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Nuovi servizi di igiene per Ortigia

IGM

Raccolta imballaggi ore 13-14,30

Conferimento rifiuti ingombranti dalle ore 21

Utilizzate i cassonetti per la raccolta differenziata di: cartone, plastica, vetro, farmaci scaduti e batterie

Siracusa, 12 gennaio 2013

Raccolta porta a porta entro le ore 9

Per il cane munitevi di paletta e sacchetto

Fondato e diretto da Pino Guastella Redazione - Amministrazione - Pubblicità - Via Re Ierone 2°, 96 - Tel./Fax (0931) 1853377 Spedizione in abbonamento annuale gr. II E. 150,00 - Semestrale E. 75,00 E-mail: diariodoc@virgilio.it

ANNO XXX - N. 2 - Euro

Sebastiano Maiolino è accusato di aver rivelato a Waldker Albergo notizie riservate e in particolar modo che gli inquirenti stavano intercettando in colloqui che avvenivano in carcere tra il capoclan Antonino Trigila, detto Pinnintula, e sua moglie Nunziatina Bianca. Indagata pure la compgna del funzionario giudiziario, la dottoressa Maria Pulvirenti, direttore di cancelleria presso l’ufficio Gip del Tribunale di Catania

Arrestati un cancelliere e un boss del clan di Noto In esecuzione ad una ordinanza custodiale emessa dal Gip Di Giacomo del Tribunale di Catania su richiesta del Pubblico Ministero Luigi Lombardo, in servizio alla Procura distrettuale antimafia, gli agenti dei Commissariati della Polizia di Stato di Noto e Avola hanno arrestato il cancelliere Sebastiano Maiolino e il boss del clan Trigila, Waldker Albergo. La convivente del Maiolino, la direttrice della cancelleria dell’ufficio Gip, Maria Pulvirenti, ha avuto notificato un invito a comparire per essere sottoposta ad interrogatorio nell’eventualità di adozione di provvedimenti interdittivi a suo carico per avere dato informazioni al convivente Maiolino che poi le avrebbe riferite allo stesso Waldker Albergo, alla moglie del boss di Noto Antonino Trigila e a Giovanni Cassarino, affiliato all’associazione criminale e indagato anni fa di una estorsione commessa ai danni di un imprenditore di Avola. Inizialmente era stata divulgata la notizia della notifica di un provvedimento di misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti della dottoressa Pulvirenti, notizia poi rivelatasi assolutamente priva di fondamento. Il cancelliere Maiolino, 63 anni, è accusato di rivelazione di atti coperti dal segreto a beneficio di Waldker Albergo che, a sua volta, avrebbe informato Nunziatina Bianca,

moglie del boss del clan di Noto Antonino Trigila, detto Pinnintula, che gli inquirenti intercettavano le conversazioni che lei intratteneva col marito, ogni volta che lo andava a trovare in carcere. Al cancelliere Maiolino, che ha nominato come proprio difensore l’avvocato Angelo D’Amico, viene contestata l’accusa di favoreggiamento personale aggravato dall’articolo 7 per avere agevolato il clan mafioso Trigila di Noto. Il Maiolino, dopo essersi visto notificare il provvedimento coercitivo dagli agenti dei Commissariati di Noto e Avola, è stato accompagnato a Catania e rinchiuso in una cella del carcere di Bicocca. Il Gip Di Giacomo ha differito il suo interrogatorio che dovrebbe avvenire nella mattinata di sabato e ha vietato gli incontri con il suo difensore, avvocato Angelo D’Amico. In carcere invece è stato notificato il provvedimento coercitivo al boss Waldker Albergo, che, peraltro, alcuni mesi fa è stato arrestato, sempre per disposizione dei magistrati della Procura antimafia di Catania, in quanto accusato di estorsione ai danni di tale Genova, per averlo costretto a vendergli il chiosco di sua proprietà ad un prezzo inferiore rispetto a quello che varrebbe. In questa nuova inchiesta Waldker Albergo è accusato di associa(segue a pagina 2)

Il boss Waldker Albergo

Operazione “Terra Bruciata”. L’ergastolano e l’ex capo del clan della Borgata sono stati esaminati dal sostituto procuratore generale Gammino e controesaminati dagli avvocarti Luca Blasi, Sebastiano Troia, Matilde Lipari e Pasquale Saraceno difensori di Elio Lavore, Luca Lopes, Andrea Cassia e Attilio Pandolfino

Dai pentiti Troni e Curcio accuse ai 4 affiliati al gruppo “Bottaro-Attanasio”

Il pentito Giuseppe Curcio, e gli imputati Elio Lavore, Luca Lopes e Andrea Cassia All’aula bunker di Bicocca, dove si sta svolgendo fondatore del clan della Borgata Giuseppe Curcio, oggi accusato i quattro imputati alla sbarra, indicando una il processo d’appello a carico di Elio Lavore, Attilio collaboratori di giustizia. Esaminati dal sostituto procu- esperienza tale da dirigere l’intero clan, ma non riuscii a Pandolfino, Andrea Cassia e Luca Lopes, sono stati esa- ratore generale, dottoressa Gammino, i due pentiti hanno dire di no, anche perché nel corso(segue degli anni il clan, 13) pur a pagina minati in videoconferenza l’ergastolano Dario Troni e il

Omicidio Tringali, rimane in carcere Frandesco Giarracca Il Riesame ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice delle indagini preliminari Alessandra Gigli, su richiesta del Pubblico Ministero Antonino Nicastro che, intervenuto in camera di consiglio, ha indicato l’indagato il presunto autore del delitto. Dopo la decisione del Tribunale della Libertà ha rassegnato il mandato difensivo l’avvocato Dario Fazio Servizio a pagina 5

Francesco Giarracca e Giancarlo Tringali


pagina 2 (segue dalla prima)

Diario Siracusa

Sabato 12 gennaio 2013

Dai pentiti Troni e Curcio accuse ai 4 affiliati al gruppo “Bottaro-Attanasio” avendo ormai “assorbito” il gruppo della Borgata, aveva sempre mantenuto l’impegno di mandare lo stipendio e pagare le spese legali per i componenti del gruppo stesso. Nell’accettare l’incarico pretesi però di ricostruire il gruppo della Borgata mettendovi a capo mio fratello Domenico ed il Lavore acconsentì. Nel maggio 2006, se ben ricordo, mio fratello Domenico è stato scarcerato; il Lavore, che era già uscito dal carcere, e il Lombardo convocarono mio fratello Domenico e gli rappresentarono gli accordi che avevamo preso in carcere a Bicocca. Quando mio fratello Domenico venne a trovarmi in carcere, io gli suggerii di portare a termine il progetto già concordato di ridare vita al gruppo della Borgata, cosa che egli fece. I rapporti fra il gruppo della Borgata ed il clan “Bottaro-Attanasio” divennero presto tesi, perché il Lavore era particolarmente pressante nei confronti di mio fratello. Tutti lavoravano insieme nel traffico di cocaina, e inoltre il Lavore chiese a mio fratello di sottoporre ad estorsione il pub “II Sale”, tanto che furono arrestati per quest’ultimo reato Luca Lopes, Francesco Fiorentino ed Alex Giarratana. Tali arresti misero in difficoltà il gruppo della Borgata, che però riuscì a mantenere la sua autònomia all ‘interno del clan “Bottaro-Attanasio”. Dopo qualche tempo, credo nell’anno 2007, mio fratello Domenico, non potendo più soffrire le lamentele di Lopes, Fiorentino e Giarratana i quali,

essendo detenuti, reclamavano molti soldi, ed avendo anche motivi di rancore con il Fiorentino, decise di tirarsi fuori, per cui il gruppo della Borgata fu di fatto sciolto. All’epoca mio fratello era da poco entrato nel settore dei videopoker con il noleggiatore Pierpaolo Vasques. In carcere io appresi con estremo dispiacere dello scioglimento del gruppo. Nel 2008, mentre ero detenuto a Cavadonna, scrìssi ad Angelo lacono del clan “BottaroAttanasio”, lamentando il fatto che lo stipendio non arrivava puntualmente, e gli rappresentai la mia intenzione di ricostituire il gruppo della Borsata, Angelo lacono rispose che per lui stava bene, così io ne parlai con Elio Lavore, pure lui detenuto a Cavadonna, e neppure lui fece obiezioni. Infatti Lavore e lacono avevano anch’essi lamentato i ritardi nella ricezione dello stipendio. Aggiungo, altresì, che la gestione dei videogiochi è sempre stata nelle mani dei reggenti del clan “Bottaro-Attanasio” e quindi dei vari soggetti che si sono avvicendati in tale reggenza. Tra gli anni 2007-2008 è stato reggente Luigi Micieli e allo stesso Micieli venivano consegnati tutti i proventi della gestione delle macchinette videogioco. In quegli anni, la persona addetta a ritirare gli incassi delle macchinette presso i vari esercizi commerciali era Luigi Cavarra, affiliato al clan dal Lavore. Lo stesso Cavarra mi ha raccontato che era lui a ritirare il ricavato delle macchinette presso i vari esercizi commerciali e mi ha

Arrestati un cancelliere e un boss del clan di Noto (segue dalla prima)

zione a delinquere di stampo mafioso quale appartenente al clan Trigila di Noto. Gli indizi probatori a carico del cancelliere Maiolino, in servizio al Tribunale di Catania presso l’ufficio gratuito patrocinio, sarebbero costituiti dalle intercettazioni ambientali e telefoniche. L’arresto del cancelliere Maolino ha provocato grandissimo scalpore negli uffici giudiziari di Siracusa e nella città di Noto, dove egli appunto ha la residenza. Non sono poche le persone che nutrono delle perplessità sulla sussistenza delle gravissime accuse che i

magistrati della Dda di Catania contestano ai cancellieri Maiolino e Pulvirenti, quest’ultima assistita dall’avvocato Marco Tringali del Foro di Catania, ritenuti entrambi due ottimi servitori dello Stato, seri e zelanti professionisti. Tutti si dicono comunque convinti che sia Maiolino che la sua compagna, appunto la dottoressa Pulvirenti, riusciranno a dimostrare la loro assoluta estraneità a tutti gli addebiti.

Indagini della Polizia sul doppio “avvertimento” intimidatorio ai danni del proprietario

Collocato un ordigno davanti a un garage Anzichè pensare a festeggiare l’arrivo del nuovo anno ignoti malviventi hanno cercato di fare passare una brutta festa al proprietario di un garage ubicato nel centralissimo Viale Zecchino. Avevano infatti collocato a ridosso della porta del garage una bomboletta di gas, che avevano avvolto in un panno, e quindi dopo aver imbevuto la stoffa di benzina, hanno appiccato il fuoco. Provvidenziale è risultato l’intervento di una donna che, vedendo bruciare il panno, è corsa in cucina, ha riempito un secchio d’acqua e l’ha poi gettata sulla bomboletta di gas. Grazie al suo tempestivo intervento, la donna è riuscita in tempo utile a impedire lo scoppio della bomboletta. Il proprietario ha telefonato immediatamente al 113 e agli agenti ha raccontato che già nel pomeriggio aveva rilevato la presenza di un analogo ordigno rudimentale a ridosso della porta del proprio garage. Gli agenti delle Volanti hanno avviato le indagini per identificare gli autori del duplice fallito attentato e individuare i motivi che li hanno spinti a confezionare i due ordigni rudimentali.

Direttore Responsabile

PINO GUASTELLA Registrazione del Tribunale di Siracusa N. 1 del 26.6.1989 Pubblicità inferiore al 70%

Stampa MEDITERRANEO Tipografia - Editrice via Montegrappa, 159 96100 Siracusa

anche raccontato che una volta è stato sorpreso dalla Polizia mentre ritirava l’importo di cinquemila euro, che gli fu sequestrato. Lo stesso Cavarra mi ha raccontato che Antonino Faro, gestore di videogiochi per suo conto, era sottoposto ad estorsione e doveva pagare periodicamente delle somme al clan. Inoltre mi ha pure raccontato che una volta ha aggredito e malmenato il Faro. Al tempo della proposta di unificazione con il gruppo “Bottaro-AttAnasio”, io stavo cercando dal carcere di ricostituire il gruppo della Borgata dopo aver avuto il benestare di Angelo Iacono ed il nulla osta di Lavore. Riguardo al traffico di sostanze stupefacenti posso dire che mi sono personalmente occupato di traffico di droga durante la mia latitanza, dall’inizio di gennaio a febbraio 2002, poi io fui arrestato e l’attività è continuata a cura degli altri affiliati in libertà del gruppo della Borgata di cui io ero reggente, fra cui Enzo Quattropani, Michele Cianchino, Salvatore Materazzo, tale Stefano, e tale Giuseppe cugino di Giuseppe Guarino. Compravamo il fumo dal gruppo di Attanasio in quanto loro avevano il monopolio su tutta Siracusa e tutti dovevano rifornirsi da loro. In particolare io avevo avuto la disponibilità totale da Alessio Attanasio, in quanto egli mi disse che ci avrebbe fornito tutta la droga di cui avevamo bisogno. Ciò è accaduto nel dicembre del 2001 pochi giorni prima del suo arresto in Sila. In quel periodo Attanasio era latitante per aver contravvenuto alla sorveglianza speciale cui era sottoposto. Il giorno seguente il menzionato dialogo io, Giuseppe Guarino e Michele Cianchino andammo in un bar di Via Luigi Cadorna e prendemmo contatto per lo stupefacente con Elio Lavore e Liberante Romano dicendo loro che avevamo avuto il benestare di Alessio Attanasio e che ci serviva il fumo da rivendere. Il Romano disse: “Se ne avete parlato con Alessio non ci sono problemi, ma prima voglio parlare con lui per il prezzo da praticare”. Dopo ho saputo che Alessio Attanasio disse loro di praticarci lo stesso prezzo che il gruppo praticava al fratello dell’Attanasio, Danilo, vale a dire 3.500 lire al grammo dì hashish. La droga ci fu poi effettivamente fornita; il primo carico fu di circa due o tre kg di fumo, che ci portò Vito Fiorino. La droga l’avremmo pagata dopo averla rivenduta, in occasione del successivo carico. Le forniture andarono avanti per molto tempo: il gruppo della Borgata si riforniva costantemente dal clan “Bottaro-Attanasio”, che a sua volta si riforniva di hashish a Palermo da tale zio Totò, come mi fu detto dal Lombardo in carcere, mentre per la cocaina si riforniva in Campania, da componenti del clan dei Gionta. Fabio Mancarella era un corriere di cocaina, pagato per ogni trasporto; egli ne ha fatti moltissimi, fin dall’epoca della latitanza di Attanasio. Dopo l’arresto di Mancarella, come mi fu detto da mio cognato Fiorentino, come corriere fu utilizzato Salvatore Scattamaglia, detto Totò, poi arrestato. Quanto alla gestione degli stupefacenti il gruppo della Borgata aveva una cassa autonoma rispetto a quella del clan “Bottaro-Attanasio; lo stesso avveniva per i proventi delle estorsioni. Dal clan “Bottaro-Attanasio” abbiamo acquistato anche cocaina, ciò in un paio di occasioni al tempo della mia latitanza. Nella prima occasione non ricordo chi ci rifornì dello stupefacente e nella seconda occasione a consegnarci circa 20 grammi di cocaina fu Angelo Iacono. Dopo il mio arresto i restanti componenti del gruppo della Borgata riprese il traffico di cocaina, ma per lo più si spacciava hashish. Dopo la sentenza del processo Lybra ho (Segue a pagina 13)


Sabato 12 gennaio 2013

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Diario Siracusa

Il direttore sanitario Anselmo Madeddu dichiara che non ci sarà alcuna interruzione nell’espletamento del servizio

Assistenza domiciliare: l’Asp avvia severi controlli “Non ci sarà e non può esserci alcuna interruzione nell’assistenza domiciliare integrata a seguito del passaggio dal vecchio al nuovo sistema di gestione del servizio a partire dal primo gennaio di quest’anno a favore dei pazienti arruolati in Adi di tutta la provincia di Siracusa”. A voler tranquillizzare gli utenti è il direttore sanitario dell’Asp di Siracusa Anselmo Madeddu a seguito di segnalazioni anche a mezzo stampa sui disservizi che si starebbero verificando in alcuni comuni del territorio. “Nel caso fossero reali le inadempienze attribuite da alcuni utenti alla ditta aggiudicataria - prosegue il direttore sanitario - l’assistenza sarà comunque garantita attraverso tutte le modalità alternative previste dalla norma”. A tal proposito la Direzione aziendale ha in corso ispezioni e verifiche di vigilanza e controllo sulla attività erogata dalla ditta aggiudicataria al fine di avviare le eventuali contestazioni ed invitare il Consorzio SISIFO

al rispetto dei termini contrattuali che prevedono anche l’ipotesi di rivalsa e persino risoluzione del contratto in presenza di gravi e reiterate inadempienze. Al fine di assicurare i requisiti previsti dalla legge, i controlli saranno estesi anche alle cooperative che, a causa dei presunti disservizi arrecati dalla ditta aggiudicataria, sono costrette ancora ad erogare in forma indiretta l’assistenza che avrebbe invece dovuto garantire la ditta aggiudicataria. Tutto ciò a piena tutela dei cittadini.

In manette un 23enne sorpreso nella zona Epipoli mentre riscuoteva il denaro da un tossico

Vendeva droga, arrestato dalla Polizia questrato al ventitreenne 0,50 grammi di hashish e nove grammi di marijuana. Per disposizione del magistrato di turno alla Procura il giovane pusher è stato posto ai domiciliari. In un’altra operazione, gli agenti delle Volanti hanno segnalato un uomo di 41 anni, residente a

Ferla, le cui iniziali sono S.I., per possesso di una modica quantità di droga per uso personale. La segnalazione è stata inviata alla Prefettura.

Guido Columba e Leone Zingales chiedono alla Magistratura e agli inquirenti di individuare chi ha incendiato l’auto del giornalista

Cronisti solidali con Pino Maniaci, direttore di Telejato Gli agenti delle Volanti, durante un servizio di controllo del territorio, nella zona Epipoli, a poche centinaia di metri di distanza da Belvedere, hanno arrestato nella serata del 5 gennaio un giovane di 23 anni, perchè sorpreso in flagranza di reato mentre cedeva della sostanza stupefacente ad un tossico ed aver ricevuto alcune banconote. Il giovane pusher, del quale la Polizia ha reso soltanto le sue iniziali, C.T., è stato denunciato alla Procura della Repubblica in stato di arresto per i reati di detenzione e cessione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. A seguito di una perquisizione i poliziotti hanno anche se

Il 19 gennaio il varo di SYR Smart, Young e Green

Nasce una nuova Associazione culturale

I cronisti italiani sono solidali con Pino Maniaci, direttore di Telejato, al quale in nottata è stata bruciata l’auto. Gli attentatori hanno anche infranto il parabrezza dell’automobile in uso al figlio di Maniaci, Giovanni, collaboratore dell’emittente di Partinico. L’Unione nazionale cronisti italiani chiede alle forze dell’ordine e alla magistratura di individuare al più presto i responsabili dell’ennesima intimidazione. Da anni Maniaci è perseguitato per l’ attività di  libera informazione che conduce attraverso la sua emittente. Il 12 febbraio 2008, per testimoniare la solidarietà dell’intera a categoria a chi lavorava in condizioni così difficili, al telegiornale condotto da Maniaci parteciparono Lorenzo Del Boca, presidente dell’Ordine dei giornalisti, Franco Siddi, segretario generale della Federazione della Stampa italiana e Guido Columba, Presidente dell’Unione Nazionale Cronisti che consegnò a Maniaci la tessera di cronista onorario. Successivamente il segretario dell’Ordine Nazionale ha iscritto Maniaci come giornalista professionista. Il presidente del Gruppo siciliano crionisti , Leone Zingales,   ha definito “inquietante la circostanza che

Guido Columba, presidente nazionale dell’Unci l’intimidazione  arrivi nel giorno dell’anniversario dell’omicidio di Giuseppe Fava, ucciso a Catania nel 1984 e a due giorni dalle manifestazioni a ricordo del cronista Giuseppe Alfano, ucciso a Barcello Pozzo di Gotto nel 1993. I cronisti che svolgono il proprio lavoro con coraggio e puntualità non si fanno intimidire>.

