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Nuovi servizi di igiene per Ortigia

IGM

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Raccolta imballaggi ore 13-14,30

Conferimento rifiuti ingombranti dalle ore 21 Raccolta porta a porta entro le ore 9

Fondato e diretto da Pino Guastella Siracusa, 16 marzo 2013

Redazione - Amministrazione - Pubblicità - Via Re Ierone II°, 96 - Tel./Fax (0931) 1853377 Spedizione in abbonamento annuale gr. II E. 150,00 - Semestrale E. 75,00 E-mail: diariodoc@virgilio.it

Per il cane munitevi di paletta e sacchetto

ANNO XXX - N. 10 - Euro 1,55

Il processo è stato rinviato al 23 aprile per le arringhe degli avvocati Pasquale Saraceno, Sebastiano Troia e Matilde Lipari rispettivamente in difesa di Attilio Pandolfino, Luca Lopes e Andrea Cassia e per la sentenza. Ha già parlato l’avvocato Luca Blasi che ha chiesto l’assoluzione di Elio Lavore

“Terra Bruciata”: il Pg chiede la condanna dei quattro appellanti

Appello numero due per quattro imputati giudicati in abbreviato per le accuse a ciascuno rivolte nell’ambito dlel0’operazione denominata “Terra Bruciata”. Dopo aver rigettato la richiesta dei difensori di Elio Lavore, Attilio Pandolfino, Luca Lopes e Andrea Cassia, tesa ad ottenere la citazione dei testi a discolpa Domenico Curcio, Francesco Fiorentino e Daniele Cassia, che gli avvocati Luca Blasi, Pasquale Saraceno, Sebastiano Troia e Matilde Lipari intendevano esaminare per capire, attraverso le loro risposte, se avessero detto il vero o un cumulo di menzogne i collaboratori di giustizia Giuseppe Curcio, Salvatore Lombardo, detto Pulisinu, Antonio Tarascio e Dario Troni, i giudici della Corte di Appello hanno dichiarato conclusa l’istruttoria dibattimentale e hanno quindi dato la parola al rappresentante della pubblica accusa per la sua requisitoria. Il magistrato della Procura Generale, dottoressa Gammino, dopo aver sottolineato che il quadro probatorio a carico dei quattro appellanti (Segue in ultima)

Gli imputati Elio Lavore, Luca Lopes e Andrea Cassia e i pentiti Salvatore Lombardo e Giuseppe Curcio

Christian Romano, Sebastiano Buremi, Adolfo Pulia e Giuseppe Pilade sono stati acciuffati dagli agenti del Commissariato e denunciati alla Procura della Repubblica per rapina a mano armata, lesioni personali e detenzione e porto di un fucile a canne mozze

Lentini, arrestati dopo il colpo banditesco in gioielleria Lentini. Poco tempo è stato utile ai poliziotti del Commissariato di Lentini per arrestare i quattro giovani resisi responsabile di un assalto banditesco ai danni di una gioielleria. Le manette sono scattate ai polsi di Christian Romano, 32 anni: Sebastiano Buremi, 20 anni; Adelfio Pulia, 26 anni; Giuseppe Pilade, 22 anni, che sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per i reati di rapina a mano armata, lesioni personali, detenzione e porto illegali di un fucile a canne mozze, ricettazione dell’arma, peraltro clandestina, utilizzata per compiere il colpo banditesco. Le ricostruzioni operate dagli inquirenti, che hanno colto i quattro banditi nella flagranza del fatto, dicono che erano passate da poco le 19 di giovedì quando alcuni individui facevano irruzione in una gioielleria di piazza Cesare Battisti a Lentini. I malviventi subito dopo essere riusciti a entrare nella gioielleria hanno cominciato a urlare a squarciagola la rituale frase di circostanza “Questa è una rapina, dacci i soldi, non ti conviene fare l’eroe”, e subito dopo, per rafforzare le minacce verbali, hanno mostrato a gioielliere un fucile a canne mozze, Romano, Buremi, Pulia e Pilade (Segue in ultima)

Christian Romano, Sebastiano Buremi, Adolfo Pulia e Giuseppe Pilade

Sono accusati di abuso d’ufficio

Tegola giudiziaria per due Pm e il capo del Nictas

L’avviso di conclusione indagini è stato notificato all’ex capo della Procura della Repubblica Roberto Campisi, oggi sostituto procuratore generale a Catania e al sostituto procuratore Maurizio Musco, oggi in servizio alla Procura della Repubblica di Palermo, nonchè a Giancarlo Chiara, capo del Gruppo investigativo dell’Asp Siracusa, denominato Nictas, che opera presso la Procura aretusea al quinto piano del palazzo di giustizia di Viale Santa Panagia. I due magistrati e il capo del Nictas sono chiamati a difendersi dall’accusa di abuso d’ufficio nell’ambito di una indagine risalente al lontano mese di settembre 2007, coordinata dal Pubblico Ministero Musco, riguardante un giro di scommesse illegali in cui erano coinvolti alcuni tesserati del Catania Calcio. Una indagine che si è conclusa praticamente con un nulla di fatto e con l’archiviazione del procedimento penale intentato contro il portiere Armando Pantanelli, il

difensore Gianluca Falsini e Mattia Biso, tutti all’epoca tesserati con il Catania Calcio. Nonostante l’archiviazione chiesta e ottenuta dal Pubblico Ministero Francesco Pulejo della Procura della Repubblica di Catania per l’assoluta insussistenza degli addebiti mossi ai tesserati della società presieduta da Antonino Pulvirenti, alla Procura della Repubblica di Messina venne inoltrato un fascicolo intestato contro l’allora capo della Procura di Siracusa, Roberto Campisi e del suo sostituto Maurizio Musco affinchè venisse accertata la correttezza del loro operato nella conduzione delle indagini nei confronti dei tre tesserati della squadra etnea. E analoghi accertamenti furono disposti sul conto dell’ispettore Giancarlo Chiara, in considerazione del fatto che a lui era stata concessa la delega di effettuare le indagini sulle scommesse illegali. Sulla gestione del procedimento penale, quando (Segue in ultima)

Il procuratore Roberto Campisi e il sostituto procuratore Maurizio Musco


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Sabato 16 marzo 2013

Il Giudice delle indagini prelimirari Alessandra Gigli ha disposto la misura della custodia in carcere per l’indagato

Il pizzaiolo Davì ha confessato tutte le rapine

Il Giudice delle indagini preliminari Alessandra Gigli ha convalidato il fermo di indiziato di delitto adottato dagli agenti della Squadra Mobile nei confronti di Agostino Davì, pizzaiolo di 50 anni, perchè accusato di avere messo a segno numerose rapine a mano armata ai danni di molti esercenti commerciali e di automobilisti e, subito dopo, ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare della custodia in carcere. Davì, difeso dall’avvocato Sebastiano Troia, nel corso dell’udienza di convalida del fermo di polizia, si è visto contestare dal Pubblico Ministero Guarnaccia altre due rapine rispetto alle cinque di cui era inizialmente accusato e precisamente quella ai danni del giovane gestore di un ristorante sito nel cuore di Ortigia e del titolare di un bar, i quali hanno presentato le rispettive denunce negli uffici della Stazione dei Carabinieri di Ortigia. Rispondendo alle domande del Gip l’indagato si è dichiarato colpevole di tutti gli episodi banditeschi che gli vengono contestati, ed ha sostenuto di essere stato costretto dallo stato di necessità a importunare commercianti e automobilisti, ai quali - ha spiegato - “ho avanzato la richiesta di darmi una mano d’aiuto con la elargizione di un piccolo contributo in denaro”. Davì ha pure precisato di non aver formulato minacce di alcun tipo per ottenere il denaro, ma non ha potuto fare a meno di ammettere di aver preceduto la sua richiesta mostrando ai suoi interlocutori il calcio della pistola che teneva alla cintola. “Ma non pensavo che potesse trattarsi di una minaccia l’aver mostrato la pistola, peraltro un giocattolo, alle persone da cui mi sono recato per ottenere un pò di soldi”. Queste in linea di massima le spiegazioni fornite dal pizzaiolo Davì in ordine alle sei rapine andate a buon fine, cioè a dire con l’esborso del denaro da parte di cinque esercenti di pubblici locali e di un automobilista fermato dal pizzaiolo in contrada Ognina, e alla tentata rapina commessa nei confronti del titolare di un negozio di ferramenta ubicato in Via Re Ierone II. Dopo le decisioni del Gip Gigli, l’indagato è stato ricondotto alla Casa circondariale di Cavadonna. Il suo difensore, avvocato Sebastiano Troia, ha annunciato che alla fine di questa settimana o agli inizi della prossima presenterà al Pubblico Ministero Guarnaccia un’istanza per far sì che venga tramutata la misura della custodia in carcere con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari in considerazione della confessione resa dal suo assistito. La storia che ha riportato in carcere Agostino Davì è stata ricostruita in tutti i suoi dettagli dagli investigatori della Squadra Mobile e dei Carabinieri di Ortigia. Leggendo il suo certificato penale si capisce che il suo hobby è la truffa. Ma questa volta il pizzaiolo Agostino Davì, 50 anni, l’ha combinata grossa poiché si è fatto denunciare alla Procura della Repubblica per una serie di rapine poste in essere nei confronti di esercenti commerciali e automobilisti. Davì aveva escogitato uno stratagemma truffaldino per farsi consegnare il denaro dalle vittime che di volta in volta avvicinava, molte delle quali peraltro di sua conoscenza. Aver lavorato per anni come pizzaiolo alla “Vagabunda”, una pizzeria ubicata nel centro storico di Ortigia e poi alle dipendenze di un noto panificio ramificato in vari punti nevralgici della città, era stato un buon biglietto da visita per Agostino Urso che, a prescindere dallo stipendio che i suoi datori di lavoro gli assicuravamo per le sue prestazioni di pizzaiolo, ahimè per lui, importunava la qualificata e variegata clientela chiedendo a tutti sistematicamente dei prestiti di denaro, che poi mai restituiva. Quella di chiedere soldi a destra e manca era una pratica che Agostino Davì ha continuato a portare avanti, anche quando è stato licenziato sia dalla pizzeria che dal panificio, i cui titolari si videro costretti a metterlo “garbatamente” alla porta poiché stancatisi di vedersi ricevere da tantissimi siracusani la restituzione del denaro prestato al loro dipendente. “Voi

Direttore Responsabile PINO GUASTELLA Registrazione del Tribunale di Siracusa N. 1 del 26.6.1989 Pubblicità inferiore al 70% Redazione Tel./Fax 0931/1853377 3382772409 MEDITERRANEO Tipografia - Editrice via Montegrappa, 159 96100 Siracusa

trattenetegli parte dello stipendio e saldate i nostri crediti” – dicevano le vittime dei raggiri ai datori di lavoro di Agostino Davì, ottenendo a volte delle risposte affermativa altre volte no. Sicchè, quando la fila dei creditori si era allungata paurosamente i titolari della pizzeria e del panificio hanno preferito rinunciare alle prestazioni dell’ottimo pizzaiolo in quanto o debiti erano talmente tanti che non potevano essere coperti dallo stipendio mensile che entrambi corrispondevano al loro dipendente. Poi, ritrovatosi a spasso e senza la possibilità alcuna di poter imbrogliare i clienti della pizzeria e del panificio, Agostino Davì si è buttato allo sbaraglio e più di una volta è finito in carcere perché resosi responsabile di truffe e raggiri. In ordine di tempo le ultime scorribande truffaldine Agostino Davì le aveva messe in atto nella frazione di Cassibile, distribuendo ai titolari di supermercati e negozi di generi alimentari un impressionante numero di assegni circolari che un suo complice di Francofonte aveva realizzato e stampato al computer. Con questo sistema Agostino Davì aveva raggirato numerosi commercianti, spillando a ciascuno sia la spesa sia il resto in contante del fasullo assegno circolare. Poi venne smascherato a arrestato e per un certo periodo ha attuato la pratica di “commuovere” i passanti di sua conoscenza che incrociava sulle strade, dicendo a ognuno che gli serviva un prestito di modesta entità per potersi recare nella sede delle auto rimosse dalla Polizia Municipale per farsi restituire la propria macchina. Quando anche quella strategia truffaldina non gli ha procurato alcun introito, in quanto le sue imprese sono state oggetto di una campagna pubblicitaria – pericoloso per lui è risultato il passaparola – Agostino Urso ha ideato e attuato una nuova strategia truffaldina, con la variante di calzare i panni del rapinatore. Il modus operandi è stato sempre analogo, ovunque si è presentato. A volto scoperto, dopo aver lasciato intendere di essersi messo nei guai con la legge e di essere ricercato dalle Forze dell’ordine ha tirato fuori dalla tasca una piccola pistola, ma non per minacciare il commerciante ma per fargli capire che era costretto a camminare armato in quanto, oltre da Polizia e Carabinieri, aveva da temere da altre persone. Poi, quando all’interlocutore strappava parole di comprensione, Agostino Davì calava l’asso, chiedendo un po’ di denaro. E sistematicamente lo otteneva. Questa nuova tecnica l’ha sperimentata con il titolare di un bar della centralissima di piazza Adda, dal cui titolare è riuscito a farsi consegnare cento euro, poi con un automobilista incontrato casualmente a Ognina, nonché in un

Agostino Davì negozio di ferramenta sito in Via Re Ierone II, ma in questa occasione gli è andata male perché s’è trovato di fronte un esercente che, per nulla intimidito dalla presenza della pistola, l’ha cacciato di malo modo dal suo esercizio. Secondo gli agenti della Squadra Mobile che adesso l’hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto, il Davì avrebbe commesso di sicuro cinque colpi banditeschi. Lui, una volta vistosi mettere le manette ai polsi, ha confessato soltanto tre colpi, mentre sugli altri due si è detto assolutamente innocente. Ovviamente non gli credono. Gli investigatori della Squadra Mobile stanno svolgendo meticolose indagini al fine di verificare se il Davì abbia detto il vero oppure no. L’elenco delle truffe – o meglio delle rapine a mano armata ( la pistola è stata recuperata nell’abitacolo della Ka del Davì è risultata un giocattolo, anche se sembrava vera poiché simile ad una calibro 7,65) – è destinato ad allungarsi dal momento che negli ultimi dieci giorni sono state presentate alla Polizia di Stato tantissime denunce.

Assaltata da due malviventi l’agenzia del Credito Siciliano di Carlentini

Armati di taglierino arraffano 400 euro

Carlentini. Un misero bottino di quattrocento euro. E’ quanto sono riusciti a rapinare due malviventi ancora ignoti che, armati di taglierino e con il volto travisato, hanno fatto irruzione nell’agenzia del Credito Siciliano di Via Etnea a Carlentini. L’episodio si è verificato intorno alle 12 di mercoledì 13 marzo. Nei locali dell’istituto bancario al momento dell’irruzione dei banditi non si trovavano utenti, ma solo i cassieri e il direttore, i quali non hanno potuto fare altro che assecondare le richieste dei due uomini travisati. Quando i malviventi hanno abbandonato i locali di Via Etnea, i bancari hanno dato l’allarme e poco sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Lentini che hanno immediatamente iniziato le indagini. La caccia all’uomo, cui hanno partecipato non solo gli agenti delle Volanti della Polizia ma anche i Carabinieri, non ha

dato risultati. Le indagini tutt’ora in corso si prefiggono l’obiettivo di assicurare i responsabili alla giustizia. Chiara Catalano


Sabato 16 marzo 2013

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A seguito di indagini i Carabinieri di Carlentini hanno ammanettato Rosaria Parisi e Sebastiano Messina

Estorsione, finiscono agli arresti due maghi

Carlentini. Finiscono in manette due sedicenti maghi, Rosaria Parisi, quarantaquattrenne originaria di Lentini ma, residente a Carlentini e Sebastiano Messina, quarantasettenne di Caltagirone, residente a Lentini e già denunciato all’Autorità Giudiziaria. I falsi maghi sono stati colti in flagranza di reato martedì 12 marzo dai Carabinieri della Stazione di Carlentini ed arrestati con l’accusa di estorsione. I due, nella mattinata di martedì, sono andati presso gli Uffici Comunali della cittadina siracusana per riscuotere la somma di cinquecento euro da parte di un’anziana donna dipendente del Comune che, da diverso tempo, si affidava ai consigli dei due truffatori. Non appena uno dei due hanno messo materialmente le mani sulle banconote si sono fatti avanti i Carabinieri che li hanno prontamente bloccati. In seguito è stata disposta la perquisizione domiciliare in casa di Rosaria Parisi, durante la quale gli uomini del Comandante Rocco Schirripa hanno rinvenuto e sequestrato diversi assegni postali per un ammontare di 3100 euro e materiale investigativo che servirà agli inquirenti che lo stanno analizzando, per accertare se i falsi maghi avessero truffato ed estorto denaro ad altre vittime. La richiesta di denaro, nel caso dell’anziana donna dipendente del Comune di Carlentini, era stata preceduta da minacce ed intimidazioni e veniva pretesa per evitare alla vittima di incappare in incidenti o disgrazie derivanti da pratiche magiche portate avanti con l’ausilio di amuleti e filtri magici, alcuni dei quali fanno parte degli oggetti sequestrati dai Carabinieri e che, probabilmente, la coppia vendeva a caro prezzo alle ignare ed ingenue vittime con l’illusione che avrebbero risolto qualunque tipo di problema. Al termine delle formalità di rito Rosaria Parisi e Seba-

