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Quindicinale Indipendente

Anno IV n. 87

06 MARZO 2010

UN CASOTTO FRUTTO DEI TEMPI

Se non direm o cose che a qua lcuno spia ce ranno, non direm o mai la verità (Albe rt Schwe itze r)

In questo numero CULTURA, AMO RE MIO

Cesare Lia Un pasticcio inverecondo, consumato fra Roma e Milano, ha messo in risalto in ques ti giorni quanta impre parazione vi sia nell’organizzazione elettorale della seconda repubblica e quanto sia grave la caduta del rispetto della democrazia nel nos tro Paese. Le scuse e le gius tificazioni a poco valgono. I responsabili che vanno a comprarsi il panino quando sono intenti a rispettare la fila pe r de positare i documenti delle candidature o l’impedimento di oltrepassare la porta dell’aula della Corte d’ Appello o la decisione di un magistrato di allontanare dall’aula i rappresentanti de lle liste, sono bazzecole di poco conto. Nella nostra repubblica, in questi casi, non vi è regola che possa essere interpretata a piacimento del funzionario o del giudice di turno. Esiste una legge chiara e universale, quella elettorale, che da circa 65 anni regola le fasi elettorali e che è stata sempre rispettata dagli addetti alle operazioni. Quella che il termine di scadenza per la presentazione delle liste è perentorio, quella

che la raccolta delle firme è ob- questo genere. bligatoria per i gruppi non rap- Si dirà come! presentati nei consessi legislativi Anzitutto perché la mancanza dei partiti, intesi come scuole di politica, di organizzazione elettorale e non di occupazione delle istituzioni, porta alla caduta del dialogo inte rno e, quindi, ad una situazione leonina dei più potenti, con esclusione degli altri che, pur concorrendo al risultato generale del movimento, non hanno alcun diritto di interferire sulle decisioni prese dal capo, peggio ancora dai capi. Il secondo motivo è determinato o amministrativi, quella sulla non dalla convinzione secondo cui, concorrenza dei simboli, eccete- comandando il Paese si può fare ra. tutto quello che si vuole, anche La verità è che in un’Italia in cui superare i lim iti di scadenza della oramai delle regole si fa carta presentazione delle liste elettostraccia, in cui le leggi servono rali, la composizione delle stesse, solo quando devono salvaguar- gli elementi essenziali previsti dare inte ressi personali, in cui la per la completezza delle docudemocrazia è solo un richiamo mentazioni. Questo nella convinelettoralistico e non il rispetto zione che, poi, se la cosa non dei diritti altrui, in cui le mino- dovesse andare per il verso giuranze ormai s ono non una risor- sto, c’è un’autorità superiore che sa della democrazia stessa ma rimette a posto le cose e consenuna parte politica da aggredire te che nulla avvenga in contrapquotidianamente e da relegare posizione all’interesse nel contesto politico del Paese, si dell’inadempiente. verificano atti di arroganza di Continua a pag.

a pag. 3 A VOLTE RITORNAN O

a pag. 4 LO SPECCHIO DI FANGO

a pag. 5 IL FESTIVAL POLEMICHE

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QUATTROCENTO A NNI DI CARAVAGGIO

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SERVIRA’ DA LE ZIONE

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IL MON D O DE G LI ARTISTI SI MO BILITA SULL’EOLICO E F OTOVOLTAICO

MI L A N O SALENTO

C H I A MA

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DI

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P U G LIA , B O L L E NTI SPIRITI: PUBBLICATO IL BANDO 2010

a pag. 11 DUE PALI E TANTA SFORTUNA, SOLO UN PUNTO A MUGNAN O

LA Rita VERITA’ Lia

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Ormai in Italia siamo abituati: quando una E’ passato un anno dalla morte di Eluana Engla ro. persona, soprattutto se trattasi di un pers o- L’anniversario è stato ricordato in un clima di risernaggio di s picco, riceve un ordine di accusa è vatezza quasi irreale dopo il clamore avutosi nei meautomaticamente colpevole del reato di cui è si prece denti alla sua m orte. accusato. Continua a pag. Continua a pag.

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GUERRA TOTALE MANIFESTI

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BERTOLASO STORY Lucio Vergari

DE LLE

QUATTRO LAM PI PIU’ DUE B OLIDI PER IL TRICASE

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dalla Prima segue da pag. 1

BERTOLASO STORY

Il popolo italiano è abituato al gossip, vive di chiacchiere e pettegolezzi, ma qui non stiamo parlando di un flirt o de lle solite scappatelle dei vips, stavolta è in ballo la credibilità e il lavoro svolto di una o più persone, indagate per corruzione. Tra i vari inquisiti, il nome che crea più scalpore è sicuramente quello di Bertolaso, capo della Protezione Civile, uomo che solitamente abbiamo visto tra le macerie dei terremoti a dare man forte ai malcapitati, tra gli alluvionati o nelle tendopoli di soccorso. Bertolaso è indagato per corruzione e, a onor del vero, ha dimostrato sin da subito un forte senso di responsabilità e onestà, chiedendo al Pubblico Ministero di procedere al più presto con l'inte rrogatorio, per avere l'opportunità di fornire ogni informazione in suo possesso e rimettendo ogni mandato nelle mani di Berlusconi, il quale, però, ha rifiutato le dimissioni. E' superfluo dire che certe “bande” politiche sono entrate subito in merito alla questione, sfruttando la situazione e cercando di portare acqua al proprio mulino, dimostrando, ove ce ne fosse bisogno, la loro infinita infamia, senza riflettere nemmeno per un secondo e attendere almeno l'esito delle indagini, ma sparando subito sentenze contro un professionista che abbiamo visto lavorare come un operaio dopo l'ultima tragedia di L'Aquila e che, segue da pag. 1

per usare un'espressione del ministro Letta, “ha un un cuore così grande proporzionato alla professionalità". Ma entriamo in merito all'indagine e cerchiamo di capire qualcosa di più. Nell'ordinanza del gip Rosario Lupo, lo stesso giudice che il 19 giugno del 2000 prosciolse Silvio Berlusconi, Cesare Previti e altri imputati dall’accusa di aver comprato la sentenza della corte d’appello di Roma sul lodo Mondadori, ciò che crea subito scalpore è l'accusa volta a Bertolaso di aver «usufruito di prestazioni di natura sessuale» con donne pagate da un imprenditore, Diego Anemone, finito in manette per corruzione. Da quello che si dice, il sottosegretario favoriva l'imprenditore nelle gare per gli appalti in cambio di donne, soggiorni in centri be nessere e denaro. E' doveroso riportare ciò che il gip asserisce nella sua ordinanza di 126 pagine, in un inte ro capitolo dedicato al capo della Protezione Civile: «È alquanto inquietante che rapporti di collus ione (che definire sospetti è un mero eufemismo retorico), sussistano tra l’introdottissimo imprenditore Anemone e il potente sottosegretario (coinvolto nella gestione, soprattutto economica, degli appalti aggiudicati dei “g randi eventi”). Bertolaso Guido, risulta inequivocabilmente dalle intercettazioni, frequentare “spesso e volentieri” l’Anemone e le sue strutture per così dire di relax». Da tutto ciò si comprende una cosa certa: più che un'accusa pare una sentenza, ma

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noi non siamo nessuno pe r evidenziare un errore di forma, o criticare un modus operandi, quello che risulta sono degli incontri sessuali messi agli atti e, sulla cui natura, la procura pa re non avere dubbi. “Io sono tranquillo, sono sereno”, dice Guido Bertolaso, ma noi cittadini italiani lo siamo un po' di meno e, a onor del vero, non tanto per le accuse al sottosegretario, che vedono coinvolti anche Angelo Balducci e Fabio De Santis, pubblici ufficiali presso il Dipartimento per lo Sviluppo e la competitività del turismo della Presidenza del Consiglio dei ministri, incaricati della gestione dei “grandi eventi” (Mondiali di nuoto di Roma 2009, G8 della Maddalena, 150° anniversario dell’Unità d’Italia) insieme a Mauro Della Giovanpaola, pubblico ufficiale della struttura di missione per il G8 della Maddalena, ma ciò che ci fa riflettere è che, nonostante tutte le gare che sono state bandite dalla Protezione Civile sono gare ad evidenza pubblica, ci siano comunque dei sospetti, bustarelle e quant'altro. Ci sono queste benedette (e a volte maledette) intercettazioni telefoniche, le quali sembrano presentare delle anomalie tecniche, in quanto pare che manchino i brogliacci, vale a dire le trascrizioni complete delle conversazioni telefoniche, ci sono i giudici che concludono le udienze e si riservano per la decisione, in quanto neanche a loro sembra molto chiara la faccenda, c'è il coinvolgimento dell'ex procuratore aggiunto di Roma, Achille Toro, c'è tanto e tanto altro ancora... ma noi poveri cittadini, scusate, a chi dobbiamo credere???

