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Mensile di informazione democratica del versante orientale della provincia di Taranto

ANNO I - N. 1– Febbraio 2010

di Pino Mellone Dai muri e dai grandi tabelloni ci guardano le facce dei candidati alle prossime elezioni regionali. Noi cittadini ci limitiamo a qualche occhiata distratta. Nella nostra testa si affollano altri pensieri: per molti sono la difficoltà ad arrivare a fine mese e la preoccupazione dei figli che non trovano lavoro; per altri è lo spettro della disoccupazione. E' questa la realtà che vivono migliaia di persone nella nostra provincia, attraversata da tante emergenze, come la cassa integrazione all'ILVA, la crisi in agricoltura, i licenziamenti dei lavoratori delle ex Ceramiche Fasano e di tante altre piccole aziende in difficoltà. Berlusconi ci ha spiegato che le elezioni del 28 e 29 marzo sono un test nazionale: servono ad esprimere un giudizio sul suo governo che, per lui, è il “governo del fare”. Invece, come è ovvio, queste elezioni serviranno innanzitutto a scegliere chi governerà le regioni per i prossimi 5 anni. Poi, ci saranno anche le letture politiche del voto. Ma, a questo proposito, i cittadini faranno bene a ricordarsi che dalle tv nazionali (pubbliche e private) ci è stato detto che la crisi non c'era o, se c'è stata, è già passata. E' evidente che c'è qualcosa che non quadra tra la realtà che ci viene rappresentata dalla televisione e quella che viviamo tutti i giorni. Riflettiamoci: siamo noi che non ci siamo accorti che la crisi è passata o è il governo nazionale che non ha fatto abbastanza per affrontarla? A fine marzo decideremo, in primo luogo, chi governerà la Puglia, ma potremmo cogliere l'occasione anche per lanciare un segnale: la realtà (quella vera) non si può nascondere, sarebbe ora che il governo nazionale se ne occupi davvero.

ALL’INTERNO NOTIZIE DAI COMUNI DI: MANDURIA

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Candidati sindaco

MARUGGIO

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dragaggi porto

TORRICELLA

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Tre anni giunta Turco

SAVA

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Servizi sociali - Depuratore

Il Centro per l’impiego di Manduria AVETRANA Il dato è di quelli impressionati: nel solo versante orientale della provincia di Taranto i disoccupati iscritti ai due Centri per l'impiego di Grottaglie e di Manduria sono circa 27.500. In realtà, secondo gli ultimi dati disponibili (al 31 dicembre 2009) ne risultano addirittura di più: oltre 15.000 a Manduria e quasi 18.000 a Grottaglie, per un totale di circa 33.000, ma questo dato va depurato dei cosiddetti “avviati”, ovvero quelli che nel quarto trimestre dell'anno hanno trovato un'occupazione, anche se precaria o a termine. Gli iscritti alle liste di collocamento sono l'esercito degli invisibili, di quelli che non fanno notizia: non ne parlano i giornali, non ne parla la televisione. Per la maggior parte si tratta di giovani tra i 18 e i 35 anni, di cui più della metà hanno avuto esperienze lavorative a tempo determinato attraverso le varie forme di contratti di lavoro cosiddette “flessibili”, ma che sono ritornati disoccupati perché - in una situazione di crisi come quella attuale sono i primi ad essere licenziati senza usufruire di alcun tipo di ammortizzatore sociale. Poi, ce ne sono quasi un'altra metà che in termini tecnici sono “in cerca di prima occupazione”, sono i giovani

che al mondo del lavoro non si sono mai nemmeno affacciati. Di questi se ne parla ancora meno, in una situazione in cui persino gli adulti che perdono il lavoro non fanno notizia e per rendersi visibili devono ricorrere a gesti clamorosi come salire sui tetti delle fabbriche o minacciare di lanciarsi dall'alto delle gru. Nel quarto trimestre 2009 nei Centri per l'impiego di Grottaglie e di Manduria risultano “cessati” (hanno perso il lavoro) rispettivamente 2.394 e 1.433 persone, la metà sono lavoratori dell'agricoltura, ma un'altra parte consistente sono proprio i giovani con contratti di collaborazione o a progetto, dispersi in una miriade di piccole e piccolissime aziende. Quasi sempre questi giovani vivono il dramma della perdita del loro lavoro, sia pure precario, in assoluta solitudine: è come se non esistessero, se non per le loro famiglie che devono continuare a mantenerli. I media non se ne occupano, al massimo, ogni tanto, si limitano a qualche “pezzo di costume” sui “bamboccioni”. (Ulteriori dati nel portale del lavoro “Sintesi” sul sito della Provincia www.provincia.taranto.it)

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Sviluppo sostenibile

SPECIALE ELEZIONI p 5 Luigi Conte

SPECIALE ELEZIONI p 6 Gianluca Galletto Luciano Santoro

SPECIALE ELEZIONI p 7, 8 Stefano Fabbiano

SAN GIORGIO

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Stato vergognoso via Lecce

LIZZANO

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Discarica: arresto direttore

ROCCAFORZATA

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Antica Albania tarantina

FRAGAGNANO

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Biblioteca comunale

FAGGIANO

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Intervento circolo PD

SAN MARZANO

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Negata autorizzazione Ecolevante

LEPORANO

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Intervista Franchini

MONTEPARANO

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Opere Amministrazione comunale

PULSANO Limite velocità - Degrado strade

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Mensile d’informazione democratica del versante orientale della provincia di Taranto Editore: Associazione “DemocraticaMente” Presidente Bartolo Punzi Anno I - Numero 1 Febbraio 2010 Chiuso in redazione il 24/02/2010 Direttore Responsabile ANGELO PRONTERA Caporedattore PINO MELLONE Comitato di Redazione Rosa Soloperto (Avetrana) Antonio Pisconti (Maruggio) Salvatore D’Elia (Torricella) Ciro Buccoliero e Corrado Agusto (Sava) Mina Dimaggio (San Marzano) Antonio Lecce e Antonio Leggieri (Lizzano) Gianluca Capuzzelli (Fragagnano) Michele Vergine (Faggiano) Roberto Erario (Roccaforzta) Alex Borsci e Lorenzo Rovito (Monteparano) M. C.Tomai Pitinca (Pulsano) Paolantonio Palumbo (Leporano) Stefano Fabbiano (S. Giorgio) Impaginazione e grafica

Daniele Prontera Redazione - Direzione Via Leonardo da Vinci, 56 Maruggio (TA) Tel. 338.8788317 Mail democraticamente@virgilio.it Stampa Tipografia tiemme srl S.S. 7 ter km 20 - Manduria

Iscritto col n. 1 nel Registro Giornali e Periodici del Tribuanle di Taranto il 29.1.2010 Tiratura: 4000 copie DISTRIBUZIONE GRATUITA Zona di diffusione: Avetrana, Manduria, Maruggio, Torricella, Sava, San Marzano, Lizzano, Fragagnano, Faggiano, Roccaforzata, Pulsano, Leporano, Monteparano, San Giorgio J., Carosino, Monteiasi, Grottaglie.

