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Quindicinale Indipendente

Anno IV n. 83

RIFLETTENDO SULLA POLITICA... di Lucio Vergari Finite ormai le feste, tutto riprende il suo normale cammino, compresa la politica che, a dire il vero, solo virtualmente si ferma durante le festività natalizie. Volendo tirare un pò le somme, bisogna riconoscere che non è stato assolutamente un anno positivo, sia dal punto di vista economico, sia da quello sociale e politico. La cris i ha messo a dura prova tutta la nostra penisola, da nord a sud, la recessione ha fatto pe rdere tanti pos ti di lavoro e la posizione sociale di molte famiglie è mutata, precipitando pe ricolosamente sempre più nei bassifondi. E la politica? Beh, la “nobile arte di governare” ha praticamente ammazzato se stessa, non dimos trandosi all’altezza della situazione, anzi a volte diventando ostacolo alla “cosa pubblica”. Purtroppo, abbiamo assis tito a scena ri a dir poco vergognosi, a dibattiti politici che dire poveri di cultura è fa re loro un complimento, manca ormai il rispetto e la stima, da sempre essenziali per instaurare ra pporti sociali. Nulla si fa con spirito di abnegazione, ma solo pe r interessi pers onali. Continua a pag.

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09 GENNAIO 2010

POLITICA & SOCIETA’

In questo numero

Benv enuto 2010

NATALE DONO

di Annibale Elia

“A NATALE PUOI”

a pag. 4 NON PIU’ TERRA TUMARA

a pag. 5 UN ANTICO PD

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A QUALCUN O CALDO

PIACE

a pag. 6

LA GRANDE FUGA

a pag. 7

ULTIMI EROI

a pag. 8

TAR LECCE: NO AL PARCO FOTOVOLTAICO

a pag. 8 QUANDO SI HA VOGLIA DI LAVORARE

3 L'ULTIMA A MORIRE È LA SPERANZA

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PRIMA CASA, OH CA RA!

di Sandokan

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VERO

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Diamo il be nvenuto al nuovo anno aus picando con il Presidente della Repubblica una sempre maggiore unità del Paese, una coes ione sociale ed un senso di solidarietà in cui riconoscers i tutti come cittadini. La prima notazione parte dalla situazione che ci ha presentato la Banca d’Italia con riferimento a lla ricchezza delle famiglie italiane. A pagina 6 la relazione così si esprime: “La dis tribuzione della ricchezza è caratte rizzata da un elevato grado di conce ntra zione: molte famiglie detengono livelli modesti o nulli di ricchezza mentre all’opposto poche dispongono di una ricchezza elevata. Le informazioni sulla dis tribuzione della ricchezza – desunte dall’indagine campionaria della Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie italiane – indicano che nel 2008 la me tà più povera de lle famiglie italiane deteneva il 10 pe r ce nto della ricchezza totale, mentre il 10 per cento più ricco de teneva il 44 per cento della ricchezza compless iva”. Continua a pag.

Oroscopi, previsioni, buoni propositi, auguri, champagne con o senza caviale accompagnano ogni inizio di anno ed hanno accompagnato anche que llo del 2010. Un anno che, sia pure in presenza della crisi e conom ica più difficile degli ultim i decenni, è stato fes teggiato quasi come quelli di grandi boom economici. Un anno ne l quale tutti spe rano. I commercianti, gli artigiani, gli imprenditori, gli stude nti, i politici, i professionisti, i poveri cittadini, che hanno tirato la cinghia dal 2000 in poi. La spe ranza, che, secondo il vecchio de tto, è sempre l’ultima a morire, diventa pe r i tricasini un’araba fenice. Continua a pag.

E’ IL

SALAM E CACAO

a pag. 9

DO LCE

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GIUSEPPE GENCHI, IL RINFOR ZO IN ATTACCO FA GIA’ S OGNARE

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IL TRICASE RESPIRA

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dalla Prima segue da pag. 1

RIFLETTENDO SULLA POLITICA...

I toni ormai esaspe rati della politica hanno unito alle offese pe rsonali e private, anche azioni di violenza come, per ultima, l’aggressione di Massimo Tartaglia ai danni di Silvio Berlusconi; questa non deve essere vista solo come un atto deplorevole di un uom o contro un altro simile, ma come un’azione dettata dalla politica stessa, dal suo modo di fa re ormai logoro, repressivo e prevaricatore. Innanzitutto bis ogna ammettere che oggi, di politica, se ne capisce ben poco, con i leader che facilmente oltrepassano la “sponda del fiume ” pe r approda re in un altro pa rtito che offra loro una pos izione più rilevante. Possiamo vederlo, non alzando gli occhi o cercando di allontanarci dalla nostra realtà, ma basta osservare cosa sta succedendo già oggi in Puglia, man mano che si avvicinano le elez ioni regionali. Per quanto riguarda il PD, probabilme nte, Vendola si ritroverà s olo, scaricato da una coalizione che non lo vuole più, che non ha più bisogno di lui; a Bari si è parlato a lungo di Emiliano. Poi è tornato segue da pag. 1

quel Boccia... bocciato anni fa da Vendola nelle elez ioni fa rsa chiamate Primarie ed approdato in parlamento. Oggi è di nuovo alla ribalta perché sembra l’uomo giusto per accaparrarsi voti che altrimenti andre bbero altrove. Come dire che Vendola è sta to sca ricato dal mondo del PD e della sinistra per aver promesso cose non mante nute. Il caso più clamoroso, lo ricordiamo se ce ne fosse bis ogno, il ritorno della ASL da Gagliano de l Capo a Tricase. Nel PDL ritorna di m oda Adriana Poli Bortone, anche se inizia a tuona re l’onorevole Mantovano,nemico di sempre in casa. Proprio colei che circa un anno fa sbatté la porta di Alleanza Nazionale andando via, rinnegando la coesione con Forza Italia; poi s i fanno anche i nomi di Distaso e Dambruoso. Da tutto questo si capisce che non si parla di ideali, di comunione d’inte nti, ma solo di poltrone e ruoli di potere; se uno ha deciso di dis taccarsi da coalizioni per pote r affermare le proprie idee senza seguire linee guida fuorvianti, nel

Lucio Vergari

candidars i pe r le varie elezioni, dovre bbe avere il coraggio e l’onestà intellettuale di scende re solo con il proprio partito, pur rischiando di fare figuracce, pe rché il proprio “io” non è barattabile; è troppo facile sventolare la bandie ra dell’anticonformismo pe r qualche punto percentuale in più, pe r poi sede rsi s u più tavoli per cercare la m igliore collocazione personale. Purtroppo la vera politica è morta, è andata via con la s comparsa dei veri partiti radicati e idealis ti quali l’M.S.I., la Democrazia Cristiana, il PCI e il P.S.I., il fantomatico bipolarismo ha solo rovinato ciò che di buono aveva la nostra politica: il rispe tto e l’orgoglio de lla propria identità. Comunque, guardiamola dal lato positivo: ci divertiremo a osservare chi, nelle recenti amministrative, ha scelto di seguire movimenti e movimentismi de l momento, come le alleanze tra Io Sud e Pd, per poi ritrovarsi, magari, nuovamente alleato del PDL. Ci sarà da ridere, ahinoi!

L'ULTIMA A MORIRE È LA SPERANZA

Per loro l’augurio è di vedere finalmente coronato con successo il varo del PUG, la sistemazione dell’ACAIT, quella del Cimite ro, quella della viabilità, la soluzione de i problemi che Adelchi ha creato con la chiusura delle sue fabbriche, la sistemazione degli Uffici sanitari, la soluzione del problema turis tico a com incia re da quello del parco naturale, ecc. Una speranza che tutti hanno, una spe ranza che denota l’amore pe r la loro città, che non è solo la loro ma quella di tutto il Capo di Leuca, perché se non cresce T ricase, non cresce il Capo. Questo i tricasini lo sanno e, seppure nelle calde giornate d’estate o nei pe riodi di festività annuali più importa nti, mostrano insoffere nza o intolleranza per le caotiche situazioni viarie o per il supe raffollamento di tutti gli esercizi, auspicano un re pentino adeguamento del paese ai ce ntri meglio sviluppati della nos tra provincia e possibilmente d’Italia. Quello che i tricasini non vogliono è che la spe ranza si tramuti in disperazione nel vede re ancora una volta rinviati alle pross ime amminis trazioni comunali le soluz ioni di problemi annos i che hanno portato alla decrescita de l paese. Il loro impegno è s tato quello di ascoltare quanti hanno promesso che con il nuovo governo cittadino le cose sare bbero migliorate, ora atte ndono le rispos te concrete alle promesse fatte un anno e mezzo fa. Un cambiamento dall’ele ttorato è venuto ma si ha la sensazione che lo s tesso non sia avvenuto nel Palazzo, ove si continua ad autoflagella rsi, a rincorrere le

