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Nuovi servizi di igiene per Ortigia

IGM

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Conferimento rifiuti ingombranti dalle ore 21

Utilizzate i cassonetti per la raccolta differenziata di: cartone, plastica, vetro, farmaci scaduti e batterie

Siracusa, 16 febbraio 2013

Raccolta imballaggi ore 13-14,30

Raccolta porta a porta entro le ore 9

Fondato e diretto da Pino Guastella Redazione - Amministrazione - Pubblicità - Via Re Ierone II°, 96 - Tel./Fax (0931) 1853377 Spedizione in abbonamento annuale gr. II E. 150,00 - Semestrale E. 75,00 E-mail: diariodoc@virgilio.it

Per il cane munitevi di paletta e sacchetto

ANNO XXX - N. 7 - Euro 1,55

Cittadini, politici e rappresentanti delle istituzioni hanno partecipato alla manifestazione di protesta contro i vili atti intimidatori ai danni del coordinatore regionale dell’Antiracket

Tutta Sortino in corteo per solidarietà a Mauro Magnano

Non solo gli abitanti di Sortino, ma nella cittadina montana si sono dati appuntamento i rappresentanti delle istituzioni, della classe politica e della società civile per manifestare vicinanza e solidarietà a Mauro Magnano, coordinatore regionale dell’antiracket e tra i fondatori dell’associazione cittadina che si batte contro il racket del pizzo e la piaga dell’usura. Magnano, nel giro di quindici giorni, è stato vittima di due gravissimi episodi di intimidazione. Ignoti piromani, infatti, hanno dato alle fiamme prima l’agriturismo “Villa Carrubba”, di cui è uno dei soci, e nei giorni scorsi la villa in cui abita, quando soggiorna a Sortino. Sui due attentati incendiari stanno indagando i Carabinieri di Sortino e gli investigatori della Compagnia di Augusta che hanno indirizzato le indagini verso esponenti della criminalità organizzata megarese e lentinese. Tutti i partecipanti al raduno di Sortino hanno manifestato la loro convinta solidarietà a Magnano che, oltre a quelli epressa da Libera e dal suo presidente Giusy Aprile, ha incassato anche quella manifestata dall’ex ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo.

Il deputato del Pdl, in una nota, dichiara: “E’ necessario contrastare ogni forma di intimidazione rivolte alle Istituzioni o ai commercianti. Non dobbiamo spaventarci o avere paura. Omertà equivale ad una resa”. Così l’on. Stefania Prestigiacomo del Pdl, che questa mattina ha preso parte a Sortino all’iniziativa di solidarietà organizzata per Mauro Magnano, coordinatore regionale delle associazioni antiracket, vittima nei giorni scorsi di un attentato intimidatorio. “Nella lotta alla criminalità ed alla mafia non ci sono bandiere politiche. Non c’è un partito migliore degli altri. Il valore della legalità appartiene a tutti, è il patrimonio di un Paese che cresce e matura. E proprio per questo la protesta deve essere unanime e forte. Nell’ultimo mese la città di Rosolini è stata teatro di troppi attentati, soprattutto rivolti alle Istituzioni. Ma anche a Sortino, dieci giorni fa, è stata presa di mira l’attività commerciale di un componente dell’associazione antiracket. Respingiamo tutte le intimidazioni, contrastiamo qualsiasi forma di estorsione.

I giudici della suprema Corte di Cassazione non hanno ancora sciolto il rebus sul ricorso del procuratore capo Ugo Rossi

Sono un’imprenditrice e so bene che non è facile. Ma le forze dell’ordine sono attive sul territorio: denunciamo ogni forma di violenza, non dobbiamo avere paura”. (Ampio servizio a pagina 4)

“Veleni in Procura”: ancora in riserva la decisione Martedì scorso, 12 febbraio, i giudici della Suprema Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, hanno discusso il ricorso presentato dal procuratore capo Ugo Rossi, avverso la decisione della Prima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura di trasferirlo alla Procura della Repubblica di Enna per incompatibilità ambientale. Il procuratore generale ha chiesto il rigetto del ricorso, mentre per l’annullamento del responso pronunciato dai componenti della Prima Commissione del Csm si è battuto il professore Giacobbe, difensore del procuratore Rossi. I giudici si sono riservati e fino a ieri, venerdì 15 febbraio, non hanno ancora reso noto il verdetto. A prescindere

dalla decisione che assumerà la Corte di Cassazione, il procuratore Rossi e il sostituto procuratore Maurizio Musco (il magistrato ha rinunciato al ricorso presentato a suo tempo alla Suprema Corte) a breve dovranno comparire dinanzi alla Commissione di Merito del Csm cui spetta stabilire se confemare o annullare il provvedimento di trasferimento di entrambi i magistrati fino al 4 ottobre scorso in servizio alla Procura della Repubblica di Siracusa. Musco è stato trasferito alla Procura di Palermo, dove ha già preso servizio, mentre Rossi è stato destinato alla Procura di Enna, peraltro con il ruolo di sostituto procuratore. (Ampio servizio a pagina 3)

Il procuratore Ugo Rossi

Un uomo e una donna assaltano la filiale del Lungomare Rossini e, dopo aver rinchiuso in una stanza i dieci clienti, tra cui due bambini, hanno svuotate le casse ed il bancomat arraffando complessivamente la somma di centomila euro

Augusta, Bonny e Clide nostrani rapinano la Montepaschi di Siena AUGUSTA. Pomeriggio del 13 febbraio. Sono da poco passate le 15,30. Un uomo e un donna, presumibilmente giovani, (ne sapremo di più quando gl’inquirenti avranno esaminato la registrazione delle telecamere di sorveglianza), entrano regolarmente, come due normali clienti, cioè, dall’ingresso della filiale della Montepaschi di Siena, sul LUNGOMARE Rossini.Si tratta di una filiale non dotata di sorveglianza armata., forse perché, come abbiamo potuto constare in questi giorni, il Monte Paschi è precipitato in una pesante condizione debitoria. Una volta dentro, la coppia, con straordinaria destrezza, calza immediatamente un passamontagna, estrae una pistola e un taglierino. Ordina la disattivazione dell’allarme e, senza perdere la calma, come due freddi professionisti, si fanno consegnare i telefoni cellulari dai circa dieci clienti, fra cui due bambini, e li hanno rinchiusi all’interno di una delle stanze della filiale, che, probabilmente, avevano già individuato durante una visita precedente durante la quale, per una normale operazione bancaria, avranno potuto esaminare il luogo della rapina farsi un’idea, seppur sommaria, sulla pianificazione dell’azione criminosa. Rinchiuso il drappello di clienti, insolito a quell’ora, vicina al momento della chiusura, i due Bonny e Clide nostrani hanno obbligato i dipendenti della filiale a racimolare tutto il denaro presente in quel momento nelle loro casse e poco dopo hanno svuo-

tato il bancomat, arraffando probabilmente centomila euro (nel momento in cui scriviamo, il bottino non è stato calcolato con precisione, Arraffato alla bell’e meglio un non trascurabile bottino, i due si sono presto dileguati a piedi, facendo perdere immediatamente le tracce, nonostante fossero a piedi. Gl’inquirenti presumono che ci fosse un complice pronto ad aspettarli in un’auto parcheggiata in una delle strade secondarie nei pressi della banca. Ripristinato l’allarme, intervengono sul posto molto rapidamente le volanti della Polizia di Stato, la cui caserma è poco distante, all’interno del Castello svevo nella villa comunale. I poliziotti si rendono conto sùbito che i due non hanno lasciato traccia e, nell’impossibilità di tirare fuori dalla stanza i malcapitati clienti con i bambini molto spaventati, chiamano i vigili del fuoco per liberarli. I clienti con i bambini erano visibilmente scioccati. Qualcuno ha detto: “Abbiamo vissuto l’esperienza più drammatica della nostra vita”, “Sem-

brava di vivere un reality, ma, invece, era tutto vero”. Non è la prima volta che la filiale augustana della Montepaschi viene rapinata, ma è la prima volta, anche in assoluto, che ad Augusta è accaduto un fatto che poteva finire in tragedia. Giorgio Càsole


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Sabato 16 febbraio 2013

I sopravvissuti ed i parenti delle vittime di Istria e Dalmazia aspettano ancora giustizia

10 febbraio, la verità non può essere infoibata

Le Foibe, dal latino “fovea”, che significa fossa, oltre ad essere delle voragini rocciose, a forma di imbuto rovesciato, create dall’erosione di corsi d’acqua, che possono raggiungere anche i duecento metri di profondità, e diffuse soprattutto nella provincia di Trieste, nelle zone della Slovenia già parte della scomparsa regione Venezia Giulia nonché in molte zone dell’Istria e della Dalmazia, rappresentano, anche, delle inguaribili ferite nella memoria e nella coscienza di molti italiani. In seguito al Trattato di Rapallo, firmato nel 1920 tra il Regno d’Italia e quello dei Serbi, Croati e Sloveni, furono annesse all’Italia Gorizia, Trieste, Istria e Zara. Negli anni successivi, il Regime Fascista impose in tutto il Venezia Giulia una politica di snazionalizzazione. Vennero progressivamente eliminate tutte le istituzioni nazionali slovene e croate, le scuole furono italianizzate, gli insegnanti licenziati e costretti ad emigrare, vennero posti limiti all’accesso degli sloveni nei pubblici impieghi. Secondo stime jugoslave emigrarono 105 mila sloveni e croati. Ma soprattutto si consolidò, agli occhi di quelle minoranze, un fortissimo sentimento anti italiano, che portò la maggioranza degli sloveni al rifiuto di quasi tutto ciò che appariva italiano. Nel clima di vendetta che seguì l’armistizio dell’8 settembre del 1943, si registrò il primo fenomeno di foibe, in Istria e in Dalmazia, con l’uccisione, da parte del movimento partigiano di Tito e l’appoggio di formazioni partigiane italiane, di alcune centinaia di italiani. Comunemente, prima di essere gettati nelle fosse, gli uomini e le donne, rastrellati e strappati dalle loro case e condannati senza alcun processo, venivano evirati, stuprati, accecati, torturati. Tra marzo e aprile del 1945, l’armata di Tito occupò prima Trieste e poi Gorizia. Gli ordini del Ministro degli esteri, Kardelj, non si prestavano a equi-

voci. Epurare subito, punire con severità tutti i fomentatori dello sciovinismo e dell’odio nazionale. Nel giro di poche ore si scatenò un’ondata di violenza che portò all’arresto di migliaia di persone, in larga maggioranza italiane, a centinaia di esecuzioni sommarie immediate nelle foibe, a deportazioni nelle carceri e nei campi di prigionia. Le violenze finirono il 9 giugno del 1945, quando Tito e il generale Alexander, tracciarono la linea di demarcazione “Morgan”, che prevedeva due zone di occupazione. Fu la linea che ancora oggi definisce il confine orientale dell’Italia. Ma la persecuzione degli italiani, durò fino al 1947, soprattutto nella parte dell’Istria molto più vicina al confine e sottoposta all’amministrazione provvisoria jugoslava. Basovizza fu tristemente ricordata come una foiba non naturale. In realtà si trattava di un pozzo, alla ricerca di carbone, scavato all’inizio del secolo ad una profondità di duecentocinquantasei metri. Nel 1945, il pozzo di trasformò in un grande cimitero. I deportati, prima catturati e poi fatti

Il Pm aveva chiesto 6 anni di carcere per Alfredo Gugliotta

Un pusher condannato a un anno 6 mesi

A conclusione del processo celebrato con rito abbreviato il pusher Alfredo Gugliotta, 34 anni, è stato riconosciuto colpevole dei reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo eroina e cocaina nel periodo che che va dal mese di giugno 2002 fino al mese di settembre di quello stesso anno. Il Giudice Monocratico Maria Concetta Rita Spanto, che oltre ad occuparsi di processi di grande allarme sociale che approdano in Corte d’Assise, di cui lei è la presidente, per carenza di giudici è costretta a seguire e portare a conclusione i procedimenti aperti anni addietro, nel riconoscere colpevole il Gugliotta gli ha inflitto la pena di un anno e sei mesi di reclusione e la multa di quattromila euro. Una mite pena visto che il rappresentante della pubblica accusa aveva sollecitato una condanna a sei anni di carcere per Alfredo Gugliotta, difeso dall’avvocato Junio Celesti. Il Gugliotta, arrestato dai Carabinieri nel 2007 assieme ad Alessandro Gugliotta, Francesco Rendis e tanti altri spacciatori di eroina e cocaina, a differenza dei correi che hanno scelto o il giudizio con rito abbreviato o con il patteggiamento, ha invece cocciutamente optato per il giudizio ordinario nella presunzione di poter sovvertire un esito che sembrava scontato a causa del quadro probatorio raccolto dai Carabinieri, nell’ambito di meticolose indagini coordinate dal Pubblico Ministero Marco Bisogni. Alfredo Gugliotta è riuscito però solo in parte a sconfessare la tesi accusatoria, ma si è dovuto piegare davanti a talune

Direttore Responsabile PINO GUASTELLA Registrazione del Tribunale di Siracusa N. 1 del 26.6.1989 Pubblicità inferiore al 70% Redazione Tel./Fax 0931/1853377 3382772409 MEDITERRANEO Tipografia - Editrice via Montegrappa, 159 96100 Siracusa

Alfredo Gugliotta circostanze emerse nel corso dell’istruttoria dibattimentale. E come lui anche il suo difensore, avvocato Junio Celesti, che può in ogni caso ritenersi soddisfatto della sentenza pronunciata dal Giudice Monocratico Spanto.

salire su autocarri, venivano legati, con filo spinato, a gruppi verso l’orlo. Una scarica di mitra faceva precipitare tutti nel baratro. Sul fondo, chi non trovava la morte istantanea, restava agonizzante per le ferite e le lacerazioni provocate dagli spuntoni delle rocce. Oltre duemila furono i cadaveri ritrovato. Complessivamente le vittime di quegli anni tragici, soppresse in vario modo dalla mano slavo-comunista, furono diecimila, anche più. Lo stesso Tito, però, ammise la grande mattanza. Se aprite i libri di storia delle scuole non troverete questo argomento perché rappresenta un aspetto scandaloso e sconcertante della intoccabile resistenza. La ragione risiede, ovviamente, nei cinquant’anni del dopoguerra, quando la cultura è stata solo quella dell’antifascismo. In mezzo secolo pochi coraggiosi hanno osato andare controcorrente cercando documenti, testimonianze e prove di quello sterminio dimenticato. I sopravvissuti ed i parenti delle vittime aspettano ancora giustizia. Sergio Ramondetta

Iniziativa del direttore Gelardi

Càsole porta Dante alla Casa di reclusione

Augusta. Mercoledì 13 febbraio, alle ore 9.30, nella sala teatro della Casa reclusione di Augusta, nell’ambito delle iniziative culturali e di risocializzazione si terrà una lettura di canti della Commedia e di brani di poesia , a cura del prof Giorgio Càsole e di alcuni suoi studenti “L’iniziativa” - riferisce il direttore Antonio Gelardi“si inquadra fra quelle avviate dall’amministrazione penitenziaria per favorire ed incrementare il trattamento rieducativo, esigenza resa ancora più ineludibile dalle Il prof.Giogio Càsole recenti pronunce della Corte di Strasburgo sul rispetto dei diritti umani e il miglioramento delle condizioni dei reclusi anche con il contatto con la società esterna”.


