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Un giorno di festa

di Antonio Sollazzo

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news CANTELMO SORGE APPUNTO, COME SI È VISTO Dal superamento «dei necessari tumulti della prim Che il periodo superomistico non si esaurisce rapidamente come altri momenti ma abbraccia la totalità della produzione posteriore del Nostro (compresa quella notturna), che a questo periodo appartengono, accanto ad

INFORMAZIONI

Codice della Strada, l’uso del lampeggiante blu, è consentito ai conducenti degli autoveicoli adibiti a servizi di socVISTO Dal superamento «dei necessari tumulti della prim Che il periodo superomistico non si esaurisce rapidamente come altri momenti ma abbraccia la totalità della produzione posteriore del Nostro (compresa quella notturna), che a questo periodo appartengono, accanto ad operedefinitivamente condannate, alcune opere che fa critica, concordemente, è portata a salvare, anzi ad ammirare, che il superuomo non nasce isolato ma all’interno di un movimento che comprende le due riviste più importanti degli ultimi anni del

operedefinitivamente condannate, alcune opere che fa critica, concordemente, è portata a salvare, anzi ad ammirare, che il superuomo INFORMAZIONI Codice della Strada, l’uso del lampeggiante blu, è consentito ai conducenti degli autoveicoli adibiti a servizi di soccorso, di polizia, CANTELMO SORGE APPUNTO, COME SI È

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secolo, il “Convito” di Roma e “II Marzocco” di Firenze (nel periodo in cui veniva diretto da Angiolo Orvieto, s’intende), che esso corrisponde evidentemente ad orientamenti profondi dello spirito pubblico

CANTELMO SORGE APPUNTO, COME SI È VISTO Dal superamento «dei necessari tumulti della prim Che il periodo superomistico non si esaurisce rapidamente come altri momenti ma abbraccia la totalità della produzione posteriore del Nostro (compresa quella notturna),

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come altri momenti ma abbraccia la totalità della produzione posteriore del Nostro (compresa quella notturna), che a questo periodo appartengono, accanto ad operedefinitivamente condannate, alcune opere che fa critica, concordemente, è portata a salvare, anzi ad ammirare, che il superuomo


CANTELMO SORGE APPUNTO, COME SI È VISTO Dal superamento «dei necessari tumulti della prim Che il periodo superomistico non si esaurisce rapidamente come altri momenti ma abbraccia la totalità della produzione posteriore del Nostro (compresa quella notturna), che a questo periodo ap-

INFORMAZIONI

Codice della Strada, l’uso del lampeggiante blu, è consentito ai conducenti degli autoveicoli adibiti a servizi di socVISTO Dal superamento «dei necessari tumulti della prim Che il periodo superomistico non si esaurisce rapidamente come altri momenti ma abbraccia la totalità della produzione posteriore del Nostro (compresa quella notturna), che a questo periodo appartengono, accanto ad operedefinitivamente condannate, alcune opere che fa critica, concordemente, è portata a salvare, anzi ad ammirare, che il superuomo non nasce isolato ma all’interno di un movimento che comprende le due riviste più

partengono, accanto ad operedefinitivamente condannate, alcune opere che fa critica, concordemente, INFORMAZIONI Codice della Strada, l’uso del lampeggiante blu, è consentito ai conducenti degli autoveicoli adibiti a servizi di soccorso, di polizia, CANTELMO SORGE APPUNTO, COME SI È

importanti degli ultimi anni del secolo, il “Convito” di Roma e “II Marzocco” di Firenze (nel periodo in cui veniva diretto da Angiolo Orvieto, s’intende), che esso corrisponde evidentemente ad orientamenti

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Codice della Strada, l’uso del lampeggiante blu, è consentito ai conducenti degli autoveicoli adibiti a servizi di soccorso, di polizia, CANTELMO SORGE APPUNTO, COME SI È VISTO Dal superamento «dei necessari tumulti della prim Che il periodo superomistico non si esaurisce rapidamente

come altri momenti ma abbraccia la totalità della produzione posteriore del Nostro (compresa quella notturna), che a questo periodo appartengono, accanto ad operedefinitivamente condannate, alcune opere che fa critica, concordemente, è portata a salvare, anzi ad ammirare, che il superuomo

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personaggi

Franco Mazzei un calabrese a Londra La Varia è una festa, forse la più bella e importante dell’intera Calabria, un evento che racconta quanto il culto Mariano sia antico, radicato e sentito dalla gente del meridione d’Italia. È la festa dove il cielo e la terra diventano tutt’uno, è il momento in cui l’energia e l’entusiasmo di un popolo divengono amore, passione e fede, sublimandosi nel gesto semplice e totale di una bambina che, sospesa nell’aria sopra i tetti delle case, sembra volersi offrire in un abbraccio con l’universo, al Padre Celeste. Il Carro Sacro, in uso a Palmi, che rappresenta il fulcro di questa festa fu costruito all’inizio del ventesimo secolo da Peppino Militano, un geniale artigiano palmese, che riuscì a realizzare con mezzi semplici, la macchina che ancora oggi, dopo cento anni di vita, provoca in chi la vede meraviglia e stupore. Ma la storia della festa ha radici molto più antiche che sprofondano in un sostrato fatto di cronaca e tradizione. Per conoscerne l’origine dovremmo andare ancora molto indietro nel tempo e precisamente a quando, dopo la morte di Gesù Cristo, nella città di Messina, coinvolta dagli effetti prodigiosi della evangelizzazione, iniziò a germogliare il seme della cristianità. Fu allora che una ambasceria si recò in Palestina, per mostrare solidarietà e conforto a Maria di Nazareth. Nel La Varia è una festa, forse la più bella e importante dell’intera Calabria, un evento che racconta quanto il culto Mariano sia antico, radicato e sentito dalla gente del meridione d’Italia.

testo per dire delle cose giuste su un persona che testo per dire delle cose giuste su un persona che testo per dire delle cose giuste su un persona che testo per dire delle cose giuste su un persona che testo per dire delle cose giuste su un persona che testo per dire delle cose giuste su un persona che

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È la festa dove il cielo e la terra diventano tutt’uno, è il momento in cui l’energia e l’entusiasmo di un popolo divengono amore, passione e fede, sublimandosi nel gesto semplice e totale di una bambina che, sospesa nell’aria sopra i tetti delle case, sembra volersi offrire in un abbraccio con l’universo, al Padre Celeste. Il Carro Sacro, in uso a Palmi, che rappresenta il fulcro di questa festa fu costruito all’inizio del ventesimo secolo da Peppino Militano, un geniale artigiano palmese, che riuscì a realizzare con mezzi semplici, la macchina che ancora oggi, dopo cento anni di vita, provoca in chi la vede meraviglia e stupore. Ma la storia della festa ha radici molto più antiche che sprofondano in un sostrato fatto di cronaca e tradizione. Per conoscerne l’origine dovremmo andare ancora molto indietro nel tempo e precisamente a quando, dopo la morte di Gesù Cristo, nella città di Messina, coinvolta dagli effetti prodigiosi della evangelizzazione, iniziò a germogliare il seme della cristianità. Fu allora che una ambasceria si recò in Palestina, per mostrare solidarietà e conforto a Maria di Nazareth. Nel La Varia è una festa, forse la più bella e importante dell’intera Calabria, un evento che racconta quanto il culto Mariano sia antico, radicato e sentito dalla gente del meridione d’Italia. È la festa dove il cielo e la terra diventano tutt’uno, è il momento in cui l’energia e l’entusiasmo di un popolo divengono amore, passione e fede, sublimandosi nel gesto semplice e totale

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di una bambina che, sospesa nell’aria sopra i tetti delle case, sembra volersi offrire in un abbraccio con l’universo, al Padre Celeste. Il Carro Sacro, in uso a Palmi, che rappresenta il fulcro di questa festa fu costruito all’inizio del ventesimo secolo da Peppino Militano, un geniale artigiano palmese, che riuscì a realizzare con mezzi semplici, la macchina che ancora oggi, dopo cento anni di vita, provoca in chi la vede meraviglia e stupore. Ma la storia della festa ha radici molto più antiche che sprofondano in un sostrato fatto di cronaca e tradizione. Per conoscerne l’origine dovremmo andare ancora molto indietro nel tempo e precisamente a quando, dopo la morte di Gesù Cristo, nella città di Messina, coinvolta dagli effetti prodigiosi della evangelizzazione, iniziò a germogliare il seme della cristianità. Fu allora che una ambasceria si recò in Palestina, per mostrare solidarietà e conforto a Maria di Nazareth. Nel La Varia è una festa, forse la più bella e importante dell’intera Calabria, un evento che racconta quanto il culto Mariano sia antico, radicato e sentito dalla gente del meridione d’Italia. È la festa dove il cielo e la terra diventano tutt’uno, è il momento in cui l’energia e l’entusiasmo di un popolo divengono amore, passione e fede, sublimandosi nel gesto semplice e totale di una bambina che, sospesa nell’aria sopra i tetti delle case, sembra volersi offrire in un abbraccio con l’universo, al Padre Celeste. Il Carro Sacro, in uso a Palmi, che rappresenta il fulcro


È la festa dove il cielo e la terra diventano tutt’uno, è il momento in cui l’energia e l’entusiasmo di un popolo divengono amore, passione e fede, sublimandosi nel gesto semplice e totale di una bambina che, sospesa nell’aria sopra i tetti delle case, sembra volersi offrire in un abbraccio con l’universo, al Padre Celeste. Il Carro Sacro, in uso a Palmi, che rappresenta il fulcro di questa festa fu costruito all’inizio del ventesimo secolo da Peppino Militano, un geniale artigiano palmese, che riuscì a realizzare con mezzi semplici, la macchina che ancora oggi, dopo cento anni di vita, provoca in chi la vede meraviglia e stupore. Ma la storia della festa ha radici molto più antiche che sprofondano in un sostrato fatto di cronaca e tradizione. Per conoscerne l’origine dovremmo andare ancora molto indietro nel tempo e precisamente a quando, dopo la morte di Gesù Cristo, nella città di Messina, coinvolta dagli effetti prodigiosi della evangelizzazione, iniziò a germogliare il seme della cristianità. Fu allora che una ambasceria si recò in Palestina, per mostrare solidarietà e conforto a Maria di Nazareth. Nel La Varia è una festa, forse la più bella e importante dell’intera Calabria, un evento che racconta quanto il culto Mariano sia antico, radicato e sentito dalla gente del meridione d’Italia. È la festa dove il cielo e la terra diventano tutt’uno, è il momento in cui l’energia e l’entusiasmo di un popolo divengono amore, passione e fede, subli-

mandosi nel gesto semplice e totale di una bambina che, sospesa nell’aria sopra i tetti delle case, sembra volersi offrire in un abbraccio con l’universo, al Padre Celeste. Il Carro Sacro, in uso a Palmi, che rappresenta il fulcro di questa festa fu costruito all’inizio del ventesimo secolo da Peppino Militano, un geniale artigiano palmese, che riuscì a realizzare con mezzi semplici, la macchina che ancora oggi, dopo cento anni di vita, provoca in chi la vede meraviglia e stupore. Ma la storia della festa ha radici molto più antiche che sprofondano in un sostrato fatto di cronaca e tradizione. Per conoscerne l’origine dovremmo andare ancora molto indietro nel tempo e precisamente a quando, dopo la morte di Gesù Cristo, nella città di Messina, coinvolta dagli effetti prodigiosi della evangelizzazione, iniziò a germogliare il seme della cristianità. Fu allora che una ambasceria si recò in Palestina, per mostrare solidarietà e conforto a Maria di Nazareth. Nel La Varia è una festa, forse la più bella e importante dell’intera Calabria, un evento che racconta quanto il culto Mariano sia antico, radicato e sentito dalla gente del meridione d’Italia. È la festa dove il cielo e la terra diventano tutt’uno, è il momento in cui l’energia e l’entusiasmo di un popolo divengono amore, passione e fede, sublimandosi nel gesto semplice e totale di una bambina che, sospesa nell’aria sopra i tetti delle case, sembra volersi offrire in un abbraccio con l’universo, al

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A Lorica il 12.13.14 luglio Nel cuore dell’Altopiano silano

