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federlus

NUMERO UNICO • 2017

PERIODICO DELLA FEDERAZIONE DELLE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO DEL LAZIO UMBRIA SARDEGNA

Si prega di confermare la partecipazione al convegno e degli accompagnatori FEDERAZIONE DELLE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO LAZIO UMBRIA SARDEGNA Via Adige 26, 00198 Roma Tel. 06 84400700 - Fax 06 84241516 - www.federlus.it Segreteria organizzativa

ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI

dent bruni

GUARDIAMO AVANTI I RISULTATI CI DANNO RAGIONE 6 luglio 2012 HOTEL OASI DI KUFRA - Sala meeting Kufra Strada Lungomare km 29.800 - Sabaudia

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La Banca del domani per un nuovo sviluppo dell’


EDITORIALE CINQUANT’ANNI DI CAMMINO

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SPECIALE I 50 ANNI DELLA FEDERLUS MEZZO SECOLO AL SERVIZIO DELLE ASSOCIATE INTERVISTA AI PRESIDENTI DELLE BCC

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PUNTO CONGIUNTURALE I BANCHIERI VISTI DA VICINO

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SCENARI ITALIA IN RIPRESA MA ANCORA NON BASTA

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VENTI DI RIPRESA

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L’IMPATTO DEGLI IFRS 9 SULLE BCC

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EDUCAZIONE FINANZIARIA ARRIVA LA CABINA DI REGIA PER L’ALFABETIZZAZIONE FINANZIARIA DEGLI ITALIANI

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DALLA FEDERAZIONE IL TERREMOTO NEL CENTRO ITALIA

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GIOVANI SOCI FEDERLUS, INSIEME PER PROGETTARE IL FUTURO

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“COLTIVA IL TUO FUTURO”

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ORIZZONTI TV, LA WEB TV ITALIANA PER L’EDUCAZIONE FINANZIARIA

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DALLE BCC

CON I SOLDI SI PUÒ COMPRARE TUTTO?

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CASSA RURALE ED ARTIGIANA DELL’AGRO PONTINO PARTECIPAZIONE IN... CHAMPIONS!

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COLLI ALBANI CAPIRE L’ECONOMIA IN SETTE PASSI

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IL SISTEMA INTERREGIONALE SANA E PRUDENTE GESTIONE: TEMPO DI BILANCI

Direttore Responsabile: Maurizio Aletti

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Immagini: Archivio Edicom, Archivio Federlus, Fabrizio Burelli, Simone Pagano, Microimages Fotolia Redazione: Alessandro Ceccarelli, Brunella Venier

Hanno collaborato a questo numero: Antonella Cortese, Sergio Conti, Giuliano Polidori, Sergio Troiani

Editore: EDICOM srl, iscritta al R.O.C. n. 8961 Finito di stampare: maggio 2018 Tiratura: 2.000 copie


EDITORIALE

Cinquant’anni di cammino Questo numero unico per il 2018 della Rivista Orizzonti è dedicato principalmente alla celebrazione dei 50 anni della Federazione avvenuta lo scorso 1° dicembre alla Corte di Arenaro, a Torrimpietra, con ampia partecipazione degli esponenti delle Associate e importanti ospiti. Il resoconto dell’evento è arricchito dalle testimonianze appassionate dei dipendenti, per noi motivo di orgoglio, e dalle riflessioni di molti dei nostri Presidenti, che riconoscono alla Federazione non solo il fondamentale valore associativo e di rappresentanza, quant’anche l’indispensabile supporto che la stessa è stata in grado di fornire a tutte le Associate e che si vorrebbe possa essere conservato almeno in parte anche nei prossimi nuovi assetti del Credito Cooperativo. A Torrimpietra abbiamo avuto il piacere e l’onore di avere ospiti il Presidente di Federcasse Augusto Dell’Erba, accompagnato dal Direttore Sergio Gatti e il Direttore di Iccrea Banca Leonardo Rubattu, oltre al vicedirettore di Federcasse Roberto Di Salvo. E poi la presenza di Alessandro Azzi, Presidente della Federazione Lombarda e Presidente Federcasse dal 1993 al 2016. Abbiamo avuto l’opportunità di celebrare insieme una storia vera, una storia di banche, di donne e uomini che hanno compiuto un lungo percorso per alimentare con linfa vitale il Credito Cooperativo nelle nostre regioni di riferimento. Abbiamo premiato coloro che hanno dato un contributo determinante al successo del credito cooperativo sia a livello di singola banca sia a livello di Federazione. Insieme, abbiamo brevemente ricordato le tappe della nostra storia a partire dal 1967 quando l’Ente Lazio Umbria prese il nome di Federazione Lazio Umbria. Da allora ne è passata di acqua sotto ai ponti e la nostra Federazione ha accompagnato in un lungo percorso il sistema delle BCC nelle regioni di riferimento, che poi passarono a tre nel 1989 con l’ingresso della Sardegna, dopo la costituzione della Cassa di Arborea. Seguirono fasi di serenità e momenti difficili: non sempre la Federazione ha saputo rispondere positivamente alle attese delle associate. Negli ultimi 15 anni, tuttavia, si è registrato un salto di qualità rispetto al passato nell’azione federativa di tutela istituzionale, assistenza tecnica e supporto allo sviluppo delle BCC. La costruzione del nuovo modello di Federazione venne avviata a inizio anni 2000 con l’avvio di un rilancio che in seguito, dal 2004 in avanti, ha assunto carattere intensivo e sistematico. Con il sostegno del Consiglio di Amministrazione dell’epoca, abbiamo lavorato con passione e tenacia per riportare la nostra Federazione ad avere voce nel consesso associativo nazionale.

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Abbiamo costruito la nuova Federazione Lazio Umbria Sardegna sulla PIETRA ANGOLARE DELLA FORZA DELL’UNIONE. Insieme alle BCC associate e a tutte quelle che nel tempo sono confluite nella Federazione, abbiamo assunto un peso specifico sempre più importante, ponendo le basi per essere efficienti e autorevoli. L’efficienza, in particolare, è uno dei fattori di fondo su cui si è snodata tutta la nostra azione associativa sul piano organizzativo, tecnico e finanziario. Puntare costantemente sull’efficienza ha consentito, grazie al maggior numero di associate nel frattempo recuperate, di poter contare su risorse finanziarie crescenti derivanti sia dall’introito contributivo sia dal ricavato da servizi. Servizi che sono migliorati con l’assunzione progressiva di nuove risorse professionali molto apprezzate dalle banche servite. Il ricambio generazionale del personale della Federazione si è fatto sentire molto positivamente. Basti pensare che 4 collaboratori transitati nella Federazione negli ultimi 15 anni sono divenuti direttori di BCC. Il miglioramento costante dei servizi ha consentito, a sua volta, di poter ampliare la solidità economica e patrimoniale della Federazione con due principali risultati: la diminuzione continua dei contributi a carico delle associate con la restituzione per nove anni consecutivi di importanti quote dei contributi stessi e, poi, l’ampliamento con due nuovi piani e la ristrutturazione completa della sede della Federazione di via Adige. La nostra Federazione oggi ha una casa comune a disposizione di tutte le BCC aderenti e, per giunta, non ha debiti. La recuperata autorevolezza ci ha consentito di alzare lo sguardo e progettare il futuro senza paura. Sin dal 2011, infatti, eravamo consapevoli che il futuro a lungo termine avrebbe potuto riservare sorprese per gli assetti di sistema, sorprese che poi sono puntualmente arrivate. Con il nostro convegno di Parigi del 2011, lanciammo l’idea di una convergenza del sistema BCC verso banche regionali di secondo livello, proponendo sin da allora un’operazione di rafforzamento del sistema stesso che, forse, avrebbe potuto evitare gli scenari forzosi attuali. Ma il nostro messaggio non ebbe seguito a livello nazionale partendo poi, negli ultimissimi anni, il processo di autoriforma, sotto la spinta di Governo e Autorità di Vigilanza. Processo di autoriforma che, sia pure nel ristretto binario imposto dalla Vigilanza, è stato ben governato da parte della Federcasse con il concorso di tutte le Federazioni locali e della nostra in particolare. Purtroppo, i risultati finali non sono andati nella direzione unitaria che tutti auspicavamo. Ora si apre un nuova inedita fase ma, intanto, celebriamo la tappa del cinquantenario con la soddisfazione comune di un bel percorso e dei risultati raggiunti. Un ringraziamento speciale va a tutti i protagonisti di questo percorso, ai presidenti passati e attuali per la loro dedizione e passione cooperativa, e a tutti i direttori per il loro impegno e il contributo di competenza ed esperienza tecnica. Un ringraziamento affettuoso a tutto il personale della Federazione. Sarebbe bello che questa serata celebrativa rimanesse nella memoria di tutti noi tra le cose belle da ricordare. La nostra Federazione lo ha meritato.

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SPECIALE

I 50 ANNI DELLA FEDERLUS La celebrazione del cinquantenario è andata in scena lo scorso 1° dicembre con ampia partecipazione degli esponenti delle BCC e importanti ospiti. Bilanci e prospettive della Federazione, di cui è stato riconosciuto il fondamentale valore associativo e di rappresentanza. A seguito della riforma del Credito Cooperativo, ha detto il Presidente Francesco Liberati, si apre adesso un’inedita fase nella quale bisognerà individuare nuovi assetti

Mezzo secolo

al servizio delle Associate 4


“Negli ultimi decenni - ha detto il Presidente Francesco Liberati - si è registrato un salto di qualità rispetto al passato ell’azione federativa di tutela istituzionale, assistenza tecnica e supporto allo sviluppo delle BCC”

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SPECIALE

I 50 ANNI DELLA FEDERLUS È dal 1967 che la Federazione Lazio Umbria Sardegna accompagna il sistema delle BCC nelle regioni di riferimento. È stato un lungo percorso segnato da successi e difficoltà, ma sempre all’insegna di una crescita costante, soprattutto negli ultimi 20 anni. Oggi, nel momento del cinquantenario, “la Federazione si conferma risorsa per le banche associate”, ha detto il Presidente Francesco Liberati aprendo la serata. Un traguardo molto importante che la Federlus ha deciso di festeggiare il 1° dicembre scorso presso la Corte di Arenaro a Torrimpietra. La serata, condotta dal Direttore Generale Federlus Paolo Giuseppe Grignaschi, è stata caratterizzata dalla consegna di medaglie d’oro celebrative a persone che tanto hanno dato alla cooperazione, a livello nazionale ma anche con lunghe militanze a capo di importanti BCC sparse nel territorio. Liberati ha ricordato i lontani anni della nascita e del successivo consolidamento della Federazione: “Il primo Presidente fu Aldo Formiconi, una persona capace che si impegnò subito in un’operazione di rafforzamento finanziario della categoria, con il superamento di alcune crisi che già all’epoca affliggevano le nostre associate. È passato molto tempo da allora, ma la nostra Federazione non ha fatto mai mancare il suo sostegno alle BCC delle regioni di riferimento, salite a tre nel 1989 con l’ingresso della Sardegna, dopo la costituzione della Cassa di Arborea”. Vi sono stati anche momenti non facili, durante i quali la Federazione non ha avuto la capacità di rispondere in maniera efficiente alle necessità che le venivano man mano sottoposte dalla banche associate. “Non c’è dubbio, però, che nell’ultimo quindicennio sono stati fatti molti passi in avanti nell’azione federativa di tutela istituzionale, assistenza tecnica e supporto”. La costruzione del nuovo modello di Federazione fu avviata a inizio anni 2000 con la Direzione Generale di Mauro Pastore, che attuò una prima ristrutturazione e costituì un nucleo forte di nuovi collaboratori qualificati e motivati. “Con l’ingresso di Paolo Grignaschi alla Direzione e la fiducia accordatami dal Consiglio di Amministrazione dell’epoca - ha ricordato ancora il Presidente – ha trovato ulteriore impulso l’impegno teso a ridare il giusto rilievo alla Federlus nel consesso associativo nazionale. Abbiamo puntato sull’unione, sull’azione coesa e convinta di tutte le componenti. Un percorso che ci ha portato ad avere peso e importanza, che ci ha dato la possibilità di fornire servizi e competenze di alto livello ”. L’efficienza, ha sottolineato Liberati, è stato il fattore cruciale della svolta. Ciò ci ha permesso, grazie al cre-

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scente numero di associate, di poter contare su buone risorse finanziarie, derivanti sia dall’introito contributivo sia dal ricavato da servizi. A ciò si è aggiunto l’approdo in Federazione di nuove e aggiornate risorse professionali. È così che, nel tempo, è stato possibile diminuire costantemente i contributi a carico delle nostre associate. Così come è stata portata a termine la ristrutturazione completa della sede della Federazione di via Adige. “La nostra Federazione - ha rimarcato con una punta d’orgoglio il Presidente Liberati oggi ha una casa comune a disposizione di tutte le BCC aderenti. La nostra Federazione non ha debiti”.

