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Nuovi servizi di igiene per Ortigia

IGM

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Conferimento rifiuti ingombranti dalle ore 21

Utilizzate i cassonetti per la raccolta differenziata di: cartone, plastica, vetro, farmaci scaduti e batterie

Siracusa, 26 gennaio 2013

Raccolta imballaggi ore 13-14,30

Raccolta porta a porta entro le ore 9

Per il cane munitevi di paletta e sacchetto

Fondato e diretto da Pino Guastella Redazione - Amministrazione - Pubblicità - Via Re Ierone II°, 96 - Tel./Fax (0931) 1853377 Spedizione in abbonamento annuale gr. II E. 150,00 - Semestrale E. 75,00 E-mail: diariodoc@virgilio.it

ANNO XXX - N. 4 - Euro 1,55

Inaspettata decisione della Corte d’Appello che soltanto alla prossima udienza stabilirà se ammettere come testimoni a discolpa Domenico Curcio, Francesco Fiorentino e Daniele Cassia tutti chiamati in causa dal pentito Giuseppe Curcio, tra gli accusatori di Elio Lavore, Attilio Pandolfino, Luca Lopes e Andrea Cassia

Terra Bruciata, processo di appello rinviato al 24 marzo A sorpresa, i giudici della Corte d’Appello, presidente la dottoressa Tafuri, hanno comunicato il rinvio al prossimlo mese di marzo del processo che vede sul banco degli imputati Elio Lavore, Attilio Pandolfino, Andrea Cassia e Luca Lopes. Il lungo stop deciso dalla Corte d’Appello, ha lasciato stupefatti i difensori degli appellanti i quali non si aspettavano il rinvio del processo ma, anzi, un’accelerazione, visto che sono stati esaminati e controesaminati i collaboratori di giustizia dell’uktima ora, ossia gli ergastolani Antonio Tarascio e Dario Troni e il fondatore del clan della Borgata, Giuseppe Curcio. Gli avvocati Luca Blasi, Pasquale Sataceno, Sebastiano Troia e Matilde Lipari, rispettivamente difensori di Elio Lavore, Attilio Pandolfino, Luca Lopes e Andrea Cassia, hanno avuto appena il tempo di presentare la lista dei testimoni di riferimento ma non sanno neanche se la Corte li ammetterà oppure no, visto che il presidente Tafuri ha comunicato il rinvio del processo alla data del 24 marzo prossimo. I quattro pena(Segue in ultima)

Domenico Curcio, Daniele Cassia e Francesco Fiorentino

Operazione “Oro Blu”. Per l’assenza del giudice Patricia Di Marco, ancora in congedo per maternità, è stata rinviata al 3 luglio prossimo l’udienza preliminare a carico dell’ex Sottosegretario di Stato e dell’ex amministratore della Sogeas, accusati di tentata estorsione

Il Gup non c’è, nulla di fatto per l’onorevole Foti e l’ingegnere Marotta

Nulla di fatto per l’ex Sottosegretario di Stato Luigi Foti e l’ingegnere Giuseppe Marotta, per i quali i Pubblici Ministeri Marco Bisogni e Delia Boschetto hanno chiesto il rinvio a giudizio. L’udienza preliminare, fissata per la giornata di mercoledì 23 gennaio scorso, non è stata nemmeno iniziata per l’assenza del Giudice dell’udienza preliminare Patricia Di Marco, tuttora in congedo per maternità. La nuova udienza preliminare è stata fissata per il 3 luglio prossimo. Coinvolti nell’operazione denominata “Oro Blu”, effettuata dai Carabinieri del comando provinciale di Siracusa, siedono adesso sul banco degli imputati l’ex sottosegretario di Stato, onorevole Luigi Foti e l’ex Amministratore Unico della Sogeas, ingegnere Giuseppe Marotta, che sono chiamati a difendersi dall’accusa di tentata estorsione ai danni degli attuali amministratori di Sai8, la società che gestisce il servizio di erogazione dell’acqua. All’udienza del 3 luglio prossimo, il Gup Patrizia De Marco, che ha ricevuto il fascicolo dal collega d’ufficio Michele Consiglio, il quale si è astenuto per incompatibilità ambientale poichè dalle intercettazioni emergono delle conversazioni tra suo padre, onorevole Nino Consiglio (Segue in ultima)

L’onorevole Gino Foti e l’ingegnere Giuseppe Marotta

L’Unci a Palermo e l’Assostampa a Siracusa rendono omaggio al giornalista ucciso il 26 gennaio del 1979 dalla mafia

Mario Francese un cronista di razza, attento e scrupoloso

Oggi, sabato 26 gennaio, ricorre l’anniversario dell’assassinio del giornalista Mario Francese. L’Unci-Unione nazionale cronisti italiani -Gruppo siciliano - organizza la cerimonia che si svolgerà alle ore 9 davanti alla lapide che ricorda l’agguato, in viale Campania, a Palermo. Saranno presenti i familiari del cronista assassinato, la vedova Maria assieme ai figli Giulio, Massimo e Fabio. “I cronisti italiani - dichiarano il presidente nazionale dell’Unci, Guido Columba, ed il presidente dei cronisti siciliani, Leone Zingales - ricordano Mario Francese, giornalista attento, scrupoloso, coraggioso. Francese era un cronista di razza che svolgeva il suo lavoro con passione, con la “schiena dritta”, senza guardare in faccia a nessuno. La sua figura sia da esempio per i giovani

cronisti e le giovani generazioni in generale”. Mario Francese, cronista di “giudiziaria” e di “nera” del Giornale di Sicilia, fu ucciso la sera del 26 gennaio 1979 mentre rincasava. I killer mafiosi del clan dei “corleonesi” lo attendevano in viale Campania. Fu ucciso a colpi di pistola dopo che aveva posteggiato la sua automobile e si apprestava a raggiungere il portone del palazzo in cui abitava. Negli anni ‘90, grazie anche al lavoro di ricerca svolto dal più piccolo dei suoi quattro figli, Giuseppe (morto suicida successivamente), i magistrati della Procura di Palermo ricostruirono tutta la vicenda. Anche a Siracusa sarà commemorato il collega Mario Francese. In occasione dell’anniversario del brutale assassinio per mano della mafia di Mario Francese, il croni(Segue in ultima)


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Sabato 26 gennaio 2013

Pasqualino Micca, accusato di tentata estorsione, pretendeva da Cosimo Serra la somma di 5000 euro

Minaccia l’ex socio, rinviato a giudizio Il Gup Michele Consiglio, a conclusione dell’udienza preliminare, svoltasi giovedì 24 gennaio, ha deciso di rinviare a giudizio Pasqualino Micca, 37 anni. Il giovane, difeso dall’avvocato D’Angelo, deve rispondere di fatti accaduti il 12 gennaio del 2011. Mediante minaccia il Micca si rivolgeva alla parte offesa, Cosimo Serra, ex socio del ristorante “Molo del Pescatore”, per ottenere una somma di denaro ed estrometterlo dalla società, nonché rivolgendogli delle gravissime minacce. In particolare il Micca, personaggio noto alle forze dell’ordine, compiva atti idonei e diretti in modo non equivoco ad imporre a Serra la consegna di 5.000 euro e la rinuncia alla liquidazione della sua quota da lui corrisposta al momento della costituzione della società. La tentata estorsione posta in essere dal Micca non andava a buon fine per la reazione della parte offesa che, per nulla intimorita dalle minacce proferite dal suo ex socio, il 13 gennaio 2011 presentava una denuncia a suo carico affinchè la magistratura lo perseguisse penalmente. “Non devi più metter piede nel locale – diceva Micca a Serra – mi devi portare subito 5.000 euro come indennizzo del pesce che ho portato al ristorante. O me li porti subito o ti vengo a cercare ovunque ti trovi; se sei a casa vengo lì sotto e ti prendo a calci in culo a te e tua moglie, così mi fai vedere come mi dai gli schiaffi. E non cercare soldi – continua Micca secondo l’accusa – per la tua parte societaria, tanto non te ne do”. Inoltre, Pasqualino Micca, al fine di garantirsi l’impunità per quelle minacce perpetrate al suo ex socio, lo

Avrebbero commesso numerosi furti

Noto, denunciata dai Cc una banda di giovani ladri

Una serie di furti avvenuti lo scorso 10 gennaio era rimasta insoluta. La svolta odierna dei Carabinieri della Compagnia di Noto ha determinato la segnalazione all’autorità giudiziaria di tre soggetti facenti parte d’un gruppo. Questi avrebbero agito nella notte del 10 gennaio in alcuni furti a tentati furti aventi come obiettivo delle attività commerciali di Noto, ubicate in corso Vittorio Emanuele. I primi due responsabili dei reati, S.G. 19enne di Noto e G.N. 18enne di Noto (a cui si aggiunge un 16enne), erano già noti poiché precedentemente denunciati per una rapina in abitazione commessa a fine settembre. Solo il diciannovenne S.G. era stato segnalato ad inizio ottobre pure per ricettazione. Secondo le ricostruzioni dei militari dell’Arma ottenute attraverso le indagini, la banda, pur di colpire gli obiettivi voluti, avrebbe anche superato la tradizionale divisione esistente tra i giovani locali e quelli appartenenti alla comunità dei caminanti non disdegnando, in quest’occasione, la collaborazione di uno degli stessi. F.G.

Direttore Responsabile PINO GUASTELLA Registrazione del Tribunale di Siracusa N. 1 del 26.6.1989 Pubblicità inferiore al 70% Redazione Tel./Fax 0931/1853377 3382772409 MEDITERRANEO Tipografia - Editrice via Montegrappa, 159 96100 Siracusa

Pasqualino Micca

continuava a minacciare: “Se hai fatto denuncia vedi di ritirarla altrimenti non ci sarà posto al mondo dove poterti nascondere”. Pasqualino Micca ha, tra l’altro, cercato di impaurire il Serra minacciandolo di gravi ritorsioni nel caso in cui non si fosse deciso a ritirare la denuncia presentata nei suoi confronti dall’ex socio. Ma anche le minacce rivolte a Cosimo Serra, difeso dall’avvocato Loredana Timpanaro, non hanno ottenuto l’effetto sperato e il Micca si è ritrovato al punto di partenza, cioè con un pugno di mosche in mano. Tra l’altro, coinvolto nell’estate scorsa nell’operazione antidroga denominata “Itaca”, il Micca è finito per l’ennesima volta in carcere da dove è uscito agli inizi del mese di agosto 2012 grazie alla scelta fatta da uno dei giudici componenti del Tribunale del Riesame di non ritenere sussistenti i gravi indizi di reità in relazione all’ipotesi accusatoria di associazione a delinquere finalizzata al traffico degli stupefacenti, ordinando quindi la scarcerazione dello stesso Micca e degli altri presunti appartenenti al suo gruppo. Quella detenzione, seppur di breve durata, fece crollare le quotazioni del ristorante tant’è vero che, appena ritornato in libertà, il Micca prese la decisione di chiudere il “Molo del Pescatore”, che a settembre dello scorso anno ha cessato di vivere. Il Gup Michele Consiglio, ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza a carico di Pasqualino Micca, ha accolto la conforme richiesta del Pubblico Ministero Marco Bisogni e lo ha rinviato a giudizio. F.G.

Vincenzo Scala, dopo un breve inseguimento, è stato arrestato

Portopalo, assalta la Lottomatica Portopalo. Deve rispondere alla giustizia del reato di furto aggravato un ventisettenne di Portopalo Di Capopassero. Vincenzo Scala, questo il suo nome, non solo è accusato d’aver commesso il reato in questione all’interno d’una sala da gioco del suo paese d’origine ma anche del reato di resistenza a pubblico ufficiale. Era la notte fra lunedì e martedì quando una segnalazione arrivava da una ricevitoria “Lottomatica”. Un allarme segnalava la violazione del negozio. Nell’esercizio commerciale di via Garibaldi qualcuno era entrato e sempre quel qualcuno, all’arrivo della pattuglia, se la stava dando a gambe. L’individuo era riuscito ad entrare nella ricevitoria, le porte erano infatti aperte, e stava tentando ovviamente di fuggire via vedendo i poliziotti di fronte a lui. I due operatori di Polizia intervenuti non potevano far altro che mettersi all’inseguimento del ladro. Una corsa frenetica a perdi fiato che accomunava guardie e ladro anche se con ovvi fini diversi. Il ladro doveva far di tutto per non farsi ammanettare, al contrario la corsa della Polizia aveva il fine di beccare il fuggitivo. Mentre Vincenzo Scala s’allontanava, a mano a mano si liberava del bottino arraffato consistente in 19 schede BT per scommesse, un telefono samsung, un coltello multiuso, chiavi di slot machines, monete, banconote e una batteria da portatile. Ma quella corsa verso la salvezza dalle manette vedeva vittoriose le forze dell’ordine che riuscivano a bloccare il presunto ladro traendolo in arresto. F.G.

Vincenzo Scala


Sabato 26 gennaio 2013

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Gli agenti della Squadra Mobile hanno arrestato due catanesi poichè sospettati di essere spacciatori di droga

Nello slip nascondeva 82 grammi di cocaina

Un semplice controllo di routine, finalizzato al contrasto del consumo e dello spaccio di droga, ha permesso alla Polizia di Stato di beccare due presunti pusher. A finire nella maglie della giustizia sono stati Emanuele Di Cesare, 24 anni e Salvatore Bonaccorsi, 21 anni. I due giovani, entrambi catanesi, sono accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Il fermo dei due giovani avveniva a seguito d’un controllo da parte degli agenti della Squadra Mobile nell’ambito di un servizio programmato contro il fenomeno dello spaccio degli stupefacenti. Una volta avuto intimato l’alt i due giovani arrivati poco prima da Catania sono stati sottoposti a perquisizione. Quella verifica ben accurata non tardava a far saltare fuori qualcosa d’illecito che avrebbe inchiodato i catanesi. In particolare, perquisendo Di Cesare, il personale operante gli trovava della droga. Quest’ultima era perfettamente occultata all’interno dei suoi slip. Un involucro con 82 grammi circa di polvere bianca che l’uomo aveva con sé. Un nascondiglio certamente “intimo” ma che non poteva sfuggire alle forze dell’ordine che ben conoscono tutte le tecniche dei malviventi per farla franca. I due catanesi sono stati quindi condotti negli uffici della Squadra Mobile, dove sono stati registrati e poi dichiarati in stato di arresto. Sia Emanuele Di Cesare che Salvatore Bonaccorsi sono stati poi denunciati all’Autorità Giudiziaria per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini proseguono per accertare se i due catanesi fossero degli abituè nell’attività di trasporto di droga nel capoluogo aretuseo o se viceversa la loro missione fosse casuale. F.G.

Emanuele Di Cesare e Salvatore Bonaccorsi

La polizia li cattura dopo l’inseguimento

Bloccati quattro ladri di sigarette

Pachino. Sono tre le persone arrestate dagli agenti del Commissariato di Pachino, perchè gravemente indiziate del furto commesso ai danni di una rivendita di tabacchi di Rosolini. A finire nella rete delle forze dell’ordine sono stati: Giuseppe Spataro, 57 anni; Eliseo Antona, 24 anni; Corrado Caruso, 37 anni; un minore di 14 anni. I tre maggiorenni e il minorenne sono stati fermati dai poliziotti dopo un inseguimento che si è protratto per le vie cittadine e durante il quale non sono mancati momenti di grandissima tensione. Alla fine sono stati i poliziotti ad avere la meglio, che sono riusciti a catturare i ladri di sigarette. Nell’esercizio commerciale di Rosolini, insomma, i furfanti avrebbero “fatto man bassa” delle bionde per poi aver l’intenzione di scappare via con il loro bottino. Una prospettiva sul momento fattibile e messa in atto ma che, ahiloro, aveva i minuti contati. Non passava tanto tempo, infatti, affinchè gli agenti li beccassero dopo un inseguimento in cui i ladri non volevano di certo dar la meglio alle forze dell’ordine. Ma ogni possibile piano di fuga andava in fumo facendo finire in scacco i quattro malfattori. I tre maggiorenni sono stati posti ai domiciliari mentre il minorenne è stato condotto al Centro di Prima Accoglienza di Catania. F.G.

Giuseppe Spataro, Corrado Caruso e Eliseo Antona

Agostino Ferruccio, tradito dalle impronte delle scarpe che calzava al momento del furto, ha ammesso gli addebiti

Il 27 gennaio all’Open Land

Nella giornata del 22 gennaio è stato eseguito dagli agenti delle Volanti della Questura di Siracusa un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Agostino Giorgio Ferruccio, considerato responsabile d’un furto in villa. Il ventitreenne siracusano, già noto alle forze dell’ordine, è stato individuato grazie ad un’alacre attività investigativa portata avanti dalla Polizia di Stato. Era lo scorso 3 novembre quando qualcuno s’introduceva in una villa ubicata in zona “Isola”. Nessuno in quei momenti aveva disturbato l’opera dei ladri i quali erano riusciti ad agire “tranquillamente” portando via un certo bottino. Facendo ingresso in quell’abitazione Agostino Giorgio Ferruccio, assieme ad un complice minorenne, s’impossessava d’un televisore, due computer, 4 cofanetti portagioie, un flauto in argento e 6 orologi di varie marche. Arraffati gli oggetti i due furfanti andavano via. Da quel momento la denuncia delle vittime del fattaccio faceva partire le investigazioni della Polizia di Stato. Quest’ultima iniziava a scandagliare palmo dopo palmo la villetta dunque le possibili trac-

Il Comitato di Coordinamento Provinciale del Partito Democratico di Siracusa ha il piacere di invitare la S.V. all’iniziativa di apertura della campagna elettorale per le elezioni politiche che si svolgerà domenica 27 gennaio 2013 alle ore 10.00 presso l’Open Land a Siracusa. All’iniziativa intervengono i capilista del Partito Democratico in Sicilia per il Senato della Repubblica e per la Camera dei Deputati Circoscrizione della Sicilia Orientale Corradino Mineo e Flavia Nardelli Piccoli. Partecipano i candidati del Partito Democratico della provincia di Siracusa: Giuseppe Zappulla, Sofia Amoddio, Giovanni Cafeo, Nunzia La Rosa, Carmen Castelluccio, Massimiliano Urciullo, Paolo Randazzo e Giovanna Calvo.