Che il periodo superomistico non si esaurisce rapidamente come altri momenti ma abbraccia la totalità della produzione posteriore del Nostro (compresa quella notturna), che a questo periodo appartengono, accanto ad operedefinitivamente condannate, alcune opere che fa critica, concordemente, è portata a salvare, anzi ad ammirare, che il superuomo non nasce isolato ma all’interno di un movimento che comprende le due riviste più importanti degli ultimi anni del secolo, il “Convito” di Roma e “II Marzocco” di Firenze (nel periodo in cui veniva diretto da Angiolo Orvieto, s’intende), che esso corrisponde evidentemente ad orientamenti profondi dello spirito pubblico italiano del tempo e non a caso sorge in un momento di crisi acuta della società italiana, alla fine della dittatura crispina2 e alla vigilia della sconfitta di Adua3. Dei vari elementi che concorrono a formare il superuomo è proprio quest’ultimo quello che maggiormente colpisce che a questo periodo appartengono, accanto ad operedefinitiva-

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basta un sogno Che il periodo superomistico non si esaurisce rapidamente come altri momenti ma abbraccia la totalità della produzione posteriore del Nostro (compresa quella notturna), che a questo periodo appartengono, accanto ad operedefinitivamente condannate, alcune opere che fa critica, concordemente, è portata a salvare, anzi ad ammirare, che il superuomo non nasce isolato ma all’interno di un movimento che comprende le due riviste più importanti degli ultimi anni del secolo, il “Convito” di Roma e “II Marzocco” di Firenze (nel periodo in cui veniva diretto da Angi-

olo Orvieto, s’intende), che esso corrisponde evidentemente ad orientamenti profondi dello spirito pubblico italiano del tempo e non a caso sorge in un momento di crisi acuta della società italiana, alla fine della dittatura crispina2 e alla vigilia della sconfitta di Adua3. Dei vari elementi che concorrono a formare il superuomo è proprio quest’ultimo quello che maggior che a questo periodo appartengono, accanto ad operedefinitivamente condannate, alcune opere che fa critica, concordemente, è portata a salvare, anzi ad ammirare, che il superuomo non nasce isolato ma all’interno di un movimento

musica, animazioen “Tutto non è perduto” così scriveva nel 2008 il TIME in un suo articolo sulla Calabria una espressione che racchiude la speranza di chi a voglia di sogna re un futuro anche in Calabria. Con la conpevolezza che se ci attrezziamo dei giusti strumenti e del giusto approccio siamo in grado di avere grandi risultati così come lo dimostra le tante esperienze importnti dei Calabresi nel mondo che racconteremo. “Tutto non è perduto” così scriveva nel 2008 il TIME in un suo articolo sulla Calabria una espressione che racchiude la speranza di chi a voglia di sogna re un futuro anche in Calabria. Con la conpevolezza che se ci attrezziamo dei giusti strumenti e del giusto approccio siamo in grado di avere grandi risultati così come


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Calabria un sogno chiamato turismo

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a Varia è una festa, forse la più bella e importante dell’intera Calabria, un evento che racconta quanto il culto Mariano sia antico, radicato e sentito dalla gente del meridione d’Italia. È la festa dove il cielo e la terra diventano tutt’uno, è il momento in cui l’energia e l’entusiasmo di un popolo divengono amore, passione e fede, sublimandosi nel gesto semplice e totale di una bambina che, sospesa nell’aria sopra i tetti delle case, sembra volersi offrire in un abbraccio con l’universo, al Padre Celeste. Il Carro Sacro, in uso a Palmi, che rappresenta il fulcro di questa festa fu costruito all’inizio del ventesimo secolo da Peppino Militano, un geniale artigiano palmese, che riuscì a realizzare con mezzi semplici, la macchina che ancora oggi, dopo cento anni di vita, provoca in chi la vede meraviglia e stupore. Ma la storia della festa ha radici molto più antiche che sprofondano in un sostrato fatto di cronaca e tradizione. Per conoscerne l’origine dovremmo andare ancora molto indietro nel tempo e precisamente a quando, dopo la morte di Gesù Cristo, nella città di Messina, coinvolta dagli effetti prodigiosi della evangelizzazione, iniziò a germogliare il seme della cristianità. Fu allora che una ambasceria si recò in Palestina, per mostrare solidarietà e conforto a Maria di Nazareth. Nel La Varia è una festa, forse la più bella e importante dell’intera Calabria, un even-

All is Not lost “Tutto non è perduto” così scriv­ eva nel 2008 il TIME in un suo arti­ colo sulla Calabria una espressi­ one che racchiude la speranza di chi a voglia di sogna re un futu­ ro anche in Calabria. Con la conpevolezza che se ci at­ trezziamo dei giusti strumenti e del giusto approccio siamo in grado di avere grandi risultati così come lo dimostra le tante es­ perienze importnti dei Calabre­ si nel mondo che racconteremo. “Tutto non è perduto” così scriv­

to che racconta quanto il culto Mariano sia antico, radicato e sentito dalla gente del meridione d’Italia. La Varia è una festa, forse la più bella e importante dell’intera Calabria, un evento che racconta quanto il culto Mariano sia antico, radicato e sentito dalla gente del meridione d’Italia. È la festa dove il cielo e la terra diventano tutt’uno, è il momento in cui l’energia e l’entusiasmo di un popolo divengono amore, passione e fede, sublimandosi nel gesto semplice e totale di una bambina che, sospesa nell’aria sopra i tetti delle case, sembra volersi offrire in un abbraccio con l’universo, al Padre Celeste. Il Carro Sacro, in uso a Palmi, che rappresenta il fulcro di questa festa fu costruito all’inizio del ventesimo secolo da Peppino Militano, un geniale artigiano palmese, che riuscì a realizzare con mezzi semplici, la macchina che ancora oggi, dopo cento anni di vita, provoca in chi la vede meraviglia e stupore. Ma la storia della festa ha radici molto più antiche che sprofondano in un sostrato fatto di cronaca e tradizione. Per conoscerne l’origine dovremmo andare ancora molto indietro nel tempo e precisamente a quando, dopo la morte di Gesù Cristo, nella città di Messina, coinvolta dagli effetti prodigiosi della evangelizzazione, iniziò a germogliare il seme della cristianità. Fu allora che una ambasceria si recò in Palestina, per mostrare solidarietà e conforto a Maria di Nazareth. Nel La Varia è una festa, forse la più bella e importante dell’intera Calabria, un evento che racconta quanto il culto Mariano sia antico, radicato e sentito dalla gente del meridione d’Italia. La Varia è una festa, forse la più

Abbiamo chiesto a Enzo Barbieri, Gianpietro Coppola Vittorio Caminiti, Fortunato Amarelli Franco Barbalace, Ferdinando Di Leo tre sindaci e tre imprenditori che rispettivamente per i ruoli che rappresentano hanno saputo dare vita a esperienze rilevanti nel comparto turistico cosa bisogna fare per il rilancio turistico della regione., le interviste integrali su www.calabriaduepuntozero.it

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a Varia è una festa, forse la più bella e importante dell’intera Calabria, un evento che racconta quanto il culto Mariano sia antico, radicato e sentito dalla gente del meridione d’Italia. È la festa dove il cielo e la terra diventano tutt’uno, è il momento in cui l’energia e l’entusiasmo di un popolo divengono amore, passione e fede, sublimandosi nel gesto semplice e totale di una bambina che, sospesa nell’aria sopra i tetti delle case, sembra volersi offrire in un abbraccio con l’universo, al Padre Celeste. Il Carro Sacro, in uso a Palmi, che rappresenta il fulcro di questa festa fu costruito all’inizio del ventesimo secolo da Peppino Militano, un geniale artigiano palmese, che riuscì a realizzare con mezzi semplici, la macchina che ancora oggi, dopo cento anni di vita, provoca in chi la vede meraviglia e stupore. Ma la storia della festa ha radici molto più antiche che

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a Varia è una festa, forse la più bella e importante dell’intera Calabria, un evento che racconta quanto il culto Mariano sia antico, radicato e sentito dalla gente del meridione d’Italia. È la festa dove il cielo e la terra diventano tutt’uno, è il momento in cui l’energia e l’entusiasmo di un popolo divengono amore, passione e fede, sublimandosi nel gesto semplice e totale di una bambina che, sospesa nell’aria sopra i tetti delle case, sembra volersi offrire in un abbraccio con l’universo, al Padre Celeste. Il Carro Sacro, in uso a Palmi, che rappresenta il fulcro di questa festa fu costruito all’inizio del ventesimo secolo da Peppino Militano, un geniale artigiano palmese, che riuscì a realizzare con mezzi semplici, la macchina che ancora oggi, dopo cento anni di vita, provoca in chi la vede meraviglia e stupore. Ma la storia della festa ha radici molto più antiche che

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a Varia è una festa, forse la più bella e importante dell’intera Calabria, un evento che racconta quanto il culto Mariano sia antico, radicato e sentito dalla gente del meridione d’Italia. È la festa dove il cielo e la terra diventano tutt’uno, è il momento in cui l’energia e l’entusiasmo di un popolo divengono amore, passione e fede, sublimandosi nel gesto semplice e totale di una bambina che, sospesa nell’aria sopra i tetti delle case, sembra volersi offrire in un abbraccio con l’universo, al Padre Celeste. Il Carro Sacro, in uso a Palmi, che rappresenta il fulcro di questa festa fu costruito all’inizio del ventesimo secolo da Peppino Militano, un geniale artigiano palmese, che riuscì a realizzare con mezzi semplici, la macchina che ancora oggi, dopo cento anni di vita, provoca in chi la vede meraviglia e stupore. Ma la storia della festa ha radici molto più antiche che


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a Varia è una festa, forse la più bella e importante dell’intera Calabria, un evento che racconta quanto il culto Mariano sia antico, radicato e sentito dalla gente del meridione d’Italia. È la festa dove il cielo e la terra diventano tutt’uno, è il momento in cui l’energia e l’entusiasmo di un popolo divengono amore, passione e fede, sublimandosi nel gesto semplice e totale di una bambina che, sospesa nell’aria sopra i tetti delle case, sembra volersi offrire in un abbraccio con l’universo, al Padre Celeste. Il Carro Sacro, in uso a Palmi, che rappresenta il fulcro di questa festa fu costruito all’inizio del ventesimo secolo da Peppino Militano, un geniale artigiano palmese, che riuscì a realizzare con mezzi semplici, la macchina che ancora oggi, dopo cento anni di vita, provoca in chi la vede meraviglia e stupore. Ma la storia della festa ha radici molto più antiche che

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a Varia è una festa, forse la più bella e importante dell’intera Calabria, un evento che racconta quanto il culto Mariano sia antico, radicato e sentito dalla gente del meridione d’Italia. È la festa dove il cielo e la terra diventano tutt’uno, è il momento in cui l’energia e l’entusiasmo di un popolo divengono amore, passione e fede, sublimandosi nel gesto semplice e totale di una bambina che, sospesa nell’aria sopra i tetti delle case, sembra volersi offrire in un abbraccio con l’universo, al Padre Celeste. Il Carro Sacro, in uso a Palmi, che rappresenta il fulcro di questa festa fu costruito all’inizio del ventesimo secolo da Peppino Militano, un geniale artigiano palmese, che riuscì a realizzare con mezzi semplici, la macchina che ancora oggi, dopo cento anni di vita, provoca in chi la vede meraviglia e stupore. Ma la storia della festa ha radici molto più antiche che

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www.festaetica.it La Varia è una festa, forse la più bella e importante dell’intera Calabria, un evento che racconta quanto il culto Mariano sia antico, radicato e sentito dalla gente del meridione d’Italia. È la festa dove il cielo e la terra diventano tutt’uno, è il momento in cui l’energia e l’entusiasmo di un popolo divengono amore, passione e fede, sublimandosi nel gesto semplice e totale di una bambina che, sospesa nell’aria sopra i tetti delle case, sembra volersi offrire in un abbraccio con l’universo, al Padre Celeste. Il Carro Sacro, in uso a Palmi, che rappresenta il fulcro di questa festa fu costruito all’inizio del ventesimo secolo da Peppino Militano, un geniale artigiano palmese, che riuscì a realizzare con mezzi semplici, la macchina che ancora oggi, dopo cento anni di vita, provoca in chi la vede meraviglia e stupore. Ma la storia della festa ha radici molto più antiche che sprofondano in un sostrato fatto di cronaca e tradizione. Per conoscerne l’origine dovremmo andare ancora molto indietro nel tempo e precisamente

12/13/14 luglio Lorica (CS)

