attività di laboratorio, le efficaci indicazioni schematiche degli obiettivi formativi e la presentazione delle novità per il nuovo anno scolastico, garantiscono ai docenti le scelte più opportune a integrazione dei piani didattici. Museo degli usi e costumi della gente trentina - Tel. 0461/650314 – Fax 0461/650703 e-mail: didattica@museosammichele.it – web: www.museosanmichele.it MUSEO DIOCESANO TRIDENTINO Scopri il museo propone attività legate alla mostra di Remo Wolf (3 luglio-8 novembre’10) La mia arte io la chiamo mestiere e le novità per il nuovo a.s. 2010-‘11 per promuovere l’educazione al patrimonio culturale e acquisire procedure e metodologia dell’indagine storica, artistica e archeologica. In linea con i nuovi piani formativi, i percorsi didattici indirizzati alle scuole del ciclo primario e secondario di I e II grado, presentati in sintesi esaurienti e corredate di informazioni essenziali, offrono numerose opportunità di scelta. Museo diocesano tridentino: Tel. 0461/234419 – Fax 0461/260133 e-mail: didattica@museodt.191.it – web: www.museodiocesanotridentino.it COMUNE TRENTO Città e scuola: l’offerta formativa rivolta alle Scuole superiori e professionali dal Comune di Trento è trattata in estrema sintesi dalla guida che consente rapidità di consultazione per dettagli essenziali in merito ad alcune iniziative di rilievo in programma per l’ A.s. 2010/2011. Alla descrizione delle proposte, all’indicazione dei target e agli eventuali requisiti richiesti alle scuole che intendono avvalersi dell’offerta, seguono indicazioni relative alle modalità di adesione, oltre ai recapiti da utilizzare e ai nominativi dei referenti. Ecco le sezioni: Cultura e promozione della lettura; concorso e gemellaggi in Cittadinanza attiva; tirocini estivi e incontri informativi in Orientamento; piani giovani di zona in Proposte per l’ExtraScuola; arte, storia e scienze in Musei della Città. Servizio Cultura, Turismo e Politiche Giovanili - Tn: Tel. 0461/884240 – Fax 0461/884849 e-mail: ufficio_politichegiovanili@comune.trento.it – web: www.trentogiovani.it n.9 settembre 2010

a cura di Adriana Giacomoni

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MUSEO STORICO DEL TRENTINO L’Officina della Storia - Presentato il 15 settembre 2010 in conferenza stampa col direttore Giuseppe Ferrandi affiancato da Cristina Pasolli e Luca Caracristi, una responsabile e l’altro collaboratore per la sezione didattica. Novità importanti e in un certo senso “svolta” dell’offerta didattica per le scuole del Museo storico, anche perché qui il tema in gioco è quella “storia locale” cui è rivolta molta attenzione e non solo da parte delle scuole. “Vogliamo che ogni intervento del Museo si caratterizzi come domanda da una scuola. Niente pacchetti preconfezionati, niente manuali ufficiali e prescrittivi per i docenti, ma tanta e tanta offerta e laboratori sia presso le sedi del Museo sia – per la prima volta – presso le singole scuole.La FONDAZIONE offre le sue proposte didattiche attraverso l’Officina della Storia. Numerose le attività e le novità per il 2011, anno di inaugurazione del nuovo percorso museale dedicato alla Storia del Novecento trentino presso Ca’ dei Mercanti e anno di ricorrenza dell’Unità d’Italia al suo150° anniversario; all’evento verrà dedicata un’attenzione speciale, riservata anche alle attività di laboratorio e di cantiere, agli itinerari multimediali, ai percorsi territoriali e cittadini e a quelli didattici previsti in occasione di mostre temporanee. Destinate alle scuole di ogni ordine e grado, le proposte da scegliere in conformità dell’impegno richiesto e a seconda della programmazione didattica dei docenti: dall’Ottocento trentino al Trentino contemporaneo, passando per la Grande Storia ma anche per le Storie della sua gente. Fondazione Museo Storico del Trentino Tn: tel. 0461/230482 – Fax 04611860127 e-mail: didattica@museostorico.it – internet: www.museostorico@tn.it

APPA

Presentazione ufficiale ai dirigenti scolastici delle due nuove pubblicazioni di educazione ambientale destinate alle scuole trentine, giovedì 16 settembre scorso, in una conferenza stampa con l’assessore all’istruzione Marta Dalmaso e l’assessore all’ambiente Alberto Pacher, insieme a Fabio Berlanda, responsabile dell’APPA, e Chiara Defrancesco, responsabile settore informazione e monitoraggi. Fiumi alpini e nuova Cultura dell’Acqua-Una rivoluzione in Europa: la Direttiva Quadro Acque. Rivolto agli studenti dell’ultimo anno della scuola superiore e della formazione professionale, la pubblicazione affronta le tematiche sui fiumi e sull’acqua con un importante passo in avanti verso una nuova Cultura dell’acqua, che coinvolge necessariamente il fondamentale ruolo della scuola, degli insegnanti, e di quanti, attenti ai delicati equilibri del mondo in cui viviamo, hanno a cuore che un bene prezioso come l’acqua possa essere tutelata, salvaguardata e rispettata. Realizzato in collaborazione col “Centro internazionale civiltà dell’acqua”, l’opuscolo sarà presto distribuito a tutti gli studenti degli ultimi anni delle scuole secondarie, contiene in sintesi tutto ciò che le istituzioni dell’Arco alpino, ma anche l’Europa attraverso la direttiva Quadro Acque stanno facendo in tema di protezione dell’acqua. Guida delle attività di educazione ambientale, a cura della Rete trentina per lo Sviluppo sostenibile e Pagine gialle delle attività di educazione ambientale. È un doppio catalogo; fonte a cui attingere informazioni relative a Progetti e Iniziative territoriali e tutte le indicazioni utili alla programmazione di Piani didattici. Attività di Informazione, Formazione ed Educazione ambientale presso i Laboratori, Percorsi didattici e Attività di Animazione presso i Centri di Esperienza della Rete e Visite Guidate alle Mostre Itineranti Interattive sono contenute in più di 100 proposte. All’acqua, all’aria, al suolo e alla bio-diversità la massima attenzione di un sistema coordinato e multidisciplinare articolato in più di 200 attività formative per l’educazione allo sviluppo sostenibile e contro il cambiamento climatico, secondo le indicazioni della campagna promossa dalla Commissione europea. APPA Tn: Tel. 0461.497760/497701 – Fax 0461/497759 – e-mail: educazioneambientale@provincia.tn.it – internet: www.appa.provincia.tn.it Rete Trentina di Educazione Ambientale: Tel.0461/497713 – Fax 0461/236708 14

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il dossier dentro le scuole Dellai e Dalmaso: si rilancia Indirizzi alle scuole Nuovi dirigenti scolastici L’accordo sui 50’ Materne: via dal Primiero I. C. Brentonico Liceo musicale e coreutico CFP “Centro Moda Canossa”

ALLA FINE GIUNSE IL NUOVO ANNO a.s. 2010/2011: La scuola trentina riparte “ri-ordinata” con nuovi indirizzi, nuovi piani di studio e… Inserto a cura di: Mario Caroli Interventi di: Norma Borgogno, Mario Caroli, Miriam Pintarelli, Anna Tava

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PROVINCIA

anno scolastico 2010/2011 SI RILANCIA

Scuola e qualità della didattica L’avvio del nuovo anno scolastico con una conferenza stampa ufficiale e congiunta, il 7 settembre 2010 in piazza Dante con il Presidente Lorenzo Dellai e l’Assessore Marta Dalmaso. Una panoramica ampia e dettagliata sullo stato della scuola trentina, il punto sullo stato di attuazione della riforma del settore e presentato una “fotografia” aggiornata dello stato della scuola trentina, a pochi giorni dall’avvio ufficiale del nuovo anno scolastico iniziato, giovedì 9 settembre 2010. In sala stampa si sono presentati anche i due rappresentanti degli “Stati generali”, Genovese e Zuin, che hanno richiesto chiarimenti sulla dimensione provinciale dei docenti in ruolo e degli incarichi a tempo determinato. Gli interventi del presidente Dellai e dell’assessore provinciale all’istruzione e allo sport, Marta Dalmaso, si possono ascoltare nel video sul sito della provincia “in pillole”, mentre la cartella completa coi dati è allegata al comunicato stampa sel 7 settembre 2010 oppure si può consultare e scaricare dal portale della scuola trentina: www.vivoscuola.it Uno sguardo allo stato della scuola trentina Tornano sui banchi in questi giorni circa 70 mila studenti della scuola trentina, dalla primaria alla secondaria di secondo grado e formazione professionale. I circa sedicimila bambini delle scuole dell’infanzia (provinciali e paritarie) hanno iniziato in nuovo anno scolastico il primo settembre scorso. Nel complesso stabile il numero degli studenti iscritti al nuovo anno scolastico 2010/2011 con un significativo aumento di quasi il 10% degli iscritti nella formazione professionale. È l’anno dell’avvio concreto del riordino del secondo ciclo, che, a fronte di una situazione nazionale segnata da forti tagli ed un preoccupante aumento di docenti precari, ha fatto registrare alla nostra realtà scolastica una sostanziale tenuta delle risorse assegnate agli istituti in termini sia di numero di classi che di personale e di risorse finanziarie. Il numero delle classi, in relazione all’incremento degli alunni, è in aumento di 12 unità e nel complesso, rispetto al 2009/2010, si registrano 7 classi in più nella primaria, 8 classi in più nella secondaria di primo grado e 3 in meno nella secondaria di secondo grado. 16

I dati delle risorse umane Alle scuole sono assicurate risorse umane (docenti e personale ATA) adeguate a una didattica di qualità. I docenti di ruolo, rispetto ad un organico di diritto di 6033, sono 5811, pari al 96,32%. I posti di insegnamento nell’organico di fatto provinciale sono 6933 rispetto a 6951 dell’anno scorso (18 in meno). L’organico di fatto è sempre superiore a quello di diritto in quanto sono da considerare i posti che si vengono a creare, ad esempio, per i collaboratori vicari, le assegnazioni provvisorie, i part time, gli utilizzi in strutture non scolastiche ed esoneri vari. Pertanto i posti di insegnante in Provincia di Trento sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto allo scorso anno. I contratti a tempo determinato, firmati dallo SGRUSF al 31 agosto 2010, sono stati 1188 e risultano vacanti ulteriori 592 cattedre, che saranno coperte con contratti stipulati dai dirigenti scolastici, in quanto sono esaurite quasi tutte le graduatorie provinciali, tra cui quella della scuola primaria e del sostegno. Se in Trentino avessimo applicato la proposta Gelmini nel secondo ciclo: * nel quinquennio avremmo avuto circa 250 docenti in meno * nel solo primo anno meno 80 posti. Inoltre, se avessimo applicato lo stesso parametro nazionale di 18 ore a cattedra ci sarebbe stato un ulteriore calo di posti. Anche per il Personale ATA, rispetto al 2009/2010, si registra un incremento del numero dei contratti in essere da 1998 a 2065. L’efficienza delle strutture Tenuta delle “persone” innanzitutto, ma la scuola trentina continua ad avere grande attenzione anche “ai muri” ed alle attrezzature per favorire le condizioni dell’apprendimento della didattica: edifici sicuri e adeguati, come risulta anche dalle verifiche tecniche e strutturali su tutti gli edifici scolastici condotte n.9 settembre 2010


di recente, attrezzature didattiche moderne e innovative adeguate all’evoluzione didattica, scientifica e tecnologica, 1850 Lavagne Interattive Multimediali, con un’incidenza rispetto alle aule pari a quasi il 60%, registro elettronico che permette la consultazione on line dei voti e l’interazione scuola-famiglia. Alta qualità didattica ma anche alti costi Nel quadro complessivo della scuola trentina, vanno segnalati gli ottimi risultati degli studenti nelle ultime rilevazioni degli apprendimenti sia in quelle relative alla Prova Invalsi nel 2010 all’interno dell’esame di licenza media (gli studenti trentini si sono collocati al primo posto nei punteggi sia per la prova d’Italiano che per quella di Matematica) che in altre indagini internazionali, dove il Trentino registra sempre un punteggio molto superiore a quello medio nazionale. Permane notevole l’investimento sia per l’internazionalizzazione che per le Lingue straniere comunitarie (certificazioni linguistiche, gemellaggi, scambio docenti/Tirolo, scuole bilingui, insegnamento veicolare) in ogni ordine di scuola; per gli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) dei quali si registra nel nuovo anno scolastico un incremento di 40 unità, per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri (la cui presenza risulta essere ormai stabilizzata sui valori dello scorso anno, attorno al 10%). Una scuola, quella trentina, che si caratterizza nel panorama italiano come molto efficace (tra i primi posti in Italia, in termini di risultati scolastici complessivi degli studenti), molto equa (al primo posto in Italia, in quanto alla minor differenza di risultati tra i vari tipi di scuole), ma anche molto costosa in termini di costo pro-capite studente, per cui è necessario proseguire nella riflessione sull’uso razionale delle risorse da finalizzare ad una sempre maggiore qualità dell’offerta per i nostri ragazzi e per la comunità trentina. I Piani di Studio Provinciali e l’attenzione alla persona Si apre un nuovo anno all’insegna della riforma e dell’innovazione. Il cantiere è aperto sui Piani di Studio provinciali. Non si tratta di un passaggio formale, ma di mettere le basi perché sia messa finalmente al centro la didattica al servizio dello studente, per passare dalla rigidità delle discipline ad un insegnamento come strumento per valorizzare la persona e i talenti di ciascuno. L’elaborazione dei Piani di studio rappresenta una tappa decisiva in direzione di una scuola più inclusiva, fondata sulla centralità dello studente e n.9 settembre 2010

sullo stretto rapporto con il territorio. I Piani di studio provinciali del primo ciclo di istruzione sono entrati in vigore per le classi prime della scuola primaria lo scorso anno scolastico e dal 2010/2011 prosegue la graduale applicazione nelle classi prime e seconde, nonché nelle classi prime della scuola secondaria di primo grado. Oltre al testo dei PSP, approvato nel Regolamento c’è già anche il testo delle Linee Guida, quale indicazione per gli istituti scolastici per lo sviluppo delle competenze nelle singole discipline fra la scuola primaria e la secondaria di I grado. Per i Piani di studio provinciali del secondo ciclo di istruzione è stato avviato proprio in questi giorni un percorso di informazione/formazione dei docenti a livello territoriale e ci sarà un analogo coinvolgimento delle scuole e degli insegnanti prima di giungere alla stesura del documento base per il confronto, poi delle Linee Guida e dei Piani di Studio entro la prossima primavera. All’interno del secondo ciclo, con l’impianto del sistema scolastico trentino che poggia in prospettiva su 3 “gambe” (Licei, Istituti tecnici, Formazione professionale), viene attenuata la tradizionale visione di tipo “gerarchico” del sistema formativo italiano, che tende a classificare “a priori” gli studenti. In questa direzione, risulta importante lo sviluppo della Formazione professionale con l’ipotesi dell’anno integrativo per l’esame di Stato. I legami con il territorio Per tutta l’istruzione, poi: i curricoli progettati per bienni in modo verticale da 6 a16 anni; gli orari sostenibili per gli studenti, in linea con la media europea; l’offerta territoriale per garantire la possibilità di frequentare una scuola superiore in tutti i territori della provincia, almeno fino a 16 anni; i curricoli essenziali e costruiti per competenze; i passaggi e le uscite laterali ai vari percorsi, in modo di consentire di raggiungere più livelli di qualificazione (qualifica triennale, diploma quadriennale e diploma di Stato quinquennale) anche attraverso l’alternanza scuola-lavoro. 17


All’interno dell’elaborazione dei Piani di Studio Provinciali, un ruolo importante è riservato alla Storia locale, che già la Legge 5/2006 ha previsto tra le finalità dell’insegnamento - apprendimento e che trova ora la giusta collocazione nei Piani di studio Proviciale che “assicurano lo studio della storia locale e delle istituzioni autonomistiche, della cultura della montagna e dei suoi valori, con il coinvolgimento di “esperti locali”. La prospettiva futura La scuola trentina vuole sviluppare in termini innovativi le potenzialità che ha già al suo interno, ma guarda oltre per: investire ulteriormente nella preparazione delle competenze di base degli studenti, particolarmente in campo scientifico, tecnologico e plurilinguistico; prestare più attenzione alla formazione delle eccellenze, soprattutto in alcune filiere della scuola secondaria superiore e della formazione professionale; potenziare l’orientamento scolastico e professionale

come sostegno ai progetti personali di vita degli studenti, anche attraverso un maggiore collegamento con le politiche giovanili e del lavoro; sostenere la formazione di una cittadinanza aperta e attiva in grado di integrare la tradizione storico-culturale locale con le altre culture dei nuovi cittadini trentini; rendere più efficace e attrattivo il mestiere degli insegnanti e dei dirigenti e la loro partecipazione al miglioramento della qualità della scuola, attraverso una valorizzazione della professionalità e del merito; favorire la partecipazione delle famiglie per un più efficace e congiunto impegno educativo/formativo nonché per una migliore informazione sulle opportunità formative del sistema scolastico trentino per le scelte orientative di vita degli studenti.