Rassicurante dichiarazione dell’assesssore Salvo Sorbello sull’assistenza socio-sanitaria nei comuni del distretto 48

“Servizi garantiti anche se la Regione tace”

Veduta aerea di Ortigia Nasce a Siracusa SYR Smart, Young e Green, un’associazione culturale partecipata da giovani cittadini siracusani, professionisti, imprenditori e studenti universitari dai 18 ai 40 anni d’età. È un motore di idee, un catalizzatore di sentimenti comuni, un circuito virtuoso di opinione, esperienze, proposte, energie per dare nuova linfa alla Città. Stiamo lavorando ad un progetto per la rinascita di Siracusa, facendoci interpreti delle spinte provenienti dal sentimento collettivo, dettate da esigenze di rinnovamento condivise da ciascuno di noi. L’Associazione si presenterà alla cittadinanza il giorno 19 gennaio 2013 alle ore 17.30 presso l’HUB Siracusa, ex Convento del Ritiro, in Via Mirabella 29, per condividere il progetto di rinascita per la Città. Siete tutti invitati a partecipare per condividere le vostre idee con i nostri ideali.

L’assistenza socio-sanitaria nei comuni del distretto 48, che ha Siracusa come capofila, sarà assicurata nonostante la Regione non abbia provveduto a rimodulare il piano di zona. È quanto hanno annunciato stamattina, nel corso di una conferenza stampa, l’assessore alla Politiche sociali, Salvo Sorbello, e i sindaci degli altri dieci comuni del distretto socio-sanitario costituito con la legge 328. “Per sette mesi – afferma l’assessore Sorbello – abbiamo chiesto alla Regione di modulare il nostro piano di zona, scaduto il 31 dicembre scorso, per garantire la continuità nell’erogazione dei servizi, ma non abbiamo avuto risposta. Piuttosto che interrompere l’assistenza, mettere in difficoltà i malati e le famiglie e licenziare gli operatori, con un atto di coraggio abbiamo deciso di proseguire fino al 31 marzo utilizzando le economie realizzate, quasi tutte riferite ai fondi del 2010. Il nostro – prosegue l’assessore Sorbello – è un distretto virtuoso perché riesce ad utilizzare al meglio le somme a disposizione per aiutare persone sfortunate e non intendiamo venire meno a questo impegno. La Regione dispone della documentazione necessaria per la rimodulazione immediata del piano di zona; piuttosto che creare disagi a chi si trova è già in difficoltà, abbiamo deciso di assumerci le nostre responsabilità”. Nei tre mesi, saranno spesi oltre 325 mila euro per garantire cinque servizi: assistenza domiciliare

Salvo Sorbello ai disabili; assistenza domiciliare agli anziani; centri diurni; trasporto disabili; azioni di educativa familiare. I comuni interessati sono: Siracusa, Buccheri, Buscemi, Canicattini, Cassaro, Ferla, Floridia, Palazzolo, Priolo, Solarino e Sortino.


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Diario Siracusa

Sabato 12 gennaio 2013

I militari della Guardi a di Finanza hanno scoperto una discarica abusiva

Melilli, copertoni e rifiuti pericolosi abbandonati Oltre 2.000 mq di area adibita a discarica abusiva, al cui interno e’ stato individuato un esoso quantitativo di copertoni e rifiuti pericolosi, sita in Melilli, zona contrada Tardara, nelle adiacenze della raffineria “Esso” di Augusta, e’ stata sequestrata dai finanzieri della tenenza di Priolo-Melilli. Si tratta di un’area adiacente alla rampa di collegamento tra la strada provinciale, ex statale 114, e la strada provinciale Melilli-Augusta, mai entrata in funzione, diventata oggetto dell’abbandono indiscriminato di rifiuti pericolosi tra cui pneumatici, elettrodomestici, fusti di prodotti chimici ed altri rifiuti che hanno indubbiamente comportato alterazioni ambientali tali da compromettere l’ ecosistema del territorio. Il rischio, in questi casi, e’ che tali rifiuti compromettano seriamente le condizioni del suolo, dell’acqua e dell’aria insistenti nell’area interessata, il cui smaltimento spesso comporta costi che le imprese e/o i cittadini non annoverano fra quelli sostenibili, senza rendersi conto che con tale comportamento creano un pregiudizio tala alla flora ed alla fauna di un territorio, la cui bellezza e salubrita’ e’ fortemente condizionata dalla presenza di numerosi insediamenti industriali. “Quello della tutela ambientale e’ un settore nei cui confronti le Fiamme Gialle dell’intera provincia” – spiega il comandante provinciale – “stanno riservando particolari attenzioni, anche nella considerazione che un atteggiamento “criminale” di questo tipo reca ingenti danni anche all’apparato agricolo locale, alla luce del potenziale rischio di inquinamento delle falde acquifere e del sottosuolo. A dimostrazione di cio’, si consideri che

nel solo 2012 sono stati effettuati oltre 40 interventi, denunziate all’a.g. competente oltre 80 soggetti, sequestrati rifiuti industriali e/o prodotti in plastica o in gomma per

oltre 2.600 kg, scoperte oltre 11 discariche abusive per un’area di oltre 10.000 mq.”. M.M.

Un intenso programma è stato approntato dalla Deputazione della Cappella della Patrona in occasione della ricorrenza del devastante sisma di 320 anni fa

Terremoto del 1693: esposto il simulacro di Santa Lucia In occasione del 86° anniversario della Dedicazione della Cattedrale (9 gennaio 1927) e della 320.ma ricorrenza del terremoto del 9 e 11 gennaio 1693, il Simulacro di Santa Lucia sarà esposto, nella sua cappella nella Cattedrale, dalle ore 7,30 sino al termine delle funzioni. “Attorno a Santa Lucia deve crescere una fede matura e consapevole -– ha spiegato il presidente della Deputazione della Cappella di Santa Lucia Giuseppe Piccione –- che possa passare anche da questi momenti. Un tempo si esponeva solamente il simulacro in alcune occasioni o ricorrenze particolari. Oggi attorno all’esposizione puntiamo a creare degli appuntamenti che possano farci riscoprire la nostra storia e le nostre tradizioni o creare approfondimenti rispetto a certi fenomeni naturali. Avremo una conversazione in tal senso con il comandante provinciale dei vigili del fuoco, una conversazione del prof. Michele Romano sul terremoto del 1693, e poi un convegno sulle campane della Cattedrale, per riscoprire alcuni aspetti della storia della nostra città poco conosciuti””. Il programma delle giornate prevede: - Mercoledì 9 Gennaio (86° anniversario della Dedicazione della Cattedrale) ore 7,30 in Cattedrale – apertura della nicchia contenente il Simulacro della Santa Patrona. Ore 8,00 in Cattedrale - Santa Messa ore 18,00 in Cattedrale – Assemblea Pastorale Diocesana con la riflessione di don Nunzio Capizzi, docente di ecclesiologia presso lo Studio Teologico San Paolo di Catania

e la Pontificia Università Gregoriana di Roma su “ La testimonianza della comunità ” alla quale seguirà la Concelebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo Salvatore Pappalardo. - Giovedì 10 Gennaio ore 8,00 in Cattedrale – Santa Messa ore 18,00 in Cattedrale – Santa Messa alla quale seguirà un conversazione del Comandante dei Vigili del Fuoco di Siracusa Aldo Comella su come comportarsi in caso di terremoto. - Venerdì 11 Gennaio (320.ma ricorrenza del terremoto del 1693) ore 8,00 in Cattedrale – Santa Messa ore 18,00 in Cattedrale – Vespri e Santa Messa alla quale seguirà una conversazione del prof. Michele Romano sul terremoto del 1693. - Sabato 12 Gennaio ore 8,00 in Cattedrale – Santa Messa ore 16,00 Santa Lucia alla Badia: –Convegno, in collaborazione con l’’Istituto Superiore di Scienze Religiose San Metodio, con il Capitolo Metropolitano, con il Rotary Club Siracusa e con la Kairos da titollo “”Ti canterò un canto nuovo”; …Le campane della Cattedrale, con Mons Giuseppe Greco, avv. Giuseppe Piccione, Mons. Salvatore Marino, prof.ssa Loredana Pitruzzello e prof. Salvatore Sparatore. ore 18,00 Santa Lucia alla Badia – S. Messa in suffragio dei caduti siracusanidella I Guerra Mondiale ore 21,00 Santa Lucia alla Badia: concerto del coro di Musica Sacra in policoralità del corso Musicantiqua, diretto da Francesco Pinamonti, e Coro 10in condotta diretto da Lucia Franzò.

- Domenica 13 Gennaio ore 8,00 in Cattedrale - Santa Messa ore 11,30 in Cattedrale – Santa Messa ore 19,00 in Cattedrale – Santa Messa e traslazione delle Reliquie di Santa Lucia. La Messa delle ore 19,00 è caratterizzata dalla esposizione delle reliquie in altare maggiore e rappresenta un vero e proprio momento di festa e di ringraziamento. Le reliquie che vengono esposte sono l’omero sinistro, donato dal Patriarca diVenezia Marco Cé il 13 dicembre del 1988, ed i due frammenti della cannella del braccio sinistro custoditi nel reliquiario eseguito nel 1931 per volontà dell’arcivescovo Giacomo Carabelli.


Sabato 12 gennaio 2013

Diario Siracusa

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Operazione dei militari della Tenenza di Noto della Guardia di Finanza in una contrada di Rosolini culminata con la denuncia di due persone che custodivano nel proprio podere il carburante senza essere in possesso dell’autorizzazione

Sequestrati 1000 litri di gasolio agricolo agevolato

Rosolini. Continuano senza soste i controlli delle Fiamme Gialle aretusee nel settore della detenzione e della commercializzazione di carburante, in particolare per quanto riguarda quei prodotti energetici cd. “agevolati”, ovvero con accisa ridotta rispetto a quella ordinaria. Le attività ispettive vengono condotte non solo verso i distributori stradali, anche al fine di verificare che i prezzi esposti al pubblico corrispondano, poi, al giusto quantitativo erogato, ma anche verso una platea di soggetti che detengano, in condizioni di assoluta legittimità, prodotto energetico da destinare alle attività agricole, ittiche ovvero anche solo per riscaldamento. Peraltro, il particolare periodo di crisi in cui versa attualmente il Paese, rischia di far impennare a dismisura il tentativo di accaparramento, da parte di soggetti non legittimati, di gasolio o benzina “agevolata”, con la conseguenza che lo Stato incamera minor gettito di imposta rispetto a quella prevista o preventivabile. In tale contesto, il Comando Provinciale di Siracusa, sin dai primi giorni del nuovo anno, ha disposto l’esecuzione, in tutta la Provincia, di una serie di attività nello specifico settore impositivo, ed i risultati non si sono fatti attendere. I Finanzieri della Tenenza di Noto, in particolare, hanno individuato nelle campagne del comune di Rosolini due soggetti che, all’interno del proprio podere, detenevano illecitamente oltre 1000 litri di gasolio “agevolato”, in quanto non destinatari di provvista da parte degli organi competenti, custoditi all’interno di un serbatoio metallico con rubinetto, posizionato vicino al muro di cinta della abitazione patronale. Inoltre, nel corso dell’accesso, sono stati rinvenuti dalle Fiamme Gialle netine diversi bidoncini di plastica, contenenti altro gasolio, in piccole quantità, che non si esclude potessero servire, oltre che per l’alimentazione dei propri

automezzi, anche di quelli di possibili avventori, a prezzi assolutamente concorrenziali e maggiormente appetibili rispetto a quelli praticati dai normali rivenditori. Il prodotto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro ed i 2 soggetti sono stati deferiti alla competente Autorità Giudiziaria. Sono ancora in corso indagini volte ad appurare la reale provenienza del carburante sequestrato e illegittimamente detenuto. “Tale prodotto” – spiega il Comandante Provinciale – “benché fiscalmente “diverso” rispetto ad analogo prodotto, mantiene, dal punto di vista tecnico, tutte le caratteristiche organolettiche previste sia per la combustione che per l’alimentazione di caldaie, motori, etc. e pertanto può essere utilizzato in svariati impieghi. Ciò che lo rende diverso rispetto ad analoghi altri prodotti è proprio l’agevolazione fiscale che ad esso viene riconnessa in funzione della destinazione d’uso: infatti, le attuali norme prevedono che alcuni soggetti ad esempio i titolari di terreni agricoli, serre, barche da pesca, etc. - possano fare apposita richiesta agli uffici competenti per ottenere una parte di questo prodotto ad aliquota fiscale “agevolata”, proprio perché tali settori sono considerati dallo Stato maggiormente bisognosi di particolare attenzione dal punto di vista economico e sociale. Ne consegue che procurarsi e/o detenere tali prodotti da parte di soggetti non legittimati non solo comporta un minore introito nelle casse dello Stato in termini di accisa, ma anche, in termini indotti, un effetto distorsivo nel particolare segmento di mercato, con gravi danni all’economia reale. Tale settore continuerà a restare un target primario tra le attività delle Fiamme Gialle in tutta la Provincia: a comprova di ciò, nel solo 2012, sono stati sequestrati oltre 11.000 litri di prodotto energetico (gasolio, benzina e g.p.l.) e recuperati diverse decine di migliaia di euro in termini di accisa evasa.”

Il Riesame ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice delle indagini preliminari Alessandra Gigli, su richiesta del Pubblico Ministero Antonino Nicastro che, intervenuto in camera di consiglio, ha indicato l’indagato il presunto autore del delitto. Dopo la decisione del Tribunale della Libertà si è dimesso dall’incarico difensivo l’avvocato Dario Fazio

Omicidio Tringali, rimane in carcere Frandesco Giarracca

I giudici del Tribunale del Riesame hanno rigettato l’istanza avanzata dall’avvocato Dario Fazio tesa a ottenere la revoca della misura coercitiva della custodia in carcere disposta dal Giudice delle indagini preliminari Alessandra Gigli nei confronti dell’imprenditore augustano Francesco Giarracca, 58 anni, in quanto ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio dell’ex socio Giancarlo Tringali. Il Collegio del Riesame, presieduto dalla dottoressa Vegliasindi, ha confermato integralmente l’ordinanza di custodia cautelare del Gip Gigli, ritenendo sussistenti i gravi indizi di reità raccolti dagli inquirenti a carico del Giarracca. L’alibi fornito dall’indagato - che nel corso dell’interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha delegato il proprio difensore a prospettare la sua linea difensiva - secondo cui egli la sera del delitto del Tringali, avvenuto nello scorso mese di marzo all’interno di una stanza del Residence dello Sport di Priolo, non si era mosso dalla sua abitazione di Augusta, dopo che era rincasato poco dopo le ore 19, non è stato ritenuto credibile dai giudici del Riesame poichè le uniche persone in grado di confermarlo sono gli altri componenti del nucleo familiare. Inoltre, i giudici del Riesame non hanno dato molto credito alla consulenza di un tecnico nominato dall’avvocato Dario Fazio, nella quale si attesta che a bordo della Opel di proprietà dell’indagato c’era soltanto il Giarracca e non c’erano altre persone e che gli investigatori della Squadra Mobile e del Commissariato di Priolo sarebbero incorsi in un’illusione ottica a causa del colore bianco della tappezzeria dell’autovettura. I giudici, riservandosi di depositare nei prossimi giorni le motivazioni del loro provvedimento, hanno accolto integralmente il costrutto accusatorio, ben spiegato lo scorso 3 gennaio in camera di consiglio dal Pubblico Ministero Antonino Nicastro e hanno invece sconfessato quello rappresentato dall’avvocato Dario Fazio. L’omicidio di Giancarlo Tringali, commesso il 25 marzo scorso all’interno della stanza 105 del residence Sport di Priolo, di cui sia l’indagato che la vittima sono stati proprietari, secondo la tesi dell’accusa sarebbe stato preordinato ed eseguito dal Giarracca poichè non riusciva a fare fronte ai debiti contratti con l’ex socio il quale, tra l’altro, qualche giorno prima, aveva messo all’incasso un assegno di 25 mila euro e minacciava di depositare in banca tutti gli altri titoli bancari a firma dello stesso

Francesco Giarracca e Giancarlo Tringali Giarracca. A seguito del rigetto dell’istanza di revoca Dario Fazio ha rinunciato al mandato difensivo per cui della misura coercitiva da lui stesso motivata e discussa Francesco Giarracca dovrà nominare un nuovo difensore il 3 gennaio scorso in camera di consiglio, l’avvocato che prosegua la sua battaglia in tutte le sedi giudiziarie.

Indirizzate le vostre e-mail a: diariodoc@virgilio.it


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Diario Siracusa

Sabato 12 gennaio 2013

Il Giudice delle indagini preliminari Michele Consiglio ha accolto la richiesta dei Pubblici Ministeri Marco Bisogni e Delia Boschetto

Oro Blu: archiviazione per il presidente Bono L’archiviazione per il presidente della Provincia regionale Nicola Bono è stata deliberata alla vigilia di Natale dal Giudice delle indagini preliminari Michele Consiglio, che ha accolto la conforme richiesta avanzata dai Pubblici Ministeri Marco Bisogni e Delia Boschetto, che, adeguandosi ad una precedente pronuncia del Tribunale del Riesame, hanno escluso condotte criminose da parte dell’ex sottosegretario di Stato nella sua carica di presidente del Consorzio Ato. Bono, indagato dai Carabinieri del comando provinciale nell’operazione “Oro Blu”, era accusato a piede libero di tentata concussione in concorso con l’ex sottosegretario di Stato Luigi Foti e l’ex amministratore unico di Sogeas ingegnere Giuseppe Marotta. Per questi ultimi due il procedimento penale è ancora in corso dal momento che i due magistrati della Procura, sempre sulla base dei rilievi dei giudici del Tribunale

del Riesame, hanno modificato il capo d’imputazione da tentata concussione a tentata estorsione, e hanno chiesto il rinvio a giudizio di Foti e Marotta, rispettivamente assistiti il primo dall’avvocato Bruno Leone ed il secondo dall’avvocato Stefano Rametta. Per Bono invece, il reato è stato archiviato poichè non l’ha mai commesso. Lo dissero per primi i giudici del Riesame, e adesso - meglio tardi che mai - lo hanno dichiarato i Pubblici Ministeri titolari dell’inchiesta, che al tempo dell’operazione “Oro Blu” fecero notificare l’avviso di garanzia al presidente della Provincia regionale Nicola Bono, difeso dagli avvocati Aldo Ganci e Ezechia Paolo Reale. Due giorni fa Bono, alla presenza dei suoi due difensori, ha annunciato querele a carico dei dirigenti e aministratori di Sai8, di magistrati della Procura e di coloro che hanno contribuito a coinvolgerlo nell’operazione denominata “Oro Blu”. 