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A Lorica il 12.13.14 luglio Nel cuore dell’Altopiano silano Che il periodo superomistico non si esaurisce rapidamente come altri momenti ma abbraccia la totalità della produzione posteriore del Nostro (compresa quella notturna), che a questo periodo appartengono, accanto ad operedefinitivamente condannate, alcune opere che fa critica, concordemente, è portata a salvare, anzi ad ammirare, che il superuomo non nasce isolato ma all’interno di un movimento che comprende le due riviste più importanti degli ultimi anni del secolo, il “Convito” di Roma e “II Marzocco” di Firenze (nel periodo in cui veniva diretto da Angiolo Orvieto, s’intende), che esso corrisponde evidentemente ad orientamenti profondi dello spirito pubblico italiano del tempo e non a caso sorge in un momento di crisi acuta della società italiana, alla fine della dittatura crispina2 e alla vigilia della sconfitta di Adua3. Dei vari elementi che concorrono a formare il superuomo è proprio quest’ultimo quello che maggiormente colpisce A Lorica il 12.13.14 luglio Nel cuore dell’Altopiano silano Che il periodo superomistico non

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I workshop Che il periodo superomistico non si esaurisce rapidamente come altri momenti ma abbraccia la totalità della produzione posteriore del Nostro (compresa quella notturna), che a questo periodo appartengono, accanto ad operedefinitivamente condannate, alcune opere che fa critica, concordemente, è portata a salvare, anzi ad ammirare, che il superuomo non nasce isolato ma all’interno di un movimento che comprende le due riviste più importanti degli ultimi anni del secolo, il “Convito” di Roma e “II Marzocco” di Firenze (nel periodo in cui veniva diretto da Angi-

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Il turismo accessibile nella provincia di Cosenza Madrid (pronuncia corrente in italiano: madrid; in spagnolo: è la capitale e più grande città della Spagna. La popolazione della città è circa 3,3 milioni di abitanti (al dicembre 2009)[1], ma la popolazione intera dell’area metropolitana (area urbana e periferia) è calcolata in quasi 6,5 milioni. Si tratta del terzo comune più popoloso nell’Unione Europea, dopo Londra e Berlino, e la sua area metropolitana è la terza più popolosa dell’Unione Europea dopo Parigi e Londra.[2][3][4][5] La città si estende su un totale di 698 km²[6]. La conurbazione di Madrid è la terza col maggiore PIL[7] nell’Unione EuroLa popolapea e la sua influenzione inteza nella politica, ra dell’area metropolinell’educazione, tana (area nell’intrattenimenurbana e to, nella moda, nella periferia) è scienza e nelle arti calcolata in contribuisce al quasi 6,5 suo status di una delle principali città globali del mondo.[8][9] Grazie al suo rendimento economico, all’elevato standard di vita e alle dimensioni del suo mercato, Madrid è considerata il maggiore centro finanziario del Sud Europa e della Penisola Iberica; ospita le direzioni della grande maggioranza delle più importanti società spagnole. Madrid è la città più turistica della Spagna, la quarta più turistica del continente[10], ed è la decima città più vivibile al mondo secondo la rivista Monocle, nel suo indice di 2.010.[11][12]

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Easy tourism, turismo accessibile in Calabria

Un progetto deteminante Madrid (pronuncia corrente in italiano: madrid; in spagnolo: è la capitale e più grande città della Spagna. La popolazione della città è circa 3,3 milioni di abitanti (al dicembre 2009)[1], ma la popolazione intera dell’area metropolitana (area urbana e periferia) è calcolata in quasi 6,5 milioni. Si tratta del terzo comune più popoloso nell’Unione Europea, dopo Londra e Berlino, e la sua area metropolitana è la terza più popolosa dell’Unione Europea dopo Parigi e Londra.[2][3][4][5] La città si estende su un totale di 698 km²[6]. La conurbazione di Madrid è la terza col maggiore PIL[7] nell’Unione Europea e la sua influenza nella politica, nell’educazione, nell’intrattenimento, nella moda, nella scienza e nelle arti contribuisce al suo status di una delle principali città globali del mondo.[8][9] Grazie al suo rendimento economico, all’elevato standard di vita e alle dimensioni del suo mercato, Madrid è considerata il maggiore centro finanziario del Sud Europa e della Penisola Iberica;

Una grande risorsa Madrid (pronuncia corrente in italiano: madrid; in spagnolo: è la capitale e più grande città della Spagna. La popolazione della città è circa 3,3 milioni di abitanti (al dicembre 2009)[1], ma la popolazione intera dell’area metropolitana (area urbana e periferia) è calcolata in quasi 6,5 milioni. Si tratta del terzo comune più popoloso nell’Unione Europea, dopo Londra e Berlino, e la sua area metropolitana è la terza più popolosa dell’Unione Europea dopo Parigi e Londra.[2][3][4][5] La città si estende su un totale di 698 km²[6]. La conurbazione di Madrid è la terza col maggiore PIL[7] nell’Unione Europea e la sua influenza nella po-

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Slow Festival Slow Trekking Madrid (pronuncia corrente in

italiano: madrid; in spagnolo: è la capitale e più grande città della Spagna. La popolazione della città è circa 3,3 milioni di abitanti (al dicembre 2009)[1], ma la popolazione intera dell’area metropolitana (area urbana e periferia) è calcolata in quasi 6,5 milioni. Si tratta del terzo comune più popoloso nell’Unione Europea, dopo Londra e Berlino, e la sua area metropolitana è la terza più popolosa dell’Unione Europea dopo Parigi e Londra.[2][3][4] [5] La città si estende su un totale di 698 km²[6]. La conurbazione di Madrid è la terza col maggiore PIL[7] nell’Unione Europea e la sua influenza nella politica, nell’educazione, nell’intrattenimento, nella moda, nella scienza e nelle arti contribuisce al suo status di una delle principali città globali del mondo. [8][9] Grazie al suo rendimento economico, all’elevato standard di vita e alle dimensioni del suo mercato, Madrid è considerata il maggiore centro finanziario del Sud Europa e della Penisola Iberica; ospita le direzioni della grande maggioranza delle più importanti società spagnole. Madrid

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tre giorni di escursioni per tutti anche per chichi ha difficoltàmotorie e sensoriali

Madrid

(pronuncia corrente in italiano: madrid; in spagnolo: è la capitale e più grande città della Spagna. La popolazione della città è circa 3,3 milioni di abitanti (al dicembre 2009)[1], ma la popolazione intera dell’area metropolitana (area urbana e periferia) è calcolata in quasi 6,5 milioni. Si tratta del terzo comune più popoloso nell’Unione Europea, dopo Londra e Berlino, e la sua area metropolitana è la terza più popolosa dell’Unione Europea dopo Parigi e Londra.[2] [3][4][5] La città si estende su un totale di 698 km²[6]. La conurbazione di Madrid è la terza col maggiore PIL[7] nell’Unione Europea e la sua influenza nella politica, nell’educazione,

nell’intrattenimento, nella moda, nella scienza e nelle arti contribuisce al suo status di una delle principali città globali del mondo.[8] [9] Grazie al suo rendimento economico, all’elevato standard di vita e alle dimensioni del suo mercato, Madrid è considerata il maggiore centro finanziario del Sud Europa e della Penisola Iberica; ospita le direzioni della grande maggioranza delle più importanti società spagnole. Madrid è la città più turistica della Spagna, la quarta più turistica del continente[10], ed è la decima città più vivibile al mondo secondo la rivista Monocle, nel suo indice di 2.010.[11][12] Madrid era anche tra le 12 città europee più verdi nel 2010[13].

per partecipare

è necessario contattare via email l’organizzazione all’indirizzo info@slowfestival.it e quindi prenotarsi compilando il modulo di iscrizione. Il numero dei posti è per evidenti problematiche organizzative limitato. è necessario contattare via email l’organizzazione all’indirizzo info@slowfestival.it e quindi prenotarsi compilando il modulo di iscrizione. Il numero dei posti è per evidenti problematiche organizzative


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Va ri a

Aspettando l’Unesco

La varia di PAlmi Se dovessi rispondere con una sola parola a chi mi dovesse domandare: “Cosa è per i Palmesi la Varia?” Direi, senza esitazione, che la Varia è un sentimento. Forse il più antico e il più forte fra quelli che animano lo spirito degli abitanti di questa comunità.

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La Varia è una festa, forse la più bella e importante dell’intera Calabria, un evento che racconta quanto il culto Mariano sia antico, radicato e sentito dalla gente del meridione d’Italia. È la festa dove il cielo e la terra diventano tutt’uno, è il momento in cui l’energia e l’entusiasmo di un popolo divengono amore, passione e fede, sublimandosi nel gesto semplice e totale di una bambina che, sospesa nell’aria sopra i tetti delle case, sembra volersi offrire in un abbraccio con l’universo, al Padre Celeste. Il Carro Sacro, in uso a Palmi, che rappresenta il fulcro di questa festa fu costruito all’inizio del ventesimo secolo da Peppino Militano, un geniale artigiano palmese, che riuscì a realizzare con mezzi semplici, la macchina che ancora oggi, dopo cento anni di vita, provoca in chi la vede meraviglia e stupore. Ma la storia della festa ha radici molto più antiche che sprofondano in un sostrato fatto di cronaca e tradizione. Per conoscerne l’origine dovremmo andare ancora molto indietro nel tempo e precisamente a quando, dopo la morte di Gesù Cristo, nella città di Messina, coinvolta dagli effetti prodigiosi della evangelizzazione, iniziò a germogliare il seme della cristianità. Fu allora che una ambasceria si recò in Palestina, per mostrare solidarietà e conforto a Maria di Nazareth. Nel settembre del 42 d.C., al ritorno da quella missi-


“Li bel­­­lizzi su a lu Scigghiu1, ianchi e russi a la Bagnara, li forzuti sunnu a Parmi chi si ‘mbuttanu la Vara.”

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one, furono consegnate nelle mani del vescovo di Messina, la Lettera e una ciocca di capelli che la Madre di Gesù aveva fatto pervenire agli abitanti di Messina e alla città tutta. Molti anni più tardi, nel 1535, gli stessi messinesi, che avevano fatto della Madonna della Lettera la loro protettrice, in occasione dei festeggiamenti per accogliere l’imperatore Carlo V, costruirono la prima macchina che rappresentava l’assunzione al cielo della Madonna e la chiamarono “Bara”, da cui derivò il termine “Vara”, tutt’oggi in uso nella città peloritana, volendo indicare, con questa voce, il sacello ove il corpo della Vergine era stato deposto. Nel giugno del 1575, la città di Messina fu investita da un morbo pestilenziale che fece migliaia di vittime fra la popolazione e portò carestia e povertà. I Palmesi andarono in soccorso della città siciliana che, riconoscente, volle donare alla città calabrese uno dei Capelli della Madonna, come segno di gratitudine e di amicizia. Fu nel gennaio del 1582, che dopo aver attraversato lo stretto, il vascello capitanato da patron Peppe Tigano approdò alla Marinella di Palmi portando il prezioso Reliquiario contenente il Sacro Capello della Madonna. Fu da allora che anche la popolazione di Palmi, elesse come protettrice e Patrona della città, la Madonna della Sacra Lettera. Risalgono già al ‘600 le testimonianze di Giovanni Fiore che confermano l’uso di una “Machina maestosa di figlioletti in abito di Angioli vagamente adornati, che accom-

La Varia è una festa, forse la più bella e importante dell’intera Calabria, un evento che racconta quanto il culto Mariano sia antico, radicato e sentito dalla gente del meridione d’Italia.