UN CASOTTO FRUTTO DEI TEMPI

Se non direm o cose che a qua lcuno spia ce ranno, non direm o mai la verità (Albe rt Schwe itze r) Allora s ì che il ra ppresentante della lista da presenta re ne l termine s tabilito, se questa è la verità che ci hanno fatto presente, può tranquillamente andare a fa rsi il panino e prese ntarsi all’ufficio ele ttorale con due ore di ritardo prete ndendo che la docume ntazione di cui è depositario sia accolta come se fosse stata presentata ne i te rmini. Molte volte, però, quella del panino è s olo una scusa pe rché, chi almeno conosce la politica della prima re pubblica, sa che i ritardi per la presentazione delle liste avvenivano per le beghe interne dei partiti, per le candidature de ll’ultimo mome nto, per il dosaggio errato dei candidati de lla correnti interne. Ma il rispetto delle scadenze è sempre stato osservato altrimenti s i è proceduto alle votazioni senza le liste ritardata rie e mai, come oggi, è stato invoca to il dispregio pe r la democrazia e d il rispetto pe r gli elettori che sulla scheda non hanno trovato il simbolo della propria parte politica. La democrazia, in questo caso, è dileggiata da chi, tenuto a responsabilità ele ttorali ha pensato be ne di mette re a posto il proprio stomaco anzitem po, pe rché la presentazione delle

Cesare Lia

liste scadeva alle ore 12 del passato sabato, e non invece ad adempiere ad un dovere che gli e ra stato affidato. Ora, non potendo ottene re consenso da parte delle altre parti chiamate alle com petizioni elettorali regionali di Roma e di Milano perché ritirino le proprie liste facendo cade re nel nulla la competizione stessa, il Governo annunzia l’emissione di un decreto che, con la scusa di far e ntra re ne lla tornata elettorale il rinnovo dell’amministrazione com unale di Bologna, farà slittare le elez ioni regionali de l Lazio e della Lombardia a data successiva per consentire la parte cipazione delle lis te oggi escluse pe r decorre nza dei term ini di presentazione. Tutto questo non solo non è bello ma non è democratico, non è rispettoso pe r chi è stato attento alle operazioni elettora li e falsa anche il risultato perché le due regioni inte ressate saranno condizionate dal risultato delle regioni dove si voterà regolarmente il 28 e 29 ma rzo 2010. Un pasticcio, signori, che si sare bbe dovuto evitare solo se da parte dei pre posti si fosse pensato che in democrazia rispettare gli altri è rispettare se s tessi.


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dalla Prima

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Chi ce l’ha ben ricordata è stato invece Povia con la sua canzone a Sanremo. Le polemiche si sono s precate nei confronti di un cantante a cui piace affrontare temi attuali e coinvolgenti fino a quando non sono partite le note e le parole de “La verità”. In quell’istante tutta l’Italia ha scoperto che la fatidica canzone tanto contestata altro non è che una mano tesa nei confronti di chi conosce e vive la realtà dello stato vegetativo. Pe r chi comprende realmente ciò di cui parla Povia la sua canzone è quasi una carezza sul viso di padri e madri, una mano sulla spalla, un conforto per l’anima, una parola amica finalmente un po’ consapevole del dolore che si cela dietro a queste realtà. Padre, ora tienimi la mano, tienila vicina al cuore e potrai sentire che ti amo… Mamma, che ne sanno del dolore di quello che si può provare per una disperata decisione… Qualcuno dirà che sono parole banali, scontate, cercate consapevolmente per toccare i cuori; credo invece che siano parole ponderate, finalizzate a consolare ed a far capire che nessuno può permetters i di aprire bocca su s ituazioni che ignora e su cui crede di conoscere la verità. Personalmente ringraz io questo artista che dopo averci fatto ricordare che dovremmo ritornare ad essere un

LA VERITA’

po’ più bambini, affronta un tema così spinoso nella convinzione che nessuno può permettersi di giudicare un padre, una madre, una situazione. La società, gli altri, lo Stato, la politica dovrebbero invece giudicare se stessi per come situazioni così gravi, faticose ed onerose vengono affrontate. La società che tanto si indigna per una canzone, lascia le famiglie di questi ammalati da sole, la politica le costringe ad elemosinare gli interventi che sulla carta sono dovuti, la gente spesso ride e si prende gioco di chi ha un disabile in casa. La realtà è che dopo Eluana nulla è cambiato pe r le famiglie ancora cos trette a chiedere, famiglie che ogni giorno si sobbarcano l’onere di far continuare a vivere ques te pe rs one ne ll’ i ndi ffe re nz a generale, nella negligenza generale. Nelle Asl si continuano a gettare nella spazzatura sedie a rotelle ancora nuove perché il titolare è deceduto, ma si nega una cannula per tracheotomia nonostante i

Rita Lia magazzini ne siano pieni. Questa è l’Italia, dirà qualcuno, l’Italia degli sprechi, l’Italia delle migliaia di falsi invalidi che impunemente continuano a percepire pensioni che spetterebbe ro ad altri, l’Italia delle false protesi che creano miliardari sulle spalle de lla gente che soffre, la solita Italia dei furbetti. In questo sfacelo, non vanno comunque dimenticate quelle migliaia di volontari che ogni giorno si sostituiscono alla Stato che non c’è, quei pochi medici che ancora hanno una coscienza, quei tanti infe rmieri misericordiosi pronti a scappare quando necessario, tutti quegli esseri umani degni di essere chiamati tali. Tutto il resto è solo oblio!

CULTURA, AMORE MIO Ermelinda Placì È ripartita per l’anno 2010 l’attività della associazione Officina ad altiora che opera nel te rritorio de l Comune di Salve. «L’associazione – come ha te nuto a pre cisare il professore Carmelo Anastasio – si prefigge di promuovere attraverso attività culturali (convegni, dibattiti, semina ri, organizzazione di eventi, concerti, ecc.), la cultura nel te rritorio salvese e del Capo di Leuca, dando voce soprattutto ai giovani e anche ai meno giovani». Ed ha aggiunto: «Ho "inventato" questa associazione pe r farne un'occasione di incontro, per attivare m omenti di crescita culturale, ma anche civile e sociale». Con l’obiettivo di raggiungere questi scopi, dopo gli appuntamenti dello scorso gennaio e febbraio dedicati alla musica, all’educazione alimenta re, al dialetto salentino e alla letteratura, l’associazione ha in programma pe r il mese di Marzo una serie di interessanti incontri presso la Sala convegni in via Roma di Salve. Il mese di marzo in particola re sarà dedicato alla prevenzione de lle malattie cardiovascolari, endocrine e tum orali, con interventi di medici specialisti. Per Venerdì 5 marzo è previsto l’intervento del dottor Giuse ppe Pisa, cardiologo (Opedale di Gagliano de l Capo); Vene rdì 12 marzo s i svolgerà l’incontro col dottor Vittorio Tassi, endocronilogo (Ospedale Vito Fazzi di Lecce), mentre per sabato 20 ma rzo è previsto l’incontro con la dottoressa Silavana Serrano, oncologa

(Ospedale di Gagliano del Capo); me rcoledì 31 marz o la dottoressa Daniela De Sangro, presenterà “Come diventare cos truttori di pace” di don Tonino Bello, presidie rà il dottor Cosim o Negro. Aprile e m a gg io, inv e ce, saranno dedicati all'arte (scultura, pittura e architettura) con passeggiate nel territorio salentino alla scope rta delle me raviglie archeologiche, artistiche e paesaggistiche della nostra terra.