Liberati ha poi ricordato il convegno di Parigi del 2011, in cui la Federazione lanciò l’idea di una convergenza del sistema BCC verso banche regionali di secondo livello. In questo modo, ha detto, si sarebbe potuto evitare il forzoso processo di riordino del Credito Cooperativo che stiamo affrontando in questi ultimi anni. Si apre pertanto ora, ha aggiunto il Presidente, un’inedita fase nella quale bisognerà individuare un nuovo ruolo per la struttura della Federazione. Rimane di tutta evidenza, in ogni caso, che “la nostra squadra rimane una risorsa per tutte le banche associate”. Liberati ha concluso il suo intervento ringraziando tutti i presidenti e i direttori delle BCC associate, passati e presenti, per aver partecipato con impegno e competenza alla costruzione della nostra casa comune. “Un ringraziamento particolare al Direttore Generale Paolo Grignaschi per essermi stato vicino nel cammino e a tutto il personale della Federazione, fatto di collaboratrici e collaboratori che si sono spesi con impegno e competenza”. Il Presidente di Federcasse Augusto Dell’Erba ha sottolineato l’importanza storica dei 50 anni di attività di Federlus. In quel 1967, ha detto, diverse federazioni si riorganizzarono, e ciò perché con lo sviluppo economico degli anni ’60 vi fu bisogno di una presenza più articolata. Nacque così un nuovo corpo organizzato di secondo livello che aiutò le casse, sia pure con tutti i limiti dell’epoca, a sviluppare quel maggior credito imprenditoriale che avevano guadagnato. Il Presidente Adesso è il momento dell’autoridi Federcasse forma del Credito Cooperativo, ha Augusto Dell’Erba continuato Dell’Erba, che non ci saha sottolineato come rebbe stata se non avessimo saputo le imminenti resistere alla crisi e presentarci con trasformazioni la nostra forza intatta. Guardiamo non metteranno infatti a ciò che è accaduto con le in discussione Banche Popolari, che hanno dovuto il fondamentale trasformarsi rinunciando alla cornice valore associativo cooperativa e diventando Spa. A noi e di rappresentanza questo non è successo: il Gruppo della Federazione Bancario Cooperativo porterà infatti con sé la parte migliore dell’esperienza di centinaia di banche del territorio.

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SPECIALE

I 50 ANNI DELLA FEDERLUS

Dell’Erba ha poi ricordato il costo del noto fallimento di alcune banche locali. Ma il Credito Cooperativo lo ha affrontato avvalendosi del lavoro delle strutture di categoria, che avevano costruito un Fondo di Garanzia anticipando così il Fondo Interbancario e il Fondo Atlante. Se nel 1996 la classe dirigente del Credito Cooperativo, fatta soprattutto da Presidenti delle Federazioni, non avesse rivendicato il diritto di avere un Fondo di Garanzia dei Depositanti autonomo, oggi non avremmo avuto questo strumento. Lo stesso si può dire del lungimirante Fondo Temporaneo. Ecco perché le imminenti trasformazioni non metteranno in discussione il fondamentale valore associativo e di rappresentanza della Federazione. Si è passati poi alla consegna delle medaglie celebrative ad alcuni esponenti che si sono distinti negli anni per la

loro azione di promozione e sviluppo del Credito Cooperativo. Ringraziando per il riconoscimento Alessandro Azzi, Presidente della Federazione Lombarda e Presidente Federcasse dal 1993 al 2016, ha ricordato come ci troviamo ad affrontare tempi complessi in cui non c’è più nulla di scontato. Anche nel mondo bancario tante certezze sono state messe seriamente in discussione, a partire dal modello tradizionale di business, fiaccato da tassi bassi o addirittura negativi, da alti costi del credito e dalla tecnologia. Ciò, ha detto Azzi, incide anche sulla relazione, e sembra che tutti si spersonalizzi. Ecco perché dovremo, noi che sulla relazione abbiamo costruito la nostra storia, individuare un percorso che chiarisca ciò che deve necessariamente mutare e ciò che è assolutamente necessario mantenere. Ci è stata data l’opportunità di incidere sul

riflessioni sull’esperienza in / e con la federlus

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come accadde con la riforma del 1993 (quella del Testo Unico Bancario, che non fece scomparire il Credito Cooperativo come qualcuno profetizzava) anche questa riforma possa rilanciare il nostro mondo adeguandolo con successo ai tempi. Sono stati poi premiati i passati presidenti delle BCC del Velino, Alberto Costantini, della BCC di Mantignana, Antonio Marinelli, e della BCC di Formello, Gino Polidori.

nostro futuro con l’autoriforma, e ciò sarà un banco di prova essenziale per la nostra capacità di continuare a essere banche di comunità. Se è vero, in effetti, che non saremo più un sistema a rete ma BCC integrate in un Gruppo Bancario Cooperativo, tale Gruppo dovrà comunque lavorare per garantire alle singole banche la possibilità di continuare a svolgere la loro missione di prossimità. L’augurio, ha concluso, è che

• Quando sono entrato in Federlus, ormai 6 anni fa, sono rimasto subito colpito dall’impegno e dalla dedizione del mio team nella formazione delle nuove risorse, nonché dalla competenza e disponibilità dei mie colleghi. Ciò mi ha consentito una rapida crescita sia professionale che personale. Lo stesso impegno e dedizione vengono messi tutt’oggi nei servizi forniti alle banche, in un

clima di allegria e amicizia che rende unico il lavoro in Federazione.

Fausto Accardo

• Il successo della Federazione è il risultato di un team sinergico e propositivo, lavorando insieme abbiamo raggiunto una vittoria. Marco Biancone

• 11 settembre 2006. Questa la data del mio primo in-

gresso in Federazione. Appena laureata non avrei mai immaginato di entrare in un ambiente di lavoro e rimanerci così a lungo. La mia idea era quella di cambiare lavoro e fare tante esperienze per crescere professionalmente. Invece in Federlus ci sono rimasta, perché qui ho trovato un ambiente giovane e dinamico, un lavoro mai noioso ed un gruppo di professionisti

e di persone che mi hanno fatto crescere davvero! Martina Bonaldo

• Descrivere le esperienze professionali e personali vissute durante gli ormai quasi 15 anni trascorsi in Federlus non è affatto semplice, anche perché penso sia doveroso dedicare un pensiero a tutte le persone finora incontrate. Il mio pensiero infatti è rivolto proprio sia ai colleghi

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SPECIALE

I 50 ANNI DELLA FEDERLUS

inTerVisTa AI PRESIDENTI DELLE BCC

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Lo scorso 1° dicembre Federlus ha festeggiato il traguardo dei 50 anni di attività con un incontro svoltosi a Torrimpietra. Cosa ha significato per Lei questo evento celebrativo?

Angelo Buccioli

Presidente della BCC di Formello e Trevignano Romano Anche per me è stato un tra1 guardo importante perché la nostra Banca e la Federlus sono cresciute insieme. La BCC di Formello e Trevignano è nata infatti tra il 1958 e il 1959, con le Casse rurali ed artigiane “San Lorenzo” e “San Bernardino”. Agricoltori, artigiani e commercianti compresero che la distribuzione di terre, il lavoro nei cantieri edili e il mercato ortofrutticolo avrebbero cambiato un’economia da secoli ancorata alla sussistenza. Con il Credito

Quale bilancio si può tracciare dell’attività ultradecennale della Federlus? Cosa ha significato la Federazione per la Sua Banca in particolare e quale ruolo pensa che dovrebbe avere nel prossimo futuro, a seguito della riforma del Credito Cooperativo?

riflessioni sull’esperienza in / e con la federlus

che a tutte le persone conosciute nelle Banche associate, nella convenzione che se potessi tornare indietro nel tempo avrei sempre e comunque il piacere di rivivere con loro le stesse esperienze già vissute insieme. Michele Canofari

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• In diverse occasioni, confrontandomi con i colleghi o raccontando agli amici le esperienze, il vissuto nell’ambiente di lavoro, in Federazione, mi sono trovato ad usare queste parole: “Ho la sensazione di lavorare all’interno di un laboratorio manageriale e di operare

mettendo in pratica gli insegnamenti che si studiano nei migliori master aziendali” o ancora “Dovremmo scrivere un libro sulla storia aziendale che evidenzi come è possibile, anche nel nostro Paese, nel nostro Sistema, distinguersi ed eccellere attraverso l’applicazione rigorosa delle


Cooperativo per le nostre comunità ebbe inizio una storia nuova, con aziende innovative, residenze di qualità e lo sviluppo dei servizi e del turismo. Al momento della fondazione della Federazione regionale, nel 1967, c’eravamo anche noi. Siamo orgogliosi di esserne stati tra i fondatori. Cinquant’anni trascorsi insieme, realizzando i valori di sempre nel mondo di oggi, ora che abbiamo agenzie anche a Campagnano di Roma, Anguillara Sabazia, Cesano, Monterosi e Nepi. In questi comuni a nord di Roma siamo la banca più radicata, con oltre 2.200 soci tra imprenditori, famiglie e associazioni.

migliori logiche di gestione” … selezione mirata del personale, formazione continua sul campo, nuove progettualità, approccio professionale sempre e comunque, obiettivi chiari, merito e responsabilizzazione a tutti i livelli, confronto continuo con il mercato … what else!!! Giorgio Caporale

• “Never stop exploring”, è il payoff di una celebre marca

di abbigliamento sportivo, ma sintetizza al meglio 13 anni trascorsi in Federazione, tra pianificazione strategica, marketing e comunicazione. Con un attenzione particolare al tema dell’innovazione. È quello che mi auguro animi noi dipendenti e tutti i protagonisti del nuovo Gruppo Bancario Cooperativo, per un futuro da scrivere e una banca da “re”-inventare. Alessandro Ceccarelli

La Federlus è la nostra casa comune, un luogo di in2 contro in cui abbiamo trovato assistenza e tutela per affrontare i cambiamenti dello scenario economico e per interpretare le normative bancarie che si susseguono con una velocità sempre maggiore. Per questo la Federazione è un punto di riferimento insostituibile per ogni singola BCC. Ha significato per noi essere al passo con i tempi e venire incontro alle esigenze dei nostri soci e dei nostri clienti. Anche con la riforma del Credito Cooperativo avremo bisogno di organismi federativi, con strutture e competenze di livello intermedio tra le grandi scelte nazionali e la specificità dei nostri territori, che noi cono-

• Oltre 15 anni di Federlus: come passa il tempo quando ci si diverte!

Sergio Conti

• La Federazione è un’istituzione “animata”, formata da un gruppo di persone che lavorano insieme avendo da sempre una visione comune. Nel lavoro di squadra si dividono i compiti ma, se si ha lo stesso obiettivo, si moltiplica il successo:

l’unione fa la forza. Antonella Cortese

• Al termine degli studi e dopo aver sostenuto diversi colloqui con la Federazione (ben quattro!!), ho cominciato la mia esperienza da stagista. Ho avuto la fortuna di essere affiancato fin da subito da colleghi molto preparati, dai quali ho imparato molto. Le differenti attività svolte, e il continuo confron-

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SPECIALE

I 50 ANNI DELLA FEDERLUS sciamo meglio di chiunque altro. Perché il mondo è cambiato profondamente, ma la nostra vocazione di Banca di comunità è rimasta la stessa. Questo si aspetta chi entra in una BCC e questo vogliamo continuare ad offrire.

Giulio Capitani Presidente CRA Paliano

tivo e sinergie operative convergenti e di valorizzazione per le Associate. L’auspicio è che la costituzione del Gruppo Bancario Cooperativo possa rafforzare, se possibile, questi importanti valori condivisi; ed è in questo importante momento che potrebbe entrare in gioco il ruolo della Federazione, al fine di garantire alle Associate la possibilità di mantenere una presenza sul territorio che ha sempre contraddistinto il Credito Cooperativo, e che da 109 anni contraddistingue il Credito Cooperativo di Paliano.

Senza om1 bra di dubbio posso affermare che l’evento che ha visto i festeggiamenti del cinquantenario di Federlus ha rappresentato un importante momento di confronto e di riflessione comune per le Associate, anche alla luce dell’imminente riforma del Credito Cooperativo che vedrà la costituzione del Gruppo Bancario Cooperativo di Iccrea Banca. È d’obbligo riconoscere il fonda2 mentale ruolo che ha rivestito in questi 50 anni la Federazione che, avvalendosi dell’identità cooperativa che esprime e richiamando alcuni fondamentali valori condivisi, ha prodotto sicuramente un valore aggiunto associa-

riflessioni sull’esperienza in / e con la federlus

tarsi con i colleghi, sia della Federazione che delle Banche, mi ha permesso di acquisire conoscenza ed esperienza. Nel corso degli anni ho cercato di sfruttare quanto appreso per accrescere il mio contribuito e spero con il mio lavoro di aver collaborato a creare valore aggiunto per le nostre Banche. Valerio Delle Donne

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• Nei miei 15 anni di Credito Cooperativo oltre 9 sono trascorsi nella grande Famiglia Federlus. Anni importanti nei quali, oltre ad accrescere la mia professione nel mondo della contabilità, ho avuto il privilegio di incontrare persone accumunate dalla stessa passione e voglia di migliorarsi sempre. Dopo 6 anni

trascorsi presso l’attuale BCC Colli Albani sono temporaneamente riapprodata in Federlus ad occuparmi di Formazione. Una nuova sfida professionale, che ho accolto con entusiasmo e determinazione, qualità che da sempre ho trovato in Federlus. Barbara Giuliano


Franco Cardinali

Presidente BCC Circeo e Privernate Un momento importante, in 1 una cornice ideale, in cui tutti insieme abbiamo potuto festeggiare la ricorrenza, ripercorrendo questi anni, attraversati da periodi positivi ed altri meno; Federlus, comunque, ha fatto sentire la sua vicinanza e collaborazione. Emozionante il momento della consegna del dono ai dipendenti, che poi sono coloro che gestiscono

• In queste cinque righe vi racconterò, o almeno ci proverò, 13 anni di Federazione. Sono stati 13 anni di vita e lavoro, di passione e coinvolgimento, di sfide e speranze, di obiettivi raggiunti e da raggiungere. Tredici anni che mi hanno fatto capire cosa significa sentirsi parte di un Movimento, parte di una squadra. Io, insieme a tutti i colleghi con cui abbiamo condiviso questo cam-

mino, abbiamo avuto modo di vivere e apprezzare cosa sia veramente la “forza dell’unione”. Ed è con la determinazione che questa forza ci da che ci apprestiamo, noi e voi, ad affrontare le nuove sfide che il futuro ci riserva. Riccardo Iulianella

• La mia esperienza in Federazione è riassumibile in questo: investi in te stesso, è l’investimento che paga il

la quotidianità della mission federativa. In definitiva, un evento molto bello in cui si è festeggiato Federlus, la struttura e le BCC che ne sono l’essenza. L’attività che Federlus ha svolto in questi anni, è 2 stata importante sotto molti aspetti; il Consiglio di Amministrazione, con le decisioni assunte, la struttura per il supporto professionale con gli efficienti servizi forniti, ha certamente contribuito alla crescita della mia Banca. Per il futuro, penso dipenderà tutto dalle decisioni che verranno prese a tutti i livelli; certamente, sarebbe importante non disperdere le capacità professionali dell’attuale struttura della Federazione.