Rosaria Parisi e Sebastiano Messina stiano Messina sono stati sottoposti alla misura restritti- di Carlentini la donna e di Lentini il suo degno compare. va degli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni Chiara Catalano

Rosaria Parisi e Sebastiano Messina pretendevano delle somme di denaro da un’impiegata comunale

Restano ai domiciliari due sedicenti maghi

Lentini. Nella mattinata di giovedì il Giudice delle indagini preliminari Alessandra Gigli ha convalidato gli arresti domiciliari per Rosaria Parisi, 44 anni e Sebastiano Messina, 47 anni. I due lentinesi erano finiti nel mirino dei Carabinieri perché in concorso fra loro minacciavano una donna di farla uccidere da gente pericolosa nel momento in cui non avesse dato loro grosse somme di denaro. I fatti di cui Parisi e Messina devono rispondere avvenivano dall’inizio del 2012 fino a questo marzo 2013, momento in cui finivano in scacco. Secondo le accuse i sedicenti maghi si presentavano al cospetto della vittima martedì per incassare 500 euro. La donna, una dipendente del Comune di Lentini, da tempo si sarebbe affidata ai sedicenti stregoni che le elargivano consigli, ovviamente non gratuiti, su come tenere a debita distanza i demoni e le “fatture” dei suoi antagonisti. I due truffatori pretendevano i soldi dalla credulo-

na vittima mediante reiterate intimidazioni e minacce oppure condizionandone le facoltà mentali in quanto le prospettavano delle conseguenze negative per la sua incolumità fisica qualora loro due avessero chiesto ai demoni malvagi di tormentarla e di portarla o alla pazzia o alla morte. Il condizionamento psicologico operato dai due truffatori ha sortito i suoi deleteri effetti soltanto in parte perché, vivaddio, l’impiegata comunale ha incontrato persone di buon senso che, udita la sua disavventura, l’hanno consigliata di recarsi immediatamente alla Stazione dei Carabinieri e denunciare i due sedicenti maghi. Un consiglio non lasciato cadere nel vuoto dalla vittima dei due “fattucchieri” i quali, una volta denunciati, sono finiti nel mirino dei Carabinieri che, d’intesa con l’impiegata comunale, hanno organizzato la trappola per poterli incastrare. Grazie ad un collaudato piano per arrestare in flagranza di reato estorsori e usurai, i Carabinieri hanno

convinto la vittima dei due sedicenti stregoni a incontrare gli estorsori affinchè potesse loro consegnare la somma di cinquecento euro. E quando Rosaria Parisi e Sebastiano Messina si sono recati all’appuntamento e hanno ricevuto le banconote i militari dell’Arma uscivano allo scoperto e scrivevano la parola fine al calvario vissuto dall’impiegata comunale a causa della sua debolezza umana di credere nella superstizione. Successivamente le forze dell’ordine operavano la perquisizione domiciliare presso la casa di Rosaria Parisi dove rinvenivano assegni postali per un ammontare di 3100 euro nonchè materiale d’interesse investigativo che viene vagliato per individuare ulteriori vittime di tali condotte. Trovati anche alcuni infusi, presunti magici. Gli indagati sono difesi rispettivamente: la Parisi dall’avvocato Luciana Franco mentre Messina dall’avvocato Francesco Nigroli. F.G.

Stralciate le posizioni di Giampaolo Giaquinta e Sebastiano Micieli Un rumeno arrestato dai Carabinieri

Usura: imprenditore patteggia 2 anni e 4 mesi

L’imprenditore edile di Priolo Maurizio Ferrante, accusato di usura aggravata e continuata in concorso con Giampaolo Giaquinta, co-esercente del bar Beverly, e Sebastiano Micieli, macellaio siracusano, ha chiesto e ottenuto di patteggiare la pena, mentre gli altro due suoi coimputati hanno deciso di seguire un altro percorso processuale. Alla luce delle richieste avanzate dai tre imputati il Giudice dell’udienza preliminare Alessandra Gigli ha pronunciato sentenza di applicazione pena per il Ferrante, assistito dall’avvocato Marco Benintente, mentre ha stralciato le posizioni di Giaquinta e Micieli, assistiti dagli avvocati Giambattista Rizza e Franca Auteri. Ritenendo congrua la proposta del Ferrante, il Gup gli ha applicato la pena di due anni e quattro mesi di reclusione. I tre soci nella gestione dell’illecito business vennero tratti in arresto dagli della Squadra Mobile sulla base delle denunce di usura aggravata e continuata posta in essere ai loro danni dal noleggiatore di videogiochi Antonino Faro e da sua moglie, nonchè da altri operatori economici che, avendo necessità di denaro liquido e per il rifiuto loro opposto dalle banche di concedere dei finanziamenti, si erano visti costretti a rivolgersi a Maurizio Ferrante, Giampaolo Giaquinta e Sebastiano Micieli. All’udienza di convalida dell’arresto, il Giudice delle indagini preliminari Michele Consiglio dispose gli arresti domiciliari per Maurizio Ferrante e Sebastiano Micieli, mentre applicò la custodia in carcere a Giampaolo Giaquinta sia in considera-

Maurizio Ferrante zione della condanna riportata anni prima a sette anni per usura e sequestro di persona in concorso col proprio padre sia per le pistole che deteneva illegalmente all’interno del bar Beverly, ubicato al Corso Umberto.

Lentini, tenta il furto in un appartamento

Lentini. Aveva già quasi portato a compimento il furto in un’abitazione ma sul più bello il suo progetto è fallito per il sopraggiungere di una pattuglia dei Carabinieri. E così è finito in manette Girleanu Ionut, ventenne romeno, residente a Lentini. Il giovane ladro è stato tratto in arresto in flagranza di reato nella nottata di giovedì 14 marzo. Il rumeno, più volte denunciato all’Autorità giudiziaria, è stato sorpreso dai Carabinieri della Stazione di Lentini in servizio per il controllo del territorio, mentre Girleanu Ionut asportava alcuni oggetti da un’abitazione. Alla vista dei militari, il ladro ha abbandonato la refurtiva e si è dato a precipitosa fuga. Ma, immediatamente inseguito, è stato bloccato dai Carabinieri è stato arrestato e ristretto agli arresti domiciliari nella propria abitazione, come disposto dal magistrato di turno alla Procura della Repubblica di Siracusa. Chiara Catalano


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Sabato 16 marzo 2013

A conclusione di meticolose indagini gli agenti della Polizia di Stato hanno individuato gli autori degli atti vandalici e li hanno denunciato alla Procura della Repubblica per danneggiamento aggravato

Esclusi dalla discoteca “K24” prendono a sassate le auto in sosta

Neppure un mese e la Polizia di Stato ha individuato i presunti responsabili di alcuni atti vandalici alla discoteca “K24”. Ad esser denunciati in stato di libertà per danneggiamento aggravato in concorso sono stati quattro giovani di cui le forze dell’ordine forniscono solo le iniziali: R.D., 20 anni; F.A., 18 anni; V.D., 35 anni e S.S., 19 anni. Era il 24 febbraio scorso quando gli agenti delle Volanti della Questura di Siracusa venivano allertati da una chiamata d’ausilio in zona contrada Stentinello. La telefonata era stata fatta dai gestori della discoteca “K24” poiché alcuni giovani avevano danneggiato delle macchine posteggiate. I ragazzi avrebbero scatenato la loro ira al diniego d’entrare presso il locale notturno, prendendosela con le vetture degli avventori. I giovani evidentemente avrebbero mal accettato quella decisione che purtroppo spesso è fare dei pro-

prietari dei locali notturni che si riservano il diritto di dire stop ad alcune persone che non vogliono entrino nelle loro discoteche. Forse un malcostume o forse un lecito diritto ma sta di fatto che quella risoluzione non veniva digerita dal gruppetto di avventori che decidevano di vendicarsi in qualche maniera. Nell’immediatezza i presunti vandali non furono beccati dalle forze dell’ordine poiché si erano già dileguati. Le indagini comunque sia iniziarono da quel momento determinando oggi l’individuazione dei 4 ragazzi. Prima dei quattro vandali maggiorenni, gli agenti avevano individuato e denunciato alcuni baby frequentatori del locale notturno, anche loro resisi artefici di sassaiole contro le auto parcheggiate all’esterno del K24, il cui titolare è Vincenzo Terranova. F.G.

Un corriere catanese è incappato in un posto di blocco degli agenti del Commissariato di Lentini istituito al bivio tra Lentinie Agnone Bagni nell’ambito dell’operazione denominata “Strade sicure”

La Polstrada sequestra sette chili e mezzo di marijuana E’ saltata subito all’occhio della Polizia Stradale di Lentini una macchina che si dava velocemente alla fuga nel momento in cui notava la presenza dei tutori della strada. Quell’andatura tra l’adagio e il veloce e il successivo scatto a tutto gas dell’autovettura non poteva non richiamare l’attenzione degli agenti della sezione di Lentini della Polizia Stradale. I poliziotti si lanciavano quindi all’inseguimento della“Renault Twingo”, il cui conducente, finchè ha potuto, ha ingaggiato un bel duello con l’auto della Polstrada, sfrecciando per la strada statale 114 in corrispondenza del bivio di Agnone Bagni. L’inseguimento proseguiva in direzione di Catania ma, nel giro di pochi minuti, la situazione è mutata a favore degli inseguitori, anche perché, in aggiunta alla prima pattuglia, è intervenuta una seconda vettura della Polizia Stradale di Lentini, che ha praticamente tallonato la Renault Twingo, costringendo il suo conducente a rallentare la folle corsa. Una volta che il veicolo si è fermato all’altezza del bivio denominato Marina di Lentini, i poliziotti hanno fatto scendere dal mezzo il conducente e hanno perquisito l’abitacolo della“Renault Twingo”. Ben presto si intuiva il motivo che aveva spinto il conducente, identificato nel catanese Giuseppe Zappalà, 38 anni, a darsi alla fuga. All’interno del cofano posteriore dell’autovettura erano custoditi dei panetti di marjiuana per un peso di sette chilogrammi e mezzo di marijuana. La sostanza stupefacente era celata dentro un sacco di plastica del genere di quelli usati per la spazzatura. A quel punto i poliziotti chiedevano spiegazioni all’uomo su quanto trasportasse in macchina. Zappalà si impappinava e cominciava a fornire delle stra-

vaganti quanto incomprensibili motivazioni sulla presenza dei “pezzi” di “erba” custoditi nel cofano dell’autovettura, peraltro non di sua proprietà. Le sue fantasiose versioni ovviamente non venivano credute dai poliziotti che intanto decidevano di arrestare lo Zappalà e lo accompagnavano presso gli uffici della Sezione Polizia Stradale di Siracusa. Sempre nella medesima operazione si procedeva con ulteriori perquisizioni domiciliari nel centro abitato di Catania attraverso il dispiegamento di altro personale della Polizia Stradale unitamente a quello della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale di Catania. Scattava la denuncia all’autorità giudiziaria di

A.E. di anni 30 residente a Catania. L’uomo è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Siracusa per favoreggiamento reale del traffico di sostanza stupefacente poiché dava la disponibilità della propria autovettura cedendola in uso a Zappalà per il trasporto dell’ingente quantitativo di sostanza stupefacente sequestrata. Il risultato conseguito, come la stessa Polizia Stradale sottolinea, è frutto d’uno specifico programma di controllo delle varie arterie stradali della provincia spesso luoghi di passaggio di individui e veicoli verosimilmente dediti a traffici di natura illecita, come nel caso odierno. F.G.

Giovedì scorso i Carabinieri effettuano controlli straordinari in tutti i Comuni della provincia aretusea

Ordine pubblico: posti blocchi e tanti denunciati

Massiccio controllo del territorio nella giornata di giovedì da parte del Comando Provinciale dei Carabinieri di Siracusa. Un lavoro alacre posto al contrasto dei fenomeni di criminalità sempre più frequenti in provincia. Utile l’ausilio nella perlustrazione da parte del 12° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Catania e quello delle unità navali del Comando Provinciale. Nel mirino le strade statali e provinciali con posti di blocco validi alla verifica del rispetto delle norme di sicurezza alla guida di autovetture, motocicli e ciclomotori, da parte degli utenti della strada. Controllate anche le varie persone sottoposte a misure cautelari alternative alla detenzione nonché coloro aventi misure di prevenzione personali di pubblica sicurezza, per verificare l’osservanza delle prescrizioni imposte agli stessi. Sei persone sono state deferite in stato di libertà, per differenti motivi, dopo i controlli effettuati fra Siracusa, Belvedere, Priolo Gargallo, Cassibile, Solarino e Floridia. F.A., 23 anni, F.L., 19 anni, A.V., 29 anni e C.C., 24 anni venivano individuati per guida in stato di ebbrezza alcolica. Quattro pregiudicati, P.F. 47 anni, M.G. 38 anni, L.C. 26 anni e F.G., 25 anni, violavano la sorveglianza speciale. Per giuda senza patente deferiti D.V., 30 anni, C.S., 37 anni e D.L.F., 54 anni. Ancora, C.A., 20 anni e tre minori avrebbero operato in ingiuria, minaccia e percosse. Per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, deferiti due pregiudicati: L.S., 39 anni e O.M., 33 anni. Minaccia a pubblico ufficiale a carico di L.P.I., 47 anni. Una persona, infine, veniva segnalata all’Ufficio Territoriale del Governo di Siracusa per avere fatto uso di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”.

Sotto torchio anche Lentini, Carlentini, Augusta e Francofonte. Deferimenti pure in questi luoghi nei confronti di alcuni individui. F.C.S. 32enne pregiudicato, per detenzione illegale di modica quantità di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”; M.F. 45enne pregiudicato, per ricettazione di autovettura risultata provento di furto. F.C. 21enne pregiudicato, per violazione degli obblighi imposti dalla sorveglianza speciale di P.S. cui è sottoposto. A.C.P. 42enne pregiudicata e M.A. 31enne pregiudicato, per violazione degli obblighi imposti dalla misura cautelare degli arresti domiciliari, cui sono sottoposti; P.M. 32enne pregiudicato, per violazione colposa di doveri inerenti alla custodia di cose sottoposte a sequestro amministrativo. P.S. 26enne, per guida in stato di ebbrezza alcolica. D.C.C. 37enne pregiudicato, per guida senza patente. S.E. 46enne, per furto aggravato e continuato di energia elettrica in danno della società E.N.E.L. S.p.A. Sono state segnalate all’Ufficio Territoriale del Governo di Siracusa 2 persone per avere fatto uso di droga del tipo “marijuana”. Per finire, controlli con risultati notevoli pure ad Avola, Noto, Rosolini e Pachino. Deferimenti in stato di libertà per: S.C. 57 anni, e P.G. 19 anni, entrambi pregiudicati, per ricettazione di un motociclo e materiale in rame provento di furto. V.S. 21enne e R.A. 22enne, per guida senza patente. Due minorenni per tentato furto di carburante da un veicolo in sosta. P.L. 37enne pregiudicato, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo “eroina”. L.G. 57 anni, per danneggiamento di cose sottoposte a sequestro amministrativo. Altri due individui venivano segnalati all’Uffi-

cio Territoriale di Governo per aver usato eroina e hashish. F.G.


