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Quindicinale Indipendente

Anno III n. 81

05 DICEMBRE 2009

POLITICA & SOCIETA’

C'ERA UNA VOLTA... LA POLITICA!

In questo numero

Superare il populismo

di Lucio Vergari

RITORNO AL FUTURO

di Annibale Elia

Per cortesia, no! Non chiamate quella di oggi politica perché equivarrebbe ad un serio insulto a quelli che sono stati i veri padri della politica, fatta di idee e ideali, quella con la P maiuscola, a prescindere dallo schieramento, non quella odierna fatta di gossip, di sudici scandali e sporchi ricatti, di falsi moralismi e futili chimere. Continua a pag.

A 50 anni dalla ca di un riformimorte di don Luigi smo coraggioso e Sturzo vogliamo responsabile. Il ricordare alcune vero riformismo si deve fondare sul intuizioni del grannesso tra sussidiade maestro che potrebbero aiutarci ancora rietà e solidarietà. Infatti , oggi ad uscire dalla palude. “I mondi vitali, le classi, i Il primato della società Comuni, le Province e le civile – dice Sturzo - porta Regioni sono –nella concedi Rita Lia diritto al rifiuto del zione popolare sturziana Non posso dire di essere rimasta scandaliz- “conservatorismo” e del gli organi naturali della zata dalla lettera che il Dott. Celli, direttore “moderatismo” e alla ricer- società. dell’università Luiss di Roma, ha scritto inviContinua a pag. tando il figlio Mattia a lasciare questo Bel Paese in cui viviamo. Mi ha stupito, invece, di Rita De Iaco l’eleganza linguistica che lo stesso ha usato “La potenza delle parole, le verità che per descrivere una situazione reale, tangibiesse descrivono e che possono essere le, che, con tutta la buona volontà, non si ad un tempo inferno e bellezza, in un può disconoscere. Chi mi legge sa quanto io connubio tremendo e inscindibile”. Forcondivida la posizione di Celli; ai miei figli se non ci abbiamo mai pensato eppure dico da anni di andare a vivere fuori da quesono le parole, non le armi, a fare le sto paese, lontano dal clientelismo che ha Roberto Saviano rivoluzioni, perché le parole sopravvivosempre contraddistinto la nostra storia, via da istituzioni che premiano i furbi a discapi- no a chi le ha scritte, trascendono luoghi e culture, travalicano confini e barriere, smuovono coscienze. to dei pochi lavoratori onesti. Continua a pag. Continua a pag.

a pag. 5 IO MI MANGIO

a pag. 6 LA MALATTIA NOSTRO TEMPO

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2 NON E’ UN PAESE PER GIOVANI

VERITA’ INDIGESTA

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UN ARTISTA SINGOLARE

a pag. 6 LA SOLIDARIETA’ E’ DI SCENA

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POTENZA DI UN’ARTE MARZIALE

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INFLUENZA E DINTORNI

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CUSP 1980, TIFOSERIA DEGNA

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ENTI ASSOCIATIVI TASSE

E

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POLENTA al GORGONZOLA e SPINACI

CUORI… AMICI

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di Francesca De Marco Ognuno di noi ha sotto gli occhi il mondo in cui economica che ha messo in ginocchio migliaia di viviamo e solo chi sa mentire a se stesso può riu- famiglie, di sofferenze che piombano addosso sconvolgendo la vita. Sembra che il monscire a non vedere la realtà che ci circonda. E’ triste dirlo ma è fatta di tante brutdo sia ormai allo sbando e la cosa grave è ture, di spregiudicatezza ai limiti della che ci stiamo quasi abituando a tutto questo, tanto che ogni nuova notizia del genedecenza (e spesso anche oltre!), di violenza, di degrado, di mancanza di valori, di re è solo un altro caso che si aggiunge ai molti già noti. paura, di situazioni difficili legate alla crisi Continua a pag.

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TRICASE: SOTTO A CHI TOCCA

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dalla Prima

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C'ERA UNA VOLTA... LA POLITICA!

Più volte abbiamo pensato di aver toccato il fondo, ma poi ci siamo accorti che c'è sempre un punto più basso facilmente raggiungibile dalla mente bacata di quei balordi che cercano di sfruttare video, scatti, foto o quant'altro che riguardano la vita privata di questo o quel politico per poter racimolare qualche soldo o, addirittura, approfittarne, in accordo con altri politici (o, meglio dire, politicanti arrivisti), per far cadere dalla poltrona il governatore di turno. Qui non si parla di destra, di sinistra, di centro o di bipolarismo, qui stiamo parlando di etica, moralità, integrità, onestà intellettuale, sostantivi oggi difficilmente accomunabili al mondo della politica. Si discute spesso di malavita, malasanità, ma è giunto il momento di parlare di malapolitica, questo universo di “brava gente” fatto di ricatti e di eventi arcani, che spesso vanno a collimare con veri atti di violenza all'anima delle persone. Si e' iniziato con il piu' classico dei “peccatucci”, le escort e i festini di Berlusconi, per passare al caso Marrazzo, dove non parliamo solo di “scappatelle” e trans, ma anche di denaro pubblico e droga, per poi finire al ricatto hard dell'ultima ora, questo probabile o fantomatico video che riprenderebbe Alessandra Mussolini in atti libidinosi con Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, una coercizione che si aggirerebbe intorno al milione di euro. Ma i farabutti non sono solo coloro che hanno messo in giro la diceria, ma chi ci naviga sopra, come tutti i media che sfruttano la situazione, soprattutto ora in vista delle prossime elezioni regionali (vedi i vari siti dell'area no global, giornali “rossi” e segue da pag. 1

Le parole possono cambiare il flusso degli avvenimenti, mobilitare migliaia di persone, scardinare realtà sociali e politiche. La parola è denuncia, resistenza e verità. La Anna Politkovskaja parola è forza e bellezza insieme. Roberto Saviano ed Anna Politkovskaja, due esempi del “costo” delle parole. Persone che appartengono a luoghi, culture, realtà differenti. Lontani e al tempo stesso vicini. Un dato: nell’ottobre dello stesso anno Anna viene uccisa nell’ascensore dell’edificio dove abitava e Roberto è costretto a vivere sotto scorta. La loro colpa: il coraggio delle parole. Nei suoi scritti Roberto Saviano denuncia, con le sue parole, la realtà della camorra, ci restituisce, ritratti di luoghi, guerre e uomini che testimoniano di un presente terribile e feroce, che pochi hanno avuto il coraggio di

pag. 2 Lucio Vergari

“neri”, ed il novero non si ferma). E' incredibile, quotidiani di elevato spessore politico (non facciamo i nomi per senso civico) sono divenuti armi nelle mani dei partiti che ne sfruttano l'editorialità per i propri scopi, sono mutati in giornali di chiacchiera e pettegolezzo, cercando di colpire con il vaniloquio al posto della concretezza... che schifo! Il 20 novembre scorso, in Australia, il quotidiano economicofinanziario “Australian Financial Review”, nel magazine allegato all'edizione di fine settimana, ha pubblicato su una pagina titolata “Via Dolorosa, Italia” un'ampia vignetta raffigurante la penisola italiana con su scritto “BERLUSCONIA” e circa 150 denominazioni geografiche corrispondenti a regioni, province e città accomunandole a termini a dir poco offensivi (Lambastardi per la Lombardia, Mafia per la Sicilia, Venerea per il Veneto, e poi ancora criminali, fascisti, imbecille, etc.). Sicuramente da rimanere senza parole, ma questo e' frutto del nostro modo di fare, siamo noi che ci rendiamo ridicoli agli occhi dell'opinione pubblica, con questi ritratti indecorosi di fantapolitica. Basta con questo gossip, occupatevi di risolvere i problemi che stanno a cuore agli italiani, cercate di non affondare del tutto quella gia' poca stima che hanno nel mondo di noi italiani e, rivolgendo un pensiero a chi vuole che cada questo un qualsiasi governo, di destra, di sinistra e chi più ne ha più ne metta, beh cerchi di farlo con idee concrete, senza congetture e, se proprio non ci riesce, abdichi, rinunci, in nome di chi ancora vuol sentirsi fiero di essere ITALIANO!