PERIODICO ISCRITTO AL NR. 1005 DEL REGISTRO DELL A ST AMPA DEL TRIBUNALE DI LECCE IN D ATA 26.11.2008

Direttore Editoriale Salv atore Giannuzzi d.editoriale@diciamo.it Redazione Sal vatore D’Elia, C esare Lia, Barbara F errari, Rita De Iaco, Antoni o Baglivo, Daniel e Baglivo, Vito Acc ogli, Rosanna M astria, Rocc o Chiri vì, Maria Soledad Laraia, R oberto Mol entino, Francesca Cesari, Anni bale Elia, Laura Longo, Donato Nuzz aci, Lucio Vergari, Pietro Russo, Sal vatore Errico, C arlo Pasc a, Attilio Palma, Rita Lia, Francesc o Elia, Er melinda Placì, Francesca De Marco, Sil via Lubello. Stampato c /o Associazi one Cultur ale Diciamo in Tricase, alla via G. Garibaldi, 60 Tel./Fax: 0833/784126 redazione@ diciamo.it Distribuito gratuitamente in una tiratura di 20.000 c opie La collaborazione a questa rivista sotto qualsiasi forma è gratuita. La direzione si riserva di rifiutare insindacabilmente qualsiasi testo e qualsiasi inserzione. Foto e manoscritti, anche se non pubblicati, non si restituiscono.


Attualità

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A VOLTE RITORNANO

(Le Regionali fra speranze ed… ossimori) Giuseppe R. Panico A Tricase, si ricordano con tristezza le passate elezioni provinciali, gli accesi dibattiti, le molte facce da aspirante consigliere su manifesti e volantini spiaccicati ovunque, la cos tosissima organizzazione ele ttorale; chetate poi le acque, aperte le urne e conta ti i voti, solo…cenere e carbone, la befana fuori-stagione non ci aveva portato nemmeno una caramella. Nessun dei troppi candidati era stato eletto, nessuno di loro aveva esercitato su di noi un così spiccato sexy o political “appeal” da avere un maggior nume ro di attenzioni o voti; nessuno di loro oggi siede, come cons igliere, a Palazzo dei Celestini pe r da re voce alle istanze della più grande cittadina del Capo di Leuca, di questo nostro “Caput Mundi” che, da decenni, non riesce ad esprime r né “caput”, ne’ una politica di s orta. Colpa del nostro voto? Colpa de lla nostra cultura? Colpa de lla nostra assuefazione a vivere nel che to russare del tranquillo presente, celebrando s ovente il passato ma incapace di proiettarci, almeno col pensiero, verso il più difficile futuro? E’ colpa di noi tutti, ma anche della politica da noi es pressa che, restia a guidarci, consiglia rci e indurci a votare per una più valida ed efficace rappresentanza, preferisce, sovente disperdere i voti fra candidati inidone i o troppo numerosi, elevando comunque il totale de i voti per il partito ma lascia ndo alle diciottomila anime cittadine solo il conto-spese, nuove perdute occasioni e una sca rsa voglia di recarsi di nuovo alle urne. E’ ormai il turno delle regionali, i candidati presidenti sono noti da un pezz o e nel nostro Tacco d’Italia ne abbiamo ben due di rango; da giorni abbiamo anche la lista com pleta dei candidati consiglie ri. I partiti non sembrano aver cambiato il loro orientamento e, pur coalizzandosi in sede centrale, non sembrano riusciti, almeno localmente, a prese ntare candidati consiglieri di più ampio rilievo, ben disponibili a fa re una nuova e più attiva politica pe r il nostro territorio, magari arruolati pe r tem po anche a l di fuori del solito gruppo di militanti o tesserati. Una politica che, nel vasto ambito cittadino (o nel nos tro Tacco), non riuscisse ancora una volta a ben rappresentarci fuori dalla cerchia muraria dei nostri ormai decre piti muri a secco, non farebbe

altro che allontanarsi ancora più dalla gente, dalle sue ista nze, dalle s ue speranze, Una politica degli ossimori che contraddice sé stessa, che incapace di svolgere il s uo ruolo primario di produrre, ai diversi livelli istituzionali, una sana amministrazione, privilegia la carrie ra dei soliti pochi; una politica poco inidonea, ad affrontare i tanti problem i del nos tro crescente sottosviluppo. Sono gli inconvenie nti del nos tro sis tema elettorale, ma si verificano (e s i ripetono) anche quando prevale l’egoismo ed il narcisismo dei pochi sull’inte resse della collettività, quando prevalgono o sono accettate le s cusanti pe r ca ttive passate gestioni o de cisioni a fronte delle colpe per la inerz ia o le res ponsabilità individuali; ma anche quando il nostro voto viene espresso ne llo spirito am orale del mero opportunismo di gruppo, di famiglia, di casta, del voto venduto ma senza un più maturo e pe rsonale coinvolgimento nell’inte resse collettivo. E’difficile cambiare cultura e dare una spinta al progresso, in questo nos tro peninsula re “caput”sale ntino se non siamo coscienti de i nostri mali, se non dimostriamo la volontà di curarci e risanarci. Redimers i dal “lungo inverno del nos tro scontento” politico è ormai indispensabile e le p ro s s im e regionali di prim a ve ra potrebbe ro anche portarci a q u a lc h e cam b iamento. Ci lasceremmo alle spalle la po l i t ica degli ossimori, delle contraddizioni, già troppo sfiduciata o finanche dis pre z za ta, una barcolla nte

politica da “z ombie” te nuta a malape na in piedi nelle sedi di pa rtito e, in ambito regionale e nazionale, trascinata a forza nei tribunali e sbeffeggiata ne i gossip da T.V. o da bar dello sport. I cittadini torne rebbe ro ad essere più convinti dell’importanza de l loro voto e ben lieti di poter eleggere più idonei rappresentanti. Fra poco festeggeremo i centocinquanta anni de ll’Unita d’Italia, un Italia a ncora troppo disunita e disomogenea ed ove torna, tristemente e pe ricolosamente, a diffonde rsi, in piena grande crisi d’occupazione e di crescente rigetto razziale dei troppi imm igrati irregola ri, l’antico e malsano pensie ro che quelli del Sud (ovvero noi) disorganizzati, fannulloni e spendaccioni, hanno, in fondo, poco “caput” per sape rsi ben amministra re. E’ il caso di dimostrare che le cose vanno ora pe r il meglio. Come? Già recandoci tutti, ma proprio tutti, alle urne ma senza votare né scheda bianca né nulla ma votando chi in questo residuo lasso di tempo ci ha dim ostrato un serio ed affidabile “political a ppeal”e garanzie di forte dedizione al be ne comune. Educheremm o così anche i nostri figli e se poi non facessimo in tem po? Beh … almeno loro.


