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Tania Cagnotto, la regina dei tuffi di Stefano Bizzotto Anno IX - N 67 Dicembre 2016

Donne e Montagna, tra cultura e tradizione di Liliana Cerqueni Quotidiano indipendente di informazione Reg. Tribunale Trento n.1352 del 15.02.2008

Direttore Christian Zurlo

Clima, addio alle Stagioni

L’inverno profuma d’autunno e la primavera è quasi estate: dati e temperature a confronto Pale di San Martino, il ghiaccio arretra ancora Referendum, il voto a NordEst Sos da Primiero 1966 – 2016

#ShareKindness, la campagna di gentilezza #ioloraccolgo”, liberati dai rifiuti e scatta una foto

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ViNordEst, tutti gli appuntamenti delle festività La ricetta dello chef Alessandro Bettega

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La Voce del NordEst - Numero 67 Dicembre 2016

Periodico di informazione distribuito gratuitamente nei locali pubblici e nei principali centri commerciali del Triveneto.

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Il mondo in 5’

Addio Fidel Castro: lacrime a Cuba, festa a Miami

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Time incorona Donald Trump, ‘Persona dell’anno’

CUBA – Cuba ha detto addio in queste settimane al suo ‘lìder maximo’. Ha guidato l’isola per 50 anni. Nel 2008 ha passato la presidenza al fratello Raul. Ha tentato di esportare la rivoluzione marxista in America latina e in Africa. Alcuni successi economici e sociali in patria, insieme a pesante oppressione dei diritti umani. Lo svanire del mito dopo la caduta dell’Urss. La Chiesa cattolica e i papi catalizzatori di una trasformazione del Paese.

Famiglie cooperative, bar, distributori e locali pubblici di Primiero, Vanoi, Mis

VALSUGANA, tesino e FELTRINO

Ogni dicembre il settimanale Usa, Time nomina la persona che “nel bene o nel male” ha avuto la maggiore influenza nel corso dell’anno che si sta per concludere. Alle spalle di Donald Trump, tra i “finalisti per la nomina a Persona dell’anno, compaiono i nomi di Hillary Clinton, del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, della pop star Beyoncé e “gli hacker”.

Centri commerciali, bar e locali pubblici

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Direttore responsabile Christian Zurlo Redazione Fiera di Primiero Via Cavour, 3A Primiero San Martino di Castrozza Editore/Proprietario Vanoi GlocalNews Factory Reg. Tribunale Trento n. 1352 del 15.02.2008. Iscrizione al R.o.c (Registro Operatori di Comunicazione) n° 17361 Ideazione grafica Viviana Fontanari Stampa a cura Vanoi GlocalNews Factory Impegno di riservatezza informativa sul trattamento dei dati personali: Tutti i testi e tutti gli articoli firmati dai giornalisti e dai collaboratori di Vanoi GlocalNews Factory, nonché tutte le pubblicità pubblicate su «La Voce del NordEst.it», sono coperti da copyright che sarà tutelato anche per vie legali. Titolare del trattamento dei dati è Vanoi GlocalNews Factory. Per ogni comunicazione scrivere a: lavocedelnordest@gmail.com Tel. 0439 190 30 59. Il responsabile della normativa sulla Privacy è Christian Zurlo.

Austria: vittoria dell’europeista Van der Bellen scacciato lo spettro populista AUSTRiA - L’europeista Alexander Van der Bellen ha vinto anche il ‘ballottaggio bis’ delle presidenziali austriache, aumentando addirittura il distacco sul rivale ultranazionalista Norbert Hofer e facendo tirare un sospiro di sollievo a molti in Europa. Il professore verde si è subito rivolto agli elettori di Hofer per superare la profonda frattura che in questi mesi ha diviso il Paese: “Voglio essere il presidente di tutti gli austriaci”, ha detto nella sua prima intervista televisiva dopo il voto.

In breve dal Mondo Multinazionali abbandonano la Cina: scioperi e proteste degli operai

CINA - Scontri con la polizia e arresti nelle fabbriche della Danone e della Sony. Problemi anche con la Coca Cola. Gli operai temono che i nuovi padroni (cinesi) taglino posti di lavoro, abbassino gli stipendi, abbruttiscano le condizioni di lavoro. Apple, McDonald, Kfc e tanti altri si spostano altrove perché il costo della manodopera cinese è cresciuto e le vendite calano.

La Thailandia ha un nuovo re

Thailandia - Il principe Maha Vajiralongkorn è stato proclamato sovrano ieri, diventando così il decimo regnante della dinastia Chakri. Il nuovo re prenderà il nome di Maha Vajiralongkorn Bodindradebayavarangkul, ma sarà conosciuto come Rama X.


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il NordEst in 5’

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Referendum, il voto a NordEst

Tutti i risultati per Comune su www.elezioni.interno.it

Italia

Risultati a NordEst Trento

Le reazioni politiche

Bolzano

NO

Veneto

NO

NO

Friuli Venezia Giulia

NO

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Primo PIano

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L’annata meteorologica:

anomalie che diventano la norma di Ervino Filippi Gilli Quando si parla di incrementi nelle temperature di una zona qualsiasi del nostro territorio alpino bisogna tener sempre conto che fino al 1850 eravamo in piena Piccola Età Glaciale e pertanto è normale che dopo un periodo freddo durato oltre quattro secoli ci possano essere incrementi di temperatura anche significativi: proprio per questo i climatologi sono soliti prendere in considerazione i così chiamati “periodi di riferimento” (lunghi trent’anni, nel nostro caso dal 1961 al 1990) e confrontare con questi le temperature e le precipitazioni dell’intervallo che si vuol analizzare. Questa premessa è doverosa in quanto i detrattori dei cambiamenti climatici considerano il riscaldamento in atto come una conseguenza della fine della Piccola Età Glaciale e poco più.

Da anomalia a norma Analizzando stagione per stagione ciò che è successo quest’anno alle temperature e, anche se in misura minore, alle precipitazioni si può notare come quelle che una volta potevano essere considerate anomalie, ora stanno diventando la norma.

In Europa l’inverno 2015-16 è stato interessato da una anomalia termica positiva nella parte centrale-meridionale del continente mentre in quella settentrionale prevaleva una anomalia negativa: questa situazione di riscaldamento nella nostra parte del continente ha fatto sì che per l’Italia l’inverno appena trascorso sia stato uno tra i più caldi dopo la fine della Piccola Età Glaciale (il terzo per la precisione) con una temperatura media superiore di 1,8°C rispetto al periodo 1961-1990. Tutti i tre mesi hanno contribuito a quest’innalzamento con punte di +2.7°C in Febbraio, + 1.6°C in Dicembre, + 1.2°C in Gennaio. Se analizziamo la situazione in Trentino, l’anomalia si era già manifestata con la siccità dell’inverno scorso: il periodo secco è nel ricordo di tutti con quasi 90 giorni (dal 18 ottobre 2015 al 10 gennaio 2016) senza piogge o nevicate. Se a questa mancanza di precipitazioni aggiungiamo un aumento delle temperature variabile tra 2.0 e 2.5°C , si capisce come quello appena trascorso sia stato un inverno difficile per il comparto dello sci. La primavera viene segnalata in Europa come una delle più calde mai registrate: a differenza dell’inverno l’anomalia positiva nelle temperature si registra sul nord del continente mentre se nella parte

centrale/meridionale si rimane prossimi alla norma, nella parte occidentale del continente (Francia e Spagna) si registra una anomalia negativa. In Italia la primavera è risultata la dodicesima più calda dalla fine della Piccola Età Glaciale con una temperatura media superiore di 1.1°C rispetto alla media del periodo di riferimento: se il mese di marzo è stato leggermente più caldo rispetto alla media (+0.8°C) e quello di maggio è rimasto nella normalità, è il mese di aprile quello che ha manifestato temperature estremamente elevate con ben 2.7°C in più rispetto a quanto ci si sarebbe potuti aspettare. Nella nostra Provincia l’andamento è stato del tutto simile a quello dell’Italia: marzo +1.0°C, aprile +2.0°C, maggio nella norma. Andando ad analizzare le precipitazioni, si può notare come in marzo si sia rimasti nella media, in aprile le piogge sono state scarse, in maggio le precipitazioni sono abbondanti e decisamente maggiori di quanto ci si potesse attendere. E per finire l’estate: in Europa siamo rimasti grosso modo nella media ed altrettanto possiamo dire dell’Italia. In Trentino le temperatura non si sono discostate di molto rispetto all’atteso, con circa + 1/1.5°C a seconda della stazione meteo considerata. L’apporto principale è dato da luglio + 2.0°C mentre gli


