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PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

didascalie Rivista della scuola in Trentino

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n.

museile e scuo

luglio/agosto 2010

AUT DR/CB Centrale/PTMagazine EDITORI/213/2006 08/02/2006

Taxe perçue – tassa pagata

n.7-8 luglio/agosto 2010

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SOMMARIO

DIDASCALIE

Rivista della scuola in Trentino Periodico mensile Anno XIX, numero 7-8 luglio-agosto 2010 Rivista promossa dalla Provincia Autonoma di Trento (L. P. 3 maggio 1990, n.15, art. 22) Autorizzazione del Tribunale di Trento n. 745 dell’11.1.1992 Direttore responsabile: Giampaolo Pedrotti Coordinatore: Mario Caroli E-mail: mario.caroli@provincia.tn.it

la notizia:

Musei e Scuole: Collaborazione reciproca preziosa

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fondazione del museo storico del trentino

/il direttore: Cambia il nome e la mission /l’offerta didattica: Laboratorio

2-7

museo storico della guerra rovereto

/il direttore: Disponibilità da usare al meglio /l’offerta didattica: Collezioni, archivio, territorio

8-11

museo diocesano tridentino

In redazione: Norma Borgogno Patrizia Lucca Manuela Saltori (segreteria)

/ilvicedirettore: Lettura dell’opera sacra /l’offerta didattica: Arte come risorsa educativa

12-15

castello del buonconsiglio

In questo numero: Quinto Antonelli, Gabriella Belli, Mario Caroli, Lorenza Corradini, Nello Fava, Giuseppe Ferrandi, Franco Finotti, Nicoletta Franchini, Francesca Jurman, Marina Galetto, Giovanni Kezich, Michele Lanzingher, Chiara Leveghi, Cristina Marchini, Jacopo Mantoan, Franco Marzatico, Luisa Moser, Giovanna Nicoletti, Cristina Pasolli, Massimiliano Pilati, Anna Pisetti, Domenica Primerano, Monica Ronchini, Carlo Tamanini, Monica Tamanini, Alberta Voltolini, Camillo Zadra

/il direttore: Il vetro, ma anche Castel Thun /l’offerta didattica: Partecipazione attiva al museo

16-20

soprintendenza beni librari, archivistici e archeologici

/l’offerta didattica: Archeologia, risorsa per la scuola

21-23

museo tridentino scienze naturali

/il direttore: Un luogo dove porsi domande /l’offerta didattica: Reti e collaborazioni

24-29

museo civico rovereto

Redazione: Via Gilli 3, 38121 Trento tel. 0461/497268 - 69 fax 0461/497267

/la direttrice: Meno business scolastico /l’offerta didattica: Un museo al contrario

30-33

museo di arte moderna e contemporanea

Realizzazione e Stampa Litografia Effe e Erre - Trento Per richiedere la rivista Didascalie telefonare o mandare un fax o scrivere a: Redazione Didascalie, Palazzo Istruzione via Gilli, 3 – 38121 Trento E-mail: didascalie@provincia.tn.it Didascalie è stampata su carta ecologica, sbiancata senza cloro

/il direttore: Lavoriamo direttamente coi ragazzi /l’offerta didattica: Luogo d’incontro

34-37

museo degli usi e costumi della gente trentina s.michele all’adige

/il direttore: Corpo a corpo con gli oggetti /l’offerta didattica: Laboratori, percorsi, mostre

38-40

museo alto garda

/l’offerta didattica: L’importanza del laboratorio

castello di avio Le foto di questo numero sono di: archivio Didascalie, fornite dai diretti interessati e/o da rispettivi uffici stampa o fotografi ufficiali.

/l’offerta didattica: F.A.I. Al Castello arte storia e natura

parco naturale adamello-brenta

/l’offerta didattica: Villa Santi

agenzia provinciale per l’ambiente

42-43

/l’offerta didattica: Per lo sviluppo sostenibile

44-45 41 46-47

associazione agriturismo trentino

/l’offerta didattica Fattorie, apprenderne i valori 48- terza di copertina

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

altre proposte

didascalie Rivista della scuola in Trentino

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n.

la scuola al museo

luglio/agosto 2010

AUT DR/CB Centrale/PTMagazine EDITORI/213/2006 08/02/2006

Taxe perçue – tassa pagata

n.7-8 luglio/agosto 2010

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/Campana dei caduti, Parco Paneveggio, Museo scuola, Luserna quarta di copertina

In copertina in alto: un’immagine del parco legato al liceo “Galilei” di Trento inaugurato a fine anno scolastico con il Museo Tridentino di Scienze Naturali (vedi pp. 27-29); a destra, sempre in alto, l’immagine di una mostra all’interno delle Gallerie gestite dalla Fondazione Museo storico di Trento (vedi pp. 5-7); in basso: un’immagine di una ragazza al Museo degli Usi e costumi della gente trentina (vedi p. 40) e studenti al Museo di Scienze di Trento. n.7-8 luglio/agosto 2010


LA NOTIZIA

editoriale MUSEI E SCUOLE

Risorse reciproche preziose Per il terzo anno consecutivo didascalie dedica un numero monografico all’offerta didattiche che i Musei (ma anche i Parchi, l’Agriturismo ed altre strutture diffuse sul territorio) pensano e realizzano per le scuole e molto spesso anche con le scuole. Nel numero speciale di quest’anno abbiamo introdotto una novità che proveremo a spiegare in seguito: un’intervista ai direttori dei Musei sul rapporto con le scuole. Per alcune realtà abbiamo dato solo le informazioni essenziali, in qualche caso per motivi di spazio in altri invece perché la struttura non ci ha fornito per tempo il contributo. Comunque, avremo modo di ritornare sulle realtà ora sacrificate con servizi ad hoc nel corso del nuovo anno scolastico. Direttori davvero “appassionati” Diciamolo subito. La cosa che ci ha colpiti immediatamente, e in termini molto positivi, nelle interviste che abbiamo fatto ai direttori dei musei è stato il fatto di aver ragionato non con freddi manager e burocrati dirigenziali d’apparato, ma con protagonisti convinti e appassionati dell’oggetto del contendere. Non che ci aspettavamo il contrario, ma avevamo la preoccupazione di trovarci di fronte dei direttori con i loro grafici e i numeri a più cifre dei visitatori, con l’elenco sterminato delle iniziaitive e attività e con tante belle foto. Invece no: tutti, proprio tutti hanno dimostrato di ritenere davvero la scuola un interlocutore serio e privilegiato del proprio museo. Non solo. Nessuno è sembrato seduto sugli allori anche se la tentazione ci stava tutta, dal momento che la scuola porta comunque tanti utenti e vivacizza anche in termini di visibilità una struttura museale in periodi magari “morti” e senza una mostra particolarmente attraente, tira per il braccio anche gli adulti/genitori che si lasciano volentieri coinvolgere nei laboratori e nelle mille trovate che con cura e con tanta creatività i musei – anche qui, tutti i musei, almeno quelli interessati ai servizi riportati in questo numero monografico – offrono alla scuola, ma non solo. E adesso, disponibilità reciproca per un salto di qualità Da parte nostra, dunque, siamo soddisfatti di aver scelto ancora una volta di non fare una brutta copia delle guide e dei cataloghi che ogni struttura realizza per conto proprio e invia alle scuole. Siamo contenti di aver introdotto alcuni elementi di riflessione coi responsabili dei musei, che magari andranno ripresi anche coi docenti e dirigenti scolastici sugli aspetti dell’operatività in questa relazione musei/scuole, che si rivela virtuosa per entrambi i protagonisti e, in definitiva, per tutta la comunità trentina. Ci sono, però, alcuni punti nevralgici sui quali abbiamo provato a ragionare coi direttori dei musei, che sembrano oggi tornati con forza alla ribalta, ma che son destinati a rimanere tali anche nell’anno scolastico che sta per iniziare: il problema dell’insegnamento della storia locale, del suo indissolubile intreccio con l’insegnamento/apprendimento della storia nazionale europea e mondiale, il ruolo della scuola e quello delle strutture del territorio (come i musei ed altri luoghi della memoria, della conservazione e della ricerca); il problema della sinergia fra strutture pubbliche e private che di fatto operano nei confronti delle scuole e del territorio sulla stessa finalità, ma con metodologie differenti; il problema della scuola come luogo di ricerca – essa stessa – per una collaborazione più proficua poi coi musei; il problema del marketing e del business scolastico spesso evocato in qualche intervista, ma non esplicitato fino in fondo. Ce n’è abbastanza per proseguire con passione e trasparenza in questa riflessione. Mario Caroli


FONDAZIONE MUSEO STORICO DEL TRENTINO

il direttore FERRANDI

Cambia il nome e la mission GIUSEPPE FERRANDI, direttore della “Fondazione Museo storico del Trentino”. Con lui, insegnante di storia e filosofia negli istituti superiori, non è difficile andare subito al sodo, parlare di ciò che il Museo ha dato alla scuola, ma anche di ciò che la scuola ha gradito o meno dell’offerta fin qui costruita. Allo “Storico” la tradizione della produzione di strumenti didattici per le scuole è bene radicata, tanto che da sempre si è subito parlato di “Laboratorio storico” e le pubblicazioni sono ancora tante, anche se negli ultimi anni registriamo un leggero rallentamento di questi strumenti sulla metodologica dell’insegnamento, contro un allargamento dell’attività complessiva del Museo e della Fondazione. E iniziamo l’intervista partendo proprio da qui, dal passaggio alla “Fondazione”. L’intervista è stata registrata venerdì 18 giugno 2010.

Il sito, le gallerie, Ca’ dei mercanti… spieghiamo agli insegnanti il passaggio da “museo storico in trento” a “fondazione museo storico del trentino”. cosa cambia concretamente?

Al di là del mutamento di forma giuridica e del cambiamento di nome, questo passaggio è stato importante per almeno due aspetti direttamente collegati all’essere museo. Il primo perchè ci ha permesso di completare e consolidare un progetto avviato da tempo. Il Museo 2

storico in Trento (erede del Museo del Risorgimento fondato nel 1923) dagli anni ‘90 non aveva una sede espositiva e quindi ha scontato, nel rapporto con il mondo della scuola, con il mondo della formazione, l’impossibilità di contare su un percorso espositivo museale. Come Fondazione Museo storico del Trentino (nata nel 2007) stiamo completando i lavori in modo da inaugurare nella primavera del 2011 il nuovo museo a Cà dei mercanti dedicato al Novecento, mentre possiamo già contare su “Le Gallerie” di Piedicastello, che dal dicembre 2009 sono aperte in modo permanente.

Il secondo aspetto è più di sostanza, ed è al cambiamento di missione e di estensione dell’azione culturale indicato nel cambiamento di nome. Per dare forza e consistenza al progetto abbiamo sviluppato una doppia idea di rappresentazione della storia. Idee assolutamente complementari che si sviluppano nei due siti: “Le Gallerie” dedicate ai linguaggi della multimedialità, alla dimensione laboratoriale e a quella partecipativa, l’altro, quello vicino al Castello del Buonconsiglio (la sede di Cà dei mercanti), più “museale” perché ha a che fare con la rappresentazione e l’utilizzo del patrimonio e delle sue collezioni. Il Museo storico in Trento, come si è ricordato, era l’erede del Museo del risorgimento e aveva una forte vocazione per la storia contemporanea, cosa che come istituto di ricerca avevamo mantenuto; ma era inevitabilmente legato a una parte della tradizione storica del Trentino, la parte che si ricollegava alla tradizione risorgimentale, a quella battistiana e del movimento resistenziale, non con connotazioni politiche particolari, ma culturalmente era la traduzione del museo immaginato da Cesare Battisti a inizio del 900, successivamente realizzato da Bice Rizzi. Poi, però, grazie a Vincenzo Calì il museo aveva già avuto una forte evoluzione, pensiamo al nostro laboratorio didattico che per anni è stato un punto di riferimento a livello nazionale per la didattica della storia contemporanea. Ora essere un museo storico per il Trentino significa inserire i riferimenti a questa tradizione in un contesto più ampio e diventare il museo-punto di riferimento delle comunità trentine. Storia locale: non partiamo da zero e non enfatizziamo la scuola vive una fase particolare di trasformazione (piani studio, riforma ecc.) nella quan.7-8 luglio/agosto 2010


le è tornata centrale la storia regionale, la storia locale, l’identità storica dei territori… cosa vuol dire per un museo storico? una nuova responsabilità?

Siamo stati coinvolti nei vari livelli che il Dipartimento istruzione ha attivato per poter ragionare sui profili, sui contenuti, sul confezionamento della proposta relativa alla storia, sia la storia generale sia la storia locale. E’ una sfida che abbiamo accettato con impegno e serietà, vista la delicatezza del tema. Mi permetto di registrare che sul tema della storia locale vi è un’eccessiva enfasi. Si dà quasi l’impressione che si stia partendo da zero quando in realtà le esperienze concrete che la scuola, il territorio, le istituzioni museali hanno saputo attivare sono molto più avanzate e consolidate. Non c’è quindi un vuoto assoluto da riempire improvvisamente e in modo forzato, ma un’offerta culturale formativa da migliorare e da rendere più ricca. Su questo e su altre questioni il museo storico del Trentino non vuole e non agirà come soggetto a vocazione monopolistica. Credo che in Trentino vi sia una grande ricchezza di soggetti che permettono di dare a chi vuole occuparsi di dimensione locale della storia tanti stimoli e tanti elementi. Mi sono espresso volutamente contro l’idea di un manuale di storia ufficiale e troppo istituzionalizzato perché ritengo che in questa fase il mondo della scuola abbia bisogno di una pluralità di n.7-8 luglio/agosto 2010

offerte che possano venire da soggetti pubblici, privati, ricercatori, studiosi, gruppi di insegnanti che propongono ricerche e azioni su questo tema; ovviamente noi non ci sottraiamo dal ruolo di facilitare la promozione di questa offerta supportandone la realizzazione e anche, nei limiti del possibile, garantendo la qualità dell’offerta stessa. Questo sostanzialmente significa che anche noi con “Le Gallerie” e con il nuovo museo di Cà dei mercanti vogliamo offrire uno strumento ulteriore per l’insegnamento e l’apprendimento della storia e vogliamo farlo, mantenendo il focus sulla storia con i suoi livelli di complessità. Vogliamo raccontare la Storia dell’autonomia, la Storia del Trentino, la Storia regionale… Vogliamo raccontare la Storia dell’autonomia, la Storia del Trentino, la Storia regionale non nascondendoci dietro alle etichette: più Battisti, meno Hofer, o viceversa….vogliamo dar vita a una rappresentazione della storia che sia davvero generale ed equilibrata, che porti a leggere la storia del Trentino o la storia regionale in un contesto europeo tenendo conto delle dimensioni nazionali. Il pericolo, in questi casi, è la tendenza all’autoreferenzialità. Ci sono anche altre realtà museali, e mi riferisco in particolare al museo della guerra di Rovereto, che hanno accumulato e hanno saputo coltivare un’esperienza in campo formativo straordinaria, un’esperienza cui noi guardiamo non solo con rispetto ma anche per ispirare la nostra azione. Ritengo che è a tal punto vasto il campo che si è aperto che il gioco deve essere di squadra. Da qui l’idea di sviluppare una rete, che non è la rete dei musei e dei luoghi che si occupano di storia, non è solo una modalità organizzativa dell’offerta culturale, ma anche

strumento per mettere a disposizione i patrimoni, le esperienze e le buone pratiche per l’insegnamento della storia. Le gallerie. Non è ancora tempo di bilanci, però… Al “Le Gallerie” abbiamo impostato il discorso con una mostra introduttiva dedicata all’invenzione di un territorio, il Trentino, che utilizza sostanzialmente lo strumento della cartografia per ripercorrere criticamente le tappe della sua costruzione. Si vuole dimostrare che le identità storico, politiche e geografiche sono frutto degli accidenti della storia. Non è infatti la stessa cosa considerare il Trentino il circondario della città di Trento, piuttosto che considerarne i confini di oggi… Questo per dare l’idea che operiamo “laicamente” sul concetto del Trentino e non abbiamo intenzione di scivolare su schemi semplificatori. L’introduzione, insieme agli spazi laboratoriali, è ospitata presso la galleria bianca. Nella galleria nera abbiamo scelto lo strumento dell’abbecedario, che si è rivelato in prima battuta poco digeribile per il mondo della scuola. Il perché ce lo stiamo domandando, provo a dare una risposta. L’abbecedario prevede l’ordine alfabetico. E’ uno strumento che si “consulta” secondo l’idea enciclopedica francese: non vi sono priorità e a prima vista non sembra vi sia una narrazione precisa e canonica. Sul medio (speriamo brevissimo) periodo, però, può diventare efficace e forse può essere da stimolo per concepire la storia locale, la storia del Trentino nella sua dimensione laboratoriale: una classe dell’istituto Vittoria ha fatto un’esperienza di riscrittura e di riprogettazione di alcuni temi, per esempio. Sarebbe straordinario riuscire a caratterizzare “Le Gallerie” e l’abbecedario come grande palestra laboratoriale dove si rinuncia consapevolmente a una narrazione on3


nicomprensiva calata dall’alto e si prova a riflette criticamente sui vari aspetti della storia del Trentino. Non vi sono solo conflitti, lotte politiche, quadri istituzionali in evoluzione, vi è anche il Trentino costituito da altri aspetti che riguardano il territorio, le migrazioni, la gestione delle risorse idriche. Le scuole costruiscono tre percorsi parte il nuovo anno scolastico: cosa proponete di nuovo alle scuole?

Siamo partiti con una sfida ancora in corso e abbiamo proposto per il prossimo anno la costruzione di tre percorsi che permettono di accostarsi all’abbecedario in modo guidato e supportato. 1. Il percorso della A, come autonomia e quindi le voci istituzionali ma anche l’attenzione alla costituzione materiale dell’autonomia stessa. 2. Il percorso sul Trentino e la sua società più legato agli aspetti socio-economici della storia trentina. 3. Il Trentino e il suo territorio: paesaggio, natura, gestione del territorio. Tre percorsi già presenti nell’abbecedario, ma che sono stati diluiti tramite il percorso formativo. è cambiato l’approccio dei docenti e dei ragazzi alle vostre proposte? le visite vi aiutano a capire questo? 4

Le visite guidate sono state parecchie, però abbiamo registrato che la mostra sulla Grande Guerra ha fatto il triplo dei visitatori scolasticamente parlando della mostra permanente Storicamente abc. A parte il grande fascino di cui è ancora dotata la Grande Guerra, affrontato in modo nuovo e innovativo come abbiamo fatto con l’edizione 2009, forse abbiamo scontato il modo originale di raccontare la storia tramite l’abbecedario. Se noi avessimo raccontato il Trentino cronologicamente l’avrebbero capito di più? Avremmo “sfondato” di più con le scuole? Credo che la nostra sfida è destinata a dare buon esito: il percorso di andata l’abbecedario (dalla a di autonomia alla z di Zambana), le trenta interviste di ritorno con 30 testimoni che turnano le loro esperienze di vita e poi una serie di oggetti tridimensionali come, ad esempio, la grande turbina di santa Masssenza, la bicicletta di Francesco Moser del record dell’ora, la dotazione del minatore di Prestavel. Oggetti che permettono di integrare la multimedialità e danno più anima e fisicità alla nostra storia. chiudiamo allargando il discorso ad una possibile sinergia dei musei trentini specificatamente, però, nelle azioni rivolte alle scuole: contenuti comuni? sinergia tra operatori? strumenti coordinati? prospettive, ma anche rischi…

È stato attivato un gruppo di lavoro ad hoc. Presto vi saranno propo-

ste concrete perchè è interesse di tutti i soggetti lavorare insieme, sviluppando sinergie e valorizzando l’apporto che ognuno può dare. Il Museo storico del Trentino è pronto tramite il Laboratorio di formazione storica diretto, da quest’anno, da Cristina Pasolli. Nella nuova edizione di Officina della storia (catalogo della nostra offerta didattica) vi saranno delle novità interessanti. Con il MART stiamo sviluppando un progetto sull’identità del Trentino tra storia e arte. Con il Castello del Buonconsiglio abbiamo in comune la vicinanza, la necessità di promuovere i percorsi battistiani e dei temi più legati alla storia contemporanea, ragionando come fossimo un polo museale unitario. Con il futuro MUSE c’è il possibile collegamento con “Le Gallerie” di Piedicastello e altri ancora potrebbero essere i temi sui quali lavorare. Un campo molto fertile di relazioni lo abbiamo e possiamo svilupparlo ulteriormente con il Museo di San Michele, in nome del dialogo tra storia ed etnografia, con il Museo storico italiano della guerra per le ragioni di cui sopra, con il Museo civico di Rovereto per il lavoro comune che stiamo facendo a Brentonico sul tema della storia della farmacia, con il Museo dell’Alto Garda in nome della peculiarità storico-ambientale di quel territorio. Per tornare a Trento molto si può ancora fare con i vari soggetti che vi operano: dalla ricchezza di patrimoni e di esperienza espressa dal Museo Diocesano alle nuove frontiere della Galleria civica. Mario Caroli n.7-8 luglio/agosto 2010


l’offerta didattica LABORATORIO

Lavorare con i documenti storici Che cosa vuol dire essere un Laboratorio di formazione storica? Dalla parola stessa “laboratorio” viene la risposta: lavorare con i documenti. Ma in che modo, con quali caratteristiche e obiettivi? Gli operatori didattici del Laboratorio propongono momenti di coinvolgimento attivi e collaborativi per studenti e insegnanti, i quali avranno la possibilità di fare l’esperienza di che cosa significa ricostruire la storia con ciò che la Storia lascia: i documenti. Questo “lavorare” con il documento denota la volontà di sperimentare nuovi percorsi e occasioni in cui gli studenti, la Storia e i documenti sono i protagonisti. Le Gallerie e le proposte laboratoriali Le ex Gallerie di Piedicastello rappresentano un’occasione di questo tipo. La Galleria bianca ospita una mostra sull’“invenzione del territorio” con spazi destinati alla didattica, alla formazione, all’approfondimento. Nella Galleria nera si sviluppano l’abbecedario, con i suoi ventuno lemmi, i racconti soggettivi di vari testimoni in modalità video e oggetti selezionati in base all’efficacia evocativa. Le visite guidate durano di circa 1 ora e trenta. Una sala didattica riscaldata permette di integrare la visita guidata con momenti laboratoriali specifici, orientati sulla base delle eventuali richieste dell’insegnante accompagnatore (previo accordo con gli organizzatori). L’abbecedario della galleria nera si presta infatti ad essere utilizzato come un libro aperto da sfogliare e “sfruttare” didatticamente sotto più punti di vista. Tre i percorsi laboratoriali nuovi: A come autonomia, percorso sulla storia dell’autonomia; Il Trentino e la sua società: percorso sugli aspetti socio-economici della storia trentina; Il Trentino e il suo territorio: paesaggio, natura e gestione del territorio. Sarà possibile effetn.7-8 luglio/agosto 2010

tuare visite guidate anche di tipo generale. Lo sperimentare non è un’operazione solo legata alle Gallerie, ma è una caratteristica costante del Laboratorio di formazione. Per la scuola primaria sono proposti laboratori di simulazione, con l’obiettivo di avvicinare i bambini al documento, far loro comprendere che dai documenti si possono ricavare informazioni e che i documenti si conservano nell’archivio. Gli alunni sono stimolati a riconoscere le informazioni certe e le ipotesi, riordinare i documenti rispetto al tempo, selezionare le informazioni utili per ricostruire una storia. Offerte diversificate per ordine e grado di scuola Per la scuola secondaria di primo grado sono proposti laboratori sui documenti, per imparare a usare in modo corretto le operazioni dello storico: leggere, interrogare, interpretare, scrivere. Per la scuola secondaria di secondo grado ci sono i Cantieri dello storico. Agli studenti divisi in gruppi viene consegnato un archivio di documenti e un fascicolo di lavoro. L’attività permette di realizzare una piccola dispensa personale in cui

sono contenuti il percorso di analisi e di interpretazione dei documenti e un testo storico prodotto sull’argomento proposto. Per la scuola primaria e secondaria di primo grado, sono offerti i Musei nascosti: documenti e oggetti sono stati riprodotti singolarmente e “nascosti” in valigette. Gli studenti con l’aiuto di un fascicolo di lavoro ricostruiscono, a partire dai documenti riprodotti, il periodo storico proposto. Invece per ogni ordine e grado di scuola ci sono gli itinerari multimediali: i documenti sono di diversa tipologia: musicali, orali, iconografici, filmici ecc. Gli studenti leggono, ascoltano, interpretano i diversi tipi di fonte, con lo scopo di ricostruire in modo partecipato il tema proposto. Per alcuni itinerari è previsto un breve momento laboratoriale e la visione di documenti originali. I Percorsi territoriali e cittadini si rivolgono alla scuola secondaria e si svolgono all’aperto per le strade di Trento oppure in altri luoghi significativi del territorio provinciale. L’operatore didattico accompagna gli studenti alla scoperta di segni e tracce presenti nel paesaggio urbano che raccontano gli eventi della storia e lo scorrere del tempo. Tra le novità: “Il museo va a scuola”: alcune attività labora5


toriali potranno essere svolte presso le sedi scolastiche (su precisa richiesta al momento della prenotazione). Nuovi progetti Per il nuovo anno scolastico 2010/2011 è possibile prenotare alcune attività didattiche di nuova progettazione: Un “ragazzo in direzione ostinata e contraria”. Storia di un partigiano dalla pelle nera: un nuovo cantiere dello storico dedicato alla storia intensa e particolare di Giorgio Marincola, giovane partigiano italo-somalo. Viene ricostruita attraverso l’uso dei documenti una storia esemplare per capire i molteplici incroci fra dimensione nazionale e dimensione locale della storia relativa alla Resistenza e anche per ragionare sul concetto di identità e appartenenze e, di rimando, sui pregiudizi e sulle chiusure della nostra società verso gli “altri” Ad ogni passo una scoperta: 4 itinerari storici per scoprire la città di Trento. Gli itinerari si basano sulla convinzione che la città è un documento a cielo aperto , un luogo in continua trasformazione a seconda delle esigenze dei suoi cittadini. I percorsi guidati illustrano le principali vicende storiche , il quadro istituzionale e anche la condizione sociale e culturale delle persone che hanno abitato la città, per trasformare i partecipanti da semplici passanti in persone coscienti del proprio passato. Il Trentino degli Asburgo tra guerre e amministrazione nella prima metà dell’800’. Si tratta di un laboratorio sui documenti che ha come obiettivo quello di approfondire gli aspetti socio-economici di un periodo storico spesso poco considerato ma essenziale per comprendere a pieno gli avvenimenti storici successivi. (E)migrazione: Rivisitazione dell’iti6

nerario multimediale dedicato all’emigrazione trentina. In particolare, accanto alla parte più specificatamente storica di analisi dell’esperienza migratoria dei trentini è stato inserito un momento di riflessione e problematizzazione relative alle attuali esperienze di (e)migrazione in Trentino. Le attività didattiche saranno presentate durante le giornate aperte 22 e 23 settembre 2010, iniziativa in collaborazione con il Museo degli Usi e costumi della gente trentina, con il Mart, il Castello del Buonconsiglio, il Museo tridentino di scienze naturali, per dare la possibilità agli insegnanti di prendere visione nelle stesse giornate delle offerte didattiche che questi musei presentano. La storia tra locale e globale: una proposta per i docenti Nei mesi di settembre – novembre il Laboratorio di formazione storica del Museo, il liceo “Da Vinci” di Trento e il Centro formazione insegnanti di Rovereto hanno organizzato un corso di aggiornamento e formazione sull’apprendimento/ insegnamento della storia fra locale e globale, con particolare attenzione alle questioni metodologiche, uso delle fonti, strumenti. In particolare le tematiche discusse dai relatori metteranno a fuoco il rapporto fra identità, memorie, territorio. Il corso prevede sei incontri, di due ore ciascuno. La sede del corso sarà a Trento, presso il liceo da Vinci, il primo incontro si svolgerà invece all’interno della rassegna di Educa a Rovereto. La

locandina informativa del corso completo verrà inviata alle scuole Questi gli incontri finora fissati: 25 settembre, ore 9.00-11.00: Antonio Brusa, Le diverse scale della storia 5 ottobre, ore 15.00-17.00: Giuseppe Albertoni, L’uso del territorio nella vita quotidiana 28 ottobre ore 15.00-17.00: Charles Heimberg, Ambiente, identità, cittadinanza. Declinazioni locali della storia del mondo. novembre ore 15.00-17.00: Stefano Pivato, I luoghi di memoria,la memoria dei luoghi. 11 novembre ore 15.00-17.00: Quinto Antonelli, Le scritture come fonti per la storia 23 novembre ore 15.00-17.00: Fabrizio Rasera Come si costruisce un’identità territoriale: il caso Trentino Cristina Pasolli Informazioni Museo storico in Trento Via Torre d’Augusto 35/41 38100 Trento Cristina Pasolli: responsabile Laboratorio di formazione storica Tommaso Baldo, Luca Caracristi: collaboratori Tel. 0461 230482, Fax 0461 237418 Mail: cpasolli@museostorico.it Sito: www.museostorico.tn.it Per approfondimenti tematici si rinvia al catalogo delle pubblicazioni del Museo sul sito n.7-8 luglio/agosto 2010