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Attualità

LO SPECCHIO DI FANGO Silvia Lubello

La lotta al randagismo in Puglia è orientata alla progressiva limitazione della capacità degli animali di riprodurs i; sterilizzati sì, ma immediatamente re - immessi sul te rritorio. E inta nto che si procede con le azioni di limitazione, il fenomeno conta com unque pe rcentuali che, a leggere le statistiche più aggiornate, appaiono enormi. La Puglia, nello specifico, sarebbe al primo pos to; ma s i tratta solo di stime, anche perché un vero e proprio censimento de i cani randagi è impossibile da fare. In questo quadro di fredde cifre, la lettura del fenomeno rischia di essere traviata dagli sconcertanti fatti di crona ca che si accom pagnano sui giornali: il caso in Sicilia di qualche mese fa ha solo aperto il s ipario su una situazione dura da giustifica re, nella quale gli Enti fanno poco e male il loro lavoro. Le Aziende Sanita rie Locali e i Comuni lo hanno fa tto già da tempo: hanno gettato la spugna su quella forma grave di omertà che è l’indiffe renza. Ma basta poco per cavalcare l’onda della “cinofobia”; e, se ieri le soluzioni proposte consistevano nella scheda tura dei cani conside rati pericolosi, oggi arrivano nuove linee – guida dal ministero: fioccano i risa rcimenti e la speculazione sull’onda emotiva è dietro l’angolo. Succede anche ques to nella nuova stagione de l randagismo che fa notizia; ma quello che non fa notizia, invece, riguarda propriamente il fatto che la Puglia va messa a regime con una serie di canili sanitari pubblici; e poi, si sa, finire sulle rubriche di approfondimento de i Tg è tutta un’altra cosa. Ha il s uo fascino, se vogliamo. È in ques to circolo voyeuristico che si sono arrampicati, dallo scorso dicembre, nel te ntativo di raccontare, promettere, cambiare. Ma no, si è trattato solo di raccontare, anzi, denunciare: condiz ioni igienico – sanitarie s cadenti, malattie come la leishmanios i, animali rinchiusi senza cibo né acqua pe r settimane, circondati dai

liquami. Nessuna promessa, solo appelli: alla sensibilità civile, a quella del presidente della Regione, a que lla dei volontari, come sempre troppo pochi. È que llo che afferma anche Raffaella Vergine, dell’Associazione Zampa Libe ra di Lecce: i sindaci s ono sordi. Che strano: una frase già sentita. Il direttore del se rvizio vete rina rio Asl di Lecce nord dice invece che ci vorrebbe un potenziamento da parte dei Comuni, privi del tutto di canili sanitari: pe rché la sterilizzazione, di per sé, serve a ben poco, non influisce sulla pericolosità dell’animale, sul comportamento che può avere una volta entrato in un branco: il bambino in Sicilia, notizia di qualche mese fa, sarebbe stato s branato lo stesso, la donna a Tricase, cronaca di questi ultimi giorni, ugualmente aggredita. A ben vedere, quel circolo voyeuristico che normalme nte avrebbe fatto seguire alla denuncia – vergogna un tentativo di impregno, non si è cons umato; si è distorto, de form ato, perpe trandosi all’infinito, alla ricerca di se stesso, di un’enfasi maggiore. Sono arrivate qui le troupe di Terra!, di Striscia la notiz ia, e l’OIPA si è affannata nel chiede re alla provincia di Taranto e alla Regione Puglia un intervento pe r far fronte a questo grave fenomeno.

Le leggi e le disposizioni regionali, per (alcuni?) versi non applicate e inutili, hanno de terminato un’anomalia disastrosa: da una parte non è stato fa tto alcuno s tudio pe r capire come questo fenomeno si sia evoluto, limitandosi a definirlo come un problema da risolvere; dall’altro si è lascia to il libero arbitrio, evitando accuratamente di indicare responsabilità e controlli sull’efficacia di eventuali inte rventi. In te rmini ancora più chiari, si sono spese e si spendono tutt’ora enormi s omme per alime ntare gli affari di organizzazioni private e/o Associazioni varie, anche di livello nazionale, omette ndo controlli e facendo in modo che i finanz iamenti siano facili e disponibili; senza contare il fatto che, di contro, si affamano cani e gatti, vanificando totalmente il sacrificio di tanti volontari. Il presidente dell’ANTA ( Associazione Nazionale Tute la Animali), in una sua relazione parla di cifre (per la sola regione Puglia) che oscillano intorno a i 35 milioni di euro; se paragonati ai 500 spesi in tutta Italia, ecco che la proporz ione diventa pre occupante. Non sa rò io a trarre le conclus ioni di questo articolo; ques te parole rima rranno lo specchio di fango di una s ituazione che, come tante altre, fa tenere alta la bandiera de lla vergogna e de ll’inciviltà.


Attualità

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IL FESTIVAL DELLE POLEMICHE Quando si dice “non dimostra la sua età”.. niente di più vero per il Festival di Sanremo, che ques t’ anno ha festeggiato il suo 60° com pleanno senza fa rsi trovare con la minima “ruga”, anzi, quasi ringiovanito ne ll’aspetto e nello spirito, ancor più scaltro nel costruire “strategie di spettacolo” quasi impe rcettibili(ma riuscitissime!) e sem pre pronto a difendersi con grinta dalle prevedibili polemiche che, ogni anno, iniz iano puntuali a festa conclusa. Per quanto le previsioni fossero buone, un po’ per la conduzione affidata all’amatissima Antone lla Clerici, un po’ per gli ospiti annunciati (la scelta della conduttrice era offrire un Festival al femminile, portando ”la prima donna” in ogni campo), in la rga parte per i grandi artisti in gara, con onestà c’è da dire che, alla vigilia, nessuno si aspettava un simile successo. E invece gli ascolti hanno toccato picchi vertiginosi, quasi alla pa ri con la rius citissima conduzione de lla coppia Bonolis- Laurenti, due icone dello spettacolo be n riuscito, fatto di professionalità ma anche di tanta leggerezza, usata nel modo e nel momento giusti. Sono stati proprio loro a dare il benvenuto al pubblico de ll’Ariston e a consegnare il palco, in una sorta di passaggio del testim one, alla nuova padrona di casa, che ha condotto il Festival con la s ua solita semplicità, tanto da rende rlo quasi un immenso ed affollatissim o salotto più che la gara canora più rinoma ta d’Italia. Di ce rto, il successo di Sanremo è dovuto anche ad uno strumento, il televoto, che dà al pubblico il diritto di avere l’ultima parola, di de cide re sulla base de i propri crite ri (e magari ce ne fossero sempre..) e dei propri gus ti ed è inutile sottolineare quanto la gente ami dire la sua, su qualsiasi argomento, e farla valere, anche senza un minimo di cognizione e di preparazione in merito. Per ca rità, gli antichi ci hanno insegnato che “de gustibus non dispuntadum est”, ma è alquanto bislacco che allo stesso modo, cioè s ulla base di semplici s impatie o antipatie, fondate o meno su dati di fatto, si decre ti, ad esempio, il vincitore di un rea lity come “Grande fratello” e la canzone italia na

più me ritevole pe r arm onia, tes to, elementi innovativi e capacità di em ozionare, sopra ttutto perché, dopo, iniziano le polemiche.. è vero che il 50% della votazione era espresso dall’orchestra, ma ci

sarà un motivo se, per la prima volta nella storia de l Festival, in una bufe ra di fischi e “vergogna”, abbiamo visto, increduli, i musicisti accartocciare e getta re gli spartiti sul palco e chiede re di re ndere pubblico il loro voto, proprio a tes timonianza di quanto fosse lontano dal premiare quelli che sono, poi, s tati i tre finalisti, fatta e ccezione pe r Marco Mengoni, arrivato te rzo sul podio di Sanrem o, sul cui talento sembrano tutti d’accordo. Ovviamente, il modo non è stato accettabile, anche una protesta può essere elegante: se il direttore d’orchestra avesse battuto la bacchetta sul leggio o se i violinisti avessero usato i loro archetti sulle corde, la contestazione sarebbe arrivata e, forse, sarebbe stata presa anche più seriamente. Grande scom piglio è stato sollevato s oprattutto dal 2° pos to conquistato dal trio “da fiaba”, vista la presenza di un principe, compos to da Pupo, Emanuele Filiberto e il tenore Luca Canonici, accolti fin dalla loro presentazione, la prima sera, da fischi imbarazzanti e urla irrispettose, che, a onor del vero, il gruppo, e soprattutto Emanuele Filiberto, hanno affrontato e “ignorato” con grande signorilità e maturità, dando uno schiaffo m orale significativo ai polemici istigatori che, probabilmente, avevano preparato a priori una contestazione inutile e priva di senso. Anche la scelta del vincitore ha sollevato polemiche. Valerio Scanu, “creatura” di