Il presidente della Provincia Nicola Bono

Auto danneggiate dal fuoco Un pensionato di Francofonte è stato denunciato a piede libero per impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato

Befana amara per 4

Non è dato sapere al momento se le fiamme siano state appiccate dai piromani, ma di certo si sa che due autovetture sono andate interamente distrutte mentre altre due sono state danneggiate. Il primo incendio si è verificato in pieno giorno in Via Servi di Maria. Le fiamme hanno avvolto una Volkswagen Polo, di propriietà di un uomo di 53 anni, e hanno lambito, danneggiandola, una Mazda di proprietà di una giovane donna di 25 anni. Nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori la Polo è andata letteralmente distrutta. Il secondo incendio si è invece verificato nel cuore della notte in via Filisto, dove a bruciare è stata una Ford Fusion di proprietà di un uomo di 41 anni. Le fiamme hanno lambito anche una Fiat Idea, di propeità di un uomo di 72 anni, rimasta danneggiata nella parte anteriore. Sia in Via Servi di Maria che in Via Filisto si sono recati i Vigili del Fuoco e gli agenti delle Volanti. I tecnici dei Vigili del Fuoco non hanno allo stato comunicato quale possano essere state le cause dei due incendi, riservandosi di farlo a seguito di ulteriori approfondimenti. Sui due incendi stanno indagando gli agenti della Polizia di Stato.

I Carabinieri sequestrano monete e reperti antichi I Carabinieri della Sezione Tutela del Patrimonio e della Stazione di Francofonte hanno effettuato una perquisizone domiciliare nell’abitazione rurale di proprietà di un pensionato poichè, da informazioni acquisite dagli investigatori, si sospettava che vi fossero illegalmente custoditi reperti archeologici di notevole valore. La soffiata raccolta dai Carabinieri si è rivelata veritiera poichè nell’abitazione del pensionato i Carabinieri hanno rinvenuto 532 monete antiche di bronzo di epoca greca, romana e bizantina; 253 reperti in metallo di varie epoche, quali monili, fibule, anelli, pesi da telaio, utensili per la tessitura ed altro. Inoltre i militari hanno rinvenuto un metal detector e diversi attrezzi per lo scavo. I reperti archeologici e il materiale utilizzato per effettuare gli scavi sono stati sequestrati e messi a disposizione della magistratura come “corpo di reato”. Il pensionato, un francofontese di 68 anni, le cui iniziali sono S.G., è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per violazione in materia di ricerche archeologiche ed impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato. Tempestivo è risultato l’intervento dei Carabinieri che hanno così impedito che i beni di interesse archeologico venissero immessi nel mercato clandestino. Secondo gli esperti del Nucleo Nucleo Tutela del Patrimonio dei Carabinieri i reperti provengono da attività di scavo clandestino effettuato in territorio siciliano, anche se occorreranno delle ulteriori indagini per poterlo localizzare. Dalla prima valutazione, il materiale detenuto illegalmente nella casa

rurale del pensionato è di particolare interesse archeologico e ammonterebbe a circa quindicimila euro. I Carabinieri hanno assicurato che, dopo la schedatura tecnica, le monete e gli altri reperti archeologici sequestrati al pensionato di Francofonte saranno affidati in custodia al Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi” di Siracusa.

L’arresto di Maurizio Di Mauro è stato eseguito il 5 gennaio scorso dai Carabinieri del comando provinciale. Il Gip Gigtli ha disposto per l’uomo la misura della custodia in carcere

Accusato di estorsione il presunto reggente del clan Santa Panagia prestati alla vittima. Il Di Mauro, assistito dall’avvocato Junio Celesti, comparso lunedì mattina 7 gennaio davanti al Giudice delle indagini preliminari Alessandra Gigli, ha negato con fermezza gli addebiti dicendo di non sapere assolutamente nulla che la parte offesa dovesse del denaro anche all’innominato usuraio, ma si è difeso dicendo di avere chiesto e ottenuto il denaro di cui lui era creditore. Riguardo alla chiamata fatta dal pentito Davide Vinci, il Di Mauro ha negato di avere svolto il ruolo di reggente del clan Santa Panagia e soprattutto di essere stato lui ad avere ereditato dal Vinci la carica di responsabile dell’organizzazione mafiosa. Sulla base delle precise e puntuali accuse mosse dai Carabinieri, il Gip Alessandra Gigli ha convalidato l’arresto di Maurizio Di Mauro e gli

ha applicato la misura cautelare della custodia in carcere. I Carabinieri del comando provinciale di Siracusa hanno proceduto all’arresto del Di Mauro facendo leva sul contenuto delle intercettazioni ambientali e telefoniche e sulle risultanze delle indagini effettuate con i metodi tradizionali degli appostamenti, che sono state portate avanti sin dal mese di novembre dello scorso anno. Le indagini proseguono per mettere in chiaro il ruolo svolto dal cosiddetto usuraio nella vicenda di pizzo in danno del piccolo imprenditore. Oltre che di estorsione in concorso con il Di Mauro, il creditore della parte offesa dovrebbe essere iscritto  nel registro degli indagati per rispondere del reato di usura aggravata.

L’8 gennaio 1993 veniva ucciso il corrispondente de La Sicilia, da Barcellona Pozzo di Gotto, Beppe Alfano. L’Unci è vicina ai familiari di Beppe e ne ricorda la grande passione civile nell’esercizio di un mestiere condotto in vita con difficoltà in un territorio di frontiera tra Stato e mafia e per il quale solo da morto ha ricevuto il riconoscimento professionale dovuto con la consegna della tessera di pubblicista alla memoria. Per completare il percorso di riconoscimento del valore professionale di Beppe Alfano, accogliendo l’invito del presidente dei cronisti siciliani, Leone Zingales, e del Gruppo siciliano, l’Unione Nazionale Cronisti Italiani è lieta di assegnare, alla memoria, la tessera di cronista onorario ad Alfano che, con i suoi resoconti informava i lettori con puntualità e professionalità, costituendo oggi un luminoso

esempio professionale al quale tutti giovani cronisti sono chiamati ad ispirarsi. Domani Leone Zingales, Membro della Giunta esecutiva dell’Unci, nel corso di una manifestazione nazionale che si svolgerà a Barcellona (Messina) consegnerà ai familiari, a nome dell’Unci, la tessera di cronista onorario alla memoria di Beppe Alfano ucciso dalla criminalità organizzata

L’Unci ricorda Beppe Alfano ucciso nel 1993

Il pentito Davide Vinci I Carabinieri, che lo hanno arrestato il 5 gennaio scorso, poco dopo le ore 19, accusano Maurizio Di Mauro, 40 anni, di estorsione in danno di un imprenditore edile, aggravata dall’articolo 7, in quanto avrebbe commesso il reato allo scopo di favorire il clan Santa Panagia. L’aggravante gli è stata contestata sulla base delle dichiarazioni rese tempo addietro dal pentito Davide Vinci che ha additato il Di Mauro come reggente del clan Santa Panagia. I Carabinieri, a loro volta, contestano al Di Mauro il reato di estorsione perchè, con minacce di ritorsioni, avrebbe ottenuto da un piccolo imprenditore edile il pagamento di seimila euro, non destinati a lui ma ad un usuraio, di cui non sono state rese note le generalità, che li aveva


Sabato 12 gennaio 2013

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Diario Siracusa

Dall’imprenditore Paolo Amato una lettera aperta al commissario regionale del Comune di Augusta

“Il momento è serio, non puoi chiederci sconti” AUGUSTA. Paolo Amato, imprenditore responsabile dell’Hotel Villa dei Cesari e dell’omonima baia, ha indirizzato al commissario regionale La Mattina, che da settembre, regge le sorti del Comune di Augusta, la lettera che vi proponiamo per intero, perché rappresenta un documento significativo per tutti quegli imprenditori che rischiano di fallire, se non sono falliti, a causa dell’inadempienza delle amministrazioni pubbliche. Ecco il testo della lettera: “Da notizie di stampa ho appreso la proposta del commissario del Comune di Augusta , Antonio La Mattina, rivolta a tutti i creditori che vantano somme dall’ente, di accettare un abbattimento del loro credito nella misura del 20 per cento e la rinuncia a tutti gli interessi. Non è corretto moralmente chiedere oggi sconti su debiti già certificati da anni, su cui piccole e medie imprese continuano a pagare pesanti interessi, dichiarato Iva e reddito. Decine di imprese creditrici di questo comune si trovano in serie difficoltà a causa di mancanza di liquidità che ha comportato il mancato versamento di tasse, imposte e contributi e sono finite nella “lista nera” dell’Inps e di altri enti. Sono imprese condannate a non potere lavorare con gli enti pubblici a causa della mancata presentazione del famigerato Durc senza il quale non si può partecipare a bandi e fornire servizi. E’ la fine di molte imprese e dei loro dipendenti. Un esempio pratico è il mancato pagamento di fatture relative a una emergenza di cui il comune si era fatto carico. Nel 2008 la struttura alberghiera che ho l’onere di dirigere ha dovuto ospitare alcuni nuclei familiari che avevano perso gli appartamenti a seguito di un incendio in un condominio del quartiere Monte Tauro. Le persone

sono state mantenute nella struttura alberghiera per circa un mese, vitto e alloggio, con la garanzia che il comune, a seguito di una convenzione stipulata con il dirigente pro tempore, avrebbe saldato il dovuto. Stiamo ancora aspettando, da allora sono trascorsi inutilmente oltre 4 anni. Non sono bastati numerosi solleciti e un decreto ingiuntivo esecutivo. Oggi mi si chiede uno sconto del 20%, dopo aver dichiarato Iva e redditi, pagato interessi passivi alle banche che nel frattempo hanno aumentato i tassi con proposte unilaterali, prendere o lasciare. Il credito iniziale si è dimezzato oggi il dottor La Mattina ci chiede lo sconto? Siamo tutti figli di questa città, il momento e serio, forse tragico. La disoccupazione è a livelli storici e insostenibili, la dignità umana è ai limiti minimi e messa in discussione quotidianamente per migliaia di uomini ,donne e giovani. Il governo nazionale dice di vedere la luce alla fine del tunnel, ma sicuramente sono i fari del treno della crisi che corre incontro a folle velocità. Egregio commissario, la invito a risolvere seriamente i problemi di questa realtà che, come afferma spesso, le sta a cuore, faccia un piano di rimborso dei crediti serio e ragionato senza chiedere ulteriori sacrifici a chi ha già dato tanto e che , nonostante tutto, continua a dare tanto per cercare di fare impresa. Al commissario consigliamo di lasciare stare i miracoli, cerchi di svolgere il suo ruolo, l’ordinaria amministrazione, nella speranza che questa città al più presto riesca a ritrovare quella buona politica che forse fin’ora è mancata.” Firmato, Paolo Amato. Si fronteggiano due opposte visioni. Amato, che, costretto da un’ordinanza sindacale, ha messo la sua struttura a disposizione di

Paolo Amato cittadini, gravando sul modesto bilancio della sua azienda e che ha anticipato i quattrini, vuole avere giustamente il suo. La Mattina, invece, vuol tentare di porre una pezza all’enorme debito comunale, sollecitando uno sconto nell’interesse pubblico. Chi la spunterà?”. D. C.

La tradizione del Capodanno a mare è sponsorizzata dal Rotary Club di Augusta e dalla locale Guardia Costiera Ausiliara

Il Presepe al Faro e il bagno fuori stagione per festeggiare il 2013 AUGUSTA. Il capodanno 2013 si annuncia come una splendida giornata: mattina soleggiata, temperatura quasi primaverile . La ”location” è il Faro di S. Elena, nei cui locali la Guardia Costiera ausiliaria ha la sua sede. Intorno a mezzodì arrivano alla spicciolata i “coraggiosi” che si vogliono fare un bagno fuori stagione .Com’è tradizione , ormai, da qualche anno, il Rotary club ha “sponsorizzato” un bagno a mare sotto il faro: presenti, fra gli altri, il presidente Piero Amara e famiglia, il segretario Paolo Gemelli e consorte, l’ex governatore Lombardo e l’ex presidente Milluzzo, e, fra gli estranei al sodalizio, Iano Di Mauro, in rappresentanza della guardia costiera ausiliaria. Un presepe in ceramica è stato deposto e poi rimosso ai piedi della scaletta del faro. Dopo il bagno, tutti invitati, bagnanti e no, a festeggiare il nuovo anno con un aperitivo nella villa-residence del socio Alfio Fazio. Prima del congedo Il segretario Gemelli comunica che, fra non molto tempo, appena si sentiranno i primi caldo, il Rotary organizzerà escursione a mare per i non vedenti, per far toccare loro con mano le meraviglie del fondo marino. C. C.

Maria Claudia non chiede soldi   ma un’altra cosa che noi possiamo darle

Un appello che tocca il cuore

Questo messaggio ha come obbiettivo di giungere nelle mani di persone che possano conoscere questa malattia e che collaborino con noi. Ciao, sono Maria Claudia: Non chiedo denaro, guarda solo i miei occhi, e guarda il mio cuore che ti dice che ho bisogno di te per vivere. Ho una malattia le cui iniziali sono FOP e ho bisogno di incontrare tre famiglie che abbiano questa malattia, in modo che si completi una catena di 10 famiglie e si possano scoprire i geni che causano questa malattia e così si possa risolvere. Abbi pazienza nel leggere queste righe, e se puoi aiutami, chissà io non avrò mai modo di conoscerti e ringraziarti ma Dio è grande e divino e ti benedirà. MARIA CLAUDIA

Una produzione del Teatro Stabile di Catania per la stagione 2012-2013 “L’arte della commedia”

Torna “Il paraninfo” di Luigi Capuana

CATANIA – Nel nuovo cartellone dello Stabile etneo intitolato dal direttore Giuseppe Dipasquale “L’arte della commedia” in dialettica correlazione al tempo della crisi - non poteva mancare un classico del teatro comico siciliano. La scelta è caduta su un testo di culto: “Il paraninfo” di Luigi Capuana, pietra miliare della drammaturgia in vernacolo. L’appuntamento è al teatro Musco dall’11 gennaio al 10 febbraio. La produzione dello Stabile riprende e rinnova quella realizzata nel febbraio 2003 puntando sulla qualità di allestitori e interpreti. Regia e adattamento sono di Francesco Randazzo, che posticipa l’azione dalla Sicilia postunitaria a quella dell’ultimo dopoguerra. Dora Argento firma scene e costumi, Silvana Lo Giudice i movimenti coreografici, Nino Lombardo le musiche, Franco Buzzanca le luci. Nel ruolo del titolo un beniamino del pubblico come Angelo Tosto, qui affiancato da un folto cast che annovera Vitalba Andrea, Alessandra Barbagallo, Filippo Brazzaventre, Cosimo Coltraro, Egle Doria, Camillo Mascolino, Margherita Mignemi, Rosario Minardi, Sergio Seminara, Olivia Spigarelli, Riccardo Maria Tarci, Aldo Toscano, Luana Toscano. Al pianoforte lo stesso Nino Lombardo. Situazioni esilaranti innervano un capolavoro ricco di risvolti umani e sociali, com’era nelle corde del grande scrittore verista, nativo di Mineo. In un’epoca in cui il matrimonio combinato era assai diffuso, l’autore rivendica la priorità del sentimento. Convinto altresì dell’impor-

tanza del teatro dialettale, redige il copione in siciliano ricavandolo da una sua novella in lingua. Non a caso la pièce si colloca agli albori di quel “secolo breve” che tanto fecondo si sarebbe rivelato per la narrativa e la drammaturgia isolane. “Dodici aprile 1915. Questa data non si cancellerà mai dalla mia mente, dovessi campare mille anni!”. Angelo Musco ricorda così nell’autobiografia la prima rappresentazione milanese, che lo avrebbe consacrato come il più grande comico dei suoi giorni. Capuana tratteggia da par suo uno spaccato di fine ‘800, per raccontare la vicenda di un ex maresciallo della Guardia di Finanza, il cui scopo nella vita è portare al fidanzamento giovani e meno giovani, borghesi e campagnole di buona famiglia. Per Don Pasquale Minnedda fare sposare il prossimo è una “missione”, ma gli procura più guai che gratitudine, visto che le sue coppie improbabili si sciolgono in men che non si dica. Parlantina da avvocato mancato, Pasquale è appunto un paraninfo, ovvero un combinatore di matrimoni per professione, quale ormai non si trova più neppure nei piccoli paesi della provincia. Ma il fascino del testo resta inalterato. Osserva il regista Francesco Randazzo: “Questa mia versione scenica ritorna al Teatro Musco, in tempi di crisi, quale piccolo antidoto che, attraverso la comicità, auspica quel senso di positivo umore collettivo che lo spettacolo suggerisce. In un contesto di libertà creativa, anarchica e popolare, come i teatranti che mi hanno pre-

ceduto, ho esaltato il guizzo e lo spirito frizzante, in modo fruibile e divertente per il pubblico attuale, composto da generazioni differenti: le più vecchie amano riconoscersi in ciò che vedono, le più giovani sorprendersi e scoprire ciò che sta prima di loro, con ritmi e codici propri. Quindi modernizzare, rivitalizzare, rendere riconoscibile un genere ed allo stesso tempo dargli un respiro più vicino a noi. Da qui lo spostamento temporale dell’azione, che ho collocato in un immaginifico secondo dopoguerra, momento di rinascita, apertura ad influssi culturali ed artistici, entusiasmi e novità”. La scommessa è fare convivere tradizione e innovazione. “Partendo dal copione originario – prosegue Randazzo - ho ripreso alcuni giochi attoriali ancora vivi, scartandone molti. Ed ho chiesto agli attori di reinventarli insieme, tradurre con codici e ritmi diversi le ricchezze della tradizione. Un passaggio verso il genere di commedia in senso più largo, nutrita di commedia dell’arte ma anche di cinema muto, commedia e comicità surreale d’oltreoceano e nostrane; ma soprattutto di musica e di canzoni, genere che quell’epoca rinnovava attraverso guizzi musicali, dal jazz alle frizzanti canzonette della radio e della rivista. Ne risulta una comicità di situazioni più leggera, ironica fino al surreale, in cui Don Pasquale è il sognante animatore, ostinato e ingenuo, di un villaggio popolato di gente allegra e scombinata. Perché ciò che conta, il motore della pur esile vicenda, è l’ottimismo, la volontà di affrontare il mondo e le sue


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Diario Siracusa

Sabato 12 gennaio 2013

Il caso di don Pietro Corsi. Il manifesto di Raffaella Mauceri è condiviso da moltissimi lettori