Sabato 16 marzo 2013

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In Corte d’Appello di Catania è iniziato il processo a carico degli imputati coinvolti nell’”Operazione Morsa”

Mafia, il Pg chiede la conferma delle condanne Al processo di secondo grado dell’operazione antimafia e antidroga denominata “Morsa”, che si è aperto giovedì della scorsa settimana davanti ai giudici della Corte di Appello di Catania il rappresentante della pubblica accusa ha chiesto la conferma delle condanne irrogate in primo grado a tutti gli imputati giudicati con il rito abbreviato. Dal magistrato della Procura Generale è stata ribadita la fondatezza dell’assunto accusatorio nei confronti degli imputati che, a suo dire, sono stati giustamente condannati perché incastrati da elementi probatori di grandissimo spessore ricavati sia dal contenuto delle intercettazioni ambientali e telefoniche sia dalle chiamate in correità ed in reità fatte da alcuni collaboratori di giustizia. Il rappresentante della Procura Generale ha quindi chiesto ai giudici di volere confermare le pene inflitte ai vari imputati e precisamente sette anni e 8 mesi a Giuseppe Pandolfo, sei anni di reclusione a Maurizio Carcione, sei anni a 8 mesi a Marcello Ferro, otto anni di carcere a Nunzio Giuseppe Montagno Bozzone, dieci mesi di reclusione a Sergio Schifitto, nove anni e dieci mesi a Giuseppe Rascunà, 11 anni e dieci mesi Sergio Ortisi, nei cui confronti la sentenza di primo grado fu pronunciata il 26 aprile 2012 dal Gup del Tribunale di Catania, che li riconobbe colpevoli di associazione a delinquere di stampo mafioso nonché di associazione finalizzata anche allo spaccio di sostanze stupefacenti. Tutti si trovano tuttora in carcere. E’ da dire che Sergio Schifitti è stato condannato per reati comuni. Vennero arrestati il 12 gennaio 2011 dai Carabinieri della Compagnia di Augusta in quanto ritenuti a vario titolo affiliati o fiancheggiatori dell’associazione della cellula mafiosa operante ad Augusta, Melilli e Villasmundo, orbitante nell’associazione mafiosa di Lentini il cui fondatore e leader è il boss Nello Nardo, che dal lontano 1992 si trova detenuto in un carcere di massima sicurezza dove sta espiando le molteplice condanne all’ergastolo che i giudici gli hanno inflitto in quanto mandante di una serie impressionante di omicidi. L’indagine all’epoca fu coordinata dai Pubblici Mi-

Sergio Ortisi, Giuseppe Pandolfo, Giuseppe Rascunà nisteri Andrea Ursino e Luigi Lombardo della D.D.A. cione e Pandolfo hanno optato per il rito abbreviato. di Catania. Le indagini dei carabinieri misero in luce “Le indagini hanno dato peso soprattutto alle intercetquanto successo tra Augusta e Villasmundo dalla fine tazioni telefoniche – dice Geraldo Pitruzzello, legale di del 2005 al marzo del 2007. Tale zona della provincia entrambi gli imputati– ma le intercettazioni dovrebbero era rimasta immune da operazioni antimafia fin dal feb- servire per la conferma della prova e non per la ricerca braio 1996, data dell’operazione “Tauro”. I carabinieri della stessa”. Le arringhe dei difensori inizieranno il all’epoca hanno delineato un’organizzazione ritenuta 2 maggio. Quel giorno dovranno parlare l’avvocato strutturata come “cellula” del clan “Nardo”, coordinata Geraldo Pitruzzello e l’avvocato Giambattista Rizza in e controllata nello svolgimento delle attività delittuose difesa di Marcello Ferro. Le restanti arringhe difensive dal reggente pro tempore del sodalizio lentinese. Car- verranno illustrate all’udienza successiva dell’8 maggio.

Scoperti due depositi irregolari a Lentini e Carlentini dai militari della Guardia di Finanza

Sequestrate 150 bombole di Gpl Nell’ambito dell’ordinaria attività di controllo del territorio e di prevenzione, ricerca e repressione delle violazioni di natura economica e finanziaria, le Fiamme Gialle della Tenenza di Lentini hanno individuato a Lentini e Carlentini due depositi all’interno dei quali venivano stoccati quantitativi di bombole di G.p.l. superiori alle prescritte autorizzazioni amministrative e fiscali. In particolare, nel corso dell’attività di controllo, i finanzieri hanno posto l’attenzione, oltre che sugli aspetti prettamente fiscali, anche sugli evidenti profili di interesse concernenti il rispetto della normativa di prevenzione incendi e di sicurezza dei luoghi di lavoro. E’ stato così possibile accertare che presso detti locali venivano detenute oltre 150 bombole di g.p.l. contenenti complessivamente quasi 2,5 tonnellate di prodotto, quantitativi assolutamente eccedenti i limiti previsti dalla legge in vigore, senza peraltro che fosse stata mai richiesta la prescritta autorizzazione amministrativa della Regione Sicilia per l’esercizio di tale attività nonché del provvedimento autorizzatorio ai fini accise rilasciato dall’Agenzia delle Dogane. Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro ed i gestori sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Siracusa per aver omesso di segnalare la detenzione di materie esplodenti, segnalando gli stessi sia all’Agenzia delle Dogane che alla

Regione Sicilia. Al vaglio altresì tutti gli aspetti relativi alla sicu-

rezza del deposito, cui seguiranno le relative sanzioni previste in materia di prevenzioni incendi.

A Villa Politi si è svolta la conferenza del Kiwanis club che ha avuto com relatore il giudice Favale

Il mobbing nella realtà sociale e giuridica

Venerdì 8 marzo, presso il Grand Hotel Villa Politi di Siracusa, ha avuto luogo la conferenza organizzata dal Kiwanis club di Siracusa in occasione della “Giornata della donna”, sul tema “Il mobbing nella realtà sociale e giuridica: inquadramento e orientamenti della giurisprudenza”. A parlare di questo delicato tema, alla presenza del Luogotenente Governatore Divisione Sicilia sud-est dott. Francesco Valenti e di numerosi soci ed ospiti, è stato il dott. Filippo Favale, magistrato presso la 2^ Sezione civile del Tribunale di Siracusa, che ha trattato in modo molto efficace l’argomento. “Vista la ricorrenza, – ha detto la Presidente Sabrina Fava – anche il Kiwanis ha voluto dare il proprio contributo, ponendo l’attenzione, in modo più approfondito, sul “mobbing di genere”,

ossia quello che riguarda le donne, le quali, statisticamente, vengono prese di mira in seguito al rifiuto di approcci di tipo sessuale da parte del superiore o dei colle-

ghi, oppure al loro rientro sul posto di lavoro, dopo aver goduto di congedi per maternità o per assistenza ai propri familiari”. Molti sono stati gli spunti di riflessione,


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Sabato 16 marzo 2013

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Nei giorni scorsi ha preso il via la seconda parte del “Corso di formazione sugli organi istituzionali e sull’attività gestionale dell’Ente comunale” promosso dall’università UniTre di Priolo

Il sindaco Rizza e alcuni assessori i docenti delle lezioni di politica Priolo. Ha aperto i battenti la seconda parte del “Corso di Formazione sugli Organi Istituzionali e sull’attività gestionale dell’Ente Comune”. Il Corso, unico nell’intera Provincia di Siracusa, patrocinato gratuitamente dal Comune di Priolo Gargallo e promosso dall’Università delle Tre Età locale, si è tenuto presso la sede della stessa, in via Prati. L’idea è certamente innovativa per il paese, in quanto punta a formare tutti quei cittadini interessati a conoscere da vicino i sistemi di funzionamento dell’Ente preposto al governo cittadino. L’UniTre di Priolo crede infatti che, per favorire e migliorare i rapporti tra gli organi istituzionali e la popolazione, sia necessario diffondere nozioni basilari di natura politica, in quanto non di rado sussiste una diffusa carenza in materia. Inoltre, a pochi mesi dall’avvio delle elezioni amministrative, il Corso risulta particolarmente importante anche per chi intenda intraprendere un’esperienza politica in prima persona e ritiene confacente ampliare la propria conoscenza circa le incombenze connesse alla gestione della macchina amministrativa. La prima parte del Corso, già conclusa, ha riguardato la conoscenza degli Organi gestionali del Comune, ed è stata tenuta dal segretario generale del Comune di Priolo Gargallo, dott. Giuseppe Italia, nonché dal vice segretario generale, dott. Mario Privitera. La seconda parte, tenuta dal dirigente comunale del Settore Urbanistica, arch. Vincenzo Miconi, consterà di quattro argomenti, relativi alla programmazione urbanistica sovra-comunale; al Piano Regolatore Generale; alla modalità e alle procedure di approvazione del P.R.G.; ai piani attuativi del P.R.G. Alla prima lezione, oltre ad un folto numero di uditori, hanno preso anche parte il sindaco di Priolo Gargallo, Antonello Rizza, il vicesindaco, Giovanni Parisi,

l’assessore all’Urbanistica, Santo Gozzo, l’assessore ai Lavori Pubblici, Roberto Franchina, il neo assessore al Verde Pubblico, Giuseppe Pinnisi, e il consigliere comunale Sebastiano Boscarino. “Credo – ha evidenziato il sindaco Rizza - che non si possa pensare di fare politica e non si possa amministrare adeguatamente un paese se non si conoscono almeno le nozioni basilari riguardanti la materia. E’ necessario, dunque, essere formati per intraprendere quest’attività nella maniera più opportuna. Pertanto, ringrazio i dirigenti e i funzio-

nari municipali i quali, con impegno e professionalità, si adoperano per impartire, a titolo gratuito, le lezioni del Corso e, al contempo, colgo l’occasione per ringraziare la presidente dell’UniTre, Maria Luisa Vanacore, la quale, in sinergia con la dott.ssa Paola Catanzaro e con l’intero Direttivo dell’associazione, ha fornito quest’imperdibile possibilità non soltanto ai candidati, ma, anche, a tutti quei cittadini interessati a conoscere da vicino il funzionamento di un Ente comunale”. Gianluca Agrusa

La postazione sarà utile all’espletamento di attività istituzionali relative al monitoraggio della qualità dell’aria

Priolo, nasce un “Punto Arpa” all’interno del palazzo comunale

Priolo. Ufficializzata in settimana l’apertura di un “Punto Arpa” all’interno del Comune di Priolo Gargallo, sede utile all’espletamento di attività istituzionali relative al monitoraggio della qualità dell’aria a beneficio del territorio priolese. All’incontro hanno preso parte: il sindaco di Priolo Gargallo, Antonello Rizza, l’assessore all’Ambiente, Salvatore Auditore, il dirigente comunale all’Urbanistica, arch. Vincenzo Miconi e, in rappresentanza dell’Arpa, il direttore del Dipartimento provinciale, dott. Gaetano Valastro, e la dott.ssa Barbara Ruvioli. «La rinnovata sinergia nata tra il Comune di Priolo Gargallo e l’Arpa – ha dichiarato il sindaco di Priolo Gargallo, Antonello Rizza - risulta di notevole valore, in quanto punta a migliorare i controlli ed il monitoraggio della qualità dell’aria nel nostro territorio. Grazie alla presenza dell’Arpa nel Comune di Priolo garantiremo, pertanto, un’assoluta trasparenza, che non può prestarsi ad eventuali critiche o strumentalizzazioni. L’obiettivo che raggiungiamo, quest’oggi, si aggiunge a quello relativo alla programmata pubblicazione dei dati riguardanti la potabilità dell’acqua e la qualità dell’aria sul sito istituzionale del Comune, che avverrà non appena avremo completato l’iter procedurale». Per l’occasione, il sindaco Antonello Rizza e il diret-

tore provinciale dell’Arpa, dott. Gaetano Valastro, hanno sottoscritto un Contratto per la concessione, in comodato d’uso gratuito della durata di due anni, di un locale sito al quarto piano del palazzo comunale, da destinare all’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente. «L’Arpa – ha evidenziato il direttore provinciale dell’Agenzia per la protezione ambientale, dott. Gaetano Valastro - con grande interesse, ha colto la proposta lanciata dall’Amministrazione comunale di realizzare un “Punto Arpa” presso la sede municipale di Priolo Gargallo. Data la sua posizione strategica, il Comune di Priolo si erge, infatti, quale perno centrale, da cui attuare le verifiche sugli analizzatori insistenti nei Comuni dell’area a rischio. L’intenzione è quella di sviluppare, nel neo laboratorio sperimentale di Priolo Gargallo, nuovi metodi analitici relativi al monitoraggio dell’aria, in particolare saranno condotte verifiche sistematiche, su analisi quantitativa, delle strumentazioni delle reti di rilevamento della qualità dell’area, ubicate nel territorio della zona industriale». Il “Punto Arpa”, che entrerà a pieno regime nel mese di aprile, non sarà utilizzato come presidio giornaliero, bensì, durante le fasi previste dal progetto di monitoraggio dell’aria. «Credo che beneficiare della presenza dell’Arpa nel palazzo comunale di Priolo Gargallo – ha

affermato l’assessore all’Ambiente, Salvatore Auditore - rappresenti un risultato importante, raggiunto dall’attuale Amministrazione comunale, nonché una garanzia per l’intera cittadinanza, la quale potrà essere costantemente rassicurata sulla qualità dell’aria che respiriamo». Gianluca Agrusa

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Sabato 16 marzo 2013

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Iniziativa raggiunta grazie all’intesa stipulata tra il Comune di Priolo, la raffineria Isab e l’Azienda sanitaria provinciale

“Progetto salute”: apriranno a breve degli ambulatori Priolo. Inaugurato in settimana il “Progetto Salute”, importante attività di prevenzione medica, da oggi rivolta anche alla cittadinanza priolese. Il Progetto, promosso dal Comune di Priolo Gargallo, col contributo economico della Società Isab s.r.l. e l’indispensabile partecipazione dell’Asp 8 di Siracusa, punta alla tutela della salute della popolazione, la quale risiede in un lembo di terra stretto dalla morsa soffocante di un’area industriale tra le più grandi d’Europa, nella quale si riscontra un’elevata presenza di patologie di natura oncologica. In tal senso, l’Amministrazione comunale priolese, presieduta dal sindaco Antonello Rizza, ha ritenuto indispensabile fornire alla cittadinanza un ulteriore servizio di assistenza sanitaria preventiva, con la possibilità di effettuare visite mediche ed accurati controlli completamente gratuiti. «Inauguriamo oggi – ha dichiarato il sindaco di Priolo Gargallo, Antonello Rizza – un importante Progetto che, prima del mio insediamento, avvenuto nel 2008, era stato stranamente bloccato. Dopo essermi battuto per riattivare a Priolo il “Progetto Salute” per i dipendenti dell’Eni presenti in ogni area della Sicilia, sono riuscito a mantenere la promessa di estendere il servizio alla cittadinanza priolese, grazie al contributo dell’Isab e al supporto dell’Asp di Siracusa. All’atto del mio insediamento, avevo ereditato un paese dotato di servizi sanitari scadenti, che ci costringevano, in tal senso, a dipendere fortemente da Siracusa. Io ritengo invece che Priolo non possa essere considerato la periferia del capoluogo, come erroneamente si sostiene, per cui credo che abbia assoluto bisogno di godere dei medesimi servizi sanitari d’eccellenza, dei quali beneficiano anche gli altri Comuni della Provincia. Pertanto, dopo cinque lunghi anni di battaglie, finalmente il paese può vantarsi di aver raggiunto un livello sanitario elevato che, oltre al Centro di Senologia del Centro Diurno e al Consultorio familiare, presente questo in una riqualificata struttura del Cerica, può ora contare anche sul “Progetto Salute”, in quanto crediamo fermamente che la prevenzione oncologica e la tutela della salute dei cittadini siano priorità imprescindibili per un paese evoluto». Oltre alle autorità del panorama militare e civile pre-

senti e ad un numero considerevole di cittadini accorsi, all’importante inaugurazione, sono intervenuti, tra gli altri, il vicesindaco di Priolo Gargallo, Giovanni Parisi, il dirigente comunale per le Politiche Sociali, dott.ssa Flora La Iacona, il deputato regionale, on. dott. Pippo Gianni, il responsabile delle Relazioni esterne Isab, ing. Claudio Geraci, il commissario straordinario dell’Asp Siracusa, dott. Mario Zappia, il direttore sanitario dell’Asp Siracusa, dott. Anselmo Madeddu, il direttore di Oncologia Medica, Rao, Asp Siracusa, dott. Paolo Tralongo, il dott. Castelli, il dott. Fiducia, il dott. De Marco e il dott. Moscato. «L’Isab, come Società industriale, - ha evidenziato il direttore delle risorse umane e responsabile delle Relazioni esterne Isab, ing. Claudio Geraci – partecipa costantemente a questi indispensabili progetti, in quanto crede che, attraverso la prevenzione, si possa ridurre sensibilmente il rischio di provocare danni irreversibili all’uomo. Il supporto che offriamo all’Amministrazione comunale priolese e all’Asp di Siracusa nasce dal presupposto di aiutare i cittadini presenti in un territorio nel quale Isab opera ed intende ancora esercitare in maniera sostenibile, favorendo progettualità concrete e salutari per la popolazione. La

nostra Società sposa attività concrete, che si protraggano nel tempo, sostenendo cause istituzionali valide che, possibilmente, abbraccino anche l’aspetto medico». Le visite contemplate nel “Progetto Salute” riguardano: 240 esami endoscopici di rettosigmoidoscopia, rivolti a uomini e donne di età compresa tra i 45 ed i 60 anni; 240 esami ecografici, per uomini e donne di età compresa tra i 45 ed i 60 anni; 300 esami dermatologici, indirizzati a uomini e donne di età compresa tra i 25 ed i 40 anni. «Grazie alla sinergia instauratasi tra il Comune di Priolo Gargallo, l’Asp e l’Isab – ha affermato il commissario straordinario dell’Asp 8 di Siracusa, dott. Mario Zappia – parte oggi un Progetto indispensabile per una zona strategica come Priolo, sita nel cuore del polo industriale aretuseo. Attraverso un programma sanitario mirato, l’Asp di Siracusa sta provvedendo, infatti, ad assolvere al proprio imprescindibile dovere che deve tendere a favorire la prevenzione e la tutela della salute della popolazione nostrana. Abbiamo già concordato con il Sindaco Rizza che, operando in sinergia, saremo in grado di elevare ulteriormente l’offerta sanitaria a Priolo, erogando nuovi servizi alla cittadinanza». Gianluca Agrusa