tasso più alto. Emanuele Lazzari

• La Federazione è stata per me e molti altri colleghi la prima esperienza lavorativa, la “scuola” dove siamo cresciuti professionalmente (e non solo!). Ogni giorno ci siamo messi in gioco pronti ad affrontare nuove e entusiasmanti sfide con passione, professionalità e collaborazione. Sono queste le

forze che continuerò e continueremo a mettere in campo per la nuova e importante sfida che ci attende. Donatella Mazzei

• La Federazione si è sempre caratterizzata per essere un ambiente dinamico e ricco di sfide, di momenti difficili, che abbiamo sempre superato insieme, lavorando come gruppo e progredendo, perché lavorare insieme si-

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SPECIALE

I 50 ANNI DELLA FEDERLUS Fabrizio Chicca

Presidente BCC di Riano L’evento celebrativo dei 50 1 anni di attività della Federlus, svoltosi a Torrinpietra presso la Corte di Arenaro in coincidenza con la riforma del Credito Cooperativo con la costituzione di due Gruppi, che ha registrato l’adesione di alcune BCC al Gruppo ICCREA e di

altre alla Cassa Centrale Banca, non ha impedito la partecipazione di tutte le BCC della nostra Federazione, riconfermando e rafforzando “La forza dell’unione”. Ripercorrere i cinquant’anni con video, relazioni, riconoscimenti, premiazioni, convivialità e spettacolo, ha significato un’emozione unica e irripetibile, anche perché per buona parte di tali anni (circa 20) ho avuto l’onore di rappresentare la BCC di Riano in seno al CDA della Federazione, assistendo e collaborando ai forti mutamenti sia operativi che professionali che hanno permesso alla Federlus stessa di per-

riflessioni sull’esperienza in / e con la federlus

gnifica avere successo. Tutto ciò nell’ambito di un contesto Cooperativo che si basa sulla profonda convinzione che nessuno riesce ad arrivare alla meta se non ci arrivano tutti.

petenza e affiatamento sono sempre alla base del nostro lavoro di squadra che, ad ogni livello, segue un filo conduttore: se riesci a fare le cose bene, cerca di farle meglio!

• Sono orgogliosa di essere stata scelta da questa azienda durante la costruzione del nuovo modello di Federazione. A distanza di anni, com-

• È iniziata per caso per una sostituzione di una maternità, ed ora, dopo più di 10 anni di esperienza in Federlus, sono sempre più felice di far parte

Giacomo Pepe

Sara Perfili

di questa grande squadra. Mettere delle persone nello stesso gruppo non porta automaticamente a raggiungere dei risultati, ma grazie alla ns. direzione, siamo riusciti a collaborare al fine di inseguire degli obiettivi comuni. Annalisa Piacentini

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• Le Big Four? Beh… io lavoro in Federlus! Un team di colleghi giovani che quotidianamente colla-


venire all’attuale prestigiosa struttura. Mi sento, pertanto, di esprimere la mia gratitudine e il plauso alla Presidenza e Direzione e al personale tutto per aver così bene interpretato il significato anche storico dei “nostri 50 anni”. La BCC di Riano ha sempre operato e collaborato 2 con le strutture del movimento, utilizzando tutti i servizi operativi messi a disposizione, in particolare con la “nostra” Federazione, che ha costituito il sostegno indispensabile per proseguire nell’attività bancaria, in presenza soprattutto dei radicali mutamenti normativi e operativi avvenuti in questi ultimi anni. L’organizzazione e la professionalità con la quale la Federazione ha svolto il ruolo fondamentale di promuovere lo sviluppo delle banche associate fornendo servizi di assistenza, consulenza e verifica aziendale sono stati i segni distintivi che hanno consentito a tutte le BCC di conseguire risultati economici costantemente superiori al resto del sistema bancario. Il valore aggiunto della Federlus non va vanificato ed è indispensabile trovare soluzioni operative idonee e in linea con le esigenze delle BCC per rappresentare e tutelare la categoria nell’ambito del Movimento nazionale e verso il mondo esterno. La Federazione potrà, pertanto, continuare a mantenere il ruolo attuale e costituire l’appendice operativa del “Gruppo Iccrea”, in veste di interlocutore principale, con tutta la propria organizzazione e la professionalità di cui dispone, per costruire un futuro ancora da protagonisti, con una formula fondata sui valori della solidarietà, della mutualità e della centralità della persona.

borano in armonia con un unico obiettivo… lavorare con professionalità per le proprie Associate! E con le Associate abbiamo lavorato a stretto contatto riuscendo a superare tutte le avversità derivanti dal particolare contesto economico raggiungendo un invidiabile livello di efficienza… Fabio Pini

• Sono in Federlus dal 2007

e direi che una permanenza così lunga per un giovane, che nel frattempo è diventato un ex-giovane ed in un’epoca in cui tutto si evolve così rapidamente, renda da sola l’idea della mia esperienza presso questa realtà. Questi anni sono in pratica “volati” senza quasi accorgermene e credo che il motivo principale sia da attribuire ai meravigliosi colleghi di tutte le aree, con cui ho avuto ed ho tut-

t’ora il piacere di confrontarmi per crescere sia a livello professionale, che personale. • Se è vero che nella vita incontri tante persone differenti, ma alla fine solo poche fanno la differenza, in questi anni presso la Federlus ho avuto la fortuna di far parte di un gruppo che ha saputo lasciare un segno.

• In questi sette anni trascorsi insieme ci siamo pian piano conosciuti sempre di più e abbiamo condiviso un percorso lungo il quale non è mai mancato l’impegno, la professionalità e un sostegno reciproco fantastico: anche se è tempo di nuovi orizzonti la cosa più bella che resta è la consapevolezza di aver contribuito a creare un gruppo speciale!!

Diego Polesel

Michele Procida

Nicolaj Pohulev

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SPECIALE

I 50 ANNI DELLA FEDERLUS Corrado Cicco

Presidente BCC di Nettuno I 50 anni della FederLUS 1 rappresentano la dimostrazione che i nostri predecessori sono stati in grado di prevedere il futuro, avendo ben chiaro che per garantire efficienza ed efficacia delle casse rurali, banche spesso di piccole dimensioni, non si sarebbe potuto prescindere dalla costituzione della componente associativa. L’evento, svoltosi in una cornice fantastica ed organizzato in modo impeccabile, ha reso omaggio a questa aggregazione, contribuendo fra l’altro ad innalzare il grado motivazionale delle singoli componenti. Sotto il profilo personale, poi, l’evento è stato particolarmente significativo e ricco di emozioni, trattandosi della mia prima uscita ufficiale da Presidente, un po’ come il primo giorno di scuola, un vissuto indelebile di sentimenti che hanno ulteriormente rafforzato in me la passione, l’amore e la voglia di svolgere bene la funzione apicale che sono stato chiamato a ricoprire.

gere, oltre alle tradizionali funzioni di tipo “politico” e di categoria, funzioni quali l’internal auditing, la compliance, l’antiriciclaggio, nonché buona parte delle funzioni amministrative. In tale contesto la FederLUS ha saputo svolgere brillantemente il suo lavoro, garantendo servizi di assistenza alle associate di primo livello, tra i migliori a livello nazionale. I ragazzi della Federazione sono di casa presso la nostra struttura e con la loro preparazione ci garantiscono un notevole supporto. La riforma, come noto, cambierà radicalmente l’organizzazione del movimento, ma di certo la capogruppo avrà la capacità di individuare il modo per non mandare disperso tutto questo prezioso know how, magari utilizzando le federazioni regionali, con le opportune variazioni giuridiche, come presidio territoriale a livello regionale.

L’ultimo decennio è stato caratterizzato da 2 crescente complessità per le banche, al punto da rendere impossibile per piccole realtà prescindere dalla componente associativa per svol-

riflessioni sull’esperienza in / e con la federlus

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• La Federazione ha rappresentato all’inizio un’opportunità, il primo dei tanti step nel mondo del lavoro, poi passavano gli anni (più di sedici) ed è diventata una grande casa comune “frequentata” da ragazzi e ragazze splendidi sia professionalmente che umanamente, con molti dei quali ho avuto la fortuna di costruire giorno dopo giorno un GRUPPO, che nel tempo è

diventato un punto di riferimento per le Banche del nostro territorio. Ora siamo ad un punto di svolta, ci attendono nuove sfide che affronteremo insieme con l’entusiasmo di sempre.

guida lungimirante, ha portato la Federazione a risultati sempre più importanti. Tutta la nostra squadra, che, con impegno e dedizione, ha contribuito a raggiungerli, di ciò sarà sempre fiera.

Emanuela Pulcinelli

Alessandra Rossi

• L’esperienza lavorativa sin qui vissuta in Federlus mi ha permesso di sentirmi parte di un costante percorso di crescita, che, sotto una

• Dei 50 anni della Federlus io ho vissuto gli ultimi 18. Tanti sono stati i cambiamenti in questi anni, per l’azienda e per me. Diverse le attività di


Giuseppe Ginnasi

Presidente BCC di Ronciglione e Barbarano Romano

I festeggiamenti dei nostri 1 50 anni si sono svolti in un ambito molto gradevole e lo svolgimento della serata si è dipanata sotto la sapiente regia del nostro direttore Grignaschi, con i suoi modi

cui mi sono occupata: l’audit, l’organizzazione, la comunicazione e ora la formazione; in ogni cosa che ho fatto ho potuto metterci qualcosa di mio e ho collaborato con colleghi stimolanti e propositivi. Spero di poter continuare a farlo anche in quello che diventerà la Federazione dopo l’attuazione della Riforma del Credito Cooperativo…. Pronta per una nuova esperienza! Brunella Venier

Porto rassicurante, Tetto rinfrescante, Oasi consistente che forza dolente, tende impellente con fare abbattente. Gioco non è, Ipallage si cela. Paziente, Fiera, Imponente sostenuta dai Figli, i Figli tutela. Passato ardito. Futuro bandito? Nessuna risposta i sensi hanno udito. Ricordo il tempo: calor percepito, a volte fuggito. Mai domo, talora deluso, ma non finito. Di calma sono munito. Avanzo nel nuovo mondo con fare compito. Sergio Troiani

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SPECIALE

I 50 ANNI DELLA FEDERLUS tecnici ed affabili che tutti noi ben conosciamo. Nel video che ripercorreva la storia dalla fondazione, mi sarei aspettato qualche accenno in più nei riguardi della BCC di Ronciglione, in quanto l’allora Cassa Rurale ed Artigiana ebbe un ruolo di primo piano nell’avviare le prime trattative (presidente Cosimelli e direttore Giordani) per gettare le basi federative. Ogni volta che partecipo in ambito federativo è come riunirsi con un gruppo di amici, ed anche i 50 anni rientrano in questa ottica, dove si condividono esperienze comuni, opinioni… Tanta acqua è passata sotto i ponti della FederLUS 2 insieme a tanti uomini e donne che hanno profuso il loro impegno sia esso di guida o di lavoro, e tutto ciò ha portato ad espandere ed incrementare ogni tipo di attività, fino al punto che oggi siamo secondi a poche federazioni in campo nazionale. L’alta professionalità acquisita, soprattutto in quest’ultimo decennio, ed attestata anche al di fuori del nostro movimento, conferma ancora di più la bontà della scelta fatta dal CDA e dal CS della mia banca, nel 2006, nel chiedere di essere riammessi alla FederLUS dopo che la BCC di Ronciglione ne era rimasta fuori per quasi un decennio,

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sospinto anche dalla lettera inviatami dal presidente Liberati subito dopo la mia elezione. La Riforma e le normative degli enti regolatori europei e nazionali, stanno sempre più comprimendo l’operatività delle nostre BCC e di conseguenza anche quella della Federazione, anche se tutti noi non vogliamo disperdere questo patrimonio di risorse professionali costituito con tanto zelo. E termino con le parole di Paolo Grignaschi (“Orizzonti”, 2016): “Se l’unità complessiva di tutto il Credito Cooperativo non sarà possibile, che sia almeno unità tra di noi e che le scelte di ciascuno siano fatte in coerenza con la nostra storia comune”.

Palmiro Giovanola

Presidente BCC Umbria

È stato un evento ben orga1 nizzato che ha consentito ad una folta delegazione delle banche di credito cooperativo di incontrarsi, in maniera informale, per rileggere cinquanta anni di storia del nostro movi-

mento. Ricordare da dove siamo partiti, le “vecchie” casse rurali, spesso monosportello, a dove siamo arrivati, non senza contraddizioni. La Federazione ha rappresentato un indispensabile 2 supporto al processo di crescita che ha caratterizzato le banche di credito cooperativo soprattutto negli ultimi venti anni. L’approvazione della riforma del Credito Cooperativo, ed in particolare la previsione della obbligatoria adesione delle BCC ad un gruppo bancario, stravolge gli assetti fin qui determinati e ci obbliga a ripensare il nostro futuro in maniera radicalmente diversa da come lo avevamo immaginato. Un futuro radicalmente diverso non potrà non coinvolgere anche le Federazioni Regionali. Dovremo ridefinire il numero e le funzioni di tali organismi. Per quanto riguarda il numero, immagino un assetto che preveda 4-5 Federazioni in Italia con funzioni prevalentemente sindacali. Ciò in linea con il fatto che le BCC, che a metà anni novanta superavano le seicento unità, sono oggi scese a sotto le 300, ed ancor più diminuiranno nel prossimo futuro e che gran parte dei servizi oggi forniti dalle Federazioni transiteranno all’interno dei gruppi bancari.