Scherzi da preti: oltre mille sottoscrizioni Raffaella Mauceri Le parole a volte sono più affilate dei coltelli, quelle del prete di Lerici, don Pietro Corsi, infatti, hanno ferito tante, troppe donne, se vero è (e potete andare a consultarlo sul profilo Rete Centri Antiviolenza) che il nostro articolo postato su fb come un “manifesto” ha incassato oltre mille sottoscrizioni e più di 16.000 “invitati”. Cifre che, in verità, hanno superato di gran lunga le mie modeste aspettative e che mi hanno messa davanti ad una autentica rivelazione: l’anticlericalismo in questo paese è una scelta condivisa da un esercito di italiane e di italiani stanchi di una pesante presenza/ingerenza cattolica giunta a livelli di insostenibilità. In particolare monta la ribellione sorda, ma non troppo, delle donne la cui “maggiore età” il clero cattolico continua a non volere riconoscere né accettare. Invece, di acqua sotto i ponti ne è passata tanta se le donne (affiancate e sostenute da molti uomini) possono reagire contro gli insulti di un prete, e rigettare pubblicamente le sue dichiarazioni senza rischiare di essere accusata di blasfemia (!?), additata, disprezzata e insultata com’è successo a chi scrive. A differenza di molte altre, infatti, io non ho conosciuto soltanto le molestie dei preti che gran parte di noi donne hanno avuto modo di sperimentare sin dall’infanzia. Ho conosciuto anche la persecuzione di un fanatico ultracattolico che mi mandava minacce e maledizioni con il vecchio sistema delle lettere anonime. Ma noi, care amiche che da ogni parte d’Italia avete

sottoscritto il mio manifesto, dobbiamo tenere duro perchè  nessuna donna deve essere vilipesa, maltrattata, vessata, imprigionata né da un uomo né da uno Stato e men che meno da una religione! “…il bigottismo di certi personaggi – scrive la collega Nadia Germano - che pur di evitare di mettersi in discussione preferiscono sottacere l’evidenza dei fatti, preferendo mettere sotto accusa le vittime e non i carnefici…”.E’ infatti sotto gli occhi di tutti che le donne vengono assassinate da uomini i cui istinti sessuali (bestiali) non hanno alcun bisogno di essere sollecitati stante che questi assassini sono i loro mariti, conviventi, fidanzati. Al contrario, caro Don Corsi, costoro le uccidono per il motivo diametralmente opposto, e cioè perché le donne li hanno lasciati o li vogliono lasciare! Se poi entriamo nello specifico ambito della violenza sessuale, la dichiarazione del Don, diventa ancora più ridicola e infondata. Lo stupro infatti non è frutto di un incontenibile attacco di “ridondante” virilità (suprema aspirazione maschile che spinge sempre più uomini ad abbuffarsi di viagra fino a 80 anni e passa) è una modalità di relazionarsi al genere femminile (della serie: a che servono i preliminari, se si può fare tutto in cinque in minuti?) è una forma di comunicazione fra maschi (della serie: quale maggiore sfregio se mi prendo la tua donna?), è uno strumento bellico (della serie che in tutte le guerre si stuprano sistematicamente le donne del nemico). Lo stupro insomma è tutto tranne che un atto sessuale e men che meno sensuale! Esempio. Giorni fa, in California, un certo Julio Morales si è introdotto nella camera da letto buia di una donna che dormiva fingendo di essere il suo fidanzato e l’ha

stuprata. Ma come, dico io, senza nemmeno averla vista in faccia? senza che lei gli mostrasse le sue grazie con una bella minigonna o un generoso decoltè? insomma senza l’ombra di uno straccio di una minima, larvata provocazione? Don Corsi la prego, ci illumini! qui Raffaella Mauceri c’è qualcosa che non quadra!! Don Corsi, lei e i suoi colleghi che di sesso ve ne intendete tanto da sapere come e quando si fa e come e quando non si fa. Lei e i suoi colleghi che laddove dovreste riuscire a coniugare la moralità che pretendete di insegnare ad altri, con la vostra pedofilia dilagante, insomma voi e i vostri colleghi di tutte le religioni, svegliatevi e guardatevi intorno, e scoprirete che la gente si è alzata dall’inginocchiatoio, e che il Medioevo, vivaddio, è finito! P.S. La sottoscrizione è ancora aperta. Basta andare su fb Rete Centri Antiviolenza di Siracusa. E per chi ha bisogno di aiuto: tel. 0931.492752

Gli agenti delle Volanti hanno denunciato nove persone, due delle quali minorenni, alla Procura della Repubblica per il reato di rissa aggravata

Rissa tra donne dopo una partita di calcetto Mentre a Torino si giocava il quarto di finale di Coppa Italia tra la Juventus ed il Milan, nel centro sportivo di Pantanelli, alla periferia del centro abitato di Siracusa, si concludeva la partita di calcio a 5 femminile, in calendario nell’ambito di un torneo parrocchiale indetto dal Csi, che aveva visto di fronte le squadre delle Tigrotte e delle Corsare. In tribuna a seguire l’appassionato incontro tantissime donne, in prevalenze madri, sorelle, zie e amiche delle giovanissime calciatrici. La gara, a parte alcune entrate al limite del regolamento, è andata regolarmente in porto e tutte le giocatrici si sono dirette negli spogliatoi per fare la doccia, togliersi le casacche e indossare gli abiti. Due delle calciatrici, più leste delle altre a cambiarsi, si sono ritrovate faccia a faccia e hanno cominciato a discutere animatamente

poichè una contestava all’altra di averla scalciata in maniera piuttosto violenta. Le due ragazze dalle parole ben presto sono passate alle vie di fatto, iniziando a darsele di santa ragione. Una delle litiganti ha preso una bottiglia e ha inferto un violento colpo al capo dell’avversaria la quale, urlando per il dolore, ha richiamato l’attenzione delle sue parenti le quali immediatamente si sono precipitate nel sottostante parcheggio per sottrarre la congiunta dalle grinfie della scatenata coetanea. Oltre a mettere in salvo la congiunta le parenti hanno allungato le mani e i pedi contro l’atleta che aveva dato la bottigliata, tirandole i capelli e dandole manate e calcioni, non prevedendo che anche la loro vittima potesse contare sull’appoggio di parenti e conoscenti. A quel punto la rissa ha coinvolto tantissime persone, tutte donne, congiunte

e amiche delle due calciatrici cdhe avevano iniziato la lite, e gli organizzatori del torneo parrocchiale, non riuscendo a dividere le contendenti, che continuavano a tirarsi i capelli, a scalciarsi e darsi reciproci colpi proibiti, hanno deciso di telefonare al 113, chiedendo l’invio di alcune pattuglie. I poliziotti hanno dovuto sudare le classiche sette camice per riportare la pace tra le inferocite litiganti, sette delle quali sono dovute poi riparare al pronto soccorso dell’Ospedale “Umberto I” per farsi medicare. Gli agenti delle Volanti, dopo aver identificato le nove donne coinvolte nella sanguinosa rissa, due delle quali minorenni, hanno deciso di denunciarle alla Procura della Repubblica per il reato di rissa aggravata.

Lettera al Diario da un lettore che pone alcuni quesiti su lavori effettuati alla Darsena vecchia

“Non c’è futuro per la nostra città di Augusta” smantellare l’eternit che li copre? Non abbiamo neanche un sindaco che tuteli la città. L’acqua della fontana perché la comunità deve passarla gratis all’autorità portuale?

Perché la fontanella non rimane sulla strada, invece che dentro il recinto del porto? E poi… basta! Cordiali saluti da un vostro lettore di Augusta”.

Gli agenti delle Volanti hanno sorpreso Salvatore Bianca in possesso di 18 grammi di hashish e di tre grammi di cocaina. A Lentini, invece, gli agenti del Commissariato hanno arrestato un uomo violento accusato di tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia Augusta. Pubblichiamo la lettera inviata al Diario da un lettore di Augusta, che chiede di non pubblicare le sue generalità. “Vedo, vedo, vedo. Ascolto, ascolto, ascolto. In questi lavori di pubblica utilità come la Darsena vecchia è di esempio “l’approssimazione” delle persone meridionali. Non c’è futuro per la nostra terra. C’era un alto cilindro che veniva usato per il “carenaggio” delle barche a vela, da più di duecento anni, adesso non c’è. Con i lavori di restauro (a Ortigia lo hanno lasciato) è stato soppresso! Durante il primo lotto di lavori, hanno spiantato due alberi, il più giovane 28 anni. In nome dell’efficienza ed esattezza del progetto hanno spiantato il famoso box dei taxi del porto, hanno abbattuto la postazione della Polizia di frontiera e della Guardia di Finanza . Adesso, alla italiana maniera, nel secondo lotto di lavori tutto viene accomodato: ai casotti rimanenti viene acconsentito di rimanere. Quindi mi domando: la superficie su cui poggiano non è rientrata nel progetto di rifacimento? E poi mi chiedo: non è il momento giusto per

In Via Immordini catturato un pusher Due arresti sono stati eseguiti nella giornata di lunedì gennaio dagli agenti della Polizia di Stato. Il primo arresto è avvenuto nella città capoluogo ad opera degli agenti delle Volanti che hanno ammanettato in Via Immordini Salvatore Bianca, 22 anni, perchè trovato in possesso di 18,05 grammi di hashish e di 3,05 grammi di cocaina. Nelle tasche del Bianca, inoltre, i poliziotti hanno rinvenuto alcune banconote, ritenute il provento dell’attività di spaccio della droga, e un coltello a serramanico di genere vietato. Il Bianca è stato denunciato alla Procura della Repubblica per i reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e per porto in luogo pubblico di un coltello di genere vietato. A Lentini, invece, gli agenti del Commissariato hanno arrestato un uomo di 48 anni, del quale non sono state fornite le generalità per evitare che possano essere identificate le vittime delle sue brutalità, in quanto resosi responsabile di maltrattamenti in famiglia e tentato omicidio.

Salvatore Bianca


Sabato 12 gennaio 2013

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Diario Siracusa

Si è protratta fino nella notte la lunga discussione sulla pressione fiscale e sull’Imu culminata con una spaccatura della minoranza

Infuocato Consiglio comunale a Canicattini Bagni

Consiglio comunale fiume, chiusosi poco prima delle due del mattino ancora con una spaccatura, dopo cinque ore di lavori, e con un’ulteriore spaccatura con il consigliere Loretta Barbagallo, di minoranza “Trasparenza e Cambiamento”, con le accuse del consigliere Sebastiano Trapani di “terrorismo psicologico” avverso il capogruppo Savarino, del quale ha chiesto le dimissioni. La riunione, convocata dal presidente Zocco, serviva per discutere la composizione delle Commissioni consiliari, alla luce della nascita del Gruppo Misto e dell’uscita del consigliere Cascone dal gruppo di maggioranza “Sviluppo e Futuro”, per la nomina di un suo sostituto nelle Commissioni e nel Consiglio dell’Unione dei Comuni “Valle degli Iblei”; per il punto richiesto dal sindaco Amenta sulla possibilità di rateizzazione dell’IMU; per i due punti richiesti dalla minoranza di “Trasparenza e Cambiamento”, i consiglieri Pietro Savarino, Emanuele Amenta e Sebastiano Gazzara, sulla pressione fiscale e la loro proposta di come ridurla senza incidere sui servizi; per i motivi della mancata liquidazione delle spettanze riferite alle manifestazioni estive e del festival jazz del 2011 e 2012. Rinviati i punti sulla composizione delle Commissioni consiliari per l’assenza di un consigliere per dare ai Gruppi le stesse possibilità di voto e di rappresentanza, il Consiglio ha provveduto alla sostituzione di Cascone in seno al Consiglio dell’Unione dei Comuni, con il consigliere di “Sviluppo e Futuro”, Cassarino. E’ seguita una lunga discussione sull’IMU e la pressione fiscale. Il capogruppo di “Trasparenza e Futuro” ha contestato l’inserimento in coda dei punti proposti dal suo Gruppo, non essendo stato previsto nella riunione dei capigruppo l’intervento del sindaco proprio sullo stesso argomento che il suo Gruppo aveva stabilito di portare dopo la decisione di alzare le aliquote IMU al 5,9 per la prima casa e al 9,9 per la seconda. A Savarino ha risposto Zocco, ricordando che la richiesta del primo cittadino è stata successiva alla riunione dei capigruppo e, pertanto, si è data priorità ai punti proposti dall’Amministrazione, a quelli del sindaco e a quelli dei consiglieri, per chiudere con l’attività ispettiva. Il sindaco Amenta ha ricostruito la storia della nuova tassazione sugli immobili, decisa dai Governi nazionali e non dai Comuni che, al contrario, l’hanno dovuto subire. “L’Imu ha infuocato la politica di tutti i Comuni”, ha detto Amenta, diventata così pesante, a causa delle decisioni governative di calcolarne l’importo, dopo una rivalutazione catastale degli immobili del 165% contro il 5% di prima per l’ICI e il sistema fiscale. Vi è la necessità di non sforare il Patto di Stabilità, per non subire ulteriori penalizzazioni e tagli dei trasferimenti statali, oltre all’innalzamento delle aliquote massime delle tasse e tributi. Amenta, l’Amministrazione comunale e il primo cittadino, avevano dichiarato la volontà di riportare la pressione fiscale sulla prima casa all’aliquota minima prevista dallo Stato, al 4.00, continuando nella riduzione e contenimento delle spese. Il sindaco Amenta ha inteso rassicurare i cittadini che l’IMU può essere rateizzata in 12 rate, con gli interessi previsti per legge, a meno che non si aderisca al ravvedimento operoso che elimina le penalità, e comunque, per la parte riferita al Comune, si è dichiarato disponile a soluzioni per i cittadini in difficoltà. Parla poi della TARES, che sostituisce la TARSU sui rifiuti, introducendo la copertura al 100% dei costi (Canicattini oggi è all’82% della copertura con una tariffazione tra le più basse della provincia, 1,58 al metro quadro), e altri servizi. Il capogruppo della minoranza, Pietro Savarino, ha poi distribuito e illustrato al Consiglio una tabella di spese da tagliare, il 50% dell’indennità degli

Canicattini Bagni. Notturno assessori, salvo quella del primo cittadino, la cancellazione dell’Ufficio Stampa e dell’Esperta economico finanziaria, la riduzione dei contributi alle Associazioni, alle attività culturali e alle manifestazioni estive, così come il taglio del 50% dei costi per il randagismo e una forte riduzione nelle spese telefoniche ed elettriche. “Trasparenza e Cambiamento” ha poi proposto un risparmio per 402 mila euro, pari ad un punto di IMU della prima casa, con singole voci e capitoli di riferimento, soprattutto luce e telefoni, però contestati in aula dai dirigenti del Settore Economico del Comune, in quanto quelli dettati da Savarino si riferivano a voci di “preventivo” del 2011, quando, nel 2012, i costi reali sono stati ridotti, in virtù di direttive dell’Amministrazione e della “Spending Review”. Interventi su questo tema dai consiglieri Emanuele Amenta e Sebastiano Trapani, di “Trasparenza e Cambiamento”, da Gaetano Amenta e Salvatore Miano, per “Sviluppo e Futuro”, e da Sebastiano Cascone, per il Gruppo Misto. Il sindaco Amenta ha dato la sua disponibilità e quella dell’Amministrazione di ridurre al minimo l’aliquota IMU per la prima casa, rivedendo i costi del Comune, salvaguardando i servizi alle fasce più deboli, evitando di “spegnere ogni segno di vita” nella città. Per l’ultimo punto, richiesto dalla minoranza, sull’impossibilità dell’Ente di liquidare le spettanze dovute alle manifestazioni estive e del festival jazz per il 2011 e il 2012, ha risposto il primo cittadino, addebitando al passato governo regionale, con la stagione già iniziata, di ave tagliato tutti i Grandi Eventi nell’isola, compresi il Festival Jazz che il Raduno Bandistico. Il Jazz Happening si è potuto tenere per la decisione delle associazioni organizzatrici, di accollarsene i costi, nell’attesa di un contributo dell’Ente, così come hanno fatto tutti gli altri organizzatori del Festival del Mediterraneo, ciò non è avvenuto per il Raduno bandistico, saltato per mancanza di fondi. Per quanto concerne il 2011, Amenta ha ricordato che la Regione non ha, a tutt’oggi, provveduto al saldo delle spettanze, la cui rendicontazione, per il Festival Jazz, è ferma alla Corte dei Conti per verifiche. Il Comune, in virtù del decreto regionale, allora, ha potuto anticipare quasi tre quarti delle spese, deve ultimare l’ultima parte di finanziamento, non ancora reperibile, a cui bisognerà far fronte, come alle spese che le associazioni e i cittadini hanno sostenuto. A notte già

inoltrata tre interrogazioni, presentate dai consiglieri di minoranza, due del capogruppo Savarino, sui continui furti nel Cimitero, per cui si chiede l’installazione di telecamere, e la seconda sulle deiezioni di cani nel centro storico, sollecitando controlli per sanzionare i cittadini, che non rispettano l’ordinanza. L’altra interrogazione, del consigliere Trapani, riguarda la viabilità del centro abitato, diventata caotica e priva di controllo. Ha risposto l’assessore alla Viabilità e alla Polizia Municipale, Di Blasi, assicurando maggiore controllo ed impegno, e annunciando la prossima approvazione del PUT, il Piano Urbano del Traffico, ultimato dai tecnici, che sarà presentato e sottoposto al voto del Consiglio. Passata l’una del mattino, lettura di una lettera da parte del consigliere di “Trasparenza e Cambiamento”, Trapani, su un’ulteriore spaccatura nel gruppo, dopo quella con Loretta Barbagallo, e il disconoscimento del capogruppo Savarino, di cui ha chiesto le dimissioni, per “l’opera di terrorismo psicologico”, da questi messi in atto “sia all’interno della minoranza che nei confronti della maggioranza, oltre che nei confronti di dirigenti e dipendenti comunali”. Trapani ha accusato il capogruppo di aver condotto, lo scorso 16 dicembre, in un incontro-dibattito sull’IMU, promosso da “Trasparenza e Cambiamento”, un “processo in contumacia” per l’assenza all’appuntamento, ignorando, ha spiegato Trapani, “che la mia assenza fosse dipesa da un lutto che mi ha colpito il giorno precedente e non ha esitato a lanciare insinuazioni sul mio conto in sede pubblica”. Trapani ha anche accusato il capogruppo di “seminare zizzania” e di non aver notato che la campagna elettorale sia terminata: “Sarebbe l’ora di mettersi a lavorare seriamente al servizio dei cittadini, sia per quanto riguarda noi consiglieri di minoranza, sia per quanto riguarda i nostri colleghi di maggioranza. Non è possibile fare politica, portando avanti un perenne processo alle intenzioni altrui”. Trapani parla del desiderio di Savarino ad ambire “ad un ruolo nell’Amministrazione, come già precedentemente accaduto a consiglieri ed assessori delle precedenti Amministrazioni”. Nessuna replica da Savarino, si è riservato di approfondire la questione in un apposito Consiglio, che chiederà venga convocato per fare chiarezza sulla geografia politica in aula. Maria Luisa Vanacore

Al Comune sono stati destinati i fondi provenienti dal Piano nazionale della sicurezza stradale

In arrivo 650 mila euro, per i marciapiedi di viale Scala Greca Finanziati con fondi regionali i marciapiedi del grande viale Scala Greca. Concetto La Bianca, vice sindaco e assessore ai Lavori pubblici, ha commentato così la notizia del finanziamento da parte dell’assessorato regionale alle Infrastrutture per i marciapiedi di viale Scala Greca: “Una buona notizia che ci consente di dare un nuovo impulso al completamento dell’opera sull’intero viale”. Il decreto, registrato alla Ragioneria della Regione il 26 novembre scorso, è arrivato l’8 gennaio al XII settore Mobilità e Trasporti. Al Comune sono stati destinati fondi provenienti dal Piano nazionale della sicurezza stradale, al quale l’Ente era stato ammesso, si tratta di ben 647 mila 272,82 euro, pari al 30 per cento dell’importo contrattuale della prima parte dell’opera, i marciapiedi erano già realizzati nel tratto compreso tra viale Epipoli e via Augusta ed erano costati 2 milioni 157 mila 576 euro. “Questi soldi – ha spiegato il vice sindaco La Bianca – ci torneranno utili per avviare il completamento dei marciapiedi sull’intero viale Scale Greca. Potremo, infatti, destinarli all’abbattimento del mutuo acceso per finanziare l’opera e le risorse

liberate potranno essere girate al secondo stralcio dell’intervento, il cui iter è già in fase avanzata e che potrà essere realizzato con uno piccolo sforzo finanziario”. E’ già pronto il progetto definitivo ed è stato previsto un importo di base d’asta di circa 2 milioni di euro per il completamento dei marciapiedi. “So che – ha concluso il vice sindaco La Bianca – commentando questa notizia, l’onorevole Vinciullo ha avuto parole di apprezzamento per me e per l’Ufficio tecnico del Comune; di questo lo ringrazio anche a nome del personale”. M.L.V.