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pagnano la Vergine trionfante alla cima di detta Machina” e dell’abate Pacichelli che, nel 1693, riferiva dal suo viaggio in Calabria che a Palmi: “Vi si celebran fiere, mercati e nella Domenica fra l’ottava, con l’industria singolar degli artisti, sontuosa festa della Madonna della Lettera”. Tuttavia la Sacra Congregazione dei Riti, con decreto del 1733, confermò alla Madonna della Lettera il ruolo di Patrona Principale della città. Il trascorrere dei secoli vide quindi perpetuare questa festa che tutt’oggi rimane una grande testimonianza di fede, sia nella città di Messina, ove però le figure del carro sono state sostituite da statue, sia nella città di Palmi ove la palpitante presenza di Animella, Padreterno, Angioletti, Apostoli, Sacerdote e ‘Mbuttaturi (Portatori), tutti in carne ed ossa, danno alla manifestazione una particolare sacralità che rafforza la partecipazione del popolo nella testimonianza di fede. Quest’anno, dopo un lustro di attesa, ecco ripresentarsi l’occasione per rivivere l’emozione straordinaria che l’evento procura a ciascun abitante della città della Costa Viola, ma anche a tutti gli ospiti che vogliano, con la loro presenza, condividere l’abbraccio collettivo con cui la comunità sa accogliere la festosa atmosfera che pervade ogni quartiere, ogni contrada, ogni nucleo familiare. Tutto avrà inizio il 16 di ag­osto, nel giorno della festa di San Rocco. Alle ore 10 di quella giornata “U Ccippu”, piattaforma lignea su cui viene costruita la struttura della Varia, viene trasportato con un entusiasmante coinvolgimento del popolo, da piazza Lo Sardo fino all’“Arangiara”, in prossimità del mausoleo del maestro Francesco Cilea, luogo dove avviene il riassemblaggio e la costruzione dell’intera struttura del carro sacro. Da quello stesso giorno, gli artigiani specializzati nella edificazione della Varia, si avvicenderanno con frenetico entusiasmo per realizzare, entro i termini stabiliti, il completamento

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la Podolica

calabrese

La Varia è una festa, forse la più bella e importante dell’intera Calabria, un evento che racconta quanto il culto Mariano sia antico, radicato e sentito dalla gente del meridione d’Italia. È la festa dove il cielo e la terra diventano tutt’uno, è il momento in cui l’energia e l’entusiasmo di un popolo divengono amore, passione e fede, sublimandosi nel gesto semplice e totale di una bambina che, sospesa nell’aria sopra i tetti delle case, sembra vol-

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ersi offrire in un abbraccio con l’universo, al Padre Celeste. Il Carro Sacro, in uso a Palmi, che rappresenta il fulcro di questa festa fu costruito all’inizio del ventesimo secolo da Peppino Militano, un geniale artigiano palmese, che riuscì a realizzare con mezzi semplici, la macchina che ancora oggi, dopo cento anni di vita, provoca in chi la vede meraviglia e stupore. Ma la storia della festa ha radici molto più antiche che sprofondano in

un sostrato fatto di cronaca e tradizione. Per conoscerne l’origine dovremmo andare ancora molto indietro nel tempo e precisamente a quando, dopo la morte di Gesù Cristo, nella città di Messina, coinvolta dagli effetti prodigiosi della evangelizzazione, iniziò a germogliare il seme della cristianità. Fu allora che una ambasceria si recò in Palestina, per mostrare solidarietà e conforto a Maria di Nazareth. Nel settembre del 42


doc

di Origine Calabrese

A lungo contesa da vallanti e fiocinini, difesa dai profondi cambiamenti ambientali, l’anguilla continua ad essere pescata seguendo tecniche antiche che sfruttano le maree autunnali e il naturale richiamo ch’esse esercitano sulle anguille mature

d.C., al ritorno da quella missione, furono consegnate nelle mani del vescovo di Messina, la Lettera e una ciocca di capelli che la Madre di Gesù aveva fatto pervenire agli abitanti di Messina e alla città tutta. Molti anni più tardi, nel 1535, gli stessi messinesi, che avevano fatto della Madonna della Lettera la loro protettrice, in occasione dei festeggiamenti per accogliere l’imperatore Carlo V, costruirono la prima macchina che rappre-

sentava l’assunzione al cielo della Madonna e la chiamarono “Bara”, da cui derivò il termine “Vara”, tutt’oggi in uso nella città peloritana, volendo indicare, con questa voce, il sacello ove il corpo della Vergine era stato deposto. Nel giugno del 1575, la città di Messina fu investita da un morbo pestilenziale che fece migliaia di vittime fra la popolazione e portò carestia e povertà. I Palmesi andarono in soccorso della città siciliana che,

INFORMAZIONI

Codice della Strada, l’uso del lampeggiante blu, è consentito ai conducenti degli autoveicoli adibiti a servizi di soccorso, di polizia, antincendio o di

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Cerchiara di Calabria

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‘L’apprendista’ (1977), ‘Macchina maccheronica’ (1980). In seguito ha collaborato con il compositore Luca Francesconi (per il quale haredatto due libretti d’opera, ‘Scene’ e ‘Ballata’, oltre che il radiodramma ‘In ostaggio’ ed il ciclo ‘Radio-lied’, affidato a Moni Ovadia), con il fotografo Giovanni Chiaramonte e con i videoartisti di Studio Azzurro. E’ autore di saggi e interventi critici sulla musica (‘Scrivere con la voce. Canzone, rock e poesia’, 2003) e sulla letteratura (‘La poesia è un fischio. Saggi 1986 – 2006, 2007), oltre che di un romanzo breve (‘La vera storia di Boy Bantàm ‘L’apprendista’

(1977), ‘Macchina maccheronica’ (1980). In seguito ha collaborato con il compositore Luca Francesconi (per il quale haredatto due libretti d’opera, ‘Scene’ e ‘Ballata’, oltre che il radiodramma ‘In ostaggio’ ed il ciclo ‘Radio-lied’, affidato a Moni Ovadia), con il fotografo Giovanni Chiaramonte e con i videoartisti di Studio Azzurro. E’ autore di saggi e interventi critici sulla musica (‘Scrivere con la voce. Canzone, rock e poesia’, 2003) e sulla letteratura (‘La poesia è un fischio. Saggi 1986 – 2006, 2007), oltre che di un romanzo breve (‘La vera storia di Boy Bantàm ‘L’apprendista’ (1977), ‘Macchi-

na maccheronica’ (1980). In seguito ha collaborato con il compositore Luca Francesconi (per il quale haredatto due libretti d’opera, ‘Scene’ e ‘Ballata’, oltre che il radiodramma ‘In ostaggio’ ed il ciclo ‘Radio-lied’, affidato a Moni Ovadia), con il fotografo Giovanni Chiaramonte e con i videoartisti di Studio Azzurro. E’ autore di saggi e interventi critici sulla musica (‘Scrivere con la voce. Canzone, rock e poesia’, 2003) e sulla letteratura (‘La poesia è un fischio. Saggi 1986 – 2006, 2007), oltre che di un romanzo breve (‘La vera storia di Boy Bantàm

“Tutto non è perduto” così scriveva nel 2008 il TIME in un suo articolo sulla Calabria una espressione che racchiude la speranza di chi a voglia di sogna re un futuro anche in Calabria. Con la conpevolezza che se ci attrezziamo dei giusti strumenti e del giusto approccio siamo in grado di avere grandi risultati così come lo dimostra le tante esperienze importnti dei Calabresi nel mondo che racconteremo. “Tutto non è perduto” così scriveva nel 2008 il TIME in un suo articolo sulla Calabria una espressione che racchiude la speranza di chi a voglia di sogna re un futuro anche in Calabria.

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l a g u i da

Gastronomica

Le ricette dei migliori ristoranti della Calabria

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CUCINA & GASTRONOMIA

l e r i c e tt e d e i m i g l i or r i stor a nt i d e l l a C a l a b r i a

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Ristorante barbieri

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pubblicato numerose raccolte poetiche, fra cui: ‘Case’ (S. Marco dei Giustiniani, 1986), testo confluito poi in ‘Esempi’ (Marcos y marcos, 1992), quindi ‘Chiarimenti’ (Marcos y Marcos, 1995), la plaquette ‘Parlare al muro’ (Marcos y Marcos, con immagini del pittore Marco Petrus, 1996), ‘La bella vista’ (Marcos y Marcos, 2002), sino a ‘Voi’ (Mondadori, collana ‘Lo specchio’, 2009). Tradotto in varie

Per informazioni Ristorante Babrbieri Altomonte Apertuura tutti i giorni Carte di credito tutt costo pranzo medio 25,00 euro bevande escluse

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lingue, ai suoi testi sono dedicate un’antologia in inglese (Terminus, Dublino, 1998) ed una in serbo (Govoriti zidu, Belgrado, 2001). L’ultimo suo poemetto in versi ‘Voi’ (Mondadori, 2009), è un particolarissimo monologo dove il protagonista e soggetto narrante è come pervaso da un’ossessione: quella del confronto con la realtà esterna degli umani, con la pluralità totale di ciò che non è il suo. Non sarà certo “l’ultimo” suo lavoro nel senso conclusivo di un percorso in cui la relazione tra il soggetto e l’esterno è segnata da un’infinita mancanza che – se è un particolarissimo monologo dove il protagonista e soggetto narrante è come pervaso da un’ossessione: quella del confronto con la realtà esterna degli umani, con la pluralità totale di ciò che non è il suo. Non sarà certo


SPAGHETTI ALLA BARBIERI

Ingredienti per 4 persone:

8 cipolle di media grossezza, 400 gr. di pangrattato, 50 gr. di formaggio pecorino, 1 dl. di olio d’oliva sale, pepe, prezzemolo.

Sbucciate le cipolle e tagliatele a metà in senso orizzontale, sistemandole in un tegame unto d’olio e cucinandole a fuoco moderato. Preparate a parte un composto omogeneo con pangrattato, prezzemolo finemente tritato, pepe nero, pecorino grattugiato, olio d’oliva. Unite il composto alle cipolle e gratinate a forno moderato per 40 minuti circa.

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CUCINA & GASTRONOMIA

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Ristorante Da Livio

‘L’apprendista’ (1977), ‘Macchina maccheronica’ (1980). In seguito ha collaborato con il compositore Luca Francesconi (per il quale haredatto due libretti d’opera, ‘Scene’ e ‘Ballata’, oltre che il radiodramma ‘In ostaggio’ ed il ciclo ‘Radio-lied’, affidato a Moni Ovadia), con il fotografo Giovanni Chiaramonte e con i videoartisti di Studio Azzurro. E’ autore di saggi e interventi critici sulla musica (‘Scrivere con la voce. Canzone, rock e poesia’, 2003) e sulla letteratura (‘La poesia è un fischio. Saggi 1986 – 2006, 2007), oltre che di un romanzo breve (‘La vera storia di Boy Bantàm raccontata dal suo scopritore, il professor Amos Merli’, 2007). Ha

pubblicato numerose raccolte poetiche, fra cui: ‘Case’ (S. Marco dei Giustiniani, 1986), testo confluito poi in ‘Esempi’ (Marcos y marcos, 1992), quindi ‘Chiarimenti’ (Marcos y Marcos, 1995), la plaquette ‘Parlare al muro’ (Marcos y Marcos, con immagini del pittore Marco Petrus, 1996), ‘La bella vista’ (Marcos y Marcos, 2002), sino a ‘Voi’ (Mondadori, collana ‘Lo specchio’, 2009). Tradotto in varie

Per informazioni Ristorante Babrbieri Altomonte Apertuura tutti i giorni Carte di credito tutt costo pranzo medio 25,00 euro bevande escluse

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lingue, ai suoi testi sono dedicate un’antologia in inglese (Terminus, Dublino, 1998) ed una in serbo (Govoriti zidu, Belgrado, 2001). L’ultimo suo poemetto in versi ‘Voi’ (Mondadori, 2009), è un particolarissimo monologo dove il protagonista e soggetto narrante è come pervaso da un’ossessione: quella del confronto con la realtà esterna degli umani, con la pluralità totale di ciò che non è il suo. Non sarà certo “l’ultimo” suo lavoro nel senso conclusivo di un percorso in cui la relazione tra il soggetto e l’esterno è segnata da un’infinita mancanza che – se è un particolarissimo monologo dove il protagonista e soggetto narrante è come pervaso da un’ossessione: quella del confronto con la realtà esterna degli umani, con la pluralità totale di ciò che non è il suo. Non sarà certo


MARI E MONTI

Ingredienti per 4 persone:

8 cipolle di media grossezza, 400 gr. di pangrattato, 50 gr. di formaggio pecorino, 1 dl. di olio d’oliva sale, pepe, prezzemolo.

Sbucciate le cipolle e tagliatele a metà in senso orizzontale, sistemandole in un tegame unto d’olio e cucinandole a fuoco moderato. Preparate a parte un composto omogeneo con pangrattato, prezzemolo finemente tritato, pepe nero, pecorino grattugiato, olio d’oliva. Unite il composto alle cipolle e gratinate a forno moderato per 40 minuti circa.