L'assessore Catia Marinò ha risposto ad alcune nostre domande. Assessore, lei – come è noto – è entrata in Giunta dopo una sentenza del TAR, cosa pensa delle difficoltà che incontrano le donne a fare politica? Penso che non si possa parlare di una vera e propria difficoltà, certo il mio caso ha reso evidente che esiste poca attenzione alla parità di genere, anche perché le principali cariche politiche sono spesso occupate da uomini. Questo, secondo me, può derivare anche da una ragione culturale, ma spero che, con il mio esempio e con quello di tante altre donne impegnate, ci possa essere l’inizio di una nuova stagione politica. Come ha vissuto i primi mesi della sua esperienza amministrativa? Si è subito inserita, i suoi colleghi come l'hanno accolta? Questi primi quattro mesi sono stati, per me, molto importanti in quanto non avendo vissuto in precedenza un’esperienza amministrativa così significativa, ho dovuto accelerare i tempi di inserimento trovandomi anche di fronte ad una giunta già costituitasi alcuni mesi prima. Devo ringraziare però i miei colleghi che hanno cercato di rendere il tutto più agevole e meno complesso. Lei è titolare di alcune deleghe importanti come: l'innovazione, la trasparenza, la partecipazione e le politiche giovanili. Quali sono stati, fino ad ora, i terreni principali della sua attività amministrativa? Partendo dalle ultime, posso parlarvi dell’operazione trasparenza, dell’albo pretorio on line con l’obiettivo di rendere più vicino possibile l’ente amministrativo ai cittadini; per le politi-

che giovanili devo ricordare la partecipazione al meeting mondiale dei giovani che si è tenuto a Bari a gennaio scorso, dove ho portato le scuole che hanno aderito a vivere un’esperienza unica di condivisione di temi come l’ambiente, l’occupabilità, l’interculturalità, con scambio di esperienze provenienti da tutto il mondo. Nel mio percorso futuro, uno dei primi obiettivi da realizzare, sarà quello di creare una rete della realtà giovanile presente in terra jonica e far conoscere a loro ciò che il territorio può offrire, in modo tale da poter aumentare le opportunità occupazionali e formative. Cosa pensa che possa fare la Provincia in particolare per il versante orientale? Le cose da fare per questo versante sarebbero tante, perché lanciando uno sguardo un po’ più lontano si può notare la carenza di servizi e di infrastrutture, che andrebbero maggiormente curate e ammodernate come ad esempio alcune scuole. Naturalmente, il mio impegno sarà quello di far si che la Provincia da oggi in poi presti una maggiore attenzione a questo versante, in particolar modo sulla sicurezza della viabilità, affinché i nostri giovani possano sentirsi più sicuri e percorrere con tranquillità i tratti stradali provinciali. Lei è una giovane donna, come vede il rapporto tra i giovani e la politica Sicuramente la presenza dei giovani all’interno della politica, considerando la realtà del mio territorio, non è confortante, perché il linguaggio della politica è distante dalla realtà giovanile e poco comprensibile e crea aporie e disinteresse. In questo contesto politico però, ritengo che il nostro attuale Presidente della Regione Puglia con il suo modo di esprimersi, semplice ma accurato, sia riuscito ad avvicinare i giovani alla politica e con il suo programma (esempio: bollenti spiriti) a renderli partecipi e non più solo spettatori.

MANDURIA A cura di Angelo Prontera UDC, Italia dei Valori e Udeur potrebbero trovare l’accordo intorno alla figura del dott. Leo Girardi che guiderebbe il terzo polo in alternativa al centrosinistra guidato da Francesco Massaro e al centrodestra guidato da Paolo Tommasino, candidatura, peraltro, ufficializzata alcuni giorni fa dal sottosegretario Mantovano e dall’onorevole Pietro Franzoso. I Verdi per la pace, invece, probabilmente correranno da soli, avendo presentato qualche giorno fa la propria candidata, la prof.ssa Cecilia De Bartolomeis. Ecco quanto afferma la stessa De Bartolomeis: «Vogliamo proporci alla gente come un partito

Lo stimatissimo medico chirurgo Roberto Massafra di Manduria, che aspirava a diventare primario del reparto di Chirurgia generale dell’ospedale Giannuzzi, dove opera già da tanti anni, è stato escluso dalla nomina di primario che è andata, invece, ad un medico di Galatina, a sua volta escluso da un altro recente concorso primazrale a Copertitno dove lavorava. Nei giorni scorsi Massafra, esponente di spicco e di lungo corso della sinistra manduriana (PDS, DS, PD) pare abbia minacciato di passare con il centrodestra. Una spaccatura profonda nel PD Sconti locale alla vigilia delle elezioni.

che ha un modo diverso di intendere la politica. Nessuno di noi ha scelto di candidarsi per fare carriera o per sistemare dei figli. Il nostro partito si pone solo con l’intento di dare e di fare qualcosa per rilanciare Manduria. E alla base della mia candidatura a sindaco non ci sono accordi stretti sopra le nostre teste, né intese fra cordate. E’ stata la base a decidere».

Sequestato autospurgo che versava liquami nella zona industriale Una volante del Commissariato di Manduria, nei giorni scorsi ha sorpreso due individui di Lizzano mentre tentavano di scaricare liquami, provenienti da una fossa settica, da un automezzo nelle fognature della zona industriale di Manduria. I predetti sono stati bloccati mentre erano in procinto di liberarsi del carico inquinante e denunciati in stato di libertà per scarico di materiale inquinante, l’autospurgo sequestrato, la patente del conducente ritirata e allo stesso sono state contestate violazioni per circa 4.000euro.

del 10% su tutti gli articoli per il decimo anno di attività – Tutto l’anno


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MARUGGIO Il dragaggio del porto di Campomarino è una necessità e riveste importanza cruciale sia per i pescherecci che per i diportisti, che da diverso tempo lamentano la forte riduzione dei fondali soprattutto all'imbocco. Ormai l’evidente e accentuato fenomeno di insabbiamento sta rendendo il porto di Campomarino di difficile fruibilità. Molte le spiagge interne che si sono venute a creare per effetto delle correnti, il fondale è diventano molto basso e molte imbarcazioni di grossa stazza e con un pescaggio più alto, hanno difficoltà ad uscire fuori dal porto attraverso lo stretto “corridoio”. L’olezzo nauseabondo che il porto di Campomarino emana durante l’estate è davvero insopportabile. I turisti si lamentano, gli operatori commerciali sono indignati. Questa situazione è assolutamente intollerabile e deve essere risolta al più presto. Possibilmente, prima della prossima estate.

di Salvatore D’Elia Inizia con questo numero la collaborazione di Torricella con DemocraticaMente. Abbiamo chiesto al Sindaco dott. Giuseppe Turco, a 3 anni e mezzo dalla storica vittoria sui Franzoso, di farci un bilancio dell’attività amministrativa. Faccio il mio plauso - esordi-

Il fenomeno dell'insabbiamento e delle spiagge interne nel porto di Campomarino Lo stato dei fondali è diventato drammatico, bisogna necessariamente eliminare tonnellate di sabbia che ostruiscono il passaggio delle barche e rendono pericolosissime le manovre. Ogni anno si riparla di pulizia dei fondali, ad ogni stagione si annunciano immi-

nenti interventi, ma di piani di caratterizzazione (attraverso i quali si definiscono le quantità inquinanti contenute nelle sabbie) e di successivo dragaggio ancora non si vede nemmeno l’ombra. Nel frattempo, però, la nuova stagione estiva si avvicina.

sce il dott. Turco - alla nascita di questo giornale che, spero porterà alla ribalta provinciale e regionale le istanze del territorio del versante orientale della provincia. Il bilancio dell’attività amministrativa non può che essere positivo. Al nostro insediamento abbiamo trovato una situazione economica difficile. Abbiamo ripianato tutti i debiti, abbattuto quasi tutte le convenzioni e migliorato i conti affidando in comodato d’uso le strutture passive come piscina, campo di calcio e calcetto e depuratore. Abbiamo ridotto la spesa corrente nonostante l’Amministrazione si sia fatto carico in sede di concertazione delle richieste contrattuali dei dipendenti. Abbiamo istituito, grazie all’interessamento del compianto Mimino Lacaita, lo sportello catastale, a costo zero ed autogestito, unico nel suo genere che è punto di riferimento di tutti i comuni limitrofi. Abbiamo messo in sicurezza tutti i plessi scolastici migliorando la vivibilità degli alunni anche grazie all’acquisto di tendaggi e suppellettili varie e la realizzazione di un’aula multimediale, preso a carico i costi delle gite di natura didat-

tica delle scolaresche di Torricella. Sono stati realizzati i marciapiedi, con relativa illuminazione, all’entrata del paese giungendo da Lizzano, Sava e Monacizzo, l'illuminazione a mare, le torri faro al rondò Giordano, la pista ciclabile a mare con illuminazione annessa, le pedane in legno per l’accesso dei diversamente abili alle spiagge, il sistema frangiflutti tanto strumentalizzato quanto elogiato dopo le ultime mareggiate che hanno interessato le nostre coste. Inoltre, abbiamo portato tutti i servizi nelle periferie del paese compreso il metano, il GPL a Monacizzo con totale costo di allaccio a carico del comune. C'è stata la risoluzione della carenza idrica, di durata decennale, con il rifacimento della condotta principale a carico dell’AQP. La realizzazione di impianti fotovoltaici sulle strutture pubbliche, garantirà per i prossimi 20 anni tra royalties e mancato paga-

mento bollette elettriche circa 2.000.000 di euro. Il tutto a costo zero per il comune. Tutto questo è stato possibile perché la stella polare di questa Amministrazione è l’interesse della collettività. Comunque, altre importantissime opere per svariati milioni di euro sono in via di affidamento, di questo - ha concluso il Sindaco - daremo notizia appena inizieranno i lavori.