Intanto a giorni avrà luogo la cerimonia ufficiale di consegna dell’elicottero AB.212 della Marina Militare già montato all’interno del comprensorio della Polizia di Stato

Augusta, presto la riapertura del Museo della Piazzaforte

Augusta. Si è ufficialmente insediato il nuovo comitato di direzione del Museo della Piazzaforte, nominato dal commissario reggente il Comune di Augusta, il palermitano La Mattina, che ha voluto cassare le nomine fatte dalla Giunta, affermando essere le nomine fiduciarie, come se un comitato onorario di un’istituzione museale potesse in qualche modo rappresentare un rischio per la amministrazione pro tempore di questo tecnico settantacinquenne, pensionato da circa dieci anni, voluto a quel posto dall’ex “governatore” Lombardo. Questo commissario reggente, che dovrebbe essere considerato tecnico, ha cassato anche le nomine i componenti della Commissione di Storia patria, scegliendo quasi tutte persone nuove non si capisce con quali criteri se non quelli discrezionali, visto che non ha nominato candidati con più titoli specifici e numerose pubblicazioni rispetto a quelli scelti da lui, primo fra tutti Elio Salerno, cui, per la protesta generale, ha consegnato giorni fa la nomina di presidente onorario del museo civico, un museo che non è mai esistito se non sulla carta, di cui lo stesso Salerno era l’ideatore, il fondatore e il detentore di reperti che non hanno mai avuto collocazione, perché il museo civico mai ha avuto una sede, al contrario di quello della piazzaforte, voluto fortemente dallo scomparso Tullio Marco, di cui Antonello Forestiere è stato il braccio destro, vicedirettore. .. La riunione del nuovo comitato di quest’ultimo è avvenuta nel palazzo municipale di Augusta su convocazione del direttore . Antonello Forestiere. L’ordine del giorno del primo incontro è stato ricco di interessanti argomenti di discussione: Tra i tanti argomenti si segnalano la meritoria prossima nomina del primo gruppo di collaboratori del museo; l’imminente cerimonia ufficiale di consegna dell’elicottero AB.212 della M.M. già montato all’interno del comprensorio della Polizia di Stato; la partecipazione del museo a una serie di eventi culturali che si terranno a Catania, Siracusa e Augusta in occasione del 70° Anniversario della Battaglia di Sicilia 1943; l’avvio della verifica della sistemazione esterna di alcuni grossi cimeli del museo (parte in deposito o in arrivo, parte ancora nel Museo dello Sbarco in Sicilia 1943 a Catania) presso il comprensorio esterno del Castello Svevo, sempre sul lato di Piazza Castello; lo sviluppo di rapporti culturali del museo con un’importante ente internazionale di collezionismo storico-militare con sede a Malta. Il direttore Forestiere ha ribadito l’importanza del-

L’avvocato Antonello Forestiere, direttore del Museo della Piazzaforte la cessione in proprietà dell’elicottero da parte delPer quanto riguarda la riapertura al pubblico del Museo lo Stato Maggiore della M.M., costituendo un evento che, ha ribadito il direttore, è sempre pronto da subito a di portata notevole in quanto la città di Augusta ed il essere visitato, nei prossimi giorni dovrebbero verificarsi Museo della Piazzaforte hanno così il primato a livel- assieme al commissario reggente il Comune le modalità lo nazionale di possedere un aeromobile militare per di accesso del pubblico, permanendo a tutt’oggi, come finalità storico-culturali esposto, diversamente da al- è noto, la chiusura del portone del Municipio sul lato di tri monumenti, all’esterno di Basi, Musei, Istituti, in Piazza Duomo. luogo tutelato e direttamente accessibile al pubblico. F. C.


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Sabato 16 marzo 2013

Il cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio succede a Papa Benedetto XVI, dimessosi il 28 febbraio scorso

Eletto il nuovo Pontefice, si chiama Francesco

Il cardinale Jorge Mario Bergoglio è stato eletto Papa e si chiamerà Francesco I. Di nazionalità argentina, il gesuita Bergoglio è il 266/mo Pontefice della storia della Chiesa. Francesco I succede a Benedetto XVI, che si è dimesso il 28 febbraio scorso. Una folla osannante, accorsa a Piazza San Pietro da ogni parte, a seguito della fumata bianca fuoriuscita dal comignolo alla quinta votazione del Collegio dei Cardinali, ha applaudito a lungo il nuovo Papa che ha ringraziato per la calorosa accoglienza e ha chiesto a tutti i i fedeli, anche quelli che hanno seguito lo storico evento dalla televisione e dalla radio, di pregare per lui e per il Vescovo emerito di Roma Benedetto XVI. “Ci vediamo tra qualche giorno, domani consentitemi di andare a pregare la Madonna” - ha detto il nuovo Papa augurando ai presenti una buonanotte.

«Fratelli e sorelle buonasera, voi sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma e sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo alla fine del mondo...ma siamo qui». Sono queste le prime parole del primo Papa Francesco della Chiesa cattolica. Jorge Mario Bergoglio, argentino, 76 anni, gesuita, 266 esimo Pontefice, è anche il primo sudamericano. La fumata bianca che ha annunciato al mondo la sua elezione è arrivata alla quinta votazione, nella seconda giornata del Conclave. Uno scrutinio in più di quanto richiesto, otto anni fa, per l’elezione di Benedetto XVI. Il comignolo della Cappella Sistina ha iniziato a fumare alle 19.06, la piazza San Pietro gremita di fedeli sin dalla mattinata è esplosa in un boato: «Viva il Papa! Viva il Papa!».

Papa Francesco

Il consigliere comunale ha scritto una lettera aperta al Commissario Alessandro Giacchetti

Fortuna: “Occhio alle concessioni demaniali” Pubblichiamo la lettera aperta del consigliere comunale Claudio Fortuna inviata al Commissario straordinario del Comune di Siracusa. “Con l’approssimarsi della stagione estiva è buona norma organizzare amministrativamente tutte quelle attività propedeutiche per la gestione efficiente dei servizi stagionali.Tuttavia, l’esperienza degli anni passati non è stata di certo esaltante in termini di buona e corretta gestione”. Lo afferma il Consigliere Comunale Claudio Fortuna, il quale ha scritto, tra gli altri, al commissario straordinario del Comune di Siracusa, al presidente della Regione al collegio dei revisori dei conti del comune capoluogo. “Alla luce di quanto in premessa, mi corre l’obbligo informare il commissario - continua Fortuna - che l’Amministrazione comunale è intestataria di n° 3 concessioni demaniali riguardanti relativi specchi acquei lungo il periplo dell’isolotto di Ortigia. Tali concessioni demaniali furono richieste dall’Amministrazione comunale al fine di realizzare 3 solarium (Forte Vigliena mq 806, Via Roma/Via S. Teresa mq 978 e Fonte Aretusa mq398). Poiché lo scorso anno, nonostante la validità, oltre che il pagamento, delle concessioni - le cui scadenze sono fissate nel 2014 - è stata attrezzata solo una delle tre concessioni, in particolare il solarium di Forte Vigliena, e considerato che, da quanto mi risulta,

è in corso la procedura di decadenza per mancato utilizzo delle residue concessioni, Le chiedo di avviare tutte quelle iniziative volte a garantire alla città i tre solarium. Tuttavia, qualora gli stringenti vincoli di bilancio non consentano di allestirli, Le chiedo, poiché previsto dal codice della navigazione che disciplina la materia, di predisporre, in tempi rapidi, tutte quelle attività amministrative finalizzate ad emanare un bando pubblico per l’affidamento ai privati della gestione degli stessi. Mi preme evidenziarLe che il mancato utilizzo della concessione, e dunque l’inerzia dell’Amministrazione, a fronte del già avvenuto pagamento, ha di fatto creato un danno, anche erariale, alla città. A margine, infine, Le ricordo che Ella è stata nominata Commissario Straordinario dal Presidente della Regione, per cui gode di una indennità che grava sulle casse comunali, e le cui funzioni è auspicabile esercitarle non a distanza, bensì a Siracusa. Non vorrei che dalle sue prime dichiarazioni rilasciate ai media locali circa la bellezza della città, ne derivi una concezione squisitamente turistica del ruolo commissariale affidatoLe. Oggi, più che mai, urge il massimo impegno di tutti, con le rispettive responsabilità, per far sì che la città cominci ad uscire dalle secche in cui si è arenata. Sono

Claudio Fortuna certo che Ella, pur tra mille difficoltà, farà tutto quanto la città si attende dalla sua opera”.

I giudici di Catania hanno rigettato la richiesta di risarcimento danni per 200 milioni di euro avanzati dalla società

Porto turistico: il Tar dà torto a Spero S.r.l. Il ricorso della società Spero Srl, titolare del progetto per la costruzione del secondo approdo turistico nel porto grande di Siracusa, contro la soprintendenza di Siracusa è improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Lo ha deciso il TAR di Catania con la sentenza del 27 febbraio scorso. Il TAR ha poi dichiarato inammissibile la richiesta, da parte di Spero Srl, di risarcimento del danno di 200 milioni di euro, ed ha accolto le eccezioni di inammissibilità ed improcedibilità sollevate nell’intervento ad opponendum dal Comitato Regionale Siciliano di Legambiente, rappresentato e difeso in giudizio dagli avvocati Marilena Del Vecchio, Corrado V. Giuliano e Paolo Tuttoilmondo. Nel ricorso Spero Srl aveva chiesto l’annullamento del parere negativo rilasciato dalla Soprintendenza di Siracusa alla richiesta di concessione demaniale marittima per la realizzazione del porto turistico. La soprintendenza, per rilasciare la concessione, aveva richiesto che il progetto fosse integrato e modificato secondo un elenco di dettagliate prescrizioni. La società Spero, ritenendo che le nuove integrazioni e revisioni rendessero impossibile la realizzazione dell’opera nei tempi stabiliti, decideva di ricorrere in giudizio. Il TAR, oltre a dichiarare legittime e doverose le richieste migliorative avanzate dalla soprintendenza, laddove il progetto definitivo per la realizzazione dell’approdo turistico violava i vincoli archeologici e paesaggistici dell’area, ha stabilito che l’adozione del Piano paesaggistico della provincia di Siracusa, con il quale il progetto sarebbe incompatibile, costituisce un atto ulteriore che fa venir meno l’efficacia lesiva dell’atto impugnato con il ricorso.


Sabato 16 marzo 2013

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I cittadini rimproverano all’ex sottosegretario di Stato Nicola Bono la mancata apertura sia del cineteatro Verga che dell’autodromo, nonchè la scarsa attenzione riservata alle strade di collegamento con i siti turistici di Vendicari, Cavagrande e Necropoli di Pantalica

Tutte le incompiute del presidente della Provincia

Oramai tutti pensano che quella sia un’altra opera incompiuta. L’ennesima della città di Siracusa. Stiamo parliamo del Cineteatro Verga, ubicato a Ortigia, in via Santi Coronati, acquistato dalla Provincia regionale nel 1994. L’allora presidente Mario Cavallaro vi progettò un contenitore culturale per i giovani di Siracusa e provincia. Negli anni si sono succeduti diversi presidenti della Provincia, sia di destra che di sinistra, i quali hanno sempre mantenuto intatta la finalità di farne dell’ex Cineteatro Verga uno spazio per i giovani. A distanza di 20 anni, senza far conti in tasca a nessuno, in quel mega contenitore sono stati spesi tantissimi soldi pubblici per progetti e lavori di ristrutturazione, con i costi che sono saliti vertiginosamente perchè, nel corso degli anni, l’esecuzione delle opere è stata più volte sospesa, poi ripresa e poi di nuovo interrotta e via dicendo, con il risultato di avere ancora il cineteatro chiuso. Ricordando le parole del presidente Bono, con cui aspramente criticava i suoi predecessori, ai quali rimproverava l’incapacità politica e di non aver mantenuto gli impegni assunti con la cittadinanza, visto che ancora l’ex cinema Verga non è stato riaperto, si può pacificamente dire che anche l’attuale primo inquilino del palazzo della Provincia non ha mantenuto gli impegni. Bono, infatti, essendosi impegnato politicamente nel rendere fruibile il teatro come contenitore culturale per i giovani di Siracusa e provincia, è risultato una cocente delusione per la cittadinanza. L’ex Sottosegretario di Stato alla Cultura, fino ad oggi non ha centrato obbiettivo che aveva sbandierato di realizzare almeno due anni fa per cui, essendo tuttora in carica, dovrà essere lui a dare conto su come sono stati spesi

L’onorevole Nicola Bono tantissimi soldi per un’opera pubblica ancora oggi rimasta incompiuta. Quello che risalta agli occhi della gente è la totale inadeguatezza della classe politica che fino ad oggi ha governato l’Ente Provincia, la quale fra lentezze burocratiche, sotterfugi e scaricabarile non è stata ancora capace di realizzare un opera pubblica utile alla nostra città.

A Bono non viene contestata soltanto la mancata inaugurazione del cineteatro Verga, ma i cittadini gli rimproverano anche di non essere riuscito a realizzate l’autodromo, il cui varo è stato ripetutamente annunciato, decantato e pubblicizzato dagli organi di stampa. Nel corso di conferenze stampa il presidente Bono ha annunciato l’avvio dei lavori nell’anello del circuito, ma sistematicamente alle parole non sono seguiti i fatti. I lavori non sono mai stati effettuati, tanto che all’interno dell’autodromo di Siracusa più che degli operai si incontrano mucche, pecore e cavalli e al posto di attrezzi di lavoro copertoni bruciati. Sicchè si può convenire con quella parte di città che critica il presidente Nicola Bono, che anche l’autodromo di contrada Fusco è un’altra opera pubblica rimasta incompiuta. Un’opera che, se fosse stata effettivamente realizzata, invece, avrebbe permesso alla città di Siracusa di essere un punto di riferimento per il mondo automobilistico e del motociclismo. Un ultimo appunto va fatto al presidente Bono. E’ da ricordare che l’onorevole Bono, oltre a ricoprire la carica di presidente della Provincia regionale di Siracusa, è anche presidente dei siti archeologici riconosciuti dall’Unesco quali Vendicari, Cavagrande e Necropoli di Pantalica dove i turisti per raggiungerli devono percorrere strade provinciali che sono delle vere e proprie gruviere. Dalle interviste fatte a fruitori dei tre siti turistici emerge una domanda che giramno al presidente Bono: come mai in questi 5 anni di mandato non ha mai rivolto un occhio almeno alla manutenzione delle strade che collegano Vendicari, Cavagrande e Necropoli di Pantalica? G.U.

Il taglio del nastro ad opera del presidente della Provincia regionale, onorevole Nicola Bono

Inaugurata la bretella del “Nodo di Noto” Il presidente della Provincia Regionale di Siracusa On. Nicola Bono, ha inaugurato, stamane, la bretella di collegamento fra la rotatoria “Bonfanti” della Sp 59 e la rotatoria “Gioi” della Sp 19, al servizio del cosiddetto “Nodo di Noto”. La tradizionale cerimonia del taglio del nastro si è tenuta presso la rotatoria “Bonfanti, alla presenza del sindaco di Noto, Corrado Bonfanti e del vescovo monsignor Antonio Staglianò, del sindaco di Portopalo Michele Taccone e dell’assessore del Comune di Pachino Poidomani, degli assessori provinciali Catera e Morale, dei consiglieri Massimo Prado e Corrado Calvo e delle altre autorità, civili, religiose e miliari della zona. L’apertura al traffico di quest’importante asse viario di collegamento al servizio del cosiddetto “Nodo di Noto”, è inserita nel più ampio progetto che fa parte del piano di riqualifica funzionale della rete viaria dell’area, ed è stato finanziato per 19 milioni 943 mila euro con i fondi statali e per 2 milioni mediante Mutuo della Provincia Regionale di Siracusa. Quindi si tratta di un’opera pubblica da oltre 21 milioni di euro ormai in fase avanzata di completamento e che costituisce il più importante investimento della viabilità da par-

te dell’amministrazione guidata dall’onorevole Bono. Attualmente i lavori sono al 60-65 per cento di avanzamento. Prima della stagione estiva verrà ultimata la rotatoria di Calabernardo, e verrà riaperto il tratto della contrada “Niura”. Con l’inaugurazione di stamane siamo alla quinta opera pubblica inaugurata dal presidente Bono in questi primi 70 giorni del 2013 (le altre quattro sono: la Sp 58, il Parco giochi di Pedagaggi, la bretella di Villasmundo e la Sp 76), per una spesa complessiva di quasi 7 milioni di euro. Un vero e proprio record, tanto da fare esclamare, con soddisfazione, al presidente Bono: “A furia di inaugurazioni abbiamo esaurito un intero nastro tricolore di 15 metri! Riteniamo questo collegamento fondamentale perché ha un duplice risvolto: da un lato collega la viabilità nazionale a tutta la zona Sud e, in particolare Noto alle meravigliose spiagge che attraggono nel periodo estivo decine di migliaia di visitatori e turisti e, dall’altro, serve ai numerosi residenti e villeggianti, oltre che agli imprenditori agricoli, che operano nella zona”. Il presidente Bono ha quindi ricostruito alcune vicende che hanno rallentato di quasi un anno la consegna

dell’opera e in particolare da un lato il fermo dei lavori per qualche mese causato dal “Patto di stabilita”, che malgrado la disponibilità delle risorse nelle casse della tesoreria, ha impedito di erogarle alle imprese, dall’altro a causa dell’interferenza sul tracciato di progetto del metanodotto della “SNAM RETE GAS”. Quest’ultimo problema avrebbe potuto determinare un ritardo di ben 24 mesi per lo spostamento del tracciato, che invece è stato scongiurato con un’apposita e funzionale perizia di variante che, tra l’altro, ha risolto altre rilevanti problematicità come l’inserimento di nuovi varchi per gli accessi di proprietà provate non rilevati nel progetto, l’ottimizzazione della raccolta di acque bianche e di alcune opere di contenimento della sede stradale. “Con l’inaugurazione della quinta opera pubblica nel 2013 – ha concluso il presidente Bono -, possiamo dire che continuiamo a muoverci nel solco di quanto abbiamo fatto negli anni precedenti, perché lasciare “incompiute” è un comportamento che non appartiene a questa amministrazione, che fino alla fine del suo mandato continuerà con le inaugurazioni, perché la nostra filosofia è ispirata al principio che le opere pubbliche si progettano, si appaltano e si inaugurano”.