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Diario Siracusa

Sabato 12 gennaio 2013

Il Commissario La Mattina dovrebbe incaricare l’Ufficio Igiene e Sanità a effettuare controlli nella zona in cui si svolge la fiera del giovedì e stroncare atteggiamenti e comportamenti incivili

Augusta, mercato settimanale dei prodotti o dei cani ambulanti? AUGUSTA - Non si rivanga la scelta politica del trasferimento del “mercato del giovedì” dalla trafficata zona di Contrada Fontana a quella attuale di via Bruno Buozzi. Ma ci attardiamo a raccogliere gli sfoghi dei residenti angustiati sia dal rumore e dalla difficoltà e disagio di trovare il cancello d’ingresso al condominio ostruito, ma soprattutto a rilevare l’igiene ambientale, per cui è bene definire il contesto “una questione di decenza”. In particolare ci riferiamo all’indecoroso e strafottente comportamento dei bancarellari di frutta e verdura e, soprattutto, dei pescivendoli. I primi accumulano per terra scarti di ogni sorta di verdure e frutta avariata, in modo decisamente trascurato e disinvolto mentre, almeno, dovrebbero essere contenuti in appositi contenitori e non essere dispersi nello spazio circostante. I secondi, cioè i titolari dei banchi del pesce, non risparmiano di sciorinare per terra l’acqua di sciacquio che a rivoli si disperde nel suolo. Il lezzo, il cattivo odore, i miasmi che esalano, restano sospesi nell’aria che ne diventa una vergognosa costante, sottoponendo i residenti dei condomini che fronteggiano la piazza a respirare aria putrida e maleodorante che permane per tutta la settimana. Infatti, il “giovedì” successivo, la musica ricomincia, sotto l’indifferenza generale, sicché il malcostume da lanzichenecchi si ripete aggravando oltremodo il già compromesso sistema ecologico. Non sono da meno tutti gli altri ambulanti

che, alla fine della fiera, lasciano per terra in abbandono ogni sorta di rifiuto, scatole, imballaggi e carte che, nelle giornate ventose svolazzano allegramente per ogni dove. Sempre in tema di igiene, va però sottolineato che il malcostume va in parte attribuito anche ai proprietari di cani che a tutte le ore del giorno lasciano fare i bisogni ai loro animali nella stessa piazza, e se è vero che gli ambulanti lasciano in uno stato pietoso la piazza dopo aver svolto i propri affari, è altrettanto vero che alle sei di mattina, quando alzano gli ombrelloni e approntano i loro banconi, devono fare gli slalom fra gli escrementi, frutto di una settimana di “depositi”. Si badi, questa non è una discriminazione sulle povere bestiole che comunque devono assecondare le proprie esigenze fisiologiche, piuttosto è la segnalazione dell’inciviltà di molti dei loro “padroni” che, incuranti dell’altrui libertà di andare in giro senza dover incorrere in una sudicia “calpestata” non pensano nemmeno di dotarsi di paletta e sacchetto per rimuovere le feci appena confezionate (cosa abbastanza normale in cittadine un pochino più civili della nostra). Sarebbe il caso, visto che la disciolta precedente amministrazione, sebbene sollecitata, non ha posto mano al problema, di un preciso intervento del Commissario Straordinario al Comune . La Mattina. In primo luogo, interessasse l’Ufficio Igiene e Sanità a controlli e verifiche circa lo stato

A un bimbo di 8 anni di Bergamo e un adulto trapiantati gli organi

Vivranno con il fegato di una donna morta a 65 anni

di igiene dell’insediamento e contestualmente emettere provvedimenti e condizioni in ordine al corretto uso dello spazio pubblico da parte dei titolari/assegnatari, stroncando, al contempo, atteggiamenti e comportamenti manifestamente incivili, al fine di impedire lo sversamento nell’area in questione di scarti di merce e acque di risulta dal trattamento del pesce. Non da meno, durante la settimana, dovrebbero essere effettuati controlli su chi porta a spasso il proprio cane, per verificare il possesso, a seguito, di mezzi e strumenti per rimuovere gli escrementi dei loro animali. Confidano i residenti che qualcosa si muova e che non stiano, oltremodo, ad aspettare ancora per chi suona la campana. Insisteremo su queste pagine sino a quando ai residenti della zona non sarà restituito il legittimo diritto di fare una sana passeggiata nei dintorni senza il rischio di fare lo slalom (fintanto che ci se ne avvede) tra gli escrementi canini e a respirare l’aria che la natura concede. Francesco Migneco

Lentini. Date alle fiamme due Piaggio Ape

Raid dei piromani al deposito auto del Comune

Ennesimo esempio di sensibilità verso la vita umana da parte di chi ha subito una grave disgrazia come la perdita di un caro congiunto. La notizia ci proviene dal mondo dei trapianti, spesso annuvolato da troppi decessi per mancanza di organi, stavolta, però, il caso è andato a buon fine e si è realizzato un prelievo multiorgano ad una donna di 65 anni, che era deceduta per emorragia cerebrale. Ci troviamo dinanzi ad un gesto di grande generosità e vera solidarietà, registrato nella nostra zona, proprio all’ospedale Umberto I di Siracusa, luogo in cui esso si è effettuato. I familiari della paziente deceduta, a dimostrazione di un grande senso di altruismo, hanno prontamente autorizzato ad effettuare il prelievo, per cui i sanitari del reparto di Rianimazione del nosocomio aretuseo, durante la notte, riuniti in équipe allargata, con medici provenienti dall’Azienda ospedaliera Giovanni

XXIII di Bergamo, dall’Ismett di Palermo, dal Policlinico di Catania e dallo stesso ospedale di Siracusa, hanno insieme operato il complesso intervento. Poi il supporto logistico, garantito dalla Polizia Stradale e dalla Croce Rossa Italiana e l’organizzazione perfetta hanno reso possibile il buon esito del prelievo. Il fegato così è stato disgiunto in due porzioni e destinate una ad un bambino di 8 anni di Bergamo, il piccolo era stato colpito da epatite fulminante, ed una parte ad un paziente adulto, che si trovava in lista di attesa a Palermo per ricevere un trapianto di fegato. I reni e le cornee, invece, sono stati destinati a pazienti che si trovano in lista d’attesa in Sicilia. Maria Luisa Vanacore

A breve la conclusione dei lavori effettuati dalla ditta Milazzo

Sistemato il lucernaio della scuola Martoglio La data è oramai prossima, sembra che si concluderanno a giorni i lavori riguardanti la sistemazione del lucernario della scuola Martoglio la quale, nel mese di marzo scorso, veniva danneggiato da un ciclone. I lavori erano stati avviati il 24 dicembre, da parte della ditta aggiudicataria, la Milazzo, attraverso un intervento che poi era rimasto in sospeso per i vari ritardi nell’approvazione del bilancio di previsione. La ditta Milazzo ha fatto queste dichiarazioni in merito, che sono state riferite dall’Assessore alle Politiche e all’Edilizia scolastica, Sandra Rubera: “Sto seguendo personalmente i lavori con dei sopralluoghi e ho chiesto

ai tecnici del Comune di essere costantemente aggiornata – dice l’Assessore. - Voglio essere sicura che non vi siano ulteriori ritardi oltre a quelli che ci sono stati per ragioni finanziarie e di bilancio. La ditta sta lavorando anche di sabato per stringere i tempi e consegnare l’opera prima della riapertura della scuola. Purtroppo, da ieri, si procede a ritmo ridotto, a causa del maltempo. Gli operai – conclude Rubera – si devono muovere su una superficie di vetro, che la pioggia rende particolarmente scivolosa, facendo mancare le necessarie condizioni di sicurezza”. M.L.V.

Lentini. Gli agenti del Commissariato della Polizia di Stato sono dovuti intervenire al deposito automezzi del Comune, sito in Via Macello, dove ignoti piromani avevano dato alle fiamme due Piaggio Ape. I due mezzi sono andati letteralmente distrutti. Le fiamme, evidentemente appiccate nel cuore della notte, per fortuna non si sono estese ad altre autovetture parcheggiate all’interno del deposito, ma comunque ad alcuni metri di distanza da dove si trovavano le due Piaggio Ape. Gli agenti hanno avviato le indagini allo scopo di individuare gli autori dell’attentato incendiario e al fine di capire i motivi che hanno spinto i piromani a fare il raid notturno all’interno del deposito comunale.

Dopo l’arrivo dei finanziamenti, ora c’è anche il progettista. Soddisfatto il vice sindaco Concetto La Bianca

Al via il restauro della chiesa del cimitero

Nominato il progettista per i lavori di restauro della chiesa del cimitero, finanziata per 500 mila euro con i fondi della legge 433 del ’91 sul consolidamento antisismico; l’Ufficio tecnico attendeva solo questo passaggio per la definizione del progetto. La competenza sulla legge 433 è del Dipartimento regionale di protezione civile, che ha dato il proprio nulla osta, recapitato al responsabile unico del procedimento. Il professionista, che era stato richiesto dal Comune nel maggio dello scorso anno, dovrà redigere il progetto esecutivo, i calcoli strutturali di consolidamento e coordinerà anche la sicurezza. Il vice sindaco e assessore ai Lavori pubblici, Concetto La Bianca, ha esternato la propria soddisfazione: “Adesso si potrà procedere celermente per iniziare gli interventi – ha spiegato – che serviranno sia al consolidamento statico della chiesa che al restauro conservativo. Visto che si tratta di opere finanziate con la legge 433, quando disporremo del progetto esecutivo, spero il più presto possibile, la pratica passerà al Genio civile per il decreto di finanziamento. Poi potremo procedere alla gara d’appalto”. M.L.V.


Sabato 12 gennaio 2013

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Diario Siracusa

Marcello Lo Iacono racconta in sintesi la storia di Siracusa

21° capitoletto Il re Ferdinando profittando dell’armistizio della prima guerra d’indipendenza tra l’Austria ed il Piemonte preparò una spedizione in Sicilia affidandola al generale FILANGERI, il quale occupata Reggio, assalì Messina che si difende furiosamente. Venne concluso un armistizio sotto la spinta dei consoli francese ed inglese presenti in città. Ma ben presto le ulteriori trattative tra il Governo siciliano ed il re di Napoli sfociarono nell’ultimatum di Gaeta e di lì a poco riprese la guerra che vide il Filangeri occupare Catania nonostante la strenue difesa opposta dalla città. All’annuncio della caduta di Catania, Siracusa, che pure era munitissima e poteva arrestare la marcia del Filangeri aprì le porte senza tirare un colpo. Il 15 maggio del 1849 egli entrava a Palermo e sui forti, abbassato il tricolore, riprese a sventolare il vessillo borbonico. Quarantatre personaggi, ritenuti capi della rivoluzione, si imbarcarono per Genova costituendo, poi, quel nucleo di fuoriusciti che ebbero una parte decisiva nella successiva spedizione dei Mille. Così finiva la rivoluzione siciliana, cominciata con grandissima audacia, partecipata dal popolo, sentimentalmente italiana. Iniziò allora una feroce reazione per cancellare ogni traccia della rivoluzione. Fu reintrodotta la tassa sul macinato, fu legalizzata la delazione, il tradimento e l’omicidio contro i liberali. Furono persino proibiti colori sospetti e la stessa foggia dei capelli ed il portar barba. Così si credeva di avere domato ogni spirito di ribellione avendone spento ogni seme. Ma invece il fuoco covava, i patrioti in segreto continuavano a cospirare ed i Comitati di Palermo, Messina, Catania e Siracusa corrispondevano tra di loro e con gli esuli. Diverse sommosse scoppiarono in tutta l’Isola fino al 1860 represse sempre con ferocia. In quell’anno il governo temeva sbarchi di emigrati e di avventurieri capitanati ora dal La Masa, ora da Rosolino PILO. Emissari venivano inviati dal CAVOUR e da MAZZINI che rampognava i Siciliani non riconoscendoli più in quelli del 48. Ritornò in incognito anche Francesco CRISPI e sua moglie Rosa MONTMASSON, che fu poi l’unica donna che prese parte allo sbarco a Mar-

sala di GARIBALDI con i suoi MILLE deciso ad intervenire da tutto questo fervore rivoluzionario. Con l’aiuto di picciotti siciliani e di migliaia di volontari, Garibaldi entrò il 30 maggio a Palermo. Nella sollevazione popolare dell’Isola Garibaldi arrivò a Messina per poi risalire la penisola sconfiggendo i Borboni nella battaglia del Volturno ed a consegnare i territori occupati che con plebiscito decidono di unirsi all’Italia che si andava formando sotto il Regno di VITTORIO EMANUELE II°. L’1 di agosto i garibaldini giungono a Siracusa decretando il passaggio della città sotto il controllo di Garibaldi. Dopo l’adesione al nuovo stato unitario avvenuta con plebiscito Il 21 ottobre 1860, Siracusa riacquista la dignità del proprio ruolo di capoluogo nel 1865. La riacquisita centralità non diventa causa di progresso della città che segue, ormai come tutta la Sicilia, la rigida gestione dello Stato Italiano che, invece di rispettare l’autonomia politica che secoli di storia avevano assegnato alla Sicilia, applica nei confronti dell’Isola un accentramento ancora più rigido di quello introdotto dai Borboni. L’applicazione della coscrizione obbligatoria, che toglieva per lunghi periodi l’apporto di braccia più valide, aggravò le precarie condizioni socio economiche della città. Un’agricoltura arcaica, una pastorizia povera, l’assenza di industrie e di portualità aggravarono i mali di Siracusa e della Sicilia in generale. Quando il popolo siciliano, chiamato nel 1874 ad elezioni, palesò la sua condanna nei Governi di destra portando la Sinistra al potere, non valse, però a mutare

Villa Reiman in meglio le cose che anzi peggiorarono culminando nel “trasformismo” iniziato dal DEPRETIS in cui i governi non erano più costituiti sulla convergenza dei voti su un programma politico, ma da trattative private sulla base del soddisfacimento di interessi leciti o meno. I deputati siciliani contribuirono a questo modo di fare politica e per questo furono definiti “ascari”. Nasce quella che diventerà la QUESTIONE MERIDIONALE. Siracusa viene interessata da un fervore urbanistico a seguito del drastico abbattimento delle sue mura che, unica nota positiva, porta il mare dentro Ortigia. Altre opere si realizzano come la stazione ferroviaria e marittima e la costruzione del ponte con la terraferma. Siracusa si avvia al superamento del secolo assorbendo le idee socialiste ed anarco-populiste del movimento dei fasci siciliani spietatamente represse con l’istituzione dei tribunali militari da parte del Governo presieduto dal siciliano Francesco Crispi.

Lettera al Diario inviata dal signor Sebastiano Pisano, detenuto nella Casa di reclusione di Spoleto

“A mia figlia Chiara: auguri da papà per i tuoi 15 anni”

Riceviamo e pubblichiamola lettera inviata al Diario dal signor Sebastiano Pisano, detenuto nella Casa di reclusione di Spoleto. Egregio Direttore, sono Sebastiano Pisano, detenuto presso la Casa di reclusione di Spoleto. Con la dovuta cortesia le chiedo un piccolo spazio nel settimanale Il Diario per pubblicare questa mia letterapoesia dedicata alla mia piccola figlia Chiara che giorno 17 gennaio fa il compleanno. Chiara, vita mia, ascolta la voce del mio cuore di cui oggi ti è particolarmente accanto per manifestare la personale partecipazione all’immensa gioia per il tuo 15° compleanno e che grida fortissimo, urlando con tutta la forza, il mio amore per te. La distanza non ci impone di vivere insieme oggi, attraverso i pensieri, i magici momenti di questa indimenticabile giornata che ti consacra una ragazza sempre più matura ma che in fondo al mio cuore rimarrai la mia “per sempre” piccolina. Le emozioni in questa particolare giornata mi inducono ancor maggiormente a pensare agli ottimi propositi e progetti che rappresenteranno il nostro prossimo futuro insieme; confida che supereremo la nera notte che comunque non potrà impedire al “nostro” sole di sorgere ancora, riguadagneremo le posizioni perdute e sappiamo ancora in fondo al cuore che “the best is yet to come” (… il meglio deve ancora venire). Un’altra candelina che illuminerà ancora un po’ di più la tua vita ove il futuro non è scritto in anticipo… è anche nelle tue stesse mani; rammenta e non dimenticare mai “non scholae sed vitae discimus” (… si impara non per la scuola ma per la vita), questo sia il tuo principale compito, lo studio che non servirà soltanto per il cosiddetto “pezzo di carta” ma… una palestra di vita ove la ginnastica consiste nel conseguire un metodo di studio che poi si riflette nel quotidiano e significa capacità di analisi, di sintesi, di introspezione e padronanza ad… ogni

problema, questo è certamente il massimo dei risultati. Ti amo più di me stesso, ancora auguri per il tuo 15° compleanno.

Papà P.S.: Un forte abbraccio a te, Salvo, Lucia e alla mamma.

