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Nuovi servizi di igiene per Ortigia

IGM

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Conferimento rifiuti ingombranti dalle ore 21

Utilizzate i cassonetti per la raccolta differenziata di: cartone, plastica, vetro, farmaci scaduti e batterie

Siracusa, 23 febbraio 2013

Raccolta imballaggi ore 13-14,30

Raccolta porta a porta entro le ore 9

Fondato e diretto da Pino Guastella Redazione - Amministrazione - Pubblicità - Via Re Ierone II°, 96 - Tel./Fax (0931) 1853377 Spedizione in abbonamento annuale gr. II E. 150,00 - Semestrale E. 75,00 E-mail: diariodoc@virgilio.it

Per il cane munitevi di paletta e sacchetto

ANNO XXX - N. 7 - Euro 1,55

Attentato incendiario contro l’immobile di proprietà del presidente della Provincia regionale di Siracusa

Avola, in fiamme il garage di casa Bono

Ignoti piromani, nella notte tra mercoledì 20 e giovedì 21 febbraio, hanno dato alle fiamme la porta d’ingresso del garage annesso all’abitazione di cui è proprietario il presidente della Provincia regionale Nicola Bono. Le fiamme hanno danneggiato la porta e annerito il muro in pietra bianca dell’immobile sito nel centro urbano di Avola. Le lingue di fuoco si sono spente autonomamente e non c’è stato bisogno dell’intervento dei Vigili del Fuoco. Ad accorgersi dei danni arrecati dalle fiamme sono stati alcuni vicini nella mattinata di giovedì, che hanno immediatamente citofonato alla moglie dell’esponente politico, per informarla dell’attentato posto in essere dagli ignoti parenti. La donna ha subito informato il marito che si è premurato a presentare denuncia sia ai Carabinieri che al Commissariato della Polizia di Stato. Gli investigatori hanno già effettuato un primo sopralluogo sulla strada in cui è avvenuto l’attentato incendiario alla ricerca di elementi utili e impronte per risalire ai piromani. Riguardo alle possibili ipotesi fitto è il riserbo non solo degli investigatori ma

anche dello stesso presidente della Provincia regionale. Appena si è diffusa la notizia del vile attentato contro l’ex Ministro della Cultura attestati di solidarietà sono stati espressi da numerosi responsabili di Enti pubblici e da esponenti politici della provincia di Siracusa. Michele Mangiafico a titolo personale e per conto dell’intero Consiglio provinciale, esprime sentimenti di solidarietà nei confronti del presidente della Provincia, on. Nicola Bono, che nella notte ha subìto un attentato incendiario. “Purtroppo – ha detto il presidente del Consiglio Mangiafico – la nostra provincia negli ultimi tempi ha dovuto fare più volte i conti con azioni intimidatorie che rischiano di trasmettere una immagine distorta della realtà, di un territorio, invece, laborioso e civile anche se recentemente attraversato da tensioni sociali legate soprattutto alla disoccupazione e al disagio economico che vivono tantissime famiglie. L’atto intimidatorio ai danni del presidente Bono è da condannare sotto ogni profilo, un gesto delinquenziale (Segue a pagina 5)

Il presidente della Provincia Nicola Bono

Operazione “Light fire”. I giudici della Corte d’Appello hanno annullato la l’aggravante dell’articolo 80 della legge sugli stupefacenti confermando le condanne irrogate a Umberto Piantini, Giancarlo Cavarra, Aldo Buccheri, Giancarlo Marsala, Adalberto e Leonardo Adamo

La Cassazione ordina un nuovo processo per Pisano e Quadarella Sebastiano Pisano e Daniele Quadarella, condannati rispettivamente a sedici e diciotto anni di reclusione perchè riconosciuti colpevoli di narcotraffico, si sono visti annullare la sentenza pronunciata a loro carico dai giudici della Corte d’Appello di Catania. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Giambattista Rizza. I giudici della Suprema Corte non hanno ritenuto ben motivata la sentenza relativamente alla parte in cui da un lato i due siracusani sono stati riconosciuti colpevoli di associazione finalizzata al traffico delle sostanze stupefacenti mentre dall’altro sono stati assolti con formula piena dall’accusa di essere appartenenti ad un’associazione di stampo mafioso. Tra l’altro, mentre il Quadarella è stato arrestato in flagranza di reato in quanto sorpreso in possesso di droga con un componente del clan Santa Panagia (nella condanna a suo carico a 18 anni di reclusione vanno messe in de(Segue a pagina 7)

Sebastiano Pisano, Daniele Quadarella, Umberto Piantini e Giancarlo Cavarra

A sei mesi dalla scomparsa del comandante del motopesca “Fatima II”, il legale delle famiglie Bianca, Patania e Moscuzza ha inviato una lettera al presidente Giorgio Napolitano, al Ministro degli Esteri Terzi e al procuratore generale di Catania

L’avvocato Giuseppe Lipera: “Abbandonati dallo Stato”

Si sentono abbandonati dalle Istituzioni e per questo hanno scritto una lettera al Capo dello Stato Giorgio Napolitano e al Ministro degli Esteri Terzi. Sono i familiari di Gianluca Bianca, comandante del peschereccio scomparso nel luglio del 2012 nelle acque libiche. La speranza per alcune famiglie rappresenta l’unico appiglio per continuare a vivere. Questo vale anche per la famiglia di Gianluca Bianca, il capitano del peschereccio Fatima II scomparso il 13 luglio del 2012 dopo un ammutinamento dell’equipaggio nelle acque libiche. I congiunti del marittimo rompono ancora una volta il muro del silenzio, visto che l’appello lanciato dalle pagine di LiveSicilia è stato ignorato hanno deciso di bussare alle porte di chi detiene il potere delle scelte. Facendosi interprete del dolore e dell’ansia dei congiunti del comandante del Fatima II, l’avvocato Giuseppe Lipera, che da qualche settimana è diventato il legale della mamma e della moglie del marinaio siracusano ha (Segue a pagina 7 )


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Sabato 23 febbraio 2013

Rimane in carcere il pensionato Giovanni Cannata, arrestato dai Carabinieri mentre riscuoteva una banconota da 20 euro

Usura e armi, in manette un ex infermiere

E’ stato colto in flagranza di reato mentre riceveva una banconota da venti euro da una delle due vittime di usura. Alla scena, svoltasi davanti all’ufficio postale di Viale Santa Panagia, hanno assistito i Carabinieri del Comando provinciale, i quali, usciti allo scoperto, hanno sottratto la banconota al pensionato Giovanni Cannata, 69, ex infermiere dell’ospedale Umberto I, e gli hanno serrato ai polsi le manette. Ovviamente non è stata casuale la presenza dei Carabinieri davanti alla sede di Viale Santa Panagia dello sportello postale, ma la loro partecipazione in quel posto faceva parte del copione che loro stessi avevano scritto ed elaborato per poter incastrare l’anziano infermiere contro cui pendevano gravi indizi di reità in ordine alla fattispecie delittuosa di usura continuata. A prestarsi a svolgere la parte della cavia è stata una donna la quale aveva denunciato il Cannata, affermando che da quest’ultimo aveva ricevuto in prestito la somma di mille euro e che, per ottenerne la restituzione, aveva preteso che gli venissero corrisposti anche gli interessi valutati dagli investigatori fuorilegge e quindi da considerarsi usurai. Oltre alla donna l’ex infermiere è stato denunciato anche da un uomo cui aveva prestato tremila euro, con la richiesta di restituirgli sia la sorte capitale ma anche gli interessi sempre esorbitanti, con l’esplicita minaccia che senza la corresponsione delle somme extra scaturite dagli interessi nessuna decurtazione sarebbe stata praticata alla somma ottenuta a titolo di prestito. Di fronte alle due denunce i Carabinieri hanno iniziato a indagare sul conto di Giovanni Cannata, sposato e padre di figli, ma per poterlo cogliere con le mani nel

sacco hanno dovuto inscenare la trappola che è stata messa in atto sabato scorso 16 febbraio. Certo la consegna di una banconota di venti euro non vuol significare che il denaro fosse corrisposto per pagare una rata del prestito o degli interessi, ma evidentemente agli inquirenti quella rappresentazione scenica è servita per corroborare un quadro probatorio e aggiungere un significativo tassello al mosaico elaborato dai Carabinieri sulla scorta degli elementi forniti dai due denuncianti. Comunque sia, il Cannata, assistito dagli avvocati Vincenzo Tuccitto e Sebastiano Ricupero, è comparso questa mattina, 20 febbraio 2012, davanti al Giudice delle indagini preliminari Alessandra Gigli e, quando si è visto convalidare l’arresto, ha deciso di sottoporsi ad interrogatorio di garanzia, durante il quale ha ammesso di conoscere le due parti offese, di avere prestato a una la somma di mille euro e alla seconda la somma di tremila euro, perchè si trattava di suoi due vecchi amici che stavano attraversando un momento di difficoltà a causa della gravissima crisi economica con cui debbono fare i conti moltissime famiglie, ma ha negato decisamente di aver preteso l’esborso di interessi oltre alla sorte capitale. “Ho chiesto ai miei due amici di restituirmi i soldi che a ciascuno ho prestato soltanto quando ne avevano la disponibilità” - ha dichiarato Giovanni Cannata. Il Pubblico Ministero Delia Boschetto ha chiesto la misura della custodia in carcere nei confronti del pensionato, i difensori si sono battuti per una misura cautelare meno afflittiva, ed il Giudice delle indagini preliminari Alessandra Gigli ha accolto la richiesta del rappresentante della

Procura della Repubblica, disponendo la custodia in carcere per l’anziano usurario. I difensori di Cannata hanno preannunciato che soltanto dopo aver letto le carte contenute nel fascicolo del Pubblico Ministero, decideranno se inoltrare richiesta al Tribunale del Riesame di Catania. Tra l’altro, è da dire che il provvedimento coercitivo è stato disposto a carico del Cannata poichè, a seguito del suo arresto in flagranza di reato, i Carabinieri hanno effettuato una meticolosa perquisizione nella sua abitazione, dove hanno rinvenuto in un cassetto di un mobiletto una pistola calibro 6,35, illegalmente detenuta, e numerose cartucce.

Dopo essere stato arrestato dai Cc, Francesco Messina viene liberato dal Gip Così ha deciso il Gup per Sebastiano Emmolo

Nascondeva 50 grammi di hashish nella giacca

Lunedì scorso i Carabinieri del Comando provinciale si sono recati nell’abitazione di Francesco Messina, 34 anni, per effettuare una perquisizione in quanto, per le notizie fornite da un confidente, avevano il fondato sospetto di poter rinvenire un congruo quantitativo di sostanze stupefacenti. La soffiata è risultata attendibile soltanto in parte, poichè i Carabinieri hanno rinvenuto complessivamente quattro pezzi di hashish per un peso complessivo di cinquanta grammi. Lo stupefacente era riposto nella tasca interna del giubbotto che Francesco Messina aveva riposto sull’appendiabiti all’ingresso della sua abitazione. Tuttavia, nel corso della perquisizione, i militari hanno rinvenuto la somma di seimila euro, nascosta nel cassetto di un mobile. Alla luce del rinvenimento della sostanza stupefacente i Carabinieri

Direttore Responsabile PINO GUASTELLA Registrazione del Tribunale di Siracusa N. 1 del 26.6.1989 Pubblicità inferiore al 70% Redazione Tel./Fax 0931/1853377 3382772409 MEDITERRANEO Tipografia - Editrice via Montegrappa, 159 96100 Siracusa

hanno ammanettato Francesco Messina e lo hanno rinchiuso in una cella della Casa circondariale di Cavadonna, in attesa di comparire davanti al Giudice delle indagini preliminari per la convalida dell’arresto. Ebbene, questa mattina, 20 febbraio, si è svolta l’udienza e il Gip Alessandra Gigli ha convalidato l’arresto operato dai Carabineri. Ma poi, dopo aver raccolto le dichiarazioni di Francesco Messina, alla presenza del suo difensore di fiducia, avvocato Giambattista Rizza, il Gip Gigli ha ordinato la sua immediata scarcerazione e gli applicato la misura cautelare della presentazione negli uffici del Comando provinciale dei Carabinieri. Cosa ha detto di tanto eclatante il Messina per meritarsi la scarcerazione. Nulla di stravolgente. Si è limitato a dire che i quattro pezzi di hashish li portava appresso per proprio uso personale. Il Messina, pur avendo precedenti penali in materia di violazione della legge sugli stupefacenti, ha negato che lui intendesse rivendere ai tossici che fumano spinelli i cinquanta grammi di hashish rinvenuti nella tasca del giubbotto e ha spiegato che i seimila euro trovatigli a casa dai Carabinieri li deteneva lui per fare una cortesia alla propria madre che, a suo dire, è la legittima proprietaria del denaro. Il Pubblico Ministero Caterina Aloisi, che aveva chiesto la misura coercitiva, ha preso atto della decisione del Gip Gigli di rimettere in libertà Francesco Messina, ma ha ottenuto il sequestro della somma di seimila euro. L’avvocato Giambattista Rizza, da parte sua, soddisfatto per il ritorno in libertà del suo assistito, ha annunciato che a giorni presenterà istanza o al Gip Gigli o al Tribunale della Libertà per il dissequestro dei seimila euro. F.G.

Rinviato a giudizio per lesioni personali

Rinvio a giudizio per un trentaduenne d’origine modicana. Si tratta di Sebastiano Emmolo, difeso dall’avvocato Antonino Savarino. A deciderlo è stato il Giudice dell’udienza preliminare Alessandra Gigli, dinanzi al quale l’uomo è comparso per difendersi dall’accusa di lesioni personali gravi. Il Gup ha disposto che Sebastiano Emmolo dovrà comparire dinanzi al Giudice Monocratico della sezione staccata di Avola del Tribunale per l’udienza del 2 dicembre prossimo. A Sebastiano Emmolo si contesta di avere, nel lontano 13 luglio del 2008 a Rosolini, aggredito e preso a schiaffi al volto la parte offesa, alla quale cagionava una perforazione timpanica post traumatica. F.G.


Sabato 23 febbraio 2013

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Mario Moscatelli tentò di travolgere con la propria auto i poliziotti che gli avevano intimato l’alt

Condannato a due anni finisce ai domiciliari

A conclusione del processo celebrato con il rito abbreviato a carico del ventiseienne Mario Moscatelli, il Giudice dell’udienza preliminare Alessandra Gigli ha pronunciato sentenza di assoluzione per il reato di tentato omicidio e di condanna per la fattispecie delittuosa di oltraggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Per i reati di cui è stato riconosciuto colpevole il Moscatelli, assistito dall’avvocato Aldo Ganci, ha avuto inflitta la pena di due anni di reclusione, senza la concessione della condizionale a causa dei suoi precedenti penali. A seguito della condanna, il Gup ha disposto gli arresti domiciliari a carico di Mario Moscatelli, che nel frattempo stava per essere scarcerato dalla Casa circondariale di Cavadonna in quanto ha finito di scontare una pena detentiva di otto mesi di reclusione. Il Moscatelli, il 15 giugno dello scorso anno, mentre si trovava alla guida della propria Fiat Doblò incappava in un posto di blocco istituito nel centro urbano di Noto dagli agenti del locale Commissariato e dai loro colleghi del Reparto Anticrimine di Catania. Avuto intimato l’alt, il Moscatelli, anziché fermare l’andatura della sua auto, pigiava il piede sull’acceleratore e tentava di speronare l’auto di servizio degli agenti del Reparto Anticrimine di Catania, urtandola violentemente alla fiancata destra. Per fortuna rima-

nevano tutti illesi i tre poliziotti a bordo dell’auto, tutti in servizio alla Questura di Catania. Non ancora soddisfatto, il Moscatelli ingranava la retromarcia e a tutta velocità si dirigeva contro l’auto di servizio degli agenti del Commissariato di Noto, cercando in particolar modo di investire l’assistente Cammisuli e

il sovrintendente Arena i quali, istintivamente, facevano un doppio passo all’indietro e riuscivano in tal modo a portarsi all’esterno della carreggiata, facendo fallire il criminoso progetto dell’automobilista. Il Moscatelli si dava quindi alla fuga ma, inseguito, veniva poi acciuffato e rinchiuso al carcere di Cavadonna con le accuse di tentato omicidio plurimo, oltraggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Mentre si trovava in carcere al Moscatelli veniva notificato un ordine di carcerazione per scontare la condanna di otto mesi inflittagli per una precedente disavventura con la legge. Scontata quella pena, il Moscatelli, tramite il suo difensore di fiducia, avvocato Aldo Ganci, ha chiesto di essere processato con il rito abbreviato in ordine alle accuse che gli sono state mosse per la sua folle performance commessa il 15 giugno 2012 e il Gup Alessandra Gigli, dinanzi a cui si è celebrato il procedimento, ha deciso di condannarlo a due anni di reclusione per i reati di violenza, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, mentre, condividendo la tesi difensiva illustrata dal penalista, secondo cui non erano ravvisabili nella condotta dell’imputato gli estremi del dolo diretto e nemmeno quelli del dolo alternativo, lo ha assolto dall’accusa più grave di tentato omicidio. F.G.