Maria De Filippi nel programma “Amici”, è il prim o, in 60anni di gara, ad aver vinto Sanremo dopo essere stato elim inato dalla giuria demoscopica presente in sala e ripescato, proprio g razie al televoto, dopo il duetto con Alessandra Amoroso, sua amica e vincitrice de l talent show che li ha lanciati. La domanda è se abbiano vinto la canzone e il talento di Scanu o il suo personaggio, perché sembra quasi che il festival della canzone italiana sia diventato il festival dei personaggi televisivi. Buffo che, per il secondo anno di seguito, Sanrem o sia stato vinto da un ragazzo della scuderia “defilippiana”; che, pe r la sezione Nuove Proposte, il vincitore, Tony Maiello, sia volto noto di “XFactor”, così come Marco Mengoni, il più accreditato per la vittoria. E’ innegabile che il loro s uccesso s ia spesso dovuto all’immagine te levisiva, data dai talent show, più che al loro indubbio tale nto e che i milioni di giovanissimi(attenzione!) fans s ono pronti a portarli avanti a prescinde re.. e nel momento in cui l’arte viene riconosciuta e decisa dal televoto, strumento molto più vicino ai giovani, non ci si può aspe ttare risultati obiettivamente validi. Ma il Festival non è s tato rispa rmiato dalle polemiche neanche pe r altri motivi, come l’intervento di Maurizio Costanzo che, portando sul pa lco il problema del posto di lavoro a rischio, ha chiamato in causa il Segre tario del Pd, Bersani, e il ministro Scajola che, capendo quanto fosse fuori luogo quel dis cors o in quel contesto, ha taglia to corto, res tituendo all’Italia quella se rata di s pensiera tezza che ta nto serve; o la scelta di invitare tra le prime donne, que lle da amm irare per il loro tale nto, la regina de l burlesque Dita Von Teese, che ha deliziato il pubblico con uno spoglia rello”raffinato” (cos ì si dice..).. ma la televisione offre ciò che il telespetta tore chiede, è questo che dovrebbe davvero preoccuparci.. il buon gusto, la cultura, il diba ttito costruttivo, l’impegno serio contro i problemi non possono entrare in un mondo che vive di polemiche e gossip privi di senso.


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QUATTROCENTO ANNI DI CARAVAGGIO Realtà e tensione morale. Rice rca de l bello che punta al vero. Questi i binomi conce ttuali di cui s i nutrono i dipinti del Ca ravaggio, al secolo Michelange lo Me risi, del quale ricorre quest’anno il quarto ce ntena rio de lla morte, sopraggiunta a soli trenta nove anni ne l 1610. Lui che, insieme ad A nniba le Carracci, si oppose alla cultura manie ris tica romana, è cons iderato il grande protagonis ta de lla pittura de l Seice nto. Vita ricca di dis perazione e ins ieme di eventi viole nti, quella de l Caravaggio, uomo dal tempe ramento aggressivo e turbolento,

che lo porta rono alla conda nna capitale nel 1606 pe r l’omicidio di un giovane in una rissa di gioco. Fatto che lo costrinse, per avere salva la vita, all’abbandono della Corte romana, luogo dove gli furono comm issiona te le ope re più importanti e coincide nte con il periodo forse più prolifico de lla sua produz ione. Pa rtito da Roma, visse gli ultimi anni della sua vita tra Napoli, Malta e Sicilia, pe r pote rvi rientrare, a g razia ottenuta, solo nel 1610, quando, durante il viaggio che da Napoli lo conduceva nella ca pitale, a causa della febbre pe r infezioni intes tinali moriva sulla spiaggia di Porto E rcole, senza riuscire a toccare il s ospirato suolo romano. Per Caravaggio, che a ll’idealismo del Carracci, opponeva il suo realismo ricco di sim bolismo, l’arte non s i identifica con una attività puramente intelle ttiva, non è semplice riferimento ad un idea le dato. Arte non vuol dire distacca rsi da lla realtà pe r rappresenta rla, ma imme rgersi nella realtà, viverla. Da qui la forte tensione morale che permea l’inte ra produzione ca ravaggesca e l’uso pa rticola re che egli fece della “luce” nei suoi dipinti. La rivoluzione di ques to g rande maestro della pittura italiana, riconosciuto come il padre ante litteram di que l soggetto de ll’arte contemporanea definita “natura morta” (ce lebre la sua Canestra di frutta, 1596) e dell’arte m ode rna, cons iste nella singola re plasticità de lle figure, che graz ie alla pa rticola re illuminazione sembra no pre nde re corpo e venire fuori dal buio de lla s cena, pe r imporsi con la loro forza ed energia, il loro realismo e simbolismo. La sua predilezione per i s oggetti popola ri, um ili e volgari, m ostra la prese nza ne lle sue ope re di una forte dime nsione reale e dramma tica. Scelta che egli utilizzò anche quando s i trattava di tem i religio-

Er.P.

si come La vocazione e il Martirio di San Matteo (1599-1600), oppure San Matteo con l’angelo, del qua le produsse due versioni. La prima del 1599, dove al cons ueto realism o si unis ce una forte carica ironica, conservata al Kaise r Friedrich Museum di Be rlino e anda ta distrutta durante la Seconda guerra mondiale, poiché rappresentava San Matte o con le sembianza rozze e volgari di un popolano e mos trava l’angelo ne ll’atto di guidare la mano del Santo inte nto a scrivere il Vangelo, dete rminò il rifiuto dei s uoi comm itte nti, che ne chiese ro la sos tituzione con un secondo dipinto de l 1602, custodito presso la Chiesa di San Luigi dei Fra ncesi a Roma. Ed è proprio pe r cele bra re il “genio lombardo”, ricordare l’eccezionalità e l’unicità de lla sua ope ra - sulla base anche delle più rece nti rice rche - che molte città italiana hanno programma to, in occasione de i quattrocento anni della sua morte, una se rie di inizia tive, mostre e manifestaz ioni. A partire da que lla della Galle ria Borghese a Roma, che inaugura ta il 2 ottobre scorso si è conclusa appena un mese fa; a questa fa seguito quella che ha pres o avvio, sotto l’alto patronato de l Pres idente della Repubblica, lo scorso 19 febbraio presso le Scuderie del Quirina le, dove, fino al 13 giugno, reste ranno esposti ben 24 dipinti dell’artis ta, provenienti da vari muse i nazionali ed internazionali. E poi ancora a Firenze all’interno della cornice della Galle ria Pala tina di Palazzo Pitti sa rà alles tita dal 12 maggio al 10 ottobre la mostra dal titolo “Ca ravaggio e ca ravaggeschi”, alla quale seguiranno il prossimo autunno: a Rimini, la mostra dal titolo “Caravaggio e il Seicento”, dove, accanto al S. Francesco in es tasi, conservato ad Hartford ne l Connecticut, sarà poss ibile ammirare i quadri dei maestri del primo Seice nto europeo; me ntre a Bergamo, provincia del piccolo comune di Caravaggio dove l’artista trascorse la sua infanzia e da cui è tratto il suo appella tivo, è stata prepa rata la rassegna “Gli occhi di Caravaggio”, a cura di Vittorio S g a rbi, con l’esposiz ione di dipinti, non del pittore, ma dei mae s tri v e ne tolombardi, che contribuirono alla s ua APERTO TUTTO L'ANNO formazione giovaSI EFFETTU ANO PICCOLE CERIMONIE GRADITA PRENOT AZIONE nile.