Lo scorso 14 marzo nella sala Costanza Bruno si è svolto l’incontro del service patrocinato dai dottori commercialisti

Convegno del Rotary sul federalismo fiscale Il Rotary fa dell’attività di servizio, non un’attività complementare o un obiettivo occasionale, ma il nostro modo di esserci. Lo scopo del Rotary è di diffondere il valore del servire, motore e propulsore ideale di ogni attività, il Rotary crede profondamente nel potere del servizio. Rendendo il servizio la nostra priorità, mettiamo i bisogni degli altri al di sopra dei nostri interessi personali e trasformiamo la nostra prospettiva. Riusciamo a metterci nei panni degli altri e capire le loro difficoltà, sentiamo più fortemente la necessità di impegnarci e di fare ciò che possiamo per aiutare gli altri a vivere una vita migliore. Diventiamo più generosi con il nostro tempo e risorse, e più aperti a nuovi modi di pensare. Invece di cercare di cambiare gli altri, ci rendiamo conto che possiamo imparare qualcosa da tutti e da ogni circostanza della vita. Ed ogni giorno scopriamo nuovi modi per crescere insieme. Attraverso l’incontro sul tema “ Il Federalismo fiscale, un occasione mancata o un pericolo scampato”; si vuole affrontare uno dei temi più scottanti del vivere quotidiano dei nostri enti locali. La nostra Italia è indubbiamente , oggi, combattuta da mille problemi e fra questi , la difformità di sviluppo fra aree diverse dello Stato è quello che più ci angustia.

Certi che l’applicazione di un identica metodologia ad aree a sviluppo diseguale, poteva e può rappresentare un ulteriore freno alla crescita, si è parlato anche di Federalismo solidale, cioè di metodo che abbia dei fattori correttivi in grado ridurre il divario esistente fra aree diverse dello stesso Stato. Consapevoli del momento di grandi trasformazioni che attraversiamo, ci è sembrato giusto, proprio nello spirito di servizio, proporre questo incontro per una più oggettiva disamina della metodologia del federalismo fiscale, affinché i prossimi amministratori locali, i tecnici del settore e i cittadini tutti, possano apprendere meglio di un nuovo modello di fiscalità decentrata che nel suo obbiettivo ha quello di promuovere le buone amministrazioni locali. L’incontro che il Club Rotary Siracusa Ortigia, con il patrocinio dell’Ordine dei dottori Commercialisti e degli esperti contabili di Siracusa, propone giovedì 14 marzo alle ore 18, presso la sala Costanza Bruno della Provincia regionale di Siracusa, sita in via Malta, gentilmente messa a disposizione dal Presidente On. Bono, avrà un relatore d’eccezione, il Chiar.mo prof. Emilio Giardina, preside emerito della Facoltà di economia dell’università degli Studi di Catania, che susciterà in

tutti i presenti utili riflessioni sull’argomento, in un momento di grande incertezza istituzionale.


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Sabato 16 marzo 2013

Convegno su occupazione giovani: bonifica porto, riconversione industriale, zona franca urbana imprendi siracusa

Come fare per aprire un’azienda a basso costo

Augusta. Si è svolto sabato pomeriggio 2 marzo, a Palazzo Zuppello, l’incontro tra giovani e Confindustria, organizzato dal gruppo giovanile “Ezra Pound” all’interno del progetto “Occupazione Giovani- Programma Europeo Gioventù in Azione”. Ospite della serata il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Siracusa, Gianni Balistreri. Ha introdotto l’incontro il responsabile del progetto “Occupazione Giovani”, Claudio Forestiere, giovane ingegnere, che ha tracciato una fisionomia “inquietante” della nostra provincia per quel che riguarda l’occupazione. Forestiere ha detto:” La seconda città per numero di abitanti in provincia non è più Augusta, ma una città virtuale costituita da oltre 42mila disoccupati; a questi vanno aggiunti tantissimi giovani inoccupati che non sono ancora riusciti a trovare il primo lavoro, o addirittura hanno smesso di cercarlo perché hanno perso ogni speranza di successo. Oggi la disoccupazione non è un tema tra tanti, ma è il tema principe con cui la politica, le istituzioni e tutta la collettività devono rapportarsi e a cui devono cercare di trovare soluzione. A livello industriale, le fermate per la manutenzione dei grandi impianti del polo petrolchimico costituiscono solo una piccola boccata di ossigeno per l’economia asfittica della nostra provincia; per riportare l’occupazione a livelli accettabili c’è bisogno di investimenti a lungo termine e di sinergie tra pubblico e privato. Non si può pensare, per esempio, di sviluppare il porto commerciale di Augusta senza uno snodo ferroviario all’interno del porto stesso per l’interscambio modale nel trasporto delle merci, e gli ultimi annunci pubblicati sulla stampa mettono completamente fuori causa la provincia di Siracusa dal piano di investimenti ferroviari; bisogna sbloccare le bonifiche della rada megarese, che può essere effettuata utilizzando delle tecniche innovative alternative al dragaggio dei fondali, che potrebbe compromettere l’ecosistema più di quanto non lo sia già. Se da un lato è inimmaginabile per Augusta, da qui a 30 anni, un futuro senza le industrie, è invece lecito e doveroso pensare alla riconversione degli impianti stessi, garantendo così i livelli occupazionali inalterati e incidendo positivamente sull’impatto ambientale. Non bisogna lasciarsi sfuggire l’ultimo treno per la costituzione di una “Zona Franca Urbana” ad Augusta, che garantirebbe alle piccole e medie imprese sgravi fiscali e contributivi per 12 anni, tra cui esenzione IMU e IRAP totale per i primi 5 anni di attività. Inoltre, è necessario incrementare le capacità progettuali locali per riuscire a intercettare quanti più fondi possibili tra quelli messi a disposizione dall’Unione Europea e i capitali di investimento esteri: non è accettabile che certi bandi

di gara vengano disertati per mancanza di progettualità. Infine, le pubbliche amministrazioni devono adeguarsi quanto prima possibile al decreto legislativo, approvato dal governo nazionale, in merito al pagamento delle transazioni commerciali in 30 giorni: infatti,soprattutto in Sicilia,è prassi diffusa per gli enti pubblici pagare le fatture dei propri creditori anche a distanza di 5 o 6 anni, causando talvolta il fallimento di aziende che lavorano principalmente con committenza pubblica e la conseguente perdita di posti di lavoro. Tornare a tempi di pagamento ragionevoli significherebbe reimmettere la liquidità necessaria per riattivare l’economia locale.” Il presidente provinciale Giovani Industriali, Giann Balistreri, figlio dell’omonimo imprenditore scomparso di recente, originario di Palermo, ha informato che “ Confindustria ha da poco attivato uno sportello in provincia di Siracusa, in partnership con Unicredit, denominato “Imprendi Siracusa”, a disposizione di coloro i quali, soprattutto giovani, vogliano creare impresa. Il supporto prevede agevolazioni di vario tipo, dal reperimento di investitori per supportare l’impresa alla consulenza fiscale gratuita per i primi passi dello “start-up”.

Ci sono già molti esempi di successo derivanti da questa cooperazione e spero che molti altri ne verranno in futuro. La situazione occupazionale in provincia oggi è allarmante anche in virtù del fatto che le aziende devono sostenere costi esorbitanti, soprattutto dal punto di vista di tasse e contributi: è impensabile, nell’era della globalizzazione, pensare di fare ricerca in Italia con i costi del lavoro che ci troviamo a pagare, quando in India un ricercatore costa all’azienda non più di 300 euro. C’è da dire però che le nostre maestranze sono invidiate e richieste da tutto il mondo e quando si parla di prodotti di qualità l’Italia è all’avanguardia. Quindi bisogna cercare di incentivare il talento, ricerca e sviluppo, alleggerendo contestualmente la pressione fiscale che grava sulle aziende locali, soprattutto detassando quelle imprese che investono sulla innovazione. Grandi possibilità sono date dall’utilizzo di Internet, che oggi permette a tanti ragazzi di fare impresa anche partendo col supporto di un solo computer, abbattendo tutte le barriere di spazio e tempo.” E’seguito un intenso dibattito con domande dal pubblico e dai giornalisti. F. C.

Mimose e decorazioni floreali nel segno del giallo per non dimenticare che la donna è come un fiore

Festeggiato l’otto marzo al Circolo Ufficiali di Augusta

Augusta. Oggi le donne affrontano con la dignità e il decoro che a loro è richiesto tutti i giorni della loro vita nell’affrontare i problemi, affermare la loro professionalità, operare nel sociale, svolgere il loro compito di mamme e mogli. Tra le molteplici e significative manifestazioni cittadine organizzate l’8 marzo 2013, al Circolo Ufficiali della Marina Militare si è svolta la manifestazione “Pomeriggio in rosa..o in giallo”, pensato per riflettere insieme sul significato di tale ricorrenza e per celebrare la forza delle donne in maniera piacevole e originale, legandola al simbolo della festa della donna, la Mimosa. Un fiore le cui caratteristiche sono simbolicamente collegate al carattere delle donne: fragili a volte, esteriormente, ma forti e capaci di spezzare i pregiudizi e i cuori più duri. Un fiore legato a un atteggiamento di rinascita dopo secoli di oscurantismo nei confronti della donna. Femminilità e creatività in primo piano dunque con la lezione di Composizione floreale: “Mimose e decorazioni floreali nel segno del giallo per non dimenticare che la donna è come un fiore” tenuta dalla maestra fiorista Cristina Russo (nella foto in basso), titolare del negozio “Il Mughetto”. Al termine, ogni signora ha realizzato la propria composizione con la guida dell’esperta. “La storia del gioiello”, a cura di Angela Malandrino e la mostra in sala delle sue creazioni fotografiche, hanno concluso il pomeriggio, che ha voluto rappresentare un semplice e gradito momento di socializzazione e condivisione del bello di essere donne. Luisa Cusumano

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Sabato 16 marzo 2013

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Augusta. Nella prestigiosa cornice del Circolo ufficiali si è volta la manifestazione ideata e condotta dal professore Giorgio Càsole

Caleidoscopio d’arte: l’ammiraglio poeta e i giovani talenti del Liceo Augusta. Venerdì 1° marzo 2013, nella prestigiosa cornice del Circolo Ufficiali di Augusta, si è svolta la manifestazione “ Caleidoscopio d’arte: tra rime musica e teatro” ideata e condotta dal prof. Giorgio Càsole,scrittore,interprete di testi poetici, presentatore e come da lui stesso sottolineato, orgogliosamente professore di Italiano e Latino al Liceo “Mègara” di Augusta. Come il titolo stesso suggerisce, caleidoscopio ,dal greco καλειδοσκοπεω, “vedere bello” è stato uno spazio pensato per i giovani talenti augustani, per la maggior parte alunni del Liceo Mègara, i quali, protagonisti della serata hanno creato un susseguirsi di momenti di arte scomposta nelle sue varie forme , dalla poesia, al canto , alla musica classica , alla narrativa e al teatro. La conduzione dinamica e spontanea, un vero e proprio happening, portata avanti, con brio e senso dell’humour, dal prof. Càsole ha permesso ai giovani artisti di condividere con il pubblico in simpatiche interviste, la loro passione per l’arte, il loro pregevole percorso di formazione sia scolastico sia artistico, le loro speranze per il futuro . Mecenate della serata il Contrammiraglio Giuseppe Abbamonte, Direttore dell’Arsenale Militare di Augusta e Presidente del Circolo Ufficiali , che ha aperto la manifestazione con “ Scrivo perché si generi un sorriso”, leggendo alcune poesie tratte da una personale collezione di rime sciolte che l’autore ha legato a momenti ed eventi della propria vita in una sorta di diario di bordo nel quale si parla con tono semiserio di incidenti quotidiani ma anche di rapporto padri figli e naturalmente di amore. L’ atmosfera si è poi caricata di ulteriori emozioni che hanno toccato le corde dell’anima con l’esecuzione per pianoforte di brani di musica classica quali Canon ( Pachelbel),Odissea Veneziana ( Anonimo), River flows in you ( Yruma),Nuvole Bianche ( Einaudi) della musicista Lavinia Pitari Il giovane e famoso violinista Giovanni Di Mauro, che ringraziamo per la partecipazione , ha voluto poi regalare una straordinaria esecuzione anche in duetto piano –violino con la sedicenne pianista Lavinia Pitari. Musica Jazz, caratterizzata dall’uso estensivo dell’improvvisazione e da blue note e progressioni armoniche insolite , quella proposta dai fratelli Gaetano e Mario Ippolito che in un duo piano- canto hanno arrangiato pezzi di Michael Bublè e Gino Paoli. Questa scelta musicale è stata voluta per sottolineare come questo genere musicale ha acquistato un riconoscimento e ruolo importante nel panorama della musica classica. Il teatro classico ha avuto un momento di alta intensità con Giulia Epaminonda che ha interpretato “ Monologo per Cassandra” di Wislawa Szymborska. Nelle parole della giovane attrice , la scelta del pezzo, , deriva proprio

dalla consapevolezza del fatto che stiamo inevitabilmente cadendo nell’errore di non considerare l’eco delle nostre azioni. Così come le previsioni di Cassandra sulla distruzione della città di Troia si avverarono, allo stesso modo, la nostra noncuranza rispetto ai meravigliosi scenari naturalistici che il nostro territorio offre, potrebbe far realizzare le sconcertanti previsioni sul loro futuro stato. Silvia Mattei, autrice di numerosi pezzi giornalistici sul giornale Il Ponte del Liceo Megara , il cui sogno è diventare una scrittrice di romanzi ,per ora tutti nel cassetto, ha commosso con la lettura di un racconto da lei scritto “Tu (Non)sei bella” Il brano presentato, che sfiora quasi la poesia ,ha voluto trattare il tema dell’anoressia e del rigetto nei confronti del proprio corpo, vero e proprio disturbo che si manifesta in età adolescenziale. La presentazione vede come protagonista Olivia e un ragazzo che in realtà rappresenterebbe il giudizio della gente e quindi la società che emette sentenze a discapito dell’individuo singolo, il quale cerca l’annullamento. Per la sezione canto Daniele Manzella, poliedrico artista già vincitore di premi a livello nazionale ,si è esibito nella canzone “ Caruso” sulle immagini del suo corto mu-

sicale inserito nella prima compilation ShloQ, scelto per rappresentare il territorio al Festival dei Giovani in occasione del VI Shortini Film Festival. Ha poi interpretato la canzone “Pescatore” di PierAngelo Bertoli accompagnata dalla visione del corto musicale,” Oltre la Collina” che ha vinto un premio nel concorso “Il Faro cono di luce tra più mondi” indetto dal liceo Mègara nel 2013 Vanessa Bontempo è stata una splendida “ Mina”, interpretando con squisita dolcezza e notevole bravura brani delle celebre cantante , strappando applausi anche “ a scena aperta”. Ha chiuso la serata il bravissimo duo chitarra e voce “ I conti che ( non) tornano” formato da Veronica Timmoneri e Salvatore Caruso. Il repertorio ha incluso canzoni di autori stranieri contemporanei , tutte in lingua straniera e arrangiate interamente dalla band, scelte per trovare un linguaggio universale al fine di comunicare dei messaggi e condividere i sentimenti più comuni ai giovani, tra cui l’Amore. Degno di menzione speciale è quindi l’arrangiamento magistrale dei pezzi e la bravura degli interpreti. Luisa Cusumano