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SPECIALE

I 50 ANNI DELLA FEDERLUS Maurizio Manfrin

Presidente CRA Agro Pontino 50 anni, traguardo importante 1 per la nostra Federazione, vissuto con intensità, superando momenti difficili al proprio interno, ma con la consapevolezza che l’unione, la coesione, la condivisione sono per noi fattori irrinunciabili. Negli ultimi 20 anni la nostra Federazione ha evidenziato una continua e consapevole crescita, accompagnata da aspetti organizzativi rilevanti fornendo alle associate nuovi e importanti servizi, dotandosi di una struttura giovane, professionalmente motivata ma soprattutto efficiente. L’impegno messo in campo ci ha portato ad essere quello che siamo oggi, la terza Federazione a livello nazionale, ma con un valore aggiunto, la consapevolezza che “La forza dell’unione” è la prerogativa per affrontare il nuovo, il futuro che avanza. 50 anni, sicuramente una tappa 2 che induce ad un momento di riflessione, e la mia personale riflessione è che l’attività svolta dalla FederLUS è stata determinate per lo sviluppo e la crescita del Credito Cooperativo nella nostra regione. Ora il Credito Cooperativo è di fronte ad una scelta dalla quale non può sfuggire ed ho la convinzione che nulla sarà come prima, come ho la convinzione che le ederazioni possano ancora avere un ruolo importante nella struttura del Credito Cooperativo del futuro. Sono convinto che le Federazioni potranno rappresentare un valido snodo tra la capogruppo e le banche associate al fine di rendere più efficiente la filiera. Le Federazioni potranno svolgere un importante ruolo di raccordo che valorizzi e mantenga vivo il Credito Cooperativo nel panorama del frastagliato mondo bancario.

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Massimo Meschini

Presidente BCC di Spello e Bettona È stato interessante ripercor1 rere le tappe di una bella storia lunga 50 anni che ha celebrato le persone che hanno contribuito ai successi e gestito le crisi. Purtroppo la gestione della riforma del Credito Cooperativo non ci ha visto capaci di una gestione collegiale e condivisa fino in fondo.


Aldo Pavan

Presidente BCC di Cagliari Mezzo secolo di vita è un 1 periodo importante che invita alla riflessione su ciò che è stato

La Federazione è riuscita a crescere profondamente 2 ed in maniera esponenziale soprattutto negli ultimi 10-15 anni fino a fornire servizi di ottima qualità grazie ad un team giovane ma motivato e ben selezionato e condotto. Peccato per la struttura: con la Riforma questi servizi rientreranno nel perimetro dei nascenti Gruppi Bancari. Le Federazioni probabilmente hanno una strada obbligata di progressiva riduzione di significato e difficilmente riusciranno ad essere una cosa comune paritetica anche ai soli fini sindacali. Inoltre le BCC, una volta che saranno entrate in un Gruppo Bancario, avranno come referente naturale ed obbligato la sola Capogruppo.

fatto. La Banca di credito cooperativo di Cagliari è una banca giovane, che ha vissuto pertanto solo una piccola parte di tale periodo, e tuttavia la data simbolica consente anche ai soci e a tutti coloro che a tutti i livelli lavorano e interagiscono con la banca di condividere tale storia e di ricavarne un senso di appartenenza a un modo antico, fatto di persone, di valori, di intelligenze e capacità di lavoro. La breve storia della BCC di Cagliari è stata carat2 terizzata dall’evento traumatico del commissariamento, avvenuto nel 2010. Il rilancio è stato reso possibile, tra l’altro, dalla volontà positiva dell’intero movimento cooperativo nazionale, ma soprattutto dall’azione efficace della Federazione Lazio, Umbria, Sardegna. Detta azione ha consentito la ripartenza di fine 2011 ed è poi continuata in termini di vicinanza e assistenza. Come la maggior parte delle BCC, la Banca di credito cooperativo di Cagliari è troppo piccola per esistere quale entità autonoma; nell’ambito della rete federativa del credito cooperativo la Federazione è stata il riferimento primo di relazioni, scambio di opinioni, consulenza, fornitura di servizi. Formulare un’opinione circa la funzione che la Federazione potrà svolgere dopo l’attuazione della riforma del credito cooperativo è cosa ardua. Certamente la struttura tecnica dovrà continuare a operare in quanto portatrice di elevate professionalità ed esperienza. La sua collocazione potrà rimanere nell’attuale forma cooperativa o altrove; il suo smembramento nell’ambito delle strutture territoriali delle due capogruppo è operazione non auspicabile in quanto destinata a disperdere competenze preziose. La società cooperativa, in quanto tale, potrà probabilmente permanere quale sindacato di voto rispetto alla capogruppo ICCREA. A tal fine è forse auspicabile la sua fusione con altre Federazioni del Centro Italia al fine di aumentare il peso e la valenza complessivi.

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PUNTO CONGIUNTURALE

I BAnChIErI VISTI DA VICINO Beppe Ghisolfi è Presidente di lungo corso della Cassa di risparmio di Fossano, ma anche un esperto appassionato di educazione finanziaria. Il suo ultimo libro si chiama Banchieri, ritratti umani e professionali dei big della finanza nazionale. Tra di loro c’è anche Francesco Liberati, uomo - ci ha detto Ghisolfi nell’intervista che ci ha concesso - che spicca “per l’intelligenza e l’umiltà con le quali svolge il suo importantissimo ruolo” Lo scorso 20 gennaio è uscito per i tipi di Aragno il nuovo libro curato da Beppe Ghisolfi, Banchieri, con 35 brevi biografie e autobiografie dei più importanti esponenti del mondo bancario e finanziario italiano, ritratti umani e professionali corredati da aneddoti e curiosità. Tra i nomi prestigiosi anche quello del Presidente Federlus Francesco Liberati, che racconta la sua storia dall’inizio: l’arrivo a Roma da un paese dell’Abruzzo Marsicano nel 1962, i primi anni alla Cassa Rurale ed Artigiana

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dell’Agro Romano, la figura cruciale di Enzo Badioli, l’ascesa ai vertici di BCC Roma che coincide con la crescita incessante dell’istituto, divenuto poi la principale BCC italiana. Beppe Ghisolfi, Presidente della Cassa di Risparmio di Fossano, è un esponente della categoria atipico, giornalista e insegnante, con una grande ammirazione per i suoi colleghi, ma “quelli per bene” ci tiene a far sapere. Il volume è ampio, oltre 500 pagine, con innumerevoli spunti sugli ultimi anni della storia economica del paese. I banchieri, dice Ghisolfi, visti da vicino si rivelano “persone di grande serietà, con percorsi di studio e formazione straordinari. Non parlo per sentito dire. Li conosco tutti di persona e ascolto spesso i loro interventi”. Come nel caso di Antonio Patuelli, Presidente dell’Abi e della Cassa di Risparmio di Ravenna, che racconta del suo ingresso, era il 1998, nell’Associazione Bancaria Italiana e il suo successivo arrivo al vertice nel 2013. Un traguardo inaspettato ma che contribuì a mettere in sicurezza l’Abi dopo le complesse vicende riguardanti


Mps: “in modo improvviso - ricorda - venni eletto all’unanimità in una fase di tormenta per le banche e perfino per l’Associazione. Mi soccorse il consenso unanime e l’esperienza insieme bancaria, istituzionale e giornalistica” maturata negli anni. Anche nel caso di Luigi Abete l’impegno alla presidenza di BNL è arrivato in maniera inaspettata, dopo decenni di lavoro imprenditoriale culminati con la leadership in Confindustria. Chiamato dal governo a dare un contributo al processo di privatizzazione della Banca Nazionale del Lavoro, nell’estate del 1998, in procinto di partire per le vacanze, fu chiamato a sorpresa da Mario Draghi, Direttore Generale del Tesoro, che gli propose la presidenza: “Risposi a Mario – ricorda Abete – che per un romano era impossibile rifiutare la proposta, anche se questo non era nei miei progetti e nelle mie aspettative… È iniziata in questo modo un’avventura che dura da venti anni”.

“Quei primi anni alla Cassa Rurale” Riportiamo un estratto dell’autobiografia di Francesco Liberati che compare nel libro di Beppe Ghisolfi La Banca, allora, era la piccola Cassa Rurale e Artigiana dell’Agro Romano con un unico sportello all’estrema di periferia di Roma e, per la precisione, al 18° chilometro della via Casilina. Era stata costituita appena 8 anni prima da un pugno di 38 volenterosi cooperatori che, contro tutto e tutti, riuscirono con grande fatica a mettersi insieme e convincere le Autorità di Vigilanza, con il supporto di personaggi autorevoli dell’epoca come il Ministro Campilli e la spinta dell’Ente Nazionale delle Casse Rurali (ENCRA), dell’opportunità e dell’utilità della presenza di una Cassa Rurale in una grande area metropolitana come quella romana. Molti erano convinti, infatti, che la cooperazione di credito potesse supportare i cittadini – soprattutto le fasce più semplici di popolazione nelle aree suburbane – assicurando il diritto al credito e l’affrancamento dall’usura, a quei tempi molto diffusa. Ma i primi anni furono altalenanti per la Cassa, con vicissitudini che portarono nel 1962 al commissariamento della stessa e al varo di un piano di risanamento promosso dal Commissario Carlo Paoletti con il supporto del Presidente dell’ENCRA Enzo Badioli, che promosse una raccolta di fondi tra le Casse del Lazio e del Centro-Nord d’Italia al fine di risanare le perdite riscontrate nella giovane Cassa dell’Agro Romano. Quello di Badioli fu un ruolo importante non soltanto per la Cassa, che accompagnò sino a metà anni ’90, ma anche per me stesso in virtù dello speciale rapporto che mi legò a lui sin dall’inizio. Ricordo nitidamente, infatti, le sue visite allo sportello della Casilina ai tempi del commissariamento, nel corso delle quali lo informavo di come stessero andando le cose della Cassa, notando i suoi sinceri riguardi e l’apprezzamento per il mio lavoro. Questo rapporto si fortificò nel corso degli anni a partire dal 1963 con la sua nomina alla presidenza della Cassa, la chiusura e la successiva riapertura dell’agenzia sulla Casilina che fui chiamato poi a dirigere nel 1965. Quel periodo fu per me una scuola di vita formidabile. A contatto con la gente, imparai a conoscere le persone, a valutarle, a capire a chi e come dare fiducia. Sviluppai sul campo una specifica esperienza creditizia basata sui rapporti umani e cooperativi. E la Cassa trovò in quegli anni ulteriore supporto dal fatto che venne costituito l’Istituto Centrale del Credito Cooperativo, l’ICCREA, con presidente proprio Enzo Badioli.

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Si fa PResto A dIrE BAnca! u..

sai dirmi una banca solamente che ai giovin e start up d i a c o n t ribu ributo?


Beppe Ghisolfi, nato nel 1949, è Consigliere ABI – Associazione Bancaria Italiana. Presidente della Cassa di Risparmio di Fossano. Vicepresidente della Commissione Comunicazione dell’ACRI – Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio. Giornalista televisivo, è stato direttore responsabile di numerose testate. Beppe Ghisolfi, Banchieri Aragno, 2018 € 25,00

Di Giovanni Bazoli, oggi Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo, colpisce la rievocazione di un passaggio drammatico della storia italiana, quello che riguarda il crack del Banco Ambrosiano, di cui fu incaricato da Azeglio Ciampi di divenire Presidente nel tentativo di rilanciarlo. Bazoli ebbe successo, evitando peraltro frazionamenti e licenziamenti. E questo grazie alla virtù che più gli è propria, scrive Ghisolfi, e cioè quella della mediazione, che gli ha reso possibile intessere numerosi e importanti rapporti di collaborazione: “Nelle relazioni umane Bazoli continua a credere con profonda convinzione, ritenendole un valore fondante in ogni ambito della vita sociale”. Si tratta solo di alcuni dei protagonisti della vita economica del nostro Paese. Per saperne di più abbiamo parlato brevemente con l’autore del libro, Beppe Ghisolfi. Dott. Ghisolfi, come mai ha voluto realizzare questo libro? In questi ultimi anni sono stati pubblicati numerosi libri sulle banche, quasi sempre molto critici. In questo volume ho voluto raccogliere le biografie di trentacinque banchieri contemporanei per dimostrare che si tratta di persone per bene, serie e preparate. Personaggi che con le loro straordinarie capacità hanno contribuito a risollevare le sorti dell’economia dopo un decennio di crisi globale. Come sono i banchieri visti da vicino? Persone distanti e misteriose, come spesso ce le ha dipinte la stampa, o professionisti concreti che vivono la vita di tutti i giorni e da cui c’è sempre qualcosa da imparare? Persone da cui c’è da imparare moltissimo. Grandissimi lavoratori a cui rimane poco tempo per la famiglia e gli affetti. La giornata di questi banchieri è densa di riunioni,

incontri, conferenze, consigli e comitati che richiedono un impegno senza riserve. Posso affermare, senza alcun dubbio, che si tratta di personaggi tutti diversi tra loro, ma dotati di energia e intelligenza straordinarie. Tra gli innumerevoli episodi raccontati dai protagonisti di Banchieri quale ritiene più emblematico per capire il ruolo di questi protagonisti nell’economia italiana degli ultimi decenni? Gli episodi e gli aneddoti raccontati sono numerosi e sconosciuti. Quel che emerge in tutta evidenza sono la serietà e la competenza. Alle spalle ci sono studi severi, passione e determinazione per il raggiungimento di risultati concreti, non solo a vantaggio della propria banca ma di tutta la comunità. Francesco Liberati è tra i protagonisti del suo libro. Cosa pensa del ruolo che avrà nel panorama bancario il Credito Cooperativo a seguito della riforma che lo sta interessando, e quale può essere il peso di una Banca come BCC roma in questo processo di cambiamento così profondo? Francesco Liberati mi ha colpito per l’intelligenza e l’umiltà con le quali svolge il suo importantissimo ruolo. La BCC di Roma è la più significativa tra le banche di credito cooperativo. A mio parere il processo di cambiamento in corso rafforzerà ancora di più il ruolo di queste banche, motore di sviluppo del territorio, indispensabili soprattutto per le famiglie e le piccole e medie imprese, Francesco Liberati appartiene alla storia del credito cooperativo ed è per questo che l’ho voluto tra i protagonisti del mio volume.