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Primo PIano

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altri mesi hanno avuto temperature di poco superiori ad 1.0°C rispetto alla norma. Decisamente superiori sono risultate invece le precipitazioni: analizzando ad esempio i dati forniti dalla stazione di Tonadico, possiamo notare come in giugno sia piovuto il 33% in più, in luglio il 27%, in agosto il 43%. Volendo trarre delle conclusioni, si può vedere come l’andamento climatico dell’anno in corso sia risultato sempre anomalo sia nelle temperature che nelle precipitazioni: questa anomalia, che pare ormai diventata la regola, ha avuto conseguenze pesanti dal punto di vista economico ed ambientale. E’ sempre difficile poter quantificare i costi ambientali: in una economia come la nostra in cui il comparto sciistico è una voce importante, si è registrata l’impossibilità di fornire un sufficiente chilometraggio di piste innevate prima di gennaio, e questo è un dato oggettivo non contestabile. Nel caso degli effetti sugli ecosiste-

mi, questi non sono così facilmente misurabili ma, se solo guardiamo la regressione dei ghiacciai sulle nostre Pale di San Martino, essi sono stati devastanti. Ma questo è argomento di un altro contributo pubblicato dalla Voce del NordEst. Mi piacerebbe alla fine di queste poche righe poter dare delle indicazioni sul cosa fare per invertire la tendenza. Ma devo essere sincero: il fatto che il Presidente Trump abbia designato

come responsabile dell’Agenzia per la Protezione e lo Sviluppo dell’Ambiente degli USA (in sigla EPA) Scott Pruitt, è un segnale sconfortante. Infatti il signor Pritt ha più volte dichiarato che l’effetto serra non è un problema per la salute del mondo e le sue popolazioni ed ha intenzione di non applicare l’accordo di Parigi, cosa gradita alla lobby dei petrolieri made in USA. Staremo a vedere ma c’è ben poco da stare allegri.

Le Pale di San Martino senza neve in pieno dicembre


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Dolomiti

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Pale di San Martino, il ghiaccio arretra ancora di Ervino Filippi Gilli NORDEST - Come ogni anno gli operatori del Comitato Glaciologico della Società degli Alpinisti Tridentini (SAT) in collaborazione con il personale dell’Ente Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino sono saliti alla Fradusta ed al Travignolo per effettuare i rilievi dell’arretramento della fronte glaciale per il Travignolo, della superficie e di alcune sezioni nel caso della Fradusta.

La situazione è, al solito, sconfortante: se il 2015 era stata una brutta annata per i ghiacciai, il 2016 è stato pessimo! La Fradusta, ormai divisa in tre parti, ha visto una riduzione rispetto all’anno precedente della superficie della parte bassa ad un terzo (da 1.8 a 0.6 ettari), la parte intermedia è passata da 0.57 a 0.36 ettari, la parte alta – unica ormai di una certa significatività – è diminuita di 0.16 ettari passando dai 3.01 del 2015 ai 2.85 di quest’anno. In

La parte alta del ghiacciaio fotografata il 27 agosto

definitiva la riduzione complessiva del ghiacciaio è stata pari al 40% con una perdita di spessore nella sola parte superiore di 1.35 metri – ovvero 43.000 cm di ghiaccio. Nell’estate, in più occasioni, è stata anche rilevata la superficie del laghetto frontale: le oscillazioni areali sono state importanti (si è passati dagli 8200 metri quadrati del 17 luglio ai 2500 del 27 agosto, ai 1100 del 20 settembre) con variazioni nella profondità di più di due metri.


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Dolomiti

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Il lago della Fradusta nel giorno del suo massimo sviluppo, il 17 luglio Il ghiaccio della Fradusta non è però monitorato solo dal Comitato Glaciologico della SAT: anche l’Università di Roma 3, il Professor Mazza con un suo dottorando, hanno seguito l’evolversi del ghiacciaio studiando in particolare i movimenti profondi del deflusso generato dallo scioglimento della neve e del ghiaccio. I risultati sono oltremodo interessanti: utilizzando un tracciante chimico (la fluoresceina) si è scoperto che parte dell’acqua prodotta sull’Altipiano delle Pale non finisce in Val Canali od in Val Pradidali come sarebbe

logico attendersi, ma va ad alimentare le sorgenti del Travignolo. Questo significa, semplificando molto, che l’acqua della zona della Fradusta passa sotto al Rifugio Rosetta ma soprattutto sotto il Cimon della Pala e la Vezzana; con questa ricerca si è appurato, se ancor ce ne fosse stato bisogno, che il sistema di circolazione sotto l’Altipiano è molto complesso ed ha, almeno in parte, una inclinazione verso Nord. E ciò apre scenari futuri molto interessanti, anche per l’approvvigionamento idrico delle sorgenti in Val Pradidali.

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Il discorso riguardante il Travignolo è molto diverso: si tratta di un ghiacciaio di valle in cui i rilievi sono particolarmente difficoltosi in quanto la superficie viene periodicamente coperta/scoperta dal detrito rendendo difficile chiarire, in rapporto all’anno precedente, che tipo di variazioni ci siano state. E’ comunque certo che nei pochi punti in cui è possibile individuare una fronte precisa (e non immersa nel detrito) si sia verificato un arretramento di oltre 2 metri con una perdita di spessore ben superiore al metro.

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NORDEST

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Donne e Montagna, essenza

Giovanni Segantini - Le due madri, 1889 di Liliana Cerqueni NORDEST - Il rapporto tra le donne e la montagna ha sempre avuto connotazioni speciali, un legame fortissimo intessuto di fatica, dedizione, coraggio, grande spirito di adattamento, rispetto e quella profonda conoscenza del territorio dettata dalla necessità di trarne benefici e sussistenza. Le donne sono sempre state le depositarie di quel sapere specifico che consentiva di interpretare e tradurre i segnali della natura, sfruttarne le risorse, mantenerne attentamente l’equilibrio e le caratteristiche, grate di tutto ciò che si poteva ricevere da un ambiente a volte magnificente, altre impervio e ostile. Le icone della donna di montagna sono presenti in numerosi dipinti di Giovanni Segantini (Arco 1858, Svizzera 1899) e ci avvicinano a figure femminili che compaiono nell’habitat montano in tutto il

loro impatto emotivo. Donne che trascinano faticosamente nella neve una slitta carica di legna, che lavorano serenamente a maglia mentre badano al pascolo del bestiame, si dissetano avidamente a una fontana di paese, o reggono sulle spalle pesanti recipienti d’acqua, oppure ancora conducono una coppia di cavalli reggendoli energicamente per il morso. Altre immagini si soffermano su donne intente a raccogliere il fieno, scrutare l’orizzonte da un’altura con la voglia negli occhi di raggiungere il paese, dopo una giornata di lavoro massacrante. Ma la scena che dà il senso più completo e profondo dell’essere donna di montagna è quel capolavoro che rappresenta le due madri: una donna che alla luce fioca di una lanterna, nel tepore della stalla, tiene tra le braccia il proprio figlio accanto alla mucca che veglia sul suo vitello, in un muto, complice legame tra mondo umano e mondo animale,