DELLAI

Auspici e impegni “La scuola ci sta a cuore” ha esordito il Presidente Lorenzo Dellai e ancora “i risultati finora ottenuti sono buoni ma le risorse umane e finanziarie messe in campo ci richiedono di essere sempre più esigenti con noi stessi perché vogliamo migliorare ”. Sono iniziati così gli auguri del Presidente e della giunta alla scuola trentina, con l’augurio di buon inizio indirizzato a destinatari precisi: per gli studenti, “il confronto con la Consulta è stato molto utile e va proseguito con impegno e coerenza anche in futuro; tante polemiche si sarebbero evitate se noi avessimo fornito informazioni più pertinenti e corrette per tempo”; per i docenti, ai quali è chiesta “una più forte partecipazione professionale e riaffermato l’auspicio che nascano associazioni professionali o altre occasioni in cui i docenti abbiano la possibilità di parlare e di confrontarsi sulla scuola, in modo da migliorare anche le proprie motivazioni”; per i dirigenti, “che siano sempre più attenti alle esigenze delle loro scuole, che si sentano sempre più parte di un sistema, che si sentano sempre più presidi”; per le famiglie, “perché possano trovare il modo per essere coinvolte di più e in maniera più strutturata ”; per la società e il territorio, “perché la società guarda alla scuola con aspettative a volte improprie: i ragazzi sono gli stessi e non ci si può attendere dalla scuola un’attenzione educativa diversa da quella riservata dal territorio. Mi attendo che le nuove Comunità di valle dedichino attenzione e risorse a questo fenomeno”. “La vera sfida è quella che si giocherà sulla didattica e sui piani di studio. Io sono contento che la scuola trentina sia risultata la più equa di tutta Italia, cioè quella con minor differenze di risultati tra i vari tipi di istituti; però bisogna prestare attenzione anche al tema delle eccellenze. Si devono alzare i livelli alti, compito che spetta alle singole scuole e ai loro docenti”. C’è bisogno di puntare sulle lingue straniere e “serve uno sforzo di innovazione per potenziare le opportunità di frequentare stage all’estero”, e dare attenzione al diritto allo studio per tutti”. 18

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delibere INDIRIZZI ALLE SCUOLE

Approvati quelli per il biennnio 2010/2012 Nella seduta di venerdì 10 settembre 2010 la Giunta provinciale ha approvato la delibera presentata dall’Assessore all’istruzione e allo sport, Marta Dalmaso, contenente gli “Indirizzi alle istituzioni scolastiche e formative per il biennio scolastico 2010 - 2012”. Atto dovuto della Giunta provinciale riportiamo qui di seguito il testo integrale della delibera che si può consultare e scaricare sul portale della scuola trentina: www.vivoscuola.it

I contenuti Il sistema educativo provinciale, come delineato dalla legge provinciale n. 5 del 2006, persegue la finalità di “ istruire e formare giovani capaci di concorrere allo sviluppo sociale ed economico del territorio, nel rispetto dell’ambiente e delle esigenze di una crescita sostenibile, sviluppandone le capacità e le competenze, attraverso conoscenze e abilità, generali e specifiche, coerenti con le attitudini e le scelte personali, adeguate all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro, anche con riguardo alle dimensioni locale, nazionale ed europea”. Attraverso il perseguimento di questa specifica finalità esso concorre alla crescita sociale ed economica del territorio. Tra le funzioni di governo del sistema educativo provinciale è prevista queln.9 settembre 2010

la della adozione di atti di programmazione e d’indirizzo, cioè l’individuazione di linee di indirizzo e obiettivi comuni al sistema educativo provinciale, che ciascuna istituzione scolastica e formativa è chiamata a perseguire attraverso l’elaborazione e l’attuazione del progetto d’istituto, declinandoli, nella propria autonomia, in rapporto alle specificità della domanda formativa del proprio contesto di riferimento. Il “capitale territoriale” La funzione di indirizzo acquista un particolare significato in relazione all’autonomia delle istituzioni scolastiche, ai processi di riforma in corso e agli obiettivi del Programma di Sviluppo Provinciale, approvato dalla Giunta provinciale nella seduta del 26 marzo 2010. Il tema cen-

trale del Programma di Sviluppo Provinciale della XIV legislatura è il nuovo concetto, utilizzato dall’OCSE e dall’Unione europea, di “capitale territoriale”, inteso come insieme di risorse – materiali, immateriali e umane – di beni pubblici e di competenze private, di reti di cooperazione e di valori di socialità accumulati nel tempo su cui si fondano il benessere e il potenziale di sviluppo futuro di un territorio. Per assicurare la qualità e la promozione del capitale umano, variabile cruciale per lo sviluppo dell’economia e per la crescita culturale della collettività trentina, il Programma di Sviluppo Provinciale prevede un insieme di misure e interventi nel sistema della ricerca, nello sviluppo delle tecnologie informatiche e della comunicazione e nel comparto dell’istruzione e formazione. In particolare, il comparto dell’istruzione e della formazione è chiamato a perseguire alcuni macro-obiettivi: migliorare le opportunità di accesso ai vari rami e livelli dell’istruzione post obbligo, migliorare la qualità degli apprendimenti e la professionalità degli insegnanti, rafforzare il ruolo dei dirigenti scolastici, dare attuazione alle nuove competenze in materia di università. I risultati ottenuti negli ultimi dieci anni Nel fissare gli obiettivi per il prossimo biennio, è opportuno, inoltre, tener conto dello sviluppo del sistema scolastico trentino che negli ultimi dieci anni, ha dimostrato di saper affrontare sfide impegnative, raggiungendo risultati molto positivi. Tra gli elementi più qualificanti si possono ricordare: 1. un quadro positivo degli indicato19


ri fondamentali relativi al sistema di istruzione e formazione (tasso di abbandono contenuto e molto più basso di quello italiano e europeo; tasso di partecipazione all’istruzione secondaria superiore quasi prossimo al 100%; tasso di passaggio all’università in crescita e superiore di ben 8 punti rispetto al dato riferito all’Italia); 2. i soddisfacenti esiti nei livelli di apprendimento risultanti dall’indagine OCSE-PISA per tutte le aree di competenza (Italiano, Matematica, Scienze) che confermano i quindicenni trentini ben oltre la performance media OCSE e in linea con i sistemi formativi più virtuosi; 3. gli esiti soddisfacenti nei livelli di apprendimento misurati dall’indagine TIMMS (Trends in international mathematics and science achievement) in Matematica e Scienze per gli alunni di quarta della scuola primaria e di terza della secondaria di primo grado, nonché i positivi risultati della prova nazionale INVALSI connessa all’esame di stato conclusivo del primo ciclo; 4. un modello di formazione professionale diffuso e integrato con il sistema di istruzione che favorisce una adeguata cultura di base, una professionalizzazione ed una percorrenza degli studi in verticale ed in passerelle con l’istruzione secondaria superiore; 5. una buona presenza di laureati nei settori della scienza e della tecnologia, in linea con lo standard europeo; 6. la elevata soddisfazione delle famiglie e la partecipazione della comunità alla vita della scuola che crea un clima di serena e produttiva collaborazione scuola – famiglia – territorio; 7. una consolidata cultura della valutazione dei processi e dei risultati che consente di monitorare costantemente 20

i risultati conseguiti e orientare le politiche di sviluppo del sistema; 8. le prospettive aperte dalla legge n. 5 / 2006, con la quale la PAT si è dotata di uno strumento di ampio respiro per mettere a sistema una vera “offerta formativa integrata” in grado di valorizzare la propria specificità attraverso un modello di scuola originale; 9. la quantità e qualità della spesa per l’istruzione (scuola, formazione professionale, università) che si colloca oltre i parametri medi nazionali ed europei. Gli obiettivi strategici per l’azione educativa A completamento del quadro di contesto, è necessario un riferimento agli impegni che attendono la scuola trentina nei prossimi anni, in particolare alla riforma degli ordinamenti e al percorso di elaborazione dei piani di studio provinciali. In questo ambito va considerato che il percorso di elaborazione dei piani di studio provinciali registra

una diversa situazione per il primo e il secondo ciclo. Infatti, mentre per il primo ciclo sono stati definiti sia il Regolamento che le Linee guida, per il secondo ciclo, più fortemente condizionato dai vincoli e dai ritardi nazionali, tale percorso si completerà con il prossimo anno scolastico. In questa prospettiva, tenuto conto degli Indirizzi alle scuole per i bienni scolastici 2006-08 e 2008-10 ed in continuità di azione con essi, si propongono alcune linee di indirizzo per le istituzioni scolastiche e formative autonome provinciali per il prossimo biennio scolastico 2010 - 2012, destinate ad individuare gli obiettivi strategici per l’azione educativa da adottare nel periodo di riferimento. Gli indirizzi per il biennio 2006-08 Gli indirizzi per il biennio 200608 richiamavano l’attenzione delle istituzioni scolastiche e forn.9 settembre 2010


mative sull’attuazione della legge provinciale n. 5 del 2006 appena varata, in particolare nei suoi aspetti più innovativi, quali il potenziamento dell’autonomia scolastica, il regolamento sui bisogni educativi speciali, la scolarizzazione e l’integrazione degli alunni stranieri, il rapporto scuola-territorio, il processo di internazionalizzazione. Gli indirizzi per il biennio 2008-10 Gli indirizzi per il biennio 2008-10 puntavano a sollecitare una forte partecipazione alla innovazione di sistema e di istituto e alla valorizzazione di intenzionali cambiamenti nei processi curriculari e valutativi. In particolare si concentravano sulla partecipazione alla elaborazione e attuazione dei piani di studio provinciali e nello sviluppo di un sistema didattico di valutazione di istituto. L’innovazione curricolare e didattica Si tratta ora di raccogliere gli esiti del raggiungimento di questi obiettivi quale base per rilanciarli, integrandoli e sviluppandoli, nella forma di altri obiettivi di sistema, in particolare per quanto attiene alla centralità dell’innovazione curricolare e didattica, vera leva strategica del miglioramento, che è destinata ad assumere un ruolo centrale per il prossimo biennio e anche a medio- lungo termine. Quelli proposti di seguito rappresentano gli obiettivi prioritari che la Giunta con questo atto propone alle diverse componenti del sistema per il biennio scon.9 settembre 2010

lastico 2010-2012, fermi restando l’attenzione e l’impegno delle istituzioni scolastiche nel perseguimento di altri obiettivi di sistema, già indicati nei bienni precedenti, quali ad esempio un efficace rapporto tra scuola e territorio, la partecipazione delle famiglie alla vita della scuola, le certificazioni linguistiche e informatiche, l’utilizzo delle tecnologie multimediali a supporto dell’innovazione didattica, ecc. Gli obiettivi sono proposti in maniera non gerarchica, ma seguendo una logica che parte dagli aspetti più legati al sistema per passare ad elementi che caratterizzano più propriamente la vita interna dei singoli istituti. La proposta per il biennio 2010-12 Pertanto, alla luce di quanto premesso, per il biennio scolastico 2010-12, vengono individuati i seguenti obiettivi: – Promuovere modelli organizzativi innovativi che affianchino alla “classe” altre modalità organizzative, caratterizzate da una sempre maggiore flessibilità rispetto a tempi, spazi e articolazione del gruppo classe al fine di sviluppare l’innovazione metodologica e didattica e migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’utilizzo delle risorse umane, strumentali e finanziarie, anche per una qualificazione della spesa complessiva. – Sviluppare metodologie didattiche innovative dei processi di insegnamento, in particolare a carattere laboratoriale, nella prospettiva di una sempre maggiore personalizzazione dei percorsi di

apprendimento e di una reale, effettiva, collaborazione tra i docenti nell’attuazione delle decisioni collegialmente assunte, in ciò sostenuti da una professionalità volta all’innovazione continua, supportata anche dal Centro per la formazione dei docenti di Rovereto. – Portare a compimento la redazione dei piani di studio di istituto definendo i processi di apprendimento per competenze, con particolare attenzione a quelle trasversali e a quelle di cittadinanza, e progettando in un’ottica di curricolarità verticale dai 6 ai 16 anni, nella prospettiva della piena valorizzazione del carattere unitario e della valenza orientativa dell’obbligo di istruzione. – Promuovere una cultura della valutazione coerente con la logica della valutazione per l’apprendimento e a sostegno di una sempre più efficace progettazione dei percorsi didattici, compreso un sistema ordinario per la prevenzione e il recupero delle carenze e per la valorizzazione dei talenti, nella prospettiva di un progressivo potenziamento dell’attività di orientamento attivo, in particolare nell’anno terminale della scuola secondaria di primo grado e nel primo biennio del secondo ciclo. – Potenziare le competenze nelle lingue comunitarie, in particolare per quanto attiene alla comunicazione in situazioni reali, anche in previsione del loro uso veicolare nell’apprendimento disciplinare (CLIL), quale imprescindibile condizione per proseguire nel percorso di internazionalizzazione della scuola trentina. 21