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SCENARI

Italia in ripresa ma ancora non basta Intervista a Fabio Fortuna, rettore dell’Università niccolò Cusano e Professore Ordinario di Economia aziendale. “La riforma del Credito Cooperativo servirà a far nascere un nuovo polo di riferimento nel mondo bancario, con l’obiettivo di generare maggiore forza competitiva, soprattutto in virtù della capillare e radicata presenza sul territorio” Il Fondo Monetario ha recentemente rivisto al rialzo le stime di crescita del nostro Paese. Quali sono le prospettive della ripresa? Il FMI, nel Word Economic Outlook del 17 aprile 2018, ha rivisto le prospettive di crescita italiane al rialzo prevedendo un aumento del PIL pari all’1,5%, pienamente in linea con le previsioni del Governo italiano. Si tratta di una conferma importante perché viene in un momento di rallentamento generalizzato – lieve e ancora non preoccupante – individuabile nella minor positività di molti indicatori macroeconomici. Non c’è però da rallegrarsi, se si considera che, secondo l’autorevole istituzione, la media europea è del 2,4%, la Germania cresce al 2,5%, la Francia al 2,1%, la Spagna al 2,8%, il globo al 3,9%. La ripresa nel 2017, soprattutto per effetto dei notevoli risultati del terzo trimestre, è stata superiore alle aspettative e, per la prima volta dopo tanti anni, di portata significativa. Ciò è stato evidenziato sia da tutte le fonti interna-

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zionali (FMI, OCSE, Commissione europea), sia da quelle nazionali (ISTAT, Banca d’Italia, Centro studi Confindustria, Governo) che, con continue revisioni al rialzo, hanno attestato un apprezzabile miglioramento della nostra situazione economica. Per il 2018 il nostro governo ha ipotizzato nel DEF approvato il 26 aprile 2018 una crescita all’1,5% per il 2018, all’1,4% nel 2019 e all’1,3% nel 2020. Le previsioni economiche di primavera, formulate dalla Commissione europea il 3 maggio, hanno confermato l’1,5% per il 2018 con una discesa all’1,2% nel 2019. Certamente, non possiamo dormire sonni tranquilli perché senza accelerazioni superiori alle modeste aspettative non si riuscirà a migliorare molto. Quali sono i principali obiettivi che il sistema Italia deve raggiungere e attraverso quali strumenti? Riduzione del deficit e del debito pubblico, dati sull’occupazione più incoraggianti, lotta alla povertà e alle disuguaglianze sociali devono essere gli obiettivi da perseguire con forza per eliminare gli ultimi strascichi della fase recessiva e costruire le basi per un recupero di credibilità internazionale che possa riportare l’Italia ai livelli che le si addicono. Per il nostro Paese appare necessario proseguire nell’ammodernamento del sistema industriale, al fine di ambire a una crescita economica più intensa e solida anche nel lungo periodo. Gli investimenti pubblici e privati in generale e quelli in ricerca e innovazione in particolare risultano fondamentali e diventano sempre più determinanti per la ripresa e il miglioramento del livello di competitività del nostro Paese.


ritiene che questa ripresa sarà duratura? La ripresa nei primi mesi del 2018, pur continuando il trend di crescita, si è manifestata in modo attenuato e meno positivo rispetto al 2017. I principali dati macroeconomici dei primi 4 mesi hanno rilevato elementi di difficoltà e dissonanza. Fattori internazionali – guerra dei dazi e crisi siriaca – e nazionali – rischi politici e scarsa propensione a un netto miglioramento di produttività, occupazione e debito pubblico – non sono incoraggianti. Non ci sono, tuttavia, motivazioni che spingono a pensare a un’inversione di tendenza. Mario Draghi ha recentemente affermato che la politica europea di stimoli da parte della BCE rimane necessaria, pur in un contesto di crescita. Concorda? Le dichiarazioni di Draghi non fanno altro che confermare quello che già sapevamo. Draghi ha detto che la crescita c’è, ma che il livello è più moderato rispetto a quanto ci si potesse aspettare. Rimangono necessari dunque gli stimoli della Banca Centrale Europea e continua il “Quantitative easing“ fino a settembre, ma poi si potrebbe andare anche oltre, se necessario. Tuttavia l’inflazione

non riesce a riprendere vigore e si mantiene intorno all’1,21,3% a livello europeo, rimanendo lontana dal limite ritenuto sano del 2%; bisognerà vedere nei prossimi mesi quale sarà l’evoluzione che si prospetta non particolarmente positiva in questo momento. La BCE, poi, deciderà cosa fare, credo a questo punto dopo l’estate. Il mondo bancario è caratterizzato da un gigantismo crescente. ritiene che ciò abbia un effetto positivo o negativo per imprese e i territori? E quale ritiene che possa essere in questo contesto il ruolo del Credito Cooperativo? Il contesto competitivo e normativo che caratterizza il sistema finanziario tende a spingere verso forme di aggregazione crescenti; queste ultime sono finalizzate a permettere alle singole banche di realizzare economie di scala e di scopo, utili per raggiungere livelli di equilibrio economico sostenibili. Questo fenomeno potrebbe favorire migliori condizioni di accesso al credito e forme di diffusione di valore favorevoli alle imprese e ai territori. In tale ambito,si colloca la riforma del Credito Cooperativo, orientata a far nascere un nuovo “polo” di riferimento nel mondo bancario, con l’obiettivo di diminuire l’evidente disgregazione delle piccole BCC e di generare maggiore forza competitiva, soprattutto in virtù della capillare e radicata presenza sul territorio. Non meno importante sarà la possibilità per i gruppi bancari cooperativi di accedere al mercato per fronteggiare in modo più adeguato, rispetto ad oggi, eventuali esigenze di ricapitalizzazione, difficilmente perseguibili con le sole politiche di autofinanziamento.

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SCENARI

Il rapporto annuale del Censis certifica la ripartenza del Paese dopo i lunghi anni di crisi: la produzione industriale vola e anche l’export corre. Ma l’ascensore sociale è ancora bloccato

VEnTI DI rIPrESA Un’Italia a due facce: da una parte c’è la ripresa econodella vita”. Gli italiani, insomma, sembrano sentire l’armica che si fa finalmente tangibile, dall’altra una mobilità rivo della ripresa dopo i duri anni del taglia e sopravvivi. sociale ancora bloccata che fa crescere il rancore sociale. Da non sottovalutare che l’Italia è sempre più un polo Come ogni anno la fotografia del paese che ci regala il attrattivo per il turismo domestico e internazionale. Nel Rapporto del Censis, presentato lo scorso dicembre, for2016 gli arrivi complessivi hanno sfiorato i 117 milioni nisce importanti spunti di riflessione, che meritano di e le presenze i 403 milioni, con una componente dei viessere approfonditi e presi come bussola per orientarsi sitatori stranieri attestata al 49% del totale. Rispetto al in un presente di non sempre facile decifrazione. 2008 si registra un incremento degli arrivi del 22,4% e Partiamo, dalle buone notizie: il Paese torna a crescere. dei pernottamenti del 7,8%. Nel primo semestre del 2017 La produzione industriale italiana vola, anche più di si registrano ancora nuovi tassi di incremento: gli arrivi quella tedesca: l’incremento del 2,3% nel crescono di un ulteriore 4,8% rispetto allo primo semestre del 2017 è il migliore tra i stesso periodo dell’anno scorso: in soli sei principali Paesi europei (Germania e Spagna mesi abbiamo avuto 2,7 milioni di visitatori Antipolitica +2,1%, Regno Unito +1,9%, Francia in più, con oltre 10 milioni di pernottamenti e populismo nascono +1,3%). E cresce al +4,1% nel terzo trimeaggiuntivi. Merito anche delle sistemazioni da una condizione stre dell’anno. Corre anche l‘export e aulow cost e delle piattaforme digitali. strutturale di blocco mentano le aziende esportatrici: 215.708 nel Rimangono però dei nodi da risolvere. Una della mobilità sociale 2016, circa 10.000 in più rispetto al 2007. parte del Paese rimane indietro, e permane Brillano per creatività il comparto moda, le la paura del “declassamento”. Si accentua tipicità del settore alimentare, il design nell’arredo. Da il divario tra chi ha compiuto finalmente il balzo in segnalare anche che nell’ultimo anno il numero di avanti, lasciandosi alle spalle le strettoie della crisi, e aziende quotate alla borsa italiana è cresciuto da 312 a una maggioranza che rimane per il momento indietro. 324 unità, con una crescita del settore industriale da 59 “L’Italia dei rancori”, la chiama il Censis. a 84,2 miliardi di euro. Nella ripresa persistono infatti “trascinamenti inerziali” Aumentano di conseguenza i consumi (anche quelli per da maneggiare con cura: il rimpicciolimento demografico viaggi e la cultura, caduti nel dimenticatoio per anni). della nazione, la povertà del capitale umano immigrato, “Tra il 2013 e il 2016 – rileva il Censis – la spesa delle la polarizzazione dell’occupazione che penalizza l’ex famiglie è cresciuta complessivamente di 42,4 miliardi ceto medio. Nel periodo 2011-2016 operai e artigiani di euro (+4% in termini reali nei tre anni), segnando la diminuiscono dell’11%, gli impiegati del 3,9%. Le prorisalita dopo il grande tonfo. Non sono soldi aggiuntivi fessioni intellettuali invece crescono dell’11,4% e, alper tornare sui passi dei consumi perduti, ma servono l’opposto, aumentano gli addetti alle vendite e ai servizi per accedere qui e ora a una buona qualità quotidiana personali (+10,2%) e il personale non qualificato

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zione strutturale di blocco della mobilità sociale, che nella crisi ha coinvolto pesantemente anche il ceto medio, oltre ai gruppi collocati nella parte più bassa della piramide sociale”. Se la crisi ha avuto effetti psicologici regressivi con la logica del “meno hai, più sei colpito”, la ripresa finora non è ancora riuscita a invertire in modo tangibile e inequivocabile la rotta. La distribuzione dei suoi dividendi sociali dovrà avere nel prossimo futuro il compito di riaprire l’unica via La produzione che potrebbe allentare tutte le tensioni: la mobilità industriale italiana sociale verso l’alto. vola, anche più Per ora l’onda di sfiducia non perdona nessuno: di quella tedesca: l’84% degli italiani non ha fiducia nei partiti pol’incremento litici, il 78% nel Governo, il 76% nel Parlamento, del 2,3% nel primo (+11,9%). Nell’ultimo anno l’increil 70% nelle istituzioni locali, Regioni e Comuni. semestre del 2017 mento di occupazione più rilevante – Il 60% è insoddisfatto di come funziona la deè il migliore tra segnala il Rapporto – riguarda gli admocrazia nel nostro Paese, il 64% è convinto che i principali Paesi detti allo spostamento e alla consegna la voce del cittadino non conti nulla, il 75% giueuropei delle merci (+11,4%) nella delivery dica negativamente la fornitura dei servizi pubeconomy. Nella ricomposizione della blici. “Non sorprende – segnala il Censis – che i piramide professionale aumentano gruppi sociali più destrutturati dalla crisi, dalla dunque le distanze tra l’area non qualificata e il vertice. rivoluzione tecnologica e dai processi della globalizzaE se tra il 2006 e il 2016 il numero complessivo dei zione siano anche i più sensibili alle sirene del populismo liberi professionisti è aumentato del 26,2%, quelli con e del sovranismo. L’astioso impoverimento del linguagmeno di 40 anni sono diminuiti del 4,4% (circa 20.000 gio rivela non solo il rigetto del ceto dirigente, ma anche in meno). La quota di giovani professionisti sul totale è la richiesta di attenzione da parte di soggetti che si senscesa al 31,3%: 10 punti in meno in dieci anni. tono esclusi dalla dialettica socio-politica”. Rimanendo in tema c’è da dire che i giovani sono sempre Insomma, il futuro è ancora è incollato al presente, come meno. “Nel momento in cui si inverte quella che non ha si legge nel Rapporto. Non si riesce, cioè a intravedere più senso chiamare piramide demografica, si crea un un progettualità complessiva. La società italiana non si grave problema per il Paese. Oggi i Millennials tra i 18 è posta il problema della sua classe dirigente, di coloro e i 34 anni sono 11 milioni rispetto a 50 milioni di eleti quali sono in qualche modo chiamati a dare visione e tori. Pertanto l’offerta politica non li guarda senso dello sviluppo, a fare cultura del fucon sufficiente attenzione e si parla molto turo come progetto. Con il risultato che ci di più di pensioni che di disoccupazione giotroviamo impreparati: “Senza un rinnovato C’è quindi ancora vanile. Il problema dei giovani in Italia è impegno politico e un diverso esercizio del molto da fare: l’Italia che non contano perché sono pochi”. E i potere pubblico, senza la preparazione di vede la fine del laureati, c’è da aggiungere, non solo dimiun immaginario potente, resteremo nella tunnel, ma affinché nuiscono ma sono anche sempre più in fuga trappola del procedere a tentoni, alla vengli effetti della svolta verso l’estero. tura, senza metodo e obiettivi, senza ascolricadano sulla Per quanto riguarda l’immigrazione, rimane tare e prevedere il lento, silenzioso, progremaggioranza dei il problema di un inserimento armonico nella dire del corpo sociale”. cittadini ci vorrà nostra società: “In Italia arrivano gli immiC’è quindi ancora molto da fare: l’Italia ancora tempo grati più poveri e meno qualificati: a fronte vede la fine del tunnel, ma affinché gli efdi un dato medio degli extracomunitari con fetti della svolta ricadano sulla maggioranza istruzione terziaria in Europa pari al 28,5% dei cittadini ci vorrà ancora tempo. È per (ma con punte del 50,6% nel Regno Unito e del 58,5% questo che rimane fondamentale la presenza di banche in Irlanda), da noi ci si ferma al 14,7%”. territoriali come le BCC, che rimangono presidi indiTutto questo ha importanti conseguenze nel dibattito spensabili per dare risposte al mondo delle famiglie e pubblico, scrivono al Censis: antipolitica e populismo delle piccole e medie imprese che vedono la speranza di rappresentano “un sentimento che nasce da una condiuna ripresa economica stabile.