privo di mediazioni e considerazioni superflue. La montagna ha sempre accolto una strana società e cultura al femminile in maniera più massiccia che altrove per ragioni ben precise, le cui fondamenta storiche trovano giustificazione nell’emigrazione degli uomini in molte epoche e le guerre che allontanavano mariti, figli, fratelli; in molti casi anche le donne lasciavano valli e paesi per lavorare altrove ma dove sono rimaste, la montagna è uscita dalla marginalità, potenziando la propria cultura, conservata gelosamente, senza rinunciare all’innovazione e alla modernità che i tempi hanno via via richiesto. Le donne sono state da sempre le custodi della memoria, facendosi carico dei vivi e dei morti e mantenendo attivi i legami col passato e col presente, imparando ad andare avanti da sole laddove ce ne fossero state le condizioni. La


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NORDEST

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e cultura nella comunità alpina presenza femminile è essenziale e preziosa per l’esistenza, la vita e la crescita culturale delle comunità alpine in tutti i suoi aspetti anche se per molto tempo questa consapevolezza è stata soffocata dalla chiusura dell’ambiente che impediva il giusto riconoscimento: un clima sociale che imponeva ruoli rigidi e controllati, un senso del dovere che non lasciava spazio a legittime aspirazioni, paura della critica e della stigmatizzazione, conseguenti disagi nella salute fisica e nello spirito che derivavano dalla solitudine come persona ancora prima che come donna. Oggi, la cultura di montagna ha lo

stesso bisogno della componente sociale femminile e ne riconosce il valore. La donna è all’avanguardia nelle attività innovative di un’economia identitaria legata alle risorse tradizionali del territorio: produzioni di qualità, turismo sostenibile, capacità comunicativa con l’esterno, visione e anticipazione. Molte donne hanno trovato spazi e collocazione con creatività ed energico entusiasmo in quegli esempi vincenti di microeconomia che a volte diventano anche eccellenza, dando valore aggiunto a scenari naturali che sono già di per se stessi un miracolo di bellezza e fascino. La comunità ha imparato, nel tempo, a restituire alle donne

San Martino di Castrozza tra il 1890 e il 1900

quello spazio che nei vecchi stereotipi educativi era stato negato o sottratto, accordando loro più rispetto e fiducia. Sicuramente non siamo ancora arrivati ad un equilibrio ideale e i fatti di cronaca ci riferiscono ancora e purtroppo di drammi consumati spesso in famiglia ai danni di donne a cui qualcuno si ostina ancora a negare la dignità. Il percorso è ancora da completare ma le donne di montagna non si fermano perché, come qualcuno ha fatto notare sorridendo un po’, “ Le donne non hanno vita facile; le donne di montagna ancora meno perché devono camminare in salita…”.


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PRIMIERO VANOI

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San Martino di Castrozza, taglio del nastro con Rossi per il nuovo Bacino di Ces

Guarda immagini e interviste su www.lavocedelnordest.eu/bacinoces San Martino di Castrozza (Trento) – Oltre 100 addetti di imprese artigiane hanno operato in questo cantiere e posato reti di innevamento per una lunghezza superiore ai 10 chilometri da agosto a dicembre, con sostituzione di tutti gli impianti e realizzazione di innovative sale pompaggio, per un investimento complessivo superiore ai 7 milioni di euro. Domenica 11 dicembre, a San Martino di Castrozza, il presidente della Giunta provinciale di Trento, Ugo Rossi, accompagnato dall’assessore Michele Dallapiccola ha ufficialmente tagliato il nastro del nuovo bacino artificiale realizzato

nella skiarea di Ces. Erano presenti all’importante appuntamento il presidente della Comunità di Primiero, Roberto Pradel, i sindaci del territorio, la presidente Apt, Paola Toffol, il vicepresidente di Trentino Sviluppo, Fulvio Rigotti con molti operatori, tecnici e imprenditori che hanno preso parte alla realizzazione dell’opera. Si tratta di una vera e propria iniezione di fiducia per il comparto sciistico locale, che proprio in questi giorni ha avviato la stagione invernale. “C’è la conferma di un impegno che la Provincia ha preso - ha confermato il presidente della Giunta provinciale, Ugo Rossi - grazie anche all’operato di chi localmente vuole investire e credere nella loca-

lità. Quello di oggi è un punto di partenza con un nuovo impianto di innevamento e il bacino artificiale per dimostrare che le risorse destinate – più di 15 milioni di euro – le vogliamo spendere per rilanciare San Martino di Castrozza, con lo sguardo rivolto a passo Rolle. Dobbiamo proseguire l’anno prossimo con il rifacimento degli impianti di questa zona sciistica che porteranno poi la possibilità di individuare il collegamento con il passo. Noi ci crediamo – ha confermato il presidente Rossi – penso però che nei prossimi mesi sia importante sedersi attorno ad un tavolo per cercare di trovare l’unione di intenti per quanto riguarda anche gli assetti societari”.

Santa Barbara 2016 nel Primiero Vanoi Mis.

Solenne santa messa e onore ai caduti a Canal San Bovo


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50° Alluvione 1966

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Sos da Primiero 1966 – 2016 PRIMIERO VANOI (TRENTO) – Continuano nel Primiero Vanoi le iniziative per ricordare il 50° anniversario dell'alluvione che devastò il territorio. Lo scorso 8 dicembre, al Palazzo delle Miniere di Primiero, radioamatori protagonisti di una importante iniziativa locale, per non dimenticare chi aiutò le popolazioni locali. Durante la giornata, è stata infatti attivata una speciale Stazione Radioamatoriale con collegamenti via radio in Europa e non solo per dire grazie via etere, ai colleghi in onde corte. Nel pomeriggio di giovedì 8 dicembre in Comunità, è stata inaugurata inoltre la Mostra “Primiero e lo spartiacque del 1966”visitabile fino al 6 gennaio. Seguirà l’allestimento della stessa esposizione anche a Mezzano (Centro civico) dal 13 gennaio al 12 feb-

braio e infine all’Ecomuseo del Vanoi dal 13 febbraio 2017 al 1° maggio 2017.

nonché rassicurare parenti e conoscenti che si trovavano all’esterno delle zone colpite.

1966 – 2016 I ricordi “in onda”

Da Feltre giunsero Giovanni Catalano (I1CTL) e Giovanni Canova (I1VIB). Da Trento Federico Luchi (I1AHO) insieme a due radioamatori di Sanremo Attilio Sacco (I1BAY) e Roberto Comboni (I1COB). Antonio “Nino” Torre (I1WBH) di Sanremo rimase a Trento nella sede delle Poste e Telecomunicazioni per ricevere i messaggi lanciati dai colleghi.

La Comunità di Primiero conosce i radioamatori in una circostanza tragica, l’alluvione del 4 novembre 1966. In quei giorni tragici per alcune zone dell’Italia nord-orientale e centrale i radioamatori si attivarono immediatamente per formare una maglia radio per raccogliere e diffondere le informazioni da e per le zone colpite. A Primiero, zona rimasta completamente isolata a causa delle strade di collegamento interrotte da frane e ponti crollati, intervennero alcuni radioamatori che furono in grado, già dai primi giorni, di lanciare messaggi per richiedere aiuti, richiedere materiali e cose necessarie per far fronte alle emergenze,

Fu la prima vera esperienza del “Corpo Emergenza Radioamatori” (C.E.R.) fondato pochi mesi prima, oltre che la prima esperienza di stazioni radioamatoriali “portatili” ovvero operative immediatamente al di fuori dal proprio indirizzo di abitazione senza dover richiedere una apposita autorizzazione al Ministero delle Telecomunicazioni.