Gaetano Fiaschè è stato arrestato dalla Polizia di Stato dopo aver cercato di raggirare un’anziana donna

Caminante tenta la truffa dello specchietto

Si era appostato in una strada e ogni volta che si accorgeva che c’erano delle donne al volante delle auto in transito Gaetano Fiaschè 43 anni, residente a Città Giardino, lanciava delle biglie in acciaio contro le vetture, provocando in tal modo che le automobiliste si fermassero per constatare eventuali danni riportati alla carrozzeria. E a quel punto, il caminante diCittà Giardino usciva allo scoperto e alla guida della propria autovettura si avvicinava alle donne chiedendo a ciascuna di risarcirlo da cinquanta a cento euro in quanto, a suo dire, dalla “collisione” era stato danneggiato lo specchietto. Ma non era un giorno fortunato per il furbacchione. Alcune automobiliste lo hanno mandato a quel paese, rigettandole le accuse e le sue richieste di denaro, un’anziana donna invece quando si è sentita chie-

dere cento euro ha invitato il caminante a mantenere la calma e, col pretesto di dover informare un proprio congiunto in modo che le portasse il denaro, si è chiusa nella propria auto, ha preso dalla borsa il telefonino e ha chiamato il 113. Una pattuglia si è immediatamente recata nella zona indicata dall’anziana donna e ha sorpreso il Fiaschè, persona nota agli agenti, accanto alla vettura della parte offesa. La donna ha raccontato lo scherzetto che voleva farle il caminante e quando i poliziotti gli hanno chiesto conto della sua condotta il Fiaschè ha li ha spinti per farsi largo e ha cercato di darsi a precipitosa fuga, ma è stato bloccato e ammanettato. Lo hanno denunciato alla Procura per resistenza a pubblico ufficiale, tentata truffa, porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere e per guida senza patente.

Gaetano Fiaschè

Oltre ad aver violato le prescrizioni della misura di sicurezza, Emilia Toro è sospettata di tentato furto

Sorvegliata speciale finisce ai domiciliari lia Toro, che, invece, ne ha violato alcune, facendosi in tal modo denunciare alla Procura della Repubblica. Oltre ad essere disubbidiente alle prescrizioni previste dalla sorveglianza speciale la signora Toro è stata arrestata dai Carabinieri perché colta in flagranza di reato mentre tentava di compiere un furto. Secondo le ricostruzioni operate dai militari

dell’Arma la signora Emilia Toro è stata sorpresa mentre si accingeva a compiere dei furti in due appartamenti. I sospetti nutriti dai Carabinieri sono stati condivisi dal Pubblico Ministero di turno alla Procura, che ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti della signora Emilia Toro. F.G.

Fino all’8 marzo l’esercitazione antisommergibili Proud Manta

Augusta, la Nato ospite della Marina Militare

Emilia Toro Non era nuova agli schedari giudiziari la donna finita nel mirino dei Carabinieri della Compagnia di Noto. Emilia Toro, 51 anni, era già nota alle forze dell’ordine per aver commesso reati contro il patrimonio e perché da tempo sottoposta alla misura di sicurezza della sorveglianza speciale. Una misura che prevede una serie di prescrizioni come quello di trovare una stabile e lecita occupazione, di non frequentare pregiudicati, di non oziare, di ritirarsi a determinati orari e di non uscire di casa prima delle ore 7. Tutte prescrizioni ben note alle signora Emi-

AUGUSTA. In occasione dell’Esercitazione Proud Manta 2013, la più importante esercitazione anti-sommergibile della Nato, nella sede del Circolo Ufficiali della Marina Militare e all’interno della Base Navale di Augusta, si è svolto un evento mediatico con la partecipazione di alti ufficiali e scienziati italiani e stranieri. Come da programma alle 8:30 sono arrivati i rappresentanti della stampa presso il Circolo Ufficiali Marina Militare di Augusta e alle ore 9 ha avuto luogo la conferenza illustrativa sulla Esercitazione a cura del Capitano di Vascello De Bonis, Ufficiale di Stato Maggiore ai Piani del Comando Alleato delle Forze sottomarine (COMSUBSOUTH). Alle 9,30 si è svolto il briefing illustrativo sul contributo all’esercitazione da parte del Centro per la Ricerca e la Sperimentazione Marittima (CMRE ex NURC), a cura del dottor Kevin LePage, scienziato responsabile per POMA13. Alle 9:50 gli ospiti si sono spostati a piedi verso la Base Navale di Augusta e alle hanno preso parte all’incontro con il Contrammiraglio della marina statunitense Frederick Roegge, Comandante del Comando Alleato delle Forze Sottomarine (COMSUBSOUTH) e con il dottor Dirk Tielbuerger, Direttore del CMRE. Alle 10,45 tutti i partecipanti all’esercitazione e i rap-

presentanti della stampa hanno visitato i sottomarini presenti nella base. Dopo la giornata di ieri l’esercitazione Proud Manta durerà fino all’8 marzo prossimo. M. S.


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Sabato 23 febbraio 2013

Nuovo accorato appello di Crhistian Bianchini, detenuto nella Casa di reclusione di Taranto, per essere trasferito in un istituto di pena della provincia di Siracusa

“Datemi la possibilità di abbracciare mio figlio”

Nuovo appello al ministro della giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria dal siracusano Christian Bianchini, detenuto nella Casa circondariale di Taranto, dove sta scontando la pena di tredici anni di reclusione inflittagli dai giudici per i reati di mafia e narcotraffico contestatigli nell’ambito dell’operazione denominata “Terra Bruciata”. Christian Bianchini ha un figlioletto, che si chiama Mirko, e che ha cinque anni e mezzo. Un bambino che lui non ha visto nascere, perchè la sua venuta al mondo è avvenuta in concomitanza con l’operazione antimafia e antidroga “Terra Bruciata”, che i Carabinieri e gli agenti della Squadra Mobile hanno effettuato il 13 novembre 2007. Le vicissitudini processuali, i problemi di salute che lo hanno addirittura costretto a subire un delicatissimo intervento chirurgico, la separazione dalla moglie hanno impedito a Christian Bianchini di poter vedere il figlio Mirko anche perchè la madre, in considerazione della tenera età del bambino, si è sempre opposta a fargli affrontare il faticoso viaggio da Siracusa a Taranto. E proprio per aggirare l’ostacolo rappresentato dal viaggio in aereo, in treno o in auto cui si deve aggiungere anche il problema delle esorbitanti spese che la moglie o i genitori di Christian dovrebbero sobbarcarsi per portare il bambino a Taranto, Christian Bianchini ha dato incarico ai suoi difensori, tra cui l’avvocato Peppe Brandino, di chiedere al Magistrato

di Sorveglianza di Taranto di dargli l’autorizzazione a essere trasferito, anche se per uno o due giorni, dal carcere di Taranto a quello di Cavadonna, in modo da poter avere il colloquio con il figlioletto. Per lui sarà anche l’occasione di conoscere il figlio che non ha potuto vedere e assistere il giorno in cui venne alla luce. E sarà una giornatan speciale perchè avrà la gioia di prendere tra le braccia e di riempire di baci la sua creatura, il suo Mirko. Ma affinchè il sogno possa tramutarsi in realtà Christian Bianchini deve ottenere il nulla osta sia dal Magistrato di Sorveglianza a fare i viaggi dal carcere pugliese a quello di Siracusa, sia dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria che dovrà approntare la traduzione e l’accoglienza del detenuto presso la Casa circondariale di Cavadonna. Non sono problemi di agevole soluzione e di questo non solo i due difensori ma soprattutto Christian Bianchini se ne rendono perfettamente conto. Ma siccome la soluzione dovrà essere trovata per consentirgli di poter vedere e abbracciare il figlioletto, Christian Bianchini ha lanciato un appello alle Assocazioni che tutelano i diritti dei detenuti, al ministro della Giustizia, ai Garanti dei detenuti della Puglia e della Sicilia e al direttore generale del Dpa, nonchè ai direttosi delle Case circondariali di Taranto e Siracusa affinchè gli consentano di realizzare il sogno di conoscere e coccolare, sia per alcune ore, il proprio figlioletto.

Cristian Bianchini

Mercoledì il saluto agli studenti del commissario dell’Asp Mario Zappia

Lunedì apre l’anno accademico in scienze infermieristiche

Lunedì 25 febbraio avrà inizio l’anno accademico del Corso di laurea in Scienze infermieristiche che vedrà impegnati 110 studenti per il primo, secondo e terzo anno. L’istituzione a Siracusa di un canale del Corso di laurea è frutto della convenzione stipulata nel 2007 tra l’Azienda sanitaria provinciale e l’Università di Messina. Mercoledì 27 febbraio alle ore 10 nei locali universitari dell’ospedale Rizza di Siracusa si svolgerà la cerimonia di apertura dell’anno accademico con il saluto agli studenti del commissario straordinario dell’Asp di Siracusa Mario Zappia e del coordinatore del Corso di Laurea dell’Università di Messina Agostino Mallamace, presenti il vice direttore Giovanni Pellicanò, il direttore amministrativo del corso di Laurea Fausto Gennuso, i direttori sanitario e amministrativo dell’Asp di Siracusa rispettivamente Anselmo Madeddu e Vincenzo Bastante e la responsabile del Canale di Siracusa del Corso di laurea Maria Rita Venusino, responsabile della Formazione aziendale. Il corso di laurea è ospitato in locali ristrutturati dove oltre alle aule per le lezioni, sono a disposizione una sala riunioni, laboratori, sala mensa, segreteria per gli aspetti amministrativi e quant’altro utile a fornire agli studenti la possibilità, nel percorso formativo triennale, di raggiungere quella preparazione teorico-pratica

necessaria per entrare al meglio nel mondo del lavoro. Numerosi sono i medici dell’Azienda che svolgono il ruolo di docenti nel corso di laurea, come altrettanto numeroso è l’apporto del personale infermieristico aziendale che contribuisce con professionalità ed impegno sia nella didattica frontale che nelle attività di tutorato per il tirocinio che si effettua nelle corsie di tutte le strutture ospedaliere che fanno parte dell’Asp. “Si tratta di una eccellente opportunità - sottolinea il commissario straordinario Mario Zappia – resa possibile dalla volontà e dalla visione politica aperta al territorio di tutta la direzione aziendale, per contribuire alla formazione dei giovani con una fruizione universitaria più agevole ed immediata. E’ una realtà ben organizzata, punto di riferimento sia per le famiglie che per i giovani, che offre il vantaggio di avere a disposizione l’università nel territorio siracusano con un comprensibile ritorno in termini economici per le famiglie stesse”. Negli anni accademici precedenti si sono laureati circa 70 studenti e molti di loro già lavorano in diverse città italiane e anche all’estero. La laurea in Infermieristica è quella che oggi in Italia fornisce la possibilità di lavoro più immediata. Il 95% dei laureati trova occupazione entro un anno dalla laurea.

Il commissario dell’Asp Mario Zappia

Sì dell’Anas all’uso della vecchia Statale 114, si aspetta la Soprintendenza

Viadotto Scala Greca, ridotta a 3,5 tonnellate la portata dei mezzi pesanti

Via libera da parte dell’Anas all’utilizzo del tratto della vecchia Statale 114 sulla quale sarà convogliato il traffico in entrata verso viale Scala Greca. Il disco verde è arrivato questa mattina ed è l’effetto del tavolo tecnico istituito ieri dal commissario straordinario, Alessandro Giacchetti, per risolvere il problema del viadotto di viale Scala Greca. Al tavolo siedono, oltre al Comune (Ufficio tecnico, Ufficio mobilità e Polizia municipale), il Genio civile, la Soprintendenza ai beni culturali, l’Anas, la Polizia stradale e la Protezione civile regionale. La disponibilità della vecchia strada, tuttavia, non permette di iniziare i lavori di ripristino e messa in sicurezza, per i quali si attende il nulla osta della Soprintendenza. Un funzionario dell’ente regionale stamattina ha partecipato a una riunione con i tecnici del Comune, che gli hanno illustrato nel dettaglio il progetto; il nulla osta dovrebbe arrivare entro lunedì prossimo. Se il traffico in entrata percorrerà l’ex Statale, quello in uscita sarà convogliato sempre sul viadotto, per il quale sono state predisposte misure più restrittive. Da stamattina è stato portato a 3,5 tonnellate il peso massimo a pieno carico dei mezzi che possono percorrere il ponte, che per ora resta aperto in entrambi i sensi di marcia. Quando sarà disponibile la vecchia 114, si circolerà solo su una corsia al centro della carreggiata e i mezzi, così

com’è previsto già adesso, dovranno sempre mantenere una distanza di sicurezza di almeno 20 metri. Per quanto riguarda gli interventi di consolidamento del viadotto, il Comune è in attesa della relazione completa del tecnico incaricato, Antonio Badalà. La prossima settima saranno prelevati dei campioni

delle strutture per misurarne la resistenza al peso. Tutti gli elementi tecnici raccolti saranno poi messi a disposizione del Genio civile e serviranno per comprendere l’entità dei lavori e per redigere il progetto. Quanto alle somme necessarie, si punta a ottenere un finanziamento con i fondi della Protezione civile.

Giovedì 21 febbraio i militari della Stazione Carabinieri di Sortino, coordinati dal Comando Compagnia di Augusta hanno tratto in arresto in flagranza di reato: Cristian Aiello, 24 anni, nullafacente, pregiudicato e Gioacchino Cardì, 43 anni, entrambi pregiudicati catanesi. I due arrestati sono stati intercettati nella notte dai militari della Stazione di Sortino, mentre tentavano di asportare soldi e generi alimentari all’interno di un supermercato posto all’ingresso del paese nel quale si erano introdotti dopo aver praticato un foro nella parete esterna dell’esercizio commerciale. Sorpresi dai militari i ladri tentavano di darsi a precipitosa fuga nelle campagne circostanti abbandonando i mezzi sui quali avevano già caricato parte della refurtiva ma venivano immediatamente bloccati. Nel corso delle perquisizioni ai mezzi i Carabinieri rinvenivano altresì altri oggetti provenienti da un pre-

cedente furto compiuto dai due in una casa di campagna di Sortino. Tutta la refurtiva è stata restituita ai legittimi proprietari. Gli arrestati, espletate le formalità di rito presso il Comando Compagnia di Augusta, sono stati associati agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni Gioacchino Cardì e Cristian Aiello a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che ha disposto la convalida per la giornata di sabato 23 febbraio. D.D.