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SCENARI

La crisi finanziaria, che ha avuto inizio con i numerosi dissesti nel mercato statunitense e che si è poi diffusa a livello mondiale verso la fine del 2008, ha avuto tra i suoi effetti, la diffusione del convincimento che le regole contabili abbiano contribuito, almeno in termini di accelerazione e inasprimento, soprattutto per l’eccessivo ricorso all’uso del fair value e a un modello di impairment che tendeva a ritardare la rilevazione delle perdite («too little too late»). Tale circostanza ha fatto emergere la necessità di una revisione incisiva del principio contabile IAS 39, che ha portato all’emanazione del nuovo Standard contabile internazionale IFRS 9 “Strumenti Finanziari”, sostituendo a partire dal 2018 lo IAS 39 “Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione” nell’ambito della valutazione e contabilizzazione degli strumenti finanziari. La finalità del nuovo Standard è quella di fornire agli utilizzatori dei bilanci informazioni significative e utili per la valutazione degli importi, della tempistica e del grado di incertezza dei flussi finanziari futuri. Lo Standard prevede nuove regole per la classificazione delle attività finanziarie nelle seguenti categorie: v Costo Ammortizzato (“CA”); v Fair value con impatto sulla redditività complessiva (“FVOCI” ovvero Fair Value through Other Comprehensive Income); v Fair value con impatto a conto economico (“FVTPL” ovvero Fair Value through Profit and Loss). A sua volta, la classificazione viene effettuata in funzione di due discriminanti: 1. il Modello di Gestione (business model) che la Banca ha associato a ognuno dei portafogli identificati; e 2. le caratteristiche dei flussi di

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L’impatto degli IFRS 9 sulle BCC di Sergio Troiani

cassa contrattuali dello strumento finanziario. Gli aspetti principali del nuovo standard attengono alla “Classificazione e Misurazione”, alle “Riduzione di Valore” e alle “Operazioni di Copertura”.

Classificazione e Misurazione La “Classificazione” determina come le attività e le passività finanziarie sono “Misurate” su base continuativa. Con l’ IFRS 9 si introduce un nuovo approccio per la classificazione delle attività finanziarie guidato dalle caratteristiche dei flussi di cassa e dal modello di business con cui viene gestita un’attività finanziaria. I modelli di gestione dipendono dalla volontà dell’azienda di detenere strumenti finanziari esclusivamente per incassare flussi finanziari contrattuali (capitale e interessi), oppure se possedere dette attività non solo per incassare i flussi finanziari ma anche per la vendita. L’alternativa rispetto a quanto detto è di destinare gli strumenti finanziari esclusivamente a operazioni di compravendita (trading).

Il Modello di Gestione è definito dall’Alta Direzione e non si riferisce a ciascuno strumento ma a portafogli omogenei. Si possono avere più Modelli e può essere appropriato distinguere diversi sottoportafogli. Per definire un Modello di Gestione occorre considerare vari fattori, fra cui: v come viene misurata la performance del portafoglio e delle attività finanziarie; v quali sono e come sono gestiti i rischi che influenzano la performance del portafoglio;


v frequenza, volume e tempistica delle vendite nei periodi precedenti, le ragioni di tali vendite e le aspettative future. In virtù di quanto sopra e in relazione all’operatività delle Banche di Cre-

dito Cooperativo, si ritiene che la maggior parte di esse adotterà Modelli di Gestione finalizzati all’incasso dei flussi di cassa (held to collect - HTC) e, oltre all’incasso dei flussi, alla vendita (held to collect and to sell - HTCS), evitando la categoria cosiddetta residuale (Other). La Classificazione influenza, insieme alle caratteristiche dello strumento finanziario, la Misurazione (valutazione). Uno strumento finanziario destinato alla Categoria “residuale” (Other) sarà valutato al fair value e gli effetti che ne derivano impattano direttamente a conto economico. Opposto è il caso di uno strumento finanziario inserito nella Categoria HTC in quanto esso è valutato al costo ammortizzato senza determinare impatti di alcun tipo (tranne che nel caso di Impairment).

Invece, la destinazione alla Categoria HTCS determina una valutazione al fair value i cui impatti, però, vengono appostati in un’apposita riserva da valutazione (Redditività complessiva o anche Other comprehensive income – OCI), per poi confluire a conto economico solo in occasione della cessione o del rimborso dello strumento finanziario. Mentre gli strumenti finanziari destinati alla categoria residuale “Altro – Other” vanno obbligatoriamente valutati al fair value con impatto a conto economico (prescindendo quindi dalle caratteristiche del titolo), tutti gli altri strumenti finanziari (e cioè quelli detenuti nelle Categorie HTC e HTCS), per non essere valutati al fair value con impatto a conto economico, debbono superare un test per stabilire se i flussi finanziari contrattuali siano esclusivamente rappresentati da pagamenti di capitale e interessi maturati sull’importo del capitale da restituire. Va precisato che l’interesse deve remunerare il valore temporale del denaro in relazione al rischio di credito o ad altre tipologie di rischi (es: rischio di liquidità) o di costi amministrativi (es: costi di servicing) associati al mantenimento dell’attività finanziaria e al conseguimento di un certo margine prefissato di utile. Il superamento del test permette di valutare lo strumento finanziario, se incluso nella Categoria HTC, al costo ammortizzato; se destinato alla Categoria HTCS, al fair value con impatto a patrimonio. L’IFRS 9 concede la facoltà di designare le attività al fair value (titoli di debito e crediti) con le variazioni iscritte nel conto economico (fair value option). Tale facoltà è esercitabile solo nel caso in cui la misura-

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SCENARI

zione di un’attività finanziaria al fair value elimini o riduca significativamente un’incoerenza nella valutazione o nella rilevazione (talvolta definita come “asimmetria contabile”) che altrimenti risulterebbe dalla valutazione delle attività o passività o dalla rilevazione dei relativi utili e perdite su basi diverse. Per le Passività, invece, il nuovo Principio non ammette alcuna riclassificazione.

riduzione di valore Il precedente concetto delle perdite subite (“incurred loss”) viene superato e sostituito da quello delle perdite attese (“expected loss”), che nei fatti presuppone che non ci siano esposizioni con svalutazioni pari a zero. Il principio contabile prevede tre differenti categorie che riflettono il modello di deterioramento della qualità creditizia.

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Nella 1ª Categoria sono inserite le Attività finanziarie originate e/o acquisite che non presentano obiettive evidenze di perdita alla data di prima iscrizione ovvero che non hanno subito un deterioramento significativo della loro qualità creditizia dalla data di prima iscrizione o che presentano un rischio di credito basso. Nella 2ª Categoria vi rientrano le Attività Finanziarie la cui qualità creditizia è peggiorata significativamente dalla data di prima iscrizione e che non presentano comunque un rischio di credito basso alla data di bilancio. La 3ª Categoria include le Attività finanziarie che presentano obiettive evidenze di perdita alla data di bilancio. Esse sono classificate, dalla Banca d’Italia, in: “Sofferenze”, “Inadempienze probabili”, “Esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate”. Il principio dispone una presunzione relativa che definisce un incremento significativo del rischio di credito

per le posizioni con scaduto da più di trenta giorni (ciò equivale al passaggio dalla 1ª alla 2ª Categoria). Per quanto riguarda gli scaduti oltre novanta giorni (Scaduti e/o Sconfinanti deteriorati) il principio prevede di considerare la posizione inclusa nella 3ª Categoria. Naturalmente i limiti dei trenta e dei novanta giorni non sono gli unici elementi che determinano il passaggio da una Categoria all’altra; il principio ne delinea alcuni: incremento del rischio di credito per altri strumenti dello stesso debitore; variazioni significative delle condizioni che sarebbero applicate allo strumento se fosse di nuovo emesso/originato; variazioni significative di indicatori esterni; ecc. Gli effetti della suddivisione in tre Categorie si hanno in relazione alla quantificazione della riduzione di valore. La 1ª Categoria, infatti, che include le Attività cosiddette “in bonis”, subirà riduzioni di valore basate su una durata temporale di 12 mesi, mentre le altre Categorie, la 2ª e la 3ª, rispettivamente riferite alle Attività che hanno subito un peggioramento significativo (ad esempio, più di 30 giorni di scaduto) e a quelle deteriorate (ad esempio, più di 90 giorni di scaduto), subiranno riduzioni di valore basate su una durata temporale pari a quella della vita residua delle medesime Attività oggetto di valutazione. Ciò comporterà, per le Attività che passeranno dalla 1ª alla 2ª Categoria, un effetto detto “scalino”, vale a dire


una riduzione di valore notevolmente più elevata di quella quantificata, per le medesime Attività, quando erano collocate nella 1ª Categoria e ciò in quanto da una quantificazione di probabilità di deterioramento basata su un orizzonte temporale di soli 12 mesi (PD a 12 mesi), si dovrà passare a un orizzonte temporale pari alla durata residua dell’Attività (PD pari alla vita residua). Inoltre, mentre per le Attività classificate nella 1ª e nella 2ª Categoria gli interessi attivi vanno quantificati sul valore lordo, per quelle rientranti nella 3ª Categoria gli interessi vanno calcolati sul valore delle Attività assunte al netto della riduzione di valore.

Operazioni di Copertura La revisione delle Operazioni di Copertura (hedge accounting) si è sviluppata in due progetti distinti: v Coperture Generali (General Hedge Accounting) come parte integrante del progetto IFRS 9; rispetto alle regole di Coperture previste dallo IAS 39, il nuovo standard prevede: • Maggiore allineamento tra le relazioni di Copertura e le strategie di Risk Management; • Maggiore informativa in bilancio in merito alle strategie di Risk Management adottate; v Coperture di portafoglio (o “macro”) come un progetto separato: l’obiettivo del progetto in materia di Macro Hedge è quello di definire un modello di rappresentazione contabile più allineato alle attività di gestione dinamica dei rischi di un portafoglio e che sia operativamente meno gravoso rispetto al modello attuale. Con riferimento al Macro Hedge lo IASB ha intrapreso un progetto autonomo non ancora portato a termine.

Ciò consente di scegliere di passare all’IFRS 9 Coperture Generali (Hedge Accounting) o di continuare ad applicare lo IAS 39 Coperture Generali (Hedge Accounting). La scelta potrà essere effettuata fino a che il progetto di “macro hedge accounting” sarà completato; è applicabile a tutte le Coperture e non può essere fatta su base “hedge by hedge”. La relazione di copertura deve essere efficace ma, al contrario dello IAS 39, l’efficacia non è dimostrata attraverso un valore quantitativo (soglia dell’80% - 125%), bensì in maniera qualitativa. Il nuovo concetto di efficacia della copertura richiede l’applicazione di una valutazione della relazione economica esistente tra l’elemento coperto e l’elemento di copertura con una maggiore possibilità di sviluppare una verifica dell’efficacia di tipo esclusivamente qualitativo. La maggiore flessibilità delle nuove regole contabili è controbilanciata da richieste di informativa specie in merito alle scelte di risk management. È prevista la possibilità di ribilanciare una copertura esistente qualora siano ancora validi gli obiettivi di risk management (re-balancing). Se gli obiettivi di risk management rimangono gli stessi in presenza dei criteri per l’efficacia, non si può procedere a una interruzione volontaria della copertura. In particolare, si può interrompere l’hedge accounting solo quando il rapporto di copertura, o parte di esso, cessa di soddisfare i criteri di qualificazione (dopo rebalancing).

Cancellazione Contabile Le regole sulla cancellazione contabile (derecognition) dello IAS 39 vengono riprese quasi interamente

nell’IFRS 9. Comunque, l’IFRS 9 introduce due chiarimenti sull’eliminazione contabile: v in caso di stralcio (“write-off”), cioè quando non c’è più alcuna aspettativa di recupero di una attività finanziaria, questa viene cancellata; v in caso di modifica o rinegoziazione dei termini contrattuali si deve stabilire se tale modifica porta o meno alla cancellazione (derecognition) ed eventualmente iscrivere il nuovo strumento modificato.

Prima applicazione dell’IFrS9 La data di efficacia è stata prevista per gli esercizi che decorrono dal 1° gennaio 2018 con applicazione retroattiva in base a quanto previsto dallo IAS “8 – Principi contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori” che stabilisce che il nuovo standard viene applicato come se il principio fosse sempre stato applicato. Alla data di applicazione iniziale si dovrà determinare, sulla base dei fatti e delle circostanze esistenti a quella data, la corretta classificazione di un’attività finanziaria. Una volta determinata, tale classificazione si applica alle attività finanziarie retrospettivamente (indipendentemente dal modello di business adottato nel periodo precedente), tenendo conto di alcune esenzioni previste tra cui quella che il nuovo standard non si applica agli elementi che sono già stati eliminati contabilmente alla data di applicazione iniziale. Tutte le differenze di valore che scaturiscono tra la prima applicazione del nuovo Principio e i dati del bilancio precedente (verosimilmente quello del 31 dicembre 2017), impattano esclusivamente a patrimonio.