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Sandokan

minute rie, a rinvia re continuamente i problemi, a non affrontare di petto, come occorrerebbe, le varie s ituazione, sopra ttutto que lle più scabrose e difficili. Se queste innovazioni, probabilmente impopolari, non s i affrontano all’inizio di un’amministrazione, a me tà della stessa o alla fine non si potranno affrontare per la logica e lettorale, pe r quella sorta di paura che ogni governo ha nel decide re su decisioni che creano fronti oppos ti ne lla cittadinanza. Sembra che ultimamente, dopo tanti anni di com pleto abbandono a noi s tessi, l’Amministrazione provinciale abbia stanziato 600 mila euro per ripara re i danni procurati dalla mareggiata al porto ma un intervento serio pe r l’ampliamento dello stesso, anche se chiesto alla Regione Puglia, non s i è ancora ottenuto. E’ un problema di antica richiesta, da quando, cioè, l’assessore regionale Cesare Lia, allora assessore dei Lavori Pubblici aveva fatto sapere all’amminis trazione Ecclesia che c’era la possibilità di ottene re il finanz iamento pe r l’ampliamento se il Comune avesse approvato un progetto da tempo fermo nei cassetti de lle scrivanie dell’Ufficio Tecnico di Tricase. Allora non se ne fece nulla. Il progetto non fu portato in Cons iglio e la Regione finanziò altri porti, tra cui que llo di Le uca. Speriamo che qualcosa si muova in questo nuovo anno e che lo stesso ci porti i doni di cui la nostra comunità ha bisogno! Occorre s perare che tra Babbo Natale e la Befana, con una maggiore attenz ione, cos tanza ed attività degli amministratori, qualcosa giunga a far raggiungere traguardi più cons istenti in un momento così difficile pe r il maggiore agglomerato urbano del Capo di Leuca.


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dalla Prima

POLITICA & SOCIETA’ Benv enuto 2010

Ancor più significativa la tavola 4A dove si vede la variazione nel tempo di tale concentrazione. Dal 2000 al 2008 le famiglie con ricchezza netta negativa è passata dall’ 1,8 al 3,2 pe r cento. Nell’ultimo lavoro dell’anno passato auspicavo una sorta di risa rcimento della mia generazione verso i giovani attraverso un pre lievo che portasse alla dim inuzione del debito pubblico sì da liberare risorse per ricerca e istruzione. Mi ha piacevolmente sorpreso aver letto le conside razioni del professor Tito Boeri titolate una tassa sul privilegio che nella sostanza confermano quanto da me auspicato. Le dotte ed articolate argomentazioni evidenz iano come nelle ultime legislature si sono moltiplicate le tasse, mentre le imposte sono diminuite, magari modificando il nome. Ma ancor meglio evidenzia come le disuguaglianze dei redditi sono aume ntate, ed anche ai piani alti. La quota di reddito detenuta dallo 0,1 per cento di persone più ricche è quasi raddoppiata dagli inizi degli anni ’80 al 2004. Si tratta in sostanza di 4.500 persone che detiene il 3% del reddito nazionale. Una cresce nte concentrazione di ris orse che è andata di pari passo alla riduz ione delle tasse e delle aliquote delle im poste. Al nuovo anno chiediamo una vera riforma fiscale. Anche pe r il ministro T remonti “è arrivato il tempo di pensare alla riforma fiscale ”. Una riforma che restituisca giustizia ed equità. Che sposti il peso della contribuzione dai lavora tori dipendenti e pensionati verso le rendite finanziarie. Si attuere bbe così una maggiore progressività del sis tema pe rché la tassazione de lle rendite finanzia rie tasserebbe soprattutto i più ricchi: almeno un terzo dei redditi dichia rati dallo 0,01 per ce nto più ricco proviene da redditi di capitale. (Ancor di più: il 90 pe r cento delle azioni in Italia è detenuto dal 7 pe r cento più ricco, nelle cui mani si trova un te rzo del reddito nazionale). ***** Giustiz ia ed e quità sono concetti la rgamente presenti nel messaggio rivolto dal S. Padre per la XLIII Giornata Mondiale della Pace. Le minacce che incombono sulla pace e sull’autentico sviluppo umano integrale, dice il Papa, sono numerose e tutte derivano dalla crudeltà de ll’uomo sull’uomo. L’accento quest’anno lo ha

voluto porre in modo pa rticolare sul creato: non meno preoccupanti sono le minacce originate dalla noncuranza – se non addirittura dall’abuso – nei confronti della te rra e de i beni naturali che Dio ha ela rg it o. G ià ne ll’ E nci cl ica Caritas in veritate aveva posto in evidenza che lo sviluppo umano integrale è strettamente collegato ai doveri derivanti dal rapporto dell’uomo con l’ambiente naturale, considerato come un dono di Dio a tutti, il cui uso comporta una comune responsabilità verso l’umanità intera, in special modo verso i poveri e le gene razioni future. Il Papa sostie ne che l’umanità ha bisogno di un profondo rinnovamento culturale; ha bisogno di riscoprire quei valori che costituiscono il solido fondamento su cui costruire un futuro migliore per tutti. Pertanto è saggio ope rare una revisione profonda e lungimirante del m odello di sviluppo, nonché riflettere sul senso dell’econom ia e dei suoi fini, per correggerne le disfunzioni e le distorsioni. Le situazioni di crisi in cui l’umanità è coinvolta – siano esse di natura e conomica, alimentare, ambientale o sociale – sono per Be nedetto XVI anche crisi morali collegate fra loro. Egli invita ad una nuova progettualità impostata su un modo di vivere improntato alla sobrie tà e alla solidarietà, con nuove regole e nuove forme di im pegno. L’egoismo ha indotto l’uomo a comportarsi da sfrutta tore, volendo esercitare sul creato un dominio assoluto. Ha perduto così il senso del ma ndato di Dio di assoggettare la terra. L’ha tiranneggiata più che governa ta. Come risultato la ribellione della natura. Il Papa ribadisce l’urgente ne cessità morale di una s olida rietà che si proietti ne llo

Annibale Elia spazio e nel tempo. Vale a dire che l’uso delle risorse natura li dovre bbe essere tale che i vantaggi immedia ti non comportino conseguenze negative per gli esseri viventi, umani e non umani, presenti e a venire. Sono chiamati in causa i comportamenti di ognuno di noi, gli stili di vita e i modelli di consumo e di produzione attualmente dominanti, spesso insostenibili da l punto di vista sociale, ambientale e finanche econom ico. Richiamandosi al principio di s ussidiarietà Benede tto XVI impegna ciascun cris tiano e ciascun uomo a supera re a l livello che gli corrisponde la prevalenza degli interessi particolari. Ai nostri lettori per questo nuovo anno rivolgiamo di cuore l’augurio di giustiz ia e di pace; impegnandoci con ess i a far nostre le parole del pontefice: Se vuoi coltivare la pace, cus todis ci il creato. PERIODICO ISCRITTO AL NR. 1005 DEL REGISTRO DELL A ST AMPA DEL TRIBUNALE DI LECCE IN D ATA 26.11.2008

Direttore Editoriale Salv atore Giannuzzi d.editoriale@diciamo.it Redazione Sal vatore D’Elia, C esare Lia, Barbara F errari, Rita De Iaco, Antoni o Baglivo, Daniel e Baglivo, Vito Acc ogli, Rosanna M astria, Rocc o Chiri vì, Maria Soledad Laraia, R oberto Mol entino, Francesca Cesari, Anni bale Elia, Laura Longo, Donato Nuzz aci, Lucio Vergari, Pietro Russo, Sal vatore Errico, C arlo Pasc a, Attilio Palma, Rita Lia, Francesc o Elia, Er melinda Placì, Francesca De Marco, Sil via Lubello. Stampato c /o Associazi one Cultur ale Diciamo in Tricase, alla via G. Garibaldi, 60 Tel./Fax: 0833/784126 redazione@ diciamo.it Distribuito gratuitamente in una tiratura di 20.000 c opie La collaborazione a questa rivista sotto qualsiasi forma è gratuita. La direzione si riserva di rifiutare insindacabilmente qualsiasi testo e qualsiasi inserzione. Foto e manoscritti, anche se non pubblicati, non si restituiscono.