Su decisione del Gip in manette un ladro Il Pd presenta i suoi candidati ce lasciate da quegli ignoti, in quel momento, ladri. Fondamentali nell’arresto dei presunti criminali erano le impronte che gli agenti rilevavano nel terreno antistante la casa. Il prelievo di esse e il confrontarle con quelle dei due ladri permetteva di chiudere il cerchio dando loro un nome e un volto, dunque ricostruire ogni movimento effettuato. Successivamente scattava il blitz a casa di Agostino Agostino Ferruccio Giorgio Ferruccio, dove i poliziotti rinvenivano e sequestravano 2 blocchi motore provento di furto nonché circa 100 semi di cannabis. Al tempo stesso veniva denunciato un giovane diciannovenne per il reato di ricettazione. Francesca Girotti


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Sabato 26 gennaio 2013

I militari della Guardia di Finanza hanno compiuto due operazioni in materia di accise a Floridia e Cassaro

Sequestrati 900 Kg di Gpl e 600 litri di gasolio

Un deposito di bombole non autorizzato e sprovvisto del certificato di prevenzione incendi è stato scoperto a Floridia dai finanzieri del Nucleo Mobile della Compagnia di Siracusa, nel corso di un controllo in materia di accise. All’interno di un capannone di 100 metri quadri erano stoccate bombole contenenti ben 900 chili di Gpl. Il deposito, confinante con abitazioni, costituiva un pericolo per l’incolumità del vicinato, poiché sprovvisto dei sistemi di sicurezza e dell’impianto antincendio. Oltre ai 900 chili di gpl, contenuti in 100 bombole di varia capacità, per uso domestico, nel deposito erano altresì stoccati ulteriori 50 contenitori di gas vuoti, ma non per questo meno pericolosi. Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro ed il proprietario del deposito, un 40enne originario del luogo, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Siracusa per aver omesso di segnalare la detenzione di materie esplodenti o infiammabili. Continuano, inoltre, i controlli sulla detenzione e commercializzazione di carburante, in particolare per quanto riguarda quei prodotti energetici “agevolati”, ovvero con accisa ridotta rispetto a quella ordinaria. Le attività ispettive vengono condotte non solo verso i distributori stradali, verificando la corrispondenza tra il prezzo esposto al pubblico ed il quantitativo erogato, ma anche verso una platea di soggetti che detengono, in condizioni di assoluta legittimi-

tà, prodotto energetico da destinare alle attività agricole, ittiche ovvero anche solo per riscaldamento. Peraltro, nel particolare periodo di crisi economica che stiamo vivendo, alto è il rischio che si aumentino fenomeni di accaparramento, da parte di soggetti non legittimati, di gasolio o benzina “agevolata”. Lo Stato, quindi, rischia di incamerare minor gettito di imposta rispetto a quello previsto o preventivato. I finanzieri della Compagnia di Siracusa hanno individuato nel Comune di Cassaro un soggetto che, all’interno di un cortile di un’abitazione privata, deteneva illecitamente oltre 600 litri di gasolio “agevolato”, utile ad alimentare un impianto di riscaldamento per civile abitazione, in mancanza dei requisiti previsti per essere destinatari di provviste da parte degli organi competenti. Il prodotto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro ed il responsabile deferito alla competente Autorità Giudiziaria. Sono ancora in corso indagini volte ad appurare la reale provenienza del carburante sequestrato ed illegittimamente detenuto. Procurarsi e/o detenere tali prodotti da parte di soggetti non legittimati non solo comporta un minore introito nelle casse dello Stato in termini di accisa, ma anche, in termini indotti, genera un effetto distorsivo nel particolare segmento di mercato, con gravi danni all’economia reale. Tale settore continuerà a restare un target primario tra le attività delle Fiamme Gialle in tutta la Provincia.

All’interno di un furgoncino rinvenuti formaggi e ricotta “alterati”

Priolo, multato un ambulante

Delle specifiche verifiche al mercatino settimanale di Priolo Gargallo hanno condotto gli agenti del locale Commissariato a scoprire delle marce non regolare. In particolare, la Polizia individuava un furgoncino verso il quale scattavano i controlli. Il veicolo in questione, di proprietà d’un ambulante catanese, portava al suo interno dei prodotti lattierocaseari destinati alla vendita. Il mezzo in questione

risultava non esser idoneo al trasporto di alimenti e oltretutto i vari formaggi e quant’altro erano alterati e privi di tracciabilità. Per l’ambulante scattava la sanzione di 258,23 euro e la merce veniva posta sotto sequestro. Nello specifico i prodotti erano: 24 fuscelle di ricotta da gr.500 gr cadauno; 7 forme di formaggio da Kg.1 kg cadauno; 8 forme di formaggio da 2,5 kg cadauno. L’intervento delle

forze dell’ordine ha certamente scongiurato che avvenisse l’acquisto di quei prodotti avariati da parte d’ignari acquirenti. F.G.

Concetta Paolino è stata riconosciuta colpevole di falsa testimonianza Gli agenti lo hanno segnalato alla Prefettura

Condannata ad un anno con la pena sospesa

E’ stata condannata a un anno di reclusione, ma con pena sospesa perché incensurata. La sentenza è stata pronunciata nei confronti della signora Concetta Paolino, 67 anni, accusata di falsa testimonianza. La donna, difesa dall’avvocato Daniela La Runa, deponendo come testimone davanti al Giudice di pace di Noto nella causa promossa da Carmela Lorefice contro Carmela Poidomani e “Milano Assicurazioni”, conclusasi con la dichiarazione di colpa del sinistro da ascrivere per intero alla condotta di Carmela Poidomani, rendeva false affermazioni. “ Mia nipote (Carmela Poidomani) – diceva Concetta Paolino – ha visto me, ha messo la freccia ed ha accostato, subito dopo è stata tamponata dalla “Twingo”. Mia nipote non ha azionato – continuava la signora Paolino – manovra di retromarcia…”. Ma la sua deposizione è stata smentita nel corso del processo e il Giudice di pace ha trasmesso il verbale contenente la dichiarazione mendace all’attenzione del procuratore della Repubblica che ha quindi iscritto la signora Concetta Paolino nel registro degli indagati per il reato di falsa testi-

Priolo. Violenza sessuale su minore

monianza. I fatti avevano luogo a Noto il 18 marzo 2010. F.G.

18enne sorpreso con un grammo di hashish

Nel corso di un controllo del territorio nella zona del Villaggio Miano, effettuato il 18 gennaio scorso, gli agenti delle Volanti, transitando per piazza San Francesco, hanno notato la presenza di un gruppo di giovani che, alla vista dell’auto della Polizia, hanno dato segni di nervosismo. Scesi dall’auto, i poliziotti hanno chiesto i documenti a tutti i ragazzi e durante tale operazione hanno scoperto che tra di essi ce n’era uno che deteneva nelle tasche un grammo di hashish. Il possessore della sostanza stupefacente, un diciottenne, è stato condotto in Questura dove è stato identificato e poi subito dopo rilasciato. Nei suoi confronti è stata disposta la segnalazione alla Prefettura per possesso di modica quantità di droga per uso personale.

Gina La Runza riarrestata dai Carabinieri della stazione di Rosolini

76enne in carcere per espiare 5 anni

Trentaquattrenne evade dai domiciliari

Nel 2007 si macchiò di un grave crimine, compiendo violenza sessuale su un minore. Adesso, a distanza di sei anni dai fatti, Giuseppe Sinatra, 76 anni, è stato arrestato e associato al carcere di Cavadonna per espiare la condanna inflittagli dai giudici perchè riconosciuto colpevole dell'infamante reato. Il Sinatra deve espiare in carcere la pena di cinque anni di reclusione. Il suo arresto è stato ordinato dai magistrati della Procura della Repubblica di Siracusa, in quanto è divenuta esecutiva la sentenza di condanna. Ad eseguire l'ordine di carcerazione emesso contro l'anziano "orco" sono stati gli agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Priolo. La permanenza nella Casa circondariale di Siracusa è provvisoria. L'anziano priolese, dovendo espiare una lunga pena detentiva, a breve verrà trasferito in una Casa di reclusione.

Rosolini. Non verrà rinchiusa in un carcere di Catania, ma Gina Runza stata nuovamente accompagnata presso la sua abitazione. La donna, 34 anni, originaria di Rosolini, è stata arrestata dai Carabinieri della locale Stazione in flagranza di reato per evasione. Gina Runza, già nota agli schedari giudiziari per reati contro il patrimonio e la normativa sugli stupefacenti, ha violato le prescrizioni previste dal Codice per le persone sottoposte alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Com’è facile capire la trentaquattrenne è stata sorpresa dai militari dell’Arma fuori dalla sua casa. Essendo stata sottoposta a tale misura cuastodiale Gina Runza doveva star dentro la propria abitazione e non uscire assolutamente dal domicilio, e ancor peggo andarsene a passeggio. Una volta beccata fuori dalla sua abitazione, la Runza ha corso il rischio di essere tradotta a Catania, dove ci sono degli istituti di detenzione riservate anche alle donne ma, per sua fortuna, il Pubblico Ministero di turno alla Procura ha deciso di rispedirla di nuovo ai domiciliari. F.G.

Gina Runza


Sabato 26 gennaio 2013

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All’età di 77 anni si è spento il presidente onorario di Isab-Erg, la raffineria da lui fatta costruire tra Siracusa e Priolo negli anni Settanta

Addio al Cavaliere del Lavoro Riccardo Garrone Il petrolio e il pallone, la cultura, la scienza. Per ricordare Riccardo Garrone e tratteggiarne il profilo di imprenditore bisogna inserirlo in tutti questi mondi. Affari e passione. Il bene di Genova. Ma aveva a cuore anche Siracusa, perchè a pochi chilometri di distanza dalla città che ha dato i natali ad Archimede, aveva fatto costruire l’Isab, la raffineria che Genova non volle e la Sicilia sì. Il suo approccio con la Sicilia non fu idilliaco ma fu caratterizzato dallo scandalo delle tangenti pagate a politici, partiti, giornali e funzionari della Pubblica Amministrazione. Garrone subì anche un processo per corruzione e fu condannato quanto meno in primo grado. Condanna poi caduta in prescrizione. E dimenticata anche da quanti hanno avversato la nascita della raffineria. In Sicilia è sempre ritornato e ha continuato a investire ma poi, quando ha lasciato il testimone al figlio Edoardo, tutte le sue attenzioni le ha rivolte su Genova e sulla Sampdoria. Il Cavaliere del Lavoro Garrone continuava a progettare, anche in questi mesi, nonostante fosse minato dalla malattia. Lo stadio nuovo per la sua Samp e ‘Wow’ per divulgare la scienza che cominciava a muovere i primi passi. Garrone avrebbe compiuto 77 anni il 23 gennaio. Aveva conseguito la maturità classica al liceo D’Oria e, nel 1961, si era laureato in Chimica Industriale all’Università di Genova. Nel giugno 2005 gli è stata conferita dall’Università di Genova la Laurea honoris causa in Ingegneria Chimica. La Erg, azienda di famiglia, ereditata dal padre, l’haguidata facendola diventare grande, fino a passarla al figlio Edoardo, il maggiore dei sei figli, proprio come ha fatto per la Sampdoria, acquistata nel 2002 dopo aver capito che chi stava trattando l’acquisto non aveva buo-

Riccardo Garrone ne intenzioni. E si innamorò di questa creatura con cui ha bussato alla Champions con i preliminari del 2010 ed è caduto in B nel 2011. Aveva a cuore Genova a tutto tondo: immagine, cultura, sport, industria, ed erano tutti argomenti di cui era solito parlare con il governatore Pd Claudio Burlando, dimostrando attenzione a una sinistra moderata. Già, l’amicizia con Burlando, compagno di partite a carte: lo

scopone, il tresette, giocati anche con l’amico imprenditore Aldo Spinelli, presidente del Livorno. Ha guidato il Banco di San Giorgio, la Fondazione Garrone, è stato presidente di Confindustria Genova per due volte dal 1983 al 1986 e dal 1998 al 2000; nel 1991 ha contribuito alla ricostruzione del Carlo Felice. Nel 2002 è stato nominato presidente di Mus-e Italia. In politica si era impegnato con il Pri. Generoso, ma deciso. Come dimostra la sua storia con Antonio Cassano, il giocatore riportato in Italia dal Real Madrid, amato e coccolato, protetto. Ma ‘tagliatò senza tentennamenti dopo gli insulti ricevuti. “Per me era come un figlio, diceva”. “Ci ha lasciato una parte importante di noi”, ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ricordando Riccardo Garrone nel corso della riunione del direttivo di viale dell’Astronomia. “Riccardo era un uomo e un imprenditore da cui possiamo solo prendere esempio”. Il figlio Edoardo, impegnato accanto a Squinzi nella squadra di presidenza di Confindustria, “può esserne fiero. Noi - ha aggiunto il leader degli industriali - possiamo solo continuare a lavorare per rispettare quei valori che hanno contraddistinto la sua vita e la sua storia di imprenditore e che hanno fatto grande il nostro Paese”. Per Riccardo Garrone, c’è anche il cordoglio della comunità islamica. “Riconoscendo le sue qualità di uomo e di manager, ricordiamo la saggezza e gli ottimi rapporti intrattenuti con la nostra comunità, esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia Garrone e a tutti i parenti”. A esprimere il cordoglio a nome della comunità islamica genovese è l’ ambasciatore Alfredo Maiolese, presidente della European Muslims League. A.C.

Il mondo del calcio ricorda Riccardo Garrone, presidente della Sampdoria

Maurizio Beretta: “Una grave perdita per l’Italia” Nel mondo dello sport e in particolar modo del calcio la morte di Riccardo Garrone, presidente della Sampdoria, ha provocato lacrime e dolore. “È una grave perdita per il nostro Paese”. Così il presidente della Lega di serie A Maurizio Beretta ha commentato la scomparsa del presidente della Sampdoria Riccardo Garrone, ricordandone il ruolo nel mondo dell’economia e dello sport. “Sono molto addolorato ha spiegato Beretta -. Ho avuto la fortuna di conoscere da vicino Riccardo Garrone dagli anni ‘80, quando lavoravo per Confindustria. Senza retorica, devo dire che è una perdita per il nostro Paese. Riccardo Garrone ha avuto intuizioni importanti e molto positive per l’economia dell’Italia, ha creato occupazione nel Nord e nel Mezzogiorno. Inoltre era una persona sempre animata da grandissima passione civile, come ha dimostrato nel suo impegno sociale”. Beretta ha poi voluto sottolineare che Garrone “è stato anche un grande uomo di sport che ha portato nel mondo del calcio uno stile e un modo attendo di vivere la passione sportiva”. Addolorati pure i tifosi della Samdoria. E anche di altre squadre. “Presidente, facci il favore: seguici anche dal terzo anello”. Ci sono lacrime sul web per Riccardo Garrone. I tifosi blucerchiati ma anche supporter del Napoli, della Roma e

Riccardo Garrone del Milan, persino qualche genoano, scrivono sui siti del dolore per la morte del presidente blucerchiato. “Grande Duccio (il soprannome di Riccardo) ci hai portato in alto

La Trogylos ricorda il presidente Riccardo Garrone

e ti sarò sempre grato” ma anche “Ciao Presidente. Salutami Paolo (Mantovani, ndr) e seguici anche dal terzo anello” e “Abbiamo gioito con te, ci siamo irritati con te ma nel momento dell’addio ti diciamo solo grazie gentiluomo di antico stampo”. Un tifoso della Roma: “vi ha salvato dal fallimento. Auguro alla Samp di fare sempre bene” e anche “Grazie presidente per tutto quello che hai fatto per noi”. I tifosi non dimenticheranno Riccardo Garrone: “Grazie, per tutte le esultanze e per tutte le lacrime. Sei stato parte di una splendida storia. E probabilmente, non fossi arrivato tu, chissà se esisterebbe ancora la Sampdoria, chissà se ci saremmo tutti noi”. l ricordo di Riccardo Garrone è univoco, anche in una città spaccata in due dalla fede calcistica. Non a caso oggi sono a lutto anche le bandiere del Genoa. Per tutti, Riccardo Garrone era “un uomo buono, un benefattore”, come lo ricordano i cittadini di Grondona, paese natale di ‘Ducciò. Un uomo speciale, dice il presidente del Napoli De Laurentiis, “una persona colta e intelligente” per il presidente della giunta regionale Claudio Burlando, “una persona magica” ricorda l’ex ds Pasquale Sensibile. “Mi dispiace”, ha commentato il presidente del Genoa, Enrico Preziosi.

In un istituto alberghiero di Avola

Coppa: “Lo ammiravo per il suo stile” Muore a 15 anni durante l’ora di ginnastica La società G.S. Trogylos Priolo si unisce al cordoglio e manifesta la propria vicinanza alla famiglia del Presidente Riccardo Garrone, scomparso a Genova all’età di 76 anni. Da sempre appassionato di sport, Garrone ha manifestato nel corso degli anni la propria vicinanza al territorio siracusano e alle diverse realtà sportive contribuendone attivamente alla crescita e all’affermazione in campo nazionale ed internazionale. ”Ho conosciuto il presidente Riccardo Garrone, - ricorda con emozione il tecnico Santino Coppa – quando, negli anni passati, il gruppo Erg festeggiava il Natale al Palazzetto dello Sport di Priolo. In quell’occasione ha sempre avuto parole di elogio per la mia attività e di sprone a fare sempre meglio per portare avanti la realtà del basket priolese. Il suo apprezzamento, - continua Coppa – ha rappresentato per me motivo di orgoglio, rafforzando il senso di responsabilità che da sempre provo nei confronti del mio lavoro. Ho particolarmente apprezzato lo stile con il quale il presidente Garrone ha affrontato e gestito situazioni di particolare tensione come recentemente accaduto nel caso Cassano. Uno stile unico che lo ha sempre contraddistinto alla guida della Sampdoria e nella sua vita di

Riccardo Garrone uomo d’affari e sportivo. Sono certo, - conclude Coppa – che la presenza della famiglia Garrone sul nostro territorio, nel nome del compianto presidente, rinnoverà il proprio impegno a sostegno dello sport siracusano e di tutte quelle realtà che meritano di essere valorizzate per le loro potenzialità”.

Si e’ sentito male durante l’ora di educazione fisica e poco dopo il suo cuore ha smesso di battere. La vittima e’ un ragazzo di 15 anni di Noto. E’ accaduto stamane all’istituto alberghiero Enrico Mattei di Avola, centro a circa 25 chilometri da Siracusa. I tentativi immediati di insegnanti, assistenti e compagni di classe di rianimarlo non hanno avuto effetto, così come la disperata corsa in autoambulanza verso il pronto soccorso dell’ospedale Di Maria e’ risultata vana.