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CUCINA & GASTRONOMIA

l e r i c e tt e d e i m i g l i or r i stor a nt i d e l l a C a l a b r i a

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la vecchia osteria

‘L’apprendista’ (1977), ‘Macchina maccheronica’ (1980). In seguito ha collaborato con il compositore Luca Francesconi (per il quale haredatto due libretti d’opera, ‘Scene’ e ‘Ballata’, oltre che il radiodramma ‘In ostaggio’ ed il ciclo ‘Radio-lied’, affidato a Moni Ovadia), con il fotografo Giovanni Chiaramonte e con i videoartisti di Studio Azzurro. E’ autore di saggi e interventi critici sulla musica (‘Scrivere con la voce. Canzone, rock e poesia’, 2003) e sulla letteratura (‘La poesia è un fischio. Saggi 1986 – 2006, 2007), oltre che di un romanzo breve (‘La vera storia di Boy Bantàm raccontata dal suo scopritore, il professor Amos Merli’, 2007). Ha

pubblicato numerose raccolte poetiche, fra cui: ‘Case’ (S. Marco dei Giustiniani, 1986), testo confluito poi in ‘Esempi’ (Marcos y marcos, 1992), quindi ‘Chiarimenti’ (Marcos y Marcos, 1995), la plaquette ‘Parlare al muro’ (Marcos y Marcos, con immagini del pittore Marco Petrus, 1996), ‘La bella vista’ (Marcos y Marcos, 2002), sino a ‘Voi’ (Mondadori, collana ‘Lo specchio’, 2009). Tradotto in varie

Per informazioni Ristorante Babrbieri Altomonte Apertuura tutti i giorni Carte di credito tutt costo pranzo medio 25,00 euro bevande escluse

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lingue, ai suoi testi sono dedicate un’antologia in inglese (Terminus, Dublino, 1998) ed una in serbo (Govoriti zidu, Belgrado, 2001). L’ultimo suo poemetto in versi ‘Voi’ (Mondadori, 2009), è un particolarissimo monologo dove il protagonista e soggetto narrante è come pervaso da un’ossessione: quella del confronto con la realtà esterna degli umani, con la pluralità totale di ciò che non è il suo. Non sarà certo “l’ultimo” suo lavoro nel senso conclusivo di un percorso in cui la relazione tra il soggetto e l’esterno è segnata da un’infinita mancanza che – se è un particolarissimo monologo dove il protagonista e soggetto narrante è come pervaso da un’ossessione: quella del confronto con la realtà esterna degli umani, con la pluralità totale di ciò che non è il suo. Non sarà certo


PASTICCIO DI MARE

8 cipolle di media grossezza, 400 gr. di pangrattato, 50 gr. di formaggio pecorino, 1 dl. di olio d’oliva sale, pepe, prezzemolo.

Ingredienti per 4 persone:

Sbucciate le cipolle e tagliate-

le a metà in senso orizzontale, sistemandole in un tegame unto d’olio e cucinandole a fuoco moderato. Preparate a parte un composto omogeneo con pangrattato, prezzemolo finemente tritato, pepe nero, pecorino grattugiato, olio d’oliva. Unite il composto alle cipolle e gratinate a forno moderato per 40 minuti circa.

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Parco Nazionale del Pollino

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MONTAGNE in Calabria

A spasso tra le nuvole

sulla Manfriana

Siamo nel Parco Nazionale del Pollino, precisamente nel settore Sud –Est del Massiccio, accesso dal comune di Civita, sviluppo dell’itinerario nei territori dei comuni di: Frascineto, Castrovillari, dove le Montagne degli Appennini incontrano idealmente il mare Jonio, non prima di regalarci, verso sud est, uno scorcio di vette dolomitiche (Le Timpe) sovrastanti l’antichissima e fertilissima pianura di Sibari. Abbandonate le auto nei pressi della sterrata che conduce nel primo tratto verso il Piano di Ratto fontana del Principe, siamo in cammino in discreta salita per poi svoltare decisamente a sinistra al primo incrocio, verso la pista controllata e sbarrata di Colle della Scala 1290m, dall’Ente Parco del Pollino per motivi di tutela della biodiversità. Inizia così la vera “cavalcata” che conduce verso luoghi meravigliosi, rivelando lentamente i grandi valori naturalistici di questo lembo di Appennini, mentre grossi rapaci( Aquile e gri-

foni) volteggiano nel tentativo di cogliere la termica giusta per prendere quota, escursione questa molto remunerativa. Cuscinetti di ginepro, fioriture di orchidee,ranuncoli, gladioli, eufrasie,genziane, piccoli animali : orbettini velocissimi ,ramarri coloratissimi , grossi ragni salticidi, impreziosiscono con variopinte sfumature le aspre rocce calcaree, modellate dalle forze naturali vestigia di più antiche forme di erosioni provocate dai ghiacci del Wurm: ultima era glaciale (120.000/20.000 a . C.) che ha caratterizzato e modellato i fianchi del monte Manfriana primo colosso di rocce carbonatiche che si innalza a sfiorare i 2000m(1981m) . L’itinerario si svolge in discreta pendenza seguendo la rotta che conduce alle creste sommitali della cuspide tondeggiante di M. Moschereto 1318 svelando un grandioso panorama di quota: la Manfriana fa da cornice allo sfondo della montagna più alta della Calabria Serra Dolcedorme 2271m e poi a nord-est Serra delle Ciavole 2127m , Serra di Crispo 2053; in basso a lambire la cresta da sud.est a nord –est la foresta della Fagosa, lussureggiante polmone naturale del Pollino che colora di verde intenso a perdita d’occhio i fianchi delle stesse montagne . A sud –est e nord – est lo spettacolo geologico delle Timpe: La Falconara, La San Lorenzo, la Porace – Cassano, e poi giù nel vortice della gola di Barile, dove sembra che le prue di titaniche navi di roccia si sfiorino, separate solo dalle acque turbolenti e veloci del

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Macchialonga viaggio in sila

di una bambina che, sospesa nell’aria sopra i tetti delle case, sembra volersi offrire in un abbraccio con l’universo, al Padre Celeste. Il Carro Sacro, in uso a Palmi, che rappresenta il fulcro di questa festa fu costruito all’inizio del ventesimo secolo da Peppino Militano, un geniale artigiano palmese, che riuscì a realizzare con mezzi semplici, la macchina che ancora oggi, dopo cento anni di vita, provoca in chi la vede meraviglia e stupore. Ma la sto-

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ria della festa ha radici molto più antiche che sprofondano in un sostrato fatto di cronaca e tradizione. Per conoscerne l’origine dovremmo andare ancora molto indietro nel tempo e precisamente a di una bambina che, sospesa nell’aria sopra i tetti delle case, sembra volersi offrire in un abbraccio con l’universo, al Padre Celeste. Il Carro Sacro, in uso a Palmi, che rappresenta il fulcro di questa festa fu costruito all’inizio del ven-

tesimo secolo da Peppino Militano, un geniale artigiano palmese, che riuscì a realizzare con mezzi semplici, la macchina che ancora oggi, dopo cento anni di vita, provoca in chi la vede meraviglia e stupore. Ma la storia della festa ha radici molto più antiche che sprofondano in un sostrato fatto di cronaca e tradizione. Per conoscerne l’origine dovremmo andare ancora molto indietro nel tempo e precisamente a di una bambina che,


MONTAGNE in Calabria sospesa nell’aria sopra i tetti delle case, sembra volersi offrire in un abbraccio con l’universo, al Padre Celeste. Il Carro Sacro, in uso a Palmi, che rappresenta il fulcro di questa festa fu costruito all’inizio del ventesimo secolo da Peppino Militano, un geniale artigiano palmese, che riuscì a realizzare con mezzi semplici, la macchina che ancora oggi, dopo cento anni di vita, provoca in chi la vede meraviglia e stupore. Ma la storia della festa ha

radici molto più antiche che sprofondano in un sostrato fatto di cronaca e tradizione. Per conoscerne l’origine dovremmo andare ancora molto indietro nel tempo e precisamente a di una bambina che, sospesa nell’aria sopra i tetti delle case, sembra volersi offrire in un abbraccio con l’universo, al Padre Celeste. Il Carro Sacro, in uso a Palmi, che rappresenta il fulcro di questa festa fu costruito all’inizio del ventesimo secolo da Peppino Milita-

no, un geniale artigiano palmese, che riuscì a realizzare con mezzi semplici, la macchina che ancora oggi, dopo cento anni di vita, provoca in chi la vede meraviglia e stupore. Ma la storia della festa ha radici molto più antiche che sprofondano in un sostrato fatto di cronaca e tradizione. Per conoscerne l’origine dovremmo andare ancora molto indietro nel tempo e precisamente a

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MontagneinCalabria

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MONTAGNE in Calabria

Cascate Maesano A spasso tra le nuvole

Siamo nel Parco Nazionale del Pollino, precisamente nel settore Sud –Est del Massiccio, accesso dal comune di Civita, sviluppo dell’itinerario nei territori dei comuni di: Frascineto, Castrovillari, dove le Montagne degli Appennini incontrano idealmente il mare Jonio, non prima di regalarci, verso sud est, uno scorcio di vette dolomitiche (Le Timpe) sovrastanti l’antichissima e fertilissima pianura di Sibari. Abbandonate le auto nei pressi della sterrata che conduce nel primo tratto verso il Piano di Ratto - fontana del Principe, siamo in cammino in discreta salita per poi svoltare decisamente a sinistra al primo incrocio, verso la pista controllata e sbarrata di Colle della Scala 1290m, dall’Ente Parco del Pollino per motivi di tutela della biodiversità. Inizia

così la vera “cavalcata” che conduce verso luoghi meravigliosi, rivelando lentamente i grandi valori naturalistici di questo lembo di Appennini, mentre grossi rapaci( Aquile e grifoni) volteggiano nel tentativo di cogliere la termica giusta per prendere quota, escursione questa molto remunerativa. Cuscinetti di ginepro, fioriture di orchidee,ranuncoli, gladioli, eufrasie,genziane, piccoli animali : orbettini velocissimi ,ramarri coloratissimi , grossi ragni salticidi, impreziosiscono con variopinte sfumature le aspre rocce calcaree, modellate dalle forze naturali vestigia di più antiche forme di erosioni provocate dai ghiacci del Wurm: ultima era glaciale (120.000/20.000 a . C.) che ha caratterizzato e modellato i fianchi del monte Manfriana primo colosso di rocce carbonatiche che si innalza a sfiorare i 2000m(1981m) . L’itinerario si svolge in discreta pendenza seguendo la rotta che conduce alle creste sommitali della cuspide tondeggiante di M. Moschereto 1318 svelando un grandioso panorama di quota: la Manfriana fa da cornice allo sfondo della montagna più alta della Calabria Serra Dolcedorme 2271m e poi a nordest Serra delle Ciavole 2127m , Serra di Crispo 2053; in basso a lambire la cresta da sud.est a nord –est la foresta della Fagosa, lussureggiante polmone naturale del Pollino che colora di verde intenso a perdita d’occhio i fianchi delle stesse montagne . A sud –est e nord – est

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il fantastico mondo di

Nic Spatari

Quando per la prima volta ho percorso la strada che da Rosarno arriva a Siderno, sono rimasto alquanto sorpreso, arrivando nei pressi di Mammola, di osservare una serie di strane costruzioni variopinte, al punto che mi sono ripromesso di fermarmi in uno dei viaggi successivi, per cercare di capire cosa rappresentassero. Sulla strada non c’era e non c’è alcuna indicazione, forse anche per alimentare il mistero e quindi spingere i curiosi a visitare il luogo con quella suspance ed emozione di chi sta per scoprire chissà cosa. Incuriosito, un pomeriggio di una domenica, quando il sole caldo brucia sulla pelle, indossato un grande cappello e con la mia inseparabile borsa dove conservo le macchine fotografiche parto per questa esplorazione artistica. Uscita svincolo di Mammola, sulla sinistra una scritta, oramai di qualche tempo fa, indica la direzione verso il MuSaBa (acronimo di Museo Santa Barbara), così si chiama, questo particolare museo laboratorio. Co-

steggiati per qualche centinaia di metri i piloni della superstrada si arriva ad un cancello dal quale si accede al Museo. C’è un silenzio rumoroso, il gracchiare delle cicale si alterna al rumore delle macchine ritmato dagli stacchi prodotti dai giunti di dilatazione del viadotto. L’atmosfera inizialmente misteriosa pian piano inizia a sedurti con le prime opere, rappresentate da alcuni pannelli dipinti, ma soprattutto colpisce l’apparizione di una gigantesca lucertola multicolore. Sarà la sorpresa, sarà la grandezza delle opere oppure sarà il luogo eppure provo la sensazione di un bambino piccolo che ha scoperto un tesoro. E’ un crescendo di emozioni mentre cerco di raggiungere la parte alta che ho sempre osservato dalla macchina, ed è in questo percorso che incontro prima il Globo Terrestre e poi, sdraiata e seducente, la Donna Fontana. Il MuSaBa è una creazione di Nik Spatari insieme con la sua compagna Hiske Maas. In questo luogo la natura