Sabato 16 febbraio 2013

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Martedì 12 febbraio dalle Sezioni Unite è stato discusso discusso il ricorso dell’ex procuratore capo

Su Rossi la Cassazione si è riservata la decisione

L’ex procuratore capo Ugo Rossi martedì pomeriggio 12 febbraio, la Corte di Cassazione a sezioni unite si è occupata del “Caso Veleni in Procura” e del ricorso presentato dall’ex procuratore capo Ugo Rossi avverso la decisione adottata dai componenti della Prima Commissione del Csm di rimuoverlo, per motivi d’incompatibilità ambientale, dalla Procura della Repubblica di Siracusa e di trasferirlo alla Procura della Repubblica di Enna, con il grado di sostituto procuratore. Ad apertura d’udienza il rappresentante della Procura Generale presso la Corte di Cassazione, un magistrato donna, ha chiesto il rigetto del ricorso, mentre il difensore del procuratore Rossi, il professore Giacobbe, si è battuto per l’annullamento del decreto di trasferimento ad altra sede emesso nello scorso mese di settembre dalla Prima Commissione Disciplinare del Csm. Condividendo la scelta fatta dal suo assistito, che ha impugnato il decreto di rimozione dalla Procura della Repubblica di Siracusa sia davanti al Tar del Lazio e di Catania, sia presso la Commissione di Merito dello stesso Consiglio Superiore della Magistratura e dinanzi alla Corte di Cassazione, il professore Giacobbe ha ribadito che il provvedimento è illegittimo e sproporzionato rispetto alla gravità delle incolpazioni contestate al dottor Rossi. Anche in questa sede la strategia difensiva portava avanti è stata quella di far comprendere che contro il procuratore Rossi sia stato ordito un vero e proprio complotto da parte di una sorta di “Comitato d’affari”, composto da politici, imprenditori e avvocati che, sottoposti a procedimenti penali per reati di vario genere, avrebbero intrapreso una campagna denigratoria ai danni del procuratore Rossi, poi attuata grazie alla compiacenza di alcuni organi di stampa. Al procuratore Rossi il Csm ha addebitato, a sostegno della decisione di rimuoverlo dalla carica ricoperta di

Il procuratore Ugo Rossi capo della Procura di Siracusa, di aver apposto il visto di congruità sul decreto di liquidazione della somma di 111.650 euro in favore del figlio dell’attuale sua moglie,

ingegnere Salvatore Torrisi, quale compenso per l’attività di consulente tecnico espletata nell’ambito del procedimento penale scaturito dall’operazione denominata “Oro Blu”; di aver apposto il proprio visto sulla richiesta di misura cautelare redatta nei confronti di Nicola Bono, Luigi Foti, Giuseppe Marotta e Giovanni Parisi, sebbene fosse stato informato dai sostituti assegnatari del fascicolo, i Pubblici Ministeri Marco Bisogni e Delia Boschetto, che l’ingegnere Torrisi era stato nominato direttore generale gestioni reti ed impianti dalla società Saccecav Depurazioni Sacede Spa, controllante della Sai8, società della quale egli aveva ampi poteri di rappresentanza e, infine, per avere messo sotto tutela il sostituto procuratore Marco Bisogni, con il quale era venuto in contrasto, disponendo che venisse affiancato dal collega Giancarlo Longo e che entrambi riferissero gli esiti delle indagini al procuratore aggiunto Corselli I giudici della Suprema Corte si sono riservati e fino a questa sera, mercoledì 13 febbraio, non è stata depositata in cancelleria la decisione. D’altra parte, dicono gli addetti ai lavori, per tale genere di ricorsi, la Cassazione a sezioni unte scioglie la riserva entro un arco di tempo non inferiore a sessanta giorni. Non abbiamo parlato assolutamente del dottor Maurizio Musco perchè lui ha rinunciato al ricorso in Cassazione. Il sostituto procuratore Musco, anch’egli trasferito per motivi di incompatibilità ambientale alla Procura della Repubblica di Palermo ha invece scelto di difendersi dalle accuse che egli considera pretestuose e prive di fondamento, davanti alla Commissione di Merito del Csm, dove sarà assistito dal procuratore di Torino, Maddalena. A differenza del procuratore Rossi, che non ha preso servizio alla Procura di Enna, il Pubblico Ministero Musco si è già insediato nel suo nuovo ufficio presso il palazzo di giustizia di Palermo.

Gli agenti delle Volanti, seguendo le macchie di sangue sull’asfalto, hanno ammanettato Natale Trombatore

Arrestato dopo la tentata rapina alla farmacia

La farmacia di piazza Euripide è stata teatro di un tentativo di rapina posto in essere da un malvivente che aveva il volto travisato da un collant da donna e che impugnava alla mano destra un coltello. Il colpo banditesco però non è andato a buon fine ed il bandito, ferito alle mani dalla lama del coltello che aveva puntato contro il farmacista e i suoi collaboratori, poco dopo è stato catturato dagli agenti della Polizia di Stato, mentre stava rincasando nella sua abitazione. In manette è così finito Natale Trombatore, 57 anni, che, a causa della copiosa perdita di sangue dalle mani, è stato d’urgenza trasportato al Pronto Soccorso dell’ospedale “Umberto I”, dove, dopo aver avuto praticato dei punti di sutura, è stato ricoverato in corsia. Il mancato rapinatore verrà piantonato dagli agenti della Polizia di Stato finchè rimarrà ricoverato nel nosocomio cittadino. Secondo la ricostruzione effettuata dalla Polizia grazie alle testimonianze del farmacista, dei dipendenti e delle persone che si trovavano all’interno della farmacia di piazza Euripide, il Trombatore, con il volto travisato da un collant da donna, entrato nel locale si è avvicinato al bancone e, tirando fuori un coltello, ha iniziato a urlare e a chiedere che gli venissero consegnati tutti i soldi che si trovavano nella cassa. Il bandito è riuscito a spaventare le due donne che stazionavano dietro il bancone, ma non un dipendente della farmacia il quale, senza pensarci sopra un istante, reagiva alle minacce e ingaggiava con il malvivente una violenta colluttazione, nel tentativo di disarmarlo e di evitare che continuasse a rappresentare un pericolo per le persone presenti nella farmacia. Durante il corpo a corpo sia il dipendente della farmacia, che cercava di strappare al suo antagonista il coltello, sia il bandito, che non voleva farsi disarmare, riportavano dei tagli alle mani e in altre parti del corpo, e per il dolore e la perdita copiosa di sangue ponevano fine alla colluttazione. A trarne un temporaneo beneficio era il rapinatore che, sebbene sanguinante, faceva dietrofront e si dava a precipitosa fuga. Vinto dalla fatica e anche lui sanguinan-

te, il coraggioso dipendente della farmacia si asteneva dall’inseguire il rapinatore, lasciando che a tale incombenza provvedessero le forze dell’ordine. Dall’utenza telefonica partiva la chiamata al 113 con la richiesta di pronto intervento e il centralinista la trasmetteva a tutte le Volanti in servizio di perlustrazione in città, con le indicazioni sugli abiti indossati dal rapinatore. Erano gli agenti di una Volante a cattura il Trombatore, seguendo le macchie di sangue rinvenute sul selciato lungo il tratto di strada da piazza Euripide fino alla via in cui abita il malvivente. Il quale è stato bloccato mentre tentava di rientrare nella propria abitazione. Il

Trombatore è stato quindi accompagnato di gran carriera all’ospedale, dove ha ritrovato il dipendente della farmacia con cui aveva avuto la colluttazione, anch’egli costretto a ricorrere alle cure dei sanitari per farsi medicare le ferite da punta e taglio, che sono state giudicate guaribili in dieci giorni salvo complicazioni. Più gravi le ferite riportate dal Trombatore, tant’è che i medici hanno deciso di ricoverarlo in corsia. Dopo essere stato dichiarato in stato di arresto, il Trombatore è stato denunciato alla Procura della Repubblica per i reati di tentata rapina aggravata e lesioni personali. F.G.

L’identificazione di due uomini, F.F. e A.A., entrambi siracusani, rispettivamente di trentotto e trentanove anni, ha permesso agli Agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Lentini, di concludere le indagini relative alla violenza subita da un tifoso della squadra di calcio lentinese ASD Sicilia Nostra Calcio al termine dell’incontro disputato il 16 dicembre scorso tra la squadra di Lentini e il Siracusa Calcio.

Quel pomeriggio, mentre i poliziotti scortavano la colonna di automobili dei tifosi aretusei, giunti allo stadio comunale con mezzi privati, una di queste, con a bordo tre uomini, è riuscita a distaccarsi dalla colonna ed ha affiancato un ciclomotore, guidato da un giovane lentinese, costringendolo a fermarsi per poi picchiarlo. Nell’immediatezza del fatto solo uno dei tre ultras è stato identificato e denunciato a piede

libero, quanto agli altri due, sembrava loro di essere riusciti a passarla liscia ma l’intensa attività investigativa del Commissariato di Lentini ha fatto si che, nella giornata di venerdì 8 febbraio, i tre tifosi siracusani, per altro più volte denunciati all’Autorità Giudiziaria, venissero deferiti a piede libero per i reati di violenza privata, lesioni personali e danneggiamento aggravato. Chiara Catalano

2 tifosi violenti denunciati alla Procura


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Sabato 16 febbraio 2013

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Il catanese Santo Fichera ha avuto inflitti 1 anno e 4 mesi di reclusione per detenzione di cocaina

Droga, lui condannato e la sua donna assolta

Un anno e 4 mesi di reclusione, pena sospesa, per Santo Fichera, 37anni. Assolta per non aver commesso il fatto, invece, Simona Benedetta Torrisi, 27 anni. E’ questo quanto sentenziato stamani dal Gup presso il Tribunale di Siracusa, Alessandra Gigli, che li ha giudicati con il rito abbreviato. L’accusa di cui i due dovevano rispondere era di detenzione e trasporto di sostanze stupefacenti. Il loro arresto era scattato nello scorso maggio 2012. Era giorno 22 di quel mese quando gli agenti della Squadra Mobile li fermavano allo svincolo autostradale di Siracusa nord. In quell’occasione furono stoppati e perquisiti dai poliziotti che non tardarono a trovare qualcosa di scottante che in quel momento li inchiodò facendoli finire ai domiciliari. Santo Fichera nascondeva nelle sue mutande 5 grammi di cocaina posti in un involucro di cellophane

termosaldato, mentre altri 50 grammi li aveva la ragazza. Simona Benedetta Fichera nella sua borsa aveva quel grosso quantitativo più altre due dosi della stessa sostanza, di circa 0.50 grammi cadauna, pronte per lo spaccio. Al tempo stesso fu trovato un bilancino di precisione. Le successive perquisizioni domiciliari, eseguite dal personale della Squadra Mobile di Catania, diedero esito negativo. Ritornati da mesi entrambi liberi, adesso sono stati processati con il rito abbreviato come da entrambi chiesto. Fichera è stato difeso dall’avvocato Gabriella Gennaro, mentre Torrisi dall’avvocato Carmela Milena Occhipinti. F.G.

Santo Fichera e Simona Benedetta Torrisi

Nuovo attentato incendiario ai danni del proprietario di “Villa Carruba” e coordinatore dell’Antiracket

Dati alle fiamme prima l’agriturismo e poi la villetta

L’esser situata in una zona campestre, totalmente lontana dal centro abitato e davvero difficile da raggiungere, non avrebbe scoraggiato i piromani che nella nottata tra domenica e lunedì 11 febbraio hanno dato fuoco ad una villetta di contrada Pizzo Paletto, a Sortino. Secondo i tecnici dei Vigili del Fuoco si tratterebbe d’incendio di natura dolosa non per taniche di liquido infiammabile rinvenute sul posto ma perché la porta d’ingresso è stata scardinata, così come anche il catenaccio del cancello è stato forzato. Un dato certamente inquietante che si va ad aggiungere al mosaico abbozzato dagli investigatori della Compagnia di Augusta e della Stazione di Sortino dopo aver constatato che il proprietario della villetta Mauro Magnano, coordinatore regionale dell’Antiracket e in passato coordinatore provinciale dell’associazione che si batte contro le organizzazioni criminali che strozzano l’economia del Paese sottoponendo alla pratica del pizzo imprenditori e commercianti. Magnano, tra l’altro, tra i soci fondatori dell’antiracket sortinese, è finito nel mirino della mala poichè già la scorsa settimana si è visto incendiato l’agriturismo denominato “Villa Carrubba”. Non si può quindi parlare di una singolare coincidenza, ma piuttosto di un secondo anello di una catena di attentati incendiari messi in atto ai danni delle proprietà immobiliari del coordinatore dell’Antiracket regionale. Erano le 22,15 di domenica 10 febbraio quando una telefonata allertava d’un incendio in corso. La voce chiamante era quella del proprietario del fabbricato arrivato per primo sul posto dove era in corso il focolaio. Le squadre dei Pompieri della sede centrale e della caserma di Augusta, con non poche difficoltà, giungevano in quella villetta usata per le classiche scampagnate, impiegando un mezzo antincendio di piccole dimensioni per poter percorrere la stretta stradina che collega la via principale all’immobile. Il rogo stava di-

vampando soprattutto in due vani della casa: camera da letto e corridoio. Proprio nel corridoio la presenza d’una grande libreria piena zeppa di libri, agevolava le fiamme che i Pompieri prontamente domavano. Il lavoro dei soccorritori continuava con il raffreddamento delle travi in legno che sostenevano la copertura. L’episodio odierno sembra esser legato a quello che ha colpito nei giorni scorsi “Villa Carrubba”, l’agriturismo sempre di proprietà di Magnano. Quando nei giorni scorsi si verificò l’incendio dell’agriturismo, gli investigatori non esclusero alcuna pista. Si vagliò certamente quella del racket ma anche quella del furto. Quest’ultima possibilità venne pura vagliata in considerazione del ritrovamento d’utensili e suppellettili danneggiati, inducendo a far inquadrare la vicenda come una forma di vendetta o di sfregio poiché gli intrusi non avevano rinvenuto denaro oppure oggetti di valore. Adesso il nuovo episodio criminale, sempre a spese della medesima persona, induce a escludere l’ipotesi dello sgarbo dei ladri mentre prende piede la pista della vendetta della criminalità organizzata contro il socioproprietario dell’agriturismo e intestatario della villetta di contrada Pizzo Paletto. Sull’ennesimo attentato incendiario ai danni di Mauro Magnano è da registrare la nota di solidarietà manifestata dall’Associazione Libera e dal suo coordinatore provinciale Giusy Aprile. Libera Siracusa esprime sincera solidarietà nei confronti di Mauro Magnano, coordinatore regionale delle associazioni antiracket, per il recente attentato subito alla sua abitazione. “In un momento di rinnovamento istituzionale, la malavita organizzata tenta di imporsi nel dibattito locale e regionale con azioni di violenza e sopruso. Ma i cittadini liberi sono chiamati a rivendicare con forza gli

spazi di discussione che accompagnano la rigenerazione dell’amministrazione pubblica locale e nazionale, spazi che non rappresentano vuoti istituzionali ma ambiti di normale e doveroso esercizio dei diritti democratici. Le donne, gli uomini e le associazioni che aderiscono a Libera Siracusa, esprimono la loro piena solidarietà a Mauro Magnano e a tutti gli imprenditori della provincia che recentemente hanno subito attacchi intimidatori. Perché la cittadinanza se vuole essere società civile anche nei fatti non può stare a guardare. E non sarà l’assenza di un sindaco a lasciare spazi vuoti per spartizioni di potere mafioso e immorale. L’invito alla società civile è allora quello di accodarsi numerosi all’appello di solidarietà anche nell’esercizio del potere di voto per imporre a chi ci rappresenterà prese di posizione forti e chiare contro le mafie e contro i suoi meschini atti intimidatori”. F.G.

Dopo un anno e sette mesi di carcerazione preventiva Witkowski Jarostaw ha riacquistato la libertà

Morte di un polacco, assolto il connazionale Lo scorso 7 febbraio, a conclusione del processo celebrato con il rito abbreviato, è stato assolto dall’accusa di omicidio il cittadino polacco, Witkowski Jarostaw, assistito dall’avvocato Geraldo Pitruzzello, ed è tornato immediatamente in libertà. I fatti per i quali è finito sul banco degli imputati il cittadino polacco si sono verificati il 20 luglio 2011. Quel giorno, alle ore 20.20 circa perveniva ai carabinieri della Compagnia di Augusta, una richiesta di intervento da parte del 118 segnalante che presso l’abitazione sita al Ronco Ronsivalle 1, del centro megarese, vi era un corpo privo di vita. Il soggetto privo di vita era un altro cittadino polacco, di nome Piotrowski Pawel, di anni 37. All’arrivo dei carabinieri il cadavere presentava segni di contusioni al padiglione auricolare destro, alla guancia e all’arcata sopraciliare destra. Le indagini condotte dalla Compagnia dei carabinieri di Augusta, coordinate dal Capitano Musto e dal Tenente Alfano e dirette dall’allora sostituto procuratore Maurizio Musco, condussero all’arresto per omicidio volontario di Witkowski Jarostaw. In sede di convalida di arresto il Giudice delle indagini preliminari Vincenzo Panebianco derubricò l’iniziale imputazione di omicidio volontario in omicidio preterintenzionale. L’imputato si è sempre proclamato innocente asserendo che la vittima, che condivideva con lui l’abitazione, era

tornato a casa in pessime condizioni e pertanto di non essere stato lui l’autore della morte del connazionale. La difesa sostenuta dall’avvocato Geraldo Pitruzzello, a chiusura indagini ha chiesto il giudizio abbreviato, ed il il 23 gennaio scorso vi sono state le arringhe davanti al Giudice dell’udienza preliminare Michele Consiglio. La pubblica accusa. sostenuta dal sostituto procuratore Antonio Nicastro, ha chiesto 10 anni di reclusione. Poi ha preso la parola il rappresentante della parte civile, rappresentata dall’avv. Pasquale Saraceno, che ha chiesto l’assoluzione del polacco poichè conscio dell’innocenza dell’imputato per ultimo ha parlato l’avvocato Geraldo Pitruzzello, il quale ha chiesto la completa assoluzione del suo assistito. Conclusa la discussione, il Gup Consiglio ha rinviato il processo al 7 febbraio per eventuali repliche e per la camera di consiglio, Ed oggi finalmente l’imputato è stato assolto per non aver commesso il fatto. La sentenza è stata pronunciata dopo che il cittadino polac-

co ha scontato la carcerazione preventiva di un anno e 7 mesi presso la Casa circondariale di Cavadonna. La sentenza di assoluzione è stata accolta con grandissimo entusiasmo dalla Comunità polacca, residente in Augusta.