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NATALE E’ IL VERO DONO di Francesca De Marco Quando il Natale arriva lo senti nell’aria, lo respiri nei profumi, lo vedi illum inarsi nelle piccole luci colorate che creano un’atmosfera allegra e calda, dolcissima. Lo gusti nei sapori delle tradizioni, lo ascolti nelle canzoni e lo segui mentre arriva ne l s usseguirsi de i giorni che, uno dopo l’altro, ne scandiscono il cammino.. crea un’ atm osfera dolce che, anche solo ai nostri occhi, pe rmea tutto di sé, re ndendo ogni minima cosa diversa rispetto a ciò che è tutto il resto dell’anno. E’ la festa più be lla, quella che più ci apre il cuore, quella che ci regala un’emozione che rende quasi poss ibile la spera nza di essere migliori, di guarda re ai nostri e rrori e d alle nostre mancanze con la voglia di impa rare la lezione pe r non continuare a sbagliare; è la cele brazione degli affetti familiari, di una raccolta felicità, e a tutto questo, così dis tante da lla durezza e dalla freddezza de lla realtà che ogni giorno ci troviamo a vivere, dovremmo dare la giusta importanza. Spesso il vero sens o de l Natale viene offuscato da tutta la “core ografia” che lo accompagna e così a questo m omento tanto s peciale vengono associate solo le luci colorate, l’albero addobba to di palline colorate e fili d’angelo, il cenone di magro della vigilia, quasi per tutti lo stress della ricerca e la gioia de l ricevere i regali. Abbiamo, forse, dimenticato che il Natale ricorda la nascita di un bambino venuto al mondo nel più g rande te ntativo di portare la pace agli uom ini, finora fallito perché la pace doveva essere portata, secondo quanto sta scritto, agli uomini di buona volontà e di questi ultimi se ne vedono pochi. E’ come andare ad una festa di compleanno senza da re minima importanza a chi sia il festeggiato! Il

Natale porta con sé un grande messaggio e da ciò che s uccesse più di duemila anni fa in quella grotta di Be tlemme dov remm o tutti imparare. Spesso ci ritroviamo a festeggiare con pe rsone, parenti e amici, che per tutti gli altri 364 giorni dell’anno ci sono quasi estranei, solo per aver modo di dire che a Na tale si cancella no i rancori e si tende una mano.. che fine fanno questi propositi appena 24 ore dopo?E che senso ha avuto quella condivisione dovuta solo al fatto che tutti si aspettino un dete rmina to comportamento? In quella grotta c’era solo chi davvero voleva esserci, guidato da una stella come ta e non da l profumo di chissà qua le ce na succulenta.. Il Natale è sicuramente la fes ta dei doni, perché a tutta l’umanità è stato fatto un grande dono d’amore, ma dobbiamo ammetterlo, con la nascita del Cristo il nostro Natale c’entra ben poco. Lo dimostra bene il fatto che, anche in questo momento dell’anno, si pensi sempre meno a lui, sostituito dal faccione paonazzo e svampito di Babbo Nata le, giuliva caricatura della felicità. E’ con lui che i nos tri bambini pe rsonificano il Natale, con lui e con i suoi doni, con le bambole, con i trenini, con i s oldi lasciati in piccole buste tra i rami dell’albe ro colora to. E’ giusto lasciar cre dere loro che esis ta un uomo con una lunga barba bianca, vestito di rosso, che a rriva s ui nostri te tti su di una slitta volante trainata da renne con sacchi pieni di regali, da portare nelle nostre case attraverso i camini? “Buttati che è morbido” è l’invito di un dolcissimo bim-

bo in una pubblicità di un panettone.. la risposta non può che essere si, è giusto che almeno i bambini sognino una realtà così fantastica, in cui se se i buono vieni premiato e, se sei cattivo, al massimo la befana ti punisce con un po’ di carbone.. di zucchero, ovviamente! A che cosa potrebbe se rvire farli scontrare con la durezza della vita? A nulla, pe rché non sempre essere prepara ti vale la pena di aver perso tante occasioni pe r s ognare e vivere sereni; lo sanno bene gli adulti, che farebbero di tutto pe r ritrovare un po’ di quella visione sem plice e ottimista dei bambini. Di certo, però, è importante che ,fin da piccoli, im parino il vero significato di ques ta festa, che sappiano apprezzarne il senso profondo, perché quando la leggenda di Babbo Natale si scioglierà al fuoco della verità loro non perdano la voglia di dare e di ricevere e i regali tanto attesi diventino i valori che in questa ricorrenza dovremm o almeno provare a ritrovare dentro noi.. “E’ Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano. E’ Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro. E’ Natale ogni volta che non accetti quei principi che relegano gli oppressi a i margini della società. E’ Natale ogni volta che speri con quelli che disperano ne lla povertà fisica e s pirituale. E’ Natale ogni volta che riconos ci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza. E’ Na tale ogni volta che perme tti al Signore di rinascere pe r dona rlo agli a ltri”. Sono queste le parole con cui Madre Teresa di Calcutta esprime l’importanza del messaggio del Natale e che ognuno di noi s ia credente o meno non conta, non può questa diventa re una scusa pe r sfuggire a queste verità ed è proprio ques to che i nostri bambini dovre bbero ricordare, perché ques ti sono gli unici veri doni che nessuna realtà potrà mai potarci via!

“A NATALE PUOI” di Silvia Lubello

Chiesanuova (Le). Anche ques t’anno le fes te s ono trascorse, tra brindisi, regali dai nastri luccicanti e albe ri illuminati. L’atmosfera, nelle città come nei piccoli centri, è sempre s tata quella di festa, nonostante la crisi economica da più parte evidenziata. Si è speso poco, ques to è vero, ma non può esserci un Natale degno di questo nome senza aver rivolto un pens iero a chi non vive come noi, a chi non può festeggiare, a chi non c’è più. La generosità sembra piovere copiosa più che mai proprio in queste settimane e così, tra comm ozione e toccanti discorsi, s i mette mano sulla coscienza (e al portafoglio) pe r a cons ueta donazione. I più cinici avranno certamente brontola to, tacciando queste iniz iative come qualcosa che con la gene rosità e la solidarietà hanno ben poco a che fare, altri invece avranno elogiato i livelli altissim i raggiunti dalla solidarietà italiana,

proprio in quest’anno, profondamente provato dalla disoccupazione e dalla povertà. Prendiamo il Salento: sagre, mostre, merca tini ed eventi vari che hanno avuto un unico obie ttivo: raccogliere fondi pe r questo o quel progetto di solidarie tà locale, nazionale o addirittura inte rnazionale. Ma l’attenzione di m olte associazioni culturali e ricreative anche verso la valorizzazione e la riscope rta delle radici e delle tradizioni loca li. Il Na tale dunque serve anche a questo: si riscoprono suoni, profumi e sapori che sem bravano ormai essere andati nel dimenticatoio. È così che un neonato circolo culturale di Chiesanuova, denomina to “Il faro” ha scelto il 13 dicembre per organizzare la prima e dizione de “la pittulata”. Donare…gustando è il sottotitolo che indica proprio come si può aiutare chi soffre mangiando e face ndo festa (…). segue a pag. 5


pag. 5 segue da pag. 4

“A NATALE PUOI”

Silvia Lubello

L’attenzione è sta ta rivolta s opra ttutto alle organizzazioni no – darietà? Un gesto di amore, un te ntativo di vincere i propri profit, che in queste zone godono di una larga diff usione. timori annullandoli in que lla piccola donazione, o un grosso evento commercia le portato avanti s oprattutto nel pe riodo La favola del Nata le. Ognuno di noi, in fin dei conti, vorrebbe delle Feste? renders i protagonis ta di gesta eroiche, ma il logorio de lla vita quotidiana lo rende pressoché impossibile. Ci pe nsa allora il LIONS. Il gruppo denom inato Natale, con il suo clima e i suoi colori. “Fasano Host”, presieduto Giangi, ad esempio, è un bambino come ce ne sono tanti, con da Marco Cedro, partecipa poca voglia di s tudia re e nessuna inte nzione di fare l’eroe; alla “ Giorna ta Mondiale finché un bel giorno cade dentro un libro e un eroe lo diventa LIONS per la vista”. È dal per davvero: la s ua missione sarà quella di salvare il Principe 1917 che il Lions Club aiuta i del Lago, scomparso miste riosamente dal suo regno e portannon vedenti con numerose do con sé la gioia, la pace e l’allegria. iniziative, natalizie e non; Oltre ai cons ueti e bizzarri ostacoli, il piccolo protagonista dosicuramente notevole, però, vrà superare la sua paura più g rande: quella per la diversità. è lo s pettacolo di Natale per Solo se riuscirà in questa impresa potrà ritrovare il principe e le ge nti te rre mota te torna re a casa. d’Abruzz o. L’associaz ione Questa favola altro non sembra che una proiezione, in un internazionale del Lions Club mondo tutto fantastico, delle coscienze com uni, cos ì poco International, in collaborazione con i Lions Club di Gallipoli e di avvezze ad essere protagoniste e così abituate alla normalità. Casarano ha presentato, domenica 27 dicem bre, presso la Chi è il principe de l lago se non l’ago della bilancia, l’equilibrio Fondazione Filograna di Casarano, lo s pettacolo teatral – mus idel mondo; e cos’è la sua scompa rsa, se non una g rave calami- cale intitolato “la canzolata … la tombola canta ta raccontando tà che si abbatte devastando quel piccolo universo felice. E chi Napoli”. Si è tra ttato di uno s pecifico progetto finalizzato a lla è Giangi, se non il ritratto di colui che e roe deve esserlo pe r costruzione di un presidio Socio – Sanitario nel com une di Noforza, per una s orta di dovere, morale o no, di ripristina re velli, in provincia de L’Aquila. Lì, dove centinaia di m igliaia di l’equilibrio. persone hanno pers o casa, amici e famiglia … perché loro, già Compie re questa impresa significa anche vince re quella sensa- da molti mes i, sono alla ricerca del Principe del Lago; e perché zione di disagio di fronte alla diversità, di fronte a chi è ema rgi- non sempre i ruoli (que llo dell’eroe soprattutto) sono cos ì nato o più triste rispetto a noi. Ma che cos’è , alla fine, la soli- semplici da affida re.