In ricordo di Carletto De Grande

Una festa pirotecnica in memoria di un piccolo grande uomo Uno spettacolo pirotecnico con lancio di razzi e girandole e l’irradiarsi di luci e colori lassù in cielo da confondersi con le stelle. Un bellissimo spettacolo di fuochi d’artificio appaltato ad una ditta specializzata dalla famiglia di Carletto De Grande, scomparso prematuramente il 7 marzo del 2011 alla rotonda di Belvedere, a seguito di un violentissimo schianto tra la sua auto e un’altra autovettura. In quella maledetta rotonda moriva un piccolo grande uomo. Grande è stato il vuoto lasciato da Carletto nei congiunti, negli amici e in tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Tutti lo ricordano come una persona affettuosa, gentile e generosa. Nessuno vuole dimenticare Carletto. A maggior ragione la moglie, i figli Kevin e Josephin, il fratello Salvo, la cognata Patrizia, i nipoti Concetto e Cristina. Tutti hanno impresso nel cuore e nella mente il suo volto e le sue virtù. E hanno deciso di tenere sempre vivo il ricordo di Carletto, dedicandogli uno spettacolo di fuochi pirotecnici in occasione della ricorrenza del suo compleanno. Che ricade giorno 7 gennaio di ogni anno. Una festa alla memoria, vissuta intensamente dalla moglie, dai due figli, dal fratello Salvo, da tutti gli altri parenti e dai tantissimi amici dello scomparso, che il 7 gennaio si sono riuniti per ricordare Carletto nel giorno del suo compleanno. Che sarebbe stato il trentasettesimo dalla sua nascita, avvenuta il 7 gennaio 1976. E’ stata una festa effervescente, scintillante, scoppiettante e spumeggiante. Tutto merito di Salvo De Grande che, con questa sua geniale idea, continua a tenere vivo il suo indelebile affetto per il fratello Carletto. Salvo De Grande coglie l’occasione per ringraziare tutti gli amici che gli sono stati vicini dal giorno della dipartita del suo caro fratello.

Carletto De Grande


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Diario Siracusa

Sabato 12 gennaio 2013

Dopo il declassamento del Muscatello e l’annunciata chiusura del Tribunale e dell’Ufficio del Giudice di pace la città di Augusta sta per perdere un altro presidio istituzionale

Agenzia delle Entrate: l’appello di Giorgio Càsole AUGUSTA. Il prossimo 31 maggio sarà l’ultimo giorno di permanenza in Augusta > dell’Ufficio delle Entrate, che sarà trasferito con tutto il personale a Siracusa.. Perderemo, quindi, un altro pezzo importante dei presìdi istituzionali, dopo aver perso, sostanzialmente, il Muscatello, così come perderemo la sezione staccata del tribunale e l’ufficio dei giudici di pace e come perderemo fra qualche anno Marisicila. La conferma della chiusura dell’Agenzia delle Entrate mi è stata data da Roberto Moro, funzionario decano della stessa agenzia, il quale, però, ha precisato che se il Comune cederà alcuni locali, l’Agenzia potrebbe mantenere ad Augusta un ufficio distaccato con un personale minimo: per questo dovremmo incominciare a batterci tutti quanti, a suonare la grancassa, perché i locali il Comune potrebbe facilmente metterli a disposizione, soprattutto se pensiamo che fra un po’ i Carabinieri si trasferiranno nella nuova caserma di contrada Scardina e lasceranno gli ampi locali di Pizza Carmine, dove potrebbero trasferirsi i vigili urbani - e risparmieremmo fior di quattrini di affitto, la biblioteca comunale, visto che i nuovi locali a palazzo di città non sono idonei e anche l’ufficio distaccato dell’agenzia delle entrate.

sarebbe vergognoso perdere quest’opportunita’, come abbiamo perso ginecologia e pediatria. Ho già partecipato questa notizia e questi miei sentimenti alle corrispondenti dei quotidiani La Sicilia e Giornale di Sicilia, rispettivamente Agnese Siliato e Cettina Saraceno, che hanno dato immediatamente risonanza alla notizia e al mio appello, aprendo la pagina locale sabato 5 gennaio proprio con il giusto rilievo e pubblicando anche le assicurazioni del commissario La Mattina, il quale, ignaro del problema, ha voluto tranquillizzare l’opinione pubblica assicurando che prenderà in esame la proposta avanzata da me, Questo è un momento delicato perché siamo in campagna elettorale e perché, come ho già avuto modo di osservare sulla stampa e in rete, anche con video, sul consiglio comunale di Augusta pende la spada di Damocle di scioglimento per infiltrazioni mafiose. Non possiamo lasciare solo La Mattina. Anzi, dobbiamo premere di più perché mantenga fede alla parola data e perché eviti la perdita totale dell’Agenzia. Chi vorrà sostenere questa battaglia per i cittadini tutti? Giorgio Càsole

Il professore Giorgio Càsole

Per Giuseppe Piccione, segretario regionale Ugl-Funzione Pubblica, l’annunciata chiusura dell’ufficio tributario avente sede ad Augusta creerebbe solo disservizi ai cittadini

“No alla chiusura dell’Agenzia delle Entrate” La discussa e temuta soppressione dell’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate di Augusta e il conseguente accorpamento a Siracusa, creerebbe solo disservizi ai cittadini e ai lavoratori in servizio presso la stessa ed ai professionisti fiscalisti”. Lo afferma Giuseppe Piccione, segretario regionale Ugl Funzione Pubblica che interviene sulla preannunciata chiusura dell’ufficio cittadino di Cozzo delle Forche. Augusta, nonostante sia la seconda città della provincia per popolazione e importanza strategica portuale, continua ad essere “spogliata” dei propri servizi. Con la scusa del risparmio ai cittadini hanno fatto ingoiare l’evidente ridimensionamento dell’ospedale, il depotenziamento dei servizi di trasporto come quelli ferroviari, per non parlare di un ufficio postale centrale aperto solo nelle ore antimeridiane, soppressione del tribunale e del giudice di pace, alla stregua di un paesino di montagna e non di una città sede di un porto internazionale, di una delle più vaste zone industriali d’Europa.

“Si continua sempre e solo a parlare di soppressioni e accorpamenti di uffici pubblici“ - sottolinea Piccione. “Chiediamo per l’ennesima volta che si cominci invece a trovare soluzioni condivise tra Amministrazioni, Politica e Parti Sociali per evitare lo sfacelo totale. Inoltre l’ufficio Provinciale di Siracusa, che ha già competenza su undici comuni, non potrebbe assolutamente sopperire anche al carico di lavoro proveniente dall’ufficio megarese. Sarebbe auspicabile la redistribuzione delle competenze agli uffici, quindi passare le competenze su alcuni comuni della provincia da quello del capoluogo aretuseo a quello di Augusta. Pertanto - conclude il dirigente sindacale interverremo direttamente alla Direzione Regionale, per fare chiarezza su questa situazione, per sapere se e quanto sono attendibili queste voci dato che le organizzazioni sindacali non sono state informate, e per chiedere di istituire un tavolo che possa essere “padre” di scelte indolore per la cittadinanza e per i lavoratori”.

Fabio Fazzina, componente del Consiglio di Circoscrizione Tiche, critica l’ex sindaco Giambattista Bufardeci, alcune compiacenti associazioni ambientaliste e qualche zelante dirigente comunale

“Il verde alla Pizzuta esiste solo sulla carta”

Una nota pervenuta in redazione, a firma di Fabio Fazzina, Componente Consiglio Circoscrizionale “Tiche”, lancia un allarme sulle aree verdi della Pizzuta, che sembrerebbero “esistere solo sulla carta”. La nota riferisce che, prima delle elezioni amministrative del 2004, l’allora ricandidato a sindaco Bufardeci, avesse iniziato a piantare alberi e piante di ogni specie nelle aree libere Foto S.T. Tiche. della Pizzuta, nel di quartiere Nella nota si sostiene che, grazie “all’avallo di qualche dirigente comunale zelante e il sostegno di compiacenti associazioni naturalistiche”, si verificò un proliferare di inaugurazioni di piazze, giardini e aree verdi, che “si susseguirono a ritmo vertiginoso con tanto di banda musica, palchetto per le grandi occasioni e contorno di scolaresche esultanti”. La nota prosegue asserendo che, dalle cronache del tempo, si conoscano racconti “di un Bufardeci talmente calato nella parte di “sindaco ecologista”, da partecipare personalmente - zappetta in mano - alla piantumazione degli alberi”. A distanza di 9 anni, la nota segnala di uno spettacolo, nella zona della Pizzuta, davvero deprimente, per cui i terreni situati agli incroci tra via Luigi Monti, via Randone e via Lo Surdo, individuati nel Prg come S3, destinati ad ospitare “attrezzature per verde, sport e gioco”, versano ora in uno stato di totale abbandono e degrado, si riferisce che sembrano una sorta di “boscaglie”, oramai non praticabili nè accessibili ai cittadini per il proliferare di erbacce, cespugli e vegetazione naturale, tanto che sembra siano ricoperte piante e alberi, che lì erano messi a dimora, e le panchine ivi installate risulterebbero “praticamente inutilizzabili!” La più estesa area “verde” del quartiere Tiche, piazza “Ernesto Cosenza”, per la nota,

è “una landa desolata, priva di panchine e di un’adeguata illuminazione, ricettacolo di cartacce, lattine e bottiglie di plastica.”Lo scorso 12 novembre e il 21 dicembre, il Consiglio ha presentato una richiesta ufficiale al Sindaco ed ai Dirigenti dei settori Ecologia e Verde Pubblico per sapere quale fosse stato l’importo complessivo, che era stato pagato dall’Amministrazione Comunale dell’epoca per finanziare quell’intervento, se fosse stato previsto il piano di manutenzione delle aree, la spesa presunta annualmente per la manutenzione delle piante e degli alberi messi a dimora ed il nome scientifico delle specie utilizzate per arredare e mettere a verde la Pizzuta. La nota spiega che il Consiglio di Circoscrizione attende ancora di ricevere risposta al quesito. “Sarebbe molto grave, infatti, che a fronte di un esborso di denaro pubblico, che possiamo solo immagine essere stato cospicuo, l’amministrazione comunale abbia autorizzato una massiccia piantumazione senza alcun criterio e rispetto per la tipologia e le caratteristiche delle specie messe a dimora e, cosa ancora più

irresponsabile, senza la previsione di un piano di manutenzione del verde.” Il rappresentante di Circoscrizione, scrivente la nota, conclude così: “Se così fosse, saremmo costretti a denunciare l’ennesimo esempio di utilizzo disinvolto di risorse pubbliche senza alcuna ricaduta benefica per la collettività.” Maria Luisa Vanacore


Sabato 12 gennaio 2013 (segue dalla prima)

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Diario Siracusa

Dai pentiti Troni e Curcio accuse ai 4 affiliati al gruppo “Bottaro-Attanasio” continuato a prendere lo stipendio anche se dopo la scarcerazione del Lavore, nel dicembre del 2005, per circa due mesi non abbiamo preso stipendio perché il Lavore aveva trovato fuori diversi debiti legati in particolare alle perdite che avevamo avuto per sequestri di stupefacente. Successivamente la elargizione dello stipendio è ripresa, in particolare a me è stato versato nella solita misura di 1200 euro circa. Lo stipendio mi veniva portato a casa come per tutti gli affiliati. Lo stipendio mi è arrivato con regolarità fino all’operazione “Game Over”, poi dopo qualche mese in cui vi sono state delle difficoltà da ultimo ha provveduto Maurizio Bianchini che nel frattempo era stato scarcerato. Lo stipendio veniva elargito a tutti gli affiliati quindi anche gli altri soggetti che sono imputati con me nel processo “Terra Bruciata “ ed in particolare Alssio Attanasio, Luciano De Carolis, Francesco Toscano e Massimo Guarino hanno continuato a percepire lo stipendio. Preciso che se lo stipendio lo prendevo io, necessariamente lo prendevano anche loro e qualcuno che io sappia ancora oggi continua a ricevere lo stipendio. Posso affermare ciò perché durante un’udienza a Cavadonna, tenutasi tra il gennaio ed il febbraio 2009, il Toscano sì lamentava che non riceva lo stipendio da tre mesi. Io a questo punto gli obiettai che non lo ricevevo da circa un anno. Attanasio riceveva lo stipendio tramite il fratello Danilo. In particolare posso affermare ciò perché più volte ho sentito da altri affiliati che Danilo cercava sempre soldi per il fratello detenuto ed in particolare per le spese legali. So che Attanasio, benché detenuto al 41 bis, riusciva a fare uscire dal carcere messaggi ed indicazioni. Dario Troni mi disse che avevano un sistema che però non mi spiegò tramite il quale Attanasio mandava disposizioni al Troni stesso che poi in occasione dei colloqui o dei processi faceva pervenire agli altri affiliati. Conosco Sebastiano Cassia, detto Nuccio: in particolare io stesso lo dovevo ammazzare se fossi stato scarcerato nel 2005. In particolare fu Enzo Cassia che mi chiese tale cortesia in carcere a Cavadonna. Il motivo era che Sebastiano Cassia aveva accusato ingiustamente Andrea Cassia, fratello di Enzo Cassia, di avere intascato 40.000 euro dalla cassa del clan, che subito dopo l’ordinanza Lybra e prima dell’arresto di Lombardo era gestita, da quest’ultimo assieme a Sebastiano Cassia e Andrea Cassia. Alla fine, però, si è capito che i soldi in realtà se li era intascati Salvatore Lombardo. Il progetto omicidiario comunque non andò mai in porto perché poi io non fui scarcerato. Preciso che negli atti del processo “Terra Bruciata” si legge di un progetto di assassinare qualcuno in via Piave con un fucile di precisione. Ho appreso da mio cognato Fiorentino che era egli stesso in procinto di assassinare il Cassia presso una tabaccheria. Sebastiano Cassia è soprannominato cip cip perché vendeva uccelli alla stazione. Conosco Manuele Montalto che faceva parte del clan benché all’interno del

I pentiti Salvatore Lombardo, Dario Troni e Francesco Fiorentino carcere non fosse ben visto in quanto aveva intrecciato una relazione con la ex moglie di Attanasio, Patrizia Bottaro, con il consenso del defunto Salvatore Bottaro. Lombardo mi disse che, per conto del clan, raccoglieva i soldi delle macchinette videopoker. Lombardo, durante la latitanza, disse a Montalto che in caso di suo arresto questi avrebbe dovuto sostituirlo nel comando del clan, ma il Montalto disse che non era in grado anche perché era ingessato. In effetti dopo l’arresto dì Lombardo la reggenza fu assunta da Vincenzo Quadarella. Io stesso dovevo ammazzare il Montalto se fossi stato scarcerato, sia perché responsabile dello sgarro in danno di Attanasio sia perché si temeva che si potesse pentire. Attanasio mandò una lettera a me, Gianfranco Urso ed Elio Lavore, detenuti a Bicocca per il processo Lybra, scritta su fogli colorati, nelle quale manifestava la sua ira contro Montalto in quanto aveva saputo che alzava le mani alla sua ex moglie. Nella missiva Attanasio raccomandava a Urso di intervenire presso il Montalto. Dal tenore della lettera capimmo che Attanasio lo voleva morto, quindi Lavore e Urso mi incaricarono di ammazzarlo. Francesco Toscano era componente del clan e percepiva lo stipendio. Riguardo al filone delle estorsioni mi fu detto dal Lavore che il Toscano era addetto alle estorsioni in danno delle imprese, potendosi anche giovare dei consigli di un cognato che lavorava al comune e gli indicava le ditte che si aggiudicavano i lavori. Altra estorsione di cui sono a conoscenza è quella ai danni della ditta Scuderi che vende materassi: il titolare ha pagato in passato, nell’anno 2007 se non ricordo male, circa ottomila euro al clan “Bottaro-Attanasio” per tramite di Luigi Cavarra , nel periodo in cui il gruppo era retto da Elio Lavore. In ordine al traffico di stupefacenti da parte del gruppo della “Borgata “, nell’anno 2006 esso è stato gestito da mio fratello Domenico e da Giuseppe Sapienza, marito di Eva Pocchi, con la quale abita in zona “Mazzarrona” di Siracusa. Mio fratello e Sapienza hanno spacciato cocaina,

della quale si rifornivano tramite Francesco Penna, soggetto che ali ‘epoca era detenuto che però otteneva permessi premio. Il Penna inviava suo nipote Luca in treno a Salerno, ove lo stesso si riforniva per riportare la cocaina a Siracusa. Luca Penna si recava a Salerno assieme ad altra persona di cui non ricordo il nome. Sempre nel 2006, mio fratello Domenico venne arrestato per detenzione e porto di armi e scontò un breve periodo di carcerazione. Una volta uscito dal carcere, ebbe a constatare che Giuseppe Sapienza aveva contratto rilevanti debiti per il traffico degli stupefacenti, non avendo pagato i fornitori della cocaina ottenuta. Per questi motivi, mio fratello Domenico cacciò il Sapienza dal gruppo della “Borgata “ ed organizzò lo spaccio unitamente ad altri soggetti, quali Alex Giarratana, Cristian Verga, Giuseppe Lauretta , Andrea Lauretta. Francesco Fiorentino e Luca Lopes. Tale gruppo si è rifornito inizialmente da Elio Lavore e, successivamente, da Francesco Messina, detto “Chiecchino”, figlio di Angelo Messina, il quale riforniva il gruppo anche di eroina. Tutto ciò nel periodo 2006-2007. Per quanto riguarda la vicenda del Pub “II Sale”, Elio Lavore ha detto a mio fratello che il titolare pagava da

Un gruppo di lavoratori ha dato mandato all’avvocato Antonino Barone di intraprendere azione legale contro l’Ente “reo” di non aver ancora completato il procedimento di stabilizzazione

Augusta, dai precari notificato un atto di diffida al Comune AUGUSTA. I precari storici, cioè da quasi vent’anni, chiedono al Comune di completare il procedimento di stabilizzazione, secondo procedure messe in atto da alcuni Comuni siciliani. - Un folto gruppo di precari, rompendo gli indugi ,qualche giorno fa, ha presentato, tramite il legale Antonio Barone, un atto di diffida contro il Comune. Un gruppo di 36 lavoratori contestano “l’illegittima e grave colpevole inerzia tenuta dall’Ente. A conferma di ciò, il Comune ha più volte espresso, negli ultimi quattro anni, con atti e delibere la volontà di procedere alla stabilizzazione di questi lavorati, che pur svolgendo le stesse mansioni dei colleghi non sono mai stati equiparati agli stessi. Non ultimo, nel “programma triennale delle assunzioni. Il commissario straordinario Antpnio La Mattina, con delibera numero 26 del 08.11.2012, aveva previsto la stabilizzazione dei precari secondo le varie categorie attese. Questi lavorati, psicologicamente provati da 22 anni di precariato, ma che risultano da dieci anni tutti inseriti stabilmente nella struttura organizzativa dell’ente. Più volte gruppo di la stabilizzazione è stata confermata dall’attuale commissario straordinario, che in più di una occasione aveva espresso la volontà di procedere all’atto finale. Tra l’altro la commissione regionale per l’impiego aveva approvato, nella seduta del 1° ottobre 2012, il piano di fuoriuscita proposta nella delibera di giunta numero 138 del 20.07.2012, con conseguente ammissione del piano di stabilizzazione contenuto nella stessa delibera.Lo stesso commissario La Mattina, però, non sta procedendo all’attivazione del bando e le sue ultime dichiarazioni fanno intendere un evidente retromarcia su questo importante

aspetto, che colpirà negativamente tantissime famiglie. Il nuovo anno inizierà nel peggior dei modi, perché si rischia di perdere tutte queste risorse, ormai da tempo interne, e i finanziamenti regionali previsti per il loro inserimento. Perché il commissario straordinario che, appena insediato si era mostrato fattivo su tale questione, sta disattendendo gli impegni presi? i”. Secondo il legale del gruppo c’è”un’ evidente illegittimità, nella condotta dell’Ente, è rappresentata dalla manifesta violazione della disciplina delle proroghe dei negozi contrattuali a termine, come stabilito da D.Lgs n.368/2001. I lavoratori sono stati destinatari di una pluralità continuata di contratti a tempo determinato, senza alcuna interruzione di continuità per un periodo complessivo ben superiore al limite massimo di 36 mesi individuato dal legislatore. In un periodo drammatico per molte famiglie i suddetti lavoratori non cercano quello che ai più potrebbe apparire una facile scorciatoia, perché

da decenni hanno percorso una strada tortuosa rimanendo a operare all’interno di un Ente, in cui l’unica cosa che li ha gratificati è il lavoro e qualora l’Ente non intenda adottare i necessari atti e comportamenti, si vedranno costretti ad avviare tutte le più opportune iniziative di tutela innanzi alle competenti autorità giurisdizionali”. G. C.