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Sabato 26 gennaio 2013

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Un nuovo episodio di intolleranza si è verificato il 24 gennaio in un reparto della Casa circondariale di Cavadonna. Solidarietà di Maurizio Sigari, vice segretario del sindacato Fsa/Cnpp, ai colleghi malmenati

Detenuto aggredisce due agenti penitenziari A distanza di pochi giorni dall’aggressione operata da un detenuto extracomunitario culminata con il ferimento di tre agenti di Polizia penitenziaria, tra cui un ispettore contro il quale l’esagitato straniero aveva scagliato un tavolo, all’interno della Casa circondariale di Cavadonna il 24 gennaio scorso si è verificato un ulteriore episodio di violenza ai danni dei poliziotti penitenziari. Ancora una volta il malcontento per il sovraffollamento e le condizioni di vita disagiate che si vivono all’interno delle carceri ha spinto un detenuto, di cui non è data conoscere la nazionalità, a compiere atti di violenza contro il personale addetto alla loro vigilanza. Da quanto segnala Maurizio Sigari, vice segretario provinciale della Fsa/Cnpp, sindacato rappresentativo della Polizia penitenziaria, artefice in negativo dell’ennesimo episodio di insofferenza verso gli agenti della Polizia penitenziaria è stato un detenuto che prima ha colpito alla fronte con un pugno l’’agente di reparto, mentre questi tentava di farlo rientrare in cella e successivamente, per cause ancora d’accertare, si è scagliato contro un altro agente intervenuto per dare aiutare il suo collega. L’energumeno è stato poi ridotto all’impotenza dagli altri agenti accorsi nel reparto in cui si è verificata l’aggressione dei due poliziotti penitenziari. Nel denunciare l’ennesima aggressione operata dai detenuti contro i poliziotti penitenziari il vice segretario provinciale della Fsa/Cnpp Maurizio Sigari rimarca “che la difficile condizione del sovraffollamento e la carenza di organico induce il personale a pensare di es-

La Casa circondariale di Cavadonna sere abbandonato a se stesso”. colleghi aggrediti, si augura che l’Amministrazione PeSigari, nell’esprimere solidarietà nei confronti dei nitenziaria quanto prima adotti i dovuti provvedimenti.

Accorato appello della madre, della moglie e della sorella del comandante del motopesca “Fatima II” di cui non si hanno più notizie da oltre sei mesi. La famiglia ha aperto un conto corrente per ricevere eventuali contributi dai siracusani

“Diteci cosa hanno fatto a Gianluca”

“Cosa è successo a Gianluca, cosa gli hanno fatto? Vogliamo la verità. Abbiamo diritto alla verità”. E’ il drammatico appello che i familiari di Gianluca Bianca lanciano attraverso le pagine di Live Sicilia. Sono ormai trascorsi due mesi dall’ultimo contatto ed è calato il silenzio sul giovane comandante del Fatima II. Inghiottito dal mare, sembrerebbe, al termine di un ammutinamento a bordo. La cronaca del mistero Ripercorriamo le tappe della vicenda. Quelle finora ricostruite dagli investigatori italiani. Il Fatima II è un peschereccio della marineria siracusana di Porto Palo di Capo Passero. A bordo, oltre al trentacinquenne comandante, ci sono tre siracusani, due egiziani e un tunisino. La barca è in navigazione tra le coste della Grecia e quelle egiziane nella notte tra il 12 ed il 13 luglio. Poi, l’ammutinamento. Almeno così raccontano i tre marittimi siciliani soccorsi, all’indomani, a bordo di due zattere da un mercantile. Costretti a salire a bordo delle imbarcazioni di salvataggio hanno lanciato un sos con i telefoni cellulari. Il 21 luglio il peschereccio viene avvistato a largo delle coste egiziane e trainato nel porto di Rashid, a 65 chilometri da Alessandria di Egitto. A bordo non c’è più traccia di Bianca e dei nordafricani. Poche ore dopo la polizia locale individua i due egiziani. Quale sia stata la loro ricostruzione resta un giallo per le autorità italiane. Il disperato appello dei parenti Sono ormai trascorsi due mesi. Il silenzio delle autorità egiziane è assordante. Il grido di aiuto di Marcello Bianca e Antonina Moscuzza, genitori di Gianluca, è strozzato dall’angoscia. I riflettori dei media sulla vicenda del Fatima II sono quasi spenti. La sorella di Gianluca, Anna. “Mio fratello è appassionato del mare. Le famiglie di mia madre e mio padre da generazioni lavorano in mare - scrive Anna - di conseguenza anche Gianluca ha voluto intraprendere questo mestiere”. Poi ricostruisce gli ultimi contatti con il fratello: “Gianluca è uscito il 10 luglio dal porto di Siracusa. La sera del 12 ha chiamato sua moglie Monica per informarla che a bordo andava tutto bene”. All’indomani suona il primo campanello d’allarme: “Il 13 luglio ha chiamato la Barca Mariella. Era molto contento perchè il pescato era stato ottimo, ma poco prima a bordo c’era stata una lite tra un italiano ed un egiziano. Ha detto che se la lite andava ad degenerare lui faceva rientro a Siracusa. Da quando è terminata la chiamata comincia la mia disperazione, perché non abbiamo più notizie di mio fratello”. Notizie che giungono due giorni dopo dalla voce di uno dei marinai siracusani: “In Capitaneria di Porto è arrivata una chiamata. Si diceva che sul motopeschereccio c’era stato un ammutinamento e che il comandante era stato ucciso e gettato nelle acque internazionali (Grecia-Bengasi) e che loro erano stati messi dentro due zattere in cui una era provvista di cibo, bevande e medicinali, e nell’altra c’erano i 3 marittimi siracusani con i loro cellulari che

poi sono stati tratti in salvo da una nave mercantile”. Poi, il silenzio: “Più volte abbiamo contattato il console della città di Alessandria. Niente, nessuna notizia. Abbiamo più volte contattato il nostro ministero degli affari Esteri. Sono state fatte delle interrogazioni parlamentari dal deputato Pippo Gianni al presidente del Consiglio Mario Monti, al ministro degli Esteri, Giulio Terzi, a quello dell’Interno, Annamaria Cancellieri, incontrata personalmente. Niente, nessun risultato. Ora abbiamo saputo dall’onorevole Gianni che sono state attivate le rogatorie internazionali. I magistrati egiziani collaboreranno con quelli italiani“. Le ultime parole della lettera danno voce allo strazio e alla rabbia della madre: “Gianluca è un cittadino Italiano, lavorava, pagava le tasse e svolgeva il suo lavoro e la sua vita con amore e devozione. Mio figlio Gianluca è padre di 5 figli, marito affettuoso, figlio affettuoso e fratello amorevole. Vi chiedo aiuto per avere verità e giustizia per un figlio che non c’è più. Conto = Anna Bianca Iban = IT49F01030171103000001656618 Causale = Viaggi della fortuna della speranza x un figlio che ad oggi non c’è. Contribuite con un piccolo gesto, l’unione fa la forza.

Grazie.

Gianluca Bianca

Lettera al Diario del signor Steve Forastieri, detenuto nel carcere di Spoleto

“Per una Mamma Speciale, la luce dei miei occhi”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata dal signor Steve Forastieri, detenuto nel carcere di Spoleto. “Egregio Diettore, chi le scrive è un detenuto del carcere di Spoleto. Mi chiamo Steve Forastieri e le chiedo la cortesia di pubblicare questa mia lettera dedicata a mia madre per il suo compleanno che festeggia il 2 febbraio 2013. Cordialmente saluto Lei e tutta la redazione del Diario.

- Per una Mamma Speciale, la luce dei miei occhi Gioia Mia, il 2 febbraio compi il Tuo compleanno e Ti faccio i miei migliori e felici auguri, con la speranza e l’augurio che Ti riservi tantissima gioia, felicità e serenità. Ti auguro tutto il bene e l’amore possibile di questo mondo. Sappi che Ti amo più di qualunque cosa al mondo, e Ti penso in ogni istante delle mie giornate. Spero che questo grande giorno di festa lo trascorrerai nel miglior modo possibile. Ance se sono lontano fisicamente, il mio cuore e la mia anima sono costantemente lì con Te e con tutto il resto della nostra amata famiglia. Ancora auguri dal Tuo caro figlio Steve (la Tua spina nel cuore). Un caro saluto a tutta la famiglia: Frank, James, John, Karol, Elvis, Simona, Critina, Johnny, Jessica, Marika, Massimo e Grazia”.

Steve Forastieri


Sabato 26 gennaio 2013

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Con l’odierno risultato la Polizia ritiene d’aver chiuso il cerchio su un gruppo malavitoso dedito a compiere colpi ladreschi ai danni di esercizi commerciali

Trentanovenne ai domiciliari per alcuni furti E’ accusato d’aver operato in un tentato furto aggravato e continuato utilizzando la cosiddetta modalità della “spaccata”. A finire in regime d’arresti domiciliari, così come disposto dalla Procura della Repubblica di Siracusa dopo esser stato trovato dagli agenti delle Volanti, è stato Massimo Salemi, 39 anni. Secondo le ricostruzioni operate dagli inquirenti, l’uomo, in almeno due episodi, avvenuti tra l’aprile ed il maggio scorso, avrebbe sfondato le vetrine di due bar. Singolare la maniera con cui avrebbe agito nella commissione del delitto: Salemi pare utilizzasse la sua auto come ariete per far in frantumi quelle vetrate degli esercizi di ristoro presi di mira. Un fare che fruttava il risultato sperato, data - come ben s’immagina - la potenza d’una vettura che si scaglia addosso a dei vetri d’un negozio. Nel primo caso l’arrestato avrebbe tentato d’asportare la macchinetta cambia monete non riuscendo però nel suo intento, mentre nel secondo caso il furto andava in porto. Dal bar riusciva a far propri 1200 euro in contanti. Con l’odierno risvolto investigativo, concretiz-

zato attraverso il fermo di Salemi, la Polizia ritiene d’aver chiuso il cerchio in una sorta d’organizzazione criminale. L’arrestato, insomma, sarebbe l’ultimo tassello di un mosaico nel quale hanno già trovato posto altri suoi complici. Gli inquirenti, ricordano a tal proposito, l’arresto compiuto lo scorso 2 febbraio nei confronti di Antonino Giordano. In quell’occasione furono sempre i poliziotti delle Volanti a beccare l’uomo in flagranza di reato per fatti analoghi a quelli finora esposti. Il piccolo gruppo a delinquere di cui parlano i poliziotti, nel periodo compreso fra gennaio e maggio 2012, aveva destato un certo allarme sociale così come fra gli esercenti. Per lo più titolari di bar annessi a distributori di carburante erano spaventati poiché alcuni di loro avevano subito anche più d’un episodio di furto nell’arco dei mesi. Il Salemi, colpito dalla misura cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Gip Michele Consiglio, verrà sottoposto ad interrogatorio di garanzia Lunedì mattina, alla presenza del suo difensore avvocato Matilde Lipari. F.G.

Massimo Salemi

La nuova tecnica verrà effettuata nel reparto di ginecologia dell’Ospedale di Lentini

Parto indolore con l’analgesia epidurale Anche a Lentini, nel reparto di Ginecologia e ostetricia diretto da Lucia Lo Presti, è stato avviato il metodo gratuito del parto indolore con analgesia epidurale. A darne notizia è il commissario dell’Asp di Siracusa Mario Zappia il quale sottolinea come tale importante servizio rappresenti un ulteriore salto di qualità per il nuovo ospedale di Lentini con l’incremento di prestazioni, nonostante il momento difficile, per una risposta sempre più adeguata ai bisogni sanitari del territorio provinciale. “Ciò è frutto, e va pertanto riconosciuto il merito – evidenzia il commissario straordinario Zappia – della ferma volontà del direttore del reparto, affinché si raggiungesse tale traguardo, e della stretta collaborazione tra le varie professionalità

coinvolte quali ginecologici, anestesisti, ostetriche e personale infermieristico. Quando si fa squadra i risultati sono sempre più facilmente raggiungibili”. “La parto analgesia o analgesia epidurale – spiega il direttore Lucia Lo Presti – è una tecnica anestesiologica che permette alla donna in travaglio di non percepire più il dolore delle contrazioni mantenendo tuttavia il controllo motorio attivo. La donna che intende scegliere la parto-analgesia viene preventivamente visitata dall’anestesista, il quale ne valuta le condizioni cliniche. La visita anestesiologica deve essere effettuata prima del ricovero, intorno alla 36-37esima settimana ed è gratuita poiché nulla è dovuto per l’esecuzione di tale metodica”.

All’Istituto Sant’Angela Merici è stato ricordato Dino Cartia

Ignote le cause degli incendi

I giornalisti celebrano San Francesco di Sales Veicoli in fiamme fra Siracusa e Pachino Doppio appuntamento domani mattina in occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e degli operatori della comunicazione. Entrambi si svolgeranno all’Istituto Sant’Angela Merici, in via piazza Armerina a Siracusa. Alle 10,30 sarà officiata una Santa Messa verrà presieduta da mons. Giovanni Accolla, presidente della Fondazione Sant’Angela Merici, e concelebrata da don Giuseppe Lombardo, consulente ecclesiastico della sezione provinciale Ucsi. A seguire, alle ore 11, nella sala di lettura dello stesso Istituto, avverrà la sobria cerimonia di scopertura di una targa che identificherà il “fondo” di libri e riviste (oltre un migliaio di volumi di vario genere e di diversi autori)donato dal giornalista Dino

Cartia, scomparso poco meno di due mesi fa, alla Fondazione Sant’Angela Merici.

Sebastiano Centamore, originario di Carlentini, si era introdotto in uno stabilimento industriale

Priolo, la Polizia ha arrestato un ladro di rame E’ stato durante un servizio d’appostamento finalizzato alla repressione dei furti di rame che i poliziotti del Commissariato di Priolo Gargallo individuavano Alfio Sebastiano Centamore, 50 anni. L’uomo, originario di Carlentini, veniva colto nella flagranza di reato per furto di rame all’interno d’un impianto della zona industriale. Centamore veniva proprio notato dagli agenti mentre si aggirava all’interno dello stabilimento in cui era entrato approfittando d’un varco nella recinsione. Un “libero” accesso che avrebbe fatto gola al presunto reo il quale entrava asportando, secondo le ricostruzioni operate dalla Polizia, dei cavi del cosiddetti “oro rosso”. Un aggirarsi e un fare che non passavano però inosservati sia agli occhi del personale dipendente sia di quello addetto alla vigilanza dello stabilimento industriale. I vigilantes bloccavano Sebastiano Centamore rinvenendo tre grossi cavi di rame aventi un peso di 25 kg, un paio di guanti ed un grosso taglierino utilizzato per sguainare il rame ed asportalo più facilmente. Fermato il soggetto, si procedeva pure ad una perquisizione domiciliare nella sua abitazione. Qui vi erano altri 40 kg di rame uguali a quello che aveva tentato di

Si brancola nel buio rispetto all’incendio di alcune macchine avvenuto fra Siracusa e provincia. Tutti gli episodi, non aventi nessun legame fra loro, accadevano nella notte di giovedì. Nel primo caso, erano le 23.40 quando la squadra dei Vigili del Fuoco di Pachino interveniva per lo spegnimento delle fiamme scaturite su un furgone “Ford Transit” posteggiato in via delle Grazie. Fortunatamente il rogo non aveva grandi conseguenze sul mezzo danneggiando solo la parte anteriore di esso. Subito dopo i Pompieri venivano fatti spostare nella vicina via Mascagni dove un incendio era scoppiato nel vano motore di un’ulteriore macchina. Stavolta si trattava di un’”Alfa 156” posteggiata all’interno di un’area comune ad un complesso di case popolari. Anche in questo caso tutto andava per il meglio e le fiamme non si propagavano all’intero veicolo. I Vigili del Fuoco intervenivano pure a Siracusa dove prendeva fuoco un’”Audi Q7”. La vettura, posteggiata in via Caldarella angolo via Tucidite, riportava il danneggiamento della parte anteriore dell’abitacolo. L’estinzione del rogo era repentina da parte del personale dei Pompieri di Siracusa i quali, tuttavia, anche in questo caso non riscontravano elementi utili alla determinazione delle cause del fatto. F.G.

Operazione dei Carabinieri di Lentini

Arrestato per possesso di dosi di eroina

Il rame sequestrato portar via da Priolo. A quel punto il trentanovenne carlentinese veniva arrestato per il reato di furto aggravato, considerata la flagranza, e posto ai domiciliari. F.G.

Nella giornata di ieri, i Carabinieri di Lentini, nel corso di specifico servizio finalizzato al contrasto dei reati in materia di stupefacenti, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, Francesco Scrofani, 48 anni, con precedenti di polizia. In particolare, nel corso di una perquisizione effettuata presso il domicilio ed il garage dell’arrestato, sono stati rinvenuti, ben nascosti, n.73 dosi di sostanza stupefacente del tipo eroina, per complessivi grammi 30 circa, in parte abilmente occultate sotto il sedile del proprio motociclo. Alla luce di quanto accertato, il predetto veniva tratto in arresto e condotto presso la locale Casa Circondariale di Siracusa a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.


