Page 1

cantone

www.mattinonline.ch

il Mattino della domenica 21 luglio 2013

7

L’indomabile Chiapparino:

“Il divertimento è il mio mestiere!” Il Longlake Festival si conclude oggi, ma Claudio Chiapparino, direttore del Dicastero Giovani Eventi già pensa al futuro. “E’ che sono un creativo inquieto: anche in questi giorni, quando guardo i vari spettacoli proposti in città, controllo che tutto vada per il meglio e intanto mi balenano in testa nuove idee…” Eppure avrebbe motivo di svagarsi, visto il successo riscosso dal Longlake Festival… In effetti abbiamo alzato ulteriormente l’asticella. I turisti sono aumentati del 25%: davvero niente male! Ormai il Longlake festival è un evento che ha superato la dimensione locale ed è conosciuto in tutta la Svizzera ma anche in tutta Europa e persino in America. Qual è il segreto di questo successo? Non c’è nessun segreto. Questo è il frutto di una strategia ben precisa e di anni di lavoro. Ogni anno che passa Lugano consolida il suo status di città turistica che offre spettacoli e divertimento ai turisti. Questo li invoglia a tornare e crea un passaparola che si estende a macchia d’olio. A livello di turisti di che cifre si parla? Nel periodo del Longlake, compresi gli Harley Days e l’Estival Jazz, 300mila presenze. Molti di loro a Lu-

gano dormono negli alberghi, mangiano nei ristoranti e bevono un drink nei bar… Quindi i vantaggi sono per tutti. A proposito, quanto è importante la collaborazione coi privati? Molto, e uno dei nostri obiettivi di quest’anno è stata quella di consolidarla. Molti eventi che abbiamo presentato si sono infatti svolti presso locali luganesi. Questo dà modo ai turisti di avere una percezione diversa della città, la quale non è solo un contenitore di eventi ma si lascia vivere interamente. Esercenti che però sono confrontati con molte leggi restrittive. Al momento c’è un problema tra gli esercenti che vogliono proporre spettacoli per attirare clienti e gli abitanti che vogliono riposare. Credo si debba cercare un compromesso tra le esigenze di tutte e due le parti, studiando nuove soluzioni. A mio parere si può cercare una nuova concezione del territorio, facendo crescere delle zone dove si può avere più tolleranza per la vita notturna. Ma Lugano è davvero una città morta? Credo sia uno stereotipo ormai pas-

sato. La città è più vivace di quello che si vuol far credere. Solo che a luglio li vedi tutti in piazza, in inverno vanno nei vari locali, a teatro o nelle altre manifestazioni: penso ad esempio a Musicnet, che sta crescendo sempre di più. C’è anche chi vorrebbe il Longlake Festival tutto l’anno… Sarebbe bello, ma realisticamente non è possibile. E diluire i 250 eventi per tutta la primavera e l’estate sarebbe comunque un errore: non avrebbe lo stesso impatto. Però questo non vuol dire che non stiamo pensando ad aumentare l’offerta di spettacoli in altri periodi dell’anno. Per buona pace di chi vorrebbe tagliare sulle spese del DGE… Mettiamo le cose in chiaro: il Longlake è un festival molto economico. Non arriviamo neanche al milione di franchi, molto al di sotto di altri festival svizzeri della stessa portata. Ma a tagliare le spese ci abbiamo pensato già da soli: quest’anno abbiamo diminuito i costi del 10% e nonostante questo abbiamo aumentato gli eventi. Il nostro esercizio di ottimizzazione delle risorse lo continuiamo a fare e anche il prossimo contiamo di risparmiare facendo ancora di più. Con i già citati 300mila turisti che portano un indotto notevole alla città e ai privati. E con 500 ragazzi che lavorano per rendere tutto questo possibile. A proposito, posso ringraziarli? Sono davvero fondamentali! Ci mancherebbe! Ma i costi del Festival sono tutti a carico del Comune? Quest’anno abbiamo creato il fondo per gli amici del Longlake, che dà la possibilità al pubblico che assiste agli eventi, che rimarranno gratuiti, di aiutarci finanziariamente, mostrando il loro gradimento per gli spettacoli offerti. Questo rafforza ancora di più il legame del pubblico con il Longlake: un rapporto che sta diventando sempre più stretto. Ritornando alla domanda: un buon 25% dei costi totali li ricaviamo dalle attività del DGE, tra cui ad esempio il Mojito.