Bambini di montagna Storie di infanzia 1870-1960

Bambini di montagna, nasce come mostra di impianto storico nel 2008, dall’idea di Quinto Antonelli, con lo scopo di raccontare e documentare l’infanzia e la fanciullezza di tanti bambini delle nostre valli. La prima esposizione viene realizzata nell’estate del 2009 nel fienile adiacente a Villa Welsperg, centro visitatori e sede del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino, e riproposta dalla Fondazione Museo storico del Trentino alle Gallerie di Piedicastello nella primavera del 2010. Si sente l’esigenza però di produrre un catalogo che viene realizzato da Quinto Antonelli e da Cristina Zorzi, che rispecchia l’impostazione del percorso di carattere cronologico, dalla nascita, alla crescita, ai giochi, alla scuola, alla chiesa, al lavoro con fotografie, illustrazioni racconti e poesie di un mondo contadino che non esiste più ma che appartiene a tempi non molto lontani. Nel passaggio dalla mostra al catalogo i lettori troveranno anche le interviste raccolte nel Dvd allegato.

La premessa Non pochi visitatori della mostra Bambini di montagna, allestita nell’estate 2009 presso Villa Welsperg, hanno lamentato, per l’assenza di un catalogo, l’impossibilità di poter prolungare le emozioni e le riflessioni provocate dalle testimonianze di vita e dalle tante immagini lì presenti (fotografie, disegni di bambini, illustrazioni). Avevano ragione. Anche se un libro, per dimensioni e modi d’uso, non può sostituire l’esperienza di un’immersione (anche fisica) dentro un percorso espositivo, pure costituisce un momento di approfondimento, un’occasione non effimera di ripensamento o può anticipare una visita più consapevole. Il catalogo, che qui si introduce, riflette fedelmente l’impostazione della mostra e ne riporta i materiali più originali: vecchie fotografie in biann.7-8 luglio/agosto 2010

co e nero e illustrazioni coloratissime, storie vere e fiabe, bambini realmente esistiti e bambini inventati, la realtà e la fantasia. Cercando di far rivivere, legate tra di loro, le storie e le fantasie dei bambini di “una volta”, dei bambini e dei ragazzi vissuti sulle nostre montagne in un periodo lontano quando la vita era più difficile e molto più povera. Il percorso attraversa le varie fasi della vita infantile, dalla nascita (quando davvero i neonati sono “appesi ad un filo”) alla soglia precocissima della prima giovinezza, nonché le diverse situazioni, dalla famiglia, alla scuola, alla chiesa, dove i bambini si formano, assumono comportamenti e regole. Si è prestata particolare attenzione al lavoro dei bambini, già a cinque/sei anni impiegati in casa, nei campi e al pascolo, perché nell’economia contadina di autoconsumo, ognuno doveva fare la sua parte. Tutti insieme, racconti e storie di vita, fotografie ed illustrazioni, ricostruiscono un mondo contadino e montanaro che ora non esiste più, se non nella memoria scritta ed orale delle donne e degli uomini più anziani. Per questo alcuni di loro, testimoni privilegiati, vennero intervistati e nella mostra appaiono in video a commentare i luoghi e le tappe dell’infanzia contadina. 7


MUSEO STORICO ITALIANO DELLA GUERRA

il direttore MUSEO E SCUOLA

Disponibilità preziosa da usare al meglio direttore del Museo Storico della Guerra. La vera denominazione del “direttore”, per la verità, è quella di “provveditore” del Museo, ma preferiamo chiamarlo con la funzione che di fatto svolge, come gli altri direttori. Camillo Zadra non ci pensa proprio a chiudersi solo nella riflessione sull’offerta didattica specifica legata al suo Museo e ci offre molti stimoli aperti sulle due questioni centrali che abbiamo posto: il senso della “storia locale” e dell’identità trentina, la disponibilità dei musei a collaborare “verso la scuola”. L’intervista è stata realizzata martedì 6 luglio 2010.

camillo zadra,

tive: collaborare a costruire sistemi di conoscenze e di “memorie indirette” attraverso la parola, la visione di documenti, la speciale attestazione di verità che gli oggetti recano con sé. Il fatto poi che la sezione didattica del Museo della Guerra abbia visto continuamente crescere il numero delle classi che aderiscono alle sue proposte non è tanto l’effetto di una particolare operazione di marketing, ma la conferma che attraverso le sue proposte riesce ad inquadrare in modo efficace alcuni tasselli nel processo di formazione del senso storico. tu hai dimestichezza con la scuola: in questi anni ti pare che siano mutati sia la domanda che l’approccio da parte delle scuole, dei docenti, dei ragazzi?

Per il museo gli studenti sono utenti privilegiati museo e scuola: in un museo della guerra, la scuola è un utente come gli altri o ha un posto particolare? insomma: pensate alla scuola per avere più visitatori oppure…?

Se vogliamo dirla in forma schietta, non c’è un utente di Museo uguale ad un altro: non solo per l’età, ma nemmeno per le circostanze e le ragioni che lo portano a visitarlo, anche quando usiamo classificazioni come “turista” o “studente” o “famiglia”. Un museo è tante cose: magari eterogenee, ma non incompatibi8

li e spesso compresenti. Vive di una parzialità che ha bisogno d trovare dei partner. Alla scuola, ad esempio, può offrire la specificità del suo approccio, e chiedere che essa lo integri con l’apporto di un metodo rigoroso, di una informazione sistematica, di una elaborazione critica che essa può promuovere al proprio interno. Il Museo ha dunque nella scuola un utente diverso dagli altri e farà ogni sforzo per creare le migliori condizioni di incontro, sia in termini di servizi, che di proposte capaci di interagire con il suo percorso pedagogico - didattico. Per il Museo gli studenti sono utenti privilegiati; il rapporto con loro incarna una delle sue finalità costitu-

In realtà da tempo la mia attività nel Museo si svolge in ambiti diversi da quello didattico. Posso però riportare l’esperienza di chi coordina la sezione didattica, che testimonia come nell’atteggiamento delle classi, nelle attese e nelle risposte che si intrecciano tra il Museo e la scuola, continuino a pesare soprattutto i consueti, fondamentali fattori: la qualità dell’insegnante, la solidità del rapporto che ha saputo costruire all’interno della sua classe, la robustezza del progetto educativo complessivo. É banale riconoscerlo, ma i bravi insegnanti, gli insegnanti preparati – e non sono pochi quelli che tengono duro nel clima di delegittimazione che sciaguratamente viene seminato attorno a loro – sono quelli che alimentano nei ragazzi i canali della curiosità e, attraverso questa, della conoscenza, che li assecondano nel lavoro di ricerca. Sono gli stessi che sanno cogliere le peculiarità del Museo e dimensionare le aspettative delle attività praticate nel corso delle visite su obiettivi concreti e funzionali al progetto complessivo. n.7-8 luglio/agosto 2010


La storia locale richiede un approccio diverso in questa fase “la storia locale” in trentino sta acquistando un ruolo forte, almeno nei piani studio nuovi, nelle dichiarazioni ufficiali… cosa cambia, se cambia, per un museo della guerra?

Possiamo cominciare con una nota, diciamo così, personale? Da quanti decenni, ad intervalli più o meno lunghi, parliamo e siamo sollecitati a occuparci di rapporto tra storia locale e storia generale? Evidentemente quanti hanno partecipato all’inserimento nei nuovi piani di studio della dimensione locale della storia sono ben consapevoli del dibattito che abbiamo alle spalle. Mi pare intanto che abbiamo capito tutti che la “storia locale” non è né la storia “censurata” (anche se può rivelare risvolti ignorati), né la storia della singola valle, né la storia raccontata “dai nonni”, né una versione semplificata della storia generale. Prima che un racconto nuovo, è un approccio diverso, che può richiedere strumenti di lettura della realtà più complessi di quelli solitamente adottati; i fatti e i processi “locali” ai quali dedichiamo attenzione ci possono infatti sorprendere per la forza comunicativa, ma non n.7-8 luglio/agosto 2010

contengono anche il criterio capace di interpretarli, che invece è dello studioso. Se non vogliamo scambiare la storia locale per la storia “vera” da contrapporre ad una storia “straniera”, dobbiamo convenire che lo studio della storia “locale” comporterà l’uso di concetti e di strumenti storiografici ulteriori, non sostitutivi, rispetto a quelli che abbiamo imparato ad usare nel corso del tempo. Per un Museo, che non si propone di sostituire la scuola, il problema è duplice: partecipare – con le modalità che gli sono proprie – alla rappresentazione del racconto (o dei racconti) delle vicende storiche connotate territorialmente, inserendole in un contesto più generale, mostrando peculiarità e analogie, leggendo (se possibile) anche “dal basso” i processi nel corso del loro svolgersi. Ad esempio, quando ricostruiamo e documentiamo come i trentini hanno partecipato alla Prima guerra mondiale, partiamo dalla disponibilità degli studi che ormai da decenni sono disponibili, e facciamo chiarezza su tutte le leggende, i pregiudizi, i luoghi comuni diffusi rispetto a questo tema. Gli oggetti e i documenti che il Museo conserva aiuteranno a far comprendere agli studenti alcuni aspetti comuni dell’esperienza della guerra e il modo peculiare con cui i trentini l’hanno vissuta. Scopriranno nuovi legami (accanto alle tante diversità) che legano la realtà locale al quadro politico, sociale e culturale generale, comprenderanno quanto il Trentino abbia partecipato alla storia del nostro paese e quanto lo renda parte di una storia più generale. Sulla sinergia c’è ancora molto da fare sinergie. non penso a sinergia tra musei in generale, al sistema musei in trentino, ma ai musei rispetto alle scuole: a rovereto c’è già la rete ecc. ma su ciò che

potrebbe mettersi in campo a livello provinciale…?

Qui c’è veramente da fare molto. Da una parte i rapporti tra il nostro museo e la scuola hanno prodotto collaborazione e forte capacità di intesa. Abbiamo sempre posto molta attenzione alle sollecitazioni, ai suggerimenti e alle critiche. Abbiamo anche sollecitato verifiche sull’efficacia formativa dell’esperienza della visita al Museo, purtroppo senza trovare al momento grandi risposte. Su questo terreno – che obiettivamente né gli insegnanti né noi, da soli, abbiamo la forza di esplorare con continuità – si potrebbero realizzare delle utili indagini. Inoltre, a voler essere realisti, credo ci aspettino tempi nei quali la pressione della società sulla scuola sarà sempre più forte; in questo quadro la collaborazione con il nostro museo – nelle forme attuali o in forme nuove – continuerà ad essere una carta preziosa per la scuola. Valutiamo pure che le energie intellettuali (e fisiche) degli insegnanti e di quelli che operano nel museo saranno sempre più una disponibilità preziosa da usare al meglio e capiremo che dovremo puntare sulla condivisione di finalità e su relazioni che abbiano al centro la complementarità nel processo formativo e l’integrazione di approcci specifici e non sostitutivi tra i due ambienti. E infine, se il museo riuscirà a chiarire alcune delle ragioni che rendono la storia del Trentino e dei trentini diversa e interessante, non “migliore” rispetto a quella degli altri, avremo dato un contributo a sciogliere le fantasie sulle identità etniche e a far sentire a casa loro trentini vecchi e nuovi, cittadini da tante generazioni o da poche stagioni. Del resto, ciascuno di noi è giunto qui da poco tempo. Chi giunge da lontano ha più possibilità di renderci diversi di chi vive qui da sempre… Mario Caroli 9


l’offerta didattica GUERRA

Collezioni, archivio e territorio Anche quest’anno la Sezione Didattica del Museo della Guerra offre alle scuole numerose e varie proposte che spaziano nel campo della storia moderna e contemporanea. L’obiettivo è, come sempre, quello di permettere ai ragazzi di sperimentare la propria capacità di interpretare i segni storici, diventando così protagonisti del processo di apprendimento storico. Il lavoro di rete Per rispondere meglio alle esigenze di insegnanti e studenti, il Museo propone attività differenziate e calibrate in maniera specifica per ogni ordine di scuola ed è disponibile a collaborare con gli insegnanti che desiderano organizzare un progetto didattico specifico per la propria classe e con studenti che desiderano intraprendere una ricerca. Grazie alla collaborazione con le sezioni didattiche degli altri musei di Rovereto (Mart, Museo Civico e Campana dei Caduti), sono nate proposte interdisciplinari, che permettono di affiancare esperienze nel campo della storia, dell’arte e delle scienze. Al museo coi cinque sensi Uno degli obiettivi delle attività proposte è far riflettere gli studenti sulla natura e le logiche espositive di un museo storico, comprenderne la sintassi comunicativa e il lessico. All’interno del museo vengono infatti utilizzati linguaggi diversi e proposti piani comunicativi differenti: nello spazio espositivo si incontrano documenti di tipologia diversa (scritti, iconografici e materiali) affiancati da didascalie, testi esplicativi e narrativi. Sia i documenti che gli apparati offrono informazioni che gli studenti devono riconoscere, interpretare e met10

tere in connessione. Nello spazio museale i ragazzi possono vedere, ascoltare, ma anche toccare; vivono un’esperienza completa. Sentire il peso di un elmetto o di una pinza tagliafili, guardare attraverso un periscopio, verificare di che materiale erano fatte le uniformi sono operazioni che permettono di comprendere in maniera diretta e incisiva cosa significasse vivere al fronte. Il fatto di avere a disposizione oggetti “inconsueti” permette inoltre di affrontare argomenti o aspetti che a scuola vengono in genere solo accennati. Il lavoro con gli oggetti viene sempre affiancato da esercizi di analisi di altre tipologie di documenti – brani di diario, lettere, fotografie – affin-

ché i ragazzi possano confrontare le informazioni tra loro e inserirle in un contesto più ampio. Dal museo al territorio In linea con la crescente attenzione che le amministrazioni pubbliche riservano al patrimonio della Prima guerra mondiale, anche in ambito scolastico le proposte di visita a luoghi di interesse storico registrano un incremento di richieste e un significativo grado di soddisfazione da parte di insegnanti e studenti. La visita a trincee e fortificazioni è preceduta da una riflessione sull’organizzazione di quel territorio durante la guerra: la distribuzione delle linee, la costruzione delle trincee, dei camminamenti, dei ricoveri, dei magazzini ecc. L’attività svolta al museo offre elementi fondamentali per svolgere la visita sul territorio. Spesso infatti solo un occhio esperto è in grado di individuare i segni storici ed interpretarli in modo corretto: i crateri provocati dai bombardamenti della Prima guerra mondiale si presentano solitamente coperti di vegetazione e si confondono facilmente con buche o avvallamenti naturali; i camminamenti e le trincee, riempiti di materiale e macerie, appaiono come incomprensibili fossi serpeggianti nel terreno; le fortificazioni, distrutte dalle granate o dall’azione dei recuperanti alla ricerca di metalli, tendono a confondersi con le rocce o ad apparire come semplici macerie. La presenza di ruderi o di camminamenti appena riconoscibili a fianco di trincee e manufatti ripristinati offre inoltre lo stimolo a cogliere i segni del tempo ed a riconoscere gli interventi di recupero. Gli studenti, oltre a vivere un’espen.7-8 luglio/agosto 2010


rienza significativa sul piano emotivo, scoprono attraverso questi percorsi la ricchezza e la varietà delle fonti storiche e imparano che, così come i documenti archivistici richiedono un’opera di contestualizzazione, anche i segni presenti sul territorio vanno studiati ed interpretati. Le proposte per l’anno scolastico 2010/11 Laboratori didattici I laboratori prevedono l’analisi di molteplici tipologie di documenti come filmati, oggetti, fotografie, manifesti conservati in aula didattica ed esposti nelle sale del museo, attraverso i quali i ragazzi sono stimolati ad approfondire temi e vicende storiche dall’età moderna all’età contemporanea. I materiali, gli obiettivi e l’approccio variano in base all’età degli studenti e alle richieste degli insegnanti. Il museo propone una trentina di laboratori, suddivisi in ambiti: Il lavoro dello storico: i documenti, le fonti, la storia Castelli e armi antiche Risorgimento Prima guerra mondiale Dopoguerra, fascismo e Seconda guerra mondiale Percorsi nel museo: l’esperienza dei soldati nelle trincee della Prima guerra mondiale Attraverso i “Percorsi nel museo” i ragazzi percorrono gli spazi espositivi, analizzando i materiali e soffermandosi sulle logiche espositive, ma soprattutto utilizzano i documenti per ricostruire l’esperienza dei soldati della Grande Guerra. L’operatore didattico li aiuta a comprendere quali armi venivano utilizzate nella guerra di trincea, quali elementi componevano la dotazione personale del soldato; attraverso il confronto tra oggetti, documenti scritti e fotografie si ricostruiscono alcuni aspetti della vita al fronte (i problemi sanitari, la prigionia, …). L’attività dura circa due ore ed è differenziata per i vari ordini di scuola. n.7-8 luglio/agosto 2010

Gli insegnanti sono invitati a personalizzare il percorso attraverso l’approfondimento di temi specifici. Percorsi sul territorio: nelle trincee della Grande Guerra Particolarmente apprezzati negli ultimi anni, i “Percorsi sul territorio” permettono di visitare e analizzare - nel giro di poche ore o di un’intera giornata - alcune località che presentano ben conservati i segni della Grande Guerra: le trincee di Matassone in Vallarsa e del Nagià Grom in Valle di Gresta, i manufatti militari dello Zugna, i monumenti come la Campana dei Caduti e il Sacrario militare di Rovereto. Le attività durano dalle 4 alle 8 ore. Il Museo può organizzare il trasporto da Rovereto ai luoghi di visita.

Percorsi in città: Rovereto tra età moderna e seconda guerra mondiale Il Museo propone dei percorsi dedicati a Rovereto e al Trentino, strutturati su più incontri che hanno luogo a scuola, al Museo e nel centro storico della città, e gestiti dall’operatore didattico in collaborazione con l’insegnante. Due i periodi storici interessati: l’epoca di dominio veneziano e la prima metà del Novecento. Ai ragazzi vengono forniti materiali di lavoro, schede didattiche strutturate e cartine. Anna Pisetti www.trentinogr

andeguer ra.it

fine diale il trentino alla guer ra mon della prima ra Vallagari na no della guer o storico italia rover eto – muse ottob re 2010 10 luglio – 31

Informazioni Museo Storico Italiano della Guerra Via Castelbarco 7 - 38068 Rovereto (TN) Tel. 0464 438100 Sito: www.museodellaguerra.it e-mail: didattica@museodellaguerra.it Anna Pisetti: responsabile sezione didattica Le attività didattiche hanno luogo presso il Museo della Guerra, dal lunedì al venerdì, con orario da concordare (tra le 8.30 e le 18.00). Le tariffe variano in base alla tipologia e alla durata dell’attività scelta. La partecipazione è gratuita per gli insegnanti accompagnatori. Per informazioni, prenotazioni o per ricevere una copia dell’opuscolo relativo alle “Proposte didattiche 2010-2011”, telefonare alla Sezione didattica o consultare il sito del museo. 11


MUSEO DIOCESANO TRIDENTINO

il vicedirettore PRIMERANO

Lettura dell’opera sacra vice direttore del Museo Diocesano Tridentino. Sembrano lontani i tempi in cui il docente che andava in piazza Duomo al Museo diocesano pensava di portare i propri studenti ad ascoltare un po’ di catechesi. Lo ricorda l’architetto Primerano, senza enfasi, ma con la consapevolezza di aver portato il Diocesano dentro “il giro” dei musei storici, spaziando da Andrea Pozzo a Remo Wolf, senza mai tralasciare la “lettura dell’opera sacra” ed una sorta di supplenza nella storia dell’arte, specialmente per quegli indirizzi (tecnici e professionali) nei quali l’insegnamento non è previsto. L’intervista è stata realizzata venerdì 18 giugno 2010.

domenica primerano,

Superata la diffidenza iniziale che qui si facesse solo catechesi… il rapporto del museo con la scuola: cos’è cambiato negli anni?

Da quando nel 1996 abbiamo attivato una sezione didattica, indubbiamente il rapporto con il mondo della scuola è cambiato molto. Anzitutto negli anni siamo riusciti a potenziare in modo decisivo la collaborazione con le istituzioni scolastiche creando una rete di relazioni molto soddisfacente. È maturata nei docenti la consapevolezza che il patrimonio culturale del territorio può rappresentare un ambiente di apprendimento ricco di potenzialità e questo ha certamente agevolato la fruizione della nostro museo. Siamo riusciti ad annullare quella diffidenza iniziale legata all’idea che qui si facesse solo catechesi. In realtà la lettura dell’opera d’arte sacra, che caratterizza questo museo, avviene a 360 gradi. Nel corso di questi anni abbiamo elaborato proposte sempre più varie e articolate per essere in sintonia con i tempi e rispondere alle esigenze della scuola. I risultati sono certamente soddisfacenti: la nostra istituzione è frequentata ormai da scuole di ogni ordine e grado provenienti da tutta la provincia, comprese le zone più lontane e periferiche e, persino, anche se in maniera più ridotta, dall’Alto Adige. A ciò si aggiunge anche una discreta frequentazione da parte di scuole provenienti da fuori provincia, soprattutto dalla Lombardia e dal Veneto. Dal punto di vista dell’utenza scolastica abbiamo progressivamente registrato una buona adesione non solo da parte della scuola secondaria di I grado e della scuola primaria, ma anche della scuola dell’infanzia e del ciclo secondario di II grado. Il rapporto con il mondo della scuola in questi ultimi anni è cambiato anche sotto un altro punto di vista: la presenza sempre più massiccia di classi multicultu12

rali ci impone di attivare una profonda riflessione che produca proposte ben calibrate, pensate anche in chiave interculturale. Da tre anni circa, sia io che Chiara Leveghi, responsabile dei servizi educativi insieme alla collaboratrice Liandru, facciamo parte di un gruppo di ricerca attivato dall’Icom (International Council of Museum) legato all’educazione al patrimonio in chiave interculturale. Sempre in una logica di ricerca-azione, da due anni abbiamo attivato una collaborazione in partenariato con i Centri Eda di Trento e Pergine e con i Servizi Educativi del Castello del Buonconsiglio e della Soprintendenza per i Beni Librari, archivistici e archeologici al fine di elaborare insieme nuove strategie per promuovere l’educazione al patrimonio in chiave interculturale. E’ nostra intenzione proseguire ulteriormente la ricerca, attivando nuovi progetti didattici con interlocutori afferenti al mondo della scuola, ma non solo. In pole position le proposte sul Concilio di Trento, soprattutto per la secondaria di I grado… i percorsi che suscitano maggiore interesse dalle scuole? anche voi non vi limitate più alla sola “visita guidata”

Indubbiamente i percorsi più richiesti sono quelli legati alla programmazione curricolare e, soprattutto, di storia. In pole position si pongono le proposte legate al Concilio di Trento, soprattutto per la scuola secondaria di I grado. Da circa due anni però anche i docenti delle superiori hanno cominciato ad inserire con maggior costanza le nostre proposte nella loro programmazione, per cui si è ritenuto opportuno ideare un percorso legato all’evento conciliare specifico per questa fascia scolastica. Molto richiesti sono anche i percorsi legati alla Cattedrale n.7-8 luglio/agosto 2010


di San Vigilio e, soprattutto per il V anno della scuola primaria, le proposte che riguardano la Basilica Paleocristiana. Fra le attività destinate alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo della scuola primaria sono molto richiesti il percorso sugli Animali dell’arcamuseo e Il mio presepe. Inoltre, da quando la programmazione di mostre temporanee del museo è diventata più costante, i docenti hanno colto questa opportunità per approfondire con gli studenti specifiche tematiche. sono i contenuti ovviamente che attirano per il legame con la storia?