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Diario Siracusa

Sabato 12 gennaio 2013

BASKET femminile. Le bianco verdi, allenate da Santino Coppa, trionfano in casa contro il Cus Chieti

Vittoria dell’Isab Energy Priolo alla prima apparizione del nuovo Priolo. Parte in ascesa il nuovo anno dell’Isab Energy Priolo che, in casa, nel catino del PalaPriolo, alla prima di ritorno del massimo campionato di basket femminile, riesce ad avere la meglio sul C.U.S. Chieti, con il punteggio di 82 a 67. Dopo una prima parte della stagione incolore, che aveva preoccupato non poco il tecnico Santino Coppa e i tifosi, Priolo sembra aver lasciato alle spalle un inizio altalenante, caratterizzato da una serie negativa di risultati. Era già accaduto, durante le precedenti stagioni che Priolo, dopo una prima parte di campionato poco felice, avesse trovato, nel girone di ritorno, le motivazioni necessarie per recuperare il gap accumulato in precedenza. Dopo la vittoria casalinga contro Chieti, le biancoverdi hanno già recuperato qualche posizione in classifica, assestandosi ora a quota sei punti, alla pari della stessa Chieti e di Orvieto, che è incappato in una sconfitta esterna in quel di Parma. La vittoria contro le abruzzesi è maturata costantemente nel corso dei quattro parziali, ben gestiti da coach Coppa, il quale ha beneficiato dell’esperienza navigata delle due veterane, Susanna Bonfiglio e Tanija Seino. Ad inizio gara, coach Coppa manda sul parquet di gioco il quintetto, composto da Eric, Donvito, Seino, Veselovschij e Cain, a cui coach Caboni raffronta una formazione iniziale tutta straniera, con Sepulveda, Karakasevic, Nacickaite, Silva e Gonzales. Nei primi minuti del primo quarto è Chieti a comandare il gioco, grazie ai canestri di Karakasevic, Gonzales e Sepulveda, interrotti, successivamente, dalla biancoverde Seino, che suona la carica con una splendida tripla. Le squadre allora danno vita ad un botta e risposta continuo, sino al 19 pari, firmato da Karakaseviz, per le ospiti, e da Milazzo, per

le padrone di casa, che chiude il primo minitempo. Il copione non muta nel secondo parziale, in cui Chieti si porta nuovamente in vantaggio per primo, con la tripla di Nacickaite, subito replicato da Priolo, che reagisce ancora con Seino e Bonfiglio. Le priolesi allora si fanno minacciose anche con la rediviva Veselovskij, che mette il segno sul canestro, che vale il momentaneo 33 pari, a cui Chieti replica, poco dopo, con le incursioni vincenti di Sepulveda e Silva, che conduce le ospiti in vantaggio, per 40 a 38 al riposo lungo. Alla ripresa della gara Georgieva, subentrata a Cain, porta immediatamente Priolo sul 40 pari. Ma le biancoverdi dimostrano di godere di una forma atletica invidiabile, che permette loro di non riproporre quei preoccupanti cali di tenuta che, nelle scorse partite, sono costati diversi punti in classifica. Al contrario, le padrone di casa incrementano il vantaggio, grazie ai canestri di Seino e Donvito che, a fine terzo tempo, le porta sul vantaggio provvisorio di 61 a 57. È a questo punto della gara, all’inizio dell’ultimo quarto di gara, che Priolo comincia a pregustare la possibilità di agguantare una meritata vittoria casalinga. A concretizzare i sogni di gloria, ci pensa subito una Tanija Seino in giornata di grazia, devastante nella tripla, che arresta definitivamente l’avanzata delle avversarie. La vittoria è ad un passo e Priolo dimostra di crederci quando inizia a macinare ancora punti, aumentando il gap di punti sulle avversarie, oltrepassando addirittura il +11, totalizzati da Chieti nella gara d’andata, sino al definitivo 82 a 67 finale. Una vittoria difesa con le unghia, che ridà il sorriso all’ambiente biancoverde, dopo una prima parte di cam-

pionato non all’altezza della fama che connota la società. “Una bella vittoria che ci voleva, - commenta a fine partita Valentina Donvito, miglior realizzatrice del match, visibilmente soddisfatta. Questa a volta a differenza delle altre partite, in cui cominciavamo a cedere dopo l’intervallo lungo abbiamo fatto il contrario, aumentando il ritmo. Questa vittoria ci ricarica, - continua – devo ringraziare le mie compagne perché siamo state tutte unite, non era facile, ma, siamo riuscite a superare le difficoltà e tornare a vincere”.          Isab Energy Priolo – C.U.S Chieti   82-67 (19-19) (38-40) (61-57).  Isab Energy Priolo - Eric 13, Bonfiglio 7, Guerri ne, Donvito 18, Milazzo 2, Bestagno 1, Seino 13, Georgeva 6, Veselovskij 16, Cain 6. All. Coppa.  C.U.S Chieti - Marino ne., De Luca 0, Diodati 2, Sepulveda 12, Karakasevic 6, Nacickaite 14, Silva 13, Gonzalez 16, Gatti 4, David 0. All. Caboni. Gianluca Agrusa

Premiato con una targa il collaboratore del “Diario”, Gianluca Agrusa, per la cura del progetto

Presentato il rinnovato Calendario Storico del Comune di Priolo Gargallo Priolo. E’ stato presentato in settimana il Calendario storico 2013 del Comune di Priolo Gargallo, giunto alla sua quarta edizione, il quale si presenta come una consolidata iniziativa, avviata dall’attuale Amministrazione comunale, Assessorato alla Polizia Municipale, attenta a riesumare antiche tradizioni cittadine o, in mancanza, a reperirne altre, con l’obiettivo di creare una memoria storica cittadina. Esso diviene, pertanto, un ulteriore segno tangibile dell’impegno profuso da un Comune giovane, composto, per la maggior parte, da cittadini non autoctoni, ma, che si prodigano, ora più che mai, per erigere un solido collante storico, su cui innestare le radici per le generazioni future. «Il Calendario storico del Comune di Priolo Gargallo – ha dichiarato il sindaco di Priolo Gargallo, Antonello Rizza – attraverso gli scatti che ritraggono al suo interno l’impegno dei priolesi nella attività sportive, culturali, del tempo libero e del volontariato, risulta una testimonianza di come il paese è vivo, pulsante e presenta una serie considerevole di associazioni e di centri di aggregazione sociale, che avvicinano le sue potenzialità a quelle di un grande centro urbano. Per tal motivo, bisogna oramai considerare superato il pregiudizio che Priolo si presenti come un paese senza storia e privo di tradizioni, in quanto, nei quattro anni e mezzo appena trascorsi dal nostro insediamento, siamo riusciti a mettere in risalto un lato culturale e sociale del territorio che, per troppi anni, era

rimasto impropriamente celato alla collettività». L’edizione 2013 dell’Almanacco storico municipale è stato curato dall’addetto stampa del Comune di Priolo Gargallo, dott. Gianluca Agrusa, in sinergia con l’Assessorato alla Polizia Municipale. Attraverso il titolo “Ieri, oggi e domani: la città in continuo sviluppo”, l’Annuario mette in evidenza gli usi, i costumi e le tradizioni che hanno connotato l’agro priolese, proiettandosi, al contempo, verso costruttivi scenari futuri, volti allo sviluppo e al cambiamento, quali punti di forza di una prospettata crescita territoriale. «Ringrazio – ha affermato il vice sindaco, nonché assessore alla Polizia Municipale, Giovanni Parisi – l’addetto stampa del Comune, dott. Gianluca Agrusa, per aver contribuito, attraverso la stesura dei testi e con i suoi scatti fotografici, alla realizzazione del Calendario storico 2013, che si presenta come un vero e proprio documento storico, in quanto mostra l’evoluzione del territorio, da piccolo abitato rurale sino all’attuale apprezzabile centro comunale, già pronto ad accogliere i nuovi assetti urbanistici che riqualificheranno il viale Annunziata e il parco della Pineta». All’evento, oltre alle numerose associazioni sportive, culturali, del tempo libero e del volontariato, che sono state ritratte nelle pagine del Calendario dedicate all’intermezzo di vita sociale, hanno anche partecipato le autorità civili e militari del territorio. «Esterno i miei complimenti

– ha detto il presidente del Consiglio comunale, Orazio Valenti – al vice sindaco, Giovanni Parisi, che, quattro anni fa, partorì la brillante idea di istituire un Calendario comunale che, quest’anno, ha dato spazio a tutte quelle associazioni che svolgono attività a vario titolo, le quali vanno indubbiamente supportate e ringraziate, in quanto, in un momento di grande crisi economica, riescono ancora a offrire il loro serio e fattivo contributo al territorio».

Al via la sesta stagione realizzata in sinergia dallo Stabile di Catania e dal Comune pedemontano. Pippo Pattavina protagonista del titolo di apertura per la regia di Ezio Donato

Il Drago” inaugura il ricco cartellone del Teatro di Trecastagni TRECASTAGNI - Cresce l’attesa per l’inaugurazione della stagione 2013 del Teatro Comunale di Trecastagni, la sesta realizzata in sinergia dal Teatro Stabile di Catania e dall’Amministrazione del Comune. Da gennaio a maggio sette spettacoli di altà qualità con una parata di grandi interpreti. Titolo d’apertura è “Il drago”, produzione di grande formato dello Stabile etneo, in scena al Comunale sabato 5 gennaio alle 21 e domenica 6 gennaio alle ore 18. Un autentico inno alla libertà, intonato dal drammaturgo russo Evgenij Schwarz con la levità e l’umorismo tipici della commedia brillante. Riduzione, adattamento e regia sono di Ezio Donato, scene e costumi di Dora Argento, le musiche di Joe Schittino, coreografie di Donatella Capraro, luci di Franco Buzzanca Nel ruolo del titolo un protagonista del calibro di Pippo Pattavina, affiancato da un folto cast che annovera Giorgia Boscarino, Lucia Fossi, Alessandro Idonea, Marzia Longo, Alberto Mica, Plinio Milazzo, Viviana Militello, Nicola Notaro, Ramona Polizzi, Lucia Portale, Francesco Russo, Clio Scira Saccà, Sergio Seminara, Maria Rita Sgarlato, Giorgia Sunseri. “Il Drago” venne concepito quale chiaro atto di accusa contro il nazismo che era riuscito a sottomettere l’Europa,

senza che i cittadini fossero stati in grado di ribellarsi. A guerra conclusa, la censura sovietica ne proibì la rappresentazione a Mosca, temendo potesse alludere anche alla dittatura stalinista. La morale è chiarissima: quando una collettività, per ignavia o per paura, delega il governo ad un unico potere, le forze del male finiscono col vincere sul bene e nessuno potrà più chiedere giustizia. Il capolavoro di Schwarz descrive in questo senso una parabola esemplare. In una città immaginaria, che sulla scena sarà ambientata dentro un quadro di Marc Chagall, da più di quattrocento anni impera un drago. Ha imposto un tributo alla città: una specie di racket, un “pizzo”, una tangente, non diversamente da come opera la mafia e, in generale, la criminalità organizzata. In cambio della protezione da ogni forma di delinquenza e dall’arrivo di altri possibili “draghi”, i cittadini pagano annualmente al tiranno un ingente quantità di beni materiali. Non basta: il drago sceglie inoltre, ogni anno, una ragazza che i cittadini gli consegnano per poi non rivederla mai più. Anche il Sindaco è al servizio dell’oppressore. Un bel giorno arriva Lancillotto, nemico giurato di tutti i draghi del mondo. Vuole liberare la città. Portare la democrazia in un paese dove regna l’oppressione del tiranno, che

in nome della pace sociale tiene in soggezione il popolo e lo sfrutta. Ma nessuno vuole essere liberato. Persino la figlia del segretario comunale, destinata quell’anno ad essere sacrificata al drago, è rassegnata a morire per il bene del paese. Lancillotto se ne innamora ricambiato. E ancor più motivato, sfida il drago e lo uccide. La città sembra essere liberata. Se nonché il Sindaco, ripresi ora tutti i suoi poteri, tiene in soggezione i cittadini come faceva il drago, ma in forma più sottile e subdola. Lancillotto allora capisce che la libertà deve essere conquistata consapevolmente, che la vera lotta deve nascere da una volontà collettiva di liberarsi dal male, deve essere combattuta con le proprie forze, attraverso un lungo ma più efficace processo di riscatto, determinato dall’educazione e dalla cultura. Una battuta del testo sintetizza il significato profondo della storia: “Pensa che sia facile amare gli uomini?”. Sono parole che ci stimolano a comprendere che il “drago” è intorno a ciascuno di noi; forse vive nella casa accanto ... o addirittura, se guardiamo con più attenzione, il male è dentro noi stessi. Riconoscerlo, combatterlo, come fa il prode Lancillotto nel suo ostinato amore per l’umanità, induce ad un umanesimo che diventa ai nostri giorni una prospettiva sempre più necessaria. CaterinaRita Andò


Sabato 12 gennaio 2013

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Diario Siracusa

Numerosi cittadini e diverse associazioni del territorio hanno offerto il loro contributo solidale

A Priolo la terza edizione della “Befana del Vigile Urbano” Priolo. Anche quest’anno si è tenuta a Priolo Gargallo la tradizionale “Befana del Vigile Urbano”, giunta ormai alla sua terza Edizione. L’evento, partito nel 2010, tenta di riproporre antiche tradizioni popolari andate, malauguratamente, in disuso. Secondo le fonti fotografiche del territorio, infatti, gli automobilisti priolesi solevano consegnare ai Vigili Urbani, posti sulle consuete pedane da cui dirigevano il traffico, svariati doni, solitamente dolci, fiaschi di vino ed olio, che venivano poi devoluti alla mensa dei poveri ed alle associazioni umanitarie presenti nella zona. L’originale tradizione, riesumata dall’attuale Amministrazione comunale - Assessorato alla Polizia Municipale - entra di diritto nel novero degli interventi pensati a favore della collettività, da preservare e perpetuare nel tempo, affinché a Priolo Gargallo si diffonda sempre più una politica legata alla solidarietà. Infatti, attraverso la donazione di pacchi regalo, contenenti beni di prima necessità, che verranno devoluti alla Caritas, nonché alla Parrocchia dell’Immacolata Concezione, numerosi cittadini e diverse associazioni del territorio, anche quest’anno, hanno offerto il loro contributo solidale a numerose persone, che versano in gravi difficoltà finanziarie. Alla benefica manifestazione, tenutasi stamani, 6 gennaio 2013, presso la piazza Quattro Canti, oltre ad un numero considerevole di cittadini, hanno partecipato: il sindaco di Priolo Gargallo, Antonello Rizza, il vice sindaco, nonché assessore alla Polizia Municipale, Giovanni Parisi, una rappresentanza della Giunta Municipale, il presidente del Consiglio comunale, Orazio Valenti, e il Comandante di Polizia Municipale, dott. Giuseppe Carpinteri, il quale ha evidenziato l’importanza di diffondere anche tra i giovani tale sentito e significativo evento. «Abbiamo riesumato – ha affermato il dott. Giuseppe

Carpinteri - una tradizione nata a Priolo a partire dagli anni sessanta, nel tentativo di diffonderla anche alle nuove generazioni, che non hanno avuto la fortuna di viverla in prima persona. Il Comune di Priolo ha ricevuto il plauso, da parte di altri Enti comunali e di altri Corpi di Polizia Municipale, per l’originale evento annuale della “Befana del Vigile Urbano” che, in un periodo di

grave crisi economica come quello che stiamo attraversando, risulta indispensabile per supportare i bisognosi. Ringrazio, pertanto, tutte le associazioni e tutti coloro i quali, a vario titolo, hanno aderito, attraverso numerose donazioni, a questa piccola, ma, sentita iniziativa di solidarietà sociale». Gianluca Agrusa

Il recordman è divenuto famoso per la sua particolarità di correre a piedi nudi

La Siracusa city Marathon accoglierà tra i partecipanti il celebre podista Francesco Arone re, tale prerogativa è oramai divenuta una componente necessaria della sua attività agonistica. “Riesco ormai a correre una maratona solo a piedi nudi – ha dichiarato Francesco Arone. Forse, se usassi le scarpe, potrei migliorarmi di qualche minuto, ma temo di non essere più in grado di indossarle. E poi, sarebbe troppo banale”. Lo stravagante podista, nato a Carignano il 3 luglio 1976, si è reso recentemente protagonista dell’ultima ultramaratona di Seregno, della distanza di 100 km, corsa totalmente a piedi nudi, che gli è valsa la conquista del “Guinness World Record” in merito a tale specialità atletica. Nella stessa maniera Arone ha corso ben 31 maratone e 28 half marathon, oltre alle numerose competizioni sulla distanza corta. Francesco Arone ha cominciato a correre a piedi nudi nel 2000 con l’Atletica Carignano, una piccola società del paese, in cui lo stesso atleta vive. “Mi allenavo per correre le 10 km su strada e all’inizio usavo le scarpe, ma, ben presto decisi che dovevo provare senza perché volevo far

qualcosa di diverso dagli altri”. Sono numerose le gare disputate in svariate città estere dal podista piemontese, tra queste spiccane: Berlino, New York, Barcellona, Nizza, Tokyo, Miami, Dubai e Montecarlo. Le ottime prove atletiche di Arone scaturiscono da un duro lavoro atletico, svolto nel corso di allenamenti composti da ripetute, lunghi e salite, rigorosamente a piedi nudi. Il corridore, nel corso delle competizioni, è così costretto a tenere la vista bassa, controllando il manto stradale, nel tentativo di evitare di infortunarsi con vetri, pietre, chiodi o quant’altro d’imprevisto si possa incontrare per strada. Indubbiamente, è lo sterrato a rendere particolarmente complessa la corsa di Arone. “Mi è capitata – ha concluso il podista piemontese - una maratona con 2 km di sterrato ed è stata durissima, tra pietre e sassi è difficile correre senza farsi male”. G.A.