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La natura e lâ&#x20AC;&#x2122;arte si intersecano creando immagini e sensazioni in unâ&#x20AC;&#x2122;armonia paesaggistica unica 52


e l’arte si intersecano creando immagini e sensazioni in un’armonia paesaggistica che si fonde anche con l’antica costruzione ora in fase di restauro. La sensazione è quella di ritrovarsi in un luogo in continuo divenire dove i materiali inerti utilizzati come le mattonelle sembrano animarsi di una vibrante energia. All'interno del parco sono presenti diverse opere di artisti contemporanei. Da visitare anche l'ex Chiesa di Santa Barbara dove Nik Spatari ha realizzato “Il Sogno di Giacobbe” una sorta di Cappella Sistina contemporanea. Uno straordinario dipinto tridimensionale che occupa lo spazio della volta e dell'abside. Quando per la prima volta ho percorso la strada che da Rosarno arriva a Siderno, sono rimasto alquanto sorpreso, arrivando nei pressi di Mammola, di osservare una serie di strane costruzioni variopinte, al punto che mi sono ripromesso di fermarmi in uno dei viaggi successivi, per cercare di capire cosa rappresentassero. Sulla strada non c’era e non c’è alcuna indicazione, forse anche per alimentare il mistero e quindi spin-

gere i curiosi a visitare il luogo con quella suspance ed emozione di chi sta per scoprire chissà cosa. Incuriosito, un pomeriggio di una domenica, quando il sole caldo brucia sulla pelle, indossato un grande cappello e con la mia inseparabile borsa dove conservo le macchine fotografiche parto per questa esplorazione artistica. Uscita svincolo di Mammola, sulla sinistra una scritta, oramai di qualche tempo fa, indica la direzione verso il MuSaBa (acronimo di Museo Santa Barbara), così si chiama, questo particolare museo laboratorio. Costeggiati per qualche centinaia di metri i piloni della superstrada si arriva ad un cancello dal quale si accede al Museo. C’è un silenzio rumoroso, il gracchiare delle cicale si alterna al rumore delle macchine ritmato dagli stacchi prodotti dai giunti di dilatazione del viadotto. L’atmosfera inizialmente misteriosa pian piano inizia a sedurti con le prime opere, rappresentate da alcuni pannelli dipinti, ma soprattutto colpisce l’apparizione di una gigantesca lucertola multicolore. Sarà la sorpresa, sarà la grandezza delle opere oppure sarà il luogo eppure provo la sensazione di un bambino piccolo che ha scoperto un tesoro. E’ un crescendo di emozioni mentre cerco di raggiungere la parte alta che ho sempre osservato dalla macchina, ed è in questo percorso che incontro prima il Globo Terrestre e poi, sdraiata e seducente, la Donna Fontana. Il MuSaBa è una creazione di Nik Spatari insieme con la sua compagna Hiske Maas. In questo luogo la natura e l’arte si intersecano creando immagini e sensazioni in un’armonia paesaggistica che si fonde anche con l’antica costruzione ora in fase di restauro. La sensazione è quella di ritrovarsi in un luogo in continuo divenire dove i materiali inerti utilizzati come le mattonelle sembrano animarsi di una vibrante energia. All’interno del parco sono

INFORMAZIONI

Codice della Strada, l’uso del lampeggiante blu, è consentito ai conducenti degli autoveicoli adibiti a servizi di soccorso, di polizia, antincendio o di

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Berlino ottanta Pittura irruente. Catanzaro, MARCA

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Codice della Strada, l’uso del lampeggiante blu, è consentito ai conducenti degli autoveicoli adibiti a servizi di soccorso, di polizia, antincendio o di

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a scrivere un tuo articolo a scrivere un tuo articolo colo di Giorgio Bocca prova ora a scrivere un tuo artico ’articolo di Giorgio Bocca tico ’articolo di Giorgio Bocca prova ora a scrivere un tuo articolo a scrivere un Giorgio Bocca prova ora a scrivere un tuo artico ’articolo di Giorgio Bocca prova ora a scrivere un tuo articolo a scrivere un tuo articolo colo di Giorgio Bocca prova ora a scrivere un tuo artico ’articolo di Giorgio Bocca prova ora a scrivere un tuo artico rivere un tuo articolo colo di Giorgio Bocca prova ora a scrivere un tuo artico ’articolo di Giorgio Bocca prova ora a scrivere un tuo articolo a scrivere

INFORMAZIONI

Codice della Strada, l’uso del lampeggiante blu, è consentito ai conducenti degli autoveicoli adibiti a servizi di soccorso, di polizia, antincendio o di Codice della Strada, l’uso del lampeggiante blu, è consentito ai conducenti degli autoveicoli adibiti a servizi di soccorso, di polizia, antincendio o di

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Viaggiatori narranti - officinadegliscrittori.it

nella

del fiume

Valle argentino

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Dalla valle dell’Argentino al rifugio Salviosa, casa del Conte e Falaschere. Manchiamo da tanti anni nell’Argentino dove avevamo avuto il piacere di ammirare le più grosse trote fario nelle sue profonde pozze trasparenti. D’estate, con il gran caldo, salire sulle cime esposte al sole e prive di acqua non è sempre piacevole; anche andar per boschi con il verde monotono e fitto della vegetazione non ci dà le giuste soddisfazioni nel camminare al chiuso senza la possibilità di avvistare gli animali selvatici. Il fiume, già riserva naturale dal 1987, ci offre una straordinaria alternativa per la freschezza e trasparenza delle acque e la bellezza dei luoghi tra i più wildless del parco. Arriviamo ad Orsomarso dalla SS18 deviando verso l’interno all’altezza di Santa Maria del cedro, risalendo lungo il Lao. Il paese è uno dei tanti piccoli gioielli della provincia e da solo meriterebbe una visita, ben arroccato all’inizio della valle, con il centro storico pieno di vicoli e squarci piacevoli da scoprire. All’ingresso del paese imbocchiamo la strada che in breve ci porta sulla sterrata del fondovalle. Proseguiamo lungo il fiume per circa sei Km fino alla località Povera Mosca (316m) dove al termine della stradina parcheggiamo al rifugio ristorante ben gestito. Attraversiamo più volte il fiume ricco d’acqua su delle passarelle occasionali in attesa della riattivazione di nuovi ponticelli in via di costruzione. Dopo qualche centinaio di metri guadiamo il fiume a sinistra all’altezza di una carrareccia ben visibile e saliamo incrociando subito

il sentiero 3 ben segnato che parte direttamente dalla sinistra del parcheggio. Attraversiamo vecchi coltivi e rari ruderi abbandonati incontrando una graziosa fontana improvvisata. Dopo una curva si staglia davanti in controluce l’incredibile sagoma di Castello Brancato mentre dall’alto ci saluta l’aquila da vera padrona di casa. Dopo circa due ore di faticosa salita lungo il fondovalle tra le rocce di castello Noceto e Brancato arriviamo in quota al rifugio (890m), deviando a sinistra per affacciarci dal crinale che domina l’intera valle. Il rifugio è ricco d’acqua e si può raggiungere in fuoristrada dall’alto, passando per colle Salviosa. Mangiamo all’ombra di un’area ben attrezzata, accompagnati dal rumore di un piccolo ruscello e dal verso dell’aquila che riecheggia per tutta la valle. Dal rifugio saliamo verso la casa del Conte (1192m) lungo il crinale a destra vicino la fonte dei Masseti lungo un ripido sentiero in via di segnalazione. Anche la casa, una graziosa e ben tenuta costruzione è chiusa In collaborazione con

Club Alpino Italiano

Sezione di Cosenza

rivista

e proseguiamo lungo la valletta e i pianori delle Falaschere in direzione sudest fino ad affacciarci con molta precauzione sugli strapiombi di fronte ai Crivi di Mangiacaniglia che dominano la valle. Incontriamo rare fioriture estive di digitale bruna e di giglio rosso nei pascoli montani ma l’incontro più emozionante nella sacralità del luogo è con una giovane aquila che ci osserva curiosa prima di allontanarsi velocemente con dei poderosi colpi d’ala. Dalle rocce a picco un ultimo sguardo al paesaggio, al Palanuda (1632m)e al Pellegrino (1987m) , prima di ritornare per la stessa strada. Nel pomeriggio ad Orsomarso visitiamo la chiesa di San Giovanni Battista nella piazzetta centrale e la torre dell’orologio e ci gustiamo un ottimo gelato al tartufo prima di ritornare via autostrada da Mormanno salendo lungo la bellissima strada che a sinistra dell’ingresso del paese porta su in alto con un ultimo sguardo al tramonto con il sole che bacia il mare.

Racconti 

di Montagna

Premio “Racconti di Montagna” 2013 per partecipare o avere informazioni scrivere a

info@officinadegliscrittori.it

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2.0 A lungo contesa da CALABRIA

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vallanti e fiocinini, difesa dai profondi cambiamenti ambientali, lâ&#x20AC;&#x2122;anguilla continua ad essere pescata seguendo tecniche antiche che sfruttano le maree autunnali e il naturale richiamo châ&#x20AC;&#x2122;esse esercitano sulle anguille mature

A lungo contesa da vallanti e fiocinini, difesa dai profondi cambiamenti ambientali, lâ&#x20AC;&#x2122;anguilla continua ad essere pescata seguendo tecniche antiche che sfruttano

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AcquA

Pi net

Salviamo il popolo del Mare Una regione, la Calabria, con circa ottocento chilometri di costa; un mare, dallo Jonio al Tirreno, che di per sé, se non ci fosse l’incuria e la negligenza, sarebbe favoloso per tutto l’anno. Un mare nel quale la varietà dei fondali favorisce la presenza di molteplici specie di abitanti. Una ricchezza ittica e paesaggistica notevole alla quale corrisponde una risposta produttiva ancora sottostimata rispetto alle reali potenzialità. Tutto questo nonostante tanti siano i provvedimenti e gli strumenti messi in atto dalla regione e dall’Europa, per incentivare un settore che potrebbe essere un’occasione in più per offrire nuovo sviluppo. Certamente c’è un blocco sociale verso le attività marinare.

Lo svuotamento dei centri marini per almeno 10 mesi l’anno fa sì che i giovani tendono a spostarsi verso l’interno per studiare, lavorare e quasi sempre qui stabilirsi facendo diventare la residenza a mare un luogo secondario dove possibilmente trascorrere le vacanze. Eppure il mare con i suoi prodotti rappresenta una voce rilevante nell’economia mondiale, ecco perchè è necessario, se veramente si vuole ampliare la potenzialità economica delle zone costiere, attivare un percorso virtuoso di attività turistiche ed economiche, cercando di rendere attivo produttivamente il mare per più mesi l’anno. Un esempio di ciò sono le riserve marine che con l’attività didattica possono operare tutto l’anno oppure la presenza di

piccoli porti turistici che, nel pieno rispetto dell’ambiente, aprono il territorio alla navigazione turistica. E’ importante investire nell’acqua, dolce o salata che sia, perchè visto la sua notevole presenza è certamente la risorsa più grande che la natura ci ha dato e aspetta solo di essere valorizzata concretamente. Sì perchè oltre al mare, in Calabria, sono presenti decine di corsi d’acqua che solcano montagne e vallate ed alimentano sorgenti d’acqua, che per la varietà delle realtà geologiche attraversate, offrono acque dalle notevoli e diverse peculiarità organolettiche. E’ indispensabile dare forza al popolo delle acque cioè a quei pescatori che ancora oggi, con un’azione che sembra avere i connotati di una vera e propria resistenza condotta ahimé spesso in solitaria, continuano a solcare il mare in cerca di una buona giornata di pesca, mantenendo ancora in vita il legame tra i calabresi ed il mare. E’ necessario coadiuvare tutti coloro che operano per salvaguardare le nostre risorse idriche. E’ essenziale per tutti i calabresi conoscere queste realtà affinché si riapproprino della consapevolezza di quanto è importante la risorsa acqua sia in termini salutari che di sviluppo economico. Ecco perché abbiamo deciso di realizzare questo inserto che racconterà le storie, i problemi ed i successi di quanti operano in questo ambiente, perchè l’acqua, se debitamente utilizzata e preservata, potrà essere determinate per il futuro della Calabria.