Sfoglia i racconti e le foto dei radioamatori di allora, raccolti dall’associazione radioamatori di Primiero su:

www.lavocedelnordest.eu/radioamatori1966


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Cultura e società

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#ShareKindness, per Natale la campagna di gentilezza condivisa Dalla share economy arriva anche la 'gentilezza condivisa', quella fatta di piccoli gesti quotidiani e gratuiti, semplici quanto efficaci, perché hanno il potere di regalare positività a una giornata: da un sorriso a un complimento fatto a una persona sconosciuta, da una commissione per l’anziano vicino di casa alla visita imprevista alla famiglia. Alcuni studi hanno infatti dimostrato che queste piccole gentilezze non solo aumentano la felicità delle persone e aiutano a mantenersi in buona salute, ma spronano anche gli altri a compiere azioni simili. L'invito a compiere 'random acts of kindness', ovvero atti di gentilezza casuali, arriva da una realtà di economia condivisa: è infatti car2go, la società del

car-sharing a flusso libero, a invitare i suoi oltre due milioni di clienti ad aderire alla campagna natalizia di condivisione della gioia. Con lo slogan "Random Acts of Kindness" la campagna #ShareKindness durerà fino a fine dicembre. Come funziona? Nel periodo della campagna #ShareKindness, car2go proporrà regolarmente, tramite Facebook e il blog, ai propri clienti di svolgere buone azioni. I clienti sono, inoltre, invitati a condividere le loro esperienze, con l’obiettivo di diffondere i comportamenti positivi in tutto il mondo e con la speranza che questi venga-

no imitati non solo dagli altri utenti della Community car2go. E car2go darà il buon esempio con regali inaspettati come voucher per concerti, fitness tracker o altri gadget tecnologici, oppure un passaggio gratuito a bordo di car2go in caso di pioggia. Alla fine, verrà prodotto un video con le migliori campagne realizzate.

8 consigli utili per prendere appunti Uno dei problemi più comuni riscontrati dagli studenti è quello di prendere appunti durante le lezioni: il portale per gli studenti Skuola.net ha proposto 8 consigli per prendere appunti in maniera completa ed efficace.

1. Non esiste un solo metodo

Non esiste una tecnica definitiva per sintetizzare su carta i concetti espressi durante una lezione. Ognuno di noi ha infatti un diverso modo di apprendere e di archiviare le informazioni.

2. Usa gli strumenti giusti

Per appuntare informazioni in maniera veloce e corretta è importante scegliere la penna giusta: per chi scrive piccolo è preferibile una penna a punta fine, al contrario chi ha una calligrafia grande si troverebbe meglio con una penna dal tratto più spesso.

3. Tablet, pc o quaderno?

"Se sul pc o sul tablet si riesce a scrivere una quantità più vasta di

informazioni e non esiste il problema di una calligrafia illeggibile, sul quaderno è possibile usare disegni e schemi che aiutano a memorizzare immediatamente i concetti chiave del discorso".

4. Non appuntare tutto

E' importante riconoscere le parti del discorso da appuntare e quelle che invece sono superflue e possono essere ignorate. Così facendo si sprecano tante energie per scrivere, e nella maggior parte dei casi si perde il filo del discorso".

5. Abbreviare ti aiuta

Utilizzare abbreviazioni è molto utile in quanto consente di risparmiare tempo e di scrivere più velocemente i concetti del discorso. E’ importante però usare termini di cui è intuitiva la ‘traduzione’.: essere troppo criptici fa sì risparmiare tempo quando si scrive ma a volte ne fa perdere altrettanto se non di più quando si va a leggere.

6. Riportare cifre e date

Appuntarsi cifre, date ecc., ovvero tutte quelle informazioni che sono di difficile memorizzazione. Inoltre, non potendo recuperare per mancanza di tempo il filo del discorso, è importante segnarsi subito i dubbi o le incomprensioni riscontrate durante la spiegazione dell'insegnante.

7. Registrare, una buona scelta

Registrare la lezione sul proprio smartphone consente di riascoltarla per intero tutte le volte che si vuole e di risentire quelle parti che non si sono comprese sul momento.

8. La strategia degli schemi

è utile affiancare all'abbreviazione delle parole anche la rappresentazione dei legami logici fra i concetti attraverso schemi, diagrammi e mappe concettuali. Questo farà risparmiare tempo e permetterà di fissare su carta i collegamenti fra gli argomenti trattati.


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Cultura e società

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Più ricicli meno paghi: parte in Veneto il progetto “Equaazione” Chi più ricicla, paga meno tasse: questo lo scopo del progetto “Equaazione - Tu ricicli, io ti pago”, unico nel suo genere a livello nazionale, che ha preso il via nel Veneto nei comuni di Conegliano, Vittorio Veneto e Oderzo. Qui, i cittadini che faranno bene la raccolta differenziata avranno dei vantaggi concreti su tasse e bollette. Il progetto, realizzato in collaborazione con Savno srl, Consorzio Servizi di Igiene Territorio TV1 e Ascotrade srl, premia i cittadini virtuosi che conferiscono i loro rifiuti (bottiglie di plastica Pet) nei riciclatori incentivanti, dispositivi automatizzati per la raccolta e la compattazione di bottiglie di plastica. Questi macchinari consentono di rilasciare ai cittadini, in cambio di ogni bottiglia Pet conferita, un bonus in euro, da utilizzare in negozi o attività convenzionate, o soldi veri, reali e spendibili tramite 2Pay, l’app su smartphone che permette di semplificare il proces-

so di pagamento abbattendo i costi delle transazioni. La principale novità dell’iniziativa Equaazione sta nel fatto che, per la prima volta in Italia, i cittadini più virtuosi potranno risparmiare concretamente sulle tasse. Savno srl, infatti, riconoscerà un centesimo per ogni bottiglia inserita e da gennaio 2017 ogni mese il cittadino che più riciclerà nei tre comuni partecipanti al progetto potrà considerare pagata la sua Tari annuale. Ascotrade, sempre da gennaio 2017, scalerà invece ai propri clienti i centesimi accumulati con il riciclo direttamente dalla bolletta della luce. Ma di cosa si tratta? E' un sistema incentivante che ha come scopo principale quello di invogliare i cittadini a compiere la corretta raccolta differenziata e che allo stesso tempo consente di salvaguardare l’ambiente, migliorare l’arredo urbano, stimolare l’economia locale grazie agli accordi tra amministra-

zioni ed esercizi commerciali. Il progetto permette inoltre di realizzare una raccolta differenziata di qualità: gli eco-compattatori prodotti da Eurven srl, azienda del territorio, sono infatti predisposti per differenziare la tipologia di rifiuto materiale raccolto, riducendo fino al 90% il volume iniziale. Il macchinario è programmabile da qualsiasi dispositivo connesso ad internet, come ad esempio uno smartphone, e, attraverso una app dedicata, il gestore può monitorare tutta una serie di elementi: i dati di raccolta, la Co2 risparmiata, quanti pezzi sono stati conferiti, capire quando il macchinario è pieno, quanti coupon emessi e raccogliere i dati dei cittadini attraverso anche la lettura della loro tessera sanitaria o codice fiscale. Da remoto, inoltre, può programmare gli sconti da assegnare al singolo conferimento a seconda della scelta dell’attività merceologica.