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SERVIRA’ DA LEZIONE? Francesco Elia

Se almeno se rvisse a qualcosa…se in fondo al tunnel si intravedesse una via di uscita, pe r quanto dolorosa. Almeno saremmo qui a ragionare de l futuro, a discutere se i sacrifici dell’oggi saranno ricom pensati un giorno. Invece non c’è nessuna luce in fondo al tunne l, non si intravedono soluz ioni a portata di mano, non c’è, al momento, nessun Futuro. Questo vale per Termini Imerese, pe r i lavoratori Agila ex Eutelia, per l’Adelchi, per l’Alcoa in Sardegna, per la Glaxo in Veneto. Ma almeno proviamo a me ttere in fila i tasselli di tante storie diffe renti, ma sempre simili ne lle facilitazioni date dai vari attori pubblici, Ministero del Tesoro tramite i propri bracci ope rativi, Regioni e Comuni; e privati, in primis le Banche, sempre pronte a foraggiare più la vicinanza dell’imprenditore alla politica, che l’idea im prenditoriale in sé. Storie molto simili ne ll’epilogo che le rigua rda: sempre lo stess o: impre nditori che guardano esclusivamente al me ro profitto e mai al valore etico dell’essere impre nditore e d alla dignità del lavoro, e lavoratori dipende nti cui viene tolta la dignità. Almeno proviamo a guardare a queste storie con occhio critico. L’Adelchi ebbe i capannoni dal Comune, che li aveva comprati in un’asta giudizia ria da un fallimento, ad un prezzo minore di que llo di mercato; e se li è trovati pronti all’uso; nel corso degli anni ha goduto di finanziamenti pe r la formazione professionale, dello strumento de lla Cassa Integrazione e di tanto altro. Ancora oggi la proprie tà

commercia lizza il prodotto con il marchio “Made in Italy”, pur avendo praticamente solo un laboratorio a Specchia. Ecco il ritardo cultura le de l Sindacato, a rroccato nella difesa ad oltranza dell’esistente, mediante i vari s trume nti degli ammortizzatori sociali. Ed ecco ancora la lampante de bolezza di una classe politica che, ancella dell’Economia, ne subisce le scelte ma non riesce minimamente ad orientarle, spe ttatrice s ilente ed attonita. Prima e per tempo bis ognava che sfidassero la proprietà, Sindacati e Politica, sul piano della flessibilità de lla manodope ra; del miglioramento de lle vie di com unicazione; della realizzazione di infrastrutture informatiche; di una collaborazione con l’Università nel campo dello studio di nuovi materiali; nello sfruttamento del solaio dei capannoni ad im pianto fotovoltaico; nella riconversione della cate na commercia le de l ma rchio in una vetrina del te rritorio, ponendo le basi pe r una diversificazione degli investimenti della proprietà, e contestualmente legando la proprietà stessa ad un territorio in un vincolo indissolubile pena la perdita di appeal del marchio stesso. Di questo un Sindacato moderno ed una Politica all’altezza avrebbero dovuto discute re. In conclus ione, dun-

que, bisogna elimina re gli incentivi ad aziende che non producono in Italia? Errore madornale che fornirebbe nuova legittim ità ide ologica al ricatto economico dell’imprenditore senza scrupoli, pronto a lice nziare se in cambio non riceve gli sgravi richiesti. Incentivi al lavoro di qualità, allora; a chi investe nella Ricerca di prodotto e di processo; a chi punta su aziende legate a l te rritorio, contribuendo allo sviluppo socia le de llo stesso; a chi crede nella s tabilità de i rapporti di lavoro; a chi destagionalizza; a chi investe nella sicurezza sul lavoro: a chi ha una visione etica del fare l’imprenditore. Tanto, accumulare soldi nel ma terasso o in qualche forzie re svizzero…già ha poco senso in tempi di crisi m onetarie come questi…figuriamoci se l’accumulo del di più può avere un senso rapportato ai secoli o alla dignità pe rduta di un genitore dinanzi ad un figlio e ad un piatto vuoto.

dai Paesi

IL MONDO DEGLI ARTISTI SI MOBILITA SULL’EOLICO E FOTOVOLTAICO Di fronte al proliferare degli impianti eolici e fotovoltaici ne l Salento, al fianco delle associazioni ambie ntalis te che difendono l’integrità del te rritorio e la sua mille naria bellezza paesaggistica, si mobilita il mondo dell’arte. L’artista di Surano, Franco De Giovanni, Cavaliere di Malta, scende in campo con le sole armi della poesia, al fine di sensibilizzare ulteriormente sul problema e muovere il mondo della politica al coraggio ed alla responsabilità al fine di assume re que lla de cisione “estrema, ma inevitabile, che è la moratoria di tutti gli impianti”; così senza alcuna retorica, il Cavalier De Giovanni racconta col cuore: «c’era una volta un ulivo con gli uccelli cinguetta nti, il muro a secco e una vecchia pajara di pie tre. Che tante volte ci siam passati davanti senza mai accorgerci di loro. La Pa jara era l’unica che faceva sempre compagnia al suo più caro amico, il muro a secco, impegnato di tanto in ta nto a parlare con gli alberi di ulivo. Un giorno l’albero d’ulivo, con stizza, disse ai suoi vicini: “Sapete cosa mi hanno riferito alcuni amici? Che in questo paese ci stanno espiantando, porta ndoci via da qui, perché devono dise rbare il te rre no con tanti veleni, pe r “impianta re” tantissimi panne lli sola ri, assieme a degli alberi

grigi alti 150 metri con delle lunghe braccia mosse da l vento. Svanirà in un sol colpo la nostra vita salentina e rimarrà la morte delle acque sotterranee avvelenate”. Un albero amico gli ris pose: “Si è vero, nessuno ci pe nsa. L’uomo ca ttivo non ha più bisogno di noi, del nos tro olio, del nostro ossigeno e de lla nostra legna, ma vuole avvelenare la natura e con essa avvelenarsi lentamente per morire in modo quasi indolore”. Allora la Pajara, stupita del messaggio dell’albero si sentì debole, le vennero meno le forze ed è crollò su se stessa, facendosi tanto male per ciò che aveva sentito. Il muro a secco da parte sua si lasciò trascinare dalla cattiveria de ll’uomo con rabbia e malincuore. Nell’aria un uccello, che saltellava tra i rami, vide da lontano un’elica che girava, si avvicinò curioso e venne fatto a pezzi. All’improvviso, il padre e la madre rondini se ne accorsero, si avvicinarono in fretta e anche loro venne ro colpiti a morte, senza nemmeno una ragione. Gli altri uccelli, che videro tutta la scena, piangendo si allontana rono, pe r la malvagità dell’uomo, che aveva distrutto e reso pe ricolosa una parte de l suo ambiente, facendosi de l male e distruggendo lui stesso, la natura e gli animali. Così l’uomo vive felice e conte nto». D.N.


dai Paesi

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MILANO CHIAMA SALENTO Laura Longo