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Il dottor Alfonso Lupo è accusato di violenza sessuale ai danni di alcune donne nonchè di lesioni personali

Confermati i domiciliari per il ginecologo Dovrà rimanere agli arresti domiciliari il ginecologo Alfonso Lupo, 67 anni, accusato dalla magistratura di violenza sessuale aggravata e continuata e lesioni personali aggravate. Lo hanno deciso i giudici del Riesame, che hanno confermato integralmente l’ordinanza emessa dal Giudice delle indagini preliminari Alessandra Gigli contro il dottor Lupo. Il Riesame ha condiviso la tesi accusatoria sostenuta dal Pubblico Ministero Tommaso Pagano, mentre ha disatteso quella difensiva illustrata dagli avvocati Sofia Amoddio e Umberto Di Giovanni, nuovi difensori di fiducia del ginecologo. Lupo, infatti, dopo l’interrogatorio di garanzia cui venne sottoposto dal Gip Gigli, ha deciso di revocare il mandato difensivo agli avvocati Emanuele Gionfriddo e Salvo Xibilia. Nel corso di quell’interrogatorio il ginecologo ha decisamente negato gli addebiti e, nel protestarsi innocente, ha sostenuto che i suoi gesti sono stati equivocati dalle pazienti. Secondo il suo punto di vista, quei gesti erano solamente espressione dell’arte medica. Sarà pur fondato quanto afferma il ginecologo, ma a non pensarla come lui sono sia le donne che lo hanno denunciato, sia gli investigatori della Polizia di Stato che hanno investigato sul comportamento del dottor Lupo, sia il Pubblico Ministero Pagano che ha chiesto l’emissione dell’ordinanza di custodia agli arresti domiciliari, sia il Gip che ha firmato il provvedimento restrittivo, sia adesso i giudici del Riesame che hanno confermato la misura cautelare. Tra l’altro la posizione processuale del professionista sembra de-

stinata ad aggravarsi dal momento che alle iniziali due denunce presentate da due delle pazienti del ginecologo, stando ad alcune indiscrezioni, se ne sarebbero aggiunte delle altre. Secondo notizie che arrivano da ambienti vicini alla Procura della Repubblica negli ultimi giorni sul tavolo del Pubblico Ministero Pagano sono finiti almeno altri quattro fascicoli contenenti le denunce presentate da altre donne che sono state visitate dal ginecologo. Così come altre, anche le ultime denunce sono state presentate negli uffici della Questura dove le presunte vittime di abusi sessuali si sono recate per raccontare i comportamenti allusivi del dottor Lupo. Le prime denunce a carico del medico sono state presentate nel mese di novembre scorso da due donne che di comune accordo decisero di recarsi in Questura immediatamente dopo essere state sottoposte a visita ginecologica dal dottor Lupo, nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Umberto I. Contro il medico, oltre alle denunce delle due presunte vittime di violenza sessuale, ci sono agli atti le dichiarazioni rese da altre quattro donne, che, sostanzialmente, confermano l’assunto accusatorio. Sia le due denuncianti che le quattro testimoni dell’accusa parlano di comportamenti inquietanti e di gesti ambigui attuati dal ginecologo nelle visite corporali effettuate sulle pazienti. Ma il dottor Lupo contesta la interpretazione data dalle sei donne al suo comportamento e, nel ribadire di essersi sempre distinto per stile, professionalità, generosità e grande umanità, ha rivendicato con orgoglio “da parte

Il ginecologo Alfonso Lupo mia, sia nel corso dei colloqui di preparazione alla visita ginecologica, sia nel momento in cui ho effettuato i controlli sulle pazienti, ho messo in atto solo e soltanto l’arte medica. Null’altro!”. Alla luce della decisione del Tribunale del Riesame il Pubblico Ministero Pagano sta valutando se sia il caso di disporre il giudizio immediato per il ginecologo, limitatamente alle accuse che gli muovono le due parti offese.

Umberto Lombardo e Salvatore Mollica sono accusati di tentata estorsione ai danni di una pizzeria

Arrestati un ufficiale della Marina e un sorvegliato

Melilli. I Carabinieri di Melilli e Floridia, appartenenti alla compagnia Carabinieri di Augusta, a conclusione di articolata attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Siracusa, scaturita dalla denuncia per tentata estorsione subita dai soci di una pizzeria di Augusta, hanno tratto in arresto, in esecuzione ordinanza custodia cautelare del tribunale di Siracusa, su richiesta omonima Procura della Repubblica, concordando con l’esito delle indagini svolte dai Carabinieri della compagnia di Augusta: Lombardo Umberto classe 1979, nato ad Augusta, ma residente a Melilli, sottocapo di prima classe della Marina Militare Italiana; Mollica Salvatore classe 1973, nato a Catania, ma residente a Floridia, in atto sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Entrambi sono ritenuti responsabili del reato di tentata estorsione in concorso, ai danni

dei denuncianti; Mollica, inoltre, deve rispondere del reato d’aver violato le prescrizioni sulla sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza. L’attività investigativa avviata a ottobre 2012 ha permesso di accertare che il Lombardo, in varie occasioni, aveva avanzato mediante minacce, presso l’esercizio commerciale che vede soci le due vittime, ingiuste pretese di denaro al fine di evitare gravi conseguenze, rafforzando in un caso la minaccia mediante la presenza del Mollica. Gli arrestati sono stati trasferiti rispettivamente agli arresti domiciliari e all’interno della casa circondariale di Siracusa, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. C.C.

Umberto Lombardo e Salvatore Mollica

I 191 dipendenti rimasti senza lavoro hanno dato vita ad un chiassoso sit-in in Piazza Archimede

Gli ex lavoratori Aligroup ricevuti dal Prefetto

Sitin di protesta questa mattina da parte degli ex dipendenti Aligroup davanti la Prefettura di Siracusa, per discutere della loro situazione lavorativa sospesa da mesi. Marialuisa Barrotta RSA del Giardino di Avola ha dichiarato: “noi ex lavoratori del centro commerciale avolese, e di Linguanti dei punti vendita di Corso Umberto e Francofonte, siamo senza prospettiva. Per quanto riguarda coloro che avevano un posto di lavoro al centro commerciale ‘I Papiri’ sappiamo che sono entrati nuovamente in possesso del loro posto tramite il Carrefour, per quanto riguarda noi del Giardino di Avola sappiamo che c’è una manifestazione di intenti da parte di Ergon ma ancora non si è concretizzato nulla e soprattutto non ci ha comunicato nulla, non sappiamo se prenderanno di nuovo noi, altri, o nessuno. Dal 10 dicembre siamo in cassa integrazione, anche se in realtà non è partita, siamo rimasti davvero senza niente. Non percepiamo lo stipendio da settembre 2012. La situazione per gli ex dipendenti Linguanti è ancora più critica. Pare che non ci sia nessuna azienda che vuole rilevare i due punti vendita. Chiediamo pertanto a sua Eccellenza il Prefetto di intervenire con Ergon per sapere cosa vuole fare con noi del Giardino di Avola e di intervenire con altrettante aziende per i punti vendita di corso Umberto e Francofonte”. Dopo la risoluzione del problema dell’accordo con Carrefour, ha dichiarato Stefano Gugliotta segretario della FILCAMS CGIL SR, si è abbassata notevolmente l’attenzione su Aligroup che a Siracusa riguarda 191 lavoratori. A 101 di loro siamo riusciti a trovare soluzione ai Papiri ma il problema non è del tutto risolto. I 56 del Giardino di Avola non hanno ricevuto nulla dall’Inps perché il decreto non è stato firmato dal Ministero per l’erogazione della cassa integrazione. I lavo-

ratori di Pachino sono 14 e per loro abbiamo fatto l’accordo con Conad, che dovrebbe subentrare ma ancora il tribunale di Catania ritarda a dare l’autorizzazione. Infine ci sono i lavoratori di Corso Umberto e Francofonte che a oggi non hanno nessuna prospettiva occupazionale. Il nostro motto è che la vicenda Aligroup si concluderà quando tutti i 191 lavoratori troveranno di

nuovo posto. Se le forze sindacali vengono supportate dalla politica e dalle Istituzioni qualcosa possiamo riuscire a farla. Speriamo che il Prefetto insediatosi recentemente a Siracusa, ha concluso Stefano Gugliotta, abbia maggiore sensibilità e sia motivato più dei suoi predecessori, dando una grossa mano a questi lavoratori. Licia Lantieri


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Sabato 16 febbraio 2013

All’Istituto artistico “Gagnini” si è svolto l’incontro tra gli insegnanti e i rappresentanti della stampa

Docenti, prima uscita del Coordinamento Il Coordinamento docenti di Siracusa, si è presentato questa mattina alla stampa, con una conferenza che si è tenuta all’Istituto artistico “Gagini” di via Pitia. Le rivendicazioni sono state racchiuse in una piattaforma di lavoro, che verranno consegnate al presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta, a Siracusa nel prossimo week end. Il gruppo che raduna gli insegnanti di diversi istituti della provincia di Siracusa, è stato presentato questa mattina nella sala “Migliara” del “Gagini”. La loro piattaforma di lavoro, fatta di rivendicazioni e proposte, intende migliorare le condizioni attuali dell’istruzione pubblica. “Vorremmo sollecitare le forze politiche - ha detto Maria Failla, docente del direttivo - e conoscere i programmi dei candidati alle Politiche, e soprattutto dove e se avranno intenzione di tagliare la spesa pubblica improduttiva per investire nell’istruzione. Puntiamo a far aggregare altri docenti di istituti di altre province siciliane e anche italiane”. Finanziamenti alla scuola privata, fondo d’istituto e accorpamento delle scuole che non raggiungono la soglia di 600 alunni, i temi trattati dai componenti del direttivo e sui cui vertono le proposte del neonato Coordinamento. “L’accorpamento - ha spiegato il professore Santi Zocco - ha effetti devastanti sul corpo docenti, sulle strutture, con palestre che diventano aule,

e soprattutto sulla qualità della formazione. Abbiamo assistito in questi anni a promozioni facili di studenti che avevano preparazioni non adeguate”. Tra le proposte formulate dal Coordinamento Docenti Siracusa, l’istituzione di un Consiglio superiore che possa sedere al tavolo ministeriale, con rappresentanti dislocati sui territori. “Non vogliamo scavalcare i sindacati - ha chiarito Failla - ma pensiamo che le riforme vadano concertate con chi la scuola la vive quotidianamente. Vorremmo partecipare a tavoli come quello regionale tenutosi poDonata Pensavalle, Maria Failla e Santi Zocco chi giorni fa tra Regione, enti locali e sindacati che ha deciso l’accorpamento degli quiparazione orari/retribuzioni dei docenti italiani ed istituti siracusani. Vorremo che si pensasse alla scuola europei. “Germania a parte che rappresenta una straornon soltanto in termini di tagli economici ma in termi- dinaria eccezione - ha detto Pensavalle - dal punto di ni di qualità”. Ha chiuso l’appuntamento del “Gagini” vista dell’orario di servizio siamo in linea con i collela docente Donata Pensavalle con un’attenta disamina ghi Ocse e superiori a quello dei paesi dell’Unione Eusul Contratto di lavoro dei docenti 2006-2009 e sull’e- ropea ma il nostro stipendio è decisamente inferiore”.

“Alla ricerca di emozioni forti”: sport estremi, uso di allucinogeni, navigazioni tridimensionali in internet ecc. Ma perché? Cosa manca? Cosa vanno cercando veramente i giovani d’oggi?

La testimonianza di una ragazza e il ricordo di Pietro Taricone AUGUSTA. Il XXI secolo si è aperto con un universo di nuove idee, nuove problematiche, nuove tecnologie, scoperte scientifiche e letterarie ma anche come un secolo che ha stravolto le nuove generazioni. È piacevole ascoltare i racconti della giovinezza dei miei nonni, le passeggiate interminabili, i sorrisi genuini, i vecchi giochi nel cortile di casa, il profumo di un’aria pulita. Bastava pochissimo, perfino un paio di biglie o noccioline, per strappare un sorriso ai ragazzi di un tempo. In questi anni mi sto accorgendo come, invece, i giovani siano sempre insoddisfatti, delusi, quasi scontenti della vita che fanno. Facciamo un passo indietro fino a sessant’anni fa : non esistevano cellulari, motorini di nuova generazione, smartphone, tablet, televisione, per non parlare di tutti quegli effetti tridimensionali che catturano i ragazzi che navigano su internet, ciattano sui social network e si lasciano manipolare da tutti coloro che stanno al di là degli schermi tentando di creare nuovi “mostri”… e oggi? Già un ragazzino di quattordici anni possiede tutto eppure è sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. Così si arriva ai sedici / diciassette anni ricercando l’impossibile e, la maggior parte dei ragazzi, avendo tutto, si rifugia nell’alcol, nella droga, alla disperata ricerca di nuove emozioni. Le famose stragi del sabato sera sono un chiaro esempio di questo terribile fenomeno. Quanti ragazzi innocenti alla guida di un mezzo vengono a da giovani ubriachi, drogati che perdono il senno in discoteche e pub! Si comincia con una sigaretta, poi un cocktail, poi due..fino ad arrivare con una bottiglia in mano commettendo errori che ti segneranno per tutta la vita. Mi preme molto questo fenomeno poiché ormai siamo veramente pochi a estraniarci da questo mondo losco, ingannevole che, a mio parere, non porta a nulla di positivo. Spesso mi sono sentita quasi esclusa perché preferivo un bicchiere di coca cola a una bottiglia di superalcolico. Ma questo è solo uno dei tanti diversivi trovati dai giovani d’oggi per fuggire dalla realtà. Altro nuovo svago sono gli sport estremi: paracadutismo, bungee jumping ecc. Nulla in contrario a questi sport che vengono dapprima collaudati, provati da sportivi esperti, tecnici e con adatti sistemi di sicurezza. Ma sono comunque sport rischiosi, si può sempre spezzare una corda o in base al carattere e alle attitudini di una persona si può sbagliare anche un minimo dettaglio per rimanere colpiti a vita. Ricordo il caso di Pietro Taricone, uno showman della nostra televisione, un ragazzo solare, felice, padre di due splendidi bambini amato da una donna meravigliosa. Per puro capriccio, voglia di nuovo, non oso immaginare perché cercasse nuove emozioni provò il paracadutismo; non una, non due o tre volte ma pian piano diventò per lui un vero e proprio sport. Fu così che un giorno, collaudati tutti gli attrezzi si lanciò da quel maledetto aereo, il paracadute non si aprì e si schiantò al suolo morendo ad appena 35 anni. Immagino il dolore della famiglia, dei genitori,

dei figli che cresceranno senza un padre che torni a casa la sera con quel sorriso stanco, ma felice di essere di nuovo in famiglia. Purtroppo, non sono solo uno o due i casi di morte dovuti a questi sport estremi. Non saprei rispondere esattamente alla domanda “ Cosa vanno cercando i giovani d’oggi?”. Penso che molti risponderebbero la felicità, il divertimento, nuove avventure. Ma ora vorrei scagliare una freccia a favore di tutti quei ragazzi cresciuti con sani valori che si impegnano per raggiungere ottimi obiettivi per migliorare la nostra società. “Non siamo gioventù bruciata, gioventù passiva” questo è il motto di molti ragazzi che fanno parte dell’associazione Italia Nostra di cui io stessa faccio parte. È una realtà grazie all’azione di circa cento giovani che non desiderano altro che migliorare la loro città; la loro felicità risiede nel fatto di essere ricchi di idee, iniziative, fantasia e aver trovato un modo per poter esprimere le loro capacità. Il mio augurio è che sempre più giovani possano riscoprire il valore di uno sguardo, un sorriso sincero e genuino e condurre una campagna che porti alla dissoluzione di fenomeni come l’alcol, la droga, la ricerca di avventure nuove e pericolose per ritornare a una vita intrisa di sani princìpi.