VERITA’ INDIGESTA guardare in faccia. Ci racconta del campione di calcio Lionel Messi, che ha vinto la sfida più ardua: quella contro il suo stesso corpo; dei pugili di Marcianise, per cui il sudore del ring ha il sapore della rabbia e del riscatto; di Miriam Makeba, perseguitata dal regime per una canzone che trasmette voglia di vivere e di danzare; di Felicia, madre di Peppino Impastato, che per vent'anni ha dovuto guardare in faccia l'assassino di suo figlio prima di ottenere giustizia; della stessa Anna Politkovskaja uccisa perché non c'era altro modo per farla tacere. Saviano riafferma la sua fede nelle parole quali mezzi di opposizione a qualsiasi forma di potere, quali testimoni della certezza che "la verità, nonostante tutto, esiste". Un giornale può diffondere l'indagine di uno scrittore, farla entrare nella vita quotidiana, portarla dove i libri non arrivano nello spazio di lettura breve come è quello di una giornata. Un giornale fa parte della vita di un Paese e non della sua rappresentazione, il giornalismo non è un'arte ma una professione civile, proprio per questo la scrittura può essere dirompente. “Sono una giornalista, il mio compito è riportare i fatti, descrivere gli accadimenti, la realtà per quanto cruda ed atroce che sia; coloro che scrivono solo ciò che vuole il regime non sono giornalisti ma semplici portavoce” sosteneva Anna

Rita De Iaco Politkovskaja. Nonostante le insistenti pressioni e minacce, lei continuava a vivere e descrivere l’inferno della Cecenia. Raccontava soprusi, violenze, stupri, ruberie dei soldati russi, i risvolti oscuri della guerra, l’interesse mascherato da giustizia. Continuamente arrestata, interrogata, imprigionata alla stessa stregua di criminali ed assassini. Prima di ucciderla il regime prova a tapparle la bocca in modo subdolo tentando di narcotizzarla e ritrarla in pose oscene con soldati russi, per poi pubblicare il tutto su giornali e riviste nazionali al fine di screditarla agli occhi dell’opinione pubblica. Diffamare, denigrare per sminuire la forza di parole scomode, il loro impatto intellettuale ed emotivo. Sconvolge ed indigna pensare alle bassezze di cui è capace chi vede minare i propri interessi. Ma d’altronde perché meravigliarci se perfino nella nostra piccola realtà di provincia si utilizzano mezzucci di questo genere? Così chi vede minacciato il suo piccolo orticello oppure è semplicemente invidioso delle abilità o potenzialità altrui, anziché operare un serio esame di coscienza e all’occorrenza emendarsi o migliorarsi, preferisce screditare giornale ed autori pur di salvaguardare il suo tornaconto. In fin dei conti gettare fango sugli “avversari” è sempre più facile che impegnarsi ad operare nel giusto!!


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dalla Prima

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POLITICA & SOCIETA’ Superare il populismo

Ognuno di questi organi ha le sue caratteristiche, la sua autonomia, la sua ragion d’essere che nessuno può violare. Nella solidarietà di questi organi tra di loro e in vista del bene comune sta la forza del riformismo democratico, che porta lo Stato a essere sempre più un’espressione adeguata della società, delle sue esigenze, delle sue aspirazioni”. La riflessione sturziana è riproposta da Benedetto XVI nella Caritas in veritate. “Il principio di sussidiarietà va mantenuto strettamente connesso con il principio di solidarietà e viceversa, perché se la sussidiarietà senza la solidarietà scade nel particolarismo sociale, è altrettanto vero che la solidarietà senza la sussidiarietà scade nell’assistenzialismo che umilia il portatore di bisogno (nn. 56-58). E’ possibile, pertanto, riattualizzare il popolarismo sturziano. Il che vuol dire dare forza ad una classe dirigente locale nuova, che sappia porre gli elementi caratteristici del popolarismo (ispirazione cristiana, laicità, riformismo, territorialità) alla base del proprio pensiero e della propria azione, rafforzando così Don Sturzo lo Stato unitario e ristabilendo il primato dell’etica civile nelle relazioni sociali. E’ questo l’auspicio di Bartolomeo Sorge che pensa ad un’area neopopolare democratica da costruire rinnovando la classe politica. Non esistono “uomini per tutte le stagioni”, pertanto occorre che i vecchi leader si facciano da parte. Tale nuovo soggetto politico, sostiene ancora padre Sorge, unitamente alle altre eventuali forze riformiste potrebbero dare vita insieme ad un polo (o popolo) della solidarietà, e realizzare finalmente un’alternativa effettiva al populismo. Senza scomporre i

partiti esistenti, va alimentato il dialogo tra le diverse componenti democratiche del nostro Paese, per uscire finalmente dalla palude. Non c’è tempo da perdere. E l’appello ai cattolici è di non tirarsi indietro. E’ il momento dell’impegno. Della carità vera. Per realizzare uno sviluppo umano integrale. “Senza la verità, la carità scivola nel sentimentalismo”, invece “la verità, facendo uscire gli uomini dalle opinioni e dalle sensazioni soggettive, consente loro di portarsi al di là delle determinazioni culturali e storiche e di incontrarsi nelle valutazioni del valore e della sostanza delle cose (n.4 Caritas in veritate). Raccogliamo l’eredità che Sturzo lascia, rammentando che il suo rifiuto dello Stato centralistico e autoritario, non significa la consegna della sfera pubblica ad un’economia di mercato senza limiti e senza freni. Come ha ricordato Benedetto XVI, “il binomio esclusivo mercato-Stato corrode la socialità, mentre le forme economiche solidali, che trovano il loro terreno migliore nella società civile senza ridursi ad essa, creano socialità”. Una società autenticamente libera e pluralistica, ideale punto di riferimento della cultura cattolico-democratica, parte dalla riscoperta della socialità in tutte le sue dimensioni. ***** “Viviamo un tempo triste. Negli anni finali della mia vita, non immaginavo davvero di dover assistere ad un simile imbarbarimento dell’azione politica, ad una aggressione così brutale e sistematica dei valori nei quali ho creduto…” E’ Carlo Azeglio Ciampi, che continua: “ E’ in corso un vero e proprio degrado dei valori collettivi, si percepisce un senso di continua manipolazione delle regole, una perdita inesorabile di quelli che sono i punti cardinali del nostro vivere civile”. E’ il populismo… introdurre il reato di

Annibale Elia ingresso e di soggiorno illegale; imporre tasse per ottenere il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno; consentire ai medici di denunciare i pazienti stranieri senza documenti; rifiutare agli stranieri i sussidi previsti per gli italiani. Inviare i soldati a pattugliare le strade, istituire le ronde… per fortuna hanno fatto flop!!!… Forse ci si vuol fare giustizia da sé… Si va verso l’”inciviltà sociale”. L’esercizio diretto e libero, quindi innovativo, della sovranità popolare che si esprime senza la mediazione soffocante delle istituzioni, senza il vincolo della Legge, fa degenerare la democrazia in autoritarismo. Quando si usa il potere legislativo per sottrarsi alla giustizia l’effetto è devastante; si diffonde così la sfiducia nello Stato; si incrina il senso civico e della legalità; si favorisce la corruzione. Si va verso l’”inciviltà politica”. Si rivaluta necessariamente Andreotti. Quando la classe politica è cooptata dall’alto; i cittadini non eleggono più i propri rappresentanti; si va verso l’inciviltà istituzionale”. I cattolici democratici hanno il dovere di risalire la china dell’”inciviltà” lungo la quale siamo avviati e costruire una nuova civiltà democratica realizzando l’approccio tra cultura laica e ispirazione cristiana, come è già avvenuto con le politiche riformiste della ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale PERIODICO ISCRITTO AL NR. 1005 DEL REGISTRO DELLA STAMPA DEL TRIBUNALE DI LECCE IN DATA 26.11.2008

Direttore Editoriale Salvatore Giannuzzi d.editoriale@diciamo.it Redazione Salvatore D’Elia, Cesare Lia, Barbara Ferrari, Rita De Iaco, Antonio Baglivo, Daniele Baglivo, Vito Accogli, Rosanna Mastria, Rocco Chirivì, Maria Soledad Laraia, Roberto Molentino, Francesca Cesari, Annibale Elia, Laura Longo, Donato Nuzzaci, Lucio Vergari, Pietro Russo, Salvatore Errico, Carlo Pasca, Attilio Palma, Rita Lia, Francesco Elia, Ermalinda Placì, Francesca De Marco. Stampato c/o Associazione Culturale Diciamo in Tricase, alla via G. Garibaldi, 60 Tel./Fax: 0833/784126 redazione@diciamo.it Distribuito gratuitamente in una tiratura di 20.000 copie La collaborazione a questa rivista sotto qualsiasi forma è gratuita. La direzione si riserva di rifiutare insindacabilmente qualsiasi testo e qualsiasi inserzione. Foto e manoscritti, anche se non pubblicati, non si restituiscono.


