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piantare sostenibilità

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gli habitat urbani. Esso diversifica il microclima per temperatura, umidità e luce, ampliando l’offerta spaziale per il benessere fisico. Questa fascia di transizione tra masse arboree (macchie e boschi) e superfici (prati, piazze, piazzali, parcheggi) unisce alcune caratteristiche dei due tipi spaziali e ne esclude altre. Il limite tra la macchia arborea ed il prato, ad esempio, accomuna la presenza di alberi ed erbe. Esso esclude al tempo stesso la spazialità ‘interna’ tipica della macchia, con le sue caratteristiche di relativa copertura e chiusura dello spazio, e la spazialità ‘esterna’ tipica del prato, con le sue caratteristiche di assenza di copertura e di relativa apertura dello spazio. Più gli spazi sono estesi, dalla piccola macchia arborea al bosco urbano, più le diversità poste in evidenza dall’effetto del limite possono essere pronunciate ed evidenti. La mediazione spaziale, visuale e/o acustica, è una categoria complementare dell’identificazione spaziale. Fra le componenti del paesaggio urbano, essa riguarda in particolare le relazioni che presentano fenomeni di disturbo più o meno marcati. L’uso delle piante per la mediazione acustica, senza i contributi di fonoassorbenza propri dei rilevati in terra, può richiedere grandi dimensioni delle formazioni vegetali nelle direzioni di propagazione delle onde sonore, anche solo appunto per ottenere un effetto di mediazione e non un sostanziale abbattimento del disturbo. In questi casi le proprietà reali ottenibili con le formazioni vegetali sono pertanto di collaborazione più di quanto possano essere di autonomia per il soddisfacimento degli obiettivi di qualità acustica. Diverse sono invece le capacità di mediazione visuale che

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Progettare trasformazioni dei paesaggi nel mondo che cambia - Gabriele Paolinelli  

La ricerca della sostenibilità può essere considerata un’astratta ‘utopia della fuga’ mentre in realtà è interessante la sua concretezza com...

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