I Carabinieri della stazione di Avola hanno ammanettato Salvatore Roccaro

Pensionato evade i domiciliari Non ha saputo sfruttare l’opportunità della detenzione nella propria abitazione e, resosi responsabile del reato di evasione, è stato accompagnato in carcere. E’ toccato ai Carabinieri della Stazione di Avola ammanettare, nel pomeriggio del 12 febbraio, Salvatore Roccaro, 73 anni, e rinchiuderlo nella Casa circondariale di Cavadonna. Il pensionato, già noto per delitti contro il patrimonio e la normativa sugli stupefacenti, approfittando dell’autorizzazione ottenuta dalla magistratura di recarsi ad Avola per motivi di lavoro, avrebbe violato le prescrizioni impostegli di seguire un determinato percorso e, cosa ancor più grave, si è messo al volante di un’autovettura senza essere in possesso della patente e senza aver stipulato il contratto dell’assicurazione. Sicchè fermato ad un controllo su strada, il Roccaro si è visto contestare una serie di reati, sia quello connesso alla trasgressione delle prescrizioni avute imposte a causa della sua posizione di detenuto ai domiciliari, sia quello di guida senza patente. Le violazioni commesse dal Roccaro sono state segnalate dai Carabinieri all’Ufficio del Magistrato di Sorveglianza ed il giudice che aveva autorizzato il detenuto a uscire di casa per potersi recare sul posto di lavoro lo ha revocato immediatamente e al tempo stesso ha firmato un decreto con il quale ha ripristinato la detenzione in carcere dell’anziano avolese. Il provvedimento coercitivo è stato quindi notificato ai Carabinieri di Avola, che lo hanno eseguito riportando in carcere Salvatore Roccaro. F.G.

Salvatore Roccaro


Sabato 16 febbraio 2013

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Olocausto cittadino o tragica fatalità? La testimonianza accorata e l’appello di un sopravvissuto

Per ricordare il 70° anniversario del bombardamento del 1943

AUGUSTA. Quel 13 gennaio 2012, per l’estrosità di un Comandante, una delle più fascinose navi da crociera della Costa, la Concordia, si andava a incastrare sulla scogliera dell’Isola Del Giglio, trascinando con sé, 32 vittime, di cui alcune, ancora, le custodisce il mare. E’ passato soltanto un anno dall’evento, e il Comune del Giglio, unitamente alla sensibilità di molti cittadini interessati, hanno voluto rievocare la giornata, onorando la memoria degli scomparsi, scoprendo una significativa lapide incastonata sullo stesso scoglio, che guarda quel mare che li ha inghiottiti. Guarda caso, è sempre il 13, che storicamente, conta tragedie di queste dimensioni. Il caso Concordia, ancora sfiancata sugli scogli come una balena bianca spiaggiata, è un incidente di percorso, dovuto a error, umano. Ma quel 13 di maggio 1943, che colpì selvaggiamente la Città di Augusta , causando circa 100 morti, dilaniati dalle esplosioni, scarnificati dagli spezzoni incendiari, schiacciati dalle macerie, fu un incidente? Certamente, no! Ma un atto voluto, un atto di una guerra infame, e non voluta, che coinvolse quei nostri concittadini nello spaventoso massacro che, a molti di loro, tolse persino il diritto ad un nome e a una tomba. Lo scorso 13 gennaio 2013, il Comune del Giglio e i cittadini e le istituzioni non hanno perso tempo a onorare la memoria dei 32 morti, e appena al 1° anniversario della tragedia. Invece, di quel 13 maggio 1943, ad Augusta, vi è stato un ingiusto “vuoto della memoria”, quasi una, altrettanto ingiusta ingratitudine della città verso quelle vittime che, non impugnando le armi, giacquero, come combattenti di prima linea. E sì, proprio la commemorazione del Giglio ci ha dato l’occasione di ricordare il nostro 13 maggio 1943. Quella memoria, lungamente tradita, ignorata per quasi 60 anni. Solo, alcuni anni fa, chi vi scrive, sollevò e gridò con forza, il tema. Protestò perché, finalmente, l’olocausto cittadino del 13 maggio 1943, avesse il giusto posto nella storia del luogo a cui essa appartiene. Alla fine, dopo tanti lustri, l’indifferenza e l’avvilente silenzio, come se quel fatto storico fosse estraneo alla Città, vennero dissipati e l’attenzione prese il loro posto. Vi fu un sussulto di storici, più o meno improvvidi, che si proiettarono nella ribalta dell’apparire, che lancia in resta, si dichiararono “convinti a colma-

re quell’ingiusto vuoto di memoria e di storia patria”. Comunque sia, però, gente che, in effetti, l’argomento lo prese a cuore ce n’è stata, e fortunatamente, ce n’è. Moralmente, chi scrive, si ritiene soddisfatto, perché il proprio impulso ha avuto ragione. Perché, attorno all’argomento è fiorito l’interesse della comunità cittadina, della stampa e di ogni altro mezzo di informazione, a tal punto, da convincere la passata amministrazione comunale, nel 2011 a riconoscere con atto ufficiale il 13 maggio 1943 “Giornata della memoria cittadina”, mettendo, così, fine al lungo e incredibile silenzio. Quest’anno ricorre il 70° anniversario di quell’inferno di ferro e fuoco, e se la spirale della morte non le avesse, prematuramente, spezzata la vita oggi, alcune delle vittime di quella giornata, festeggerebbero il loro settantesimo compleanno. Or bene, sicuramente, chi ne ha l’autorità, e non solo essa, non dimenticherà la speciale ricorrenza, ricordando che le testimonianze commemorative, appartengono a tutti i cittadini, senza distinzione o

privilegio alcuno, qualunque sia il colore della fascia che li cinge. Tutti debbono partecipare, come segno di orgoglio, e soprattutto, onore verso la memoria, rubata per tanto tempo, a quei nostri concittadini che ci hanno preceduti, ed incolpevolmente, stroncati. Così, onoreremo, ancora quel frammento di “memoria perduta”, e oggi ritrovata, a cui bisogna inchinarsi silenti e con rispetto. E va una esortazione a tutti, specie ai cultori di storia patria, perché assumano il compito di consegnare alle generazioni avvenire, una storia da non dimenticare, per far si da contrastare, nel tempo, il rischio dell’oblio. Poter dire, invece, che lo spirito di quei cento morti, sopravvive nella memoria dei vivi. Non a caso, chi vi scrive, su tale giornata ha scritto un libro, Augusta: 13 maggio 43 – L’inferno scese dal cielo, testimonianza personale di quello spaventoso evento, vissuto e sofferto ai limiti dell’ umana sofferenza. Nell’approssimarsi della ricorrenza, ritorneremo ad approfondire l’argomento Francesco Migneco

La ditta megarese si è aggiudicato un’importante commessa della Fincantieri per realizzare dei manufatti in acciaio per il sollevamento della nave arenatasi nei fondali dell’isola del Giglio

Deltaimpianti di Augusta partecipa al recupero della Concordia

AUGUSTA. La ditta augustana “Deltapianti srl”, con sede in contrada Stancollo, lungo la provinciale 1 che collega Augusta a Brucoli, è una ditta specializzata in lavori di alta precisione nel settore della navalmeccanica, che, recentemente, si è aggiudicata un’importante commessa della Fincantieri per la realizzazione di dodici guide d’acciaio manufatti in acciaio per le catene da utilizzare per il sollevamento della nave Costa concordia, attualmente ancora nelle acque dell’isola Del Giglio. Per realizzare in tempo i manufatti e poter rispettare i tempi di consegna concordati, sono stati assunti quindici operai altamente specializzati (carpentieri e saldatori). I pezzi previsti dalla commessa dovranno essere consegnati entro questo mese di mese di febbraio. I pezzi saranno trasportati via autostrada sino al porto di Palermo, qui saranno imbarcati su una chiatta

che raggiungerà l’Isola del Giglio Le operazioni di realizzazione delle guide richiedono particolare precisione e l’uso di sofisticate attrezzature tecniche. E’ questa la seconda commessa che la ditta augustana riceve per la rimozione della nave ammiraglia della Costa Crociere. Lo scorso dicembre ha consegnato una parte dei golfari di sollevamento, circa 600 pezzi per un peso complessivo di 50 tonnellate di acciaio. Da anni la Deltaimpianti opera anche a Monfalcone, dove sono impegnati 32 operai nella realizzazione di parti di una nave da crociera della Royal Prince. Dal 2001 l’azienda di Elio Coppola e Fabio Petracca offre lavoro a decine di operai. “Una dimostrazione che, anche in tempi difficili, impegno, serietà e professionalità pagano”, dicono visibilmente soddisfatti i due titolari. Francesco Migneco

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Sabato 16 febbraio 2013

La proposta è stata fatta da Alessandro Biamonte, presidente della commissione territorio ambiente

Priolo, approvato il piano del colore Anche Priolo dopo 33 anni di autonomia ha il suo piano del colore. È quanto ha dichiarato Alessandro Biamonte, presidente della commissione territorio ambiente, dopo l’approvazione della sua proposta, avvenuta nei giorni scorsi, da parte dell’Amministrazione e del Consiglio Comunale. Con delibera di giunta municipale, dunque, l’Amministrazione Comunale ha approvato il Piano del Colore della città compiutamente definito e ultimato nel rispetto delle indicazioni consiliari. Sono pienamente soddisfatto, ha dichiarato Biamonte, poiché il piano rappresenta uno strumento fondamentale per fornire agli Uffici dell’Ente, e agli operatori pubblici e privati, le linee guida necessarie ad assicurare i massimi livelli di compatibilità e di coerenza formale delle colorazioni e dei rapporti cromatici negli interventi edilizi, ma anche per assicurare un’efficace azione procedurale degli interventi che verranno effettuati nei diversi ambiti urbani. Dopo una breve introduzione che illustra l’approccio metodologico, sottolinea il presidente della commissione territorio ambiente, si possono consultare le norme per gli interventi sulle fronti e la modulistica del piano. Questo piano non vuole dettare norme rigidamente ma offrire possibilità d’azione ai progettisti, insieme ad un più ampio e migliore dialogo con i referenti all’interno del Comune. Anche la modulistica elaborata per richiedere l’autorizzazione all’esecuzione dell’intervento vuole essere un mezzo per raccogliere nello stesso luogo una serie di informazioni altrimenti disperse. Il piano ha cercato di combinare la necessità di ricevere informazioni con la disponibilità di risorse e di tempo di chi le deve fornire, e la necessità di proteggere e mi-

Il palazzo comunale di Priolo Gargallo gliorare l’ambiente costruito con le problematiche con- turale e per il rispetto del territorio, non esiste sviluppo tingenti della progettazione e dell’esecuzione dei lavori. socioculturale senza organizzazione. Dopo due anni di Un altro passo in avanti e’ stato compiuto, conclu- lavoro della commissione, dell’ufficio e dell’amminide Biamonte, ma ciò di cui mi rammarico è che mai strazione il piano del colore diventa realtà, ora spero nessuno prima aveva pensato a questi piani che rap- di vedere al più presto realizzare il piano del verde. presentano la base imprescindibile per la crescita culLicia Lantieri

Nuove risorse finanziarie ai Comuni che attuano una circolare della Regione siciliana

Più servizi per la Polizia Municipale È stato emanato dall’Assessorato regionale delle Autonomie Locali e dalla Funzione Pubblica, sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 25 Gennaio 2013, la Circolare n.28 del 28/12/2012 con la quale fornisce chiarimenti per accedere ai benefici previsti dalla Legge Regionale n.17 del 1 agosto 1990. Ciò viene comunicato dall’On Vincenzo Vinciullo, Vicepresidente Commissione Bilancio e Programmazione all’Assemblea Regionale Siciliana (A.R.S.). Con la legge quadro sull’ordinamento della polizia municipale n.65/86, integrata dalla legge regionale n.17/90, art.13, si istituisce il Fondo miglioramento dei servizi di Polizia Municipale ed al secondo comma dello stesso articolo si dispone l’autorizzazione a concedere un contributo ai Comuni che abbiano deliberato un piano di miglioramento di efficienza dei servizi degli addetti di polizia municipale. Per l’anno 2012, la legge regionale n.26 del 9 maggio

2012, stabilisce “il contributo ai comuni per il finanziamento del Fondo miglioramento servizi di polizia municipale, previsto dall’art.20 della legge regionale n.23 del 23 dicembre 2002, nella misura di 11.000 migliaia di euro”. L’Assessore Regionale alle Autonomie Locali ha preso atto che numerosi Comuni non hanno ancora fatto pervenire al Dipartimento tutte le istanze corredate dei modelli, previsti nella Circolare n.11 del 12 Giugno 2003, si invita, pertanto, le amministrazioni comunali che non hanno ancora trasmesso l’istanza corredata di tutta la necessaria documentazione al Dipartimento regionale delle Autonomie Locali. Sottolinea e consiglia l’On. Vincenzo Vinciullo: “entro questa settimana tutti i Comuni inadempienti dovranno far pervenire le relative e necessarie integrazioni”. Così da evitare una inutile perdita di contributi a favore degli uomini e delle donne della Polizia Municipale. S.B.

Il palazzo della Polizia Municipale

Lo ha stabilito l’Assessorato regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica

Cinque milioni di euro per gli asili nido

È stato emanato, dall’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica, sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 25 Gennaio 2013, la Circolare n.27 del 28/12/2012 con la quale si dà la possibilità ai Comuni, con popolazione inferiore a 10.000 abitanti di avere un rimborso sulle spese di gestione dell’anno 2011 per gli asili nido. Ciò viene comunicato dall’On. Vincenzo Vinciullo, Vicepresidente Commissione ‘ Bilancio e Programmazione all’Assemblea Regionale Siciliana (A.R.S.). Con la legge regionale n.6/2009 (art.9, comma 3) si prevede il rimborso delle spese sostenuta nell’anno precedente e

documentate per la gestione degli asili nido, in favore dei comuni con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti. Vi è una riserva di 5.000.000 euro per l’erogazione di tali contributi a fronte delle spese sostenuti dai comuni nell’anno 2011 grazie alla Legge regionale n.26 del 9 maggio 2012. L’On. Vincenzo Vinciullo esorta i Comuni a presentare domanda entro il 45° giorno dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana. L’istanza, a firma del sindaco e del responsabile dell’ufficio competente, dovrà essere inviata al dipartimento regionale delle autonomie locali- servizio/4 finanza. S.B.

L’Associazione di Augusta ha partecipato alla presentazione del progetto “Libera terra Leontinoi”

La presidente di “Quattroterzi” incontra don Luigi Ciotti

Augusta. Grazie all’invito ricevuto da parte del professor Armando Rossitto, esponente di “Libera” e presidente dell’osservatorio per la legalità, l’Associazione Quattroterzi di Augusta ha avuto il piacere di partecipare alla presentazione del progetto “Libera terra Leontinoi”, riguardante la costruzione della “fattoria della legalità”, azienda agricola che presto sarà realizzata su un terreno situato nel territorio di Lentini e confiscato alla Mafia. La manifestazione si è tenuta questa mattina, presso l’Auditorium Polivalente di Lentini. All’incontro ha partecipato anche Don Luigi Ciotti, fondatore di “Libera”, il cui vibrante intervento ha concluso una mattina di intensa riflessione ed analisi

sul fenomeno mafioso. Al termine della manifestazione l’associazione Quattroterzi ha avuto la possibilità di incontrare Don Ciotti e di presentargli in anteprima il progetto riguardante la prossima edizione di “SHORTini”, il festival cinematografico dedicato ai cortometraggi che si svolgerà ad Augusta dal 2 al 4 agosto 2013. “La conferenza “ – spiega Jessica Spinelli, presidente di Quattroterzi –“ è stata davvero interessante. L’emozione si è amplificata quando Don Luigi ha risposto alle domande che direttamente gli sono state poste dagli studenti. Parole sentite e cariche di speranza rivolte ai giovani e ai meno giovani. L’incontro con Don Ciotti ci ha dato la possibilità di illustrargli, seppur brevemente,

quello che vorremmo fosse un momento di rilievo nella prossima edizione del festival. Sarebbe nostra intenzione, infatti, ospitare il furgone di “schermi in classe” il progetto con cui “Libera” svolge la propria attività formativa nelle scuole sui temi riguardanti mafia, legalità e diritti, utilizzando il cinema come strumento didattico. Abbiamo anche colto l’occasione per chiedere a Don Ciotti la disponibilità ad intervenire di persona al festival. Il nostro invito è stato accolto con gratitudine e grande disponibilità da Don Luigi che si è detto ben lieto di presenziare ed intervenire durante il nostro festival, qualora i suoi tanti impegni dovessero consentirglielo”. C. d .M.