Per la verità c’è proprio un apprezzamento da parte dei docenti della metodologia adottata. Poniamo sempre al centro l’opera (diversamente non si verrebbe in museo, ma basterebbe sfogliarne il catalogo) che per noi è un documento, prima ancora che un monumento. È una fonte da interrogare in parallelo alle fonti documentarie che ci permettono di approfondire la nostra conoscenza sull’opera e sul contesto. È opinione pressoché condivisa che la nostra metodologia riesca a coniugare bene obiettivi conoscitivi, costruzione di abilità, potenziamento di competenze. Lo possiamo affermare perché monitoriamo costantemente il nostro lavoro tramite una scheda di rilevamento, consegnata agli insegnanti, che ci consente di verificare l’opinione dei docenti. E l’opinione in genere è positiva. Il nostro gruppo di educatori museali, molto ben affiatato grazie al lavoro di coordinamento svolto da Chiara Leveghi, crede in questo lavoro. Non lo vive come un ripiego. E forse questo è il segreto: la passione! Le opinioni raccolte ci confortano: giudizio positivo, come ho detto, sulla metodologia adottata, ma anche sui contenuti ritenuti adeguati ai destinatari. Numerosi insegnanti hanno specificato che l’interesse e il giudizio positivo dipendono anche dal fatto che le nostre proposte si inseriscono bene nella programmazione curriculare e, pertanto, costituiscono un utile completamento del lavoro svolto in classe.

accogliere le nostre proposte. La spiegazione può essere questa: là dove non si studia Storia dell’arte, e purtroppo la si studierà sempre meno, il museo colma una lacuna. Altra grande sorpresa: le reazioni positive dei ragazzi che hanno partecipato alle proposte didattiche elaborate in occasione della mostra Andrea Pozzo (1642-1709) pittore e prospettico in Italia settentrionale, conclusasi lo scorso aprile. A conclusione dei percorsi, si è previsto un momento finale di restituzione dell’esperienza: a ciascun ragazzo è stato chiesto di individuare una parola ‘chiave’ che riassumesse le idee e gli stimoli raccolti osservando le opere di Andrea Pozzo. I post-it degli studenti dopo la visita Le parole ‘chiave’, scritte su post-it colorati, sono state attaccate ad un pannello dello stesso colore blu dell’allestimento, come se, idealmente, i bigliettini fossero appesi alle tele esposte nelle sale e ne costituissero una sorta di didascalia da e per adolescenti. Abbiamo voluto riprodurre, ovviamente in maniera molto semplificata, l’attività di tagging adottata dai giovani che navigano in internet e che sono soliti attribuire ai file una o più parole ‘chiave.’ I ragazzi (provenivano soprattutto dalla scuola secondaria di I e II grado) non sono sempre riusciti a riassumere le loro idee in una sola parola ‘chiave’, ma la lettura dei post-it ci ha offerto importanti spunti di riflessione. Gli studenti hanno dimostrato di aver colto i tratti salienti dello stile pittorico di Andrea Pozzo, le peculiarità e l’originalità del suo linguaggio e i legami con il Barocco. L’esperienza maturata durante la mostra evidenzia come, scegliendo adeguate strategie didattiche e comunicative, sia possibile avvicinare i ragazzi anche ad argomenti per loro molto lontani. Mario Caroli

La sorpresa: tecnici e professionali sempre più da noi… c’è qualche cosa che, nel corso dell’ultimo anno scolastico, vi ha particolarmente sorpreso perché inaspettato?

Ogni annualità presenta elementi di sorpresa positiva o, talvolta, negativa. Nel bilancio complessivo dell’anno scolastico appena concluso ci ha fatto particolarmente piacere che sempre più la scuola secondaria di II grado ci frequenti. Magari ci aspettavamo i Licei e invece, e qui sta la sorpresa, sono gli istituti tecnici e professionali ad n.7-8 luglio/agosto 2010

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l’offerta didattica L’ARTE

Risorsa educativa strordinaria In occasione dell’anno scolastico 2010-11 si conferma il tradizionale appuntamento con i docenti. Da anni la scuola rappresenta per i Servizi Educativi del Museo Diocesano Tridentino un importante interlocutore con cui collaborare in sinergia per promuovere l’educazione al patrimonio culturale negli alunni, cittadini in formazione. Il patrimonio costituisce una straordinaria risorsa educativa: attraverso l’analisi dei beni culturali presenti sul territorio è infatti possibile acquisire procedure e metodologie dell’indagine storica, artistica e archeologica. In coerenza con le linee pedagogiche e metodologiche dei Piani di studio provinciali e con i vari Progetti di istituto, a tutt’oggi in fase di definizione, i Servizi Educativi del Museo propongono attività didattiche finalizzate a trasmettere conoscenze e a sviluppare contestualmente abilità e competenze trasversali alle varie aree di apprendimento, spendibili anche in contesti extrascolastici. Remo Wolf: la novità A quasi un anno dalla morte, il Museo Diocesano Tridentino, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Trento, dedica a Remo Wolf (1912-2009) la mostra “La mia arte io la chiamo mestiere” Remo Wolf uomo e artista del Novecento” intesa a ricostruire il percorso umano e artistico di uno dei maggiori protagonisti dell’arte incisoria del secolo scorso. L’esposizione è il risultato di un’approfondita ricerca che ha inteso collegare l’attività di Remo Wolf ai fenomeni storico-artisti che hanno percorso il Novecento. La mostra rappresenta quindi per la scuola un’importante occasione per avvicinare gli studenti ad un personaggio che ha vissuto sulla sua pelle importanti eventi storici del secolo scorso che hanno fortemente segnato la sua vita e la sua produzione artistica. In tale occasione, il Museo propone due attività ben distinte per obiettivi e metodologie, entrambe finalizzate a promuovere la conoscenza dell’artista. Mercoledì 15 settembre 14

ore 17,00 ci sarà il percorso guidato gratuito riservato ai docenti. In tale occasione verranno illustrate le attività didattiche collegate alla mostra. Sempre di più la costruzione dei curricoli di storia nel ciclo secondario di secondo grado pone attenzione anche alle proposte museali. Fiabe incise Ideato con proposte differenziate, il percorso avvicinerà i bambini delle scuole dell’infanzia e della primaria alle tematiche affrontate in mostra attraverso un laboratorio creativo di fiabe. L’obiettivo è quello di promuovere la conoscenza dell’artista prendendo spunto da alcune suggestioni presenti nelle opere di Wolf e proponendo quindi l’arte come gioco e curiosità per imparare ad approfondire argomenti disciplinari divertendosi. Le opere in mostra e le fiabe proposte stimoleranno i bambini a creare nuove sequenze narrative. Particolare attenzione sarà dedicata anche all’uso cromatico del bianco e nero e alle tecniche incisorie adottate dall’artista. A completamento del percorso verrà proposto un semplice laboratorio con disegno o incisione su Adigraf, finalizzato a sollecitare la rielaborazione personale. Il percorso sarà attivo dal 20 settembre all’8 novembre 2010. Attraverso il ’900, Remo Wolf uomo e incisore Ideato con proposte differenziate, il percorso avvicinerà gli studenti della scuola secondaria di I e II grado alle tematiche affrontate in mostra attraverso l’analisi di una significativa selezione di opere. Particolare risalto sarà dato ai riferimenti culturali, letterari e artistici che segnarono le scelte contenutistiche e stilistiche della vastissima produzione di Wolf. Verrà esaminato il suo notevole contributo all’arte incisoria del Novecento: dalle realizzazioni xilografiche alle esplorazioni nel campo dell’incisione calcografica. A completamento del percorso verrà proposto un semplice laboratorio di incisione su Adigraf finalizzato a stimolare la rielaborazione personale degli studenti, nonché la sperimentazione semplificata della tecnica xilografica. Il percorso sarà attivo dal 20 settembre all’8 novembre 2010. n.7-8 luglio/agosto 2010


A scuola di epigrafia La basilica cimiteriale di San Vigilio conserva una trentina di epigrafi databili al V-VI secolo che permetteranno agli studenti di sperimentare in prima persona le procedure dell’indagine epigrafica. Le epigrafi di norma registrano il nome della persona scomparsa, i suoi dati anagrafici, le eventuali cariche pubbliche e qualsiasi dato possa qualificare positivamente il personaggio defunto: sono pertanto fonti di primaria importanza. Il laboratorio sarà finalizzato a rintracciare informazioni sui personaggi che qui trovarono sepoltura, ad affrontare il tema delle tecniche e degli strumenti utilizzati per la loro realizzazione e a fornire alcune nozioni di epigrafia. Il percorso prevederà inoltre l’apertura del sacello sud (di norma non visitabile) dove verranno analizzati il sarcofago longobardo e alcuni reperti relativi a questo particolare momento storico, ancora poco indagato nell’ambito della programmazione scolastica. L’attività si concluderà in aula didattica con l’osservazione partecipata delle ricostruzioni multimediali del sito, in modo da invitare gli studenti al confronto e a concretizzare le ipotesi maturate a contatto con i reperti. Il Concilio di Trento e i nuovi orientamenti dell’arte sacra La cattedrale di San Vigilio fu la sede ufficiale del Concilio di Trento: qui si svolsero le sessioni solenni nel cui ambito i padri conciliari procedettero alla votazione dei decreti. Di una in particolare, la XXIII - che portò all’approvazione del decreto sull’ordine sacro e il matrimonio - esiste una testimonianza iconografica di estremo interesse conservata al Louvre di Parigi, che il museo possiede in copia. L’analisi di questa testimonianza iconografica e di fonti documentarie del tempo aiuterà gli studenti a ricostruire le fasi di lavoro e il contesto nel quale maturò l’approvazione dei decreti. La lettura del dipinto avverrà servendosi di alcuni brani tratti dagli Atti conciliari. L’analisi delle diverse fonti verrà confrontata con la ricostruzione multimediale dell’aula segreta, elaborata dal nostro museo. Sarà quindi presa in esame l’Edizione dei canoni e decreti conciliari pubblicata a Roma nel 1564 e se ne analizzerà, in particolare, il decreto relativo al culto delle immagini, che definì i nuovi orientamenti dell’arte sacra del XVI secolo. Si esamineranno infine le due pale di Giovanni Battista Moroni, realizzate a Trento in pieno clima conciliare e in velata polemica con le accuse mosse ai cattolici dai riformati. Pur trattandosi di opere che precedono le indicazioni conciliari circa l’uso delle immagini sacre, i dipinti riven.7-8 luglio/agosto 2010

stono grande interesse perché si riferiscono ad alcune delle questioni più dibattute dal Concilio. Informazioni utili L’attività didattica avrà inizio lunedì 20 settembre 2010 e si concluderà venerdì 10 giugno 2011. I percorsi si effettuano presso la sede museale in Piazza Duomo, 18 a Trento dal lunedì al sabato, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 17.00. Le attività hanno una durata variabile a seconda del percorso scelto. L’ingresso al museo è gratuito per tutta la classe o costa 2,00 € ad alunno per il servizio didattico, comprensivo dei materiali previsti nelle varie attività. Per prenotare è necessario contattare telefonicamente i Servizi Educativi allo 0461/ 234419. Dal 13 settembre 2010 fino all’8 ottobre 2010, dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 12.30 e dalle 14,30 alle 17,00. Durante il resto dell’anno scolastico (esclusi i giorni di vacanza)si può telefonare il lunedì dalle ore 14.30 alle ore 17.00. Telefonando in altri orari, non sarà sempre garantito il servizio di prenotazione. Non si accettano prenotazioni avvenute via mail o tramite fax. Per ulteriori informazioni sul resto delle attività in programma per il prossimo anno scolastico i docenti interessati potranno ricevere personalmente a casa la brochure didattica 2010-11, richiedendola ai Servizi Educativi tramite telefono o mail. Chiara Leveghi Informazioni Museo Diocesano Tridentino Piazza Duomo 18, 38100 Trento Tel. 0461 234419 – Fax 0461 260133 mail: museodiocesano@iol didattica@museodt191.it web: www.museodiocesanotridentino.it Responsabile Servizi Educativi: Chiara Leveghi 15


CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO

il direttore MARZATICO

Arriva il vetro, ma anche Castel Thun franco marzatico, direttore del Castello del Buonconsiglio di Tren-

to. Intervistare il direttore del Buonconsiglio proprio alla vigilia esatta della Mostra su “L’avventura del vetro” ed a due giorni della partenza per le ferie è sicuramente un azzando, ma Franco Marzatico accetta, non solo risponde e “ragiona ad alta voce” sulle questioni che gli sottopponiamo, ma ci regala anche una visita in anteprima all’avventura del vetro ancora “in bozze”, ma poi miracolosamente composta nella “notte prima della mostra”. I Castelli a suo carico sono aumentati, con l’apertura di Castel Thun diventato già meta appetibile anche per le scuole. L’intervista è stata registrata giovedì 24 giugno 2010.

vero che la sezione egizia è diventata una sezione permanente del castello. Questo proprio per coltivare un rapporto virtuoso con il mondo della scuola e le attività didattiche sono improntate a seconda delle diverse esigenze del pubblico che ormai per noi e per tutti i musei è composito, nel senso che si parla correntemente di “pubblici” dei musei. Ma il rapporto con la scuola è chiaro che aiuta a entrare in relazione con le famiglie. Da questo punto di vista, anche attraverso quelle che sono le aperture straordinarie delle nostre sedi, in un anno siamo arrivati a più di 220 famiglie e così questi espedienti fanno sì che questi luoghi siano luoghi frequentati, amati e riconosciuti. La scuola ci costringe a rinnovarci…

Il rapporto con la scuola è di vitale importanza… partenza diretta: scuola e museo, ruolo della scuola nella visione complessiva del museo…

Occupa un posto nodale per il semplice fatto che è uno dei modi per il museo di radicarsi sul territorio, legittimare la propria azione e coltivare rapporti con una fascia di età delicata, soprattutto per quel che riguarda le scuole superiori, perché là c’è il pubblico che meno è portato alla visita autonoma nei luoghi d’arte e quindi per noi avere un rapporto privilegiato con la scuola, con gli insegnanti è di importanza 16

fondamentale, è proprio strategica questa relazione. Basti pensare che quando organizziamo le mostre estive, facciamo sempre delle attività di formazione per gli insegnanti, naturalmente soffrendo il fatto che i nostri luoghi d’arte sono da un lato nelle sedi periferiche Beseno, Stenico e Thun accessibili solo con i mezzi non pubblici, e questo è un punto di debolezza, dall’altro che in periodo invernale non siamo il massimo dell’ospitalità perché sono ambienti non riscaldati all’interno del castello, ma in linea di massima devo dire, come ha dimostrato la mostra sull’Egitto mai visto, c’è una risposta, una richiesta davvero notevole da parte del mondo della scuola, tanto è

L’ultimo esempio della nostra attenzione è il concorso fatto per le scuole su Castel Thun, che ha avuto un’adesione davvero notevole, ma soprattutto ha visto delle produzioni che in futuro utilizzeremo anche per scopo didattico o di promozione delle sedi, perché la relazione con il mondo della scuola ti costringe anche a rinnovarti, in relazione ai cambiamenti dei programmi di studio, ma anche ad adeguare il linguaggio del museo alle nuove forme di comunicazione, che stanno prendendo il sopravvento. Siamo in una società per immagini e quindi anche il museo, nel caso del concorso o del libricino dedicato alla scuola, fatto in occasione della mostra sull’Egitto che ha visto addirittura una vendita, si è adeguato. Il pubblico generico è ricorso quasi più a quello strumento che al catalogo, il che vuol dire che il linguaggio era adeguato appunto a quello che è il grado di attenzione e di specializzazione di chi entra da noi. Per cui per noi è un rapporto di vitale importanza con delle risposte che sono positive, come dimostrano i due episodi più vicini. n.7-8 luglio/agosto 2010


zata, occasionale, a volte mordi e fuggi. Noi invece coltiviamo il rapporto con quell’insegnante, quella classe, quell’istituto scolastico, perché in questo modo si crea quel rapporto di fiducia, si fidelizza l’utenza che per noi è un dato essenziale. Per dare un’idea di come questo radicamento del museo abbia nel tempo preso forza, siamo passati in generale da un’utenza trentina che era al 14% al 23%. Un museo legato alla storia locale..

è la scuola che dà anche a voi, non è solo il museo che dà alla scuola, rapporto virtuoso... ma, da ciò che ti dicono quelli che seguono la didattica, hai notato un cambiamento di atteggiamento da parte degli insegnanti e dei ragazzi nell’accostarsi ai castelli?

Sono esigenti, giustamente esigenti, nel senso che non è considerata un’uscita scolastica, forse anche in ragione degli oneri che comporta dal punto di vista dei mezzi di trasporto, dell’attenzione, della responsabilità, ma la percezione è che la visita sia molto consapevole e che quindi al museo si richieda un servizio adeguato, questo anche alla luce del fatto che oggettivamente viviamo in un clima di concorrenza, nel senso che l’offerta di tutti i musei, mi riferisco in Trentino, perché parliamo delle scuole locali è notevole e a questo proposito credo che sia importante un aspetto. Noi abbiamo grandi richieste collegate alle gite scolastiche al di fuori della regione. In quel caso, a meno che non ci sia espressamente domandato di fare un’attività didattica con un percorso, deleghiamo guide turistiche a prendersene carico per la semplice ragione che è un’utenza meno fidelizn.7-8 luglio/agosto 2010

adesso nelle scuole si parla tanto anche di storia locale, coi nuovi piani di studio ma non solo… storia locale che, fatta seriamente, può essere uno stimolo forte per la scuola. non partiamo da zero, ma questa attenzione maggiore alla storia regionale e locale riguarda da vicino il castello e i luoghi legati al castello…

Per noi è un impegno fondamentale riuscire in questo. Il castello del Buonconsiglio è stato la sede dei principi-vescovi per cui dobbiamo spiegare cosa è stato il principato vescovile, Castel Beseno è stato presidio anche rispetto alla linea di frontiera con il Veneto in relazione alla battaglia di Calliano, Castel Scenico ha un suo ruolo rispetto alle Giudicarie, Thun…La caratteristica del nostro museo è di per sé territoriale, quindi fortemente legata alle vicende della cosiddetta storia locale. Nel tempo abbiamo provato a far sì che gli oggetti, le collezioni e le mostre che organizziamo fossero contestualizzate in un ambiente più vasto, mi spiego, quando abbiamo fatto gli ori delle Alpi abbiamo messo a confronto gli oggetti archeologici del nostro territorio con quelli delle Alpi, i guerrieri principi- eroi tra il Po e il Danubio abbiamo seguito lo stesso procedimento proseguendo ad anelli concentrici, quindi noi

di fatto pratichiamo la storia locale quotidianamente, nel senso che partiamo sempre dalle nostre collezioni, dai nostri oggetti, anche per la mostra del vetro, abbiamo qui gli oggetti lasciati da Taddeo Tonelli, ma anche l’Egitto mai visto è nato dalla presenza nelle nostre raccolte di oggetti egizi, che da un lato sono l’esito di una storia collezionistica e dall’altro possono essere interpretati come documenti storici. A partire dal fatto che il nostro statuto stabilisce che il nostro museo deve fare attività collegate alla storia del territorio, noi siamo un’entità territoriale e, dal punto di vista personale, sono anche coinvolto nella produzione dei testi della FBK, quindi siamo coinvolti pienamente in questo tipo di logica. Certo è che questo presuppone un’ ulteriore riflessione su quelle che sono le metodologie ed i contenuti, perché ovviamente, come si sa, non c’è una visione ufficiale, unilaterale della storia e questo è un carico di responsabilità dal punto di vista intellettuale, perché comporta delle scelte sotto il profilo del metodo e del contenuto, però di fatto è un’attività che noi pratichiamo da anni. In fondo, quando con una scolaresca si entra in sala Vescovi, là ci sono tutti i volti dei vescovi ritratti in relazione agli imperatori e ai nomi dei papi correnti e quindi hai già uno strumento immediato e si vede l’ultimo Pietro Vigilio Thun, dopodiché si vede la serie dei volti e dei ritratti, perché da lì c’è stata tutta la secolarizzazione del principato. Allora noi diciamo che abbiamo sottomano strumenti per instaurare un rapporto con il territorio. Parlare di Torre dell’Aquila vuol dire parlare della città di Trento, parlare dell’economia del mondo feudale, di una visione edulcorata della storia, quasi del mito del buongoverno e della figura di Bernardo Clesio come mecenate. Il museo nel caso della storia locale acquista ancora più importanza. 17


personale della provincia, che in accordo con i sindacati ha agevolato delle forme di stabilizzazione di queste persone e questo è molto positivo per noi e per i nostri lavoratori. E sulla sinergia?

Punti di forza e di debolezza… ti chiedo due cose: una è se individui limiti, proposte rispetto alle sezioni didattiche, al rapporto con le scuole, al rapporto con il dipartimento; l’altra riguarda una possibile sinergia dei musei come intervento nelle scuole …

Punti di forza e punti di debolezza: un punto di debolezza è senz’altro la parte di budget che possiamo dedicare per esempio alla parte didattica che è ferma da anni, questo perché noi rispettiamo il patto di stabilità Provincia - Roma e questo ci costringe ad avere dei limiti sulla parte corrente nelle percentuali che si sono fissate e questo pone dei limiti alla nostra disponibilità di visite guidate rispetto alla richiesta. Ad un certo punto si arriva a saturare l’utenza o si mette in coda o rinuncia o viene l’anno dopo perché questo è il dato di fatto… … quindi problemi di budget ? Sì, dipende dal patto di stabilità tra Provincia e Stato, per cui non possiamo andare sulle spese di parte corrente, per cui il compenso per gli operatori didattici, che lavorano tutti a contratto e sono una decina…, e co18

munque non possiamo aumentare il loro numero perché da un lato sarebbe scorretto far esplodere la precarietà, d’altro lato è un tipico lavoro che comporta attività stagionali perché hanno oltre al compito di seguire le scuole quello di gestire il turismo generico, quindi si compensano questi due aspetti, e questo è un punto di debolezza, perché questa cosiddetta parte corrente è quella che attinge al budget delle assicurazioni, dei trasporti, della pubblicità, che vanno aumentando perché ci sono fenomeni speculativi….L’aspetto positivo invece è nei rapporti con il servizio