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dalla Prima

NON E’ UN PAESE PER GIOVANI

pag. 4 di Rita Lia

Ciò che Celli sottolinea nel suo scritto è la verità, la semplice e elencare. L’Italia è bella, così piena di arte lasciata ad annerirsi autentica verità: basta leggere un giornale o accendere un a causa dello smog, di genialità dimenticate, di grandi scrittori dai quali non si è imparato nulla e non si ha voglia di televisore per rendersene conto. E’ vero, l’Italia imparare nulla. Un tempo in questo paese il prete non è solo questo ma è, purtroppo, uno Stato tenuto in piedi da poche persone serie che quotiera Don Bosco, oggi è l’ultimo dei pedofili, il maresciallo era Salvo D’Acquisto, morto per i suoi concitdianamente ed in tutti i settori riparano i danni tadini, oggi è persona che ricatta, il medico era Giuprovocati da incompetenti, fannulloni e furbi. seppe Moscati, oggi è un professionista che toglie un L’Italiano all’estero è mafia, pasta, scaltrezza, polmone solo per guadagnare qualche spicciolo in fannulloneria, superficialità. Molti, a partire dal più, l’imprenditore era l’Agnelli fondatore di Fiat Ministro Meloni, hanno dato una risposta provo- Pier Luigi Celli capace di mettere mano al suo portafogli per i propri catoria a Celli, sostanzialmente sottolineando che neppure lui, ex direttore Rai ed oggi a capo di una univer- dipendenti, oggi sono i Tanzi di Parmalat o i Tronchetti Provera sità tra le più importanti, ha fatto nulla per cambiare tutto di Telecom. Chi sostiene che bisogna combattere sul campo e questo, sottendendo che a taluni incarichi, in Italia, non si arri- rimanere in Italia, ha ragione, ma è necessario che le cose va certo per merito. Ma ciò che sfugge ai più è che quando cambino, di molto e dall’interno, affinché il giovane che si afpersone come Celli o come la sottoscritta, parlano male di faccia al mondo del lavoro, sia esso laureato o no, lo faccia con questo paese è proprio perché lo amano. Lo amano a tal punto l’entusiasmo della sua età , consapevole di lavorare per creare da avere il cuore che sanguina constatando come si è ridotta la un futuro migliore e che i più anziani di lui, invece di dare solo nazione di Dante Alighieri, Pirandello, Leonardo da Vinci, Rita consigli per una volta siano disposti anche ad accettarli. Ai Levi Montalcini, Giovanni Falcone, Meucci, Colombo, Miche- ragazzi, infine, ricordo ciò che disse Eleonor Roosevelt : langelo: quanti nomi passati e contemporanei si potrebbero “Nessuno può farvi sentire inferiori senza il vostro consenso!” segue da pag. 1

Ma perdere la testa in tutto questo sfacelo rischia di allontanarci da un’altra realtà, sicuramente tenuta più nascosta, meno importante perché lo schifo in cui viviamo fa, purtroppo, più audience.. una realtà, invece, importantissima e, per certi versi, consolante, che ci regala ancora la speranza di poter costruire qualcosa di buono che cambi la rotta di una nave che va verso la deriva: la solidarietà. Si parla sempre troppo poco dell’impegno e dei bellissimi sentimenti che spingono tante persone a cercare di aiutare il prossimo, di alleviare una sofferenza. C’è chi si impegna nel volontariato, chi spende il suo tempo a regalare un sorriso a chi ne ha bisogno e a spazzare via la tristezza dai cuori feriti dalla solitudine e dalla nostalgia; c’è, poi, chi si dedica alla raccolta di donazioni utilizzate o per aiutare persone in particolari situazioni di difficoltà, ammalate e bisognose di cure o attrezzature costose a cui non possono far fronte, o per cambiare la vita di chi, purtroppo, è nato nella “parte sbagliata del mondo”, in zone maltrattate e dimenticate dai Paesi progrediti, in cui ancora oggi si muore di fame e si fanno chilometri per un sorso d’acqua, posti in cui si è condannati, fin dalla nascita, ad una vita difficile e, quasi sicuramente, breve, se non fosse per l’aiuto di missionari e di associazioni che provano a migliorare questo stato di cose, ma anche di singole persone che, seppur da lontano, nel loro piccolo fanno quel che possono. Le associazioni Onlus sono tantissime e ognuna di esse ha lo scopo di aiutare e proteggere una particolare categoria di persone. Tra le più conosciute ci sono

CUORI… AMICI sicuramente Unicef, Save the Children, Intervita, Pangea,. Ma ci sono anche realtà più “piccole”, più vicine al nostro quotidiano, che ci fanno toccare con mano, e a volte può servire, il senso e l’importanza della scelta di essere d’aiuto agli altri. Parliamo, ad esempio, dell’associazione “Cuore Amico” che, nel nostro territorio oltre che in tutta Italia, si è occupata della situazione di tanti bambini affetti da malattie invalidanti, aiutandoli nelle costose cure e rendendo la loro vita meno difficile. Veder girare tra le strade dei nostri paesi i veicoli per i diversamente abili contrassegnati dal simbolo di “Cuore Amico” e sapere che le nostre donazioni sono servite a regalare almeno un mezzo di trasporto confortevole a chi, ogni giorno, deve scontrarsi con le tante barriere della vita ( non solo architettoniche..) dovrebbe aprirci il cuore e farci toccare con mano quanto anche un minimo aiuto di ciascuno possa fare la differenza. L’ atmosfera natalizia che già si respira ha un effetto magico anche in questo senso. In questo periodo dell’anno sembra che il pensiero della sofferenza altrui, la riflessione sul nostro “probabile egoismo” e la presa di coscienza di quanto sia sbagliato chiuderci occhi e orecchie per non vedere e non sentire ci colpisce. Sarà perché le feste ci addolciscono, perché ci ricordano quanto siamo fortunati, senza retorica, perché ci fanno piangere il cuore davanti a chi soffre senza colpa, ma questo momento è quello in cui sicuramente la nostra solidarietà si fa più sentire. Peccato che i problemi non si esauriscano col Natale, che il nostro aiuto servirebbe un po’ più spesso. Ma, a volte, questa mancanza

Francesca De Marco è dovuta anche alla tanta diffidenza nel fare donazioni che spariscono via facendo, che arrivano solo nelle tasche di persone orribili, capaci di speculare anche su tanto dolore. Non ci si crede.. c’è perfino chi usa le grandi organizzazioni di solidarietà per mettersi in mostra, per crearsi un’ immagine pulita e stimata da usare, poi, a scopi politici. Per non parlare di chi sull’umanità della gente gioca, andando casa per casa o aspettandoti fuori da un supermercato per raccontare storie strazianti di bambini affetti da malattie terribili, bisognosi “anche solo di un piccolo contributo per sperare di farcela”.. le persone senza scrupoli sono tante, questa è la triste realtà, ma non dobbiamo permettere che tutto questo fermi ciò che di buono si può fare per la felicità altrui. Informiamoci bene della serietà delle associazioni a cui intendiamo fare una donazione, o magari cerchiamo di conoscere situazioni vicine in cui poter intervenire senza intermediari, se proprio non ci fidiamo, ma non tiriamoci indietro e non sciogliamo i dubbi dicendo “ io ho donato ciò che potevo, dove andranno a finire i miei soldi non lo so, però il mio dovere l’ho fatto”. Se la nostra solidarietà non serve solo a pulirci la coscienza dinanzi a Dio, a noi stessi e agli altri, allora la cosa più importante è sapere che arrivi dove c’è bisogno! La vera solidarietà è quella che nasce dal cuore e che trova la sua soddisfazione semplicemente nell’essere utile e non nell’essere riconosciuta e applaudita dagli altri. Rimanere nell’ anonimato non significa non esistere, la vera gioia è..la gioia di un sorriso regalato!