Presi due ladri dai Carabinieri di Sortino


Sabato 23 febbraio 2013

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Blitz della Digos e degli agenti del Commissariato di Pachino contro il fenomeno del manifesto selvaggio

A Rosolini sono state elevate sanzioni a partiti e candidati

Nell’ambito di un blitz contro il fenomeno del cosiddetto manifesto selvaggio, effettuato nel comune di Rosolini, alcune irregolarità sono state riscontrate dagli agenti del Commissariato di Pachino e da quelli della Digos relativamente al rispetto del corretto utilizzo degli spazi elettorali da parte dei partiti e dei candidati interessati alle Politiche del 24 e del 25 febbraio. A seguito delle segnalazioni da parte delle segreterie di partiti che hanno giustamente lamentato che i manifesti affissi negli spazi avuti riservati erano stati strappati o coperti con i manifesti di altri partiti e di altri candidati, il Questore ha dato mandato alla Digos e al Commissariato di Pachino di effettuare dei rigorosi controlli e, qualora avessero accertato delle violazioni alla legge elettorali, di sanzionare pesantemente non solo gli addetti all’affissione ma

anche i cosiddetti loro “datori di lavoro”, ovvero esponenti politici locali e segretari di sezioni dei vari partiti. In effetti le irregolarità sono state accertate e gli agenti hanno elevato le contravvenzioni, riservandosi di denunciare i responsabili alla Procura della Repubblica. Oltre ad applicare le sanzioni amministrative gli agenti della Polizia di Stato hanno proceduto all’oscuramento dei manifesti irregolarmente affissi. Tali servizi saranno portati avanti e incrementati non solo fino alla conclusione della campagna elettorale, ma anche sabato 23 febbraio e nelle giornate di domenica 24 e lunedì 25 febbraio, quando gli elettorali si recheranno alle Sezioni elettorali per votare. I controlli sono estesi a tutto il territorio provinciale. F.G.

Al termine di un movimentato inseguimento un ventunenne è stato arrestato dai militari della Guardia di Finanza

Un romeno trasportava nell’auto un carico di rame

Invece di fermarsi al posto di blocco dei finanzieri della Tenenza di Priolo-Melilli, pigiava ancor di più il piede sull’acceleratore della propria autovettura nel tentativo di far perdere le proprie tracce e soprattutto per non farsi beccare con il carico di rame che aveva rubato. Ne scaturiva un inseguimento che si concludeva col fermo del fuggitivo. Tutto questo accadeva nella notte di martedì in contrada Reuccio a Melilli. Era in corso un ordinario servizio di controllo del territorio quando i militari della Guardia di Finanza notavano una macchina che a velocità sostenuta percorreva una strada sterrata adiacente la ex SS 114. I movimenti di quel mezzo facevano nascere dei sospetti nelle Fiamme Gialle che non perdevano tempo nel raggiungerlo, intimandogli l’alt. Nulla da fare però: quel segnale non veniva per niente considerato dal conducente che iniziava a correre in direzione della statale. A sirene spiegate, l’au-

to delle Fiamme Gialle si lanciava all’inseguimento che durava ben oltre 30 minuti, Nel frattempo, veniva dato l’allarme e dal centralinista della Tenenza Guardia di Finanza veniva allertata un’ulteriore pattuglia che si dirigeva immediatamente sulla statale 114. Il rafforzamento degli uomini della Guardia di Finanza faceva si l’inseguimento si concludesse a loro favore. In contrada Targia il fuggitivo non poteva far altro che fermarsi e consegnarsi alle Fiamme Gialle. Una volta stoppato, i finanzieri scandagliavano la sua vettura nella quale erano ammassati oltre 400 chilogrammi di rame in matasse. L’automobilista, un ventunenne d’origine romena, veniva tratto in arresto per resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione e subito dopo veniva accompagnato presso la casa circondariale di Cavadonna, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. F.G.

(segue dalla prima)

Avola, fuoco alla porta del garage di casa Bono

vero e proprio e mi auguro che gli organi investigativi facciano al più presto piena luce sul grave episodio individuando mandanti ed esecutori. Il presidente Bono ha esercitato la sua attività di capo dell’Amministrazione con etica politica e trasparenza amministrativa”. L’intera Giunta provinciale esprime solidarietà al presidente della Provincia regionale, on. Nicola Bono, vittima nella notte di un vile attentato incendiario. “Siamo vicini al presidente Bono – hanno detto i componenti della Giunta – che nella sua attività politica e amministrativa ha sempre agito con correttezza, trasparenza e nel rispetto della legalità. L’etica politica e amministrativa del presidente Bono è nota a tutti e siamo certi che il capo dell’Amministrazione non si lascerà per nulla intimidire dall’ennesimo episodio delinquenziale avvenuto nel territorio e andrà avanti nella sua attività amministrativa insieme a tutti noi con determinazione e nell’interesse dei cittadini della provincia. Auspichiamo infine che i responsabili siano presto assicurati alla Giustizia”. Il commissario straordinario, Alessandro Giacchetti, ha espresso solidarietà al presidente della Provincia, Nicola Bono, vittima la notte scorsa di un’intimidazione. “Manifesto al presidente Bono – ha affermato – la vici-

nanza personale e della città. Sono certo che il gesto vile di cui è stato vittima rafforzerà il suo sforzo in favore di questo territorio, per uno sviluppo nel segno della legalità. La funzione di governo implica una forte assunzione di responsabilità ma richiede anche l’impegno di tutte le istituzioni nel respingere ogni forma di intimidazione”. «Piena condanna dell’atto intimidatorio che ha colpito la notte scorsa il Presidente della Provincia Regionale di Siracusa, on. Nicola Bono, solidarietà e vicinanza nei suoi confronti, e totale fiducia nel lavoro degli Inquirenti per assicurare quanto prima i responsabili alla Giustizia». Così il Sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, nel suo ruolo anche di Presidente provinciale e Vice Presidente regionale dell’ANCI, alla notizia dell’attentato incendiario che ha danneggiato la porta del garage dell’immobile di proprietà del presidente Bono ad Avola. «Gli amministratori locali nei Comuni e nelle Province – ha aggiunto Amenta – in particolare in questa difficile fase di crisi, sono sempre più in trincea, esposti, e spesso in totale solitudine. Non è intimidendoli o minacciandoli che si esce dal tunnel, piuttosto, atti come quello ai danni del Presi-dente Bono, devono indurre tutti ad una più attenta riflessione sulle dif-

ficoltà che giornalmente Sindaci, Presidenti di Provincia e Amministratori locali, devono affrontare per dare risposte ai propri territori e ai propri cittadini». «Piena condanna dell’atto intimidatorio che ha colpito la notte scorsa il Presidente della Provincia Regionale di Siracusa, on. Nicola Bono, solidarietà e vicinanza nei suoi confronti, e totale fiducia nel lavoro degli Inquirenti per assicurare quanto prima i responsabili alla Giustizia». Così il Sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, nel suo ruolo anche di Presidente provinciale e Vice Presidente regionale dell’ANCI, alla notizia dell’attentato incendiario che ha danneggiato la porta del garage dell’immobile di proprietà del presidente Bono ad Avola. «Gli amministratori locali nei Comuni e nelle Province – ha aggiunto Amenta – in particolare in questa difficile fase di crisi, sono sempre più in trincea, esposti, e spesso in totale solitudine. Non è intimidendoli o minacciandoli che si esce dal tunnel, piuttosto, atti come quello ai danni del Presi-dente Bono, devono indurre tutti ad una più attenta riflessione sulle difficoltà che giornalmente Sindaci, Presidenti di Provincia e Amministratori locali, devono affrontare per dare risposte ai propri territori e ai propri cittadini».


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Sabato 23 febbraio 2013

Nella chiesa del Sacro Cuore di Augusta si è svolto il convegno regionale della Pia Unione Primaria “Santa Rita da Cascia”

La commovente la storia del bambino guarito con la reliquia della Santa AUGUSTA. Domenica 17 Febbraio 2013 si è svolto, nella chiesa parrocchiale Sacro Cuore di Gesù, il II convegno regionale della Pia Unione Primaria “Santa Rita da Cascia”. Visti la devozione e l’amore che il ridente quartiere Sacro Cuore-Borgata manifesta quotidianamente verso Santa Rita, don Davide Di Mare,p astore carismatico e zelante della comunità, unitamente ai responsabili della Pia Unione Primaria, Antonio Marino e a Francesca Saia,ha deciso di stilare un programma di festeggiamenti e preghiera intorno al la figura della Santa dei “casi disperati”. L’evento è stato sottolineato dall’arrivo della reliquia della cintura dell’abito agostiniano che S. Rita portò per i quarant’anni di vita monastica. La reliquia è stata portata da padre Ludovico Maria Centra,agostiniano del santuario di Santa Rita (Cascia) e dalla signorina Alessandra Paoloni,presidente della Pia Unione Primaria di Cascia. Venerdì 15 febbraio,dopo la messa delle ore 8.30,la comunità ha accolto la reliquia con il suono festoso delle campane e intonando inni devozionali a Santa Rita. Un miracolo è legato alla cintura. Padre Ludovico era andato con la reliquia in un paese della Lombardia per esporla alla venerazione dei fedeli. Un anno dopo, ritornato in quel luogo,gli si avvicinò una signora che gli raccontò di avere un nipotino che aveva una malformazione cardiaca e doveva essere operato. La nonna,allora,aveva toccato con un fazzolettino la reliquia della cintura e aveva detto al nipotino di poggiarlo sul cuore ma di non dire nulla a nessuno. Qualche mese dopo, il bambino e i genitori andarono a Roma per l’intervento e portarono con sé le radiografie per farle vedere al chirurgo. Durante la loro permanenza a Roma il bambino ne fece delle altre. Il chirurgo allora,stupito,disse ai genitori che dalle lastre risultava che il bambino non riscontrava nessuna malformazione come se fosse stato operato e l’operazione fosse riuscita alla perfezione. Increduli,i genitori, risposero che forse si sbagliava,ma solo allora il bambino confidò il segreto suo e della nonna. Il bambino al giorno d’oggi sta bene e da allora non è stato riscontrato alcun problema al miocardio. Momento centrale è stata l’intera giornata del 17. A partire dalle ore 9.00 i vari gruppi che hanno preso parte alcConvegno sono stati accolti presso l’oratorio “San Giovanni Bosco” (eretto nel 2009 e ampliato nel 2012 da padre Di Mare).Nello stesso luogo si sono svolti i lavori del convegno,guidati da padre Ludovico,che ha trattato vari argomenti, tra cui l’ “Anno della Fede”. Nel pomeriggio,alle ore 16.00,è stata celebrata la solenne celebrazione eucaristica per i partecipanti al convegno. La liturgia è stata presieduta da

padre Orazio Greco,sacerdote della diocesi di Catania che svolge il suo mandato pastorale a San Giovanni La Punta,ed è stata concelebrata da padre Ludovico e da frate Roberto Caminiti,della congregazione dei Rogazionisti di S. Annibale Maria di Francia. Prima dei riti di introduzione,la signorina Alessandra ha portato i saluti al parroco,agli associati e a tutta la comunità presente,da parte di suor Natalina Todeschini, madre badessa del santuario di Cascia,che ha spronato tutti ad approfittare di questo periodo di Quaresima per riscoprire la vera fede,fede che è sempre stata salda in Rita. L’animazione liturgica è stata curata dalla Schola Cantorum della parrocchia. La messa delle ore 18.30 è stata celebrata da padre Ludovico Centra. Particolarmente interessante l’omelia del padre agostiniano,incentrata sul tema “Non di solo pane vivrà l’uomo.” Con le sue parole padre Ludovico ha fatto riflettere l’assemblea sulle tentazioni che ogni giorno affliggono l’uomo, prima fra tutte la brama di potere. A questa tentazione è stato collegato per opposizione il grande gesto di umiltà compiuto dal papa Benedetto XVI,mostrando il proprio attaccamento verso la chiesa Universale e non verso la poltrona da lui occupata.,Padre Davide ha portato la reliquia della cintura (che in questi giorni è stata collocata nella cappella di Santa Rita,al posto del simulacro della santa,posto sull’altare maggiore) in mezzo all’assemblea per la venerazione e benedizione dei fedeli. Durante tutto l’arco della serata sono stati tantissimi i ringraziamenti,giunti via telefono o via social network (la parrocchia gestisce una pagina Facebook per informare i fedeli su tutti gli avvenimenti del “campanile”) per l’accoglienza,per i sorrisi e per il clima di festa trovato. In questi giorni di permanenza ad Augusta,padre Ludovico e Alessandra sono rimasti particolarmente colpiti per il copioso numero di fedeli accorso sia

per rendere omaggio alla Reliquia,sia per assistere alle messe. Hanno confidato,con un po’ di rammaric o,che,paradossalmente,il culto di Rita a Cascia non è sentito cosi come in altri luoghi. A padre Ludovico,in particolare,manca quell’ambiente parrocchiale,ricco di bontà,genuinità e naturalezza che ha potuto avvertire in questi giorni qui e che al Santuario è difficile si venga a creare,visto che è meta prevalentemente di turisti e la comunità locale è quasi del tutto assente. La reliquia rimarrà al Sacro Cuore fino al 14 marzo e verrà esposta ogni domenica e ogni giovedì per i’esercizio devozionale dei Quindici Giovedì di Santa Rita. Mauro Farina Foto di Mario Leonardi

LETTERE AL DIARIO. Claudio Forestiere e Angelo Pasqua criticano l’Amministrazione comunale per avere dato in uso il salone del Palazzo di Città a candidati, politici e rappresentanti di liste

“Si torni a fare propaganda nelle piazze e non dentro il Municipio” Riceviamo la lettera inviata al Diario da Claudio Forestiere e Angelo Pasqua. AUGUSTA. In questi giorni di fermento politicoelettorale, stiamo assistendo a un fitto avvicendamento di personaggi politici di spicco al Salone del Palazzo di Città: il 10 febbraio è intervenuto Gianfranco Fini, leader del FLI e Presidente della Camera Dei Deputati, mentre il 16 febbraio è stata la volta di Rosario Crocetta, Governatore della Regione Sicilia e leader del partito “Il Megafono”. In entrambi i casi, ci è parso di ravvisare la storiella del lupo che si traveste da agnellino: i politici in questione, infatti, seguendo lo stesso canovaccio, vengono accolti al Palazzo di Città in veste di rappresentanti istituzionali, ottenendo così l’autorizzazione a utilizzare il Salone di Città per incontrare i cittadini, facendosi introdurre dai saluti del Commissario regionale in carica con tanto di fascia tricolore; alle spalle dei relatori, però, campeggiano nemmeno tanto fittiziamente i luoghi partitici di riferimento e il politico di turno avvia la sua esplicita propaganda elettorale in favore della propria lista alle prossime elezioni nazionali. Il giochetto in questione viene a palesarsi esplicitamente anche attraverso i manifesti affissi per le strade, dove gli incontri al Salone del Palazzo di Città vengono pubblicizzati con tanto di logo elettorale, prima FLI, poi “Il Megafono”. Davanti a una tale evidenza, ci sembra quantomeno inopportuno concedere il Salone del Palazzo di Città ai fini della propaganda elettorale, violando palesemente l’articolo 1 del “Regolamento per la concessione e l’uso del Salone municipale di rappresentanza” che , citiamo testualmente, puntualizza “non saranno accolte richieste volte allo svolgimento di manifestazioni il cui contenuto attenga ad argomenti legati a campagne elettorali”.

Noi preferiamo che la propaganda si torni a fare nelle piazze, confrontandosi con i cittadini senza alcuna “benedizione” istituzionale, evitando di declassare il Salo-

ne di città a un salotto di propaganda politico-elettorale. Claudio Forestiere Angelo Pasqua

Funerali molto partecipati in Chiesa Madre per la fondatrice dell’Associazione “Book and wine” e gerente della tabaccheria di Via Principe Umberto di Augusta

Scompare improvvisamente Maria Grazia Castrovinci AUGUSTA. Funerali molto partecipati alle 17.30 del 20 febbraio in chiesa Madre per Maria Grazia Mastrovinci, scomparsa il giorno prima, improvvisamente, senza un segnale premonitorio, dolcemente, però, mentre era seduta in poltrona a leggere un libro. Aveva appena 41 anni e gestiva con il padre e il marito una tabaccheria nella principale via del centro storico intitolata al Principe Umberto. Era conosciuta da molte persone per questa ragione e anche perché, con il marito e con altri, aveva dato vita all’associazione “Book and wine” un gruppo di appassionati lettori che, dopo aver scelto il titolo di un libro, si davano appuntamento per discuterne insieme. Sulla home page del sito, sono state pubblicate queste parole: “Condividere il gusto della lettura, confrontando emozioni e suggestioni con vecchi e nuovi amici lettori, in un viaggio sempre stimolante e coinvolgente“. Il viaggio di Maria Grazia è stato bellissimo e – appunto – coinvolgente. Si è concluso ieri sera, poco prima dell’inizio di un nuovo evento bookandwine. È stata trovata con il libro che doveva presentare. Il suo cuore si era fermato. Maria Grazia, ancora giovanissima, lascia questa terra… ma il suo sogno rimane. B. W.