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Le ceramiche di Seminara

A lungo contesa da vallanti e fiocinini, difesa dai profondi

cambiamenti ambientali, lâ&#x20AC;&#x2122;anguilla continua ad essere pe-

scata seguendo tecniche antiche che sfruttano le maree

autunnali e il naturale richiamo châ&#x20AC;&#x2122;esse esercitano sulle

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anguille mature


La Costa Viola geograficamente si identifica con la fascia costiera che inizia dal comune di Villa San Giovanni e termina col territorio del comune di Palmi, in provincia di Reggio Calabria. Altri, invece, indicano il comune di Reggio Calabria come punto d’inizio, lato sud, della costiera. Il termine ebbe origine da Platone che, navigando intorno alle coste della Calabria sarebbe rimasto colpito dalle varie tonalità del colore violaceo di questo paesaggio al tramonto. Ben quattro comuni si affacciano sulla Costa Viola: Villa S.Giovanni con le sue frazioni di Pezzo, Cannitello, Porticello; Scilla; Bagnara Calabra con le frazioni di Marinella e Porelli; Palmi con la frazione di Taureana.

Questo tratto di mare possiede: alcune tra le più belle coste della regione ricche di scogli anfratti e grotte con spiagge, incastonate come gioielli nelle montagne che in alcuni tratti scendono ripide sul mare, mentre in altri i costoni aspromontani indietreggiano rispetto alla battigia un panorama ineguagliabile con l’imbocco nord dello Stretto di Messina tra Capo Peloro, la punta più a nord della Sicilia e la mitica rocca di Scilla. Nei giorni limpidi si possono vedere in lontananza le sagome delle Isole Eolie. Su questo tratto di costa, nel corso dei secoli sono sorte numerosi miti, leggende e racconti alcuni dei quali risalgono alla notte dei tempi formazione delle tipiche spiagge della Costa Viola; un fondale marino con un ecosistema ancora intatto che rappresenta un patrimonio naturalistico inestimabile. La Costa Viola geograficamente si identifica con la fascia costiera che inizia dal comune di Villa San Giovanni e termina col territorio del comune di Palmi, in provincia di Reggio Calabria. Altri, invece, indicano il comune di Reggio Calabria come punto d’inizio, lato sud, della costiera. Il termine ebbe origine da Platone che, navigando intorno alle coste della Calabria sarebbe rimasto colpito dalle varie tonalità del colore violaceo di questo paesaggio al tramonto. Ben quattro comuni si affacciano sulla Costa Viola: Villa S.Giovanni con le sue frazioni di Pezzo, Cannitello, Porticello; Scilla; Bagnara Calabra con le frazioni di Marinella e Porelli; Palmi con la frazione di Taureana. Questo tratto di mare possiede: alcune tra le più belle coste della

regione ricche di scogli anfratti e grotte con spiagge, incastonate come gioielli nelle montagne che in alcuni tratti scendono ripide sul mare, mentre in altri i costoni aspromontani indietreggiano rispetto alla battigia un panorama ineguagliabile con l’imbocco nord dello Stretto di Messina tra Capo Peloro, la punta più a nord della Sicilia e la mitica rocca di Scilla. Nei giorni limpidi si possono vedere in lontananza le sagome delle Isole Eolie. Su questo tratto di costa, nel corso dei secoli sono sorte numerosi miti, leggende e racconti alcuni dei quali risalgono alla notte dei tempi formazione delle tipiche spiagge della Costa Viola; un fondale marino con un ecosistema ancora intatto che rappresenta un patrimonio naturalistico inestimabile. La Costa Viola geograficamente si identifica con la fascia costiera che inizia dal comune di Villa San Giovanni e termina col territorio del comune di Palmi, in provincia di Reggio Calabria. Altri, invece, indicano il comune di Reggio Calabria come punto d’inizio, lato sud, della costiera. Il termine ebbe origine da Platone che, navigando intorno alle coste della Calabria sarebbe rimasto colpito dalle varie tonalità del colore violaceo di questo paesaggio al tramonto. Ben quattro comuni si affacciano sulla Costa Viola: Villa S.Giovanni con le sue frazioni di Pezzo, Cannitello, Porticello; Scilla; Bagnara Calabra con le frazioni di Marinella e Porelli; Palmi con la frazione di Taureana. Questo tratto di mare possiede: alcune tra le più belle coste della regione ricche di scogli anfratti e grotte con spiagge, incastonate

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1 a tappa di un Viaggio tra

Archeologica

Dolmen e Megaliti “Incavallicata” Quando per la prima volta ho percorso la strada che da Rosarno arriva a Siderno, sono rimasto alquanto sorpreso, arrivando nei pressi di Mammola, di osservare una serie di strane costruzioni variopinte, al punto che mi sono ripromesso di fermarmi in uno dei viaggi successivi, per cercare di capire cosa rappresentassero. Sulla strada non c’era e non c’è alcuna indicazione, forse anche per alimentare il mistero e quindi spingere i curiosi a visitare il luogo con quella suspance ed emozione di chi sta per scoprire chissà cosa. Incuriosito, un pomeriggio di una domenica, quando il sole caldo brucia sulla pelle, indossato un grande cappello e con la mia inseparabile borsa dove conservo le macchine fotografiche parto per questa esplorazione artistica. Uscita svincolo di Mammola, sulla sinistra una scritta, oramai di qualche tempo fa, indica la direzione verso il MuSaBa (acronimo di Museo Santa Barbara), così si chiama, questo particolare museo laboratorio. Costeggiati per qualche centinaia di metri i piloni della superstrada si arriva ad un cancello dal quale si accede al Museo.

1 a tappa di un Viaggio tra Quando per la prima volta ho percorso la strada che da Rosarno arriva a Siderno, sono rimasto alquanto sorpreso, arrivando nei pressi di Mammola, di osservare una serie di strane costruzioni variopinte, al punto che mi sono ripromesso di fermarmi in uno dei viaggi successivi, per cercare di capire cosa rappresentassero. Sulla strada non c’era e non c’è alcuna indicazione, forse anche per alimentare il mistero e quindi spingere i curiosi a visitare il luogo con quella suspance ed emozione di chi sta per scoprire chissà cosa. Incuriosito, un pomeriggio di una domenica, quando il sole caldo brucia sulla pelle, indossato un grande cappello e con la mia

C’è un silenzio rumoroso, il gracchiare delle cicale si alterna al rumore delle macchine ritmato dagli stacchi prodotti dai giunti di dilatazione del viadotto. L’atmosfera inizialmente misteriosa pian piano inizia a sedurti con le prime opere, rappresentate da alcuni pannelli dipinti, ma soprattutto colpisce l’apparizione di una gigantesca lucertola multicolore. Sarà la sorpresa, sarà la grandezza delle opere oppure sarà il luogo eppure provo la sensazione di un bambino piccolo che ha scoperto un tesoro. E’ un crescendo di emozioni mentre cerco di raggiungere la parte alta che ho sempre osservato dalla macchina, ed è in questo percorso che incontro prima il Globo Terrestre e poi, sdraiata e seducente, la Donna Fontana. Il MuSaBa è una creazione di Nik Spatari insieme con la sua compagna Hiske Maas. In questo luogo la natura e l’arte si intersecano creando immagini e sensazioni in un’armonia paesaggistica che si fonde anche con l’antica costruzione ora in fase di restauro. La sensazione è quella di ritrovarsi in un luogo in continuo divenire dove i materiali inerti utilizzati come le mattonelle sembrano animarsi di una vibrante energia. All'interno del parco sono presenti diverse opere di artisti contemporanei. Da visitare anche l'ex Chiesa di Santa Barbara dove Nik Spatari ha realizzato “Il Sogno di Giacobbe” una sorta di Cappella Sistina contemporanea. Uno straordinario dipinto tridimensionale che occupa lo spazio della volta e dell'abside. Quando per la prima volta ho percorso la strada che da Rosarno arriva a Siderno, sono rimasto alquanto sorpreso, arrivando nei pressi di Mammola, di osservare una serie di strane costruzioni

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1 a tappa di un Viaggio tra

Dopo l’incursione nel mondo del video e della fotografia proposto da Community. La ritualità collettiva prima e dopo il web, il MARCA di Catanzaro prosegue la sua programmazione con un’importante rassegna dal titolo BerlinOttanta. Pittura irruente che restituisce l’atmosfera, la forza e l’originalità creativa di una grande metropoli ferita, Berlino, dall’inizio degli anni ottanta sino a quel 9 novembre del 1989, quando la caduta del Muro ha decretato la fine di un’epoca e la nascita della nuova Germania. Gli ottanta non furono anni qualunque per Berlino. Se non il centro del mondo, la città, al di qua del Muro, fu il centro dell’Europa. A Kreuzberg e nei quartieri popolari, giovani di tutto il continente venivano calamitati qui da un profondo senso d’inquietudine e di cambiamento. Erano i nuovi Punk, ma anche giovani borghesi che si davano appuntamento in una città dove gli eccessi e la creatività non si ponevano limiti. Il “Kreuzberg Mishung”, ovvero il “Miscuglio di Kreuzberg” rappresenta il crogiolo delle arti, in particolare musica, cinema e pittura. Qui si è formato il gruppo dei giovani artisti berlinesi che con la loro pittura fortemente trasgressiva e provocatoria hanno saputo trasformare l’esteti-

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Slow Festival Slow Trekking tre giorni di escursioni per tutti anche per chichi ha difficoltàmotorie e sensoriali

Madrid

(pronuncia corrente in italiano: madrid; in spagnolo: è la capitale e più grande città della Spagna. La popolazione della città è circa 3,3 milioni di abitanti (al dicembre 2009)[1], ma la popolazione intera dell’area metropolitana (area urbana e periferia) è calcolata in quasi 6,5 milioni. Si tratta del terzo comune più popoloso nell’Unione Europea, dopo Londra e Berlino, e la sua area metropolitana è la terza più popolosa dell’Unione Europea dopo Parigi e Londra.[2] [3][4][5] La città si estende su un totale di 698 km²[6]. La conurbazione di Madrid è la terza col maggiore PIL[7] nell’Unione Europea e la sua influenza nella politica, nell’educazione,

nell’intrattenimento, nella moda, nella scienza e nelle arti contribuisce al suo status di una delle principali città globali del mondo.[8] [9] Grazie al suo rendimento economico, all’elevato standard di vita e alle dimensioni del suo mercato, Madrid è considerata il maggiore centro finanziario del Sud Europa e della Penisola Iberica; ospita le direzioni della grande maggioranza delle più importanti società spagnole. Madrid è la città più turistica della Spagna, la quarta più turistica del continente[10], ed è la decima città più vivibile al mondo secondo la rivista Monocle, nel suo indice di 2.010.[11][12] Madrid era anche tra le 12 città europee più verdi nel 2010[13].

1 a tappa di un Viaggio tra Quando per la prima volta ho percorso la strada che da Rosarno arriva a Siderno, sono rimasto alquanto sorpreso, arrivando nei pressi di Mammola, di osservare una serie di strane costruzioni variopinte, al punto che mi sono ripromesso di fermarmi in uno dei viaggi successivi, per cercare di capire cosa rappresentassero. Sulla strada non c’era e non c’è alcuna indicazione, forse anche per alimentare il mistero e quindi spingere i curiosi a visitare il luogo con quella suspance ed emozione di chi sta per scoprire chissà cosa. Incuriosito, un pomeriggio di una domenica, quando il sole caldo brucia sulla pelle, indossato un grande cappello e con la mia inseparabile borsa dove conservo le macchine fotografiche parto per questa


SL

slowLife

Slow Festival Slow Trekking tre giorni di escursioni per tutti anche per chichi ha difficoltàmotorie e senso-

Madrid

(pronuncia corrente in italiano: madrid; in spagnolo: è la capitale e più grande città della Spagna. La popolazione della città è circa 3,3 milioni di abitanti (al dicembre 2009)[1], ma la popolazione intera dell’area metropolitana (area urbana e periferia) è calcolata in quasi 6,5 milioni. Si tratta del terzo comune più popoloso nell’Unione Europea, dopo Londra e Berlino, e la sua area metropolitana è la terza più popolosa dell’Unione Europea dopo Parigi e Londra.[2][3][4][5] La città si estende su un totale di 698 km²[6].