NON PIU’ TERRA TUMARA di Rita De Iaco Come da consuetudine l’inizio de l nuovo anno è scandito nel Capo di Leuca da tre importanti appuntamenti: Sant’Ippazio a Tiggiano, la Candelora a Specchia e San Biagio a Corsano. Ricorrenze molto sentite dalle popolazioni salentine, che, ancora oggi, rappresentano degli eventi imperdibili. Le tre fiere-me rcato che le caratterizzano erano, soprattutto in passato, momenti vitali nell’economia del territorio. L’occasione era ghiotta pe r fare incetta di prodotti allora non facilmente reperibili: oggetti ed utens ili per la casa e la cucina, tessuti, corredo, abbigliamento ma anche bestiame, sementi, attrezzi e prodotti agricoli. Molti i mercanti sia locali ed addirittura da fuori regione che raggiungevano questi centri. I prodotti più acquista ti e che ancora oggi la fanno da padrone sulle tavole de lla festa s ono le “sciscele ”, ossia le giuggiole secche bollite e zuccherate e le “pestanache”. Queste particolari carote dal colore giallo -violaceo e dall’inimitabile gusto dolce e deciso vengono consumate sia crude che cotte, come aromatizzante o ingrediente principale di gustose ricette. Sopra ttutto a Tiggiano, dove si onora Sant’Ippazio protettore dell’apparato genitale maschi-

le, i devoti non mancano di acquis tare e regalare alle proprie compagne pestanache e sciscele in re lazione ad una lettura allusiva dell’accostamento di questi due prodotti. Cos tumi che, si ripetono anche a Specchia e Corsano e che hanno creato un legame fortissimo tra prodotti e ricorrenze tale da rende rlo inscindibile e scontato. Già nella cultura pagana si attribuivano alla pestanaca virtù di fe rtilità e virilità. Ma per quanto tempo ancora? Fino ad oggi è stata la tenacia dei coltivatori di queste te rre a consentire alle pestanache di giungere sulle nostre tavole. Proprio pe r la sua particolarità questo ortaggio è un prodotto di nicchia, la cui coltivazione richiede non solo sapienza e particolari condiz ioni climatiche e del terreno, ma anche molto lavoro. Inoltre la semenza non si trova in commercio ed è prodotta direttamente dai coltivatori, operazione delicata e difficile essendo, la pestanaca, una pianta che si ibrida facilmente. Negli ultimi anni l’abbandono dell’agricoltura e la sua lenta agonia rischiano di far s comparire per sempre questo patrim onio gastronomico e culturale; motivazioni che hanno spinto la Pro -loco di Tiggiano a mettere in campo

varie iniziative che incontrano però tre grandi difficoltà: i differenti metodi di coltivazione propri di ogni agricoltore, la mancanza di giovani che vogliono apprendere questo antico mestiere e le risorse economiche necessarie. Già nel 2001 la stessa Pro-loco s i è impegnata a produrre la semenza e a mette rla in commercio. Tuttavia lo sforzo maggiore è quello di riuscire a tramandare per inte ro tecniche e saperi, risultati che richiedono pazienza e pervicacia. Occorre anzitutto aggregare i coltivatori per mette re a confronto me todi e tecniche, lavoro non sempre facile. Solo da questo confronto potrà infatti elaborasi un protocollo culturale univoco e più idoneo ad essere tramandato. Prim o passo che comporterà l’altro gravoso impegno di avvicinare i giovani alla terra, trasmettergli le conoscenze necessarie ad operare e di conseguenza lavorare per creare filiera ed indotto della pestanaca. Un obiettivo al tempo stesso ambizioso e lodevole il cui raggiungimento richiede il supe ramento di inutili campanilismi ma anche il repe rimento dei mezzi finanziari necessari a concretizzarlo altro, purtroppo, grave ostacolo.


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Di quale morte pe rirà questo Pd? La rissa villana che si è accesa in Puglia per la contesa de lla candidatura regionale tra Emiliano e Vendola (ora Vendola Boccia) dim ostra l’ambigua Boccia e fragile identità di questa realtà politica. Non s i avrebbe nulla da ridire se la dialettica partiEmiliano tica fosse originata dalla passione e dall’interesse di dare il meglio di sé pe r questa terra. Macché! Grottesco è assistere al vistoso scialacquamento del “patrimonio di famiglia”, cioè dell’idea (tanto sponsorizzata da miste r Veltroni) di un pa rtito nuovo, fatto di cose nuove, di uom ini nuovi con una pratica della politica non più legata alle tradizioni di clientela o di appara to, che furono tipiche della storia democristiana, socialista e comunista. Finora la gente è stata trastullata dagli aspetti folkloristici de lla politica, sulla ripetiz ione continua delle liturgie anti questo e anti quello, promettendo che da qualche parte ci fosse la bacche tta magica per raddrizzare la situazione solo se si fosse votato il partito gius to. In una situazione giudicata ingestibile con le anacronistiche logiche di sis tema, quei pochi assennati della politica hanno capito che, invece, sono necessarie, anzi irrinunciabili, le larghe intese. Si sa di cosa questo paese avrebbe bisogno. Per esempio, cestina re un bicameralismo di vecchia maniera e un parlamentarismo ormai svilito dalla mancanza di libertà della scelta dei rappresentanti e in continuo sotto il ricatto dal premio di maggioranza.

UNdiANTICO PD Laura Longo

Questioni che costituiscono un vero handicap per il buon funzionamento di uno stato e che, nelle attuali condizioni, è incapace di soddisfare le richieste legittime dei cittadini. Un buon politico sa che la rice rca di soluzioni misura la credibilità di una classe politica. La credibilità è, infatti, un bene prezioso e deriva sempre dall’impegno nel concreto miglioramento del s istema di convivenza, sia a livello locale che nazionale. «Certi “inciuci” farebbe ro be ne al paese». Parola di Massimo D’Alema che rilancia il confronto tra Pd e Pdl. Non l’avesse mai detto: c’è chi ha già urlato, inorridito, allo scandalo. Quante ferite e lace razioni hanno prodotto “a sinistra” i compromessi. In passato c’era “quello storico” pe r il quale Be rlinguer venne aspramente contestato e, nonostante, questo pe rcorso, non riuscì mai a realizzarsi, il partito dovette pagar cassa in te rmini di consensi e lettorali. Dal ’79 in poi si assistette a una discesa vorticosa del Pci dalle cui cene ri rinacque il moderato Ulivo. Non meno noto fu il compromesso per l’articolo 7 de lla Costituzione sui rapporti tra stato e chiesa votato dal Pci di Togliatti nell’Assemblea costituente. E facendo qualche passo indie tro con la memoria ci sarebbe anche la famosa “svolta di Salerno” quando nel ’44 il Migliore decise di abbandonare la sua posizione antimonarchica e aprire un varco al governo Badoglio. Come non ricorda re Luciano Lama all’Eur e la sua moderna te oria sul salario inteso come “variabile indipendente ” o il patto sociale firmato con Ciampi. Tutte vittorie riformiste ma che cos tarono profonde fratture anche nel blocco del sindacato più intransigente.