Tricase – Più che positivo l’esito de lla Bit di Milano, la quattro giorni interamente dedicata alla prom ozione del te rritorio salentino. Tricase ha saputo approfittare dell’occas ione e tenendo conto dell’importanza di un turismo sempre più digitalizzato e rivolto all’immagine, dagli assessorati alla Cultura e alle Attività produttive è stato prodotto un dvd pe r la promoz ione delle be llezze naturali, paesaggistiche, architettoniche e della cultura enogastronomica tricasina. Il video diffus o contemporaneamente sulle principali tv satellitari e nel circuito dei padiglioni della fiera ha riscosso un enorme s uccesso a tal punto che le copie messe a disposizione (circa 150) sono andate completamente a ruba. In più, in accordo con l’assessore provinciale al Turismo Pacella, la fiera è stata anche

l’occasione per presentare la calendarizzazione dei principali eventi culturali e di intra ttenime nto della rassegna tricasina: “Tricasecom ics” (14, 15 ,16 maggio), “Tricase in tutti se nsi” (il 30 e 31 luglio), “Mare in blues” (i 4 giovedì di luglio) e il “Presepe vivente” del periodo natalizio. Presenti la maggior parte della stampa specializzata, tra cui il noto anchorma n Tg 1, Attilio Romita che ha promesso alle autorità di fa re un salto in quel di Tricase durante uno degli eventi culturali presentati. «Un buon rilancio pe r la nostra cittadina» dichiara l’assessore alla Cultura Nunzio De ll’Abate «risulta essere una meta m olto ambita sia da vecchi e nuovi

flussi turis tici nazionali e internazionali». E aggiunge: «I turisti che chiedevano informazioni, era turisti “specializzati” del Salento. E Tricase si riconferma, ancora una volta, una delle destinazioni turis tiche più richies te sul me rcato».

GUERRA TOTALE DI MANIFESTI Annibale Elia Santa Cesarea Terme - Una raffica. Un solo ed unico tema: la Terme SpA. Fiutano la tempesta e lettorale. Qualcuno spe ra nel ricambio. Inizia il Sindaco: Tutta la verità sul Nuovo Centro Termale Risponde il Pres idente della Terme SpA: Brutto svivolone del Sindaco “Smemorato” Replica ancora il Sindaco: Presidente con la memoria ad intermitte nza Le ammiraglie non possono navigare e spa rare da s ole… non è buona strategia… arrivano i manifesti del gruppo consiliare di minoranza : Sveglia!!! e del g ruppo di maggioranza: E’ il momento di fare chiarezza s ulle responsabilità… cui si aggiunge un colpo vagante de l cittadino be npensante… che invita a sedersi intorno a un tavolo pe r risolvere i problemi… Al cronista l’onere di ristabilire una qualche verità… tra memoria e smemoratezza Il Nuovo Ce ntro Termale (NCT) nasce a seguito di un’idea collegata ad una Legge Regionale che finanz ia idee di progetti di sviluppo (agosto 1984); è vigente il PRG che prevede un com parto terma le e vi è un vecchio progetto di stabilimento te rmale a mezza costa (arch. Cacciapuoti) s uperato dallo stesso PRG; la gara del NCT viene es pletata il 2/12/1989; viene costruito, dopo alterne vicende, il NCT. Nel 1989 il s indaco dell’epoca non rende esecutiva una de libera GM che prevede l’esercizio del diritto di pre lazione s ulla ricerca delle acque. Tale diritto non viene ese rcita to, nonostante esplicita richiesta della Regione, neanche dalla successiva amministrazione Bleve. L’Amministrazione Pizzoleo rinuncia al 50%, previsto dalla legge, del capitale della Te rme SpA, acquisendone soltanto l’1%. Successivamente riesce a recupera re una certa quota, tale comunque da far rimane re in minoranza il socio Comune di S.

Cesarea Terme. Presidente della Regione Fitto jr., viene elaborato un progetto di rilancio de ll’attività termale a cura di Sviluppo Italia che prevede la costruzione di 50 came re e non include il NCT Successivamente alle elez ioni regionali vinte da Vendola, viene nominato Amminis tratore Unico della Terme SpA il Presidente della provincia sen. Giovanni Pelleg rino. A seguito della forte volontà politica espressa dal PD di S. Cesarea Terme, viene elaborato un nuovo progetto di rilancio che com prende il NCT e ne prevede la concessione in uso alla Terme SpA. A ridosso delle elezioni comunali la magistratura sequestra prima, e dissequestra poi, il NCT. Dopodichè la società ha, di fatto, non tenuto più conto de l contra tto di programma. *** Tiriamo qualche conclusione: i milioni versati da Regione (3) e Comune (3) si s ono in buona pa rte volatilizzati: oltre 1 pe r liquidare Sviluppo Italia (ma lfamata) oltre 1 pe r l’intervento allo stabilimento Albe rgo Palazzo circa 1 per le pe rdite degli anni 2007/8 il Com une non ha più possibilità di spesa e/o di indebitarsi e come conseguenza deve tene re al massim o le tasse la Terme non riesce ad inte rvenire sugli sta bilime nti, che si dice non siano a perfetta norma CONCLUSIONE FINALE: paralisi – danni pe r i cittadini – una rappresentazione scenica a mezzo manifes ti che denuncia il degrado de lla vita politica SIG. SINDACO – SIG. PRESIDENTE SERRA – ENTRAMBI AVETE IL DOVERE DI RICERCARE IL BENE COMUNE, CIOE’ DEI CITTADINI DI S. CESAREA TERME E DELLA PUGLIA INTERA. Pensiamo che basti…..


Economia

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PUGLIA, BOLLENTI SPIRITI: PUBBLICATO IL BANDO 2010 Marco Sponziello

La Regione Puglia ha pubblicato il nuovo bando “Principi Attivi - giovani idee per una Puglia migliore”, l'iniz iativa che finanzia progetti ideati e realizzati da giovani. Il bando resterà aperto fino al prossimo 14 giugno. Dopo lo straordinario successo della prima edizione, la Regione Puglia ha così deciso di rilanciare il progetto che promuove e finanzia la creatività e l'intra-

prendenza giovanile. I fondi disponibili amm ontano a 2.200.000 Euro con i quali, in base all'esperienza de l precedente bando, la Regione Puglia spe ra di pote r finanziare da 90 a 100 progetti (ovviamente dipende rà dal contributo richies to da ogni singolo progetto). Possono presenta re progetti cittadini italiani e s tranie ri residenti in Puglia, di

età compresa tra i 18 e i 32 anni (nati a partire dal 1 gennaio 1977), organizzati in gruppi di lavoro informali com posti da un minim o di 2 pers one. Il contributo massimo erogabile è pari a 25.000 euro e si disporrà di un anno di tem po pe r realizzare le attività proposte. I vincitori della prima edizione non possono pa rtecipare al bando. Per maggiori www.studiosponziello.it

Sport DUE PALI E TANTA SFORTUNA, SOLO UN PUNTO A MUGNANO Il Casarano domina la gara in casa del Neapolis ma non va oltre lo 0 a 0. Domenica al Capozza contro il Francavilla per accorciare sul Pianura. Carlo Pasca Il Casarano torna da Mugnano con un pareggio ma con la certezza di aver vinto ai punti la partita in casa de lla prima della classe. Lo zero a zero contro il Neapolis lascia l’amaro in bocca ai ross oazzurri, più volte vicini alla rete del vantaggio e fermati solo da i legni e dalla sfortuna. Basti pensare che il primo e unico tiro in porta dei padroni di casa è giunto al minuto trentacinque del secondo tempo…Il Neapolis non ha retto il confronto a centrocampo, regno de lla coppia Bonaffini Cenciare lli, con l’unde r diventato ormai uno dei tasselli dai quali Bianchetti non può più prescindere. Il neomaggiorenne (ha compito diciotto anni proprio me rcoledì 3 c.m.) dimostra giornata dopo giornata progress i notevoli, aumenta la padronanza di un ruolo a lui nuovo e si rafforza la spe ranza di avere davanti a noi un ragazzo dal futuro ricco di s oddisfazioni. Il siciliano Bonaffini, il faro di questo Casarano, ha disputato un’altra sontuosa partita, per poco non arricchita da un gol allo scade re de l primo tem po.