dirigenti scolastici ASSEGNAZIONI

Dopo il concorso i nuovi incarichi Si è conclusa alla fine di luglio l’edizione 2009/ 2010 del corso-concorso per dirigenti delle istituzioni scolastiche e formative della Provincia autonoma di Trento. Si è trattato del terzo concorso provinciale, bandito con delibera 1629 del 6 luglio 2009. Al termine del percorso di selezione e formazione, come previsto dal bando do concorso, sono stati venticinque i candidati dichiarati idonei, dei quali i primi sei sono assegnati alle rispettive sedi scolastiche a partire dal 1 settembre di questo anno scolastico. Un concorso innovativo Di questo concorso un po’ speciale avevamo già parlato nel numero di aprile di questa rivista, riportando i nominativi dei trenta candidati che avevano superato le prime tre fasi di selezione e che si accingevano a frequentare il periodo di tirocinio formativo, consistente in 180 ore di formazione d’aula, ed in 120 ore da trascorrere in due istituzioni scolastiche del primo e del secondo ciclo. Al termine del periodo di tirocinio, che data la struttura intensiva ha richiesto la messa in aspettativa per due mesi dei trenta candidati, generalmente impegnati per otto ore giornaliere, si sono svolte due ulteriori prove selettive: la stesura di un tema-progetto ed un colloquio orale, entrambi sulle tematiche affrontate nel corso. È stata questa l’ultima tappa di un percorso ad ostacoli che era iniziato con la consueta selezione per titoli culturali e di servizio, a cui avevano partecipato circa 1158 insegnanti di tutte le parti di Italia. Novità di questa edizione concorsuale la possibilità di iscrizione ai docenti di ruolo, con sette anni di servizio effettivo anche precedente all’acquisizione del ruolo stesso e la possibilità di concorrere anche per i docenti di religione. Questo ha comportato la presenza nella graduatoria fi22

nale anche di alcuni docenti piuttosto giovani. Qualche polemica è stata ripresa acnhe in occasione di questo concorso a proposito di un punteggio superiore attribuito ai docenti che avevano prestato servizio in Trentino. L’esperimento del portfolio A questa prima selezione, hanno fatto seguito ulteriori aspetti innovativi, rispetto alle precedenti edizioni concorsuali, quali la somministrazione ai 250 candidati “selezionati in base ai titoli” di una prova consistente in quesiti a scelta multipla sulla legislazione trentina, nazionale ed europea e sugli attuali contratti di lavoro provinciali del personale docente, dirigente ed ATA. Questa prova è stata seguita da un colloquio anche attitudinale e motivazionale al quale, oltre alla commissione vera e propria, composta da Annamaria Ajello, Rosanna Antoniol, Massimiliano Costa, che è stato anche direttore del tirocinio, Piergiuseppe Ellerani, hanno partecipato i professionisti della EmmeDelta Consulting. I candidati, oltre a rispondere a domande tese a verificare la loro preparazione complessiva, presentavano un portfolio di 11 pagine che raccoglieva la loro biografia professionale e le loro esperienze cultura-

li formative e professionali. È stata questa un’esperienza che in genere è piaciuta perché ha dato modo di ripercorrere i momenti più significativi della propria carriera professionale e di verificare eventuali lacune e punti di forza, consapevolezza e motivazione. È opinione comune che una pratica di questo genere, che ha trovato una prima applicazione in questa occasione, potrebbe essere estesa, con gli opportuni adattamenti, a tutto il corpo docente e costituire un’ utile base di autovalutazione. Dopo questa fase concorsuale, è stata formulata una graduatoria sulla base dei vari punteggi pesati ed i primi 100 insegnanti hanno potuto proseguire e sostenere il concorso di ammissione al corso-concorso vero e proprio. Hanno svolto quindi una prova scritta ed una prova orale ed i primi trenta della muova graduatoria (quella precedente era stata azzerata) sono stati ammessi al periodo di tirocinio. Si nota subito che il percorso è stato più lungo e complesso di quello dei concorsi precedenti che si limitavano a due prove scritte in giornate consecutive ed un colloquio orale. La selezione dopo il tirocinio Come si è detto sopra, è questo il terzo corso-concorso per dirigenti che si è svolto in Provincia di Trento a partire dal 2005. Il primo concorso, infatti, era stato bandito in coincidenza con il primo concorso nazionale su base regionale. Ai candidati era consentita l’iscrizione in una sola regione, in seguito, mentre a livello nazionale non ci sono più stati concorsi e la manovra finanziaria ha consentito la costituzione di graduatorie ad esaurimento composte da quei canditati che avevano semplicemente superato le prove scritte e orali, in Trentino, come abbiamo visto, sono stati n.9 settembre 2010


banditi altri due corsi-concorsi, nel 2007 e nel 2009, nella costante ricerca della formula migliore per reclutare i dirigenti scolastici, figure fondamentali nella scuola dell’autonomia. Dei trenta candidati che hanno avuto modo di frequentare i due mesi di tirocinio formativo, otto provengono da regioni diverse dal Trentino, anche se le località di nascita dimostrano che sono numerosi quelli nati in altre province, ma che da parecchi anni lavorano in questo territorio. A differenza del concorso precedente, questa volta la fine del tirocinio ha comportato un’ulteriore selezione, sulla base di tre punteggi, quello del tirocinio per il 40% (novità di quest’anno) quello della prova scritta finale, per il 30% e quello del colloquio finale, per l’altro 30%. I colloqui sono terminati il 29 luglio ed in breve è stata redatta la graduatoria dei trenta partecipanti: i primi venticinque sono stati dichiarati idonei e molto probabilmente nel giro di tre anni riceveranno un incarico di dirigenza.

Marco Felicetti

Patrizia Lucca

Salvatore Puglisi

Pizzini Fabrizio

Paolo Rasera

Tiziana Rossi

Daniela Simoncelli

Laura Zoller

I dirigenti di nuova nomina Marco Felicetti I.C. Bassa Anaunia - Denno Patrizia Lucca I.C. Avio Salvatore Puglisi I.C. Revò Fabrizio Pizzini I.C. Valle dei Laghi Paolo Rasera I.C. Brentonico Tiziana Rossi I. C. Alta Val di Sole Daniela Simoncelli Ist. Istruzione “Don Milani” Rovereto Laura Zoller I. C. Rovereto Sud n.9 settembre 2010

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la delibera RECUPERO ORA 50’

Via libera all’APRaN per l’accordo Nella seduta di venerdì 17 settembre 2010 la Giunta ha approvato la delibera proposta dall’Assessore provinciale all’istruzione e allo sport, Marta Dalmaso, con la quale si autorizza l’APRAN a sottoscrivere l’accordo raggiunto nell’incontro di martedì 7 settembre 2010, con ulteriori aperture e garanzie di attenzione alle risorse destinate al mondo della scuola. Protocollo, Intesa, delibera… Da parte della Provincia non ci sono ostacoli a concludere positivamente e in via definitiva l’’accordo con le organizzazioni sindacali della scuola sulla questione del recupero delle ore annuali derivanti dalla definizione delle unità di lezione di 50 minuti, sulla base dell’ipotesi concordata e siglata in data 7 settembre 2010. Accordo siglato solo da tre organizzazioni sindacali (FLC-CgIL, CISL Scuola e Gilda degli insegnanti), che comporta una modifica vigente Contatto Collettivo Provinciale di Lavoro CCPL di lavoro del personale docente delle scuole ed istituti di istruzione elementare e secondaria della Provincia autonoma di Trento. La delibera approvata venerdì 17 settembre 2010 in Giunta richiama il percorso iniziato col Protocollo d’intesa del 15 marzo 2010 sottoscritto dai sindacati della scuola FLC-CGIL, CISL Scuola e CONF.S.A.L.SNALS; la necessità di intervenire sul contratto collettivo provinciale del personale docente delle scuole ed istituti di istruzione primaria e secondaria provinciali, al fine di adattare l’impegno degli insegnanti alla scelta fatta dagli istituti del secondo ciclo di adottare l’iniziativa innovativa di ri24

duzione della durata dell’unità oraria di insegnamento a 50 minuti, come declinata dalla Giunta provinciale con la delibera n. 533 del 16 marzo 2010. Successivamente è risultato necessario, alla luce di quanto concordato nel citato protocollo e da quanto deliberato dalla Giunta provinciale, rivedere - per le istituzioni scolastiche del secondo ciclo che abbiano adottato l’iniziativa innovativa dell’ordinamento - le attività di potenziamento formativo previste da due appositi articoli del contratto provinciale di lavoro vigente e di introdurre le modalità per il recupero del tempo lavoro non prestato per effetto della medesima iniziativa. Per questo, la Giunta provinciale, con la delibera n. 1352 del 4 giugno 2010 ha impartito all’APRaN le direttive per la modifica del vigente CCPL del personale docente delle scuole ed istituti di istruzione elementare e secondaria della Provincia di Trento. Come è noto di recente, il 7 settembre 2010, è giunto poi l’accordo siglato con FLC-CGIL, CISL Scuola e Gilda degli insegnanti con l’ipotesi di l’utilizzo delle ore di recupero derivanti dalla definizione delle unità di lezione di 50 minuti ed alcune note a verbale, tra cui una dell’APRaN stessa.

La delibera di Giunta Con la delibera del 17 settembre scorso, la Giunta autorizza l’Agenzia provinciale per la rappresentanza negoziale alla sottoscrizione del testo concordato aggiungendo un’integrazione migliorativa, su richiesta sia dei sindacati che dei dirigenti scolastici, che consente di calcolare sia il “12% entro il quale il dirigente riconosce compensi sul fondo di istituto ai propri collaboratori” sia il “20% entro il quale l’istituzione scolastica riconosce sul fondo di istituto le spese di accompagnamento ai viaggi di istruzione e alle visite guidate” sulla base della dotazione finanziaria del fondo di istituto riferita all’anno 2010; garantendo così alle scuole risorse certe già assegnate per l’anno in corso. La Giunta inoltre fa proprio l’impegno assunto dall’APRaN con la nota a verbale, di prestare un’attenzione particolare al riconoscimento del maggior impegno profuso dal personale docente nell’applicazione del nuovo modello scolastico provinciale, anche attraverso le economie di spesa conseguenti all’applicazione del presente accordo. Previsti anche tempi più agili per definire il tutto, in quanto “l’accordo in esame non verrà inviato al competente Ministero dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca al fine di acquisire il parere di cui all’art. 2, comma 4, del DPR 15 luglio 1988, n. 405, in quanto tale accordo si limita a dettagliare istituti contrattuali già presenti nel vigente CCPL senza intervenire in maniera sostanziale sul trattamento giuridico ed economico del personale.” La delibera nella versione integrale si può consultare e scaricare dal portale della scuola trentina www.vivoscuola.it . (m.c.) n.9 settembre 2010


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SCUOLE DELL’INFANZIA

la cerimonia CONTINUITÀ

Unico edificio dal nido alle medie Mercoledì 1 settembre 2010. Il nuovo anno scolastico per circa 16 mila bambini delle scuole materne dell’infanzia del Trentino ha preso il via simbolicamente dalla scuola di Lausen, in un edificio che unisce al suo interno bambini da zero a 14 anni, dal nido alla scuola secondaria di primo grado, e scelto dall’Assessore Marta Dalmaso come sede ideale dalla quale augurare un buon inizio a bambini, maestre e famiglie del Trentino: “Potevamo scegliere qualsiasi altro posto” ha detto, “ma questo ci aiuta a mandare segnali fortemente positivi di legame col territorio e di comunità educante, così come la intendiamo noi”. Subito dopo, visita e breve saluto anche alla scuola dell’infanzia equiparata di Tonadico. Da Lausen in Primiero… Alle 9,30 in punto, alla scuola dell’infanzia provinciale di Lausen, il “via” simbolico per l’inizio del nuovo anno scolastico 2010/2011 per tutto il Trentino. Una scuola nata dall’unificazione delle tre sedi di Canal San Bovo, Caoria e Prade e che trova spazio nel nuovo polo scolastico (che verrà ufficialmente inaugurato in ottobre), prima struttura in Trentino destinata ad accogliere i servizi educativi e scolastici per un’utenza da 0 a 14 anni. Fortemente voluta dall’Amministrazione comunale, che ha visto il convinto apporto della Comunità di Valle, per quanto riguarda il nido e il servizio di mensa. “Abbiamo scelto di inaugurare da qui il nuovo anno scolastico” – ha detto l’Assessore Dalmaso a genitori ed autorità nella breve cerimonia, dopo la visita ai locali tra i bambini – “per cogliere e rimarcare questo bel segnale di stretto rapporto tra scuola, territorio, comunità di Valle, coscienti dell’importanza del fatto che i territori offrano servizi ai propri cittadini, anche se non tutti, ma sicuramente quelli fondamentali come questo del nido e del percorso n.9 settembre 2010

formativo nella fascia dell’obbligo. Non solo – ha aggiunto l’Assessore -, ma qui tocchiamo con mano come possa davvero costruirsi un’esperienza di continuità e di relazioni umane tra generazioni diverse, tra bimbi del nido con quelli delle materne fino alla scuola elementare e media”. A fare gli onori di casa il neo-sindaco Mariuccia Cemin, ed Andreina Stefani per la Comunità di Valle e Daniela Sperandio assessore all’istruzione di Canal San Bovo. Riccarda Simoni, coordinatrice pedagogica della scuola provinciale dell’infanzia ha ripercorso le tappe storiche della scuola fino a questa ultima simbolica riunificazione, ma ha anche ricordato che non ci sono solo “i muri” perché le maestre coi bambini, assieme ai genitori ed in forte collaborazione col territorio, realizzano giorno per giorno progetti di continuità tra ordini di scuola, scoperta e valorizzazione dell’ambiente e delle tradizioni del Primiero. E questo delle relazioni col territorio è stato il tema ripreso nei brevi interventi anche dal sindaco, dall’assessore della Comunità di Valle e da Roberto Ceccato, dirigente del Servizio Infanzia

Istruzione e Formazione professionale. “Qui c’è stata e c’è una coralità vera” ha concluso il sindaco Cemin, ringraziando la Provincia per la scelta della scuola di Lausen e dando appuntamento a tutti per l’inaugurazione del polo scolastico.” Da tutti, a cominciare dall’assessore Dalmaso, è stato ricordato più volte lo scomparso sindaco Luigi Zortea “perché è sotto la sua amministrazione che si è pensata e concretizzata l’idea del polo”. … alla scuola dell’infanzia equiparata di Tonadico Ad accogliere l’Assessore i tre sindaci dei Comuni che fanno riferimento alla scuola (Tonadico, Siror e Sagron Mis), ma anche il parroco don Duccio Zeni, dirigenti della Federazione provinciale scuole materne e della cooperativa Bellesini, che gestisce il nido. Saluto della comunità di Tonadico col sindaco Aurelio Gadenz. Per la scuola equiparata sono intervenuti Roberto Festi vicepresidente della Federazione e la presidente dell’ente gestore, Michela Zimol, anche genitore. Da tutti è arrivato il richiamo alla centralità della scuola “cuore pulsante nella comunità”, la soddisfazione di aver riunito anche nella nuova struttura i bambini di Sagron Mis, dopo la chiusura della scuola. Breve giro nei bellissimi locali e sosta coi bambini, da parte dell’Assessore Dalmaso, che ha concluso esprimendo la propria soddisfazione perché “le cose che avvengono dentro questa scuola con le maestre, coi genitori così come le relazioni col territorio restano dentro i bambini e divengono poi elementi che li strutturano come persone”. (m.c.) 27