Sabato 16 febbraio 2013

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La denuncia dei sindacalisti Roberto Alosi e Angelo Cifali: Siracusa tagliata fuori dal Piano degli investimenti

Ferrovia, l’ultima beffa di Trenitalia I continui arretramenti regionali e nazionali in tema di risorse assegnate per investimenti infrastrutturali stanno, di fatto, portando al collasso il sistema ferroviario siracusano. Il lento smantellamento della ferrovia di Siracusa, oggi aggravato dal disimpegno di Trenitalia, è l’espressione di una insopportabile politica miope che colpisce i cittadini e il diritto inalienabile alla mobilità per tutti. Si sopprimono, così, i treni, si riducono le carrozze, si continua a ignorare la struttura dello scalo Pantanelli, si mantiene nella precarietà il servizio, si continua a rimbalzare le responsabilità per la mancata sottoscrizione dell’accordo di programma che rischia di diminuire ulteriormente i chilometri treno regionali che si percorrono e, adesso, si esclude Siracusa finanche dal piano degli investimenti. Aggredire il sistema del trasporto ferrato a Siracusa, significa schiacciare uno dei nodi centrali per lo sviluppo, comprimere l’occupazione e pregiudicare pesantemente qualunque rilancio economico

e industriale del territorio. Un territorio nel quale rimangono solo due treni a lunga percorrenza: il SRRoma e il SR- MI via Roma e via Genova; nel quale sono quasi inesistenti i collegamenti regionali; i cui tempi di percorrenza sono quelli di 50 anni fa; sulla SR-ME (tratta di 180 km) solo il 20% è a doppio binario mentre la Sr-Modica-Rg è totalmente a binario semplice e non elettrificato (circolano solo mezzi diesel con problemi di inquinamento non indifferenti). Con quale criterio si decide di tagliare fuori la provincia di Siracusa dal piano degli investimenti sulla linea ferrata e quindi, di condannarla così all’inesorabile isolamento? Per queste ragioni, il Segretario provinciale Cgil Roberto Alosi e il Segretario Generale Filt Angelo Cifali chiedono con urgenza un incontro con il Presidente Crocetta affinché “si affronti ai massimi livelli la questione della tutela del nostro territorio nel quale le reti di trasporto necessitano di indispensabili investimenti per lo sviluppo”.

Alla cerimonia di consegna sono intervenuti il sindaco Antonello Rizza e l’assessore alla P.I. Lia La Duca

“Largo Scuole”: nuove attrezzature per la palestra PRIOLO. La scorsa settimana, l’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Priolo Gargallo ha proceduto alla consegna di nuove attrezzature per la palestra del plesso scolastico “Largo scuole”. L’Amministrazione comunale, sempre attenta alle problematiche scolastiche, ha ritenuto opportuno sostituire le dotazioni oramai troppo datate con delle nuove, per garantire la sicurezza degli alunni durante le attività ginniche. Alla cerimonia di consegna, oltre un gran numero di genitori, alunni ed insegnanti, hanno preso parte: il sindaco di Priolo Gargallo, Antonello Rizza, l’assessore alla Pubblica Istruzione, dott.ssa Lia La Duca, i rappresentanti dell’Ufficio alla Cultura, la dirigente del 1° Istituto Comprensivo “Danilo Dolci”, prof.ssa Concetta Manola, e i componenti del Consiglio d’istituto. La consegna delle nuove attrezzature per la palestra del plesso “Danilo Dolci” si aggiunge ad una lunga serie di progetti rivolti alla scuola, quali: il trasporto urbano ed extraurbano per studenti pendolari; la refezione scolastica; il sostegno alle attività extracurriculari; gli interventi rivolti alla sicurezza degli edifici scolastici, nella fattispecie l’installa-

zione di telecamere di videosorveglianza all’esterno delle strutture scolastiche, la fornitura di nuovi arredi conformi alle norme europee sulla sicurezza. Nel corso dell’incontro la dirigente, prof.ssa Concetta Manola, ha posto l’attenzione sull’importante sinergia e collaborazione instauratasi tra gli organi scolastici priolesi e il Comune di Priolo Gargallo, che ha favorito il realizzarsi di diversi obiettivi, atti al miglioramento qualitativo dei servizi scolastici. In seguito, il sindaco di Priolo Gargallo, Antonello Rizza, si è dichiarato soddisfatto del lavoro sin qui svolto dall’Assessorato alla Cultura e, al contempo, ha assicurato che l’Amministrazione comunale, oltre agli eccellenti risultati già raggiunti, garantirà la realizzazione di altri importanti progetti di riqualificazione scolastica. Infine, l’assessore alla Pubblica Istruzione, dott.ssa Rosalia La Duca, ritenendo opportuna una continuità amministrativa del settore scolastico, ha invitato i genitori, gli insegnanti ed i componenti del Consiglio d’istituto ad interfacciarsi con l’Assessorato alla Cultura, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente la qualità delle scuole priolesi. Gianluca Agrusa

Il capolista de il Megafono-Lista Crocetta ospite dell’ex sindaco Giuca

Lumia: “Io e Crocetta ritorneremo a Rosolini”

Il senatore Beppe Lumia Molto più di un appuntamento elettorale, la visita dell’8 febbraio scorso del senatore della repubblica Beppe Lumia, a Rosolini. Il sen. Lumia, candidato capolista per Il Megafono – Lista Crocetta, arriva a Rosolini in un momento molto difficile per la vita politica e sociale della città. Una città sconvolta dagli attentati incendiari a esponenti politici e pubblici funzionari, ben dieci nell’ultimo anno, culminati in questa settimana nell’incendio della casa di campagna del consigliere comunale del PD Piergiorgio Gerratana e dell’automobile del consigliere comunale della lista Aria Nuova Maurizio Rizza. Lumia, dopo aver partecipato ad una manifestazione organizzata dal circolo de Il Megafono di Avola, accom-

pagnato dall’ex sindaco di Rosolini avv. Giovanni Giuca, ha voluto dar vita ad una conferenza stampa proprio a Rosolini per testimoniare la propria vicinanza al consigliere Gerratana e alla sua famiglia vittime del vile gesto delinquenziale. “Questo attentato ha fatto accendere su Rosolini i riflettori della commissione parlamentare antimafia di cui io stesso sono parte – ha affermato Lumia -, l’attacco a Piergiorgio è un attacco alla legalità e alla trasparenza dell’impegno politico per cui tutti noi ci battiamo.” Ed ancora, “saremo presenti affinchè chi di dovere fornisca le risposte che la gente per bene di questa città si attende, gli autori e i mandanti di questi attacchi dovranno sentire addosso la paura per la risposta che lo Stato darà. Ritorneremo presto a Rosolini, anche per aprire e chiudere la prossima campagna elettorale per le amministrative. Io e il presidente Crocetta”. L’avv. Giuca, da parte sua, ha rincarato la dose: ”Nella nostra città c’è chi ha scambiato le istituzioni come mezzo per raggiungere obiettivi privati attraverso metodi politico mafiosi. Sappiano che nessuno di noi si piegherà alla logica della violenza e della paura”. Presente, alla conferenza stampa, anche il consigliere Piergiorgio Gerratana che ha affermato: “Ho iniziato il mio impegno politico nel 2002 sotto l’amministrazione Giuca e avendo come primo ospite al congresso fondativo della Sinistra Giovanile proprio il sen. Lumia cui va il ringraziamento mio e di tutta la mia famiglia per la vicinanza espressa in questa occasione triste. Questo vile gesto non ci farà arretrare dal nostro impegno perché siamo convinti di essere dalla parte giusta, dalla parte della legalità, dalla parte delle persone per bene che non si lasciano intimorire da chi vuole solo il male per la nostra terra. Continueremo ad essere dalla parte del sen. Lumia, ossia dalla parte di chi vuole che in Italia avvenga quel cambiamento che è già iniziato in Sicilia con la presidenza Crocetta, vogliamo rivoltare come un calzino la nostra nazione isolando i delinquenti e i corrotti che sono il cancro dell’Italia intera”.

Spensierata commedia della compagnia Comica il prossimo giovedì al Vasquez In scena: “Corna o …distrazioni”

Corna o …distrazioni” è il titolo della commedia che andrà in scena il prossimo giovedì 21 febbraio alle ore 21.00 al teatro Vasquez di Siracusa. Tratto da: “Chi la fa l’aspetta” di Carlo Goldoni, lo spettacolo è interamente recitato in siciliano e vede protagoniste tre coppie che danno vita ad una divertentissima commedia. La rappresentazione scenica di “Corna o …distrazioni” è della compagnia teatrale “Comica”. Una commedia fatta di equivoci, di colpi di scena, dove si scambiano: “le ingenue distrazioni per corna”. I sette i personaggi sono interpretati dagli attori: Enzo Firullo, Gabriella Mortellaro, Elvira Trombatore, Francesco Firullo, Daniela Fazio, Nuccio D’Ambrogio, Giorgia Buffa. Le scenografie sono di Concetto Malfa e i costumi sono stati realizzati dal Laboratorio Comica. La regia di Enzo Firullo. Assistenti: Stefania Gamuzza, Fernanda Spena, Maria Profumo, Maria Sequenzia. Adelaide Pandolfo


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Sabato 16 febbraio 2013

Anche l’attrice si unisce al coro dei suoi colleghi per salvare la rassegna cinematografica che si svolge nel centro storico

Iaia Forte: sì all’Ortigia Film Festival Anche l’attrice Iaia Forte si unisce al coro dei suoi colleghi per salvare l’Ortigia Film Festival. Sono rimasta veramente sorpresa della partecipazione della gente all’evento, ha affermato l’attrice impegnata in questi giorni al Piccolo Teatro di Milano con “Il Panico” di Rafael Spregelburd per la regia di Luca Ronconi. L’esperienza della passata edizione che mi ha visto tra i componenti della giuria, ha detto la Forte, insieme a Papi Corsicato è stata straordinaria. Il festival del cinema di Siracusa riesce a dare grande visibilità alle opere prime e seconde di più interessanti registi italiani. Chiedo fortemente, ha proseguito l’attrice, di sostenere l’Ortigia Film Festival perché rappresenta una manifestazione di cultura e civiltà necessaria per il nostro paese. Sarebbe veramente un peccato, ha concluso la Forte, che non venga sostenuto dalle istituzioni nazionali e locali. A pensarla così naturalmente non sono soltanto artisti di un certo calibro come la Iaia e Corsicato ma anche la cittadinanza e dunque i siracusani. Attraverso questa manifestazione sulla città di Archimede vengono puntati quei riflettori che merita. Cultura, turismo e attrattive di vario genere si concentrano a 360 gradi per una settimana nel centro storico di Siracusa. L’edizione 2012 dell’Ortigia Film Festival, organizzata

dall’associazione culturale Sa.Li.Rò, dal 18 al 24 luglio, ha dato l’opportunità a cittadini e turisti di fruire una programmazione filmica di alto livello culturale accompagnata da incontri con registi e attori per un momento di confronto, dibattito sulle tematiche dei film proiettati. I luoghi in cui si sono svolte le proiezioni sono stati la chiesa di San Giovannello, spazio suggestivo e di grande bellezza; lo slargo di Via Logoteta che domina il quartiere della Giudecca; Sagrato del convento dei Minimi per eventi e Pillole di sceneggiatura in live. Due arene cinematografiche per una settimana hanno proiettato film che hanno ottenuto un buon riscontro di pubblico e riconoscimenti in importanti festival internazionali. All’interno della Rassegna si sono svolti anche degli eventi collaterali legati al cinema come mostre fotografiche, interventi di artisti all’interno degli spazi disponibili e le “Pillole di sceneggiatura”, dove attori, registi, musicisti, sul Sagrato della Chiesa dei Minimi, dal vivo hanno letto, recitato e suonato stralci del film che è stato poi proiettato. L’esperimento, anche nell’edizione precedente, aveva ricevuto notevole consenso e raggiunto lo scopo di mostrare al pubblico un momento del lavoro che sta dietro le quinte della creazione di un film.

È un peccato se tutto questo non dovesse ancora una volta succedere nel 2013. Licia Lantieri

Presso la sala Randone di via Malta si è svolta una conferenza sul tema “Migrazione e diritti”

Arci ed Emergency incontrano Laura Boldrini “Sicilia terra di migrazione e diritti”. S’intitolava così la conferenza che si è svolta nei giorni scorsi, presso la sala Randone di via Malta a Siracusa, organizzata da Arci ed Emergency, e che ha avuto come ospite Laura Boldrini, giornalista ed ex portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR). Per oltre vent’anni la Boldrini ha lavorato in diverse agenzie dell’Onu svolgendo missioni in tanti luoghi di crisi, Iraq, Sudan, Yemen, per cirtarni alcuni. Recentemente ha accettato la candidatura alla Camera dei Deputati nella lista SEL Sinistra Ecologia e Libertà. Ha moderato i lavori Donatella Crucitti, presidente di Emergency, che si è soffermata poi a parlare di politiche internazionali. Il governo italiano ha scelto la guerra, ha dichiarato la Crucitti, in sfregio all’articolo 11 della costituzione, scelta che ha degli effetti, non soltanto nei paesi in cui si va a bombardare, così come ha candidamente ammesso nei giorni scorsi il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Italiana, ma ha degli effetti anche in Sicilia, perché fare la guerra significa costruire un grande sistema di tecnologie da parte del governo statunitense a Niscemi e Caltanissetta. Tutto questo, ha precisato Donatella Crucitti, ha già prodotto la devastazione del territorio dove si costruirà l’impianto, sono stati abbattuti tutti gli alberi ma soprattutto queste grandi parabole emaneranno delle onde elettromagnetiche ad alta frequenza che produrranno gravi malattie, addirittura il raggio d’azione arriverà fino a Siracusa. Quindi investire in futuro per la guerra, ha concluso la presidente di Emergency, significherà fare delle scelte sulla nostra salute. Durante la conferenza è intervenuta anche l’antropologa Marilia Di Giovanni, trattando la questione delle donne sotto due punti di vista, il Femminicidio e il lavoro. “Il femminicidio oramai è una parte del nostro quotidiano. Le relazioni tra i generi, maschile e femminile, devono essere codificati e vissuti in maniera non violenta e paritaria. L’ aspetto del lavoro per quanto riguarda le donne implica sempre il problema che l’assenza di stato sociale, di servizi sociali, di asili nido, l’assistenza ai disabili o agli anziani comporta un surplus di lavoro per le donne, il cosiddetto lavoro di cura nel quale sono coinvolte molto anche le donne straniere in Italia, però non è riconosciuto e quindi è un luogo di assenza di diritti nonchè uno dei limiti per cui il tempo delle donne si comprime ed è difficile tenere insieme una prospettiva lavorativa con continuità e non lo dico io ma Linda Laura Sabatini dell’Istat”. Laura Boldrini invece nel suo incisivo intervento ha dichiarato: “la migrazione fa parte del nostro sviluppo economico sociale, oggi gli immigrati lavorano con noi, vivono con noi e peraltro ci risolvono tanti problemi. Se tutti quanti decidessero di andare via saremmo tutti nei guai. Dobbiamo considerare questa presenza come un valore, come una risorsa e la dobbiamo fare anche dal punto di vista legislativo. Credo che la legislazione italiana non sia all’altezza della situazione e ritengo che vada riconsiderata, riconcepita partendo da presupposti diversi che non siano solo quelli della sicurezza come è stato finora ma presupposti realistici che si basino sulla globalizzazione , sullo sviluppo e sulle necessità, dunque una legislazione che sia inclusiva di queste persone altrimenti si rischia di vivere peggio. Noi non possiamo

considerare i diritti dei migranti come qualcosa che non ci riguarda, il lavoro migrante è la declinazione più fragile del lavoro di tutti, se accettiamo il loro sfruttamento accettiamo l’erosione dei nostri diritti del lavoro. Tutti i fondi destinati all’immigrazione sono stati usati per il contrasto all’immigrazione irregolare, scelta politica ben chiara, ma su queste basi non si crea una società coesa e in grado di affrontare nuove sfide. Il presidente Barack Obama all’inizio del suo secondo mandato ha ritenuto l’immigrazione come una priorità assoluta, ha detto <<it’s now>>, <<ora, non c’è più tempo da perdere >> e io ribadisco questo in Italia, è ora, in questo momento che dobbiamo trattare la questione immigratoria su presupposti di diritto e di sviluppo sociali ed economici. In questi anni ho lavorato in tanti luoghi in Italia ed ho assistito a tanti episodi di sfruttamento degli immigrati, a Rosarno, a Castelvolturno ma anche qui in Sicilia ci sono stati episodi dolorosi. Vorrei che si arrivasse a tolleranza zero anche verso chi sfrutta queste persone. Tutto questo viene tollerato come un fattore

fisiologico, come la valvola di sfogo di un’economia in crisi, che si può reggere solo sullo sfruttamento e riduzione in schiavitù dei migranti. Non credo sia così e che vada affrontata così. È una questione di legalità, dobbiamo tutti vivere nella legalità, fare uno sforzo sia gli italiani che gli immigrati e chi non rispetta le leggi penso debba risponderne, nell’uno e nell’altro caso”. Abbiamo voluto trattare la tematica dell’accoglienza, ha sottolineato Simona Cascio presidente di Arci, perchè Siracusa è una città che accoglie tantissimi rifugiati. L’Arci è un’associazione apartitica, l’idea di questa conferenza è nata per far confondere le associazioni con i candidati e per capire come la pensano. Non è una delega in bianco, vogliamo solo capire qual era il pensiero di Laura Boldrini, dunque approfittare della presenza di questa candidata che viene dal mondo delle associazioni e che io personalmente ho incontrato e conosciuto a Lampedusa per confrontarci su questi temi che, ha concluso la Cascio, a noi sono molto cari perché sono i must dell’Arci. Licia Lantieri