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RITORNO AL FUTURO di Ermelinda Placì E l’Italia ritorna al nucleare. Nel clima da rissa mediatica e di instabilità politico-istituzionale, che ha caratterizzato il nostro Paese negli ultimi mesi, la notizia è passata quasi inosservata, inascoltata. Con il referendum abrogativo dell’8 e 9 novembre 1987, che portò alla chiusura delle centrali nucleari di Caorso, Trino Vercellese e Latina, - in seguito allo scoppio disastroso della centrale di Cernobyl dell’aprile del 1986, che con la sua nube tossica oscurò i cieli dell’Europa e mostrò allora, e lo mostra tutt’oggi, gli effetti nocivi nell’impiego di questa fonte di energia -, ci si convinse tutti, opinione pubblica e politica, dell’opportunità a rinunciare. Oggi però la battaglia riguardo all’utilizzo di questa fonte d’energia è destinata ad un revival. Dopo l’accordo bilaterale dello scorso febbraio tra Italia e Francia, tra Enel e l’omologa francese Edf, si è passati all’approvazione del ddl sviluppo, decreto che - dopo quattro letture in parlamento - nel luglio scorso è divenuto legge dello Stato. Così, mentre la comunità internazionale si batte per l’abbandono del nucleare, almeno per il suo uso militare, mostrando la propria riprovazione verso chi invece non desiste dal ricorso all’arricchimento dell’uranio per la costruzione di ordigni da guerra, come sta accadendo in Iran e in Corea del Nord -, dopo 22 anni l’Italia rilancia e ri-inizia il cammino verso l’impiego civile e pacifico di energia nucleare, (massimo 6 mesi dall’entrata in vigore della legge, cioè in piena campagna elettorale per le regionali). Alcune regioni (Calabria, Toscana, Liguria, Emilia Romagna, Piemonte alle quali si sono aggiunte Marche, Umbria, Puglia, Basilicata e Lazio) hanno già presentato ricorso alla Corte costituzionale rilevando l’incostituzionalità della Legge n.99/09 e facendo appello all’art. 127 Titolo V della Costituzione, che regola la concorrenza fra i poteri delle Regioni e quelli del governo. Il rilancio del nucleare - riemerso a partire dal blackout, che colpì il nostro Paese nel settembre del 2003 e connesso all’incremento delle importazioni di energia, cresciuto tra il 1987 e il 2007 di 2,45 punti percentuali, ottenute in massima parte dalla Francia e dalla Svizzera - rimette in discussione tutta una serie di importanti questioni relative alla valutazione dell’impatto ambientale, all’individuazione di zone strategiche, idonee allo stoccaggio e smaltimento dei rifiuti e delle scorie radioattive, alla costruzione e localizzazione dei nuovi impianti nucleari, che dovrà avvenire entro il 2020, alla loro dismissione (argomenti e competenze questi ai quali in realtà in parte già si chiedeva di rispondere con i tre quesiti del referendum abrogativo dell’87). Certo, si potrà argomentare che il fatto di non investire qui da noi nel nucleare, sarebbe solo una magra consolazione, in

quanto non può liberarci dal pericolo che proviene dagli impianti presenti negli Stati vicini e che la tecnologia rispetto a vent’anni fa ha fatto passi da giganti, anche se c’è chi solleva dubbi circa l’efficienza dei reattori EPR di terza generazione e non manca chi è pienamente fiducioso sulla sua sicurezza e sulla possibilità di un suo “totale” controllo. Ciò malgrado, i dubbi permangono e sono molto forti. In un Paese come il nostro, che è tutt’ora alle prese con l’emergenza dei rifiuti solidi urbani e ha difficoltà con la dismissione delle scorie della attività nucleare precedente il 1987 e quelle della normale ricerca medica e scientifica, nasce spontaneo sollevare il ragionevole dubbio sulla possibilità di garantire lo stoccaggio e lo smaltimento sicuro di scorie e rifiuti irraggiati, la cui pericolosità si protrarrà per centinaia, migliaia di anni, e alle quali dovrà provvedere - articolo 29 della Legge n. 99/09 un’apposita agenzia per la sicurezza nucleare (Asn), sulla base dell’aggiornamento e monitoraggio dei dati scientifici e una attenta e continuativa attività di ricerca, che richiederà - per stare al passo coi tempi - ingenti capitoli di spesa. Così, se da una parte, si insiste sull’utilizzazione e sull’investimento di energie rinnovabili, dall’altra, occorre - nel nome di un “più ampio” e “complesso” concetto di progresso e senza volerne nascondere le contraddizioni e i pericoli - vigilare sulla superbia dell’uomo che, come un “prometeo scatenato” (H. Jonas), pensa di poter tenere sotto il proprio controllo le conseguenze del fattibile umano, ovvero gli effetti di quello che egli è in grado di fare e produrre mediante la tecnica e la scienza. Problema che ha portato – e lo abbiamo appurato tristemente col caso Eluana Englaro lo scorso inverno - a ridefinire i concetti stessi di nascita, vita e morte “naturale”. Ragion, per cui, ci si domanda: non saranno tutt’ora attuali le parole dell’Antigone di Sofocle? Molte forze tremende ha /la vita; eppure, vedi, più dell’uomo,/ nulla è tremendo…Diede a sé parola,/ il pensiero che è come il vento, il vivere/ civile, e i modi/ d’evitare gli assalti/ dei cieli aperti e l’umide tempeste/nell’inospite gelo/ a tutto armato/ l’uomo: che nulla/ inerme attende dal futuro. La morte (Ade) soltanto/ non saprà mai fuggire, / se pur medita sempre nuovi rifugi/ a non domati mali. Con un ingegno che supera/ sempre l’immaginabile, ad ogni arte/ vigile, industre/ egli si volge/ ora al male, ora al bene. Una visione che potrebbe sembrare pessimistica, ma che vorrebbe soltanto richiamare l’attenzione a valutare con cautela, prudenza e realisticamente il rapporto rischi/benefici e la responsabilità riguardo a scelte che interessano le generazioni attuali e future.


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“IO MI MANGIO”

Riflessioni su uno dei disagi (giovanili e non) più in crescita negli ultimi anni. di Silvia Lubello Oliviero Toscani la raffigurava nuda, senza sfondo e senza commento, su uno di quei maxi cartelloni che si incontrano per strada, buttata lì, tra le offerte del supermercato e la pubblicità delle nuove auto. Già, pubblicità. Manifesti choc. Ma anche iniziative nelle scuole, per cercare di arginare un fenomeno che in Italia è in forte crescita. Fenomeno che, a detta degli esperti, continua ad essere “sottostimato”. Chiara oggi ha 27 anni e una nuova vita, ma quando di anni ne aveva 19, davanti allo specchio proprio non si piaceva. “Pesavo 70 chili e pensavo che, perdendo un po’ di peso, sarei migliorata. Anche davanti agli occhi dei ragazzi. Uno specialista aveva fatto la dieta, ma qualcosa è sfuggita di mano. In un anno sono dimagrita 50 chili […] mi hanno ricoverata e