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i progetti FORMAZIONE

I percorsi per l’a.s. 2010-2011 insegnanti in “prima linea” sul tema della didattica Con il 2010/ 2011 partirà il terzo anno del Progetto formativo con oltre 900 insegnanti delle scuole dell’infanzia impegnati sul tema della Didattica. 14 gruppi di insegnanti saranno all’opera con la progettazione curricolare della matematica nella scuola dell’infanzia, trattando di percorsi per avvicinare i bambini al concetto di numero, di geometria come organizzazione formale e rappresentazione dello spazio, di probabilità e statistica. 23 gruppi di insegnanti si occuperanno invece di linguaggio e delle sue relazioni con il pensiero per sviluppare al massimo le competenze discorsive dei bambini nella fascia di età dai 3 ai 6 anni. 7 gruppi di insegnanti completeranno la formazione sull’attività grafico-espressiva, attraversando tutte le fasi di costruzione della competenza da parte dei bambini, che va dallo scarabocchio alla comparsa dei primi schemi rappresentativi. lingue europee formazione e metodologia, come punti qualificanti del progetto Saranno circa 4.000, sulla totalità di 6.000 iscritti alla scuola dell’infanzia provinciale, i bambini interessati alla sperimentazione delle lingue europee nell’anno 2010/ 2011. Dai 459 iniziali, quando il progetto ha preso le mosse nel lontano 2000, il cammino è stato notevole, facendo delle lingue nella scuola dell’infanzia un dato di realtà. La lingua tedesca sarà presente in 70 scuole dell’infanzia provinciali; in 34 di queste il tedesco, in 25 l’inglese e in 11 entrambe le lingue. Partiranno anche nel 2010/ 2011 n.9 settembre 2010

percorsi di formazione linguistica per far acquisire al personale la certificazione di livello B1. Sono già 86 gli insegnanti che hanno raggiunto questo traguardo e un gruppo consistente è programmato per la nuova azione formativa. Partiranno i Laboratori, con la finalità di rendere più accessibile agli insegnanti l’apprendimento delle lingue. L’offerta si arricchirà di momenti di formazione metodologica, per parlare invece di come fare lingua in questa fascia di età dei bambini. Il 2010/ 2011 sarà anche l’anno di elaborazione conclusiva del curricolo per le lingue. bisogni educativi speciali dall’indagine sul campo alla ricerca pedagogica Si concluderanno nel 2010/ 2011 le indagine attivate. La prima, centrata sulla presenza di bambini con bisogni speciali nelle scuole dell’infanzia provinciali con dati di evidenza sulla natura e forme di collaborazione tra servizi scolastici e sanitari. La seconda sulla figura del facilitatore alla comunicazione, di recente esperienza nella scuola dell’infanzia in afficancamento agli insegnanti per una progettualità mirata in situazioni di deficit specifico. La terza, sul tema del disagio scolastico e le sue diverse espressioni. Diversi gruppi di insegnanti saranno impegnati sul tema del progetto educativo individualizzato per fare di questo strumento di lavoro un vero e proprio strumento pratico. intercultura L’approdo verso le linee guida per la scuola dell’infanzia Il 2010/ 2011 sarà l’anno di ufficializzazione delle “Linee guida per l’in-

tercultura nella scuola dell’infanzia”, la cui finalità sarà quella di orientare la progettualità nel campo dell’intercultura e di costituire un punto di riferimento soprattutto culturale. La presenza di bambini di altra cultura si attesta ormai attorno al 11,89% nelle scuole dell’infanzia della provincia, distribuita su 76 provenienze. L’area più rappresentata è l’est europeo con il 40,2 , a seguire i paesi africani con il 27,95%. Dato che evidenzia sia la consistenza che l’eterogeneità della presenza interculturale. Partirà un percorso di ricerca- azione sul tema “Identità, cultura e appartenenza”, per stimolare una riflessione sulla dimensione culturale, antropologica e pedagogica dell’educazione interculturale nella scuola dell’infanzia. Verrà potenziata la realizzazione di strumenti plurilingui “pratici”, che nella quotidianità possono essere di aiuto per stabilire le prime forme di contatto con bambini e famiglie straniere. Alcuni di questi sono già di uso corrente nelle scuole: “Benvenuti”, opuscolo informativo sul servizio scolastico tradotto in oltre 10 lingue; “Le parole per accogliere”, schede per insegnanti con le espressioni tipiche e necessarie allo scambio corrente, quello delle prime necessità ed esigenze, quello del saluto e della comunicazione essenziale; “La quotidianità dei contatti con le famiglie”; V.A.I.- valigetta interculturale contenente soprattutto documenti e informazioni per conoscere ed avvicinare le culture maggiormente rappresentate. la continuità alla ricerca di nuovi modelli Si espanderanno le iniziative sperimentali di raccordo tra nido e scuola dell’infanzia. “Laboratori in continuità”, è il titolo di queste iniziative che faranno incontrare bambini, educatori e famiglie, rinnovando la cultura dei rapporti tra servizi della prima e seconda infanzia. È partita verso la 29


l’opuscolo fine dell’anno scolastico 2009/ 2010 anche una articolata indagine sul tema della continuità, che ha raccolto le pratiche di scambio presenti sul territorio provinciale tra servizi educativi e scolastici. L’indagine troverà pieno sviluppo da settembre 2010; dalla fotografia dell’esistente, raccolta in 122 scuole dell’infanzia provinciali e 70 nidi, si passerà allo studio di modelli operativi che potranno decollare già nel 2011. “scuola incontra famiglia” un progetto che prende sempre più forza Proseguiranno anche nell’anno scolastico 2010/ 2011 le iniziative formative rivolte alle famiglie dei bambini in fascia di età 0/ 6 anni. 37 sono stati gli appuntamenti attuati da aprile a maggio 2010, in zone diverse del Trentino, con la partecipazione di 1000 genitori. Il dato conferma l’importanza di trovare modi e forme per incontrare i genitori fuori dagli schemi della consueta programmazione scolastica. A questo obiettivo risponderà anche la nuova programmazione, articolata in 4 filoni tematici che toccheranno i temi di vita quotidiana che un genitore incontra. Laboratori esperienza e metodologia Sperimentazione e innovazione fanno parte dello spirito dei laboratori, che si svilupperanno anche per l’anno 2010/2011. I laboratori, negli ultimi dieci anni, hanno progressivamente abbracciato più temi, formando ogni anno oltre 300 insegnanti su tecniche e metodolgia che fanno parte del bagaglio concreto di ogni insegnante. I Laboratori sono attivi anche con i bambini e le famiglie. Miriam Pintarelli 30

STRANIERE 2

Storie raccontate da genitori Storie straniere 2 - da Bosnia, Brasile, Cina, Germania, Macedonia e Polonia i racconti che i mediatori culturali della cooperativa Città futura hanno curato nell’opuscolo di 84 pagine in distribuzione nelle scuole e pubblicato da Trento PAT 2010. I racconti sono quelli che i genitori hanno dedicato ai propri bambini; le illustrazioni di Mariateresa Bertamini, Chiara Bugnotti, Roberta Chini accompagnano la raccolta effettuata presso le Scuole dell’infanzia provinciali dall’Ufficio di coordinamento pedagogico generale del Servizio per l’Innovazione e lo Sviluppo del Sistema scolastico e formativo. 12 racconti per conoscersi Secondo volume di brevi storie in lingua originale con traduzione italiana; nel 2007 il primo della serie con racconti in albanese, arabo, macedone, pakistano, rumeno e spagnolo. Adatte ai più piccoli e al I ciclo della scuola primaria, dalla Cina storie d’animali predatori e d’amicizia, dalla Bosnia la leggenda del pipistrello e la triste storia dell’uccello dal becco d’oro; dalla Germania un lupo ingordo, un pastorello saggio e in Polonia simpatica rivolta di animali della fattoria e un drago leggendario, dalla Macedonia una donna sciocca e le sue galline intelligenti, ma anche una fiabesca prova d’amore. Del Brasile Saci Pererè e il Curupira: spiriti della foresta amazzonica che difendono da bracconieri e disboscatori senza legge; insieme a loro, anche i grandi temi di cui il mondo discute. Dividi la parola straniere trasformandola in strani e re; Molte cose può nascondere un termine! Vale anche per le persone, anche per un libro di favole dal sapore etnico che stimoli la voglia di conoscersi, un libro dalle illustrazioni che contengano elementi di luoghi lontani dove conducono i fili della fantasia, veicolo di avvicinamento e di legame. L’auspicio che possano stimolare momenti di incontro e dialogo o agganci tematici in ambito interculturale, suggerisce di mettere a disposizione dei bambini questi libri negli spazi-biblioteca. Poco importa se nelle loro mani un po’ si sciuperanno; una storia che arriva da lontano è speciale, nuove curiosità nasceranno. Brilleranno gli occhi della bambina cinese che nella biblioteca della scuola troverà pagine scritte nei caratteri di casa, la leggenda del drago di Cracovia non sarà soltanto per il bambino polacco e il piccolo bosniaco conoscerà la leggenda del pipistrello che in molte scuole dell’infanzia sarà raccontata in tedesco. Arricchimenti e aperture dunque, pagine colorate da sfogliare per condividere storie, patrimonio che riconosce lontane radici a bimbi da rendere meno stranieri. Anna Tava n.9 settembre 2010


istruzione e formazione professionale L’AUGURIO

Il via da tre scuole diverse 9 settembre 2010 - “Ciascuno faccia bene la propria parte dentro la scuola, ma serve anche un lavoro di squadra con le famiglie e col territorio”. Con queste parole, riprese con sfumature nelle tre sedi diverse, l’Assessore Marta Dalmaso si è rivolta a studenti, docenti e genitori per inaugurare simbolicamente il nuovo anno scolastico della scuola trentina 2010/2011 con tre brevi cerimonie: all’Istituto comprensivo di Brentonico, presso il “Liceo musicale e coreutico” ed al Centro di Formazione professionale “Canossa” di Trento. Calda accoglienza in tutte tre le sedi scolastiche per il via ufficiale al nuovo anno scolastico della scuola trentina, ma anche simpatiche dimostrazioni di attività specifiche delle rispettive situazioni, tutte legate al rapporto con la musica, la danza, la moda, ma anche ai temi della pace e di stretto legame col territorio. Primo giorno di scuola e di presentazione agli studenti anche per i due nuovi presidi Paolo Rasera e Silvio Cattani. Istituto comprensivo Brentonico Accompagnata dal dirigente generale del Dipartimento Istruzione, Carlo Basani, Marta Dalmaso è stata accolta a Brentonico nell’edificio unico dell’Istituto comprensivo, dal nuovo dirigente scolastico, Paolo Rasera, assieme al sindaco Giorgio Dossi, al presidente del consiglio dell’istituzione Moreno Togni, il presidente della locale Cassa rurale, i tecnici che hanno seguito la ristrutturazione della scuola, altre autorità ed una corposa rappresentanza di genitori. Poi, tutti in aula magna gremita di ragazzi delle elementari e medie per i brevi saluti, un giro nelle classi con i piccoli delle prime classi. Da tutti è stata espressa la soddisfazione perché “finalmente la scuola di Brentonico torna ad avere una dirigenza scolastica piena e non una reggenza”; richiami condivisi sulla relazione virtuosa tra scuola e territorio e promessa di allargare l’ambito delle collaborazioni su iniziative concrete. n.9 settembre 2010

Nel suo breve intervento, l’ Assessore Dalmaso ha insistito sul ruolo propositivo delle famiglie e del paese nella vita della scuola ed ha espresso apprezzamento “per il bel clima che si respira dal primo giorno e per la disponibilità dichiarata del nuovo dirigente Rasera a seguire da vicino l’Istituto”. Un clima festoso, allietato anche dalla musica eseguita dagli stessi ragazzi e da alcune poesie sulla pace lette in aula magna. Colloquiando con i piccoli di prima elementare, Marta Dalmaso ha raccontato la sua esperienza di scolara nel primo giorno di scuola a Pergine. Liceo musicale e coreutico Trento Con un breve ma trascinante saggio di danza di Angela Demattè e Laura Lorenzi, assieme alla loro docente Wally Holzhauser, è stato accolto l’Assessore alle 10.30 dagli studenti e docenti del “musicale e coreutico” di via Marchetti, poi un’esibizione musicale (piano e cantante lirica) con Art Marica del 3° liceo

musicale e Aurora Fagioli della classe quinta, assieme all’ex allievo Marco Longo ed alla docente Simonetta Bungaro. Onori di casa (ma anche la sua prima presentazione agli studenti) da parte del nuovo dirigente scolastico dell’Istituto delle Arti “Vittoria”, Silvio Cattani. Scambio di saluto e invito a tracciare insieme nuove relazioni e nuovi orizzonti per una realtà che si presenta molto interessante nel panorama dell’offerta formativa provinciale. Centro di Formazione professionale “Centro Moda Canossiane” Ultimo appuntamento, alle 11,30 riservato dall’Assessore Dalmaso a studenti e docenti del Centro di Formazione professionale “Centro Moda Canossiane” di via Grazioli a Trento. Ragazze e ragazzi seduti in aula magna a rispondere alla domanda cruciale posta già dal primo giorno dalla Madre superiora delle Canossiane, Antonietta Pisani, e dal direttore del Centro, Alberto Garniga: “Cosa mi serve per potercela fare?”. Un modo come un altro di porre gli studenti di fronte alla costruzione del proprio percorso formativo. Lo studente ormai “anziano” fuori dal Centro Formazione professionale Canossa, Egon Dalponte, ha fatto da guida agli ospiti per i laboratori della scuola, poi un breve filmato sull’attività dello scorso anno; ancora saluti e auguri per il nuovo anno, e infine, a sopresa, una quindicina di studentesse hanno offerto agli ospiti una sfilata in piena regola, dalle scale della scuola giù fino all’atrio, tra gli applausi di compagni e studenti e dei nuovi arrivati per il primo giorno di scuola. (m.c.) 31


Istituto Comprensivo Brentonico

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istituto d’istruzione delle arti “Vittoria” Trento conservatorio “Bonporti” Trento Indirizzo musicale e coreutico

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FORMAZIONE PROFESSIONALE “Centro Moda Canossa” - Trento