Il sindaco Giuseppe Turco

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S A V A Alcuni importanti interventi nel settore dei servizi sociali a Sava dovrebbero vedere la luce nel corso dell’anno. In questo modo l’amministrazione comunale insieme con le altre agenzie del territorio potrà offrire un più adeguato sostegno alle famiglie ed ai singoli in difficoltà. Infatti, sono già realtà gli atti riguardanti la modifica del programma delle opere pubbliche per l’ampliamento della casa famiglia “Dopo di Noi” e l'acquisto degli arredi per il centro diurno per disabili e per la casa di riposo per anziani non autosufficienti. La struttura “Dopo di Noi”, una struttura che accoglierà portatori di handicap ubicata sulla via per Manduria, sarà ampliata per permettere una maggiore disponibilità di posti, mentre le altre struttu-

AVETRANA

È sempre brutto pensare che ci siano morti di seria A e morti di serie B, ancora più brutto quando dimenticare i morti può significare la rimozione di brutte pagine della storia dell’uomo. Per questo risulta incomprensibile la scelta di un’amministrazione di considerare diversamente il 27 Gennaio (giornata della memoria) e il 10 Febbraio (giorno del ricordo). La prima ricorrenza, che riguarda la Shoah, è stata dimenticata, la seconda, giustamente, è stata ricordata con un manifesto che richiamava la vicenda delle foibe. Qualche ipotesi su questa diversità di comportamento: semplice dimenticanza? Revisionismo storico? Politica del non far sapere quel che ha fatto la destra estrema?

re sorgeranno nei locali appartenuti alle suore Vincenziane, che il comune di Sava ha acquistato da oltre dieci anni. In quest’ultima struttura si creerà quindi il polo savese dei servizi sociali che raggrupperà insieme, oltre alle strutture ricordate, anche l’ufficio comunale per i servizi sociali e l’Unità di Terapia e Riabilitazione gestita dall’ASL di Taranto. Questo progetto, approntato alla fine degli anni novanta, dovrebbe quindi finalmente vedere la luce. Ma se il grosso del lavoro è stato fatto, manca ancora la parte più importante, ovvero la gestione delle strutture e la fruibilità da parte del territorio. O v v i a m e n t e , l’amministrazione comunale, non avendo né il personale né i mezzi per gestire tali strutture, dovrà provvedere ad affidarne la gestione ad aziende in grado di fornire adeguati servizi a costi contenuti giacché trattasi di attività di sostegno a persone in condizioni difficili e problematiche

Ciro Buccoliero

Sarebbe stato bello non dover parlare del problema fogna per un po’ di tempo, almeno sin quando l’appalto per il depuratore non fosse stato completato, ma non è possibile. E’ ormai chiaro, infatti, che la questione sarà al centro della prossima campagna elettorale per le regionali. Che si parli di un problema così complesso non può certo sorprendere, il guaio è che il dibattito non si caratterizza per una discussione franca e onesta sul problema, ma si incentra piuttosto su una polarizzazione fra fronti contrapposti che lascia poche speranze per una serena composizione della vicenda. Da un lato il comune di Sava e l’amministrazione Vendola, che vedono nell’appalto in corso la soluzione definitiva del problema, dall’altro i comuni di Avetrana e Maruggio che contestano aspra-

mente tale scelta. Scelta non semplice, sia detto, e non priva di criticità, ma che invece di essere dibattuta serenamente viene combattuta a priori con spregiudicata demagogia. Il comune di Avetrana ha già prodotto il primo ricorso al TAR ed ha già annunciato il secondo; a Maruggio, il sindaco Chimienti propone un singolare paragone fra il depuratore e l’ipotesi di una centrale nucleare sul suo territorio, esplicitando un concetto rivoluzionario: se si è a favore del depuratore non si può non essere anche a favore della centrale. O forse viceversa, chissà, aspettiamo ulteriori delucidazioni. Nel frattempo, che d’estate almeno 50.000 persone scarichino direttamente nella falda sembra non importargli. Di Sava, poi, figuriamoci. Se questi sono i presupposti, si può essere ancora ottimisti su un esito favorevole della vicenda? Certo, l’appalto è ormai avviato, ma la politica ha infiniti

modi per cambiare le carte in tavola: molto dipenderà proprio dall’esito delle elezioni, in particolar modo dall’auspicata riconferma di Vendola alla guida della regione, ma anche dall’esito delle elezioni comunali di Manduria. Un fronte del no che cementasse le posizioni dei comuni delle marine (Maruggio, Manduria ed Avetrana) potrebbe essere davvero difficile da superare.

Nel nostro strano mondo la specie umana si considera libera dalle dipendenze della natura, estremamente fiduciosa nel fatto che il progresso della scienza e della tecnologia ci abbia resi liberi, sottovalutando o negando la nostra vulnerabilità, come si è visto nei più recenti disastri geologici in Sicilia, Cala-

bria e Campania. Se fino a ieri ci siamo preoccupati delle ripercussioni che la crescita economica ha causato all'ambiente, oggi, invece, dobbiamo preoccuparci delle conseguenze economiche dei disastri ecologici. La soluzione non è il nucleare del governo Berlusconi, ma uno sviluppo che soddisfi i bisogni dell'attuale generazione senza compromettere quelle future. I pugliesi, semplicemente, sono stanchi di essere da decenni il territorio più inquinato d’Italia per la presenza dell’ILVA e di altre industrie e da tempo stanno pagando con vite umane un “progresso” dannoso per la salute. Stanno aumentano le morti per tumore, la nostra terra, coperta da polveri, è improduttiva, i nostri allevamenti producono latte alla diossina. E’ impossibile non accor-

gersi degli enormi e gravi squilibri causati dai consumi energetici che non corrispondono al grado di benessere di questa comunità. I pugliesi sono contro la scelta del nucleare e sono invece favorevoli ad un’economia ecologicamente sostenibile che si impegni a soddisfare i bisogni di tutti e preveda che lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, l'orientamento dello sviluppo tecnologico e le politiche istituzionali siano coerenti con i bisogni futuri e in sintonia con la salvaguardia del pianeta. La Terra ha la possibilità di resistere all'assalto dell'uomo che distrugge un ecosistema con una velocità doppia rispetto a quella della selezione naturale? Si può sostenere il connubio tra progresso scientifico, ambiente e salute? Con i politici giusti, sì.

Corrado Agusto

A cura di Rosa Soloperto

Qualunque sia il motivo, la certezza è che gli avetranesi comprendono comunque il significato delle due ricorrenze, esprimendo indistintamente pietas per tutti i morti.