Il vero problema che attanaglia l’attuale sinistra è l’azionismo radicale, spina nel fianco de l Pd. Una piccola componente di élite intellettuale compos ta da girotondini e grillini. Un m ix di puro giacobinismo di sinistra mischiato all’antipolitica che si alimenta di giorno in giorno di gius tizialismo e pone continui veti per un eventuale compromesso bipa rtisan. Ma la risposta dei dipie trini e dei massimalisti - puntuta come una lancia – è il solito “non possumus”: no a riforme sulla giustizia, no ad abbandoni del bipolarismo, no a leaders hip regionali affidate a uomini di altri partiti, no all’asse D’Alema -Letta. Come se un probabile com promesso potesse sporca re la purezza delle proprie di ideologie pe rché l’inciucio non viene concepito come un incontro a me tà tra tes i contrapposte ma “un me rcato” in cui le parti vengono meno alla purezza dei loro principi per otte nere vantaggi concreti di basso profilo. Peccato pe r loro perché la storia è s tata foriera di compromessi: allora la nostra Costituz ione dovrebbe aver il sapore di “inciucio” perché originata da un accordo tra comunisti e democristiani. C’è da chiedersi: ma questo azionismo radicale che s i propone come alte rnativa a Berlusconi è pronto ad attuare patti di riforme istituzionali? Fa pensare che il rifiuto del compresso non sia altro che una scusa, un modo per sottrarsi alle reali responsabilità di governo. «Non sono mai s tato un comunis ta» ha dichiarato a metà degli anni Novanta in un’intervista Walter Veltroni. È vero. Perché se lo fosse stato, a quest’ora, avrebbe avuto que l lucido pragmatismo tipico di un vecchio comunista. Stiamo ad attendere. Il tempo potrebbe ridare luce.

A QUALCUNO PIACE CALDO… di Ermelinda Placì Oppure, Non stanotte Josephine, come il titolo originario della pellicola diretta da Billy Wilder nel 1959, che conta tra i suoi interpreti Marilyn Monroe, Tony Curtis e Jack Lemmon. Dopo circa 15 giorni in cui l’accordo sembrava non esserci, tra la notte del 18 e 19 dicembre il Vertice di Copenhagen è arrivato, finalmente, inconclusione. Molti capi di stato e di governo hanno riconosciuto che si tratta di un accordo imperfetto, non sufficiente. Malgrado, la mobilitazione totale che lo ha preceduto e accompagnato, il rincorrersi di notizie, di voci, di rumors e la guerra dei numeri, le aspettative di tanti, di molti, la Conferenza sui Cambiamenti climatici si è conclusa con un sostanziale nulla di fatto. A chi sperava di trovare sotto l’albero di Natale una bella sorpresa, è toccato prendere atto che, l’unico numero, venuto fuori per prevenire ed evitare il collasso del

nostro pianeta, è un risicato 2. Due, questo l’unico accordo non vincolante legalmente raggiunto, come il tetto oltre cui non bisogna far aumentare la temperatura. Sul “come” e “quando” ciò debba avvenire, non è dato saperlo. Tuttavia, chi è abituato a vedere il bicchiere sempre mezzo pieno è convinto che un qualche passo avanti sia stato fatto rispetto al passato: a cominciare dal fatto che alla fine i Paesi emersi ed emergenti abbiano preso parte alla Conferenza; abbiano ammesso che esiste un’emergenza climatica. Si tratta di Paesi che, invece, s’erano tirati fuori dall’accordo di Kyoto nel 2001, come India, Brasile, Cina e gli stessi USA, dove si attende, nonostante l’ostruzionismo dei negazionisti repubblicani, di far passare al Congresso il progetto del presidente Obama sulla riduzione

dell’emissione di gas serra del 17%. Tutte le speranze per il raggiungimento di un accordo legalmente vincolante sono andate in fumo. D’altronde, troppa carne era stata messa a cuocere in quel contesto. Così, scattato l’ultimo flash, spenti i riflettori, tra antiche e nuove promesse, tra problemi vecchi ed inediti, tra economie “vetuste” ed “emergenti”, tra obiettivi mancati e risultati da raggiungere, tra dichiarazioni varie e vaghe enunciazioni di principio e di intenti: tutto è stato rimandato al prossimo incontro, previsto fra un anno a Città del Messico. Per il momento, terminato lo spettacolo… Mancato il momento catartico…, - per continuare con la metafora cinematografica con cui abbiamo iniziato - con l’ auspicio che, il clima nella capitale messicana, rispetto a quello della capitale danese, sia più “suggestivo”, - non rimane che un’ ultima battuta: “Nessuno è perfetto!”


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Storie

LA GRANDE FUGA di Salvatore Errico I commi 1 e 2 dell’articolo 1 dello S tatuto comunale (approvato con delibera cons iliare n.128 del 18 dicembre 2000) per quanto concerne l’individuazione del territorio comunale, così recitano: « 1. Il Comune di Tricase comprende la parte del suolo nazionale delimitato con il piano topografico di cui all'articolo 9 della le gge 24/12/1954, n. 1228, approvato dall'Istituto centrale di Statistica. 2. Il territorio di cui al precedente comma comprende Tricase, capoluogo - con i rioni di Sant'Eufemia, Tutino, Caprarica, Tricase Porto e Marina Serra - nel quale è is tituita la sede del Comune, dei suoi Organi istituzionali e degli uffici, e le frazioni di Depres sa e Lucugnano. » Mentre oggi abbiamo solo 2 frazioni e 5 rioni, nel 1946 Tricase aveva 7 frazioni: tutte staccate nettamente dal capoluogo. Di queste sette frazioni, le più abitate erano ovviamente Depressa e Lucugnano. Lucugnano è s tata per tanto tempo frazione di Tricase, ma nella seconda metà del 1855 venne aggregata al Comune di Specchia, per ritornare a far parte del Comune di Tricase a partire dal 1° gennaio 1875, in seguito al Regio Decreto 19.10.1874, n.249. Depressa, al contrario, era stata sempre fedele dal momento in cui il suo te rritorio era stato aggregato a Tricase. Tuttavia al termine de l secondo conflitto mondiale con la ricos tituz ione della vita democratica ne l Paese e con l’imminente ritorno a libere elezioni a suffragio universale, si creò spontaneamente, all’interno della comunità di Depressa, un movimento piuttosto consistente di cittadini che pensò essere arrivato finalmente il m omento di separarsi dal capoluogo tricasino e cos tituirsi in ente locale autonomo pe r evitare tutti i disagi che la relativa popolazione subiva per la lontananza da Tricase ove erano ubicati gli uffici comunali. A tal proposito venne inviata apposita istanza alla Prefettura di Lecce e per conoscenza al Ministero dell’Interno. Al momento de lla richiesta la frazione di De pressa è provvista di scuole e lementari, di cimite ro, di chiesa parrocchiale, di impianto di pubblica illuminazione ed ha una popolazione di circa 1100 abitanti; ma non ha un ufficio separato di stato civile ed anagrafe né una farmacia rurale. Il 19 dicembre 1947 su richiesta della Prefettura di Lecce il Consiglio Com unale (eletto il 20 ottobre 1946) guidato dal Sindaco dott. Spiridione Barba ra discute il punto n.18 all’ordine del giorno: «Erezione in Comune autonomo della frazione di Depressa», e dopo ampia discussione adotta la delibe razione n.91, che di seguito si riporta pe r opportuna conoscenza. «Erezione in Comune autonomo della frazione di DEPRESSA Il Sindaco Pone in discussione l’ordine del giorno riportato al N.18 pel titolo di cui in oggetto. Il Consiglio Premesso che l’On. Ministero dell’Interno – Direz. Gen. Amministrazione Civile – con nota N.15341/4 Div. 2 del 18 marzo 1946, diretta alla Prefettura di Lecce, ha comunicato fra l’altro, quanto appresso:La popolazione di Depressa, frazione del Comune di Tricase, ha chiesto l’erezione a Comune autonomo della frazione con l’istanza diretta a codesta prefettura e per conoscenza a questo Ministero. Qualora l’invocato provvedimento risponde ad una effettiva e sentita esigenza della popolazione, si prega di iniziare la relativa is truttoria fornendo dettagliate notizie circa la situazione finanziaria, l’entità territoriale ed il numero de gli abitanti del costituendo ente, la sua distanza chilometrica dal Comune di Tricase e le ripercussioni del distacco richiesto sul Bilancio del Comune suddetto; Considerato che il suindicato Ministero dell’Interno, con circolare n.15300 dell’11/9/1945 precisa in tema di erezione di nuovi Comuni, che numerose frazioni - col ripristino graduale delle forme democratiche sotto l’impulso dei principii di autogoverno – hanno già manifestato in forma concreta la loro volontà di separarsi dai rispettivi Comuni capoluoghi per erigersi ad enti dotati di propria personalità giuridica; e che, in linea di massima, non v’è dubbio che s ì fatta tendenza va da assecondare in quantochè, rispecchiando la volontà di nuclei trascurabili di cittadini, attua in sostanza un postulato fondamentale della democraz ia. Tuttavia continua il prefato Ministero, è necessario che siano attentamente vagliate le possibilità finanziare dei nuovi enti al fine di s tabilire che questi, per l’entità dei cespiti di carattere patrimoniale e tributario oltrechè di interessi morali da rappresentare siano in grado di fronteggiare l’onere derivante dal funz ionamento dei vari serviz i cui è connesso il soddisfacimento dei fini istituzionali. Letta la Prefettizia N.7816 Div. 2/1 del 10 ottobre u.s. con la quale viene sollecitata l’adozione del presente provvedimento da parte di questo consesso anche se di parere negativo, ai fini della e rezione in Comune della frazione in oggetto; Ritenuto che la frazione di Depressa con una popolazione di N.1103 abitanti (censimento 1936) dista dal capoluogo Km 3.600, gode di tutti i benefici e soggiace agli stessi aggravi tributari degli altri nuclei facenti parte dell’intero Comune; Che, detta frazione, distaccandosi dalla cellula madre non avrebbe sufficienti mezzi e capacità di governars i, con e vidente danno della relativa popolazione ovve ro pe r soddisfare le necessità collettive, dovrebbe attingere dallo Stato; con grave detrimento dell’Erario, i mezzi di vita indispensabili; Su richiesta dei Consiglieri Girasoli e Dell’Abate i quali dichiarano e affermano che in regime democratico le legittime aspirazioni di determinati gruppi di popolazioni dovrebbero senz’altro essere esaudite, si passa alla votazione – per alzata e seduta – circa l’erezione o meno in Comune autonomo della frazione di Depressa ottenendosi il seguente risultato: Presenti e votanti N.19 Favorevoli per il costituendo Comune di Depressa N.7 Contrari “ “ “ “ “ “ N.12 DELIBERA Esprimere parere contrario a che la frazione de Depressa venga eretta in Comune autonomo. Del che il presente verbale che, previa lettura e conferma viene sottoscritto. Il Consigliere Anziano Il Segretario Capo Il Sindaco presidente Oreste Morciano Rag. Antonio Greco Spiridione Barbara ».