#ioloraccolgo", liberati dai rifiuti e scatta una foto Da più di un anno è stato lanciato l’hashtag “#ioloraccolgo” su Twitter con l’intento di creare una comunità attiva di persone che, se incontrano un piccolo rifiuto abbandonato, lo raccolgono e condividono il gesto nei social network impiegando l’hashtag #ioloraccolgo. L’idea è quella di rendere l’hashtag virale fino a “cancellare” la presenza dei rifiuti abbandonati

dal pianeta o, comunque, aumentare la consapevolezza sul difficile tema dei rifiuti. Nel sito www.ioloraccolgo.com è possibile trovare maggiori informazioni. Per fare di questo progetto un qualcosa di veramente internazionale, è stato realizzato anche l’equivalente inglese “#putitinthebin” (www.putitinthebin.net), che raccoglie già le prime adesioni.

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La Voce del NordEst - Numero 67 Dicembre 2016

Natale Green

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'Made in Trentino', il Natale (sostenibile) di piazza San Pietro Grande emozione venerdì mattina 9 dicembre in Sala Nervi, in Vaticano, dove Papa Francesco ha avuto parole di ringraziamento per la comunità trentina che ha donato il grande albero di Natale ROMA - Un albero di Natale 'green' per Piazza San Pietro, per celebrare le festività secondo lo spirito dell'enciclica Laudato Si' di Papa Francesco. L'albero che è stato donato al Vaticano e che resterà in Piazza San Pietro per tutte le festività natalizie, arriva dalla Valsugana e precisamente dai boschi certificati Pefc dalla Val Campelle nel comune di Scurelle, nella Provincia autonoma di Trento, ai piedi della catena montuosa del Lagorai. Pefc Italia è un’associazione senza fini di lucro che costituisce l’organo di governo nazionale del sistema di certificazione "Programme for Endorsement of Forest Certification schemes", cioè il Programma di Valutazione degli schemi di certificazione forestale. Quello donato al Vaticano è un abete rosso alto 25 metri, certificato per la gestione sostenibile della foresta d’origine. La pianta ha circa 85 anni di vita, un diametro iniziale alla base della chioma di 8 metri e un diametro del tronco di 70 cm, pesa 60 quintali e nello stesso giorno in cui è stata abbattuta, domenica 13 novembre, una scolaresca della Valsugana ha piantato 49 alberi (larici e abeti rossi). Un atto simbolico, per sensibilizzare anche le giovani generazioni alla gestione attiva e sostenibile in una zona dove lo scorso autunno sono stati abbattuti alcuni

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La Voce del NordEst - Numero 67 Dicembre 2016 alberi colpiti da un parassita. Con l'aiuto dei Vigili del Fuoco volontari della zona e della Protezione Civile di Trento, l'albero è stato trasportato a valle da un elicottero dell’Esercito Italiano - Reggimento Aves 'Antares' di Viterbo e poi adagiato sul tir che lo ha trasportato su gomma nella Capitale dove è arrivato giovedì 23 novembre. "Ci eravamo già resi disponibili per donare l'Albero alla Santa Sede già nel 2007 – racconta il sindaco di Scurelle Fulvio Ropelato - Quando quest'anno ci è stata concessa questa opportunità ne siamo stati onorati". La tradizione dell’offrire l’abete natalizio è iniziata nel 1982 con Papa Giovanni Paolo II che, per

Natale Green

la prima volta, ebbe in dono da un contadino che lo trasportò fino a Roma sul suo camion un abete proveniente dalle foreste della Polonia. Negli ultimi anni quasi tutti gli abeti sono venuti da foreste certificate Pefc italiane ed europee, cioè che forniscono garanzie per la loro gestione sostenibile e responsabile, dove ad esempio ad ogni pianta abbattuta segue sempre una azione di ripristino delle condizioni ambientali ottimali. Da Piazza San Pietro arriva quindi il miglior esempio di quale sia la scelta ideale per l'albero di Natale, cioè vero e proveniente da boschi ben gestiti. Molto meglio di quelli

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di cui non si conosce l’origine o addirittura di plastica, che derivano dal petrolio e hanno quindi costi ambientali e di smaltimento molto elevati. “La scelta della Santa Sede – dice Antonio Brunori, segretario generale del Pefc Italia – è un grande segnale, coerente con le scelte degli anni scorsi, ai fedeli di quale sia la strada migliore per celebrare le festività natalizie rispettando al tempo stesso il nostro patrimonio naturale. Una posizione in linea con gli importanti messaggi contenuti nell'enciclica Laudato si’ di Papa Francesco".

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IL PERSONAGGIO

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Tania Cagnotto: regina di tuffi e di cuori di Stefano Bizzotto

© Concept & design: GianAngelo Pistoia • Photos: Michael Sohn/A.P. - Michele Pasqualotto

E se a Londra fosse arrivata una medaglietta? Anche solo un bronzo, fra domenica 29 luglio e domenica 5 agosto 2012. Magari Tania Cagnotto avrebbe smesso, appagata per aver completato la propria collezione di podi con quello più prestigioso. Il podio olimpico. Invece Londra è stata solo sinonimo di delusione, di lacrime, di imprecazioni alla malasorte. Quarta nel sincro, assieme a Francesca Dallapè, per poco più di due punti, quarta nell’individuale per la miseria di venti centesimi. Cosa sono venti centesimi in una gara in cui le migliori avvicinano quota quattrocento punti? E’ come perdere una Milano-Sanremo al fotofinish, oppure una Champions League al diciottesimo rigore… E adesso cosa faccio? Smetto con due medaglie di legno oppure ci riprovo? Ha passato giorni durissimi, Tania, in quel 2012. La prospettiva era quella di affrontare altri quattro anni di sacrifici senza la minima garanzia di coronare il sogno di una vita. Anzi, con la certezza che a 31 anni sarebbe stato tutto più difficile. Un viaggio nell’ignoto. E qui è venuta fuori la grandezza dell’atleta e, soprattutto, della persona. Alla fine la ragazza bolzanina ha accettato di affrontare l’ultima sfida di una carriera comunque straordinaria. Perché non è facile farsi largo a livello mondiale in uno sport come i tuffi. Con tutto il rispetto per chi gareggiava e vinceva cinquant’anni fa (vero Klaus, vero Giorgio?) oggi ci sono i cinesi. E le cinesi. Non esiste un altro sport così “cannibalizzato” da una singola nazione. Puoi vincere tanto a livello nazionale ed europeo, ma quando arrivano i Mondiali e le Olimpiadi devi metterti il cuore in pace. L’oro è assegnato in partenza. E nelle prove individuali, nelle quali gareggiano due atleti per nazione, anche l’argento. Oddio, ci sono le eccezioni, le gare nelle quali un cinese – o una cinese – sbagliano. Ma capita raramente. Un po’ come la neve ad agosto. Perché in Cina sono in centinaia di migliaia a praticare i tuffi. Perché li prendono da bambini e li sottopongono ad allenamenti durissimi, roba che ti verrebbe da chiamare Telefono Azzurro. Perché esistono piscine e palestre che in Italia (e non solo) ce le sogniamo.