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Sabato 26 gennaio 2013

Dal rappresentante della pubblica accusa nessuna richiesta di condanna per l’ex promotore finanziario di BPL e Area Banca, oggi collaboratore di giustizia, accusato di appropriazione indebita e ricettazione. Chiesta la pena di 5 anni per Francesco Satornino

Il Pm Nicastro chiede la prescrizione per Randone Con la requisitoria del Pubblico Ministero Antonino Nicastro fa il giro di boa il processo a carico dell’ex promotore finanziario Angelo Randone e di altri suoi stretti collaboratori-finanziatori, artefci di un colossale raggiro ai danni di moltissimi risparmiatori. Per Randone, che dopo essere fuggito con la cassa di Area Banca si è presentato ai Carabinieri di Roma per manifestare la volontà di voler collaborare con la giustizia, il rappresentante della pubblica accusa ha chiesto un verdetto di non colpevolezza per le ipotesi di reato di cui è chiamato a rispondere, ovvero appropriazione indebita e ricettaziione, in quanto prescritte. Il Pubblico Ministero, nel riconoscere le pecche commesse dalla Procura nella gestione del procedimento intentato contro l’ex promotore finanziario, ha tratteggiato la figura di Angelo Randone, dicendo che è un giovane di buona famiglia, il quale ottiene il mandato fiduciario per la raccolta di denaro prima da Bpl e poi da Area Banca. Quando avviene il passaggio da una banca all’altra già comninciano a delinearsi i comportamenti truffaldini del Randone, che, poi, oberato dai debiti, decide di tagliare la corda, lasciando letteralmente in mutande tantissime persone che gli avevano affidato i loro risparmi accumulati in anni e anni di lavoro e sudore. Randone fugge ma poi decide di collaborare con la giustizia e, ammettendo le proprie responsabilità, si dichiara vittima degli usurai e in particolar modo di Francesco Saturnino che definisce “uomo vicino a Emanuele Gambuzza”, esponente del clan mafioso “Urso-Bottaro-Attanasio”, già condannato per mafia e alla sbarra per riciclaggio in un processo scaturito sempre per le rivelazioni fatte dall’ex promotore finanziario. Insomma Randone nel bene e nel male è il protagonista in assoluto del raggiro operato neui confronti di centinaia e centinaia di risparmiatori, che, a conti fatti, avrebbero riportato un danno economico

Il pubblico ministero Antonino Nicastro di oltre due milioni di euro. Ma siccome la vicenda risale agli anni 2000-2002 per Randone i reati sono da abbondantemente prescritti e quindi lui non andrà assolutamente in carcere. Nicastro glielo voleva mandare quando scoppiò lo scandalo, ma fu frenato dall’allora capo della Procura della Repubblica Roberto Campisi che ritenne opportuno non infierire su una persona che

prometteva di vuotare il sacco e consentire l’arresto di esponenti di grosso calibro della criminalità organizzata siracusana. Vero che sono stati incriminati per riciclaggio, ma i magistrati non se la sono sentita di chiedere l’arresto di Emanuele Gambuzza, Antonio Greco e Luigi Berritta dal momento che tutt’e tre si dicono vittime dei raggiri dell’ex promotore finanziario. Il processo, nel quale è alla sbarra pure Randone, segue un percorso diverso da quello che si sta celebrando davanti ai giudici del Tribunale penale di Siracusa (presidente, Giovanna Scibilia; a latere Tommaso Perna e il giudice onorario Condorelli). Ritornando alla requisitoria, il Pubblico Ministero Nicastro ha chiesto la condanna a cinque anni di reclusione e alla multa di 7.500 euro di Francesco Satornino, a due anni e sei mesi di reclusione e alla multa di duemila euro di Maria Vinci, a tre anni e sei mesi di reclusione e alla multa di cinquemila euro di Concetta Di Martino e a due anni di reclusioner di Sebastiano Di Martino in quanto non sono ancora andate in prescrizione alcune delle ipotesi di reato contestate a loro carico a titolo di ricettazione. Il rappresentante della pubblica accusa ha sollecitato l’assoluzione di Maria La BracaInvece, così come ha fatto per Randone, il magistrato della Procura ha chiesto la prescrizione per Concetta Satornino e Corrado Di Benedetto. Nell’udienza di ieri pomriggio, 25 gennaio, hanno parlato gli avvocati Aldo Ganci e Ugo Pera a tutela delle parti civili. Contro tutti gli imputati si sono infatti costituiti parte civile le sorelle Gabriella, Simona e Patrizia De Grande, assistite dall’avvocato Aldo Ganci, nonchè Ferdinando Passanisi, Concetta Calamaro e Anna Cavallaro, difesi dall’avvocato Ugo Pega. Dal 22 febbraio cominceranno le arringhe dei difensori. I primi tre a parlare saranno gli avvocati Giuseppe Brandino, Sebastiano D’Angelo e Aldo Ganci, il quale difende anche alcuni imputati.

Sono accusati di aver malmenato e derubato un uomo nella zona balneare di Marina di Melilli

5 giovani ai domiciliari per aggressione Priolo. Lesioni personali aggravate, danneggiamento aggravato, detenzione d’arma impropria e furto aggravato in concorso. Sono queste le molteplici accuse di cui devono rispondere cinque giovani priolesi colti in flagranza di reato dagli agenti del Commissariato di Priolo Gargallo. In manette sono finiti C.B., 19 anni; I.I., 21 anni; S.A., 21 anni; T.E., 19 anni; P.A., 19 anni. Il fermo dei ragazzi avveniva a seguito d’un intervento effettuato dagli agenti del Commissariato di Priolo nella zona balneare di Marina di Melilli. Nel tardo pomeriggio di martedì 22 gennaio, la sala operativa della Polizia riceveva la richiesta di soccorso da parte d’una persona che affermava d’esser stata testimone di un’aggressione in danno di un soggetto che poi, malconcio, si era allontanato a bordo della propria autovettura. Gli agenti si recavano immediatamente nella zona balneare e, dopo aver fatto un accurato sopralluogo, riuscivano a raccogliere elementi utilissimi per il prosieguo delle indagini e delle ricerche dei presunti responsabili dell’ennesimo pestaggio che si verifica da qualche tempo a questa parte a Marina di Melilli. I poliziotti individuavano una macchina, una” Lancia”, sulla quale viaggiavano i cinque giovani ritenuti i presunti autori del grave fatto delittuoso e la sottoponevano a controllo. La perquisizione, eseguita nei luoghi dove si era verificata l’aggressione, consentiva

di rinvenire e sequestrare due aste in metallo utilizzate per perpetrare il reato. I precisi riscontri probatori consentivano di porre in regime di arresti domiciliari, C.B.; I.I.; S.A.; T.E.; P.A. Sono in corso ulteriori accertamenti al fine d’appurare le motivazioni del fatto delittuoso. Ma non solo. Gli investigatori stanno cercando altresì di capire se i cinque giovani possano essersi resi responsabili dell’aggressione ai danni di due uomini, verificatasi lo scorso 16 gennaio. A seguito

di quell’episodio di violenza, il dirigente del Commissariato ha disposto dei serrati controlli nella zona balneare e fino a quando le auto della Polizia sono state viste transitare non è successo più nulla. Quando, per altri impellenti servizi di ordine pubblico, le “pantere” non si sono recate a Marina di Melilli si è puntualmente verificata la nuova aggressione ai danni di un uomo, la cui identificazione è ancora in corso. F.G.

Nuovo capo di gabinetto della Questura, prende il posto del dottor La Rosa In manette Daniele Mirmina Spatalucente ma poi il giudice monocratico lo ha liberato

Si è insediato il dottor Gaspare Calafiore Fugge e quasi investe un agente Nella mattinata del 21 gennaio il dott. Gaspare Calafiore si è insediato come nuovo Capo di Gabinetto della Questura di Siracusa. Il 22 Maggio il dott. Calafiore è stato promosso, dal Consiglio di Amministrazione per il personale della Polizia di Stato, Primo Dirigente. Dopo aver frequentato il Corso di Alta Formazione in Roma, il neo Capo di Gabinetto ritorna a Siracusa dopo aver diretto per molti anni, ed aver conseguito importanti risultati, l’Ufficio Immigrazione della Questura aretusea. Il dott. Calafiore, che succede nel ruolo di Capo di Gabinetto al dott. La Rosa, promosso Vicario della Questura di Messina, ha fatto ingresso nella Polizia di Stato nel 1990 e, prima di essere assegnato alla Questura aretusea, ha ricoperto il ruolo

di Capo di Gabinetto e di dirigente della DIGOS della Questura di Enna. A Siracusa, oltre a dirigere l’Ufficio Immigrazione, è stato componente, per la Polizia di Stato, della Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione I n t e r n a z i o n a l e . Il dott. Gaspare Calafiore

Noto. E’ finito in manette un ventiquattrenne di Noto. Daniele Mirmina Spatalucente, fermato dagli agenti del locale Commissariato, deve rispondere dei reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. Il suo fermo avveniva nella serata di martedì dopo che a seguito d’un Daniele Mirmina controllo su strada, il giovane, salito a bordo dell’autovettura, si dava alla fuga, cercando addirittura di travolgere un poliziotto. Comparso davanti al giudice monocratico Andrea Mignrco il giovane è stato rimesso in libertà con il solo obbligo di presentarsi alla Polizia.


Sabato 26 gennaio 2013

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I consiglieri comunali Giuseppe Di Mare e Francesco Sessa ritengono che il funzionario nominato dall’ex governatore Lombardo “più che traghettare la città alle prossime elezioni di maggio si comporta come un politico”

“Il commissario reggente del Comune deve andar via” AUGUSTA. Il ragionamento che fanno due consiglieri comunali Giuseppe Di Mare e Francesco Sessa è semplice, per due ordini di motivi: il commissario regionale Antonio La Mattina, settantacinquenne, visibilmente affaticato, che attualmente regge le sorti del Comune di Augusta, dopo le dimissioni del sindaco Carrubba, è stato nominato, sulla base di un rapporto fiduciario dall’ex “governatore” della Sicilia, Lombardo, che ora vorrebbe riemergere facendosi eleggere al Senato. Com’è noto, Carrubba si è dimesso il 31 agosto e Lombardo ha nominato questo signore, funzionario regionale in pensione da anni, procurandogli un’indennità aggiuntiva alla sua già cospicua pensione. Poi Lombardo si è dimesso anch’egli e gli è subentrato Crocetta, il quale avrebbe tutto il diritto-dovere di nominare un altro al posto del commissario La Mattina, soprattutto per il secondo ordine di motivi: cioè per il fatto che il La Mattina non si comporta come un tranquillo commissario che dovrebbe semplicemente gestire l’ordinaria amministrazione, ma propone, da politico, sconti ai creditori del Comune, azzera nomine di persone perché, secondo il La Mattina, devono essere di nomina fiduciaria, cioè a lui stesso graditi. E allora – ecco la domanda rivolta a Crocetta: perché continua a operare un commissario non nominato da Crocetta stesso? Questo, in soldoni, il ragionamento dei due consiglieri, appartenenti a due schieramenti diversi. Secondo i due consiglieri comunali il comportamento del funzionario nominato dal precedente governo Lombardo “più che traghettare la città alle prossime elezioni amministrative, assume sempre più connotati politici con scelte che impegneranno anche le successive ammini-

strazioni. Con giudizi , anche personali, nei confronti di chi è veramente legittimato, perché eletto dai cittadini”. Il commissario “straordinario” secondo Giuseppe Di Grande e Francesco Sessa “non rinuncia a evidenziare prese di posizioni che esulano dalle sue funzioni che devono essere “tecniche” e non “politiche”. La richiesta è stata inviata al presidente Rosario Crocetta e all’assessorato delle Autonomie locali. Vedremo che cosa risponderà Crocetta. Nel frattempo contro la posizione di Sessa e Di Mare si sono schierati altri consiglieri comunali in una pubblica assemblea. Di Mare e Sessanon sono rimasti isolati e a loro si sono associarti il candidato sindaco Marco Stella e Giovanni Ranno. Ribattono che il commissario La Mattina , non appena insediatosi, ha revocato tutti gli incarichi assegnati dal sindaco Carrubba. Perché ora il nuovo governo regionale non dovrebbe adottare lo stesso provvedimento nei confronti del commissario del Comune di Augusta? » La revoca del mandato di La Mattina viene chiesta inoltre da Di Mare e Sessa, «verificata l’indisponibilità sostanziale ad accettare suggerimenti, consigli, da chi vive e conosce Augusta, con un atteggiamento “arrogante” così come le sue prime parole presentandosi alla città dimostrano.«Ho lasciato un segno ovunque - ricordano disse - so fare solo questo e lo faccio bene». La maniera di agire da “podestà” non piace, dunque, al Fli e ai Circoli socialisti movimento per il territorio che per tale iniziativa hanno manifestato unione d’intenti, al di là delle singole posizioni politiche. A prescindere dalla questione finanziaria che sta cercando di risolvere, quella che riguarda i precari, non risolta e le scelte relative a opere da realizzare o meno. «Collocazione uffici, strisce blu;

incarichi di gestione delle istituzioni storiche della città, tanti segnali contradditori e iniziative non prioritarie che esulano da quelli che sono i compiti di un tecnico. Si registra inoltre la mancata concertazione con i sindacati». Per Stella invece «Il commissario ha dimenticato il ruolo che è stato chiamato a svolgere. Ha offeso Augusta, i suoi abitanti e i dipendenti comunali. Non accettiamo lezioni da nessuno; si limiti a espletare le sue funzioni». Particolarmente stigmatizzata la richiesta di sconto del 20% ai creditori dell’Ente. G..D.A.

Il Consiglio comunale si interessa del futuro dei dipendenti Aligrup e Nuovamusa affinchè non perdano il posto di lavoro e ha convocato le istituzioni in una seduta aperta svoltasi lunedì scorso

Consiglieri comunali, deputati e sindacalisti riuniti per tutelare l’occupazione Lunedì scorso, 21 gennaio, il Consiglio comunale ha deliberato un atto d’indirizzo verso l’amministrazione ad esso collegata. Intraprendere le opportune iniziative per portare a rapida conclusione l’iter che è stato avviato per l’assorbimento dei dipendenti Aligrup in altra grande impresa e il passaggio dei dipendenti Nuovamusa verso la società Civita che subentrerà nella gestione degli ingressi nei luoghi aperti al turismo culturale. Si è addivenuti a questa decisione finale grazie all’iniziativa del presidente Edy Bandiera che ha davo vita ad una riunione del Consiglio comunale aperta ai deputati regionali e ai rappresentanti sindacali. Nessuno di essi ha disertato l’invito per discutere su un argomento che scotta da almeno un mese e vede coinvolti centinaia di lavoratori che si trovano in fibrillazione per il timore di ritrovarsi sulla strada in cerca di occupazione. Un numero considerevole di elettori in procinto di esprimere la propria scelta nelle prossime consultazioni elettorali per il rinnovo del parlamento nazionale e la formazione di un nuovo Governo. Piatto ricco … A parte tutto, è comunque apprezzabile la dimostrazione di solidarietà attiva delle istituzioni che vi hanno partecipato, ma, seppur nel rispetto dell’iniziativa per la quale hanno speso parole i rispettabilissimi partecipanti, occorre ribadire che il contenuto concreto del documento finale della riunione consiste nell’indirizzare l’amministrazione cittadina a fare quanto è possibile per tutelare il posto di lavoro dei dipendenti Aligrup e Nuovamusa. Parole, altre parole; e siccome compito del servizio giornalistico è soprattutto di mettere a nudo gli avvenimenti per guardare alla sostanza dei fatti, rimaniamo in attesa di vedere il frutto di questi discorsi, di questo impegno degli organi istituzionali per poi riportarlo, sulle nostre pagine. Non siamo pessimisti ma apprezziamo l’iniziativa intrapresa tanto da applaudire all’accoglimento della proposta del consigliere Paolo Romano di “impegnare il civico consesso ad un costante coinvolgimento e raccordo insieme agli altri soggetti istituzionali pubblici e privati” competenti in materia di lavoro. Per ora da quanto riferito in Assemblea si rileva che è stato puntato il dito contro evidenti ritardi degli uffici regionali nella gestione delle operazioni concernenti Nuovamusa. Ed è in questi contesti che dovrebbe essere più incisiva l’iniziativa che i soggetti istituzionali dovrebbero attivare. Chiedere l’elenco dei motivi del ritardo nell’azione pubblica, sollecitare l’avanzamento della procedura amministrativa. E non è troppo quando in gioco è la dignitosa esistenza di famiglie che chiedono soltanto che il proprio congiunto continui a lavorare. Tra i consiglieri meriti particolari vanno a Giuseppe Impallomeni, da cui partì la proposta di una seduta aperta poi sottoscritta da tutti i consiglieri. Per i deputati gli in-

La sede del Municipio e la Cattedrale (S. T. Foto) terventi sono stati avviati da Marika Cirone Di Marco, per la quale “un incontro come questo è estremamente positivo perché è un tentativo di fare rete tra organizzazioni operanti sul territorio e istituzioni”. Entrando nello specifico, ha detto che “grazie anche al lavoro della commissione Attività produttive, presieduta da Bruno Marziano, si comincia a intravedere una soluzione ma l’attenzione non deve venire meno. La vicenda Nuovamusa si sta protraendo più del necessario nonostante la clausola di salvaguardia per il passaggio dei lavoratori ai nuovi soggetti chiamati a gestire le biglietterie. Ci sono stati – ha aggiunto – degli ingiustificabili ritardi da parte delle burocrazia regionale ma di recente, grazie all’input del presidente Crocetta, la soluzione sembra essere a portata di mano. Dopo una recente audizione della commissione Cultura, gli uffici

regionali stanno dando seguito a quanto previsto dalla clausola di salvaguardia”. Per la vertenza Aligrup, Cirone Di Marco ha confermato la strada intrapresa: l’assunzione di 103 lavoratori da parte di Carrefour ma su un’area più limitata del punto vendita, pari a 4.500 metri quadrati. Dall’altro lato il deputato regionale Vincenzo Vinciullo non ha nascosto le difficoltà della vertenza Aligrup, specialmente – ha detto – per i 14 lavoratori del supermercato di corso Umberto che finora non sembrano del tutto garantiti e, in questo senso, ha invitato l’Amministrazione a snellire le procedure se dovessero presentarsi richieste di nuove attività commerciali. Sul caso Nuovamusa, ha puntato il dito sui ritardi della burocrazia regionale e ha invitato il Comune a concedere tutta Casina Cuti al gestore della biglietteria della zona archeologica. Sergio Tomaino


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Sabato 26 gennaio 2013

Fabio Gulino e Salvatore Li Calzi i relatori della conferenza organizzata dal gruppo giovanile “Ezra Pound”, guidato da Claudio Forestiere

Augusta, lavoro e formazione: parlano i giovani AUGUSTA. Sabato 12 gennaio si è svolta una conferenza su “Lavoro e formazione: parlano i giovani”, occasione di incontro e dibattito giovanile, facente parte del più ampio progetto “Occupazione giovani” del gruppo giovanile “Ezra Pound”, guidato da Claudio Forestiere. Ospiti e relatori della serata Fabio Gulino e Salvatore Li Calzi.Il pubblico di età tra i 20 e i 30 anni, numeroso e interessato al tema o al problema dell’occupazione, ha dato con la sua presenza un segnale positivo: qualcuno crede davvero che qualcosa cambierà e non tutti sono disposti a rassegnarsi passivamente nell’attesa. È vero, il percorso è duro, è una scala con troppi gradini e senza ascensore, avverte Fabio Gulino, e la salita è resa ancora più ardua dalla cosiddetta crisi e da tutto ciò che essa comporta, ovvero recessione economica, insostenibile carico fiscale per le aziende, calo dell’intera produzione industriale italiana e l’inadeguatezza degli istituti scolastici e della grossa macchina universitaria alla preparazione del giovane al mondo del lavoro: forse due universi distinti, separati e inconciliabili. Forestiere ha detto che l’obiettivo dell’incontro è stato proprio questo : cercare di gettare le basi per costruire un ponte tra i giovani e il mondo del lavoro. E non sono solo parole. Salvatore Li Calzi, che da tanti anni lavora nel settore della formazione professionale, propone una solu-

zione concreta: perché non attivare anche ad Augusta dei corsi di formazione professionale, in base alle esigenze del mercato? Esiste infatti, tramite il fondo FormaTemp, la possibilità di offrire ai giovani disoccupati tra i 18 e l’età pensionabile, corsi totalmente gratuiti e da frequentare a due passi da casa. Vicini a casa, dunque, ma anche con le competenze adatte per essere più vicini al mondo del lavoro e alle esigenze delle aziende. Le tipologie di formazione a disposizione sono innumerevoli: formazione di base, professionale, formazione continua. Come accade nel vasto mercato del lavoro bisogna, afferma lo stesso Gulino, cercare di restringere il campo, saper conoscere sé stessi, le proprie attitudini e capacità, sa-

persi presentare con un curriculum mirato, sviluppare le proprie inclinazioni e competenze, specializzarsi e non fermarsi mai, anche quando la salita sembra troppo dura. F.C.