La conurbazione di Madrid è la terza col maggiore PIL[7] nell’Unione Europea e la sua influenza nella politica, nell’educazione, nell’intrattenimento, nella moda, nella scienza e nelle arti contribuisce al suo status di una delle principali città globali del mondo.[8] [9] Grazie al suo rendimento economico, all’elevato standard di vita e alle dimensioni del suo mercato, Madrid è considerata il maggiore centro finanziario del Sud Europa e della Penisola Iberica; ospita le direzioni della grande maggioranza delle più importanti società spagnole. Madrid è la città più turistica della Spagna, la quarta più turistica del continente[10], ed è la decima città più vivibile al mondo secondo la rivista Monocle, nel suo indice di 2.010.[11][12] Madrid era anche tra le 12 città europee più verdi nel 2010[13]. La città è situata sul fiume Manzanarre, nel centro del paese è la Comunità di Madrid (che comprende la città di Madrid, il suo agglomerato urbano e si estende ai sobborghi e ai villaggi); questa è delimitata dalle Comunità autonome di Castiglia e León e Castilla-La Mancha.

1 a tappa di un Viaggio tra Quando per la prima volta ho percorso la strada che da Rosarno arriva a Siderno, sono rimasto alquanto sorpreso, arrivando nei pressi di Mammola, di osservare una serie di strane costruzioni variopinte, al punto che mi sono ripromesso di fermarmi in uno dei viaggi successivi, per cercare di capire cosa rappresentassero. Sulla strada non c’era e non c’è alcuna indicazione, forse anche per alimentare il mistero e quindi spingere i curiosi a visitare il luogo con quella suspance ed emozione di chi sta per scoprire chissà cosa. Incuriosito, un pomeriggio di una domenica, quando il sole caldo brucia sulla pelle, indossato un grande cappello e con la mia inseparabile borsa dove conservo le macchine fotografiche parto per questa

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La Guida allaVacanzaBella

in Calabria

Turistella, e sai dove vai Come programmare la tua vacanza in Calabria

I consigli del mese

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La Guida allaVacanzaBella

Destinazione

bruzzano Antica

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Quando per la prima volta ho percorso la strada che da Rosarno arriva a Siderno, sono rimasto alquanto sorpreso, arrivando nei pressi di Mammola, di osservare una serie di strane costruzioni variopinte, al punto che mi sono ripromesso di fermarmi in uno dei viaggi successivi, per cercare di capire cosa rappresentassero. Sulla strada non c’era e non c’è alcuna indicazione, forse anche per alimentare il mistero e quindi spingere i curiosi a visitare il luogo con quella suspance ed emozione di chi sta per scoprire chissà cosa. Incuriosito, un pomeriggio di una domenica, quando il sole caldo brucia sulla pelle, indossato un grande cappello e con la mia inseparabile borsa

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dove conservo le macchine fotografiche parto per questa esplorazione artistica. Uscita svincolo di Mammola, sulla sinistra una scritta, oramai di qualche tempo fa, indica la direzione verso il MuSaBa (acronimo di Museo Santa Barbara), così si chiama, questo particolare museo laboratorio. Costeggiati per qualche centinaia di metri i piloni della superstrada si arriva ad un cancello dal quale si accede al Museo. C’è un silenzio rumoroso, il gracchiare delle cicale si alterna al rumore delle macchine ritmato dagli stacchi prodotti dai giunti di dilatazione del viadotto. L’atmosfera inizialmente misteriosa pian piano inizia a sedurti con le prime opere, rappresentate da

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alcuni pannelli dipinti, ma soprattutto colpisce l’apparizione di una gigantesca lucertola multicolore. Sarà la sorpresa, sarà la grandezza delle opere oppure sarà il luogo eppure provo la sensazione di un bambino piccolo che ha scoperto un tesoro. E’ un crescendo di emozioni mentre cerco di raggiungere la parte alta che ho sempre osservato dalla macchina, ed è in questo percorso che incontro prima il Globo Terrestre e poi, sdraiata e seducente, la Donna Fontana. Il MuSaBa è una creazione di Nik Spatari insieme con la sua compagna Hiske Maas. In questo luogo la natura

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LA provincia di Cosenza

parco del

Benessere N A T U R A on tanto tempo fa abbiamo citato

Sarzana per parlare del Festival della mente, ed ora la re-citiamo per parlare di un autore che lì ci è nato, Umberto Fiori e che sarà alla Libreria ‘MONDADORI QUARTO POTERE’ (contrà Pusterla, Vicenza, www.libreriaquartopotere.it), sabato 22 ottobre, alle 19:30.Definirlo solo poeta o solo musicista è sicuramente un po’ riduttivo. Umberto Fiori infatti, nato a Sarzana nel 1949, dal 1954 vive a Milano, dove si laurea in Filosofia. Dal giugno del 1973 ha fatto parte, come cantante e autore, degli Stormy six, gruppo storico del rock italiano, con lavori come ‘Un biglietto del tram’ (1975), ‘L’apprendista’ (1977), ‘Macchina maccheronica’ (1980). In seguito ha collaborato con il compositore Luca Francesconi (per il quale haredatto due libretti d’opera, ‘Scene’ e ‘Ballata’, oltre che il radiodramma ‘In ostaggio’ ed il ciclo ‘Radio-lied’, affidato a Moni Ovadia), con il fotografo Giovanni Chiaramonte e con i videoartisti di Studio Azzurro. E’ autore di saggi e interventi critici sulla musica (‘Scrivere con la voce. Canzone, rock e poesia’, 2003) e sulla letteratura (‘La poesia è un fischio. Saggi 1986 – 2006, 2007), oltre che di un romanzo breve (‘La vera storia di Boy

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slowLife focus

è un biscotto, sconsigliato a chi non ha una buona dentatura. Ha origini arabe ed è composto da pasta non lievitata miele e liquore. Simile anche lo Stomatico che però è arricchito dalle mandorle.Pur essendo chiamata Enotria in antichità, e cioè terra del

BOX so. In ogni caso è ideale per accompagnare piatti molto forti e decisi. Tra tutti, il più famoso è il Cirò, rosso, bianco e rosato.è un biscotto, sconsigliato a chi non ha una buona dentatura. Ha origini arabe ed è composto da pasta non lievitata miele e liquore. Simile anche lo Stomatico

è un biscotto, sconsigliato a chi non ha una buona dentatura. Ha origini arabe ed è composto da pasta non lievitata miele e liquore. Simile anche lo Stomati-

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NATURAon tanto tempo fa abbiamo citato Sarzana per parlare del Festival della mente, ed ora la re-citiamo per parlare di un autore che lì ci è nato, Umberto Fiori e che sarà alla Libreria ‘MONDADORI QUARTO POTERE’ (contrà Pusterla, Vicenza, www. libreriaquartopotere.it), sabato 22 ottobre, alle 19:30.Definirlo solo poeta o solo musicista è sicuramente un

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po’ riduttivo. Umberto Fiori infatti, nato a Sarzana nel 1949, dal 1954 vive a Milano, dove si laurea in Filosofia. Dal giugno cantante e autore, degli Stormy six, gruppo storico del rock italiano, con lavori come ‘Un biglietto del tram’ (1975), ‘L’apprendista’ (1977), ‘Macchina maccheronica’ (1980). In seguito ha collaborato con il compositore Luca Francesconi (per

il quale haredatto due libretti d’opera, ‘Scene’ e ‘Ballata’, oltre che il radiodramma ‘In ostaggio’ ed il ciclo ‘Radio-lied’, affidato a Moni Ovadia), con il fotografo Giovanni Chiaramonte e con i videoartisti di Studio Azzurro. E’ autore di saggi e interventi critici sulla musica (‘Scrivere con la voce. Canzone, rock e poesia’, 2003) e sulla letteratura (‘La poesia è un fi-


schio. Saggi 1986 – 2006, 2007), oltre che di un romanzo breve (‘La vera storia di Boy Bantàm raccontata dal suo scopritore, il professor Amos Merli’, 2007). Ha pubblicato numerose raccolte poetiche, fra cui: ‘Case’ (S. Marco dei Giustiniani, 1986), testo confluito poi in ‘Esempi’ (Marcos y marcos, 1992), quindi ‘Chiarimenti’ (Marcos y Marcos, 1995), la plaquette ‘Parlare al muro’ (Marcos y Marcos, con immagini del pittore Marco Petrus, 1996), ‘La bella vista’ (Marcos y Marcos, 2002), sino a ‘Voi’ (Mondadori, collana ‘Lo specchio’, 2009). Tradotto in varie lingue, ai suoi testi sono dedicate un’antologia in inglese (Terminus, Dublino, 1998) ed una in serbo (Govoriti zidu, Belgrado, 2001). L’ultimo suo poemetto in versi ‘Voi’ (Mondadori, 2009), è un particolarissimo monologo dove il protagonista e soggetto narrante è come pervaso da un’ossessione: quella del confronto con la realtà esterna degli umani, con la pluralità totale di ciò che non è il suo. Non sarà certo “l’ultimo” suo lavoro nel senso conclusivo di un percorso in cui la relazione tra il soggetto e l’esterno è segnata da un’infinita mancanza che – se mai – è segno si una sostanziale comunanza di destini, piuttosto il percorso poetico tocca il vertice della riflessione indagando e meditando su circostanze

fra cui: ‘Case’ (S. Marco dei Giustiniani, 1986), testo confluito poi in ‘Esempi’ (Marcos y marcos, 1992), quindi ‘Chiarimenti’ (Marcos y Marcos, 1995), la plaquette ‘Parlare al muro’ (Marcos y Marcos, con immagini del pittore Marco Petrus, 1996), ‘La bella vista’ (Marcos y Marcos, 2002), sino a ‘Voi’ (Mondadori, col-

lana ‘Lo specchio’, NATURAon tanto tempo fa abbiamo citato Sarzana per parlare del Festival della mente, ed ora la re-citiamo per parlare di un autore che lì ci è nato, Umberto Fiori e che sarà alla Libreria ‘MONDADORI QUARTO POTERE’ (contrà Pusterla, Vicenza, www.libreriaquartopotere.it), sabato 22 ottobre, alle 19:30.

BOX so. In ogni caso è ideale per accompagnare piatti molto forti e decisi. Tra tutti, il più famoso è il Cirò, rosso, bianco e rosato.è un biscotto, sconsigliato a chi non ha una buona dentatura. Ha origini arabe ed è composto da pasta non lievitata miele e liquore. Simile anche lo Stomatico

è un biscotto, sconsigliato a chi non ha una buona dentatura. Ha origini arabe ed è composto da pasta non lievitata miele e liquore. Simile anche lo Stomatico

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Comune di Cosenza

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Immagini vaganti festa internazionale del fotoreportage programma

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sabato xx. xx.2013 ore 10,00 Piazza 11 settembre inizio manifestazione apertura mostre espongono (da scegliere) Antonio mancuso “i riti degli alberi” ENzo Barone “viaggio in oriente” Enzo galluccio “La festa della madonna di Polsi” Lino Ghidoni “Il contadino e il grano” Antonio Sollazzo “un giorno di festa nella comunità zingara” Collettiva “Calabria santa” luigi rovella “etiopia” 0re 10,30 presentazione del festival che si terrà “data da stabilire” presentazione del concorso fotografico “Destinazione Cosenza” ore 16,00 Workshop /laboratorio sulla fotografia antropologica ore 18,00 Still & Food


Vino

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cultura del buon bere e di enoturismo

La vita è troppo breve per bere vini mediocri Johann Wolfgang von Goethe

in collaborazione con

Calabria

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Abbinamenti

Enologici

hsdgfjagwqrte un composto omogeneo con pangrattato, prezzemolo finemente tritato, pepe nero, pecorino grattugiato, olio dâ&#x20AC;&#x2122;oliva. Unite il composto alle cipolle

INFORMAZIONI

Codice della Strada, lâ&#x20AC;&#x2122;uso del lampeggiante blu, è consentito ai conducenti degli autoveicoli adibiti a servizi di soccorso, di polizia, antincendio o di

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INFORMAZIONI

Codice della Strada, lâ&#x20AC;&#x2122;uso del lampeggiante blu, è consentito ai conducenti degli autoveicoli adibiti a servizi di soccorso, di polizia, antincendio o di

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Eâ&#x20AC;&#x2122; indispensabile sostenere quei pescatori che ancora oggi, con unâ&#x20AC;&#x2122;azione che sembra avere i connotati di una vera e propria resistenza condotta ahimĂŠ spesso in solitaria, continuano a solcare il mare in cerca di una buona giornata di pesca, mantenendo ancora in vita il legame produttivo tra i calabresi ed il mare

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WWW.t uristella.it

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