Via Roma in una foto d’epoca


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Lettera aperta agli elettori Care amiche, cari amici, il 28 e 29 marzo si voterà per il rinnovo del Consiglio Regionale. L’esperienza del governo Vendola è stata sicuramente positiva e la Puglia ha superato la sudditanza e la marginalità che i precedenti governi regionali (Fitto & co.) le avevano consegnato. Il percorso virtuoso intrapreso in questi anni non deve essere interrotto. La speranza e la dignità che la giunta Vendola ha restituito ai cittadini pugliesi devono avere un seguito anche per i prossimi anni. Questo è uno dei principali motivi per cui mi candido con il PD a sostegno di Vendola Presidente, per rappresentare al meglio le istanze, per dare soluzione ai problemi della nostra terra , per tutelare gli interessi della collettività, per dare visibilità e rappresentanza ad un territorio spesso trascurato se non dimenticato. La mia esperienza politica-amministrativa svolta negli ultimi anni in qualità di sindaco di Avetrana per due legislature e di consigliere provinciale mi ha insegnato che è possibile affrontare e risolvere anche i problemi che sembrano più difficili e complicati. Determinazione, chiarezza di idee e di programmi, tanta caparbietà, credibilità, umiltà, spirito di servizio e grande disponibilità, vocazione al sacrificio ed immenso amore per la propria terra sono per me gli ingredienti necessari per vincere ogni sfida anche quelle che appaiono impossibili. Fino al 2013 la regione Puglia sarà destinataria di ingenti risorse comunitarie utili per lo sviluppo economico e la crescita culturale della nostra regione ed è necessario, pertanto, essere presenti nei luoghi decisionali e parteciparvi attivamente. Mi piace credere in una sana e bella politica al servizio dei cittadini, una politica in cui merito e competenza si possano coniugare con trasparenza ed onestà. Moralità ed etica non devono essere concetti astratti ma naturali principi ispiratori di prassi buone e virtuose. Mi piace credere in un ambiente meno inquinato con meno diossina nell’aria e senza centrali nucleari. Mi piace credere in una valorizzazione delle nostre risorse con maggiore sostegno all’agricoltura, al turismo, alla cultura e alla scuola. Mi piace credere che solo investendo sull’innovazione, sulla ricerca, sulla formazione e sui giovani vi potrà essere un futuro di maggiori opportunità di lavoro sicuro e certo e fare in modo che la precarietà possa essere solo un ricordo lontano. Mi piace credere in una Puglia migliore. Mi piace credere in voi. Vi saluto cordialmente dott. Luigi CONTE


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Il coordinamento cittadino del Partito Democratico ha ratificato all'unanimità la candidatura di Gianluca Galletto al Consiglio regionale. Galletto, quarantenne grottagliese, rappresenta per la città delle ceramiche una candidatura di alto profilo: prima dirigente finanziario e ora imprenditore a New York, è membro dell'Assemblea Nazionale del Pd e uno dei fondatori in Nord America dell'Ulivo prima e del Pd poi. Il segretario dei democratici di Grottaglie, Massimo Serio, racconta in questa intervista il perché della scelta di Galletto. Il Pd di Grottaglie ha deciso di puntare su un candidato giovane e preparato professionalmente come Galletto, il che rappresenta senz'altro un segno di discontinuità. Quale può essere il suo valore aggiunto? Gianluca può portare nel Pd di Grottaglie uno straordinario contributo di freschezza, oltre che di qualità. Credo che la sua candidatura porterà nuova linfa e che molta altra gente lo seguirà nella costruzione di un nuovo progetto di partito. Detto ciò bisogna ringraziarlo perché con molta responsabilità si è messo a disposizione del suo territorio. I detrattori di Galletto sostengo-

Abbiamo posto alcune domande a Luciano Santoro, che da due mesi dirige il Partito Democratico della provincia di Taranto. Lei è diventato Coordinatore del PD il 29 dicembre scorso con un compito preciso: "traghettare" il partito fino al Congresso Provinciale che si terrà a maggio, con quale spirito ha accolto questo incarico? Lo dico sinceramente: con spirito di servizio, mi sembra sia questo il modo migliore per essere coerente con l'idea che ho del partito. Il PD è un partito nuovo, ancora in fase di costruzione, in quale direzione dovrebbe muoversi per assumere una sua precisa fisionomia politica e organizzativa? Dopo il congresso nazionale, il tema più rilevante credo che sia quello della definizione di una cultura politica riformista più

no che avendo passato gli ultimi anni a New York, non abbia contatto con il territorio. Ciò vale anche per il candidato di Sel, il sindacalista Vincenzo Lacorte, da tempo a Roma. Presentare candidature non proprio del territorio è un fatto piuttosto frequente in politica e, come ricordato, vale in questa campagna anche per altri come Vincenzo Lacorte. Ma io ritengo che questo ragionamento sia vero a metà. Gianluca è un dirigente del Pd nazionale, torna spesso a Grottaglie e conosce benissimo tutto ciò che avviene nella sua città. Inoltre, suo padre è un medico stimato, un grottagliese doc. Credo che Grottaglie debba essere fiera di un suo cittadino che dopo aver avuto successo fuori, decide di tornare per mettere le competenze acquisite al servizio della sua comunità. Quali saranno i temi fondamentali della campagna di Gianluca e del Pd di Grottaglie? La campagna del Pd si baserà sui grandi temi del nostro territorio: agricoltura, ambiente, lavoro e crisi economica. Anche per questo credo che Gianluca, per la competenza in materia, sia il candidato migliore a cui potessimo ambire.

netta e chiara ed, inoltre, mi sembra che sia importante affrontare il tema di quale modalità di partecipazione democratica ci diamo. Abbandonata l'idea del partito del leader, c'è bisogno di rafforzare l'idea che l'iscritto e il militante, attraverso i circoli, devono tornare al centro della

nostra vita democratica. Tra i suoi atti di questi due mesi ci sono la costituzione dell'Esecutivo e del Coordinamento politico provinciale, due organismi dirigenti sia pure provvisori. Quali sono i loro compiti? Abbiamo cercato insieme agli amici e ai compagni dell'Esecutivo di dare un minimo di struttura e di organizzazione alla nostra federazione provinciale, questo anche per recuperare luoghi autonomi e legittimati di confronto. In così poco tempo ha dovuto affrontare questioni importanti come le elezioni regionali e la formazione delle liste dei candidati. Come si presenta il PD della provincia di Taranto a questo appuntamento? E' indubbio che l'individuazione delle candidature per le elezioni regionali era un primo impegnativo momento di verifica del partito, credo che siamo riusciti a

raggiungere l'obiettivo di costruire una lista forte, autorevole e rappresentativa. Il PD con le primarie ha deciso di ripresentare Vendola come candidato Presidente. Qual è il suo giudizio su questi 5 anni di governo della Regione? Sono convinto che sia stata una esperienza complessivamente positiva; vi sono state delle punte di eccellenza, se penso all'urbanistica, alle politiche giovanili, alle politiche sociali, anche se, naturalmente, non è mancato qualche limite che dobbiamo superare nella prossima legislatura. Secondo lei, quante possibilità ci sono che il centrosinistra vinca le elezioni? Le possibilità sono alte, e aggiungo - con un pizzico di orgoglio grazie anche alla nostra iniziativa politica di non regalare l'UDC e IO SUD al centrodestra, e al tentativo - sia pure non riuscito - di allargare la coalizione oltre il centrosinistra tradizionale.


