Page 127

Dalle regole statutarie alle norme figurate

107

appuntamenti di pianificazione e di progetto con le collettività per arrivare a individuare le regole condivise, da inserire nel Codice. Nel FBC la norma è di tipo misto, sia scritta che disegnata. “I disegni richiedono una descrizione scritta. Molte previsioni del codice sono testuali, ma il disegno può chiarificare parti vaghe e confuse del linguaggio” (White 2009). Negli Stati Uniti dal 1980 si è notato una crescita esponenziale dell’uso del FBC. In molti contesti, dalle piccole città alle metropoli (come El Paso, Miami, Cincinnati), si sta diffondendo lo strumento come ausilio per il progetto delle aree urbane, e con esso il suo incontestato successo.8 Questi esempi mostrano un importante passaggio verso la costruzione di un modello flessibile e partecipato di controllo qualitativo dello spazio, in cui le norme acquistano un ruolo vincolante nel dare forma a un’immagine condivisa dello spazio, che ha preso consistenza in un susseguirsi di incontri. Quello che emerge è quindi frutto di un progetto. La norma del codice in questo caso è più duttile e più pronta a assorbire la creatività del progettista, che si inserisce però in una griglia socialmente costruita. Questo dispositivo sembra adatto a controllare la crescita o la riabilitazione di spazi urbani o brownfields, meno a definire indirizzi o strategie per il territorio aperto e il paesaggio. 5. Carte del paesaggio, Atlanti e linee guida

Il panorama francese è ricco di tipologie di rappresentazione che utilizzano elementi schematici e concettuali di comunicazione. In questo settore è da segnalare il lavoro di Roger Brunet (1980) con i coremi, un inventario di forme geometriche elementari, rappresentative di alcuni modelli di organizzazione territoriale contemporanea ricorrenti in più contesti spaziali.9 I coremi sono stati successivamente ripresi e rielaborati da più autori,   Cfr. http://formbasedcodes.org/what-are-form-based-codes-0   Come l’assialità, la centralità, l’aggregazione/segregazione, la simmetria/dissimmetria, e così via (Brunet 1980). Ad ognuno dei fenomeni individuati (organizzazioni fisiche e relazionali) viene associata una forma grafica. La giustapposizione dei coremi in un territorio specifico si suppone capace di definirne il carattere. Si tratta quindi della ricerca di un modello descrittivo generale che attraverso l’uso di un repertorio di forme dovrebbe spiegare l’individualità di una regione e fondare una semiologia dell’organizzazione spaziale (Brunet 1980, 262). Nell’alfabeto corematico è facile intravedere l’organizzazione gerarchica del sistema delle località centrali di Walter Christaller. Gli esempi francesi mettono molto chiaramente in evidenza i caratteri del territorio aperto e usano segni più accattivanti di quelli degli anni settanta del Novecento. 8 9

Le regole e il progetto  

Territori - 21 -