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EDUCAZIONE FINANZIARIA

Arriva la cabina di regia per l’alfabetizzazione finanziaria degli italiani Attivo il Comitato nazionale per l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale. Annamaria Lusardi nominata alla guida. Al via il programma triennale. L’educazione finanziaria nel dicembre del 2016 ha compiuto il primo passo nel tessuto legislativo italiano all’interno del Decreto Salva-Risparmio, sotto forma di emendamento, con l’avvio di una cabina di regia chiamata a definire “una strategia nazionale per l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale attraverso l’istituzione di un apposito Comitato”. Il Comitato è operativo e ha iniziato ad operare nel corso del 2017, con la partecipazione di 10 membri, nominati da Mef, Miur, Mise, ministero del Lavoro, Bankitalia, Consob, Ivass, Covip, Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti. A presiedere il Comitato è stata chiamata la Prof.ssa Annamaria Lusardi, docente di Economia all’Università di Washington e massima esperta al mondo sul tema. Ad inizio 2018 è stato presentato il programma relativo al triennio 2017-2019, il quale delinea le principali iniziative attraverso le quali verrà data attuazione alla Strategia nazionale. In particolare Il Programma presenta le principali iniziative raggruppandole per i seguenti destinatari: 1. l’intera popolazione; 2. i giovani; 3. gli adulti; 4. alcuni gruppi vulnerabili (donne, anziani, migranti); 5. i piccoli imprenditori. Il Programma prevede come “primi passi” dell’attività del Comitato: • la formalizzazione di gruppi di consultazione e ricerca cui saranno demandate la realizzazione e il coordinamento delle iniziative. • l’avvio di un censimento delle iniziative di educazione finanziaria in Italia. • il lancio su internet del Portale nazionale dell’informazione ed educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale, il quale rappresenta l’iniziativa-perno della Strategia nazionale, intorno alla quale avviare altri progetti.

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Orizzonti TV, la web TV italiana per l’educazione finanziaria Dalla collaborazione con la Banca d’Italia ai progetti scientifici nelle scuole. Assume rilievo nazionale l’iniziativa di educazione finanziaria lanciata dalla Federazione nel 2014. Nel nuovo quadro istituzionale sul tema dell’educazione finanziaria prosegue l’impegno della Federazione tramite Orizzonti TV, la prima web TV italiana per l’educazione finanziaria, un progetto reso operativo già a partire dal 2014. L’impegno consolidato di Orizzonti TV, affermatosi ormai come uno dei principali attori in Italia, continua ad ottenere riconoscimenti a livello istituzionale, con lo sviluppo di molteplici iniziative: • La collana video sviluppata con la Banca d’Italia – che ha previsto l’intervento diretto dei membri del Direttorio e dello stesso Governatore Ignazio Visco – rispetto alla quale è seguito il road show di presentazione nelle principali città italiane con la partecipazione diretta


Con i soldi si può comprare tutto? Da grande, vuoi fare un lavoro in cui guadagnerai tanti soldi? Cosa rispondono i bambini di 8-9-10 in Italia a queste e ad altre simili domande?

della stessa Orizzonti TV, insieme alla Banca d’Italia e a Paolo Mieli. È in corso la produzione di una seconda edizione. • Il progetto “Torta dell’Economia” che ha coinvolto oltre 1.300 alunni delle scuole primarie con l’obiettivo di educare al risparmio, alla progettualità e alla solidarietà. • La ricerca su “Bambini e usi sociali del denaro”, realizzato attraverso un team interdisciplinare di esperti e professori universitari. Tramite la Federazione – e in particolare il suo Direttore Paolo Grignaschi – Orizzonti TV è da quest’anno rappresentata nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio, costituita dall’Associazione Bancaria Italiana. Così come prosegue la promozione on line dello strumento, ormai stabilmente in prima pagina della “serp” di Google tra gli attori principali sul tema dell’educazione finanziaria.

Questi i temi discussi a roma, presso la “Sala del Tempio di Adriano” lo scorso 27 febbraio. Punto di partenza i risultati preliminari della ricerca “I bambini e gli usi sociali del denaro”, promossa da Orizzonti TV nell’ambito del percorso “La Torta dell’Economia”, realizzato da un team interdisciplinare di ricercatori e esperti coordinati dalla Prof.ssa Emanuela rinaldi (Università degli Studi di Udine), responsabile Scientifico del progetto. All’evento di presentazione della ricerca hanno partecipato due tra i più autorevoli membri del neo costituito Comitato nazionale, il Dott. roberto Basso, Direttore Comunicazione Istituzionale e Portavoce del Ministro Ministero dell’Economia e delle Finanze e la Dott.ssa Magda Bianco, Titolare del Servizio Tutela dei clienti e antiriciclaggio Banca d’Italia. Oltre ai due membri del Comitato, hanno partecipato: il Prof. Domenico Siclari, Consigliere per gli Affari legislativi in materia creditizia e finanziaria della Presidenza

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del Consiglio dei Ministri e Professore Ordinario di “Diritto dell’economia e dei mercati finanziari” presso il Dipartimento di Economia e Diritto Università “La Sapienza” di Roma; il Prof. Beppe Ghisolfi, Vice Presidente ACRI, Presidente della Cassa di Risparmio di Fossano, giornalista e scrittore, autore del “Manuale di educazione finanziaria”. Per la Federazione e Orizzonti TV è intervenuto il Direttore Grignaschi, mentre la ricerca è stata presentata in apertura dalla Prof.ssa Emanuela Rinaldi. Secondo l’indagine, che ha coinvolto 60 classi (divise equamente tra 3^, 4^ e 5^ delle scuole primarie – per un totale di circa 1.300 alunni ), i bambini mostrano opinioni abbastanza precise sul valore del denaro, ritenuto importante da più della maggioranza del campione (59%). Tuttavia, l’associazione tra i soldi e la felicità è decisamente più bassa, così come con l’amicizia (“I soldi danno la felicità”, vero solo per il 27% del campione. Un dato molto importante, che verrà approfondito in futuro, è quello legato al rispetto: l’affermazione “per diventare una persona rispettata da molta gente bisogna guadagnare molti soldi” è ritenuta abbastanza o completamente falsa da circa l’80% del campione. Di fatto, dalle interviste emerge come i bambini associano il rispetto non ai soldi ma alla serietà, alla lealtà e alla correttezza della persona, contrariamente a quanto rilevano gli studi sugli adulti. Le occasioni di scambio di denaro in famiglia sono piuttosto numerose, conformemente a quanto rilevato da studi passati, e coincidono specialmente nel “compleanno o a natale” (tabella 2), Per quasi 4 studenti su 10 (38%), è consolidata la pratica del denaro “on demand” (su richiesta, “ne chiedo quando ne ho bisogno”), mentre decisamente meno frequente è l’utilizzo della paghetta

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settimanale. Interessante anche l’utilizzo del denaro come premio per buoni voti a scuola o per lo svolgimento di lavoretti in casa. La propensione al risparmio nel complesso è buona: dichiara di cercare “di non far fare ai miei genitori spese inutili” spesso o sempre il 43% del campione e qualche volta il 29%. Dalla indagine emerge come l’attenzione verso l’altro nell’utilizzo dei soldi per fare i regali è scarsamente diffusa: lo fa qualche volta il 45%, a fronte di un 35% che non lo fa mai o raramente. Rispetto al mettere da parte i soldi, avviene per le persone a cui voglio bene (22%: “spesso” + ”sempre”) più frequentemente rispetto al fare beneficienza (15%: “spesso” + “sempre”). E come si diventa ricchi o poveri? È necessario lavorare tanto, studiare, o avere condizioni di privilegio o tanta fortuna? La risposta su cui tutti concordano è “lavorando molto” (85%), in linea con una visione meritocratica, seguita da “risparmiando sempre” (68%), “sposando una persona ricca” (vero per il 55% dei bambini, falso per il 35%, mentre il 10% non sa cosa rispondere). Un’evidenza preoccupante è legata all’istruzione. “Studiare a lungo” è un fattore che consente di diventare ricchi solo secondo la metà degli alunni intervistati, valore di poco superiore al vincere alla lotteria (46%). La povertà è un concetto di comprensione più difficile per i bambini. Dall’indagine si nota come i fattori più legati a questa condizione sono “il lavoro poco”, come attività di responsabilità del singolo individuo (specialmente per i maschi), il “risparmiare poco e sprecare i soldi” (73%), ma anche per cause esterne come il licenziamento (77% maschi vs 68% femmine) o se i ladri rubano in casa (51%). Alessandro Ceccarelli


IL SISTEMA INTERREGIONALE

Sana e prudente gestione: di Sergio Conti

È tempo di bilanci per l’attività di verifica della Sana e Prudente Gestione di cui all’art. 2 dello Statuto della Federazione. Avviata operativamente il 29 settembre 2015, allorché il Consiglio di Amministrazione approvò il regolamento attuativo e diede disposizioni per l’esecuzione delle prime elaborazioni, il modello di analisi e valutazione della Sana e Prudente Gestione messo in piedi dalla Federlus è giunto, alla fine del 2017, alla quinta rilevazione semestrale (la sesta se si conta che in fase di avvio si elaborarono due semestri). Il modello ha affrontato l’analisi di periodi, ovvero quelli che vanno dal 2014 al 2017, che non appare azzardato definire estremamente critici, sia sul piano dell’andamento congiunturale, sia sul piano normativo, strutturale e organizzativo del settore bancario e di quello cooperativo in particolare. Infatti, oltre alle difficili condizioni economiche nazionali e mondiali che si sono inevitabilmente riverberate sui numeri espressi dalle associate, numerose e particolarmente significative sono state le novità normative o le iniziative del regolatore aventi effetto sulle performance delle BCC o addirittura sulla loro stessa configurazione strutturale.

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tempo di bilanci

Si pensi, ad esempio, alla diversa classificazione del credito anomalo con la nascita della categoria delle inadempienze probabili e il venir meno di quella delle posizioni ristrutturate, all’attività SREP condotta dalla Banca d’Italia che ha portato all’attribuzione di ratios patrimoniali specifici per ciascuna BCC e generalmente incrementativi rispetto a quelli regolamentari, all’aggravio di costi dovuti alle crisi aziendali alla cui risoluzione le BCC hanno contribuito e alla contribuzione per la costituzione dei fondi

liquidi ex ante sia del DGS/FGDCC sia del Fondo di Risoluzione Europeo, ai numerosi processi aggregativi indotti, a seconda dei casi, da situazioni di difficoltà, dall’insostenibilità di condizioni di efficienza con strutture organizzative ridotte o, realizzate in vista della costituzione dei Gruppi Bancari Cooperativi previsti dalla recente riforma del Credito Cooperativo. E infine, appunto, la riforma del Credito Cooperativo che ha sicuramente condizionato, e condiziona tuttora, l’operatività della BCC.


Rilevazione al 31/12/2014

Rilevazione al 31/12/2015

Rilevazione al 31/12/2016

Rilevazione al 31/12/2017

BCC elaborate

23

23

17

17

Classe 1

3

2

3

4

Classe 2

8

13

7

9

Classe 3 - Approfondimenti

9

5

6

3

Classe 4 - Piano di rientro

3

2

1

1

Classe 5 - Tutoraggio

0

1

0

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Si tratta di stravolgimenti (e molti altri se ne potrebbero citare) che hanno messo a dura prova il modello di analisi della Sana e Prudente Gestione che però, aggiornato opportunamente nel corso del tempo, ha saputo sempre restituire una rappresentazione realistica degli elementi distintivi della gestione delle BCC associate, ricordando sempre che le elaborazioni realizzate, lungi dall’essere dei giudizi definitivi e inappellabili, vanno invece intese come base di analisi e confronto volti alla comprensione dei fenomeni anomali rilevati. Ciò detto, si è potuto constatare il ruolo di sprone che questo strumento ha avuto sin dall’inizio, con molte delle BCC associate che hanno preso a riferimento gli obiettivi del modello e ne hanno perseguito con determinazione il raggiun-

gimento. Da questo punto di vista, è interessante rilevare l’evoluzione nel tempo dei risultati (vedi tabella). Come si vede, in base all’ultima elaborazione eseguita, nessuna delle BCC associate alla Federlus si colloca ormai nella classe più critica. Va inoltre sottolineato che molte delle BCC che in passato si sono collocate, invece, nelle classi 4 e 5 sono state poi oggetto di processi aggregativi volti a risolvere proprio situazioni di difficoltà prima che le stesse si tramutassero in crisi conclamate. Segno, questo, della capacità del modello di segnalare, pur con le dovute analisi di approfondimento, le situazioni più critiche. Infine, appare utile evidenziare quali sono i profili indagati dal modello che meno vengono soddisfatti dalle associate. Tali sono quello dedicato alla cura della crescita professionale

del personale dipendente e quello legato all’identità cooperativa e localistica della Banca in termini di costante espansione della base sociale e di intensificazione dei rapporti con essa. Segue poi, e con un peso importante nell’economia del modello, il profilo legato alla politica di copertura del credito anomalo, argomento di grande attualità nel mondo bancario attuale. Oggi l’intero Credito Cooperativo si trova di fronte ad una svolta epocale, rispetto alla quale le riflessioni a cui si è sempre stati abituati, ivi comprese le analisi di andamento e di gestione, dovranno inevitabilmente mutare per cogliere gli elementi di novità che la partecipazione ad un gruppo determina. A ciò non si sottrarrà certamente il modello di indagine della Sana e Prudente Gestione che, in attesa dell’evoluzione definitiva del mondo del Credito Cooperativo, continuerà a svolgere quella che è forse la sua principale funzione, quella di guida delle BCC verso comportamenti gestionali sempre più virtuosi.

