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Il progetto del cibo nella Provincia di Pisa

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Il fatto che il percorso sia ancora in atto consegna già due elementi di riflessione: da una parte, la vitalità dell’iniziativa avviata; dall’altra, la complessità della gestione di processi multiattoriali di ampio respiro, aspetto, quest’ultimo, già emerso nel corso delle azioni di ricerca. Se è vero che fronteggiare la transizione implica la costruzione di nuova conoscenza condivisa e di processi di co-costruzione dei nuovi servizi e delle nuove ipotesi di lavoro, è anche vero che la gestione progressiva dell’interazione tra una moltitudine di attori implica tempo, metodi appropriati di lavoro e un forte impegno nell’azione di mediazione costruttiva dei punti di vista e del superamento delle possibili aree di attrito che la rottura degli specialismi e dei settorialismi necessariamente porta con sé. La capacità di sviluppare partecipazione e collaborazione tra attori pubblici e tra questi e gli attori privati in vista del raggiungimento di obiettivi ambiziosi di cambiamento implica la capacità di fare un passo indietro da parte di tutti, di porsi in posizione di ascolto e di interlocuzione aperta nei confronti degli altri partecipanti, per potere, poi, fare un passo avanti insieme verso una direzione condivisa. Il tema della co-governance - pubblico/privato- sta diventando un aspetto cruciale per fronteggiare il cambiamento. Ciò ha a che vedere con la necessità di coinvolgere la società civile, e i privati in genere, per fare fronte ai problemi emergenti in una fase di evidente crisi delle risorse pubbliche, ma anche, di conseguenza, alla necessità di ripensare la tradizionale separazione tra Stato e Mercato a vantaggio di forme più ibride, nelle quali la responsabilità, la partecipazione attiva, lo scambio, la reciprocità, acquisiscono nuovo peso ed attenzione. Il passaggio organizzativo e logico verso la co-governance non è di poco conto e, dal punto di vista delle forme della rappresentanza e della decisione, implica il ripensamento degli strumenti della democrazia rappresentativa e l’affiancamento di questi con forme di democrazia deliberativa. La prospettiva è quella di coinvolgere in modo più intenso gli attori locali pubblici e privati, nella co-produzione partecipata dei servizi e delle attività, in modo da renderli più efficaci ed efficienti, ma anche di riuscire a trovare nuove soluzioni per affiancare la creazione di beni pubblici e di beni privati. In questa direzione, l’innovazione non può essere raggiunta in assenza di uno sforzo istituzionale di cambiamento che, nel caso del Piano del cibo, si riflette nell’organizzazione dell’Accordo di programma, volto a legare e fare convergere le responsabilità e le azioni della moltitudine di attori pubblici coinvolti a diverso titolo sul tema del cibo, ma, anche, nella costruzione dei consigli del cibo,

Le regole e il progetto  
Le regole e il progetto  

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