C’è un Tavolo, organizzato dal servizio attività culturali della Provincia al quale siedono non solo i direttori dei musei, ma anche i responsabili dei servizi didattici che stanno congegnando delle proposte che siano non a compartimenti stagni, come avviene oggi, ma che abbiano una loro relazione per un’offerta coordinata, il che vuol dire che l’aspetto positivo è che ci saranno dei temi o dei percorsi che potranno essere seguiti in più musei in senso trasversale, cioè i nostri musei di fatto occupano ognuno uno spazio cronologico e territoriale diversificato, ad esempio, scienze naturali la formazione del territorio, dalla geologia fino alle scienze naturali, quindi al paesaggio; noi ci occupiamo dall’archeologia fino alla secolarizzazione del principato vescovile, quindi storia, arte, archeologia, storia dell’arte, etnografia... Se noi ci mettiamo insieme siamo tanti segmenti del sapere che però coprono la storia del territorio in termini approfonditi. Questo significa che se noi riusciamo a mettere insieme questi segmenti e a mettere insieme una catena ininterrotta ognuno con la propria specificità ed i modi di comunicare che sono diversi perché puoi giocare allo scavo simulato ma non al principato vescovile, puoi ripetere la pittura del divisionismo, ma sul principato vescovile se non hai la base…. si stanno costruendo dei percorsi trasversali e io lo considero veramente utile, perché da un lato serve anche a dare un’idea che i musei offrono al mondo della scuola un percorso coordinato Mario Caroli n.7-8 luglio/agosto 2010


l’offerta didattica VENT’ANNI

Partecipazione attiva al museo 1990-2010. Vent’anni fa al Castello del Buonconsiglio si sperimentavano le prime iniziative rivolte al pubblico scolastico. Da allora l’impegno educativo del museo si è intensificato con la progettazione, la sperimentazione e la realizzazione di attività e proposte rivolte ai molti e diversificati pubblici del museo, sempre con l’ambizioso obiettivo di formare cittadini attenti, consapevoli e responsabili del loro patrimonio culturale. La scuola è comunque rimasta per il museo un’utenza a cui guardare con attenzione e senso di responsabilità. I profondi cambiamenti del fare scuola di questi ultimi anni hanno indirizzato la proposta educativa museale che ha individuato nuove e diversificate pratiche, nel rispetto di una scelta metodologica che, basata sulla partecipazione attiva degli studenti, punta alla costruzione personale della conoscenza, di abilità e competenze trasversali e trasferibili, grazie a una progettata e strutturata mediazione e trasposizione dei saperi esperti. Percorsi di visita, di ricerca e laboratori Percorsi elaborati per fornire chiavi di lettura alle esposizioni temporanee e al patrimonio monumentale del museo. Percorsi tematici che, attraverso l’esperienza di un processo attivo di ricerca storica simulata, intendono fornire gli strumenti cognitivi e metodologici per una lettura consapevole e critica del patrimonio culturale. L’esperienza maturata in questi anni ha consentito agli educatori del museo di proporre ed elaborare percorsi di ricerca flessibili per rispondere alle esigenze formative delle singole classi. Partendo dalle collezioni del museo e dalle esposizioni temporanee, vengono organizzati degli atelier condotti da esperti dove è possibile sperimentare tecniche e pratiche dell’arte, scoprendo creatività e abilità. Progetti e consulenza Insegnanti e professionisti del museo condividono finalità, obiettivi e metodi per elaborare in una reciproca relazione di scambio e confronto azioni formative significative. Il risultato di questa metodologia operativa non è solo il prodotto finale creato dalla classe ma lo stesso processo di costruzione dell’esperienza educativa, realizzata con progetti di partenariato. Gli insegnanti interessati a un colloquio diretto con i Servizi educativi del museo per una specifica consulenza o per ricevere informazion.7-8 luglio/agosto 2010

ni e indicazioni relative alle diverse proposte educative o per richiedere una collaborazione alla progettazione e alla costruzione di percorsi e strumenti didattici specificatamente pensati per la loro classe, possono rivolgersi direttamente al personale del settore. Castel Thun Le proposte per i ragazzi Acquisito dalla Provincia autonoma di Trento e divenuto una delle sedi del museo del Castello del Buonconsiglio, il 17 aprile 2010 Castel Thun è stato aperto al pubblico dopo lunghi e impegnativi restauri. Nelle sale si possono ammirare i raffinati arredi originali, una ricca pinacoteca e preziose collezioni d’arte. Nell’anno scolastico 2010/11 verranno attivati percorsi rivolti alla scuola: dell’infanzia con I segreti di uno scrigno, dove i piccoli visitatori potranno trovare curiosi indizi per ricercare i segreti del castello e dei suoi nobili abitanti; primaria con Ospiti d’onore: i bambini esplorano la struttura del castello con Ercole e Dorotea Thun per scoprirne le trasformazioni, la storia e alcuni misteri...; scuola secondaria di I e II grado con Dimore d’altri tempi, che offre l’opportunità di avvicinarsi alla storia del castello attraverso l’utilizzo di mappe, plastici, immagini d’epoca e dipinti. E per gli insegnanti Un corso di formazione e aggiornamento rivolto agli insegnanti di ogni ordine e grado per scoprire e indagare la secolare dimora dei conti Thun, le sue preziose collezioni, la sua storia. Tra settembre e ottobre 2010: Castel 19


Thun nel contesto del principato vescovile di Trento con Carlo Andrea Postinger; Il nobile casato Thun: storia e immagini con Marcello Bonazza; Castel Thun nelle rappresentazioni iconografiche con Lia Camerlengo; Le collezioni di Castel Thun con Francesca de Grammatica; Visita guidata dagli storici dell’arte a Castel Thun L’avventura del vetro Un percorso dal Rinascimento al Novecento tra Venezia e mondi lontani dal 26 giugno – 7 novembre 2010, nato con l’intento di valorizzare le collezioni del museo, tra cui spiccano pregevoli opere in vetro del Quattrocento e un nucleo di vetri veneziani e boemi appartenenti al patrimonio di Castel Thun, la mostra si propone come un emozionante viaggio alla scoperta dell’arte del vetro e delle sorprendenti creazioni dei maestri di Venezia che hanno segnato la storia di questa materia, conquistando mondi lontani, lungo rotte di terra e di mare. Splendide perle variopinte, molte delle quali destinate ai mercati dell’Africa, e capolavori realizzati tra il Rinascimento e il Novecento, provenienti dal Museo del Vetro di Murano, da musei internazionali e da collezioni private, restituiscono l’immagine del vetro come di una materia preziosa e versatile, plasmata dall’abilità e dall’ingegno dell’uomo. Per conoscere Nell’ambito della mostra saranno attivati proposte di formazione per insegnati, percorsi di visita e di ricerca, laboratori per conoscere, indagare e sperimentare l’arte del vetro e la sua storia. In collaborazione con l’associazione Vetroricerca di Bolzano alcune classi potranno partecipare a uno speciale progetto per la creazione di formelle in vetro decorato da utilizzarsi anche per la realizzazione di originali vetrate per la scuola. Mercoledì 22 e giovedì 23 settembre 2010, dalle 14:00 alle 18:00, in contemporanea con il Museo Tridentino di Scienze Naturali, il Mart, il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina e il Museo Storico del Trentino, tutti i docenti, dalla scuola dell’infanzia agli istituti secondari, sono invitati al museo nelle “giornate aperte”. Il programma dettagliato è disponibile sul sito internet del museo (www.buonconsiglio.it) oppure contattando la segreteria dei Servizi educativi (0461.492811). I percorsi “classici” Anche nell’anno scolastico 2010/2011 saranno attivati i seguenti percorsi e laboratori: per la scuola dell’infanzia: Castelli in aria … castelli in terra; Ritratti; La danza dei mesi; Animali da favola. 20

per la scuola primaria: Immagini per un racconto: le favole di Fedro al Castello del Buonconsiglio. Gli incanti del volto. Storia privata e collettiva del ritratto. Miti e figure della cultura classica. Giro dei mesi. Uomo e natura nel Ciclo dei mesi di Torre Aquila. Il tempo dei contadini: il Ciclo dei mesi di Torre Aquila. Sulle ali dorate. Capolavori della scultura lignea al Castello del Buonconsiglio. Collezione d’Egitto. La sezione di antichità egizie, in deposito al castello, diventa un efficace strumento didattico per conoscere e approfondire il quadro di civiltà del popolo egiziano. Per le ore opzionali: i progetti speciali Favole di tutti i colori … da una cultura all’altra e La città racconta. Per la scuola secondaria di I grado La trasformazione di Castelvecchio “da fortezza a residenza”. Medioevo e Umanesimo a confronto. Il ciclo dei mesi di Torre Aquila.Nobili e contadini in una rappresentazione del primo Quattrocento. Il Magno Palazzo: Bernardo Cles mediatore della vita politica europea. Nel castello un museo. Il Castello del Buonconsiglio e le sue collezioni. Castel Stenico: un castello per il controllo del territorio. Castel Beseno: una fortezza rinascimentale ai confine dell’Impero. Alla ricerca della città medievale. Alla ricerca della città rinascimentale. Villa Margon. Armonia e arte rinascimentale: un omaggio al potere. Per la scuola secondaria di II grado Il Gotico internazionale: un’arte al servizio del potere. Il Ciclo dei Mesi di Torre Aquila. Il Magno Palazzo del cardinale di Trento. Bernardo Cles, principe del Rinascimento.La Loggia del Romanino: Bernardo Cles “Signore del Rinascimento”. Luoghi dell’arte. Salvaguardia e tutela del patrimonio culturale. Villa Margon e il fenomeno delle ville suburbane. Castel Beseno, fortezza rinascimentale. Francesca Jurman Informazioni Servizi educativi del Museo Castello del Buonconsiglio Francesca Jurman (responsabile), Roberta Opassi Chiara Facchin (referente area scuola) lunedì - venerdì 9.00/13.00 costo delle attività: 2 euro ad alunno Tel. 0461 482811 – Fax 0461 982268, e-mail: education@buonconsiglio.it web: www.buonconsiglio.it n.7-8 luglio/agosto 2010


SOVRINTENDENZA BENI LIBRARI, ARCHIVISTICI E ARCHEOLOGICI

ARCHEOLOGIA

Offerta didattica per la scuola Anche per l’anno scolastico 2010-2011, i Servizi Educativi del Settore Beni archeologici della Soprintendenza per i Beni Librari, Archivistici e Archeologici ripropongono al mondo della scuola una ricca offerta con i tradizionali percorsi di ricerca e i laboratori di approfondimento volti alla conoscenza del patrimonio archeologico trentino. Ricordiamo che l’educazione al patrimonio è al centro di tutte le proposte educative ed è il punto di partenza per sviluppare competenze, saperi e abilità trasferibili e trasversali a diverse discipline, per organizzare processi di apprendimento e per promuovere una fruizione ragionata del bene archeologico. Lavorare con le fonti Le attività sono, come al solito, strutturate come laboratori di ricerca: i ragazzi hanno l’occasione di partire dalle fonti (reperti in originale o in copia e strutture quali la Tridentum romana e le aree archeologiche sul territorio) che analizzano, interrogano, confrontano, raccogliendo dati, comprendono processi tecnologici, quindi riassumono ed espongono risultati. Tale metodologia permette di offrire agli alunni un’occasione di apprendimento diversa, ma non separata e completamente staccata da quanto normalmente svolgono in classe, andando adeguatamente ad inserirsi nel curricolo scolastico. Continua l’offerta di uno sportello informativo per gli insegnanti come supporto alla loro progettazione curriculare e, per chi lo richiede, in fase di prenotazione è possibile strutturare i percorsi, in base alle esigenze e ai bisogni delle singole classi. I Servizi Educativi sono inoltre disponibili ad organizzare incontri di aggiornamento e formazione, per visite alle aree archeologiche (Tridentum romana, area archeologica di Acqua Fredda) e al Museo Retico di Sanzeno, oltre che per attivare con le scuole del territorio di ogni ordine e grado progetti in partenariato volti all’approfondimento di alcune tematiche e/o alla sperimentazione di nuove proposte e percorsi di ricerca. L’offerta di laboratori Le proposte e i materiali didattici sono rivolti alla scuola dell’infanzia (ultimo anno), alla scuola primaria, alla scuola secondaria di primo grado superiore,ma tali attività possono essere modificate in base alla richien.7-8 luglio/agosto 2010

sta specifica del docente in fase di prenotazione. È necessario che gli insegnanti che aderiscono ai laboratori forniscano al momento dell’attività l’elenco dei partecipanti presenti. Si richiede la presenza di due accompagnatori, responsabili anche del comportamento degli alunni. L’offerta educativa è assai varia e si articola in: laboratori di ricerca storica e tematici, laboratori sulle tecnologie in uso nell’antichità, laboratori cronologici e uscite sul territorio presso le aree archeologiche. L’elenco completo dei laboratori è consultabile sul sito. Le classi che partecipano ai percorsi che si svolgono al S.A.S.S. potranno vedere come approfondimento di alcuni percorsi un video tridimensionale che ricostruisce le strutture pubbliche e private, arricchite di particolari ormai perduti dell’area archeologica. I nuovi approfondimenti Il Museo Retico di Sanzeno, situato in località Casalini, è un’area significativa per la storia dell’archeologia in Val di Non, si propone come centro di comunicazione culturale e strumento per la valorizzazione della storia antica del territorio. Il percorso espositivo si snoda secondo settori cronologici e tematici, attraverso un suggestivo itinerario che accompagna il visitatore in un ideale viaggio nella profondità del tempo, dalla preistoria all’alto medioevo. Tra i preziosi reperti archeologici, spiccano le evidenze del popolo dei Reti, conosciuto già dai Romani, caratterizzato da una vasta cultura materiale: splendide produzioni artistiche, bronzetti legati alla sfera religiosa, attrezzi da lavoro e utensili della vita quotidiana. In questa suggestiva cornice prenderanno avvio dal mese di ottobre percorsi e laboratori 21


didattici, opportunamente calibrati, rivolti alla scuola primaria,alla scuola secondaria di primo e secondo grado. I percorsi possibili sono consultabili sul sito. Miti a Tridentum … Letture itineranti L’attività è rivolta alla scuola secondaria che si svolge presso lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas (Piazza Cesare Battisti) e presso l’area archeologica di Palazzo Lodron dalle ore 10.30 alle 12.00. E’ prevista una breve presentazione di alcuni miti e del loro legame con Tridentum, seguita dalle letture degli attori del gruppo Trento Spettacoli. Il calendario degli incontri è il seguente: Osiride, ma dove sei? Lunedì 8 novembre 2010 e lunedì 14 febbraio 2011 Canta Orfeo, canta! Ma non voltarti… Lunedì 29 novembre 2010 e lunedì 28 febbraio 2011 Il trionfo di Bacco e Arianna Lunedì 6 dicembre 2010 e lunedì 21 marzo 2011 presso l’area archeologica di Palazzo Lodron Arriva Ercole! Si salvi chi può … Lunedì 31 gennaio e lunedì 4 aprile 2011 Per le scuole superiori è previsto un approfondimento con letture inerenti il tema, tratte da opere di diversi autori e un confronto/incontro con gli attori sulle tecniche drammaturgiche e interpretative. Giornata della Memoria In occasione della Giornata della Memoria si propongono presso lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas a Trento due appuntamenti per le scuole: Oltre la memoria: piccole voci dalla Shoah, lunedì 17 gennaio 2011 dalle ore 10.30 alle 12.00. scuola del primo ciclo. La voce di due “piccole vittime” una bambina ebrea e un bimbo tedesco, figlio del comandante del campo di concentramento. Eichmann. Un criminale moderno lunedì 24 gennaio 2011 dalle ore 10.30 alle 12.00 scuola superiore. Un testo per ricordare ancora una volta, la sconvolgente razionalità dello sterminio degli Ebrei. Una lettura-processo per capire, analizzare, non-dimenticare uno dei periodi più agghiaccianti della storia contemporanea. Novità : Voci dal mondo greco e latino Questo percorso è dedicato in special modo alla scuola secondaria. Presso lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, nell’affascinante cornice dell’antica Tridentum si propongono, in collaborazione con Trento Spettacoli e Alfonso Masi, appuntamenti con la filosofia e la clas22

sicità. Protagonisti saranno Socrate, Orazio, Antigone, alcuni tra i più significativi personaggi dell’antica Roma e il grande commediografo Plauto. Il calendario degli incontri è il seguente: Era il più saggio e il più giusto. Processo e morte di Socrate. Lunedì 10 gennaio 2011; ore 10.30- 12.00. Il recital, tratto dalle opere di Platone (Eutifrone, Apologia, Critone e Fedone), presenta Socrate e il dramma della sua morte per la causa della verità. Intervista ad Orazio nostro contemporaneo. Lunedì 7 febbraio 2011 dalle ore 10.30 alle 12.00 L’intervista guida alla scoperta della vita e delle opere di Orazio, che alle varie domande risponde prevalentemente con i propri versi. Ne scaturisce un personaggio ricco di ombre e luci, pregi e difetti, insicurezze e contraddizioni, un Orazio moderno, quasi nostro contemporaneo. Interviste a li Romani antichi. Lunedì 21 febbraio 2011 dalle ore 10.30 alle 12.00 Si tratta di alcune delle interviste impossibili realizzate dalla Rai nel 1973. Sono stati scelti gli incontri con personaggi dell’antica Roma: Muzio Scevola (Umberto Eco), Attilio Regolo (Umberto Eco), Giulio Cesare (Vittorio Sermonti), Nerone (Alberto Arbasino), Tacito (Raffaele La Capria), Attila (Guido Ceronetti). Un modo originale per riproporre efficacemente e divertendo alcuni episodi della storia antica. Antigone. Lunedì 14 marzo 2011; dalle ore 10.30 alle 12.00 La tragedia sofoclea di Antigone viene presentata in forma di oratorio senza scene, costumi, movimenti coreografici, per dare risalto soltanto alla parola dei singoli personaggi e al contrasto che emerge tra le leggi statali e le “non scritte leggi degli dei” intese come i dettami interiori della coscienza. L’amore al tempo dei romani. Lunedì 13 dicembre 2010 e lunedì 28 marzo 2011; 10.30 - 12.00 Una lettura-spettacolo che, attraverso i testi più famosi del grande commediografo latino, svela uno spaccato della vita, degli amori e delle relazioni all’epoca dei romani. A fine spettacolo, letture a cura degli attori per ripercorrere le influenze plautine sulla drammaturgia moderna e contemporanea. Animali da favola. Sulla strada romana del S.A.S.S. Sono dedicati all’ultimo anno della scuola dell’infanzia e al primo ciclo della scuola primaria gli spettacoli teatrali interattivi tratti da alcune favole di Esopo e di Fedro proposte dal gruppo teatrale Trento Spettacoli sulla n.7-8 luglio/agosto 2010


strada romana del S.A.S.S. Allo spettacolo seguirà una breve visita all’area archeologica per far conoscere ai più piccoli i segreti dell’antica Tridentum romana. Il calendario degli incontri è il seguente: C’era una volta…una volpe! Lunedì 8 novembre 2010 e lunedì 14 febbraio 2011 dalle ore 14.00 alle 15.30 Se un capretto, un lupo e un leone…. Lunedì 29 novembre 2010 e lunedì 281 febbraio 2011 dalle ore 14.00 alle 15.30 Il buffone e il contadino - La volpe e il corvo Lunedì 13 dicembre 201’ e lunedì 14 marzo 2011 dalle ore 14.00 alle 15.30 La cicala e la formica - La lepre e la tartaruga Lunedì 24 gennaio 2010 e lunedì 28 marzo 2011 dalle ore 14.00 alle 15.30 Informazioni pratiche L’attività didattica avrà inizio lunedì 11 ottobre 2010. I laboratori e i percorsi didattici si svolgono a Trento presso le Aule didattiche della Soprintendenza in Via Aosta 1, l’area archeologica del S.A.S.S. in Piazza C. Battisti, l’area archeologica di Palazzo Lodron e presso il Museo Retico di Sanzeno. Ogni laboratorio didattico prevede la durata massima di 3 ore secondo l’orario: mattino 9.00-12.00; pomeriggio 14.00-17.00. Per le prenotazioni, accettate fino ad esaurimento dei posti, si telefona ai Servizi Educativi della Soprintendenza, al numero 0461-492150 a partire dal 14 settembre 2010 fino al 1 ottobre 2010, dal martedì al giovedì con orario 9.00-12.00 e 14.30-17.00 e il venerdì con orario 9.0012.00. Durante l’anno scolastico, la segreteria didattica sarà a disposizione per le prenotazioni e lo sportello di consulenza per gli insegnanti ogni lunedì con orario 14.30-17.30 al numero 0461 492150. Non si accettano prenotazioni avvenute attraverso altri numeri telefonici o tramite fax. La conferma dovrà pervenire tramite entro 15 giorni dalla data di prenotazione telefonica, utilizzando il modulo allegato al pieghevole. Il pagamento I laboratori didattici e le attività proposte sono a pagamento per i ragazzi, gratuiti per insegnanti e accompagnatori. Per i percorsi che si svolgeranno presso l’area archeologica del S.A.S.S. e il Museo Retico di Sanzeno il pagamento di € 2 a partecipante dovrà essere effettuato in contanti il giorno stesso dell’attività. Laboratori didattici a Trento Via Aosta: € 2 a partecipante da pagarsi tramite bonifico bancario o conto corrente postale. Uscita sul territorio (Acqua Fredda): € 100 a classe. Miti a Tridentum, Animali da favola, Voci dal mondo greco e n.7-8 luglio/agosto 2010

latino, Shoah: € 100 a classe da pagarsi tramite bonifico bancario o conto corrente postale. Il pagamento dovrà essere effettuato entro il giorno successivo alla data in cui è stata effettuata l’attività tramite bonifico bancario sul conto intestato alla Provincia autonoma di Trento, UniCredit Banca S.p.A. - Agenzia Trento Galilei sul conto CIN : S ABI: 02008 CAB: 01820 N. CONTO: 000003774828 IBAN TI12 oppure tramite versamento sul conto corrente postale n. 295386, intestato alla Provincia autonoma di Trento – Servizio Tesoreria, c/o UniCredit Banca S.p.A., via Galilei, 1, 38100 Trento. Si raccomanda di specificare la causale del versamento e di inviare fotocopia della ricevuta al numero di fax 0461-492160. Qualora la classe non si presentasse all’appuntamento senza averne dato comunicazione almeno 15 giorni prima della data prevista, il costo dell’attività didattica verrà interamente addebitato. Luisa Moser INFORMAZIONI Beni archeologici della Sovrintendenza per i beni Librari, archivistici e archeologici. Via Aosta, 1 – Trento Tel. 0461 492150 – Fax 0461 492160 sito: www.trentinocultura.net/archeologia.asp e-mail: didattica.archeologica@provincia.tn.it Dirigente Livio Cristofolini; responsabile dei Servizi Educativi Luisa Moser altri operatori: Francesca Bazzanella, M. Raffaella Caviglioli, Cecilia Cremonesi, Mirta Franzoi, Michela Paoli, Elena Silvestri, Rosa Roncador 23


museo tridentino scienze naturali

il direttore LANZINGHER

Muse: un luogo dove porsi le domande MICHELE LANZINGHER, direttore del Museo Tridentino di Scienze Naturali. Lancia l’appello a chi oggi opera con le scuole di abbandonare “la mia casa, la tua casa” ed entrare “nella scuola delle scuole” sul territorio per costruire assieme dei progetti interdisciplinari integrati. Da “conservatore” a direttore ha rafforzato la sua idea del museo (in via Calepina oggi) e del Muse (in area ex Michelin domani) come luogo dove docenti e ragazzi si pongono delle domande e vengono posti in un contesto laboratoriale anche per avere risposte. Sa che sul Museo di scienze pesa il sospetto di voler fare marketing e numeri alti a tutti i costi, li esibisce e spiega perché “la quantità è anche qualità”. L’intervista è stata registrata giovedì 24 giugno 2010.

Il museo opera per una cittadinanza consapevole… partiamo dal museo e la scuola : il ruolo della scuola, dal punto di vista del direttore, nella visione complessiva del museo…

Se solo guardi alla definizione internazionale di museo dell’Icom (International Council of Museum) scopri che la componente educativa è uno degli elementi fondamentali della mission di un museo, qualsiasi esso sia, di storia, di arte, di tecnologia, di scienze e di natura: la componente educativa fa parte indissolubile del motivo per cui i musei esistono oggi. 24

Se noi parliamo di museo, parliamo di una struttura che non può non confrontarsi con un compito fondamentale di educazione. Per un museo scientifico come il nostro, poi, questo può assumere un compito principale perché il ruolo del museo scientifico non è più interpretato come un ruolo eminentemente di conservazione, altrimenti il nome sarebbe archivio naturalistico tridentino, ma un ruolo che interpreta e diffonde aspetti di conoscenza. Questi aspetti di conoscenza legati al mondo tecnico scientifico sono poi da interpretare come aspetti di conoscenza-consapevolezza, assunzione di responsabilità e pertanto azione. Quindi il nostro compito educativo verso una socie-

tà ampia in cui scuola, società e museo collaborano per la costituzione di una cittadinanza consapevole. Siamo in un mondo in cui la scuola non è più l’unico soggetto interlocutore nella formazione del cittadino, il sapere scolastico per necessità è talmente “liquido”, per cui la formazione dell’insegnante e la struttura della scuola non è sufficiente a mantenere il cittadino in connessione con la contemporaneità. In tale contesto il museo deve e può intervenire non solo assieme alla scuola, ma assieme alla famiglia, assieme alle altre agenzie territoriali nella costituzione e nella costruzione di un cittadino. Il museo si colloca nella consapevolezza che oggi può contribuire non solo a supporto e sostegno all’azione dell’insegnante, non solo per superare l’azione del docente attraverso una maggiore competenza nell’ambito di laboratori disciplinari, ma con una logica più strategica, con un modo di essere di un’istituzione culturale nella società oggi nel rapporto coi giovani cittadini. Questo è il quadro ed è anche un altro modo di intendere il rapporto con gli insegnanti solo in termini di formazione o solo come momento ricreativo fuori dalla scuola. I ragazzi fuori dalla scuola sono più reattivi, perché sono fuori dalla quotidianità e quindi utilizziamo questo metodo per coinvolgerli anche, ma non solo, utilizziamo l’expertise del museo per andare in approfondimento su qualcosa in cui sono meno dotato (non ho fatto geologia quindi mi fa comodo il museo). Anche, ma non solo: è un modo di essere, non a caso non c’è più la sezione didattica del museo, ma il settore educativo del museo, c’è una differenza fondamentale in quest’approccio. Noi non siamo semplicemente un elemento esterno alla scuola nel percorso didattico della scuola. Siamo un momento educativo che partecipa secondo una scelta di tempi e di modi fatti dagli insegnanti in un percorso formativo dei loro alunni. n.7-8 luglio/agosto 2010


Numeri di affluenze molto alti: ma le scuole scelgono e pagano: ci dispiace, ma è così… i numeri parlano chiaro sulla domanda che viene dalle scuole. Però, mi pare di capire che nella visione del museo la scuola non è importante solo perché vi “fa fare numeri alti di visitatori”, ma perché vi rafforza questo compito educativo….