Il Mojito che non piace agli esercenti… Ormai è più che dimostrato che il Mojito è a vantaggio di tutti. I ragazzi scendono in strada e non necessariamente bevono qualcosa al Mojito ma preferiscono andare negli altri locali nelle vicinanze. Come va invece con lo Studio Foce? Molto bene. Siamo davvero contenti: in questi mesi abbiamo dato la possibilità di sperimentare nuovi generi di musica e aver dato uno spazio ai ragazzi senza che ci sia stata una sola segnalazione per la musica troppo alta. Anche in questo caso un investimento che abbiamo cercato di ottimizzare: siamo convinti che nel giro di pochi anni, con le 40mila presenze in neanche un anno registrate tra teatro, sala musicale e agorateca, riusciremo ad ammortizzare definitivamente i costi. Insomma, una Lugano che si è aperta ai giovani. Non solo a loro. E’ una Lugano che con piccoli ma oculati progetti è cambiata. Il Park’n’Read, il sottopassaggio in stazione e quello dei cigni in centro sono idee davvero semplici, che sono costate davvero poco: ma messe insieme danno un’altra visione della città, con i turisti che sono entusiasti di scoprire cose nuove in ogni angolo della città. Com’è la collaborazione con il suo municipale diretto Lorenzo Quadri? Ottima. E’ una persona impegnata, precisa e con grande competenza. Un carattere diverso da quello di Giuliano Bignasca, con cui ho lavorato molti anni. Ma lo spirito combattivo e la sensibilità verso certi temi è quella! E di Giuliano Bignasca che ricordo ha? Fantastico. E’ stato bellissimo lavorare con lui. Ha avuto fiducia in me sin da subito e mi ha sempre sostenuto, in maniera quasi paterna. E aveva un grande fiuto: sapeva quando una cosa sarebbe andata bene. Negli ultimi anni ci vede-

vamo molto spesso e si era creato un bel rapporto. A proposito, come è entrato nel Dicastero Giovani ed Eventi? Non è che sono entrato… ancora non esisteva! Ma in quel periodo il Municipio cercava qualcuno che si occupasse delle attività giovanili. Io mi ero appena laureato e ho mandato il mio curriculum corredato con un commento entusiasta del grande drammaturgo Ionesco ad una recensione teatrale che gli avevo inviato e il manifesto di un cineforum che avevo organizzato con la firma del regista polacco Kieslowsky, a cui era stata dedicata la serata. Tanto è bastato per farmi assumere… con l’incoscienza di chi organizzare eventi senza conoscere la burocrazia, facendomi pure sgridare dal Comandante della Polizia Weber! Ma avrebbe mai pensato che questa sarebbe stata la sua vita? Diciamo che avevo una certa vocazione… quando studiavo all’Università a Friborgo organizzavo un sacco di eventi, suonavo la chitarra alle feste, avevo creato un giornalino della facoltà e pure una spaghetteria. Una volta ho fatto pure una pizzata in casa per sessanta persone… c’era gente pure in dispensa! Non si rilassa proprio mai? Il mio problema è che se vado da qualche parte poi mi faccio ispirare e penso a come ricreare a Lugano le feste o gli eventi a cui assisto! Per questo mi rilasso davvero solo quando vado in montagna, magari a passeggiare… i momenti giusti per ricaricare le batterie! Quale sarà la prossima “creatura” del DGE? Ce ne sono una marea… con il mio team, con il quale abbiamo creato un bellissimo rapporto, stiamo lavorando a tantissimi progetti, impossibile citarne solo uno. Voi continuate a girare per Lugano, li vedrete direttamente con i vostri occhi! PAGINA A CURA DI MATTIA SACCHI

21.07.2013 Rassegna Stampa  
Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you