Da “AugustaInsieme” e dall’onorevole Stefania Prestigiacomo l’invito ai consiglieri comunali di tutti i partiti di rassegnare le dimissioni. Le incomprensibili scelte del commissario regionale

Infiltrazioni mafiose al Comune: è l’ora del “Tutti a casa”? AUGUSTA. Su queste colonne , circa quindici giorni fa, abbiamo pubblicato per primi, se non sbagliamo, un pezzo “preoccupante” per la città, per la dignità di molti augustani onesti. Il pezzo informava che il consiglio comunale di Augusta potrebbe essere sciolto per infiltrazioni mafiose. E questo fatto non solo rappresenterebbe un’onta non solo per questa città, che ha già la cattiva fama di bambini malformati, morti per tumore in aumento, ecc,, ma comporterebbe il blocco delle elezioni di primavera per il rinnovo di sindaco-giunta e consiglio comunale e il commissariamento della macchina amministrativa per 18 mesi. Questo dato probabilmente ha “spaventato” determinati candidati alla sindaca tura e partiti politici e liste civiche che già si stanno dando battaglia. Il primo “botto” è stato “sparato” dalla lista “AugustaInsieme” con un pubblico manifesto in cui si chiede ai consiglieri comunali di dimettersi prima del tempo, proprio per evitare lo scioglimento.La stessa cosa ha fatto, giorni dopo, l’ex ministra per l’ambiente, la siracusana Stefania Prestigiacomo con la seguente nota: “Si dimettano subito i consiglieri comunali di Augusta di tutti i partiti, per evitare alla loro città e a tutti i cittadini onesti la vergogna dello scioglimento del consiglio comunale per mafia, che sarebbe un marchio infamante per la comunità. Il disastro politicoamministrativo di 10 anni di gestione del centrosinistra e del sindaco Carrubba non deve trasformarsi in un’onta per tutta la comunità. Il probabile risultato delle ispezioni amministrative disposte dal Ministero dell’Interno sarà la proposta dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Questo va evitato. Se ci sono stati illeciti i responsabili ne rispondano nelle sedi giudiziarie dove avranno modo di difendersi, ma intanto occorre salvaguardare l’immagine di Augusta. Al Pd, paladino di legalità, che è stato sordo in questi anni alle notizie che provenivano da Augusta, chiedo un sussulto di dignità. Smetta di tenere gli occhi chiusi e inviti i suoi consiglieri a fare l’unica scelta possibile: le dimissioni. Augusta è uno snodo socio-economico fondamentale per la provincia di Siracusa: il polo industriale, il porto commerciale, l’arsenale sono risorse chiave per la nostra economia e fonti ineludibili di lavoro. La loro immagine non può essere inquinata da sospetti di commistioni mafiose. Chiedo a tutti un atto di serietà politica per restituire ad Augusta la speranza”. Così, appunto, si è espressa l’ex miss Parlamento 1994. Su questa scia si sono collocati Paolo Amato, Rino Lazzari e Enzo Puntillo, anch’essi del Pdl, ma hanno addotto altre ragioni. Ecco la loro posizione: “I membri del consiglio comunale, DEVONO DIMETTERSI., ma non per motivazioni attinenti alla presunta commistione con la criminalità organizza, come argomentato dall’ on. Prestigiacomo in recenti dichiarazioni alla stampa o per come campeggia nei manifesti appesi sulle mura cittadine a opera di un imprecisato movimento, per “evitare alla città la vergogna incancellabile dello scioglimento per mafia”, eventualità quest’ultima che sarà oggetto di valutazione degli organi di giustizia competenti.Il motivi per cui tutti i membri del consiglio dovrebbero rassegnare le dimissioni sono da una parte , l’evidente incapacità di indirizzo e con-

trollo palesata dalla gran parte di esso in questi anni, dall’altra perché il progetto politico dell’amministrazione Carrubba si è concluso e ha raggiunto l ‘ apice del proprio fallimento con l’atto di dimissioni del sindaco. Il consiglio comunale non può rimanere in piedi in queste condizioni fino alla naturale scadenza fissata per il mese di aprile, e con la sola funzione di continuare ad approvare le incomprensibili scelte di un commissario o per benedire incautamente piani di lottizzazione con i quali si costruisce ovunque , (ma non per chiunque), in assenza di un Piano regolatore atteso da circa 40 anni. I risultati deludenti di questo consiglio comunale sono sotto gli occhi di tutti, ordini del giorno striminziti, provvedimenti lontani dai grandi temi che interessano la città, che guidata in tale maniera continua la discesa verso un inesorabile degrado culturale, morale e civile. Da quando il sindaco Carrubba si è dimesso è arrivato un funzionario di grande esperienza che sta completando il quadro desolante iniziato oltre vent’anni fa, dalle amministrazioni di Centro-sinistra che si sono succedute. Chiediamo a tutti i consiglieri una manifestazione d’orgoglio, che li porti a rassegnare le dimissioni così come ha intenzione di fare il consigliere del PDL Sebastiano Aloisi. Cosi da chiudere definitivamente con il passato, fatto di una politica di Centro-sinistra fallimentare che ha governato per oltre vent’anni, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, degrado ambientale, economico ,culturale e morale.” Non tutti i consigliere comunali concordano. Per esempio, il consigliere Morello è rimasto stupito da questa presa di posizione e ha fatto capire che la maggior parte dei consiglieri comunali è offesa da questa

Augusta. Seduta di Consiglio comunale richiesta, che, sostanzialmente, getta il discredito su tutto il massimo consesso civico. Ricordiamo che la spada di Damocle del possibile scioglimento pende da quando la commissione mista- prefettura-forze dell’ordine- ha sequestrato, dopo oltre quattro mesi di lavoro, migliaia di carte dagli archivi municipali. Giulia Càsole

Il presidente del Consiglio circoscrizionale Isola-Centro storico critica l’Amministrazione comunale per il ricorso all’arcaico sistema della bacheca per pubblicizzare un servizio di pubblica utilità

Solarino: “Come fa un cittadino a sapere quando le farmacie sono di turno?”

AUGUSTA. Il professore Luigi Solarino, presidente del Consiglio circoscrizionale Isola-centro storico, ancora una volta interviene sul problema della”visibilità” delle farmacie all’esterno. Ora afferma che la scansione dei turni “viene resa in modo poco condivisibile e non ottimale, usando il foglio del calendario mensile, posto all’interno di una bacheca, su cui vengono segnate a penna accanto al giorno le farmacie di turno. Detta bacheca in genere è posta non ad altezza d’uomo e non è mai direttamente illuminata e, specie nelle ore serali, diventa di difficile lettura. Al fine di migliorare il servizio, sarebbe opportuno che si emanasse un’ordinanza che imponga ai signori farmacisti, che sono già dotati di insegna ban-

ner con croce verde, di comunicare attraverso detto banner (anche se la farmacia è chiusa) la farmacia che effettua il turno di reperibilità con relativo indirizzo. Il professore Luigi Solarino Non comprendo come in alcuni Comuni, come Rosolini per esempio, questo già viene fatto, mentre in altre città come Augusta si utilizza l’arcaico sistema bacheca”.


Sabato 26 gennaio 2013

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Le scelte del funzionario regionale La Mattina hanno provocato reazioni sdegnate ad Augusta

Clamoroso al Comune, il commissario esclude Elio Salerno da ogni incarico di Giorgio Càsole

AUGUSTA. Desidero intervenire sulle nomine dei componenti la commissione comunale di storia patria e sull’esclusione , che ha già suscitato scalpore, di Elio Salerno, che, oltre quarant’anni fa, con il fratello Ennio (figli di un ex podestà, poi sindaco negli anni Cinquanta) e con Giuseppe Amato, Tullio Marcon, Mario Mentesana (scomparsi), Giovanni Vaccaro, ebbe l’idea di istituire una commissione avente la finalità di pubblicare un Notiziario storico, posto sotto la direzione responsabile di Francesco Traina, e proposero all’ amministrazione comunale di dare un crisma di ufficialità alla stessa commissione, anche e soprattutto, direi, per ricevere dal Comune un congruo finanziamento per la pubblicazione del Notiziario storico. E, infatti, la voce del finanziamento fu iscritta nel bilancio comunale, per assicurare la certezza del finanziamento, sottraendolo così all’arbitrio delle amministrazioni che, all’epoca e fino ai primi anni Novanta, duravano, mediamente, dodici/quindici mesi. L’amministrazione del tempo scelse altri nomi da affiancare a quelli citati sopra e, fra gli altri, per esempio, la signora Laura Annino, moglie dell’allora ingegnere capo del Comune, Annino. La signora era laureata in Lettere, ma nient’altro. Non c’era fra loro nessuno storico di professione, nemmeno come docente a tempo pieno. Si trattava di dilettanti, nel senso alto del termine, cioè di persone che si dilettavano descrivendo ad ampio raggio fatti di storia cittadina, la cosiddetta microstoria o storia municipale, affrontando i vari aspetti della vita della città,senza trascurare l’aspetto religioso, naturalistico-archeologico, ecc. La pubblicistica locale era ferma alla Storia di Augusta di Sebastiano Salomone. Questi “dilettanti”volevano andare oltre, attingendo essenzialmente a un ampio archivio custodito nella biblioteca civica, chiamato Archivio o Fondo Blasco. Il primo numero del Notiziario storico uscì nel 1967, venduto al prezzo di 4 mila lire a copia, con articoli di Mario Mentesana (“La Gisira”), Giovanni Vaccaro (“Augusta nella seconda metà del 17° secolo”), Elio Salerno ((“Storia e tradizioni della Chiesa di San Giuseppe”),. Tullio Marcon (“Augusta nella Guerra Italo-turca”) . Ebbe successo. Fu un’autentica novità nella miseria della pubblicistica cittadina del tempo, con la sua copertina celeste, in brossura, e con i titoli degli argomenti in bella vista sulla copertina. In tempi in cui c’era soltanto la RAI monopolista e Internet era inconcepibile, in cui si vendevano le enciclopedia a rate, il Notiziario fu visto anche come fonte perle ricerche scolastiche dei figli. In un primo tempo la pubblicazione avrebbe dovuto essere semestrale, poi divenne annuale , con intervalli significativi. Con il passare degli anni, il prezzo è aumentato, arrivando a 15 mila lire verso la fine degli anni Novanta, mantenendo stesso volume di pagine . Con l’entrata della moneta europea, il prezzo è stato di 10 euro. Nel corso degli anni la commissione è stata modificata per varie ragioni: chi è morto, chi non ha lasciato Augusta, chi non ha voluto più continuare. Negli anni Novanta, sindaco Giuseppe Gulino, è stata radicalmente modificata. In un primo tempo, Gulino

chiamò a farne parte tutti i prèsidi delle scuole presenti in Augusta e, fra questi , Alberto Terranova del classico “Mègara”e Giovanni Satta dello scientifico “Saluta”, quando, ovviamente, i due istituti erano autonomi. Fu chiamato anche, finalmente, uno storico di professione, Giuseppe Messina, già docente al liceo “Mègara” di Storia e Filosofia, ma anche qualcuno con nessun titolo né accademico né pubblicistico. Scelte discrezionali, come quelle compiute dal successore di Gulino, Carrubba, come quelle che ha compiuto il commissario regionale reggente, nel segno della più assoluta discrezionalità. Sentito dal quotidiano La Sicilia, il commissario, in un primo tempo, aveva assicurato che si sarebbe avvalso della collaborazione di una commissione consiliare. Invece, si è fatto collaborare da due funzionari gerarchicamente a lui inferiori, il segretario generale D’Arrigo, nemmeno di Augusta, e la responsabile dell’ufficio legale, Lucia Cipriano. E’ vero. La discrezionalità era stata chiaramente messa in evidenza nei bandi, con cui si sollecitavano i candidati a presentare le loro istanze corredate da curriculum vitae, ma, allora, se c’è tale, assoluta, discrezionalità, a che pro far presentare queste domande.? Sarebbe bastato nominare sua sponte, come avevano fatto i sindaci. Anzi, sarebbe stato più opportuno lasciare tutto fermo, non procedere a nuove nomine, tant’è che – è scritto nello stesso bando – tali nomine avranno efficacia fino alle prossime elezioni amministrative. Né il commissario può obiettare che si tratta di nomine fiduciarie senza le quali non può operare con serenità. A parte che egli dovrebbe garantire l’ordinaria amministrazione, davvero si può pensare che non può lavorare senza la commissione di storia patria che più a lui piace il direttore del museo della piazzaforte, che esiste, che a lui più aggrada e senza il direttore a lui compiacente del museo civico, che non esiste? Quella del museo civico fu un’idea di Elio Salerno, avvocato, non “professore” , che raccolse molti reperti per avviare tale istituzione che, ancora una volta, volle porre sotto tutela del Comune, per avere almeno l’assicurazione dei locali e fu nominato direttore dal sindaco Fruciano, senza oneri, come Tullio Marcon ebbe l’idea del museo della piazzaforte, raccolse reperti militari e fu nominato dal Comune direttore a vita e senza retribuzione. Scomparso Marcon, l’eredità morale e la carica onorifica sono passate al suo vice, Antonello Forestiere, anch’egli avvocato. Il sindaco Carrubba, qualche mese prima di dimettersi, inopinatamente e senza nemmeno revocare la nomina che Salerno aveva da ani, ha to nomina direttore del museo civico un” allievo” di Salerno, Giuseppe Carrabino,entrato nella commissione di storia patria grazie ai buoni uffici dello stesso Salerno. Carrabino pubblicamente ha ammesso che Salerno è stato il suo maestro , ma Salerno, nonostante la sua venerabile età – è un novantenne – è andato su tutte le furie, dolendosi prima, inutilmente, con Carrubba e successivamente con il commissario reggente, contro cui ora c’è una levata di scudi di mezzo consiglio comunale che vuol chiedere al presidente della Regione, Crocetta, di rimuoverlo, perché agisce da “politico” e non da funzionario. Dovremmo specificare funzionario

Elio Salerno regionale in pensione da anni, ormai, essendo un 75enne. Con un atto d’imperio,insolito, appunto in un commissario reggente, La Mattina, questo il cognome, azzera tutte le nomine relative a queste istituzioni culturali sotto tutela del Comune, con la giustificazione che si tratta di “nomine fiduciarie” e pubblica sul sito informatico del Comune i bandi. Dobbiamo dire che Elio Salerno, con tutta umiltà, presenta la sua domanda corredata dal c.v. , come Carrabino, come altri. La Mattina”rivoluziona” la commissione di storia patria nominando molti giovani non si sa con quale criterio, visto che nella stragrande maggioranza essi non hanno pubblicato alcunché e non nomina persone con laurea, quattro abilitazioni al’insegnamento, di cui una in storia e filosofia con il massimo dei voti, master con lode, vent’anni di insegnamento, molte pubblicazioni di storia locale e pubblicazioni di storia specialistica, ma lascia Carrabino, cui sottrae la direzione dell’insistente museo civico, che assegna non già a Salerno, ideatore, fondatore e raccoglitore di reperti, ma a una giovane laureata che collabora con il museo civico di Modica ed esclude lo stesso Salerno dalla commissione di storia patria, di cui Salerno è stato non solo il fondatore con altri, ma il presidente e, soprattutto, il più prolifico dei collaboratori, nel senso che in ogni numero del Notiziario c’è un suo contributo. Come mai questa plateale esclusione, che ha provocato le reazioni sdegnate di persone, come Mantinei, pur non essendo ideologicamente affini a Salerno? Dobbiamo fare dietrologia? Ci asteniamo nel rispetto della veneranda età del commissario reggente, il quale, però, non ha avuto rispetto per quella più veneranda di Elio Salerno.

Dal sindacato Difesa di Augusta un duro documento contro l’intervento italiano in Mali, nella consapevolezza che la città è sede di un’importante e strategica base militare

“Si vis pacem para bellum”, ma non e’ troppo?

