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gabriele paolinelli

gere anche da mediatore di scala tra l’immagine pubblica della strada e quella privata delle pertinenze edilizie. È accertato che esso possa contribuire al condizionamento micro-climatico (temperatura, umidità, vento, radiazione solare, illuminazione naturale) ed al contenimento delle condizioni di inquinamento dello spazio stradale (gas, polveri). La strada che si sta immaginando avrà dunque la possibilità di prestare più tipi di servizi in ragione delle proprietà funzionali che il progetto riuscirà a conferirgli nel quadro degli specifici vincoli dimensionali, morfologici, gestionali, nonché economici e finanziari. In merito alle prestazioni che le formazioni arboree sono in grado di esprimere, Alessandro Toccolini (2002) rileva come le classificazioni proposte da Gary Robinette nel 1972 e da Norman Booth nel 1990 siano sostanzialmente simili, pur con una differenziazione terminologica all’apparenza pronunciata. Robinette distingue le funzioni in “architettoniche, ingegneristiche e di controllo climatico, estetiche”, mentre Booth fa riferimento a classi di funzioni “strutturali, ambientali, visuali”. Ancora Robinette mette in evidenzia nel 1984 la molteplicità delle prestazioni funzionali degli spazi aperti che le formazioni arboree consentono di pianificare e progettare per la ‘vivibilità’ delle città. Due proprietà delle formazioni arboree urbane risultano meno trattate di altre: la capacità di identificare gli spazi e quella di mediarne le relazioni acustiche e visuali critiche. Nelle prossime pagine, utilizzo alcuni esempi per illustrarne il significato ed evidenziarne la concretezza e l’importanza. L’identificazione spaziale è una funzione con più risvolti

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Progettare trasformazioni dei paesaggi nel mondo che cambia - Gabriele Paolinelli  

La ricerca della sostenibilità può essere considerata un’astratta ‘utopia della fuga’ mentre in realtà è interessante la sua concretezza com...

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