adesso, con una terapia adeguata e anni di sforzi, sono tornata a vivere”. Una vita soppressa dietro quei chili di troppo, un pensiero sofferto e strozzato dietro l’inadeguatezza e la vergogna, dietro quell’ombra onnipresente che ancora oggi considera la donna come oggetto, sottoposta ad una discriminazione culturale e sociale che comincia fin dall’infanzia. Potrebbe sembrare eccessivo parlare di infanzia, ma di fatto gli esperti rilanciano un allarme ancora più inquietante; Maria Gabriella Gentile, capo della struttura dietetica e nutrizione clinica, afferma: “c’è un aumento di forme precoci”. Su 400 casi gravi che hanno curato in reparto, il 20% riguardava ragazze con età inferiore ai 16 anni, mentre l’8% era inferiore ai 12 anni, con conseguenze che influiscono sulla cresci-

ta davvero devastanti. In questo labirinto di dati e percentuali, però, capita di incrociare anche Fabrizio, diciassettenne, anoressico. Quel senso opprimente di disagio lo aveva portato ad isolarsi dal suo gruppo di amici, a mangiare in modo compulsivo, a buttarsi letteralmente sul cibo. Il passaggio all’anoressia è breve: il sarcasmo e la cattiveria dei compagni di classe hanno fatto il resto. Comincia la dieta: un rifiuto del cibo destinato a non avere fine, fino al giorno del collasso, in classe, davanti a tutti. Anche per lui il calvario della guarigione, riscoprendo i limiti di quella fantasia mentale in cui tutto sfiora la perfezione, in un movimento così etereo che a stento si può toccare … come il proprio corpo, invisibile e assente, “mangiato”da quella voglia di vivere, e alla fine deriso da quello sguardo perso e incapace di ritrovarsi in una realtà pronta a stamparlo, senza veli, sui 4 pali di un cartellone pubblicitario.

dai Paesi Santa Cesarea Terme: LA MALATTIA DEL NOSTRO TEMPO

Salve: UN ARTISTA SINGOLARE

Accenneremo con molta discrezione ad una buona azione. La Caritas si è fatta promotrice di un’azione concreta di solidarietà in favore di un nostro concittadino bisognoso di cure. Un gesto nobile quello del prestare aiuto a chi ne ha bisogno. Un gesto che per la nostra gente, legata a quei valori di semplicità tipici della civiltà contadina, è quasi un atto dovuto. E’ la migliore cura contro la malattia del nostro tempo, l’indifferenza, che sempre più mina le relazioni umane, ci rende egoisti, miopi, chiusi in noi stessi ed in fin dei conti aridi, pieni di paura, fragili. Colpisce quando l’indifferenza arriva da chi, nelle Istituzioni, dovrebbe sentire maggiormente il peso della responsabilità. Di fronte ai bisogni, dove sono le Istituzioni? E gli Enti assistenziali? Per nostra fortuna abbiamo ancora una forte presenza della Chiesa e delle sue Associazioni che si occupano di chi ne ha bisogno. Ma una Società che delega al buon cuore, che lascia lettera morta i buoni propositi codificati in leggi, una Società che si nutre del mito dell’efficientismo, del culto della performance, è una società strutturata sullo squilibrio. Ed infatti le distanze fra ricchi e poveri, fra giovani ed anziani, fra Nord e Sud, fra garantiti e precari, vanno ampliandosi. E’ una società in perenne torsione…che sempre più gira la testa dall’altra parte. Quanto ci siamo stupiti nell’apprendere che a raccontare del pestaggio del povero Stefano Cucchi, morto ammazzato di botte in carcere, sia stato un carcerato africano immigrato clandestino?

Kermesse d’eccezione a Salve per il 1° CHOCO-DAY a cura dell'associazione AD-altiora, di cui è presidente il prof. Carmelo Anastasio in una serata inserita nelle manifestazioni per Cuore Amico. all'insegna del Buon Gusto, della Cultura e della Solidarietà. Protagonista della serata è stato un eccezionale artigiano e maestro pasticciere, Giusepppe Petracca da Castrignano del Capo. E' riuscito, con la sua arte pasticcera nella preparazione (sul posto) di svariati tipi di cioccolatini, con una musica da giungla come sottofondo ed un bellissimo video a raccontarci la storia "dalla nascita alla .....morte (nella nostra pancia)" del cioccolato. Applausi e gradimento, cioccolatini a iosa a rimpolpare l’ansia d’accettazione non richiesta di un vero maestro. In un mondo dove ormai tutto quello che mangiamo è fatto a livello industriale abbiamo ammirato quanta passione e attenzione l'artigiano ha posto nel "partorire" le sue leccornie dove la qualità è premiata. Le forme che la cioccolata prendeva sotto gli occhi sorpresi del pubblico presente hanno svariato da una caffettiera completa di tazzine, piattini cucchiaini a decine di forme di cioccolatini. Altro momento importante e emozionante è stato quello dedicato alla cultura, grazie alla presenza della poetessa salvese Lara Savoia. Che ha incantato con bellissime poesie a citazioni famose di grandi personaggi del passato. La grande affluenza di pubblico è stata la giusta cornice, per un fine nobile come la raccolta fondi per Cuore Amico.


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dai Paesi LA SOLIDARIETA’ E’ DI SCENA

Quest’anno lo spettacolo di Natale i Lions del Grande Salento lo dedicano alle Genti terremotate d’Abruzzo Un grande evento caratterizzerà il prossimo Natale; quest’anno infatti l’Associazione Internazionale del Lions Club International, in collaborazione con i Lions Club di Gallipoli e di Casarano presieduti rispettivamente dal dr. Gianmaria De Marini e dal dr. Massimo Ciliberti, presenterà lo spettacolo teatral-musicale

“LA CANZOLATA… la Tombola Cantata raccontando Napoli” Ideata, condotta e cantata da Gaetano Maschio con la partecipazione del Soprano Filomena Piro Al Piano il M° Silvano Trani Due ore di allegra e spensierata evasione nel segno della solidarietà in favore dei terremotati d’Abruzzo vi aspettano quindi Domenica 27 Dicembre – apertura porte ore 19,30 – al Teatro della Fondazione Filograna di Casarano; Assisterete al più grande successo canoro che questo spettacolo sta ottenendo in Terra di Puglia e sarete accompagnati dal M° Gaetano Maschio nella Napoli di inizio secolo per ascoltare le più belle e famose arie della Canzone Melodica Napoletana. Alla base della serata vi è il tradizionale gioco della Tombola condotto dalla mitica figura di Pulcinella. Al pubblico presente verranno consegnate le cartelle numerate per segnare i numeri estratti di volta in volta e, al raggiungimento delle poste in gioco - rispettivamente Ambo, Terno, Quaterna, Cinquina e Tombola - gli spettatori porteranno a casa i ricchi premi messi in palio. La Vera Smorfia Napoletana magistralmente raccontata dagli artisti che si susseguiranno sul palcoscenico, accompagnerà gli spettatori nel mondo incantato della Napoli Melodica e durante l’estrazione, l’incontro di alcune “Caselle Musicali” costituiranno lo spunto per Pulcinella e i suoi compagni per cantare le più belle canzoni napoletane, arricchendone la presentazione con riferimenti all’epoca, ai motivi ispiratori delle canzoni medesime ed ai simpatici aneddoti partenopei di cui la storia della canzone napoletana è ricca. Si va da “SANTA