AUGUSTA. Gli antichi Romani amavano ripetere “si vis pacem para bellum”, cioè “se vuoi la pace prepara la guerra.. Da questo punto di vista l’Italia come Stato nonm è da meno dell’antico Stato romano, di cui l’Ital mussoliniana voleva ripetere le gesta, realizzando un impero anacronistico . Oggi l’Italia partecipa attivamente a tante missioni di pace, chiamate così perché la Costituzione del 1948 vieta espressamente la guerra come mezzo di offesa. L’Italia di Berlusconi ha sperperato denaro per acquistare aerei da potenza mondiale, sommergibili, navi, a fronte della recessione economica che sta facendo emergere 8 milioni di italiani poveri. Ora l’ultimo caso, messo in tutta la sua evidenza dal sindacato di base della Difesa, che – ricordiamolo, ad Augusta è fortemente presente perché Augusta è sede del comando di Marisicilia e di un arsenale fra i più importanti d’Italia. Il sindacato USB afferma: “L’Italia si appresta nuovamente a diventare la base logistica per un intervento militare, questa volta in Mali, fortemente voluto dalla Francia, che desta non poche perplessità poiché gli interessi economici e commerciali dei transalpini fanno parte di un arco di crisi che investe tutto il Sahel, la fascia nevralgica che sotto il Sahara salda l’Africa bianca a quella nera e le risorse energetiche del Maghreb con quelle minerarie del Sud. Una domanda allora sorge spontanea: che interessi ha dunque l’Italia in questo conflitto? In Mali, gli affari

economici italiani sembrano trascurabili, soprattutto da quando l’Eni ha rinunciato alle concessioni petrolifere di Taoudeni in joint venture con l’algerina Sonatrach. La guerra ci riguarda per i rapporti con la Libia ma anche con l’Algeria, il nostro secondo fornitore di gas. Quest’ultima si è dimostrata incapace di bloccare l’avanzata prima dei Tuareg e poi degli islamisti, spingendo la Francia all’intervento militare. Come la Francia, anche l’Italia è interessata al Sahel. Sulla sponda Sud abbiamo un interscambio di 57 miliardi di euro l’anno e siamo sempre tra i primi tre partner economici di tutti i Paesi affacciati sul Maghreb. La competizione Francia-Italia per il controllo delle risorse energetiche torna sulle scene internazionali come nel caso del conflitto libico. Al grido di “la loro sicurezza è la nostra”, un altro intervento militare italiano è stato autorizzato da un governo dimissionario che, come tale, dovrebbe gestire solo l’ordinaria amministrazione. E’ urgente e necessario dare un forte segnale per il “ripudio della guerra”, come enunciato dall’art.11 della nostra Costituzione ed entrare nel merito delle future scelte politiche chiedendo: - la riduzione delle spese militari, a partire dalla sospensione del progetto dei caccia F35 - la cancellazione della “riforma dello strumento militare” – legge approvata a fine dicembre 2012 - lo stop al riarmo, dove si registra un incremento del 18% del fatturato nel 2012, nonostante

Augusta, monumento ai Caduti la legge 185/90, con destinazione rivolta specialmente verso i Paesi del Medio Oriente - il blocco all’insediamento della basa militare del MUOS con l’installazione di potentissime antenne militari a Niscemi (Caltanissetta).” Chi vincerà le elezioni sarà in grado di fermare questa inutile, dispendiosa e anacronistica corsa al riarmo? Diletta Càsole


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Sabato 26 gennaio 2013

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Allo Stabile di Catania lo strano risiko teatrale nell’adattamento che Stefano Massini ha tratto dal libro di Gianrico Carofiglio

“L’arte del dubbio”: la nuova sfida di Ottavia Piccolo e Vittorio Viviani CATANIA – “L’arte del dubbio”: intorno all’adattamento scenico del bestseller di Gianrico Carafiglio si è riunito un magnifico quartetto. Dopo i successi di “Processo a Dio” e “La Commedia di Candido”, ritornano infatti in scena, diretti da Sergio Fantoni, gli attori Ottavia Piccolo e Vittorio Viviani, con una nuova sfida, appunto “L’arte del dubbio”, nella versione teatrale di Stefano Massini, che sta riscuotendo vivo successo in tournée nazionale. Divertente e satirico, l’allestimento ospite del Teatro Stabile di Catania e ben si sposa con la linea direttrice della stagione 2012-2013, intitolata dal direttore Giuseppe Dipasquale “L’arte della commedia”. La programmazione dal 22 al 27 gennaio alla Sala Verga. In questo“cabaret del dubbio” dove niente è dato per scontato, una moderna commedia dell’arte articolata in quadri in cui i giochi di parole, lo strumento dell’interrogatorio e la forma del processo fanno sì che Ottavia e Vit-

torio si divertano a indossare i panni dei tipi più disparati. E lo fanno su un teatrino da fiera di paese, con siparietto, quinte e luci, che ricorda il teatro-cabaret brechtiano. Già dall’inizio, Adamo ed Eva, nudi nelle loro sagome, sono stuzzicati dal serpente che, con la voce di Gioele Dix, insinua loro il dubbio, un Dubbio con la D maiuscola. In effetti il serpente si sostituisce al creatore con il suo bizzarro decalogo “Io sono il dubbio, non esiste altra verità all’infuori di me”, e diventa il motore che alimenta e suggerisce i diversi episodi che appaiono in scena. Le musiche per 10 strumenti, composte da Cesare Picco ed eseguite dal vivo dal musicista Nicola Arata, scandiscono i ritmi vivaci dello spettacolo che diventano tesi nei pezzi più impegnati: l’assassinio di Don Peppino Diana a opera della camorra e la morte dei sette operai della Thyssen. “Gianrico Carofiglio” – afferma Fantoni – ha il merito di aver portato, con il suo straordina-

rio libro L’Arte del dubbio, il tema del Dubbio fuori del perimetro strettamente giuridico per lasciare che dilagasse nella realtà quotidiana.” Si parla in effetti dei nostri giorni, di quello che sta al di fuori dei teatri, intorno a noi, di insidie e di trappole nascoste fra le parole e nelle parole. Si parla della persuasione occulta della pubblicità, delle ambiguità, a dir poco, dei giornali. E in questo strano risiko teatrale che racconta la guerra fra Vero e Falso, tutto scaturisce nientemeno che da verbali autentici di processi italiani. Presi direttamente dai nostri Tribunali, compariranno in scena truffatori e pentiti, poliziotti e camorristi: un’umanità pronta a testimoniare la verità o la menzogna, in quel gigantesco teatrino che si chiama realtà. Una sfida/ scommessa con l’obiettivo, tutt’altro che facile, di divertire, oliando gli ingranaggi del nostro senso critico. Caterina Rita Andò

Il 14 febbraio sarà discussa all’Assemblea regionale la mozione presentata dal Movimento Cinque Stelle

Di Silvestro: “Salveremo il Muscatello” AUGUSTA.”Il prossimo 14 febbraio sarà discussa e votata all’assemblea siciliana la mozione “salva Muscatello” presentata dal Movimento Cinque Stelle in questi giorni”. Lo riferisce,con una punta di soddisfazione, Antonino Di Silvestro, portavoce cittadino del Movimento fondato da Beppe Grillo. Una delegazione 5 Stelle augustana, di cui faceva parte lo stesso Di Silvestro, si è recata a Palermo, accompagnata da Stefano Zito, eletto nelle ultime elezioni regionali nella lista del M5S nel distretto di Siracusa. Zito , che è vicepresidente alla commissione Sanità, ha incontrato a palazzo D’Orleans, il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta

e l’assessore regionale alla Sanità Lucia Borsellino. Nella sua nota Di Silvestro ha precisato: “Siamo usciti dall’ARS fiduciosi e soddisfatti per l’apertura , ora attendiamo atti concreti da parte del governo regionale. Non molleremo la nostra battaglia fino a che non vedremo in funzione un ospedale in efficienza, diritto sacrosanto di una città troppo spesso trascurata e abbandonata a sé stessa. Ci auguriamo che la parte politica cittadina si ricompatti, a prescindere dal colore politico, e si possa mettere la parola fine a questo penoso problema che si trascina ormai da troppo tempo ai danni di noi cittadini”. Cecilia Càsole

Il docente di lettere latine e greche, nominato dall’ex sindaco Pippo Gulino, è stato tra i più brillanti componenti della Commissione di Storia Patria

Augusta, due mesi fa moriva il preside Giovanni Satta AUGUSTA. Aveva da poco compiuto ottant’anni quando è morto Giovanni Satta, nato ad Augusta il 12 novembre del 1932 e scomparso il 25 novembre del 2012. In questi giorni in cui si parla ancora delle discusse nomine delle istituzioni culturali da parte del commissario reggente il Comune, bisogna ricordare la figura di Giovanni Satta, di ascendenze sarde, come rivela il cognome. Il padre, infatti, era un sardo che, venuto in Augusta per il servizio militare, come tanti, allora e dopo, incontrò l’amore in Augusta, si sposò, divenne vigile urbano e generò figli, il primo dei quali, appunto, Giovanni, studente esemplare, che si laureò in Lettere classiche con il massimo dei voti e la lode e ottenne una brillantissima affermazione quando si abilitò all’insegnamento: primo in Sicilia, secondo in italia. Giovanni Satta insegnò lettere latine e greche al liceo “Mègara” e poi divenendo preside dello Scientifico “Saluta” dal 1983 al 1995 - anno in cui andò in pensione. Nominato dal sindaco Pippo Gulino componente della Commissione di Storia patria, ha prodotto notevoli

contributi per il Notiziario storico e in volumi singoli. E’ morto prima che dovesse umiliarsi a presentare, come, invece ha dovuto fare Elio Salerno, la domanda per far parte della Commissione voluta dal commissario reggente, La Mattina. L’ombra della fatal quiete lo ha colto prima, due mesi fa. Un paio d’anni or sono mi diede il piacere di assistere, pur già malato, a uno spettacolo con in miei alunni liceali, con i quali interpretai la sua unica poesia: sul bombardamento del 13 maggio 1943. Giorgio Càsole

Giovanni Satta con Giorgio Càsole e gli alunni sullo sfondo

Il commissario Mario Zappia, il direttore sanitario dell’Azienda Anselmo Madeddu e il direttore del Distretto Foto diLorenzo S.T. di Augusta Spina difendono le scelta realizzata di dotare l’ospedale anche di un PPI pediatrico

L’Asp risponde alle critiche: “Potenziata la Pediatria del Muscatello” Riferendosi ad alcuni articoli di stampa, usciti in questo periodo, in cui si allude ad un “ipotetico spreco di risorse”, in quanto è stato scritto che l’istituzione del Punto di primo intervento pediatrico ad Augusta verterebbe a svantaggio del reparto di Pediatria dell’ospedale Muscatello, la direzione aziendale dell’Asp di Siracusa rende noto come i due servizi, rispettivamente un reparto ospedaliero e un PPI pediatrico, siano diametralmente differenti nelle loro funzioni, ma, essenzialmente, siano complementari, in quanto integrano prestazioni per cui ciascuno dei essi è, in modo specifico, deputato. “Il Punto di primo intervento pediatrico, infatti – ha precisato il Direttore del Distretto di Augusta, Lorenzo Spina - svolge attività ambulatoriale per i codici bianchi e verdi, grazie alla disponibilità dei pediatri di libera scelta che con tale servizio estendono l’attività espletata nel corso della settimana alle giornate prefestive e festive. E questo è ciò che ha determinato l’istituzione dei PPI pediatrici nella Regione siciliana contemplata nella riforma. A

sottolineare l’utilità del servizio del PPI Pediatrico ad Augusta – ha proseguito Spina - sono i dati registrati ad oggi dalla sua apertura avvenuta il 15 settembre 2012. Dal primo giorno, infatti, si è registrato, in soli tre mesi, un costante aumento di richieste che arrivano non soltanto da Augusta ma dall’intera provincia a conferma dell’alto gradimento che il servizio sta avendo tra le famiglie. Si è passati da 64 interventi ad ottobre a 95 a novembre mentre a dicembre l’incremento, grazie anche alla campagna di informazione che è stata fatta in ordine alla sua esistenza e alla sua utilità, ha fatto registrare 231 interventi”. Sulla questione sollevata dalle cronache locali, è intervenuto il Commissario straordinario dell’Asp di Siracusa, Mario Zappia: “Ci siamo impegnati al massimo, nonostante il decreto non lo prevedesse, e continueremo ad impegnarci in tal senso nel rispetto, compatibilmente, delle norme regionali e nazionali, per mantenere il reparto di Pediatria all’ospedale Muscatello di Augusta. In ogni caso la sorte di tale reparto non può dipendere, contra-

riamente a quanto si vorrebbe lasciare intendere, da una eventuale soppressione di servizi territoriali previsti per legge ed utili ai cittadini. Peraltro, l’intervento del direttore sanitario dell’Azienda Anselmo Madeddu, che si è opposto ai tentativi di taluni di far chiudere il reparto potenziandolo con personale proveniente dal territorio, conferma l’indirizzo da me tracciato”.

Il commissario dell’Asp Mario Zappia Maria Luisa Vanacore


Sabato 26 gennaio 2013

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“Incontro con l’autore”: vetrina letteraria dell’Università delle Tre Età di Priolo Gargallo

Presentato il libro di Barbara Becheroni Presentato, sabato 19 gennaio, presso il Centro diurno di Priolo Gargallo, il giallo noire “Morire per amore” della scrittrice milanese, trapiantata a Siracusa, Barbara Becheroni. L’evento, organizzato dall’Università delle Tre Età priolese, in collaborazione con la Consulta del Centro e il Circolo “Pino Rando”, s’inserisce nella rubrica mensile “Incontro con l’autore”, nata ad Unitre quattro anni fa con l’intento di promuovere scrittori, letterati e poeti del territorio. Nel romanzo la scrittrice, veterinaria di professione, manifesta il suo infinito amore per i cavalli, avendo dedicato la maggior parte della sua vita all’equitazione e alle corse al trotto. Durante la presentazione del libro, gli allievi del corso di Pittura dell’UniTre, diretto dalla maestra Mariella Ricca, e i pittori e lo scultore dell’associazione “Artisti insieme in Trinakrea” hanno allestito una mostra di dipinti e di sculture sul tema ippico. “E’ davvero un piacere – ha dichiarato il sindaco di Priolo Gargallo, Antonello Rizza - assistere ad una collaborazione sinergica tra diverse associazioni locali, in quanto si crea un importante legame tra le numerose componenti che rappresentano il territorio. Credo che l’o-

biettivo, più volte espresso dall’attuale Amministrazione comunale, volto a promuove la diffusione della cultura sotto ogni sua accezione, questa sera sia stato ampiamente raggiunto. Per tal motivo, risulta doveroso ringraziare l’Università delle Tre Età priolese che, da quando è nata, contribuisce sensibilmente ad avvicinare la popolazione al mondo della cultura, dell’arte e della letteratura”. Il libro “Morire per amore” è stato presentato dalla dott.ssa Cristina Gianino dinanzi ad un folto pubblico di uditori, mentre, il docente di Teatro dell’UniTre, Pippo Scaduto, ne ha recitato alcuni spezzoni. Durante la serata, moderata dalla presidente dell’UniTre di Priolo, giornalista Maria Luisa Vanacore, la docente di Letteratura Italiana della stessa Università, dott. ssa Paola Catanzaro, ha sottolineato l’importanza di diffondere la lettura tra la popolazione, quale mezzo privilegiato per migliorare le sorti di un territorio. “Ringrazio vivamente – ha detto l’assessore ai Beni Culturali, dott.ssa Lia La Duca – l’Università delle Tre Età che, in collaborazione con l’associazione “Artisti insieme in Trinakrea”, è riuscita a creare un evento di in-

dubbio valore culturale, in cui la letteratura e l’arte si fondono per creare un connubio unico, sicuramente apprezzato dai numerosi cittadini intervenuti per l’occasione”. I pittori allievi dell’UniTre, che hanno partecipato alla mostra di quadri, sono: Bruno Bagnara, Sara Bonanno, Anna Borriello, Maria Teresa Bramanti, Giuseppina Campisi, Mirella Ciccio, Santina Cicitta, Santina Fichera, Francesca Gignina, Rosalba Greco, Angela Lucente e Mariella Ricca. Dell’associazione “Artisti insieme in Trinakrea”, coadiuvati da Marisa Leanza, hanno esposto: Gianluca Barbera, Giorgia Barillari, Ciccio Buggea, Cettina Caccamo, Janet Caicedo, Michela Grasso, Rita Maimonte, Floriana Matarazzo e Gaia Sandovalli e lo scultore Jano Nucifora. “La cultura - ha affermato la presidente dell’UniTre, ins. Maria Luisa Vanacore – è il modo privilegiato con cui una società può elevarsi e occasioni simili d’incontro non devono mai mancare in un paese, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale, in cui si tende ad una sterilizzazione delle idee. Gianluca Agrusa

Il giovane nuotatore Federico Saccuzzo del Tc Match Ball ha stabilito il record regionale nei 200 rana

A Paternò si è svolto il IV Meeting di Inverno di Nuoto Al IV Meeting di Inverno, che si è tenuto in quel di Paternò, nella vasca della lunghezza di 25 metri, il giovane talento del nuoto aretuseo, Federico Saccuzzo, ha sbaragliato gli avversari nella categoria esordienti. Quest’ultimo successo, ottenuto in terra etnea dimostra che la società aretusea, T. C. Match Ball, diretta dalle prof.sse Sabrina e Paola Cortese, sforna numerosi campioni ranisti. Infatti, Saccuzzo, classe 2000, allenato dal prof. Marco Lappostato, ha agguantato il nuovo record regionale nella distanza dei 200 rana, segnando il tempo di 2.37.10 che, al contempo, si erge quale migliore risultato italiano dell’anno. Il precedente record regionale era stato ottenuto, nel lontano 1998, da Marco Ganci, che aveva fermato il cronometro sul 2.37.90. Lo stesso nuotatore aretuso ha conquistato il secondo posto in classifica nei 100 rana, con il tempo di 1.14.20. Anche l’altro nuotatore aretuseo, Claudio Antonino Faraci, classe 2001, ha compiuto una grande prestazione, con un valido 2.27.50 nei 200 dorso, che rappresenta il migliore risultato italiano dell’anno dei nati nel 2001. Mentre, nei 100 dorso Faraci ha conquistato il secondo posto nella classifica nazionale, grazie al tempo incoraggiante di 1.10.40. “Entrambi i nuotatori – ha affermato il

tecnico dei due giovanissimi nuotatori aretusei, Marco Lappostato – possiedono delle indubbie qualità che unite ad una grande passione per questo sport ed alla capacità di dare il massimo in ogni allenamento, li hanno portati ad ottenere questi risultati prestigiosi a livello italiano. Il cammino è ancora molto lungo, ma i ragazzi hanno le carte in regola per un buon proseguo della loro attività sportiva”. Anche gli altri nuotatori del T. C. Match Ball hanno onorato la manifestazione, disputando prestazioni di notevole valore sportivo. G. A.