dai Paesi

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ULTIMI EROI di Attilio Palma

ALLISTE - "L'attività degli assessori è diventata m olto blanda e poco s ignificativa, ma i se rvizi pe r esse re gestiti hanno bisogno di progetti e, soprattutto di denari, che via via sono sempre più diminuiti...". L'Assessore all'Unione de i Comuni Jonica Salentina (Alliste, Melissano, Racale, Taviano, Matino), Cosim o Adamo, rinuncia all'indennità di carica pe rché ritiene che la "ridotta attività che svolgiam o in se no all'Unione", andata via via diminuendo nel corso degli ultimissimi anni di vacche magre, "non necess iti di essere re tribuita con alcuna indennità". Adamo ricorda che "qua ndo nell'estate del 2006 ci s iamo insediati pe rcepivamo un'indennità di circa euro 540,00 al netto della rite nuta e d il se rvizio che veniva gestito in com une e ra unicamente que llo re lativo al verde pubblico; dopo un anno, essendo diminuiti i finanziamenti provenienti dallo Stato, abbiamo deliberato una riduzione dell'inde nnità ad euro 390,00 netti. Dopo tre anni, l'unico se rvizio che continua ad essere gestito in com une, rimane que llo del verde pubblico". L'assessore, che è consigliere comuna le ad Alliste, non "rinnega" alcune iniziative prese come la partecipazione alla Bit di Milano, alcuni convegni e corsi di formazione e l'inoltro di una serie di progetti ne ll'ambito di bandi che potre bbero risultare importanti ai fini dei finanziamenti derivanti. "Lo Stato - aggiunge Adamo - trasferisce tanti più denari, quanti maggiori sono i servizi che vengono gestiti in comune e i progetti che vengono realizzati, ma per fare ciò, servono risorse economiche che l'Unione non ha più. Una decina d'anni or sono, la nos tra Unio-

ne, essendo la prima Unione tra Com uni del Centro-Sud, be neficiava di trasferimenti stata li che arrivavano anche ad un m ilione di euro, pe r arrivare agli attuali 70.000,00, che bastano a stento per consentire la sopravvivenza dell'ente. Per il servizio del verde pubblico, è infatti necessa rio che ciascun comune contribuisca con proprie ris orse per consentire il pagamento dell'azienda vincitrice dell'appalto. Se la rinuncia alla mia indennità può dare un contributo, seppur piccolo, alla realizzazione di ulte riori servizi in comune, ne sarei be n fe lice. Questo non significa che ritenga che gli altri membri della giunta pe rcepiscano indebitamente delle somme che non meritano". Ma, in ogni caso, l'Unione dei Comuni deve "continuare ad esistere, soprattutto pe rché nella programmazione dello Stato, delle Regioni, delle Province e dei vari enti inte rmedi, vengono e verranno sicuramente sempre di più favorite le aggregazione tra comuni; e questo è un treno che non ci possiamo permette re di perde re, e che ci potrà consentire di poter usufruire di progetti e se rvizi, che altrimenti, con risorse comunali sarebbero difficilmente realizzabili. È per questo motivo che inte ndo rimanere in giunta, dando il m io contributo".

TAR LECCE: NO AL PARCO FOTOVOLTAICO SCORRANO - Proprio alla vigilia di Natale il Tar di Lecce ha ordinato la sospe nsione temporanea dei lavori di realizzazione di un grande impianto fotovoltaico (45 ettari) situato nella rurale località di Miggianello, tra le campagne di Scorrano, Botrugno, Sanarica e Muro Leccese, ricadente in pieno "Parco de i Paduli-Bosco Belvedere", recentemente istituito dalla Regione Puglia. Già da alcune settima ne la ditta im prenditrice aveva iniziato i lavori di sbancamento del sito per l’edificazione di un vasto impia nto industriale fotovolta ico in piena zona agricola e per fe rmare la devastazione che s i annunciava, le associazioni “Ita lia Nostra” e “Grande Salen-

to” avevano presentato un ricorso al Tribuna le Amministra tivo Regionale di Lecce, assistite dall’avvocato Donato Saracino di Martano. Nel ricorso si evidenziavano numerose irregolarità sottoposte al vaglio dei giudici e si adiva il diritto alla tute la del paesaggio, sancito dall’articolo 9 della Costituzione Italiana, tanto più in un sito di cos ì alto pregio naturalistico. Il giudice delegato del Tar Lecce, Massimo Santini, dopo aver approfondito il caso e vista anche una eloquente documentazione fotografica, ha accolto con urgenza "l’istanza di misure caute lari provvisorie" presentata dall’avvocato Saracino pe r le associazioni ricorrenti, e per ottene rne "l’effetto", il giudice ha sospeso la dete rminazione regionale del Servizio Industria (datato 15 giugno 2009), che aveva autorizzato alla Schüco lo stravolgimento deturpativo della vallata di Miggianello. Gli attivisti di Italia Nostra, insieme ai cittadini salentini e alle forze politiche di m inoranza

di D.N.

della città di Scorrano, che si sono opposti e si stanno oppone ndo a questo uso “irrispettoso de l te rritorio, che ne calpesta il valore identita rio”, plaudono alla decisione del Tar e s perano “in un intervento responsabile delle amministrazioni e delle is tituz ioni coinvolte per il ripristino pieno dello stato dei luoghi, con l’asporto degli inquinanti e degli elementi invasi, cavi, pali metallici, cementificazioni apportate in questi ultimi giorni nel sito, e la ricos truz ione degli originali muretti a secco danneggiati”. Sabato 16 nella Sala del Trono di Palazzo Gallone a T ricase il Sindaco dott. Antonio Musarò incontre rà la cittadinanza per fare il punto di quanto sin qui fa tto dall’Amministraz ione e quali programmi ha intenzione di attua re per i prossimi mesi La Redazione di Diciamo si associa al dolore che ha colpito il Sen. Eugenio Filograna pe r la morte del padre Comm. Antonio Filograna