LUCIA” a “FUNICULI’ FUNICULA’, da ‘O MARENARIELLO” a “MARIA MARI’, da ‘O SURDATO ‘NNAMMURATO” a “CORE ‘NGRATO, da “GUAPPARIA” a “ZAPPATORE”, da “TORNA A SURRIENTO” a “MALAFEMMENA”, a “‘O SOLE MIO” e a tanti altri classici della canzone napoletana. La presenza poi del Soprano Filomena Piro nelle vesti di Colombina, con i suoi stupendi assolo e con duetti assieme al M°Gaetano Maschio, donerà un tocco di grazia ed eleganza allo spettacolo. Gli ospiti verranno condotti alla scoperta di un mondo fatto non solo di musica e di canto ma anche di poesia, di cultura e di sentimento. Il gioco della Tombola è ovviamente solo uno spunto per assistere a due ore di spettacolo dedicato alla canzone partenopea con la straordinaria partecipazione del M° Silvano Trani al piano e alle tastiere. Il Service pro Abruzzo rientra in uno specifico progetto del Lions Club International Multi Distretto 108 Italy ed è destinato ad una raccolta fondi finalizzata alla costruzione di un presidio Socio-Sanitario nel Comune di Navelli, in provincia dell’Aquila, da consegnare alla popolazione terremotata di quel Comprensorio Abruzzese a cui, peraltro, partecipano tutti i Lions Clubs d’Italia. Ovviamente la manifestazione non ha alcuno scopo di lucro ed ha già ottenuto il Patrocinio della Provincia di Lecce e delle Città di Lecce, Casarano e Gallipoli. Il dr. De Maria Emanuele, Officer per la 6° Circoscrizione del Distretto Lions International 108 Ab e componente del Comitato pro-Abruzzo riferisce del grande successo che l’iniziativa ha già ottenuto nelle Città di Bari, Foggia, Massafra e Canosa dove la rappresentazione de “La Canzolata …. Raccontando Napoli” ha già allietato il folto pubblico presente e spera ora in una numerosa partecipazione della gente del Grande Salento dimostratasi in molte altre circostanze sempre pronta a “fare e dare solidarietà” in favore dei bisognosi. Il 27 dicembre Vi aspettiamo quindi tutti al Teatro della Fondazione Filograna a Casarano! La solidarietà darà spettacolo.


dai Paesi

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Tricase - POTENZA DI UN’ARTE MARZIALE di Donato Nuzzaci

400 medaglie in appena quattro anni. È questo il record di maggior prestigio per la società Taekwondo D’Amico di Tricase che in questo anno compie e festeggia il 30esimo anniversario dalla fondazione con una monografia fotografica per rendere omaggio alla scuola che il padre (Andrea) e lo zio (Gino) di Luca D’Amico (responsabile attuale della società) fondarono nel 1979. Di acqua ne è passata da allora quando il Taekwondo era considerato solo un’arte marziale sconosciuta, oggi invece dopo trent’anni è diventato uno sport olimpico, consigliato dai pediatri per la sua capacità educativa ed è ormai diffuso in quasi tutti i continenti, 160 nazioni per un totale di 50 milioni di praticanti. Pure a Tricase la scuola D'Amico è diventata punto di riferimento e luogo

di incontro e socializzazione per centinaia di giovani. Fin dalla costituzione la società tricasina ha tesserato alla Fita (la Federazione Italiana Taekwondo) oltre 2000 atleti che hanno gareggiato in competizioni regionali, nazionali e internazionali. Più di 250 cinture nere e 4 insegnanti tecnici. E poi ancora la D’Amico ha aperto centri di allenamento in diversi paesi della provincia di Lecce tra cui Casarano, Miggiano, Specchia, Ruffano, Poggiardo e Andrano diffondendo in tal

modo la conoscenza e la cultura di questo sport nel Basso Salento. Tra i ragazzi più medagliati dal 2006 spiccano Giulia Marra (10 anni d’età con all’attivo 20 medaglie tra ori, argenti e bronzi), Maria Marra, Luigi Marra, Valerio De Iaco, Dino Ucci, Francesca Mariosa, Giuseppe Ruberto, Vanessa Ponzetta, Luca Valiani, Donato Cipolla, Valentina Zocco, Edoardo Sodero, Vittorio Legari, Fatima Maglie, Gabriele Maisto, Riccardo Coluccia, Luigi De Rinaldis, Paola De Rinaldis, Donato Bramato, Dana Caccioppola. In definitiva in trent’anni la D’Amico ha contribuito non poco alla crescita culturale di centinaia di ragazzi provenienti da mezza provincia, dimostrando che uno sport solo apparentemente “di lotta” è invece un ottimo veicolo di socializzazione.

INFLUENZA E DINTORNI A margine di una due giorni dedicata alla conoscenza della medicina antroposofica, organizzata dall’associazione “Salento Waldorf” nell’ex Conservatorio di Sant’Anna di Lecce, incontriamo la dottoressa Laura Borghi, medico antroposofo, responsabile del servizio scientifico della Weleda Italia e socio della società Italiana di Medicina Antroposofica per capire in un’altra chiave il fenomeno Dott.ssa Laura Borghi dell’influenza “A” e i possibili rimedi per debellare questa forma patologica che ha assunto dimensioni “pandemiche”. La medicina antroposofica, ricordiamo, è un tipo di medicina complementare che nacque e si diffuse in Svizzera e in Germania e, successivamente, nel resto d'Europa e del mondo, subito dopo la fine della prima guerra mondiale. Venne formulata e sviluppata inizialmente dal filosofo austriaco Rudolf Steiner, fondatore dell’antroposofia, e da un medico olandese, la dottoressa Ita Wegman. Nel 2002 la Federazione degli Ordini dei medici ha riconosciuto omeopatia, omotossicologia, medicina antroposofica insieme ad altre sei medicine complementari non convenzionali come “atto medico”. Dottoressa Borghi, come viene interpretata dal vostro punto di vista questa forma influenzale? «Noi la consideriamo co-

me una malattia epidemica che si propaga per contagio e si manifesta individualmente per ogni singolo soggetto. La peculiarità che consideriamo è il “terreno” su cui eventualmente i virus possono attecchire e se possono esserci fattori che la predispongono. È infatti una malattia contagiosa ma non tutti i soggetti, per esempio in una classe scolastica o sul posto di lavoro, si ammalano, e ciò è importante perché appunto è solo considerando l’organismo del singolo che è possibile dare una terapia adatta». Il vaccino potrebbe essere utile per curare questo tipo di influenza? «La posizione della medicina antroposofica non è provaccinazioni, - spiega ancora Laura Borghi - ma quella di inserirsi nella realtà della cura della salute dell’individuo. Può esserci l’impiego di farmaci ma anche misure di tipo igienico, che possono andare al di là di semplici norme (quali, ad es., lavarsi le mani), e investire la cura dell'organismo di “calore” del corpo umano. Un ottimo rimedio di cura è legato all’adeguato funzionamento del sistema immunitario e delle forze di difesa dell’organismo, legate anche alla vita emotiva, emozionale. È opportuno dunque agire sull’apparato sensoriale soggetto continuamente ad un bombardamento esterno che provoca così un abbassamento delle difese organiche. ». Altri rimedi antroposofici? «Prevedono l’uso di preparati vegetali e minerali, indirizzati con una certa “ratio”, minerali del ferro di origine meteroica, composti di ferro e fosforo preparati con tecniche di farmacia antroposofica, col fine di richiamare le forze di guarigione organiche e individuali. Quando il terreno è sano il virus non ha motivo per attecchire».

d.n.


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da Casarano CUSP 1980, TIFOSERIA DEGNA di Laura Longo

I mass media si occuIl piccolo Francesco pano del movimento ultrà soltanto in presenza di incidenti, scontri, vandalismi o partite sospese. Anzi, di solito regna il silenzio più totale quando le tifoserie organizzate italiane sono protagoniste di un’iniziativa di solidarietà. Ma questa volta, ahimè per i media, bisogna scontentarli perché il popolo delle curva, specie quello della Virtus Casarano, commuovendosi per la vicenda di Francesco Sarcinella - un ragazzino con problemi di gravi salute - ha avviato una campagna di solidarietà per raccolta fondi. Un’azione nobile dove è necessario riconoscere il giusto merito ai veri ultras, ovvero coloro che rifiutano la mercificazione del calcio e credono nei valori autentici di uno sport d’altri tempi. Il CUSP di Casarano (Commando Ultrà Sào Paulo) è un gruppo che nasce agli inizi del 1980 in un piccolo bar di Casarano, precisamente nel “Bar San Paolo”, luogo di ritrovo domenicale per appassionati di calcio al centro di piazza San Domenico.