Lo strumento di pianificazione della mobilità è propedeutico alla stesura del Piano Urbano del Traffico

Canicattini, presentato dall’assessore Di Blasi lo Studio per la Viabilità CANICATTINI. Presentato, nel pomeriggio del 22 gennaio, dall’assessore alla Viabilità, Salvo Di Blasi, e dal tecnico incaricato, l’architetto Massimo Sipala, all’Amministrazione comunale, mentre erano presenti anche il Comandante della Polizia Municipale, Giuseppe Casella, il Dirigente dell’Ufficio Tecnico, geometra capo Giuseppe Carpinteri, e il responsabile unico del procedimento, geometra Luigi Petrolito, lo Studio Generale sulla Viabilità Urbana. Trattasi di uno strumento di analisi e di proposte, propedeutico alla stesura del PUT, il Piano Urbano del Traffico, del quale la Giunta, condotta dal sindaco, Paolo Amenta, vuole dotarsi per regolarizzare e per cercare di rendere più fluida la circolazione veicolare, ma, anche, per garantire una migliore vivibilità ai cittadini ed a quanti usufruiscono del centro urbano. Per tali ragioni la Giunta, già nel maggio del 2011, aveva conferito l’incarico all’architetto Sipala che, nella giornata del 22, attraverso le tavole predisposte, ha illustrato l’intero Studio che, ora, sarà valutato dall’Amministrazione e dai tecnici comunali, accogliendo anche eventuali proposte e suggerimenti, che potranno arrivare dai cittadini, i quali potranno tranquillamente visionare e scaricare lo Studio, con tutte le sue tavole, entrando nel sito Internet del Comune www.comunedicanicattinibagni.it dal menù “Uffici e Procedimenti” presso la sezione “Ufficio Tecnico”. L’assessore Di Blasi ha così spiegato in merito: «Uno strumento di pianificazione della mobilità – ha dichiarato – frutto dell’analisi della reale situazione del sistema viario interno, così come di quello esterno di collegamento con la città, che deve servire per una analisi specifica delle criticità e degli interventi anche futuri su cui dovremo lavorare. Penso alle vie di fuga e alla messa in sicurezza delle varie aree urbane in caso di calamità, ma anche alla luce dei programmi di riqualificazione urbana avviate dall’Amministrazione comunale, ai grandi eventi che si svolgono in città e che richiamano migliaia di visitatori.

Insomma, uno strumento che guarda ad una migliore vivibilità del cittadino all’interno del centro abitato». L’architetto Sipala ha parlato di uno studio, che deve originare un Piano del Traffico e della Mobilità, in perfetto accordo con gli strumenti urbanistici vigenti, nel pieno rispetto dei valori ambientali, finalizzato ad ottenere il miglioramento delle condizioni di circolazione e della sicurezza stradale, la riduzione degli inquinamenti acustici ed atmosferici ed il risparmio energetico. «Il PUT rappresenterà, pertanto, lo strumento di gestione razionale del sistema delle mobilità – ha spiegato il sindaco Amenta – che prende in considerazione la fotografia attuale della città, ma anche quella futura, partendo dalla circolazione pedonale, dalle aree a verde, dagli spazi pubblici, le soste, gli insediamento e le attività produttive, quelle commerciali, le

strutture di accesso al pubblico, scuole, mercati, fiere, gli eventi pubblici, le aree di interesse ambientale, storico e culturale. Da questo strumento partiremo per revisionare la rete viari, prevedere quella nuova e revisionare il sistema di circolazione nel centro urbano ed extraurbano. Ma soprattutto – conclude Amenta – per pensare ad una città e ad un centro urbano “vivibile” per tutti, cittadini e visitatori, dai bambini agli anziani, e sempre più salvaguardato dall’inquinamento veicolare. Questa città deve continuare ad essere un gioiello inserito in quello straordinario patrimonio paesaggistico che sono gli Iblei. Per questo vogliamo dotarci del PUT anche attraverso i suggerimenti dei cittadini che potranno trovare sul sito Internet del Comune tutto lo Studio effettuato dall’architetto Sipala». Maria Luisa Vanacore

Il Presidente dell’AISM Paolo Battaglia e alcuni notai il 26 gennaio incontreranno i cittadini

Parte la Settimana dei lasciti testamentari Parte la Settimana Nazionale dei Lasciti promossa dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla e dalla sua Fondazione con il patrocinio e la collaborazione del Consiglio Nazionale del Notariato Anche a Siracusa notai sarà a disposizione dei cittadini per sostenere la cultura del lascito testamentario, che può garantire molto a tante persone: coprire i costi di attività del Numero Verde AISM, erogare borse di studio annuali a giovani ricercatori impegnati sugli studi della SM, per servizi rivolti a persone con sclerosi multipla. A Siracusa, nella sede di via Necropoli del Fusco 7, sabato 26 gennaio, il Presidente della Sezione AISM Paolo Battaglia e alcuni notai incontreranno i cittadini alle ore 17.30 nell’am-

bito della Settimana Nazionale dei Lasciti che si svolge su tutto il territorio nazionale dal 21 al 27 gennaio. L’iniziativa promossa dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla e dalla sua Fondazione con il patrocinio e la collaborazione del Consiglio Nazionale del Notariato ha l’obiettivo di sensibilizzare, informare e soprattutto offrire un servizio di consulenza in materia successoria. Le principali città italiane saranno sede di incontri nei quali i notai saranno a disposizione dei cittadini per fornire un’informazione chiara e esaustiva sul “testamento”. Sostenere con una disposizione testamentaria l���Associazione Italiana Sclerosi Multipla e la sua Fondazione significa garantire i servizi sanitari e sociali alle 65 mila persone colpite da sclerosi multipla e dare un futuro alla ricerca scientifica.


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Sabato 26 gennaio 2013

Nell’86° anniversario della Dedicazione della Cattedrale e nella 320.ma ricorrenza del terremoto del 1693 la Deputazione presieduta dall’avvocato Giuseppe Piccione ha organizzato numerose manifestazioni

In omaggio a Santa Lucia progetti, convegni ed esposizioni

“Santa Lucia incontra il mondo della scuola”, è il titolo di un fortunato progetto della Deputazione della Cappella di Santa Lucia, che è proseguito, martedì 15 gennaio, nell’Istituto Comprensivo Lombardo Radice, in via Archia, guidato dal dirigente scolastico Lilli Fronte, in cui sono stati esposti i due frammenti della cannella del braccio sinistro, custoditi nel reliquiario, eseguito nel 1931, per volontà dell’arcivescovo Giacomo Carabelli, e le scarpette di Santa Lucia. “Un ulteriore motivo di incontro e confronto - ha spiegato il presidente della Deputazione della Cappella di Santa Lucia, Giuseppe Piccione - sulla figura e sulla testimonianza di Santa Lucia con i ragazzi della città di Siracusa, che non sempre sono a conoscenza della vita di Santa Lucia e dell’impegno per i più poveri. Un’altra occasione per rinsaldare il legame tra la Patrona e le nuove generazioni per consolidare e rafforzare, sempre di più, il rapporto tra Santa Lucia e Siracusa”. Da poco si è anche conclusa la solenne esposizione del simulacro nell’ambito dell’86° anniversario della Dedicazione della Cattedrale e della 320. ma ricorrenza del terremoto del 9 e 11 gennaio 1693. Mentre, domenica 13 gennaio, alle ore 19.00, in Cattedrale, è stata effettuata la S. Messa e la traslazione delle Reliquie di Santa Lucia. Erano esposti l’omero sinistro, donato dal Patriarca di Venezia, Marco, nel 13 dicembre del 1988, ed i due frammenti della cannella del braccio sinistro, custoditi nel reliquiario, eseguito nel 1931, per volontà dell’arcivescovo Giacomo Carabelli. Per quanto concerne le celebrazioni per l’anniversario della Dedicazione della Cattedrale, si è svolto il Convegno nella chiesa di Santa Lucia alla Badia, dal titolo “Ti canterò un canto nuovo - Le campane della Cattedrale”. I lavori sono stati aperti da Mons Giuseppe Greco, Presidente del Capitolo Metropolitano: “Le campane - ha spiegato - hanno un valore altamente simbolico e profondamente evocativo. Segno della voce di Dio, della Chiesa e della storia. La voce di Dio, che desta la nostra coscienza, che entra nell’anima, che interpella, che ti manifesta la presenza di Dio. Sono la voce della Chiesa che convoca l’assemblea, il popolo di Dio. Convoca per la preghiera, per l’espressione della fede, per l’incontro vitale con il Signore, che segna il superamento di ogni tipo di religiosità privatistica, determina il cammino verso la comunione, al di là di ogni forma di individualismo religioso. Le campane della Cattedrale c’inducono a una specificazione: si tratta della voce della Chiesa Madre, la Madre di tutte le Chiese, segno della maternità della Chiesa. La chiesa è Madre. Si tratta della Chiesa Cattedrale, della cattedra del Vescovo. È segno del magistero della Chiesa. Chiesa è Mater et Magistra. La voce della storia. Queste campane sono la voce della testimonianza dei martiri, di San Paolo e di Santa Lucia, effigiati su queste campane. Sono la voce della testimonianza di tutte le vittime della guerra, i cui nomi sono scritti su queste campane. È emblematico il passaggio dal bronzo dei cannoni al bronzo delle campane, dalla guerra alla pace. Sono la voce delle vittime della storia. Sono un monito perenne, che indirizzano alla preghiera, ma, anche, alla dimensione della pace. Sono come la voce degli Angeli a Betlemme, che cantavano: Gloria a Dio e Pace agli uomini. Sono la voce della memoria e della speranza creativa. Sono come la voce del Battista: lui si definiva la voce di uno che grida nel deserto della Palestina. Le nostre campane sono una voce nel deserto della nostra società arida: come il Battista, esse ci dicono: Preparate la via al Signore che viene, che vuole venire in mezzo a noi. E il deserto fiorirà”. Ha introdotto i lavori del Convegno l’avv. Giuseppe Piccione, Presidente della Deputazione della Cappella di Santa Lucia, ricordando la scelta della Deputazione di destinare la somma che, solitamente, veniva spesa per i fuochi d’artificio, che si sparavano all’uscita del Simulacro, il 13 dicembre, attuando un’opera di restauro del sistema campanario,

andato in funzione, lo scorso dicembre, per la festa della Santa Patrona che, all’uscita dalla Cattedrale, è stata di nuovo ricevuta dal suono festoso delle campane. E’ seguito l’intervento di Mons. Salvatore Marino, Componente della Deputazione della Cappella di Santa Lucia e parroco della Cattedrale, che ha posto l’attenzione sul significato storico, teologico e spirituale delle iniziative, attuate nell’ambito della 320.ma ricorrenza del terremoto del 1693 e della dedicazione della Cattedrale. A centrare il vivo del tema è stato il prof. Salvo Sparatore, docente di Storia della Chiesa all’ISSR San Metodio: “Fra le varie sfaccettature della personalità del vescovo del tempo, Giacomo Carabelli, una in particolare risalta maggiormente ed è l’amore per l’arte e l’attenzione verso quel mondo che, potremmo definire, dei beni culturali ecclesiastici. Un’opera indubbiamente meritoria fu l’avvio, nel settembre del 1922, delle operazioni di restauro di molte chiese della città, occupate dai militari durante il primo conflitto mondiale. Il giorno di Natale, del 1926, vi fu il tanto atteso annuncio della riapertura della Cattedrale, nel gennaio 1927. L’opera del vescovo, dopo la solenne riapertura della Cattedrale, non si arrestò, ma, anzi, continuò con rinnovato vigore, tanto che non solo restituì al culto alcune chiese restaurate, ma, ne costruì anche altre ex novo. Il prelato lombardo cercò di cogliere al volo ogni occasione per portare avanti il suo amato progetto ed infatti, in occasione di una visita a Siracusa di Benito Mussolini, nel maggio 1924, riuscì a farsi concedere dal capo del Governo, durante la visita della Cattedrale, due bocche di cannoni austriaci del peso di circa 40 quintali da destinare alla fusione delle campane della restauranda chiesa. Le nuove campane del Duomo arrivarono in città due anni più tardi e due di esse portavano incisi i nomi di tutti i siracusani caduti nel primo conflitto mondiale (uno di questi è il bersagliere Benedetto Ghiurmino, nonno del maestro di cappella della Deputazione, Benedetto). Per il metallo, che era necessario aggiungere a quello dei 2 cannoni donati da Mussolini, per la fusione e per l’attrezzamento, occorreva una spesa di circa ottantamila lire. Per questo motivo Carabelli costituì, nel febbraio 1925, un comitato e, sottoscrivendosi egli per primo, lanciò un appello alla cittadinanza. L’invito del pastore aretuseo fu accolto da molti, visto che la spesa venne in gran parte coperta. Il Municipio contribuì con una somma corrispondente alla spesa della fusione di una campana. Un’altra generosa offerta venne elargita dalla signora Cocuzza, vedova Barone Cataldi, che volle dedicare una campana all’unico figlio, ufficiale dei granatieri, caduto a Monfalcone. Il lavoro di fusione, così ci riferiscono le cronache dell’epoca, riuscì in maniera ottimale sia dal lato fonico che artistico e, la domenica 27 giugno, del 1926, un corteo, con a capo le autorità cittadine siracusane, si recò a rilevare il carillon alla stazione ferroviaria”. La docente di Storia dell’Arte Cristiana, presso l’ISSR San Metodio, prof.ssa Loredana Pitruzzello, ha poi presentato un excursus storico e teologico, riguardante il significato delle campane nelle tradizioni antiche cristiane. Ha descritto la costruzione della campana attraverso la fase della fusione, soffermandosi sulla descrizione delle campane della Cattedrale, risaltando, con alcune foto, gli aspetti artistici dei fregi che decorano il carillon, voluto dal Vescovo Carabelli. Le campane ecclesiali assolvono ad una funzione culturale, a partire dal VI sec d.C. Il loro suono richiama il fedele alla santità quotidiana e alla celebrazione della liturgia. Concorre alla sacralità dell’oggetto e alla finalità pastorale lo splendore del suono, la bravura dei campanari, la bellezza dei bronzi, tutto. Le campane della cattedrale, forgiate dalla ditta Brighenti di Bologna, nel 1926, sono 6 e sono un capolavoro fonico e artistico. In ogni campana sono stati decorati gli stemmi del pontefice, del vescovo Carabelli e della città, i 300 nomi dei caduti, vi sono rappresentati la Natività

Manifestazione a ricordo della Shoah presso l’Istituto di Istruzione Secondaria di II grado “Principe di Napoli-Insolera”

Saranno consegnate dal Prefetto due medaglie d’onore In occasione della Giornata della Memoria il prossimo lunedì 28 gennaio, presso l’Istituto di Istruzione Secondaria di II grado “Principe di Napoli-Insolera” , si terrà una manifestazione a ricordo della Shoah. L’iniziativa, promossa dalla Prefettura di Siracusa in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale e la Consulta Provinciale degli Studenti, vedrà coinvolti alcuni Istituti di Istruzione Secondaria di II grado del Capoluogo e della provincia. Con la finalità di rendere più incisivo il messaggio alle giovani generazioni, il Recital di poesie, letture, video, cortometraggi e brani musicali

sul tema della Shoah sarà affidato a rappresentanti della Consulta Provinciale degli Studenti, a studenti dell’Istituto di Istruzione Secondaria di II grado “Principe di Napoli-Insolera”, del Liceo Statale “Tommaso Gargallo”, del Liceo “Quintiliano” , del 14° Istituto Comprensivo “K. Wojtyla” di Siracusa e del Liceo Statale “Matteo Raeli” di Noto. In tale occasione il dottor Armando Gradone, Prefetto di Siracusa, consegnerà le medaglie d’onore disposte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in favore del signor Gioacchino Midolo e in memoria del signor Giorgio Orlando, entrambi deportati nei lager nazisti.

Il simulacro di Santa Lucia di Maria, Santa Lucia, San Sebastiano. Pesano 76 quintali e sono in scala di Si Maggiore. A conclusione degli interventi, è stato presentato un video sulle campane della Cattedrale, realizzato da Fabio Fortuna. Tutta l’iniziativa è stata promossa da Deputazione della Cappella di Santa Lucia, dall’Istituto Superiore Scienze Religiose San Metodio, con il Capitolo Metropolitano ed il Rotary Club Siracusa, in collaborazione con Kairos.

Politiche sociali, altri 300 contributi economici alle persone indigenti

L’assessore Sorbello: ”In tutto il 2012 aiutate più di 500 famiglie”

L’assessore Salvo Sorbello Verranno liquidati nei prossimi giorni i contributi economici destinati a oltre 300 nuclei familiari della città. Lo comunica l’assessore alle Politiche sociali e alla Famiglia, Salvo Sorbello, il quale sottolinea come, “in un momento di gravissima crisi economica, il Comune stia cercando di alleviare le difficoltà di tante persone fragili”. Sono così complessivamente più di cinquecento, con il bilancio del 2012, i contributi erogati dal Comune a favore di persone indigenti, di nuclei familiari con più figli o con persone disabili e di donne e uomini soli. “Queste forme di sostegno economico - conclude l’assessore Salvo Sorbello - che si aggiungono ai contributi riconosciuti alle mense per indigenti e ai dormitori per i senza tetto, testimoniano la volontà di essere vicini alle persone in difficoltà”.


Sabato 26 gennaio 2013

BASKET Serie A1 femminile.