Maria Grazia Castrovinci


Sabato 23 febbraio 2013 (Segue dalla prima)

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L’avvocato Giuseppe Lipera: “Abbandonati dallo Stato”

scritto una lettera indirizzata al Capo dello Stato Giorgio Napolitano, al ministro degli Esteri Giulio Terzi e al Procuratore Generale della Repubblica della Corte d’Appello di Catania per “avere notizie” e “contezza del fatto che, quanto meno, si stia facendo tutto il possibile” perché i congiunti “si sentono abbandonati dallo Stato”. “Dal luglio del 2012 non si hanno più notizie di Gianluca Bianca, il capitano del peschereccio Fatima II scomparso nelle acque libiche, che è stato poi ritrovato in Egitto - scrive, l’avvocato Giuseppe Lipera- Il capitano, con tre pescatori siracusani, un tunisino e due egiziani, era impegnato in una battuta di pesca al largo della Libia. Secondo il racconto degli italiani, sarebbero stati vittima di un ammutinamento da parte degli stranieri, che li avrebbero poi abbandonati al largo delle coste greche, dove sono stati soccorsi. Pochi

giorni dopo la scomparsa del Fatima II, l’imbarcazione è stata trovata in un porto egiziano senza nessuno a bordo. Le autorità egiziana - si legge ancora - hanno successivamente fermato due sospettati, ritrovando il cellulare di Bianca”. Antonina Moscuzza e Monica Patania, madre e moglie di Bianca Fatti che Monica Patania aveva raccontato a LiveSicilia nei minimi particolari. Dal giorno dell’ultimo bacio fino alla telefonata tenerissima dove il marito chiedeva come stavano i suoi tre bambini. (Bianca ha altri due figli da un rapporto precedente). “La Procura di Siracusa ha avviato un’indagine sul Fatima II - scrive ancora l’avvocato- ma la famiglia Bianca si sente abbandonata da uno Stato che dovrebbe tutelare ogni suo cittadino ovunque si trovi”. Lipera nella missiva si interroga, o meglio interroga le istituzioni: “Sarebbe stata la stessa cosa se al posto dello

sconosciuto pescatore ci fosse stato un eminente personaggio? - e affonda facendo l’esempio del giallo di Los Roques - Giustamente per la scomparsa dell’aereo su cui viaggiava il povero Missoni vi è stata una mobilitazione generale, per Bianca c’é un silenzio assordante! Lo Stato - conclude Giuseppe Lipera - non può e non deve dimenticare chi gli appartiene, chiunque esso sia”. “Mi devono cercare mio marito”. Monica chiede questo. “Giustizia” grida la mamma Antonina Moscuzza. Sono pronte a marciare fino a Roma per convincere la Farnesina a fare qualcosa qualsiasi cosa tanto che hanno anche preparato un volantino (nella foto) dove chiedono anche un sostegno economico per affrontare le spese. Aggrappate alla speranza di rivedere Gianluca: perché fino a quando non c’è un corpo su cui piangere, esiste una possibilità, seppur remota, che la vita abbia vinto.

Il piccolo imprenditore edile Antonino Rossitto custodiva nel garage e all’interno della barca di sua proprietà tre pistole, di cui una Franchi Llama rubata nell’abitazione di campagna dell’avvocato Ruggero Gibilisco

Armi, davanti al Gup patteggia 2 anni e 6 mesi Comparso davanti al Giudice dell’udienza preliminare Alessandra Gigli per rispondere del reato di detenzione illegale di tre pistole, due delle quali marca Beretta e la terza una Franchi Llama, tutte di calibro 7,65 Antonino Rossitto, 38 anni, ha deciso di patteggiare la pena e si è visto applicare due anni e sei mesi di reclusione. A seguito della sentenza di applicazione della pena a richiesta delle parti il difensore dell’imputato, avvocato Junio Celesti, ha preannunciato che presenterà nelle prossime ore un’istanza tendente ad ottenere la remissione in libertà del suo assistito. Il Rossitto al momento si trova agli arresti domiciliari. Rossitto, titolare di una ditta edile che stava effettuando i lavori di pavimentazione di una strada nella zona alta della città, nel mese di giugno dello scorso anno ricevette nella sua abitazione di Via Immordini la visita

dei Carabinieri del comando provinciale, i quali da informazioni di cui erano venuti in possesso avevano appreso che l’uomo detenesse illegalmente delle armi. Nel corso della perquisizione effettuata sia nell’abitazione, sia nel garage di pertinenza del Rossitto che a bordo della sua barca i carabinieri rinvennero le tre pistole, una delle quali addirittura rubata qualche tempo prima nell’abitazione di campagna, alla periferia di Floridia, dell’avvocato Ruggeri Gibilisco. Al penalista era stata saccheggiata l’abitazione da ignoti ladri che, addirittura, avevano avuto il tempo di trovare i vari pezzi della pistola Franchi Llama e di rimontarla, per poi rivenderla al Rossitto. A seguito della scoperta delle tre pistole il Rossitto venne tratto in arresto e denunciato alla Procura della Repubblica per detenzione illegale e ricettazione di armi da sparo.

(Segue dalla prima)

La Cassazione ordina un nuovo processo per Pisano e Quadarella

bito conto una pena di un anno, nove mesi e venti giorni e un’altra pena di tre anni di reclusione sempre per detenzione e spaccio di droga), il Pisano, pur essendo stato assolto dall’articolo 73 della legge sugli stupefacenti, si era visto ribadire dalla Corte d’Appello la condanna per l’aggravante dell’articolo 80, cioè a dire per l’ingente quantitativo della droga che avrebbe spacciato, nonostante non fosse stato mai trovato in possesso di cocaina. Le incongruenze in sentenza rilevate dai giudici della Suprema Corte hanno determinato l’annullamento del verdetto pronunciato dalla Corte d’Appello di Catania. Pisano e Quadarella, che in primo e secondo grado sono stati assistiti dall’avvocato Junio Celesti, si trovano in carcere dall’estate del 2008, da quando cioè gli agenti della Squadra Mobile di Siracusa eseguirono gli arresti di quattordici persone tutte ritenute appartenenti o avvicinate al clan mafioso di Santa Panagia. All’operazione antimafia e antidroga fu dato il nome convenzionale di “Light fire”, cioè a dire piccoli incendi, una parte degli arrestati si era resa responsabile di attentati incendiari ai danni di cantieri edili e ditte commerciali come atto di ritorsione verso i titolari che si erano rifiutati di pagare il pizzo. Uno degli arrestati, Vincenzo Grande, si suicidò poi al carcere di Bicocca, mentre tutti gli altri, eccezion fatta per Sebastiano Pisano e Daniele Quadarella che hanno optato per il processo con rito ordinario, scelsero di essere giudicati con il rito abbreviato. Le pene più pesanti sono state inflitte a Umberto Piantini e Giancarlo Cavarra, 20 anni ciascuno, in quanto ritenuti i reggenti del gruppo e i promotori delle estorsioni, degli attentati incendiari e del traffico di droga. Così come aveva fatto precedentemente nei confronti di Umberto Piantini, Giancarlo Cavarra, Aldo Buccheri, Adalberto e Leonardo Adamo ai quali aveva annullato la sentenza limitatamente al reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico delle sostanze stupefacenti e alla circostanza aggravante dell’ingente quantitativo, la Corte di Cassazione ha usato lo stesso metro di valutazione anche nei confronti di Sebastiano Pisano e Daniele Quadarella, che in Corte d’Appello sono stati condannati rispettivamente a sedici e diciotto anni di reclusione perchè riconosciuti colpevoli di narcotraffico e dell’aggavrante di cui all’articolo 80 della legge 309/90. I giudici della Suprema Corte hanno annullato la sentenza pronunciata a loro carico dai giudici della Corte d’Appello di Catania. La Suprema Corte ha accol-

to il ricorso presentato dall’avvocato Giambattista Rizza, che ha assunto la difesa di Sebastiano Pisano e Daniele Quadarella subentrando all’avvocato Junio Celesti che li aveva assistiti sia in primo che in secondo grado. I giudici della Suprema Corte non hanno ritenuto ben motivata la sentenza relativamente alla parte in cui da un lato i due siracusani sono stati riconosciuti colpevoli di associazione finalizzata al traffico delle sostanze stupefacenti mentre dall’altro sono stati assolti con formula piena dall’accusa di essere appartenenti ad un’associazione di stampo mafioso. Tra l’altro, mentre il Quadarella è stato arrestato in flagranza di reato in quanto sorpreso in possesso di droga con un componente del clan Santa Panagia (nella condanna a suo carico a 18 anni di reclusione vanno messe in debito Aldo Buccheri e Giancarlo Marsala conto una pena di un anno, nove mesi e venti giorni e gare il pizzo. Uno degli arrestati, Vincenzo Grande, si un’altra pena di tre anni di reclusione sempre per deten- suicidò poi al carcere di Bicocca, mentre tutti gli altri, zione e spaccio di droga), il Pisano, pur essendo stato eccezion fatta per Sebastiano Pisano e Daniele Quadaassolto dall’articolo 73 della legge sugli stupefacenti, si rella che hanno optato per il processo con rito ordinaera visto ribadire dalla Corte d’Appello la condanna per rio, scelsero di essere giudicati con il rito abbreviato. Le l’aggravante dell’articolo 80, cioè a dire per l’ingente pene più pesanti sono state inflitte a Umberto Piantini, quantitativo della droga che avrebbe spacciato, nono- Giancarlo Cavarra e Aldo Buccheri, che, per tutti i reati stante non fosse stato mai trovato in possesso di cocaina. di cui dovevano rispondere sono stati condannati a 20 Le incongruenze in sentenza rilevate dai giudici della anni ciascuno, in quanto ritenuti i reggenti del gruppo Suprema Corte hanno determinato l’annullamento del e i promotori delle estorsioni, degli attentati incendiaverdetto pronunciato dalla Corte d’Appello di Catania. ri e del traffico di droga. Bene l’altro ieri si è svolto il Pisano e Quadarella, che in primo e secondo grado sono processo davanti alla terza Sezione penale della Corte stati assistiti dall’avvocato Junio Celesti, si trovano in di Appello di Catania a carico di Piantini, Cavarra, Buccarcere dall’estate del 2008, da quando cioè gli agenti cheri, Marsala e padre e figlio Adamo e, uniformandosi della Squadra Mobile di Siracusa eseguirono gli arresti alla decisione dlla Corte di Cassazione, i giudici hanno di quattordici persone tutte ritenute appartenenti o avvi- assolto tutti gli imputati dalla circostanza aggravante di cinate al clan mafioso di Santa Panagia. All’operazione cui all’articolo 80 della legge sugli stupefacenti, conferantimafia e antidroga fu dato il nome convenzionale di mando per il resto la pena inflitta a ciascuno dalla pre“Light fire”, cioè a dire piccoli incendi, una parte degli cedente Corte d’Appello. Gli imputati sono stati assistiti arrestati si era resa responsabile di attentati incendiari dagli avvocati Franca Auteri, Ugo Pera, Junio Celesti ai danni di cantieri edili e ditte commerciali come atto e Salvatore Pace. A breve da un’altyra Corte d’Appeldi ritorsione verso i titolari che si erano rifiutati di pa- lo dovranno essere processati il Pisano e il Quadarella.


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Sabato 23 febbraio 2013

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Il mondo della politica è in fibrillazione per la nuova indagine che stanno conducendo i Carabinieri del comando provinciale e della Compagnia di Augusta con il coordinamento della Procura distrettuale antimafia di Catania

34 avvisi di garanzia per altrettanti colletti bianchi Augusta. Il mondo cittadino della politica è in fibrillazione. Le voci si fanno più insistenti da un giorno all’altro. C’è chi aspetta con ansia, chi con un certo timore, anche se ciò che attende non dovrebbe far paura essendo soltanto uno strumento previsto dal codice di procedura penale quale meccanismo a favore del cittadino. Il cittadino, cioè, su cui gl’inquirenti stanno indagando viene formalmente portato a conoscenza che su di lui ci sono indagini in corso e, quindi, viene messo nelle condizioni di nominare un avvocato per potersi mettere nelle migliori condizioni per difendersi, per farsi rappresentare davanti agli organi che stanno compiendo le indagini. Ad Augusta è come sospesa, da circa un mese, la notizia che alcuni avvisi di garanzia saranno notificati a personaggi di rilievo. I cronisti sono allertati. E stanno sul chi vive. Si sa che stanno indagando i Carabinieri della compagnia di Augusta e la Direzione distrettuale antimafia di Catania. Le cosiddette fonti istituzionali, però, in questo momento hanno, come si sul dire, le bocche cucitissime. C’è chi arriva a dire apertamente che sono pronti per essere firmati ben 34 avvisi di garanzia, derivanti dalle indagini che, recentemente, per quattro mesi circa, hanno portato gl’inquirenti direttamente a palazzo di città per sequestrare e analizzare montagne di documenti, deliberazioni, determine e altro, delle amministrazioni civiche dirette da quel Massimo Carrubba che si dimise il 31 agosto 2012 peché – si disse – voleva

candidarsi a un seggio al cosiddetto parlamento siciliano. Così poi non è stato ed è stata immediatamente avanzata l’ipotesi che Carrubba si sia dimesso proprio in vista del sequestro, consigliato dai suoi legali per evitare una misura grave da parte degl’inquirenti. Dimettendosi e affermando d’essere a disposizione degli elettori, Carrubba avrebbe salvato la faccia, anche se impresentabile in quel momento qualunque lista di candidati. Che questo potesse essere il sospetto giusto sarebbe confermato dal fatto che, a fine indagine, la commissione d’indagine ha chiesto al prefetto di formalizzare al ministro degl’Interni la richiesta di sciogliere il Comune di Augusta per infiltrazioni mafiose. Richiesta per ora rimasta a bagnomaria per via delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio. Gli avvisi di garanzia che trentaquattro persone temono e molti altri, invece, sperano come preavviso di condanne deriverebbero proprio dalla conclusa indagine documentale che si è spinta fino a anni precedenti la Giunta Carrubba. Il fatto è che da strumento a tutela del cittadino l’avviso di garanzia si è trasformato con il tempo in una sorta di anticipo di condanna, di gogna mediatica cui si dà, di solito, grande risalto, anche perché la procedura viene vista come l’anticamera di un processo. E comunque sia, un processo, soprattutto a politici, piccoli o grandi, locali o no, è sempre uno spettacolo di grande interesse per la pubblica opinione. Giorgio Càsole

Massimo Carrubba

I ragazzi e i loro insegnanti, accompagnati dal sindaco, hanno manifestato il loro dissenso contro la spending review nella pubblica istruzione decisa dalla giunta regionale presieduta dal governatore Crocetta