Gli indicatori che dobbiamo prendere in considerazione sono qualitativi e quantitativi. Gli indicatori qualitativi noi li registriamo attraverso un monitoraggio costante della cosiddetta soddisfazione dell’utilizzatore sia insegnanti che ragazzi, nel senso che noi facciamo un’attività di monitoraggio sia quantitativo ma anche se le attività vengono scelte oppure no. Siccome sono attività peraltro a pagamento teniamo presente che noi non riusciremo a sostenere 70 mila ragazzi all’anno se non ci fosse un meccanismo di autofinanziamento, questo vuol dire che l’attività da parte delle scuole non è gratuita ma è voluta, ci dispiace ma è così. Volevo segnalarti un dato interessante che noi rispetto alla totalità degli studenti iscritti trentini sono 79872 ragazzi, il 56% degli studenti trentini ci frequentano una volta all’anno, ma con delle punte del 76% e 74% per la primaria e la secondaria. È vero che non è marn.7-8 luglio/agosto 2010

keting, ma questi numeri ci dimostrano che andare al museo tridentino di scienze naturali è un modo di essere della scuola trentina, visto che si ripetono ormai da dieci anni. Sono pensati, perché gran parte delle prenotazioni avvengono nel mese di novembre e quindi rientrano nelle programmazioni annuali e siamo diventati parti del modo di essere dell’insegnamento di area ampiamente scientifica della scuola trentina. Tenendo presente che siamo in una società dove i temi scientifici dell’innovazione tecnologica, ma anche dell’ambiente e della conservazione dell’ambiente sono fondamentali, da una parte, della competitività della nostra società e, dall’altra, della capacità di mantenere un ambiente di qualità e quindi della sostenibilità. Noi abbiamo anche un compito molto importante nei confronti della formazione della società del futuro e quindi non possiamo e non vogliamo ridurre il nostro ruolo al semplice supporto succedaneo alla dimensione curricolare, ma aprire ad aspetti più fondamentali del cittadino del futuro. All’inizio c’erano le gite scolastiche al museo, poi però… tu hai seguito da sempre il rapporto con le scuole. pensando anche a momenti concreti in questi anni da te seguiti, pensi che l’insegnante e la scuo-

la abbiano modificato il loro approccio e la loro domanda? all’inizio era solo la visita guidata .. adesso?

All’inizio c’erano le gite scolastiche, ricordo i primi anni da conservatore dove il museo era frequentato in gita scolastica nei mesi di aprile e maggio e l’insegnante percorreva le sale del museo e utilizzava i suoi saperi, c’era questa dimensione statica del rapporto con il museo. Poi abbiamo voluto assolutamente provocare la partecipazione delle scuole dando un ruolo attivo non solo agli insegnanti attraverso i percorsi di formazione e di aggiornamento ma anche ai ragazzi. Quindi la dimensione laboratoriale era quella in cui si poteva introdurre questa educazione basata sul porsi le domande e il porsi le domande lo fai in un contesto di laboratorio dove le tue risposte le puoi trovare attraverso l’interazione con gli oggetti naturali, con la simulazione e con l’esperimento. Ci rendiamo conto che questi aspetti possono e devono essere perseguiti anche dalla scuola e che peraltro la comunità europea su questo sta lavorando. Negli anni noi siamo riusciti a creare un’alleanza forte con il mondo della scuola, con gli insegnanti che hanno saputo riconoscere nei diversi e specifici settori del nostro intervento un grande sostegno a provocare la domanda nei loro ragazzi. Il museo diventa il luogo dove si va a porsi delle domande e attraverso il laboratorio, l’esperto e i materiali si trova25


trentino, ma ai musei rispetto alle scuole: c’è già o si potrebbe creare qualche forma sinergica…

no delle risposte temporanee a quello che è la costruzione di una consapevolezza scientifica e ambientale e un ruolo di sé nell’ambito di questi temi. verso “muse”: per le scuole cambierà qualcosa?

Il percorso che noi abbiamo fatto in questi anni peraltro è stato sostenuto anche con la partecipazione di entità esterne, l’università di Trento, la facoltà di scienze e quindi c’è una nostra forte attenzione ad interagire a livello internazionale come sviluppare e dove e verso dove orientare la nostra azione, ecco perché partecipiamo, viaggiamo molto verso le dimensioni congressuali e verso le best practices in giro per il mondo. Per quanto riguarda Muse, sicuramente quello che potrà cambiare è il fatto che in realtà oggi il Museo Tridentino di Scienze Naturali è un piccolo museo con tante aule e laboratori in cui vengono svolte queste attività. In futuro con Muse sarà un grande museo con tante aule, nel senso che molte delle attività che noi andremo a svolgere saranno realizzate nel contesto espositivo di un museo che candidandosi a diventare uno dei musei più rilevanti se non altro a livello nazionale avrà degli spazi di interazione dentro il grande spazio museale, però in questo momento al di là di una certa maggiore capacità di espandere temi quali la sostenibilità, la green economy, il verde, e noi non pensiamo di avere un nuovo set radical26

mente cambiato di proposte da fare al mondo della scuola; anzi, siamo molto sereni nell’affrontare la sfida del Muse proprio perché grazie al sistema trentino che vuol dire da una parte sostegno da parte della provincia, dall’altra parte un rapporto splendido con il mondo della scuola, non riteniamo di avvicinarci al momento critico di rivoluzione globale del nostro modo di essere. Ci sarà probabilmente una forte transizione, ma non una rivoluzione, di fatto il museo tridentino sta già funzionando con numeri e con i fatti a livello di grande museo europeo. Il Muse non deluderà perché è un risultato che abbiamo già portato ad esito in questi ultimi 15 anni di attività in via Calepina, ma anche attraverso progetti speciali in Val di Ledro, in Val di Fassa… Noi siamo sempre più convinti sostenitori di un più forte rapporto di condivisione di intenti proprio con i dipartimenti provinciali relativi alla scuola. Noi siamo pronti a lavorare di più sul territorio, però abbiamo bisogno di farlo in una logica non di “è casa nostra è casa vostra” ma “è casa delle scuole”. Non discount-card per avere laboratori scontati, ma percorsi integrati costruiti assieme alle scuole sul territorio… ultima domanda sulle sinergie. non penso a sinergia tra musei in generale, al sistema musei in

Sicuramente lavorando sui territori sarebbe sciocco e non corretto mantenere questa distinzione che ha a che vedere con distinzioni disciplinari, Morin ci ricorda che si va verso un’educazione che deve essere olistica. Allora: perché in un rapporto educativo con il territorio in cui la scuola si confronta con le istituzioni culturali, il territorio non possa essere percepito attraverso un progetto costruito che preveda ad esempio la lettura trasversale tra gli assetti naturali, la dimensione storica sociale ed economica che questi assetti ambientali storici ed economici si sono realizzati, quindi dei percorsi che permettono al cittadino sul territorio di leggere se stesso e le proprie tradizioni in rapporto con la natura, in rapporto con la tradizione economica e sociale e storica, ma anche la costruzione di una propria visione del futuro… Questo non può essere compito di uno dei nostri musei ma può e deve essere una sfida dei nostri musei. Interdisciplinarietà non è soltanto un concetto di somministrazione ben dosata di saperi diversi, ma la costruzione di percorsi integrati a sostegno di un’azione formativa ed educativa della scuola aldilà del curriculum. Questa è la grande sfida per tutti i musei; non tanto una rete per economizzare il nostro intervento sul territorio, non una discount-card per avere un set di laboratori scontati, ma progetti agiti assolutamente di concerto con le scuole, con le loro autonomie e comunque sotto l’ombrello della Provincia per rendere più significativo il nostro rapporto con questo mondo scolastico. Mario Caroli n.7-8 luglio/agosto 2010


l’offerta formativa MTSN

Reti e collaborazioni Il Museo, attento alle tecnologie, alle tematiche scientifiche di attualità e sensibile alle nuove esigenze educative del mondo scolastico, conferma il suo ruolo nella comunicazione scientifica favorendo un approccio interdisciplinare che faciliti una visione olistica dei grandi temi di scienza e società. Prosegue l’impegno nel creare rete fra Istituzioni ed Enti che si dedicano alla ricerca e alla divulgazione, il quale si concretizza con l’adesione ai Progetti: “Scuola e Montagna”, “Storia Locale” ed Energy 2020. Il Progetto educativo “Energy 2020, scuola– museo – cooperazione per un futuro energetico sostenibile”, nato dalla collaborazione con la Federazione trentina della cooperazione, con la partecipazione di una serie di Enti partner, metterà a disposizione delle scuole nuovi laboratori cognitivi e partecipativi sul tema dell’energia, con esperimenti hands on. Novità Cambia la sede di svolgimento di alcune attività. I Laboratori di Astronomia e le attività nel Planetario verranno svolti presso la sede di via Calepina, con nuovi laboratori come Costruiamo un razzo, I pianeti extrasolari, Costruiamo un telescopio. I Laboratori della macro-area “Fisica, matematica, tecnologia” si svolgeranno presso il Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni, anche qui con varie nuove attività come: “Numeri e calcoli degli ALTRI popoli”, “Facciamo luce sui colori”, “La forza dell’aria”, “In volo con la fisica”, “Prova a volare! - laboratorio di simulazione del volo” e “DiscoveRobot – laboratorio di robotica educativa”. Laboratori sul tema della Nuova Biologia e Genomi, in collaborazione con Facoltà di Scienze dell’Università degli Studi di Trento e CIBIO (Centro Interdipartimentale per la Biologia Integrata): “Più o meno evoluti”, “Biotecnologie microbiche: la fissazione dell’azoto”, “Biotecnologie industriali: lieviti e produzione di etanolo”, sede di via Calepina. Museo delle Palafitte del Lago n.7-8 luglio/agosto 2010

di Ledro: “Storia del sasso Rosa: un lungo viaggio dalla montagna al mare”; “Archeo-puzzle”. Il Museo garibaldino di Bezzecca: partendo dal piccolo ed interessante museo al centro del paese, una piacevole passeggiata al colle offrirà l’occasione per ragionare sul ruolo strategico che questa valle, apparentemente defilata, riveste fin dall’antichità. Il Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni rivede, divisi per macroaeree, numerosi nuovi laboratori. ad esempio nell’ambito storico: “La Grande Guerra del cielo”, “Secoli al volo”, Soldati fra le nuvole, e nell’ambito delle arti visive: “Ritagli d’autore”, “I colori dell’aria” E per i più piccoli: “Sul veliero con Darwin”, laboratorio di animazione scientifica per la Scuola Primaria; “Sssh… che bello, ascolta”, laboratorio nato e ideato dalla collaborazione fra il Museo Tridentino di Scienze Naturali, la Federazione Provinciale delle Scuole Materne e la Scuola di Musica “I Minipolifonici” di Trento; “Pico e la sua ciurma” animali vivi al museo; “Ciao, mi chiamo Dino”- Un giorno con i dinosauri.

Mostre temporanee Spaziale! L’astronomia in mostra, prorogata fino al 9 gennaio 2011, in via Calepina. Predatori del Microcosmo. La corsa agli armamenti di ragni, insetti, anfibi e rettili. Dal 3 dicembre 2010 al 20 febbraio 2011, via Calepina. Mostra dedicata a tutti quei piccoli animali che, senza clamore, svolgono un ruolo fondamentale in tutti gli ecosistemi della terra. Questi piccoli predatori hanno sviluppato tecniche di caccia e sopravvivenza uniche al mondo: una “corsa agli armamenti” complessa e senza sosta, che non ha riscontro negli organismi di taglia superiore. L’esposizione, ha come punto di forza un’esposizione di animali vivi molto speciali, raramente presentati al grande pubblico, permette così di scoprire aspetti poco noti della loro biologia. Eventi e progetti Bioweek: “Le Foreste: alleate silenziose e indispensabili”maggio 2011. Il Museo propone, nel cor27


so di una intera settimana, un fitto programma di eventi a carattere scientifico e culturale, per favorire una dialettica attiva e costante tra il mondo della ricerca e i cittadini e la scuola, sulle strategie per favorire una gestione sostenibile delle foreste. Sarà possibile partecipare a laboratori dedicati e “censimenti partecipati della biodiversità”alle Viotte del Monte Bondone. Progetto “I-CLeEN - Interrogarsi su Clima ed Energia” propone al mondo della scuola un servizio online di condivisione e archiviazione di materiale e risorse didattiche nell’ambito delle Scienze del Sistema Terra. I materiali vengono raccolti e pubblicati dalla redazione del servizio, composta da insegnanti di scienze; l’utente può scaricare documenti originali per realizzare in classe lezioni attive quali laboratori, lavori di gruppo e simulazioni. Il portale web è uno strumento gratuito destinato ad insegnanti e formatori di ogni ordine e grado (www.icleeen.museum). Progetto Secondo me 3. Il Museo ritiene importante coinvolgere le nuove generazioni, e quindi il mondo scolastico, con l’obiettivo di condividere scelte e processi decisionali. Come sarà il museo del futuro? Quale museo desiderare per la nostra città? Che cosa non può mancare? Uno stimolo per i giovani verso la cittadinanza attiva, per avere uno sguardo su quello che accade attorno a loro, ma soprattutto per avere l’opportunità di esprimere la propria idea. Si realizza attraverso alcuni laboratori, differenziati per target, pensati per essere ospitati nelle strutture scolastiche che ne facciano richiesta. Opportunità per i docenti Confermate le tradizionali opportunità offerte ai docenti, come lo “Sportello insegnanti”, il tuto28

raggio agli studenti che frequentano gli stage di formazione e orientamento presso le Sezioni del Museo e il DOCENTI CLUB. Prosegue Progetta con noi, disponibilità a ideare e progettare, assieme ai docenti, percorsi didattici “su misura” che prevedono l’adattamento degli interventi museali alle esigenze della classe, anche alla luce dei nuovi progetti di ambito provinciale “Scuola e montagna” e “Storia locale”. I progetti didattici speciali nascono da un momento di co-progettazione docenti-museo che facilita la divulgazione e la diffusione dei saperi scientifici. Il Museo è ente accreditato per la formazione del personale della scuola. Ai docenti vengono rilasciati gli attestati di partecipazione relativi a tutti gli incontri di aggiornamento frequentati. Iscrizioni entro il 30 settembre 2010. Ricordiamo i seguenti corsi. Workshop i-cleen: “Quando insegnare è condividere”per Docenti di ogni ordine e grado, MTSN; 11, 18, 25 ottobre. Ore: 8 “Google Earth anch’io! Spiegare presto e bene con un’applicazione che in classe piace parecchio”; Docenti di Scuola Secondaria, Aula informatica – Liceo classico “G. Prati” di Trento, 19, 26 ottobre, 2 novembre 2010, Totale ore: 9; partecipanti: 20 “Introduzione alla microscopia vegetale: esperienze laboratoriali” per docenti di Scuola Primaria, Museo Tridentino di Scienze Naturali; 8, 15, 22 novembre 2010. Ore10, partecipanti 30 “I boschi di neoformazione: ruolo ecologico e paesaggistico”. In collaborazione con Servizio Foreste e Fauna – PAT e Facoltà di Ingegneria. Propedeutico all’anno 2011 dichiarato dalle Nazioni Unite: “Anno internazionale delle foreste” Scuola Secondaria; MTSN, territorio provinciale bo-

schivo; 15, 22, 29 ottobre, 5 novembre 2010. Totale ore:11; partecipanti:30 “Le buone erbe: dal prato alla scuola”,docenti di Scuola Primaria; MTSN, Giardino Botanico delle Viotte del Bondone, Arboreo di Arco; 21, 28 marzo, 9 aprile, 21 maggio; ore 14. Incontri di autoformazione e aggiornamento Tre giorni per la scuola – 20, 21, 22 settembre 2010. Nel corso di tre pomeriggi, dalle ore 14.30 alle 17.00, nei laboratori didattici del Museo, verranno attivate brevi dimostrazioni delle molteplici attività sperimentali dedicate alle scuole e saranno illustrate le nuove proposte, sarà possibile visitare le sale espositive permanenti e la mostra temporanea “Spaziale”. A conclusione di ciascuna giornata seguirà una conferenza ed uno spettacolo di teatro scienza Il tè degli insegnanti - momenti informali in cui si ha l’occasione di incontrare esperti, scambiare e condividere buone pratiche nella didattica delle scienze e conoscere percorsi didattici fondati su varie esperienze laboratoriali, nel senso più ampio del significato. Per l’ambito naturalistico, gli incontri pomeridiani si svolgeranno al Museo, il venerdì pomeriggio, dalle 16.30 alle 18.30. Per quanto riguarda le Scienze Fisiche, saranno attivati alcuni incontri presso il Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni, in collaborazione con il Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento. Il parco didattico del Galilei Novità di quest’anno il parco didattico del Galilei, inaugurato il 29 maggio 2010. Gli oltre due ettari e mezzo dell’oasi verde “Ex n.7-8 luglio/agosto 2010


Dame di Sion”, recentemente valorizzati dal Servizio conservazione della natura e valorizzazione ambientale, sono diventati un parco didattico aperto alle istituzioni scolastiche del territorio, grazie al protocollo fra la Provincia, il Liceo “Galilei” e il Museo tridentino di Scienze naturali. Ad un comitato di coordinamento saranno affidati programma, attività e progetti. Con questo protocollo, di durata triennale, Liceo e Museo di Scienze si impegnano a collaborare per la realizzazione del parco attraverso iniziative e progetti finalizzati allo sviluppo di esperienze di formazione scientifica, rivolte agli studenti di ogni ordine e grado per sviluppare una più ampia conoscenza scientifica e una sensibilità alle tematiche ambientali. I percorsi proposti Il “Parco didattico Galilei” conterrà percorsi didattici suddivisi sotto i profili: geologico, botanico, di arte-natura, fisico - astronomico e motorio - orientamento, lungo i quali saranno inseriti bacheche, segnaletica identificativa delle spen.7-8 luglio/agosto 2010

cie arboree, massi tipici della geologia locale e vegetazione autoctona. Le caratteristiche scientifiche del parco, attraverso la coerenza con il contesto, favoriranno le conoscenze che permettano la lettura e l’interpretazione del territorio trentino nella sua specificità fisica e culturale. Due finora le proposte all’interno del giardino: un percorso botanico ed uno geologico lungo un comodo sentiero di circa 520 metri, con un dislivello di circa 50 metri (fruibile anche da disabili motori) percorribile in 30 minuti circa. Il primo, snodandosi tra gli alberi e gli arbusti più comuni del Trentino e le coltivazioni tradizionali del nostro territorio, vuole rappresentare ed illustrare il paesaggio vegetale locale sia spontaneo che coltivato, con particolare attenzione alle colture tradizionali in via di scomparsa. Il secondo è un sentiero geologico ricostruito trasportando sul posto 13 grossi blocchi di roccia, scelti tra le formazioni rocciose più significative della zona. A spasso nella geologia

L’ordine non è casuale: in basso si trovano le rocce più antiche, in alto quelle che si sono depositate più di recente: come nelle colonne stratigrafiche che i geologi disegnano per schematizzare la successione verticale degli strati rocciosi del territorio che studiano. L’itinerario si conclude con una superba vista sul conoide del Fersina sul quale sorge la città di Trento. Il punto panoramico, attrezzato con una pannello di grandi dimensioni permette anche ai non addetti ai lavori una facile lettura della particolare struttura geologica del Monte Bondone. A partire dal mese di settembre tutti gli studenti delle scuole di Trento e della provincia, dalle primarie alle superiori, potranno utilizzare il laboratorio didattico “Itinerari di natura” per studiare, dal vivo, la natura che li circonda. L’accesso al parco avverrà tramite prenotazione: per le scuole presso i Servizi Educativi del Museo Tridentino di Scienze Naturali e per le visite autonome telefonando al Liceo Scientifico Galileo Galilei (Tel: 046/1913479).

Chi percorre il sentiero geologico compie un viaggio nel tempo lungo 300 milioni di anni, scandito da 13 “pietre miliari” che rappresentano i momenti più significativi della nostra storia geologica.

Marina Galetto Responsabile servizi educativi

INFORMAZIONI I Servizi educativi propongono tre cataloghi con le proposte didattiche 2010/2011 differenziate per target. Tutte le informazioni riguardanti le attività svolte presso la sede centrale e quelle dislocate sul territorio, sono consultabili sul sito internet oppure richiedendo i libretti gratuiti. Per avere i programmi dettagliati dei corsi e il modulo di iscrizione, consultare il sito del Museo:

www.mtsn.tn.it alla pagina “Per la scuola” o telefonare ai Servizi Educativi ai numeri:

0461 270380 (referente Marina Galetto), 0461 228502/222916,

telefonia fissa: 848 004848

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MUSEO CIVICO DI ROVERETO

il direttore FINOTTI

Meno business scolastico franco finotti,

direttore del Museo civico di Rovereto. Un fiume in piena, Franco Fonotti, mentre lo intervistiamo nella sede del Civico a Rovereto. Con lui, Nello Fava, referente per molti anni dei servizi educativi. Le interruzioni al telefono sono tante, ma tutte “giustificate”: col Centro della formazione insegnanti di Rovereto, con il dirigente scolastico che coordina la “rete” dei musei in Vallagarina, con il Museo di Scienze di Trento… Parla del Museo e dice sempre “il nostro istituto…”. La carne al fuoco del Museo civico è diventata davvero tanta e facciamo fatica a contenere le risposte, affidate poi al “taglio” di didascalie. L’intervista è stata registrata mercoledì 23 giugno 2010.

Anche il museo è scuola, perché siamo agenzia di formazione museo civico e scuola nella visione complessiva del museo. il mondo della scuola cosa rappresenta per il museo civico di rovereto?

Il Museo Civico di Rovereto nasce nel 1851 all’interno di un impianto scolastico, con la precisa volontà di parlare ai giovani, “di valorizzare la studiosa gioventù”. Il nostro legame con la scuola è fortissimo, anche nei dati statistici la scuola rappresenta circa due terzi dei nostri visitatori, però l’approccio non è come quelli che hanno tanti musei, nel senso che proprio per questa nostra storia, la formazione è uno dei punti cardine del nostro programma. Su questo non vogliamo fare business scolastico, anche se molte attività che facciamo hanno dei costi e non è possibile che siano sostenuti tutti dal nostro istituto. Noi siamo i primi sostenitori della scuola, 30

io ho detto all’Assessore Dalmaso: “noi siamo il tredicesimo, quattordicesimo istituto comprensivo”. Anche noi siamo scuola, perché siamo un’agenzia di formazione. Non siamo “la” scuola, ma un nuovo istituto comprensivo, perché l’approccio nei confronti del docente e dello studente è analogo. Dal 1985, da quando stiamo portando avanti il discorso della sezione didattica, la nostra è stata una delle prime sezioni didattiche, perché nasce nel 1984, nel primo numero degli annali, diciamo a chiare lettere che il museo è uno strumento didattico. formazione non mascherata da business scolastico…

L’interlocutore dei ragazzi è l’insegnante e non vuol dire che noi non siamo agenzia di formazione, ma che dovremmo lavorare per creare una classe di docenti, di professionisti dell’insegnamento e dell’educazione dei nostri giovani, che deve seguire determinate regole. Il nostro istituto è impegnato nel problema della formazione, che non è solo problema della scuola, ma anche dell’azienda, della società, è un problema di aggiornamento. La prima agenzia formativa è la scuola, ma poi ci sono altre agenzie formative, come i musei, e non devono mascherare questa formazione con la visita turistica o il business scolastico o piegandola alla mostra di turno nel museo o alle iniziative che ci sono di volta in volta. I musei devono avere una strategia per la formazione, il nostro museo ha abdicato un po’ sull’aspetto espositivo. Non tutti i musei devono per forza fare grandi esposizioni. Noi siamo museo e il museo che cos’è? Abbiamo inventato questo slogan “museo del dato e del pensato”. Il museo è il luogo del dato, cioè il luogo dove trovi i reperti materiali, ma anche i reperti culturali, gli oggetti, ma anche l’informazione, cioè la temperatura a Rovereto il 23 giugno di dieci anni fa. Museo come luogo del dato e luogo del pensato è chiaro che il patrimonio conoscitivo del museo è rivolto a tutti, però prioritariamente voi pensate alla scuola…

Il nostro compito è di essere luogo del dato, allora ci viene spontaneo essere anche luogo del pensato, luogo dove una comunità si riscopre e può dibattere in totale democrazia e libertà. Questo è luogo ideale per parlare di ricerca, di formazione e di prodotto. Questo è il modello nostro. Questo del pensato è anche mettere a confronto generazioni, il pensiero di età diverse. Si farà una bella mostra in Educa che parla del maestro Manzi, quello di “non è mai troppo tardi”. La cosa che a noi è piaciuta è che in quegli anni la Rai ha fatto un’operazione straordinaria contro l’analfabetismo. Ha preso due cose: un n.7-8 luglio/agosto 2010


professionista che era il maestro e le nuove tecnologie che era la televisione; e con la televisione sono entrati in tutte le case. Noi adesso diciamo la stessa identica cosa: i musei devono prendere un professionista, che è sempre il maestro e purtroppo se dico che l’insegnante è professionista tutti ci ridono in faccia. Adesso la società non chiama più la scuola, non chiama più il maestro, chiama il manager, l’uomo di spettacolo. Noi andiamo ancora avanti “alla vecchia”, abbiamo il maestro. Dall’altra parte, pur avendo un istituto che ha 160 anni, siamo i più giovani, siamo gli unici ad usare queste tecnologie. Siamo titolari della prima web tv in Trentino e una delle poche in Italia, stiamo aprendo canali televisivi tematici sull’archeologia con numeri straordinari. l’offerta è chiara, ma dal punto di vista della risposta dalle scuole, avrete registrato certamente un’evoluzione nell’utenza…

Pochi oggi sanno usare la web tv o il new magazine o il social network o il web 2. Quanti insegnanti lavorano sul web 2 condividendo il loro materiale? Pochi! Cosa è cambiato nella scuola? È cambiata la percezione. Mentre anni fa i pochi che c’erano si sentivano isolati e quasi derisi, ora gli altri sentono la necessità di fare questo. Adesso c’è la percezione che questo momento è importante per la formazione. Quindi noi abbiamo seminato dieci anni fa ciò che adesso vorrebbero raccogliere gli altri. Noi musei, la tentazione dell’immagine e il Centro della formazione di Rovereto… a rovereto avete creato una “rete” tra musei, una convenzione col comune: è la marcia giusta?