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Santino Coppa soddisfatto della prestazione offerta dalle sue giocatrici:“Partita difficile ma le ragazze non mi hanno deluso”

L’Isab Energy Priolo sfrutta il fattore campo e s’impone sul Pozzuoli Priolo. L’impresa è riuscita per l’Isab Energy Priolo che, come si prospettava alla vigilia, è riuscita ad imporsi in casa sul Pozzuoli, col punteggio di 67 a 63, ribaltando così la gara di andata, che si era conclusa in favore delle partenopee. Le priolesi non hanno fatto sentire la pesante assenza del pivot statunitense Cain e, con una prestazione all’altezza della loro fama, sono riuscite a conquistare due punti d’oro per la classifica. Ad inizio gara, al quintetto schierato in campo da coach Coppa, composto da Eric, Radunovic, Donvito, Seino e Veselovskij, le ospiti rispondono con Baggioli, Morris, Pavia, Richter e Maznichenko. Nei primi minuti di gioco, Pozzuoli si mostra arrembante, con Richter e Maznichenco, che garantiscono sei punti di margine sulle priolesi. Sul 7 -13m si sveglia finalmente dal momentaneo letargo Seino, che si trova i primi importanti punti personali, seguita a ruota da Radunovic, brava a condurre le sue sul 13 pari. Pozzuoli si rimette nuovamente a macinare punti, imponendo alle avversarie un parziale di otto punti, concluso da Pavia con il canestro del 13 a 21. Un lesto Santino Coppa rimedia al forcing avversario, gettando nella mischia il capitano Susanna Bonfiglio, al posto di una spenta Donvito, che permette a Priolo di chiudere il primo parziale con uno svantaggio minore, fissato sul punteggio provvisorio di 16 a 21. Nel secondo quarto, è ancora Pozzuoli a farla da padrona, collezionando, al 12’, ben dieci punti di gap dalle padrone di casa, che si scuotono, grazie ai canestri di Bestagno, alla quale fanno seguito le solite veterane Seino e Bonfiglio. Dopo un nuovo vantaggio di dieci punti per le ospiti, firmato stavolta da Maznichenko e Pavia, le biancoverdi cominciano una lenta, ma, inesorabile, rimonta che le porta, al riposo lungo, a sole quattro lunghezze da Pozzuoli, sul risultato parziale di 35 a 39. Ad inizio secondo tempo, è la sempreverde Seino a sorreggere Priolo. La cubana, nonostante fastidiosi dolori alla schiena, lamentati alla vigilia della gara, rimane in campo, confezionando una partita memorabile e mostrandosi, a tratti, il vero faro della squadra. Priolo, allora, non demorde e, con tenacia, grazie alla ritrovata Susanna Bonfiglio, riesce finalmente ad agganciare le ospiti, sul punteggio di 44 pari. Le biancoverdi operano anche il sorpasso, chiudendo il terzo quarto in vantaggio, sul provvisorio 54 a 48. Nell’ultima e decisiva frazione di gioco il Pozzuoli approfitta dell’improvviso black-out biancoverde per portarsi sul 60 a 59, ad una sola lunghezza di distanza dalle padrone di casa. E’ in questa frazione della partita che Milazzo sale in cattedra e, con una doppia, seguita poco dopo da una tripla, infiamma il pubblico di casa del PalaPriolo. Ma Pozzuoli è ancora pericoloso con Morris, che porta le sue a soli due punti dalle avversarie. Allora ci pensa ancora Milazzo che, poco prima della sirena, dalla lunetta, sigla la definitiva vittoria per le priolesi. “Era una partita difficile – ha affermato a fine gara coach Santino Coppa - per la mancanza del pivot e

La Eric esultante l’ardua rotazione delle lunghe, in quanto sono rimaste notizia dell’ultimo momento della indisposizione dell’aa disposizione Seino, che si è poi fatta male, e Ra- mericana ci ha colto di sorpresa. Abbiamo condotto per dunovich, che sta ancora cominciando ad entrare in due tempi, poi purtroppo è venuta fuori l’inesperienza e la gioco. Loro hanno iniziato benissimo con un’ottima giovane età delle ragazze che, in un campo difficile come percentuale da tre e c’è voluta davvero tutta la mia Priolo, può essere fatale ad ogni squadra. Alla fine abbiaesperienza per sopperire nei cambi alle defaillance di mo sbagliato i fondamentali e se giochi contro gente come Veseloskij e Donvito. Alla fine, abbiamo dovuto fare Bonfiglio, Erich e Seino la partita la perdi senza appello”. appello a tutte le risorse e, devo dire, che Milazzo e il Isab Energy Priolo - GMA Pozsacrificio delle altre non hanno deluso le aspettative, z u o l i 6 7 - 6 3 ( 1 6 - 2 1 ) , ( 3 5 - 3 9 ) , ( 5 4 - 4 8 ) consentendoci non solo di vincere questa partita, ma, Isab Energy Priolo: Eric 12, Bonfiglio 12, Guerri anche di superare con il + 4 la differenza dell’andata”. ne, Radunovic 14, Donvito 5, Milazzo 9, BestaAmareggiato, al termine del match, il coach di Pozzuo- gno 5, Seino 10, Veselovskij, Cain ne. All. Coppa. li, Scotto di Luzio, che rivela come si è preparata la sua GMA Pozzuoli: Giordano 8, Pavia 6, Lubrasquadra per la trasferta in Sicilia. “Ci abbiamo creduto no ne, Ferretti 5, Maznichenko 12, Greene ne, sino alla fine – ha dichiarato l’allenatore partenopeo - era Minervino 1, Richter 5, Baggioli 9, Morris 17. quello che avevo chiesto alle ragazze, purtroppo veniamo Gianluca Agrusa da una settimana in cui ci siamo allenati solo con metà campo, perché pioveva all’interno della struttura e poi la

CALCIO A 5 femminile. Inatteso stop delle siracusane, arrivato dopo dieci vittorie consecutive in Campionato

Le Formiche bloccate sul pari dalla Pro Assoro Siracusa. Un inaspettato pareggio interno, ottenuto al Palazzetto dello Sport di Siracusa, contro la Pro Assoro, costringe Le Formiche ad uno stop, dopo dieci vittorie consecutive in campionato. Il 4 a 4 contro le terze del girone B della Sicilia orientale, assestate a 23 punti, garantisce ancora alle siracusane la testa della classifica, a quota 31 punti, staccate di cinque punti dalla seconda. Nonostante il solo punticinom portato a beneficio della propria classifica, il Mangesa Augusta ha battuto per 4 a 2 la Giss Vittime. Per Le Formiche tanto rammarico per un’occasione persa, considerando che, dopo l’immediato vantaggio arrivato ad inizio partita per via del gol messo a segno da Simona Guardo, le siracusane si sono fatte trovare impreparate per quattro volte, dimostrando insolite amnesie difensive. Dal canto loro, le ennesi hanno evidenziato una rinnovata solidità tattica, condita da buone capacità tecniche individuali, che hanno consentito di concludere il primo tempo con il vantaggio di un gol, sul punteggio provvisorio di 1 a 2. Nel corso del secondo tempo, ad altre due marcature delle ospiti, rispondono prima Marina Salemi, con un preciso colpo sotto porta, poi Simona Guardo dalla distanza e, infine, Rita Trigilio, brava a trafiggere il portiere avversario con un diagonale dalla destra. La partita ha regalato continui ribaltoni ed altre azioni salienti, nelle quali le aretusee hanno trovato sfortunatamente due pali e una traversa, che hanno definitivamente spento i sogni di gloria delle padrone di casa, che avrebbero potuto cambiare il verso dell’incontro. G. A.

La formazione della squadra “Le Formiche”


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Sabato 26 gennaio 2013

Terra Bruciata, processo di appello rinviato al 24 marzo (Segue dalla prima)

listi, di comune accordo, hanno indicato tre nominativi quali testi di riferimento. Si tratta di Daniele Cassia, Domenico Curcio e Francesco Fiorentino. I nomi dei tre detenuti sono stati ripetutamente richiamati dal pentito Giuseppe Curcio, che li ha additati come le persone da cui ha ricevuto delle confidenze sull’attività svolta da Elio Lavore, Attilio Pandolfino, Luca Lopes e Andrea Cassia a favore del clan “Bottaro-Bottaro” o del sottogrruppo della Borgata, da lui stesso fondato tanti anni or sono, prima di essere condannato a ventisette anni di reclusione per l’omicidio di Carmelo Romeo, detto Manitta. Soltanto il 24 marzo la Corte d’Appello comunicherà se ammetterà oppure no i tre testimoni di riferimento e se eventualmente deciderà di invitare il sostituto procuratore generale, dottoressa Gammino, ad illustrare la propria requisitoria contro Lavore, Pandolfino, Lopes e Andrea Cassia. Secondo indiscrezioni trapelate negli ambienti giudiziari di Catania il lungo stop del processo di secondo grado scaturito dall’operazione antimafia e antidroga denominata “Terra Bruciata”, è stato deciso per consentire alla Corte d’Appello di celebrare e definire altri procedimenti penali a carico di imputati in stato di detenzione. Processi che hanno la precedenza sul quello di Lavore, Pandolfino, Andrea Cassia e Lopes dal momento che questi ultimi sono a piede libero, per decorrenza dei termini, per i reati a ciascuno contestati nell’ambitoi dell’operazione “Terra Bruciata”. I quattro imputati, nel 2007 ancora componenti e del clan “Bottaro-Attanasio” e del clan della Borgata, dovranno ritornare il 24 marzo prossimo all’aula bunker di Bicocca, dove si sta svolgendo il processo d’appello deciso dalla Suprema Corte di Cassazione dopo aver annullato la sentenza pronunciata da un’altra Corte d’Appello difformemente composta, per sapere quale sarà la loro sorte processuale. Già nei precedenti giudizi, svoltisi davanti al Gup di Catania in primo grado e di una Corte d’Appello in secondo grado, sono stati riconosciuti colpevoli dei reati a ciascuno contestati e condannati a pene piuttosto pesanti. La Corte di Cassazione, poi, ravvisando delle incon-

gruenze nelle motivazioni della sentenza della precedente Corte d’Appello, annullò parzialmente il verdetto a carico di Lavore e Lopes limitatamente ad una o due ipotesi deittuose contestate a titolo di traffico e detenzione e spaccio di sostanze stupefacente, per tutti i reati (associazione di stampo mafioso, associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti e violazione dell’articolo 73 della legge sugli stupefacenti) contestati ad Attilio Pandolfino, e per la mancata concessione delle generiche ad Andrea Cassia, a fronte della condanna a sei anni di reclusione che gli era stata comminata. Dalla celebrazione del precedente processo di secondo grado all’attuale la situazione per i quattro appellanti è sostanzialmente mutata poichè, dopo l’annulamento della condanna (16 anni a Lavore, 15 a Pandolfino, otto a Lopes e sei a Cassia), si sono pentiti uno dopo l’altro quattro componenti del clan “Bottaro-Attanasio”, e precisamente Salvatore Lombardo, detto Pulisinu, il fondatore del clan della Borgata, Giuseppe Curcio, e gli ergastolani Dario Troni e Antonio Tarascio, detto ‘U Zuccaru. Se molto vaga è risultata la deposizione di Tarascio, che ha immediatamente dichiarato di riferire fatti e circostanze per sentito dire, ovvero per averli appresi da Elio Lavore nel corso di una comune detenzione al carcere di San Gimignano, le minacce più serie per la sorte dei quattro appellanti sono arrivate in primis da Pulisinu, in secondo ordine da Giuseppe Curcio e quindi dall’ergastolano Dario Troni, che si è dichiarato responsabile del gruppo “Bottaro-Attanasio” nonostante fosse rinchiuso in carcere dal lontano 18 ottobre 1992. Nell’ultima udienza sono stati esaminati e controesaminati in videoconferenza l’ergastolano Dario Troni e il fondatore del clan della Borgata Giuseppe Curcio, oggi collaboratori di giustizia. Esaminati dal sostituto procuratore generale, dottoressa Gammino, i due pentiti hanno accusato i quattro imputati alla sbarra, indicando Lavore, Pandolfino e lo stesso Cassia, questi ultimi due anche se per un breve periodo, tra gli inizi e la metà del 2005, come reggenti esterni del clan “Bottaro-Attanasio” e il Lopes organicamente inserito

nell’organizzazione criminale. Come reggenti del clan, hanno concordemente dichiarato i due testimoni della pubblica accusa, Lavore, Pandolfino e Andrea Cassia si sono occupati di tutti gli affari loschi e del traffico delle sostanze stupefacenti. Non sempre sono state convergenti le dichiarazioni di Troni e Curcio. L’ergastolano, che si è autodefinito responsabile del clan nonostante si trovi rinchiuso in carcere dal lontano 1992, ha smentito infatti Giuseppe Curcio quando quest’ultimo ha definito Andrea Cassia reggente esterno del gruppo mafioso. “Non mi risulta, l’unico tra i Cassia che ha un ruolo apicale nell’organizzazione si chiama Vincenzo, condannato con me al carcere a vita perchè abbiamo commesso assieme degli omicidi, non suo fratello Andrea, che è stato semplicemente un affiliato” - ha detto Dario Troni. Il quale ha smentito Curcio anche quando quest’ultimo ha dichiarato che per un certo periodo di tempo Salvatore Lombardo, detto Pulisinu, ha rivestito il ruolo di reggente del clan. “Anche questo non mi risulta, ne sarei stato informato visto la carica di responsabile del clan. Ribadisco che dopo Bottaro, che era il capo del sodalizio, c’erano i responsabili, tutti ristretti in carcere, che rivestivano un ruolo piu’ importante dei reggenti esterni. Questi ultimi dovevano sempre riferire ai responsabili e io non ho mai ricevuto comunicazioni da Lombardo come reggente del gruppo. Mi risulta, invece, che Pulisinu rivestiva un ruolo importante nella gestione del traffico degli stupefacenti” - così si è espresso Dario Troni che ha anche sconfessato Curcio allorquando quest’ultimo ha detto che gli fu proposto di assumere l’incarico di unico responsabile esterno del gruppo “Bottaro-Attanasio”. “Anche questo a me non risulta assolutamente” - ha detto Dario Troni. “Nessuno mi ha parlato che a Curcio fosse stata fatta la proposta di dirigere in clan mafioso in quanto erano rinchiusi in carcere Salvatore Bottaro e Alessio Attanasio. Se non dagli altri miei pari grado - ha ribadito Troni - a parlarmene avrebbe dovuto essere lo stesso Curcio che, però, mai mi ha scritto o fatto sapere che avrebbe dovuto assumere il ruolo di reggente del clan”.

(Segue dalla prima)

Il Gup non c’è, nulla di fatto per l’onorevole Foti e l’ingegnere Marotta e l’ex deputato della Democrazia Cristiana Luigi Foti, dovrà decidere se accogliere o meno la richiesta avanzata dai Pubblici Ministeri Marco Bisogni e Delia Boschetto, tesa ad ottenere il rinvio a giudizio dello stesso Foti e dell’ingegnere Marotta, rispettivamente difesi dall’avvocato Bruno Leone il primo e dall’avvocato Stefano Rametta il secondo. Inizialmente ai due colletti bianchi, colpiti tra l’altro dalla misura cautelare agli arresti domiciliari emessa a loro carico dal Gip Vincenzo Panebianco, si contestava il reato di tentata concussione, nonostante nessuno dei due rivestisse una carica pubblica. La fattispecie de(Segue dalla prima)

littuosa, su indicazione dei giudici del Riesame che annullarono la misura cautelare agli arresti domiciliari su richiesta dei difensori di Foti e Marotta, è stata poi modificata in tentata estorsione. Avanzando la richiesta di rinvio a giudizio, i due Pubblici Ministeri hanno anche trasmesso all’ufficio del Gip la richiesta di archiviazione per il reato di falso, in relazione ad una fidejussione, contestato inizialmente all’ex presidente della Sogeas, Giovanni Parisi, attuale vicesindaco del Comune di Priolo. Già alcune settimane fa i due magistrati della Procura, coordinatori delle indagini che hanno determinato l’operazione “Oro

sta siracusano de “Il Giornale di Sicilia” ucciso in un agguato davanti casa a Palermo la sera del 26 gennaio 1979, la sezione provinciale dell’Associazione Siciliana della Stampa vuole rinnovare l’omaggio alla sua memoria. Per questo domani, sabato 26 gennaio, alle ore 10,30, in piazza Leonardo Da Vinci, nel corso di una breve

e sobria cerimonia commemorativa, verrà deposto un omaggio floreale ai piedi della lapide che ricorda il sacrificio di Mario Francese. Assieme ai giornalisti parteciperanno – tra gli altri alla cerimonia commemorativa Maria Francese, sorella del cronista assassinato, ed il presidente nazionale della

Blu”, hanno chiesto l’archiviazione del reato di tentata concussione in concorso a carico del presidente del Consorzio Ato, l’attuale presidente della Provincia regionale onorevole Nicola Bono, perchè estraneo ai fatti. L’archiviazione per Bono è stata decisa dal Gup Michele Consiglio alla vigilia di Natale scorso, con grandissima soddisfazione del presidente della Provincia e dei suoi difensori, avvocati Aldo Ganci e Paolo Ezechia Reale. Come annunciato nel corso di una conferenza stampa il presidenter Nicola Bono presenterà agli inizi della prossima settimana una serie di querele a carico degli attuali amministratori di Sai8.

Mario Francese un cronista di razza, attento e scrupoloso

Fisc, la Federazione italiana dei settimanali cattolici, Francesco Zanotti. Subito dopo, a partire dalle 11,15, nella sede del settimanale “Cammino” (in via Carso, 9) incontro su “Etica, professione e lotta alla mafia” promosso da Ucsi e Assostampa.

Il coordinatore dell’ufficio Gip Vincenzo Panebianco ha disposto la camera di consiglio per il 31 gennaio

Respinta la richiesta di archiviazione per due avvocati

Dimitri Pustizzi, fratello di Gloria, stroncata da un male incurabile e i cui beni sarebbero stati alienati da alcuni esponenti del Foro di Catania, è riuscito nell’ardua impresa di ottenere dal Giudice delle indagini preliminari il rigetto della richiesta di archiviazione avanzata dall’ex procuratore capo Ugo Rossi del procedimento aperto a carico dei legali della scomparsa, avvocati Domenico Moschitto e Maurizio Firrincieli. La decisione di non accogliere la richiesta di archiviazione a carico dei due avvocati è stata adottata lo scorso 21 gennaio dal coordinatore dell’Ufficio Gip del Tribunale aretuseo, dottor Vincenzo Panebianco, che si è dovuto occupare dell’imbarazzante caso a causa dell’assenza della dottoressa Patricia Di Marco, Gip tabellarmente titolare del fascicolo. Il Gip Panebianco ha ritenuto ammissibile l’opposizione contro l’archiviazione proposta da Dimitri Pustizzi, comandante di bordo dell’aeronautica civile e residente in

Polonia, che da quando è spirata la propria sorella Gloria si sta battendo per ottenere giustizia e la condanna di tutti gli avvocati che, a suo dire, le avrebbero sottratto ingenti somme di denaro approfittando delle suo suo gravissimo stato di salute. I reati ipotizzati dal difensore del Pustizzi, truffa e appropriazione indebita, non sarebbero stati ritenuti sussistenti dall’ex procuratore capo Ugo Rossi che il 2 maggio dello scorso anno aveva concluso le indagini preliminare con la richiesta di archiviazione nei confronti degli avvocati Domenico Moschitto e Maurizio Firrincieli. L’istanza è pervenuta all’ufficio Gip soltanto lo scorso 7 novembre ma già 48 ore prima, e precisamente nella giornata del 5, il signor Dimitri Pustizzi aveva inoltrato, tramite il proprio legale di fiducia, la proposta di opposizione all’archiviazione. Il Gip Panebianco, ritenendo sussistenti i requisiti di ammissibilità dell’opposizione all’archiviazione, ha fissato per il prossimo 31 gennaio la

Gloria Pustizzi camera di consiglio dove dovranno presentarsi le parti in causa e precisamente i due indagati avvocati Domenico Moschitto e Maurizio Firrincieli, la parte offesa Dimitri Pustizzi e il magistrato della Procura che segue il caso al posto del procuratore Rossi, ora trasferito a Enna dal Csm.


2013-gennaio-26