Sabato 16 febbraio 2013

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Il fondo sociale Eternit ha consegnato un assegno alla presidente dell’associazione per la pigione della sede

Donati 12 mila euro al Centro Ascolto Oncologico Il Fondo sociale Eternit sostiene ancora una volta l’Associazione Ciao, a conferma del meritevole lavoro svolto da un nutrito staff di volontari, nell’ambito dell’aiuto al malato oncologico e del sostegno psicologico delle loro famiglie. Per questa motivazione stamattina alcuni rappresentanti del Fondo Eternit, insieme all’avvocato Ezechia Paolo Reale, hanno donato a Ciao onlus Siracusa (Centro Interdisciplinare Ascolto Oncologico) un assegno per finanziare il canone di locazione annuo della sede dell’associazione, luogo in cui si è svolta proprio la conferenza stampa di lunedì mattina, 11 febbraio. Alba Chiarlone, presidente di C.I.A.O onlus, ha introdotto e moderato i vari interventi. L’associazione, ha dichiarato la Chiarlone, ha presentato il maggior numero di lavori scientifici accettati dalla SICP (Società italiana di Cure Palliative) provenienti da un unico gruppo di lavoro (C.I.A.O ed Hospice Kairòs) nel corso dell’ultimo congresso nazionale. Uno di questi lavori è stato selezionato dalla Commissione nazionale Hospice Palliative Care Ontario (HPCO) e verrà presentato alla Annual Conference del Canada, unico lavoro europeo ospite. “Tutto questo grazie al libero sostegno di quanti hanno voluto credere nel nostro progetto. Per questo oggi è importante, ha concluso la presidente del Centro, ringraziare ancora una volta il fondo sociale eternit che ha deciso di finanziare per un anno l’affitto della nostra sede”. Ripercorrendo brevemente la vicenda Eternit questa nasce nel momento in cui chiude la fabbrica e i lavoratori la occupano chiedendo l’intervento della Magistratura per la verifica delle condizioni ambientali in cui erano stati costretti a lavorare. Si dà il via così ad un lungo dossier dove vengono indicati i casi, le morti per amianto e le condizioni di lavoro di quegli anni, il tutto seguito da un gruppo di avvocati, tra i quali Reale. La Procura della Repubblica, di conseguenza, apre un’inchiesta contro gli amministratori e coloro che hanno diretto la fabbrica, inclusi i proprietari. Questa vicenda, trascinatasi nel corso degli anni, arricchita dai processi penali che danno poi ragione agli operai, nel

2007 si conclude con un accordo transattivo con la parte svizzera della proprietà (era divisa parte belga e parte svizzera) e prevede quote di risarcimento per i lavoratori e quote da impiegare a beneficio della città per istituzioni pubbliche e private che si occupano di cura e assistenza delle malattie. Ogni anno, per 10 anni, ades-

so si è giunti al quinto, la società svizzera versa delle somme e il Comitato di distribuzione, che si occupa di guardare il dettaglio dei risarcimenti per consegnare le somme ai lavoratori e di impiegare il residuo nelle attività di sostegno, decide a chi destinare questi fondi. Licia Lantieri

L’Unci celebrerà a Perugia la Giornata della memoria dei giornalisti assassinati da mafia e terrorismo

Cronisti uccisi: la cerimonia si svolge il 3 maggio Perugia. L’Unci celebrerà il prossimo 3 maggio, a Perugia, la Sesta Giornata della memoria dei giornalisti uccisi dalle mafie e dal terrorismo nel dopoguerra in Italia per ricordare loro e anche tutti gli altri colleghi che alla libertà di stampa hanno sacrificato la vita nel resto del mondo e per essere vicini a quanti ancora oggi subiscono intimidazioni e minacce per assolvere al diritto-dovere di informare. La manifestazione nel capoluogo umbro, nella regione che diede i natali a Walter Tobagi e a Enzo Baldoni, è organizzata dai Cronisti Umbri, con la partecipazione dell’Associazione Stampa e l’adesione dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria, e si svolgerà venerdì 3 maggio a Palazzo dei Priori. All’iniziativa hanno aderito, oltre alle istituzioni locali, anche Libera Umbria e alcune scuole del ter-

ritorio. Tra gli ospiti che hanno già dato la loro disponibilità a partecipare, le giornaliste Marilù Mastrogiovanni ed Ester Castano, vittime di minacce e intimidazioni per il loro lavoro di croniste. Il programma prevede che, oltre agli interventi programmati delle autorità e dei rappresentanti degli enti del giornalismo, via sia uno spazio per le testimonianze dei familiari dei colleghi uccisi e per quelli che sono stati feriti. La Giornata della memoria dei giornalisti uccisi dalle mafie e dal terrorismo, che per la prima volta in assoluto ha ricordato in contemporanea tutte le vittime della violenza, è stata celebrata la prima volta a Roma nel 2008, l’anno successivo si è svolta a Napoli, nel 2010 a Milano, nel 2011 a Genova e lo scorso anno a Palermo.

Il Comune ha donato una targa alla centenaria per la festosa ricorrenza

Augusta, festeggiati i 100 anni di nonna Pippa Alfano

AUGUSTA. Un folto drappello, tra figlie, nipoti e pronipoti, ha festeggiato alla grande e in armonia, la “matriarca” Giuseppa Alfano, classe di ferro 1913, nata a Rosolini, ma vissuta ad Augusta sin dalla tenera età: ben cinque generazioni schierate per la felicità della veneranda nonna Pippa, come tutti la chiamano, orgogliosa dell’unanime affetto che la circonda e della targa che il Comune ha voluto donare per la ricorrenza della data: 100 anni portati bene, a parte qualche comprensibile acciacco. Giuseppe Alfano è vedova da ben trentasei anni. Non è infrequente, ormai, leggere di questi anniversari e anche noi, in passato, ce ne siamo occupati. Anche questa volta vogliamo dedicare il giusto spazio a questa nonnina centenaria (sono le donne che, di norma, raggiungono questo traguardo e lo superano), anche per la premura della nipote Pina Davino, nostra fedele lettrice, la quale ha testimoniato che nonna Pippa “è amata e ben voluta da tutti, per noi nipoti è stata una seconda mamma e siamo orgogliosi di averla fra noi e la vogliamo tanto tanto bene”. G. C.


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Sabato 16 febbraio 2013

Il Papa, nell’annunciare le dimissioni, ha detto che andrà a vivere nell’ex Monastero delle suore di clausura

Benedetto XVI lascerà il pontificato il 28 febbraio Il Papa lascia il pontificato dal 28 febbraio. Lo ha annunciato personalmente, in latino, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. Il Papa ha spiegato di sentire il peso dell’incarico di pontefice, di aver a lungo meditato su questa decisione e di averla presa per il bene della Chiesa. La ingravescentem aetatem cioé l’età avanzata. Questo tra i motivi addotti da Benedetto XVI, per le sue dimissioni. La sua decisione, annunciata in latino davanti al collegio cardinalizio e alla Casa Pontificia riunite per un concistoro di canonizzazione, è stata accolta nel più profondo silenzio e con smarrimento. Il Papa aveva una voce solenne ma serena e il volto un po’ stanco. “Ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005”, ha detto Benedetto XVI. “Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti”, ha aggiunto il Papa. “Non risulta nessuna malattia in corso che abbia influito sulla decisione” del Papa. Negli ultimi mesi è diminuito il suo vigore. Sappiamo l’età che ha e che è normale per persone in età avanzata vivere un declino delle proprie forze ed il Papa lo ha sentito negli ultimi mesi e lo ha riconosciuto con lucidità”, ha detto padre Lombardi. Il Papa soffre per dolori articolari e reumatici ma è anche il peso del suo ruolo a incidere sul suo stato generale: è quanto trapela da fonti mediche dello staff che lo segue. Il Pontefice è anche sofferente di fibrillazione atriale cronica ma, si è appreso, rifiuta i farmaci anticoagulanti prescritti. Il Papa ha indicato il 28 febbraio per il termine del pontificato e chiesto che si indica un conclave per l’elezione del successore. La “sede vacante” scatta dalle ore 20.00 del 28 febbraio. Lo ha detto il Papa annunciando ai cardinali la decisione di dimettersi. Dovrà quindi essere convocato un conclave per l’elezione del nuovo Papa. Nel mese di marzo, probabilmente, avremo il nuovo

Papa, ha detto Lombardi. “Il Papa ci ha preso un po’ di sorpresa”. Lo ha detto il portavoce Vaticano, Padre Federico Lombardi, aprendo una conferenza stampa. Il Papa, negli ultimi tempi, “non era assolutamente depresso, aveva serenità spirituale e padronanza del rapporto con gli alti. Non c’erano segni definiti di depressione o scoraggiamento, anche se può essere stato toccato da vicende difficili, ma non direi che ciò lo ha indotto a decisione”. Lo ha detto padre Lombardi. “Un fulmine a ciel sereno”. Con queste parole il decano del collegio cardinalizio, cardinal Angelo Sodano ha commentato la decisione. Georg Ratzinger, il fratello di papa Benedetto XVI, era da mesi al corrente dei piani di dimissioni annunciati stamani dal pontefice. “Ero stato messo al corrente”, ha detto il religioso secondo quanto riporta il sito del quotidiano Die Welt in un flash delle 12:49: “Mio fratello si augura più tranquillità nella vecchiaia”. Napolitano: “Un grande coraggio e da parte mia grandissimo rispetto”: così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha commentato la decisione del Papa di dimettersi. Ecco cosa ha dichiarato monsignor Pappalardo, arcivescovo di Siracusa, sulla decisione di Benedetto XVI di lasciare il soglio pontificio. “La decisione di Papa Benedetto XVI non mi meraviglia. La chiarezza, la lucidità mentale ed il senso di servizio alla Chiesa sono caratteristiche del nostro Pontefice. E’ una scelta indub-

biamente coraggiosa”. Lo ha dichiarato l’arcivescovo di Siracusa, mons. Salvatore Pappalardo, dopo aver appreso la notizia delle dimissioni del Papa Benedetto XVI che lascerà il pontificato dal prossimo 28 febbraio. Un annuncio dato dallo stesso Pontefice, in latino, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. Il pastore della Chiesa siracusana si trovava in Visita Pastorale a Lentini. “Mi trovavo in Visita in ospedale quando mi hanno comunicato la notizia. Come servitore della Chiesa, Benedetto XVI ha capito che in questo momento non poteva servirla al meglio delle sue forze. E’ una decisione lineare nel suo modo di concepire il servizio alla Chiesa in umiltà. Una decisione propria di Benedetto XVI, del suo modo di pensare e servire la Chiesa con la lucidità che lo ha sempre contraddistinto”.

L’Associazione SYR lo presenterà a breve e coinvolge l’area marina protetta, i barcaioli e il Comune

Via al progetto di trasporto ecosostenibile Un progetto di trasporto nel territorio che coinvolge l’Area Marina Protetta, i barcaioli e il Comune di Siracusa. L’iniziativa sarà presentata a breve dall’associazione SYR – Siracusa, Smart Young & Green, che sta trasformando in progetti concreti alcune delle idee illustrate presso l’HUB di Siracusa lo scorso 19 gennaio. Il servizio di trasporto e al tempo stesso di valorizzazione del territorio punta a raggiungere la zona balneare via mare attraverso l’uso delle barche, per permettere la fruizione e la conoscenza delle zone ricomprese nell’area marina del Plemmirio attraverso un trasporto con un bus elettrico recuperato fra quelli a disposizione del Comune rimasti in disuso. Il percorso prevederà fermate in corrispondenza dei varchi dell’Area Marina Protetta. Parte attiva sarà l’Area Marina Protetta, ma come già avvenuto in passato anche i barcaioli e naturalmente il settore Mobilità e Trasporti del Comune di Siracusa. “In conformità ai principi ispiratori dell’Associazione – spiegano i promotori - volti a realizzare progetti per

la Città che tengano conto delle tradizioni siracusane con l’adozione di soluzioni eco compatibili e tecnologicamente avanzate, sarà prevista un’applicazione per smartphone e un sito web dedicato, con cui cittadini e turisti potranno consultare gli orari, effettuare prenotazioni o acquistare il biglietto. Il servizio si autofinanzierà con gli introiti derivanti dalla vendita dei tickets, di modesto importo, comprensivi sia del trasporto barca che di quello a mezzo bus, e con la vendita di spazi pubblicitari nelle app e nel sito web. L’Associazione auspica che i tempi di realizzazione del progetto possano compiersi entro maggio, periodo coincidente con le rappresentazioni classiche e l’inizio della stagione estiva, e dunque con uno dei momenti di maggiore afflusso turistico e di frequentazione delle zone balneari”. L’associazione SYR, formata da giovani professionisti che vogliono proporre iniziative concrete per la città, ha in cantiere altri progetti di facile realizzazione che possono migliorare la vita della città.

Armando Gradone è stato ricevuto dal Comandante Aldo Comella e dai funzionari

Il prefetto visita il Comando dei Vigili del Fuoco Continuano le visite istituzionali del nuovo prefetto di Siracusa, Armando Gradone. Mentre la scorsa settimana è stato ricevuto presso la Questura di Siracusa e il Comando Provinciale della Guardia di Finanza, stamani è stata la volta della sede centrale dei Vigili del Fuoco. Cordiale l’accoglienza del comandante Aldo Comella e dei funzionari del Comando. Il massimo rappresentante del Governo in città dopo aver visitato la sala operativa ed il parco automezzi, ha gradito rivolgere un saluto a tutti gli operatori del soccorso nonché al personale amministrativo del Comando. Un meeting in cui Gradone ha voluto testimoniare, citando le sue pregresse esperienze presso alcuni dicasteri, la stima che l’intera amministrazione statale ha per i Vigili del Fuoco che, sempre dediti alla loro missione, svolgono con alta professionalità un lavoro che spesso li porta ad operare in situazioni limite. Evidenziando la peculiarità del territorio provinciale, che con la presenza del polo petrolchi-

mico richiede maggiore impegno da parte delle forze operative in seno ai Pompieri, il prefetto ha richiamato l’attenzione sull’attività di prevenzione svolta dal corpo a garanzia della sicurezza dei luoghi di lavoro, ponendo soprattutto l’accento sulle scuole. Alle parole di ringraziamento del comandante provinciale, il prefetto Gradone ha garantito la massima collaborazione esprimendo il proprio impegno nel trovare rimedio ad eventuali situazioni critiche, fra le quali la nuova sede provinciale dei Vigili del Fuoco. F.G.