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DALLE SCUOLE

scuola primaria Sopramonte LA MOSTRA

Identità della scuola per immagini Il 27 marzo 2010 è stato inaugurato il nuovo edificio scolastico della scuola primaria di Sopramonte. In quest’occasione e in presenza della dirigente scolastica Elina Massimo gli alunni, con il prezioso aiuto dei loro genitori, e gli insegnanti hanno realizzato una rievocazione storica degli studenti di Sopramonte suddivisa in alcuni periodi storici, dal 1800, al ventennio fascista, agli anni ’50 e ’60, ai nostri giorni e infine uno sguardo al futuro. È stata inoltre allestita dalla signora Graziana Vecchietti, appassionata di storia locale di Sopramonte, una mostra storico fotografica sulla storia dell’istruzione. La storia Per questa mostra sulla storia dell’istruzione Graziana, appassionata di tutto ciò che appartiene alla storia del paese di Sopramonte, ha raccolto preziosi documenti di storia locale, ma non solo. Possiede molti oggetti, che appartenevano alle persone anziane del paese di Sopramonte che ormai non ci sono più e che lei è riuscita a recuperare e a valorizzare come banchi di scuola, astucci in legno con asticciole e pennini, lavoretti di ricamo e numerosi libri di lettura e sussidiari stampati dai primi del novecento in poi. A questo lavoro di recupero Graziana ha anche associato una ricerca negli archivi del comune, della parrocchia, della provincia e di quella che una volta era chiamata sovrintendenza, da cui ha ricavato documenti e foto. Nell’archivio della scuola secondaria di primo grado Manzoni ha inoltre potuto consultare numerosissimi registri scolastici, che le hanno permesso di mettere in luce non solo aspetti della vita scolastica, ma anche quelli che hanno costituito la storia del paese di Sopramonte. Nei registri la vita di tutti i giorni Nell’esposizione, che ha un ordine cronologico, grande attenzione vien.9 settembre 2010

ne prestata alle fonti scritte e i pannelli sono infatti ricchi di documenti scolastici con i programmi, non solo perché da questi si evince cosa e come veniva insegnato, ma soprattutto cosa emergeva, a scuola, della vita quotidiana degli abitanti di allora del paese di Sopramonte. Il paese aveva all’epoca poche case ma tanti scolari: su 1600 abitanti 260 bambini frequentavano la scuola, ora gli abitanti sono circa 3000 e i bambini 60. In classe gli alunni arrivavano ad essere 50 o 60 con condizioni igienico sanitarie pessime. La scuola all’inizio era “ospitata” nella casa che si trova in piazza della chiesa, solo nel 1913 è stato realizzato l’edificio scolastico. Dai registri del ventennio fascista, in particolare, emergono notizie varie e dettagliate anche sulla storia del paese. Le informazioni sono molto diverse, dal racconto di un incendio spento con l’aiuto degli scolari, alla richiesta di acquisto di un’insegnante di un libro di lettura o il diario della festa degli alberi. I documenti scolastici Viene tratteggiata, con questa mostra, la storia e lo sviluppo del sistema scolastico a Sopramonte secondo un ordine cronologico che va dal 1817 al 1965. Dopo l’obbligo, alla fine del 1700, di Maria Teresa d’Au-

stria di imparare a leggere e a scrivere, risale al 1817 il primo incarico di insegnante affidato alla domestica del curato. Solo verso la fine del 1800 anche i laici possono insegnare ed appaiono le prime Notizie scolastiche, ovvero le pagelle, gli attestati dimissori, cioè i certificati di licenziamento. Davvero interessante anche il Regolamento interno della scuola, datato 1910: vengono elencati i doveri degli scolari in generale, in Chiesa e in iscuola e fuori di scuola, i doveri dei genitori e le disposizioni finali, il tutto firmato dal consiglio scolastico locale. In questi anni vengono redatti i registri in maniera scrupolosa e l’insegnante redige un diario quasi giornaliero soffermandosi molto anche su situazioni di vita scolastica. Anche visivamente lo spazio sul foglio del registro è ridotto a poche righe. Si continua così fino agli anni ’62/’63 in cui gli insegnanti scrivevano pochissimo, in coincidenza con una vita più regolare e normale e con condizioni sociali molto migliorate. (N.B.) 35


scuola primaria Mezzolombardo 100 ANNI

Le iniziative della scuola Anno scolastico 2009/10 – anno scolastico 1909/10: la scuola primaria di Mezzolombardo compie cento anni! Un intero anno di eventi per ricordare con gli alunni, i genitori, i docenti e il dirigente scolastico Salvatore Negro, ma anche con il territorio coinvolto in molte iniziative in stretto dialogo scuola-comunità. Gli eventi principali: attività culturali realizzati per il centenario della scuola, l’occasione di intitolare la scuola primaria, il libro edito dalla scuola, la lezione della “vecchia maestra” nell’aula ricostruita “come allora”, la mostra, la cerimonia ufficiale nella sala del Municipio con autorità, e “il paese”… Il percorso e la serata Venerdì 3 giugno 2010, la sala civica di Mezzolombardo è davvero gremita: genitori, autorità, insegnanti di servizio ed altri in pensione da poco o da tempo, qualche vedova o figlio/a di ex maestro, personale Ata, scolari (qualcuno!) e cittadini del paese e dintorni. Le Autorità ci sono davvero tutte, dal sindaco all’assessore che ha animato tutto il percorso sul centenario, al dirigente scolastico Salvatore Negro, lo storico che ha ricostruito le radici della scuola primaria di Mezzolombardo, altri assessori e consiglieri del Comune, Marta Dalmaso (assessore provinciale all’istruzione e allo sport), Depaoli (presidente del Consiglio regionale), Franco Panizza (assessore provinciale alla cultura). I discorsi si fanno, certo, ma breve e partecipati; poi, dopo la relazione storica, il momento clou, con il dovuto riconoscimento a chi nella scuola ha passato giorni, mesi anni tanto tempo fa, ma anche ha chi oggi dedica energie e motivazione nel lavoro dell’insegnante, del “bidello” o personale di segreteria. Poi, tutti a festeggiare con un sobrio buffet, però tra i cartelloni dei “100 anni!” O seduti tra i banchi, quelli veri della “vecchia maestra”. C’erano tutti, “dal cappellano al sagrestano”, dal sindaco ai carabinieri… 100 anni dopo! L’avvio delle attività a marzo 2010 con eventi di cultura nella scuola proposti da associazioni culturali che hanno regalato spettacoli a tutti i bambini della primaria; poi, attività di formazione e informazione perchè si potesse scegliere il personaggio a cui intitolare la scuola primaria realizzando un consiglio comunale vero e proprio. In attesa della grande festa finale di giugno è stata preparata una mostra storica e realizzata una pubblicazione. 36

La mostra storica All’ultimo piano dell’edificio della scuola primaria: oggetti, arredi, testi, materiali didattici, carte geo­grafiche, cartelloni, sussidi didattici, immagini e fotografie d’epoca e la ricostruzione di un’aula storica allestita in maniera il più possibile fedele da Danila Rossatti in occasione del centenario; ci sono gli arredi originali coi banchi consumati, la lavagna, la cattedra e i cartelloni ingialliti vicini al pallottoliere. C’è anche una sezione “documentaria” coi materiali relativi agli atti isti­tuzionali: registri e programmi, ma soprattutto tanta documentazione fotografica con le foto degli alunni delle classi in diversi anni scolastici, sempre a partire dal 1909 in poi. Interessante l’approccio diretto alle fonti della storia, ai documenti, che hanno lo scopo di stimolare i bambini a non vivere la storia come elenchi di nomi, date e fatti ma comprendendo che questo permette di leggere e interpretare trasformazioni e mutamenti, processi e passaggi, che non si esauriscono solo nella scuola ma anche sul territorio che la ospitano. Il libro Quaderni è la prima pubblicazione dell’istituto comprensivo di Mezzolombardo, che prende l’avvio proprio dall’anno scolastico 2009/10 in occasione del centenario della realizzazione dell’edificio della scuola elementare. Il quaderno è opera di un gruppo di lavoro composto dal dirigente scolastico dallo storico Alessio Quercioli e da 12 insegnanti. Il libro è strutturato in modo tale che ci sia una parte dedicata all’anno 1909/10 ed una corrispettiva all’anno scolastico 2009/10, molti i documenti recuperati, dalle modifiche alle planimetrie apportate all’edificio per adibirlo ad accogliere la scuola, il calendario scolastico, il regolamento interno datato 1905, le classi con gli elenchi degli alunni con le loro foto e i lavoro che facevano i padri, il materiale scolastico dell’epoca. Il senso di questo quaderno come scrive il dirigente nell’introduzione, è quello di “far ripercorrere agli alunni di ieri il cammino che stanno compiendo come genitori dell’oggi guidando i ragazzi di oggi ad essere cittadini di domani”. (n.b., m.c.) n.9 settembre 2010


la maestra IL RACCONTO

Il percorso del compleanno Quest’anno scolastico è stato un po’ particolare: l’edificio della scuola elementare di Mezzolombardo ha compiuto 100 anni! Una età di tutto rispetto per un palazzo maestoso e accogliente che ha visto studiare nelle sue aule, camminare nei suoi corridoi e giocare nei suoi cortili generazioni di bambini della borgata rotaliana e delle valli vicine. In questo contesto gli insegnanti hanno strutturato un percorso che coinvolgesse i bambini da più punti di vista, dalla scelta del nome della scuola alla grande festa finale con la torta. La ricerca del nome La scuola, pur essendo centenaria, oggi è funzionale e dotata di tutto quello che comporta e richiede sia la vivibilità per alunni e docenti sia la didattica aggiornata, al passo con i tempi. Manca solo di un nome! In questi cento anni nessuno ha mai pensato seriamente di intitolare la scuola come succede solitamente in quasi tutte le comunità. Si è pensato, di concerto con l’amministrazione comunale, di attivarsi per cercare e attribuire finalmente un nome anche alla nostra scuola. Il percorso scelto si è discostato da quello previsto dalla normativa e si è deciso infatti che la scelta fosse affidata ai circa 150 alunni delle classi quarte e quinte. I personaggi candidati Ciascuno dei 29 personaggi proposti inizialmente è stato illustrato agli alunni affinchè la loro scelta potesse essere consapevole e fondata su una reale conoscenza e un approfondimento delle singolarità di ognuno. Sottotraccia si stava implementando il metodo della ricerca delle fonti che dovevano supportare le diverse scelte. Il metodo era accompagnato da laboratori storici e/o di lettura che miravano ad approfondire il lascito etico, morale, culturale di tali personalità. Contemporaneamente si “disegnava” il percorso dello studio della storia locale partendo da realtà vissute, raccontate, ricreate ed approfondite, scoprendo, durante il percorso, alcuni personaggi che hanno contribuito alla storia locale senza per questo trascurare la storia e gli avvenimenti globali. n.9 settembre 2010

Il Consiglio Comunale dei Bambini La scuola è diventata “un’officina di idee” e “un crocevia di informazioni”: gli alunni di tutte le classi sono stati impegnatissimi ad approfondire ed ampliare le loro conoscenze sui personaggi proposti per poter poi decidere con maggiore tranquillità e consapevolezza. A conclusione di questo percorso di ricerca - studio, si è giunti al momento ufficiale: nel Consiglio Comunale dei Bambini convocato per il 26 maggio 2010, i 43 rappresentanti degli alunni delle sei classi (1 rappresentante eletto ogni 3 alunni per classe) hanno illustrato il loro percorso, hanno presentato le scelte effettuate in ciascuna classe, hanno motivato le loro decisioni, le hanno difese e hanno individuato con 30 voti favorevoli il candidato Charles Darwin come colui che potesse avere l’onore di rappresentare la loro e la nostra scuola! La grande festa finale La soddisfazione di tutti nasce più che dal risultato, che era imprevedibile fino all’ultimo minuto, dal processo attivato nelle classi e fra pari: ciascuno si è sentito coinvolto in un’attività scolastica in stretta sinergia con il territorio. Sia i rappresentanti che i rappresentati infatti hanno potuto vivere da protagonisti una lezione di vera democrazia partecipativa contribuendo ad un’iniziativa che avrà ripercussioni in tutta la comunità! La “fatica” è stata adeguatamente ricompensata! L’ultimo giorno di scuola è stato un giorno speciale: un compleanno che si rispetti va celebrato con festa, torta e candeline! Per questo, il 4 giugno 2010 è stata una giornata di grandi festeggiamenti con spettacoli e canti “offerti” ai compagni dagli alunni di alcune classi, con lo spegnimento di 100 candeline, con il taglio di una torta (bianco-azzurra, come i colori di Mezzolombardo) lunga più di tre metri e con l’abbuffata più squisita dell’anno! Che dire …una grande emozione vissuta con gioia, con allegria, con la spensieratezza dell’essere bambini adesso come probabilmente i bambini che cento anni fa hanno varcato per la prima volta l’ingresso della nuova scuola elementare fortemente voluta dagli amministratori e dalle famiglie dell’epoca. Brunella Dalmonego per i dei docenti della scuola primaria I. C. Mezzolombardo 37


dentro la storia LE RADICI

La ricostruzione di Dalla Torre In occasione del Centenario dall’inizio delle attività della sua Scuola Elementare, si è svolto presso la sala civica del Municipio di Mezzolombardo l’incontro che ne ha celebrato la ricorrenza. Allo storico Paolo Dalla Torre l’occasione per rievocarne le origini e illustrare alcuni aspetti della sua evoluzione. Dal tempo libero all’impegno nello studio Si parte dal termine scuola, per sondarne l’etimologia. Si utilizzano ogni giorno un numero piuttosto alto di vocaboli e spesso senza sapere il loro originario significato. Fruiamo di una ricchezza offertaci dalla lingua di Dante Alighieri, dove il sì suona, senza badare troppo a questo tesoro. scuola dunque è un termine derivato dal latino SCHOLA, a sua volta debitore del termine greco scholeion, ossia “tempo libero”. In seguito indicò “il luogo in cui era speso il tempo libero”: il posto dove si tenevano discussioni filosofiche o scientifiche durante un tempo a disposizione delle idee. Indicò quindi il “luogo di studio”. E’ possibile tracciare una breve panoramica degli studi nella scuola elementare di Mezzolombardo, dalle prime testimonianze nel 1636 fino al 1909-1910, il primo anno scolastico nel nuovo edificio in via Francesco Filos, dal quale ci separano 100 anni. Tutto nasce dalla generosità di un nobile locale, Giacomo Scari, morto a Mezzolombardo il 19 dicembre 1638 a 75 anni circa. La famiglia era originaria di Sporminore e si inurbò a Mezzolombardo nella prima metà del Cinquecento. Palazzo Scari a Mezzolombardo, con ben 15 aperture sulla facciata principale, è un unicum per 38

il centro abitato. Una breve storia del casato induce a comprendere l’importanza che la famiglia ebbe per il paese: bartolomeo Scari sindaco apostolico del convento dei frati minori, amministra il denaro che i religiosi non potevano toccare. girolamo (1798-1845) è ottimo giurista, professore a Graz e a Olmütz in Moravia, dove ricopre anche la carica di magnifico rettore; tra le sue pubblicazioni, una sul furto e una sulla bugia. filippo (1807-1836) abbozzò l’opera Sull’origine, la storia e lo sviluppo della lingua italiana. elisa Scari (1880) fu poetessa. un inciso: tra i Cles, eredi degli Scari in linea femminile, Guglielmo di Ottone Cles, notaio, insieme al fratello Nicolò e ad altre quattro persone stipulò nel 1373 un contratto con mastro Stefano di Prato per fondare in Cles una scuola di grammatica a favore dei propri figli e di eventuali altri aspiranti; nasceva una delle prime scuole del Trentino. Il testamento di Giacomo Scari Nel proprio testamento Giacomo Scari, rogato a Trento lunedì 14 luglio 1636 “nel convento delli reverendi padri Somaschi, nel andito inferiore”, decise di lasciare alla confraternita di sant’Antonio abate di Mezzolombardo diversi beni nel territorio rotaliano, che comprendevano edifici, ter-

reni e animali, atti a mantenere il beneficio istituito con l’atto di ultima volontà. Scari specificava però che la confraternita sarebbe stata obbligata a mantenere in perpetuo un sacerdote “di buona vitta et aprobatto, con il parer e consenso del molto reverendo signor piovano di Mezo Lombardo, qual reverendo sacerdotte ogni setimana sia obligatto et tenuto celebrare per l’anima del detto signor testatore, et di tutti li suoi parenti consanguinei messe quatro, et al fine della messa voltandosi il sacerdote dirà il deprofundis con reliquis, et suo aspergies in subfragio “…“con obligo anco al reverendo sacerdote che habbi da mantener la scuola, et insegnar alli poveri che non hanno da pagare, gratis”. Maria Teresa Il ritratto di uno degli uomini più importanti della nostra storia regionale, conservato a Castel Thun, è quello di Federico n.9 settembre 2010