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L’ex Vice Presidente della Provincia e Assessore ai Servizi Sociali dello stesso Ente sul tema della rete di protezioni per il territorio

STEFANO FABBIANO: 100% DI IMPEGNO NELLE POLITICHE SOCIALI “Gli interventi che hanno restituito luce a tante condizioni di “invisibilità” e “fragilità” del nostro territorio sono un patrimonio considerevole”

E’ la natura sensibile e altruista, ma anche la storia professionale e personale di Stefano Fabbiano a ritagliare attorno al già Vicepresidente della Provincia di Taranto l’ambito ideale della sua missione politica. Ho grande rispetto di tutti, ma temo i tuttologi - afferma Fabbiano - oggi candidato alla Regione Puglia per il Partito Democratico tarantino. Una preoccupazione che lo ha reso particolarmente attento ad una tematica che sente più vicina al suo operato quotidiano di medico. Si è occupato spesso infatti di politiche sociali o, come egli stesso ama definirlo, del settore “del sistema integrato di valori, teoria e pratica che tendono a promuovere il benessere di una comunità”. L’astrattismo che spesso accompagna il tema, infatti, non facilita la comprensione della delicatezza di questo settore, perché i servizi sociali non possono rimanere un concetto astratto – afferma – ma rappresentano l’universo multi sfaccettato che mette assieme tutte

quelle attività che le diverse agenzie attive sul territorio erogano al fine di garantire cura, assistenza e aiuto alle famiglie, alle persone bisognose e all’intera comunità. Ho tentato di realizzare questa difficile alchimia nel mio mandato assessorile – conferma ancora Fabbiano – puntando soprattutto ad un salto di qualità del settore e promuovendo il massimo grado di coinvolgimento e protagonismo degli utenti nelle scelte di interventi sociali che riguardano loro e la loro autosufficienza. Rimuovere e superare le situazioni di bisogno e di difficoltà non è però compito facile. Noi abbiamo contato molto sulle associazioni, sul mondo del volontariato laico e cattolico – dice – consapevoli del fatto che chi si occupa di problematiche sociali è egli stesso agente di cambiamento della società di cui è al servizio. Sono loro i veri portatori di quel sistema integrato di valori, teorie e buone pratiche ed insieme a loro, infatti, abbiamo potuto effettuare una lettura della

domanda d’aiuto sul nostro territorio. Una domanda non sempre esplicita se si pensa ai minori, agli anziani o alle persone con ridotte capacità cognitive. E’ stato un intervento culturale profondo – commenta il medico e l’amministratore Fabbiano – che proprio sulla base di valori come uguaglianza e dignità e sui riscontri che sono derivati dalle buone prassi, ha reso possibile il lavoro della rete (servizi sociali, servizi sanitari, volontariato, intervento pedagogico e tutoriale – ndr) che abbiamo voluto fortemente costruire attorno alle “fragilità”. Un lavoro che ha consentito un cambio di marcia: dalla gestione dell’emergenza (spesso foriera di automatismi e licenze non proprio trasparenti – ndr) alla ridefinizione in un contesto di “normalità” del diritto al benessere di tutti. L’Osservatorio per le Politiche Sociali, varato proprio nell’era Fabbiano, ha avuto dunque il merito di segnare l’evoluzione della rete di protezioni nella comunità

jonica, fornendo anche modelli di riferimento in ambito nazionale e regionale. Abbiamo gestito la grande domanda d’aiuto proveniente dall'intera provincia con minime risorse economiche – spiega Fabbiano – dimostrando come di fronte al tema dell’inclusione sociale si possa fare molto con l’aiuto di chi conosce realmente il problema come le associazioni e i volontari. Un modello dunque che proprio assieme alla Regione Puglia e all’assessorato retto da Elena Gentile ha saputo costruire un rapporto di grande operatività istituzionale. Fanno molta notizia i grandi finanziamenti in tema di sanità o in tema di appalti pubblici – termina Fabbiano – ma credo che gli interventi che hanno restituito luce a tante condizioni di “invisibilità” e “fragilità” del nostro territorio possano trasformarsi presto in un patrimonio considerevole. Su questo continuerò a promuovere il cento per cento dell’impegno: l’unico vero investimento che io sono in grado di garantire!


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FABBIANO: COSTRUIRE CERCHI CONCENTRICI DI ASSISTENZA E TUTELE ATTORNO ALLE PERSONE L’inclusione sociale prevede innanzitutto che la sussidiarietà e l’assistenza non siano più considerati come una concessione clientelare ma come un diritto

Non ho la bacchetta magica, lo ho ammesso candidamente, ma voglio contribuire a rendere possibile il progetto della Puglia Migliore. La mia esperienza professionale e politica, dunque, la metto al servizio di un settore che ha caratterizzato da sempre il mio impegno: rendere più bella e vivibile la vita di chi spesso non è incluso nella società perché più fragile. Per fare ciò conviene sdoganare il tema dal solito linguaggio “politichese” e proporre idee semplici e comprensibili. Non vi parlerò di modelli, schemi, o proiezioni, ma piuttosto di un concetto basilare che da sempre ispira il mio vivere: “la buona vita”. Per garantire ciò abbiamo bisogno di riproporre con forza il primo valore che ci deve guidare in questa sfida: la persona e i suoi rapporti relazionali. La famiglia, quale luogo delle relazioni affettive. Il lavoro, quale espressione di un progetto di vita. La comunità e il territorio, quali ambiti di relazioni solidali. L’emarginazione sociale con le sue diverse fragilità (minori, anziani, malati, difficoltà di genere o occupazionali – ndr), è la povertà di tutti. Me lo hanno insegnato le centinaia di volontari ed esperti del settore che ho incontrato in questi anni nel ruolo di amministratore nella mia provincia. Da loro ho imparato quanto solidarietà e sussidiarietà siano il ponte di contatto con la gente, i bisogni, ma anche i sogni e le speranze. Per cui il mio programma è

quello che loro quotidianamente scrivono con il loro impegno. Volendo sintetizzare, però, potrei indicare alcune priorità. Punti di missione che mi piacerebbe onorare in Consiglio Regionale, attraverso il coinvolgimento di coloro che hanno già operato con me in questa direzione e di tutti coloro che vorranno contribuire in seguito. L’inclusione sociale prevede innanzitutto che la sussidiarietà e l’assistenza non siano più considerati come una concessione clientelare ma come un diritto. Un fattore acquisito del vivere democratico che metta in rete i servizi integrati essenziali: i distretti sociosanitari; i servizi agli anziani; i servizi per i giovani; i servizi per l’infanzia; l’integrazione sociale degli immigrati; la tutela dei malati e assistenza alle famiglie; una struttura pubblica promotrice delle pari opportunità. Una rete esterna, ma anche una rete di protezione del primo avamposto di comunità: la famiglia. In questo, la nostra tradizione mediterranea deve farci scuola. Tradire questa inclinazione naturale della società è un peccato. La famiglia, il vicinato, le reti estese di parenti e amici svolgono un ruolo importante in maniera informale. Basti considerare cosa accade in una delle nostre famiglie quando i bisogni pressanti di assistenza di una persona anziana o di persone malate coinvolgono questa straordinaria rete di custodia e assistenza materiale e sociopsicologica. E’ a questa realtà

che bisogna guardare nelle politiche regionali e locali con molta attenzione. Cerchi concentrici che diano valore e tutele alle persone in ogni fascia d’età. Per gli anziani, ad esempio spesso non si raggiunge l'obiettivo di soddisfare l'effettivo bisogno. Per far questo, si potrebbero costituire strutture di supporto agli anziani in difficoltà da parte di anziani ancora in buone condizioni di salute che meglio conoscono le reali esigenze della loro età. Occorre, dunque, lavorare sul metodo ma anche sulle risorse evitando inutili sprechi di danaro pubblico e incentivando l’azione di tutto il terzo settore e il volontariato sociale che su queste tematiche è spesso più all’avanguardia rispetto all’azione del pubblico. Un servizio integrato pubblico -privato che sia nelle condizioni di dare sostegno vero e non panacee estemporanee. Infine, i giovani e giovanissi-

mi. Penso a chi non ha voce (minori in difficoltà e vittime di condizioni di abuso e povertà – ndr) ma penso anche a chi non ha avuto occasioni di esprimersi. Nel progetto che mettemmo in campo con la Provincia sul tema della prevenzione degli incidenti stradali quello che mi colpì maggiormente fu il livello propositivo di molti ragazzi che per la prima volta venivano coinvolti nella formazione delle politiche che li riguardavano. E’ un modello che la Regione attraverso il progetto Bollenti Spiriti ha già dato modo di sperimentare. Vorrei contribuire ulteriormente a dar voce a tutti loro, a frenare l’esodo dei nostri cervelli migliori, a costruire il futuro con chi ne sarà protagonista.