Le vostre e-mail al Diario vanno indirizzate a: diariodoc@virgilio.it

I vigili del fuoco col Prefetto Armando Gradone


Sabato 16 febbraio 2013

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E’ stata emanata la circolare dell’Assessorato delle Autonomie Locali e Funzioni Pubblica a favore dei Comuni

Rimborso spese per trasporto studenti È stata emanata dall’Assessorato regionale delle Autonomie Locali e dalla Funzione Pubblica, a seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 25 Gennaio 2013, la Circolare n.29 del 28/12/2012 con la quale si dà la possibilità ai Comuni di richiedere il rimborso delle spese per il trasporto interurbano degli alunni delle scuole medie per l’anno scolastico 2010-2011. Ciò è stato comunicato dall’On Vincenzo Vinciullo, Vicepresidente Commissione Bilancio e Programmazione all’Assemblea Regionale Siciliana (A.R.S.). Questo beneficio è previsto per gli alunni della scuola media superiore che si recano presso altri comuni per frequentare scuole pubbliche statali o paritarie, il cui indirizzo scolastico non è presente nel comune di residenza. Il contributo si riferisce

solo al costo del trasporto interurbano, non includendo quindi tratte di trasporto urbano o interno. Per quanto è scritto nel comma 3, dell’art.1, della Legge regionale n.24/1973, il beneficio viene erogato tramite il rilascio da parte del comune, di abbonamenti al servizio pubblico di linea o su richiesta motivata degli interessati, mediante altri mezzi gestiti dal comune o mediante servizio affidato a terzi. Per ottenere il contributo, per l’anno scolastico 2010/2011, l’On. Vincenzo Vinciullo sollecita i comuni a trasmettere la domanda al servizio 4° - finanza locale del Dipartimento regionale delle Autonomie Locali, entro il 45° giorno dalla data di pubblicazione della circolare in questione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana. Stefania Blandini

Scadrà ad aprile il bando per i contributi indetto dal Comune di Canicattini Bagni

Domande per i canoni di locazione 2011 Canicattini. È stato reso noto nei giorni scorsi che scadranno il prossimo 5 aprile le domande per l’accesso ai contributi integrativi per i canoni di locazione anno 2011. Il Bando è stato pubblicato tramite manifesti e sul sito Internet del Comune www.comunedicanicattinibagni.it nella sezione “Atti e Documenti” - “Avvisi e Domande”, dov’è possibile consultare e scaricare anche il modulo della domanda, dall’Assessore al Welfare Dott.ssa Marilena Miceli, e dal dirigente del 1° Settore Dott.ssa Adriana Greco. Al beneficio potranno accedere gli affittuari di un alloggio ubicato nel Comune di Canicattini Bagni e adibito a residenza anagrafica ed abitazione principale della famiglia, con contratto di locazione regolarmente registrato. La domanda potrà essere presentata da qualunque componente del nucleo familiare, anche se non direttamente titolare del contratto d’affitto. Per accedere al beneficio non bisogna essere titolari del diritto di proprietà, comproprietà, usufrutto, uso o abitazione su un alloggio adeguato alle esigenze del nucleo stesso (sono fatti salvi i seguenti casi: diritto reale di nuda proprietà; comproprietà per quota inferiore al 50%; proprietà di alloggio accatastato come inagibile o dichiarato inagibile o inabitabile con ordinanza del Sindaco; alloggio non adeguato, per estensione della superficie calpestabile, alle esigenze del nucleo familiare); non aver fruito di altri contributi pubblici concessi per la medesima finalità; essere cittadino italiano o cittadino di un Paese membro dell’Unione europea. I cittadini extracomunitari possono accedere al contributo solo se residenti da almeno 10 anni nel territorio dello Stato o da almeno 5 anni nel territorio della Regione Sicilia (il requisito deve essere dimostrato con certificato storico di residenza); essere in regola con i pagamenti dei canoni di locazione anno 2011; avere un reddito familiare complessivo non superiore, comparativamente, a quello di due pensioni minime Inps (per l’anno 2011 detto limite è pari a € 12.153,18), rispetto al quale l’incidenza del canone di locazione non sia inferiore al 14%; se alla formazione del reddito predetto concorrono redditi da lavoro dipendente o assimilato o da lavoro autonomo, il reddito complessivo del nucleo familiare è diminuito di € 516,45 per ogni figlio che risulti a carico; dopo la detrazione dell’aliquota per ogni figlio che risulti a carico, i suddetti redditi sono calcolati nella misura del 40%. Per i nuclei familiari che includono ultra sessantacinquenni, disabili, donne sole con figli minori e nuclei familiari con quattro o più figli minori a carico,

il contributo da assegnare può essere incrementato fino ad un massimo del 25%; in alternativa, in relazione al possesso dei requisiti per beneficiare dei contributi, i limiti di reddito possono essere innalzati fino ad un massimo del 25% (e quindi fino ad € 15.191,48). Il reddito da assumere a riferimento è quello risultante dalla dichiarazione dei redditi anno 2012 (redditi prodotti nel 2011) e l’ammontare del canone va rilevato dal contratto di locazione. L’entità del contributo integrativo annuo da corrispondere viene determinata in questo modo: i contributi saranno distribuiti secondo un principio di gradualità, in modo da favorire i nuclei familiari con redditi bassi e con elevate soglie di incidenza del canone sul reddito. Prima fascia, redditi da 0,00 a 5.000 euro; seconda fascia, redditi da 5.001 a 10.000 euro; terza fascia, redditi da 10.001 a 15.191,48. Il contributo annuo da assegnare

non può, comunque, essere superiore a € 3.098,74. L’erogazione del contributo resta condizionato al trasferimento dei fondi da parte della Regione Siciliana. Nel caso in cui i fondi messi a disposizione dalla Regione risultassero insufficienti all’erogazione della totalità dei contributi agli aventi diritto, la ripartizione verrà effettuata secondo un principio di gradualità che favorirà i nuclei familiari della prima fascia. La domanda deve pervenire, con allegati i documenti richiesti nel Bando, entro il 5 aprile 2013 mediante consegna a mano (all’ufficio di protocollo o allo sportello dei servizi sociali comunali) o mediante raccomandata A/R (in tal caso farà fede il timbro dell’ufficio postale). La domanda redatta su modulo diverso da quello predisposto dall’ufficio deve comunque essere formulata come dichiarazione sostitutiva ai sensi del D.P.R. 28-12-2000, n. 445. Licia Lantieri

M5S vuole realizzare un’azione collettiva contro Publiservizi

Augusta, il Comune incassa 4,5 milioni di euro per l’Imu AUGUSTA. Nelle casse del Comune sono pervenuti i proventi dell’Imu. La somma in totale finora incassata, come ha fatto sapere il commissario reggente, Antonino La Mattina, ammonta a circa 4 milioni e 500 mila euro. Circa 10 milioni l’introito annuo previsto che consente all’Amministrazione comunale di programmare interventi di opere pubbliche. Il 30 ottobre 2012 il Consiglio comunale ha approvato l’aumento dell’addizionale Irpef e dell’Imu (seconda casa). Le relative aliquote sono determinate nel seguente modo: addizionale Irpef dallo 0.2% allo 0.8%; dall’anno d’imposta 2012; Imu da 7,6 per 1000 a 10,6 per 1000 per la seconda casa, mentre per la prima casa l’aliquota resta pari a 4 per 1000. Quello che era stato da molti considerato solo un aggravio per le tasche dell’utenza, sta contribuendo a risollevare le condizioni finanziarie dell’Ente e il commissario

reggente sostiene che vuole i impegnarsi a ripagare i cittadini con servizi efficienti e lavori necessari per rendere vivibile la città: manutenzione di strade e pubblica illuminazione. Nel frattempo la Publiservizi spa, società incaricata della riscossione dei tributi, invia cartelle non solo riguardanti la vecchia imposta sugli immobili, ma anche inerenti la Tarsu, la tassa sui rifiuti. Ammonta ad oltre 2 milioni di euro la Tarsu non pagata relativa al periodo compreso tra il 2006 e il 2008. Dalla metà dello scorso dicembre la Publiservizi dopo aver conteggiato circa 3 milioni e mezzo di tributi non versati ed evasi ed eseguito un lavoro di controllo sull’elenco dei contribuenti; ha messo in ruolo gli avvisi di pagamento per bollette Tarsu non versate o pagate parzialmente. Da alcuni giorni la stessa procedura è stata adottata per quanto concerne l’Ici, ma i reclami vengono fatti al

Comune. Al riguardo i rappresentanti locali, Di Silvestro in testa, del Movimento “grillino” 5 Stelle, stanno avvisando i cittadini di coalizzarsi e a promuovere una cosiddetta class action, cioè un’azione collettiva, di cui si farà carico lo stesso movimento. I cittadini non devono cestinare nulla, nemmeno la busta dove deve risultare leggibile il timbro di partenza e quello di recapito, pena la nullità dell’atto. Ci sono giovani avvocati combattivi all’interno del movimento 5 Stelle augustano e, perciò, i cittadini sono sollecitati ad agire in sintonia con loro per dare più forza e per non spendere più quattrini del dovuto. C. C.


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Sabato 16 febbraio 2013

24 Istituti comprensivi si sono iscritti al Trofeo Archimede e Elettra

La XXII edizione sarà dedicata al compianto Riccardo Garrone Sarà dedicata al compianto presidente onorario del Gruppo ERG e presidente della Sampdoria Riccardo Garrone, recentemente scomparso, l’ edizione numero 22 del Trofeo Archimede e Elettra, la tradizionale competizione tra i circoli didattici e gli istituti comprensivi della provincia di Siracusa organizzata da ASD ERG. Il kick off della manifestazione, inserita nell’ambito del Progetto Scuola 2013 di ISAB ed ERG, è stato dato dal presidente Maurizio Pepoli nella prima riunione operativa che ha visto riuniti i rappresentanti dei 24 istituti comprensivi che si sono iscritti al Trofeo Archimede e Elettra di quest’anno. L’ edizione 2013 del Trofeo, un vero e proprio “classico” del calcio a scuola, sarà caratterizzato da alcune importanti novità che si innestano sull’ originale impostazione della manifestazione. In particolare, accanto al concorso che servirà a scegliere le due mascotte del trofeo 2013 (una per il Trofeo Archimede, riservato ai giovani calciatori ed una per il Trofeo Elettra, destinato alle giovani calciatrici) ed a quello per gli striscioni contenenti gli slogan “più sportivi” legati a temi come la lotta al bullismo a scuola ed alla violenza negli stadi, è stata ridefinita la formula del torneo di calcio. Infatti, le squadre delle scuole partecipanti si confronteranno in un torneo di calcio (a sette per i maschi e di calcio cinque per le femmine) che si svolgerà in due giornate – il 20 e 21 maggio – sui campi del Centro Sportivo “Riccardo

Garrone” di viale Piazza Armerina, a Siracusa. In particolare, il Trofeo Archimede è quest’ anno riservato ai ragazzi della leva calcistica 2001, mentre il Trofeo Elettra alle ragazze delle leve calcistiche 2001 e 2002. Il Trofeo “Riccardo Garrone”, in memoria del presidente di Samp ed ERG a cui è dedicato dallo scorso gennaio il centro sportivo, sarà riservato ai ragazzi della leva calcistica 2002. “In questo modo a partire da quest’anno – ha commentato il presidente di ASD ERG, Maurizio Pepoli – intendiamo onorare la memoria di un grande uomo di sport come Riccardo Garrone, una persona che credeva fermamente nei valori dello sport e nella loro enorme valenza educativa, che ci spronava continuamente ad operare per la loro trasmissione ai ragazzi nelle scuole”. Alla ventiduesima edizione del Trofeo Archimede e Elettra partecipano le seguenti scuole: I IC “De Amicis” – Floridia; IC “Martoglio” – Siracusa; III “Riccardo da Lentini” – Lentini; III IC “Capuana” – Avola; I IC “Vittorio Veneto”; I IC di Canicattini; XVI IC “Chindemi” – Siracusa; XV “Orsi” – Siracusa; XIV IC “Wojtyla” – Siracusa; X IC “Giaracà” – Siracusa; IV “Verga” – Siracusa; IC “Lombardo Radice” – Siracusa; II IC “Falcone Borsellino” Cassibile; I IC “Manzoni”- Priolo; I IC di Melilli; III IC “Maiore” – Noto; I IC “Principe di Napoli” – Augusta; XI “Archia” – Siracusa; I IC “Dolci” – Priolo; I e II IC di Rosolini; IV IC di Noto; I IC di Villasmundo Melilli; IV IC “Quasimodo” – Floridia.

Riccardo Garrone

Calcio a 5 – Le siracusane rimangono saldamente in testa alla classifica

Le Formiche bloccate in casa dalla Virtus Scicli Al Palazzetto dello Sport di Siracusa Le Formiche si fanno bloccare sull’uno pari dalla Virtus Scicli. Un risultato che lascia l’amaro in bocca alla capolista, costretta a lasciare per strada due punti importanti ad una diretta inseguitrice, ma che non compromette la corsa verso la conquista finale del campionato. Le undici vittorie e due pareggi ottenuti sinora dimostrano che le siracusane viaggiano spedite, grazie ad un ruolino di marcia quasi impeccabile, che non conosce alcuna sconfitta. Il quintetto iniziale delle aretuse, composto da Basile, Zagarella, Salemi, Malato e Guardo, non mostra la solita grinta e la consueta fame di vittoria, ma, al contrario, appare contratto, e difficilmente riesce a schiacciare le avversarie. In effetti, il primo squillo arriva solo all’undicesimo, quando entra sul parquet di gioco Martina Steno, la quale si è resa protagonista durante il corso della gara, oltre che per il gol, anche per una prestazione di elevato spessore. Stessa grinta che dimostra un’altra panchinara, Tiziana Abel Blan-

dini che, chiamata in campo da mister Randazzo, nel corso della ripresa, si mette in evidenza, senza trovare comunque la via del gol. Dopo solo un minuto dal vantaggio aretuseo, le sciclitane non demordono e trovano immediatamente il pari, dopo il quale cominciano a concentrarsi su una estenuante difesa, alternata ad alcuni pericolosi contropiede. A poco sono servite le diverse varianti tecnico – tattiche, proposte da Mister Randazzo, volte a trovare un varco vincente nella difesa avversaria. Neanche l’inserimento in corsa di Rita Trigilio sulla fascia destra e di Sabrina Magliocco sulla fascia sinistra è servito a volgere a favore de Le Formiche il corso della partita. Indubbiamente, l’improvviso infortunio, che ha costretto Marina Salemi a lasciare il campo dopo pochi minuti di gioco, non ha giovato alle compagne, private di un loro importante punto di riferimento. Per via del turno di riposo del Mangesa Sport Augusta, le siracusane allungano su queste di un punto. G. A.

Una Teamnetwork Albatro inarrestabile, vola a vele spiegate verso la Promozione, dopo aver ottenuto la decima vittoria su altrettanti incontri di campionato sinora disputati, stavolta ottenuta ai danni dell’Alcamo di Benedetto Randes. La prima fase della gara è caratterizzata da un sostanziale equilibrio, grazie anche all’intraprendenza dell’Alcamo, abile a tener testa ai padroni di casa. Ma il tecnico aretuseo, Peppe Vinci, attraverso indicazioni mirate, rimette sulla corretta carreggiata la sua compagine, brava a chiudere il primo tempo con ben sei reti di scarto, sul punteggio di 21 a 15.

Nel corso del secondo, grazie al vantaggio precedentemente accumulato, il tecnico Vinci comincia ad effettuare un ampio turnover, senza che il risultato a favore dei siracusani ne risenta. Tra gli azzurrini sono Gabriele Di Stefano e Matteo Liuzza a brillare e, in particolare, Giovanni Giannone che, al rientro, nonostante la condizione fisica altalenante, metterà a segno otto reti, dimostrandosi il miglior marcatore della squadra siracusana. Teamnetwork Albatro Siracusa – T.H. Alcamo: 3629 (21-15) Teamnetwork Albatro Siracusa: Vasquez, Mincella,

Zuniga (6), Giovanni Giannone (8), Greco (1), Andrea Calvo (6), Prestia, Dell’Aquia, Corsico (2), Cristian Giannone (2), D’Alberti (2), Quattrocchi (3), Liuzza (3), Di Stefano (3). All. Giuseppe Vinci, Francesco Rosapinta T.H. Alcamo: Scaglione, Scirè (6), Fagone (6), Di Gaetano (11), Giacalone (2), Giorlando (1), Duca (1), Mulè, Crociata, Esposito, Stabile (1), Randes. All. Benedetto Randes Arbitri: Billotta e Bozzanca di Catania. G. A.