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dai Paesi

QUANDO SI HA VOGLIA DI LAVORARE TAVIANO - E' operativa già da alcuni giorni a Taviano la nuova gestione del "Ce ntro socia le polivalente per anz iani" presso la struttura "Celeste Marrocco" in via San Martino. L'avvio delle attività è sta to finanzia to dalla Regione Puglia. Il progetto presentato dal Comune, è ris ultato vincitore de l bando posizionandosi tra i prim i posti della graduatoria regionale, in virtù del suo caratte re innovativo. Presso il Centro saranno disponibili i servizi di: assistenza socio-sanita ria di tipo medicogeriatrica e fis iote rapica (e ntrambe gratuite); di somm inistrazione e consumazione di pasti pronti per i soggetti be neficia ri; lo Sportello Unico per Anziani (per informazioni e consulenze sui servizi sociali ed a ttività di dis brigo pratiche); oltre all'organizzazione di attività culturali, ricreative, educative e dedicate alla salute e al benesse re. Per tutti gli ute nti anz iani sarà presto disponibile anche un servizio gratuito di bus-navetta per il trasporto dal proprio dom icilio alla sede del Centro, g razie all'acquis to di un nuovo bus interamente finanziato con il contributo econom ico de lla Regione Puglia. Il Vicesindaco ed Assessore ai Servizi Sociali Giovanni Piccinno spiega che l'obiettivo "prioritario del progetto di gestione del centro è quello di

"promuovere l'esigibilità dei diritti sociali dei soggetti svantaggiati (ne llo specifico degli anziani) favore ndo un'efficie nte e d efficace gestione de lla rete dei se rvizi. Questo intervento, inoltre, mira a favorire l'inclusione lavorativa di nuovi operatori, in particolare de lle donne, garantendo loro pa ri opportunità nell'accesso alle posizioni lavorative previs te dall'organico de l Centro, che sa rà gestito da uno s taff professionale composto da: un Medico Ge riatra, un Fisiote rapista, un Educatore Professionale, un A nimatore Socia le, un Ope ratore ed un Autista". Il Sindaco Salvatore D'Argento aggiunge che "la mission di questo inte rvento è offrire un innovativo sistema locale di gestione dei se rvizi sociali rivolti agli anziani, spe rimentando nuove modalità gestionali basate sull'integrazione vertica le ed orizzontale de i servizi, sul loro coordinamento, sul parte nariato pubblico-privato, sulla massimizzazione della copertura te rritoriale". Per usufruire dei servizi e per informazioni, è possibile recarsi al Ce ntro Polivalente pe r Anziani o all'Ufficio Servizi Sociali del Comune di Taviano (0833-913878 oppure contattare il nume ro verde per i cittadini anziani 800-764444 dal lunedì al venerdì nell'orario mattutino). A.P.

Economia

PRIMA CASA, OH CARA! di Marco Sponziello

La Giunta regionale ha approvato un Bando pubblico che prevede la concessione di contributi a favore di privati che inte ndano procede re al recupero di alloggi da des tina re alla locazione o a prima abitazione, purché tale attività non venga svolta per finalità profess ionali o imprenditoria li. Nel com plesso la Regione ha messo a disposizione € 10.014.651,85. Due sono i tipi di inte rventi possibili: 1. Il recupe ro di imm obili da destinare all’affitto per un periodo non inferiore a otto anni applicando canoni di locazione non superiori a quelli definiti negli accordi fra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni dei conduttori maggiormente rappresentative; 2. Il recupero di immobili da destinare a prima casa per se o per parenti e/o affini entro il secondo gra do. In entrambe le ipotesi – sia con riferime nto ai conduttori, sia con rife rimento al proponente medesim o o suoi parenti o affini – il Bando individua i requis iti s oggettivi richiesti per pote r beneficia re dell’abitazione recupera ta con il contributo regionale (limiti di reddito, indisponibilità di altri immobili, ecc.). Potranno essere candida ti al finanziamento regionale gli inte rventi di recupero riconducibili alla tipologia della manutenzione straordinaria, de l restauro e risanamento conservativo, della ristrutturazione edilizia. Non possono essere interessati abitazioni signorili, ville, palazzi di pregio (categorie catastali A/1, A/8, A/9) e quelli la cui supe rficie com plessiva sia superiore a 160 me tri quadrati. La misura del singolo contributo varia a seconda de lla tipologia di intervento e de lla durata de lla locazione: a) sino ad un massimo € 15.000 nel caso di immobili da destinare a prima casa per se o per parenti e/o affini entro il secon-

do grado; b) sino ad un massimo di € 25.000 qualora l’immobile sia destinato alla locazione pe r un periodo non infe riore a 8 anni; c) sino ad un massimo di € 35.000 qualora l’immobile s ia destinato alla locaz ione per un periodo non inferiore a 16 anni. Gli interessati potranno candidare anche più interventi di recupe ro con l’unica domanda che dovrà pervenire al Servizio Politiche Abita tive della Regione Puglia entro e non oltre sessanta giorni dalla pubblicazione del Bando nel BURP. Il Servizio Politiche Abita tive della Regione individuerà gli interventi da finanzia re sulla base di graduatorie reda tte secondo i puntuali criteri definiti dal Ba ndo, qua li: loca lizzaz ione dell’inte rvento (punti utili pe r la graduatoria sono riconosciuti agli interventi che ricadono in comuni capoluoghi di provincia, comuni non capoluogo ad alta te nsione abita tiva, comuni non ad elevata te nsione abitativa con popolazione s uperiore a 20.000 abitanti o ancora in ambiti territoriali di rigene razione urbana, nei centri storici); condizioni d’uso dell’alloggio (premiati gli interventi che inte ressano alloggi non occupati); disponibilità di permesso di cos truire o di altro titolo abilitativo; maggiore capacità dell’intervento di assicurare livelli di s ostenibilità ambienta le e di efficienza energetica. I lavori dovranno avere inizio, pena la de cadenza dal finanziamento, entro un anno dalla pubblicazione del provvedimento di ammissione al finanz iamento. Questo sarà erogato in una prima tranche pari al 40%, ad avvenuta esecuzione del 50% de i lavori, in una successiva del 20% all’ultimazione dei lavori e con il saldo ad es ito della verifica da pa rte degli uffici regionali, tra l’altro, della sussiste nza de i requis iti soggettivi in capo ai conduttori o ai be neficia ri dell’abitazione.


Che passione la cucina! Le ricette di Francy a cura di Pietro Russo

SALAME DOLCE al CACAO

Ingredienti: • • • • • • •

200 gr di Zucche ro; 200 gr di Burro; 80 gr di Cacao (amaro); 4 tuorli d’uovo; 400 gr di Bis cotti secchi (tipo oro Saiwa); 150 gr di Amaretti di Saronno; 2 o 3 bicchierini di Liquore secco (Rhum o grappa);

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IL PIATTO PRONTO

E’ IL DOLCE DEL NUOVO ANNO. MOLTO GUSTOSO, FACILE DA REALIZZARE E NON SI CUOCE.

PREPARAZIONE per 2 salamini 1.

Tempo di preparazione:

2. 3.

20 mi nuti 4.

Tempo di raffreddamento: 1 o 2 ore nel congelatore

5.

Difficoltà:

6. 7.

Facilissimo 8.

Mettete sul fuoco un pentolino col burro e fatelo fondere (sciogliere). In una te rrina amalgamate i tuorli d’uovo con lo zucchero. Aggiungete il burro, fuso precede ntemente, e continuando a mescolare, aggiungete il cacao amaro. Aggiungete due o tre bicchierini di liquore, preferibilmente se cco come il Rhum o la Gra ppa, i biscotti spezze ttati (io li ho messi dentro un panno e li ho schiacciati) e, infine, gli amaretti sbriciolati. Dopo che avrete amalgato l’impasto; arrotolatelo con le mani e da tegli una forma allungata, simile a quella di un salamino . Disponete l’impasto sulla carta s tagnola e arrotolatela fino a coprirlo del tutto. Mettete nel congelatore per circa una o due ore. Toglietelo dal congelatore un poco prima di servirlo e tagliatelo in fette sottili, come se fosse del salame .

Scrivete a redazione@diciamo.it per dare un giudizio alle ricette pubblicate e per contribuire alla rubrica con le vostre ricette.