di Prussia, suo acerrimo nemico; quando lei salì al trono imperiale egli avrebbe affermato: “Finalmente gli Asburgo hanno un uomo, peccato sia una donna”. La sua riforma scolastica, Legge 06.12.1774 contempla nel programma il principio dell’istruzione obbligatoria. Togliere i sudditi dall’ignoranza e renderli efficienti e adeguati alle esigenze dello stato è interesse soprattutto delle scuole superiori dalle quali la sovrana sperava di ottenere in tempi rapidi, efficienti impiegati e fedeli ufficiali. Grande spazio sarà riservato allora alla scuola primaria per adattare alle popolazioni governate dall’Austria la riforma già introdotta con ottimi risultati in Prussia grazie al pedagogista, abate Johann Ignaz Felbiger (1724-1788). Questi, passato agli Asburgo, rielaborò il manuale proposto ai prussiani, adattandolo al contesto politico dei possedimenti austriaci. L’OTTOCENTO Al tempo del governo bavarese l’esistenza di scuole normali a Mezzolombardo è documentata; nel 1807 beneficiarono di un contributo di 60 fiorini. Il 10 settembre 1823 Mezzolombardo divenne sede di un decanato foraneo, istituzione intermedia fra la diocesi e la parrocchia, estesa tra la bassa valle di Non e la Piana Rotaliana. Tra i vari compiti assegnati al decano va ricordato che in base al regolamento politico per le scuole elementari delle province austriache, pubblicato l’11 agosto 1805, il sacerdote rivestiva anche il ruolo di ispettore scolastico distrettuale. Con l’ordinanza ministeriale del 20 febbraio 1869 n. 19, le attribuzioni in materia scolastica assegnate ai decani passarono alle autorità politiche distrettuali e quelle gestite n.9 settembre 2010

fino ad allora dall’ordinariato vescovile divennero di competenza delle autorità politiche provinciali. Al decano di Mezzo lombardo pervenivano pratiche, circolari e lettere di varia natura in merito alla gestione delle scuole. Il decano doveva visitare periodicamente le scuole del proprio distretto ecclesiastico e tre teche conservano la traccia di questa attività, protrattasi dal 1825 al 1868. IL NOVECENTO La cronaca manoscritta del parroco di Mezzolombardo don Marco Sandri (1898-1919) informa: Fino all’anno 1906 le dodici classi della scuola popolare erano allogate circa alla metà del ‘Corso dei frati’ nelle due case dove di presente vi è il presidio degli imperiali regi cacciatori del Tirolo, e l’imperiale regio capitanato distrettuale. Nell’anno scolastico 1906/07 le scuole maschili s’insediarono nel palazzo comperato dal comune, che era di proprietà di Giacinto Donati, dove al piano terra c’è l’ufficio postale, e quelle femminili nella casa dell’ex caserma dei bersaglieri provinciali nella via alle Canevarie. Ma i locali scolastici non corrispondevano alle esigenze di legge e si pensò dopo molte perplessità di erigere un nuovo palazzo a fianco della sede giudiziale, palazzo che destinava un’ala anche all’asilo infantile. La rappresentanza comunale fra i vari imprenditori concorsi, scelse la Ditta Parmesani/Morandi di Rovereto che presentò il miglior disegno, e godeva di buona fama nel Trentino. Il preventivo fu fissato in corone 169 mille, a cui si dovranno aggiungere altre 20.000 [corone] pell’eventuale calorifero. Dopo lo scavo si pose la prima pietra, che si benedisse solennemente in mezzo ad una

folla di popolo, alla presenza di tutta la rappresentanza comunale, dell’imperiale regio capitano distrettuale, del corpo docente e della scolaresca il giorno 9 febbraio 1908 alle 1 pomeridiane. Il parroco don Marco Sandri tenne al pubblico il discorso d’occasione e dopo la benedizione si sottoscrisse dai rappresentanti comunali e dalle autorità scolastiche una pergamena che si segnò col timbro comunale. Questa venne chiusa in un astuccio di zingo e murata insieme a qualche moneta spicciola in un foro che si praticò nella prima pietra. I lavori dovevano terminare il primo ottobre 1908, in realtà continuarono fino all’agosto dell’anno successivo e il palazzo scolastico iniziò la propria attività nel 1909-1910. Al 7 novembre 1909 risale la sua inaugurazione ufficiale alla presenza delle autorità locali e dell’imperiale regio consigliere di luogotenenza Beniamino Dorna. Il parroco decano don Sandri benedisse l’edificio, assistito dal clero secolare e regolare: “si pronunziano discorsi e dal paroco, e dal consigliere di luogotenenza, e dal podestà Fiorini e dall’ispettore Narciso de Gasperi, dal dirigente della scuola e da Giuseppe Trentini direttore del gruppo della Lega nazionale e da Enrico Giacomuzzi preside della società d’abbellimento.” Nell’atrio della scuola è murata una lapide commemorativa, risalente al 1909: “Affinché / non pur le menti giovanili / al sapere s’informino / ma brilli nei teneri cuori / un raggio di bontà e di bellezza / Mezolombardo / fiera del proprio idioma gentile / eresse questa scuola / palestra di forti caratteri / e d’antiche virtù / MCMIX” Paolo Dalla Torre 39


IERI

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OGGI

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I.C. CIVEZZANO scuola primaria “Borsieri” IL LIBRO

Alla scoperta del passato I bambini della terza classe della scuola primaria “Borsieri” di Civezzano, guidati dalla mano esperta della maestra Barbara Luscia si sono lasciati affascinare dall’amore per lo studio del passato del paese in cui vivono, Civezzano appunto, e sono stati introdotti alla ricerca storica delle proprie radici con la preziosa collaborazione di persone che vivono nel paese o di chi si occupa di amministrazione. La realizzazione del progetto è avvenuta dopo un’attenta progettazione da parte della maestra Barbara che si è resa conto dell’importanza di inserire nel curriculum un progetto che si riferisce nel concreto al paese. Lo scopo è quello di aiutare ogni bambino a prendere coscienza della propria identità conoscendo sempre di più e più a fondo il territorio di appartenenza. Ecco allora che nasce dopo tante fatiche il testo realizzato dai bambini e dall’insegnante intitolato “Civezzano. Un passato che vive”.

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La partenza

Le uscite e gli archivi

Il percorso è iniziato in una splendida mattina d’autunno sul monte Celva, da cui si gode di una splendida vista su tutto il territorio circostante. Da lassù è possibile avere una visione d’insieme del comune di Civezzano, le diverse altitudini sul livello del mare, ragionare sull’antica suddivisione della comunità in tre colomelli e della popolazione distribuita tra le numerose frazioni. Il senso del percorso è proprio quello di scoprire a poco a poco il territorio ed è stato uno dei risultati ottenuti soprattutto con le diverse uscite “sul campo” realizzate dalla classe terza: ben sei tra settembre e aprile! Accrescere la conoscenza del contesto locale attraverso sia lo studio e la ricerca sia l’esperienza diretta e il confronto con gli oggetti e i soggetti effettivamente presenti sul territorio diventa in molti casi punto di forza che consolida le sinergie e i rapporti di cooperazione tra mondo scolastico e amministrazioni locali, associazioni e cittadinanza che possono valorizzare l’identità del territorio.

La scoperta del territorio si è sviluppato a partire dalla visita a Piazza Santa Maria, per poi proseguire nelle uscite successive con Palazzo Alessandrini e la Pieve dell’Assunta, il centro storico, l’antica nicchia raffigurante san Nepomuceno, castel Telvana e casa Caldonazzi. I bambini sono rimasti affascinati e in alcuni casi stupiti di quante volte erano passati tra le vie del paese senza accorgersi di tanti particolari. Dopo aver ascoltato le informazioni degli esperti che si sono prestati a guida, cioè lo storico Domenico Gobbi e il bibliotecario Alessandro Montanari, i bambini, che hanno sempre partecipato attivamente alla ricerca storica, hanno documentato le loro uscite con fotografie e disegni. Le visite non hanno riguardato soltanto i bei palazzi o la chiesa che spicca da lontano, la ricerca storica vera e propria ha previsto soprattutto alcune visite all’archivio parrocchiale con la guida dello storico Domenico Gobbi e del parroco don Guido. L’approccio dello storico si è basato principalmente sulla spiegazione e la definizione di cosa sia un archivio e dell’impor-

tanza che hanno i documenti che riguardano il paese e che permettono di riportarci indietro nel tempo raccontandoci storie lontane e più recenti. Emozionante per i bambini sfogliare il registro e le pergamene con sigilli in ceralacca tirati fuori dal grande armadio con la registrazione delle nascite, delle morti, dei matrimoni nella speranza di ritrovare qualche cognome conosciuto! Il lavoro dei bambini Di cosa si sono occupati i bambini in realtà? Le energie sono state convogliate sui numeri civici del paese di Civezzano nel periodo storico fra il 1700 e il 1800, a cui corrispondevano abitazioni occupate da una o più famiglie, quando ancora non esistevano le vie e tutte le case erano contrassegnate da questi numeri riportati su un registro. Attraverso la numerazione civica i bambini hanno potuto scoprire che gli edifici erano abitati spesso da molte famiglie e questo faceva emergere le difficili condizioni di vita della gente che vi abitava. Presso l’Archivio Parrocchiale i bambini, divisi in piccoli gruppi da sei, hanno cominciato a prendere confidenza con la particolare scrittura tondeggiante e svolazzante e a registrare nelle tabelle predisposte dallo storico i nomi di tutti i residenti. Questo lavoro ha n.9 settembre 2010


affascinato molto ma ha fatto comprendere ai bambini anche la difficile realtà che le persone si trovavano ad affrontare quotidianamente e che tanto differisce da quella che viviamo noi oggi, anche solo prendendo in considerazione i nomi dei nati, dei matrimoni e dei morti. Quindi dietro a un semplice numero civico si è aperto un mondo di informazioni, osservazioni, scoperte e conoscenze vere e proprie da cui è nato il confronto della vita del tempo passato con quella attuale. Il prezioso contributo La più ampia sezione del libro è stata dedicata alle tabelle d’anagrafe contenenti i numeri corrispondenti ai numeri civici, il cognome e nome del padre, quello della madre, le date di nascita e di morte, là dove era possibile esserne a conoscenza, dei figli. Finito di redigere le tabelle, è stato affrontato il lavoro successivo, cioè quello di trovare la corrispondenza tra i numeri civici del Registro Storico Parrocchiale e quelli presenti nell’Anagrafe Comunale. Tante sono state le notizie emerse e confrontando l’antica numerazione con l’attuale è emerso che non era mai stata fatta una mappa dei numeri civici di Civezzano. Ecco l’idea! I bambini avrebbero potuto redigerla e regalarla poi al Sindaco e all’Ufficio Anagrafe del paese. Il lavoro è stato organizzando suddividendo la mappa del paese in ottavi. Ogni ottavo è stato affidato a un gruppetto di tre o quattro bambini che, con il prezioso aiuto dei genitori, doveva inserire il numero civico su ogni pianta di edificio. La “caccia all’edificio” ha portato i bambini in giro per il paese con i loro nasini in su per scoprire scorci nuovi e conosciuti. Le parti prodotte da ciascun gruppo sono state poi riordinate e collocate sulla mappa generale manualmente. Grazie alla preziosa collaborazione di un papà e di un architetto si è potuto produrre un mappa nuova che, opportunamente incorniciata, è stata consegnata nella sede di n.9 settembre 2010

Castel Telvana al Sindaco che si è complimentato per il prezioso contributo. Le interviste e gli alberi genealogici Per non concludere la panoramica della ricerca storica con la fine del 1800 sono stati contattati dei nonni e delle nonne che ben disponibili hanno condiviso momenti della loro vita ormai passati e hanno raccontato avvenimenti di quando erano bambini; ricordi di un sapore ormai così distante dai giorni nostri, come i primi pantaloni lunghi indossati a quattordici anni o il sapore delle patate cotte con le “rave”. Dopo le interviste che hanno riportato al passato, nel consultare le pagine dell’Anagrafe Parrocchiale alcuni bambini hanno ritrovato i loro cognomi, facendo nascere in loro la curiosità di scoprire se ci fosse un legame di parentela fra loro e quelle persone di duecento anni fa! È nata la voglia di creare ben diciotto alberi genealogici, aiutati da mani esperte che sono stati interamente riportati nelle ultime pagine della pubblicazione. Gli scolari: Antonelli Adele, Bampi Sofia, Bebber Nikki, Betti Umberto, Caldonazzi Francesco, Camin Laura, Dallapiccola Alessio, Facchinelli Miro, Folgheraiter Aurora, Gardelli Valeria, Graff Mattia, Grazzi Gabriele, Huez Alessandro, Lissoni Gabriele, Lenzi Margherita, Macinati Christopher, Magnago Nicola, Molinari Daniel, Molinari Ester, Nadalini Anna, Nadalini Carlotta, Papini Alessio, Svaldi Matthias, Tava Maddalena, Zanella Alessandro. (N.B.) L’INSEGNANTE Un progetto su tre anni La ricerca storica, oggetto di questa pubblicazione, è maturata dopo mesi di progettazione, dopo essermi resa conto che era importante inserire nel programma della III classe della primaria, con i suoi

venticinque alunni, per l’anno scolastico 2009-2010, un curriculum settimanale, che si riferisse al nostro paese, con in progetto altri due percorsi che necessariamente dovranno concludere la trilogia nell’anno scolastico 2011-2012. Mi sono poi chiesta se il nostro impegnativo progetto, nonostante le eccellenti pubblicazioni edite in questi ultimi anni e riguardanti il nostro territorio, sarebbe stato in grado di dare ulteriori risposte alle giovani generazioni sulla conoscenza del passato di Civezzano. Scoprire l’identità Già durante il precedente anno scolastico si era cominciato ad osservare la realtà che ci circonda e da lì siamo ripartiti alla scoperta del nostro paese. Ripensando al cammino didattico di studio del territorio già realizzato, ho individuato la possibilità di ampliare ed approfondire l’argomento con una ricerca storica più mirata. La motivazione principale a questo impegnativo progetto era il desiderio di aiutare ogni bambino a scoprire la propria identità, in un paese in forte espansione edilizia in cui la scuola ha la grande responsabilità di far vivere a tutti lo stesso senso di appartenenza a Civezzano e a tutto il suo territorio. Le uscite sul territorio e le collaborazioni Le uscite sul territorio e la ricerca dei segni del passato hanno “pre43


parato” il lavoro di ricerca d’archivio e quest’ultimo è poi proseguito con l’analisi dei dati raccolti e la riflessione su questi. I bambini hanno partecipato con interesse a questa prima fase della ricerca. È un seme gettato… e senza dubbio rimarrà vivo in loro il ricordo e in me la speranza che qualcuno prosegua questo cammino. Per intraprendere e condurre a buon fine questo lavoro, mi sono avvalsa del contributo dello storico Domenico Gobbi. Il suo impegno e la sua partecipazione a molti nostri incontri, ha permesso di concludere questo percorso, che rappresenta la prima parte di un progetto più ampio, Senza la sua guida sapiente e la collaborazione di tanti altri non mi sarei mai avventurata in quest’impresa e così siamo partiti… Gli obiettivi nel dettaglio Gli obiettivi generali previsti erano: acquisire un insieme di strumenti per la conoscenza ambientale; arrivare alla formazione del senso storico come premessa allo sviluppo della conoscenza storica; acquisire il metodo storiografico; capire che i nostri luoghi di umanizzazione si incontrano con i grandi cicli della storia e che sono portatori ciascuno di contributi originali che si assommano di secolo in secolo. A questi si devono aggiungere gli obiettivi specifici come: collocare nella dimensione temporale un fatto storico; acquisire il concetto di fonte come concetto comprensivo di documento e di testimonianza; individuare le relazioni casuali nei processi storici; leggere, analizzare, confrontare documenti e testimonianze storiche utilizzando il metodo storiografico; conoscere le condizioni tipiche di vita di un’epoca determinata; capire che l’attuale condizione socio-ambientale ha origine dalla e nella cultura del passato. 44