La rassegna è organizzata dall’associazione “Ecco Godot” con la collaborazione del Teatro Stabile di Catania I ragazzi della VD del Liceo Scientifico vincono il torneo di calcio

Comics: appuntamento con Marta e Gianluca in amore

Marta Zoboli Catania. Un tavolino, due sedie, due microfoni ad archetto. Non serve altro per mettere in scena amore, ultimo spettacolo di Gianluca De Angelis e Marta Zoboli, mattatori della nuova stagione televisiva di Zelig e ora ospiti a Catania del quarto appuntamento di Comics, la rassegna organizzata dall’associazione Ecco Godot di

Marco Vinci, in collaborazione con il Teatro Stabile. “Marta e Gianluca” si esibiranno al Teatro Musco venerdì 15 e sabato 16 Marzo, alle ore 21, riproponendo i tormentoni che li hanno lanciati e consacrati. Su tutti, la frenetica e delirante rappresentazione degli “incontri al buio” tra uomini e donne - fissati appunto al tavolino degli speed date - in cui la vis comica è accompagnata dal ritmo incalzante delle “metamorfosi” degli interpreti. Lui, autore e attore di spettacoli di cabaret e di programmi radiofonici e televisivi (“Scatafascio” su Italia1, “Convenscion” su Rai2, “Giovedì night live” su Radio Popolare). Lei, attrice di formazione internazionale, diplomata presso l’École “Philippe Gauliercon” di Parigi e diretta, tra gli altri, da Walter Leonardi e Paolo Rossi (“Studio per la povera gente” e “Happening di Delirio Organizzato”). Il duo, nonostante l’assenza di Gianmarco Pozzoli (che aveva dato vita alla formazione iniziale del trio Sagapò), mostra di saper mettere in scena uno show polisemico, inscenando comici siparietti con il denominatore comune dell’amore ai tempi di Twitter, spesso cinico e demenziale, quello che si sfiora e quasi mai si centra: “mi innamoro se…”, la visita dell’appartamento, i preparativi delle nozze. C’è spazio anche per l’attualità - affrontata nel finale - attraverso un monologo scanzonato di carattere sociale, e per le surreali “intercettazioni telefoniche”, spesso a sfondo politico, in cui vengono alla luce discorsi improbabili tra individui molto diversi tra loro: attori, parlamentari, personaggi storici, sino ad arrivare agli eroi dei fumetti e dei cartoni animati. Uno spettacolo divertente che non chiede nulla se non di essere gustato, riflettendo sulle svariate forme che assume l’amore al giorno d’oggi. Del resto, la risata è spesso la chiave giusta per scoprire tante verità.

Grande partecipazione ai giochi della Settimana dello Studente

Augusta. Come da tradizione consolidata negli anni, gli studenti “senior” del Liceo Megara di Augusta hanno organizzato i giochi della cosiddetta “Settimana dello Studente”, che ha visto i giovani allievi partecipare a divertenti gare pomeridiane. Tra le varie competizioni, hanno riscosso maggiore successo la “Caccia al Tesoro”, il “Quizzone” (che consiste nel rispondere correttamente a quesiti di cultura generale) e “Sarabanda” (in cui i ragazzi devono indovinare i titoli di alcune canzoni famose ascoltandone le basi musicali). Per concludere in bellezza, nei locali del Palaionio, si è disputata la finale di calcio studentesco che ha visto vincitori i ragazzi della V D del Liceo Scientifico. I giochi della “Settimana dello Studente” non servono solo come diversivo dai monotoni pomeriggi di studio, ma hanno anche l’importante compito psico-pedagogico di ricordare ai giovani che il lavoro di squadra è la chiave del successo, legge morale applicabile non soltanto durante le competizioni sportive, ma anche in tutti gli aspetti della vita quotidiana. Federica Fiume


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Sabato 16 marzo 2013

Fino a domenica 17 marzo, nella sede dell’Istituto si confronteranno giuristi, avvocati e accademici del diritto internazionale

Isisc: meeting di esperti sui diritti umani

L’Istituto Superiore Internazionale di Scienze Criminali (ISISC) organizzerà un Meeting di Esperti sull’Istituzione dei Principi e delle Buone Prassi per le Commissioni di Inchiesta Nazionali ed Internazionali. Il Meeting si terrà presso la sede dell’ISISC a Siracusa fra il 14 ed il 17 Marzo 2013. Tale Meeting di Esperti coinvolgerà giuristi, avvocati e accademici nel campo del diritto internazionale di fama mondiale, alti funzionari governativi e delle Nazioni Unite, nonché presidenti e procuratori dei Tribunali Internazionali. È prevista inoltre la presenza di delegazioni provenienti dal Bahrain, dal Ruanda, dal Qatar e dal Regno Unito (o Libia??). Obiettivo principale del Meeting di Siracusa sarà quello di discutere sulla necessità di una riforma globale del sistema delle Nazioni Unite di accertamento dei fatti a tutela dei diritti umani; saranno inoltre rivisti e adottati i “BICI Principles e le Buone Prassi per le Commissioni d’Inchiesta Nazionali ed Internazionali”, che consistono in una serie di principi e di linee guida per gli organi di accertamento dei fatti nazionali e internazionali. I “BICI Principles” hanno l’obiettivo di fornire degli standard equi, obiettivi e neutrali per favorire l’accuratezza, l’indipendenza e l’imparzialità di tali organi. Questo Meeting di esperti è soltanto un esempio delle numerose attività condotte nel corso dell’anno dall’ISISC, che una volta di più con le proprie iniziative porta prestigio internazionale alla città di Siracusa, alla Regione Sicilia e dall’Italia. Dall’an-

Prof. M. Cherif Bassiouni no della sua fondazione, l’Istituto ha organizzato oltre 510 conferenze, workshop, seminari di formazione e riunioni di esperti, che hanno visto, complessivamente,

la partecipazione di 37.278 giuristi provenienti da 165 paesi, tra i quali vanno annoverati più di 5.000 professori in rappresentanza di 518 facoltà universitarie. Inoltre, ISISC ha collaborato con 41 organizzazioni intergovernative, numerosi enti governativi italiani e stranieri, e 97 organizzazioni non governative (ONG) e organizzazioni della società civile di tutto il mondo. L’Istituto ha pubblicato 146 volumi che riflettono le sue attività di ricerca e di studio e contengono gli atti dei suoi convegni in materia di giustizia penale internazionale, di diritto penale comparato, di diritti umani e di diritto e procedura penale specifici di un determinato paese. L’Istituto Superiore Internazionale di Scienze Criminali (ISISC) è una fondazione italiana non a scopo di lucro (ONLUS) riconosciuta con Decreto del Presidente della Repubblica, che si occupa dello studio, della ricerca e della formazione nel campo della giustizia penale internazionale e comparata e dei diritti umani. L’Istituto gode dello status di organismo consultivo presso le Nazioni Unite e il Consiglio d’Europa. L’ISISC ha inoltre firmato uno speciale accordo di collaborazione con l’Ufficio delle Nazioni Unite aVienna (UNOV), e costituisce uno dei diciotto centri di ricerca e studio del Programma per la Prevenzione del Crimine e la Giustizia Penale delle Nazioni Unite, istituito al fine di assistere gli Stati membri dell’ONU nell’opera di rafforzamento della cooperazione internazionale in materia penale.

Nel corso di un incontro con la stampa il presidente della Provincia ha illustrato le ragioni che lo hanno spinto a rivolgersi all’Autorità giudiziaria

Fondi europei: esposto di Bono alla magistratura Di seguito riportiamo la dichiarazione dell’onorevole Nicola Bono presidente dell’Associazione Province Unesco Sud Italia e della Provincia regionale di Siracusa sull’esposto da lui presentato alla Magistratura sui Fondi UE. Bono (nella foto assieme all’avvocato Aldo Ganci, uno dei suoi legali), ha incontrato la stampa nella sala adunanze della Provincia regionale. “Da oltre 20 anni la gestione dei fondi UE in Italia, a differenza di tutti gli altri Paesi europei, è scandita da un bollettino di guerra monocorde, che registra unicamente disastri e fallimenti. Anno dopo anno, programmazione dopo programmazione, mentre il resto d’Europa affinava e massimizzava l’utilizzo delle risorse europee, il nostro Paese diventava sempre più inefficiente ed incapace di articolare idonee strategie di sviluppo, e quindi di creare occupazione. La conseguenza di ciò, è stato il ricorso a periodiche rimodulazioni nell’utilizzo dei fondi, che nel frattempo subivano parziali ma incisivi storni per restituzioni coattive a Bruxelles, quali sanzioni al loro mancato utilizzo. Ma anche i fondi non restituiti, sono comunque andati sprecati in quanto utilizzati per il finanziamento dei cosiddetti “Progetti di sponda”, e cioè di interventi già cantierati grazie ad altre fonti di finanziamento e pertanto, del tutto inidonei a produrre gli auspicati benefici in termini di nuovo sviluppo e aumento dell’occupazione, in quanto in alcun modo collegati ad una visione programmatica legata alla filosofia dei fondi strutturali. E’ così che si sono dissolti senza alcun concreto effetto 2 miliardi di euro originariamente stanziati nell’ambito della innovativa strategia del POIN-PAIN Cultura e Turismo, che per la prima volta l’Unione Europea aveva concesso all’Italia, con il preciso obiettivo di puntare all’ammodernamento, ristrutturazione e rilancio del sistema turistico e culturale del Sud Italia, attraverso la realizzazione di infrastrutture e servizi capaci di determinare l’auspicato salto di qualità in termini di crescita dei livelli di competitività. E allo stesso modo, si è registrata la netta decurtazione delle dotazione PO FERS 2007-2013, cannibalizzata e stravolta, esattamente come il POIN Cultura e Turismo, con la modifica delle destinazioni di utilizzo delle risorse in direzioni del tutto estranee alle logiche programmatiche ipotizzate nella filosofia di intervento UE. Le decurtazioni dei vari programmi sono state determinate unicamente dalle “Criticità attuative”, e cioè dall’incapacità dei responsabili di produrre politiche

La pubblicità sul Diario è un investimento sicuro e redditizio

Il presidente Nicola Bono e il suo legale avvocato Aldo Ganci efficaci di utilizzo delle risorse disponibili, ed anche e duraturi. Ma l’aspetto più scandaloso della questiol’adesione al PAC (Piano di Azione e Coesione) appa- ne non è l’ennesimo fallimento, bensì che ancora una re una resa delle Regioni, per la dimostrata incapacità volta nessuno paghi per questo disastro che ha tolto il di spendere, piuttosto che un corretto utilizzo delle ri- futuro e la speranza ai giovani e agli italiani del Sud. Per queste ragioni a fronte di politici, ma soprattutto sorse. Siamo davanti ad una strategia che assomiglia sempre di più ad una corsa contro il tempo per mini- di burocrati profumatamente pagati da decenni per dimizzare ed occultare, nei confronti della comunità na- rigere inutili strutture caratterizzate da un cronico enzionale e dell’Unione Europea, l’ennesima débacle dei cefalogramma piatto nei confronti dell’individuazione soliti “responsabili”, piuttosto che un’azione realmen- di qualsivoglia strategia di sviluppo, ho presentato, nei te capace di realizzare il riequilibrio territoriale che giorni scorsi, un esposto alla Procura della Repubblica dovrebbe costituire invece l’obiettivo fondamentale preso il Tribunale di Roma, alla Procura Generale presda perseguire tramite i fondi strutturali. A causa della so la Corte di Appello di Roma e alla Procura Generale mancanza di progettualità si è scelto di usare le risorse presso la Corte dei Conti di Roma, per accertare a carico europee come un bancomat, indirizzandole a interventi di chi siano le responsabilità del cronico fallimento del del tutto estranei alle loro finalità originarie, come nel corretto utilizzo dei fondi europei, affinché i colpevoli caso dei restauri del patrimonio culturale o gli interven- di questa tragica condanna al sottosviluppo economico ti per l’assistenza ad anziani non autosufficienti, inve- della nostra Terra finalmente ne rispondano alla Giustice di sostenere precise iniziative strategiche, in grado zia, non solo per avere la giusta punizione, ma soprattutdi potenziare il nostro sistema produttivo, con partico- to per evitare che in futuro possa ripetersi il medesimo lare riferimento al comparto turistico-culturale, crean- scempio che ha determinato nei confronti di intere podo le condizioni per canalizzare investimenti capaci di polazioni la condanna alla precarietà sociale e la negarealizzare decine di migliaia di posti di lavoro stabili zione di un futuro dignitoso, basato sul diritto al lavoro.

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Sabato 16 marzo 2013

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La presidente di “Italia Nostra” ha inoltrato un esposto alla Procura della Repubblica

Augusta, il crollo annunciato dell’ultimo rivellino

Augusta –. «Ho sentito un boato, stavo transitando per i ponti per raggiungere il centro storico . Immediatamente mi sono accorto di quanto era accaduto, anche perché conoscevo la pericolosità della situazione e più volte in passato avevo segnalato alle autorità competenti la precarietà del sito. Una vasta porzione del muro in pietra era crollata a mare. Ho subito informato dell’accaduto i Vigili del Fuoco del distaccamento mare, che prontamente si sono recati sul posto». Le affermazioni sono di Carmelo Miano, consigliere di circoscrizione del cosiddetto quartiere Borgata, testimone del crollo annunciato del rivellino “Quintana”, avvenuto intorno alle sette del mattino di domenica 3 marzo – data da ricordare come mònito per tutti, amministratori comunali, Soprintendenza ai Beni culturali e altre cosiddette autorità. Da molto tempo, anni, anni la gravità della situazione dei vecchi ponti spagnoli e dello stesso Castello Svevo è stata segnalata alle autorità competenti che hanno preso atto della situazione, ma non hanno mai avviato alcun intervento. Mai. Solo quando si sono manifestate le prime avvisaglie dell’aggravarsi della situazione si è provveduto a transennare e vietare al transito pedonale il rivellino, ma nulla più è stato fatto. E ancora una volta il tratto del rivellino crollato è stato transennato. Nessuno di queste cosiddette autorità recita il mea culpa o richiama la corresponsabilità di tutti gli enti che dovrebbero tutelare il patrimonio culturale, in senso lato, che, al di là di ogni considerazione di carattere turistico, deve valere come testimonianza del passato, come radice del nostro presente. Al posto dell’istmo che collegava l’Isola di Augusta alla terraferma, in epoca spagnola, furono costruiti tre rivellini: Quintana, Sant’Anna e Santo Stefano, come prima porta d’accesso alla città. Il collegamento con la terraferma fu assicurato da due ponti levatoi, sostituiti nel 1800 da due ponti in muratura. L’unico esistente era il rivellino Quintana, che sorgeva su un isolotto triangolare costruito contestualmente alla fortificazione della città. La storia dei rivellini è legata a quella dei ponti. Negli anni ‘Trenta del Novecento, nel primo ammodernamento e ampliamento dei ponti, furono eliminati i rivellini di Sant’Anna e di Santo Stefano. Nel 1978, per esigenze di traffico, fu realizzato un ulteriore ampliamento dei ponti. Riportiamo il desolato commento di Luca Di Giacomo, esperto in conservazione dei beni culturali: “Noi siamo questo, pezzi di pietra , della qualità più pregiata estratta in questa terra, resa bella da altri nel corso dei secoli. Noi non abbiamo interesse, stiamo crollando a pezzi, in questo mare bellissimo che non è fruibile, non è balneabile, è inquinato. Le coste stanno crollando, praticamente l’immagine del Rivellino crollato siamo noi”. Recatisi sul posto i vigili del fuoco hanno riscontrato preoccupanti crepe nel manto stradale e, forse, suggeriranno di interdire il traffico ai mezzi pesanti. Era ora. Nel frattempo, chi arrossirà di vergogna? Di seguito pubblichiamo l’esposto inviato alla Procura della Repubblica a firma di Jessica Di Venuta, presidente della sezione di Augusta di “Italia nostra onlus”. La sottoscritta Jessica Di Venuta, in qualità di Presidente della Sezione di Augusta dell’Associazione nazionale “ITALIA NOSTRA ONLUS”, Associazione riconosciuta con D.P.R. 22 agosto 1958, n. 1111, portatrice di interessi diffusi in materia di tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione, Espone: Il giorno 3 marzo 2013 in Augusta (SR) una porzione del rivellino, presso i ponti e la Porta di epoca Spagnola, è rovinata a mare. Nel crollo è stato coinvolto un lampione della illuminazione pubblica che ha creato un corto circuito lasciando al buio tutta l’area del rivel-