Protestano gli studenti ed i docenti del Leonardo da Vinci di Floridia Un folto pubblico ha accolto domenica scorsa al Teatro Vasquez il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta. Non era in visita istituzionale ma per una convention organizzata dal suo partito in vista delle votazioni di domani 24 febbraio e di lunedì 25. Ad accoglierlo sono stati i dirigenti provinciali di partito, e tra una recita del conduttore, un paio di canzoni di ottima fattura del bravissimo Peppe Cubeta, sono riusciti a trovare spazio e manifestare al presidente Crocetta tutto il loro disagio i ragazzi del Liceo scientifico Leonardo da Vinci , con sede a Floridia. Gli studenti saranno accorpati con un altro istituto scolastico, perdendo, così, la denominazione e l’onore di appartenenza ad un istituto di valore e di cultura scientifica. Per il liceo Leonardo Da Vinci il bubbone è scoppiato domenica scorsa con le proteste degli studenti, dei professori e del personale di segreteria. Alunni, docenti e personale amministrativo, accompagnati dal sindaco di Floridia, Scalorino, all’unisono, hanno detto no alla rivoluzione scolastica decisa dalla giunta regionale. I ragazzi e i loro insegnanti non intendono rassegnarsi alla perdita d’identità scolastica per diventare un’appendice dell’Istituto per Geometri “Filippo Juvara” di Siracusa. È questo l’amaro progetto redatto dal Miur per realizzare la spending review nel ramo dell’Istruzione. Fino all’anno scorso il limite minimo di alunni doveva essere di seicento per mantenere la propria indipendenza amministrativa. Ma da poco questo limite è stato innalzato a novecento. Da qui lo scompaginamento per storici istituti e per valorosi licei come lo scientifico di Floridia è stato immediato. 593 sono gli studenti iscritti al Leonardo Da Vinci ed è praticamente impossibile raggiungere la quota di 900, anche se il territorio di servizio comprende i Comuni di Solarino, Canicattini, Ferla, Cassaro. Ma non c’è soltanto risentimento per una quota minima esagerata dettata dai vertici istituzionali, ma tanta ira dettata dalle manchevolezze burocratiche che hanno segnato i lavori ha hanno prodotto il piano degli accorpamenti. Innanzitutto, in sede regionale dove è stato formato il piano di accorpamento, al tavolo tecnico ha preso parte anche il rappresentante della Provincia aretusea, ma il delegato non ha potuto votare – come afferma il prof. Luigi Interlandi -, perché non aveva ricevuto delega in tal senso. Secondo, sembra che ci sia una volontà politica di salvare precipuamente l’Istituto per geometri, come è stato già fatto lo scorso anno con i livelli minimi non raggiunti. Terzo, si potevano adottare altre soluzioni come il dirottamento di un corso dell’IPSIA convogliandolo verso il liceo L. DA Vinci e salvarne l’esistenza. Si poteva in tal modo, seguire un criterio di merito, premiando la forte evoluzione che ha segnato tutti i 40 anni decorsi dalla sua nascita il liceo Sientifico floridiano, valido punto di riferimento per i giovani che seguono gli studi superiori , istituzione scolastica che ha vari fiori all’occhiello come ad esempio l’installazione di un osservatorio astronomico e la progettazione del liceo sportivo nelle sue aule. Non è poco, anzi è tanto il contenuto che si può

disperdere, in termini di cultura, con la soppressione del Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci, a Floridia. Caro pre-

sidente e caro assessore regionale ci sarebbe da meditare. Sergio Tomaino

L’angolo delle opinioni

No all’accorpamento dei licei classico e scientifico Amministrare una regione come la Sicilia è stata sempre una funzione piena di difficoltà. Sia per la sua estensione con nove province sia per le peculiarità proprie di stampo culturale. Ma nella materia dell’istruzione mai si era vista tanta superficialità, proponendo di accorpare il liceo classico Tommaso Gargallo con il liceo scientifico O.M. Corbino in un unico plesso scolastico. Incredibile! Crocetta ed il suo staff di tecnici dovrebbero sapere che il liceo classico Tommaso Gargallo è un’istituzione culturale oltre che scolastica, che ha una vita lunga tanto quanto quella dell’unità d’Italia, oltre 150 anni. Da questo liceo son venuti fuori, per la maggiore, i dirigenti che hanno occupato posizioni apicali della società. Questi sono fatti che hanno dato un contributo fondamentale all’evoluzione sociale. E da ciò si deve partire anche se si deve dare esecuzione ad una legge penosa e penalizzante che prevede il raggiungimento di un numero minimo di 550 studenti per continuare ad essere istituzione scolastica. E’ necessario che i “gargallini” continuino a sentirsi parte integrante di una identità liceale propria e ben definita permeata dal senso di appartenenza ad una determinata ma non formalizzata quota di studenti su cui sono tacitamente riversate le aspettative dell’intera civitas. Pare che oggi il liceo T.Gargallo non raggiunga tale cifra e l’ente regionale deputato alla gestione dell’apparato istruttivo ha deciso l’accorpamento con un altro istituto scolastico.

Ma pur soggiacendo alla predisposizione di determinati parametri, è equilibrata una scelta di accorpamento effettuata senza aver consultato i deputati regionali di provenienza siracusana, (come ad esempio l’onorevole Vincenzo Vinciullo che nelle scuole ha insegnato per qualche decennio prima di intraprendere l’attività politica)? Perché tale scelta così fa supporre. Nel caso diverso, se la consultazione fosse avvenuta, non si comprendono le ragioni che l’hanno determinata. Occorre precisare che stiamo argomentando sull’accorpamento dei licei Gargallo e Corbino in un unico edificio. E questo ci scandalizza. Non si tratta invece di una reggenza di un liceo da parte di un preside che ha già la dirigenza di un altro liceo. Infatti questa ipotesi potrebbe verificarsi senza creare clamori. Invece ciò che colpisce è la decisione di mettere insieme due licei di diversa natura, scientifica e classica. Infine si chiede che l’esecutivo regionale riveda le proprie decisioni optando per la reggenza dirigenziale del liceo Gargallo insieme a quella del liceo Scientifico Einaudi per il quale si sta costruendo il nuovo edificio in zona vicina alla sede attuale del liceo Gargallo, nell’area della Pizzuta. In conclusione occorre evitare che svanisca quel senso di appartenenza ad una istituzione scolastica ultrasecolare che sostiene e mitiga il notevole impegno che si richiede a quanti intendano intraprendere gli studi classici. Sergio Tomaino


Sabato 23 febbraio 2013

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Presentata nell’auditorium del Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi l’iniziativa finalizzata a far rivivere il telaio e la tessitura

Scuole, progetto “Storie di intrecci” Prenderà il via il prossimo mese, nelle scuole di ogni ordine e grado coinvolte della provincia di Siracusa, uno straordinario viaggio nel passato attraverso “Storie di intrecci”. È infatti questo il titolo del progetto, nonché laboratorio interdisciplinare di tessitura, che è stato presentato nell’auditorium del Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi di Siracusa, lunedì 18, dalla direttrice Beatrice Basile, dal direttore del museo civico di Buscemi Rosario Acquaviva e dal sindaco di Buscemi Giuseppe Giansiracusa. Un percorso culturale, una collaborazione e una complementarietà esistenti da anni, tra il museo regionale siracusano e il museo etnografico di Buscemi, che hanno come finalità la necessità di agire in rete e la valorizzazione del nostro territorio. È quanto ha dichiarato Rosario Acquaviva. “L’universo di dialogo sono le scuole, loro sono il nostro futuro. Se c’è una chiara e precisa comprensione da parte delle nuove generazioni del nostro territorio, ha sottolineato il direttore del museo civico di Buscemi, ci può essere un futuro diverso, se questa comprensione non c’è è chiaro che il futuro si presenta abbastanza incerto. Il progetto prevede laboratori sia al museo di Buscemi che al museo Paolo Orsi dove i ragazzi potranno fare esperienza e lavorare con il telaio, capire la filatura, e attraverso questa arte antica potranno svilupparsi diversi aspet-

ti della loro crescita, quali la fantasia, le tecniche, la conoscenza delle scienze, le piante tintorie. Qui sono presenti due modelli di telaio, uno arcaico, risalente al neolitico, quindi uno dei primi utilizzato dall’uomo e dalle donne, e ancora oggi presenti in Tunisia e Marocco, e l’altro invece diffuso nel Medioevo”. Con i ragazzi vogliamo fare un percorso al contrario, ha precisato la direttrice del museo Regionale Paolo Orsi, Basile. “Si parte da un prodotto etnografico relativamente recente arrivando a riscoprire il modo di tessere così come l’uomo ai primordi della sua storia l’ha sperimentato. Da lì poi seguire il senso del tessuto in maniera più ampia, come si forma, a che cosa serve, quali significati ha, quali significati hanno i suoi colori. Il tessuto è uno dei reperti del mondo antico che è meno facile cogliere per la sua deperibilità, è molto difficile per esempio che ci siano giunti tessuti dal mondo classico. Ne abbiamo dall’età medievale, dall’età bizantina in poi. La sua importanza ovviamente nel mondo antico era enorme e investiva tutte le fasi e gli aspetti della vita, da quello cultuale a quello utilitario, funerario ecc. Quindi l’obiettivo è cercare di ricostruire questo oggetto assente attraverso la storia della sua formazione e quei pochi reperti non deperibili che alludono alla sua presenza quali le fibuli e i pesi da telaio. Tutto ciò

significa, ha concluso la Basile, far entrare i ragazzi attraverso un’altra porta all’interno del mondo antico, porta che è più inusuale normalmente oltrepassare. Il Sindaco di Buscemi, Giuseppe Giansiracusa, si è dichiarato soddisfatto e felice per la bella iniziativa che si svolgerà nei mesi di marzo e aprile e che porterà i ragazzi alla ricerca delle origini di una tecnica e di una strumentazione che dalla preistoria ad oggi continua ad essere praticata ed affascinare. Licia Lantieri

Previsto abbattimento emissioni in atmosfera pari al 60 per cento

Augusta, la Esso ottiene sì alla cogenerazione AUGUSTA. “Si prevede di soddisfare il fabbisogno di energia elettrica della raffineria, con sostanziali miglioramenti dell’efficienza energetica e di riduzioni delle emissioni in atmosfera. E’ contemplato, come combustibile, l’uso di gas naturale”. Questa è la previsione di quanto si otterrà con la realizzazione dell’impianto di Cogenerazione che la Esso Raffineria di Augusta intende realizzare, dopo aver ottenuto il via definitivo per l’iter burocratico, avviato nel novembre del 2010. Alcuni giorni fa, a Roma, si è svolta l’ultima con-

ferenza dei servizi per apporre una modifica al relativo decreto. L’impianto ha già ottenuto il placet per il VIA (Valutazione di Impatto Ambientale). All’incontro hanno presenziato il commissario reggente del comune di Augusta, il dirigente provinciale del settore Ambiente, Domenico Morello, il sindaco di Melilli, Pippo Cannata, i rappresentanti dei Ministeri Economia e Ambiente, nonché, ovviamente, i vertici della Raffineria. Si prevede che si realizzerà un abbattimento delle emissioni in atmosfera pari al sessanta per cento. G. C.

Una donna di 35 anni, arrestata dai Carabinieri, è stata poi rimessa in libertà dal Gip Alessandra Gigli, che l’ha sottoposta all’obbligo di firma presso il comando dei Carabinieri della Compagnia di Augusta

Una madre accusata di lasciare i figli soli piangenti a casa

Augusta. Mattina del 15 febbraio, ore 9,30 circa, appartamento di un condominio nella periferia cittadina. Tre bambini piccoli piangono incessantemente. In

séguito al pianto prolungato, i vicini di casa, preoccupati, bussano con insistenza alla porta. Nessuna risposta. I bambini continuano a strillare, anzi urlano più di prima, come per richiamare maggiormente l’attenzione. Forse, hanno avvertito i rumori esterni. Ancora nessuna risposta. Poiché le urla di richiamo non cessano, i vicini telefonano al 112 per reclamare la presenza dei carabinieri. Una pattuglia, infatti, si precipita, forza la porta e scopre i tre pargoletti urlanti e piangenti, soli in casa. I militi decidono di cercare la madre, l’augustana 35enne A.B., cui contestano il reato di abbandono dei minori ottenendo per lei gli arresti domiciliari. La donna, difesa da Angela Bonanno, si presenta davanti al giudice siracusano per le indagini preliminari, Alessandra Gigli, che ne dispone la scarcerazione con l’unico obbligo di presentarsi in caserma per firmare il foglio di presenza. Giorgio Càsole

II° tappa del Gran Prix Sicilia

Karate, domenica in gara due atleti aretusei

Zappia ha incontrato il Prefetto e il Commissario del Comune

Duplice visita per il manager dell’Asp Nell’ambito delle viste di cortesia istituzionali, il commissario straordinario dell’Asp di Siracusa Mario Zappia ha incontrato stamane nelle proprie sedi il nuovo prefetto di Siracusa Armando Gradone e il commissario straordinario del Comune aretuseo Alessandro Giacchetti. Si è trattato di un primo momento istituzionale durante il quale è stata assicurata reciprocamente una stretta collaborazione nel rispetto di ruoli e funzioni. Nel rivolgere il più caloroso saluto di benvenuto a nome dell’Azienda sanitaria al prefetto Gradone e, successivamente, al commissario straordinario Giacchetti, il commissario straordinario Mario Zappia ha assicurato la più ampia disponibilità e collaborazione in un’ottica di sinergia tra istituzioni, nell’interesse supremo della salute dei cittadini di questa provincia. Maria Luisa Vanacore

Dopo aver conquistato il podio a Messina lo scorso 3 gennaio, alla prima tappa del Grand Prix 2013 di Karate riservata alla classe Esordienti A (atleti nati negli anni 2001 –2000) di Kumite (maschile e femminile), l’Associazione Sportiva Dilettantistica Centro Sportivo Taiji Kase spera di replicare. Stavolta l’appuntamento, come dichiarano il presidente del sodalizio Giuseppe Di Caro e il Direttore Tecnico Roberto Dell’Aquila, per gli atleti Gabriele Salvo e Alfonso Salerno allenati dai tecnici Marianna De Simone e Giancarlo Trigilio è per domenica 24 febbraio, al Palazzetto dello Sport di Montelepre (Palermo), dove si volgerà la 2° tappa del Gran Prix 2013 esordienti classe A.

Per le notizie quotidiane Il commissario Asp dott. Mario Zappia

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Sabato 23 febbraio 2013

Concerto di San Valentino con Josè Tringali i due ballerini Tangueros al Circolo Ufficiale di Augusta

Elettrizzante serata con le musiche di Piazzolla e Gershwin Augusta. Elettrizzante concerto di San Valentino per soci e ospiti del Circolo Ufficiali e del Rotary club, presieduti rispettivamente dall’avvocato Piero Amara e dal comandante di Marinarsen, contrammiraglio Giuseppe Abbamonte. Dopo i saluti di Amara e quelli di Abbamonte, che ha letto il rispettabile c.v.della concertista, leluci della ribalta si sono accese sulla pianista augustana Josè Francesca Tringali, docente di pianoforte nella scuola statale “Salvatore Todaro”, di cui dirige l’Ensemble giovanile, con all’attivo numerosi concerti da sola o in duo con un’altra pianista locale, Michela Trovato, con cui si esibisce spesso in “spettacolari” concerti a quattro mani e con due pianoforti. Per il concerto di San Valentino Josè Tringali ha scelto musiche sottilmente struggenti dell’argentino Piazzolla per il primo tempo e dello statunitense George Gershwin per il secondo. Durante il primo tempo si sono esibiti, nello spazio fra il palcoscenico e la platea , due tangueros d’eccezione, il comandante dei gruppi velici della Marina Militare, Giuseppe Puzone Bifolco, e Giulia Compagnone, napoletana, amica di famiglia del comandante di Marisicilia, il contrammiraglio Roberto Camerini.

I due ballerini di tango hanno “sedotto” il pubblico con le loro figurazioni artisticamente sensuali, com’è sensuale il ballo del tango, mentre la pianista interpretava Piazzolla, musicista che, tuttavia, non si prestava a comporre musiche da ballo, ma, appunto da concerto. E’ stata, quindi, più difficile per i due eseguire i loro movimenti seguendo le note di Piazzolla. L’eleganza morbida dei due si è imposta e ha suscitato calorosi applausi, come calorosi e prolungati sono stati quelli nei confronti della concertista soprattutto alla fine del secondo tempo, dopo aver dato splendida prova interpretativa dei passi I got rhythm e Rapsody in blue di George Gershwin. Josè ha concesso il bis con una vigorosa interpretazione pianistica della colonna sonora del film I pirati dei Caraibi. Commovente la coda finale quando Josè è scesa dal palco per andare a baciare la madre, Nelly Tringali, già direttrice didattica del circolo Pascoli. “Quella di San Valentino” - ha detto la concertista - “è la festa dell’amore e l’amore più grande è quello per la mamma”. Josè ha ringraziato tutti da Abbamonte ad Amara, da Anna Camerini (moglie dell’ammiraglio) a Luisa Cusumano, moglie del comandante di Maribase,

La sala del circolo ufficiali di Augusta il capitano di vascello Barbera. Il prossimo concerto dell’augustana sarà a Marsala nel mese di marzo.