Insomma, è come andare alla guerra nucleare armati di elmetto e baionetta. Eppure, Tania Cagnotto non si è mai data per vinta. Ha ammirato le cinesi, le ha studiate, ha provato nel limite del possibile a copiarle. E qualcosa alla fine ha portato a casa… Ma torniamo al 2012, alla delusione londinese. Qualche settimana di stacco, mentale e fisico, poi la decisione. Ok, vado avanti. Almeno per un anno, poi si vedrà. Il 2013 è stato l’anno del Mondiale di Barcellona. La Cagnotto c’è arrivata con pochi allenamenti nelle gambe ma mentalmente “leggera”. Non chiedeva niente a se stessa se non di ritrovare la gioia per i tuffi, di riscoprire antiche e mai del tutto sopite sensazioni. Morale: argento nel sincro (con l’inseparabile Francesca Dallapè), argento dal metro, quarta dai tre metri. E se fosse arrivata in Spagna perfettamente allenata, con qualche centinaia di tuffi in più nelle gambe? Oltretutto l’oro dal metro è svanito per dieci centesimi. Ancora peggio dei famosi venti centesimi di Londra. Stavolta, però, niente lacrime. Semmai, la consapevolezza che sarebbe valsa la pena tenere duro altri tre anni, fino alla prossima Olimpiade. Alla fine, il quadriennio 2012-2016 è stato il più intenso, il più emozionante, il più ricco di soddisfazioni. Una, in particolare. Kazan, Mondiale 2015, gara dal metro. Specialità non olimpica, ma importa poco. La Cina, per dire, ha schierato He Zi e Shi Tingmao, le trampoliniste più forti. Se vogliamo, un segno di rispetto nei confronti dell’avversaria numero uno.

Nel trampolino da un metro conta più l’eleganza della potenza, più il gesto tecnico della rapidità di esecuzione. Terreno ideale per un’esteta dei tuffi come Tania. Ha vinto lei, con pieno merito. In testa dal primo all’ultimo tuffo, troppo forte anche per le aliene del pianeta Cina. L’italiana saltava prima di Shi Tingmao, la più vicina a lei in classifica. Dopo il tuffo conclusivo della cinese, in attesa del punteggio, le telecamere sono rimaste fisse sulla Cagnotto. Ne hanno catturato la trepidazione prima, lo stupore e la gioia dopo, al momento dell’ufficializzazione della medaglia d’oro: immagini che è impossibile dimenticare. Kazan, alla fine, è stata benzina preziosa sulla strada di Rio. A quel punto, con l’oro mondiale al collo, non avrebbe avuto senso mollare. Il problema, semmai, erano le aspettative createsi dopo la campagna di Russia. Non solo il titolo iridato dal metro, anche il bronzo da tre, battuta


La Voce del NordEst - Numero 67 Dicembre 2016 solo dalle cinesi che non vedevano l’ora di prendersi la rivincita. Un bel biglietto da visita ad un anno dai Giochi ma anche tanta, tanta pressione da gestire con la massima cautela. E’ stata brava, Tania, a non farsi schiacciare dalle responsabilità. Lei e anche Francesca, perché era chiaro fin dall’inizio che la gara con più possibilità di medaglia sarebbe stata il sincro. Questione di numeri: con una sola coppia per nazione, i posti a disposizione sul podio sarebbero stati due anziché uno…

No, non sarebbe da lei. Piuttosto, salirà sul trampolino leggera, senza la responsabilità che avvertiva a Londra dopo il (mezzo) fallimento nel sincro. La Cagnotto disputa un’eliminatoria “normale”: non avrebbe senso forzare quando passano il turno le prime diciot-

Rio come Londra. La caccia alle medaglie sempre di domenica. Il 7 agosto il sincro, una settimana dopo la finale individuale. Nel 2012 Tania e Francesca erano state sorteggiate come prime. Quattro anni dopo è cambiato pochissimo: seconde su otto coppie partecipanti. Ci sono i pro e contro: ogni volta sali sul trampolino senza riferimenti di punteggio, quasi un salto nel buio, ma è anche vero che se fai bene metti pressione alle tue avversarie. E così è stato. La coppia italiana non ha sbagliato nulla. O quasi, perché una piccola sbavatura nel triplo salto mortale e mezzo in avanti avrebbe potuto rimettere in gioco australiane e canadesi. Ma un errorino ci poteva stare, tenuto conto che si gareggiava all’aperto, in condizioni meteo tutt’altro che ideali. In compenso, gli altri quattro tuffi hanno rasentato la perfezione. Medaglia d’argento. Le prime fra le “terrestri” dietro le inarrivabili cinesi. Il sogno che si avvera, l’incubo di Londra scacciato per sempre. Bene, si dia inizio alle feste. Anzi no, perché Tania è solo a metà dell’opeto e poi si ricomincia da zero. Il problera. C’è l’individuale che l’aspetta. Gara ma, semmai, è la semifinale. Tania sbacompletamente diversa dal sincro. Si lavori, glia un po’ troppo, è solo settima. Che svolge in Progettazione, tre giorni: eliminatoria,Direzione semifisia finita la benzina? Mah, inutile chieconsulenze pratiche varie nale, finale. “Me la godrò fino all’ultimo derselo.a: Meglio dormirci sopra. Quel che tuffo”, si Chiamatemi lascia scappare la Cagnotto. Fraal 349-1239458 oppure scrivete sarà, sarà. E’ una domenica di sole, il 14 se che si presta alle più svariate interpre- - Vi aspetto! piero.nicoletto@gmail.com tazioni. Che si senta appagata dopo l’aragosto. L’azzurro del cielo di Rio contragento conquistato assieme a Francesca? sta con il verde dell’acqua. Gli addetti alla

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IL PERSONAGGIO

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piscina hanno pasticciato con il filtraggio, per gli atleti è una situazione inedita. Tania è serena, risponde con un sorriso all’applauso dei molti tifosi in tribuna. E’ la sua ultima gara, almeno a questi livelli. Che bello sarebbe chiudere con un grande risultato. Magari con il record di punti e con un’altra medaglia. Succede proprio così. Ma non è un’autostrada a quattro corsie, quella che imbocca la Cagnotto. Anzi. Non riesce a scrollarsi di dosso la canadese Jennifer Abel, più giovane di lei e con un tuffo a più alto coefficiente di difficoltà. Tania è davanti per tre tuffi, poi la Abel la scavalca. Ne resta uno: per la bolzanina è il doppio e mezzo rovesciato. Il margine da recuperare è di sei punti: erano dodici un anno prima a Kazan, e la canadese non aveva retto la pressione. Stessa cosa a Rio. Tania rasenta la perfezione, sorpasso e medaglia. Bronzo, perché le due cinesi (Shi Tingmao e He Zi, le stesse sconfitte a Kazan) hanno fatto gara a sé. Due podi in una settimana. Degno epilogo di una carriera straordinaria. La parola fine di una storia bellissima. Una storia che parte da lontano, dagli anni Trenta del secolo scorso. Gli anni di Otto Casteiner, pioniere dei tuffi bolzanini assieme a Karl Dibiasi, papà di Klaus. Si tuffavano nel torrente Talvera, saltando da trampolini messi in piedi chissà come. Casteiner passerà il testimone alla figlia Carmen, cinque titoli italiani e la soddisfazione di prendere parte ad un’Olimpiade, quella di Montreal. Carmen che un giorno del 1984 convolerà a nozze con Giorgio Cagnotto, torinese trapiantato a Bolzano per amore. Il resto della storia, l’ha scritto Tania. Cinque Olimpiadi, come il padre. E alla fine, anche le medaglie. Chiude qui, com’è giusto che sia. Si è sposata lo scorso settembre, ha voglia di maternità. E chissà che un giorno, fra vent’anni o più, non si debba riaprire questo libro bellissimo.


