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gabriele paolinelli

ne la sezione nei termini planimetrici ed altimetrici propri della composizione botanica. La moltiplicazione della formazione in filare su più linee parallele ad uno stesso asse, tipica dei viali urbani con sezioni ampie, produce l’identificazione di uno o più canali spaziali, che sono in genere sub-unità del corridoio stradale complessivo. Questo risulta così identificato dalle relazioni strutturali tra l’alberata, i fronti edilizi e le superfici stradali. In un parco o in un giardino, un gruppo di alberi può identificare un sottoinsieme spaziale più esteso di quello relativo ad un individuo isolato. La copertura arborea lo distingue da spazi ‘a cielo aperto’, come i prati o le superfici pavimentate scoperte. Il portamento e la relativa altezza dei rami inferiori degli alberi influenzano la configurazione dello spazio ‘coperto’ dalle chiome. La diversificazione delle condizioni di luce ed ombra del gruppo arboreo rispetto all’immediato intorno ne influenza l’identificazione spaziale in ragione della densità e della composizione botanica della formazione. Una macchia di alberi e ancor più un bosco presentano in genere dimensioni maggiori della grana media di un mosaico paesaggistico urbano e peri-urbano. In virtù di esse, queste formazioni hanno la capacità di generare il cosiddetto ‘effetto del limite’, variabile in ragione delle diverse caratteristiche spaziali di forma planimetrica, densità arborea e composizione botanica della formazione. Questo effetto, noto in ecologia vegetale e animale, influenza anche i comportamenti individuali e sociali degli uomini nella fascia spaziale in cui si manifesta. L’interfaccia macchia-radura, massa-superficie, è pertanto un tono paesaggistico con caratteri ecologici peculiari anche per

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Progettare trasformazioni dei paesaggi nel mondo che cambia - Gabriele Paolinelli  

La ricerca della sostenibilità può essere considerata un’astratta ‘utopia della fuga’ mentre in realtà è interessante la sua concretezza com...

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