Motivazioni e contenuti Nel paese di Civezzano la presenza di documenti scritti, di fabbricati e della tradizione orale, permettono uno studio ampio ed esauriente per appropriarsi dell’argomento scelto e permette di conoscere vari tipi di fonti, quella orale e quella scritta. Oltre a questo è possibile approcciarsi con metodo interdisciplinare, cioè storico-urbanistico e demografico-matematico, ai documenti comprendendo la differenza tra pubblico e privato e prendere visione dei fondi archivistici di enti pubblici, comunali ed ecclesiaistici mediante le visite guidate sul territorio. I contenuti della ricerca hanno interessato principalmente il paese di Civezzano dal punto di vista demografico nei secoli XVIII-XIX e primi decenni del XX. Metodo e strumenti l’insegnante ha guidato passo passo gli alunni nella ricerca storica partendo dalla spiegazione del termine demografico e puntualizzando gli elementi che si intendono approfondire con l’utilizzo delle fonti storiche per ricostruire e comprendere l’importanza e l’influenza delle famiglie e delle persone residenti nel paese sulla vita della borgata. Sono stati esaminati i documenti che si riferivano all’argomento trattato ma soprattutto sono state effettuate alcune uscite sul territorio per individuare le antiche abitazioni delle famiglie contadine e dei possidenti del paese. Tra questi c’è stata la visita a Castel Telvana, ad una casa padronale e le interviste ad alcune persone che rappresentano a tutt’oggi la memoria storica del paese. L’organizzazione ha previsto l’alternarsi di lavoro in classe e le uscite sul territorio, lavori di gruppo degli alunni nella lettura, trascrizione e individuazione dei dati con la presenza e consulenza costante

dello storico per la ricerca d’archivio, la conoscenza diretta di documenti che fanno parte dell’Archivio Storico Parrocchiale presso la Canonica della Pieve dell’Assunta e dell’Archivio Storico Comunale presso la Biblioteca di Civezzano e Fornace, sede di Civezzano. Materiale sussidiario e realizzato Il materiale con cui i bambini hanno lavorato è di due tipi, uno sussidiario come mappe, materiale documentario e fotografie d’epoca di Civezzano, fornite dalla Biblioteca Comunale di Civezzano e dai bambini, mappe catastali di Civezzano, pervenute grazie alla disponibilità della signora Mirta Caldonazzi, mamma di Maddalena Tava e documenti dell’Ufficio Tavolare di Trento e dell’Archivio Provinciale. L’altro è stato il materiale realizzato con la trascrizione di tutti i dati del Registro dei nati, dei matrimoni e dei morti, dal 1801 al 1881, le ricostruzioni di parziali alberi genealogici; l’elaborazione della mappa di Civezzano con i numeri civici attuali, realizzata con competente attenzione dall’architetto Claudio Gardelli, papà di Valeria, la narrazione integrale di tutto il percorso di conoscenza vissuto e i disegni a gessetto, realizzati dai bambini, di scorci significativi di Civezzano. Barbara Luscia Insegnante di scuola primaria I.C. Civezzano n.9 settembre 2010


OFFERTA VARIA

il concorso ASSFRON

Biodiversità a scuola Martedì 31 agosto 2010 presso la sala rosa del Palazzo della Regione si è svolta la conferenza stampa dell’associazione ASSFRON, ovvero Associazione Scuola Senza Frontiere. Lo scopo era quello di presentare il programma di attività di quest’anno sul tema della biodiversità, a cui l’ONU ha intitolato il 2010 preoccupata delle conseguenze sia sociali, sia economiche, sia ecologiche che culturali della perdita di biodiversità. Presenti la presidente dell’associazione Marina Borlotti Nardelli, Carlo Bridi, l’assessore Lia Giovanazzi Beltrami, Marco Depaoli, presidente del consiglio regionale e altri amministratori comunali, assessori, il vice direttore del Museo di Scienze Naturali e il direttore del Centro di Formazione Professionale UPT di Arco, Paolo Zanlucchi. L’associazione e la biodiversità ASSFRON è un’associazione costituita all’inizio del 2010 da un centinaio d’insegnanti, dirigenti scolastici, esperti del mondo del volontariato per dare un contributo teso a far crescere fra gli insegnanti ed i ragazzi la cultura e la sensibilità sulle tematiche della solidarietà, della pace, dei diritti e dei doveri, dell’ambiente e della biodiversità. Il soggetto privilegiato con cui l’associazione interagisce è la scuola perché ritiene importante sensibilizzare e informare i bambini e i giovani per arrivare a creare un modello di sviluppo ecocompatibile e un rapporto più solidale con i popoli dei paesi impoveriti. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha deciso di proclamare il 2010 Anno internazionale della biodiversità ed è per questo che Assfron ha deciso di affrontare alle radici il tema della biodiversità investendo principalmente sulla scuola e ricordando che, per citare solo qualche dato, ogni giorno scompaiono 74 specie di animali e/o piante e che per il 2050 la perdita della biodiversità procurerà un danno pari a 14 mila miliardi se procederà con il ritmo attuale. n.9 settembre 2010

Le attività nella scuola È prevista una duplice attività affidata ad ASSFRON, sostenuta dall’Assessore alla Solidarietà ed alla Convivenza, Lia Giovanazzi Beltrami: innanzi tutto un corso di aggiornamento per insegnanti approvato dall’assessorato all’Istruzione, sul tema della biodiversità che è iniziato il 17 settembre e si svilupperà per quattro venerdì consecutivi con l’intervento di esperti su tematiche come i danni di uno sviluppo incontrollato, la biodiversità nell’anno del Countdown 2010,e gli effetti sull’acqua e sul cibo per la sopravvivenza umana. In secondo luogo ci sarà la presenza dei volontari dell’associazione in almeno 150 classi per la trattazione del tema della biodiversità con il sussidio di un video della durata di 27 minuti che ha come titolo “Biodiversità: la sua tutela interessa tutti”, curato da Carlo Bridi che verrà proiettato nelle scuole per far comprendere l’importanza di affrontare ad ogni livello il tema della biodiversità, e di altro materia cartaceo. Col patrocinio del presidente del Consiglio Provinciale e la collaborazione dell’Assessorato Istruzione, è sta-

to indetto un concorso a premi per tutte le scuole sul tema della biodiversità con scadenza per la presentazione degli elaborati al 15 marzo 2011. Informazioni e bando di concorso: ASSFRON, piazza da Vinci n. 2, Trento Tel.: 0461/985043 (ore pasti) 3356625182 www.scuolasenzafrontiere.info www.scuolasenzafrontiere.it email: info@scuolasenzafrontiere.it; carlo.bridi@fastwebnet.it 45


Scheda

SEGNALIAMO

Storia e storie della scuola italiana - “Destinato agli studenti universitari; a chi affronta concorsi per l’insegnamento, per la dirigenza o per l’amministrazione; a chiunque lavora per la scuola; e – per il suo taglio intrigante e la riscoperta di pagine finora oscurate – a chi semplicemente ama la storia del nostro paese, che costituisce il filo conduttore della narrazione. Il libro, che si apre con una diffusa premessa sulle origini dell’istruzione pubblica nel mondo occidentale, costituisce un’assoluta novità nel suo genere…”

il libro SCUOLA ITALIANA

Storia e storie nel manuale di D’Amico Nicola D’Amico, presente anche nella tre giorni di EDUCA dal 23 al 26 settembre 2010 con un dialogo condotto da Giuseppe Tognon (Università LUMSA di Roma), autore anche della prefazione di “Storia e storie della scuola italiana” pubblicato di recente dalla casa editrice Zanichelli. Una sorta di “manuale” che solo Nicola D’Amico poteva scrivere con tale mole di analisi e riferimenti, ma anche con lo stile agile e divulgativo (aggiungerei pure “da cronista”, se questo non lasciasse fraintendimenti nel senso di poco rigore scientifico). Un libro davvero utile da tenere nella propria biblioteca (ammesso che ci siano ancora biblioteche nelle case e nelle scuole – ma ce ne sono, eccome!) e che oltre a documentare offre molti spunti per ricercare, analizzare, riflettere e confrontarsi sui tema legati all’istruzione e alla scuola. Siamo certi che ci sarà occasione per tornare sui contenuti, anche dopo il dialogo in EDUCA di venerdì 24 settembre, intanto presentiamo il libro con l’ultima parte della prefazione di Tognon e “il congedo” dell’autore ai lettori dopo la fatica di ben 800 pagine di testo. (m.c.) “Un volume che è un evento…”

Nicola D’Amico è stato per decenni uno dei più autorevoli commentatori di politica scolastica. Oltre a migliaia di articoli sui maggiori giornali italiani, ha scritto, tra l’altro, Storia dell’istruzione professionale in Italia (TEM Milano), Adolescenza di una scuola (SEI Torino), Mille anni di scuola a Milano (Comune di Milano ed.), Cento anni di scuola italiana (Ed. Il Sole 24 Ore), Chi ha cancellato le macchie di Rprschach? (Mursia, Milano). Nelle edizioni Zanichelli è autore di Insegnare (anche) con il giornale ed è coautore, con Cristina D’Amico, di uno dei più diffusi e duraturi manuali di educazione civica, oggi con il titolo Cittadinanza e Costituzione. Nicola D’Amico, Storia e storie della scuola italiana, Zanichelli, Bologna 2010, pp. 800, € 59,00 46

[…] Siamo talmente diversi dai nostri padri che conoscere meglio come eravamo è una preziosa opportunità. Siamo alla soglia di tali cambiamenti che legare il nostro destino a riforme senza memoria sarà sempre più pericoloso. Che cosa abbiamo in definitiva di più solido di una scuola comune, da curare e da ricostruire? Che cosa di più adeguato all’esercizio di una responsabilità personale e collettiva? La scuola è il sistema sociale che incarna il cambiamento e che ha come emblema lo sviluppo dell’intelligenza, la costruzione della personalità, la realizzazione del successo personale. Questo libro ha un valore particolare. Manifesta, infatti, un’audacia e una consapevolezza rare. Solo un uomo che ha vissuto a lungo e intensamente da aver avuto conoscenza diretta del proprio Paese, del costume e soprattutto della scuola, poteva non essere più preoccupato dei fantasmi dell’accademismo e impegnarsi in un’opera che, con tutti i suoi limiti, più che l’opera di un singolo appare un’impresa solitaria al pari di quelle dei grandi esploratori intorno al mondo. In questa “storia di storie” si risente l’eco di una lunga e antica tradizione di cronache e di racconti che hanno accompagnato l’Italia nello sviluppo dei suoi confini interiori e materiali, che hanno fatto crescere i dialetti senza negarsi a una lingua nazionale, che hanno reso la vita degli italiani più ricca e più articolata. Come una grande stele luminosa piantata in un campo arato da talpe timorose, questo libro non invita a meditazioni malinconiche, ma a un risveglio di interesse e di protagonismo tra gli storici, tra i docenti, tra i genitori. Il carattere monumentale e insieme la volontà di non farlo passare per un’opera di erudizione; la divertita abilità del suo autore di divern.9 settembre 2010


Le parole per dirlo p. 736 sificare e di ricondurre al nocciolo le questioni e a giudizi lapidari i protagonisti; il gusto per il dettaglio e per l’anello mancante anche se la catena non è mai completa; la passione (ma anche lo scrupolo) per il susseguirsi delle leggi e delle circolari, tutte indicate con il loro numero e il loro titolo, o per la comparazione dei testi normativi; l’acribia tutta italica nel contare gli anni, i mesi e i giorni della durata al potere di ministri e di governi; il rimarcare acuto del grande via vai dei soliti noti attorno al capezzale della scuola e insieme il gusto e la passione per recuperare dalle retrovie figure solo minori e per non indulgere su protagonismi già tanto celebrati; l’andare e venire sicuro avanti e indietro, per presentare i fatti cronologicamente o per materia; tutto questo e molto altro ancora rendono questo volume un evento. Agli storici professionisti esso può servire per provare una doverosa vergogna davanti all’oblio a cui hanno condannato la storia della scuola, non degna ai loro occhi della considerazione che merita. Ai pochi storici dell’educazione questo volume è un invito ad abbandonare il nozionismo per servire con spirito critico la causa della scuola. Ai pedagogisti esso ricorda che vano è il discettare di scienze e di filosofie dell’educazione se non vi è un popolo disposto a credere nelle sue virtù e in una storia condivisa. Molti saranno coloro che si serviranno di questo libro alla luce del sole o sotto la lampada delle loro scrivanie. Ma l’auspicio mio e dell’autore è che tra i lettori si possano contare, soprattutto, tanti di coloro che alla scuola hanno dedicato e dedicano la propria vita. Giuseppe Tognon Università LUMSA di Roma

Congedo “L’istruzione pubblica quale oggi la conosciamo è un fenomeno abbastanza recente. Da quando in Occidente i monarchi illuminati – e di ciò siamo loro riconoscenti – scoprirono essere interesse dello Stato occuparsi di scuola popolare, i governi della maggior parte dei Paesi se ne occuparono, altri la occuparono (com’è avvenuto nel nostro). Ma è solo una questione di misura. Come chiunque può aver constatato, è la scuola – per dirla con Croce (Pagine sparse) – la vera cartina di tornasole con la quale gli schieramenti ideologici destinati all’ordinamento delle società rivelano la loro fisionomia. Pronti ad accedere a ogni compromesso quasi su ogni altro campo, partiti e movimenti che producono politica sono tetragoni, seminario inflessibili su alcuni punti fermi – e costanti nel tempo – che concernono 14.30-17.00 Sala Convegni Palazzo Fedrigotti la scuola, principi che rispondono a visioni sociali e culturali predeterminate. Legittimamente. L’importante è che quando pronunciamo la paroodore di intolleranza la “scuola” sia chiaro a noi stessi di che cosa stiamo parlando. Perché una cosa è Incontrovertibile. Questa araba fenice “eppurCanestrini, si muove!”. È, alla Con Duccio Carlo Casti, Marco Ferrero fine e soprattutto, un mondo vivo di uomini e donne, adulti, giovani e Cavolo, minestrone, fritture,stesso bollito:temgiovanissimi; una società nella società – conclusa e aperta nello nelle nostre case si sentono sempre po – fatta di vizi pubblici e di molte private menovirtù, gli odoriforse della senza cucina altre di una anavolta. Assuefatti all’insapore, respingiamo logie nella realtà sociale di un Paese. Un mondo che il cronista, districananche gli odori delle altre tradizioni dolo dalla camicia di forza delle leggi e culinarie della fatalità degli che sempre più accadimenti spesso riempiono le scale dei palazzi e gli spazi esterni, ha tentato, come in un’intima “storia di famiglia”, di raccontare, aperti da noi abbandonati e ora abitati quasi mai di giudicare.” da persone di altri Paesi. Questa diffusa […]

insofferenza olfattiva è in fondo segno di una crescente intolleranza. Possiamo rieducarci ad una naturalezza più saporita e accogliente? dialogo

semina

14.30-17 Fondazio di trento

patrie

Con Doun Marco Wo Fano AGE

La presenz società di familiari e s occidental di altre zon rischia di g perdere la a chiuders per i legam occorre gu per costru pacifica e di essere g distanti da