Sport

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GIUSEPPE GENCHI, IL RINFORZO IN ATTACCO FA GIA’ SOGNARE

Present at o Genchi, il nuov o at taccante del Casar ano. Domenica al Capozza arr iv a il F asano, pr obabile il r ecuper o di Calabr o. di Carlo Pasca “In Seconda Divisione con il Casara no!”. attendono la pross ima gara di campioSi è prese ntato con queste pa role ai nato, al Capozza contro il fanalino di tifos i rossoazz urri Giuseppe coda Fasano, pe r vede re Genchi, il rinforzo in a tta call’ope ra il nuovo “puntero” e co fornito dal DS F ranco per ca pire se la sos ta natalizia Elia al te cnico Salvatore ha fatto be ne alla truppa di Bianche tti. Bom ber di razBianche tti, reduce dalla brutza, provenie nte da l Ma tera, ta sconfitta patita a Be neven-

Certo è che con l’anno nuov o ci si attende un cam bio di passo radicale da pa rte di Villa & Co. Non si può più fallire, occorre a cquisire una certa continuità di rendime nto e sopra ttutto di ris ultato in un torne o difficile com e quello di se rie D. Ogni pass o falso sig nifica l’allontanam ento da ll’obiettivo princi-

il 24enne conosce be ne la to nello s contro diretto contro categoria e può contribuire il Forza e Coraggio. Pe r la priGiuseppe Genchi in maniera decisiva al ritorma gara de l 2010 in casa Virno del Casarano nel ca lcio che conta. tus s i s pera ne l recupe ro de i tanti gioca“Conosco be ne l’am biente, la squadra, tori infortunati. L’infe rme ria, al term ine la società e, da que l che ho visto giocan- dell’anno, e ra a bbas tanza colma, con doci contro, sono convinto che abbiamo tanti calciatori alle prese con problemi tutte le carte in reg ola pe r vincere il fisici di vario ge nere. Da qualche giorno campiona to. I punti di dista cco dalla i ross o azzurri hanno com unque ripreso vetta s ono appena otto, pochi se si con- la prepa razione e c’è cauto ottim ismo side ra che c’è ancora tutto il girone di sul re cupero di qualche eleme nto. Ca pi-

pale, il ritorno tra i professionisti, e per questa “corazzata” sarebbe uno sma cco di g rande e ntità. Ora c’è anche Ge nchi a dar man forte a Villa e D’Anna nel reparto offe nsivo. Se confe rme rà s ul campo le pa role de tte ne lle prime ore in ross oazzurro ci sa rà davvero da dive rtirsi.

ritorno da disputa re. E, cre detemi, a questo punto mi dispia ce tanto aver tolto con un mio gol tre punti importanti al Casa rano…Ma ci rifa rem o ne lla gara di ritorno a Mate ra contro la mia ex squadra, anche con l’aiuto della s tra ordina ria tifos eria.” Parole che già fanno sognare quelle espresse da Giuse ppe Genchi nel cors o de lla sua prese ntaz ione. I tifosi che aspe ttavano il colpo g rosso in atta cco ora sono più fiducios i e

tan Ca labro, Lito Fazio e Euge nio Palma dovre bbe ro ess ere della pa rtita domenica, così come A lbe rto Villa, impegna to nel recupe rare la piena condiz ione fisica dopo qua lche giorno di ripos o forzato. Lo staff me dico invece si dimostra più prudente nei confronti di Cara cciolo, Serao e Crinò, le condizioni de i quali saranno monitora te giorno dopo giorno. Improbabile com unque un loro recupe ro pe r la gara contro il Fasano.

IL TRICASE RESPIRA di Donato Nuzzaci Il 2010 del Tricase si apre subito sotto ottimi auspici. Al pareggio strappato sette giorni fa in quel di Maglie si è aggiunta una facile vittoria in campo casalingo contro il Ce rignola ne l turno infrasettimanale di mercoledì scorso. Partita dai due volti quella degli uomini di Ciullo e del presidente Michele Dell’Abate. A rrembante e d’assalto nel primo tempo, rilassata e contratta nella seconda frazione quando ha dovuto subire gli attacchi indiscrimina ti degli ospiti foggiani. Alla fine, tutto sommato, i tricasini sono tornati a tira re un sospiro di sollievo in classifica, incrementando il proprio distacco dai bassi fondi. A decidere la

Il presidente Dell’Abate

gara un gol di classe della punta Corvaglia, imbeccato in area alla perfez ione da capitan Ruberto appars o quest’ultimo, ad eccezione de ll’azione vincente, piuttosto spento e contratto. Molte le azioni del Cerignola che, però, non hanno mutato lo scivolare del match un po’ disordinato ma comunque entusiasmante per gli spettatori. Ora la squa dra vola a Castellana, dove se la dovrà vedere con un avversario ostico e in una posiz ione di classifica com oda. La giostra, a parte tutto, ricom incia a girare ed è già qualcosa.


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DICICRUCI di S. Laraia Orizzontali

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1. Codardi, pusillanimi; 8. Il figlio di Eracle e Onfale; 10. Lussi, comfort; 11. Doppie in Totò; 12. Rifugge i piaceri della vita; 14. Parte iniziale dello slalom; 15. Città portuale francese; 18. La pugliese col ponte girevole (sigla); 19. Il numero delle "Grazie"; 21. Il suo capolavoro, "La Gerusalemme liberata"; 23. La farina bianca; 24. Brad, di Holliwood; 25. Articolo indeterminativo partenopeo; 26. A cavallo tra gli anni '50 e '60, in Italia ci fu quello economico; 28. Distribuisce carburanti; 30. Asti (sigla); 31. Vitamina altrimenti detta Niacina; 33. Il "go" per piloti dilettanti; 35. Codino, bacchettone; 38. France che vola; 40. Massimo, campione del lancio di souvenir; 41. Il genere musicale del "parlare ritmato"; 43. Simbolo del Nichelio; 44. Equivale a 0,9144 metri; 46. Il fiume di Bottego; 48. Terrazza, belvedere; 51. Le spiegano..gli uccelli; 52. Strumento a fiato; 53. All'imbocco della strada; 54. Son due milioni a separarci da Andromeda; 58. Morbida, gustosissima caramella; 59. Il carro armato tedesco; 60. Re degli Ostrogoti; 64. Pordenone (sigla); 65. Per superarlo..bisogna imbroccare incroci e segnali; 69. Una gradevole sosta tra le dune; 70. Cuore di melone; 71. La ex Grisolera.

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Verticali 1. Amena cittadina costiera nei pressi di Chieti; 2. Alloggio per esquimesi; 3. Apice di giraffa; 4. Donna di poca fede; 5. Si definisce low nei viaggi economici; 6. Simbolo dell'ettaro; 7. Si occupa anche di monitoraggio dei prezzi; 8. In teatro, può essere unico; 9. Organo giudicante regionale; 13. Comunità autonoma spagnola; 15. Simbolo del Becquerel; 16. Specialità giamaicana; 17. A Parigi, dicesi rat; 20. Una delle Muse; 22. Si serve sformato; 25. King Cole, pianista; 26. Pezzo musicale; 27. Recipienti panciuti; 29. Uccello diurno, carnivoro; 31. Doppie in papà; 32. Catasta di legna da ardere; 34. Un pò di attenzione; 36. Principio di igiene; 37. Peso lordo meno peso netto=; 39. Dio egizio del sole; 42. Vigila lungo le strade tedesche; 45. Il Re di Camelot; 47. Davis, trrombettista jazz USA; 48. Si decora per Natale; 49. Si sorseggia, solitamente, di pomeriggio; 50. Accessorio per turare; 51. La Margret di Tommy; 52. Antica lingua provenzale; 53. ....di non sapere sosteneva Socrate; 55. Romanzo di Zola; 56. Fiume della Russia europea; 57. Capitale della Lettonia; 58. Messaggio telematico; 61. Componimento lirico; 62. Bisonte della strada; 63. Besson, scrittore e regista francese; 66. Adesso.. per i napoletani; 67. Il Von italiano; 68. Estremità dell'arca.

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REGOLAMENTO Il primo, che da mercoledì 13.01.2010 dalle ore 9.00, invierà a: redazione@diciamo.it la soluzione del cruciverba, riceverà in premio una ricarica telefonica di 10 € dell’operatore preferito. Non sono ammessi gli stessi vincitori per almeno 3 concorsi consecutivi.

AVVENNE 2 gennaio 1960 - Fausto Coppi, uno dei ciclisti più forti di tutti i tempi, muore a seguito di un’infezione di malaria. 3 gennaio 1954 - La Rai inizia ufficialmente le trasmissioni televisive: nasce il primo canale trasmesso in VHF. 3 gennaio 1925 - Con un famoso discorso di Mussolini ha inizio la dittatura fascista in Italia. 7 gennaio 1925 - Con un famoso discorso di Mussolini ha inizio la dittatura fascista in Italia. 8 gennaio 1930 - Umberto di Savoia, futuro Re d’Italia, sposa la principessa del Belgio Maria José dalla quale avrà 4 figli.

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Le soluzioni sul pros simo numero con il nome del vincitore Sotto le soluzioni del cruciverba del numero precedente con cui è stata premiata la sig.ra Cosima De Paolis

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Diciamo - Il Quindicinale Indipendente