STEFANO FABBIANO


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LIZZANO

SAN GIORGIO

Via Lecce è per il nostro paese un’arteria di primaria importanza con un notevole flusso di mezzi. Resomi portavoce di molti residenti, esasperati dallo stato di abbandono totale in cui versa, ho più volte segnalato, sia verbalmente che con note scritte ai responsabili del settore e allo stesso Sindaco la situazione. Risultati ottenuti…”zero” D'altronde basta farsi un giro nel nostro paese per rendersi conto del degrado. Questa amministrazione, sin dal suo insediamento, ha ostentato una sicurezza e una presunzione dei propri mezzi e delle proprie capacità di governo che, con il passar del tempo, sono andate via via sgretolandosi, al punto da divenire, prima una mera apparenza e poi determinare una inevitabile delusione. Continuare a fingere che le cose stiano andando nel verso giusto, dissimulando piena soddisfazione per quanto svolto finora, non è certamente una strategia vincente. I risultati ottenuti da questa maggioranza sono sotto gli occhi di tutti, San Giorgio è in un pietoso stato di abbandono. Strade sporche e dissestate, cassonetti ricolmi di immon-

dizie maleodoranti, traffico cittadino irregolare, verde pubblico in balia di erbacce. Qualcuno afferma che mancano i fondi... In realtà, non occorrono ingenti somme di denaro per mantenere il paese in una situazione di ordine e di decoro, non sono necessarie grosse spese per tenere pulite zone come piazza Borsellino, piazza Torricelli, via Lorenzo il Magnifico, piazza Kennedy e piazza San Giorgio. Non occorrono grossi esborsi per ripristinare un tratto di via Lecce, arteria di notevole importanza. Occorrono, invece, capacità e soprattutto reale partecipazione. Certamente l’immagine che oggi si offre di San Giorgio non fa onore non solo all’intera cittadinanza, che guarda e commenta, ma anche a migliaia di pendolari che quotidianamente percorrono il nostro paese. E’ richiesta una maggiore attenzione da parte di chi dovrebbe assicurare una maggiore vivibilità, al fine di far riacquistare un certo lustro al nostro paese e ridarne un’immagine migliore, che certamente merita. Elio Zingaropoli ex consigliere comunale

di Antonio Lecce Finalmente i riflettori puntati sulla fabbrica della morte, su una delle tante piaghe che affliggono il territorio lizzanese e non solo. Se ne sono occupate le istituzioni, ma non quelle appannate dalla politica ma quelle autonome come la magistratura. Infatti, è di questi giorni la notizia dell'arresto del direttore della cava di Lizzano per "smaltimento di rifiuti nocivi non registrati" e quindi non sottoposti a controllo provenienti da diverse aree italiane e destinati alle varie discariche della nostra regione, tra cui quella lizzanese, ormai esausta, mai bonificata ma ampliata. Ciò che più sorprende non è tanto il fatto in sé, quanto le dichiarazioni del primo cittadino lizzanese. Il Sindaco, infatti, ha affermato che finalmente tale arresto spiegava la provenienza della

"puzza" che si avverte nel Paese. Viene da chiedersi: ma il Sindaco era informato della presenza della discarica? Il Sindaco conosce i dati e le statistiche provinciali che vedono Lizzano al 1° posto nel settore orientale della Provincia ionica per le patologie tumorali? Sa il Sindaco che egli è l'Autorità Sanitaria Locale e che in quanto tale ha il dovere di garantire, con opportuni interventi, la salute dei suoi cittadini?" Quali sono i passi che ha fatto per ovviare a questo problema che pesa come un macigno su tutti i cittadini di Lizzano senza distinzione di credo politico? La salute è una sola, è di tutti e nessuno può scherzare riscoprendo "la politica delle puzze" che la dice lunga sul livello culturale e politico a Lizzano. Per fortuna, comunque, il Sindaco si è accorto della discarica". Della serie "non tutti i mali vengono per nuocere". Adesso, però, alla macabra scoperta deve seguire un mutamento degli atteggiamenti e lo spunto proviene dall'Associazione di Fragagnano che si batte per il controllo della discarica, che ha chiesto ai 5 sindaci dei paesi limitrofi alla discarica

ROCCAFORZATA

di Roberto Erario Alla presenza dei responsabili dell’Associazione Turistica Pro Loco Marciana di San Marzano di S.G., dell'Associazione Turistica Pro Loco di San Giorgio Ionico, dell'Associazione

Culturale Gruppo Anonimo 74 di Monteiasi, dell'Associazione Turistica Pro Loco di Montemesola, dell'Associazione Socio Culturale Idee a confronto di Faggiano, dell'Associazione per il Recupero delle tradizioni di Roccaforzata, dell'Associazione Culturale Monteparano.com di Monteparano e dell'Associazione Turistica Pro Loco di Carosino si è

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costituito il consorzio "Terra dell’Antica Albania Tarantina". Questo nuovo contenitore culturale non è una mera somma di associazioni già esistenti, è molto di più. È ideazione, programmazione e gestione di progetti di qualità utili allo sviluppo della cultura. Scopo del consorzio appena nato è quello di realizzare progetti che puntino alla

riscoperta e valorizzazione delle vie della storia, dell’arte, delle tradizioni, della musica, della lingua, dei prodotti e del patrimonio naturalistico dell' Antica Albania Tarantina. Promuovere lo sviluppo e la valorizzazione turistica con la creazione di un itinerario storico, artistico, enogastronomico. Favorire la promozione sociale con particolare

di convocare un interconsiglio di questi comuni per discutere sul problema. In particolare, il PD, attraverso il capogruppo in Consiglio Comunale appoggerà tale proposta ed esorterà l'amministrazione affinché ponga in essere, nel più breve tempo possibile, tutti gli strumenti utili a convocare tale assise. Il PD, della questione, ha sempre fatto un cavallo di battaglia di tutte le campagne elettorali, da ultimo anche l'interrogazione comunale del capogruppo Antonio Leggieri che ha chiesto lumi in merito ai cattivi odori che da tempo persistono all'interno del territorio lizzanese, alla loro possibile nocività, sulla eventualità che la loro causa possa essere fonte di inquinamento del suolo, del sottosuolo, dell'aria e delle falde acquifere; ma soprattutto circa le attività poste in essere dall'amministrazione per la risoluzione di questa terribile problematica che attanaglia il Paese. Ad oggi si può registrare solo scarso interesse da parte dei partiti locali e soprattutto dell'amministrazione, troppo impegnata a risolvere i problemi personali.

riferimento alla tutela e la conservazione delle tradizioni locali, della lingua e cultura arbëreshë. A breve termine verrà realizzata una guida con l’illustrazione dell’itinerario storico turistico del territorio, l’istituzione di un osservatorio, un centro di catalogazione di tutti i beni materiali e immateriali presenti sul territorio dell’antica Albania Tarantina. Sede del consorzio sarà San Marzano di S.G. unico Comune della provincia di Taranto riconosciuto come comunità di minoranza linguistica arbëreshë. A guidare il consorzio sarà Genny Sapio.