Immediata è stata la mobilitazione di raccolta fondi che ha permesso a Francesco di compiere un viaggio in America per riabilitare le sue attività linguistichecognitive. I supporter casaranesi non hanno lesinato la loro consueta generosità: ben 4 mila euro sono stati consegnati al piccolo Francesco il quale ha potuto effettuare gli accertamenti e le visite necessari per riacquisire la parola e tutte le funzioni legate al linguaggio. Un appello a cui il CUSP non poteva assolutamente restare sordo. Anche perché il principio di solidarietà è il suo credo e il gruppo sente il dovere di essere costantemente in prima linea, partecipando attivamente. Una solidarietà che non è semplicemente venire incontro a chi ha bisogno, ma significa condividere i problemi dell’altro. In questa occasione i tifosi della Virtus Casarano hanno fatto la loro parte da protagonisti, aderendo immediatamente al progetto sia come ultras che come cittadini. Virtù inespresse, sin qui. Pochi sanno infatti, che proprio questi tifosi, spesso dipinti a tinte fosche, sono artefici di un miracolo autentico che parla di solidarietà e di socialità. Diciamo tutto. Aderendo all’iniziativa

della Città di Casarano hanno raccolto, euro su euro, ben 4000€ da consegnare ad Antonio Sarcinella, padre di un bimbo sfortunato, per tutti Francesco. Le cure americane sono valse non solo a fargli fare dei passi giganteschi sulla via del ritorno alla vita ma anche a fargli acquisire una sorprendente coscienza delle sue potenzialità. Oltre a gestirsi canta, usa il computer e si fa coccolare. La sera va al circol dei Cusp e s’intrattiene con gli altri. In più riveleremo che proprio quei tifosi, senza clamore alcuno, grazie agli sforzi di Alfredo Bevilacqua e di Giovanni Scorrano sono riusciti a portare nel club tanti adolescenti strappandoli alla strada ed ai bubboni che la stessa propone, capiremo l’importanza di tale realtà. Come dire che è nato un Club, quello dei Cusp 1980, un Club dall’identità maiuscola sulla via del sociale.

Economia

ENTI ASSOCIATIVI E TASSE di Marco Sponziello Pro loco esonerate, asd e altri enti interessati. Scadenza al 15 dicembre. Si sciolgono gli ultimi nodi. L’Eas torna a far parlare di sé. Questa volta, in primo piano, la modalità semplificata, utilizzabile anche da parte delle associazioni combattentistiche e d’arma e dalle federazioni sportive nazionali riconosciute dal Coni. Eas sì, no o versione ridotta – Per essere esonerati dalla presentazione del modello non è sufficiente il requisito del mancato interesse economico. Vale a dire che se una pro loco e una associazione “senza scopo di lucro” hanno optato entrambe per il regime agevolato previsto dalla legge 398/1991, per la prima, tale scelta porta all’esclusione, per la seconda no. In sostanza, la norma (articolo 30, comma 3-bis, Dl 185/2008) dispone espressamente l’esonero dalla presentazione soltanto per le pro loco. Stesso discorso per gli enti associativi che svolgono attività commerciali solo marginalmente, nella circolare n. 51/E del 1° dicembre si ricorda che il requisito della “marginalità”, come condizione di esclusione dall’obbligo di trasmissione dell’Eas, conta esclusivamente per le Onlus di diritto. Nessun obbligo di invio del modello, invece, per gli istituti di patronato che non godono del regime di favore accordato agli enti di tipo associativo.

Le associazioni combattentistiche e d’arma, iscritte nell’apposito albo presso il ministero della Difesa, e le federazioni sportive nazionali, riconosciute e controllate dal Coni, accedono alla versione semplificata del modello. Cioè, oltre a compilare il primo riquadro relativo ai dati identificativi dell’ente e del rappresentante legale, nel secondo, che riguarda le informazioni utili ai fini fiscali, saranno tenuti a fornire le poche notizie richieste ai punti 4, 5, 6, 25 e 26 dell’Eas. Tutto questo perché, in riferimento a tali soggetti, la maggior parte dei dati rilevanti sono già in possesso dell’Amministrazione fiscale. Ok alla modalità semplificata anche per l’associazione sindacale “ramo” di una organizzazione nazionale confederale iscritta nel Cnel che, quale articolazione di quest’ultima, ne indica il rispettivo codice fiscale al rigo 5) del modello. Altri chiarimenti – Infine, nel documento di prassi che integra e completa la circolare n. 45/2009, una ulteriore specificazione è fornita in merito all’individuazione del preciso momento di “inizio attività”, coincidente con la reale operatività e non con l’apertura della partita Iva. Si ricorda che il termine per l’invio del modello Eas è fissato al prossimo 15 dicembre. Fonte: fiscooggi


Che passione la cucina! Le ricette di Francy a cura di Pietro Russo

POLENTA al GORGONZOLA e SPINACI

Ingredienti: • • • • • • • • • •

150 gr di farina di mais (polenta); 150 gr di gorgonzola; 200 gr di spinaci; 2 uova (intere); 50 gr di Parmigiano grattugiato; 20 gr di burro; 1 spicchio d’aglio; 1 dl di latte; 1/2 litro di acqua (per la cottura della polenta); Sale;

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IL PIATTO PRONTO

UN PIATTO AUTUNNALE......D’EFFETTO.

PREPARAZIONE 1.

Tempo di preparazione: circa 40 minuti

In una pentola fonda mettete a bollire mezzo litro d’acqua salata. 2. Quando l’acqua bolle versate, poco alla volta, la farina di mais, mescolate continuamente con un cucchiaio di legno, per circa trenta minuti e a fuoco lento. Ai punti 1. e 2. Ho usato della polenta a cottura veloce, con circa 8 minuti di cottura. 1.

Tempo di cottura: 2. 30 minuti circa in forno caldo a 180° 3.

Difficoltà:

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Terminata la cottura, aggiungete il latte freddo ed amalgamate. A parte, in un tegame fate soffriggere uno spicchio d’aglio nel burro, quando sarà imbiondito aggiungete gli spinaci, io ho usato quelli surgelati. A cottura ultimata, spolverateli con parte del parmigiano e tritateli grossolanamente. Incorporate gli spinaci tritati nella polenta che avete preparato precedentemente. Quindi aggiungete le due uova intere, la parte rimanente del parmigiano grattugiato, il gorgonzola, tagliato a quadratini, e amalgamate il tutto. Imburrate una pirofila o un tegame da forno, rivestitela con della carta da forno e versatevi il composto. Ricoprite la parte superiore con altro parmigiano grattugiato e dei pezzetti di burro, quindi infornate in forno caldo a 180°. Fate cuocere per circa mezz’ora, togliete dal forno e gustatevi il risultato ottenuto.

Scrivete a redazione@diciamo.it per dare un giudizio alle ricette pubblicate e per contribuire alla rubrica con le vostre ricette.


Sport

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SESTA VITTORIA CONSECUTIVA, IL CASARANO PUO’ SOGNARE

A Caserta e in casa contro il Pomigliano i rossoazzurri vincono e convincono. Domenica c’è la trasferta di Pisticci. di Carlo Pasca Prosegue senza intoppi la marcia del Casarano verso le prime posizioni della classifica del girone H di serie D. Il perentorio 3 a 0 rifilato al Capozza al malcapitato Pomigliano ha consegnato ai rossoazzurri la sesta vittoria consecutiva e la quarta posizione nella graduatoria, a meno otto dal Sant’Antonio Abate, leader solitario del girone. Gara senza storia quella di domenica scorsa, con i padroni di casa depositari del pallino dal gioco dal primo minuto al novantesimo e in grado di creare tante occasioni da rete. Il Casarano attraversa indiscutibilmente un ottimo momento di forma, sia fisico che mentale, e ci sono ancora ulteriori margini di miglioramento. Domenica potevano pesare le assenze di due degli uomini più in palla, il centrocampista Stentardo e l’esterno Simone D’Anna, entrambi appiedati dal Giudice Sportivo, egregiamente sostituiti però da Rocco e Cenciarelli. A conferma, ancora una volta, della ricchezza numerica e qualitativa della rosa messa a disposizione del tecnico da una società generosa e vogliosa di compiere al più presto il salto nel calcio che conta. La vittoria sul Pomigliano è giunta al termine di quella che possiamo definire la settimana più importante della stagione della Virtus. Due domeniche fa, infatti, con la vittoria sull’ostico campo della Casertana i rossoazzurri hanno maturato la convinzione di poter ancora recitare un ruolo importante in questo