lino e della Porta Spagnola. Premesso che: Augusta è una città della Sicilia orientale in bella posizione, e, nonostante l’insediamento di numerose industrie del settore petrolchimico, che in parte ne hanno compromesso l’ambiente, potrebbe vivere tranquillamente di turismo grazie ai numerosi ed importanti beni monumentali che la storia millenaria ha lasciato, per non parlare delle bellezze naturalistiche delle sue aree umide, del mare e della costa che da Punta Izzo arriva sino alle spiagge del litorale nord di Agnone Bagni. Premesso che: L’antico Rivellino Quintana è una opera realizzata dagli Spagnoli negli ultimi anni del XVI sec. ,nell’ambito di una operazione di difesa dell’isola dalle frequenti incursioni barbaresche. Fa parte del numeroso patrimonio storico culturale della città di Augusta ed è parte qualificante del paesaggio urbano così come tutto il complesso delle fortificazioni di epoca spagnola poste all’ingresso dell’isola; isola, che un tempo era collegata alla terraferma tramite una sottile lingua di terra. Infatti, l’istmo, che univa la terraferma alla città, fu tagliato all’iniziò nel 1587 ed i lavori, protrattisi per un ventennio circa, portarono alla realizzazione di due fossati. L’aver creato i due fossati, significò anche mettere in comunicazione i due porti, Xifonio e Megarese, e trasformare la città di Augusta in una vera e propria isola, sempre più inespugnabile. Fra i due fossati artificiali fu lasciato un isolotto dove si costruì il ‘Rivellino Quintana’, su cui poggiavano i due ponti levatoi, per il collegamento della città con la terraferma. Il ‘Rivellino Quintana’ era quindi una piccola fortificazione, circondata da mura come quelle costruite a difesa del vecchio maniero svevo e costituiva un importante avamposto a difesa del castello e dell’intera città. Premesso che: la critica situazione strutturale del ‘monumento’ era già nota da tempo agli Organi Competenti, semmai ce ne fosse stato bisogno. Interessato da continui crolli e da un elevato stato di degrado. Invece di restaurare queste antiche mura, al fine di restituire alla città questa risorsa culturale come documento della storia e dell’identità dei luoghi, questo spazio urbano, è dimenticato da anni e quasi sconosciuto dalla stessa comunità locale. Premesso che: L’apporto di un’operazione di valorizzazione del patrimonio storico-architettonico presente nel territorio della cittadella fortificata, sarebbe capace di animare da solo un’offerta turistica capace di esaltarne valenze posizionali, simboliche, strategiche e paesaggistiche. Le antiche mura spagnole, devono essere intese, non solo come manufatto monumentale da conservare e visitare, ma anche come oggetto architettonico da fruire, luogo vivibile e spazio di aggregazione per la popolazione locale. Premesso che: contrariamente a quanto auspicato, invece di tutelare, recuperare e valorizzare le antiche mura urbiche, la cui promozione costituirebbe una risorsa per il rilancio sociale, culturale ed economico della città, attraverso l’organizzazione di eventi e manifestazioni culturali per celebrarle orgogliosamente; si denota un allarmante stato di abbandono e di trascuratezza come avviene per altre risorse culturali di cui il territorio è ricco. Premesso che: Nel corso dell’anno 2012, oltre 14.000 cittadini di Augusta, stanchi di assistere al degrado fisico ed ambientale ed all’incuria a cui vengono consegnati i manufatti e gli spazi urbani, hanno segnalato tramite una petizione al FAI la volontà di salvare dalla distruzione il castello svevo e le fortificazioni sul mare già interessate da pericolosi crolli. Premesso che: Quest’ultima offesa; questa compro-

missione del paesaggio urbano, è la conferma della trascuratezza e indifferenza della totalità di enti che dovevano e dovrebbero occuparsi del bene culturale. E che le condizioni degli stessi ponti di accesso alla città risultano in grave stato di abbandono, non manutenzionati, ed oggetto di crolli segnalati da transenne, così da compromettere una delle vie di fuga dall’isola. Premesso che: La Repubblica (art. 9 della Costituzione) “Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Tutto ciò premesso, la sottoscritta chiede che l’intestata Procura della Repubblica di Siracusa, Voglia accertare e valutare se nei fatti, atti e comportamenti sopra riportati siano rinvenibili fattispecie penalmente rilevanti procedendo, in caso affermativo, nei confronti dei soggetti responsabili. Con espressa riserva di costituirsi parte civile nell’eventuale successivo procedimento penale. Chiede inoltre, ai sensi dell’art. 406, comma 3 c.p.p., di essere informata dell’eventuale richiesta di proroga delle indagini preliminari, nonché, ai sensi dell’art. 408, comma 2 c.p.p., circa l’eventuale richiesta di archiviazione. Chiede infine, ai sensi dell’art. 335 c.p.p., che le vengano comunicate le iscrizioni previste dai primi due commi del medesimo articolo. G. C.

Addio al rigattiere-poeta

Ciccio Conti stroncato da un male incurabile

A seguito di una lunga malattia si è spento nei giorni scorsi Francesco Conti, detto Ciccio, 71 anni, noto rigattiere di prodotti ittici e al tempo stesso poeta. Grande il dolore per la sua scomparsa che, oltre ad aver fatto versare lacrime alla compagna Immacolata, ai figli e ai suoi parenti, ha reso tristi i tantissimi amici del bar di Rosario Caudullo, con i quali era solito trascorrere le ore quando era libero dall’attività lavorativa. I funerali di Ciccio Conti si sono svolti nella Chiesa del Pantheon. Anche la famiglia del Diario si associa al cordoglio per la dipartita di Ciccio Conti.

Il cordoglio del figlio Carmelo

All’età di 78 anni si è spento Giuseppe Lo Giudice Venerdì 8 marzo 2013, all’età di 78 anni si è spento Giuseppe Lo Giudice, padre di Carmelo, detenuto in quel di Cavadonna. A darne notizia è il figlio che esprime ringraziamenti a tutti coloro che gli sono stati vicini nel cordoglio. Grazie Carmelo Lo Giudice

Dopo essersi visto notificare la cartella esattoriale il gestore di un supermercato di Augusta ha inviato una lettera all’Agenzia delle Entrate dicendo di essere impossibilitato a pagare l’ingente somma

Deve al fisco 220 mila euro, ma lui risponde: “Vi posso dare un po’ di sangue” Augusta. Che noi italiani siamo un popolo di tartassati, questo è notorio, che lavoriamo più di metà dell’anno per lo Stato e l’altra metà per noi, anche questo è un dato acquisito. Che il Fisco venga visto spesso come un vampiro succhia sangue, anche questa è un’immagine venuta spesso alla mente, con risvolti talvolta umoristici, per esorcizzare la gravità della situazione. Tali pensieri devono essere venuti in mente a G. G. – la sigla serve per tutelare la riservatezza della persona – gestore di un supermercato alimentare, dopo aver ricevuto l’ennesima cartella esattoriale. Stando a quanto ci ha riferito G. G., egli dovrebbe all’Agenzia delle Entrale la rispettabile somma di 200 mila euro. Nell’impossibilità di saldare lo stratosferico debito, consapevole di non aver niente da perdere perché titolare di niente, G. G. ha risposto all’Agenzia con una lettera

semiseria, densa di verve ironica e autoironia salutare. Fa ridere anche noi, sia per il contenuto sia per la forma. Si ride, ma il sorriso è amaro, perché sottintende la drammatica esperienza. Ve la proponiamo integralmente: “Diciamo che sono un buon contribuente dello Stato. Riguardo la cartella che mi è stata recapitata prot. 7927 n. 1829 che non ci capisco niente di quanto dovrei dare che ci vuole una laurea in legge che non ho perché l’unica laurea che ho l’ho conquistata nella più importante Università del mondo... che è La Strada. Ma io dico come facevo a guadagnare soldi se non lavoravo e ogni volta che mi mettevo a cercare un lavoro non mi voleva nessuno in quanto avevo qualche disguido con la Giustizia e non potendo lavorare facevo il venditore ambulante per mantenere 4 figli e una moglie che succhiava anche il sangue. Infatti ho accumulato circa 50

verbali da parte dei Vigili urbani e numerosi sequestri dalle Autorità, perciò dico, come fate a mandare queste cartelle, se avessi avuto tutti quei soldi non stavo in mezzo alla strada per accumulare 12 condanne dall’82 al 10003 e stare lontano dai miei figli sarei stato un pazzo, ma non lo sono. Oggi sono persino divorziato e ho perso tutto l’unica cosa che non ho perso sono le cartelle esattoriali e le spese di Giustizia che mi porto sempre dietro e visto che non possiedo nulla e non mi pensa più nessuno. Mi ritengo fortunato che almeno Voi ogni tanto mi pensate. Ma sono dispiaciuto perché vi posso dare solo 250 gr. di sangue AB positivo [in neretto e sottolineato] Sperando in un buon futuro che ne avrò il doppio di quanto chiedete e ve li darò quando booo. Il Vostro miglior contribuente, saluti”. G. G.


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Sabato 16 marzo 2013

Due conviventi sono stati arrestati dai Carabinieri con l’accusa di estorsione continuata

Spillavano soldi a un’anziana e alla badante Carlentini. Termina con l’arresto dei due estorsori, la complessa indagine dei Carabinieri della Stazione di Carlentini che, mercoledì 13 marzo, hanno assicurato alla giustizia una coppia di lentinesi. Le manette sono scattate ai polsi di D.P. di trentasette anni, più volte denunciato all’Autorità Giudiziaria e, S.P. di trentasei anni, ai quali i Carabinieri contestano l’accusa di estorsione nei confronti di un’anziana vittima e della sua badante. Dalla ricostruzione fatta dagli inquirenti, i due arrestati, conviventi e residenti a Carlentini, pretendevano piccole somme quotidiane, di circa dieci euro più altro denaro all’occorrenza richiesto facendo ricorso anche alla violenza e alle minacce. A rendere la vicenda ancora più grottesca è il particolare che uno dei due estorsori era il figlio della badante, vittima

anch’essa della coppia. Accertate le responsabilità, i due conviventi sono stati tratti in arresto e ristretti agli arre-

sti domiciliari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Chiara Catalano

I Carabinieri di Lentini hanno sorpreso i ladri mentre caricavano su dei veicoli materiale in ferro per 3 tonnellate

Arrestati per furto quattro catanesi

Il giorno 8 marzo 2013 i militari della Stazione Carabinieri di Lentini, coordinati dal Comando Compagnia di Augusta hanno tratto in arresto in flagranza di reato: Carmelo Andronico, nato a Catania, 48 anni, disoccupato, pregiudicato; Francesco Massimo Fascia, nato Catania, 48 anni, disoccupato, pregiudicato; Benedetto Battiato, nato a Catania, 34 anni, disoccupato, pregiudicato; Aldo Battiato Cataldo, nato Catania, 29 anni, disoccupato, pregiudicato. Gli stessi, venivano sorpresi dai militari operan-

ti in quella contrada leone – vogliacasì agro di lentini, all’interno di un capannone, mentre con l’ ausilio di fiamma ossidrica e attrezzatura da scasso, asportavano materiale ferroso per circa 3000 kg già tagliato e caricato a bordo di due camion in uso agli stessi. Il materiale rinvenuto, unitamente ai due autocarri sono stati posti sotto sequestro. Gli arrestati espletate le formalità di rito presso il Comando Compagnia di Augusta sono stati associati agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

A seguito di una segnalazione gli agenti del Commissariato Ortigia si sono recati in un esercizio di Piazza Leonforte

Irruzione della Polizia in un negozio di animali

A seguito di segnalazione per maltrattamento ad animali, agenti del Commissariato di P.S. di Ortigia, insieme ad un medico veterinario dell’ASP di Siracusa, intervenivano in un esercizio commerciale sito in Piazza Leonforte ove trovavano un box con all’interno tre cani di media taglia. Il box addossato al muro perimetrale era costruito con una rete elettrosaldata, rivestita con teli oscuranti, che non consentivano agli animali di godere di adeguata luce. Si rilevava, pertanto, che lo stato di detenzione degli animali e, soprattutto, gli spazi angusti ove

erano ristretti non erano consoni e, pertanto, si impartivano ai proprietari le opportune indicazioni e

venivano formalmente diffidati ad eseguirle immediatamente.

I ladri hanno fatto incetta di stecche di sigarette e di tagliandi gratta e vinci

Svaligiato il bar-tabaccheria di Piazza Santa Lucia

Ignoti ladri, due notti addietro, hanno divelto la porta di vetro del bar sito a piazza Santa Lucia, angolo con via Agrigento, e, una volta penetrati nel locale, hanno fatto incetta di pacchetti e stecche di sigarette e di tagliandi del gratta e vinci. Per la titolare del locale pubblico, che oltre a far da tabaccheria provvede alla somministrazione di tazzine di caffè, bevande analcoliche ed alcoliche, gelati, dolci e pezzi di rosticceria, nonchè raccoglie le giocate al lotto e al superenalotto, è stato un duro colpo quando, l’altro ieri mattina all’alba si è accorta dello scempio fatto dai ladri nel suo esercizio commerciale. Ingen-

ti i danni, ma la donna ha smentito le voci che sono circolate nella zona della Borgata secondo le quali i malviventi fossero entrati nel bar-tabaccheria-edicolaricevitoria del lotto con l’uso di una chiave universale acquistata via internet. La donna ha anche smentito la notizia secondo cui i ladri si sarebbero appropriati della somma di sessantamila euro in contanti, prelevandola dalla cassaforte. “Nulla di vero, sono notizie destituite da fondamento” - ha detto Alessia Caruso, titolare del bar di piazza Santa Lucia. Sul furto di tabacchi e di tagliandi di gratta e vinci sono in corso indagini da parte della Polizia di Stato e dei Carabinieri.

Augusta, il rumeno Genorian Moise è stato rinchiuso nel carcere di Cavadonna

Assalta l’”Hard discount”: arrestato dai Carabinieri

Martedì 12 marzo, i militari della stazione carabinieri di Augusta, hanno tratto in arresto, per il reato di tentata rapina e di resistenza a pubblico ufficiale, Dumitru Genorian Moise, rumeno 38enne, residente in Augusta, nullafacente, pregiudicato. L’umo, alle ore 18,30 circa, si era introdotto all’interno del supermercato “Hard discount” sito in questa contrada Balate e dopo essersi impossessato di alcuni prodotti, tentava di assicurarsi la fuga minacciando gli avventori e i dipendenti con un coltello. Tempestivamente bloccato dai militari operanti nel frattempo giunti su richiesta di un passante il malvivente cercava altresì di sottrarsi all’arresto sferrando calci e pugni nei confronti dei militari che nell’occorso non riportavano ferite. L’arrestato veniva quindi tradotto presso il carcere circondariale di Siracusa a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Genorian Moise


Sabato 16 marzo 2013

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L’Associazione Libera lancia un appello alla parte sana degli abitanti di Augusta

Politica e società nel Comune sciolto per mafia A seguito dello scioglimento del Consiglio comunale di Augusta per infiltrazioni mafiose, deciso dal Consiglio dei Ministri la scorsa settimana, si registra la dura presa di posizione del Coordinamento provinciale Libera di Siracusa e del Presidio di Libera di Augusta contro gli amministratori comunali per avere consentito che esponenti delle organizzazioni criminali, nello specifico elementi del clan Nardo di Lentini, avessero rapporti d’affari con l’Amministrazione comunale. Di seguito pubblichiamo il documento deliberato dal Coordinamento provinciale e dal Presidio Libera di Augusta. “Dall’esito del lavoro svolto dalla commissione prefettizia emerge che il sistema politico-amministrativo megarese degli ultimi anni ha avuto collegamenti diretti o indiretti degli amministratori con la criminalità organizzata o forme di condizionamento degli amministratori stessi che hanno compromesso la libera determinazione degli organi elettivi ed il buon andamento dell’Amministrazione provocando un’inevitabile frattura tra politica e società. Inizia così il periodo di commissariamento che può durare, a seconda delle circostanze, fino a trenta mesi, laddove i commissari prefettizi hanno il triplice compito di riorganizzare le attività degli enti locali, di favorire la ripresa del dialogo politico e di agevolare le istanze della società civile per ricostituire il patto sociale. La preoccupazione maggiore è la caduta della fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Il Comune ha bisogno di essere accompagnato in un percorso di riordino amministrativo ma anche di sviluppo culturale, economico e sociale. Vi è la necessità di relazionarsi con i cittadini ed i gruppi intermedi della società, di conoscere il territorio e saperlo amministrare. Difatti, un reale e non effimero rinnovamento della politica e dell’etica pubblica a livello locale è ipotizzabile soltanto se esso scaturisce dall’interno del tessuto sociale e politico, attraverso una presa di coscienza e la conseguente messa in pratica di azioni coerenti. Dall’esterno, lo Stato e sue varie articolazioni possono soltanto supplire temporaneamente al vuoto lasciato dalla politica. E’ necessario, pertanto, dare il segno della presenza e dell’attenzione costante e concreta delle istituzioni sul territorio comunale. Bisogna avere la consapevolezza che

Il palazzo comunale di Augusta quella dello scioglimento per mafia è un’occasione impor- nati sul piano della legislazione nazionale. Non è un caso tantissima di cui lo Stato deve approfittare per dimostrare che nel nostro Paese assistiamo ad un fiorire di iniziative ai cittadini che lo Stato è più forte e più potente delle mafie. spontanee contro il diffondersi delle mafie, esperienze E’ importante avere la coscienza che quei poteri che che dimostrano come la politica, anche quella locale, sia oggi sono sotto i riflettori, domani potrebbero tornare capace di adottare provvedimenti efficaci, muoversi con ancora più forti per agire nell’ombra più attivi di pri- procedure trasparenti, manifestando apertamente la proma ed il rischio è che possano già essere alla ricerca dei pria incompatibilità con il sistema di potere criminale. prossimi interlocutori, referenti politici e istituzionali. Il richiamo al principio di legalità è inteso come proOccorre scongiurare tentativi di riciclarsi, magari sotto seguimento di quegli interessi generali, stabiliti dal cola maschera ripulita del nuovo che avanza, e distinguere stituente, che non possono essere messi in discussione e ciò che si muove. In questo momento si deve rafforzare contrattati con altri soggetti. e coinvolgere la parte sana della città che deve e può “La via obbligata per la rimozione delle cause che cotrovare e sviluppare anticorpi per il futuro ed entusiasmo stituiscono la forza delle organizzazioni criminali pasper risollevarsi. sa attraverso l’affidabilità delle amministrazioni locali, Le istituzioni locali sono oggi tra i protagonisti princi- quelle con le quali il contatto del cittadino è immediapali nella lotta antimafia e realizzano iniziative che, pe- to e diretto”. Così Paolo Borsellino sottolinea l’imporraltro, si muovono in settori non compiutamente discipli- tanza dell’impegno degli Enti Locali contro le mafie”.