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FRAGAGNANO

Rassegna Jazz dell’Osteria Club Quattro Venti a FRAGAGNANO Venerdì 19 marzo Philip Harper quartet

di Gianluca Capuzzelli Progetto nobile ed ambizioso quello della “Pro Loco” di Fragagnano (associazione di volontariato che non persegue fini di lucro‚ da anni impegnata in iniziative di valorizzazione del territorio) che qualche anno fa decise di avviare i lavori per la realizzazione di una biblioteca comunale. Si pensò di iniziare a rispolverare i vecchi testi di un centro-lettura degli anni 70’ e cosi grazie ad un lavoro di raccolta e catalogazione dei libri‚ furono archi-

viati 1.600 testi che sono oggi 2.817 grazie alle donazioni di privati cittadini tra i quali tanti bambini delle scuole elementari e medie‚ che in occasione della “Settimana della Donazione” (2-7 Marzo '09) poterono donare saggi ‚ trattati e volumi di ogni genere. Ad oggi si è in attesa che termini il lavoro di collocamento dei volumi affinché sia possibile un servizio di prestito degli stessi. La biblioteca‚ i cui locali si trovano nell’ala destra del “Palazzo Marchesale”‚ dispone anche di una sala-lettura e di un sistema informatico per la gestione e la ricerca dei libri. “Il comune ha già stanziato dei fondi e siamo in attesa di ricevere quelli stanziati dalla Regione Puglia nell’ambito del progetto “Bibliorete” commenta la responsabile Maria Decaroli la quale invita comunque chi volesse donare un libro a continuare a farlo recandosi

presso gli uffici del comune. Una bella sfida dunque che avrà senza dubbio utilità anche per tutti quegli studenti fragagnanesi universitari e non‚ che hanno già oggi bisogno di un luogo dove poter studiare, ricercare o semplicemente leggere; non bisogna infatti pensare che la creazione della biblioteca possa essere utile solo a coloro i quali sono giorno e notte sui libri‚ la cosa più importante è capire che la cultura può essere ricercata da tutti liberamente. Leggiamo sempre più su internet e sempre meno sui libri‚ magari questa sarà l’occasione giusta per riscoprire uno tra i piaceri maggiormente persi‚ quello della lettura‚ visto che nessun foglio virtuale ci darà mai la possibilità di fare la classica pieghetta alla pagina quando magari siamo stanchi ed è ora di smettere.

territi a porre in essere azioni denigratorie nei confronti del Sindaco e degli Amministratori di maggioranza utilizzando strumentalmente argomenti e questioni che evidentemente si fa fatica a comprendere e che lor signori interpretano a proprio modo al solo fine di alimentare sterili polemiche e inutili allarmismi. Gli estensori dei volantini, dei manifesti e gli articolisti farebbero meglio ad argomentare le questioni nelle sedi opportune, in Consiglio Comunale ad esempio. O forse i maldestri rappresentanti del centrodestra trovano “più comodo“ nascondersi dietro il paravento di freddi volantini e manifesti? Forse per evitare che possano trasparire evidenti i propri limiti e le proprie insufficienze? Se è così, sappiano lor signori che tale atteggiamento è la espressione più “misera“ della politica e della rappresentazione degli interessi della

gente. Ecco perché siete stati sconfitti! Sappiate che il nostro spirito è più forte perché trova consistenza nell’azione “del fare”, “del produrre”, “nel conseguire risultati”. Riteniamo necessario e vi suggeriamo un momento di seria riflessione. Le ingiurie, le villanie, le contumelie non rendono merito a quegli amministratori che con grande lavoro, onestà, coraggio, correttezza e tolleranza tentano di dare risposte alle domande e alle esigenze delle famiglie e dei cittadini di Faggiano. Abbiate il coraggio di favorire occasioni di pubblico dibattito, di approfondimento; noi non faremo mancare il nostro contributo, perché siamo consapevoli che la discussione e il confronto sono elementi che elevano la cultura e offrono momenti di crescita e di aggregazione sociale. Tutto quello che non persegue tali finalità promuove confusione, dissenso, finanche disgusto e

Philip Harper – Trumpet Juraj Stanik – Piano Francesco Anguili – Bass Enzo Lanzo – Drums

Info e prenotazioni tel.3661724751

FAGGIANO

A cura di Michele Vergine Riceviamo e integralmente pubblichiamo una nota inviataci dal circolo dei democratici di Faggiano. In questi mesi abbiamo cercato in tutti i modi di recuperare un rapporto politico e favorire momenti di confronto con i rappresentanti del centrodestra e soggetti aggregati deterioratisi dalla turbolenta campagna elettorale. Prendiamo atto, con rammarico, che per il Movimento per Faggiano i postumi della sconfitta si stanno rilevando più gravi del previsto. Si continua imper-

ripulsa delle Istituzioni. Noi continueremo a lavorare, come abbiamo sempre fatto sino ad ora per la nostra comunità. In questi mesi siamo intervenuti: arredo urbano: Via Salgari-Piazza Aldo Moro. Edilizia pubblica: Scuola media-Scuola Elementare e negli ambiti della Scuola Materna. Riaparmio energetico: tecnologia di telecontrollo e telegestione della pubblica illuminazione. Edilizia sportiva: Adeguamento struttura sportiva via Collina. Pista ciclabile: Ultimazione lavori della pista ciclabile che congiunge il territorio comunale con la frazione di San Crispieri. P.I.R.P : intervento di 575.000,00 euro per la parte pubblica di Corso Vittorio Emanuele. PAI: piano assetto idrogeologico, sistemazione dell’area soggetta a rischio idrogeologico a vari livelli. Area Vasta: euro 259.000,00 efficientamento energetico della rete Comu-

nale, euro 150.000,00 per completamento della pista ciclabile. Assetto viario: euro 100.000,00 per sistemazioni incroci e rondò. “Altro che capolinea”. Sappiano i rappresentati del centrodestra che la maggioranza non teme le banali inquisizioni, poiché tutte le attività sono portate a compimento all’insegna di parametri che sono imprescindibili: l’ onestà, la trasparenza e la correttezza. Suggeriamo, infine, ai registi inquisitori di pianificare meglio le attività politiche, perché quanto sin qui svolto vi relega perpetuamente alla opposizione e a perdere consensi. La politica in favore della gente è un sentimento nobile: è una cosa seria. Il vostro astio, il vostro livore, la vostra rabbia non vi aiuta a crescere. Imparate a sorridere!

Il circolo PD di Faggiano


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SAN MARZANO

di Mina Dimaggio Il Pd di San Marzano ha accolto con soddisfazione il diniego che la Regione Puglia (guidata da Vendola) ha espresso alla società Ecolevante per la realizzazione di una cava di 8 milioni e 500mila mᶟ a pochi km dal paese. Questa svolta ecologista nella politica dei rifiuti deve essere allargata in ogni comune. Coerentemente con questa

di Paolantonio Palumbo Momento particolare, per i circoli, nell’approssimarsi delle elezioni, ma anche progetti, proposte e speranze per la normalità dell’impegno politico quotidiano. Per conoscere più da vicino tutte le problematiche del circolo di Leporano abbiamo avvicinato il coordinatore Ciccio Franchini, il quale, nonostante non sia più un ragazzino, è pieno di energia positiva che trasmette a tutti gli iscritti. Segretario com’è la situazione del circolo? Il progetto PD a Leporano sta funzionando bene, dopo le inevitabili perplessità iniziali da parte di alcuni. Dopo anni di totale avversione dei cittadini verso la

impostazione il gruppo del PD in consiglio comunale ha condotto una dura opposizione all’amministrazione comunale che ha concesso l’autorizzazione all’apertura di una piattaforma dei rifiuti destinati al riempimento delle discariche e all’incenerimento. In quella delibera i proclami elettorali fatti dall’attuale giunta sulla partecipazione dal basso nelle scelte di interesse collettivo, sono state puntualmente disattese. Ormai non è più un mistero che le società private di stoccaggio di rifiuti di ogni tipo hanno tutto l’interesse ad aumenta-

re l’incenerimento ed il conferimento in discarica in quanto economicamente più vantaggioso rispetto ad un percorso diretto al riciclaggio che comporta costi più elevati. Attualmente, le modalità di smaltimento attraverso la discarica e l’incenerimento non permettono il riciclo e il recupero dei rifiuti che solo la raccolta differenziata porta a porta può assicurare. I democratici di San Marzano sono convinti che intorno al tema dei rifiuti ruotano interessi aziendali e politici molto forti che si scontrano inevitabilmente con gli interessi