14.30-16.00 Palazzo todeschi

storia e storie della scuola italiana Con Nicola D’Amico, Davide Guarneri Coordina Giuseppe Tognon Da quella di Gentile ad oggi sono state molte le riforme della scuola nel nostro Paese. Alcune applicate, altre tentate, ciascuna comunque espressione di un’idea di persona e di società. Ma quali sono state ieri, quali sono oggi e quali dovrebbero essere domani le funzioni della scuola dentro la società? Se ne discute a partire dal libro di Nicola D’Amico “Storia e storie della scuola italiana”. 16

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la recensione POP CORN A SCUOLA

Un saggio di Roberto Gris sul cinema Finalmente! mi verrebbe da esclamare una volta concluso il saggio La pedagogia dei pop corn di Roberto Gris (Trento, Erickson, 2010); dopo tanti testi in cui esperti di educazione esortavano a utilizzare il film in classe e tanti testi in cui esperti di cinema coprivano di insulti la scuola perché ancora restia ad accogliere il testo audiovisivo, finalmente qualcuno che affronta il problema del “come” far accomodare la settima arte tra i secolari banchi scolastici. La chiave di lettura La chiave di lettura del saggio di Gris sta, a mio parere, nella premessa: “Attenzione!”, scrive l’autore, “questo libro contiene idee per trasformare il cinema in un congegno formativo. La riproduzione di queste idee, sia per uso domestico che in luoghi pubblici, non è vietata dalla legge.” Oltre a toccare un tema per niente superato della condivisione del materiale didattico tra docenti, pone da subito in chiaro l’operazione chiave che deve compiere un formatore: trasformare il cinema in un congegno formativo. Credo sia un inizio per niente banale o scontato, anzi; da molti anni il cinema ha fatto il suo ingresso in classe ma non per questo si è conquistato un un ruolo preciso. Spesso l’unico atto del cinema è stato proprio quello di entrare in aula per coprire due ore di lezione magari a fine anno a programma terminato; in casi migliori, ha messo piede a scuola durante eventi speciali quali la giornata della Memoria – o ancora per accompagnamento – con l’aggiunta delle immagini, di quanto riportato nel manuale. L’operazione di “trasformare il cinema in un congegno formativo”, avviene in pochi casi, perché in generale si pensa che il film sia talmente potente da non aver bisogno di essere mediato dalla didattica del docente; se per un testo narrativo di un’anto48

logia si spende un pomeriggio a selezionare e inserire dettagli in percorsi didattici strutturati, per un film spesso ci si accontenta di segnare alcuni dati tecnici e di preparare una scheda post visione con domande per lo più legate alla trama. In poche parole, come sottolinea Gris, si usa il cinema passivamente e non lo si considera per quello che è: un linguaggio con peculiari caratteristiche da conoscere e reimpostare in chiave didattica e formativa. Condivisione intersoggettiva “...in un’ottica pedagogica un testo cinematografico è solo la forma di partenza, la spinta generativa dei processi formativi e del dialogo pedagogico che trasformano quel testo in forma nuove, il cui senso immer weiter (sempre e di nuovo) dobbiamo ricercare intersoggettivamente.” Gris sottolinea più volte l’importanza della condivisione intersoggettiva, a maggior ragione, in un periodo in cui la fruizione dell’opera cinematografica da parte dei giovani è quasi sempre individuale. Insiste anche, sulla confusione tra un rapporto abituale giovane- tecnologia ed una conoscenza consapevole del linguaggio; esercizi di decostruzione e costruzione, di ri-racconto, aiutano il discente, a passare da un piano cognitivo ad uno metacognitivo, con il fine di una costruzione del pensiero critico.

Infine interessante è la parte dedicata agli adulti, i formatori: comprare il biglietto come prima regola, sottolinea Gris, per non pretendere di rendere consapevoli i ragazzi di qualcosa che non possediamo nemmeno noi, avvicinarsi al linguaggio cinematografico, inserire alcuni film in quella che l’autore definisce, riprendendo Dallari, la poetica personale. Uno sguardo specifico Per una volta un testo di pedagogia del cinema quale è La pedagogia dei pop corn, (a parte i riferimenti meno precisi alla teoria cinematografica) non è solo un elenco di film “scolastici”, nè la trasposizione scritta di esperienze compiute (entrambi aspetti utili ma non esaustivi), ma è una riflessione sulle difficoltà di una integrazione della settima arte in aula dovuta, a volte, al fatto che l’adulto è privo di quella caratteristica che Gris riferisce ai bambini, ma che, non si offenderà nessuno, allargherei ai più grandi: usare “lo sguardo in modo specifico”. La stessa Mary Poppins, al bambino non credeva nelle potenzialità di un dipinto, ricordava che la realtà che non è sempre come sembra; e da lei, didatticamente, possiamo solo imparare. (T.C.) Roberto Gris; La pedagogia dei pop corn – Il cinema come strumento formativo, Erickson Trento 2010; pag. 205 € 17,50 n.9 settembre 2010


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Le schede L’ÉCOLE VALDÔTAINE L’école valdôtaine Cahier Pédagogique nouvelle série n°85 - 2010 Settembre 2010 è dedicato a “Chi sono i nostri alunni”. Un numero, come dice Giovanna Sampietro direttore della pubblicazione, “per riflettere sui nostri alunni e raccontare esperienze, attività e azioni che li hanno coinvolti e che hanno contribuito a far crescere loro e i loro insegnanti”. Tre i punti di vista affrontati: “Visti da fuori” con interventi di esperti tra cui Gustavo Pietropolli Charmet, Mauro Ceruti e Umberto Galimberti sull’accompagnare i giovani alla comprensione della complessità del mondo; “Ma cos’hanno nella testa?” con ragionamenti a proposito del versante emotivo degli adolescenti e del loro mondo; “Le regole del gioco” spunti sulla professione insegnante nella consapevolezza del ruolo della scuola per gli alunni e per la società. L’école valdôtaine, 77, rue Festaz – 11100 Aoste - tél. 0165/43926 –fax 0165/40732; web: www.scuole.vda.it/Ecole/home.htm E-mail: ecolevaldotaine@regione.vda.it

RASSEGNA Quadrimestrale dell’Istituto Pedagogico provinciale per il gruppo linguistico italiano Numero di aprile 2010 sul Secondo ciclo di istruzione e formazione con l’editoriale“Una riforma da costruire” e contributi: L. Guerra ”Un nuovo progetto formativo per la scuola secondaria”, S. Baur “Riflessioni sull’azione pedagogica nel secondo ciclo in Alto Adige”, F. Farinelli con “Sistema formativo integrato, una questione sempre aperta”, M. Ambel con“Apprendere ed essere valutati per competenze nel biennio: un progetto” e P. Lorenzi con“Aspetti del riordino del secondo ciclo in Alto Adige”. A seguire, “La bozza della legge provinciale: qualche suggerimento”a cura dei ricercatori dell’Istituto Pedagogico in lingua italiana. In Rubriche: le Schede, la Didattica e i Personaggi con i contributi di G.: “Georg Scedereit Institut”, il miglior luogo di confronto per libri di testo da tutto il mondo; C. Fiorentini: “Verso nuovi curricoli dopo le recenti indicazioni provinciali – Un esempio per l’insegnamento scientifico nella scuola di base” e G. Bussatori: “Hartmut von Hentig: la pedagogia come processo rivoluzionario”. Rassegna: Via del Ronco 2 - 39100 Bolzano; tel. 0471/411440-1-4 (direzione e segreteria), 411234 (redazione), 411448 (biblioteca), 411440 (fax) e-mail: redazione.i.p.@provincia.bz.it - web: www.ipbz.it

SCUOLA & AMMINISTRAZIONE Mensile di cultura e informazione per la gestione tecnico-amministrativa della scuola Sul numero Luglio-Agosto 2010, tra l’altro, le Misure di accompagnamento al riordino del sistema scolastico della scuola secondaria superiore 2010/’11; seguono tra le altre informazioni tecniche, una selezione di articoli legislativi tratti dai Decreti interministeriali firmati dai ministri dell’Istruzione, Università e Ricerca e dell’Economia e Finanze. Indirizzate ai Direttori generali degli Uffici Scolastici Regionali, anche le “Disposizioni sulla ridefinizione dell’orario complessivo annuale delle lezioni presso gli istituti tecnici e professionali per l’a. s. 2010/2011” - In merito a Istruzione e Formazione professionale, le disposizioni per la messa a regime dei livelli essenziali dei percorsi didattici contenute nel testo dell’Accordo tra il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, riguardante il primo anno di attuazione dei percorsi di istruzione e formazione professionale. Nei laboratori della didattica “Una formazione che trasformi”: una mappa che orienti la formazione/trasformazione didattica e possibili criteri di scelta dei contenuti curriculari. Scuola e Amministrazione: e-mail: info@carraeditrice.it - web: www.carraeditrice.it n.9 settembre 2010


DA SEcON E EDIzION

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Facoltà di Scienze Cognitiv

mento Percorsi di aggiornauo periori per docenti delle sc le su

LO STUDIO DELLA MENTE E L’ARTE DELL’INSEGNARE cOGNITIvE zE

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rivolti agli insegnanti delle percorsi di aggiornamento o scolastico 2010-2011, l’ann per one, e. prop azion itive form ); La Facoltà di Scienze Cogn ze della cognizione e della nno 2010 e primavera 2011 ricerca nell’ambito delle scien turati in due moduli (autu scuole superiori su temi della tipi: 1) incontri tematici strut due di sono o t’ann ques I percorsi offerti nto in piccoli gruppi. 2) laboratori di approfondime ROvERETO o modulo) TRENTO IO INAR SEM LO TITO E Martedì 19 ottobre 2010 RELATORE Lunedì 18 ottobre 2010 Prof. Roberto Cubelli la didattica e a ntific scie ca ricer la orto tra Scienza e società. Il rapp Venerdì 29 ottobre 2010 Giovedì 28 ottobre 2010 Prof. Francesco Pavani e facilitare rare cattu e com di lema Fate attenzione! Il prob quotidiana l’attenzione nella didattica Giovedì 4 novembre 2010 Mercoledì 3 novembre 2010 Prof. Massimiliano Zampini vedono che ascoltano, orecchie che i man ano, tocc che i Occh bina i sensi Venerdì 12 novembre 2010 Come la nostra mente com Giovedì 11 novembre 2010 Dott.ssa Katya Tentori ha? ni Come si misura? Che origi Venerdì 19 novembre 2010 L’intelligenza. Che cos’è? Giovedì 18 novembre 2010 Dott.ssa Katya Tentori ? ento nam ragio es. Quali forme di L’errore di Sherlock Holm 25 novembre 2010 23 novembre 2010 Giovedì Dott.ssa Lucia Savadori non dovremmo Martedì hé abbiamo paura di ciò che Psicologia del rischio. Perc che dovremmo? e non abbiamo paura di ciò

INcONTRI TEMATIcI (prim

o modulo) INcONTRI TEMATIcI (second

ROvERETO TRENTO IO Martedì 8 febbraio 2011 RELATORE E TITOLO SEMINAR 2011 raio febb 7 Lunedì Prof. Massimiliano Tarozzi tità iden e molt are nella scuola delle Esistono le culture? Educ Mercoledì 16 febbraio 2011 Martedì 15 febbraio 2011 Dott.ssa Maria Garraffa e lingue. Analisi delle interlingu delle le Babe nella liano L2 e L’Ita no com per l’acquisizione dell’Italia Martedì 22 febbraio 2011 e prospettive pedagogiche Lunedì 21 febbraio 2011 Dott. Francesco Vespignani iero pens e Relazione tra linguaggio Se parli male pensi male? Giovedì 3 marzo 2011 Mercoledì 2 marzo 2011 Prof.ssa Maria Paola Paladino ni pregiudizi e discriminazio re osce ricon e Com io? Razzista nei confronti del diverso Venerdì 11 marzo 2011 e Giovedì 10 marzo 2011 Prof. Marco Dallari i. Collaborazione di figure agin imm alle gono strin Quando le parole si ne narrativa (e didattica) parole nella comunicazio dia Cattani Mercoledì 16 marzo 2011 cesco Pavani, dott.ssa Clau Fran prof. Martedì 15 marzo 2011 Job, o Rem Prof. pratica Non solo teoria, non solo te men e può guidare lo studio della Come l’arte dell’insegnar SEDE E ORARIO .30) ia, via Verdi, 26 (ore 16.00-18 0-17.30) Trento: Facoltà di Sociolog , corso Bettini, 84 (ore 15.0 Cognitive, Palazzo Istruzione Rovereto: Facoltà di Scienze

IMENTO (percorsi di 12 ore) LABORATORI DI APPROfOND amo LABORATORIO 1 ieri controllano ciò che vedi

. Come i nostri pens Immagini: istruzioni per l’uso rolla i nostri pensieri e come ciò che vediamo cont novembre Dott.ssa Francesca Bacci dì 4 novembre; martedì 9 re; martedì 26 ottobre; giove Date incontri: giovedì 21 ottob

ScADENzA IScRIzIONI

Incontri tematici: dì 11 ottobre 2010 • 1° modulo: lune dì 31 gennaio 2011 • 2° modulo: lune

nto: Laboratori di approfondime lunedì 11 ottobre 2010 • laboratorio 1: lunedì 8 novembre 2010 • laboratorio 2: raio 2011 laboratorio 3: lunedì 7 febb •

INfO claudia.cattani@unitn.it http://portale.unitn.it/cogsci - sezione Eventi

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su casi concreti e rapportarsi? Confronto L’adolescente a scuola: com no Cainelli ana La Femina, dott. Stefa Flori ssa dì 2 dicembre dott. ti, Venu a Prof.ssa Paol ; giovedì 25 novembre; giove mbre; giovedì 18 novembre nove 11 dì giove ntri: inco Date e chiavi di lettura LABORATORIO 3 insegnante nell’offrire nuov ra dei giovani. Il ruolo dell’ La scuola incontra la cultu ri Dalla o Marc o Prof. Roberto Cubelli, prof. edì 1 marzo; martedì 8 marz raio; giovedì 24 febbraio; mart Date incontri: giovedì 17 febb ore 15.00-18.00 Facoltà di Scienze Cognitive, SEDE E ORARIO: Rovereto,

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LABORATORIO 2

n.9 settembre 2010


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