PALLAMANO. I giovani talenti siciliani riuniti al Palalobello di Siracusa

Peppe Vinci: tre giorni svolti con impegno ed entusiasmo Alla Siracusa City Marathon, in programma domenica, 27 gennaio, tra gli atleti noti nel panorama professionale della corsa, spicca Francesco Arone: il podista piemontese divenuto famoso per la sua peculiarità di correre a piedi nudi. Infatti, come dichiarato dallo stesso corrido-

La Bianca ha insediato la Consulta della famiglia

Il vice sindaco, Concetto La Bianca, giorno 9 gennaio, alle 11:30, nella sede dell’assessorato alle Politiche sociali, in via Italia 105, ha insediato la Consulta della famiglia, presente anche Salvo Sorbello, assessore alle Politiche sociali. Istituita dal consiglio comunale, la Consulta è composta dai rappresentanti di varie associazioni, che si trovano impegnate nella promozione di politiche che favoreggiano i bisogni delle famiglie, a cui viene riconosciuta la centralità nell’organizzazione sociale. M.L.V.

Siracusa. Si è tenuta al Palalobello di Siracusa la tre giorni di raduno dei giovani talenti siciliani, organizzata dall’area tecnica della Figh Sicilia, in sinergia con la società aretusea Albatro. “Sono stati tre giorni di intenso lavoro che i ragazzi hanno svolto con impegno ed entusiasmo – ha dichiarato il responsabile dell’area tecnica Sicilia, Peppe Vinci - e con la collaborazione dei colleghi tecnici Francesco Rosapinta, Benedetto Randes e Lillo Gelo, abbiamo messo le basi per un progetto che vada oltre l’obiettivo della partecipazione al Trofeo Figh delle Aree di Giugno, ma, rappresenti una sorta di “format”, sostenuto e condiviso dal il commissario tecnico Franco Chionchio, che porti a seguire al meglio i nostri giovani talenti e contribuisca, con la collaborazione delle società, ad alzare il livello tecnico ed organizzativo del movimento siciliano”.

La selezione, composta da 18 atleti, si è anche battuta, in un’amichevole di tre tempi di gioco, contro la formazione dello Scicli, protagonista nel campionato di serie B, sconfitta per 27 a 26, e la compagine di casa della Teamnetwork Albatro che, invece, ha vinto per 45 a 34. La kermesse sportiva è stata aperta da un incontro tra il Commissario tecnico Figh delle Nazionali maschili, Franco Chionchio, e numerosi tecnici siciliani presenti, in cui ha definito le tracce del Progetto “Aree Tecniche “, mentre, con i consiglieri nazionali Angelo Dicarolo e Placido Villari ha tenuto un fondamentale summit circa le prospettive e le necessità del movimento siciliano. Infine, si è focalizzata l’attenzione sull’importanza di migliorare la formazione dei tecnici e di incrementare l’attività dei settori giovanili. G. A.

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Sabato 12 gennaio 2013

L’ex procuratore capo Ugo Rossi ha inoltrato all’Ufficio del Gip l’istanza per chiudere con un nulla di fatto il procedimento a carico degli avvocati Domenico Moschitto e Maurizio Firrincieli

Dimitri Pustizzi si oppone alla richiesta di archiviazione Dimitri Pustizzi si è opposto alla richiesta di archiviazione avanzata dall’ex procuratore capo Ugo Rossi nei confronti degli avvocati Domenico Moschitto e Maurizio Firrincieli. L’atto di opposizione, redatto dall’avvocato Francesco Fiducia, è stato già inoltrato all’ufficio del Giudice delle indagini preliminari presso il Tribunale aretuseo. Il caso sta facendo molto discutere nella città di Augusta dove la famiglia Pustizzi è molto conosciuta. Il signor Dimitri Pustizzi chiede giustizia in memoria della sfortunata sorella deceduta a seguito di una malattia incurabile. Ecco, cosa scrive nell’atto di opposizione alla richiesta di archiviazione l’avvocato Figura. “Il sottoscritto Avv. Francesco Fiducia, difensore come da nomina già depositata in atti del sig. Dimitri Pustizzi nel proc. pen. iscritto al n. 4791/11 R.G.n.r. mod. 21 Procura della Repubblica di Siracusa, a carico degli avv.ti Moschitto Domenico e Firrincieli Maurizio, propone opposizione avverso la richiesta di archiviazione avanzata dal P.M. in data 2.5.2012 con provvedimento di rimessione in termini per l’opposizione del 25.10.2012 (v.all.1), per i seguenti motivi, in fatto e in diritto. Il procedimento penale de quo trae origine dal deposito di più querele da parte del sign. Pustizzi Dimitri, erede della sorella Gloria Pustizzi, il quale lamenta di aver ricevuto un nocumento dalla condotta degli Avv.ti Moschitto e Firrincieli. I due legali avrebbero indotto in errore, mediante raggiri, la di lui citata sorella, malata terminale di cancro, in merito alla vendita di un terreno in contrada San Giorgio nel territorio di Augusta. In particolare la persona offesa fa riferimento ad un contratto di compravendita stipulato dal notaio Sergio Marciano di Augusta il 10.5.2006 con il quale era stato fatto credere dall’Avv. Firrincieli Maurizio, che assisteva alla stipula dell’atto e dall’avv. Domenico Moschitto, che rappresentava quale procuratore speciale la famiglia Lappostato, supposti proprietari del terreno per la quota di 3/12, che il terreno non fosse di esclusiva proprietà della sig.ra Pustizzi. Dalla lettura della richiesta di archiviazione appare evidente l’assenza di una attività di indagine per comprendere gli ulteriori fatti lamentati dal Pustizzi fra cui il pagamento da parte della sig.ra Gloria Pustizzi di denaro in contanti della somma di 10.000 euro all’Avv.Firrincieli, dubbiosi accordi preliminari di vendita in favore del sig. Bruno Novelli suocero dello stesso Firrincieli, nonchè la strana vendita al signor Angelo Firrincieli zio dell’avvocato indagato e proprietario oltremodo di una agenzia immobiliare ad Augusta .Tutte transazioni avvenute ad un prezzo di circa 7 euro al mq contro il valore dei 12 euro al mq offerto dal cliente della agenzia Pietro Marturana di Augusta alla quale la sorella del Pustizzi si era rivolta per la vendita della sua quota parte di 15000 mq come stabilito dalla sentenza 252/03. La incongruità dello stesso atto di vendita dei terreni in questione presso il Notaio Marciano al prezzo di 6 euro al mq accresce maggiormente il sospetto che la Pustizzi sia stata raggirata, peraltro appare evidente la completa mancanza degli altri coeredi nell’atto di vendita de quo e cioè Occhipinti Giuseppe ed Occhipinti Salvatore come da denuncia di successione del 1972. Il Firrincieli ha sostenuto che la Gloria Pustizzi avrebbe posto in vendita tutto il terreno compreso le quote indivise cioe’ pari a 18000mq ,mentre la sig.ra Pustizzi aveva posto in vendita, tramite agente immobiliare Pietro Marturana di Augusta, solo la sua quota parte di terreno pari a circa 15000 mq di terreno come stabilito da sentenza 252/03. Queste circostanze sono ben provate sia dal contratto stipulato con il Marturana, sia nell’ atto di citazione promosso dallo avvocato dello stesso Marturana per il mancato rispetto delle norme contrattuali stipulate a suo tempo con la Gloria Pustizzi.A dire il vero nello stesso atto di citazione vengono specificate anche il numero delle particelle messe in vendita e che sono da riferirsi la CTU del 1996 ordinato dal Tribunale di Siracusa nella causa proposta dall’avvocato Moschitto per la suddivisione giudiziale del terreno in questione. Occorre precisare che la sentenza 479/05 non ha solamente rigettato la domanda di suddivisione del terreno per non avere dimostrato l’ accettazione da parte della Domenica Occhipinti ,dante causa degli Appostato,della eredita della quota parte dei terreni ,ma ha anche ha rigettato l’ assegnazione della loro quota parte spettante in possesso del Giuseppe Pustizzi ,dante causa della Gloria Pustizzi, e della loro fruttificazione per decadenza dei termini di accettazione dell eredita da parte della stessa Domenica Occhipinti tale da comprenderla nell asse ereditario e trasmetterla ad i suoi eredi.Art.480 del c.c. Sul punto infatti si legge 479/05”L’eccezione di difetto di legittimazione attiva per avvenuta prescrizione del diritto della Occhipinti Domenica di accettare l’ eredita di Occhipinti Santa è fondata. Gli attori,che ne avevano l’onere,non hanno dimostrato che entro il decennio di cui l’ art.480,la loro madre deceduta il 09/08/1982 abbia

accettato l’ eredita che le e’ pervenuta dalla Occhipinti Santa si da trasmetterla ai figli e ricomprenderla nell’ asse ereditario a costoro relitto per la sua quota di pertinenza” Cio’ significa che la Domenica Occhipinti non era proprietaria di tali quote di terreni e pertanto gli stessi non stati trasmessi a suoi eredi non essendo parte del patrimonio ereditario.Pertanto gli assistiti dell’avvocato Moschitto non potevano pretendere alcun diritto su tali beni. Inoltre sulla questione emergono altri due fattori e cioè: l’ atto di citazione per la rivendica sul possesso dei terreni da parte degli assistiti del avv. Moschitto era illegittimo poichè già prescritto. Tutte le prove che l’ avv.Moschitto ha presentato a sostegno della proprietà hanno dimostrato l’ esatto contrario. Sul punto infatti si legge 479/05”L’atto di costituzione nel giudizio di appello e’ successivo al decennio. Tutti gli atti interruttivi espressi o taciti intervenuti prima che maturasse il termine on sono stati e addotti ne dimostrati on potendo in ogni caso bastare la mera denunzia fiscale di successione fatta da alcuno degli eredi trattandosi di atto di efficacia fiscale contenente una mera notizia all’ Amministrazione Finanziaria,(Cass.88/2403 e 86/5275). Per una maggiore conferma a riprova di quanto asserito sopra basta esaminare l’ atto di citazione del 1989 dello Avv.Moschitto con il quale richiede il possesso di tali terreni e l’ammontare dei frutti non percepiti al Signor Pustizzi Giuseppe, dante causa della Pustizzi Gloria. Il Pustizzi Giuseppe era per stessa ammissione dell’avv. Moschitto nel possesso dei sopra menzionati terreni. Sul punto infatti si legge: Atto di Citazione 1989”assegnando a ciascun condividente la quota di spettanza......Ordinare altresi’ al convenuto Pustizzi Giuseppe di rendere conto della fruttificazione a partire dal 27/08/1980,data in cui e’ entrato in possesso dell’immobile” .Dallo stesso atto di citazione è possibile dedurre che sapeva benissimo il Moschitto che mai avrebbe potuto presentare una rivendica diretta di tali quote parti di terreno mai posseduti dai suoi assistiti. Infine vi e’ da evidenziare che nella sentenza 479/05 è stato esperito chiaramente un accertamento di proprietà conclusosi definitivamente con un provvedimanto sfavorevole agli assistiti dell’Avv. Moschitto. Su questo punto si legge: Dispositivo dell’art. 2934 Codice “Ogni diritto si estingue (1) per prescrizione [disp. att. 252], quando il titolare non lo esercita per il tempo [2962, 2963] determinato dalla legge [1242 2]. “Dispositivo dell’art. 480 Codice “Il diritto di accettare l’eredità si prescrive in dieci anni (1). Il termine decorre dal giorno dell’apertura della successione e, in caso d’istituzione condizionale, dal giorno in cui si verifica la condizione [633] (2). Dalla disamina della richiesta di archiviazione occorre rilevare la incompleta e parziaria conclusione e descrizione delle vicende de quo. Infatti sul punto si legge :”Quanto alla donazione del terreno di c. San Giorgio deve rilevarsi che per tale immobile il donante non poteva disporne integralmente,essendogli pervenuti per successione solo i ¾ del bene stesso,appartenendosi il restante ¼ a Occhipinti Giuseppe,Occhipinti Salvatore e Occhipinti Domenica come da denuncia di successione n 39v ol.109 trascritta alla Conservatoria di Siracusa in data 20/06/1972. “ Il motivo di tale completezza è data dal fatto che il Giudice Marino con la sentenza 252/03 non ha mai dato la titolarità sulla quota parte dei terreni i capo agli assistiti dell avv.Moschitto e neanche avrebbe potuto farlo senza violare le norme di diritto infatti su questo specifico punto si legga Cass. 28 agosto 1986 n. 5275 La denuncia di Successione ha valore eminentemente fiscale e non è qualificabile come titolo di acquisto della proprietà. Cass., II sez. civ., 18 maggio 1995 n. 5463. La denuncia di successione ed il pagamento della relativa imposta, con riferimento al valore del patrimonio relitto dichiarato nella predetta denuncia, non comportano accettazione tacita dell’eredità, trattandosi di adempimenti fiscali che, in quanto diretti ad evitare l’applicazione di sanzioni, hanno solo scopo conservativo e rientrano, quindi, tra gli atti che il chiamato a succedere può compiere in base ai poteri conferitigli dall’articolo 460 c.c.Cass. 88/2403 e Cass. 86/5275 . La dichiarazione di successione che gli eredi debbono presentare alla competente Agenzia delle Entrate, ha valenza prettamente fiscale, in quanto istituita per la liquidazione delle imposte dovute allo Stato in seguito alla morte di una persona. Pertanto la compilazione e la presentazione di tale dichiarazione non comporta accettazione dell’eredità da parte degli eredi. Perchè un soggetto possa conseguire l’eredità a lui lasciata deve necessariamente accettare tale lascito. L’accettazione può essere espressa (quando il chiamato all’eredità dichiara espressamente di accettare l’eredità avanti al notaio) oppure tacita (quando il chiamato dispone di beni ereditari, ad esempio, vendendo o concedendo in ipoteca beni ereditari). Circa l’asserzione sulla mancanza di titolarità da parte della Gloria Pustizzi

in riferimento alla restante quota parte del terreno in questione occorre precisare quanto segue: Il sig.Pustizzi Giuseppe ha acquistato la restante parte dei terreni in due diverse maniere. In ragione del Dispositivo dell’art. 677 Codice Se non ha luogo l’accrescimento, la porzione dell’erede mancante si devolve agli eredi legittimi Dispositivo dell’art. 565 Codice Civile Nella successione legittima l’eredità si devolve al coniuge Il sig.Vincenzo Di Grande ebbe a ricevere i terreni dalla moglie Santa. Essendo questi ultimi senza prole la legge prima della modifica del diritto di famiglia del 1975 prevedeva che i ¾ dell’eredita andassero al coniuge superstite ed il restante ¼ andasse ai collaterali del defunto,in questo caso agli zii Occhipinti Domenica,Giuseppe e Salvatore. Poichè allo scadere dei 10 anni nessuno degli zii ebbe ad accettare l’eredita della nipote Santa,la loro quota parte automaticamente venne devoluta all’erede legittimo, cioè il marito Vincenzo Di Grande. In considerazione di quanto sopra Il Pustizzi Giuseppe ha ricevuto la totalità del terreno e quindi esso era stato donato nella sua interezza alla figlia Gloria Pustizzi. 2) l’acquisto del diritto per usucapione avviene automaticamente per legge, nel momento in cui matura il termine previsto dalle norme del codice civile (articoli 1158 e seguenti). L’accertamento per via giudiziale dell’intervenuta usucapione dà luogo a una sentenza accertativa, avente natura dichiarativa e non costitutiva (cfr Cassazione del 5 febbraio 2007, n. 2485 e Cassazione del 19 marzo 2008, n. 12609). La trascrizione, in base all’articolo 2651 del codice civile, della sentenza da cui risulta acquistato per usucapione la proprietà dei beni immobili e gli altri diritti reali di godimento sui beni medesimi ha, pertanto, natura di pubblicità-notizia, in quanto assolve allo scopo di garantire completezza ai pubblici registri (cfr circolare dell’Amministrazione finanziaria n. 37/1991). Usucapione di beni ereditari In caso di successione per morte, il coerede può usucapire la quota degli altri coeredi se dopo la morte del de cuius è rimasto nel possesso esclusivo del bene ereditario, senza che sia necessaria l’interversione del possesso (Corte di Cassazione, sentenza del 25 marzo 2009, n. 7221; del 12 aprile 2002, n. 5226; n. 7075/1999; n. 5687/1996) A tal fine, tuttavia, non è sufficiente il semplice fatto che gli altri partecipanti alla comunione ereditaria si siano astenuti dall’uso comune della cosa. È necessario, piuttosto, che il singolo coerede abbia goduto del bene in modo inconciliabile con la possibilità di godimento altrui e tale da evidenziare l’inequivoca volontà di possedere uti dominus (ossia in qualità di proprietario esclusivo e non di comproprietario). Il Sig.Vincenzo Di Grande ,dante causa del Pustizzi Giuseppe era in possesso e godimento di tale bene da diversi decenni pertanto l’ usucapione era già maturato per lo stesso di Grande. Il sig.Pustizzi Giuseppe era nel possesso e godimento di tale bene sin dal 1972 ,divenuto erede universale sin dal 1980, era nel possesso di tale bene, come anche affermato dall’Avv.Moschitto nell atto di citazione del 1989,sin al Settembre del 2001 e successivamente da figlia Gloria sino al 2004.Per quanto riguarda l’asserzione fatta nella richiesta di archiviazione circa l’aiuto dato dai due legali alla sig.ra Gloria Pustizzi bisogna porre in evidenza quanto segue: ambedue gli indagati hanno fatto pressioni affinchè la sig.ra Pustizzi vendesse i terreni ad i loro parenti ed amici ad un prezzo di circa 7 euro contro i 12 euro al mq offerti dal sig.Marturana. Gli avv. ti Moschitto e Firrincieli, secondo la testimonianza della stessa persona offesa avrebbero preteso pagamenti dagli importi esorbitanti,basti pensare che solo per la causa di divisione giudiziale (giud.civile 479/05) riguardante uno stacco di terreno pari a 1000mq per un valore di 7.000 euro ,il Firrincieli avrebbe richiesto un pagamento di ben 18.000 euro. All’ evidenza di quanto esposto il sottoscritto, nell’interesse del sig. Dimitri Pustizzi, per tutto quanto sopra esposto il sottoscritto chiede che la S.V., ritenendo sufficientemente provata la responsabilità penale degli avv.ti Moschitto e Firrincieli, voglia rigettare la richiesta di archiviazione avanzata dal P.M. e ordinare allo stesso di formulare l’imputazione ai sensi dell’art. 409, comma 5, c.p.p.. In subordine, in applicazione degli artt. 409 comma 2° c.p.p. e segg., chiede fissarsi udienza in camera di consiglio, al fine di disporre la prosecuzione delle indagini. All’uopo, si indica quale investigazione suppletiva l’escussione a sommarie informazioni testimoniali del titolare della agenzia immobiliare Marturana di Augusta in merito alla disponibilità data alla deceduta sig.ra Pustizzi a vendere ad un prezzo maggiore l’immobile de quo”.


2013-gennaio-12