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Massimo Bottura: un artista in cucina

ARTE IN CUCINA

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di GianAngelo Pistoia

© Concept & design: GianAngelo Pistoia • Photo: Paulo Barata

“L’Osteria Francescana di Massimo Bottura è il miglior ristorante al mondo. Il locale dello chef italiano raggiunge per la prima volta la vetta della ‘50 Best Restaurant in The World 2016’, la classifica dei cinquanta migliori ristoranti al mondo stilata annualmente dalla rivista inglese ‘Restaurant’ e sponsorizzata, fra gli altri, dalla bergamasca S. Pellegrino. La premiazione è avvenuta a New York – con una serata di gala al ristorante Cipriani di Wall Street – ed è stata la prima edizione americana del contest, che dalla sua fondazione nel 2002 si è sempre svolto a Londra. Sul podio anche lo spagnolo El Celler de Can Roca dei fratelli Roca, vincitore della passata edizione, e l’Eleven Madison Park di New York, gestito da Daniel Humm e Will Guidara. Oltre a Bottura nelle prime cinquanta posizioni ci sono altri tre italiani: Massimiliano Alajmo, Enrico Crippa e Davide Scabin” così ha scritto il 14 giugno scorso il sito web ‘America24.com’. “È la consacrazione di Bottura e il riscatto della cucina italiana che finalmente riesce a smarcarsi dallo stereotipo della tovaglia a quadretti e dalla banalizzazione dei reality televisivi. In soli vent’anni Bottura parte da zero e conquista il mondo, scrivendo una storia italiana di lavoro, di passione, di ricerca e realizzando un sogno tanto impensabile. Un ristorante come l’Osteria Francescana è a tutti gli effetti un’impresa, con una complessità molto maggiore di quanto si possa pensare, perché viene valutata secondo standard molto elevati che riguardano la creatività, la qualità dei prodotti e l’affidabilità del servizio, solo per citarne alcuni. Chi conosce l’Osteria Francescana, tuttavia, sa che non si tratta solo di un’impresa, ma contemporaneamente di un atelier, di un laboratorio di ricerca, di un crocevia di idee. Gli ingredienti di questa storia di successo sono anzitutto la competenza tecnica, il rispetto per il territorio e per i produttori, la creatività e la capacità di guidare un team di alto livello; a questo si aggiunge una sensibilità culturale molto spiccata, derivante dalla passione per la musica e per l’arte contemporanea, che trasforma i piatti in esperienze multisensoriali e intellettuali. Alcuni di questi caratteri sono presenti anche in altri grandi interpreti dell’identità italiana in cucina, ma sono l’orientamento internazionale

e la capacità di pensare in grande che hanno dato a Bottura quel ‘quid’ in più che gli ha consentito di raggiungere la vetta. Un aspetto che si potrebbe aggiungere riguarda il rapporto con la moglie Lara Gilmore dal quale scaturisce una creatività relazionale e una stabilità evidente. Questo modo originale di interpretare un’avventura umana ha portato Bottura a evolvere nel corso del tempo, pur mantenendo la propria identità, fino a occuparsi di sostenibilità e filantropia, come nel progetto del Refettorio Ambrosiano per i poveri durante Expo – afferma Max Bergami in un articolo scritto lo scorso 15 giugno per ‘Il Sole 24 Ore’ e prosegue – Di fronte a questa storia ideata da Massimo Bottu-

ra, è lecito chiedersi se si tratti di una vittoria nazionale o del successo di un individuo e del suo gruppo, raggiunto con una caparbietà visionaria che la razionalità non avrebbe suggerito di perseguire. Indubbiamente, la comunità dei cuochi italiani di alta qualità ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, così come le istituzioni hanno iniziato a intuire il potenziale di comunicazione internazionale offerto da questo settore, non solo per l’agrifood, ma anche per il turismo, per i prodotti del made in Italy e per l’immagine del Paese nel suo insieme … Questa è una storia italiana, simile a molti casi di successo che riguardano piccoli imprenditori in altri settori, ma diversa perché molto più vi-


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ARTE IN CUCINA

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sibile e riguardante un settore in cui l’Italia può giocare un ruolo di leadership molto maggiore di quanto abbia fatto in passato. Non perdiamo l’occasione”. Dalla lettura di questo articolo si evincono le qualità non solo professionali ma anche umane dello chef modenese. Credo sia interessante delineare un ritratto a tutto tondo di Massimo Bottura. Per fare ciò mi avvalgo di articoli scritti da importanti giornalisti (Max Bergami, Fernanda Roggero, Luca Iaccarino, Paola Jacobbi, …) per prestigiose testate italiane e che di seguito ripropongo per stralci. Massimo Bottura nasce a Modena il 30 settembre 1962 da una famiglia benestante. Trascorre una serena infanzia e adolescenza. Terminata la scuola dell’obbligo e quella superiore, si iscrive alla facoltà di giurisprudenza che però abbandonerà nel 1986. Rileva quindi nel 1987 una trattoria a Campazzo vicino a Nonantola in provincia di Modena. Questa scelta segnerà per sempre la sua vita. È lo stesso Massimo Bottura che in una recente intervista rilasciata a Paola Jacobbi di ‘Vanity Fair’ rammenta: “… È la cucina che ha scelto me. Mi ha aperto una porta e io ci sono entrato. In quel momento sentivo l’urgenza di togliermi di dosso una tristezza che sembrava invincibile. Studiavo cose che non mi interessavano, lavoravo con mio padre e non mi piaceva. Un giorno mia madre mi ha detto che dovevo fare qualcosa per ritrovare un po’ di serenità. Mio fratello Paolo mi ha segnalato la trattoria in vendita di un elettrauto che voleva tornare a fare l’elettrauto. Era a Campazzo, un posto di due case sperdute in campagna. Lì ho conosciuto una delle donne più importanti della mia vita, Lidia Cristoni. Mi ha insegnato come si prepara la linea di un ristorante e tutti quei trucchi che, se non li sai, puoi anche cucinare le cose migliori del mondo, ma chiudi in dieci giorni …”. Nella medesima intervista Massimo Bottura svela anche alcuni piccoli segreti del suo speciale rapporto con la moglie e i due figli. “… La mia passione per l’arte contemporanea la debbo a lei. Io fino a quel momento mi fermavo

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all’impressionismo. Mia moglie mi ha aperto un mondo, un modo di vedere che io voglio riprodurre nei miei piatti ... Lara sa cucinare. Fa risotti buonissimi, un ottimo minestrone e un pollo al curry eccezionale che le ha insegnato un’amica angloindiana … Lara ed io abbiamo due figli. Con Alexa, che ha diciannove anni e studia scienze politiche a Washington, a volte sono troppo severo, pretendo molto da lei, anche se la adoro, è la mia bimba! Con Charlie, che ha quindici anni e un disturbo genetico, con qualche difficoltà di apprendimento, sono più buono, gliele do tutte vinte … abbiamo deciso di trattarlo in tutto e per tutto come un bambino normale, fargli frequentare le scuole con gli altri, incoraggiarlo a impegnarsi come e più degli altri …”. Massimo Bottura è una persona eclettica: ottimo cuoco, marito sensibile, padre premuroso, uomo colto, amante di automobili veloci (Maserati in primis) e pure ambasciatore di cultura nel mondo. “… Entro il 2016 – spiega Massimo Bottura a Fernanda Roggero de ‘Il Sole 24 Ore’ – i migliori chef italiani saranno in giro per il mondo a proporre nelle ambasciate il meglio del-

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la nostra enogastronomia. Finalmente iniziamo a fare quel che altri paesi, la Francia, ma anche Australia, Messico e Perù, fanno convinti da tempo ... La cucina italiana sta cambiando. La parola chiave è cultura. Il cuoco del futuro deve avere cultura, perché la cultura genera conoscenza, che apre la coscienza. Il passo seguente è il senso di responsabilità …”. Massimo Bottura ribadisce gli stessi concetti anche nel libro pubblicato nel 2014 in Italia da ‘L’Ippocampo Edizioni’ e all’estero dall’editore ‘Phaidon’. ‘Vieni in Italia con me’, questo il titolo della versione italiana, non è il classico ricettario bensì un libro d’arte. “… La musica, l’arte e il cibo sono le mie grandi passioni – chiosa Massimo Bottura – e di queste ho riempito il libro. Spero che chi lo leggerà ne tragga ispirazione per esprimere se stesso. Il mio messaggio? Siate liberi, siate coraggiosi. Siate focalizzati sul vostro sogno e si realizzerà …”.