Il nostro istituto sta rivendicando la sua funzione di servizio e sta dicendo che gli istituti che sono agenzie di formazione devono essere generosi; non è possibile fare formazione e nello stesso tempo tirar fuori i diritti di copyright, di immagine. La formazione deve essere un grande impianto di generosità, perché far nascere idee è un valore e uno stimolo anche a livello aziendale, poi è chiaro che ci saranno dei segreti, anche noi facciamo attività di ricerca su alcune cose, però ci vuole disponibilità. Per questo ai nostri partner stiamo proponendo quen.7-8 luglio/agosto 2010

sta funzione, dove chi compare deve essere il Centro della formazione; i musei ci devono essere come competenza, ma devono imparare a dire “non siamo solo noi a fare questo”. Noi infatti, sulla web tv, un canale tematico lo mettiamo sempre a disposizione della formazione e apparirà il Centro di formazione su questo. In settembre, ad Educa, faremo vedere come è possibile per un insegnante fare una lezione nuova. La cosa fondamentale che è dinamica e che cambia non è il metodo, è il rapporto tra le persone, tra le tecnologie; al centro ci sta sempre la persona e ci sta sempre un sano rapporto. A settembre vorremmo far vedere come ridare dignità alla scuola. rapporto con la scuola: sinergia, sistema dei musei… si capisce che pensi a qualcosa che non sta andando nel verso giusto...

Io dico che il cuore del problema è che la scuola deve riconquistare dignità nella sua attività professionale, sia come dirigenza che come docenza, non possiamo più accettare, come abbiamo fatto al Festival della scienza a Genova, 14 mila studenti in 5 giorni. È un prodotto educativo? Anche se fatto da noi con dei laboratori bellissimi, ma è questa la scuola? È formazione? È educazione? Noi che l’abbiamo fatto diciamo di No! Ora dico una cosa che è scomodissima: la scuola deve andare alle mostre, ma con un altro atteggiamento. cosa manca perché ciò avvenga?

I musei stanno facendo un grande lavoro di offerta di prodotti di qualità e siamo sulla strada giusta, abbiamo fatto il lavoro di tenere insieme le sezioni didattiche, di fare prodotti che hanno le caratteristiche che stiamo dicendo. Il vero salto di qualità lo devono fare i manager dei musei che devono favorire proposte di continuità e poi lo deve fare la scuola, che deve dire “io sono l’interlocutore”. I musei devono ridurre il business scolastico a favore della formazione. Venite tutti, ma chiedete un prodotto di qualità che il museo deve dare, sostenete questa istituzione magari pagando qualcosa in più. Il museo è anche ricerca e formazione e prodotto, è luogo della memoria per cui può aiutare la scuola. Il problema della documentazione, della memoria lo può fare il museo. Mario Caroli 31


l’offerta didattica OESUM

Un museo al contrario “Dovreste cambiare nome e chiamarlo ‘Oesum’, cioè museo, ma al contrario. La vostra istituzione è infatti l’esatto contrario di quella che è l’immagine consolidata di un museo civico, di solito inteso come tradizionale vetrina - più o meno polverosa - di reperti locali....” Così qualche anno fa Maurizio Cecconi, esperto di comunicazione commentava le innumerevoli attività della più antica tra le istituzioni museali della città della Quercia. In realtà il Civico è sia un museo tradizionale che una realtà aperta e pronta alle innovazioni più avanzate, che non solo sposa con entusiasmo, ma che propone con creatività. Dal Dato, dal reperto, dall’oggetto, al Pensato, alle idee, ai servizi la parte spendibile del Bene Culturale.

Tra tradizione e rinnovamento Il Museo civico è uno dei primi Musei italiani. Fondato come società nel lontano 1851, è un’istituzione dalle molte ‘anime’, che spaziano dall’archeologia alle scienze naturali, alle arti figurative e alle nuove tecnologie. L’attitudine al rinnovamento, alla ricerca, all’offerta di servizi è in effetti la sua caratteristica specifica, con la capacità nuova di stringere una quantità di rapporti, convenzioni e collaborazioni con istituzioni pubbliche, musei, enti culturali e di ricerca, scuole, realtà produttive. Il museo ‘tradizionale’ è rappresentato dalle collezioni: quella archeologica presenta reperti locali di epoche diverse, dal Neolitico al Medioevo. Gli oggetti della Magna Grecia sono esposti nelle nuove sale della mostra permanente dal titolo “Dal Dato al Pensato”. In esposizione anche le collezioni di uccelli, la più importante raccolta ornitologica regionale italiana, e quella dei 32

mammiferi autoctoni ed esotici. Altre sezioni riguardano l’arte, la storia e il folklore locale, la zoologia, la botanica, l’astronomia, che troveranno spazio dal 2010 nelle rinnovate sale di Palazzo Parolai, Palazzo Alberti, che sarà sede di alcune sale permanenti della collezione d’arte e di mostre temporanee che contaminano arte e scienza, storia e memoria in collaborazione con gli altri musei del territorio e di esposizioni come quella su “Orsi, Halbherr e Gerola. L’archeologia italiana nel Mediterraneo” che resterà aperta fino a ottobre 2010. Le collaborazioni, la didattica, la ricerca Seguendo la propria filosofia di musealizzazione diffusa e di valorizzazione del territorio, il museo accompagna i visitatori lungo “l’itinerario della seta” a Rovereto, al giacimento paleontologico “Orme dei Dinosauri” ai Lavini di Marco, alla villa romana di Isera, a Castel Corno, sia presso il Castello che nei siti preistorici vicini, al giardino botanico in stile rinascimentale, a Brentonico e quello alpino a Folgaria, e infine nell’area didattica del Bosco della Città, detta Sperimentarea, immersa nel verde in un sito di interesse comunitario, un luogo unico, completamente attrezzato per la geofisica, la botanica, la zoologia, la robotica outdoor e indoor. Per quanto riguarda la robotica e le nuove tecnologie, il Museo è punto di riferimento per la didattica e la formazione e per una serie di progetti europei, in collaborazione con il Centro Formazione Insegnanti Rovereto e la Rete degli Istituti Comprensivi di Rovereto e Vallagarina, degli altipiani di Brentonico e Folgaria, di cui il museo fa parte. Il LEC Nel febbraio 2010 nella sede museale è stato inoltre inaugurato l’esclusivo Lego Education Centre. Nel LEC del Museo grandi e piccini, scolaresche, ragazzi e famiglie possono scoprire il fascino di costruire i propri robot con le più svariate funzionalità – in piena autonomia o accompagnati da operatori dedicati. In grande espansione le attività della sezione astronomica. Il cielo diurno e notturno non ha più segreti, grazie a importanti strutture per la ricerca e la divulgazione: in ambito astronomico, il Planetario con spettacoli rivolti alle scuole e al pubblico più ampio e l’Osservatorio astronomico del Monte Zugna, che si apre alla fruizione pubblica ogni terza domenica del mese e ogni estate con l’iniziativa Astrogastro che prevede una cena tipica al rifugio e l’osservazione del cielo coi ten.7-8 luglio/agosto 2010


Museo Civico di Rovereto

21 a

Rovereto 4 - 9 ottobre 2010

Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico

(Archivio Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici della Provincia Autonoma di Trento, foto Elena Munerati)

lescopi. L’estate 2010 sarà caratterizzata da spettacoli e riflessioni su Galileo. La rassegna del cinema archeologico e Discovery on film Il Museo Civico è anche punto di riferimento europeo per le rassegne di documentaristica scientifica: in primavera l’istituzione accende i riflettori sulla scienza con Discovery on Film, mostra del film scientifico e tecnologico, mentre in autunno sposta l’archeologia dalle sue vetrine al grande schermo con la Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico. Grazie a queste rassegne il Museo Civico ha un archivio di documentari unico, che sfrutta per la didattica e la divulgazione, di oltre 3000 unità, le migliori e più aggiornate produzioni, in italiano e in lingua originale, e collabora alla realizzazione di manifestazioni di cinematografia scientifica in Italia e a livello internazionale. Molti servizi, come la possibilità di vedere conferenze, documentari e incontri o il notiziario scientifico online, compresa la nuovissima sezione film-online che permette di seguire in versione integrale oltre 200 documentari archeologici e naturalistici, tra cui tutti quelli di Folco Quilici, sono offerti nel sito internet. Le potenzialità del WEB Ultima nata è Sperimentarea.tv, la web tv della scienza con documentari, interviste, news, accompagnata da poco dai canali tematici ACE-SAP channel, dedicato alla biodiversità e alla natura, e Archeologia Viva Tv, primo canale web in Italia dedicato interamente all’archeologia, in collaborazione con la rivista Archeologia Viva. Presto in rete i canali dedicati alla Natura, alla Formazione, in collaborazione con il Centro di Formazione Insegnanti Rovereto, e quello per l’Innovazione, legato anche al grande progetto roveretano di Manifattura domani. Il sito web è uno dei fiori all’occhiello del museo, che è partito con grande anticipo sul progetto di informatizzare tutto il patrimonio e che offre oggi agli utenti, oltre a servizi in esclusiva, anche straordinarie banche dati online. Unico, ad esempio, è l’archivio di dati botanici per la cartografia floristica del Trentino, di cui il Museo Civico di Rovereto è referente, ricco di schede e immagini consultabili della flora locale davvero eccezionali. Nel 1991 il Museo ha iniziato i n.7-8 luglio/agosto 2010

rilevamenti sugli oltre 220 quadranti che interessano la provincia di Trento. Si tratta di centinaia di migliaia di singoli dati distributivi tratti dalla bibliografia. Proprio per il prestigio internazionale la sezione botanica del museo - che negli ultimi dieci anni ha scoperto ben 4 specie nuove per la scienza, è spesso capofila di numerose iniziative a livello europeo. Per conoscere il territorio Altre base dati importanti per la conoscenza del territorio e per la sua gestione sono la bibliografia geologica, preziosa fonte d’informazione per tutti i professionisti che operano nei settori dell’edilizia, della pianificazione territoriale o ambientale. La banca dati conta decine di migliaia di schede, un archivio in convenzione con l’Università di Padova, ampliato poi in sinergia con il Servizio Geologico della PAT per una panoramica sull’intero Triveneto e sul Fiume Adige. Da non perdere anche la Fototeca sui siti precolombiani: Più di 80.000 immagini inedite sui più importanti siti archeologici precolombiani e dell’isola di Pasqua, attraverso un protocollo d’intesa tra il Museo civico di Rovereto e il Centro Italiano Studi e Ricerche Archeologiche Precolombiane, che va ad aggiungersi a quella già implementata sui siti ‘segreti’ dell’Antico Egitto, ottenuta grazie all’accordo sottoscritto nel 2004 con il Supreme Council of Antiquities d’Egitto, nella figura del segretario generale Zahi Hawass: oltre 30 mila fotografie scattate in zone scosse da frequenti conflitti etnici e prive di strutture, là dove i turisti non osano, o in siti sigillati da decenni, messe per la prima volta a disposizione di studiosi e appassionati. a cura di Nello Fava INFORMAZIONI Museo Civico Operano: Nello Fava (sezione didattica), Francesca Maffei, Dario Di Blasi (Cinema Archeologico) B.go S. Caterina, 41 - 38068 Rovereto. Tel. 0464 439055 web: www.museocivico.rovereto.tn.it web TV: www.sperimentarea.tv 33


MART

la direttrice BELLI

Lavoriamo direttamente coi ragazzi gabriella belli,

direttrice Museo d’arte contemporanea e moderna (MART). Dal Mart, anzi dal Palazzo delle Albere partì 26 anni fa la prima “sezione didattica” di un Museo per la scuola, partirono pian paino i primi laboratori didattici con Maria Teresa Fiorillo, Pino Lampariello ed altri sotto l’ombrello teorico dell’esperto Pino Parini. Gabriella Belli non è stata spettatrice “dall’alto” di questa esperienza, ma l’ha seguita momento per momento, incoraggiata ed aiutata ad evolversi. Oggi, la direttrice del Mart, rivendica senza enfasi quella primogenittura, ma entra nel merito volentieri nelle questioni sul tappeto. L’intervista è stata registrata venerdì 25 giugno 2010.

Le due facce della formazione nella visione e nell’economia complessiva del mart, la scuola quale ruolo occupa?

Nella visione del Mart la formazione è un tema centrale ed è un focus della nostra missione culturale e scientifica. La formazione per noi ha due facce: da una parte la ricerca, quindi una faccia attiva che è molto importante, legata alla natura un po’ specifica del nostro museo, dove si sono ampliati, in questi anni, tutti gli archivi, la biblioteca specialistica, che per noi è un’area molto preziosa e im34

portante, che si collega ad un’idea di museo inteso come centro della produzione culturale, non solo come promozione culturale; l’altra faccia è chiaramente l’attività didattica, che è un’attività che anche noi offriamo, cercando sempre di rimanere in linea con i principi solidi di costruire competenze, sapere e conoscenza e soprattutto giudizio critico, che non si attivano mai dall’estemporaneità, dall’improvvisazione, ma che hanno alle basi una solida e radicata scuola di tipo pedagogico, che non abbiamo mai abbandonato in questi anni, pur ampliando le nostre offerte culturali a tutta una serie di laboratori didattici più facili, più accessibili. Abbia-

mo cercato di mantenere sempre il timone indirizzato verso quell’idea del fare per capire, della conoscenza, che per noi è comunque fondamentale nell’elaborazione di un pensiero critico, dello sviluppo di competenze culturali. quindi immagino la scuola non solo come bacino di utenza per aumentare i visitatori, ma…

Tu lo sai da sempre: noi siamo stati, con Palazzo delle Albere, i pionieri in Italia a sviluppare un’attività didattica, in anni in cui l’attività didattica sul moderno, sul contemporaneo, laddove c’era, si rifletteva eventualmente in visite guidate. Il nostro approccio non è mai stato strumentale ad una questione di utenza, ma è sempre stato visto come un focus di missione, quindi per noi i numeri sono importanti nella misura in cui ci danno il significato, il senso; sono in fondo la cartina tornasole di un valore di formazione, un valore pedagogico che il museo sviluppa in aggiunta evidentemente ad una serie di altre attività che svolge. Quello che voglio dire, perché girando il mondo ne ho viste tante di attività didattiche sviluppate in tutti i musei ormai, rispetto al lavoro del Mart, che poi corrisponde anche al lavoro di altri musei, ma non è sempre così, è che tutto quello che noi andiamo a svolgere a livello di formazione, quindi laboratori didattici, rapporti con ragazzi, con bambini piccoli e grandi, con le scuole, anche con gruppi con portatori di handicap, con progetti speciali, sui quali ovviamente, per fortuna, non si fanno grandi numeri, ma che sono un po’ il fiore all’occhiello del museo, tutto torna nel museo. Non facciamo delle operazioni puramente estetiche o di gioco o intrattenimento. Tutto quello che noi facciamo si costruisce per arrivare poi dentro le sale del museo ed avere aumentato la capacità di giudizio critico dei ragazzi e delle persone. n.7-8 luglio/agosto 2010


La scuola è una cosa, il museo un’altra… mi ricordo che all’inizio si diceva che con questo approccio didattico per le scuole e per gli insegnanti si crea anche una cultura della nuova utenza rispetto al museo. tu che percezione hai? ti sembra che insegnanti e studenti abbiano cambiato atteggiamento? si sono davvero creati fruitori del museo a tutto tondo?

Esatto. C’è stata una forte crescita culturale e di interesse da parte degli insegnanti, che in qualche modo qui conquistano saperi e metodi. Le cose non servono solo ai ragazzi, perché tu sai che noi principalmente vogliamo lavorare direttamente con i ragazzi. Ci sono dei musei che lavorano con gli insegnanti, noi invece lavoriamo anche con gli insegnanti, facciamo anche corsi di formazione, però io ho sempre spinto affinché il lavoro fosse fatto con gli studenti, perché volevo questo stacco, anche dal rapporto con la scuola; perché se tu formi gli insegnanti per essi stessi, possono portarsi i ragazzi al museo e farsi la visita con loro. Per me era importante che sia l’ insegnante che lo studente avessero una percezione diversa, perché la scuola è una cosa, il museo è un’altra. Noi abbiamo un problema che la scuola non ha, perché la scuola è d’obbligo, ma il museo no. Nel museo devi cogliere delle attitudini, sviluppare passioni e interessi, che in fondo questo è l’obiettivo. Pensa quanti sono i ragazzi che sono passati dal Mart, anche dai primissimi anni ‘80, poi abbiamo sempre avuto le Albere, dove avevamo una media di 25/30 mila visitatori. Oggi siamo sui 70 mila. Da anni nel Mart lavorano con i laboratori, e utilizzano i servizi didattici, però non interessa che tutti questi ragazzi che sono passati in questi anni siano i visitatori del Mart, ma che siano i visitatori del museo del mondo. n.7-8 luglio/agosto 2010

La dimensione territoriale c’è anche da noi con l’elaborazione dei nuovi piani di studio, ma anche con l’accentuazione della dimensione territoriale è tornata molto in auge la storia locale. rispetto a questo il mart ha dei numeri da giocare o no?

Sicuramente, perché il Mart ha dedicato i primi 7/8 anni a cercare di fondare un’idea di contemporaneità, di rifondare una tradizione di moderno nel territorio, avvalendosi delle forze intellettuali del territorio. Quindi la questione dell’identità, non intesa solo come conoscenza della storia, perché è pur vero che è molto importante anche per i nostri ragazzi, soprattutto in queste realtà territoriali, in cui sono avvenuti dei grandi cambiamenti (siamo passati dall’impero austro-ungarico all’Italia e ancora ne portiamo in qualche modo i segni culturali, ecc.), perciò io sono profondamente favorevole a questo ampliamento delle conoscenze della storia locale laddove non si perde il concetto universale, generale. Però è anche vero che molte delle persone che passano, soprattutto della scuola dell’obbligo, fermano in qualche modo i loro interessi, magari non travalicano del tutto l’Italia, non è detto che tutti devono essere internazionali. Un coordinamento sarebbe necessario secondo te c’è un problema di sinergia dei musei rispetto all’azione nei confronti della scuola o è un falso?

Forse sono una voce un po’ fuori dal coro, ma da vent’anni insisto nel dire che un coordinamento generale di tutta quest’attività didattica, pedagogica, sarebbe interessante, pur mantenendo la specificità di ogni ente,

perché uno insegna storia dell’arte, l’altro storia antica, l’altro storia contemporanea, l’altro scienze e l’altro etnografia. È evidente che abbiamo delle specificità, non solo la qualità che preservi controllando i tuoi operatori e la spersonalizzazione che non va bene. Io ho sempre spinto per avere un modello centrale, cioè un servizio centralizzato, una segreteria centralizzata, perché ritengo che in questo mondo dove le barriere disciplinari si sono abbattute, non è detto che un insegnante che ha voglia di fare una visita guidata o un laboratorio nell’ambito del museo di scienze, non possa, se ben guidato, contestualmente apprezzare problematiche di tipo storico artistico; per cui l’idea è quella di creare dei sistemi trasversali di proposta. Le nostre sezioni didattiche stanno lavorando insieme per riuscire ad individuare uno o due argomenti, poche cose, con questa idea della trasversalità delle discipline, che per me è fondamentale. quindi non solo in termini di servizi, ma anche in termini di contenuto, con qualche tematica trasversale…

Non è solo la segreteria comune e congiunta… Sono convinta che una segreteria intelligente può guidare a molteplici occasioni, invece qui da noi si parla solo di Mart … Una segreteria intelligente e orientativa per creare trasversalità; poi il vero problema è quello di riuscire a creare delle unità didattiche che comincino a parlare linguaggi trasversali, e che spero vengano prodotte a breve. Mario Caroli 35


l’offerta didattica MART

Luogo di incontro “La missione dell’arte? Soddisfare i nostri bisogni superiori” scrive Le Corbusier negli anni Venti riflettendo sul arte-estetica, un tema centrale anche per la pedagogia contemporanea. Numerosi studi sottolineano l’importanza di aprire l’esistenza delle nuove generazioni allo stupore del mondo, partendo in primo luogo dalle sollecitazioni delle opere d’arte moderne e contemporanee, perché stimoli provocando stupore, curiosità, incertezza, attrazione, avversione… Le sperimentazioni pedagogiche svolte al Mart in oltre due decenni confermano come dipinti, disegni, sculture, installazioni… permettono ogni volta, a bambini e ragazzi, di specchiarsi, confrontarsi, riconoscersi e differenziarsi, scoprendo aspetti spesso ignoti di sé e del mondo. I laboratori del Mart per la scuola puntano a favorire i bambini, ragazzi e docenti, coinvolgendo in attività di analisi, confronto e rielaborazione. Il saggista canadese Fernand Ouellette sottolinea che “i musei sono i luoghi più vivi del mondo. Un concentrato di umanità”. Il Mart vi aspetta!

Interattività e creatività nei laboratori L’arte incita, invita bambini, ragazzi, adulti a partecipare, chiamando tutti al lavoro. È importante incuriosirsi, entrare in un rapporto di partecipazione, di interattività e costruire significati, elaborando agganci al senso delle opere. Il fine dei laboratori del Mart anche per l’anno scolastico 2010-2011 è quello di porre i bambini e i ragazzi in condizione di co-costruttori del senso delle opere d’arte, all’interno di un’idea interattiva e creativa della fruizione estetica. 36

In una concezione costruttivista, l’apprendimento avviene quando i soggetti coinvolti sono messi nelle condizioni di ricostruire il sapere. Per far questo, è necessario costruire contesti di apprendimento stimolanti, che puntano all’esplorazione e alla ricerca. Sia i laboratori pedagogici permanenti che temporanei del Mart rappresentano forti impegni in questo senso, evidenziando la missione culturale dell’estetica: quella di proporre vitali occasioni di apertura di nuovi orizzonti nella percezione e nella rappresentazione. Mart-scuola: progetti sperimentali personalizzabili Oltre alle proposte contenute annualmente nella brochure “Progetto Scuola Museo”, il consolidato rapporto di collaborazione tra Mart e scuola favorisce ogni anno la promozione di numerosi progetti didattici che nascono da richieste, idee o input di scuole, istituti o singoli insegnanti. L’Area Scuola della Sezione didattica supporta e accompagna lo svolgimento

di progetti sperimentali, in abbinamento con esperienze a diretto contatto con le opere d’arte presenti al Mart, con attività e laboratori nelle sedi del museo o, direttamente, nelle scuole coinvolte, in italiano o in tedesco, inglese e francese. Anche la prestigiosa Università statunitense di Harvard ha partecipato con un gruppo di studenti internazionali ad esperienze educative al Mart progettate ad hoc! A Trento e a Rovereto è sempre possibile incontrare, su appuntamento, lo staff dell’Area Scuola per individuare ambiti di ricerca e di attività scuolamuseo, per progettare percorsi comuni ed avviare sperimentazioni da inventare insieme! Progetti condivisi Da alcuni anni il Mart promuove attività educative in collaborazione con musei e istituzioni culturali, offrendo, a docenti e studenti, la possibilità di affrontare tematiche in chiave multidisciplinare e trasversale, secondo diversi punti di vista e metodologie. Sono attività nate in forma di partenariato con i servizi educativi del Museo Storico Italiano della Guerra, del Museo Civico e della Biblioteca Civica di Rovereto e della Fondazione Museo storico del Trentino di Trento. All’interno del progetto di ricerca pluriennale Arte/Mente che coinvolge il Mart e il Cimec (Centro Interdipartimentale Mente e Cervello Center for Mind/Brain Sciences, Università degli Studi di Trento), la Sezione Didattica partecipa ad un articolato programma di attività in partnership che prevede ricerche volte ad approfondire aspetti della neuroscienza inerenti all’esperienza estetica con le opere d’arte. Su queste tematiche, per le scuole secondarie di primo e di secondo grado sono nati, all’interno di questo progetto, i laboratori “Percepire, vedere, guardare, osservare” n.7-8 luglio/agosto 2010


e “Con gli occhi del cervello/With the Mind’s Eyes”. Formazione per insegnanti Per l’anno scolastico 2010-2011 l’Area Formazione e Consulenza della Sezione Didattica propone numerosi corsi e incontri di formazione: “Depero-Mendini: creatività a confronto” (agosto-settembre), “Casa, bosco, terra. Il superamento dello stereotipo attraverso l’arte” (agosto-settembre), “Naturalmente al Mart. Dai colori della natura agli acquerelli e pastelli cretosi” (settembre), “Mobiles: la sostenibile leggerezza dell’essere” (settembre), “Depero Art in the Box: istruzioni per l’uso” (ottobre), “Mario Botta: architettura e dintorni. Incontri di approfondimento” (ottobre), “Moderne e contemporanee. Quattro protagoniste del mondo dell’arte” (ottobre-novembre), “Libri d’artista & C.” (ottobre), “Riciclando creativamente” (novembre), “Lo stereotipo dei colori 2” (novembre), “Segni d’Oriente 2” (febbraio). Informazioni dettagliate e calendario degli incontri sono contenute nella brochure “Insegnare ad arte 2010-2011”, disponibile presso la Sezione Didattica del Mart o sul sito internet del museo (www. mart.trento.it). Percorsi guidati riservati ai docenti In occasione delle principali mostre del Mart sono proposte, sempre alle 16.30, percorsi guidati gratuiti riservati a tutti gli insegnanti (dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado): “Mendini > Depero”, Casa d’Arte Futurista Depero, 17 settembre 2010; “Passato e presente a confronto. Come cambia la sensibilità dell’artista”, MartTrento, 24 setn.7-8 luglio/agosto 2010

tembre e 1 ottobre 2010; “Mario Botta. Architetture 1960-2010”, MartRovereto, 8 e 15 ottobre 2010; “Conceptual Art. The Panza Collection”, MartRovereto, 29 ottobre e 5 novembre 2010; “Benvenuto Disertori. L’eccellenza dell’incisione”, MartTrento, 12 e 19 novembre 2010; “Modigliani scultore”, MartRovereto, 14 e 21 gennaio 2011; “La fotografia nelle collezioni del Mart”, MartRovereto, 4 e 11 marzo 2011; “Capolavori del Musée d’Orsay”, MartRovereto, 18 e 25 marzo 2011. La prenotazione è obbligatoria ai numeri 0464.454108 o 0464.454169, e-mail education@ mart.trento.it. Anche in questo caso, su richiesta, viene rilasciato un certificato di partecipazione valido ai fini dell’aggiornamento. Nuove proposte educative L’anno scolastico che ci attende offre l’occasione, nelle sedi del Mart, di numerosi laboratori e percorsi educativi a contatto con capolavori internazionali dell’arte moderna e contemporanea. La brochure “Progetto Scuola-Museo 2010-2011” (disponibile a

partire dal mese di agosto telefonando allo 0464.454108) li raccoglie e li presenta nel dettaglio. Anche quest’anno numerosi artisti, docenti e pedagogisti hanno collaborato con l’Area Scuola della Sezione Didattica alla definizione dei progetti: Alessandro Allera, Francesca Aste, Francesca Bacci, Elisabetta Bronzi, Maria Dionigia Carli, Karin Cavalieri, Denis Francesconi, Coca Frigerio, Maria Garraffa, Lydia Jonkman, Edith Kismarjay, Giuseppe Lampariello, Giada Margheri, Nadia Melotti, Beatrice Missaglia, Sachiko Mizoguchi, Rodolfo Nicolussi Moz, Luca Palmisano, Milena Rigotti, Maria Schmid, Thea Unteregger, Katrien Van Deuren, Alessio Zeni… Uno staff plurale per nuove esperienze a contatto con le forme e i linguaggi dell’arte moderna e contemporanea, sostenuto dalle decine di docenti che annualmente valutano i progetti educativi del museo collaborando allo sviluppo qualitativo delle proposte pedagogiche del Mart. Carlo Tamanini responsabile Sezione Didattica-Area Scuola