L’incrocio dei pali ha fe rmato la conclusione de l ce ntrocampis ta rossoazzurro e ha strozzato l’urlo in gola ai tifos i della Virtus. E’ stata l’ultima occasione del primo tempo, ma nella ripresa il tema non è cambiato, con il Casarano padrone assoluto del gioco e il Neapolis chiuso nella propria metà campo a respingerne gli attacchi e a sperare nel controAlessandro Aragao piede. A metà ripresa il solito Bonaffini invita ne llo spazio D’Anna che dal fondo serve in area Aragao che scarica a rete ma colpis ce il palo interno e il pallone s i perde sul fondo dopo una “passeggiata” beffarda sulla linea di porta. Ma la sfortuna non ha ancora smesso di divertirsi e d ecco che a l minuto 94 Contino, lanciato in profondità dall’immenso Bonaffini, entra in area, resiste a d una

carica, dribbla il portie re e da pos izione defilata colpisce male il pallone e l’occasione sciupa, con Cenciarelli solo al centro. Peccato, un’occasione persa per accorciare la classifica e pe r fa r tremare un po’ sia il Neapolis che il Pianura, solo al vertice della graduatoria, grazie a lla vittoria sul Francavilla Fontana. E domenica si ritorna in campo con sfide di altissimo livello: Benevento – Pianura, Casertana – Neapolis e Casarano – Francavilla sul Sinni. I rossoazzurri possono sfrutta re il fattore campo, ma devono rinunciare agli squalifica ti Crinò e Bonaffini, fermati per due giorna te dal Giudice Sportivo. Rientra invece Palma, assente pe r s qualifica a Mugnano. Il campionato sta entrando ne lla fase calda, dove i punti sono più pesanti e le squadre impelagate nei bassifondi vendono la pelle a carissimo prezzo. Ci sono ancora otto punti da recuperare sulla capolista Pianura: una m issione difficile, ma non imposs ibile.

QUATTRO LAMPI PIU’ DUE BOLIDI PER IL TRICASE Donato Nuzzaci Con l’affermazione di domenica al San Vito diventano quattro le vittorie consecutive del Tricase (dopo quelle con Soglia no, Manduria e Lucera), che sem bra aver cambiato decisamente il ritmo e l’impostazione de l proprio gioco e de lle proprie inte nzioni. Non sembra più la squadra impacciata di inizio campionato e nemmeno que lla schiz ofrenica vista a fine 2009 quando a stenti rius civa a racimolare risultati utili e s confitte pesanti. L’ingresso in s ocietà di mis ter Totò Ciullo ha rivoluzionato le carte e il morale dei giocatori, che anche domenica si sono spesi per tutto l’incontro con grinta e caratte re, soffrendo an-

che un po’ gli assalti del Locorotondo. Il gol della vittoria è arrivato a fine primo tem po, grazie ad un’ottima invettiva di Striano sulla fascia s inis tra dove, dopo essersi bevuto un paio di avversari, si è presentato davanti a Di Vincenzo e lo ha trafitto con un pote nte diagonale basso. Vantaggio meritato, curva loca le in visibilio e il presidente tricasino Michele Dell’Abate arrampica to sulla rete este rna dello stadio a festeggiare con i tifosi l’ennesima impresa e con essa la scalata vers o la salvezza. L’Atletico Corato ora è un punto dietro: prossim o obie ttivo della classifica il Bisceglie e poi sotto col Sogliano.


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DICICRUCI di S. Laraia Orizzontali 1. In TV, il " Vate" di "Anno zero"; 13. La razza prediletta dai nazisti; 14. Lo è la lotta tra forze non omogenee; 15. Antichi arnesi per sgrossare il legno; 16. Pancia prominente; 18. Non lo è diventata la "Protezione Civile Italiana"; 20. Esclamazione che inframmezza l'esibizione dell'acrobata; 21. Il fondatore di Troia; 23. Fan d'oca bocca; 24. Delimitano l'Era; 26. Casa editrice di una prestigiosa Enciclopedia; 29. La Marcuzzi del G.F.; 32. Turista "nel paese delle meraviglie"; 33. E' preda dello chat; 35. Il colpo di pistola che si ode prima di una corsa su pista; 36. Poco..nitido; 37. Gioco con tre mazzi di carte francesi; 38. ...e quali, per indicare assoluta uguaglianza; 39. Nè tue nè sue; 41. Parte centrale del lume; 42. Si contrappone ad off; 44. Simbolo chimico del sodio; 45. Ballo di origine sudamericana; 48. Nei siti web, una variante del com; 49. Raganella arborea; 51. In senegalese, " Albero di mille anni"; 52. Particella negativa; 53. Poco decente; 54. Esente, immune; 55. Superiora di un monastero; 59. Io e te; 61. Scopritore di artisti e quant'altro; 63. Organo di volo; 65. Ce l'hanno tori e buoi; 66. Segue il bis; 67. Congiunzione latina; 68. Cogito...sum; 69. Non accalappia balene; 70. Uccello australiano. Verticali 1. La consorte di Louis XVI; 2. Altare pagano; 3. Abbonda sulla bocca degli stolti; 4. Vi si immerge la brioche; 5. Il numero uno inglese; 6. Poco talento; 7. La galassia del sistema solare; 8. Ante Meridiem; 9. Accessorio per moderne autovetture; 10. Romanzo del 1947 di Albert Camus; 11. Si manifesta in scatti furibondi; 12. Ai lati degli orti; 17. Il greco vale 3,14; 19. Storico marchio italiano di automobili; 22. In mezzo al Polo; 23. Caratteristico strumento musicale dell'ameerica latina; 25. Velivolo privo di apparato motopropulsore; 27. Rosa gialla; 28. Ci s'attacca in mancanza di alternative; 30. Breve esempio; 31. Sua Altezza; 34. Produce un latte pregiato; 40. In gergo economico, chi emette un assegno; 41. Il cuore delle penisola italiana; 43. Sanitario..in ceramica; 46. Quello di Colombo è "una gran scoperta"; 47. Il protagonista di " Ti va di ballare" (iniz); 50. Si ottiene bollendo la carne; 51. Tra la A e la D; 54. Il Paulo do Brasil; 55. Sito internet gestito da una o più persone; 56. Vocali che si incontrano in paese; 57. Fornisce informazioni genetiche; 58. E' schiumosa quella lasciata dalle navi; 60. Comune del Capo di Leuca; 62. Ughi, violinista; 64. Modulo spaziale. 1

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Le soluzi oni sul prossimo numero con il nome

Sotto le soluzioni del cruciverba del numero precedente con cui è stata premiata la sig.na Vincenti Grazia

REGOLAMENTO Il primo, che da mercoledì 10.03.2010 dalle ore 9.00, invierà a: redazione@diciamo.it la soluzione del cruciverba, riceverà in premio una ricarica telefonica di 10 € dell’operatore preferito. Non sono ammessi gli stessi vincitori per almeno 3 concorsi consecutivi.

FESTA DELLE DONNE 2010 A tutte le donne che ogni giorno urla no in sile nzio alle donne che dedicano la loro vita alla famiglia e a lla cura degli altri alle donne intrappola te dai preconcetti e dalle ipocrisie

AUGURI

LEGGI E DIFFONDI “DICIAMO” PRESTO saremo oltre i CINQUE MILIONI Lavoro Da Casa Part-time con DHS Club Requisiti richiesti: PC, Internet,stampante a co lori, e-mail

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Diciamo - Il Quindicinale Indipendente  

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