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Natale a NordEst

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Chiesa e turcherie al Buonconsiglio A Trento la mostra dedicata a Giuseppe Alberti, artista di fine Seicento La mostra sarà aperta tutti i giorni tranne i lunedì dal 3 dicembre all’1 maggio, dalle 9.30 alle 17. Info: www.buonconsiglio.it

14° Campionato Italiano di Sci per la Protezione Civile 2017

La Protezione Civile del Trentino in collaborazione con il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, organizza il 14° Campionato Italiano di Sci che si terrà dal 31/1/2017 al 5/2/2017 a Madonna di Campiglio – Pinzolo. Arte e cultura in Trentino Scopri iniziative ed eventi culturali in Trentino Info: www.visittrentino.it

“Treviso Cuor di Natale” 2016 Fino all’8 gennaio le piazze, le vie i canali e le mura della città diventeranno il luogo ideale per gustare i prodotti della tradizione, ascoltare buona musica e divertirsi con tanti spettacoli di animazione per adulti e bambini. Oltre che in centro storico il Natale quest’anno arriverà anche nei quartieri cittadini. Dal 3 dicembre all’8 gennaio a San Paolo si terrà la mostra fotografica di Alberto Nascimben e Udo Kohler. Il 12 e 13 dicembre a San Pelajo si terrà il mercatino di beneficenza, mentre dal 13 al 28 dicembre al Teatro Sant’Anna si terrà il XVII Festival del Gospel. Cinque appuntamenti con cori dall’Italia e dagli States, che regaleranno grande musica che emoziona.

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NORDEST Presepi dal Mondo in Arena

XXXIII Rassegna Internazionale del Presepio nell'Arte e nella Tradizione FINO AL 22/1/2017 www.presepiarenaverona.it

Mercatino di Natale a Bassano del Grappa

Il Mercatino sarà attivo tutti i giorni dal 19 novembre al 27 dicembre dalle 10 alle 19.30; le casette in Piazza Libertà saranno chiuse il giovedì e il sabato mattina fino alle 14.30 per permetter il regolare svolgimento del mercato cittadino. www.bassanodascoprire.eu

Approfitta delle festività per visitare le Ville venete

Gli itinerari qui proposti sono un invito ad immergersi nelle atmosfere suggestive di questi luoghi per assaporarne la cultura, ripercorrerne la storia www.ville.veneto.eu

Cena con delitto alla Cantina Pizzolato

16 dicembre Presso Cantina Pizzolato – Villorba TV Dress code: maschera Veneziana o accessori d’epoca cinquecentesca Costo della serata: 45 € compreso aperitivo a buffet, cena e spettacolo. Info e prenotazioni: marketing@lacantinapizzolato.com – 0422928166 .

Scopri la magia della collezione Natale 2016 e i sapori toscani di Porciatti

Sabato 17 dicembre Vinoteca di Casa Paladin Via Postumia, 12 – 30020 Annone Veneto (Ve)

‘Aspettando Babbo Natale’, ritorna il laboratorio di pasticceria per bambini al Molino Bertolo!

17 Dicembre Ogni bambino realizzerà gustosi dolcetti e biscotti decorati che poi porterà a casa a far assaggiare ai propri genitori Per maggiori informazioni: 346 5032687, forno@molinobertolo.it

Caccia al quadro! Tesori nascosti a Montebelluna

18 dicembre dalle14:30 alle18:00 a Montebelluna Partenza alle ore 14:30 dal Municipio di Montebelluna, C.so Mazzini 118 Un gioco a tappe, a piedi, che porterà i partecipanti alla scoperta di tesori nascosti nella Sede Municipale, in Biblioteca Comunale, a Casa Roncato (Ser-

vizi Sociali), al Museo di Storia Naturale e Archeologia e in quello dello Scarpone e della Calzatura Sportiva. L’attività è per tutti, compresi i bambini a partire dai 6 anni. Informazioni al numero 0423/609031 oppure a info@museomontebelluna.it.

Concerto di Natale a Tarzo 18 dicembre

Compagnia del Bel Bambin presenta ‘Tanto bel grazioso gilio’ Natale in musica nella tradizione europea Info: www.prolocotarzo.com

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Museo Casa Giorgione – Dicembre al Museo

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Eventi delle festività a Conegliano Natale 2016

Oltre 90 eventi tra dicembre e l’Epifania, con spettacoli, animazioni ma anche religiosità. Per maggiori info: info@coneglianoincima.it

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Le Ricette dello Chef Alessandro Bettega

L ’A str o c o nsigli o

Oroscopo di Dicembre

Scalzato d'agnello in crosta di nocciole Ingredienti per 4 persone: • Carrè d'agnello a cuore (scalzato) 1.200 gr ben pulito • Granella nocciole 150 gr • Senape 1 cucchiaio • 40 gr di ruox (25gr farina 15 gr burro fuso mescolati assieme) • Marsala 1 bicchiere • 200 gr di brodo Procedimento: In un saltiere anti aderente far sciogliere una noce di burro con poco olio, portare in temperatura e adagiarci l'agnello e rosolarlo bene da' ambo i lati, almeno 5 minuti per parte,scolare dal olio e sfumare con il marsala, aggiungere il brodo e addensare la salsa con la roux. Togliere l'agnello e spennellarlo bene con la senape e fare una panatura con la granella di nocciole comprimendola forte nella carne. Infornare per 15 minuti a 180 gradi.Adagiare la salsa sul piatto, tagliare lo scalzato e impiattare a piacere. Vino consigliato: Montepulciano d'Abruzzo

Ariete - State con i piedi per terra perchè Giove può portare illusioni e quindi delusioni. Toro - Non tutti i desideri potranno essere realizzati ma intanto la serenità che ormai è all’interno della vostra casa, della vostra famiglia, si tocca con le dita. Gemelli - Per tutto il 2017, il pianeta Giove vi sostiene. La fine dell’anno sarà molto positiva per fare nuovi incontri sentimentali. Cancro- Dovete cercare di resistere anche durante quest’anno che forse è peggiore di quello passato. Questo è l’anno della calma. Leone - L’amore trionfa anche per i cuori solitari che sono alla ricerca anche da molti anni. Saturno vi ha reso molto maturi. Vergine - Certamente dovete uscire di casa, frequentare nuova gente, nuove persone che devono essere stimolanti e non noiose. Bilancia - Se in passato c’erano stati litigi con il vostro partner ora tutto migliorerà. Questo Giove aiuta anche i single. Scorpione - Non giocare denaro, non puntare denaro al gioco, o in eventuali lotterie sperando di vincere molto. Sagittario - Considerando la pesantezza di Saturno, non dovete mai farvi trovare distratti e stanchi. Riflettete prima di cambiare. Capricorno - La cosa migliore che dovete fare è continuare a lavorare come sempre avete fatto senza litigare. Voglia di serenità. Acquario - Non dovete assolutamente stare chiusi in casa ma dovete muovervi. Le opportunità non mancheranno. Pesci - Arriva il momento giusto per trovare una maggiore serenità sul luogo di lavoro grazie a Giove che va via.

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IL NUOVO

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La Voce del NordEst N°67 dicembre 2016  
La Voce del NordEst N°67 dicembre 2016  
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