INFORMAZIONI La brochure Progetto Scuola-Museo raccoglie e presenta nel dettaglio tutte le proposte del Mart per la scuola (dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado). Per riceverne gratuitamente copia o per avere informazioni contattare la Sezione Didattica, corso Bettini 43 - 38068 Rovereto (TN), numero telefonico 0464 454108, e-mail education@mart.trento.it 37


MUCGT

il direttore KEZICH

Nel museo, corpo a corpo con gli oggetti giovanni kezich,

direttore del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina (MUCGT) di San Michele all’Adige. L’intervista la realizziamo in biblioteca, strappando il direttore in pieno lavoro (e sudore) per allestire una nuova attività, immerso tra reperti, oggetti e quant’altro rimanda subito a quel “ben noto intuito di Šebesta”, il fondatore del museo che Kezich richiama immediatamente, anche perché nessuno meglio di lui avrebbe saputo e potuto raccogliere il testimone, lo stile e l’amore che Šebesta aveva per tutto ciò che dentro il museo di San Michele si raccoglie, si cura e si “anima”. E il lascito immateriale degli “usi e costumi della gente trentina” è ciò che sta più a cuore al direttore, che però insiste sull’apertura culturale e storica oltre le nostre mura. L’intervista è stata registrata lunedì 28 giugno 2010.

to classico per la didattica. Quindi lo studio non tanto dell’artigianato popolare, ma dell’attività dell’uomo a partire dalle grandi intuizioni, dal neolitico, dalle età dei grandi metalli a contatto con le materie prime, coi metalli, coi tessuti, con le fibre tessili, con la pietra, con il legno… e questa sorta di corpo a corpo dell’uomo con gli elementi costituiva e in un certo senso costituisce ancora la base dell’organizzazione del museo sia come museo sia per la didattica. A questo poi si è aggiunta negli ultimi anni una nuova attenzione per la parte immateriale, volatile del patrimonio popolare: i riti dell’anno, le occasioni del calendario, il narrato, la musica, i canti, ma anche la narrativa, le fiabe, la tradizione orale… anche questo viene trattato nell’ambito del piano didattico del museo. Sulla ricerca mi attenderei un maggiore attivismo da parte della scuola… e la scuola come vive l’approccio a questo museo? guarda gli oggetti in modo passivo o i docenti ora sono più esigenti? vede ancora un atteggiamento “vecchio”, portano qui i ragazzi in giro per la visita...?

Continuità col felice intuito di Šebesta… la scuola e il museo. quale posto occupa la scuola nella vision di un museo come quello da lei diretto?

Il ruolo della didattica. Rispondo con uno slogan, perché ritengo che le quattro funzioni principali del museo sono: conservazione, ostensione, ricerca, didattica. Questa è una definizione classica dell’attività del museo e quindi la didattica è parte integrante. Questo museo, poi, nasce,

come ben noto, dall’intuito del nostro Šebesta, il quale era soprattutto un grande didatta perché degli oggetti in quanto tali; in quanto cimeli e reperti gliene importava abbastanza poco, lui amava, quando vedeva una cosa che lo interessava faceva come i bambini: la smontava, la faceva a pezzi, guardava dentro come era fatta per essere poi capace di rifarla o rimontarla. Questo tipo di impostazione è proprio nel DNA del museo. Šebesta è stato insegnante di educazione tecnica, quella che una volta si chiamava “applicazione tecniche” che tutto sommato è il nostro settore di riferimen-

Sinceramente mi attenderei un maggiore attivismo da parte della scuola per quanto riguarda la ricerca, voglio dire lavorando con le classi ancora oggi è possibile svolgere una mole importante di ricerca mandando i ragazzi ad intervistare i nonni, chiedendo di collezionare oggetti o anche soltanto parole in dialetto, locuzioni curiose, proverbi, brevi narrazioni, canti. Mi attenderei dalle scuole che vengono qui un atteggiamento un po’ più da ricerca. Naturalmente noi abbiamo dei percorsi che possono rientrare in questo o in quel altro segmento del percorso n.7-8 luglio/agosto 2010


scolastico e curricolare, ma si ragionerebbe molto meglio se ci fosse una consuetudine più radicata della scuola a svolgere ricerca proprio nell’ambito dell’attività curricolare di scienze, di italiano, di applicazioni tecniche, di storia e di geografia. C’è qualcosa, ma non sono al corrente di un movimento un po’ trasversale in questo senso e la visita al museo certamente serve, se non latro perché interrompe la monotonia del lavoro in classe, ma sarebbe ideale riuscire a inserirla all’interno di un interesse attivo per le cose di cui noi ci occupiamo, che non sempre c’è e c’è meno di quanto uno si aspetta. Sui valori della storia locale adesso c’è un forte accento di tipo ideologico… nella riproposizione, ora anche ufficiale, dello studio della storia locale, regionale e trentina dentro i piani di studio, per quali periodi, per quale specificità il museo può dare il suo contributo?

Tanto per cominciare il nostro non è un museo storico ma è un museo etnografico. Cosa vuol dire? L’etnografia è la finzione di un mondo senza tempo, gli specialisti parlano di presente etnografico. Una finzione legata al fatto che all’interno di una determinata comunità per dei periodi lunghi le stagioni si susseguono uguali a se stesse, come le attività degli uomini, cioè c’è una specie di ciclicità del vivere che rappresenta in qualche modo l’essenza della vita. Adesso vi è un forte accento sui valori della storia locale di tipo prevalentemente ideologico: il nostro contributo alla storia locale, alla conoscenza della realtà locale è insito in tutto quello che facciamo da sempre come museo, a cominciare da questa biblioteca, dove il contesto della storia locale trentina è all’interno del contesto più generale della storia alpina, della storia n.7-8 luglio/agosto 2010

della montagna e, in ultima analisi, del contesto poi delle problematiche generali dell’antropologia. Personalmente credo che non ci sia differenza tra storia locale e storia generale, non c’è storia che non sia ad un tempo storia locale e storia generale, perché per capire la storia del Trentino, per fare un esempio banale, devo capire il feudalesimo, per capire il feudalesimo devo capire a che punto era la storia del mondo al momento in cui il feudalesimo è venuto determinandosi, se non ho dei riferimenti di storia generale la storia locale è senza senso e viceversa con la storia generale non vado molto lontano perché non vedo mai le manifestazioni concrete di questa storia negli eventi, se non ho l’aggancio. Non è che nella storia locale io trovi una qualità che non trovo nella storia generale, sono due facce della stessa medaglia e sono due prospettive che necessariamente si compenetrano ad ogni passo. La differenza tra storia locale e generale è puramente ideologica perché non c’è evento di storia locale che non si inquadri nella storia generale. si parla molto di sinergia fra musei, ma possiamo ipotizzare anche una sinergia mirata tra musei per l’offerta alle scuole? o è una forzatura?

Senz’altro, però questo non dipende da noi. Io sono disponibile nel modo più assoluto ad una prospettiva di questo genere, nel senso che non vedo il motivo per cui i musei non consorzino le loro forze per la didattica, perché non si dialoghi attraverso un unico agente organizzativo che fa riferimento alla scuola, non vedo nessun motivo per cui gli operatori della didattica non potrebbero essere parte di una sorta di interforza, che si sposta all’occorrenza da museo a museo, fatte salve le specificità, ma parliamo comunque di giovani laureati che possono essere messi in condizio-

ne di lavorare nell’ambito didattico – museale all’interno di una forza di ambito di reclutamento provinciale. Trovo che sia sbagliato che i musei siano messi in condizione di farsi concorrenza su questo piano. Credo che sia una cosa perfida che andrebbe fermata; però siamo bel lontani dal fare passi in avanti su questo punto perché tutto viaggia nella direzione opposta. Tutto punta ad una maggior specializzazione di ciascun museo, ad una concorrenza anche di libero mercato, per cui io ho fatto il libro più grosso del tuo, il tuo depliant è più piccolo del mio, ecc.. In un regime di musei pubblici che fanno riferimento alla stessa amministrazione provinciale e che dovrebbero unire le forze almeno per l’ambito dei servizi resi al pubblico, della didattica come servizio al pubblico e alla comunità, l’amministratore pubblico deve anche essere in grado di stabilire una par condicio per cui un museo di etnografia non venga penalizzato rispetto al museo di arte moderna o al museo di scienze, e dovrebbe garantire anche una pari opportunità di accesso. Mi pare, invece, che si sia fatto anche qualche passo indietro negli ultimi anni rispetto a questo. Mario Caroli 39


l’offerta didattica TERRITORIO

Laboratori, percorsi e mostre I Servizi educativi del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina (MUCGT) di San Michele all’Adige confermano i loro percorsi didattici strutturati in approfondimenti monotematici, ormai da considerare “classici”, che si avvalgono anche di altri strumenti quali la visione di documenti filmati, il gioco di simulazione di una specifica tecnica come ad esempio, la macinazione, la caseificazione, la tessitura, ecc… e propongono le novità dell’offerta culturale formativa dedicata al mondo della scuola e non solo. L’approccio per la scuola primaria e secondaria di primo grado è basato sull’esperienza concreta con momenti di laboratorio manuale e creativo, mentre per la secondaria di secondo grado i temi sono collegati alle esposizioni museali o a percorsi personalizzati legati al territorio. Percorsi didattici per l’estate 2010 Le attività estive sono incentrate su laboratori manuali e le proposte tra le quali scegliere sono: Il fiume Adige e le sue zattere, percorso che approfondisce il tema della fluitazione del legname sul fiume Adige con particolare attenzione al territorio trentino e prevede la costruzione di un modellino di zattera, Da lana a feltro (con la realizzazione di oggetti in feltro) L’arte dell’intreccio, dopo aver imparato a conoscere varie tipologie di cesti con approfondimenti sugli utilizzi, si procede alla costruzione un cestino, Tempo lento è invece un laboratorio interdisciplinare che favorisce l’espressione artistico-motoria dei ragazzi attraverso la danza educativa di espressione corporea realizzato in collaborazione con Cristina Borsato insegnante e danzeducatrice. Nuove proposte, aggiornamento e mostre temporanee Confermiamo tutte le nostre proposte “classiche” e proponiamo tre novità: il percorso Chi ha arte, ha parte. Mestieri di ieri e di oggi che fa capire le differenze tra le professioni del passato e quelle attuali e permette di scoprire i mestieri tradizionali in ambiente alpino; il percorso San Michele 40

son io. Testimonianze di pellegrinaggi e luoghi di devozione popolare nel cui contesto vengono analizzati vari aspetti della devozione popolare praticato in varie zone dell’Europa. Per i più piccoli, il percorso Ticche-tacche gran-gran che propone di giocare con onomatopee e scioglilingua e con suoni, rumori e ritmi che si possono incontrare nel Museo. A partire dal mese di ottobre presso i Servizi educativi si attiverà un corso d’aggiornamento per insegnanti a cura di Luciano Gottardi, noto e affermato burattinaio che collabora con il Museo, sul teatro di figura e le possibili applicazioni in campo scolastico. Il Museo inoltre da pochissimi mesi è stato dotato di un’area per le mostre temporanee situata proprio nel settore Servizi educativi che permettono interessanti approfondimenti tematici in campo didattico.

I PERCORSI Tanti laboratori per tutti Burattini al Museo e Alla scoperta delle fiabe di Šebesta (a cura di Luciano Gottardi). Il primo permette di visitare il Museo immersi nel mondo magico delle tradizioni popolari e delle leggende alpine, il secondo ha lo scopo di farci viaggiare nell’universo del teatro di figura. modelliamo la creta (a cura di Giuseppe Marcadent) È possibile lavorare la creta con la guida del ceramista Marcadent e costruire di piccoli oggetti in argilla museo in movimento (a cura di Cristina Borsato); Far rivivere le abitudini del passato attraverso l’espressione corporea e il movimento. I percorsi più legati al territorio sono: Farina del mio sacco, Dal bosco alla segheria, Batti il ferro finché è caldo, Filo da torcere, Le macchine ad acqua nel trentino rurale, L’arte dell’intreccio, Dove vanno d’estate le mucche? La ruota del tempo, Ladige e le sue zattere e le leggende alpine per bambini, I mestieri tradizionali attraverso gli affreschi di torre aquila (in collaborazione con il Castello del Buonconsiglio) Lorenza Corradini

Servizi Educativi MUCGT

INFORMAZIONI Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina via Mach, 2 – 38100 San Michele all’Adige Sito: www.museosanmichele.it/didattica. Per prenotare o ricevere informazioni, contattare i Servizi Educativi: didattica@museosanmichele.it - tel. 0461/650314; fax. 0461/650703. Le attività vengono effettuate dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 13:30 alle 17:00. È possibile anche prenotare due percorsi o un’attività laboratoriale e una visita guidata confermando con fax o e-mail. La tariffa è di € 2,50 a partecipante per ogni percorso. n.7-8 luglio/agosto 2010


PARCO NATURALE ADAMELLO BRENTA

l’offerta didattica VILLA SANTI

Ristrutturata la casa-natura Si trova a Montagne, in Giudicarie, a pochi chilometri da Tione, immersa in un paesaggio rurale dove antichi masi ricamano ampi prati che d’estate s’accendono di fiori multicolori. È la Casa natura Villa Santi, recentemente ristrutturata seguendo i criteri della bio-edilizia e del risparmio energetico. Di proprietà del Parco Naturale Adamello Brenta che la gestisce direttamente attraverso i suoi operatori ospita, in tutto l’arco dell’anno, scuole di ogni ordine e grado, famiglie e gruppi per attività giornaliere di educazione ambientale, percorsi didattici residenziali, settimane “tutta natura” e soggiorni formativi. Può accogliere, nella sala incontri da 60 posti, convegni e meeting e dare alloggio fino a 24 persone. Luogo di educazione ambientale e di formazione alla sostenibilità, la Casa natura si presenta come trait d’union tra gli insegnamenti proposti nelle aule scolastiche e il “libro di testo” del mondo naturale. La natura come libro di testo Laboratorio che privilegia una concezione attiva del conoscere è un’occasione per appropriarsi dei saperi della tradizione, di memorie e vissuti educativamente significativi, esemplificati e raccontati dalla “gente” del Parco, coinvolta nei percorsi didattici proposti. Le attività proposte seguono metodologie di partecipazione attiva con lo svolgimento, sia all’esterno che all’interno della Casa, di numerosi laboratori tematici. I percorsi prevedono moduli diversificati con la possibilità di partecipare ad escursioni, praticare l’orienteering e, la sera, ascoltare le leggende raccontate attorno al falò o, in autunno, entrare in contatto con la vita notturna del bosco ascoltando il bramito del cervo. Villa Santi è il luogo di riferimento dell’educazione ambientale del Parco declinata in progetti indirizzati a target diversificati: bambini, studenti delle scuole di ogni ordine e grado, universitari, insegnanti, famiglie. L’orientamento metodologico supera la dimensione informativa privilegiando una prospettiva interpretativa che rivela il significato del rapporto uomoambiente. Come? Proponendo agli n.7-8 luglio/agosto 2010

studenti di essere protagonisti di un’esperienza educante e formativa alla riscoperta del valore “culturale” del paesaggio e delle attività tradizionali di montagna . Le proposte per le scuole nella fattoria di Villa Santi Vacche, pecore, capre, asini e galline, tutti appartenenti a razze rare provenienti dai parchi italiani animano la fattoria di Villa Santi presso la quale gli ospiti possono conoscere gli animali da vicino e comprendere il legame profondo che li lega alle attività tradizionali della gente di montagna e al paesaggio alpino. La fattoria è un luogo d’incontro tra la natura e l’infanzia, una possibilità per arricchire il mondo interiore dei bambini. Destinatari: alunni e studenti di ogni ordine e grado; Periodo: da settembre e a giugno; con la pos-

sibilità di personalizzare il soggiorno e il programma educativo. Villa Santi dispone di camere doppie, triple, quadruple, con bagno privato; sala lettura, biblioteca e videoteca; sala TV; sala giochi; internet point; servizio cucina con la preparazione di piatti biologici e a chilometri zero. Formazione docenti Il Parco per la biodiversità È il tema del corso di formazione che si terrà quest’anno, in due edizioni ravvicinate, il 28 e 29 agosto e il 6 e 7 settembre 2010. Il Parco si propone di approfondire il concetto di biodiversità nel rapporto uomo, ambiente, animale nella cultura e nel tempo. Il corso stanziale si articolerà in dieci ore completate da una serata di approfondimento dedicata al “Progetto orso”. Il corso è rivolto ai docenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado dell’area del Parco Naturale Adamello Brenta e degli istituti convenzionati. I corsi saranno attivati con un minimo di dieci partecipanti e un massimo di trenta. In caso di mancato raggiungimento del numero minimo, si svolgerà solo il corso del 28-29 agosto 2010 per tutti i richiedenti. Nel primo corso verrà data precedenza ai docenti degli istituti comprensivi delle Giudicarie. Le iscrizioni dovranno essere inviate entro il 31 luglio 2010. Alberta Voltolini

INFORMAZIONI Parco Naturale Adamello Brenta via Nazionale, 24 – 38080 Strembo (Tn); Tel. 0465 806666; e-mail: chiara.scalfi@pnab.it Informazioni e programmi completi delle proposte didattiche e formative sono disponibili all’indirizzo web: www.pnab.it 41


MUSEO ALTO GARDA

l’offerta didattica DIDATTICA

L’importanza del laboratorio La più che proficua collaborazione con il mondo della scuola quest’anno ha dato ulteriore peso all’idea del laboratorio, che costituisce senza alcun dubbio il principio intorno a cui si muove la proposta didattica del Museo dell’Alto Garda. Partendo infatti dall’importantissima esperienza dei ‘Progetti su misura’, che hanno visto collaborare insegnanti e Museo nella realizzazione di attività e prodotti innovativi e di interesse collettivo, il laboratorio si conferma essere lo spazio precipuo nella didattica che il museo si vuole assegnare. E laboratorio va come spazio e contesto dedicato all’azione e al movimento, alla manipolazione di oggetti e concetti, alla collaborazione fra competenze e caratteristiche individuali diverse, anche quella fra docenti e ragazzi. L’idea della bottega La bottega è ormai un luogo scomparso anche dal nostro linguaggio quotidiano, ma esprime con efficacia l’idea di un fare, un lavorare della mano e della mente; qui una pluralità di persone opera insieme per realizzare un oggetto concreto che è il risultato comune di questo agire. Da ultimo vi è il momento dell’offerta del prodotto, la sua consegna materiale a qualcun altro. Questo processo è esattamente ciò che si vuole ottenere con la proposta dei laboratori come botteghe. Ogni bottega contiene diversi laboratori e l’attività che sarà realizzata si concluderà con lavori che saranno consegnati alla collettività nell’ambito di incontri pubblici. Diverse sono le botteghe. Nella bottega dell’artista, si scopriranno i segreti degli artisti e si realizzeranno quadri, incisioni, paesaggi. La bottega del fotografo, una novità, è il luogo dove rifare il percorso alle origini della nostra cultura delle immagini, fra prototipi di apparecchi fotografici, fori stenopeici, camere oscure e stampe a contatto. La bottega del cartografo vuole produrre tavole, per riportare con i ragazzi su un piano i segni dei luoghi, quelli vicini alla loro soggettività e quelli simbolici delle collettività; 42

è un modo per discutere e far discutere tutti sull’utopia di una città che vorremmo. La bottega dell’archeologo offre la sperimentata attività di scavo simulato, ma con quest’anno vuole avvicinare i bambini più piccoli per mescolare arte dei primitivi e creazione artistica e far parlare questi oggetti antichi emersi dal passato e vicini a noi nelle sale del Museo di Riva del Garda. La bottega dello storico è un cantiere aperto e di interesse particolare, per ripercorrere il lavoro di approccio diretto alle fonti, indagando gli archivi e la loro ricchezza di storie del territorio, fra Ottocento e Novecento. Conoscere il territorio Percorsi di conoscenza del territorio, dai beni archeologici, con le visite ai siti di san Martino e delle terme di via Pilati a Riva del Garda, al patrimonio storico artistico, con la conoscenza delle antiche chiese del territorio, oltre a Inviolata di Riva del Garda e Collegiata di Arco, ai manufatti storici come i castelli di Drena e le mura medievali della città di Riva e di Arco, il Bastione e la conoscenza dell’importante patrimonio delle fortificazioni legate al primo conflitto mondiale.

Conoscere il Museo di Riva del Garda e la Galleria Civica G. Segantini di Arco Percorsi dentro le collezioni permanenti del museo, le sezioni archeologica, Pinacoteca e Storia e per conoscere le mostre temporanee di Museo di Riva del Garda e Galleria civica G. Segantini di Arco. I prodotti dei progetti su misura Si tratta di percorsi didattici frutto della collaborazione fra insegnanti e Museo, che prevedono da parte delle classi coinvolte la realizzazione di un’attività di ricerca su temi relativi al territorio con la realizzazione di un prodotto, che viene consegnato al Museo in un momento di restituzione pubblica. Nell’anno scolastico 2009-2010 sono stati realizzati i seguenti prodotti. I Reti e l’Alto Garda (Liceo Maffei, IV A ginnasio, I C scientifico); I viaggi di Marin Sanudo (Liceo Maffei, I A classico, III D scientifico): realizzazione di pagine intranet; La scuola a Riva del Garda in età fascista (Ist. Riva 1, III second. primo grado annessa al conservatorio Comporti e Ist. Compr. Riva 2 Pizzini, III D second. primo grado S. Sighele) : realizzazione di un cd con mappatura delle scuole e riproduzione di esercizi ginnici; Progetto antica viabilità: Storie e leggende di Bolognano (Ist. Arco, IV D Primaria Bolognano), Nago e il suo castello (Ist. Riva 1, V Nago), L’antica via di santa Lucia (Ist. Riva 1, III e IV Torbole), Il doss de le strie (Ist. Riva2, III Tenno), La mappatura webgis della via occidentan.7-8 luglio/agosto 2010


le (Ist. Riva2, Classe di educazione ambientale), Il castello di drena (Ist. Dro, classi II primaria Dro e I media Dro); Pranzo d’epoca (C.F.P. Alberghiero - Varone, classi III cucina, ricevimento e sala): realizzazione di un pranzo ispirato al congresso provinciale dei vigili del fuoco tenutosi ad Arco il 24 aprile 1910 (con cd di documentazione dei lavori); La chiesa dei Disciplini (Istituto ITCG Floriani, II liceo tecnologico) realizzazione di un cd con la ricostruzione virtuale degli interni della chiesa sconsacrata dei disciplini di Riva del Garda; I luoghi degli eccidi del giugno 1944 (Liceo Maffei, V C scientifico); 28 giugno 1944. Trentino – Fascismo, antifascismo, occupazione e resistenza (ITCG Floriani, classe di materie opzionali di storia contemporanea, I.T.C.G. Floriani) Proposte per temi per l’a.s. 2010-2011 Il sito archeologico di san Martino in scena: leggenda, storia e teatro. L’antica viabilità dell’Alto Garda: nuovi percorsi e approfondimenti (adottiamo la via occidentale, il biotopo della vecchia maza, racconti intorno ai villaggi scomparsi fra le marocche, …) Centri antichi, centri attuali: Dro e Pietramurata fra memoria, mappe e internet La cascata del Varone, fra geologia, nascita del turismo e arte La carta archeologica: mappare e documentare il patrimonio archeologico del territorio Riva del Garda in pieno Rinascimento fra cartine, tabelle ed tracce dell’oggi. Il risorgimento a Riva del Garda: per una biografia esemplare La scuola fascista e le materie di studio: per un confronto con la scuola oggi L’informazione in età fascista: realizziamo insieme una trasmissione radio Rifugi antiaerei a Riva e Arco: luoghi e memorie sommersi La Resistenza nell’Alto Garda Monica Ronchini n.7-8 luglio/agosto 2010

Galleria Civica G. Segantini di Arco All’interno del MAG la Galleria Civica G. Segantini, allestita nelle sale del seicentesco Palazzo dei Panni di Arco, si connota, per la specificità progettuale del Museo Alto Garda, come uno spazio di pensiero e di confronto sulla realtà del paesaggio interpretato da artisti che hanno vissuto nel passato questi luoghi dalle caratteristiche naturali così peculiari e come punto di osservazione e di ricerca per artisti contemporanei che con la loro interpretazione suggeriscono tracce utili ad una comprensione sempre maggiore del territorio. In questa prospettiva si colloca l’attività didattica organizzata attraverso laboratori dedicati alle scuole primarie e secondarie tesi ad approfondire da una parte i linguaggi delle espressioni visive attraverso l’uso di materiali e di tecniche specifiche come l’uso della creta e dall’altra allo studio delle realtà storiche esistenti sul territorio come il castello di Arco con i suoi affreschi. Dall’opera al racconto: come costruisco l’immagine Sono previsti laboratori legati alle opere della Pinacoteca di Riva del Garda: osservando l’opera di maestri da Hayez a Craffonara a Gordigiani gli alunni si confronteranno con il tema della figura e degli stati d’animo nascosti dietro alle immagini che vengono percepite nell’immediato, diventando loro stessi protagonisti e

attori di nuove interpretazioni. Il paesaggio plastico: modello e rimodello la natura Sono inoltre strutturati alcuni laboratori a corredo delle mostre temporanee proposte dalla Galleria Civica legati alla figura di Giovanni Segantini sulla rappresentazione del paesaggio usando tecniche pittoriche e plastiche differenti e materiali da riciclo per dare forma al paesaggio contemporaneo. Il castello di Arco Alla scoperta del castello e della vita dei cavalieri, scoperte attraverso le scene decorative della Sala dei giochi, sono i temi dei laboratori dedicati alla visita del Castello di Arco. L’osservazione dell’edificio si accompagna allo studio dei mestieri di un tempo e agli affreschi, documenti di abiti e decorazioni. Giovanna Nicoletti

INFORMAZIONI Galleria Civica G. Segantini Via Segantini, 9 – 38062 Arco. Tel 0464-583653/583619; Fax: 0464 583615 Mail: galleriacivica@comune.arco.tn.it; sito: www.//galleriacivica-arco.it INFORMAZIONI Museo Riva del Garda p.zza Cesare Battisti, 3/a – 38066 Riva del Garda Tel. 0464 573869 – Fax 0464 573868 mail: museo@comune.rivadelgarda.tn.it 43


CASTELLO DI AVIO

l’offerta didattica F.A.I.