Mimmo Di Franco si è fatto portavoce delle lamentele di molti augustani che in questi giorni si sono visti recapitate le cartelle relative al consumo dell’acqua e alla raccolta dei rifiuti solidi urbani

Bollette salate: chi fa da sé e chi protesta AUGUSTA. “Ormai la misura è colma, non si possono chiedere sempre sacrifici ai cittadini. Chi ha delle responsabilità, deve riconoscere che la causa di questi aumenti è dovuta alla manifesta incapacità di amministrare, quindi si chiedono, per correttezza nei confronti della cittadinanza che sta pagando e non per strumentalizzazione politica, le dimissioni immediate di tutto il Consiglio Comunale. Non si comprende come mai la Tarsu non debba essere pagata tenendo conto del numero dei componenti del nucleo familiare e non dei metri quadrati dell’immobile. Gestisco una pagina sul social network Facebook e i cittadini manifestano la rabbia di questo ulteriore incremento di tassa che, serve solo a coprire il deficit creato in questi anni dalle amministrazioni che si sono succedute. Il commissario straordinario di Augusta non può amministrare “alla Monti”, aumentando le tasse senza dare i servizi in cambio. Non vedo una città più pulita, non vedo una raccolta differenziata, i tombini restano otturati, i rifiuti ingombranti giacciono dappertutto, il randagismo permane” Chi parla così è Mimmo Di Franco, amministratore di un frequentato sito in un altrettanto frequentato socialnetwork. Di Franco si è fatto portavoce delle

proteste di molti augustani che in questi giorni si sono viste recapitate bollette salatissime relative al consumo dell’acqua e alla raccolta dei rifiuti solidi urbani,la spazzatura, in parole povere. Si tratta di imposte comunali che Antonio La Mattina, commissario reggente ha chiesto al Consiglio comunale di aumentare, ottenendone l’assenso, rapidamente come altrettanto rapido è stato l’inoltro da parte della Puibliservizi, la società che ha la concessione per i tributi comunali. E’ la stessa società che recentemente ha mandato altre cartelle, che sarebbero “pazze”, per l’imposta ICI del 2007. Sarebbero “pazze”, cioè erronee, ma, intanto, devono essere i cittadini a comportarsi da sudditi e a dimostrare d’aver pagato. Stanchi, i cittadini hanno inscenato una manifestazione di protesta in Piazza Duomo, nella mattinata di venerdì 22. Erano oltre cinquecento. Nel frattempo, in Viale Italia, la ventottenne M. C. è stata denunciata dai carabinieri per allaccio abusivo per sottrarre ad altri l’energia elettrica. Mentre scriviamo, non si sa se la donna abbia agito da sola o in compagnia. Forse lo ha fatto per non poter pagare la bolletta. Le sono stati concessi gli arresti domiciliari. Userà le candele? Giulia Càsole

Grande successo ha riscosso l’incontro culturale svoltosi nella sala teatro della Casa di reclusione di Augusta

Da Giorgio Càsole lezione sulla Divina Commedia per i detenuti Augusta. Mercoledì 13 febbraio, alle ore 9.30, nella sala teatro della Casa reclusione di Augusta, nell’ambito delle iniziative culturali e di risocializzazione si è tenuta una matinée’ , a titolo gratuito, di educazione alla poesia , a cura di Giorgio Càsole, docente liceale di materie umanistiche, interprete di testi poetici e in prosa, responsabile del Teatro Gruppo di Augusta.. “L’iniziativa” - riferisce il direttore Antonio Gelardi- “si inquadra fra quelle avviate dall’amministrazione penitenziaria per favorire ed incrementare il trattamento rieducativo, esigenza resa ancora più ineludibile dalle recenti pronunce della Corte di Strasburgo sul rispetto dei diritti umani e il miglioramento delle condizioni dei reclusi anche con il contatto con la società esterna”. Càsole ha introdotto spiegando il valore e il fine della Divina Commedia e poi ha interpretato il celebre passo dell’amore di Paolo e Francesca dal V canto dell’Inferno. E’ stato dato spazio al coinvolgimento dei detenuti e uno di loro, Franco Di Nardo, ha recitato d’un fiato ‘A livella di Totò. E’ stata poi la volta di un’alunna di Giorgio Càsole, la diciottenne Veronica Timmoneri che, pur visibilmente influenzata, ha interpretato, con il supporto degli stessi detenuti, celebri canzoni di Celentano e Battisti, accompagnata alla chitarra da Salvatore Caruso. Un detenuto, Giovanni Strambelli, ha voluto esibirsi interpretando Margherita di Cocciante, suscitando gli applausi della platea, che ha assistito a un vero happening, a uno spettacolo, cioè, non previsto dal copione, improvvisato al momento sul palco, come, per esempio, la recita di una poesia dello stesso Càsole sull’11 settembre 2001, interpretata dallo stesso autore con il supporto di quattro detenuti che hanno

Giorgio Càsole al microfono, Veronica Timmoneri al leggio, Salvatore Caruso alla chitarra assieme ad alcuni detenuti fatto da “coro” leggendo un ritornello della poesia. La commentato il direttore Gelardi – “che ha conosciuto mattinata si è conclusa con l’interpretazione di canzoni momenti di spasso”. Lo spettacolo di Càsole è stato apda sceneggiata napoletana con i detenuti in piena for- plaudito da un centinaio di detenuti, che hanno manifema. “Un esempio di spettacolo di contaminazione” - ha stato l’auspicio di assistere ad altre analoghe esibizioni.


Sabato 23 febbraio 2013

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Ferma condanna del sindaco di Rosolini contro la serie di attentati intimidatori ai danni di consiglieri comunali

Savarino: “Lo Stato reagirà all’arroganza e alla prepotenza” Nel comune di Rosolini si sono verificati nell’ultimo periodo degli atti intimidatori verso alcuni consiglieri comunali. La serie degli episodi delittuosi inizia alla fine di gennaio del 2013 con il primo attentato ai danni dell’abitazione di campagna di proprietà della famiglia del consigliere comunale del Pd Piergiorgio Gerratana. Naturalmente il sindaco, Antonino Savarino, ha espresso immediatamente la sua solidarietà al Consigliere Gerratana e nello stesso tempo chiede l’intervento delle Forze dell’ordine e delle istituzioni affinchè pongano in essere tutte le iniziative per evitare che si abbiano a ripetere altre vicende di questo tipo e che siano assicurati alla giustizia i responsabili. L’Amministrazione Comunale condanna il vile attentato e assume pubblicamente l’impegno di essere in prima linea nella lotta contro ogni forma di criminalità e per l’affermazione della legalità e della giustizia. Anche la Giunta comunale manifesta la convinta solidarietà al consigliere Piergiorgio Gerratana, che ha subito l’attentato intimidatorio, il 30 gennaio 2013, messo in atto da ignoti piromani appiccando le fiamme all’immobile di sua proprietà e ai mobili e agli arredi in esso riposti. Nel documento redatto ai componenti della Giunta comunale si sottolinea che l’episodio delittuoso “è un gesto non solo grave verso la persona e le Istituzioni ma anche lesivo nei confronti della città intera”. Dopo quell’attentato, in data 5 febbraio, il prefetto di Siracusa, Armando Gradone, ha convocato il sindaco Antonino Savarino, per partecipare a una riunione del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Tale riunione è stata convocata per far chiarezza sugli aspetti oscuri connessi all’episodio delittuoso e per attuare delle vigorose iniziative volte a garantire

misure a tutela e alla sicurezza dei cittadini di Rosolini. A conclusione della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza il prefetto ha chiesto al Questore, ai Carabinieri e alla Guardia di Finanza di intensificare i servizi di vigilanza e di prevenzione e repressione dei fenomeni criminosi e di inviare altro personale nel comune di Rosolini in aggiunta a quello già presente nella cittadina, che negli anni passati è stata una martoriata terra in balia delle banda mafiosa fondata dal boss di Noto Antonino Trigila, detto Pinnintula. Al consigliere comunale Gerratana è stata espressa fraterna solidarietà dal senatore del Pd Giuseppe Lumia e dall’ex sindaco di Rosolini, avvocato avvocato Giovanni Giuca. Nonostante l’immediata mobilitazione delle Forze dell’Ordine, il 7 febbraio, a poca distanza dal precedente atto intimidatorio, i piromani sono ritornati all’attacco, dando alle fiamme l’autovettura del consigliere comunale Maurizio Rizza. Anche in questo caso il sindaco di Rosolini, i componenti del civico consesso e della Giunta comunale hanno espresso la loro piena solidarietà e vicinanza alla vittima dell’attentato incendiario. In particolare il sindaco Savarino afferma: “Esprimo tutta la personale solidarietà, umana e istituzionale, al consigliere Maurizio Rizza e alla sua famiglia per quanto accaduto. Spiace dovere assistere all’ennesima intimidazione ai danni di chi rappresenta i cittadini. Questi, sono atti che mortificano l’intera collettività oltre che le persone interessate e che indignano fortemente”. Per questi episodi gli inquirenti stanno indagando per fare piena luce e per assicurare i responsabili alla giustizia. S. B.

L’avvocato Nino Savarino, sindaco di Rosolini

Nel salone di rappresentanza del Circolo Unione la conferenza dello studioso Piero Castro

Augusta, commemorato il 320° anniversario del terremoto del 1693 AUGUSTA. Lunedì giorno 4 febbraio, nel salone di rappresentanza del Circolo Unione di Augusta, a qualche giorno di distanza dall’avvenuta inaugurazione, dopo i lavori di ristrutturazione che lo hanno riportato agli antichi splendori, si è tenuta una conferenza dal titolo “ 12 gennaio 1693 ……. manca la carta….”. Relatore il socio Piero Castro, un attento studioso e ricercatore in campo storico, già noto ad Augusta per aver partecipato a vari eventi culturali, che ha riportato i risultati di lunghi e approfonditi studi in merito all’evento catastrofico che colpì non solo il territorio augustano il 9 e l’11 gennaio del 1693, ma tutta la Sicilia orientale, da Messina a Ragusa, un terribile tremuoto ricordato nelle chiese cittadine fino a pochi anni addietro. Varie le fonti citate: il notiziario storico di Augusta, gli archivi storici di Catania, Palermo, Simancas ed altri, gli atti notarili dal 1693 al 1735, nonché il registro parrocchiale della Chiesa Madre dell’epoca che, per le prerogative e modalità di archiviazione frammentaria, ha suggerito allo storico il titolo di “….manca la carta… In effetti molte morti venivano prima appuntate in pezzini di carta e successivamente riportate anche in modo non perfettamente cronologico sul registro ufficiale. Il relatore ha proiettato una serie di immagini riproducenti i documenti ufficiali di difficile lettura ma in ogni caso comprensibili e tra questi: - una lettera del gennaio del 1693, rintracciata presso l’archivio generale di Simancas, con cui il Governatore di Augusta informava il Vicerè Duca di Uzeda sulle vittime e sui danni causati dall’evento calamitoso alle fortificazioni spagnole del “Castillo” e di “Torre Davalos”; - un elenco di morti sia del 9 che dell’11 gennaio che furono seppelliti “nella chiesa lapidea del castello sotto titulo dell’Immaculata Concezione di Maria Sempre Vergine”; - vari elenchi di vittime, dirette o indirette del terremoto, riportate nel registro parrocchiale della Chiesa Madre; - altri elenchi di danni e di misure, modalità e costi di ricostruzione riguardanti il Monastero di Santa Caterina, la Chiesa di San Lorenzo, Palazzo Omodei etc. Il dott. Castro è passato poi alle deduzioni sui costumi, sulle abitudini e consuetudini del tempo evidenziando alcuni fatti specifici di vita come ad esempio: - il contratto tra la Madre Badessa e il pittore Agostino Caravaglio per affrescare la Chiesa di Santa Caterina che prevedeva uno sconto da parte dell’artista qualora gli fossero state sistemate all’interno del monastero le proprie figlie; le misure Cannae Palmo del sistema metrico siciliano utilizzate con estrema precisione nei vari contratti; - le controversie delle confraternite delle chiese di San Giovanni, San Lorenzo Gesù e Maria, Santo Antonio Abate ( ubicata nel luogo dove poi sorgerà il Bar Noé) considerato che il terremoto rese libere aree di loro competenza che furono destinate all’ampliamento della Piazza d’Arme; - lo scambio di denominazioni tra la chiesa di San Giovanni con quella di Gesù e Maria e di quest’ul-

La presidente del C. U. Gaetana Bruno, il relatore Piero Castro e il pubblico tima con quella di Sant’Antonio Abate; - i termini cornu sodio catastrofico almeno per quanto riguardò il monaLitterae e cornu Evangeli per indicare rispettivamente il stero, e tutt’oggi risulta abbastanza difficile stabilire il lato destro e quello sinistro delle chiese ( Prima del Con- numero esatto per le difficoltà sociali, economiche del cilio Vaticano II il Vangelo veniva letto a sinistra e le tempo che si ripercuotevano sul lato tecnico amminiSacre Letture a destra); - la richiesta del rettore di Gesù strativo; tuttavia è sicuro che i superstiti ricevettero un e Maria di passaggio nei locali di San Giovanni per il discreto aiuto anche dalle popolazioni vicine, da alcuni numero elevato di confrati rappresentati da ben 250 ca- benestanti, dal gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri di pofamiglia in una popolazione censita nel 1681 di solo Malta e da Giuseppe Lanza, Duca di Camastra. Questi 6173 unità a dimostrazione dell’importanza che avevano ebbe, infatti, dal viceré Uzeda la nomina a vicario geneallora le confraternite come centri sociali, di interessi e rale per il Val Demone e, successivamente, per il Val di benefici vari, di forme di assistenza etc.; - la possibilità Noto, al fine di fronteggiare la drammatica situazione di ricostruire quasi una pianta toponomastica del paese del momento e di programmare la ricostruzione a cui grazie ai dettagli strutturali e di confini descritti negli contribuì in maniera determinante grazie alle esperienatti di riedificazione dei vari lotti o dell’acquisto o edifi- ze acquisite nel campo dell’urbanistica e alla collabocazione di nuovi, dai circa 15 notai ( tra cui Avolio, De razione dell’ingegnere militare Carlo de Grunenbergh. Luis, Ferrara, Mangano etc.) che operarono ad Augusta Tuttavia, considerato che Augusta era una città demadal 1693 al 1735, periodo in cui avvenne la gran parte niale, il maggior contributo fu dirottato dalle autorità della ricostruzione; - la descrizione delle varie categorie spagnole alla ricostruzione delle fortificazioni militari”. di mastri che, secondo le diverse specializzazioni, opePiero Castro ha concluso esortando in particolare i rarono la ricostruzione; - l’importanza del capomastro giovani ad amare la storia, a raccogliere quanta più dounico nel paese che aveva la responsabilità di progettare cumentazione possibile per metterla a disposizione della e dirigere i lavori delle costruzioni comprese le chiese, città in quanto, anche se a parer suo, “la storia non è pretranne quella di Sant’Andrea che fu progettata da un frate cisamente magistra vitae tuttavia è fondamentale per domenicano; - i nominativi dei mastri e dei capimastri tra farci capire molto del futuro in un cammino che ci deve cui Pietro Palumbo responsabile della costruzione delle trovare sempre più preparati e maturi. Pare invece che la due cupolette della Chiesa Madre e di Antonino Greco. città abbia dimenticato questo episodio e persino la Chie“In merito al numero dei morti” -ha affermato il re- sa che puntualmente con solennità lo commemorava in latore – “vi sono tesi molto discordanti che vanno da vari momenti liturgici come il Te Deum, Il Signore Espo1100 secondo l’ordine dei frati domenicani a circa 3600 sto e con il tradizionale suono delle campane a morto”. secondo la monaca che descrisse brillantemente l’epiGaetano Gulino


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Sabato 23 febbraio 2013

L’iniziativa ha avuto il patrocinio gratuito del Comune di Priolo Gargallo e del Coni provinciale

