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Nuovi standard territorialisti

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del singolo filare alberato, alla ristrutturazione/riuso del singolo edificio industriale (cfr. Ruffini 2009 e 2009a). Nel caso della Piana Pratese si passa dal Green Core allo Scenario Parco Agricolo della Piana Pratese (livello provinciale: proposta del PTCP; livello comunale: studi e progetto nel PS, protocollo di intenti/Progetti di riqualificazione della frangia periurbana: Iolo San Pietro (ricostituzione del fronte rur-urbano), Ombrone-Iolo-Ficarello (piana agricola perifluviale), Galceti (area ecotonale), Bisenzio-Macrolotto (riconnessione della sezione urbana fino alla piana agricola e al fiume Bisenzio) - fino al dettaglio dei singoli elementi del progetto paesistico, di riqualificazione della periferia e di arredo urbano (cfr. Ruffini 2010). Un esempio completo e concreto di percorso progettuale nella definizione e riqualificazione del margine urbano, secondo un approccio caratterizzato dalle proprietà sopra elencate, si può desumere dalle elaborazioni del Piano Paesaggistico della Toscana relative alla 3a Invariante Strutturale Il carattere policentrico e reticolare dei sistemi insediativi urbani e infrastrutturali4, a livello regionale prima e poi di ambito paesaggistico, coronate dalle prime applicazioni e specificazioni sperimentali a livello municipale, attuate nel comune di Lastra a Signa (area metropolitana fiorentina) tramite processi partecipativi orientati al coinvolgimento diretto degli abitanti. Un tema predominante relativamente alla 3a Invariante è l’individuazione della forma e del limite della città, ovvero delle “aree ad urbanizzazione continua” (intese come “blocchi” di insediamento compatto definito per contiguità delle aree edificate, articolate in classi di densità edilizia secondo un modello geo-statistico5),   La struttura del Piano Paesaggistico è articolata per ogni invariante in: individuazione e descrizione delle caratteristiche della invariante; definizione delle ‘morfotipologie’ che costituiscono la invariante, localizzate e mappate a livello regionale e di ambito paesaggistico; individuazione e descrizione delle dinamiche di trasformazione, dei valori e delle criticità attuali; ed infine gli indirizzi per le politiche per la sua riproduzione, valorizzazione, riqualificazione a livello ambientale, territoriale, urbano e paesaggistico, intese a definire regole di riproduzione/norme figurate riferite alle diverse tipologie individuate ed eventualmente a combinazioni delle stesse. 5   Il modello geo-statistico è stato definito dal LaRIST all’interno di una ricerca volta a definire l’impegno di suolo per finalità insediative coordinata dal prof. Fabio Lucchesi, poi applicato e specificato secondo le esigenze del Piano Paesaggistico da G. Ruffini, cfr. il documento 3a Invariante Strutturale: LA CARTA DEL TERRITORIO URBANIZZATO. Nota metodologica e indicazioni normative per l’interpretazione e l’applicazione della carta del territorio urbanizzato, a cura di Alberto Magnaghi e Giovanni Ruffini, con il contributo di Fabio Lucchesi. 4

Le regole e il progetto  

Territori - 21 -