torneo. Vincere a Caserta, contro una diretta concorrente e inanellando il quinto successo di fila ha dato maggiore convinzione ad un gruppo allestito per compiere il salto in Seconda Divisione già alla Alberto Villa

fine di questa stagione, ma che per peripezie di vario tipo si ritrova a dover rincorrere avversari temibili e che nel volgere di tre mesi hanno già guadagnato un certo margine sul Casarano. Ma da calciatori del calibro di Calabro, Villa, Bonaffini, Fazio e chi più ne ha più ne metta è lecito aspettarsi di tutto. Villa, il bomber dello scorso torneo di Eccellenza non è ancora tornato sui suoi soliti livelli, lo sta facendo per gradi, ma al momento la

squadra non ne soffre più di tanto, avendo scoperto in Serao un difensore abile nell’insaccare sugli sviluppi di calci da fermo, e in D’Anna un attaccante mascherato da esterno, abile nell’uno contro uno e nel tiro a rete e rapidissimo nelle incursioni in area di rigore. Ottime anche le recenti prove fornite da Andrea Presicce, a segno contro il Pomigliano. In attesa del pieno inserimento di Contino, che ricordiamo ha vinto la classifica marcatori della serie D appena sei mesi fa, dell’oggetto misterioso Palumbo e della precisa collocazione tattica di Palazzo, mister Bianchetti continua a puntare forte su Alberto Villa, un bomber di razza, di categoria superiore e che ben presto tornerà a fare quello che sa far meglio. Il gol. Magari proprio a partire da domenica quando la Virtus farà visita ad un Pisticci impelagato nei bassifondi della classifica e sulla carta già condannato ad un’altra giornata senza gloria. E nel turno successivo ecco un derby molto atteso: a Casarano verrà il Francavilla del tecnico Mino Francioso, da poco tornato sulla panchina biancazzurra con l’obiettivo di agguantare una disperata salvezza. Due turni relativamente facili per il Casarano che ora ha iniziato a correre e che non vuole fermarsi più. Due turni alla portata dei rossoazzurri, due partite da sei punti, due gare che Alberto Villa può sfruttare per ritornare il Mitico.

TRICASE: SOTTO A CHI TOCCA Alla fine della strepitosa gara contro il Corato il presidente Michele Dell’Abate si è lasciato andare in un commento che riassume per intero la condizione della squadra: «Questo è calcio». «Finalmente ho ritrovato la squadra che avevo da sempre in mente: carica, aggressiva, vittoriosa. Battere il Taurisano e il Corato è stata un’emozione incredibile - racconta Dell’Abate -, abbiamo lottato con tutte le forza per raggiungere quei risultati, giunti dopo aver dominato nelle passate sfide contro il Lucera, col Locorotondo e nei confronti diretti con Manduria e Copertino (dove addirittura abbiamo ciccato un gol al 95' minuto). Col Taurisano potevamo addirittura strafare in termini di gol con Ruberto e Matteo Giannuzzi anche se dall’altro dobbiamo ringraziare il portiere Cesari autore di un miracolo a pochi secondi dalla fine. Ringrazio mister Totò Ciullo per aver imposto alla squadra carattere e determinazione. È una persona preparata che merita di militare in categorie superiori». L’ultimo disputato al San Vito è stato un duello ad alti livelli,

di D.N.

una gara ricca di emozioni e sofferenze per i tricasini che, dopo essere passati in vantaggio all’ottavo del primo tempo grazie ad un gol di capitan Ruberto, si sono spenti per un po’ subendo gli assalti degli avversari. Nella seconda frazione stesso copione, Tricase in posizione difensiva (in dieci uomini) e avversari in avanti ma nulla è cambiato in termini di risultato. Anzi in pieno recupero una staffilata di Giannuzzi ha mandato in visibilio lo stadio. Festa grande: tre punti conquistati giocando d’astuzia e tenacia. Ora l’ultimo posto è solo un brutto ricordo e il Bisceglie è alle porte… tutto tremante!


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DICICRUCI di S. Laraia 1

Orizzontali 1. La Svizzera ha espresso il proprio dissenso alla loro costruzione; 7. Servizio ,tennisticamente, vincente; 9. Diodo ad emissione luminosa; 10. L'Antonio ignorato da Lippi; 15. La mentalità del misogino; 17. Sigla di Latina; 18. Si mixa col wisky; 20. Un pezzo di pane; 21. Secco, arido; 22. La fine del film americano; 24. Nota Bene; 26. Si fissa ell'estremità della lenza; 27. New Technology; 29. Propone di apporre il Crocifisso sul Tricolore; 31. Popolosa Repubblica asiatica; 34. Filamenti del micelio; 35. Dispensa agenzie; 36. Guai a perdere quello del discorso; 38. Insieme a..; 39. Un ...incidente bancario; 41. I...,you are, he is; 42. Starci sulla cresta è auspicabile; 43. Il Vladimir rivoluzionario russo di Simbirsk; 44. Non simpatica canaglia; 47. Rosolino, patriota italiano; 48. Le sospirate.. dell'impiegato; 49. Un po’ di mestizia; 50. Sigla di Ragusa; 52. Disonesta..Silvia; 53. La kermesse sanremese; 56. Dimora per anacoreti; 58. Introduce un dubbio; 59. Dente aguzzo; 60. Bestemmia da Santa Inquisizione; 61. Scevro da legami; 62. Può essere in comodato; 63. Quello di R. Arbore era meravigliao; 64. Congiunzione latina. Verticali

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REGOLAMENTO Il primo, che da martedì 08.12.2009 dalle ore 9.00, invierà a: redazione@diciamo.it la soluzione del cruciverba, riceverà in premio una ricarica telefonica di 10 € dell’operatore preferito. Non sono ammessi gli stessi vincitori per almeno 3 concorsi consecutivi.

AVVENNE 3 dicembre 1989 - I presidenti George Bush e Mikhail Gorbachev a Malta annunciano ufficialmente la fine della guerra fredda, la cui origine derivava dalla politica delle zone d’influenza trasformatasi tra il 1946 e il 1947 in politica dei blocchi contrapposti. 5 dicembre 1901 - Nasce Walt Disney: inventore di personaggi indimenticabili e autore di un’industria del divertimento che ha influenzato intere generazioni. 10 dicembre 1975 - Eugenio Montale riceve il premio Nobel per la letteratura. Attraverso una straordinaria capacità di invenzione linguistica, egli esprime nelle sue opere una visione scettica del mondo animata da una tenace fede nell’uomo.

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Le soluzioni sul prossimo numero con il nome del vincitore Sotto le soluzioni del cruciverba del numero precedente con cui è stata premiato il sig. Ferrari Luca

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1. Vi ha sede la Comunità degli Stati Indipendenti; 2. Il Pacino di Serpico; 3. La cosa per i latini; 4. Nel suo giardino bazzicavano mele, serpenti Eva ed Adamo; 5. E' uguale al per; 6. Stato federato della Germania; 7. E' confluita (forse) nel PdL; 8. Lavoratori agricoli in via d'estinzione; 11. France..in volo; 12. Cellule del cordone ombelicale; 13. Storico produttore Usa di serial televisivi (Cuore e batticuore, Love Boat...); 14. A volte son geniali; 16. Scrittore ateniese detto Ape Attica; 19. Piante specializzate nell'impollinazione zoofila; 23. Indica provenienza; 25. Il trans il cui computer scotta; 28. Anna in D'Alessio, cantante; 30. L'antica Herbita, in provincia di Enna; 32. Mammifero dei cervidi; 33. Si è soliti farlo con miti e luoghi comuni; 35. Una raccomandata postale; 37. Poste in profondità; 40. Fine dei danni; 45. Trasformano l' Ufo in Puffo; 46. Il Giglio celeste; 47. Il dopo di Petrarca; 49. L'Edouard dell'Impressionismo; 51. Un tipo di ceramica; 53. Santa del New Mexico; 54. Il Don Badalamenti; 55. Codardo, pusillanime; 57. Sono..imperfetto; 58. Il cul de..ove non è saggio infilarsi; 61. Leggermente scosceso.

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Diciamo - il Quindicinale Indipendente