Arriva l’album di figurine de “I Giovani Calciatori” L’album di figurine de “I Giovani Calciatori” 2013 sbarca anche nella Provincia di Siracusa. La collezione, edita dalla “FigurOne” di Francesco Senatore, già diffusa tra le province calabresi di Cosenza, Catanzaro e Vibo Valentia, da quest’anno potrà contare anche sull’edizione aretusea e su quella di Reggio Calabria. L’edizione nostrana è stata presentata, in settimana, presso il Centro Polivalente del Comune di Priolo Gargallo, alla presenza del sindaco Antonello Rizza e di circa mille giovani calciatori, provenienti da ogni parte della Provincia, accompagnati dalla dirigenza delle scuole calcio più prestigiose della stessa e dalle famiglie degli atleti. Un progetto di particolare interesse, che darà la possibilità alle future promesse del calcio di vedersi raffigurate in un album fotografico, nonostante la loro giovane età. Un’occasione unica anche per i collezionisti di figurine e per gli amanti del pallone, i quali potranno ora raccogliere, oltre alle classiche figurine dei campioni di

calcio di Serie A, anche quelle relative alle principali scuole di calcio di alcune zone meridionali dell’Italia. Sono ben 58 le scuole di calcio che sono entrate a far parte delle cinque edizioni 2013, le quali raffigureranno nella tradizionale figurina circa 4.500 soggetti. Inoltre, il fortunato collezionista che troverà la “Figurina d’Oro”, potrà partecipare ad uno stage nel camp estivo di una scuola calcio a scelta tra Juventus, Milan e Inter. Per l’edizione siracusana sono dieci le scuole calcio partecipanti, con circa mille giovani atleti presenti sulle figurine. Le scuole di calcio aretusee, che hanno preso parte all’iniziativa, sono: Atletico Avola, Olimpique Avola, Canicattinese, Megarini Augusta, Priolo calcio, Olimpique Priolo, Trinacria Lentini, Fair Play l’Uliveto Portopalo, Yhadra Francofonte e Pantanelli Sport Siracusa. Inoltre, l’edizione siracusana gode del patrocinio gratuito del Comune di Priolo Gargallo e del Comitato provinciale del Coni di Siracusa. Gianluca Agrusa

Sulle proposte di Ermanno Adorno ed Elio Tocco il civico consesso ha votato un atto di indirizzo sulla cancellazione delle Circoscrizioni e della figura del difensore civico. Per la prima volta ha seguito i lavori consiliari il commissario straordinario Alessandro Giacchetti

Passa in Consiglio comunale l’adeguamento dello Statuto L’adeguamento dello Statuto agli indirizzi del Consiglio di Stato è stato l’argomento più dibattuto al Consiglio comunale. I lavori sono stati seguiti per la prima volta dal Commissario straordinario, Alessandro Giacchetti. Inoltre si è avuto l’insediamento dei nuovo consigliere Alberto Saraceno. La discussione ha riguardato due aspetti: l’adeguamento dello Statuto all’indirizzo del Consiglio di Stato, che richiede di sottoporre alle osservazioni dei cittadini le proposte con una pubblicazione di 30 giorni; la richiesta di abolizione delle circoscrizioni e del difensore civico, avanzata da Ermanno Adorno ed Elio Tocco. Il primo aspetto è stato illustrato dal segretario generale, Giovanni Tracia, evidenziando l’urgenza di approvare il provvedimento per evitare di annullare tutte le modifiche di questi anni; sul difensore civico, lo stesso segretario generale ha fatto rilevare che la cancellazione è già prevista per legge e tale figura non sarà più prevista con la nascita del nuovo consiglio comunale che si formerà a seguito delle Amministrative del prossimo mese di maggio. Poi Adorno ha argomentato la richiesta sua e di Tocco con la mancanza di risultati conseguiti dal difensore civico in tutti questi anni. Quanto alle 9 circoscrizioni, poco incidenti nel processo decisionale e poco utili per i cittadini, Adorno e Tocco propongono di trasformarle in uffici di decentramento, accorpandone le funzioni in un assessorato che si occupi del territorio e delle marginalità sociale e geografica, in un’ottica di contenimento dei costi della politica. Dal consiglio comunale è stato quindi adeguato, con voto unanime, lo Statuto, che serve a sanare la mancata pubblicazione preventiva delle modifiche apportate negli anni. La proposta dovrà essere di nuovo essere sottoposta, entro 30 giorni, al vaglio dell’assemblea. Approvata anche una variante urbanistica, ma, l’assise non si è pronunciata sul regolamento del trasporto scolastico: la proposta infatti è stata ritirata dagli uffici perché il servizio è stato inserito

nel nuovo bando di gara per il trasporto pubblico locale. Il presidente Bandiera ha espresso “soddisfazione” per la decisione dell’assise: “Consegniamo alla città e alla prossima Amministrazione uno Statuto moderno e aggiornato, perfettamente operativo e rispettoso delle normative più attuali”. Sul tema delle riforme, il Consiglio si è soffermato con lo spunto dato dalla richiesta di riforma, firmata da Ermanno Adorno ed Elio Tocco, favorevole all’abolizione del difensore civico e delle circoscrizioni. Proposta fatta propria da Ettore Di Giovanni e presentata sotto atto di indirizzo al Consiglio, approvato con 17 sì, 7 astensioni e 3 no. Il documento invita ad una “riflessione sul ruolo dei consigli di quartiere”, pur restando il decentramento degli uffici, per confermare le sole circoscrizioni di Cassibile e Belvedere, per costituire un assessorato che si occupi dei problemi del decentramento e per sostituire il difensore civico con il “telefono civico”. Sul decentramento un altro atto di indirizzo è stato presentato da Claudio Fortuna. Il documento confermava solo Cassibile e Belvedere, potenziandole finanziariamente e dal lato gestionale e proponeva il taglio degli emolumenti dei consiglieri di quartiere del 50 per cento. La proposta non è passata con 16 astensioni, 3 sì e 2 no. Agli astenuti la proposta sembrava una ripetizione di quella di Di Giovanni; di parere opposto Salvo Sorbello che ha difeso l’atto, evidenziandone la capacità di entrare nel merito del problema e di realizzare un taglio dei costi della politica. Approvato, con 15 sì e 1 astensione, quello urbanistico sulla suddivisione di un comparto di contrada Carrozzieri in tre sub- comparti. Respinta poco più di un anno fa, la proposta è tornata al consiglio comunale, su iniziativa dei titolari dei terreni che hanno eccepito l’assenza di motivazione nella decisione di diniego. Con il conforto dell’Ufficio legale, la conferenza dei capigruppo ha stabilito di riproporre il provvedimento, che stavolta è stato approvato. Maria Luisa Vanacore

Il commissario straordinario Alessandro Giacchetti

Interrogazione del parlamentare del Pdl sulla gravissima contaminazione da idrocarburi nei pozzi a Città Giardino – Melilli

Vinciullo chiede l’urgente intervento della Regione In un’interrogazione parlamentare il Vicepresidente della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ dell’Ars, on. Vincenzo Vinciullo, ha denunciato il caso di una gravissima situazione tempo fa segnalata, che minaccia la salute di un’intera comunità, per cui ha chiesto al Governo della Regione di “intervenire, con l’urgenza del caso”. “Nel febbraio del 2012 – scrive nell’interrogazione il parlamentare del Pdl - un residente della Frazione di Città Giardino, nel Comune di Melilli, segnalava al Genio Civile e al Comune l’inquinamento da idrocarburi del proprio pozzo e in aprile il Nucleo Polizia Ambientale di Melilli, accertata la veridicità della segnalazione, procedeva al sequestro di diversi pozzi privati, tutti ricadenti nella Frazione di Città Giardino nel Comune di Melilli. Il Ministero per l’Ambiente, interrogato in merito alla questione dalla Raffineria Isab di Priolo durante la conferenza di servizi per le aree SIN (Sito di Interesse Nazionale), si dichiarava incompetente in merito all’accaduto,

in quanto l’area in questione non ricadeva all’interno del perimetro SIN e solamente il 6 novembre 2012, a distanza di oltre nove mesi dalla denuncia dell’accaduto, il Comune di Melilli, provvedeva ad emettere l’Ordinanza per attivare le operazioni di MISE (Messa in sicurezza d’emergenza), convocando contestualmente una “cabina di regia” per pianificare e concordare il da farsi. Da febbraio ad oggi, la Regione Siciliana e l’Assessorato per il Territorio e l’Ambiente, non hanno risposto alle ripetute convocazioni da parte del Comune di Melilli“. Maria Luisa Vanacore

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L’on. Vincenzo Vinciullo


Sabato 23 febbraio 2013

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Gli italiani sono chiamati a rinnovare il Senato e la Camera dei Deputati

Politiche, si vota il 24 e 25 febbraio

Il 24 e 25 febbraio 2013 si vota per il rinnovo del Parlamento italiano. Sono elezioni politiche molto attese, dopo cinque anni di cui l’ultimo con un governo “tecnico”, presieduto da Mario Monti, a seguito delle dimissioni di Silvio Berlusconi. E’ un Parlamento che sarà certamente diverso da quello attuale per almeno due ragioni. La prima: sono tre le coalizioni che si contendono il primato dei seggi. Il centrosinistra, che ha espresso Pierluigi Bersani candidato premier dopo le primarie di coalizione; il centrodestra, con il ritorno di Silvio Berlusconi che,

però, non sarà in caso di vittoria il candidato premier a fronte di un accordo con la Lega, tornata alleata del Pdl; il centro raggruppato intorno al nome di Mario Monti, che non è in lista, ma è il premier indicato dalla coalizione che lo sostiene. La seconda è l’ingresso certo in Parlamento del movimento Cinquestelle di Beppe Grillo e probabilmente della lista Rivoluzione Civile con a capo l’ex magistrato Antonio Ingroia. Lo spoglio è previsto subito dopo la chiusura delle urne di lunedì 25, ma per le regionali di Lombardia, Lazio, Molise si spoglia martedì 26. In queste tre

regioni si vota, oltre che per le politiche, per il rinnovo dei consigli regionali dopo lo scioglimento anticipato delle tre giunte. In Lombardia la sfida più sul filo di lana tra Umberto Ambrosoli, candidato del Patto Civico di centrosinistra e il segretario della Lega Roberto Maroni, candidato di centrodestra. Ed è proprio la Lombardia, insieme alla Sicilia, la regione chiave per la composizione del prossimo Parlamento: è dall’esito elettorale soprattutto di queste due regioni che verrà fuori la maggioranza parlamentare a cui toccherà governare il Paese.

Alla vigilia del turno elettorale, appello del ministro dell’interno Anna Maria Cancellieri

“Mi auguro che gli italiani vadano a votare”

“Mi auguro che gli italiani vadano a votare, perché attraverso il voto si esprime la libertà e la democrazia”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, presentando il prossimo appuntamento elettorale. “E’ la prima volta che si vota d’inverno e potrebbero esserci problemi legati al maltempo previsto: abbiamo quindi allertato le prefetture e i vigili del fuoco, in modo da intervenire per consentire a tutti gli elettori di accedere ai seggi”.

Il ministro Anna Maria Cancellieri ha pure tenuto a puntualizzare i costi che dovranno sobbarcarsi gli italiani per le Politiche e le regionali. “Le spese complessivamente assegnate dallo Stato per lo svolgimento delle prossime elezioni politiche, regionali, nonché le amministrative della prossima primavera, sono di 389 milioni di euro”. Il dato è stato diffuso nel corso della conferenza stampa del ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, che ha illustrato le modalità del voto di domenica e lunedì.

Camera dei deputati e del Senato della Repubblica

Politiche: la guida al voto Il nostro attuale sistema di voto è la legge Calderoli, la numero 270 del 2005, che prevede l’abolizione dei collegi uninominali, il listino bloccato e un premio di maggioranza di un minimo di 340 seggi alla Camera per la coalizione che ottiene la maggioranza relativa e garantitoa su base regionale al Senato Le soglie di sbarramento Alla Camera è al 10% per le coalizioni, al 4% per i partiti non coalizzati e al 2% per i coalizzati. Al Senato è al 20% per le coalizioni, all’8% per i partiti non coalizzati e al 3% per i coalizzati Il nodo del Senato Il premio di maggioranza su base regionale al Senato sarà una variabile fondamentale per le coalizioni e il loro peso in Aula: determinante sarà il voto in quelle regioni con un alto premio, come Sicilia e Lombardia Il listino bloccato Non si possono indicare preferenze: i candidati vengono eletti in base all’ordine di presentazione in lista La scelta L’elettore vota per il partito che sceglie, indicando implicitamente anche la coalizione di governo. La legge Calderoli prevede l’apparentamento tra liste diverse: la coalizione in questo caso deve indicare un suo leader e un programma comune La croce sul simbolo Si vota tracciando una croce sul simbolo del partito. Non è consentito indicare preferenze tra i candidati né scrivere il nome del premier Il capo della coalizione Il capo della coalizione, in caso di vittoria, non è di diritto presidente del Consiglio: il compito di nominarlo spetta sempre al presidente della Repubblica


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Sabato 23 febbraio 2013

Priolo, il sindaco Antonello Rizza ha dato incarico a una consulente esterna

Via libera al piano spazi auto per disabili Nella mattinata del 19 febbraio 2013, presso l’Ufficio di Gabinetto municipale, si è tenuto un vertice teso al miglioramento qualitativo dei servizi sociali e dell’integrazione dei diversamente abili. Nel corso dell’incontro, a cui ha preso parte l’intera Giunta comunale, il sindaco di Priolo Gargallo, Antonello Rizza, ha ufficializzato l’incarico esterno conferito, a titolo gratuito, a Luna Stella Sole, la quale si assumerà l’onere di studiare e risolvere i problemi in materia di servizi sociali, con particolare riferimento ai servizi di assistenza ai portatori di handicap. L’incaricata, considerata l’esperienza personale e le capacità maturate nella lunga collaborazione con associazioni del settore relativo ai servizi sociali, fornirà una consulenza fattiva all’Amministrazione comunale, la quale si è già dimostrata particolarmente sensibile alla tutela e alla salvaguardia del benessere della cittadinanza priolese. Luna Stella Sole, che fa parte dell’associazione “Siciliani in movimento”, dovrà ora occuparsi del primo progetto sociale cittadino, volto alla sensibilizzazione della popolazione al rispetto dei parcheggi riservati ai diversamente abili. L’Amministrazione comunale, attenta alle problematiche sociali, ha colto con favore l’idea, la quale si aggiunge all’ampia campagna di sensibilizzazione relativa al tema dell’educazione civica, che ha portato all’installazione di appositi cartelli stradali che tutelano il posto auto riservato, di diritto, al diversamente abile, recanti lo slogan: “Già la vita mi ha tolto qualcosa. Tu lasciami almeno questo diritto”. «L’Amministrazione comunale – ha dichiarato il sindaco di Priolo Gargallo, Antonello Rizza – ha colto con favore l’interessante iniziativa volta al controllo ed alla salvaguardia dei posti riservati ai diversamente abili. Siamo da sempre vicini alle necessità della cittadinanza e alle iniziative che danno prova di un elevato senso civico. Credo che sia importante sensibilizzare la popolazione al corretto utilizzo degli spazi pubblici, in quanto appare poco gradevole l’azione di sottrarre quelli che spettano di diritto ai disabili. L’obiettivo

sarà, dunque, quello di trovare le giuste contromisure affinché tale piaga, presente a Priolo come in Sicilia e in altre regioni d’Italia, possa finalmente cessare». Attraverso la collaborazione con le associazioni locali del settore, verranno ora selezionati tre individui diversamente abili, che offriranno la loro volontaria disponibilità per vigilare, in sinergia con gli organi preposti, sul corretto utilizzo degli spazi loro riservati. In tal maniera, l’Amministrazione comunale intende, al contempo, favorire l’integrazione occupazionale, di norma ancora poco tutelata nel caso di tali categorie. «Ringrazio il sindaco Rizza – ha detto Luna Stella Sole – per aver accettato di buon grado l’attivazione del servizio a Priolo Gargallo. Contiamo di avviarlo nel più breve tempo possibile, all’incirca nei primi

giorni di marzo, in quanto è indispensabile che siano tutelati i diritti dei diversamente abili e che questi possano effettivamente godere degli spazi a loro riservati». Grazie all’impegno dell’associazione “Familiari vittime della strada”, il progetto di tutela degli spazi riservati ai diversamente abili è stato già attivato da qualche anno nella Città di Siracusa. «Tale progetto – ha affermato la responsabile per la provincia di Siracusa dell’associazione “Familiari e vittime della strada”, Mirella Abela – mira ad affermare, a pieno titolo, la cittadinanza delle persone disabili e a fornire loro la possibilità di vivere liberamente nella società. L’iniziativa garantirà sicuramente maggiore civilizzazione e nuovo spirito di solidarietà sociale alla popolazione del territorio».