La sfida giocata al PalaPadua di Ragusa tra la Virtus Ragusa e la Polisportiva Aretusa di Siracusa si è conclusa con la vittoria della prima, con il punteggio di 69 a 57. Partita vibrante quella giocata tra la compagine iblea, costruita per risalire velocemente nel basket nazionale, e la squadra aretusea, costituita da diverse giovani promesse under 19, tra le quali spiccano i due esperti senior Alessandro Agosta e Giuseppe Bonaiuto, il cui obiettivo primario rimane la conquista della salvezza. La gara era legata, sin dalla vigilia, ad un pronostico incerto, in quanto nella gara di andata, giocata al PalaAkradina di Siracusa, le due rappresentative si erano equivalse, lasciando il risultato in bilico fino a metà dell’ultimo parziale. Ad inizio gara, l’Asd Basket Club Ragusa si presenta sul parquet di gioco con il quintetto formato da Licitra, Sorrentino, Sorrentino, Iabichella e Mammana, mentre l’Ad Polisportiva Aretusa risponde con Carpinteri S., Bellofiore, Alescio, Bonaiuto e Agosta. Inaspettata-

mente, sono gli ospiti a condurre la partita, per via di un pesante break di 7 a 0, imposto agli avversari che, prontamente, reagiscono, imponendo a loro volta un passivo di 13 punti, che li porta a chiudere in vantaggio il primo quarto, sul punteggio di 15 a 9. Il secondo quarto offre un sostanziale equilibrio, con le due compagini attente a gestire adeguatamente ogni pallone, le quali al contempo mostrano difese aggressive, diligenti e attacchi imprecisi, a dimostrazione dello score poco elevato che appare sul tabellone luminoso. Dopo che Ragusa raggiunge quota 20 punti, Sorrentino A. si rende protagonista di un fallo tecnico, sfruttato bene dal siracusano Carpinteri e, nell’azione a seguire, dal compagno di squadra Bonaiuto. Ragusa tenta di sorprendere gli avversari con dei precisi contropiede, mentre Siracusa riesce a tenere il passo dei padroni di casa, grazie ai canestri di Alescio e di Bonaiuto. La gara si accende ed infiamma il pubblico, entusiasta per aver assistito ad una prima metà di gara dav-

vero combattuta, che si chiude sul punteggio di 32 a 25. Ad inizio ripresa il Basket Club attua una estenuante difesa, a cui aggiunge delle pericolose sortite in contropiede. La Polisportiva, dal canto suo, tenta l’impossibile per colmare il divario dagli avversari, pertanto, si scopre dietro, facendosi trovare spesso impreparata in difesa. Gli iblei, sicuri di ottenere una facile vittoria, cominciano ad alleggerire la pressione sugli aretusei che, spinti dai suggerimenti di coach Marletta, recuperano diversi importanti punti, in particolar modo con Agosta e Bonaiuto, quest’ultimo il miglior realizzatore della sua squadra, grazie ai 15 punti personali messi a segno. Lo stesso Agosta si mostra anche una roccia in fase difensiva, disinnescando ogni minaccia avversaria e vincendo diversi rimbalzi. Il forcing avversario dei siracusani però non basta e gli iblei, alla fine, si impongono con il punteggio di 69 a 57. Gianluca Agrusa

Prevale la Teamnetwork Albatro sull’Alcamo

La Polisportiva Aretusa esce sconfitta dal PalaPadua


Sabato 16 febbraio 2013

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Protagonista assoluta della serata Josè Tringali, “Regina del pianoforte”

Augusta, al Circolo Ufficiali il concerto di San Valentino AUGUSTA. Concerto di” San Valentino” al circolo ufficiali di Augusta con José Francesca Tringali, protagonista asssoluta. Josè è il nome di battesimo dell’ultima regina d’Italia, Maria Josè del Belgio, sposata al figlio di Vittorio Emanuele III, che poi divenne re (per un mese) con il nome di Umberto II, detto, appunto, il re di maggio. Josè Tringali anche in quest’occasione è stata la “regina” della serata, anche perché vanta un curriculum di tutto rispetto. Il concerto da lei offerto farà parte di una lunga tradizione affermata, come dimostra il c.v. dell’artista. Nativa di Augusta, Josè incomincia a studiare il pianoforte all’età di cinque anni mostrando da subito una particolare predisposizione alla musica. Nell’ 80 si diploma brillantemente al “Bellini” di Catania sotto la guida del M° D. Lanzafame e si perfeziona dapprima come solista e in seguito in duo pianistico con il M°A. Catania, sua grande mèntore nella carriera artistica. Riscuote unanimi consensi ai numerosi concorsi nazionali in formazione cameristica come “Duo per due pianoforti” insieme a Michela Trovato, aggiudicandosi sempre il primo premio assoluto. Vince altresì il primo premio al concorso europeo “Città di Ostuni” e agli internazionali “N. Paganini” di Genova, “Rovere d’Oro” di Finale Ligure, “F. Chopin” di Roma, “Città di Alassio, “Perugia Classico”, “T.I.M. (Torneo Internazionale di Musica), “Grand Prize”…Insignita della Medaglia d’Argento del Presidente della Repubblica, nel 2003 partecipa con grande successo alla biennale d’Arte e Cultura “Essere donna nell’arte” organizzata dalla Fidapa a Firenze. Nel 2004 collabora insieme ai direttori d’Orchestra M° G. Romeo e M° A. Korkmaz come Project Leader alla realizzazione dell’ “Orchestra Giovanile” del Mediterraneo che nasce dal sodalizio tra il Rotary Club di Augusta e il Rotary Club di Ankara, promuovendo la conoscenza delle tradizioni classico-etniche e la compren-

Esibizione musicale del pianista Salvino Strano Inaugurato il restaurato salone liberty del Circolo Unione

AUGUSTA. Come avevamo puntualmente annunciato su queste colonne, è stato inaugurato, in pompa magna, con grande affluenza di pubblico misto, soci e invitati, il salone liberty del Circolo Unione, noto un tempo come Circolo dei nobili prima e dei civili dopo. Nobili/civili in contrapposizione al circolo degli operai e degli artigiani, denominato Circolo filantropico Umberto I”, che si affaccia sulla stessa Piazza Duomo di Augusta. Il salone liberty è il salone di rappresentanza di questo circolo che risale ai primi del Novecento, mentre quello degli operai e artigiani risale alla fine dell’Ottocento. Mentre, però, l’Umberto I è un immobile a piano terra fra altri immobili destinati a civili abitazioni, il circolo Unione fu ricavato all’interno del perimetro di un ex convento, quello dedicato a Santa Caterina. Il salone liberty, affrescato dal pittore austriaco Karl Klein, che, nel 1911, soggiornò in Augusta, è stato davvero restituito al suo antico splendore, come ha sottolineato Paolo Giansiracusa, docente all’Accademia delle Belle Arti di Catania La serata è stata allietata dalle note dell’applauditissimo pianista Salvino Strano, che ha eseguito il concerto dal titolo: «Così danzavamo sotto cieli fioriti». Scoperta una targa con sopra incisi i nomi dei componenti del direttivo per ricordare l’importante moment: presidente Gaetana Bruno, vice presidente, Luigi Ranno, segretario Gaetano Gulino e i consiglieri Giovanni Romeo, Elena La Ferla e Carmelo Salamone.Oltre che dalla presidente del Circolo, Bruno, gli onori di casa sono stati fatti dal medico Alfredo Beneventano del Bosco, presidente della società proprietaria dell’immobile. Cecilia Càsole

sione dei popoli del Mediterraneo attraverso la musica. Sensibile alle problematiche sociali, ha sempre aderito a manifestazioni rivolte alla solidarietà e alla beneficenza attraverso il Rotary e altre associazioni per raccolta fondi a favore dell’ A.I.L.; C.R.I.;IBICUS… Ha suonato con l’orchestra giovanile “V. Bellini” diretta dal M°G. Romeo. Si è esibita all’ Università degli Studi di Catania e in diversi teatri nazionali. Ha seguito corsi di alto concertismo con grandi maestri quali Aldo Ciccolini, Valfrido Ferrari, Giovanna Valenti, Antonio Ballista… Docente di pianoforte nella scuola secondaria di I° grado, è direttore d’orchestra dell’”Ensemble giovanile S. Todaro” di Augusta. Ha al suo attivo numerose incisioni discografiche di repertorio classico, moderno e contemporaneo. Nell’ ambito dei progetti dell’anno appena trascorso della sua presidenza del Rotary Club di Augusta, ha organizzato con grande successo un concorso Mmsicale “Rotary-Conoscersi Suonando” nell’area aretusea con la collaborazione entusiastica dei club di Siracusa, Lentini, Augusta, Palazzolo, Siracusa Monti Climiti, Siracusa, Ortigia, Pachino. Al Circolo ufficiali Josè è tornata dopo poco più d’ un anno, avendo tenuto il concerto di Natale nel dicembre 2011. “La serata, riuscitissima, ha riservato una sorpresa:

La pianista José Francesca Tringali l’esibizione di due tangueros napoletani, di cui il maschio è un ufficiale di marina in servizio, il coandante Puzone Bifolco e la napoletana Giulia Compagnone. La manifestazione è statacongiuntamente presentata dal presidente del Rotary, Pietro Amara, e del Circolo Ufficiali, l’ammiraglio Giuseppe Abbamonte, artefice, con la signora Anna Camerini, della splendida iniziativa.” G.C.


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Sabato 16 febbraio 2013

Alessio Patania e Stefano Di Martino si sono visti ridurre da tre a due anni di reclusione la pena per il colpo banditesco messo a segno il 7 luglio 2011

Sconto di un anno ai due rapinatori del supermercato Sisa

Sono tornati in libertà i due rapinatori che il 7 luglio del 2011 assaltarono il supermercato Sisa di via Sofiio Ferrero. A determinare la scarcerazione di Alessio Patania e Stefano Di Martino, entrambi ventunenni, sono stati i giudici della seconda Sezione penale della Corte di Appello di Cataniia, che, accogliendo parzialmente le loro rimostranze contro la sentenza del Tribunale di Siracusa di condanna alla pena di tre anni di carcere ciascuno, hanno deciso di applicare a entrambi lo sconto di un anno, fissando così la pena in due anni di reclusione con la concessione della condizionale. Alla luce del verdetto, il Patania ha posto fine alla detenzione domiciliare cui era stato sottoposto dal Gip sin dal giorno in cui si era svolta l’udienza di convalida dall’arresto, mentre il suo compagno dell’assalto banditesco è uscito dalla Casa circondariale di Cavadonna, ove venne rinchiuso, su decisione della magistratura, in quanto si era reso artefice di un arbitrario allontanamento dalla propria abitazione, violando in tal modo gli arresti domiciliari avuti concessi nonostante avesse commesso la rapina armato di pistola e con il volto coperto da un passamontagna. La rapina fu consumata da Patania e Di Martino nel pomeriggio del 7 luglio 2011. Volto coperto da passamontagna e uno dei due armato di pistola fecero irruzione nel supermercato Sisa di Via Sofio Ferrero e puntando la canna dell’arma alla tempia di una delle cassiere si fecero consegnare il denaro riposto nelle casse, ammontante a poco più di novecento euro. Nonostante fossero col volto coperto, le forze dell’ordine riuscirono a identificare i due malviventi e ad assicurarli alla giustizia. Processati per i reati di rapina aggravata e porto e detenzione di una pistola Alessio Patania e Stefano Di Martino vennero riconosciuti col-

Alessio Patania e Stefano Di Martino pevoli e condannati dal Tribunale di Siracusa alla pena suoi assistiti. Le considerazioni dell’avvocato Celesti di tre anni di reclusione ciascuno. La sentenza venne sono state accolte dai giudici della Corte d’Appello, che impugnata dai due imputati e il loro difensore di fidu- infatti hanno riformato la sentenza del processo di pricia, avvocato Junio Celesti, oltre a scriverlo nei motivi mo grado, condannando Alessio Patania e Stefano Di di appello, ha sostenuto in sede di processo che la pena Martino a due anni di reclusione ciascuno con la conirrogata era troppo elevata attesa la giovanissima età dei cessione della sospensione della pena per anni cinque.

Posti di blocco, controlli di persone sottoposte agli arresti domiciliari e alla sorveglianza speciale e perquisizioni domiciliari in tutti i comuni della provincia aretusea

I Carabinieri hanno denunciato 37 persone

Un servizio coordinato a largo raggio è stato eseguito il 14 febbraio scorso dai Carabinieri su disposizione del Comandante provinciale, Colonnello Mauro Perdichizzi, al fine di assicurare un più energico impulso all’attività di prevenzione e controllo del territorio e garantire, quindi, un incremento dell’azione di contrasto ai fenomeni di criminalità. I servizi straordinari di controllo del territorio, iniziati alle ore 9 e conclusisi alle ore 13, con il coinvolgimento di uomini e mezzi dell’Arma dei Carabinieri, sono stati svolti con l’ausilio della perlustrazione aerea del 12° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Catania ed il concorso delle unità navali del Comando provinciale. Nel corso dell’operazione, eseguita a largo raggio mediante l’impiego coordinato delle Compagnie e delle Stazioni Carabinieri della provincia, sono state controllate in maniera incisiva le zone di aggregazione ed interesse della criminalità, al fine di infondere sicurezza nella popolazione. Sulle principali strade statali e provinciali della provincia sono stati attuati articolati posti di controllo nei punti nevralgici, al fine di verificare il rispetto delle norme di sicurezza alla guida di autovetture, motocicli e ciclomotori, da parte degli utenti della strada. Da parte di alcune pattuglie, inoltre, sono stati effettuati specifici controlli nei confronti di persone sottoposte a misure cautelari alternative alla detenzione ed a misure di prevenzione personali di Pubblica Sicurezza, per verificare l’osservanza delle prescrizioni imposte agli stessi. A conclusione dell’articolato servizio di prevenzione e repressione dei reati il Comando provinciale dei Carabinieri ha reso noti i risultati conseguiti: 37 sono le persone denunciate in stato di libertà: 29 le perquisizioni domiciliari eseguite; 210 gli automezzi controllati; undici gli autoveicoli sequestrati; 38 le contravvenzioni elevate per infrazioni al Codice della Strada; complessivamente sono stati sequestrati 19 grammi di sostanze stupefacenti, di cui 13 grammi di marijuana e 6 grammi di hashish; 7 i tossici segnalati alla Prefettura per uso di sostanze stupefacenti. Inoltre sono stati sequestrati due coltelli; sono state ritirate patenti e carte di circolazione a sedici automobilisti; sono state identificate complessivamente 235 persone; sono state controllate 29 persone detenute agli arresti domiciliari e ulteriori otto in quanto sottoposte a sorveglianza speciale e, infine, sono stati controllati cinque esercizi commerciali Nello specifico, nei comuni di Siracusa, Priolo Gargallo, Cassibile e Floridia e della frazione di Belvedere i Carabinieri hanno deferito in stato di libetà alla Procura della Repubblica: M.D. 22enne, per detenzione illegale di gr.4 di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”; G.C. 32enne pregiudicato, L.C. 26enne pregiudicato e P.G. 31enne, per guida senza patente; Z.M. 31enne, P.C. 34enne e S.I.C. 35enne, tutti e tre di origine romena, per

guida in stato di ebbrezza; U.P. 40enne, C.N. 48enne, P.F. 37enne e G.M. 31enne, tutti pregiudicati, per violazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S. cui sono sottoposti; P.G. 29enne, per furto di un portafogli; I. E. 28enne, per violazione dei sigilli. Nei comuni di Lentini, Carlentini, Augusta, Francofonte e Melilli, invece, sono stati deferiti in stato di libertà alla locale Procura della Repubblica: S.F.V. 48enne pregiudicato, B.C. 39enne e C.S. 24enne pregiudicato, per detenzione illegale di modiche quantità di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”, già confezionata in dosi e pronta per lo spaccio; F.N. 72enne pregiudicato, per truffa; S.A. 30enne e C.D. 54enne pregiudicato, per violazione colposa dei doveri inerenti alla custodia di cose sottoposte a sequestro; T.D.F. 40enne pregiudicato, per disturbo della quiete pubblica; L.F.D. 22enne, M.N.N. 34enne pregiudicato e T.L. 21enne pregiudicato, per porto e detenzione di coltello del genere vietato dalla legge; S.R. 22enne, L.D. 22enne, S.S. 34enne, tutti e tre pregiudicati, per guida senza patente perché mai conseguita; C.A. 52enne, per furto aggravato e continuato di energia elettrica in danno della società Enel. Inoltre i Carabinieri hanno segnalato all’Ufficio Territoriale del Governo tre persone, per avere fatto uso di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”. I Carabinieri della Compagnia di Noto, che hanno effettuato i controlli nei comuni di Rosolini, Pachino, Noto, Avola e Palazzolo Acreide hanno denunciato in stato di libertà alla locale Procura della Repubblica le seguenti persone: R.F. 27enne pregiudicato, per ricettazione di materiale edile provento di furto; R.C. 24enne pregiudicato, per sottrazione di un ciclomotore sottoposto a sequestro ed allo stesso affidato in custodia giudiziale; P.C. 18enne pregiudicato, per guida senza patente perché mai conseguita; S.S. 37enne e R.S. 50enne pregiudicato, per falsità in scrittura privata avendo falsificato il tagliando assicurativo della propria autovettura; D.M.G. 47enne, C.A. 23enne, C.A. 47enne e L.V. 31enne, per guida in stato di ebbrezza alcolica accertata mediante etilometro; S.A. 25enne, per furto aggravato e continuato di energia elettrica in danno della società E.N.E.L. S.p.A.; I militari hanno inoltre segnalato all’Ufficio Territoriale del Governo di Siracusa quattro tossici per avere fatto uso di sostanza stupefacente del tipo “marijuana” ed “hashish”.

2013-febbraio-16  
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