Perquisizioni e denunce dopo il blitz effettuato in molti negozi dagli agenti della Polizia di Stato

Sospesa la licenza a cinque “Compro oro”

Nella mattinata dell’8 marzo, agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura, unitamente a personale della Squadra Mobile e della Divisione Polizia Amministrativa, in esecuzione di provvedimenti emessi dalla Procura della Repubblica, hanno eseguito dieci perquisizioni domiciliari, di cui cinque presso attività commerciali ubicate nel capoluogo aretuseo per il commercio e l’acquisto di oro. Le perquisizioni sono state anche eseguite presso le abitazioni dei titolari di cinque negozi “Compro oro” nonchè nelle sedi della attività commerciali. I commercianti che si sono visti mettere a setaccio sia l’abitazione che il negozio sono il quarantaquattrenne P.F., Z.S.P., 66 anni, S.C., 43 anni, S.G., 44 anni e A.L., 44 anni, che, sono stati contestualmente deferiti in stato di libertà ed in concorso tra loro per il delitto di ricettazione continuata. Le perquisizioni e le denunce costituiscono lo sviluppo dei ripetuti controlli effettuati dagli operatori di Polizia nei “Compro oro” cittadini a partire dal mese di luglio dell’anno scorso in seguito al susseguirsi di furti in appartamento consumati nella città capoluogo. Controlli in esito ai quali sono emerse sospette irregolarità nella tenuta dei registri da parte dei titolari e dei preposti alle attività commerciali, tanto da indurre al sequestro nel tempo di numerosissimi oggetti in oro rinvenuti all’interno dei “Compro oro”, alcuni dei quali, riconosciuti inequivocabilmente da alcune delle vittime convocate presso gli Uffici della Questura, sono risultati provento di furti in abitazione consumati in città, poi ricettati da altri “ compro oro”. Nel corso dell’attività effettuata nella mattinata dell’otto marzo, sono stati sequestrati, presso alcune delle attività commerciali e presso l’abitazione di una donna che tra le mura domestiche esercitava l’acquisto e vendita degli oggetti in oro e argento, svariati oggetti in oro. E precisa-

La pubblicità sul Diario è un investimento sicuro e redditizio

L’argenteria recuperata mente orologi, anelli, bracciali, spille, orecchini, collane, ciondoli, fedi nuziali e medaglie per un totale di circa 1.700 chilogrammi ed un valore commerciale di oltre 45.000 euro. Gli agenti hanno inoltre sequestrato numerosi oggetti in argento, tra cui vassoi, candelabri, ciondoli, piatti, posate e monete antiche per un totale di circa 42 chilogrammi ed un valore commerciale di circa 16.000 euro. Gli investigatori comunicano che tutti gli oggetti sequestrati, così come i registri in uso ai “Compro oro”, saranno oggetto di ulteriori accertamenti, e, nei prossimi giorni saranno convocate presso gli uffici

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della Questura le vittime di alcuni furti consumati in questo centro negli ultimi mesi al fine di accertare la provenienza dei numerosissimi oggetti in sequestro. Infine, a conclusione dell’attività descritta, personale della Divisione Polizia Amministrativa della Questura, ha notificato a due attività di compro oro, ubicate in viale Tica ed in via Bacchilide, la sospensione dell’attività per mesi due, mentre nei confronti di tre attività per il commercio di oggetti preziosi, ubicate in Largo Dicone, via Sicilia e viale Teocrito, è scattato il provvedimento della sospensione della licenza a tempo indeterminato.

Potete Indirizzare le vostre e-mail a: diariodoc@virgilio.it


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Sabato 16 marzo 2013

“Terra Bruciata”: il Pgi chiede la condanna dei quattro appellanti (Segue dalla prima)

“non solo è stato confermato dalle dichiarazioni rese dai quattro collaboranti, ma si è arricchito di nuovi elementi di gravi indizi di reità”, ha chiesto alla Corte d’Appello di voler confermare integralmente la sentenza di condanna che fu precedentemente annullata dalla Corte di Cassazione. A dire del rappresentante della pubblica accusa, nessuno sconto di pena va accordato a Elio Lavore, Attilio Pandolfino, Luca Lopes e Andrea Cassia rispetto agli anni di carcere a ciascuno inflitti dall’altra Corte d’Appello. Il sostituto procuratore generale Gammino ha rivolto l’invito al Collegio giudicante di non tener assolutamente conto le precedenti richieste di condanna che il suo collega, dottor Biondo, aveva avanzato in una delle udienze svoltesi nell’estate dello scorso anno, le quali erano più miti rispetto a quelle che erano state irrogate dalla Corte di Appello a conclusione del precedente processo di secondo grado celebrato con il rito abbreviato. Sicchè, concludendo la sua breve requisitoria, la dottoressa Gammino ha quindi ricordato che l’altra Corte di Appello inflisse sedici anni di reclusione a Elio Lavore, quindici anni e quattro mesi ad Attilio Pandolfino, nove anni a Luca Luca Lopes e sei anni ad Andrea Cassia, per aver riconosciuto colpevoli i primi due di associazione a

delinquere di stampo mafioso e associazione finalizzata al traffico delle sostanze stupefacenti, nonché per violazione dell’articolo 73 della legge sugli stupefacenti, il terzo di narcotraffico e il quarto di associazione mafiosa senza la concessione delle attenuanti generiche. Dopo la conclusione della requisitoria, la parola è stata data ai difensori dei quattro componenti o oramai ex del gruppo “Bottaro-Attanasio”. Per l’assenza di alcuni penalisti si è svolta soltanto l’arringa dell’avvocato Luca Blasi, difensore di Elio Lavore, detto Paolino, che già sta espiando parte della condanna irrogatagli dalla precedente Corte di Appello, poiché la Cassazione gli ha annullato, con rinvio, soltanto il reato di violazione dell’articolo 73 della legge sugli stupefacenti, mentre gli ha confermato gli altri capi d’imputazione che gli hanno contestato i magistrati della Procura distrettuale antimafia di Catania. Il penalista ha posto in evidenza le macroscopiche e insanabili contraddizioni emerse nelle dichiarazioni rese da Salvatore Lombardo e Dario Troni, da un lato, dallo stesso Lombardo e Giuseppe Curzio, dall’altro, nonché da Troni e da Tarascio, inteso ‘U Zuccaru. “Non si può condannare una persona a sedici anni di carcere – ha detto l’avvocato Luca Blasi – sulla base delle afferma-

zioni fatte da pentiti del calibro di Dario Troni e Antonio Tarascio, che si trovano rinchiusi in istituti penali da oltre vent’anni e che sono venuti a dirvi fatti e circostanze per sentito dire. Tra l’altro, se andate ben a rileggere le dichiarazioni rese non solo dagli ergastolani Troni e Tarascio ma anche quelle fatte da Salvatore Lombardo e Giuseppe Curcio, vi accorgerete che tutt’e quattro mettono in dubbio l’attendibilità degli altri pentiti”. Avviando a conclusione il proprio intervento difensivo, il penalista ha chiesto alla Corte di Appello di assolvere Elio Lavore da tutte le accuse che gli vengono contestate nell’ambito del procedimento scaturito dall’operazione antimafia e antidroga denominata “Terra Bruciata”, che fu effettuata dai Carabinieri e dalla Squadra Mobile di Siracusa all’alba del 13 novembre del 2007. Il processo è stato quindi aggiornato all’udienza del 23 aprile per le arringhe difensive dell’avvocato Pasquale Saraceno, in difesa di Attilio Pandolfino, dell’avvocato Sebastiano Troia, a favore di Luca Lopes e dell’avvocato Matilde Lipari, nell’interesse di Andrea Cassia. La presidente della Corte ha annunciato che a conclusione delle arringhe difensive, si terrà la camera di consiglio e nella serata del 23 aprile sarà emessa la sentenza.

(Segue dalla prima)

Lentini, arrestati dopo il colpo banditesco in gioielleria

non hanno comunque esploso alcun colpo con la lupara ma, manifestando la loro indole violenta, si sono scagliati contro il gioielliere, picchiandolo selvaggiamente. Poi, dopo averlo riempito di botte e ridotto all’impotenza, il quartetto ha fatto incetta di monili in oro, preziosi e denaro. Alla luce dell’inventario fatto dal titolare della gioielleria, i quattro rapinatori hanno fatto razzia di monili in oro, orologi e 50 euro in contanti.

Effettuato il colpo banditesco i quattro abbandonavano la gioielleria di piazza Cesare Battisti e si davano a precipitosa fuga ma, ahimè per loro, la loro corsa veniva notata da alcuni agenti della Polizia Municipale i quali, a loro volta, erano stati allertati da un passante che si era reso conto di ciò che era accaduto. I Vigili urbani riuscivano a bloccare e disarmare, sul momento, solo Sebastiano Buremi.

Dato l’allarme alle ricerche dei complici di Buremi partecipavano anche gli agenti del Commissariato della Polizia di Stato e nel volgere di poco tempo venivano arrestati anche Christian Romano, Giuseppe Pilade e Adelfio Pulia. Dopo gli adempimenti di legge i quattro rapinatori sono stati associati al carcere di Cavadonna, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.. F.G.

(Segue dalla prima)

Tegola giudiziaria per due Pm e il capo del Nictas

ad occuparsene fu la Procura della Repubblica di Siracusa, nessun rilievo è stato contestato al procuratore capo Campisi e al sostituto procuratore Musco nè dalla Corte di Cassazione nè dal Consiglio Superiore della Magistratura. Anche gli ispettori arrivati alla Procura di Siracusa, su incarico del Ministro della Giustizia, non hanno avuto nulla da eccepire sull’operato dei due magistrati e soprat-

tutto su quello del Pubblico Ministero Maurizio Musco, titolare dell’inchiesta sul calcio scommesse. Sembrava un caso destinato ad essere definito con l’archiviazione ed, invece, colpo di scena, il sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Messina, Fabrizio Monaco, lo stesso che ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di Musco per la vicenda di Villa Corallo di Augusta,

sembra orientato a trascinare a processo i due magistrati e il capo del Nictas, Giancarlo Chiara. Infatti, il magistrato della Procura di Messina ha fatto notificare ai suoi colleghi e all’investigatore l’avviso di conclusione indagini. I tre indagati hanno 20 giorni di tempo per chiedere la copia degli atti e avanzare richiesta di essere interrogati per contestare gli addebiti mossi a loro carico.

Il noto penalista è candidato a sindaco per il movimento civico “Progetto Siracusa” alle Aministrative di maggio

Paolo Ezechia Reale presenta la “Fabbrica del programma” Continuano gli incontri tematici della “fabbrica del programma” promossi dal movimento civico “Progetto Siracusa” del quale è protagonista Ezechia Paolo Reale candidato a sindaco di Siracusa. Ieri pomeriggio presso la casa della trasparenza in via Montedoro si è dibattuto sull’esperienza del volontariato nel capoluogo aretuseo. Presenti il Banco Alimentare, la Caritas, San Martino di Tours, Cirs, Croce Rossa Italiana, CSDE, Ciao onlus, Lilt e Amici per la coda. Come ha spiegato proprio l’avvocato Reale “tali incontri servono per capire le esigenze e i problemi di chi giornalmente opera in determinati settori, capire come un’amministrazione comunale può provare a risolverli al fine di poter integrare il programma che abbiamo pensato per la nuova amministrazione. All’incontro di oggi tengo particolarmente perché la voce delle associazioni di volontariato è molto importante per due motivi. Il primo perché non appena lo Stato sociale abbassa le difese per motivi economici la comunità si regge sul volontariato. È una sorta di bilancio, più lo Stato abbandona, più il ruolo del volontariato diventa importante. Il secondo è un motivo ideologico. Rispetto alla necessità che tutto quello che facciamo quotidianamente debba produrre danaro, l’azione del volontario è l’opposto di questa ideologia e la voglia è di essere gratificati non dal danaro ma dall’azione fatta verso il bene. Il volontariato comprende 1000 anime ed ha 1000 campi di intervento. Noi abbiamo avuto un’idea comunitaria. Le associazioni di volontariato sono disperse nel senso che ognuna opera per sé e spesso non si riesce a trovare un sistema che possa moltiplicare gli effetti del lavoro che viene fatto meravigliosamente ogni giorno. Noi vorremmo creare una “Casa del Volontariato” per esempio nella sede di Sant’Agostino o in un’altra sede nella quale allocare le associazioni di volontariato fornendo servizi comuni, che darebbe appunto l’amministrazione comunale, in modo che ciascuna associazione abbia un risparmio consistente delle sue spese ordinarie per po-

terle devolvere agli scopi per i quali opera e poi per creare queste sinergie tra di esse.” L’Avvocato Massimo Milazzo, che ha coordinato l’incontro, tra un intervento e un altro dei rappresentanti delle varie associazioni ha dichiarato: “Da questo incontro vogliamo apprendere nozioni e suggerire consigli. Il volontariato non è un hobby, è una passione, oggi un pilastro della società. A Siracusa non esiste una struttura che può offrire da dormire per esempio a dei clochards, tranne la casa di Sara e Abramo. Il Comune deve fare sistema con il volontariato, monitorare tutte le realtà presenti sul territorio anche per indirizzare chi ha bisogno. Al giorno d’oggi cosa ci vuole a dedicare una pagina del sito del Comune a questo. Noi sappiamo che c’è la mensa del Pantheon come quella di San Martino di Tours ma lo straniero non lo viene a sapere subito, ne i poveri ne i piccoli borghesi di ieri. Una delle mie idee – ha continuato Milazzo - suggeritami in verità da un amico, è quella della Family Card, cioè monitorare i nuclei familiari numerosi, certificarli, creare delle convenzioni con le associazioni di categoria, applicare alle famiglie di almeno 5 persone il 20% di sconto affinché possano comprare non soltanto i generi alimentari e i viveri, ma avere diritto al doposcuola, al corso di lingua straniera o all’attività sportiva del proprio figlio. Iniziativa a costo zero per un comune che vuole essere virtuoso. Il dottor Ambrogio, presidente dell’Ordine dei commercialisti fino al dicembre scorso, in uno degli ultimi incontri ci ha

spiegato che finanziariamente siamo messi davvero male e sarà difficile per qualunque amministratore fare quello che fece un sindaco luminario, come Giorgio La Pira a Firenze, ovvero il bilancio sociale, un bilancio del comune per i ceti svantaggiati. Noi ci proveremo ma i margini d’azione sono limitatissimi perché ci sono solo debiti in questa città. Un’altra cosa che potrebbe fare il Comune -ha concluso Milazzo - è monitorare il patrimonio immobiliare comunale, censirlo, mapparlo e mettere tanti immobili inutilizzati a disposizione delle associazioni di volontariato serie che almeno operano sul territorio da 10 anni.” Molte delle associazioni presenti sono rimaste ben contente di ricevere l’invito all’incontro voluto dall’Avvocato Milazzo, ma come ha specificato alla fine dei lavori Ezechia Paolo Reale la loro partecipazione non vuol dire adesione a quel movimento politico ma interesse della comunità al tema del volontariato. Licia Lantieri

2013-marzo-16  
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