Iniziativa dall’associazione Mareluce e dei componenti del comitato “Amici di Salvo”

Prevenzione oncologica alla scuola Verga Prevenzione oncologica primaria alla scuola Giovanni Verga, di via Madre Teresa di Calcutta, grazie al concorso Salvo Berretta. È stato presentato questa mattina nell’aula magna dell’istituto alla presenza della responsabile di Mareluce e alcuni componenti del comitato “amici di Salvo”. Mareluce è un’associazione che nasce in memoria di una ragazza venuta a mancare malata di cancro. Si occupa della gestione delle risorse umani e spirituali e lavora su 2 livelli: assistenza alle persone malate e formazione. Il suo obiettivo è quello di portare avanti il messaggio di umanizzazione delle cure. Conoscendo la mission della Mareluce, un anno fa circa, il comitato “amici di Salvo” nato per ricordare Salvo Berretta, oncologo siracusano, morto prematuramente all’età di 33 anni per un carcinoma al cervello, contatta la responsabile, Daniela Respini, chiedendo di realizzare un progetto di prevenzione primaria oncologica, quindi attività lavorativa del giovane medico. “Si è pensato ad un progetto che possa coinvolgere in prima persona i ragazzi, ha sottolineato la Respini, il cui messaggio è quello di portare una cultura della prevenzione intesa non come contenimento del disagio ma come azione quindi rivolgersi a quelli che sono gli stili di vita sani. La modalità sarà l’educazione tra pari e questi ragazzi saranno sollecitati da noi con immagini e giochi

di gruppo, non con la tecnologia. Noi professionisti della Mareluce e del Comitato entreremo nelle classi per tre incontri, daremo degli stimoli attraverso metodologie innovative, da qui i ragazzi saranno invitati a pensare ad una cultura della prevenzione e potranno esprimerla in elaborati. In seguito si procederà alla selezione di quelli più significativi e infine alla pubblicazione di un libricino che verrà diffuso in tutte le scuole. Abbiamo puntato alle terze medie, ha concluso la Respini, perché i ragazzi hanno un’età in cui iniziano ad essere più autonomi e a mettere in discussione le certezze che i genitori hanno trasferito loro. Il comitato “amici di Salvo” è nato all’anniversario della morte del giovane oncologo ed è composto da parenti quali il padre, il fratello Giuseppe, la moglie Cetty e alcuni amici, Lucia Guarnaccio, Fabio Meli e il consigliere comunale Fabio Rodante che stamattina ha illustrato il progetto insieme alla Respini. “Prima della fine dell’anno scolastico, ha dichiarato Rodante, speriamo il 27 aprile, data in cui Salvo compierebbe gli anni, faremo la premiazione degli elaborati migliori e successivamente pubblicheremo l’opuscolo. Noi del comitato, con questa iniziativa, speriamo di dar vita a tanti altri incontri che diano continuità in maniera fattiva al ricordo di Salvo”. Licia Lantieri

Nell’auditorium “Don Paolo Liggeri” di Augusta si è svolta la conferenza che ha avuto come relatore l’ex ministro della Difesa Salvo Andò

”L’Italia è tutta da buttare via?”

AUGUSTA. “L’Italia è tutta da buttare via?”: è questo il titolo della conferenza organizzata dal’ingegnere Giovanni Ranno (nella foto in piedi), rappresentante locale della Fondazione Nuovo Mezzogiorno, in collaborazione con il liceo cittadino”. Della fondazione Nuovo Mezzogiorno è componente Salvo Andò, docente all’Università Kore di Enna, ex ministro (socialista) della Difesa . La conferenza, senza successivo dibattito per un imprevisto appuntamento di Andò con il presidente della Regione, Crocetta, si è tenuta nell’auditorium “Don Paolo Liggeri” del civico palazzo San Biagio. Si è trattato del primo dei quattro incontri previsti nell’ambito dei seminari di studi dal titolo “Scuola della Democrazia”, relatore lo stesso Salvo Andò, il quale ha rimarcato che: “la politica

non dev’ essere un lavoro, nel senso che l’impegno politico a favore della collettività deve essere separato dalla normale attività lavorativa, poiché nessuno dovrebbe intraprendere questa carriera mosso unicamente dall’intento di “lucrare, ma dal desiderio di operare per il bene comune.. La lotta tra partiti non dev’ essere un conflitto tra persone ma un confronto di idee”. Sula cosiddetta fuga dei cervelli, cioè dei giovani laureati in cerca di occupazione all’estero, perché non ne trovano in Italia, Andò ha sottolineato il fatto che “il miglior investimento è l’intelligenza, e l’Italia non può contare unicamente su pochi comparti”. Andò presenzierà anche al prossimo incontro, previsto per il 4 marzo, in cui tratterà il tema “Vivere la cittadinanza”.. G. C.


Sabato 23 febbraio 2013

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Decisione della Cassazione sul ricorso presentato dall’avvocato Ezechia Paolo Reale Controlli dei Carabinieri nella zona montana

Doppio annullamento per Bonomo-Sammatrice

Due denunce per guida in stato d’ebbrezza

L’ex deputato regionale Mario Bonomo nipote Marco Sammatrice ma, per loro fortuna, arrivò in tempo utile il ricorso per Cassazione del loro difensore, avvocato Ezechia Paolo Reale, grazie al quale fu congelata la decisione di mettere ai domiciliari zio e nipote.

Intenso il lavoro del nucleo dei Carabinieri in questo fine settimana. Controlli straordinari sono stati effettuati proprio nei week-end momento in cui si esce per vivere la movida notturna ed aumenta il rischio d’illeciti ed incidenti stradali legati all’abuso alcolico. C’è da dire che la domenica lasciata alle spalle era quella del Carnevale di Palazzolo Acreide i cui giochi finali sono stati posticipati a causa del maltempo di martedì scorso. In tal senso l’euforia del momento non ha mancato di metter le forze dell’ordine in allarme ponendo in essere le verifiche con l’alcol test proprio in quella zona. Numerosi i posti di blocco con le cosiddette prove del palloncino. Tutto sommato gli esiti dei controlli non sono stati catastrofici e pochi i fermati che avevano superato il limite d’alcol nel loro sangue. In particolare sono state due le persone denunciate all’autorità giudiziaria ree di guida in stato di ebbrezza alcolica. Si tratta di B.P., 30 anni di Noto e L.B., 28 anni di Ferla. F.G.

Accogliendo il duplice ricorso redatto dall’avvocato Ezechia Paolo Reale in difesa dell’ex deputato regionale Mario Bonomo e di suo nipote Marco Sammatrice, i giudici della Suprema Corte di Cassazione hanno annullato sia la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Siracusa emessa dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Palermo sia la misura cautelare agli arresti domiciliari disposta a carico di zio e nipote dal Tribunale del Riesame di Palermo, che aveva accolto la richiesta della Procura palermitana la quale aveva ritenuto troppo blanda la precedente misura applicata dal Gip ai due indagati. Delle due misure soltanto quella dell’obbligo di dimora nel comune di residenza era entrata in vigore e che è tuttora efficace, a prescindere dalla decisione della Corte di Cassazione che, pur annullandola, non l’ha cancellata ma ha disposto che ad occuparsene, per stabilirne la legittimità, fosse un Tribunale del Riesame difformemente composto da quello che aveva condiviso la scelta fatta dal Gip di Palermo. L’esecuzione degli arresti domiciliari disposti dal Tribunale del Riesame, per fortuna dell’onorevole Bonomo e di suo nipote Marco Sammatrice, non è mai avvenuta a causa del ricorso per Cassazione presentato dall’avvocato Ezechia Paolo Reale contro il provvedimento coercitivo emesso dai giudici del Tribunale del Riesame di Palermo. Anche questa seconda decisione della Corte di Cassazione è stata rinviata alla valutazione di un Collegio della Libertà, difformemente composto rispetto ai giudici che componevano il Riesame che aveva disposto i domiciliari per Bonomo e suo nipote. La vicenda che ha determinato i guai giudiziari per l’ex deputato regionale fa riferimento ad una mazzetta pagata da un imprenditore che intendeva realizzare un impiano fotovoltaico. Gli agenti della Squadra Mobile di Palermo arrestarono in flagranza di reato il deputato del Pd Gaspare Vitrano, compagno di partito di Bonomo il quale scaricato dal Partito Democratico è poi passato nelle file del partito fondato dall’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo, e l’ingegnere Piergiorgio Ingrassia, presi mentre intascavano la bustarella. Dalle intercettazioni saltò fuori il nome dell’onorevole Bonomo, che, però, ha sempre negato di aver intascato parte della tangente pagata dall’imprenditore. Successivamente in un conto aperto in una banca svizzera gli inquirenti rinvennero un deposito di oltre 400 mila euro di cui era intestatario il nipote dell’onorevole Bonomo per cui i magistrati della Procura di Palermo chiesero che venisse emesso un provvedimento coercitivo a carico di zio e nipote, ma il Gip non accolse la richiesta e dispose soltanto la misura cautelare dell’obbligo di dimora. La Procura impugnò il provvedimento del Gip perchè lo ritenne troppo benevolo rispetto alla gravità dei reati contestati ai due indagati e un altro Riesame del Tribunale di Palermo diede ragione ai Pubblici Ministeri e ordinò l’arresto di Bonomo e di suo

Restituzione dell’Imu Granata (Fli) denuncia Berlusconi

Silvio Berlusconi e Fabio Granata Fioccano le denunce contro il leader del Pdl Silvio Berlusconi per la lettera inviata a otto milioni di italiani in cui promette la restituzione dell’Imu entro maggio se voteranno per il suo partito. Oltre alla denuncia presentata alla Procura della Repubblica di Roma da Gianfranco Mascia, candidato al Consiglio Regionale del Lazio con Rivoluzione Civile del Pm Antonio Ingroia, all’esposto deI lavoratori di Equitalia, alla denuncia preannunciata all’Ansa dal leader di Italia dei Valori Antonio Di Pietro, un’altra denuncia denuncia contro l’ex presidente del Consiglio dei Ministri viene annunciata dal deputato siracusano di Fli Fabio Granata. “Non ho mai denunciato un avversario politico ma Berlusconi ha superato ogni limite: lo farò domani alla Procura di Palermo. Voto di scambio, corruzione e truffa in un sol colpo”. Lo dichiara il vice coordinatore di Fli, Fabio Granata.


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Sabato 23 febbraio 2013

In attesa del processo Mario Giampiccolo è stato posto ai domiciliari, mentre è ritornata in libertà Concettina Calderona

Vogliono patteggiare due pusher dell’operazione “Black out”

Uno ai domiciliari, un’altra invece è stata scercerata ed è ritornata libera. E’ la sorte processuale toccata a due degli imputati coinvolti nell’operazione antidroga denominata “Black out”, eseguita dai Carabinieri di Francofonte alcuni giorni prima di Natale scorso. Agli arresti domiciliari è stato posto Mario Giampiccolo, 32 anni, difeso dall’avvocato Junio Celesti, mentre è ritornata in libertà Concettina Calderone, 34 anni, assistita dall’avvocato Francesco Villardita. Dal carcere i due francofontesi sono usciti grazie alla proposta da entrambi fatta di voler patteggiare la pena. Sia il Giampiccolo che la Calderone hanno messo nero su bianco

l’intenzione di volersi accollare la pena di un anno e dieci mesi di reclusione a fronte delle accuse di detenzione e spaccio di cocaina, hashish e marijuana a ciascuno contestata. La donna, essendo incensurata, ha riacquistata la libertà perchè è da presumere che dal Gup le verrà concesso il beneficio della condizionale, mentre il Giampiccolo si è dovuto accontentare degli arresti domiciliari in quanto, essendo soggetto gravato da numerosi precedenti penali, non potrà ottenere lo stesso beneficio di legge concesso a Concettina Calderone. Il patteggiamento a carico dei due spacciatori di droga sarà celebrato il 28 marzo prossimo.

Mario Giampiccolo

Il commissario dell’Asp Mario Zappia rende note le aree in cui sono presenti gli ambulatori che, oltre a Siracusa sono Noto, Lentini ed Augusta

Aperti i Punti di primo intervento pediatrici

E’ stato completato il programma di attivazione dei quattro Punti di primo intervento pediatrici (PPI-p) dalla Direzione dell’Asp di Siracusa. Oltre che a Siracusa erano previsti nei quattro distretti siracusani di Augusta, Lentini e Noto. Domani, sabato 23 febbraio, l’apertura del PPI pediatrico nel capoluogo: Lo dichiara il commissario straordinario dell’Asp Mario Zappia il quale sottolinea: “l’attivazione dei PPI per adulti e dei PPI pediatrici riqualifica la funzione dell’assistenza territoriale contribuendo nel contempo a ridurre l’affluenza al Pronto soccorso per tutti quei casi

Incidente nella base della Marina Militare

Ferito ad una gamba un operaio edile

AUGUSTA. Nel primo pomeriggio di martedì 19, un operaio edile di 51 anni si è ferito ad una gamba cascando accidentalmente in una buca all’interno del cantiere di costruzione della nuova palazzina comando, nel comprensorio “Terravecchia” della Marina Militare, ad Augusta. Personale sanitario militare ha prestato i primi soccorsi al ferito, assistito quindi dal “118” prontamente intervenuto con un’autoambulanza; la situazione ha quindi richiesto l’intervento dell’elisoccorso per un rapido trasferimento all’ospedale Cannizzaro di Catania dell’operaio ferito, che comunque non versa in alcun pericolo di vita. M. S.

Nuova poesia di Massimo D’Ignoti Parenti

Alla mia cara mamma Massimo D’Ignoti Parenti, detenuto nel carcere di Genova, sta per espiare la pena di sette anni di reeclusione inflittagli dai giudici per le accuse che Polizia e Carabinieti gli hanno contestato nell’ambito dell’operazione antimafia e antidroga denominata “Terra Bruciata”. Il suo primo pensiero è per la sua cara madre, venuta a mancare mentre lui sta scontando la condanna. Già in passato, grazie al Diario che gliele ha pubblicate, Massimo D’Ignoti Parenti ha scritto delle poesie dedicate alla madre. Adesso ha scritto una nuova poesia, che di seguito pubblichiamo.

Solo per te mamma mia

Cara mamma fra non molto avrò la possibilità di portarti una rosa come segno del mio amore e ringraziarti perché sei stata e lo sarai anche da lassù, la mamma più buona del mondo che continui a proteggermi ed illumini il mio cammino. Tuo figlio Massimo.

che non necessitano di prestazioni in emergenza. Il PPI pediatrico di Siracusa è stato allocato al piano terra del padiglione nord dell’ospedale Umberto I, lo stesso edificio dove è ubicato il reparto di Pediatria. L’ambulatorio risponde al numero telefonico 0931 724313. Il servizio, dedicato ai piccoli utenti della fascia pediatrica da 0 a 14 anni e se ancora assistiti dai pediatri di libera scelta fino a 16 anni, fornirà assistenza ambulatoriale gratuita e senza alcuna prescrizione, per tutte le urgenze di “basso livello” che, altrimenti, afferirebbero

inappropriatamente alle aree di emergenza dei presidi ospedalieri come i Pronto soccorso. L’assistenza sarà garantita dai pediatri di famiglia del territorio che hanno aderito all’iniziativa nelle fasce orarie diurne dalle ore 10 alle ore 20 dei giorni prefestivi e festivi in cui gli studi dei pediatri sono chiusi.”

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2013-febbraio-23