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Dal Sistema Design al Design dei Sistemi | design per le imprese | Passioni e saperi tra produttore e fruitore | 21.09.2011 | ore 15.00 > 19.30 | MACRO Testaccio LA PELANDA | INTRO Il design dei sistemi è una prassi di pensiero progettuale sistemico e per la complessità, che vede il progetto come pratica condivisa tra differenti attori e il prodotto come nodo del sistema, attivatore di servizi in una logica di innovazione volta al miglioramento della qualità della vita e in uno scenario di economia civile. Il design dei sistemi è il progetto di un sistema emergente autorganizzante. Il prodotto di design nel pensiero sistemico si fa carico di favorire le inter-relazioni nel sistema, ovvero nel sociale e per un uso collettivo generando emergenze (bene comune e bene relazionale) come risultato qualitativo di questi scambi, che a loro volta sono il raggiungimento di macro-obiettivi valoriali volti al soddisfacimento di bisogni ambientali, di condivisione e di rispetto per l’altro. Il design dei sistemi, come pensiero complesso vive la condizione di pluralità come necessaria e fondante la capacità di essere incisivi nel contemporaneo. Opera per la gestione della complessità nelle nostre società, ovvero pensando in inter-relazione e “come congiuntamente necessarie logiche che si completano e che si escludono”, in dialogica per il designer è dunque la relazione tra individuo e società. Il design dei sistemi è pensiero complesso nella visione di un pensiero “articolante e multidimensionale” laddove come chiarito da Edgar Morin: “L’ambizione del pensiero complesso è di rendere conto delle articolazioni tra gli ambiti disciplinari” e ancora “il pensiero complesso è logico ma è anche cosciente del movimento ineluttabile del pensiero e dell’immaginazione che vanno al di là dell’orizzonte logico” (Edgar Morin, 2003). Nel design dei sistemi il progetto (nelle sue forme di prodotti e servizi) è la risultante dei flussi nel sistema: il progetto è condiviso con l’esperienza dei destinatari che ne sono co-autori, in un procedimento aperto alle variazioni (nei risultati e nei procedimenti) come crescita qualitativa . Il tempo è la chiave che determina accresce, riconfigura il progetto aperto. Plurali dunque i destinatari: design per le persone design per gli spazi design per i servizi design per le imprese Plurari le scale di intervento: sistema come ... soggetti sistema come ... campi sistema come ... logiche sistema come ... competenze

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In dialogica le ragioni e le pulsioni agli scambi nel sistema: Esperienze e Immaginari Narrazioni e Intersezioni Azioni e Affetti Passioni e Saperi In dialogica le inter-relazioni tra gli attori nel sistema: tra individui e società tra singolare e collettivo tra prodotto e network tra produttore e fruitore Aperte alla variazione nella costruzione condivisa di significati le risultanti dei flussi nel sistema: | corpi | persone | cittadini | | territori | paesaggi | reti | | scelte | condivisioni | immaterialità | | bricoleur | prosumer | manager | Gli interventi progettuali nascono intorno alla questione cruciale e nodale del “condividere”, tema centrale della contemporaneità reso più che mai concreto (ma anche sfaccettato ed esasperato) dall’utilizzo della rete-web (web 2.0; e-commerce ) e palesata nei suoi differenti e urgenti bisogni dai comportamenti che coinvolgono dolorosamente la nostra condizione di essere collettività, dalle catastrofi ambientali, alle emergenze umanitarie, alle tensioni di guerriglia urbana; ma anche creativamente la nostra pulsione verso l’altro come incontro fecondo dalle comunità elettive, alla politica partecipata, alle recenti “organizzazioni a movente ideale” che propongono una funzione civilizzatrice del mercato. “Come” condividere, creando risposte progettuali responsabili volte alla gestione di processi, e alla diffusione di un pensiero progettuale che nelle ragioni ed emozioni del “perché fare” sia mosso da una necessità di relazione etica con l’”altro da sé”, abbia ciò dimensione di soggetto, paesaggio, logica o competenza. In questo primo convegno proviamo a dare risposta ed articolare uno scenario possibile. Abbandonando in primis il designer stesso l’idea che il fare Design risieda solo nelle sue competenze professionali, nel design dei sistemi il designer è solo uno tra gli attori in scena, per poi indagare i macro-obiettivi valoriali, dunque design dei sistemi come progetto per le capacità creative dell’altro, progetto per ritessere le relazioni sociali, progetto per favorire le interconnessioni: progetto per generare fruizioni relazionali volte al bene comune. “Progettare un bene sovente (e sempre più spesso) coincide col co-progettare un sistema. ... Chi progetta integralmente, mentre configura un bene (shape), contribuisce al farsi della forma (form) del mondo”. (Augusto Morello, 1997) “... Se noi conserviamo e scopriamo nuovi arcipelaghi di certezze, dobbiamo anche sapere che navighiamo in un oceano d’incertezze”. (Edgar Morin, 1999)

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introduzione al convegno

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