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DALLA FEDERAZIONE

Il terremoto nel centro Italia 24 agosto, 26 ottobre, 30 ottobre 2016 e 18 gennaio 2017: una lunga e intensa sequenza sismica ha ferito il cuore dell’Italia. L’area più colpita inizialmente è stata quella dell’alta valle del Tronto, al confine tra Lazio, Marche e Umbria, ma gli eventi sismici del 26 e 30 ottobre e quelli sopraggiunti il 18 gennaio hanno interessato altri territori, in particolare Norcia in Umbria, e aggravato i danni in quelli già duramente colpiti ad agosto. Sin dai primi momenti successivi al primo sisma si è attivata la solidarietà di tutto il Credito Cooperativo nazionale. Federcasse ha attivato prontamente, in stretta collaborazione con le Federazioni Locali interessate, la nostra e quella delle Marche, una raccolta di fondi da destinare a iniziative di solidarietà a favore delle popolazioni colpite dal sisma. Accanto alla raccolta nazionale si sono affiancate diverse iniziative sia da parte delle singole Banche di Credito Cooperativo presenti sui territori interessati sia da parte di BCC che pur non operando direttamente nelle zone colpite, si sono da subito impegnate per non far mancare il proprio aiuto. Anche la nostra Federazione sin da subito non ha fatto mancare il proprio sostegno a questi territori ed in particolare al Comune di Amatrice. Recependo le esigenze manifestate a livello locale ha avviato un percorso di aiuto sin dai primissimi giorni successivi al 24 agosto che ha portato poi a concentrarsi su una iniziativa alla quale destinare la nostra raccolta di fondi a cui hanno partecipato gli Amministratori, i Sindaci e i dipendenti della Federazione e alcune delle nostre Associate: CRA dell’Agro

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Pontino, BCC Arborea, BCC di Cagliari, BCC del Circeo e Privernate, BCC dei Colli Albani, BCC Umbria. Si è pensato alla “Casa comunale” ospitata, “a tempo”, in una struttura provvisoria, ma che ha rappresentato e rappresenta un punto di riferimento fondamentale per l’intera comunità, soprattutto in un momento così delicato. È stato quindi realizzato un progetto di arredamento degli uffici comunali in modo che i dipendenti possano assistere la popolazione lavorando in modo più confortevole; è stata realizzata un’attrezzata sala riunioni, anche questa in risposta alle necessità manifestate dagli Organi comunali. La Federazione, presente anche come riferimento regionale per la raccolta nazionale, ha, poi, avviato una ricognizione delle possibili iniziative da presentare a Federcasse per la destinazione dei fondi, con il coinvolgimento della BCC di Roma, della

BCC del Velino e della BCC di Spello e Bettona operanti direttamente sui territori interessati. Nella complicata fase del ripristino dei servizi essenziali e della ricostruzione, le nostre Banche si sono tempestivamente attivate sui territori raccogliendo le esigenze e le istanze che sono emerse e che continuano ad emergere a livello locale concentrandosi su una o poche importanti iniziative su cui saranno canalizzati i fondi raccolti. Diverse iniziative realizzate con i fondi della raccolta del Credito Cooperativo sono state già “consegnate” al territorio. In particolare nel Comune di Norcia, è stata finanziata la realizzazione


della pavimentazione nell’ambito del progetto di costruzione della Cappella in legno utilizzata dai Frati Benedettini di Norcia in sostituzione della Basilica di San Benedetto. L’attenzione si è anche concentrata in favore della popolazione di Castelluccio di Norcia, un borgo che conosciamo tutti, noto in particolar modo per la produzione della lenticchia, e che purtroppo è stato raso al suolo. Raccogliendo l’esigenza manifestata dalla popolazione locale, per il tramite dell’Associazione per la vita di Castelluccio, di stabilire un collegamento tra Castelluccio e Norcia è stato finanziato, unitamente alla BCC di Spello e Bettona e alla BCC di Viterbo, l’acquisto di un pulmino. Questo mezzo sarà destinato al servizio navetta Castelluccio – Norcia. Lo scorso novembre il pulmino è stato consegnato al Presidente dell’Associazione stessa, Giovanni Perla. La voglia di tornare nei propri territori di origine è tanta. Ed è stato questo lo spirito che ha animato il Presidente della Proloco di Campi (Norcia) che intende realizzare un progetto, da realizzare in fasi successive,

che comprende una struttura polivalente, area di accoglienza roulotte, area campeggio, ed altro. In una prima fase ha inteso realizzare un’area camper-tende dotata di servizi per riportare le persone sul territorio prima possibile. Anche in questa iniziativa il Credito Cooperativo nazionale, raccogliendo la richiesta pervenuta attraverso la BCC di Spello e Bettona, sta finanziando l’acquisto dell’area necessaria.

Giovani Soci Federlus, insieme per progettare il futuro Le BCC percepiscono con straordinaria sensibilità l’esigenza di sostenere i giovani, interpretandone i bisogni e incentivandone l’entrata nel mondo del Credito Cooperativo. Già da alcuni anni, infatti, si è deciso di adottare precise politiche di coinvolgimento, anche attraverso la co-

stituzione del movimento dei Giovani Soci. Nei territori della nostra Federazione, anche a seguito dei processi di aggregazione, attualmente sono presenti 5 gruppi: • Associazione Giovani Soci BCC di Bellegra; • Giovani Soci BCC dei Castelli Romani e del Tuscolo; • Associazione Giovani Bcc dei Colli Albani; • Laboratorio Giovani Soci BCC di Roma; • Giovani Soci BCC di Spello e Bettona. Ma altre realtà stanno nascendo, come per esempio il Gruppo Giovani Soci della BCC di Arborea e della Bcc di Formello e Trevignano Romano, nonché il recentissimo Club Giovani Soci della BCC di Nettuno. Nell’ambito del quadro appena descritto, la Federlus, oggi più che mai, intende guardare al futuro delle Associate attraverso i suoi giovani e si è resa disponibile per supportarle sia nella costituzione di nuovi Gruppi, sia per offrire un sostegno concreto a quelli già esistenti, con l’obiettivo di favorire il confronto e il dialogo tra le varie esperienze. Cosa fare dunque per valorizzare e mettere a sistema la condivisione di proposte, di specifiche vedute, o semplicemente offrire occasioni di dialogo e scambio di idee nell’ambito della nostra Federazione? A questo scopo, oltre all’organizzazione di incontri periodici, si sta già lavorando alla creazione di uno spazio virtuale sul sito istituzionale www.federlus.it, accessibile da un box sulla home page, in cui poter condividere le iniziative che i vari gruppi vorranno mettere in evidenza, unitamente ad un’area riservata sulla extranet aziendale, interamente dedicata ai Giovani Soci e dove gli stessi potranno interagire attraverso un forum.

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DALLA FEDERAZIONE

L’impegno della Federazione, sempre nella convinzione della necessità di sostegno alle iniziative delle Associate sui territori, passa anche attraverso l’organizzazione di una serie di eventi formativi basati sul tema dell’Educazione Finanziaria e rivolti ad un target giovanile. Proprio quest’ultima iniziativa, si rende possibile grazie al progetto di Orizzonti TV, la prima web tv italiana di educazione finanziaria, che offre contenuti di alto valore educativo anche attraverso la collaborazione di personalità di spicco in ambito istituzionale, bancario e giornalistico. In conclusione, credere nei giovani e dare loro la possibilità di costruire il proprio futuro per accrescere il capitale umano della nostra società di domani e nelle nostre BCC è l’obiettivo che ci si è posti nel creare e sostenere il Movimento dei Giovani Soci, nella convinzione che i giovani organizzati possano contribuire a questo scopo.

“Coltiva il tuo futuro” Creare un’attività agricola cooperativa. Dalla ricerca fondi alla multifunzionalità

La Federazione ha sostenuto nel corso del 2017 il progetto “Coltiva il tuo futuro”, ideato e condotto dalla Cooperativa Agricola Co.r.ag.gio, con il sostegno di Fondo Sviluppo e Confcooperative roma. Il ciclo seminariale ha previsto 2 incontri per circa 80 partecipanti ognuno, ospitati da aziende agricole cooperative multifunzionali di Roma che lavorano su terreni di proprietà pubblica. Ogni lezione ha previsto una visita aziendale diretta dal conduttore delle imprese ospiti, un caffè

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di benvenuto, i pranzi con degustazioni e un aperitivo conclusivo con prodotti aziendali e prodotti biologici dell’agro romano, valorizzati dagli chef della cooperativa Coraggio. Gli incontri formativi - come parte integrante del progetto “Coop Up”, promosso da Confcooperative per sostenere le start up cooperative sono stati costruiti per orientare l’avvio di attività agricola cooperativa multifunzionale, trasformare la sensibilità ecologica in opportunità di lavoro e affinare strategie e scelte di chi opera in agricoltura. Alla sua quarta edizione, “Coltiva il tuo futuro” è accreditata a livello locale come opportunità formativa, teorica e pratica, in un panorama dove si registra un deficit di offerta a fronte di una domanda in forte crescita. Nel dettaglio, questi i macro-temi affrontati nel corso dei seminari: modelli e forme di agricoltura ecologica possibili; avvio di una start-up agricola e aspetti amministrativi; creazione di una cooperativa; ricerca fondi, orizzontale e verticale; multifunzionalità e agricoltura sociale.

Dall’edizione 2017 è nata l’Associazione “Coltiva il tuo Futuro” di cui sono promotori e componenti del direttivo i soci della Cooperativa Co.r.ag.gio e che ha tra gli iscritti i partecipanti ai seminari di questo anno, professionisti del settore e ambientalisti. L’idea di investire anche quest’anno nel ciclo dei seminari è nata in primis dall’esigenza di rispondere alle numerose richieste (oltre il numero di capienza massimo negli scorsi anni) pervenute anche in questa edizione. Quest’anno circa ottanta richieste sono pervenute in sole due settimane, a sottolineare la vasta rete di relazioni che in questi anni la cooperativa ha saputo costruire intorno a tematiche come quella dell’accesso alla terra. Ritorno alla terra e innovazione, legati insieme dalla formula cooperativa. Questi i valori alla base di un progetto che ha visto valorizzata la rete cooperativa, con una concreta sinergia fra banche cooperative e cooperative produttive, con un unico obiettivo comune: lo sviluppo e la promozione del territorio.


DALLE BCC

CASSA rUrALE ED ArTIGIAnA DELL’AGrO POnTInO

Partecipazione in... Champions! I campioni d’Italia della Cassa Rurale ed Artigiana protagonisti in Slovenia! Grande soddisfazione per la Cassa Rurale ed Artigiana dell’Agro Pontino che, dopo aver conquistato il titolo di campione d’Italia delle BCC nella quindicesima edizione del torneo nazionale di calcio a 5 del Credito Cooperativo, ha partecipato anche alla Champions Bank 2017 il torneo di calcio a 7 dei bancari europei.

Un’avventura incredibile per la Cassa Rurale ed Artigiana dell’Agro Pontino che nella Champions Bank 2017è riuscita a conquistare il secondo posto al termine di una cavalcata entusiasmante. La CRA dell’Agro Pontino – 90 dipendenti complessivi – ha sfidato e avuto la meglio su squadre rappresentanti di colossi del mondo ban-

cario nazionale e internazionale. Quattordici i ragazzi, dipendenti della BCC e provenienti dallo stesso territorio di riferimento che, dopo aver vinto il torneo nazionale del Credito Cooperativo nel mese di giugno, si sono preparati per affrontare un percorso europeo che li ha visti assoluti protagonisti fino al match finale, arbitrato dal celebre

ex-fischietto italiano Pierluigi Collina, attualmente Responsabile della Commissione Arbitrale dell’UEFA. Il torneo si è svolto nel bellissimo centro sportivo di Koper (Capodistria), ad assistere alla appassionante avventura dei nostri ragazzi altri testimonials d’eccezione quali, tra gli altri, Paolo Rossi, Salvatore Schillaci e Francesco Moser. Il secondo posto finale – alle spalle della compagine croata PBZ, del gruppo Intesa San Paolo – fa sfumare i sogni di trionfo, ma celebra un risultato che va al di la del mero esercizio sportivo esaltando doti uniche legate alla passione, all’organizzazione e alla coesione di gruppo. Gruppo che ha potuto contare anche in Slovenia del supporto dei Vertici dell’istituto, quali il Presidente Maurizio Manfrin e il Direttore Generale Gilberto Cesandri, a testimonianza del fatto che i risultati – nello sport, così come nel contesto professionale – presuppongono il massimo coinvolgimento ed entusiasmo, senza distinzione di ruolo e di livello.

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DALLE BCC

COLLI ALBAnI

Capire l’economia in sette passi La BCC dei Colli Albani ha ospitato lo scorso 15 febbraio la presentazione del volume del Prof. Leonardo Becchetti, ordinario di Economia politica presso l’Università di Roma Tor Vergata, Capire l’economia in sette passi. L’evento, introdotto dal Presidente della BCC, dott. Maurizio Capogrossi, è stato promosso dall’Università Popolare Appia (UPA) e moderato dal suo Presidente, Giulio Bagni, e dal Prof. Emilio Baccarini, Rettore UPA docente di Filosofia presso l’Università di Roma Tor Vergata. Nei sette capitoli in cui si articola il libro, il Prof. Becchetti prova a spiegare ai propri lettori i principi che sottendono il sistema socio economico contemporaneo, nel quale divengono centrali i concetti di sostenibilità e cooperazione. Le imprese vincenti sono oggi quelle che, oltre a generare profitto, adottano delle pratiche idonee ad assicurare ai propri dipendenti delle buone condizioni di lavoro ed un basso impatto ambientale. Sono le imprese capaci di creare valore, non solo in termini economici, ma anche in termini di benessere dei cittadini, nell’accezione più ampia del termine. L’autore cerca così di fornire ai consumatori gli strumenti affinché siano in grado di operare consapevolmente delle scelte “di consumo” che siano sostenibili in termini di giustizia, libertà ed equità, scegliendo tra quelle presenti sul mercato, le aziende attente nei confronti e dei propri dipendenti e dell’ambiente. Affinché però tali best practice diventino profittevoli in quanto premianti per le imprese, è necessario che i cittadini si uniscano e siano coesi nel favorire, attraverso quello che Becchetti chiama

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“voto con il portafoglio”, proprio le aziende che le adottano. Come fondamentale diventa un intervento dello Stato che amministri in modo efficace ed efficiente le risorse raccolte con il gettito fiscale, restituendo al territorio ed alla collettività, ad esempio sotto forma di servizi ed infrastrutture, quanto generato dalle imprese e dai cittadini. Sentita la partecipazione di pubblico all’evento, che ha manifestato con diversi interventi nello spazio riservato al dibattito, l’interesse e l’apprezzamento per la manifestazione.


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Orizzonti 1 2018  

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