politica in generale, e l’allontanamento dei partiti, oggi mi sento di affermare con soddisfazione che tutto sta cambiando; nuove adesioni, tra cui molti giovani, che si uniscono ai “vecchi iscritti”. A Leporano il PD è in amministrazione: qual è il rapporto con essa? Il circolo è in perfetta sintonia con la maggioranza. Stimolo e condivisione in tutte le scelta sinora prese, ma tenendo ben presente anche la giusta ed equilibrata autonomia tra l’amministrazione e il fare politica. Come si sviluppa il lavoro del Partito Democratico a supporto dell’amministrazione? Il PD in tutte le istituzioni dov’è maggioranza, e mi riferisco alla provincia e alla regione, è stato e sarà, mi auguro, a fianco del sindaco e della maggioranza. Non solo vicinanza politica, quella è facile farla sentire, ma vicinanza nei fatti. Molti sono i stati finanziamenti dati in rispo-

sta alle tante idee e progetti che il Comune di Leporano ha sottoposto all’attenzione degli enti locali superiori. Basti citare l’impegno, ad esempio, di Mineo e Pelillo al servizio del territorio leporanese. A tal proposito bisogna rimarcare l’ultimo finanziamento di 1.111.000 euro ricevuto per la ristrutturazione del Castello Muscettola; come si vede: fatti e non chiacchiere. Quali sono i futuri impegni del circolo? Siamo in campagna elettorale, tutti impegnati per la riconferma di Vendola alla Presidenza della Regione. E’ inutile motivarlo mi sembra; saremo impegnati, come circolo di Leporano, a far votare e cercare di far eleggere un rappresentante del nostro territorio. Altro impegno immediato è il tesseramento e il rafforzamento del rapporto tra dirigenti del circolo e i nostri elettori, anche se bisogna sempre tener presente la peculiarità geografica del nostro territorio. Segretario un ultimo appello? Sì, sosteniamo Vendola; non dobbiamo permettere che tornino a governare la Puglia coloro i quali l’hanno svenduta e che sicuramente continuerebbero a farlo.

della collettività, che a tale riguardo non può esprimere alcun parere perché rimane inascoltato. Proprio come è accaduto a San Marzano dove, contro la delibera di autorizzazione al centro di stoccaggio rifiuti da realizzare a soli 200 metri dal centro abitato ci sono state manifestazioni, cortei della popolazione e la raccolta di oltre tremila firme di dissenso che purtroppo non hanno prodotto alcun ripensamento nell’amministrazione. Oggi, il PD di San Marzano manifesta una ulteriore preoccupazione dovuta

all’assenza nel territorio del comune di un’isola ecologica al servizio dei cittadini in cui si adotti un metodo idoneo allo smaltimento di rifiuti non conferibili negli appositi contenitori di Rifiuti Solidi Urbani. Per questo motivo il circolo dei democratici annuncia di voler offrire assistenza a chiunque desideri avere informazioni utili per il corretto smaltimento di tali tipi di rifiuti, in quanto solo la promozione di uno smaltimento responsabile può garantire il recupero e il riciclo che sono il vero ed unico strumento per la salvaguardia e la tutela dell’ambiente.


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MONTEPARANO

di Lorenzo Rovito L’amministrazione comunale di Monteparano detiene un primato per il numero di cantieri aperti e per i tanti interventi in fase di progetto che ha approvato nel corso del suo mandato. Infatti, è molto lungo l'elenco dei progetti già finanziati: la ristrutturazione della scuola media, il rifacimento della strada rurale

di contrada Macchiatella, il completamento dei tronchi idrici in via G. Galilei, via Melingommia e via G. Cesare, il prolungamento di Via G. Galilei, la ristrutturazione del centro socio culturale con la creazione dell’area espositiva archeologica, la costruzione di otto alloggi IACP, la ristrutturazione del centro anziani più la riqualificazione della zona 167, la creazione di piazza “Brodolini” e la creazione di piazza con anfiteatro. Invece, è ultimata quasi del tutto l’isola ecologica, ed è finita la ristrutturazione del cimitero. Mentre, in fase di progetto

ci sono: la ristrutturazione di Piazza Castello, la zona industriale, il rifacimento della pubblica illuminazione a risparmio energetico e a costo zero, la piazza San Giuseppe e il parco degli ulivi. Per il sindaco, Cosimo Birardi, è questa la risposta migliore alle critiche, che ritiene infondate, della opposizione.

Il sindaco di Monteparano dott. Cosimo Birardi

Assemblea nel circolo PD di Monteparano Si è tenuta lunedì 22 febbraio nel circolo PD di Monteparano l’assemblea del candidato alle regionali, dott. Gigi Conte. Ad accoglierlo, oltre e ai numerosi iscritti e simpatizzanti, il neosegretario Lorenzo Rovito, il sindaco dott. Cosimo Birardi e il vicesindaco Francesco Blasi

(già segretario dei DS), i quali hanno espresso apprezzamenti per Conte, per la sua battaglia ambientale, per la sua autonomia politica nel PD e per la sua forte caratterizzazione territoriale. Diversi i temi toccati dal dott. Conte: la battaglia contro il nucleare, la mancanza

di infrastrutture in questa parte orientale della provincia, la politica fuori dalla sanità, l’eliminazione dei ticket e dell’addizionale regionale Irpef da parte del governatore Vendola, la questione morale e l’etica dei comportamenti in politica.

scavi. Conseguenza di ciò è che diventa pericoloso camminare a piedi, con una bici o con uno scooter perché si rischia, se non si sta attenti, di finire dentro un fosso o di cadere a causa dell'asfalto dissestato. Consapevoli dell'utilità e della necessità di effettuare i

suddetti lavori, quello che ci chiediamo è per quale motivo non esista alcuna vigilanza che garantisca ad operazioni concluse che le strade tornino nelle condizioni migliori possibili per essere praticate e che la qualità dell'intervento sia tale da durare a lungo?

PULSANO

di Maria Cristina Tomai Pitinca Da alcune settimane è in vigore un nuovo limite di velocità nel nostro comune, il Sindaco Ecclesia con una ordinanza ha abbassato a 40 chilometri all'ora la velocità massima di percorrenza in tutto il paese compresa l'area costiera. Il primo cittadino ha spiegato di aver preso questa decisione in base alla constatazione che l'anno appena trascorso è stato segnato dalla perdita di alcuni concittadini che sono stati vittima di incidenti stradali causati dall'alta velocità.

Grazie all'impegno profuso dell'Assessore Lenti e del comandante dei Vigili Urbani Zingarelli è già stata posizionata la segnaletica orizzontale e verticale che avverte gli automobilisti di moderare ulteriormente la velocità. Lodiamo l'iniziativa sperando che l'intento del Sindaco venga raggiunto e ci chiediamo se ci saranno controlli ed in che modo verranno effettuati. Intanto aspettiamo anche una nuova riorganizzazione della viabilità soprattutto nella zona nord di Pulsano. In molte strade che attraversano via Costantinopoli, nelle quali si procede in ambedue i sensi di marcia, è molto difficile avere un traffico scorrevole visto che molti, parcheggiando su entrambi lati, riducono fortemente lo spazio percorribile.

Come consuetudine ormai assistiamo ad un rituale che si ripete: ultimati i lavori delle diverse ditte che si occupano di effettuare interventi di manutenzione alle condutture di acqua, fognatura e gas, il ripristino del manto stradale non viene effettuato ad opera d'arte. Nonostante negli ultimi anni l'Amministrazione Comunale abbia proceduto ad asfaltare alcune strade del nostro paese, se ci si fa una passeggiata ci si accorge che le stesse sono state nuovamente martoriate. Questo è il risultato della scarsa qualità del lavoro di ricopertura effettuato, al quale spesso si aggiunge il fatto che le abbondanti piogge fanno la loro parte trasportando via il materiale utilizzato per ricoprire gli

DemocraticaMente  

Mensile di informazione Democratica del versante orientale della provincia di Taranto

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