A scuola tra arte, storia e natura Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano nasce per tutelare e salvaguardare il patrimonio artistico e naturalistico del nostro Paese. Per fare questo conserva e gestisce decine di Beni, numerosi dei quali sono regolarmente aperti al pubblico. Tra questi è il Castello di Avio. Il FAI lavora soprattutto per promuovere tra l’uomo e l’ambiente un rapporto più armonico, rispettoso e consapevole, nella convinzione che nell’arte e nella natura siano custodite la nostra storia, le nostre radici, le nostre tradizioni. Per promuovere in concreto una cultura di rispetto della natura, dell’arte, della storia e delle tradizioni d’Italia e tutelare un patrimonio che è parte fondamentale delle nostre radici e della nostra identità, il FAI organizza nei propri Beni speciali visite scolastiche per studenti di tutte le età, dalla scuola dell’infanzia, alla scuola primaria e secondaria di I e II grado. Fare qualcosa per tutelare i beni I percorsi di visita permettono agli studenti di vivere un’esperienza ricca di stimoli culturali, educativi e sensoriali, di approfondire la conoscenza della storia, dell’arte, delle tradizioni e del paesaggio del nostro paese e di prendere consapevolezza di come tutti noi, ciascuno con la propria storia e la propria personalità, facciamo parte di un patrimonio culturale che ci unisce e ci definisce. Il biglietto d’ingresso è il contributo che ogni singolo alunno dà per restaurare e gestire il Bene visitato, il modo per fare qualcosa di concreto per salvarlo, in linea con l’invito “FAI anche tu” che il FAI rivolge a tutti, grandi e piccoli.

stendardi dei Castelbarco, contrassegnati dalla figura del leone rampante. Il territorio terrazzato che si apre ai piedi del castello era il luogo dove in epoca medievale si rifugiava la popolazione in caso di pericolo. Al centro della grande cerchia delle mura merlate sorge la Casa delle Guardie, dove possiamo ammirare gli affreschi del XIV sec. sul tema della guerra: soldati in partenza, arcieri pronti a scoccare le frecce, duellanti con le armi del tempo e persino cavalieri crociati in lotta contro i draghi. Inserita nelle mura orientali si innalza la torre della Pi-

cadora, così chiamata perché a essa venivano appesi i corpi degli impiccati. Dal Castello di Avio passarono re e imperatori, vescovi e duchi, soldati e contadini; e anche pittori e menestrelli che portavano con sé le nuove storie “cortesi” provenienti dalla Francia; a esse si ispira l’opera più celebre del castello, gli affreschi della Camera di Amore situata nella torre: Amore, con grandi ali rosse e zampe da rapace, lancia da un cavallo in corsa la sua freccia che va a colpire una dama e un cavaliere. Proposte di visita per le scuole La storia e l’arte del Castello di Avio Visita guidata per la scuola primaria e secondaria di I e II grado. Condotta da guide specializzate permette l’acquisizione di informazioni storiche e artistiche sul castello. Durata: 1 ora e 30’. Dame e cavalieri al castello Visita animata in costume per rivivere la vita nel Medio Evo, per la scuola dell’infanzia e primaria.

Il castello di Avio Nel mezzo di una natura incontaminata, l’imponente castello domina la valle dell’Adige dall’alto di una roccia situata sui fianchi del monte Vignola. Si sale al castello per una stradina selciata: da qui passarono, nel corso dei secoli, migliaia di soldati, arcieri e cavalieri con gli 44

n.7-8 luglio/agosto 2010


ti della vita del castello, attraverso la realizzazione di quadri viventi. Durata: metà o intera giornata.

Percorso differenziato a seconda dell’età dei partecipanti: i bambini, indossati veri e propri abiti di foggia medioevale, esplorano gli ambienti interni ed esterni della fortificazione, sono invitati a superare prove di abilità, ricercare oggetti nascosti, rispondere a quesiti ed indovinelli per poter ricevere l’investitura di dame e cavalieri del castello. Nella visita di una giornata, laboratorio creativo e torneo di giochi medioevali. Durata: mezza o intera giornata. Alla scoperta di un castello medioevale: il Castello di Avio Visitattiva per la scuola secondaria di I e II grado. Gli studenti sono coinvolti in prima persona, con l’aiuto di schede e lavorando in piccoli gruppi, nella scoperta e conoscenza dell’organizzazione e della funzione degli spazi di un castello medioevale, nonché della vita e degli usi e costumi dell’epoca. Nella visita di una giornata intera, attività di drammatizzazione per rivivere alcuni momenn.7-8 luglio/agosto 2010

L’incanto degli affreschi Percorso tematico per classi 4^ e 5^ di scuola primaria. Il percorso permette di scoprire le tecniche utilizzate dai frescanti del Castello di Avio, attraverso un’analisi approfondita - avvalendosi anche dei preziosi studi effettuati per i recenti restauri - al fine di giungere ad una rielaborazione pratica in laboratorio nel corso del quale ogni alunno crea un suo “piccolo affresco”. L’attività di laboratorio può essere abbinata al percorso di visita “Dame e cavalieri”. (arte- immagine). Durata: mezza o intera giornata. Il codice aviense Percorso tematico per scuola secondaria di II grado. L’attività propone la realizzazione pratica di un manoscritto medievale, in cui confluiscono testi di varia natura elaborati dagli studenti, partendo da enigmi e leggende legate al Castello: i leggendari enigmi della Casa delle Guardie, gli avvincenti ricordi della ricerca del vitello d’oro, i tristi

racconti del rogo di Maria Toldina di Pilcante ed altre vicende legate al maniero che, una volta rielaborate e rimaneggiate dagli studenti, confluiscono in un manoscritto miscellaneo la cui lettura rievoca avvenimenti realmente accaduti ed affascinanti leggende, rendendoli ancora vivi nel XXI secolo. Non è richiesta alcuna specifica preparazione per lo svolgimento dell’attività. (arte - letteratura) Durata: 2 ore. Indicazioni utili Come arrivare Autostrada del Brennero A22, uscita casello Ala-Avio, tra Verona e Trento, poi seguire i cartelli indicatori. Orari Da marzo a settembre: 10-18 Ottobre-novembre e seconda metà di febbraio: 10-17 Da martedì a sabato si accettano scolaresche su prenotazione. Costo Biglietto d’ingresso: € 3,00 a studente (classi non aderenti FAI), € 1,50 a studente (classi aderenti FAI), insegnanti accompagnatori gratuiti Offerta didattica: Visita guidata: € 85,00 per un gruppo di 50 studenti, Visita di mezza giornata: € 80,00 per un gruppo di 25 studenti, Visita di intera giornata: € 150,00 per un gruppo di 25 studenti. Cristina Marchini Responsabile Servizi Educativi nei Beni FAI

INFORMAZIONI Per Informazioni e prenotazioni rivolgersi a: Personale della Proprietà: Tel. eFax 0464 684453 e-mail: faiavio@fondoambiente.it Servizi Educativi FAI: Tel. 02 467615285, Fax 02 48193631 e-mail: servizieducativi@fondoambiente.it - web: www.faiscuola.it Sul sito www.faiscuola.it: sezione - visite ai Beni FAI - descrizione dettagliata dei percorsi di visita. 45


AGENZIA PROVINCIALE PER L’AMBIENTE

l’offerta didattica AMBIENTE

Per uno sviluppo sostenibile Come di consuetudine anche per l’anno scolastico 2010-11 la Rete trentina di educazione ambientale per lo sviluppo sostenibile dell’APPA propone un articolato programma di attività di educazione ambientale per le scuole di ogni ordine e grado del Trentino. Le proposte sono varie e numerose: il docente può scegliere tra 23 percorsi didattici, 83 attività di animazione presso gli 11 Centri di esperienza della Rete o tra le 6 mostre itineranti interattive dell’APPA. Più di 100 le proposte che la Rete dell’APPA offre gratuitamente al mondo della scuola trentina attraverso i suoi quasi 40 Educatori ambientali, con l’obiettivo di diffondere e sensibilizzare la conoscenza delle tematiche ambientali. tiche”; far riconoscere e valorizzare il patrimonio naturale, paesaggistico, culturale e le risorse utili a garantire un futuro sostenibile; organizzare un sistema operativo che collabori con le altre realtà a livello locale, nazionale e internazionale; formare nuove figure professionali nel campo dell’educazione, informazione e sensibilizzazione ambientale. Pagine Gialle dell’educazione ambientale Gli obiettivi della Rete Gli Educatori ambientali della Rete sono a disposizione dei docenti per concordare attività, progettazioni e ricevere informazioni presso i Laboratori territoriali di educazione ambientale della Rete. I Laboratori territoriali sono centri di promozione e coordinamento delle attività di Informazione, Formazione ed Educazione ambientale (INFEA) e sono ubicati nelle più importanti vallate trentine. Gli obiettivi principali della Rete trentina di educazione ambientale sono quelli di: attivare un rapporto di collaborazione tra enti pubblici, privati, mondo della scuola, associazionismo ed organismi di ricerca per diffondere in modo capillare l’educazione ambientale per lo sviluppo sostenibile e le “buone pra46

Con l’approvazione del Piano INFEA per il triennio 2009-11, avvenuta con delibera di Giunta Provinciale n. 2765 in data 20 novembre 2009, l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, attraverso la Rete trentina di educazione ambientale per lo sviluppo sostenibile del Settore informazione e monitoraggi, nell’ottica di creare e offrire un sistema coordinato di servizi educativi per lo sviluppo sostenibile, si è attivata per organizzare le “Pagine gialle dell’educazione ambientale per lo sviluppo sostenibile per le scuole del Trentino – anno scolastico 2010/11”. La pubblicazione pronta per fine agosto raccoglie più di quaranta soggetti e più di 200 opportunità formative di educazione ambientale rivolte al mondo della scuola del Trentino.

La Guida Le proposte didattiche, raccolte nella “Guida alle attività di educazione ambientale per le scuole del Trentino” sono organizzate in percorsi didattici presso le scuole. I percorsi proposti sono suddivisi in grandi temi (acqua, aria, suolo, biodiversità, mobilità sostenibile, educazione agroalimentare, zooantropologia, consumi e rifiuti, energia) progettati e sviluppati direttamente dagli Educatori ambientali e programmati in collaborazione con il docente. L’offerta nella guida si differenzia in: percorsi rivolti alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo della scuola primaria in cui sono previste attività di drammatizzazione, ludico motoria con musica, laboratori sensoriali, narrativi e pittorici; percorsi rivolti alla scuola del secondo ciclo della scuola primaria, della secondaria di primo e secondo grado e alla formazione professionale in cui si prevedono incontri in classe e all’aperto con attività laboratoriali. Alcune novità Educazione ambientale al supermercato! A partire da gennaio 2011 i percorsi didattici “Consumi e rifiuti” ed “Ecoacquisti in Trentino” si svolgeranno in parte al supermercato grazie all’accordo “Ecoacquisti Trentino”, stipulato nell’aprile 2010 da Provincia autonoma di Trento e da Distribuzione Organizzata. Proposte di animazione presso i Centri di esperienza: proposte formative della durata di mezza giornata o di una giornata rivolte al mondo scolastico ed extrascolastico, che n.7-8 luglio/agosto 2010


si svolgono presso i Centri di esperienza della Rete trentina di educazione ambientale. I Centri della Rete rappresentano un’importante risorsa educativa sul territorio, sono localizzati in 11 luoghi di particolare interesse naturalistico. “La Casa nel Bosco” Divertendosi, il visitatore imparerà come ridurre l’impatto ambientale di ciascuna delle strutture domestiche, e come realizzare una casa ecologica: la Casa nel Bosco! Il nuovo centro di didattica ambientale Il nuovo Centro di didattica ambientale, la Magnola di Segonzano, aperto tutto l’anno, è prioritariamente destinato all’attività di educazione ambientale per le scuole di ogni ordine e grado, ma offre ospitalità alle scuole che intendono organizzare viaggi d’istruzione in Trentino e ad associazioni e gruppi interessati ad instaurare un nuovo rapporto con l’ambiente. Il Centro Didattica Ambientale è stato ceduto alla Provincia autonoma di Trento in data 23 dicembre 2009 e dato in gestione all’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente. Da tale data è diventato Centro di esperienza della Rete trentina di educazione ambientale per lo sviluppo sostenibile dell’Agenzia provinciale, Settore Informazione e Monitoraggi, Rete trentina di educazione ambientale per la protezione dell’ambiente. Le proposte per l’anno scolastico 2010-11 variano da attività di mezza giornata incluso il pranzo, una giornata e residenziali della durata di 2 o 3 giorni.

L’impronta ecologica per cambiare il nostro insostenibile stile di vita; Energy Transformer: le mille facce dell’energia: la mostra nata in collaborazione con l’Agenzia per l’Energia con modalità interattive e accattivanti di presentazione degli exhibit avvicina la mondo dell’energia; L’ambiente certificato, con lo scopo di aiutare il pubblico a conoscere e a comprendere il senso e il funzionamento della certificazione ambientale, in particolare di quella definita dai due regolamenti comunitari EMAS ed Ecolabel.

te significativi nell’ambito dell’educazione ambientale.

Il premio ambiente

Il Rapporto Junior

Il premio ambiente euregio Tirol - Alto Adige – Trentino 2010. Ha preso ufficialmente il via la 2a edizione del Premio Ambiente Euregio Tirol-Alto Adige-Trentino 2010, un progetto comune dell’Abteilung Umweltschutz/Tirol, dell’Agenzia provinciale per l’ambiente/Alto Adige, Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente/Trentino e la Transkom Sas, con la collaborazione di Ambiente Trentino, il portale del Trentino sostenibile. Per partecipare si deve compilare il modulo reperibile sul sito www. ambientetrentino.it entro il 5 novembre 2010. Anche quest’anno con il contributo del Servizio scuola dell’infanzia, istruzione e formazione professionale della Provincia Autonoma di Trento è previsto un Premio speciale per le scuole del Trentino che si classificheranno nei primi tre posti sotto forma di visite studio presso centri particolarmen-

Il Rapporto sullo stato dell’ambiente JUNIOR della provincia di Trento è una pubblicazione periodica dell’APPA che descrive la situazione dell’ambiente attraverso dati scientifici, forniti da personale esperto. Il motivo che ha spinto l’Agenzia a pubblicare anche un’edizione “junior” del Rapporto sullo stato dell’ambiente 2008, ovvero un’edizione per un pubblico di giovani, è quello di mettere a disposizione del mondo scolastico il bagaglio di conoscenze sul territorio trentino che il Rapporto contiene per stimolare l’interesse dei giovani verso le problematiche ambientali del territorio trentino. Conoscere l’ambiente trentino per un giovane significa avere le chiavi per interpretarne il valore e i caratteri, e sviluppare e consolidare una cultura ambientale. Monica Tamanini, Jacopo Mantoan

Le mostre

Informazioni

Sono proposte visite guidate alle mostre ambientali itineranti interattive come la mostra Una finestra sul clima per lo studio delle tematiche dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento atmosferico; Più o meno rifiuti con particolare riguardo per le tematiche su come evitare la produzione di rifiuti e dei cosiddetti “rifiuti invisibili”; La montagna, fonte d’acqua dolce sul “valore” dell’acqua;

Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente Dirigente generale: Fabio Berlanda Settore Informazione e monitoraggi: Sostituto dirigente Chiara Defrancesco Rete trentina di educazione ambientale per lo sviluppo sostenibile Piazza Vittoria, 5 - 38122 Trento Tel. 0461 497739 497713 – Fax 0461 236708; E mail: educazioneambientale@provincia.tn.it www.appa.provincia.tn.it/educazioneambientale Per iscriversi alla newsletter: http://www.appa.provincia.tn.it/formnewsletter/

n.7-8 luglio/agosto 2010

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ASSOCIAZIONE AGRITURISMO TRENTINO

fattorie AMBIENTE

Apprenderne i valori in fattoria Il progetto della rete di fattorie didattiche, promosso dall’Associazione Agriturismo Trentino in collaborazione con il Dipartimento Agricoltura e Alimentazione dell’Assessorato all’Agricoltura, Foreste, Turismo e Promozione della PAT, nasce dalla consapevolezza che nella società attuale che nella società attuale il rapporto con la natura e con le fonti del cibo è sempre più manipolato dalla pubblicità, con il risultato di produrre preoccupanti distorsioni nell’immagine nella conoscenza dell’agricoltura. La rete delle fattorie didattiche trentine sta rappresentando in questi anni un efficace strumento di promozione dei valori legati all’ambiente, ad una alimentazione sana e consapevole, all’agricoltura e allo spazio rurale. I programmi proposti abbracciano i temi dell’educazione alimentare, ambientale e alla ruralità, attraverso esperienze che sviluppano la manualità e la sensorialità, la motricità e la riflessione scientifica.

Agricoltori perno dell’attività Le visite sono differenziate ed orientate in modo da far percepire la diversità di prodotti, di tecniche colturali e di paesaggi agrari e le tante espressioni della biodiversità. Ogni visita rappresenta un’occasione per un contatto “caldo” e diretto con gli animali, le piante, gli spazi aperti, i mestieri degli agricoltori e il mondo delle tradizioni rurali dense di emozio48

ni, l’occasione per un viaggio alla scoperta della vita in campagna e dell’agricoltura reale, uno straordinario laboratorio naturale a disposizione degli insegnanti per la piena riuscita delle loro finalità didattiche e delle famiglie per ritrovare momenti di relax. Dietro il consumo di un alimento e la bellezza di un paesaggio agrario, invece, c’è sempre una storia infinita di esperienze, di lavoro, di conoscenze, di maestria e di creatività degli agricoltori. Agricoltori, che sono

il perno fondamentale di questa attività, e che diventano dei veri e propri animatori didattici con una bellissima classe: la loro azienda agricola, la loro stalla, i loro campi. Al posto dei libri e della lavagna trovate le piante, gli animali, i mezzi agricoli e i prodotti trasformati direttamente dalle loro mani. Saranno loro stessi a coinvolgere grandi e piccini nei lavori manuali. L’azienda agricola come aula speciale Ma l’animazione didattica in fattoria non si può improvvisare e l’inclinazione naturale ai rapporti interpersonali non è di per sé sufficiente alla riuscita delle attività che vengono proposte. Risulta quindi indispensabile garantire un buon livello di professionalità. Per questo motivo chi pratica l’attività di fattoria didattica deve frequentare un corso per diventare “tutor di fattoria didattica” dove si parla di tecniche comunicative più efficaci, di progettazione di percorsi e giochi che tengano conto sia delle finalità didattiche dei docenti, che delle esigenze dei nostri contadini. Sempre più spesso la maggior parte di loro frequenta ogni anno volontariamente degli aggiornamenti per perfezionare le tecniche di comunicazione e di animazione didattica. Contadini – dicevamo - e un po’ insegnanti (ma senza voler rubare il lavoro ad altri), che hanno la fortuna di avere a disposizione una scuola spaziosa e composita, tutta speciale, le cui aule sono gli spazi dell’azienda agricola e la campagna. Un giorno in fattoria Una giornata in fattoria didattica può essere una semplice scampagnata, ma sempre più spesso, grazie alla condivisione degli obiettivi con i docenti, diventa n.7-8 luglio/agosto 2010


un momento di apprendimento di contenuti specifici, che rimangono impressi in modo indelebile nei ricordi dei ragazzi. Finalmente hanno infatti l’opportunità di vedere da vicino, toccare, sentire gli odori, assaggiare e confrontare i sapori. Stimoli che non si dimenticano facilmente, come accade, talvolta, per le parole stampate. In modo leggero, i nostri associati non si stancano di spiegare come agricoltura, cibo, alimentazione e ambiente siano collegati in modo inscindibile. Uno degli obiettivi fondamentali della nostra attività è infatti quello di educare al senso di responsabilità verso il mondo che ci circonda.

- i locali adibiti all’attività ed eventualmente gli spazi all’aperto, devono essere dotati dell’attrezzatura e dei mezzi necessari per l’effettuazione delle attività di fattoria didattica. - l’azienda ove si svolgano le attività di fattoria didattica deve essere dotata di una cassetta di pronto soccorso. - l’operatore agrituristico deve individuare e interdire con adeguata segnalazione gli ambienti aziendali e le attrezzature che rappresentino un eventuale potenziale pericolo per i fruitori delle attività di fattoria didattica.

I requisiti delle fattorie didattiche

Le attività proposte dalle queste fattorie didattiche trentine spaziano dai percorsi culturali per conoscere la vita in fattoria ai laboratori di panificazione e di caseificazione o di costruzione di spaventapasseri, dai corsi di equitazione alla messa in scena di una giornata-tipo nella campagna di un tempo. In alcuni casi i titolari sono in possesso di patentini speciali per seguire particolari disabilità an-

Ad oggi in Trentino ci sono oltre quaranta fattorie didattiche attive dislocate in varie valli del Trentino. Ricordiamo che queste aziende hanno, obbligatoriamente, in base alla legge provinciale, alcuni fondamentali elementi in comune: possibilità di essere coinvolti in attività manuali per: “imparare facendo”. - i visitatori devono essere accolti e accompagnati in azienda da almeno un tutore aziendale, in possesso di idonea capacità professionale. - il rapporto tra numero di visitatori e tutore deve essere proporzionato e, salvo il caso di scolaresche accompagnate da docenti, non superiore a 30. n.7-8 luglio/agosto 2010

che attraverso l’interazione uomo – animale. Le attività dunque cercano di stimolare i sensi attraverso il vedere, il toccare, l’odorare, il sentire, il gustare e soprattutto attraverso il fare. Le iniziative abbracciano i temi dell’educazione alimentare, ambientale e della ruralità. Queste esperienze, oltre a divertire, sviluppano la manualità, la sensorialità, la motricità e la capacità di relazione dei ragazzi. Le proposte sono molteplici e sono consultabili in maniera più completa sul catalogo delle fattorie didattiche trentine consultabile sul portale internet www.fattoriedidattichetrentine.it o richiedibile gratuitamente agli uffici dell’Associazione Agriturismo Trentino. Massimiliano Pilati

Le attività proposte

Informazioni Informazioni su programmi, costi, disponibilità e catalogo: Associazione Agriturismo Trentino, Via J. Aconcio, 13 38100 Trento tel. 0461 235323 Fax 0461 235333 info@agriturismotrentino.com www.fattoriedidattichetrentine.it, www.agriturismotrentino.com


informazioni PER LA SCUOLA

Le proposte non sono finite Segnaliamo di seguito i riferimenti delle altre sezioni didattiche di musei ed istituzioni culturali che continuano a proporre percorsi per le scuole e che, per problemi di spazio, non abbiamo trattato estesamente in questo numero. Sostanzialmente l’offerta didattica è quella dello scorso anno. Sarà possibile visualizzare le proposte per le scuole nei loro siti.

PARCO DI PANEVEGGIO Parco di Paneveggio – Pale di San Martino, villa Welsberg, via Canali, 38054- Tonadico (TN) Resposnabile sevizi educativi: Elena Luise sito internet www.parcopan.org , tel. 0439 – 765977, fax 0439 – 762419 e-mail info@parcopan.org.)

MUSEO DELLA SCUOLA Museo della scuola Presso Ist. istruzione Marie Curie - Pergine Orario di apertura del museo: mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12. presidente Museo: Maurizia Manto. Riferimenti: Rosalba Pilato tel. 0461531482; Claudio Morelli tel. 0461 530322; Luciano Dellai tel. 0461 531931.

FONDAZIONE OPERA CAMPANA DEI CADUTI Fondazione Opera Campana dei Caduti Largo Padre Eusebio Iori - Colle di Miravalle, 38068 Rovereto Referente didattico: Marco Ferrari tel. 0464 434412 - fax 0464 434084 e-mail: marco.ferrari@fondazionecampanadeicaduti.org web: www.fondazioneoperacampana.it

LUSERNA

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